“Lo spazio dentro”, Elisabetta Liguori, illustrazioni di Emanuela Bartolotti


“Lo spazio dentro”
di Elisabetta Liguori
illustrazioni di Emanuela Bartolotti

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Che cosʼè lo spazio dentro?

Lo “spazio dentro” è lʼarea indefinibile nella quale è contenuta la famiglia, nata a volte per caso, senza un progetto, in altre da unʼossessione, da unʼidea fissa. In qualunque modo nasca e con qualsiasi finalità, tuttavia, la famiglia si costruisce sempre artigianalmente, utilizzando materiali personali, modelli di riferimento inevitabili, unʼossatura tecnica, e qualche abbellimento. In tutti i casi è riconducibile a un luogo, a uno spazio circoscritto.

Ma non si tratta solo di geometria: la famiglia è fatta di esseri umani. Un piccolo gruppo di esseri umani riuniti nello stesso spazio dinamico, la cui struttura cambia col tempo, seguendo lʼevoluzione dei suoi componenti.

Come può essere questo spazio? Ampio, ridotto, cubico o rotondo, ruvido o liscio? Che tipo di cambiamento è quello che avviene all’interno? Rapido, lento, improvviso, prevedibile, doloroso, piacevole? Sarebbe meglio immaginarlo flessibile, forse. Il cambiamento bussa da fuori, spinge, schiaccia, dirompe. Bisogna sapere reagire con elasticità. Più flessibile è lo spazio, maggiori sono le possibilità di un cambiamento naturale e sereno.

Lo spazio dentro”, ideato e scritto da Elisabetta Liguori, con illustrazioni di Emanuela Bartolotti, racconta la fase della crescita e della trasformazione, ciò che nel tempo si perde e ciò che rimane, tra dialogo e conflitto, emozioni e paure. Un bambino nasce e diventa un uomo, infatti, nello stesso spazio in cui altri individui si sforzano di educarlo e si adattano alla necessità di accompagnare, guidare o anche solo osservare il suo cambiamento. Non a caso il termine educare deriva dal latino educere, cioè: trarre fuori, tirar fuori ciò che è dentro. Quindi “cambiare” significa uscire da uno spazio circoscritto, considerando che, dopo esserne usciti, quello stesso non sarà mai più lo stesso. Qual è il modo giusto per farlo, dunque? Se l’educazione è un passaggio, il varco non è scontato. Lo sa bene chi, crescendo, esplora l’esterno, e lo sa anche chi, restando, ne presidia l’interno. A volte non basta trasmettere il proprio sapere, l’esempio, la regola, la memoria delle mura. A volte non basta chiedere, osservare. Tutto questo è necessario al cambiamento, ma può non bastare. A volte è la paura a decidere, o le immagini nella testa, o la forza del legame. A volte contano persino i sussurri. Ogni confine ha il suo limite e la sua porta d’accesso, per trovarla ci vogliono fantasia, orecchie e gioco di mani. Senza fantasia e cuore il cammino è lungo, vasto e imprevedibile, ma per fortuna quasi tutti i bambini lo sanno.

Elisabetta Liguori è nata a Lecce nel 1968, dove vive e lavora, presso il tribunale per i minori. È laureata in giurisprudenza. Ha collaborato con la rivista “Nuovi Argomenti”, e per numerose altre riviste online. Collabora con il “Nuovo Quotidiano di Puglia”, alla pagina della cultura, con particolare attenzione per la letteratura al femminile.
Ha pubblicato “Il credito dell’imbianchino” (Argo Editrice, 2004, finalista al Premio Berto 2005 e al Premio Carver 2005), “Il correttore” (peQuod, 2007), “Tutto questo silenzio” (Besa Editrice, 2010, scritto con Rossano Astremo). “La felicità del testimone” (2012, Manni Editori), “Kora, una storia a colori” (Lupo Editore, 2013, con illustrazioni di Carlos Arrojo). Nel 2015 ha pubblicato il primo episodio di una trilogia urban fantasy, “Il secondo giorno – Kiss for my angel”, per i tipi di Musicaos Editore, in formato cartaceo e digitale. Nel 2016, sempre con Musicaos, l’ebook “Se gli uomini sapessero”. Alcuni suoi racconti sono apparsi sulle riviste e in antologie tra le quali: “Mordi & fuggi” (Manni Editori), “Laboriosi Oroscopi” (Ediesse), “Il dizionario affettivo italiano” (Fandango), “È finita la controra” e “Sangu, racconti noir di Puglia” (Manni Editori, 2011); “Nessuna più. Quaranta scrittori contro il femminicidio” (Elliot, 2013), nell’ambito della quale ha trovato spazio la sua attenzione e l’interesse per i personaggi femminili.
Ha preso parte a progetti culturali internazionali, curando la stesura di testi musicali e teatrali.

Emanuela Bartolotti (Orticahttps://www.facebook.com/ortica00/) è laureata in Scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, ha frequentato il corso di perfezionamento di disegno animato Isa, a Urbino. Come fotografa ha realizzato copertine per diversi editori (Fazi-Lain, Barbera Editore, Lupo Editore), e collaborato con pubblicazioni illustrate come “Carta Vetrata Vol.II”, “Ho perso il filo”, “Mi libro nel cosmo”.
È presente nei cataloghi del “Premio fotografico della Qualità Creativa 2009”, “VI edizione Premio Celeste 2009”, “II Premio fotografia italiana arte contemporanea”, “V edizione Premio Celeste 2008”, “Art Woman 08, Venere Vincitrice”, “Art Woman 06, New Entry”, “XII BJCEM – Biennale des Jeunes Créateurs de l’Europe et de la Mèditerranée”.
Ha pubblicato inoltre su “Photo paper”, “World Photographic Arts Magazine”, “Zoom magazine”, “Il paese nuovo”.
Costruisce percorsi didattico/artistici e laboratoriali, e oltre all’illustrazione, si dedica al disegno animato, realizzando cortometraggi animati e videoclip (“Rumors of war”, No finger Nails ft Mc baco, 2016).

“Lo spazio dentro”, Elisabetta Liguori, illustrazioni di Emanuela Bartolotti, collana Narrativa 11, formato 21×14.8 cm, colore, copertina cartonata, 96 pagine, €15,00, ISBN 9788899315665

Informazioni
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