In occasione di rosadonna 2015 festival dell’eccellenza femminile in abruzzo con la collaborazione dell’assessore alle p. o. del comune di pescara sandra santavenere Sabato 16 Maggio – Ore 16.00 PESCARA presso MUSEO VITTORIA COLONNA PESCARA Giulia Madonna presenta il suo romanzo “Amata tela” (musicaos editore) La presentazione avverrà all’interno della Collettiva di cultura abruzzese “UNLIBROINUNQUARTODORA” § “Una lettura che dovrebbe entrare in ogni biblioteca” Lorenza Morello – CinqueW News “Amore, sesso, e arte si mescolano nei luoghi del sogno e del sentimento” 24letture/Il Sole 24 Ore – Emanuela Bellotti “Non c’è effetto speciale nella scrittura, nello scrivere fluido c’è solo la potenza semplice e inspiegabile dell’amore della passione, della sua incomunicabilità anche verso se stessi” Sololibri.net – Paolo Ignazio Marongiu “In uno stile piano, descrittivo ed elegante, l’autrice Giulia Madonna narra la storia di un ‘amore perfetto’” Ivana Tata Sabato 16 Maggio alle ore 16.00, presso il Museo Vittoria Colonna a Pescara, nell’ambito di rosadonna 2015, “Festival dell’Eccellenza femminile in Abruzzo”, all’interno della Collettiva di cultura abruzzese “UNLIBROINUNQUARTODORA”, Giulia Madonna presenterà la nuova edizione del suo romanzo “Amata tela”. Un segreto tenuto nascosto per lunghi anni, una scoperta sconvolgente, un uomo di successo e una donna in carriera, un artista squattrinato ma geniale, autore di un quadro misterioso. Immersa nelle atmosfere di una Trieste nebulosa e di una Venezia dal fascino liquido, si agita l’intrigante storia di Eugenio e Francesca, amanti sanguigni, dolci quanto irascibili. “Amata tela” è un romanzo in cui le vicende dei protagonisti si tingono di passioni travolgenti, in un vortice senza fine che si abbatterà inesorabilmente sulle loro vite. Amore, sesso e arte, si mescolano nei luoghi del sogno e del sentimento. “Amata tela” costruisce un’epica di esperienze umane, tra gioie e paure, attraverso un disegno sapientemente tracciato dalla penna di Giulia Madonna. L’autrice. Nata a Pescara il 31 luglio del 1963, dopo la maturità scientifica, Giulia Madonna si è laureata in Architettura presso l’Università “Gabriele D’Annunzio” di Pescara. Ha collaborato con studi tecnici della sua città e presso Istituti Paritari è stata docente di corsi regionali di formazione professionale per “Arredatore d’Interni”. Nel 2011 ha pubblicato il romanzo “La stanza vuota” con cui ha vinto il premio della giuria, nel 2012, al “Cinque terre – Golfo dei poeti” (dove si è anche classificata al terzo posto con un racconto dal titolo “Ossessione”) e il premio della giuria “Val di Vara – Alessandra Marziale”. In seguito ha preso parte a diversi concorsi, riscuotendo un buon successo presso i lettori e aggiudicandosi, con un capitolo, il concorso di “Scrittura Collettiva” per la stesura di un romanzo collettivo, organizzato da 24letture, la pagina letteraria del Sole 24 Ore su Twitter. GIULIA MADONNA – AMATA TELA in copertina: Fabio Colella, “Senza Titolo”, 2005, acrilico su tela fotografia di Renato Colella Info: http://www.musicaos.it info@musicaos.it Musicaos Editore
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Speciale: “Il secondo giorno – Kiss for my angel” di Elisabetta Liguori, nelle parole di Cosimo Argentina, Livio Romano, Antonio Errico
“Il secondo giorno – Kiss for my angel”, di Elisabetta Liguori è giunto a un mese dalla pubblicazione e distribuzione, ecco alcuni dei primi giudizi comparsi sulla stampa e in rete, tre lettori d’eccezione per una storia entusiasmante: Cosimo Argentina, Livio Romano, Antonio Errico. Ecco cosa scrivono del romanzo di Elisabetta Liguori. [Cosimo Argentina] Ho letto “Il secondo giorno”, finito stamattina. Non sono un lettore di genere, ma tu non sei una scrittrice di genere, e per questo, e non solo, ho letto quasi 250 pagine in scioltezza. Bella l’idea del ritmo, dei capitoli brevi, anche io sto lavorando in questo senso. Bello il linguaggio, la parola cazzuta là dove ci vuole e i contorni sfumati quando si rischia di appesantire il tutto. Numero uno del libro: i dialoghi. Questo, Elisabetta, è un libro parlato. Qui scopri di Wing, Gabriele e gli altri attraverso i dialoghi, che sono sempre calibrati. Poi un’altra perla sono gli scenari che cambiano ma restano lì, dietro le spalle dei personaggi. Io credo che tu possa aver trovato un filone interessante, nelle tue corde, io sto provando a scrivere di fantascienza e tu questo, è come se il mainstream abbia esaurito la sua forza propulsiva e si debbano cercare forme altre di espressione e sperimentazione. Resti sempre brava, Elisabetta. E sono contento di averti sulla mia sponda cartacea. [Livio Romano] “Si sa: Dio vive stabilmente a sud, pertanto bisogna comportarsi con stile dalle sue parti”. Il nuovo romanzo di Elisabetta Liguori si propone di rivolgersi a un pubblico di young adults, e però, esattamente come i racconti fantastici o d’avventura degli autori immortali, è una storia che cattura i lettori d’ogni età. Il motivo non è solo questa lingua prodigiosamente raffinata, questa precisione e varietà lessicale che lascia ammirati e spiazzati e sazi di una storia davvero scritta bene, lontanissima dallo scialbore che di solito caratterizza la letteratura di genere. No, non è solo la letterarietà controllatissima che cattura i palati più fini. In questo romanzo Elisabetta semplicemente ti tiene sulla graticola. C’è un susseguirsi vorticoso di avventure, fughe, ritrovamenti, sortilegi, c’è un ritmo sincopato che scandisce la suspense che uno si attacca al libro e non lo molla finché non scopre come finisce la vicenda dell’angelo Gabriele. E la scena madre finale. La formazione che si compie, Gabriele che impara a volare, Gabriele che vorrebbe venir giù, acquistare consistenza e però è lì, nei cieli di una Roma opalina e punteggiata di statue, che si compie la sua trasformazione: ha la velocità e l’accelerazione e gli arresti improvvisi di un film d’azione in 3D nel quale hai spesso la sensazione di lievitare insieme al protagonista, oppure il terrore di rovinare al suolo, con tanto di vertigine che ti prende sulla bocca dello stomaco. E, mentre lassù si consuma la lotta fra il bene e il male, sulla terra si agitano questi orridi quanto superbamente descritti black-bloc ecclesiastici, tuniche nere in anfibi e faccia torva che fluiscono di qua e di là come uno stormo di corvi e regalano alla storia un tocco di delizioso anticlericalismo. Da leggere assolutamente. [Antonio Errico] Una ragazza e un mistero al centro di “Il secondo giorno – Kiss for my angel” di Elisabetta Liguori Un sintassi essenziale, un lessico nitido, un passo narrativo rapido, connotato da dialoghi serrati, da continui cambi di prospettiva. Sono queste le caratteristiche stilistiche de “Il secondo giorno”, il romanzo che Elisabetta Liguori pubblica con Musicaos. Atmosfere completamente diverse da quelle dei suoi romanzi precedenti, diversi i personaggi, i luoghi, i contesti, diversi anche i motivi e i moventi della narrazione. Voleva confrontarsi con un altro universo di senso questa volta, Elisabetta Liguori, e ci è riuscita, tessendo una struttura che ingloba una dimensione esistenziale che si esprime nei lineamenti dei personaggi, nelle relazioni che annodano le loro esperienze, nelle riflessioni puntuali, negli scavi all’interno dei territori di una psicologia profonda e di una sensibilità affiorante. In questo romanzo il nucleo generativo è costituito dalla progressiva trasformazione dell’esperienza in conoscenza, dal passaggio continuo dall’esistere al pensiero sull’esistenza: si tratta di quell’esperienza, di quell’esistenza che talvolta disorienta o sbalordisce e di quella conoscenza che conferisce visioni del mondo, della vita, di se stessi, alle quali fare riferimento, da adottare come sistema di pensiero. L’esperienza è quella della crisi, della crescita, del confronto con gli altri e con il sé, l’esperienza dell’indagarsi e dello scoprirsi, che a volte è esplicita, a volte implicita, a volte si manifesta, in altre resta sotterranea ma che in ogni caso assume la valenza di una conformazione identitaria. I personaggi della Liguori hanno la fisionomia delle creature, e per creature vorrei intendere un essere sorpreso nella essenzialità delle emozioni, delle sensazioni, degli stupori, nel suo appartenere, ad un tempo, alla terra e al cielo, all’infinito e alla finitezza. C’è una pagina del romanzo in cui questa condizione di appartenenza alla terra e al cielo, si esprime con una metafora di sintesi sostanziale. Dice che gli angeli non sono tutti uguali, che si occupano di cose diverse e in modo diverso, che sono in un modo e poi nel modo contrario, ma che quello che sono dipende dalle esperienze che hanno fatto. Come gli uomini, dunque. Esattamente. Ecco come il concetto di esperienza si carica di una valenza semantica assoluta, come rappresenti l’elemento che conforma il proprio essere e il proprio essere nel mondo, l’essere con e per se stessi, con e per gli altri. Da questi nuclei si irradiano i riflessi dell’autoconsapevolezza, dell’autorealizzazione, della coscienza di sé. Non è per nulla facile sciogliere tematiche/problematiche di questo genere in una narrazione. Non è facile attribuire ad esse una natura di leggerezza. Elisabetta Liguori ha saputo farlo governando il racconto con mestiere, certamente, ma anche con un appassionamento che ha determinato nel racconto un equilibrio armonioso. Tirando a indovinare potrei dire che ha cercato costantemente una combinazione tra forma e concetto, in alcuni casi anteponendo il primo termine, in altri casi anteponendo il secondo, cioè assegnando ad essi una prevalenza sulla base dell’intenzionalità narrativa. Spesso l’intenzionalità narrativa è quella di emozionare il concetto, il pensiero. Il lavoro che Elisabetta Liguori fa sul lessico in alcune situazioni del romanzo è finalizzato proprio all’effetto di emozionare il pensiero, di impastare emozione e ragione, di determinare una condizione di reciprocità tra ordine e disordine, crisi e progetto, fantasia e rigore. I personaggi hanno tutti la fisionomia di una natura intimamente plurale, multiforme, che si dispone al senso della complessità, della problematicità, ma anche della semplicità che consente di comprendere istintivamente, di “sentire” il mondo attraverso la dimensione affettiva, attraverso il desiderio. Il desiderio è per i personaggi una sorta di grammatica interpretativa, uno strumento pluridimensionale attraverso il quale penetrare l’universo della conoscenza. Ma che, soprattutto, si costituisce come elemento psicofisico essenziale per conoscere se stessi e gli altri per i quali provano emozione, sentimento, desiderio. “Il secondo giorno – Kiss for my angel”, Elisabetta Liguori pagine 256, €18,00, ISBN 9788899315023 (libro), 9788899315078 (ebook)
“In bilico. Storie di animali terrestri”, gli autori si raccontano: Marina Piconese
“In bilico. Storie di animali terrestri”, gli autori si raccontano: Marina Piconese
Marina Piconese è imprenditrice e giornalista. Il suo racconto “Cicchetto e l’equilibrista felice” è un poetico viaggio attraverso quella che è la nostra fissità, la nostra inerzia, il desiderio rispetto a ciò che vediamo.
Come hai scelto l’idea per il racconto che è stato inserito nella raccolta?
«È venuta da sé, si è creata in maniera magica, un pomeriggio, davanti a poche righe sullo schermo. Felice e Cicchetto hanno preso una forma che nemmeno io mi aspettavo! All’inizio sapevo solo che a far compagnia a un gatto ci sarebbe stato un uomo anziano, ma il passato di quest’uomo era ancora un futuro, per me.»
Ci sono dei punti che ricordano le trasformazioni e le scelte di Alberto Sordi ne “L’arte di arrangiarsi”… Che cosa significa per te la precarietà delle scelte?
«La precarietà che tento di descrivere è quella delle scelte personali, quotidiane o epocali che siano; di tutte quelle vite che rimangono “in medias res”, di tutte quelle persone che non hanno né la volontà, né la fortuna, di apportare alla propria esistenza quei cambiamenti radicali che le scuoterebbero dal loro inevitabile torpore. La fortuna e la volontà, in questo gioco di andi-rivieni, si danno una mano l’un l’altra: se non c’è volontà, la fortuna non ti seguirà mai; ma se non c’è fortuna, nessuna volontà potrà salvarti! Restare in equilibrio tra ciò che realmente siamo e ciò che vorremmo davvero essere è un dono di pochi, ma l’equilibrio, per definizione, è sempre precario. In sostanza, ci si può anche gettare nel vuoto, ma solo se si hanno “le ali adatte” per volare.»
