Etichettato: Stefano Donno

Anticipazioni febbraio/marzo 2013: ecco i prossimi 3 ebook di Musicaos.it

Due speciali di Musicaos.it, “Razionali Senza Filtro” (06) e “La cattiva strada” (07)


Musicaos.it – “Razionali Senza Filtro” (2006)



(clicca per scaricare in pdf)

con testi di Massimiliano Zambetta, Vittorino Curci, Nicola Lagioia, Carlo M. Dentali, Marina Pizzi, Manila Benedetto, Elisabetta Liguori, Oronzo Liuzzi, Maria Zimotti, Stefano Donno, Luciano Pagano

Musicaos.it – “La cattiva strada” (2007)


(clicca per scaricare in pdf)

Il numero dedicato nel 2007 ai tre anni di Musicaos.it – uno sguardo su poesia e letteratura, contiene i racconti e le poesie di Michele Lupo – Grand Dessert Capitta, Elisabetta Liguori – L’uomo che sedeva alla mia scrivania, Massimiliano Zambetta – Apulian jet society, Christian Sinicco – Ballate di Lagosta, Mauro Daltin – Latitanze, Luigi Nacci – Storia del quaderno ritrovato in treno, Osvaldo Piliego – Moonlight Serenade, Luciano Pagano – Harakiri, Euro Carello – Viaggiare la vita leggeri, Maurizio Cotrona – per Londra, Stefano Donno – O.D., ORODè – La tarantola, Marco Montanaro – Una serie di fortuite circostanze, Irene Leo – Senza tempo, Gianluca Parravicini – Puzza di fumo tra Andrea Camilleri e Paolo Conte, Beatrice Protino – Di quando le vacche inondarono di vernici spray, Domenico Cipriano – Invito al viaggio, Filomena V. E. Matarrese (pentesilea) – Ireland as a shamrock, Agata Spinelli – Las Vegas

http://www.musicaos.it

Venerdì 12 a Leverano presento “Sono un ragazzo fortunato” di Marco Montanaro assieme a Stefano Donno e all’autore medesimo


Venerdì 12 Novembre
Mujumè…A sud di nessun nord

presso PALAZZO GORGONI, Via Sedile (centro storico), ore 20.00

presento insieme a Stefano Donno e all’autore Marco Montanaro l’esordio in volume di Marco dal titolo “Sono un ragazzo fortunato”, edito da Lupo Editore nella collana Coolibrì diretta da Osvaldo Piliego (Coolclub.it)

per me è una gioia, il primo racconto di Marco pubblicato su Musicaos.it è datato giugno 2004, come passa il tempo!

“Questa non è un’autobiografia, ma una raccolta organica di racconti dove i protagonisti sono persone qualunque, tutte alle prese con delle storie: c’è chi sceglie di trasformarsi in un libro, chi vorrebbe metter su uno spettacolo teatrale ma è preda di un blocco indescrivibile, chi lotta per un amore perduto e si trova incastrato in altre storie, chi per quell’amore è disposto a morire ma s’accorge di non poterlo fare.

In mezzo, alcune riflessioni sulla scrittura, la lettura e la fantasia. Perché scrivere piuttosto che suonare, dipingere o fare l’imbianchino?
E ancora, la vita, che coincide con la scrittura/lettura (narrarsi e ascoltarsi) e la morte, che rappresenta la fine di tutto ciò; e ancora, il tempo che scorre, unico parametro col quale tutti i personaggi sembrano costretti a fare i conti, unico fattore che li accomuna veramente.
Oltre al raccontare storie…”

info Lupo Editore: http://www.lupoeditore.com/index.php/catalogo/coolibri/sono-un-ragazzo-fortunato-marco-montanaro/

