Tutti gli articoli di luciano pagano

Scrittore, editore. Nato a Novara, nel 1975, vive nel Salento.

A Natale sarà impossibile…


Sabato 21 novembre 2020, sulla pagina facebook di Musicaos Editore. Per scoprire da cosa sono accomunati questi personaggi.

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“La mia vita non avrebbe avuto nulla di drammatico se le stesse cose le avessi compiute in un corpo maschile”
(Emma Bovary)

“Ho ricercato il mondo, non la solitudine. Essa è stata solo il mio mezzo per cercare il mondo”
(Emily Dickinson)

“Resta solo un imperativo: risalire alla voce! Per il resto, tutto è solo scrittura, un male necessario ma detestabile.”
(Carmelo Bene)

“Ho imparato a fingere. E questo fa la differenza tra il comico e il cinico. Ora quindi, da cinico, io la saluto.”
(Don Chisciotte)

“Sono un simbolo imperituro, ma non so più di cosa”
(Amleto)

“Da restarci secco”
(Holden Caulfield)

“Ma andavamo, perché il nostro viaggio era un viaggio per costruire un nuovo mondo. E per costruire occorre conoscere.”
(Lemuel Gulliver)

“Ero già un estraneo, in effetti. Un estraneo non si improvvisa capace di relazioni con la malavita, un estraneo non sa usare il denaro per aprirsi le porte, un estraneo non sa vivere.”
(Mattia Pascal)

“Siamo destinati a vagare. D’altronde, qui le vie di fuga non mancano. Mi segua e non si pentirà.”
(Alice Pleasance Liddell)

“Ha presente le nuvole? Ce ne sono miliardi, e sono bellissime.”
(Il Piccolo Principe)

“Puro delirio nichilista. La cosa mi mette ansia. Ho comprato uno stock di sigarette elettroniche”
(Zeno Cosini)

“È un peccato sprecare i capolavori, questa è la verità. Come può condurre al demonio un impasto tanto riuscito?”
(La Monaca di Monza)

“Si lavora con quello che si ha, e, soprattutto, si sperimenta.”
(John Lennon)

“Nel cibo e nel vino si trova l’essenza della relazione umana, e quanto maggiore è la loro qualità tanto maggiore è l’intensità del legame sociale.”
(Zigmunt Bauman)

“Ricordo i soldati che tornavano dalle trincee dell’Orribile Guerra. Erano lividi, stremati, affamati. Ma la prima cosa che chiedevano ai soccorritori erano i libri. Le masse volevano sapere, volevano essere all’altezza della rivoluzione che stavano creando.”
(John Reed)

“Secondo lei i miei lavori si presterebbero a una trasposizione televisiva?.”
(Joseph Conrad)

“Non importa tanto il luogo, quanto capire l’importanza vitale di quegli intellettuali ora disprezzati socialmente che sono gli insegnanti. Quando c’è una classe docente di qualità il popolo diventa più ricco.”
(Rina Durante)

“Mio padre mi voleva ingegnere… divenni invece scrittore”
(Robert Louis Stevenson)

“Se mi chiedessero che sensazione mi dà il XXI secolo, risponderei che circola una pericolosissima rimozione dei limiti della nostra specie, della nostra finitudine.”
(Michel Foucault)

“Credo di aver immaginato la musica come un rogo immenso.”
(Ludwig Van Beethoven)

“Se vogliamo capire qualcosa di questa terra, non basta perdersi nel barocco e nelle maniere leccate che scimmiottano le infinite piccole borghesie provinciali della cittadina col grande castello: il Salento è nelle zolle, e le zolle sono dure, aspre, profonde”
(Vittorio Bodini)

“Passate un Natale scomodo e pieno di gesti buoni verso gli altri. Non posso augurarvi nulla di meglio.”
(Don Tonino Bello)

2 novembre 1975 – 2 novembre 2020 | Sono trascorsi 45 anni dall’uccisione di Pier Paolo Pasolini. Un saggio di Vincenzo Camerino dedicato ai suoi film.


2 novembre 1975 – 2 novembre 2020 | Sono trascorsi 45 anni dall’uccisione di Pier Paolo Pasolini.

“Pier Paolo Pasolini. Il cinema come periscopio ansiolitico e come progetto, e l’universale desiderio” (Musicaos Editore), di Vincenzo Camerino

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“Il libro offre una complessa panoramica dell’impegno di Pasolini nel cinema, come regista, teorico e spettatore critico, così da aprire alcuni nuovi sguardi d’approccio all’opera del Pasolini cineasta, le cui pellicole, riproposte tuttora in tutto il mondo, non hanno mai cessato di suscitare riflessioni e suggestioni.”

così è scritto in una nota ufficiale sul sito “Pier Paolo Pasolini – Centro Studi Casarsa della Delizia”

(http://www.centrostudipierpaolopasolinicasarsa.it/…/sullo-…/)

“Una esegesi mai pregiudiziale e davvero approfondita e gravida di spunti di riflessione di tutto il Pasolini cinematografico”

Mangialibri / Gabriele Ottaviani

(https://www.mangialibri.com/libri/pier-paolo-pasolini)

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Vincenzo Camerino già docente di “Storia e critica del cinema”, nonché di “Semiologia del cinema”, presso l’Università del Salento, ha pubblicato diverse e svariate armonie cinematografiche. «Le vele incantate del cinema e l’elogio della malinconia» è uscito nel gennaio 2015, per i tipi di Musicaos editore, nel 2016, sempre per Musicaos, «Ferzan Ozpetek, Edoardo Winspeare» dedicato alle pellicole dei due registi. In precedenza, Nelle utopie del Sud e del cinema; I cristalli della regia; La subalternità della politica, l’orgoglio della cultura, le assonanze del cinema; Le sensualità cinematografiche e le sospensioni delle passioni.

Esce in Italia “Poesie che la guerra ha dimenticato in tasca al poeta”, la raccolta del poeta siro-curdo Jan Dost.


Musicaos Editore pubblica “Poesie che la guerra ha dimenticato in tasca al poeta”, di Jan Dost (con testo a fronte). Il volume è uscito nella collana “Fogli di Via”, diretta da Simone Giorgino e Fabio Moliterni per il Centro PENS (Poesia Contemporanea e Nuove scritture) del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università del Salento. La collana, che giunge al suo terzo titolo dopo la pubblicazione dei volumi dedicati alle poesie di Claudia Ruggeri (a cura di Annalucia Cudazzo) e Salvatore Toma (a cura di Luciano Pagano, con interventi di Benedetta Maria Ala, Lorenzo Antonazzo, Annalucia Cudazzo, Simone Giorgio), si apre così agli autori stranieri. Il quarto titolo, di prossima uscita, sarà “Dendrarium”, del poeta bulgaro Alexander Shurbanov (a cura di Valentina Meloni).

