“Più forte della verità”, Daniele Greco recensisce “È tutto normale”


Più forte della verità.

È tutto normale
di Luciano Pagano è uno dei libri più belli letti in questo 2010. Un bellissimo romanzo denso, con una scrittura secca e lineare e un vortice di suggestioni e di spunti di riflessione. Ammetto con estrema sincerità che la tematica della omogenitorialità legata ad alcuni personaggi è rimasta nella mia lettura come sullo sfondo, non come il motivo principale del libro.
Marco, dopo la morte della madre Eleonora, viene accudito da due genitori maschi. Carlo, il marito di Eleonora, e Ludovico che da amico della coppia diventa l’amante di Carlo. L’infanzia di Marco ci è restituita solo dalle suggestioni della nuova coppia che congettura sul figlio proprio nel giorno in cui questi è in procinto di tornare a casa dopo la discussione della laurea in architettura. Marco, oltremodo schivo e riservato, ritorna in Salento in compagnia di un non ancora specificato Kris. Così per tutta la prima metà del libro i due genitori discutono dell’eventualità e dei timori che questi possa essere uomo o donna; e cercano un appiglio alle loro aspettative evocando alcuni momenti topici dell’educazione da loro impartita a Marco: nient’altro che come una coppia “normale”.

Ma la vera materia del romanzo mi pare essere collegata alla dimensione temporale dell’opera. Se la fabula si svolge tutta nell’arco di una giornata, le digressioni e le analessi dell’autore valgono invece a creare nel lettore un vero e proprio percorso di conoscenza che abbraccia la vita di Marco dal suo concepimento al ritorno in Salento. Solo al lettore è concesso il piacere di avvicinarsi sempre più alla verità intima di quel legame che tiene assieme Marco, Carlo, Ludovico ed Eleonora. Una buona parte degli eventi più significativi sono in parte nascosti agli stessi quattro protagonisti. Ciascuno ha una conoscenza parziale. È depositario del proprio segreto, poiché la morte precoce di Eleonora è l’assenza-presente di quello che sarebbe stato o che forse è un fortissimo ménage a quatre.

È tutto normale – come si percepisce in maniera limpida e come afferma lo stesso Pagano – è il tentativo riuscito dell’autore di fare i conti con una storia d’amore. Niente di più difficile per uno scrittore che scrivere d’amore senza cadere nel banale, nel ridicolo o peggio nella sciatteria. L’amore di Pagano prende forza da una mancanza, quella di Eleonora, che potrebbe generare lo sgomento più atroce, il vuoto, l’irruzione della morte anche in chi “resta”: come Carlo, Ludovico e Marco. E invece il miracolo si compie ma ad un prezzo altissimo che resta la vera chiave del libro. Senza svelare nulla, il pegno che si conquista chi legge questo bellissimo libro è che taluni legami di sangue procedono con un macigno di segreti e di misteri che si alimentano talvolta di bugie a fin di bene. Come scrive Pagano citando nel finale Malamud “Ogni buona azione riduce il male nel mondo”. La giornata di Marco, Ludovico e Carlo termina dopo una serie di imprevisti assolutamente credibili, che deviano dal corso di un esito tutt’altro che scontato. La relazione tra questi tre uomini è tenuta in vita da una menzogna che è rappresentata da uno smisurato atto d’amore e di sacrificio: annullare le proprie rivendicazioni più immediate, ma solo al fine di continuare ad alimentare quell’amore che è più grande di ogni verità.

Daniele Greco

l’articolo su Postoristoro

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