Cos’è per te la scrittura?
«È una compagnia, un sogno recondito, uno sfogo inevitabile; una delle prime cose che ho imparato nella vita e una delle poche cose che ancora so fare senza sforzo. Naturale come respirare.»
Marina Piconese. Classe 1982, salentina per origine e per passione, in tasca una laurea in Teoria e tecniche della comunicazione mediale, la qualifica di giornalista pubblicista, un lavoro di social media manager e, soprattutto, lʼamore per la scrittura di racconti. Le viene facile ispirarsi camminando tra gli ulivi della sua azienda agricola, e spera, un giorno, di infondere quel verde e quellʼargento tra le pagine del suo primo romanzo. I suoi lavori sono attualmente pubblicati in diverse antologie di concorsi letterari, in molti dei quali ha conquistato un felice posto sul podio. Ama le coincidenze, ascolta volentieri gli aneddoti ed è affamata delle storie di vita di chiunque incontri.
Leggi le interviste precedenti:
1, 2 e 3 Maggio 2015 – Musicaos Editore ospite di CALENDIMAGLIE a Maglie, presso l’Ex Opificio “Piccinno”
“Musicaos Editore a CALENDIMAGLIE” da Venerdì 1 a Domenica 3 Maggio 2015 a Maglie presso – Ex Opificio “Piccinno” (Via Vittorio Emanuele) – Art Cafè (Via Ferramosca, 189) Musicaos Editore, con i suoi autori e le sue produzioni, sarà ospite della manifestazione CALENDIMAGLIE, organizzata dalla Città di Maglie (Assessorato alla Cultura), dalla Fondazione “F. Capece”, dalla Proloco Maglie “Avv. Luigi Puzzovio” e dalla Rivista Letteraria “Filomela”. La manifestazione si terrà presso l’Ex Opificio “Piccinno”, in Via Vittorio Emanuele a Maglie, tutti gli incontri sono a ingresso libero. Per tutti e tre i giorni della manifestazione Musicaos Editore sarà presente con uno stand dedicato alle sue produzioni, comprese le più recenti.
Doppia presentazione nella giornata di Venerdì 1 Maggio alle ore 19.00, presso l’Ex Opificio “Piccinno” in via Vittorio Emanuele: la giornalista Angela Leucci presenterà il suo “Diario di una giornalista precaria”, del quale proprio in questi giorni è stata pubblicata la nuova edizione in formato digitale, disponibile su tutte le piattaforme. “Diario di una giornalista precaria” oltre a essere un libro è anche un blog, molto seguito dagli addetti e lavori e non, che da un anno ospita racconti, vicissitudini e aneddoti legati al mondo del giornalismo salentino. A seguire Francesco De Giorgi presenterà il suo nuovo romanzo “I bassisti muoiono giovani”, la storia di un gruppo di ragazzi che decide di riunirsi, diversi anni dopo lo scioglimento della loro piccola band, per registrare – finalmente – i propri brani. Un racconto che è strutturato come un disco, centrato sulle passioni, sulla realizzazione personale e la contemporaneità. Un viaggio al ritmo di musica per scoprire l’importanza dei propri desideri. Sabato 2 Maggio, alle ore 18.00, presso l’Art Cafè (Via Ferramosca 189), Musicaos Editore sarà protagonista di un evento satellite della manifestazione, la presentazione della raccolta di racconti dal titolo “In bilico. Storie di animali terrestri”. La raccolta ospita dodici racconti inediti scritti da Paolo Colavero, Gianluca Conte, Luigi De Gregorio, Marco Goi, Belisario Laveneziana, Angela Leucci, Valentina Luberto, Paolo Merenda, Antonio Montefusco, Annarita Pavone, Marina Piconese. Questi nuovi racconti italiani, scritti da autori nati tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta, descrivono la realtà del nostro paese, tra speranze, desideri, tra crisi del lavoro e volontà di cambiamento, in cerca di un nuovo possibile destino. Domenica 3 Maggio, presso l’Ex Opificio “Piccinno” si terrà la premiazione dei concorsi letterari banditi nell’ambito della manifestazione CALENDIMAGLIE. Musicaos Editore ha partecipato ai lavori di giuria del concorso. Info: www.musicaos.it info@musicaos.it Musicaos Editore
30 Aprile 2015 – Collepasso – “I bassisti muoiono giovani” di Francesco De Giorgi allo Spazio Kronos
Giovedì 30 Aprile 2015 alle ore 20.30 a Collepasso (Le) presso SPAZIO KRONOS (Via Cesare Battisti, 29) si terrà la prima presentazione/reading del romanzo “I bassisti muoiono giovani” di Francesco De Giorgi romanzo/reading con Francesco De Giorgi dialoga con l’autore Luciano Pagano Giovedì 30 aprile, presso lo Spazio Kronos di Collepasso, in via Cesare Battisti 29, si terrà la prima presentazione del nuovo romanzo di Francesco De Giorgi, intitolato “I bassisti muoiono giovani”. Durante la serata si terrà, insieme alla presentazione del libro, un reading musicale tratto dallo stesso. Luciano Pagano dialogherà con l’autore. I BASSISTI MUOIONO GIOVANI è la storia di un gruppo di ragazzi che decide di riunirsi, diversi anni dopo lo scioglimento della loro piccola band, per registrare – finalmente – i propri brani. Il ritorno sui propri passi è guidato da Giorgio Mestrelli, uno dei critici musicali più influenti della rete, bassista del gruppo.Nonostante il destino abbia scelto strade differenti per i cinque, i “Plettrofolle” ritroveranno immutate, suonando insieme, le sensazioni di un tempo. Dovranno però fare i conti con un diverso contesto sociale che li metterà nuovamente alla prova. Cinque ragazzi che formavano una band, una band che rappresentava un sogno, un sogno che avrebbe cambiato le loro vite. Se solo ne avessero avuto il tempo.Un affresco crudo e ironico. Un racconto che è strutturato come un disco, centrato sulle passioni, sulla realizzazione personale e la contemporaneità.Un viaggio al ritmo di musica per scoprire l’importanza dei propri desideri.
Francesco De Giorgi è nato a Casarano (Le) nel 1984. Nel 2007 si è laureato in Scienze della comunicazione presso l’Università degli Studi di Siena. Ha pubblicato i romanzi ”Tu prepara il filtro” (Besa Editrice, 2011), “Una buona stella” (Lupo Editore, 2013). Info: www.musicaos.it info@musicaos.it
29 Aprile 2015 – Cineporti di Puglia/Lecce – Vincenzo Camerino presenta “Le vele incantate del cinema e l’elogio della malinconia” alle Manifatture Knos
Cineporti di Puglia/Lecce Musicaos Editore Mercoledì 29 Aprile 2015 ore 18.30 presso la Sala Casting dei Cineporti di Puglia/Lecce c/o Manifatture Knos (Via Vecchia Frigole, 36) si terrà la prima presentazione de “Le vele incantate del cinema e l’elogio della malinconia” di Vincenzo Camerino (musicaos editore) dialogheranno: Vincenzo Camerino (autore) Luciano Pagano (editore) Mercoledì 29 Aprile, alle ore 18.30, presso la Sala Casting dei Cineporti di Puglia a Lecce (Manifatture Knos, Via Vecchia Frigole 36), si terrà la prima presentazione nazionale del volume scritto da Vincenzo Camerino, dal titolo “Le vele incantate del cinema e l’elogio della malinconia”, edito da Musicaos Editore. Per questo nuovo “viaggio” nella settima arte il professor Vincenzo Camerino, già docente di Storia e critica del Cinema e di Semiologia del Cinema presso lʼUniversità del Salento, sceglie di soffermare il suo sguardo sulle figure di alcuni dei registi, in assoluto più importanti del panorama internazionale. Una raccolta di saggi che dal cinema arriva a toccare le tematiche più urgenti della produzione culturale e sociale. Lʼautore dialogherà assieme a Luciano Pagano. Vincenzo Camerino nella prima parte di questo lavoro ci accompagna in un viaggio affascinante tra alcune delle figure di registi più importanti del secolo appena trascorso. Da Michalkov (Schiava d’amore – Oblomov) a Almodóvar , passando per Kusturica, Miklós Jancsó, Dassin, Tarkovskij, Godard, Renato Castellani, Michael Winterbottom, Pier Paolo Pasolini e altri. I saggi contenuti nella seconda parte affrontano, sempre a partire dalla suggestione della pellicola, alcune delle tematiche più urgenti legate alla società, alla cultura, alla politica. Dalle influenze del cinema sul Novecento al suo rapporto con la cultura e il senso della storia, fino alla funzione educatrice che la “settima arte” ha per una comunità, toccando il racconto di una terra, la Puglia e il Salento, attraverso i recenti lavori che l’hanno attraversata. Indice del volume Il cinema sovietico, la sorgente Michalkov, Schiava d’amore / La drammaturgia Oblomoviana e la Sopravvivenza dell’Umano / Quando il cinema “apre” l’Adriatico (e oltre) / Il cinema e la realtà nello sguardo amaro di Dassin / Breviario sul cinema di Pedro Almodóvar / Vivre sa vie. La pennellata semiologica / Lo sguardo filmico e militante di Gianfranco Mingozzi / Lo sguardo della Storia raccontato dalle mirabili regie di Miklós Jancsó / Renato Castellani, il cinema, Il Brigante / Jude di Michael Winterbottom / Così il cinema ha influenzato il Novecento / Il cinema delle origini tra cultura e senso della storia / Educare al linguaggio cinematografico è pensiero che si poetizza / A tutti coloro che ritengono che il cinema, oltre ad effondere profumi etici, possa accrescere democraticamente la coscienza di una Comunità. / Il cinema come periscopio ansiolitico e come progetto, e l’universale desiderio / Un dizionario per raccontare il cinema in Puglia, anche un lieto abbecedario in zona-socializzante / L’associazionismo cinematografico che, talvolta, volle farsi “guerrigliero” per debellare le sudditanze. / L’editoria cinematografica nel Salento, e dintorni / Sulle ali della Storia con il ritrovato e alquanto ammaccato Risorgimento Vincenzo Camerino, già docente di Storia e critica del cinema, nonché di Semiologia del cinema, presso l’Università del Salento, ha pubblicato diverse e svariate armonie cinematografiche. In precedenza: Nelle utopie del Sud e del cinema; I cristalli della regia; La subalternità della politica, l’orgoglio della cultura, le assonanze del cinema; Le sensualità cinematografiche e le sospensioni delle passioni. Il futuro?… Se l’incanto mentale si svolge secondo le stabilità tra il Vecchio e il Nuovo dei laboriosi sentimenti il possibile prosieguo: La bellezza e le piacevolezze oniriche, ovvero le divinità al femminile. “Le vele incantate del cinema e l’elogio della malinconia” di Vincenzo Camerino (musicaos editore) – formato 14,8×21 cm, pagine 228, €20 – isbn 978-88-99315-009 Info: info@musicaos.it www.musicaos.it
I bassisti muoiono giovani. Francesco De Giorgi, Fablet 02
“I bassisti muoiono giovani” è la storia di un gruppo di ragazzi che decide di riunirsi, diversi anni dopo lo scioglimento della loro piccola band, per registrare – finalmente – i propri brani. Il ritorno sui propri passi è guidato da Giorgio Mestrelli, uno dei critici musicali più influenti della rete, bassista del gruppo. Nonostante il destino abbia scelto strade differenti per i cinque, i “Plettrofolle” ritroveranno immutate, suonando insieme, le sensazioni di un tempo. Dovranno però fare i conti con un diverso contesto sociale che li metterà nuovamente alla prova. Cinque ragazzi che formavano una band, una band che rappresentava un sogno, un sogno che avrebbe cambiato le loro vite. Se solo ne avessero avuto il tempo. Un affresco crudo e ironico. Un racconto che è strutturato come un disco, centrato sulle passioni, sulla realizzazione personale e la contemporaneità. Un viaggio al ritmo di musica per scoprire l’importanza dei propri desideri. Francesco De Giorgi è nato a Casarano (Le) nel 1984. Nel 2007 si è laureato in Scienze della comunicazione presso l’Università degli Studi di Siena. Ha pubblicato i romanzi “Tu prepara il filtro” (Besa Editrice, 2011), “Una buona stella” (Lupo Editore, 2013).
I bassisti muoiono giovani, Francesco De Giorgi Fablet 02 – formato 11,5 x 19 cm, pagine 244 Illustrazione di copertina: Giovanni Matteo, ADDASTUDIO.IT Disponibile in formato cartaceo ISBN 9788899315054 e in formato ebook ISBN 9788899315030
26 Aprile 2015 – Lecce/Ammirato Culture House – Elisabetta Liguori presenta “Il secondo giorno – Kiss for my angel”
Ammirato Culture House – Musicaos Editore
Domenica 26 Aprile – Ore 18.30 – Ammirato Culture House
(Via di Pettorano 2, Lecce)
“Il secondo giorno – Kiss for my angel”
di Elisabetta Liguori
dialoga con l’autrice
Luigi Tarantino
(magistrato)
modera
Luciano Pagano
(editore)
Domenica 26 Aprile, alle ore 18.30, a Lecce, presso l’Ammirato Culture House a Lecce, in Via di Pettorano 2, si terrà una nuova presentazione del nuovo romanzo di Elisabetta Liguori, intitolato “Il secondo giorno – Kiss for my angel”, pubblicato da Musicaos Editore. L’autrice dialogherà con il magistrato Luigi Tarantino, modererà l’incontro Luciano Pagano, editore.