“Poesie che la guerra ha dimenticato in tasca al poeta”, Jan Dost
(Musicaos Editore, Collana Fogli di Via, 3)

«Jan Dost compone in questo libro, compatto per temi e forme, un diario esistenziale di acuta valenza poetica, nel suo farsi ‘altro’ da sé, nel suo trasformarsi da privato – lamento e sfogo, slancio di passione – in denuncia e condanna: la voce del poeta forse non ha, malgrado la potenza delle sue parole che si incidono nell’animo di chi legge, altro scopo che quello – lamento e sfogo, slancio di passione. Ma quanto sollievo possono dare le semplici parole del poeta, che racconta e si racconta, che si guarda intorno (e dentro) smarrito e cerca ‘compagni al duolo’, uomini desiderosi come lui di pace e fratellanza… La lezione della poesia non può che essere quel che è: parola che comunica e si comunica, messaggio che cerca e trova, esperienza che si fa conoscenza partecipata. Anche gli oggetti in questa poesia parlano, si confessano nella loro fragilità di impotenza, che diventa paradossalmente vita nuova offerta a chi guardandoli sappia coglierne il riflesso, l’ombra di ciò che sono o almeno furono: un orologio, una bicicletta, una porta, una finestra, un tetto, elementi di un paesaggio/ambiente che vivono ormai soltanto in queste parole, conservate per parlare di un tempo in cui vivevano davvero poiché erano parte della vita umana di chi li viveva e ne aveva parte.» dall’Introduzione di Giuseppe Napolitano

Jan Dost nasce a Ayn-al-Arab (Kobani) in Siria il 12 Marzo 1965. È un giornalista e scrittore curdo. Scrive in curdo e in arabo. Dopo il diploma studia biologia dal 1985 al 1988 presso l’Università di Aleppo. Le sue opere sono state pubblicate in Libano, Siria, Iraq, Turchia e Germania. In quest’ultimo paese, dove vive dal 2000 e di cui dal 2008 ha la cittadinanza, si è affermato per la prima volta per l’opera Kela Dimdimê – la Roccaforte di Dimdim.

Ha pubblicato undici romanzi, in curdo e in arabo, Mijabad (2004), Sê gav û sê darek (2007), Mîrname (2008), Martînê Bextewer (2011), “Asheeq il traduttore” (2013), “Sangue sul minareto” (2013), Kobani (2017), “Le campane di Roma” (2017), Korridor (2019), e i recenti “Il manoscritto di Pietroburgo” (2020) e Cordyceps (2020), e quattro raccolte di versi, Dîwana Jan. Avesta (Istanbul, 2008), Kela Dimdimê. (Bonn 1991; Istanbul, 2008), A Song for Kurdistan’s Eyes (Syria, 1996), Poesie che la guerra ha dimenticato in tasca al poeta (Amman, 2019), pubblicato in Italia da Musicaos Editore (2020, a cura di Giuseppe Napolitano, traduzione di Agron Argentieri).
Ha vinto diversi premi internazionali, Premio “Racconti brevi” (Siria, 1993), Premio “Poesia curda” (Essen, 2012), Premio “Libri Orientali” (Londra, 2013), “Premio d’Oro Hussein Arif. Gelawêj Festival. Sulaymaniya” (Kurdistan, 2014).

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“Poesie che la guerra ha dimenticato in tasca al poeta”, Jan Dost
Collana Fogli di Via, 3, pagine 134, formato 12,7×20,3 cm, euro 15, isbn 9788894966862
introduzione di Giuseppe Napolitano
traduzione di Agron Argentieri

il volume può essere ordinato in tutte le librerie e nei principali store online, anche su:

https://amzn.to/3kwacyd

https://www.ibs.it/poesie-che-guerra-ha-dimenticato-libro-jan-dost/e/9788894966862

https://www.libraccio.it/libro/9788894966862/jan-dost/poesie-che-guerra-ha-dimenticato-in-tasca-al-poeta-biografia-poetica.html

https://www.mondadoristore.it/Poesie-che-guerra-ha-Jan-Dost/eai978889496686/

https://www.libreriauniversitaria.it/poesie-guerra-ha-dimenticato-tasca/libro/9788894966862

https://www.lafeltrinelli.it/libri/jan-dost/poesie-che-guerra-ha-dimenticato/9788894966862

Musicaos Editore a Roma, per Insieme Festival, fino al 4 ottobre.


Musicaos Editore a Roma per “Insieme Festival”, quattro giorni dedicati all’editoria, ai lettori, agli autori, agli editori. Dall’1 al 4 ottobre, presso l’Auditorium Parco della Musica, Musicaos Editore sarà presente con un suo spazio, insieme agli altri 168 editori ospitati nel corso della manifestazione.

I libri di Musicaos Editore sono presso lo Stand 10, Zona Viale, visitabile come tutto il resto della fiera, è visitabile fino a domenica 4 ottobre.

https://insiemefestival.it/

La manifestazione animerà l’Auditorium Parco della Musica con una eccezionale rappresentanza dell’editoria italiana che esporrà la propria produzione editoriale e con decine di incontri con autori italiani e stranieri.Insieme prevede la presenza fisica degli espositori per la prima volta dall’inizio dell’emergenza sanitaria. Saranno 168 gli stand delle case editrici: non solo piccole e medie realtà da tutto il Paese – come nella tradizione di Più libri più liberi – ma anche i grandi editori italiani. Una straordinaria esposizione delle eccellenze del settore, trasversale e democratica: tutte le case editrici, grandi e piccole, avranno a disposizione un gazebo delle stesse dimensioni. Le postazioni saranno allestite nelle aree esterne dell’Auditorium: nell’area pedonale di viale Pietro de Coubertin e sui giardini pensili Claudio Abbado.

Per permettere una fruizione migliore da parte dei visitatori, un controllo ottimale dei flussi da parte dell’organizzazione e il rispetto di tutte le direttive sanitarie, è stato studiato un percorso di visita per il pubblico. L’ingresso all’area espositiva – così come a tutti gli eventi di Insieme – sarà gratuito e le persone, dopo i controlli da parte del personale predisposto, seguiranno un itinerario guidato attraverso gli stand iniziando da quelli situati sul viale pedonale, per salire poi ai giardini pensili e proseguire fino all’uscita dalla cavea.

Il Liceo Artistico “Gioacchino Toma” di Galatina e Musicaos Editore: una copertina per l’Inferno di Dante.


A partire dal mese di gennaio 2020 fino al termine dell’anno scolastico 2019/2020, Musicaos Editore ha avviato un “percorso per le competenze trasversali e l’orientamento” (PCTO), presso il Liceo Artistico “Gioacchino Toma” di Galatina, Lecce, con la Classe III C (a. s. 2019/2020). Il Tutor Interno del percorso è la prof. Claudia Zicari, la progettista la prof. Erika Ranfoni, il Tutor Esterno, Gigi Rigliaco.

Il tema scelto per il percorso era “Copertina di un Ebook per Musicaos Editore | L’Inferno di Dante Alighieri – Collana dei Classici”. È stata una delle esperienze più interessanti di quest’anno, che non avremmo potuto realizzare senza l’attenzione e perseveranza delle docenti, nel seguire i ragazzi, e senza l’interesse sviluppato dagli stessi nei confronti del tema scelto per il percorso: Dante e l’Inferno. Nell’incontro in cui abbiamo conosciuto la classe III C, il 22 gennaio 2020, abbiamo “raccontato” la nostra idea: far realizzare agli studenti la copertina per una versione digitale in ebook dell’Inferno di Dante. La scelta di Dante era ponderata e giustificata dal grande numero di spunti che potevano provenire dal confronto con l’immaginario, gli episodi, i racconti e le storie presenti in questo capolavoro. Gli studenti potevano scegliere l’episodio particolare di una cantica oppure concentrarsi sui temi dell’Inferno, o ancora concentrarsi sull’autore dell’opera, Dante Alighieri. Sono state queste le tre linee di lavoro scelte dagli studenti, che nel corso dei mesi hanno dato vita ai lavori tra i quali dovevamo scegliere quella che sarebbe divenuta la copertina del “nostro” Inferno. È stato difficilissimo, perché tutti gli studenti hanno realizzato lavori interessanti e oggettivamente belli, per questo motivo abbiamo individuato alcuni criteri, e stilato un elenco con i relativi punteggi.

