sono uscita a raccogliere un tuo bacio

5 thoughts on “sono uscita a raccogliere un tuo bacio”

  1. Io mando questo commento mentre è in atto una riflessione sulla valenza della scrittura così difficile da espletarsi con sincerità così come siamo immersi nel groviglio consumistico.
    Poi leggo queste poesie e mi si insinua il pensiero che mentre ci arrovelliamo la poesia fa il suo corso silenzioso a raccontare la vita senza teoremi.
    E forse corrode ancora di più il sistema di molti proclami.
    Forse…

  2. Non so se ho ben capito il commento di Maria, ma credo di poter rispondere sostenendo a piena voce che la storia della poesia ci insegna qualcosa, qualcosa che necessariamente deve essere ascoltato se davvero vogliamo fare poesia, una poesia che si attacchi al lungo treno dei poeti cheda secoli ci conduce presso interminabili stazioni, ci lascia guardare un mondo – una vita – limpidamente, chiaramente.
    Credo nella poesia di Ungaretti ma soprattutto credo nell’uomo Ungaretti.

    Grazie

  3. ” Ci lascia guardare un mondo – una vita – limpidamente, chiaramente ”

    La mia sensazione è che l’ispirazione poetica, rispetto agli altri modi di scrivere, utilizzi un occhio limpido sul mondo.
    Come in questo passo:

    ” La vita oggi è stata proprio in questi piccoli eventi:
    per la prima volta a mensa si serviva pasta al forno
    ed un uomo nel bus ha esclamato a gran voce
    “ti amo” alla sua bella. ”

    Ecco, forse la mia affermazione che ciò possa corrodere il sistema è un pò azzardata ma secondo me la poesia ha questa forza eversiva nel catturare ciò che di epico c’è nella quotidianità.

  4. “Ecco, forse la mia affermazione che ciò possa corrodere il sistema è un pò azzardata ma secondo me la poesia ha questa forza eversiva nel catturare ciò che di epico c’è nella quotidianità.”

    Ma guarda Maria ciò che quotidianamente noto con sempre maggiore frequenza, è il fatto ( o l’interpretazione direbbe Nietzsche) che la poesia è uno stato della realtà, è come un canale radio o televisivo, ma ancora di più: ogni esempio risulterebbe riduttivo per spiegare al meglio quale sia la forza della poesia; di certo c’è che la poesia non ammette confini, non ammette tagliandi nel dire che essa sia soltanto epica o prosastica o avente come tema il sociale o la contemplazione dell’amata o cos’altro: la poesia include tutto ciò, ma come ben dici, essa è interamente vissuta da un carattere di straordinarietà, di rarità, di meraviglia (come da millenni i più grandi affermano). Il fatto è che per porsi in ascolto ed essere partecipi di questa meraviglia, che ancor più della poesia è la vita, bisogna essere disposti ad abbandonare la tradizionale impostazione di valori che oggigiorno, come da sempre, si cerca di imprimere alla persona: e dico quelli di sobrietà, di mediocrità, di accettazione e disinteresse perpetuo verso ciò che ci circonda, insomma, una vita neanche un pò umana, credo.
    Per fortuna invece, che a volte si è toccati da qualcosa, e allora tutto cambia, acquisisce o si scopre un’intensità sconosciuta nel mondo.
    Ecco, ti dedico questa poesia scritta qualche giorno fa:

    Di noi

    Uomini di poche parole, bassi,
    di calce o di grasso le vostre mani, i jeans,
    le scarpe slacciate dalla terra, dalla nostra
    quieta mandata ad aprire e riposare per ore,
    al privilegio o presunzione di dire “Penso”.

    Voi, voce rauca dell’Italia,
    gente, padre e madre, sconosciuta
    all’ampiezza di una gioia, a quel gesto
    che ci esalta e ci rinnova.
    Dove andrà la saliva,
    la fragilità che non si vede?

    Nei muscoli assolati
    soltanto pudore la sposa conosce,
    lei che cucina, stira e ringrazia
    quando deve, quando le notti si fanno brevi.
    Raccolta in un bavaglio stretto alla gola,
    legata ad una preghiera, o catena,
    ancora ringrazia e s’addormente al proprio dolore.

    Ma non vedo differenza:
    anche se sicuri ci aggiriamo, ridendo
    ambiziosi, gelidi a quegl’inverni
    che domandano, vogliono qualcosa,
    amorevoli a chi ricambierà, anche solo
    con un clacson, ad un saluto involontario.

    Ancora negli occhi, quando ricordo
    quei corpi nudi, riconosco le stesse malformazioni
    farsi avanti, il miasma che ci invade
    dopo ogni corsa, qualsiasi corsa.
    Ognuno rincorre la propria sorte,
    accende, appena sveglio, una lampada,
    e sale ogni giorno su un pavimento, un asfalto,
    una speranza fatta azzurro,
    vento dritto in faccia.

    E allora il problema è degli intellettuali,
    dei poeti e tutte le persone che vorrebbero
    un mondo fatto di parole e bei pensieri,
    di amicizia per le cose prossime.
    Il problema è nostro se a venti, trenta o settant’anni
    non ci stanchiamo di credere in qualcosa,
    di innamorarci perfino dove l’amore
    è uno sparo isolato per queste contrade,
    negli occhi di chi ci odia e ci salva.

  5. Innanzitutto grazie per la dedica, chè questo non mi era mai successo.

    “La poesia è uno stato della realtà, è come un canale radio o televisivo,”.

    Rende l’idea.
    E bisogna amare davvero la vita.
    E secondo me bisogna scriverne davvero un pò di questa bellezza.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...