La trama.
La giovane Gabriele vive a Roma, insieme ai suoi genitori, i coniugi Morris; Richard, originario dell’Oregon, poi trasferitosi a Manhattan e la moglie Elisabetta, “Liz”. Sta per cominciare un nuovo anno scolastico e la ragazza, insieme alla sua migliore amica, Audrey, torna sui banchi della prestigiosa American Overseas School of Rome.
Sembrerebbe una vita tranquilla, quella di Gabriele, e lo è fino al giorno in cui una sua parente, l’unica rimasta in America, “Zia Pupeet”, muore, lasciandole in eredità un segreto incredibile. Inizia così un percorso pericoloso, diviso tra la Roma dei Papi e gli intrighi nelle stanze segrete del Vaticano, la sfavillante isola di Manhattan, e il Salento, terra di origine della madre di Gabriele. È così che la protagonista, oltre a conoscere il proprio segreto, scoprirà la forza che si cela nel coraggio e nei sentimenti degli amici che la circondano.
Elisabetta Liguori è nata a Lecce nel 1968, dove vive e lavora, presso il tribunale per i minori. È laureata in giurisprudenza. Ha collaborato con la rivista “Nuovi Argomenti”, e per numerose altre riviste on line. Collabora con il “Nuovo Quotidiano di Puglia”, alla pagina della cultura, con una particolare attenzione per la letteratura al femminile. “Il credito dell’imbianchino”, è il suo romanzo d’esordio, finalista al Premio Berto 2005 e al Premio Carver 2005. Il secondo romanzo è del 2007, “Il correttore”, edito da peQuod di Ancona. Del gennaio 2010 è il terzo romanzo, scritto a 4 mani con Rossano Astremo, “Tutto questo silenzio” (Besa Editrice). “La felicità del testimone” è il titolo del suo romanzo uscito nel 2012 per Manni editori. Alcuni suoi racconti sono apparsi sulle riviste e in antologie tra le quali: “Mordi & fuggi” edito da Manni Editori, “Laboriosi Oroscopi” edito da Ediesse, “Il dizionario affettivo italiano” per Fandango editore, “È finita la controra” e “Sangu, racconti noir di Puglia” Manni editori 2011; “Nessuna più. Quaranta scrittori contro il femminicidio” (Elliot, 2013), nell’ambito della quale ha trovato spazio la sua attenzione e l’interesse per i personaggi femminili. Ha preso parte a progetti culturali internazionali, curando la stesura dei testi musicali e teatrali. Da aprile 2013 è in libreria una sua favola per bambini sul tema delle adozioni, dal titolo “Kora, una storia a colori” (Lupo Editore) con illustrazioni di Carlos Arrojo.
Info
http://www.musicaos.it
info@musicaos.it
Il libro può essere richiesto in tutte le librerie o
acquistato in formato digitale, sugli store digitali.
versione cartacea
Elisabetta Liguori – “Il secondo giorno. Kiss for my angel”, pagine 256, isbn 9788899315023, €18,00
versione digitale
Elisabetta Liguori – “Il secondo giorno. Kiss for my angel”,
isbn 9788899315078, €6,99
“In bilico. Storie di animali terrestri”, gli autori si raccontano: Marco Goi
“In bilico. Storie di animali terrestri”, gli autori si raccontano: Marco Goi
Marco Goi, conosciuto anche con il nome di Cannibal Kid, è scrittore, giornalista e blogger. Ama i giochi di parole e le situazioni paradossali, è l’autore di “Sarah”.
Come hai scelto lʼidea per il racconto che è stato inserito nella raccolta?
«L’idea per il racconto mi è venuta una sera mentre mi trovavo in discoteca. Non so perché, o forse sarà perché avevo bevuto troppo, però allʼimprovviso mi è tornata in mente la vicenda dellʼomicidio di Sarah Scazzi, di cui in quei giorni si parlava tantissimo in tv, e ho cominciato a pensare di scrivere un racconto in proposito, rivivendo la storia attraverso il suo punto di vista. Ne è uscito un racconto che mischia realtà e fiction, ma in cui alla fine la fiction prevale.»
Che cosa significa per te la precarietà di Sarah?
«Nel mio racconto non si parla di una precarietà metaforica, o lavorativa. La protagonista si trova in bilico proprio tra la vita e la morte. Una condizione più precaria di così non riesco a immaginarla.»
Cosʼè per te la scrittura?
«Per me rappresenta il modo più efficace di comunicare ciò che provo, ciò che penso e ciò che sono.»
Marco Goi. Nato nel 1982, è laureato in Scienze della Comunicazione con tesi su Bret Easton Ellis, più un master conseguito alla IULM di Milano. Collaboratore per varie testate tra cui Oggialcinema, Wait! Magazine e LoLington Post, è anche lʼautore della raccolta di racconti “Lʼultima estate di Joan e altri racconti” e il creatore del sito di cinema e intrattenimento Pensieri Cannibali. Musica, serie tv e cinema sono le uniche droghe di cui ammette lʼuso, almeno pubblicamente.
§
In bilico. Storie di animali terrestri
https://musicaos.org/in-bilico-storie-di-animali-terrestri-fablet-01/
17 Aprile 2015 – Lucugnano (LE) – “A nuda voce. Canto per le tabacchine”, Elio Coriano, Stella Grande e Vito Aluisi a Palazzo Comi
La Biblioteca Comi, con il Patrocinio del Comune di Tricase,
in collaborazione con la Libera Università Popolare Sud Salento Unito (LUPSSU)
Musicaos Editore
Venerdì 17 Aprile 2015
Ore 20.00
Lucugnano – Palazzo Comi
“A nuda voce. Canto per le tabacchine”
di Elio Coriano
con Elio Coriano (voce, testi),
Stella Grande (voce, canto),
Vito Aluisi (musica, canto)
saluto del Sindaco di Tricase: Ing. Antonio Coppola
Venerdì 17 Aprile 2015, alle ore 20.00, Palazzo Comi a Lucugnano, ospiterà “A nuda voce. Canto per le tabacchine”, di Elio Coriano, con Elio Coriano, Stella Grande, Vito Aluisi. L’evento è a cura del Comune di Tricase, della Biblioteca Provinciale G. Comi, in collaborazione con la Libera Università Popolare Sud Salento Unito (LUPSSU) e Musicaos Editore. Interverrà il Sindaco di Tricase, ing. Antonio Coppola.
Lo spettacolo basato sulla raccolta di versi di Elio Coriano, pubblicata da Musicaos Editore, è dedicato alle sei tabacchine che morirono a causa dell’incendio scoppiato a Calimera, il 13 Giugno 1960, nella ditta Villani e Franzo. Sono proprio a loro, Luigia Bianco, Epifania Cucurachi, Lucia Di Donfrancesco, Assunta Pugliese, Lina Tommasi e Luigia Tommasi, che vengono ricordate con questo recital poetico musicale.
Un viaggio in un frammento di storia della nostra terra che rivive nella rievocazione di Elio Coriano. I versi ricordano la vita quotidiana, i pensieri, l’epoca del boom economico nel nostro paese, gli anni ‘60, ma anche la sofferenza, i soprusi, l’oppressione e, infine, la tragedia.
“Elio Coriano con questa sua opera intende restituire una voce alle tabacchine morte il 13 giugno 1960 a Calimera, a causa di un incendio nei locali della ditta Villani e Franzo. Questo canto si unisce a quello di una generazione di salentini che hanno lavorato, anche in condizioni disumane, per garantire un futuro ai propri figli.” (dalla quarta di copertina). Questa raccolta inaugura la collana di poesia di Musicaos Editore.
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dall’introduzione al volume, di Ada Donno
“Il Salento era diventata una delle aree più altamente specializzate nella produzione e la prima lavorazione delle qualità di tabacco levantino, che Rosetta e le sue compagne avevano imparato a distinguere e a chiamare coi loro nomi impronunciabili che a loro suonavano come “santujaca”, “peristizza” e “zagovina”: le più chiare dalle più scure, le più larghe dalle più piccole, le più ruvide dalle più lisce. Le tabacchine erano manodopera indispensabile: prima di tutto perché la lavorazione delle foglie richiedeva le mani abili, leggere e veloci delle donne, meglio se in giovanissima età. Spesso erano quelle stesse mani che negli altri mesi dell’anno tessevano i propri corredi al telaio o ricamavano quelli commissionati dalle signore dei paesi.
E poi perché era manodopera docile, che si poteva pagare la metà degli uomini senza dovere spiegare perché, disposta a piegarsi ad ogni angheria pur di tenersi quel posto.
Molte delle compagne di lavoro di Rosetta provenivano dalle famiglie di coloni o di braccianti che producevano il tabacco nelle campagne attorno agli opifici. Con la loro fatica stagionale, precaria e frammentata, d’estate nelle campagne di raccolta e d’inverno negli opifici, le lavoratrici del tabacco integravano il reddito familiare.
Tale concezione integrativa, a giustificazione della bassa retribuzione femminile, era stata per secoli lo strumento di assoggettamento sociale, politico e culturale, nonché familiare, delle donne. Secondo un criterio indiscusso, infatti, alle donne veniva corrisposto per legge solo il compenso dello sforzo richiesto dal lavoro in fabbrica o in campagna. Il corrispettivo economico delle cure domestiche, invece, attività propria della donna per definizione e destino, veniva integrato nel salario dell’uomo capofamiglia, al quale soltanto spettava il mantenimento della donna e dei figli.
E caso mai non fosse bastata questa giustificazione, c’era l’altra più rozza e sbrigativa, comunemente accettata, dell’inferiorità della forza fisica femminile, del più basso livello d’istruzione e specializzazione e rendimento: in una parola, della naturale, ineliminabile inferiorità della donna.”
Ingresso libero.
Novità in libreria: “Il secondo giorno. Kiss for my angel” il nuovo romanzo di Elisabetta Liguori
Elisabetta Liguori – “Il secondo giorno. Kiss for my angel”
La giovane Gabriele vive a Roma, insieme ai suoi genitori, i coniugi Morris; Richard, originario dell’Oregon, poi trasferitosi a Manhattan e la moglie Elisabetta, “Liz”. Sta per cominciare un nuovo anno scolastico e la ragazza, insieme alla sua migliore amica, Audrey, torna sui banchi della prestigiosa American Overseas School of Rome.
Sembrerebbe una vita tranquilla, quella di Gabriele, e lo è fino al giorno in cui una sua parente, l’unica rimasta in America, “Zia Pupeet”, muore, lasciandole in eredità un segreto incredibile. Inizia così un percorso pericoloso, diviso tra la Roma dei Papi e gli intrighi nelle stanze segrete del Vaticano, la sfavillante isola di Manhattan, e il Salento, terra di origine della madre di Gabriele. È così che la protagonista, oltre a conoscere il proprio segreto, scoprirà la forza che si cela nel coraggio e nei sentimenti degli amici che la circondano.
Elisabetta Liguori – “Il secondo giorno. Kiss for my angel”, pagine 256, isbn 9788899315023, €18,00
Elisabetta Liguori è nata a Lecce nel 1968, dove vive e lavora, presso il tribunale per i minori. È laureata in giurisprudenza. Ha collaborato con la rivista “Nuovi Argomenti”, e per numerose altre riviste on line. Collabora con il “Nuovo Quotidiano di Puglia”, alla pagina della cultura, con una particolare attenzione per la letteratura al femminile. “Il credito dell’imbianchino”, è il suo romanzo d’esordio, finalista al Premio Berto 2005 e al Premio Carver 2005. Il secondo romanzo è del 2007, “Il correttore”, edito da peQuod di Ancona. Del gennaio 2010 è il terzo romanzo, scritto a 4 mani con Rossano Astremo, “Tutto questo silenzio” (Besa Editrice). “La felicità del testimone” è il titolo del suo romanzo uscito nel 2012 per Manni editori. Alcuni suoi racconti sono apparsi sulle riviste e in antologie tra le quali: “Mordi & fuggi” edito da Manni Editori, “Laboriosi Oroscopi” edito da Ediesse, “Il dizionario affettivo italiano” per Fandango editore, “È finita la controra” e “Sangu, racconti noir di Puglia” Manni editori 2011; “Nessuna più. Quaranta scrittori contro il femminicidio” (Elliot, 2013), nell’ambito della quale ha trovato spazio la sua attenzione e l’interesse per i personaggi femminili. Ha preso parte a progetti culturali internazionali, curando la stesura dei testi musicali e teatrali. Da aprile 2013 è in libreria una sua favola per bambini sul tema delle adozioni, dal titolo “Kora, una storia a colori” (Lupo Editore) con illustrazioni di Carlos Arrojo.
