Post coitum omne animal triste est


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“Post coitum omne animal triste est”. Tradotto vuol dire pressappoco questo, che ogni animale, appena terminato l’atto riproduttivo è triste. L’animale in questione è l’uomo, l’animale razionale, ovvero l’animale che rende in termini di razionalità ogni suo vissuto. Secondo questo antico precetto l’uomo dopo aver fatto l’amore è preso da un magone terribile, invidia già se stesso nel momento appena trascorso, vorrebbe che il piacere fosse eterno. Tutte le cose belle, soprattutto quando raggiungono un culmine, sono destinate a riverberare nei ricordi con una punta d’amarezza. Un po’ quello che è accaduto, per quanto mi riguarda, per la mia esperienza con il quotidiano “il Paese nuovo”, con il quale ho cominciato a collaborare dall’inizio di marzo. Ahimè, l’esperienza è momentaneamente conclusa e sospesa per il fatto che sono momentaneamente (?) sospese e concluse le pubblicazioni di detto quotidiano. Chi sia interessato può leggerne qui un resoconto scritto da Mauro Marino, che ci ha condotto in questa avventura. Io a dire il vero avevo rintracciato qualche ferma e decisa avvisaglia anche qui, su un altro blog altrettanto amico, quello di Daniele Greco. Chiunque può cercare di intendere, dalla lettura di entrambi gli interventi, motivazioni che possono essere o non essere, mi astraggo. Per quanto mi riguarda l’esperienza con “il Paese nuovo” è stata qualcosa di eccezionale. Riferisco episodi ‘a braccio’. L’amico che mi incontra per dirmi che segue il mio romanzo a episodi – appena mi organizzo vi faccio sapere anche di questo, le 10 puntate sono già belle che scritte, non vi preoccupate. Gli amici che mi chiedono i pdf delle puntate via email perché sono extrasalentini. L’amico che mi incontra per dirmi che 6.000/20.000 battute di articolo sono un po’ troppe, ma come dirgli che all’indomani della vittoria di Berlusconi non potevo non scrivere “Il ritorno del Caimano“?. L’amico che mi incontra per dirmi che dovrei considerare un po’ di autoediting. Per tutti loro c’è il mio blog, dove al momento posterò recensioni e interventi come sempre. Insomma, lancia in resta si va avanti, comunque, perché in quelle pagine è accaduto qualcosa di realmente CULTURALE. Animati come siamo dalla passione per la scrittura e per la diffusione della cultura, senza pensare sempre e soltanto al proprio asshole. Ebbene, il quotidiano non esce da tre giorni. Quindi, che fare? In Salento non ci si stupisce, in Salento funziona tutto così. In Salento si lavora gratis perché un giorno si avrà qualcosa. In Salento si lavora gratis nelle case editrici, si lavora gratis nei giornali, si lavora in nero dovunque, nei bar, nei pub, come notava l’amico Massimo Ferrari proprio su “il Paese nuovo”, si lavora in nero negli stabilimenti balneari. Ma come accettare di perdere un luogo dove si poteva dare spazio al non luogo, un vero e proprio luogo d’allerta, per usare un’espressione cara a Mauro e Piero? Allora non vi lamentate se siamo precari – soprattutto voi, imprenditori che avete perso alle ultime elezioni – perché ci sono quelli coi soldi che non investono e non vogliono investire, da sempre così, ci abbiamo fatto il callo. L’altra sera ero a cena con uno dei poeti più bravi della mia generazione, ebbene, mi sono lasciato andare in una battuta, “…sono così precario che se vai sulla treccani digitale alla voce call-center trovi me” (in compagnia di Accardo, Bajani, Dezio, Falco, Nove, Desiati e altri), purtroppo non è una battuta; non sapevo che dopo qualche ora mi sarei trovato nell’impossibilità di continuare a co-andare in questa avventura. Mauro, Elisa, Vito, Irene, Beppe, e tutti voi, è stato un bel coito, un bel co-andare, spero che si ripeta come già è stato in altri luoghi e in altri modi; è stato davvero un bel coito, e io alla fine mi sento già un po’ triste. […continua?]

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4 thoughts on “Post coitum omne animal triste est

  1. allora quelli tristi di già siamo in due….
    ho letto sul blog di Mauro…
    ho letto ….eppure avevo un altro dei miei racconti strambi da inviare…un altra mezza idea da scrivere…puf! le cose belle nn sono per sempre(?)

    onore mio caro Luciano, cari amici…onore mio.

    Irene L.

  2. grazie per la segnalazione, Luciano. io non avrei voluto che si interrompesse questo paese nuovo e, in particolare, nè la mia esperienza personale, nè quella di chi c’è stato prima e dopo il mio passaggio fulmineo. sono insieme a voi, in prima linea.

  3. di quel che scrivi condivido molto
    Luiciano caro
    ma amo più di tutto quel che il lemma BATTUTE
    ha significato nel tuo dire
    amo le “battute” da sorriso amaro
    e amo le “battute” di segno dalliano
    e ancora amo e mi mancheranno
    (…)
    le “battute” LIBERE de Il PN
    libere perchè ho potuto scrivere quel che pensavo
    senza alcuna censura
    libere perchè non costrette nel numero
    (come accade quasi dappertutto…)
    libere perchè destinate ad aprire le (plurale) LIBERTA’
    una delle quali -all’evidenza- poco importa all’editore…
    abbraccio a tutti

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