Gennaio 2004 – Gennaio 2011 – Sette anni di Musicaos.it


2004 – 2011 Sette anni di Musicaos.it. Grazie ai lettori, ai collaboratori, e a tutti quelli che chi hanno aiutato e che ci continuano a sostenere. “Musicaos.it – uno sguardo su poesia e letteratura” è una rivista online di letteratura, che è un portale, che è un sito. All’indirizzo di Musicaos.it potete trovare le istruzioni per collaborare. All’indirizzo musicaos.wordpress.com, questo sito, trovate le coordinate e i link per navigare nell’archivio della rivista, dal 2004 in poi. A questo indirizzo trovate tutto il materiale che viene pubblicato, i racconti, le recensioni, gli articoli, i suggerimenti di lettura. “Anche quando i costi della rete…

Solo l'inferno è onesto. Silvia Rosa.


Silvia Rosa Solo l’inferno è onesto. ” Io mi sento […] Colpevole […] di aver creduto che il corpo fosse una prigione e non il bozzolo del cielo” Dome Bulfaro Un taglio di luce abbagliante le incideva la pelle avvizzita. Camminando svelta per la strada sparecchiata d’Agosto, una verga di luminosità pura e assoluta, a picco, lambiva il suo grembo rinsecchito, attraversandola tutta, senza proiettare intorno nessun cono d’ombra. Nessuna zona nera dove rifugiarsi, per scampare all’immagine nitida del suo corpo, scomposto in lembi luccicanti di carne giallognola. Una sensazione di immobilità faticosa la colse all’improvviso. Come fosse inchiodata all’asfalto, che pareva…

Palco 5. Enrico Martini


Enrico Martini Palco 5 Di nuovo scese la notte sul teatro d’opera e la sonata dei sussurri riprese. -Chi l’avrebbe detto? Il teatro, il gran teatro d’opera è sopravissuto al crollo! Il palco 5 è distrutto, invece. Ma ora lo restaureranno, ha sentito? Vedrà: sarà un palco meraviglioso, con mille bocche per i suggeritori, spalti a perdita d’occhio. E poi le luci…sì, le luci, con effetti da lasciare a bocca aperta. Ne ho ideato anch’io di nuovi, meravigliosi, sa? E poi le quinte! Lei non può immaginare cosa si celi dietro quelle tende.- Erik strinse a sé la scopa, struggendosi d’emozione, quasi…

Hai sentito il battito?


Giovanni Padrenostro Hai sentito il battito? L’illuminazione della toilette è tenue, ombre ritagliano ampi spazi sulle pareti scalcinate, allungando e distorcendo come candele confuse i loro confini, aprendosi come soffice venatura verso invisibili punti; ho l’impressione di aver strappato gli incubi al mio sonno inquieto. Il mio viso, abilmente imitato dalla trasparenza dello specchio, è frastagliato da spezzature vitree che restituiscono frammenti, parti separate: un occhio indagatore, un labbro ridotto a sottile linea rosea, una ciglia spezzata. In mente mi ritornano come echi in corridoi di memoria alcune frasi: Ma chi sei veramente? Sei per caso quel ragazzo bastardo? Oppure quell’altro chiuso…

Al presente non si comanda


Daniela Rindi Al presente non si comanda Tu mi piaci, io ti piaccio, forse mi ami, forse ti amo. Si, ci amiamo. Vado a comprarti un anello così ci fidanziamo. Ci sentiamo meravigliosamente innamorati. Passano un paio d’anni e ti porto un altro anello, più costoso e ci sposiamo. Facciamo subito un figlio, bello, intelligente e, perché no, già ricco. Il figlio ci riempie di soddisfazioni: è il primo della classe, suona due strumenti e vince sempre un sacco di medaglie nello sport. A che serve un figlio se non a questo? Ne siamo proprio orgogliosi, mica ce ne vergogniamo. Allora meglio…

Dentro gli occhi. Un racconto di Silvia Rosa.


Silvia Rosa Dentro gli occhi Non riuscivo neppure a guardarlo. Ma guardarlo era ciò che più desideravo al mondo. Attraversare il sentiero del suo corpo, fermarmi all’ombra delle sue ciglia corvine, scivolare con lo sguardo acceso lungo i contorni increspati della sue labbra, che a volte si aprivano improvvise, esplodendo in una risata, come nuvole d’estate in perenne movimento. Seguire le linee precise e definite delle sue mani, ancora sconosciute, osservarne ogni dettaglio. Sostare, con l’avidità dei miei occhi affamati, nell’incavo pulsante di vita e calore del suo collo, che solo raramente si offriva alla vista, libero dal cappio floreale di qualche…

La notte è una parola breve


Marco Montanaro LA NOTTE È UNA PAROLA BREVE o Margherita che salvò il mondo in primavera Pensavo a un libro che avevo appena finito, ‘Una donna senza fortuna’, di Richard Brautigan. Volevo capire se era il caso di associare Margherita a una delle due donne che muoiono nel libro. “Con quei capelli sembri Formigoni, quello della Lombardia”, mi disse Margherita. No, giunsi alla conclusione che Margherita non poteva essere una delle due donne senza fortuna del libro. Era troppo luminosa e aveva qualcosa a che fare con l’immortalità, ne sono certo. Non poteva morire, e con le due donne del libro condivideva…