134. Riflessioni al margine di un libro a venire.


“Il libro è morto? Viva il libro!”
Riflessioni al margine di un libro a venire

134. Scritto a parole è così: centotrentaquattro. Un numero che suo malgrado segnerà una tappa nella storia dell’editoria, così come il 1455 entrò a far parte di questa storia per essere l’anno in cui fu stampata la Bibbia a caratteri mobili di Gutenberg. Spieghiamo meglio. 134 è il numero di ebook che sono stati acquistati negli ultimi tre mesi su AMAZON.COM contro 100 copie dello stesso libro su formato cartaceo. Ogni 100 copie di un ‘hardcover’ (così si chiama la prima edizione a copertina rigida di un libro) sono state acquistate 134 copie dello stesso libro su formato digitale, leggibile con un computer o meglio ancora con un Kindle, il lettore di ebook creato e commercializzato dalla stessa AMAZON. La notizia non ha fatto tremare più di tanto gli editori europei, abituati a rivoluzioni lente e assimilazioni fisiologiche delle novità.
Eppure il dato è importante, specie se si considera che oramai leggere un libro su monitor, kindle, iPad, è un’abitudine entrata a far parte del nostro vivere quotidiano. Chi di voi non ha mai scaricato e letto un testo in PDF? Chi non ha mai letto un articolo, una rivista, un bando da una Gazzetta Ufficiale? Finché l’utilizzo era limitato allo sporadico e a file gratuitamente disponibili in rete, nessuno sembrava preoccuparsi. Oggi però qualcosa è cambiato. Da tre mesi, su Amazon.com, per ogni 100 lettori tradizionali ci sono 134 neo-lettori che acquistano un libro appena uscito in versione digitale. Ciò vuol dire che gli americani si sono dimostrati ricettivi nei confronti di una rivoluzione culturale che cambierà l’editoria. Cerco di focalizzare qui alcuni punti che depongono a favore di questo fenomeno. Tanto per cominciare la maggior parte delle persone, soprattutto le nuove generazioni, è abituata a trascorrere molto tempo davanti a uno schermo. Che si tratti di un televisore, dello schermo di un palmare, del monitor di un computer o, per spingersi oltre, un iPod, iPhone o iPad che dir si voglia. Ciò significa che leggere un testo a video per qualche decina di minuti non è un’azione inconsueta come poteva sembrare, ad esempio, una quindicina di anni fa. Inoltre i browser e i programmi di videoscrittura ci hanno oramai abituati alla logica degli ipertesti. Il libro tradizionale racchiude al suo interno una selva di rimandi che il lettore può rendere vitali grazie alla propria esperienza, alla cultura e alla sensibilità. Se avessi letto “Delitto e castigo” a otto anni non avrei mai potuto ‘comprenderlo’. Allo stesso tempo non potrei comprendere un’opera come “Arcipelago Gulag” di Solženicyn a prescindere dal contesto storico nel quale è stata concepita. L’ebook, il libro elettronico, regala immediatamente e a chiunque la possibilità di accedere al testo e all’ipertesto, con la stessa rapidità di accesso del libro tradizionale a chi sia, però, uno studioso. In più la possibilità di disporre di un vasto catalogo, potendoci letteralmente spostare con appresso la nostra libreria, farà di questo oggetto un medium vincente.
A questo punto vorrei invitare a una riflessione ulteriore. Di recente Microsoft, la casa produttrice di due tra i software più utilizzati al mondo, ovvero sia Windows e Office, sta puntando le sue energie e i suoi investimenti nel settore del Cloud Computing (cloud = nuvola = immateriale). In poche parole in un futuro che è già presente i computer anziché essere equipaggiati da tutta una serie di programmi cui siamo abituati, quali word processor, fogli elettronici, database, non avrà altro che il programma che serve per navigare in rete, ovvero il browser, assieme al cuore del sistema operativo, ciò che basta per accendere un computer e usarlo da subito. I programmi saranno collocati su un server remoto e da lì basterà accedere a tutte le potenzialità con una tecnologia più ‘leggera’. Si tratta di una tecnologia che esiste già da qualche anno grazie a Google Document. Faccio un esempio. Questo articolo è stato creato, scritto e salvato senza l’utilizzo di nessun Word (o software affine) installato sul mio pc, ma solo collegandomi al mio ‘account’ personale di Google. Se applicassimo la logica del Cloud Computing ai libri otterremmo che questi ultimi (anche le nuove pubblicazioni), un giorno, potranno essere consultati e letti con un lettore (Kindle, Computer, iPad etc.) senza nemmeno il bisogno di scaricarli, senza cioè ‘possederli’. Basterà una password di accesso al sito dell’editore per avere la possibilità di leggere il titolo che desideriamo, apporre dei segnalibri, sfogliare quante volte vogliamo il testo da dovunque noi siamo, a prescindere dal mezzo che stiamo utilizzando per navigare, come se il libro non fosse altro che la pagina di un sito accessibile a pagamento. Ciò costituirebbe una rivoluzione del mezzo che si accosterebbe a una rivoluzione dello stesso concetto di proprietà intellettuale. Non stiamo parlando di futuro, ciò che ho appena scritto è quanto già si può fare con milioni di titoli e riviste presenti su Google Books (tutte le annate di Lif, come anche l’archivio storico del Corriere della Sera è online). Per non parlare dei siti di biblioteche