il più bel giacinto del mio giardino


facchetti.JPGQuando avevo nove anni non capivo un cazzo, cercavo di far breccia nella nebbia leggendo qualche libro, a scuola ero bravo, omologarmi tra le quattro mura della scuola mi serviva a non rimpiangere il fatto di prendere bastonate a improperi quando giocavo a palllone. Ero una schiappa. Ero uno di quelli senza un minimo di tattica che segnano semplicemente perchè si trovano al momento giusto nel posto giusto e, soprattutto, non si stancano mai di fare avanti e indietro come i pirla. Abitavo a Novara, giocavamo nel quartiere di Sant’Agabio, il campetto era di fronte ad una cascina che nel 1989 fu rasa al suolo. C’era soltanto una cosa che mi faceva acquistare un po’ di credito: il mio pallone di cuoio vinto con i punti della nutella e firmato da Giacinto Facchetti. Non mi ricordo quanti vasetti di nutella dovetti svuotare per accumulare i punti, non potevo crederci, l’emozione di correre dal benzinaio per chiedergli, pallone in una mano e cannuccia di plastica nell’altra, di gonfiare il pallone con dentro la camera d’aria arancione. Un calcio in faccia o nel basso ventre ed eri finito, per venti minuti potevi arrenderti a stare lì ad aspettare di rientrare,maledicevi tutto tranne Giacinto Facchetti, la nutella c’entrava poco o niente, non c’entravano i soldi necessari per l’acquisto di ogni barattolo, era come se il pallone te l’avesse regalato lui, c’era la sua faccia e il sorriso sulla lettera che accompagnava il pallone di cuoio bianco e nero nuovo di zecca, era come se Giacinto ti avesse scelto tra un milione di ragazzini dalle ginocchia spellate e i gomiti neri per giocare in sua vece e diffondere un verbo di scivolate. Addio!

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2 thoughts on “il più bel giacinto del mio giardino

  1. zoff, burgnich, facchetti…
    è l’unico reparto arretrato di una nazionale che riesco a ricordare dopo tantissimi anni…icone, chiodi conficcati nell’immaginario di noi ragazzini che di solito preferivamo fare gli attaccanti in cerca di gloria…ignoranti di ogni sapere del dio eupalla…siamo cresciuti con loro, volenti o nolenti, e di questo li si deve ringraziare nell’ultimo saluto.

  2. Che belle parole, che bel brano !
    In poco tempo hai restituito anke a me che ho potu8to vivere solo il crepuscolo dell’ eroe cio’ che era per i ragazzi di un paio di generazioni Giacinto.
    Ti diro’ dopo che e’ morto ho visto il servizio di Sfide ( perlomeno mi pareva fosse di Sfide ) sul Giacinto e ti posso dire che mi ha fatto riaffiorare alla memoria l’ alone di Mitologia che emanava il modo in cui i miei genitori pronunciavano il suo nome.
    Mi sa che era proprio famosissimo se anche mia quando si parla di facchetti assume la stessa espressione di compaicimento di quando si nominano i personaggi famosi di quest’ oggi.
    Complimenti vivissimi per il bel pezzo
    ciao !

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