Una nuova casa. Editrice.



Qualche giorno fa, ascoltando la radio, mi è successo di cogliere il discorso di uno speaker che sottoponeva i suoi ascoltatori a un semplice test, a proposito dei recenti fatti relativi al dibattimento parlamentare sull’immigrazione clandestina nel nostro paese. Ebbene, la domanda ‘pilota’ era volta a scoprire il grado di attaccamento alle proprie radici da parte del singolo individuo. Potrei chiedere al lettore “ti senti più Leccese, Pugliese, Italiano, o Europeo?”. Ebbene, se questa domanda anziché essere posta a una persona avesse come destinatario il nuovo soggetto editoriale del quale sto scrivendo ognuna delle quattro risposte sarebbe insufficiente, per il semplice motivo che la neonata Edizioni Controluce, pur affondando le proprie radici nell’esperienza e nella tradizione ha deciso di scommettere su un catalogo che possa ospitare ‘visioni’ di altri mondi editoriali che altrimenti non ci sarebbe dato di conoscere se non in lingua originale. Il panorama letterario del nostro paese si arricchisce da oggi di una nuova voce, le Edizioni Controluce. Chi fosse interessato può visitare già da adesso il sito internet sul quale possono essere lette le anticipazioni delle uscite relative ai prossimi mesi (www.edizionicontroluce.it), oltre che le schede dei libri in uscita. Ogni casa editrice si differenzia dalle altre per le caratteristiche delle sue scelte. Si parte dalla scelta grafica per arrivare alle scelte più delicate, quelle editoriali. La scelta della linea editoriale è infatti quella capacità di unire quel sottile e rizomatico conglomerato di pensieri, decisioni e intenzioni, che hanno fanno concretizzare il desiderio di dare vita a una nuova ‘voce’. La scelta di Edizioni Controluce è manifesta, la neonata casa pugliese intende puntare sulla qualità del proprio catalogo, mantenendo i presupposti di una ricerca letteraria che, a differenza di chi guarda spesso al proprio orto, darà spazio ad autori di tutto il mondo, dalla narrativa alla saggistica. Nello staff della casa editrice confluiscono le competenze di Simona Muci per quanto riguarda la direzione, Francesca Sammarco per la redazione, Stefano Donno per l’ufficio stampa e della giovane Loredana My per quanto riguarda l’ufficio tecnico. Nomi che un lettore più attento può facilmente ricondurre a una delle esperienze editoriali più interessanti è attive non solo sul territorio nazionale, Besa Editrice.
I primi tre titoli scelti sono indicativi di questo modus operandi, tutti e tre sono infatti scritti da autori stranieri, ognuno con una storia particolare; si va dalla Romania all’Australia, passando per l’Albania raccontata dal grande Ismail Kadarè. A cominciare da “Uccelli del Cielo” del romeno Vasile Andru, già autore di una ventina di volumi, tra romanzi e saggi; con molta probabilità uno dei prosatori romeni più importanti degli ultimi decenni, un autore che ha contribuito al rinnovamento della letteratura del proprio paese. “Uccelli del Cielo” è un libro che si legge d’un fiato, ambientato nella Bucarest di Ceauşescu, messa a soqquadro dalle demolizioni operate per costruire la residenza del dittatore; una testimonianza interessante, per non dimenticare il dramma della Romania, una storia recente che sembra già lontana e che non possiamo sottovalutare in certi dibattiti. Ismail Kadarè è un autore che non ha davvero bisogno di presentazioni, in Italia ha pubblicato i suoi romanzi con Longanesi e, nel 2000, ha pubblicato “La commissione delle feste” per la Besa Editrice. Con le Edizioni Controluce l’autore albanese in odore di Nobel ha deciso di pubblicare “Eschilo il gran perdente“, un saggio che si legge come un romanzo, dove è raccontata l’importanza di uno dei fondatori mitopoietici della cultura mondiale, lo scrittore della Grecia Antica che ha dato forma e coordinate a quelli che sono i nostri miti, vedi alla voce Edipo o Prometeo, tanto per fare due nomi. Kadarè-Eschilo sa che cosa vuol dire vedere un fratello che porta la guerra al fratello, provenendo egli da una terra teatro di scontri politici e religiosi; non è un caso se il confronto con lo scrittore dell’antichità diventa un pretesto per affrontare tematiche dell’oggi, nelle quali si cerca di rendere ragione della cultura da cui tutti proveniamo. Su questo, rubando un’espressione crociana, “non possiamo non dirci greci”. Il terzo titolo è “Con folle stupore”, di Michael Wilding, uno degli scrittori australiani più interessanti del momento, già compilatore del “The Oxford Dictionary of Short Stories”, autore riconosciuto per i suoi racconti. Il romanzo di Wilding presenta uno spaccato semi-autobiografico della storia recente e delle abitudini dell’autore, tra Australia e Inghilterra, paesi dove ha lavorato e insegnato per diversi anni. La programmazione della casa editrice, suddivisa in collane – le prime due sono Passage e Riflessi – darà spazio anche a titoli di autori del nostro paese. È già programmata la pubblicazione di una trentina di titoli. Uno sguardo al catalogo ci fa incontrare autori già affermati, come Fatos Kongoli, del quale nel 2009 verrà pubblicato l’atteso “Il suicidio di Damocle”, oppure studiosi come Georges Lapassade, che uscirà con il saggio “Sulla dissociazione”. Per la casa editrice verrà anche pubblicato, per la prima volta tradotto in italiano “Sunday Special”, opera prima del talentuoso scrittore australiano Michael Reynolds. Interessante riscoperta sarà la lettura di una nuova edizione di ” De Anatume morsu et effectibus tarantulae”, di Giorgio Baglivi, medico ragusano di origini croate vissuto tra il ‘600 e il ‘700. A luglio è invece prevista la pubblicazione del volume antologico di Gezim Hajdari, nel quale verranno ripercorsi gli ultimi dieci anni della sua produzione, quelli che vanno dal 1997 al 2007. Tra gli autori italiani, oltre ai nomi come Ferdinando Boero, Tullio Pinelli, Alessandro Angeli, Maria Vittoria Morokowski, sarà l’occasione per leggere il secondo romanzo di Luisa Ruggio, già autrice di Afra, che uscirà con il suo “Favola scarlatta della stanza che non si trova”. Viste le premesse la neonata casa editrice si pone come interlocutrice di fiducia per il lettore, reinventando in modo fresco il ‘fare catalogo’, ovvero quella capacità che mescola saggezza e sfrontatezza, nel dare forma a una selezione editoriale; il compito di un editore non si limita al solo pubblicare testi, il patto con il lettore si rinnova quando ci è dato di leggere un libro che è frutto di ricerca costante. Riconoscere e riconoscersi nella filigrana invisibile di una banconota così preziosa, in “controluce”, in quel filo sottile che ne certifica l’autenticità, è anche un modo per ritrovare un po’ di tranquillità nel mare magnum dei falsi d’autore.

pubblicato su “il Paese nuovo”
del 10 giugno 2008

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