Photo Courtesy: Rino Biancho
Copertina: Adriana Adamo, ADDASTUDIO.IT
Disponibile in formato cartaceo e ebook.
“In bilico. Storie di animali terrestri”, gli autori si raccontano: Annarita Pavone
“In bilico. Storie di animali terrestri”, gli autori si raccontano: Annarita Pavone
Annarita Pavone permea tutte le sue attività di creatività: il lavoro, il tempo libero, la vita stessa. Il suo racconto “La terrazza di asfalto” rappresenta uno spaccato su una storia contemporanea, una di quelle storie invisibili, perché non ne abbiamo percezione.
Come hai scelto lʼidea per il racconto che è stato inserito nella raccolta?
«L’idea è nata dopo una cena consumata a casa nostra a cui aveva preso parte il miglior amico di mio marito. È nata quindi in maniera molto familiare e piacevole. Unica nota dolente della serata le riflessioni di Gianluca, lʼamico appunto, che stava attraversando un periodo di grande disillusione e rassegnazione nei confronti della sua situazione lavorativa e del suo futuro. Lʼincertezza di fronte a tutto era quindi la parola predominante: di qui la sua idea ormai rassegnata alla partenza, all’abbandono (per la seconda volta, ma forse ora definitiva) dei suoi luoghi, dei suoi cari, degli amici, dell’Italia.»
Che cosa significa per te la precarietà del lavoro e della vita?
«Quello che mi colpiva delle riflessioni malinconiche di Gianluca in quella nostra cena era il concetto di dilatazione della sua precarietà. La mancanza di una condizione lavorativa stabile che gli consentisse un margine di autonomia, lo portava a esercitare una serie di limitazioni, condizionamenti anche quotidiani (la rinuncia a un’uscita di troppo, a un viaggio…) per cui era come se tutto intorno gli suggerisse che l’unica speranza per lui era nel rifare la valigia e andare lontano. La sua precarietà era persino sentimentale, perché quando ci si sente a un bivio così, è meglio non lasciarsi andare, meglio non coinvolgersi in altre storie ed evitare di restar delusi e di deludere. Analogamente il suo lavoro di educatore lo portava a scontrarsi con l’esistenza precaria di profughi ed extracomunitari in fuga da vite ancor più precarie di quella di Gianluca.»
Cosʼè per te la scrittura?
«È un pensiero quotidiano, un gioco in cui le parole, le immagini e la fantasia si sovrappongono e talvolta mi sorprendono; la definirei un “luogo”, uno spazio mentale in cui una parte viva e autentica di me opera. Talvolta diventa un atto concreto ed è una sfida, ma resta un’attività in cui appunto riesco a sentirmi davvero a mio agio e in certi casi a compiacermi. Quando da lettrice mi accorgo di provare delle sensazioni, allora rinnovo puntualmente la mia convinzione di quanto sia geniale la scrittura: la capacità di creare, inventare dei nuovi mondi, nuovi destini o semplicemente di saper raccontare la realtà, smuovendo i sensi.»
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Annarita Pavone. Nata a Castellaneta (TA) nel 1976, si laurea in Lingue e Letterature Straniere con una tesi sulla “geometria” delle passioni nel romanzo contemporaneo inglese attraverso il pensiero di Michel Foucault e Remo Bodei. Vive e lavora a Bari in una Software House occupandosi della gestione informatizzata di servizi sociali. Suoi articoli, racconti, fumetti da lei sceneggiati sono apparsi su varie riviste. Sogna un futuro fatto ancora di carta e inchiostro, in cui poter investire molta più vita.
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In bilico. Storie di animali terrestri
https://musicaos.org/in-bilico-storie-di-animali-terrestri-fablet-01/
12 Aprile 2015 – Martina Franca (TA) – Alfredo Annicchiarico presenta “Dalla parte di Iago”
Libreria STORIE IN CORSO
Martina Franca
presenta
Domenica 12 Aprile – Ore 18.30
Libreria “Storie in corso”
(Martina Franca, Corso Italia n. 36)
“Dalla parte di Iago”
di Alfredo Annicchiarico
dialoga con l’autore
Prof. ssa Maria Rosaria Chirulli
Domenica 12 Aprile 2015, alle ore 18.30, a Martina Franca (TA), presso la Libreria “Storie in corso” (Corso Italia, 36) , Alfredo Annicchiarico presenterà il suo nuovo romanzo “Dalla parte di Iago” (Musicaos Editore). In questo appuntamento, la professoressa Maria Rosaria Chirulli dialogherà con l’autore, giunto al suo quarto romanzo.
10 Aprile 2015 – Lecce – Elisabetta Liguori presenta “Il secondo giorno- Kiss for my angel”
Libreria Mondadori – Lecce
Musicaos Editore
Venerdì 10 Aprile – Ore 18.00 -Libreria MONDADORI STORE
(Piazza Sant’Oronzo)
“Il secondo giorno – Kiss for my angel” di Elisabetta Liguori
presenta
Luciano Pagano
Venerdì 10 Aprile, alle ore 18.00, a Lecce, presso la Libreria Mondadori in piazza Sant’Oronzo, si terrà una nuova presentazione, la prima nel capoluogo salentino, del nuovo romanzo di Elisabetta Liguori, intitolato “Il secondo giorno – Kiss for my angel”, pubblicato da Musicaos Editore.
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La giovane Gabriele vive a Roma, insieme ai suoi genitori, i coniugi Morris; Richard, originario dell’Oregon, poi trasferitosi a Manhattan e la moglie Elisabetta, “Liz”. Sta per cominciare un nuovo anno scolastico e la ragazza, insieme alla sua migliore amica, Audrey, torna sui banchi della prestigiosa American Overseas School of Rome.
Sembrerebbe una vita tranquilla, quella di Gabriele, e lo è fino al giorno in cui una sua parente, l’unica rimasta in America, “Zia Pupeet”, muore, lasciandole in eredità un segreto incredibile. Inizia così un percorso pericoloso, diviso tra la Roma dei Papi e gli intrighi nelle stanze segrete del Vaticano, la sfavillante isola di Manhattan, e il Salento, terra di origine della madre di Gabriele. È così che la protagonista, oltre a conoscere il proprio segreto, scoprirà la forza che si cela nel coraggio e nei sentimenti degli amici che la circondano.
Elisabetta Liguori è nata a Lecce nel 1968, dove vive e lavora, presso il tribunale per i minori. È laureata in giurisprudenza. Ha collaborato con la rivista “Nuovi Argomenti”, e per numerose altre riviste on line. Collabora con il “Nuovo Quotidiano di Puglia”, alla pagina della cultura, con una particolare attenzione per la letteratura al femminile. “Il credito dell’imbianchino”, è il suo romanzo d’esordio, finalista al Premio Berto 2005 e al Premio Carver 2005. Il secondo romanzo è del 2007, “Il correttore”, edito da peQuod di Ancona. Del gennaio 2010 è il terzo romanzo, scritto a 4 mani con Rossano Astremo, “Tutto questo silenzio” (Besa Editrice). “La felicità del testimone” è il titolo del suo romanzo uscito nel 2012 per Manni editori. Alcuni suoi racconti sono apparsi sulle riviste e in antologie tra le quali: “Mordi & fuggi” edito da Manni Editori, “Laboriosi Oroscopi” edito da Ediesse, “Il dizionario affettivo italiano” per Fandango editore, “È finita la controra” e “Sangu, racconti noir di Puglia” Manni editori 2011; “Nessuna più. Quaranta scrittori contro il femminicidio” (Elliot, 2013), nell’ambito della quale ha trovato spazio la sua attenzione e l’interesse per i personaggi femminili. Ha preso parte a progetti culturali internazionali, curando la stesura dei testi musicali e teatrali. Da aprile 2013 è in libreria una sua favola per bambini sul tema delle adozioni, dal titolo “Kora, una storia a colori” (Lupo Editore) con illustrazioni di Carlos Arrojo.
Info
http://www.musicaos.it
info@musicaos.it
Il libro può essere richiesto in tutte le librerie o
acquistato in formato digitale, sugli store digitali.
versione cartacea
Elisabetta Liguori – “Il secondo giorno. Kiss for my angel”, pagine 256, isbn 9788899315023, €18,00
versione digitale
Elisabetta Liguori – “Il secondo giorno. Kiss for my angel”,
isbn 9788899315078, €6,99
9 Aprile 2015 – Lecce – “Il profumo delle rose inglesi”. Anna Scarsella ospite di Icaro Book Store
Icaro Book Store
Associazione Il Buon Lettore
GIOVEDÌ 9 APRILE 2015 – ORE 19.00
presso ICARO BOOK STORE (Via Cavallotti 7/a) a LECCE
si terrà la presentazione del romanzo
“IL PROFUMO DELLE ROSE INGLESI”
di Anna Scarsella.
Dialogherà con l’autrice Eliana Rossella dell’Associazione “Il buon lettore”
Giovedì 9 Aprile 2015, alle ore 19.00, presso la libreria ICARO BOOK STORE di Lecce (Via Cavallotti 7/a) si terrà la presentazione del romanzo d’esordio di Anna Scarsella, “Il profumo delle rose inglesi” (musicaos:ed), a cura dell’Associazione “Il buon lettore”. Eliana Rossella (Ass. Il buon lettore) dialogherà con l’autrice.
Così scrive Livio Romano, a proposito del romanzo, che prende spunto da luoghi del Salento innestandovi elementi forte suspense: “Chi è questa nuova investigatrice, a quale genere di viaggiatori all’interno del torbido inferno delle passioni umane appartiene la psicanalista Elise? È una donna affascinante e indipendente eppure così magnificamente femminile ed esposta agli smarrimenti d’ogni essere umano anche laddove ardisca a dipanare il ginepraio di bugie, oblii, verità traballanti dentro al quale suo malgrado s’è imbattuta.
Ha tutte le caratteristiche, Elise, insomma, perché i lettori se ne innamorino, ne fantastichino le fattezze, se la figurino all’azione in quello strenuo sforzo di dominare il personale timor panico e di lacerare la cortina di mistero che ha improvvisamente avvolto le sue giornate. In questo noir scritto con piglio sicuro e controllato,
Anna Scarsella ci sorprende per la ricchezza e la varietà della folla, cospirante e insieme disperatamente bisognosa di aiuto, la quale nugola attorno all’irresistibile protagonista. Tratteggiati con sapiente sottrazione, e proprio per questo assai vividi, agiscono inoltre i due uomini più importanti di Elise, uno molto vicino alla Nostra e l’altro, il dispensatore del profumo balsamico del titolo del romanzo, posto in una lontananza catartica. È facile già presagire la psicanalista e i suoi due angeli custodi alle prese con un nuovo sapido intrigo da sgarbugliare nella città immaginaria di Malecuti.”
Anna Scarsella, vive e lavora come insegnante di storia e filosofia in un liceo di Lecce, città nella quale è nata. È appassionata di storia contemporanea e psicologia. Ha tradotto e pubblicato per la casa editrice Milella di Lecce un saggio del filosofo scozzese Lord Kames dal titolo “Discorso Preliminare sull’Origine degli Uomini e delle Lingue”. “Il profumo delle rose inglesi” è il suo primo romanzo.
Info:
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Novità in libreria: “IN BILICO. STORIE DI ANIMALI TERRESTRI”. Nuovi racconti italiani
“IN BILICO. STORIE DI ANIMALI TERRESTRI” Nuovi racconti italiani “In bilico. Storie di animali terrestri” contiene dodici racconti inediti, scritti da Paolo Colavero, Gianluca Conte, Luigi De Gregorio, Marco Goi, Belisario Laveneziana, Angela Leucci, Valentina Luberto, Paolo Merenda, Antonio Montefusco, Annarita Pavone, Marina Piconese. Questi nuovi racconti italiani, scritti da autori nati tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta, descrivono la realtà del nostro paese, tra speranze, desideri, tra crisi del lavoro e volontà di cambiamento, in cerca di un nuovo possibile destino.
