I ritorni. Lucio Battisti.

5 thoughts on “I ritorni. Lucio Battisti.”

  1. ” simboli non sai cosa siano,
    un’ortensia non è nemmeno quella.
    Hai la pazienza di un’onda
    compresa la tendenza
    a soffermarti mai,
    come fosse la fine.
    Non un dito notevole,
    ma dieci impercettibili soprusi,
    aperti come i mari,
    e come i mari chiusi.
    Neri i tuoi neri sconvolti
    divampati imperi irrisolti,
    e matematicamente rivolti
    a contenere zeri.
    Impensabili però malleabili,
    ballabili mammelle
    abbracciate alle quali volteggi
    sotto il lampadario delle stelle,
    inutilmente imitatrici dei tuoi denti.
    Prendi, e dagli spaventi
    tanto sentimentali,
    tiri le diagonali dei sospiri violenti.
    Svegliata la mattina,
    guardi nel posto accanto
    lo sfinito e per quanto
    respira o non respira.”

    madonna come ritorna pure a mme!!

    ciao lucià

  2. Caro Luciano, anche tu sei un cultore del tardo Battisti, quello del grande Panella? E pensare che quando uscirono quei dischi, gran parte della critica li bollò come astrusi e inascoltabili… :(

    (L’artista non sono io
    sono il suo fumista)

    luigi

  3. Ogni volto che ascolto “I Sacchi della Posta”, “Potrebbe essere sera” e “Stanze come questa” mi vengoni i brividi.

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