francesi o tedesche che hanno già digitalizzato e messo a disposizione innumerevoli manoscritti e codici miniati. Immaginiamo quindi uno scenario attuale nel quale il libro vincitore del prossimo Premio Strega, ad esempio, sarà consultabile direttamente online, pagandone l’accesso e ricevendo una password utilizzabile quando vogliamo, un po’ come se si trattasse del tesserino magnetico di una biblioteca. Niente libri, niente hard-disk supercapienti da migliaia di terabyte, solo sapere immateriale e immediatamente accessibile. Un po’ come è accaduto con i lettori dvd, che oggi possono essere acquistati a un prezzo di qualche decina di euro superiore al supporto che viene in essi riprodotto, il dvd. Nessuna proprietà estesa a oggetti, ma solo licenze d’uso; sostanzialmente un avvicinamento delle logiche del software a quella che è la modalità di utilizzo dell’opera d’ingegno, fino a poco tempo fa quasi sempre localizzata sul supporto cartaceo di un libro. D’altronde la dicotomia libro-opera non è di molto simile a quella tra software e hardware? Ci avviciniamo al giorno in cui i lettori di ebook consumeranno poco, saranno maneggevoli, permetteranno di leggere un patrimonio accessibile online, a prescindere che si tratti di un libro acquistato oppure no, e nel frattempo c’è chi continuerà ad acquistare libri per il gusto di leggere e possedere un’opera che sia univocamente legata all’oggetto che la contiene. Il mondo sarà forse popolato da foucaultiani archeologi del sapere, in visita a biblioteche storiche? Ma questa è soltanto una delle sfide che attendono l’editoria al varco del prossimo futuro. La seconda rivoluzione si chiama ‘self-publishing’ (autopubblicazione) e pubblicazione on-demand (trad. ‘su richiesta’). LULU è il nome del sito americano, famoso almeno quanto Amazon.com, che da la possibilità a chiunque di pubblicare e mettere in vendita il proprio libro, realizzato in modo impeccabile. In Italia il sito specializzato che è cresciuto di più negli ultimi due anni è IlMioLibro.it. Ebbene, quest’ultimo ha di recente siglato un accordo con il circuito di librerie e punti vendita Feltrinelli che prevede, tramite il pagamento di un abbonamento annuale, la possibilità di mettere in vendita il proprio libro nel circuito più importante di librerie presente in Italia. Quello che deve fare un autore è semplice, dopo avere scritto e impaginato il libro basta caricare il proprio testo online sul sito, metterlo in vendita e usufruire dell’abbonamento. Dopodiché un lettore che voglia acquistare il libro ha davanti a sé tre scelte. La prima, più semplice, di acquistare il libro online, facendosene recapitare una copia cartacea a casa. La seconda, in linea con quanto scritto sinora, è quella di acquistare a un prezzo di poco inferiore l’ebook dell’opera. La terza, affascinante, è quella di entrare in una libreria Feltrinelli e ordinare il libro che verrà stampato su richiesta e inviato nel punto vendita in due/tre giorni, gli stessi tempi che ci vogliono per far arrivare in libreria un testo già edito da un editore. Come vedete questa rivoluzione impone riflessioni non solo al sistema editoriale ma anche a quello della distribuzione, centrando sull’autore la possibilità di veicolare la propria opera, e sul suo essere più o meno noto e seguito da un certo numero di lettori. In Italia i Wu Ming (wumingfoundation.com) sono stati pionieri di questo nuovo sistema editoriale. La loro esperienza è interessante come ‘caso’ anche perché i Wu Ming hanno sempre puntato sulla trasparenza, anche commerciale, delle loro progettualità editoriali. Di recente hanno divulgato il numero di scaricamenti che sono stati effettuati dei loro romanzi. La cosa che si nota subito, cifre alla mano, è la caduta dello spauracchio di ogni editore vecchio-stampo, ovvero sia il terrore che le persone scaricando il libro non vadano a comprare il libro. Le due cose non sono in contrasto, chi legge il libro scaricato desidera proseguire o affiancare la lettura sul supporto cartaceo, “senza spina” come direbbe il mio editore, Cosimo Lupo. Per restare nel nostro ambito cito l’esperienza di Musicaos.it, la rivista elettronica che ho fondato nel 2004 insieme a Stefano Donno e sulla quale pubblicammo ben tre romanzi elettronici, i quali ebbero diverse migliaia di scaricamenti, oltre che un certo riscontro sulla stampa, cartacea e web. Per chi voglia approfondire le implicazioni di questo discorso e del diritto d’autore, suggerisco invece l’acquisto di un libro proprio da LULU. Il testo si intitola “Perché abolire la SIAE”, l’autore è Salvatore Primiceri, che oltre a essere uno scrittore è anche un editore (Voilier Edizioni).
A ciascuno le sue riflessioni, da questo angolo di mondo chiamato Italia, e nella fattispecie Salento, in cui l’editoria e l’artigianato del libro hanno raggiunto vette superbe e continuano a sfornare opere pregevoli. La mia opinione è che i due strumenti, il nuovo e il tradizionale, si affiancheranno per diversi anni, e non per mancanza di prontezza nella ricezione del nuovo, bensì per una scaltrezza propria di ogni lettore, nel prendere il meglio da ogni ambito.
Gli editori e il mercato potranno dettare tutte le regole, come sempre, ma al lettore spetterà l’ultima parola.