I RACCONTI “Cicchetto e l’Equilibrista Felice” è il racconto che apre la raccolta. Marina Piconese ci fa conoscere la realtà di una famiglia, quella di Felice e Paola, all’apparenza normalissima, ma in cui accadono episodi al limite del surreale. Cosa vuol dire vivere la contemporaneità, se non essere sempre in equilibrio su un filo sospeso a mezz’aria? “Sarah”, di Marco Goi, riporta alla mente la vicenda di una ragazzina del Sud, brutalmente assassinata nell’agosto di qualche anno fa; e costruisce la storia ponendo l’attenzione sul tritacarne mediatico che accompagnò il tragico evento; unʼesasperazione del famoso quarto d’ora di notorietà, che Goi racconta con ironia, nonostante la gravità della materia. Cʼè qualcosa di peggiore dellʼattesa? Forse no, Angela Leucci, nel suo racconto “L’attesa”, ce ne dà conferma, soprattutto se l’attesa in questione è legata al corso della giustizia; perché, quando si ha a che fare con la dea bendata, tutto si può tingere di incertezza, fino a ritrovarsi nella più kafkiana delle situazioni. “Il cielo in un bicchiere” di Belisario Laveneziana è la storia di una separazione, cruda, terribile, tra una madre e un figlio. Un addio nato per caso, un giorno in cui il figlio precipitò in un abisso sconosciuto. Ma è anche la storia di una ricongiunzione, forse insperata, eppure possibile, perché il legame esistente tra una madre e un figlio rimane uno dei più forti, in ogni spazio e in ogni tempo. Può uno scherzo trasformarsi in tragedia? Sì, alle volte può accadere. Ce lo dice, con un linguaggio schietto e tagliente, Valentina Luberto, che in “Un verde così acido da far diventar viola d’invidia anche Picasso” spinge al parossismo una burla: è proprio vero, il male può essere banale, e mortale, al di là delle intenzioni di chi lo fa. Il precariato, come nuova dimensione dell’esistenza umana, è l’asse intorno al quale ruotano le vicende di “L’altro Sud” di Gianluca Conte. Tutto è precario: il lavoro, la politica, l’economia, i rapporti interpersonali, il senso civico; le uniche cose che sembrano restare sono la rassegnazione e l’adeguamento alla corrente; ma a ben guardare, non tutto è perso. Nella magica, artistica e multietnica atmosfera della capitale francese, Antonio Montefusco tesse la trama del suo “Parigi sotto la pioggia di fuoco”, spruzzandola con dosi di humour e autoironia che, data la precarietà del mondo del lavoro, aiuta a non far perdere il coraggio a chi, come il protagonista, ha cercato fortuna lontano dal paese natale. Con “Prede”, di Paolo Merenda, la raccolta si tinge di giallo. In questo racconto l’ispettore Sangiorgio, dovrà fare luce sulla scomparsa di due ragazzi. Una storia da scoprire, indizio dopo indizio, in cui tutti gli elementi sono tessere di un mosaico da comporre minuziosamente; una storia in cui si pone l’accento su problematiche riguardanti la società, come quelle legate all’uso improprio dei social network. Come in un inarrestabile flusso di coscienza, “Rafting”, di Luigi De Gregorio, ci fa chiedere: qual è la vera normalità? E cosa significa essere normale? Che differenza c’è tra normalità e anormalità? Sono domande che, leggendo questa storia, catturano prepotentemente la nostra attenzione. E ancora: identità, apparenza ed essenza, magia e imprevedibilità della scrittura, dello scrivente, del raccontare. Un racconto da leggere tutto d’un fiato. ʻUna vita da precarioʼ, potremmo provocare, piegando all’ironia un refrain di Luciano Ligabue. La precarietà è ciò che si fissa in mente come un ritornello leggendo “La terrazza di asfalto” di Annarita Pavone. L’eterna storia dell’emigrante, costretto in un modo o nell’altro a fare i bagagli e a cercare fortuna ad anni luce da casa propria. Quasi un destino che si ripete beffardo: se non hai lavoro non hai dignità, dunque non hai altra scelta se non quella di andare via. “La strada da dentro” di Paolo Colavero è un viaggio all’interno delle nostre paure di “bravi cittadini”, dove un bar diviene il centro nevralgico di una città tentacolare, dove la violenza e l’insicurezza sociale sono il pane quotidiano dei quartieri. Con brevi ma precise pennellate l’autore ci mette in mezzo a una vita colma di tensioni, di curiose nevrosi, ma anche di ordinaria routine, come dire: eccovi servita la realtà. Con “Vertigine da tacco a spillo”, ancora Paolo Colavero, torna a quella sensazione di indefinita angoscia, che accompagna tutti i momenti di vite vissute in bilico, come recita il titolo di questa raccolta, ma anche sospese in qualche forma di animalità, dove tutto, comprese le nostre esistenze, appare surreale, indecifrabile, inattuale. § Il libro inaugura la collana Fablet di Musicaos Editore, dedicata alla narrativa, al racconto della realtà, alle storie. “In bilico. Storie di animali terrestri” contiene i racconti scritti da: Paolo Colavero, Gianluca Conte, Luigi De Gregorio, Marco Goi, Belisario Laveneziana, Angela Leucci, Valentina Luberto, Paolo Merenda, Antonio Montefusco, Annarita Pavone, Marina Piconese “IN BILICO. STORIE DI ANIMALI TERRESTRI” Nuovi racconti italiani Musicaos Editore, fablet 01, 130 pagine, ISBN – 978-88-99315-01-6 www.musicaos.it – info@musicaos.it – Musicaos Editore Distribuzione http://www.musicaos.org/distribuzione
28 Marzo 2015 – Santeramo in Colle (BA) – Alfredo Annicchiarico presenta “Dalla parte di Iago” presso il Palazzo Marchesale
Sabato 28 Marzo – Ore 18.30
Santeramo in Colle (BA)
PALAZZO MARCHESALE
(Piazza Garibaldi)
“Dalla parte di Iago”
di Alfredo Annicchiarico
presenta
Francesca Cecca
Sabato 28 Marzo 2015, alle ore 18.30, presso a Santeramo in Colle (BA) presso il Palazzo Marchesale (in Piazza Garibaldi), Alfredo Annicchiarico presenterà il suo nuovo romanzo “Dalla parte di Iago” (Musicaos Editore). Dialogherà con l’autore Francesca Cecca.
Il romanzo si apre su una scena inconsueta. L’auto di Iago è parcheggiata sul ciglio della strada, nei pressi di un autogrill, immobile come la vita del protagonista, non troppo al riparo dal flusso di veicoli e situazioni che lo possono travolgere, ma nemmeno al centro della carreggiata, perché non si dica di lui che aspira a essere l’attore principale di ciò che gli accade intorno.
Inizia così una storia di cui raccogliamo i pezzi, uno a uno, il rapporto con la moglie, dalla quale si è separato, la figlia, Gaia, che Iago può incontrare solo una volta ogni due settimane e con la quale cerca disperatamente di conservare un rapporto paterno, e poi Antonia, la sua nuova compagna e Nicola, il fratello amato: sono solo alcuni tra i personaggi del mondo che l’autore trasferisce sulla pagina, con precisione chirurgica, cercando di riconciliare l’innocenza di un’infanzia perduta alla spietatezza dell’oggi.
Alfredo Annicchiarico racconta la storia di un uomo giunto a un punto di non ritorno, attraverso un deserto fatto di compromessi, in un’Italia dove oramai tutti, nel lavoro e nei rapporti affettivi, hanno accettato tacitamente un codice di comportamento selvaggio, che non lascia più uno spiraglio all’umanità.
Ritornare indietro, al punto di partenza, forse è questo che Iago dovrà provare a fare perché la sua esistenza non vada in frantumi, senza dare nulla per scontato, fino all’ultimo istante.
Alfredo Annicchiarico, nato nel 1964, lavora per la direzione commerciale di una compagnia di assicurazioni. Ha pubblicato “Visita di Stato” (2007, Lupo Editore), “Le declinazioni affettive” (2009, Lupo Editore), “Cadenza d’inganno” (2011, Lupo Editore).
Info
http://www.musicaos.it
info@musicaos.it
Santeramo in Colle
Palazzo Marchesale – Piazza Garibaldi
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27 Marzo 2015 – Specchia – Elisabetta Liguori ospite dalla “Primavera Letteraria” con il suo nuovo romanzo “Il secondo giorno – Kiss for my angel”
Venerdì 27 Marzo – Ore 18.30 – Specchia (LE) presso il Centro CAPSDA in Piazza Nassirya “Il secondo giorno – Kiss for my angel” di Elisabetta Liguori presenta Tiziana Cazzato interviene Luciano Pagano Venerdì 27 Marzo, alle ore 18.30, a Specchia, presso il Centro CAPSDA in Piazza Nassiriya, nell’ambito della rassegna “Primavera Letteraria”, si terrà la prima presentazione del nuovo romanzo di Elisabetta Liguori, intitolato “Il secondo giorno – Kiss for my angel”, pubblicato da Musicaos Editore. La trama. La giovane Gabriele vive a Roma, insieme ai suoi genitori, i coniugi Morris; Richard, originario dell’Oregon, poi trasferitosi a Manhattan e la moglie Elisabetta, “Liz”. Sta per cominciare un nuovo anno scolastico e la ragazza, insieme alla sua migliore amica, Audrey, torna sui banchi della prestigiosa American Overseas School of Rome. Sembrerebbe una vita tranquilla, quella di Gabriele, e lo è fino al giorno in cui una sua parente, l’unica rimasta in America, “Zia Pupeet”, muore, lasciandole in eredità un segreto incredibile. Inizia così un percorso pericoloso, diviso tra la Roma dei Papi e gli intrighi nelle stanze segrete del Vaticano, la sfavillante isola di Manhattan, e il Salento, terra di origine della madre di Gabriele. È così che la protagonista, oltre a conoscere il proprio segreto, scoprirà la forza che si cela nel coraggio e nei sentimenti degli amici che la circondano.
Elisabetta Liguori è nata a Lecce nel 1968, dove vive e lavora, presso il tribunale per i minori. È laureata in giurisprudenza. Ha collaborato con la rivista “Nuovi Argomenti”, e per numerose altre riviste on line. Collabora con il “Nuovo Quotidiano di Puglia”, alla pagina della cultura, con una particolare attenzione per la letteratura al femminile. “Il credito dell’imbianchino”, è il suo romanzo d’esordio, finalista al Premio Berto 2005 e al Premio Carver 2005. Il secondo romanzo è del 2007, “Il correttore”, edito da peQuod di Ancona. Del gennaio 2010 è il terzo romanzo, scritto a 4 mani con Rossano Astremo, “Tutto questo silenzio” (Besa Editrice). “La felicità del testimone” è il titolo del suo romanzo uscito nel 2012 per Manni editori. Alcuni suoi racconti sono apparsi sulle riviste e in antologie tra le quali: “Mordi & fuggi” edito da Manni Editori, “Laboriosi Oroscopi” edito da Ediesse, “Il dizionario affettivo italiano” per Fandango editore, “È finita la controra” e “Sangu, racconti noir di Puglia” Manni editori 2011; “Nessuna più. Quaranta scrittori contro il femminicidio” (Elliot, 2013), nell’ambito della quale ha trovato spazio la sua attenzione e l’interesse per i personaggi femminili. Ha preso parte a progetti culturali internazionali, curando la stesura dei testi musicali e teatrali. Da aprile 2013 è in libreria una sua favola per bambini sul tema delle adozioni, dal titolo “Kora, una storia a colori” (Lupo Editore) con illustrazioni di Carlos Arrojo. Info http://www.musicaos.it info@musicaos.it Elisabetta Liguori – “Il secondo giorno. Kiss for my angel”, pagine 256, isbn 9788899315023, €18,00
26 Marzo 2015 – Calimera – “A nuda voce. Canto per le tabacchine”. Elio Coriano, Stella Grande, Vito Aluisi – Nuovo Cinema Elio