Nella valutazione entrano in gioco, oltre ai criteri più oggettivi e condivisibili, quelli relativi alla linea editoriale e al gusto. Abbiamo deciso di prediligere lavori che avessero un’attinenza maggiore allo spunto di partenza, anche per quanto riguarda la destinazione d’uso, quella cioè della copertina, pur proponendo una corretta valutazione dei bozzetti che rispecchia le buone qualità dei lavori prodotti, secondo tutti i criteri.

Nelle motivazioni di tutti i lavori e nei giudizi si evince che quella stabilita dai criteri non è stata una mera classifica, che ha motivato delle scelte, in quanto ognuno dei lavori era attinente al percorso proposto e al progetto di partenza.


Siamo quindi lieti di annunciare che il bozzetto di Ilaria Paglialunga è stato selezionato per fare da copertina all’ebook.

Questo bozzetto è stato scelto per fare da copertina all’ebook per diversi motivi. L’attinenza al tema, con la scelta di un episodio specifico; l’ambientazione, con la scelta del busto che arde tra le fiamme dell’Inferno che sono le stesse fiamme dell’amore; lo stile, che raffigura l’immagine realizzando una figura originale, minima e allo stesso tempo evocativa, stilizzata e potenzialmente utilizzabile anche in contesti differenti all’interno della stessa opera. La realizzazione, ponendo il titolo, l’autore, l’editore, nelle proporzioni e negli spazi corretti.

Si è trattata di una esperienza di crescita e dialogo, iniziata in gennaio e proseguita nel migliore dei modi, fino all’esito finale, grazie al confronto continuo tra docenti e studenti, e la relazione con la nostra casa editrice. Nelle prossime settimane daremo notizia della prosecuzione del progetto, che si concretizzerà nella realizzazione della nostra edizione dell’Inferno di Dante Alighieri.

Colgo l’occasione per ringraziare a nome della casa editrice tutti gli studenti e chi ha reso possibile questo percorso comune, coinvolgendoci, la prof. Claudia Zicari e la prof. Erika Ranfoni, del Liceo Artistico “Gioacchino Toma”, e Gigi Rigliaco, tutor esterno.

Luciano Pagano
Musicaos Editore


Ecco la descrizione del progetto, scritta dalla studentessa Ilaria Paglialunga:

“Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende”
V, 100

Nel capolavoro della Divina Commedia Dante incontra tante donne, a partire dall’Inferno, dove nel cerchio dei lussuriosi parla con Francesca, la quale,  attraverso la lettura di quel libro galeotto, ricorda come si lasciò trasportare nell’amore verso Paolo, suo cognato, tradendo così il marito che, scoprendo i due, li uccise. Il tema che ho proposto prende spunto dalla concezione di Dante
della donna e dall’amore idealizzato che lo anima. Trovo meraviglioso che nella Commedia l’amore accompagni tutta l’opera, a partire dalla scritta sulla porta infernale: la somma sapienza e ‘l primo amore. È, infatti, un grande amore il motore che determina questa realtà e che Dante tenta di raggiungere, ed è sempre l’amore il momento conclusivo del viaggio che si manifesta nell’incontro con Beatrice e con Dio stesso. In Dante l’amore è Grazia che chiunque può ricevere purchè lo voglia.
Nonostante la commedia narri di un viaggio nel regno dei morti con il fine di condurre gli uomini dalla loro condizione di miseria alla felicità, non dobbiamo dimenticarci che il filo conduttore che dà la forza a Dante di andare avanti e di proseguire la sua avventura, è proprio l’amore.
Durante lo sviluppo dei vari schizzi, ho meditato su diverse proposte che poi si sono concretizzate in un’immagine che ho volutamente preferito semplice e tesa a raccogliere l’essenza dell’opera.
Tra i bozzetti ho scelto quello con cui una semplice linea, muovendosi nello spazio, dà vita a un volto molto evocativo che prende forma dalle fiamme. Il bozzetto definitivo rappresenta, quindi, un busto femminile in fiamme, quelle fiamme che ardono dell’amore più puro, sublimato e mistico, tale da indurre l’uomo a migliorarsi sempre di più, per poi riuscire a salvarsi.
Amore come fonte di beatitudine, perchè in fondo l’amore è l’anima di ogni cosa, l’amore è ciò che ci unisce tutti e ci fa diventare uno
solo.



Nella Gallery sottostante potete sfogliare gli elaborati degli studenti

Venerdì 19 giugno 2020 – Lecce – Officine Culturali Ergot – Dario Goffredo presenta “Alfabeto affettivo”


Venerdì 19 giugno 2020 dalle ore 19 alle ore 21

Officine ERGOT
(Lecce – Piazzetta Falconieri 1/b)

“Alfabeto affettivo” (Musicaos)
di Dario Goffredo

Incontro con l’autore

Venerdì 19 giugno 2020, a Lecce, presso le Officine ERGOT (Piazzetta Falconieri 1/b), dalle ore 19 alle ore 21, si terrà il primo “incontro con l’autore” dedicato alla poesia di Dario Goffredo e alla sua raccolta di poesie (edita da Musicaos Editore) dal titolo “Alfabeto affettivo”. Un dialogo personale tra l’autore e i propri lettori, presso le Officine Ergot, un firmacopie che è anche un’occasione di approfondire i temi della raccolta con l’autore, tra emozioni dal vivo e pensieri, colloquio e lettura, per promuovere la poesia e la ripresa della circolazione culturale, nel rispetto dell’altro.

«Metti in versi la vita, trascrivi / fedelmente, senza tacere / particolare alcuno, l’evidenza dei vivi.» i versi di Giovanni Giudici, autore posto in esergo a questa nuova raccolta di Dario Goffredo, costituiscono il dettato di questo «Alfabeto affettivo»: la persona, la linea che divide ciò che è pubblico da ciò che è privato, lo spazio poetico di ciò che riesce, ancora oggi, a smuovere un’umanità nell’incontro col reale, nelle esperienze e nelle inconsistenze di un mondo reso freddo, di un buio che non fa più paura.

Le assenze di mescolano ai rimandi della poesia recente, alle presenze di echi in una scrittura che mescola la materia dei cinque sensi al desiderio di fare ritorno in un luogo che era, un tempo, il luogo della serenità e della quiete. La vita non si impara vivendo, ciò che resta sembra essere un residuo poco soddisfacente rispetto all’azione intrapresa, senza morale, senza esito certo, nei segnali di un alfabeto che può essere interpretato e allo stesso tempo può allontanarci da ogni ricerca di significato possibile, dove simboli di questo spaesamento sono «Numeri, lettere. Parole segrete alfanumeriche. / Maiuscole a caso. / Infanzia sbiadita. / Idilli da poco.»

Dario Goffredo è nato nel 1974. Vive e lavora a Lecce. Sue poesie sono apparse su riviste e antologie. Nel 2016 ha pubblicato “Atti minimi di sopravvivenza” per Spagine.