Luciano Pagano
pubblicato su “il Paese nuovo”
di Domenica 25 Luglio 2010

“È tutto normale”, video dalla prima presentazione, a Liberrima, domenica 11 luglio 2010

Tutto in un giorno. Stefano Donno recensisce “È tutto normale” sul quotidiano “il Paese nuovo”


Tutto in un giorno

Sarebbe sbagliato dire che Luciano Pagano torna alla narrativa. Sbagliato perché Pagano la scrittura non l’ha mai trascurata,  non l’ha mai abbandonata, non l’ha mai sedotta e lasciata a sè stessa. Dal romanzo “Re Kappa” edito da Besa qualche anno fa,  quest’autore non ha conosciuto un attimo di posa, e ci è andato giù a muso duro scrivendo saggi, articoli, racconti per riviste e  antologie. Ora ecco un nuovo lavoro dalle sue mani, per i tipi della Lupo editore nella collana diretta da Antonio Miccoli, dal  titolo “È tutto normale”. La prima cosa in assoluto che fa strabuzzare gli occhi, e rende questo prodotto una vera e propria opera d’arte, o meglio un oggetto da collezione, è la splendida copertina della superba Nicoletta Ceccoli, (o come direbbe una “grande”  del fumetto italiano come Ketty Formaggio, Nicoletta Ceccoli), che vi invito a conoscere e soprattutto amare. Ma permettetemi di  fare gli onori di casa: per chi non la conoscesse Nicoletta ha illustrato numerosi libri principalmente in Italia, negli Stati Uniti,  in Inghilterra, esponendo i suoi lavori “Roq la Rue” (Seattle),”Magic Pony”(Toronto), “Dorothy Circuì”(Roma),Richard Goodall  Gallery ( Manchester). Le sue opere sono veri e propri oggetti del desiderio. Dopo essersi ripresi dalla cover deluxe (l’artwork intitolato “Evidently Goldfish”, opera dell’artista Nicoletta Ceccoli, raffigura una bambina che porta al guinzaglio un pesce rosso  in un mondo di sogno) ecco che non si fa in tempo a tirare un sospiro di sollievo che la quarta di copertina recita così: “Una volta fuori  dall’utero ogni uomo è perso”. Vero, verissimo! In questo lavoro si parla di Destini, tutti quei grovigli di possibilità quantiche che  rendono le cose nella vita caotiche, indeterminate, a volte imperscrutabili. Le cose vanno in questo modo, e sarò volutamente sintetico e stringato per non togliere la sorpresa ai lettori di quest’opera intrigante e fascinosa. Ludovico e Carlo sono una coppia  di omosessuali che vivono nel Salento: il primo figlio di un prestigioso notaio, il secondo non solo erede di una nota industria di  latticini ma anche docente universitario di antropologia, come a voler delineare già una condizione di agiatezza e benessere dei  protagonisti che comunque fa sognare in un periodo di crisi come il nostro. Nella grande e sontuosa villa Donini, circondata dal   verde e immersa nel calore e nei colori del Salento, insieme hanno cresciuto Marco, figlio di Carlo e di Eleonora, quest’ultima  morta per una grave malattia a distanza di un mese dal parto. Ludovico e Carlo stanno aspettando ansiosi Marco, che dopo una brillante conclusioni di studi universitari in architettura nella capitale, ha annunciato l’arrivo a casa in compagnia di Kris. L’ansia dei “due genitori” si sviluppa sino ad una trepidante concitazione per prima cosa perché si ha la percezione che si tratti della condivisione di una notizia importante. Poi perché ( e non hanno il coraggio di dirselo) sono in fervente attesa di capire se Kris è un lui o una lei. «Abbiamo abbastanza elementi per dichiarare aperte le indagini, ti anticipo che l’esito di questa ricerca non costituisce un punto a favore dell’ipotesi che si tratti di una donna», è così che Ludo si rivolge a Carlo con un sospiro di  omosperanza. Per conto suo Marco è anche molto inquieto … perché? A Kris per anni ha nascosto la “anomalia” della propria famiglia. Luciano Pagano, torna a parlare di Salento, e lo fa con una storia troppo plausibile perché non sia stata ispirata ad una  storia vera. Ad ogni modo romanzo originalissimo, in cui il tema dell’omogenitorialità, diventa capacità di resa di una  letteratura d’impegno civile e poetico, cosa rara ai nostri giorni. Il romanzo si svolge in una giornata, riportandoci indietro a  poco meno di una trentina d’anni fa, nel periodo in cui Carlo e Eleonora si sono conosciuti e sposati, fino alla nascita di Marco. Luciano Pagano, è uno scrittore che non si riesce a non amare soprattutto quando dal suo cilindro magico, caccia storie come questa!