Comune di Calimera – Assessorato alla Cultura – Musicaos Editore Giovedì 26 Marzo 2015 – Ore 19.00 CALIMERA – NUOVO CINEMA ELIO (Via Montinari, 32) A NUDA VOCE. CANTO PER LE TABACCHINE di Elio Coriano Dedicato alla memoria di: Luigia Bianco, Epifania Cucurachi, Lucia Di Donfrancesco, Assunta Pugliese, Lina Tommasi, Luigia Tommasi Con Elio Coriano (testi, voce), Stella Grande (voce, canto), Vito Aluisi (musica, canto) Saluto del Sindaco: Giuseppe Rosato Intervengono: Leo Palumbo, Assessore alla Cultura Luciano Pagano, editore ingresso libero Giovedì 26 Marzo 2015, alle ore 19.00, il Nuovo Cinema Elio di Calimera ospiterà “A nuda voce. Canto per le tabacchine”, di Elio Coriano, con Elio Coriano, Stella Grande, Vito Aluisi. L’evento è a cura del Comune di Calimera, Assessorato alla Cultura, interverranno il Sindaco, Giuseppe Rosato e Leo Palumbo, Assessore alla cultura, Luciano Pagano, per Musicaos Editore. Lo spettacolo basato sulla raccolta di versi di Elio Coriano, pubblicata da Musicaos Editore, è dedicato alle sei tabacchine che morirono a causa dell’incendio scoppiato a Calimera, il 13 Giugno 1960, nella ditta Villani e Franzo. Sono proprio a loro, Luigia Bianco, Epifania Cucurachi, Lucia Di Donfrancesco, Assunta Pugliese, Lina Tommasi e Luigia Tommasi, che vengono ricordate con questo recital poetico musicale. Un viaggio in un frammento di storia della nostra terra che rivive nella rievocazione di Elio Coriano. I versi ricordano la vita quotidiana, i pensieri, l’epoca del boom economico nel nostro paese, gli anni ‘60, ma anche la sofferenza, i soprusi, l’oppressione e, infine, la tragedia. “Elio Coriano con questa sua opera intende restituire una voce alle tabacchine morte il 13 giugno 1960 a Calimera, a causa di un incendio nei locali della ditta Villani e Franzo. Questo canto si unisce a quello di una generazione di salentini che hanno lavorato, anche in condizioni disumane, per garantire un futuro ai propri figli.” (dalla quarta di copertina). Questa raccolta inaugura la collana di poesia di Musicaos Editore. § dall’introduzione al volume, di Ada Donno “Il Salento era diventata una delle aree più altamente specializzate nella produzione e la prima lavorazione delle qualità di tabacco levantino, che Rosetta e le sue compagne avevano imparato a distinguere e a chiamare coi loro nomi impronunciabili che a loro suonavano come “santujaca”, “peristizza” e “zagovina”: le più chiare dalle più scure, le più larghe dalle più piccole, le più ruvide dalle più lisce. Le tabacchine erano manodopera indispensabile: prima di tutto perché la lavorazione delle foglie richiedeva le mani abili, leggere e veloci delle donne, meglio se in giovanissima età. Spesso erano quelle stesse mani che negli altri mesi dell’anno tessevano i propri corredi al telaio o ricamavano quelli commissionati dalle signore dei paesi. E poi perché era manodopera docile, che si poteva pagare la metà degli uomini senza dovere spiegare perché, disposta a piegarsi ad ogni angheria pur di tenersi quel posto. Molte delle compagne di lavoro di Rosetta provenivano dalle famiglie di coloni o di braccianti che producevano il tabacco nelle campagne attorno agli opifici. Con la loro fatica stagionale, precaria e frammentata, d’estate nelle campagne di raccolta e d’inverno negli opifici, le lavoratrici del tabacco integravano il reddito familiare. Tale concezione integrativa, a giustificazione della bassa retribuzione femminile, era stata per secoli lo strumento di assoggettamento sociale, politico e culturale, nonché familiare, delle donne. Secondo un criterio indiscusso, infatti, alle donne veniva corrisposto per legge solo il compenso dello sforzo richiesto dal lavoro in fabbrica o in campagna. Il corrispettivo economico delle cure domestiche, invece, attività propria della donna per definizione e destino, veniva integrato nel salario dell’uomo capofamiglia, al quale soltanto spettava il mantenimento della donna e dei figli. E caso mai non fosse bastata questa giustificazione, c’era l’altra più rozza e sbrigativa, comunemente accettata, dell’inferiorità della forza fisica femminile, del più basso livello d’istruzione e specializzazione e rendimento: in una parola, della naturale, ineliminabile inferiorità della donna.” Ingresso libero. Info: http://www.musicaos.it – info@musicaos.it
26 Marzo 2015 – Pescara – Giulia Madonna presenta “Amata tela” presso la Sala della Biblioteca F. Di Gianpaolo
Giovedì 26 Marzo – Ore 18.00
PESCARA
presso
Sala della Biblioteca F. Di Gianpaolo
della Regione Abruzzo
Agenzia per la promozione culturale
(Via Tiburtina 97/25 – Complesso la Vela
affianco alla sede del Quotidiano Il Centro)
Giulia Madonna
presenta il suo romanzo
“Amata tela”
(musicaos editore)
relatrice:
Daniela De Angelis
§
“Una lettura che dovrebbe entrare in ogni biblioteca”
Lorenza Morello – CinqueW News
“Amore, sesso, e arte si mescolano nei luoghi del sogno e del sentimento”
24letture/Il Sole 24 Ore – Emanuela Bellotti
“Non c’è effetto speciale nella scrittura, nello scrivere fluido c’è solo
la potenza semplice e inspiegabile dell’amore della passione, della sua incomunicabilità anche verso se stessi”
Sololibri.net – Paolo Ignazio Marongiu
“In uno stile piano, descrittivo ed elegante, l’autrice
Giulia Madonna narra la storia di un ‘amore perfetto’”
Ivana Tata
Giovedì 26 Marzo 2015 alle ore 18.00, presso la Sala della Biblioteca F. Di Gianpaolo della Regione Abruzzo – Agenzia per la Promozione Culturale (Via Tiburtina 97/25 – Complesso La Vela, affianco alla sede del quotidiano Il Centro), Giulia Madonna presenterà il suo romanzo “Amata tela”, Daniele De Angelis dialogherà con l’autrice in una serata che si preannuncia interessante e ricca di spunti.
Un segreto tenuto nascosto per lunghi anni, una scoperta sconvolgente, un uomo di successo e una donna in carriera, un artista squattrinato ma geniale, autore di un quadro misterioso. Immersa nelle atmosfere di una Trieste nebulosa e di una Venezia dal fascino liquido, si agita l’intrigante storia di Eugenio e Francesca, amanti sanguigni, dolci quanto irascibili. “Amata tela” è un romanzo in cui le vicende dei protagonisti si tingono di passioni travolgenti, in un vortice senza fine che si abbatterà inesorabilmente sulle loro vite. Amore, sesso e arte, si mescolano nei luoghi del sogno e del sentimento. “Amata tela” costruisce un’epica di esperienze umane, tra gioie e paure, attraverso un disegno sapientemente tracciato dalla penna di Giulia Madonna.
L’autrice.
Nata a Pescara il 31 luglio del 1963, dopo la maturità scientifica, Giulia Madonna si è laureata in Architettura presso l’Università “Gabriele D’Annunzio” di Pescara. Ha collaborato con studi tecnici della sua città e presso Istituti Paritari è stata docente di corsi regionali di formazione professionale per “Arredatore d’Interni”. Nel 2011 ha pubblicato il romanzo “La stanza vuota” con cui ha vinto il premio della giuria, nel 2012, al “Cinque terre – Golfo dei poeti” (dove si è anche classificata al terzo posto con un racconto dal titolo “Ossessione”) e il premio della giuria “Val di Vara – Alessandra Marziale”. In seguito ha preso parte a diversi concorsi, riscuotendo un buon successo presso i lettori e aggiudicandosi, con un capitolo, il concorso di “Scrittura Collettiva” per la stesura di un romanzo collettivo, organizzato da 24letture, la pagina letteraria del Sole 24 Ore su Twitter.
GIULIA MADONNA – AMATA TELA
in copertina: Fabio Colella, “Senza Titolo”, 2005, acrilico su tela
fotografia di Renato Colella
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Musicaos Editore
14 Marzo 2015 – Tricase – Anna Scarsella con “Il profumo delle rose inglesi”, ospite presso le Scuderie di Palazzo Gallone
Musicaos Editore con il Patrocinio del Comune di Tricase
SABATO 14 MARZO 2015 – ORE 18.30
presso
SCUDERIE di PALAZZO GALLONE a TRICASE
si terrà la presentazione del romanzo
“IL PROFUMO DELLE ROSE INGLESI” di Anna Scarsella
Dialogherà con l’autrice il Sindaco di Tricase, Dott. Antonio Coppola
Interverrà Luciano Pagano (Editore)
Sabato 14 Marzo 2015, alle ore 18.30, presso la suggestiva cornice delle Scuderie di PALAZZO GALLONE a Tricase, si terrà la presentazione del romanzo d’esordio di Anna Scarsella, “Il profumo delle rose inglesi” (musicaos:ed). Interverrà, durante la presentazione, il Sindaco di Tricase, Dott. Antonio Coppola; dialogherà insieme all’Autrice Luciano Pagano, editore.
Così scrive Livio Romano, a proposito del romanzo, che prende spunto da luoghi del Salento innestandovi elementi forte suspense: “Chi è questa nuova investigatrice, a quale genere di viaggiatori all’interno del torbido inferno delle passioni umane appartiene la psicanalista Elise? È una donna affascinante e indipendente eppure così magnificamente femminile ed esposta agli smarrimenti d’ogni essere umano anche laddove ardisca a dipanare il ginepraio di bugie, oblii, verità traballanti dentro al quale suo malgrado s’è imbattuta.
Ha tutte le caratteristiche, Elise, insomma, perché i lettori se ne innamorino, ne fantastichino le fattezze, se la figurino all’azione in quello strenuo sforzo di dominare il personale timor panico e di lacerare la cortina di mistero che ha improvvisamente avvolto le sue giornate. In questo noir scritto con piglio sicuro e controllato,
Anna Scarsella ci sorprende per la ricchezza e la varietà della folla, cospirante e insieme disperatamente bisognosa di aiuto, la quale nugola attorno all’irresistibile protagonista. Tratteggiati con sapiente sottrazione, e proprio per questo assai vividi, agiscono inoltre i due uomini più importanti di Elise, uno molto vicino alla Nostra e l’altro, il dispensatore del profumo balsamico del titolo del romanzo, posto in una lontananza catartica. È facile già presagire la psicanalista e i suoi due angeli custodi alle prese con un nuovo sapido intrigo da sgarbugliare nella città immaginaria di Malecuti.”
Anna Scarsella, vive e lavora come insegnante di storia e filosofia in un liceo di Lecce, città nella quale è nata. È appassionata di storia contemporanea e psicologia. Ha tradotto e pubblicato per la casa editrice Milella di Lecce un saggio del filosofo scozzese Lord Kames dal titolo “Discorso Preliminare sull’Origine degli Uomini e delle Lingue”. “Il profumo delle rose inglesi” è il suo primo romanzo.
“Il profumo delle rose inglesi”, Anna Scarsella
musicaos:ed, le citrine 01 – Pagine 174
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8 Marzo 2015 – Tricase (Le) – “A nuda voce. Canto per le tabacchine”, Elio Coriano, Stella Grande, Vito Aluisi a Palazzo Gallone (Sala del Trono)
Domenica 8 Marzo 2015 – Ore 18.30 a TRICASE (Le) presso Palazzo Gallone – Sala del Trono
“A NUDA VOCE. Canto per le tabacchine.”
di Elio Coriano (Musicaos Editore)
Elio Coriano, testi – voce
Vito Aluisi, piano
Stella Grande, voce – canto
ingresso libero
Domenica 8 Marzo 2015, alle ore 18.30, il canto antico delle tabacchine risuonerà nella Sala del trono di Palazzo Gallone. Il reading musicale tratto dal progetto “A nuda voce. Canto per le tabacchine” (Musicaos Editore), dopo cinque mesi di date realizzate in Puglia, approda a Tricase tra le iniziative parallele alla mostra “Le donne tra analfabetismo ed emancipazione. Dalle carte di Tommaso Fiore”. Nell’80esimo anniversario della strage dei lavoratori di Tricase, uccisi mentre protestavano per difendere i propri diritti, i versi poetici letti da Elio Coriano vibrano sulle note di Vito Aluisi, con l’accompagnamento canoro di Stella Grande.
“Elio Coriano con questa sua opera intende restituire una voce alle tabacchine morte il 13 giugno 1960 a Calimera, a causa di un incendio nei locali della ditta Villani e Franzo. Questo canto si unisce a quello di una generazione di salentini che hanno lavorato, anche in condizioni disumane, per garantire un futuro ai propri figli.” (dalla quarta di copertina). Questa raccolta inaugura la collana di poesia di Musicaos Editore.
dall’introduzione al volume, di Ada Donno
“Il Salento era diventata una delle aree più altamente specializzate nella produzione e la prima lavorazione delle qualità di tabacco levantino, che Rosetta e le sue compagne avevano imparato a distinguere e a chiamare coi loro nomi impronunciabili che a loro suonavano come “santujaca”, “peristizza” e “zagovina”: le più chiare dalle più scure, le più larghe dalle più piccole, le più ruvide dalle più lisce. Le tabacchine erano manodopera indispensabile: prima di tutto perché la lavorazione delle foglie richiedeva le mani abili, leggere e veloci delle donne, meglio se in giovanissima età. Spesso erano quelle stesse mani che negli altri mesi dell’anno tessevano i propri corredi al telaio o ricamavano quelli commissionati dalle signore dei paesi.
E poi perché era manodopera docile, che si poteva pagare la metà degli uomini senza dovere spiegare perché, disposta a piegarsi ad ogni angheria pur di tenersi quel posto.
Molte delle compagne di lavoro di Rosetta provenivano dalle famiglie di coloni o di braccianti che producevano il tabacco nelle campagne attorno agli opifici. Con la loro fatica stagionale, precaria e frammentata, d’estate nelle campagne di raccolta e d’inverno negli opifici, le lavoratrici del tabacco integravano il reddito familiare.
Tale concezione integrativa, a giustificazione della bassa retribuzione femminile, era stata per secoli lo strumento di assoggettamento sociale, politico e culturale, nonché familiare, delle donne. Secondo un criterio indiscusso, infatti, alle donne veniva corrisposto per legge solo il compenso dello sforzo richiesto dal lavoro in fabbrica o in campagna. Il corrispettivo economico delle cure domestiche, invece, attività propria della donna per definizione e destino, veniva integrato nel salario dell’uomo capofamiglia, al quale soltanto spettava il mantenimento della donna e dei figli.
E caso mai non fosse bastata questa giustificazione, c’era l’altra più rozza e sbrigativa, comunemente accettata, dell’inferiorità della forza fisica femminile, del più basso livello d’istruzione e specializzazione e rendimento: in una parola, della naturale, ineliminabile inferiorità della donna.”