(fotografia Francesco Sambati)

Informazioni
info@ergot.it | ✆ 0832.246074
Officine Ergot – Lecce – Piazzetta Falconieri 1/b

Musicaos Editore
info@musicaos.it | ✆ 0836.618232
Via Arc. Roberto Napoli, 82 | Neviano (Le)

Tre poesie di Elio Tavilla, da “La gravità terrestre” (Musicaos, Poesia, 23) in uscita ad aprile 2020


“La gravità terrestre”, Elio Tavilla
(Musicaos Editore, Poesia, 23)

Sono versi, quelli di questa nuova raccolta di Elio Tavilla, in cui sembra cadere la soluzione di continuità tra mondo naturale e mondo dell’uomo, nel combaciare di due universi che trova compimento nel componimento, “La gravità terrestre”, che dà il titolo alla raccolta. Leggiamo, in un incrociarsi di riverberi, segnali, tra passato e presente, il trascorrere del tempo nelle stagioni dell’uomo, dall’infanzia alla maturità. Il racconto di un mondo “vegetale”, appartato, che è un ritorno al passato, dall’immediato Dopoguerra al proliferare delle fabbriche, con la trasformazione del paesaggio dovuta all’industrializzazione. Un mondo visto da parte di un’“avanguardia grigia che preme alla battaglia / come grigie sono le perentorie zone / metropolitane”, dove è costante il desiderio di recuperare un contatto umano, “[…] la voce cristallina dei parenti stretti ti dirà / che sei esistito una volta sola e quella / neppure la più importante”.

Elio Tavilla è nato a Messina nel 1957. È docente di Storia del diritto presso il Dipartimento di Giurisprudenza di Modena. Tra i suoi libri di poesia, Il cubo e l’assenza, con prefazione di Maria Luisa Spaziani (Società di Poesia, 1984; Premio per l’inedito E. Montale 1983), Concetti semplici, con prefazione di Rosita Copioli (Prova d’Autore, 1989), L’amore di due, con postfazione di Alberto Bertoni (Book Editore, 1999; Premio Dario Bellezza 2000), La cometa, con nota introduttiva di Giampiero Neri e postfazione di Emilio Rentocchini (Gallo & Calzati editori, 2005; Premio Sandro Penna 2005).


muore due volte il nostro amore, un prato
si dipana incontrastato fuori mura quasi
a dissolversi nel velo di crepuscolo accennato
nei fondali, qui nessuno invecchia
senza lacrime

__________dalle prospettive visuali
si dilegua un incarnato rosa che è delle
cose stesse, come dire che si danno
per certe elementari infatuazioni e poi
non sperare più
che tornino

_________sì, perché lo devi alle due volte
che moriva il nostro amore
____________________in mare aperto
un cielo adamantino che scopriva il nesso
tra il regno vegetale e noi di stucco
sbattuti in alto tra le onde


Prego perché cresca
nel modo in cui crescono i coralli
per onde geotermiche lanciate
come croste di pani
divisi negli oceani coi pesci.
Mettiti al mio posto. Abbracciami.
Fai di tutta notte un fascio.
Recita l’Ave e il Gloria.
Rifiuta l’odissea e tutta l’epopea
degli alberi di notte, una rugiada
finta, colorata, mimetica com’era
sui corpi delle case. Era bello
perderti a pezzi, a pezzi
ritrovarti (se poi non eri tu,
prendere le chiavi, uscire).


Ti ho vista mentre entravi all’esselunga
in tutto lo splendore dell’adolescenza
il moto candido degli arti, l’ostinato
andirivieni delle cellule nel sangue
ora che destreggi in mezzo ai ciuffi
di sedano e carote le tue mani
che non sai dove posare, ora che nell’aura
rapace della sera muovi prima il corpo
poi la dedizione dentro il corpo, una
sola immemorabile natura di ragazza
in carne e tela e plastica dorata.


“La gravità terrestre”, Elio Tavilla
(Musicaos Editore, Poesia, 23)
formato 12,7×20,3 cm, pagine 92, isbn 9788894966664 prezzo €13

uscita aprile 2020

Mercoledì 4 marzo 2020 – Brindisi – Mondadori Bookstore ospita “Primo fuoco” libro e reading di Eleonora Nitti Capone, con Samuel Mello


Mercoledì 4 marzo 2020 – ore 18.30
Libreria Mondadori Bookstore
Brindisi – Corso Giuseppe Garibaldi 38/a

4marzo2020-brindisi-mondadori

“Primo fuoco”
(Musicaos Editore)
di Eleonora Nitti Capone

introduce: Luciano Pagano (editore)

reading musicale con:
Eleonora Nitti Capone (voce, testi)
Samuel Mello (oud)

Mercoledì 4 marzo 2020, alle ore 18.30, a Brindisi, nei locali della Libreria Mondadori Bookstore (Corso Giuseppe Garibaldi 38/a) si terrà un incontro dedicato alla poesia di Eleonora Nitti Capone, autrice della raccolta “Primo fuoco” (Musicaos Editore). Introdurrà Luciano Pagano (editore), a seguire reading musicale con Eleonora Nitti Capone e l’artista e musicista Samuel Mello (oud).

“Primo fuoco” è l’esordio poetico di Eleonora Nitti Capone. Una poesia che osserva il lettore come un animale in gabbia, in cui quello che avviene è un incontro singolare dove l’autrice ci rende, come lei, osservatori a distanza. Nei versi di Eleonora Nitti Capone c’è l’intenzione di ricucire un sentiero interrotto, mettendo in contatto le due dimensioni, si tratta di una sfida mediata dall’accettazione da parte dell’uomo di mettersi al margine rispetto all’animale, in quanto facente parte della barbarie.
Si racconta di una mutazione storica nei rapporti tra l’uomo e la natura – Madre nutrice – abbandonata e vilipesa nei suoi viventi. Esiste un elemento titanico, un riferimento alla grandezza del divino, alla sua presenza nella natura; siamo dinanzi a un elemento al quale avremmo dovuto porgere l’orecchio, per ascoltare prima di un distacco totale, le avvisaglie di un disastro di là da venire.

Ciò che avviene è un processo di fusione del corpo e dello spirito con il corpo e con lo spirito della natura, nel quale l’io poetante è immerso.
Un alfabeto del corpo, un ricongiungimento di cui il “primo fuoco” è stato avvisaglia, segnale. Il congiungimento con la natura va al passo con il disgiungimento dalla famiglia umana, dall’esistenza vissuta come aggressione sistematica. La condizione di umanità che diventa natura si congiunge con la quiete dell’attesa.

“Primo fuoco”, di Eleonora Nitti Capone, colpisce per la coerenza e la misura adoperate, per un linguaggio che interroga, cercando risposte, e allo stesso è capace di evocare luoghi senza la necessità di un tempo definito, dimostrando una dimestichezza e un dialogo con le fonti classiche, confrontandosi con tematiche attuali, prima fra tutte proprio il rapporto tra poeta e natura, ambiente, ecosistema.

“Primo fuoco” è una raccolta che domanda, e che lascia il lettore in uno stadio sospeso, simile alla sensazione che si può provare nei paraggi delle verità che non hanno risposte, ma che ugualmente, per il solo averne apprezzato l’esistenza, anche per un breve attimo, hanno mutato la nostra percezione aspettativa della realtà.

Eleonora Nitti Capone studia Lettere Classiche all’Alma Mater Studiorum di Bologna e lavora con il teatro. Ha pubblicato la raccolta Maria dei Meschini (Oltretutto libri Editore) e Sola Carthago (Insedicesimo Edizioni). È nata a Lecce nel 1998 e vive tra il Salento e Bologna.

Informazioni
Musicaos Editore
tel. 0836618232
info@musicaos.it
http://www.musicaos.org

Miguel Vitagliano, autore del romanzo “Tra le pietre” (Musicaos Editore), in Italia per una serie di seminari e incontri coi lettori.