(Enterprise) Capodanno, Mezzanotte. Un racconto di Alessandro Milanese


Alessandro Milanese (Enterprise) Capodanno, Mezzanotte “..faremo dei rave sull’Enterprise farò rifare l’asfalto per quando ritornerai..” LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA Senza alcun dubbio, la festa più stupida che ci sia. Dopo il mio compleanno, si intende. Una casa a caso, di un quasi amico. I pochi rimasti nel rastrellamento della festa comandata da fidanzati. Il vero razzismo delle coppie, il capodanno tra innamorati. I single nel lager della casa libera, 4 gatti malcontati, 5 effettivi. Affettati, panettoni, bottiglie, un cotechino. Morto rinsecchito, vecchio, sicuramente immangiabile, e noi, fingendo divertimento assicurato. Si prospettava una serata indimenticabile e così è stato. La tv accesa…

Margherita


Elisabetta Maltese Margherita Margherita è bella. Contrasto fra carnalità e sacralità. Viso angelico, corpo etereo, sguardo che muta rapidamente e sa diventare malizioso malgrado le labbra rosee ingenuamente socchiuse. Margherita è una donna. Fragile, consapevole, difficile da piegare. Piace agli uomini. Quei contrasti fanno nascere il desiderio di possedere quel corpo di giunco e di sottomettere quell’anima ribelle. Malinconicamente, si diverte a osservarli mentre fanno la ruota. Ognuno ha la sua danza. Lei non vuole né ruote, né danze. Margherita cerca altro. Nessuna illusione: realtà. C’era un uomo nei suoi pensieri. Con lui parlava, condivideva, e lui sembrava seguirla in quel filo…

Walhalla. Orodè. (Film sonoro o quasi)


Orodè WALHALLA (Film sonoro o quasi) “La vita reale è soltanto un riverbero dei sogni dei poeti. Le corde della lira dei poeti moderni sono interminabili pellicole di celluloide.” (Kafka) N.B. I Bruciati: io e il mio trono di ceramica. Truccati. Tra Bosch ed Ensor. Maschere. Ci sono degli individui e c’è il nulla. Ribellarsi. Ribellarsi all’ordine: è l’ordine! Ribellarsi! Ribellarsi all’ordine! Che cosa vogliono? Macchine! Hanno bisogno di macchine per fare soldi, per quantificarsi. Noi poeti non siamo macchine. Siamo barbagianni, verdura frullata, coglioni di toro, amplessi, secrezioni. Noi poeti siamo la morte non macchine. Noi poeti dobbiamo rubare, siamo ladri,…

L'ultimo poeta


Giovanni Padrenostro L’ultimo poeta Sono seduto al tavolo con davanti un bicchiere di whisky; fumo una sigaretta e la macchina per scrivere attende impaziente che le imprimi le mie dita in corpo. La mente è pervasa da un’unica frase: “il sole è forte e muoio affogando i miei disperati pensieri nel fluire delle tue iridi”. Questi versi, Marco, li aveva scritti per lei, la sua Isabella, la prima volta in cui i loro corpi si erano amati. Eravamo proprio seduti qui, in questo locale mentre lui mi raccontava del suo amore. Ricordo che ad un certo punto entrò nel locale Isabella, si…

Una vita come si deve. Florio Panaiotti


Florio Panaiotti Una vita come si deve Michela ripensava ai suoi genitori. Erano dei buoni genitori, e prima ancora erano una coppia cristiana come si deve. A Michela non importava se i suoi genitori fossero una buona coppia, o un’ottima coppia, o addirittura eccellente. Erano come si deve e basta. E ne era fiera. Da bambina pensava spesso che una volta cresciuta avrebbe voluto essere come loro. I suoi genitori, anche presi come singole persone, le sembravano degli ottimi modelli: erano educati, rispettosi degli altri, generosi verso il prossimo, andavano a Messa la domenica e per Pasqua e per Natale, e avevano…

La bambina utile (microracconto). Bianca Madeccia


Bianca Madeccia La bambina utile (microracconto). La bambina utile un giorno aprì alle bambine inutili. Era da molto che premevano alla porta, così, le lasciò entrare. In pochi minuti, le bambine inutili presero possesso della casa. La loro prima azione fu bruciare pile di libri da cui divamparono storie ardenti. La fiamma, che mai prima aveva brillato tra quelle pagine, ora svettava incontrastata. La cenere, bianca e compatta, riposava a terra, cipria cocente di rare pagine avoriate di buona grammatura. (Da “La bambina utile”, inediti) Biografia breve: Bianca Madeccia, è giornalista. Ha pubblicato microracconti, sillogi poetiche, saggi, traduzioni. Suoi testi sono stati…

Daniela Rindi. Figlio della luna


Daniela Rindi Figlio della luna Venivo da Milano, avevo poco più di vent’anni e facevo l’attrice. Costretta a stare per lunghi periodi nella capitale, a causa delle prove, decisi di trasferirmi definitivamente. Cercare casa non era facile, gli affitti non erano alla mia portata, perciò tergiversavo approfittando delle amicizie, girandomi tutti i quartieri di Roma. Quella volta abitavo in vicolo dei Serpenti, la casa era dell’amica di una mia amica, in pratica una sconosciuta, anche lei attrice, ma molto più grande di me. La sera che arrivai, le dieci circa, mi accolse frettolosamente, mi fece vedere il letto e scappò via, urlandomi…