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4 Febbraio 2015 – Sannicola (LE) – Francesco Pasca presenta “[L]-ISA. Appunti per viaggio. Con il viandante e i suoi colori” presso la ‘Locanda dei viandanti’
Associazione Culturale Metoxè e Musicaos Editore MERCOLEDÌ 4 FEBBRAIO 2015 – ORE 19.00 presso LOCANDA DEI VIANDANTI a SANNICOLA (LE) (Via Regina Elena 12) “[L]-ISA. Appunti per viaggio. Con il viandante e i suoi colori” di FRANCESCO PASCA (prefazione Antonio Errico, commento Gianluca Garrapa) introduce: Simona Mosco (Presidente dell’Associazione Culturale Metoxè) letture a cura di: Mariaelena Tucci dialoga con l’autore Luciano Pagano “Leonardo da Vinci ritorna, moderno e cosmologico, nella narrazione singlottica dell’autore. Un modo nuovo di raccontare lo stato dell’arte.” Gianluca Garrapa su SATISFICTION “Il ritratto più celebre al mondo, oltre ad essere summa dei tanti ritratti forniti da Leonardo per soggiogare le fantasie e far attribuire allo storico altra incertezza e al narratore di turno anche leggende, diventa la ragione di un ripensamento poetico.” Un viaggio affascinante nella pittura e nell’arte di Leonardo da Vinci e del suo capolavoro, un percorso con cui Francesco Pasca unisce l’odierno al passato, attingendo alla cosmologia, alla narrazione, dalla storia dell’arte al presente. “All’interno di un accurato equilibrio formale, Pasca elabora un’oscillazione fra tempo presente e tempo passato, una dialettica tra l’oggetto e il soggetto della Storia, tra il senso che scorre sotterraneo e quello che si manifesta.” dalla prefazione di Antonio Errico “Un viaggio parallelo tra la parola singolare del rifare l’arte nell’eterno presente, e il linguaggio universale della scienziata dimestichezza che pone nomi, categorie, cornici e che usa se stessa a salvaguardare l’arte con tutto il chimico processo che permette di fissare colori, ammorbidire luci e trafugare ombre all’ignoto.” dal commento di Gianluca Garrapa
Francesco Pasca è nato a Sanarica provincia di Lecce l’11 di giugno 1946. Si dedica dal 1980 alla progettazione del linguaggio poetico-visivo detto della Singlossia nel racconto. Nel 1979 aderisce al manifesto della Singlossia voluto dalla semiologa Rossana Apicella e con lei ne cura la stesura dando luogo alle numerose iniziative dette della stagione post-poetica visiva, dei gruppi poetici nazionali, degli underground ’80. Nel 2005 ha pubblicato, “PAROLE SPARSE – se i pensieri affollano la mente è utile…” (Editrice 5Emme), per la Editrice Il Raggio Verde ha pubblicato nel 2008 “OTRANTO – il Luogo delle parole – dialogo virtuale sulla scrittura di pietra” e nel 2009 “EU-Tòpos – mi disegni una parola? – la parola nominata”. Nel 2011 ha pubblicato “Il Gesto – Giano: idea di fili senza spessore” per Lupo Editore. Nel 2013 ha pubblicato “L’a-Thea (l’Uomo di Nazareth)” Editrice Il Raggio Verde. Attualmente con le scritture di S(pagine) La Fanzine di Mauro Marino e con ArteeLuoghi rivista culturale online http://www.arteeluoghi.it di Antonietta Fulvio. “[L]-ISA. Appunti per viaggio. Con il viandante e i suoi colori”, Francesco Pasca musicaos:ed, smartlitQ 03, ISBN 978-1503371088 , pagine 208 Info: info@musicaos.it http://www.musicaos.it
“Jacques Lacan spiegato dai Massimo Volume” di Mimmo Pesare, Béance 01
“Jacques Lacan spiegato dai Massimo Volume” di Mimmo Pesare
Jacques Lacan, psicoanalista e maestro del pensiero del Novecento. Colui che ha rivoluzionato la clinica freudiana, che ha riportato sul fulcro dell’inconscio le leve della psicoanalisi, che l’ha fatta interagire con la filosofia, con l’arte, con la letteratura.
I Massimo Volume, band post-rock, che a partire dall’inizio degli anni Novanta ha disegnato una originale parabola nella musica indipendente italiana, unendo alle raffinate partiture di chitarra, basso e batteria, le liriche recitate del suo song-writer, Emidio Clementi. In questo libretto dal titolo volutamente provocatorio si accostano due nomi apparentemente lontanissimi: quale potrebbe essere il senso di un accostamento a prima vista così azzardato?
La scelta di un gruppo rock accanto al nome di Lacan, per quanto possa fare arricciare il naso ai più ortodossi, è dettata dalla convinzione che i testi delle canzoni dei Massimo Volume possano essere utili a fornire una proposta di lettura della questione lacaniana del soggetto (che rappresenta la questione centrale del libro) almeno quanto lo facciano i riferimenti scientifici più tecnici e la letteratura critica.
I loro protagonisti, non sempre a loro agio, anzi spesso in continua passione e in perenne movimento interiore, sono soggetti allo stesso tempo deboli e titanici, che anche nelle piccolezze della quotidianità gridano il loro diritto a essere creature di linguaggio, parlesseri, direbbe Lacan.
I versi dei Massimo Volume, allora, vengono utilizzati come specialissimi esergo per introdurre, a mo’ di suggestione evocativa, ognuno dei paragrafi dedicati a un aspetto della teoria lacaniana del soggetto. Non un lavoro organico, dunque, ma una sinestesia tra parole.
Del resto, come scriveva Lacan, la parola è l’unico medium della psiche.
Mimmo Pesare, Ricercatore all’Università del Salento, è titolare dell’insegnamento di Psicopedagogia dei linguaggi comunicativi presso il Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione e Coordinatore del Centro di Ricerca Laboratorio di Studi Lacaniani, del Dipartimento di Storia, Società e Studi sull’uomo. Tra le sue ultime pubblicazioni scientifiche, la cura del libro Comunicare Lacan. Attualità del pensiero lacaniano per le scienze sociali (con M. Recalcati, M. Fiumanò, B. Moroncini, R. Ronchi et al.; Mimesis, Milano) e le monografie Le metafore della Umbildung (ESE – Unisalento, Lecce), Abitare ed Esistenza. Paideia dello spazio antropologico (Mimesis, Milano); La dimora dei luoghi. Saggi sull’abitare tra filosofia e scienze sociali (Icaro, Lecce).
“Jacques Lacan spiegato dai Massimo Volume”, Mimmo Pesare, musicaos:ed, pp. 140
29 Gennaio 2015 – Lecce – Mimmo Pesare presenta “Jacques Lacan spiegato dai Massimo Volume”, Manifatture Knos/Sala Casting dei Cineporti di Puglia
Giovedì 29 gennaio 2015, alle ore 19.00, nella Sala Casting dei Cineporti di Puglia/Lecce (presso le Manifatture Knos), il Centro di Ricerca Laboratorio di Studi Lacaniani, del Dipartimento di Storia, Società e Studi sull’uomo dell’Università del Salento, con il sostegno di Apulia Film Commission, presenta il libro
JACQUES LACAN SPIEGATO DAI MASSIMO VOLUME
(con una prefazione di Emidio Clementi)
musicaos editore
Dialogano col pubblico
Mimmo Pesare, Autore del libro, Coordinatore del Laboratorio di Studi Lacaniani;
Luciano Pagano, per Musicaos Editore
L’incontro costituisce anche l’occasione per presentare l’inaugurazione della Collana scientifica Béance, un nuovo contenitore editoriale (a cura del Centro di Ricerca Laboratorio di Studi Lacaniani e dotato di un Comitato Scientifico Nazionale) per la pubblicazione di saggi che ruotano attorno al pensiero di Jacques Lacan e che tenterà di costituire uno strumento divulgativo e un network libero e delocalizzato tra studiosi e giovani ricercatori che intendono condividere la comune passione per il campo lacaniano.
Al termine dell’incontro ci sarà un aperitivo sociale e un dj-set a cura di
Alessandro Perugino e Daniele Haze.
“Jacques Lacan spiegato dai Massimo Volume”
Jacques Lacan, psicoanalista e maestro del pensiero del Novecento. Colui che ha rivoluzionato la clinica freudiana, che ha riportato sul fulcro dell’inconscio le leve della psicoanalisi, che l’ha fatta interagire con la filosofia, con l’arte, con la letteratura.
I Massimo Volume, band post-rock, che a partire dall’inizio degli anni Novanta hanno disegnato una originale parabola nella musica indipendente italiana, unendo alle raffinate partiture di chitarra, basso e batteria, le liriche recitate del suo song-writer, Emidio Clementi.
In questo libretto dal titolo volutamente provocatorio si accostano due nomi apparentemente lontanissimi: quale potrebbe essere il senso di un accostamento a prima vista così azzardato?
La scelta di un gruppo rock accanto al nome di Lacan, per quanto possa fare arricciare il naso ai più ortodossi, è dettata dalla convinzione che i testi delle canzoni dei Massimo Volume possano essere utili a fornire una proposta di lettura della questione lacaniana del soggetto (che rappresenta la questione centrale del libro) almeno quanto lo facciano i riferimenti scientifici più tecnici e la letteratura critica. I loro protagonisti, non sempre a loro agio, anzi spesso in continua passione e in perenne movimento interiore, sono soggetti allo stesso tempo deboli e titanici, che anche nelle piccolezze della quotidianità gridano il loro diritto a essere creature di linguaggio, parlesseri, direbbe Lacan.
I versi dei Massimo Volume, allora, vengono utilizzati come specialissimi esergo per introdurre, a mo’ di suggestione evocativa, ognuno dei paragrafi dedicati a un aspetto della teoria lacaniana del soggetto.
Info:
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24 Gennaio 2015 – Lecce – “A nuda voce. Canto per le tabacchine”, Elio Coriano, Stella Grande e Vito Aluisi alle Officine Culturali Ergot
Sabato 24 Gennaio 2015
alle ore 18.30
presso
Officine Culturali Ergot
(Piazzetta Falconieri 1/b, Lecce)
A NUDA VOCE
Canto per le tabacchine.
di Elio Coriano
(musicaos:ed)
Elio Coriano, testi – voce
Vito Aluisi, piano
Stella Grande, voce – canto
introduce
Luciano Pagano (editore)
ingresso libero
Sabato 24 Gennaio 2015, alle ore 18.30, presso le Officine Culturali ERGOT (Piazzetta Falconieri 1/b) a Lecce, si terrà il reading musicale tratto dall’ultima raccolta poetica di recente pubblicata da Elio Coriano: “A nuda voce. Canto per le tabacchine” (musicaos:ed, poesia 1). Il testo della raccolta poetica diventa un recital poetico nel quale la musica di Vito Aluisi accompagnerà la voce di Elio Coriano e il canto di Stella Grande.
“Elio Coriano con questa sua opera intende restituire una voce alle tabacchine morte il 13 giugno 1960 a Calimera, a causa di un incendio nei locali della ditta Villani e Franzo. Questo canto si unisce a quello di una generazione di salentini che hanno lavorato, anche in condizioni disumane, per garantire un futuro ai propri figli.” (dalla quarta di copertina). Questa raccolta inaugura la collana di poesia di musicaos:ed.
dall’introduzione al volume, di Ada Donno
“Il Salento era diventata una delle aree più altamente specializzate nella produzione e la prima lavorazione delle qualità di tabacco levantino, che Rosetta e le sue compagne avevano imparato a distinguere e a chiamare coi loro nomi impronunciabili che a loro suonavano come “santujaca”, “peristizza” e “zagovina”: le più chiare dalle più scure, le più larghe dalle più piccole, le più ruvide dalle più lisce. Le tabacchine erano manodopera indispensabile: prima di tutto perché la lavorazione delle foglie richiedeva le mani abili, leggere e veloci delle donne, meglio se in giovanissima età. Spesso erano quelle stesse mani che negli altri mesi dell’anno tessevano i propri corredi al telaio o ricamavano quelli commissionati dalle signore dei paesi.
E poi perché era manodopera docile, che si poteva pagare la metà degli uomini senza dovere spiegare perché, disposta a piegarsi ad ogni angheria pur di tenersi quel posto.
Molte delle compagne di lavoro di Rosetta provenivano dalle famiglie di coloni o di braccianti che producevano il tabacco nelle campagne attorno agli opifici. Con la loro fatica stagionale, precaria e frammentata, d’estate nelle campagne di raccolta e d’inverno negli opifici, le lavoratrici del tabacco integravano il reddito familiare.
Tale concezione integrativa, a giustificazione della bassa retribuzione femminile, era stata per secoli lo strumento di assoggettamento sociale, politico e culturale, nonché familiare, delle donne. Secondo un criterio indiscusso, infatti, alle donne veniva corrisposto per legge solo il compenso dello sforzo richiesto dal lavoro in fabbrica o in campagna. Il corrispettivo economico delle cure domestiche, invece, attività propria della donna per definizione e destino, veniva integrato nel salario dell’uomo capofamiglia, al quale soltanto spettava il mantenimento della donna e dei figli.
E caso mai non fosse bastata questa giustificazione, c’era l’altra più rozza e sbrigativa, comunemente accettata, dell’inferiorità della forza fisica femminile, del più basso livello d’istruzione e specializzazione e rendimento: in una parola, della naturale, ineliminabile inferiorità della donna.”