Miguel Vitagliano, autore del romanzo “Tra le pietre” (Musicaos Editore), in Italia per una serie di seminari e incontri coi lettori.

L’autore argentino a Roma e in Puglia per una serie di incontri dedicati alla letteratura, alla traduzione, al romanzo e alla scrittura.

Miguel Vitagliano, argentino, insegna Teoria della Letteratura presso l’Università di Buenos Aires. Ha pubblicato una decina di romanzi e, per la prima volta in Italia, viene pubblicato un suo romanzo, tradotto per Musicaos Editore. “Tra le pietre” (2018, titolo originale “Enterrados”), inaugura la collana “Vela Latina”, diretta per Musicaos Editore da Diego Símini, professore di Lingua e Letteratura Spagnola presso l’Università del Salento.

Miguel Vitagliano, sarà in Puglia, dopo gli incontri romani in cui è stato ospite della Fiera “Più libri più liberi” e di un incontro organizzato dall’Università degli Studi “Roma Tre”, in collaborazione con il Dipartimento di Lingue Letterature e Culture Straniere e dell’Ambasciata della Repubblica Argentina.

L’autore argentino, sarà ospite dell’Università del Salento, per tre seminari dedicati alla Letteratura Argentina, che si terranno nelle giornate del 9, 10 e 12 dicembre.

Gli incontri presso l’UniSalento sono organizzati dal Consiglio didattico di Lingue culture e letterature straniere del Dipartimento di Studi Umanistici. Miguel Vitagliano, professore della Universidad de Buenos Aires, sarà impegnato lunedì 9 dicembre, alle ore 16, presso l’aula SP-1 (Edificio Sperimentale Tabacchi), per un incontro sul tema “Borges de cerca: una entrevista de 1982”; martedì 10 dicembre alle ore 11, presso l’aula MM1 (Edificio Sperimentale Tabacchi), il tema affrontato sarà “Elementos populares y cultos en Borges y Cortázar”. Giovedì 12 dicembre, alle ore 11 (Edificio Buon Pastore, aula BP-3), l’autore interverrà sul tema “Raíces decimonónicas de la literatura argentina actual”.

Fitta anche l’agenda di incontri che Miguel Vitagliano avrà con i lettori, tra Lecce, Spongano e Ostuni (Br).

10 dicembre alle ore 19, Miguel Vitagliano sarà ospite del Fondo Verri di Lecce (Via Santa Maria del Paradiso), dove dialogherà con Diego Símini, traduttore del romanzo “Tra le pietre” e direttore della collana “Vela Latina” di Musicaos Editore, che ospita il testo, primo romanzo dell’autore argentino a essere tradotto in italiano e pubblicato nel nostro paese. Dialogheranno con l’autore Mauro Marino (Fondo Verri) e Luciano Pagano, editore del volume.

11 dicembre alle ore 20, è la volta di un incontro letterario musicale presso PALAZZO BACILE (Dimora storica) di Spongano.
L’autore dialogherà con Diego Símini e durante la serata si potrà ascoltare la musica del progetto “Hannah & Somar”, duo composto da Anna Lucia Fracasso e Antonio Ramos.
Hannan & Somar è un progetto ItaloSpagnolo di musica inedita. Il progetto è  composto da due musicisti del mediterraneo, Anna Lucia Fracasso, pianista diplomata in piano forte Classico e Jazz, e Antonio Ramos,  bassista, chitarrista e cantante autodidatta. Dopo anni di percorsi musicali simili, che vanno dal Jazz alle musiche popolari del mondo, hanno deciso di avviare una ricerca e esplorazione originale della loro sensibilità artistica. In questo viaggio hanno voluto utilizzare le diverse sonorità del tamburello Salentino in modo delicato e curato, per creare la base ritmica di questo lavoro che segna la partenza della loro collaborazione.

12 dicembre alle ore 18.30 Miguel Vitagliano sarà ospite, a Ostuni, presso la sede dell’associazione Casa de la Poésie “El Cactus” (Via Guglielmo Pepe, 16), dove dialogherà con la Prof. ssa Ginevra Viesti, e con il traduttore Diego Símini.

13 dicembre alle ore 19.30, presso l’Enoteca “L’altro vino” a Lecce (Via 95° Reggimento Fanteria, 74), nell’ambito di un Open Day Enoico e Letterario in cui si festeggiano i due anni dall’apertura dell’enoteca, al termine di una giornata dedicata alle degustazioni e agli assaggi offerti dalla casa (con orari 11:00/13.30 e 17:15/19.15), si terrà la presentazione del romanzo “Tra le pietre” di Miguel Vitagliano, in dialogo con Diego Símini, a seguire saluti finali.

Miguel Vitagliano (Buenos Aires, 1961). Scrittore e critico, ordinario di Teoria Letteraria presso la Universidad de Buenos Aires. Ha pubblicato numerosi romanzi, tra cui Posdata para las flores (Premio Liber/Arte 1990), Los ojos así (Anna-Seghers Preis 1996); Golpe de aire (2004), El otro de mí (2010), Tratados sobre las manos (2013) e il recente Enterrados, qui tradotto per la prima volta in italiano. Ha pubblicato diversi saggi critici tra cui El terror y la gloria. La vida, el fútbol y la política en la Argentina el Mundial 78 (1998). Dal 2009 appartiene allo spazio virtuale Escritores del mundo.

Musicaos Editore avvia, con questa pubblicazione, la collana Vela Latina, diretta da Diego Símini (professore di Letteratura Spagnola presso l’Unisalento) dedicata alla letteratura latinoamericana e iberica, che vedrà nei prossimi mesi la pubblicazione di altri autori e autrici dall’Argentina, Uruguay, Spagna.

L’opera è pubblicata nell’ambito del Programma “Sur” di supporto alle traduzioni del Ministero degli Affari Esteri, del Commercio Internazionale e del Culto della Repubblica Argentina | Obra editada en el marco del Programa “Sur” de Apoyo a las Traducciones del Ministerio de Relaciones Exteriores, Comercio Internacional y Culto de la República Argentina

“Tra le pietre”. La trama.
Elisa Lynch, irlandese, reduce da un matrimonio sfortunato, incontra a Parigi Francisco Solano López, futuro presidente del Paraguay. Delfina Vedia sposa a Montevideo Bartolomé Mitre, futuro presidente dell’Argentina; la loro storia d’amore nasce tra i riferimenti a La Divina Commedia.

Elisa sarà l’amazzone dell’incredibile resistenza del Paraguay nella guerra mossagli da Argentina, Brasile e Uruguay. Una guerra dimenticata, tra le più cruente della storia dell’umanità, durata cinque anni, terminata nel 1870 nonostante l’enorme disparità di forze.

L’esercito della coalizione era comandato da Mitre e l’epilogo della guerra vedrà Elisa, novella Antigone, mentre seppellisce con le sue stesse mani il marito e il figlio.
“ Tra le pietre” si snoda tra eventi nascosti nelle pieghe della storia del XIX secolo e rievocazioni testuali, tra cui primeggia la traduzione de La Divina Commedia, che occupò Bartolomé Mitre lungo quarant’anni.

Il lettore incontrerà Gustave Flaubert, la figlia di Marx,Victor Hugo, Napoleone III, Sarmiento, successore di Mitre, Juan Manuel de Rosas, figura tra le più controverse della storia argentina, e ancora affascinanti avventurieri, il nonno di Borges, Dante Gabriel Rossetti, Alberdi, figura di spicco nello sviluppo dell’Argentina dell’Ottocento, e un certo Ernesto Guevara, che interrompe il silenzio del suo rifugio di Praga catturato dalle note di Rubber Soul.

