Un deputato piccolo piccolo. Se il diario di Anna Frank diventa un libro osé.


Bisogna andare indietro fino al 1948, a George Orwell e al suo capolavoro 1984, perché venga in mente un immagine simile, quella cioè di un Potere che crede di cambiare la storia cancellandone le tracce. Il fatto è noto e oramai sempre più “tristemente noto”, proprio a ridosso della prossima Giornata della Memoria, proprio dopo che qualcuno ha tentato di trafugare l’insegna “Arbeit Macht Frei” dal campo di concentramento di Auschwitz, qualche settimana fa, e, infine, proprio dopo la recente scomparsa Miep Gies, la donna che salvò il diario della piccola Anna Frank (già, una ragazzina) dall’oblio della Storia. In questo contesto si inserisce la ‘minchiata’, non esiste altro termine nemmeno a sviscerare i quasi 300.000 lemmi della nostra lingua uno a uno, di un deputato della lega, Paolo Grimoldi, il quale si accorge che in una quarta elementare del paese di Usmate Velate (Monza-Brianza), uno dei testi di lettura adottati è proprio il “Diario di Anna Frank”. Il solerte lettore si imbatte nei passi in cui Anna Frank, di poco adolescente, scopre la sua sessualità, descrivendola nel diario (si tratta di pagina 220); certo, se Anna non fosse stata una perseguitata anziché scrivere un diario avrebbe confidato i suoi segreti all’amichetta del cuore, ma sai, quando sei ebreo e vivi in una soffitta per nasconderti dai nazisti è difficile non cercare passatempi per impiegare la mente e non pensare al Terrore. Il deputato quindi decide che il testo è inadatto alla quarta elementare. Apro una parentesi. Io la quarta elementare l’ho frequentata in una scuola di Novara, in Piemonte. Anni ottanta, prima che la Lega dilagasse. Nelle ore di Musica ho imparato a suonare Bella Ciao con il flauto. Tra le letture che ci accompagnavano dalle elementari alle medie, oltre che Anna Frank, c’era “Se questo è un uomo” di Levi, e c’era anche Rigoni Stern e Calvino, racconti che descrivevano l’orrore senza andare troppo per il sottile. Che fine hanno fatto gli attributi dei professori? Possiamo davvero sentirle tutte? Perché i professori non vanno in parlamento e perché, soprattutto, i deputati della Lega Nord non tornano a scuola, almeno per laurearsi? Dato che a ognuno di noi, qualsiasi professione vogliamo intraprendere, è stato chiesto almeno una volta di mostrare il curriculum, facciamo un salto su Wikipedia per conoscere il pedigree culturale di Paolo Grimoldi. Apprendiamo che il giovane uomo, nato nel settembre del 1975 (mio coetaneo), si è Diplomato presso un Liceo Scientifico e ha svolto la professione di artigiano. Fin qui tutto bene, direbbe il protagonista de “L’odio”, quel che importa non è la caduta, ma l’atterraggio. Il nostro si è infatti prodigato come coordinatore dei Giovani Padani, una carica che proviene da un lavoro strenuo, un rastrellamento di energie, una profusione di volantini propagandistici per andare incontro alle esigenze di odio e risentimento dei padani doc, delle vere e proprie chicche tra le quali non possiamo non citare “Per Prodi lo studente padano vale 4,80€” insieme a un altro caposaldo della letteratura mondiale della propaganda quale può essere “Non vogliamo diventare gli asini d’Europa”. Sta tutto sul sito, basta andare su Wikipedia e navigare tra i link del sito di Paolo Grimoldi. Ora, quella che nutro non è certo una riserva sul campo. Io stesso ho sempre svolto lavori che ho imparato col fare, molta pratica a cui segue la teoria e poi ancora pratica. Quello che più dovrebbe farci pensare, forse, è che il parlamento è pieno di certi loschi figuri che, senza un minimo di preparazione storica o culturale, riempiono le pagine dei giornali con proclami irriguardosi. Basti pensare che il diario di Anna Frank è stato riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, proprio come le Dolomiti, per fare un esempio che potrebbe risultare più vicino alla sensibilità del Grimoldi; non Charles Bukowski, né Henry Miller, né tanto meno Alberto Moravia, che in “Io e lui” rendeva protagonista di un romanzo niente meno che il membro del co-protagonista. A dire il vero è la stessa cosa che accade oggi, se è vero che il cielodurismo leghista, entrato definitivamente in parlamento ha ridotto tutto a una querelle sessuale, perfino l’Olocausto. Orrore.

nel fotomontaggio una Anna Frank ignara e il deputato Paolo Grimoldi

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