Stefano Donno
su “il Paese nuovo” (7/7/10)

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“Per quale presagio?”. Corpo Mistico di Stefano Donno


Corpo Mistico - Stefano Donno, PerroneLAB, collana Gli Ulivi, 2010“Per quale presagio?”
Ombre e misteri del nazismo magico nel “Corpo Mistico” di Stefano Donno.

“marce svastiche e federali sotto i fanali l’oscurità”
Aida, Rino Gaetano

Il nazionalsocialismo è probabilmente uno dei frutti più incredibilmente malsani e devastanti che la nostra specie abbia mai concepito nella sua storia. Poche degenerazioni della politica umana hanno condotto un così vasto numero di persone alla morte, alla fame, al disastro. Ancora oggi nel nostro continente paghiamo le conseguenze per eventi accaduti sessanta anni fa. Il nazionalsocialismo e, nella fattispecie, la storia degli oscuri personaggi che sono gravitati attorno alla figura di Adolf Hitler, hanno da sempre richiamato l’attenzione degli storici e degli storyteller, raccontatori di storie per immagini e scrittura. La bibliografia è sterminata, tra gli esempi più conosciuti sono da annoverare gli autori che hanno trattato quel periodo affidandosi alla tecnica dell’ucronia, ovvero costruendo mondi paralleli in cui la Germania Nazista (per fare un solo esempio) ha vinto la Seconda Guerra Mondiale e ha esteso il suo dominio sul mondo, oppure non ha trovato un ostacolo efficace negli Stati Uniti D’America. Tre titoli su tutti per chi volesse approfondire: “La svastica sul sole”, di Philip K. Dick, “Il complotto contro l’America”, di Philip Roth, “Fatherland” di Robert Harris. Di recente, in Italia, due autori hanno affrontato quel periodo storico con ottimi esiti di scrittura. Giuseppe Genna, con il suo “Hitler”, ha scritto il primo vero romanzo sulla vita del dittatore del nazionalsocialismo; Enrico Brizzi, con “L’inattesa piega degli eventi” e “La nostra guerra”, ha calato il suo sguardo su un’ucronia italica, cioè fascista.
L’opera “Corpo mistico” di Stefano Donno viene oggi pubblicata per i tipi di LAB di Giulio Perrone editore (collana “Gli Ulivi” diretta da Teresa Romano), una serie fortunata che conta al suo attivo più di centoventi titoli.
“Corpo Mistico” è un romanzo che si inserisce in una tradizione breve (nel tempo) eppure così ricca, ricavando un percorso originale e approfondendo una delle tematiche forse più oscure e radicali insite in quel movimento così terribile come il nazionalsocialismo, ovvero sia l’esoterismo e la magia. Anziché affidarsi allo stratagemma dell’ucronia, l’autore presenta due documenti storici, il diario di Padre Karl Von Liebenfels e l’epistolario del fratello con lo stesso, corredando il romanzo con un testo redatto dal ricercatore che per primo ha reso possibile la divulgazione di questi documenti così eccezionali.
Stefano Donno si occupa quindi della redazione e della cura di queste carte sconvolgenti, contenenti i pensieri di Von Liebenfels, un uomo attraversato da un profondo turbamento spirituale, condotto da dubbi profondi circa lo stato della sua fede religiosa, al contrasto con le istituzioni che lo circondano. La mancanza di fiducia nelle persone che dovrebbero essergli di supporto si unisce allo sconforto derivante dal non trovare negli altri lo stesso rigore morale e lo stesso ardore nella ricerca di un equilibrio spirituale limpido. La differenza tra un baratro di oscurità e un buco nero sta nel fatto che mentre il primo può essere illuminato dalla luce, la forza di attrazione del secondo è così terribile da risucchiare la luce stessa. L’animo di Von Liebenfels, come un oggetto stellare perduto, nel corso degli anni prende una direzione