Il mistero scorre sulle pietre di un edificio crollato, forse a Buenos Aires, sotto lo sguardo di un osservatore enigmatico, bloccato sotto le macerie, spettatore forzatamente immobile di quanto rivive sulle pietre.

Informazioni:

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Sabato 12 ottobre 2019 – Leverano – Libreria “Tra le Righe” ospita Luigi Pisanelli con il suo nuovo romanzo “Essere fortunati non basta”


Sabato 12 ottobre 2019 – ore 19.30
LibreriaTra le Righe
(Leverano – Via Cesarea, 52)

Presentazione del romanzo:
“Essere fortunati non basta”
(Musicaos Editore)
di Luigi Pisanelli

Dialoga con l’autore:
Maria Grazia Scatigna

interviene
Luciano Pagano

Sabato 12 ottobre 2019, alle ore 19.30, presso la libreria “Tra Le Righe” di Leverano (Via Cesarea, 52), nell’ambito degli incontri letterari del mese di ottobre, si terrà la presentazione del romanzo di Luigi Pisanelli, dal titolo “Essere fortunati non basta” (Musicaos Editore). L’autore dialogherà con la libraia Maria Grazia Scatigna, interviene l’editore, Luciano Pagano.

Lara Santini su “Read and play | le colonne sonore dei romanzi” ha scritto, del nuovo romanzo di Luigi Pisanelli: “Se pensate di sfogliare, soltanto per curiosità, il primo capitolo del romanzo di Luigi Pisanelli, sappiate che non vi fermerete, e non vi accontenterete neanche di leggere il libro per intero una sola volta.

Su un binario, prima della partenza, le storie si rincorrono per chi le sa catturare. In paese c’è un uomo un po’ strano che tutti chiamano Antonio delle Stelle, è convinto che un giorno gli extraterrestri torneranno a prenderlo, e si prepara ad ogni evenienza. Ambra e Francesco si erano persi di vista da quando erano piccoli, lui, figlio inquieto e geniale di un affarista pentito, e lei giovanissima laureata in bioscienze e biotecnologie. Si sono incontrati, e per un attimo si sono riconosciuti. Marco vuole bene a Martina e pur avendo la stessa età lei è più adulta del ragazzo. Ambra e Martina sono amiche, entrambe salentine, hanno studiato a Camerino e si sono divise tra la Puglia e le Marche, scrivendo i loro aforismi su post-it appiccicati al frigo, parlando con i corvi e avvertendo la terra quando trema: ma i terremoti non le hanno scosse. Bart ascolta il racconto di Ambra, che si mescola alle storie della vita, come quella di Walter, un ragazzo violento, e di Marika, che ha avuto la sfortuna di incontrarlo. Alcune persone sono veleni e altre antidoti, e in mezzo, ci sono il caso e il destino. “Essere fortunati non basta, bisogna anche avere la fortuna di rendersene conto”.

Luigi Pisanelli, nato a Casarano nel 1976, vive e lavora a Parabita (Le). Ama la natura, i cani, i buoni libri, la musica che fa prendere alla vita il verso giusto, ama cucinare e, infine ama la solitudine, a tratti intervallata dalla migliore delle compagnie possibili in questo mondo. Ha esordito nella scrittura con il romanzo “Tornerà la lepre a Buna” (Musicaos Editore, 2017).

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Martedì 24 settembre 2019 – Carpignano Salentino – L’Associazione “Nea Carpiniana” presenta il nuovo romanzo di Luigi Pisanelli


MUSICAOS EDITORE

CON IL PATROCINIO DEL
COMUNE DI CARPIGNANO SALENTINO

IN COLLABORAZIONE CON L’ASSOCIAZIONE
NEA CARPINIANA

Martedì 24 settembre 2019 – ore 19
Carpignano Salentino (Le)
CENTRO STORICO – VIA PASQUALE PASCA

“Essere fortunati non basta”
(Musicaos Editore)
di Luigi Pisanelli

introdurrà la serata:
Emanuele Pasca
(Vice Presidente dell’Associazione
“Nea Carpiniana”)

interviene:
Luciano Pagano
(Editore)

dialoga con l’autore:
dott. ssa Annalucia Cudazzo

Martedì 24 settembre 2019 alle ore 19, a Carpignano Salentino (Le), in via Pasquale Pasca nel Centro Storico, patrocinata dal comune e in collaborazione con l’Associazione “Nea Carpiniana”, si terrà la presentazione del nuovo romanzo di Luigi Pisanelli, “Essere fortunati non basta” (Musicaos Editore).
NEA CARPINIANA è un’associazione composta da GIOVANI VOLONTARI appassionati di cultura ed ha come obiettivo quello di far conoscere e tutelare il patrimonio storico artistico insito nel comune di Carpignano Salentino.
La serata sarà introdotta da Emanuele Pasca, Vice Presidente dell’Associazione “Nea Carpiniana”, interverrà l’editore, Luciano Pagano, e il dialogo con l’autore sarà affidato alla dott. ssa Annalucia Cudazzo. Ingresso libero.

Su un binario, prima della partenza, le storie si rincorrono per chi le sa catturare. In paese c’è un uomo un po’ strano che tutti chiamano Antonio delle Stelle, è convinto che un giorno gli extraterrestri torneranno a prenderlo, e si prepara ad ogni evenienza. Ambra e Francesco si erano persi di vista da quando erano piccoli, lui, figlio inquieto e geniale di un affarista pentito, e lei giovanissima laureata in bioscienze e biotecnologie. Si sono incontrati, e per un attimo si sono riconosciuti. Marco vuole bene a Martina e pur avendo la stessa età lei è più adulta del ragazzo. Ambra e Martina sono amiche, entrambe salentine, hanno studiato a Camerino e si sono divise tra la Puglia e le Marche, scrivendo i loro aforismi su post-it appiccicati al frigo, parlando con i corvi e avvertendo la terra quando trema: ma i terremoti non le hanno scosse. Bart ascolta il racconto di Ambra, che si mescola alle storie della vita, come quella di Walter, un ragazzo violento, e di Marika, che ha avuto la sfortuna di incontrarlo. Alcune persone sono veleni e altre antidoti, e in mezzo, ci sono il caso e il destino. “Essere fortunati non basta, bisogna anche avere la fortuna di rendersene conto”.

Luigi Pisanelli, nato a Casarano nel 1976, vive e lavora a Parabita (Le). Ama la natura, i cani, i buoni libri, la musica che fa prendere alla vita il verso giusto, ama cucinare e, infine ama la solitudine, a tratti intervallata dalla migliore delle compagnie possibili in questo mondo. Ha esordito nella scrittura con il romanzo “Tornerà la lepre a Buna” (Musicaos Editore, 2017).

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Due riconoscimenti per il volume “Poesie. inferno minore. )e pagine del travaso” (Musicaos Editore) di Claudia Ruggeri, curato da Annalucia Cudazzo


Due riconoscimenti per il volume “Poesie. inferno minore. )e pagine del travaso” (Musicaos Editore) di Claudia Ruggeri, a cura di Annalucia Cudazzo

Il mese di settembre si apre con due buone notizie per la poesia di Claudia Ruggeri e per il volume “Poesie. inferno minore. )e pagine del travaso” (Musicaos Editore), curato da Annalucia Cudazzo. Alla prima edizione filologica e commentata delle raccolte poetiche licenziate in vita dalla poetessa leccese sono stati infatti tributati due importanti riconoscimenti.

