13 Gennaio 2012 – “Lecce sbarocca” (Besa Editrice) di Franco Ungaro. Presentazione alla libreria Feltrinelli di Lecce


“LECCE SBAROCCA” DI FRANCO UNGARO (BESA EDITRICE)

LIBRERIA FELTRINELLI POINT DI LECCE

Via Cavallotti 7/a Lecce

Presenta Luisa Ruggio
Letture a cura di Alessandra Crocco

13 gennaio 2012 ore 18,00

Franco Ungaro a lecce presenterà il suo libro uscito per Besa editrice dal titolo “Lecce sbarocca” il 13 gennaio alle ore 18,00 presso la libreria Feltrinelli Point di Lecce in via Cavallotti 7/a. Dialoga con l’autore Luisa Ruggio. Leggerà alcuio brai del libro l’attrice Alessandra Crocco.

Franco Ungaro (1952) Lavora, a tempo più che pieno, ai Cantieri Teatrali Koreja diLecce. Nel 2006 ha pubblicato Dimettersi dal Sud.

Ogni regione, ogni capoluogo, e quasi ogni paese ha in Italia e forse in tutta Europa il suo cantore, il suo storico, il suo linguista, il suo poeta dialettale, i suoi innamorati. Ma gli innamorati non sono tutti eguali, ci sono gli innamorati entusiasti e ci sono anche gli innamorati delusi, e gli innamorati non della città ma della possibilità di conquistarla, di imporvisi.Lecce non è da meno, ieri come oggi. Le librerie di Lecce hanno necessariamente la loro vetrina e il loro scaffale dedicati all’editoria locale. Ci sono le guide turistiche, i libri di cucina e di folklore, i libri di storia, i dischi di pizzica, i romanzi di autori del luogo o sul luogo, i poeti vernacolari, le memorie paesane, le cartoline firmate e talora dei ninnoli, l’artigianato locale, le statuine di cartapesta, e magari le buste di taralli e di biscotti…Tra questi libri troverà senz’altro posto questo di Franco Ungaro, che è alla confluenza di più generi, ma che appartiene alla schiera delle dichiarazioni d’amore esigenti. E se un innamorato o innamorata non sa vedere e considerare i difetti dell’amata o dell’amato insieme ai suoi pregi, e se non amerebbe veder sparire i difetti e trionfare i pregi, che razza d’amore è mai il suo? Un amore stupido, un amore melenso, un amore ipocrita. Franco Ungaro è un innamorato esigente, e sa vedere di Lecce il buono e il cattivo, il bello e il brutto. Sa vedere e sa giudicare.

(dalla Postfazione di Goffredo Fofi)

Recensioni

Lecce Sbarocca è un libro unico e raro…La fluidità del romanzo regala una sinuosa lettura, in grado di accostare le diversità tematiche con sublime maestria.
Paola Bisconti, Salentoinlinea.it

Lecce ‘sbarocca’ nei paralleli che sono la cifra zero della sua leccesità, raccolti in questo libro come i grani di una collana rotta. Con queste premesse va da sé che la lettura degli ‘appunti’ di Ungaro è calda della maledizione dei cantori di razza: ha il sapore del sangue, denso di un’inquietudine necessaria quanto il suo linguaggio.
Luisa Ruggio, il Paese nuovo

…il linguaggio, invece, resta quello di un pamphlet, o meglio di una vera e propria avvelenata, un’intemerata dichiarazione di odio-amore per Lecce, non città madre ma fredda matrigna.
Fabrizio Versienti, Il Corriere del Mezzogiorno

Un amore impastato di amarezze. Come una culla scomoda, alla terra che raccoglie la nostra esistenza non si perdona niente, soprattutto l’essere ingenerosa, dispensatrice di giorni che potevano essere migliori, di risposte che aspettavamo diverse, di gente che non ci assomiglia affatto.
Claudia Presicce, Nuovo Quotidiano di Puglia

Un libro riflessione quindi sulla incessante costruzione di metafore costruite dalla società spettacolo. Un libro molto interessante, rapido, leggibilissimo, un colorato fuoco d’artificio.
Egidio Pani, Contrappunti, gennaio 2012

La scrittura, l’arte dello scrivere in ‘Lecce sbarocca’ vive di ‘attacchi’, di continuo principiare; come delle ‘entrate in scena’, pagina dopo pagina lo svolgimento, il continuum narrativo, è dato al lettore offrendogli molteplici piani di visione? Quello che più tocca è l’elegia del passato (come potrebbe essere altrimenti? Siamo o non siamo carne romantica?)
Mauro Marino, Il paese nuovo

‘Lecce sbarocca’ è una rivelazione, sotto tutti i punti di vista:dalla scrittura, di risoluto carattere e ricca di colori, al sorprendente ritmo; dalla narrazione, leggera e vivace, schietta e sintetica, alla minuziosa descrizione di particolari e ricordi… Apre e chiude tanti sipari Franco Ungaro, su scene più lunghe e su altre fulminee, sulla realtà sociale e politica e su momenti emozionali e intimi, su monologhi, su ‘fatti cuntati’ e su altri vissuti.
La ‘Lecce sbarocca’ di Franco Ungaro è uno scrigno di ricordi e pensieri, di impulsi e istinti, di umori, di azione e di reazione.
Dario Quarta, quiSalento, gennaio 2012

Info:
besaeditrice.it

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