“Il diavolo mondo”, José de Espronceda
(Collana Vela Latina, 12, Musicaos Editore)

«El diablo mundo», vasto poema di José de Espronceda, è con molta probabilità la sua opera più ambiziosa, pur nella sua incompiutezza.
In esso si raccolgono le influenze dal «Faust» di Goethe, dal «Manfred», dal «Cain» e dal «Don Juan» di Byron, e da «L’Ingénu» di Voltaire. Nel testo, qui tradotto integralmente da Diego Símini e pubblicato in lingua italiana per la prima volta dal 1876, la figura di un novello Adamo compare sulla scena come esito di una metamorfosi inattesa, destinato a percorrere le tappe di quello che potrebbe apparire un percorso iniziatico volto al raggiungimento della propria espressione umana, attraverso tutti i passaggi, dagli inferni dell’abiezione alle vette della riflessione filosofica e della contemplazione del divino.
Viene al mondo nudo nella stanzetta di un anonimo condominio di Madrid, e da lì inizia il suo viaggio nel mondo. Nel suo peregrinare incontrerà tre donne, una meretrice, antitesi di Eva, una ricca nobildonna, che cercherà di tenerlo per sé, una giovane ragazza morta, che lo condurrà sulla soglia dei più profondi misteri dell’anima e dell’aldilà.
Adamo è una figura demoniaca che, tuttavia, non compie il male se non per difendersi, il suo creatore e poeta, José de Espronceda, consegna al lettore un personaggio che si colloca in equilibro tra Illuminismo e Romanticismo, ponendo questioni e interrogativi critici ancora insondati.
José de Espronceda (José Ignacio Javier Oriol Encarnación de Espronceda y Delgado) (Almendralejo, 25 marzo 1808 – Madrid, 23 maggio 1842) poeta, giornalista e politico spagnolo, considerato il maggior esponente del romanticismo del suo paese. Studiò presso il «Colegio de San Mateo» di Madrid, visitò diversi paesi europei (Portogallo, Belgio, Paesi Bassi, Francia, Inghilterra) e prese parte ai moti rivoluzionari del 1830. Vicino alla Carboneria, fu condannato a cinque anni di esilio da Madrid, pena ridotta a tre mesi da trascorrere nel monastero di Guadalajara. Di quel periodo è l’incontro con Teresa, di cui si innamorò e con la quale visse fino al 1838, data della morte di lei. Figlia di un colonnello liberale (Epifanio Mancha), fu di ispirazione al poeta, che per lei scrisse alcuni tra i suoi versi più struggenti nel Diablo mundo. Dopo la morte di Ferdinando VII nel 1833, Espronceda tornò in Spagna e si dedicò alla politica e al giornalismo, arruolandosi nella Milicia Nacional e raggiungendo il grado di Primo Tenente. La vicinanza agli ideali del romanticismo, con le azioni politiche e con la scrittura, il suo impegno nel giornalismo e le sue opere, avvicinandolo non solo idealmente alla figura di Byron, ne fanno l’autore più rappresentativo del romanticismo spagnolo. Morì a Madrid nel 1842, all’età di trentaquattro anni. Antonio Ferrer del Río nella biografia del 1867 dedicata al poeta, scrisse: «Triste, molto triste è vedere come l’uomo che sulle ali del genio e della poesia si eleva verso regioni sublimi e abita mondi sconosciuti, ai quali la sua mente dà animazione e dove la sua immaginazione fantasiosa la sostiene, discende nella tomba nel fiore degli anni».

Tra le sue opere principali, insieme al poema «El diablo mundo», possiamo annoverare «El estudiante de Salamanca» (1840), con il quale José de Espronceda ispirandosi alle vicende e alla figura del seduttore dongiovanneo si pone a pieno titolo come esponente del romanticismo. Vale la pena menzionare i diversi poemi («A Jarifa en una orgía», «El verdugo», «El mendigo», «El reo de muerte» o «Canción del cosaco») nei quali emergono figure di antieroi, reietti o emarginati dalla società. L’edizione delle opere «El diablo mundo. El Pelayo, Poesías» curata nel 1992 da Domingo Ynduráin (Cátedra) contiene i frammenti del poema «El Pelayo», insieme alle poesie liriche, quelle di sfondo storico e, infine, quelle in manoscritto. Per alcune tematiche di impegno sociale e per la presenza della natura («A la luna», «A una estrella») il poeta può essere accostato alla figura di Giacomo Leopardi.

Quest’Opera è stata pubblicata con il sussidio ricevuto dal MINISTERO DELLA CULTURA E DELLO SPORT DELLA SPAGNA.
“Il diavolo mondo”, José de Espronceda
(Collana Vela Latina, 12, Musicaos Editore)
traduzione e cura di Diego Símini
formato 12.7×20.3 cm, pagine 423, prezzo euro 20,00, isbn isbn 9791281823068