La giuria de “Il Canto delle Sirene – Premio Aspasia 2019”, organizzato dalla Commissione Pari Opportunità di Gallipoli, giunto alla sua seconda edizione, ha assegnato il primo premio per la categoria Poesia al volume curato da Annalucia Cudazzo. Il premio va all’autrice, curatrice dell’opera, e al Comune di Tuglie, che l’ha proposta all’attenzione della Giuria, secondo un iter seguito da tutti i comuni partecipanti. Durante la serata il premio è stato ritirato dall’autrice e da Silvia Romano, Vice Sindaco di Tuglie con delega alla Cultura e Turismo del Comune di Tuglie.


(in foto Luciano Pagano, Silvia Romano, Annalucia Cudazzo, Antonio Rima)

Il premio è stato consegnato a Gallipoli, l’1 settembre, in una cerimonia alla quale hanno preso parte i sindaci e assessori proponenti le opere in gara, insieme alle eccellenze salentine premiate, Viviana e Sabrina Fonte Matrangola, figlie di Renata Fonte, la ricercatrice e astrofisica Silvia Protopapa, e Sabrina Papa, prima pilota di aereo italiana non vedente.

Il premio è stato assegnato al volume curato da Annalucia Cudazzo con la seguente motivazione: “Per l’alta valenza letteraria del testo che, raccogliendo i versi inediti e profondi, nonché enigmatici, della poetessa Claudia Ruggeri, ne offre una chiave di lettura che è frutto di una certosina opera di ricerca filologica, di esegesi ed analisi da parte della curatrice Annalucia Cudazzo, realizzando così un’interpretazione fedele alla volontà della poetessa. Il libro trasuda di tutto l’Amore di cui è intrisa la poesia della Ruggeri, nonché dell’amore e della passione di Annalucia Cudazzo per la poetessa stessa. Ciò rende possibile la fruibilità di una poetica, complessa quanto mai significativa del panorama letterario nazionale e consente di colmare, al di là di ogni morte fisica, quel doloroso ‘vuoto’ che ha poi rappresentato il punto focale della produzione poetica di Claudia Ruggeri”.

Il secondo riconoscimento ad Annalucia Cudazzo arriva dalle Marche, e precisamente dall’“VIII Premio Nazionale di Poesia ‘L’arte in versi”, ideato da Lorenzo Spurio e organizzato dall’associazione culturale Euterpe, con il patrocinio morale della Regione Marche, della Provincia di Ancona, del Comune di Jesi, del Comune di Ancona, del Comune di Senigallia e del Consiglio Regionale delle Marche. Annalucia Cudazzo ha ricevuto una Menzione d’Onore nella sezione Critica letteraria del Premio – al quale hanno preso parte 799 opere – per il suo saggio dedicato alla poetessa e intitolato “Claudia Ruggeri fra carne e spirito: l’ascensione intellettiva che salva dal vuoto”. Il testo raccoglie nella forma critica del saggio le riflessioni principali contenute nel commento filologico presente nel volume “Poesie. inferno minore. )e pagine del travaso”. Nella stessa edizione del Premio, che si svolgerà a Jesi nelle giornate del 16 e 17 novembre 2019, è stato assegnato un Premio alla Memoria al poeta salentino Salvatore Toma.

Piero Antonio Toma, giornalista della redazione di Napoli de “La Repubblica” si è espresso così in un articolo su Annalucia Cudazzo e sul suo rapporto con l’opera di Claudia Ruggeri: “dotata di uno zelo filologico come eccezionale carta identitaria, le ha dedicato prima la sua tesi di laurea all’università ed ora questo libro, durato ben quattro anni di ricerche.

Questi primi riconoscimenti arrivano a otto mesi dalla pubblicazione del volume, presentato per la prima volta presso il Cineporto di Lecce, nella sala Bertolucci.

Claudia Ruggeri, nata a Napoli il 30 agosto 1967, si trasferisce a Lecce l’anno seguente con la sua famiglia. In questa città compirà i suoi studi e inizierà a dedicarsi alla poesia, mettendosi subito in contatto con l’ambiente letterario e culturale del capoluogo salentino, dal quale si aprirà alla conoscenza e relazione con autori del panorama poetico nazionale, come Franco Fortini e Dario Bellezza. Il 27 ottobre 1996, all’età di ventinove anni, pone tragicamente fine alla sua vita.

Il volume è il risultato di un paziente lavoro di natura filologica volto a ripristinare i testi delle due opere licenziate in vita da Claudia Ruggeri, inferno minore e )e pagine del travaso, nel rispetto della versione riportata dai testimoni disponibili, sottoposti a un’accurata collazione e vagliati criticamente. Questa edizione si propone, inoltre, di avanzare una prima interpretazione dei componimenti, corredandoli di un commento che mira a facilitarne la comprensione.

Annalucia Cudazzo (1993) si è laureata in Lettere Moderne con una tesi su Claudia Ruggeri e per il suo percorso di studi ha ricevuto il titolo di «professionista accreditato» dalla Fondazione Italia-USA. È nella redazione del Centro di ricerca PENS-Poesia contemporanea E Nuove Scritture del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università del Salento.

Il volume di Claudia Ruggeri è il primo della collana “Fogli di Via”, diretta da Simone Giorgino e Fabio Moliterni, per il Centro di ricerca PENS-Poesia contemporanea E Nuove Scritture del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università del Salento, in collaborazione con Musicaos Editore.

Informazioni
Musicaos Editore
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tel. 0836618232

Giovedì 25 luglio 2019 – A Campi Salentina la prima presentazione de “La manutenzione della solitudine” di Giuseppe Semeraro / I Teatri della Cupa / InusualeBook Fest


In collaborazione con InusualeBook Fest
a cura di Isabella Picci

Giovedì 25 luglio 2019 – ore 21.00
CAMPI SALENTINA, Corte Lecciso
(Via San Francesco, 58)

“La manutenzione della solitudine”
(Musicaos Editore)
di Giuseppe Semeraro

incontro con l’autore

introduce
Gabriella Maci

intervengono
Francesca Prete, Luciano Pagano

accompagnamento musicale
Leone Marco Bartolo

Giovedì 25 luglio 2019, alle ore 21, a Campi Salentina, presso la Corte Lecciso in via San Francesco 58, si terrà la prima presentazione della nuova raccolta poetica di Giuseppe Semeraro, “La manutenzione della solitudine”, edita da Musicaos Editore. L’evento, che inaugura la quinta edizione del Festival “I Teatri della Cupa” è ospitato dall’InusualeBook Fest a cura di Isabella Picci. La serata sarà introdotta da Gabriella Maci, a seguire dialogheranno con l’autore Francesca Prete, autrice della postfazione del libro, e Luciano Pagano, editore. Durante l’incontro Giuseppe Semeraro leggerà alcuni brani del testo, con accompagnamento musicale di Leone Marco Bartolo.

Versi che ritornano come un mantra, si fanno preghiera, rabbioso monito, denuncia. Versi da maneggiare con cura, custodire, donare, come si fa con le cose rare, fragili e indistruttibili. Una sinfonia di parole che sonda l’esistenza, dalla levità di un battito d’ali di farfalla alla concretezza di un indirizzo in tasca di uno straniero senza nome né vita. Parole che assumono un peso specifico, un equilibrio stabile eppur mutevole come le stagioni, l’animo umano e le suggestioni che affiorano ad ogni lettura. Nella società dell’iperconnessione, della comunicazione coatta, fare manutenzione della solitudine è un atto di coraggio, un imperativo etico. E con il mare in faccia, la solitudine si fa esperienza, vuoto fertile, aprendo le porte al peso vero delle cose. Giuseppe Semeraro restituisce l’essenziale, incrocia parti profonde ed inesplorate del lettore costringendole a venire fuori, gli dà forma, le nutre. Tre preziose frecce al suo arco: l’arte dell’introspezione, l’abilità di ascoltare i mondi del dentro e del fuori e il dono del concreto. La solitudine incontra l’umanità, la moltitudine, ritorna al mondo bagnandosi della sua bellezza, incontra altri occhi e trabocca d’infinito.