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24 Gennaio 2015 – San Severo (FG) – Manlio Ranieri presenta “Un romanzo inutile”, Caffè tra le righe/Spazio Off
24 Gennaio 2015 – ore 19.00
presso CAFFÈ TRA LE RIGHE/Spazio Off
Via De Cesare 13, San Severo (FG)
si terrà la presentazione di
“UN ROMANZO INUTILE”
di Manlio Ranieri
musicaos:ed
dialogano con l’autore
Roberta Pilar Jarussi
Paola Marino
Sabato 24 Gennaio 2015, alle ore 19.00, presso i locali di CAFFÈ TRA LE RIGHE, in Via De Cesare 13, a San Severo (FG), si terrà una nuova presentazione di “Un romanzo inutile”, di Manlio Ranieri. “Un romanzo inutile”, di Manlio Ranieri lo scorso 11 gennaio ha ricevuto la “Menzione Speciale” dalla giuria tecnica del prestigioso Premio Letterario Nabokov, edizione 2014.
Giacomo Lavermicocca, scrittore affermato in tutta Italia, tradotto in diversi paesi, vive e lavora nella sua città, Bari, dove attende alla stesura del suo nuovo, attesissimo, romanzo. Giacomo ha dato vita a “Fuori!”, un movimento trasversale di opinione che raccoglie i suoi sostenitori più accaniti e tutti coloro che aspettano da tempo una rivoluzione, sia sociale che intellettuale, che dia uno spiraglio di luce al nostro Paese.
È proprio grazie al peso che il gruppo va assumendo giorno per giorno col blog, nei circoli e nel tour di presentazioni, che Giacomo viene coinvolto in scandali mediatici, illazioni e accuse che prima colpiscono le persone a lui più care, e in seguito, come in un vortice, si chiudono attorno alla sua persona. Politici e affaristi sono pronti a tutto pur di rallentare un cambiamento inesorabile. Giacomo dovrà decidere se soccombere o trovare il coraggio di smontare la macchina del fango.
L’amicizia, l’impegno, l’amore e la scrittura diventeranno, a un certo punto, cruciali. “Un romanzo inutile” descrive la realtà dell’oggi e, allo stesso tempo, ne anticipa il cambiamento.
Manlio Ranieri è nato a Bari, dove vive e lavora nel campo delle energie rinnovabili. Laureato in ingegneria meccanica, si dedica da sempre alla scrittura, alla musica e alla fotografia, pubblicando diversi, tra racconti, storie, romanzi, in rete e fuori.
Ha pubblicato “Di Notte” (Palomar – 2000), “Correre per rimanere immobili” e “Fra santi e falsi dei” (Akkuaria – 2008 e 2010). Ha vinto i premi “Aci S. Antonio”, “I veli della luna”, “Creatività itinerante” e partecipato a diverse antologie di racconti, fra cui “Qualcosa da dire” (Kora – 2005) e “Haiti chiama Bari” (Levante – 2010). Si definisce uno “scrittore rock”.
Il suo romanzo inedito dal titolo “Rosso”, è risultato tra i finalisti della III Edizione del Premio Letterario “La Giara” della Rai.
UN ROMANZO INUTILE, di Manlio Ranieri, smartlit 06, musicaos:ed
Info: www.musicaos.it, info@musicaos.it
17 Gennaio 2015 – Collepasso (LE)/Spazio Kronos – Angela Leucci presenta il suo “Diario di una giornalista precaria”
Sabato 17 Gennaio alle ore 20.00
presso lo SPAZIO KRONOS di Collepasso
Via Cesare Battisti, 29
si terrà la presentazione del libro
“DIARIO DI UNA GIORNALISTA PRECARIA
Quello che le redattrici non dicono.”
di Angela Leucci
con Angela Leucci
e Luciano Pagano
È una dichiarazione aspra e decisa nei confronti di un mestiere, quello della giornalista, che Angela Leucci svolge nel Salento dall’età di diciannove anni.
È un atto d’accusa, un gesto d’amore, un gioco di sguardi. Questo libro è dedicato a tutti coloro che, nonostante tutto, hanno ancora il coraggio di lottare ogni giorno affinché la verità venga allo scoperto, con tutte le sue sfaccettature, tragiche e a volte divertenti.
Un elenco di caratteri e situazioni che si rivela un utile manuale per non prendersi troppo sul serio nella jungla salentina, sotto la luce del sole e sotto l’abbaglio dei riflettori.
Angela Leucci, con questo testo, inaugura la collana SALENTROPIE, diretta da Gianluca Conte, dedicata alle scritture meridiane e asintotiche, che muovono dal Salento senza cadere nel luogo comune.
ANGELA LEUCCI, nata nel 1979, laureata con una tesi sperimentale in Filologia Romanza, lavora nel giornalismo dal 1998. Scrive per “La Gazzetta del Mezzogiorno”, “Belpaese” e per il gruppo “Html.it”.
Ha pubblicato due raccolte di racconti, “Nani, ballerine e altre suggestioni” (Akkuaria, 2009) e “Cafè des Artistes” (Lupo Editore, 2011), oltre a saggi e storie apparse sulla miscellanea “Note di storia e cultura salentina” della Società di Storia Patria per la Puglia. Foodblogger e appassionata di cinema, ama i gatti, Rat Man e i narratori statunitensi.
“Diario di una giornalista precaria”, Angela Leucci
Salentropie 1, pp. 158, ISBN 978-1495454318
“Diario di una giornalista precaria.
Quello che le redattrici non dicono” – Angela Leucci
Da circa nove mesi il “Diario di una giornalista precaria” è anche un blog, che potete leggere qui:
https://diariodiunagiornalistaprecaria.wordpress.com/
SALENTROPIE
La collana SALENTROPIE di musicaos:ed, diretta da Gianluca Conte, è dedicata alle scritture meridiane e asintotiche, che muovono dal Salento senza cadere nel luogo comune. Fin dalla sua nascita come rivista, musicaos ha cercato di creare un ponte con la letteratura del nostro paese e le letterature straniere, in particolare mediterranee.
SALENTROPIE intende essere un “orizzonte di eventi” dal quale cercare di descrivere e riscrivere il Salento, un punto di vista che predilige posizione scomode, esperimenti, scritture narrative e di fiction che incrociano la realtà e divengono cronaca. “Uno sguardo su poesia e letteratura”, come scrivevamo nel 2004, con attenzione a autori che abbiano, nel Salento, un punto di fuga, un centro, un principio, un transito, un punto d’approdo.
Info:
info@musicaos.it
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17 Gennaio 2015 – Taranto/Biblioteca Popolare – “A nuda voce. Canto per le tabacchine” di Elio Coriano, con Elio Coriano, Stella Grande, Vito Aluisi
Sabato 17 Gennaio 2015 alle ore 20.00 presso lo Spazio Sociale della BIBLIOTECA POPOLARE di TARANTO (Via Garibaldi 210)
A NUDA VOCE Canto per le tabacchine. Di Elio Coriano (musicaos:ed)
Elio Coriano, testi – voce
Vito Aluisi, piano
Stella Grande, voce – canto
introduce
Giuse Alemanno (scrittore)
ingresso libero
Sabato 17 Gennaio 2015, alle ore 20.00, presso lo Spazio Sociale della BIBLIOTECA POPOLARE (Casa Occupata, Via Garibaldi 210) a TARANTO, si terrà il reading musicale tratto dall’ultima raccolta poetica di recente pubblicata da Elio Coriano: “A nuda voce. Canto per le tabacchine” (musicaos:ed, poesia 1). Il testo della raccolta poetica diventa un recital poetico nel quale la musica di Vito Aluisi accompagnerà la voce di Elio Coriano e il canto di Stella Grande.
“Elio Coriano con questa sua opera intende restituire una voce alle tabacchine morte il 13 giugno 1960 a Calimera, a causa di un incendio nei locali della ditta Villani e Franzo. Questo canto si unisce a quello di una generazione di salentini che hanno lavorato, anche in condizioni disumane, per garantire un futuro ai propri figli.” (dalla quarta di copertina). Questa raccolta inaugura la collana di poesia di musicaos:ed.
dall’introduzione al volume, di Ada Donno
“Il Salento era diventata una delle aree più altamente specializzate nella produzione e la prima lavorazione delle qualità di tabacco levantino, che Rosetta e le sue compagne avevano imparato a distinguere e a chiamare coi loro nomi impronunciabili che a loro suonavano come “santujaca”, “peristizza” e “zagovina”: le più chiare dalle più scure, le più larghe dalle più piccole, le più ruvide dalle più lisce. Le tabacchine erano manodopera indispensabile: prima di tutto perché la lavorazione delle foglie richiedeva le mani abili, leggere e veloci delle donne, meglio se in giovanissima età. Spesso erano quelle stesse mani che negli altri mesi dell’anno tessevano i propri corredi al telaio o ricamavano quelli commissionati dalle signore dei paesi.
E poi perché era manodopera docile, che si poteva pagare la metà degli uomini senza dovere spiegare perché, disposta a piegarsi ad ogni angheria pur di tenersi quel posto.
Molte delle compagne di lavoro di Rosetta provenivano dalle famiglie di coloni o di braccianti che producevano il tabacco nelle campagne attorno agli opifici. Con la loro fatica stagionale, precaria e frammentata, d’estate nelle campagne di raccolta e d’inverno negli opifici, le lavoratrici del tabacco integravano il reddito familiare.
Tale concezione integrativa, a giustificazione della bassa retribuzione femminile, era stata per secoli lo strumento di assoggettamento sociale, politico e culturale, nonché familiare, delle donne. Secondo un criterio indiscusso, infatti, alle donne veniva corrisposto per legge solo il compenso dello sforzo richiesto dal lavoro in fabbrica o in campagna. Il corrispettivo economico delle cure domestiche, invece, attività propria della donna per definizione e destino, veniva integrato nel salario dell’uomo capofamiglia, al quale soltanto spettava il mantenimento della donna e dei figli.
E caso mai non fosse bastata questa giustificazione, c’era l’altra più rozza e sbrigativa, comunemente accettata, dell’inferiorità della forza fisica femminile, del più basso livello d’istruzione e specializzazione e rendimento: in una parola, della naturale, ineliminabile inferiorità della donna.”
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Novità: “[L]-ISA. Appunti per viaggio. Con il viandante e i suoi colori” di Francesco Pasca – SmartlitQ 03
“[L]-ISA. Appunti per viaggio. Con il viandante e i suoi colori” di Francesco Pasca
“Il ritratto più celebre al mondo, oltre ad essere summa dei tanti ritratti forniti da Leonardo per soggiogare le fantasie e far attribuire allo storico altra incertezza e al narratore di turno anche leggende, diventa la ragione di un ripensamento poetico.” Un viaggio affascinante nella pittura e nell’arte di Leonardo da Vinci e del suo capolavoro, un percorso con cui Francesco Pasca unisce l’odierno al passato, attingendo alla cosmologia, alla narrazione, dalla storia dell’arte al presente.
“All’interno di un accurato equilibrio formale, Pasca elabora un’oscillazione fra tempo presente e tempo passato, una dialettica tra l’oggetto e il soggetto della Storia, tra il senso che scorre sotterraneo e quello che si manifesta.” dalla prefazione di Antonio Errico
“Un viaggio parallelo tra la parola singolare del rifare l’arte nell’eterno presente, e il linguaggio universale della scienziata dimestichezza che pone nomi, categorie, cornici e che usa se stessa a salvaguardare l’arte con tutto il chimico processo che permette di fissare colori, ammorbidire luci e trafugare ombre all’ignoto.” dal commento di Gianluca Garrapa
Francesco Pasca è nato a Sanarica provincia di Lecce l’11 di giugno 1946. Si dedica dal 1980 alla progettazione del linguaggio poetico-visivo detto della Singlossia nel racconto. Nel 1979 aderisce al manifesto della Singlossia voluto dalla semiologa Rossana Apicella e con lei ne cura la stesura dando luogo alle numerose iniziative dette della stagione post-poetica visiva, dei gruppi poetici nazionali, degli underground ’80.
Nel 2005 ha pubblicato, “PAROLE SPARSE – se i pensieri affollano la mente è utile…” (Editrice 5Emme), per la Editrice Il Raggio Verde ha pubblicato nel 2008 “OTRANTO – il Luogo delle parole – dialogo virtuale sulla scrittura di pietra” e nel 2009 “EU-Tòpos – mi disegni una parola? – la parola nominata”. Nel 2011 ha pubblicato “Il Gesto – Giano: idea di fili senza spessore” per Lupo Editore. Nel 2013 ha pubblicato “L’a-Thea (l’Uomo di Nazareth)” Editrice Il Raggio Verde.
Attualmente con le scritture di S(pagine) La Fanzine di Mauro Marino e con ArteeLuoghi rivista culturale online http://www.arteeluoghi.it di Antonietta Fulvio.
“[L]-ISA. Appunti per viaggio. Con il viandante e i suoi colori”, Francesco Pasca
musicaos:ed, smartlitQ 03, ISBN 978-1503371088 , pagine 208



