Intervista a Luigi Milani, direttore di eTales, la nuova collana di Graphe.it Edizioni, con un’anticipazione


Ho il piacere di dare notizia delle ultime uscite di “eTales” (http://www.graphe.it/03-narrativa), la collana di narrativa digitale di Graphe.it Edizioni (www.graphe.it), approfittando per fare qualche domanda allo scrittore e giornalista Luigi Milani (http://www.graphe.it/milani-luigi), direttore editoriale della collana.

Come è nata l’idea di questa collana e perché la scelta di pubblicare racconti?

Da sempre appassionato di tecnologia, oltre che di letteratura, seguo da molto tempo l’epopea dell’ebook. Nel corso di questi ultimi anni si è verificata una promettente accelerazione nella diffusione di questo nuovo mezzo, una circostanza che ha convinto sia me che l’editore che forse i tempi fossero maturi per lanciare una collana interamente “digitale”, ossia in ebook.

Si è deciso di pubblicare racconti fondamentalmente per due ragioni: da un lato, perché pensiamo che la loro tipica lunghezza si sposi particolarmente bene con il tipo di apparecchi e le modalità di fruizione dei testi stessi. Dall’altro, quello che secondo alcuni è un limite dei racconti, ossia la loro presunta frammentarietà, ci sembra al contrario un punto di forza. Ad esempio ci piace molto l’idea di poter offrire testi leggibili nell’arco di uno spostamento in metropolitana o in autobus, o, perché no, nei vari tempi morti che spesso punteggiano le nostre giornate.

Francesco Verso (Premio Urania 2009) (http://www.graphe.it/verso-francesco) e Sandro Battisti (http://www.graphe.it/battisti-sandro) sono entrambi autori di racconti ambientati nel futuro sfruttato come lente per descrivere la realtà; avete in cantiere altre storie? Se sì, vi aprirete a altri generi?

Sì, abbiamo in programma parecchi altri racconti, di autori più o meno noti, e che spaziano tra i generi, dal thriller storico all’horror alla satira, senza tralasciare temi di denuncia, come è avvenuto per le prime uscite della collana, con i racconti di Valerio Varesi (http://www.graphe.it/varesi-valerio) e Andrea Franco (http://www.graphe.it/franco-andrea). Il mese prossimo invece – ti do un’anticipazione assoluta – sarà interamente al femminile, e vedrà due autrici misurarsi con storie noir e mistery. In definitiva, si può dire che l’unico discrimine è rappresentato dalla qualità della scrittura.

L’editoria digitale con l’avvento dell’ebook e il selfpublishing (youcanprint, lulu, etc.), insieme alla notizia che Amazon è diventato a tutti gli effetti un editore hanno dato più spazio agli autori togliendone agli editori, o questo secondo te potrebbe essere l’avvento di una fase ‘nuova’ in questo rapporto?

È presto per individuare le conseguenze che i fenomeni da te citati potranno riverberare sul mondo dell’editoria. In generale non credo però che rappresentino un pericolo, né per gli editori, né per gli autori. Certo, cambieranno certi equilibri, almeno per come li conosciamo oggi, e sono in molti, soprattutto tra gli editori, a temere la “potenza di fuoco” di un colosso come Amazon, ma personalmente sono ottimista. Sono anzi dell’avviso che crescerà l’offerta di titoli, offrendo nel contempo agli autori nuove possibilità di vedere pubblicata e/o diffusa la propria opera. Semmai, in questo periodo di transizione, si registra un certo nervosismo da parte degli agenti letterari, che paventano il rischio di vedersi “bypassati” nella filiera editoriale.

Per concludere, sento di poter rispondere affermativamente alla tua domanda: non solo, la “fase nuova” è già cominciata, e a breve mostrerà i suoi effetti. Non tutti i soggetti coinvolti li apprezzeranno, ma questo in fondo fa parte del gioco.

Per concludere, cosa consiglieresti a un esordiente che vuole pubblicare?

Innanzitutto, a monte di ogni mossa successiva, gli consiglierei di leggere molto, al fine di arricchire il proprio lessico, cominciare a comprendere i meccanismi narrativi e confrontarsi con gli inevitabili modelli. Quindi scrivere e… riscrivere il testo che si desidera sottoporre a eventuali editori, senza mai accontentarsi delle prime stesure. Fatto ciò, suggerirei al nostro autore di individuare quelle case editrici il cui catalogo mostri delle affinità con il testo da proporre. Tendenzialmente gli editori medio-piccoli hanno maggiore apertura o disponibilità nei confronti degli autori esordienti: è a loro che consiglio di rivolgersi. Semmai, ci sarà tempo per “crescere” in seguito.

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