ANTEPRIMA “Il bisogno dei segreti” (Las Vegas Edizioni) di Marco Candida. In libreria dal 16 Febbraio


Su “Il bisogno dei segreti” (Las Vegas Edizioni) di Marco Candida.
Luciano Pagano

“Nella mano destra tiene il romanzo di Dostoevskij Delitto e Castigo. Pensa di considerarlo un libro abbastanza stupido. In fondo è la storia di un uomo che per passare alla storia come Giulio Cesare o Napoleone decide di uccidere la sua vicina di casa. Connie lo considera un libro demenziale. Sarebbero questi quelli che consideriamo i grandi uomini della storia di questo mondo? Connie pensa che in fondo se nei libri di storia non si fossero mai menzionati i nomi dei grandi carnefici un libro come quello di Dostoevskij non avrebbe mai avuto  ragione di esistere. In fondo essere menzionati nei libri di storia forse non è esattamente la stessa cosa che passare alla storia. Connie pensa che non è esattamente sempre per merito che si passa alla storia, ma anzi per grande demerito […]

da “Il bisogno dei segreti” di Marco Candida

L’universo di Marco Candida è la diretta emanazione di una mente narrante che non si accontenta di descrivere, ma che proprio in virtù dell’essenza creatrice della scrittura, ‘crea’ il mondo attorno ai suoi protagonisti e lettori.
L’universo delle parole entra fin da subito in quest’opera, così come ne “La mania per l’alfabeto” (Sironi) e ne “Il diario dei sogni” (Las Vegas Edizioni) Marco Candida ci aveva stupito con la presentazione delle sue ossessioni portatili, quotidiane.
Uno dei modi con cui Marco Candida approccia la realtà narrata è quello dell’ironia; un’ironia sincera, reale, nulla a che vedere con quella pallida forma di umorismo a orologeria cui ci hanno abituati alcuni comici che di comico hanno soltanto la pretesa di sembrare comici. L’ironia, il sarcasmo, sono le armi più complesse con le quali si possa raccontare una storia in modo disincantato, affetti da un forte realismo, dimostrando nei risultati l’esatto contrario, ovvero sia rimanendo sospesi in una dimensione di sogno, che poi è il secondo elemento, dopo l’ironia, che si infiltra senza soluzione di continuità nelle narrazioni di Candida.
Se un capolavoro come l'”Ulisse” di James Joyce non ha bisogno di una trama e di un conflitto, si chiede a un certo punto Connie nel romanzo, è perché basta la presentazione della realtà, con le sue vicende e le cose che accadono, a creare una storia. Questo è un trabocchetto che Candida semina ne “Il bisogno dei segreti”, uno dei tanti. L’autore è consapevole di quanta perizia ci voglia per rendere naturale ciò che non lo è, per rendere ‘storia’ ciò che allo sguardo del lettore può sembrare semplice narrazione consecutiva dei fatti. L’approfondimento dei personaggi è compiuto, e sembra a questo punto che la prova de “Il diario dei sogni”, finito nel 2007, trovasse sostanza proprio nell’approfondire la psiche dei personaggi, ancora più che nel primo romanzo, anche a costo di prendere ‘sentieri interrotti’ e dovere ricominciare daccapo.

C’è un’altra componente interessante nel romanzo, quella relativa alla quotidianità del rapporto con la rete e i social network, oramai facenti parti della nostra vita a tal punto che “Il bisogno dei segreti” è proprio quel bisogno a tenere viva la nostra privacy, il nostro personale recinto entro il quale non fare entrare nulla e potere liberamente esprimere noi stessi. Connie ha a che fare da una vita con i segreti di tutti coloro che la circondano e saranno proprio questi segreti e il suo bisogno metodico di registrarli a dare una svolta e imprimere un senso a questa storia. I diari si trasformano in registrazioni, le registrazioni in intercettazioni rubate, frammenti di vita, video su internet. Nessuno può immaginare cosa può nascondersi dietro questa ventinovenne, rimasta minuta e intelligente.
Marco Candida è un autore che ha le visioni, come scriverebbe D’Orrico di un personaggio del suo primo romanzo, i suoi ‘mezzi’ questa volta sono diretti a scandagliare la realtà della famiglia italiana, di quella fetta particolare così numerosa eppure così sfuggente, dei ragazzi tra i venti e i trenta anni di età. Mai come in questo scorcio di epoca questa generazione è quella che ha subito più scossoni e cambiamenti. È un po’ quello che è successo nelle narrazioni di Candida, che sono passate da una maggiore introspezione a una considerazione piena del ruolo dell’individuo all’interno del suo habitat sociale.

Tra leggere gli americani e andare in America c’è una bella differenza, potremmo dire. In questo romanzo entra tutta l’esperienza recente di Marco Candida, scrittore al di sopra e al di fuori di ogni steccato che va in America per noi e ci restituisce una narrazione dell’Italia che si lascia influenzare pur restando salda nella nostra lingua, un minimalismo che non si traduce in pochezza, una nettezza di sguardo sul mondo dove non sono rari i ‘lampi’ dell’inaspettato e dove il terrore quotidiano si insinua nelle cose più semplici. Nel romanzo i diversi personaggi, Connie, Manuel, Katrina, Ginevra, Murgia, si alternano con le loro esperienze personali, come in un film di quadri dove tutto si riannoda. Il finale è degno di un sapiente costruttore di thriller, consapevolezza che Marco Candida saprà sfruttare in questo genere, quando sarà il momento. “Il bisogno dei segreti” si situa in quel cono d’ombra speciale, “quando il nostro cervello non riconosce più il confine tra la fantasia e il disumano”.

Si potrebbero parafrasare le parole di Connie, la protagonista, dicendo che “ogni parola ogni espressione” per Marco Candida sono “una conquista”, un gesto di riappropriazione debita, frutto di uno scavo del quale, come è giusto che sia, il lettore non intravede se non la leggerezza e la fluidità della forma finale. È come se ogni pagina de “Il bisogno dei segreti” mettesse il lettore di fronte a domande terribili sulla sincerità e sull’opportunità di annullarsi per riuscire a vivere nel mondo contemporaneo oppure, se proprio non possiamo rinunciare a noi stessi, riuscire a convivere con l’ipocrisia. Il lettore percepisce la rottura di quella barriera tra il sé e l’opera, non si sente al sicuro, la prima cosa che Connie mette in pericolo e proprio quella nostra certezza che richiusa la pagina nessuno si metterà a spiare come nascondiamo i nostri segreti e mettiamo a tacere la nostra ipocrisia. La cosa più interessante è che Marco Candida realizza tutto questo in un romanzo che non annoia in nessuna delle sue duecento pagine, cosa che accade spesso percorrendo le pagine di alcuni coetanei di Marco, e non solo.

Luciano Pagano

§

Marco CandidaIl bisogno dei segreti
Las Vegas Edizioni, i jackpot, 16, pp. 200

About these ads

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...