autonoma, scevra dal mondo, fino a incontrarsi con qualcosa di ancora più temibile e tremendo. Il fratello infatti è un collaboratore di Himmler, comandante delle SS e poi Ministro dell’Interno del Reich. Il progetto di cui si occupa Jorg Lanz Von Liebenfels coniuga il nazismo magico e esoterico agli studi per il superuomo e la costruzione di un’umanità ideale, composta da supersoldati capaci di comunicare attraverso il pensiero, compiere prodigi, levitare e occupare più luoghi contemporaneamente. Si possono immaginare quelli che saranno gli esiti di tali studi, soprattutto se confortati dalla reclusione in un castello fatto costruire secondo i dettami delle antiche culture celtiche al quale si aggiunge la figura di un guru, anch’egli realmente esistito, Gopi Yogananda, che inizierà il gruppo di prescelti alle tecniche di meditazione necessarie per il raggiungimento di tali stati della mente e del corpo. C’è un momento del romanzo in cui tutte queste forze confluiranno in esiti fuori dell’ordinario. L’autore, nei momenti cruciali, quasi come un regista noir, affida alle nostre capacità di immaginazione e deduzione il compito di desumere il quadro complessivo dalla somma dei particolari, facendo così affiorare nel lettore quel sentimento del ‘tremendo’ così caro ai romanzi gotici di fine ottocento.
La figura, realmente esistita, a cui si ispira il protagonista del romanzo, è quella di Adolf Lanz (Lanz von Liebenfels), monaco austriaco e fondatore della confraternita estremista di destra Ostara, influenzato dall’esoterismo e della cultura indiana. Adolf Lanz fondò un suo movimento religioso e, nel 1921, si trasferì a Monaco per estendere la sua ‘predicazione’. Fu proprio lì che venne a contatto con Adolf Hitler e con il nucleo del costituendo Partito Nazionalsocialista dei Lavoratori, che adottò i principi di Ostara, nella necessità di ricollegare la propria fondazione a un credo ancestrale e ‘radicale’, che trovasse riferimenti nella storia del popolo germanico.
Stefano Donno, in “Corpo mistico”, presenta al lettore un filo rosso che lega i diversi tasselli di una storia che giunge fino ai giorni nostri, tramite una serie di allusioni e rimandi espliciti a eventi storici e personaggi realmente accaduti. Allo stesso modo con cui il Dracula di Bram Stoker restituisce una figura storica tramite testimonianze collaterali, in “Corpo Mistico” leggiamo di fatti realmente accaduti e documentabili, coi quali possiamo costruire una ‘nostra’ storia.
Ciò di cui dispone il lettore, al termine del romanzo, è un preludio a qualcosa di terribile che sta per accadere, un evento e una serie di rivelazioni che sovvertiranno il nostro modo di concepire la realtà e il rapporto psico-fisico tra gli umani. L’equilibrio di questa scrittura sta tutto nel costruire una dimensione parallela e ineffabile, coesistente alla storia e perfettamente plausibile, inscrivendosi in un solco già tracciato da autori della stessa generazione, oltre ai già citati Genna e Brizzi viene in mente Simone Sarasso, giovane autore edito da Marsilio, che ha approfondito con la stessa acribia e invenzione gli Anni di Piombo; una precisazione dovuta per fugare ogni dubbio critico dinanzi a tematiche revisioniste, cui “Corpo Mistico” non rischia di afferire, data la dichiarata natura di fiction-storico-documentale. Dopo la recente pubblicazione di “Dermica per versi” (Lietocolle) – già conferma di un personale percorso poetico – Stefano Donno ci dimostra di essere un affabulatore capace di scandagliare con compiutezza i turbamenti dell’animo umano.

articolo pubblicato sul quotidiano “il Paese nuovo” di Sabato 8 Maggio 2010 (formato PDF)