Giuseppe Semeraro: attore, regista e poeta lavora in ambito teatrale da più di vent’anni. Ha lavorato come attore con Il teatro della Valdoca, in diversi spettacoli con la regia di Danio Manfredini e a preso parte allo spettacolo Frame con la regia di Alessandro Serra. Nel 2007 è tra i fondatori della compagnia Principio Attivo teatro dirigendo come regista Storia di un uomo e della sua ombra (finalista scenario e premio Eolo 2009), La bicicletta Rossa (premio Eolo 2013 ) e Opera Nazionale Combattenti (finalista in-box 2016). Nel 2015 realizza lo spettacolo Digiunando davanti al mare ispirato alla figura di Danilo Dolci. È autore di diversi libri di poesie tra cui, Cantica del Lupo, Due parole in croce, A cosa serve la poesia da cui è tratto lo spettacolo con Gianluigi Gherzi.

“La manutenzione della solitudine”, Giuseppe Semeraro
(Musicaos Editore, collana Poesia, 16), pagine 126, formato 12,7×20,3 cm, prezzo €13

postfazione di Francesca Prete
foto dell’autore di Francesca Randazzo
illustrazione di copertina e illustrazioni all’interno del volume Gianluca Costantini

§§§

[…] Sei tu ancora degno della tua specie
trascina i tuoi muscoli verso i sospiri
tieni stretta la spina
dimentica ciò che vuole la ferita
apri la strada allo sguardo
fai correre via il veleno della vendetta
non è dialettica sempre la vita
occorre la resa, lasciar passare il vento
far maturare la dimenticanza
comincialo tu ora il disarmo del mondo.

§

Anche le radici sottoterra
continuano il loro viaggio
s’allungano e spingono,
crescono verso l’oscuro
abbracciano la terra
tengono in bilico montagne
costoni di precipizi
sfondano muri e case
sfidano le cattedrali.
Sanno che ad ogni affondo
più alto crescerà il ramo,
sanno che sulla foglia
la vita compie il suo giro
e che nella materia circola luce
che nello scambio tra cielo e abisso
si dà forma al creato.
Sanno che dalla radice più profonda
qualcosa spinge sempre verso il cielo.

§

Guarda cosa fa un respiro,
trasforma la luce in carne
sfonda il cuore d’affanno
trasporta sangue fino al mignolo
toglie paura, allarga le vene
porta la quiete
s’infila nel mondo
ci unisce al cielo
tiene la terra in bilico
sulla punta di uno spillo.
Guarda cosa fa un respiro
in un battito, ci riempie di vita.

Info
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Mercoledì 24 luglio 2019 – A Parabita la prima di “Essere fortunati non basta” il nuovo romanzo di Luigi Pisanelli


Con il Patrocinio della Città di Parabita
in collaborazione con Barrio

Mercoledì 24 luglio 2019 – ore 20.30
ex Convento dei Domenicani
(Parabita, Via Fratelli de Jatta)

Presentazione del romanzo:
“Essere fortunati non basta”
di Luigi Pisanelli

Dialoga con l’autore:
Marta Seclì

Interviene:
Luciano Pagano

Mercoledì 24 luglio 2019 alle ore 20.30, a Parabita, presso l’ex Convento dei Domenicani (Via Fratelli de Jatta) si terrà la prima presentazione del romanzo di Luigi Pisanelli, “Essere fortunati non basta”, edito da Musicaos Editore. L’evento, che ha il patrocinio della Città di Parabita, è organizzato dall’associazione Barrio. Durante la serata l’autore dialogherà con la professoressa Marta Seclì, e interverrà l’editore Luciano Pagano.

Essere fortunati non basta” comincia su un binario, prima della partenza, le storie si rincorrono per chi le sa catturare. In paese c’è un uomo un po’ strano che tutti chiamano Antonio delle Stelle, è convinto che un giorno gli extraterrestri torneranno a prenderlo, e si prepara ad ogni evenienza. Ambra e Francesco si erano persi di vista da quando erano piccoli, lui, figlio inquieto e geniale di un affarista pentito, e lei giovanissima laureata in bioscienze e biotecnologie. Si sono incontrati, e per un attimo si sono riconosciuti. Marco vuole bene a Martina e pur avendo la stessa età lei è più adulta del ragazzo. Ambra e Martina sono amiche, entrambe salentine, hanno studiato a Camerino e si sono divise tra la Puglia e le Marche, scrivendo i loro aforismi su post-it appiccicati al frigo, parlando con i corvi e avvertendo la terra quando trema: ma i terremoti non le hanno scosse. Bart ascolta il racconto di Ambra, che si mescola alle storie della vita, come quella di Walter, un ragazzo violento, e di Marika, che ha avuto la sfortuna di incontrarlo.

Alcune persone sono veleni e altre antidoti, e in mezzo, ci sono il caso e il destino. “Essere fortunati non basta, bisogna anche avere la fortuna di rendersene conto”.

Luigi Pisanelli, nato a Casarano nel 1976, vive e lavora a Parabita (Le). Ama la natura, i cani, i buoni libri, la musica che fa prendere alla vita il verso giusto, ama cucinare e, infine ama la solitudine, a tratti intervallata dalla migliore delle compagnie possibili in questo mondo. Ha esordito nella scrittura con il romanzo “Tornerà la lepre a Buna” (Musicaos Editore, 2017).

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Giovedì 18 luglio 2019 – Torre Lapillo / Porto Cesareo – Nuovo appuntamento con “In maglia rosa. Viaggio romanzato per una riscoperta dei vini rosati” di Giuseppe Castelluzzo


Giovedì 18 luglio 2019 – ore 21.00
Presso la Torre di Torre Lapillo – Porto Cesareo (Le)

presentazione di:
“In maglia rosa.
Viaggio romanzato per una riscoperta dei vini rosati”
di Giuseppe Sebastiano Castelluzzo

dialogano con l’autore:

Maria Grazia Scatigna
(Libreria “Tra le righe” di Leverano)

Luciano Pagano
(editore)

a seguire degustazione di vini

Giovedì 18 luglio 2019 alle ore 21.00, a Porto Cesareo, presso la Torre di Torre Lapillo, si terrà una nuova presentazione del volume “In maglia rosa. Viaggio per una riscoperta dei vini rosati”, di Giuseppe Castelluzzo, edito da Musicaos Editore. La presentazione, nell’ambito del progetto “Verso una biblioteca di comunità” entra nel programma delle attività “Reading Point” del “Coordinamento Ambientalisti pro Porto Cesareo”, ed è curato dalla Libreria “Tra le righe” (Via Cesarea 52, Leverano) di Maria Grazia Scatigna. L’autore dialogherà con la libraia, Maria Grazia Scatigna, e con l’editore del volume, Luciano Pagano. Al termine della presentazione si terrà una degustazione di rosati del territorio.

Le lunghe passeggiate in bicicletta nel Salento, le soste in masserie e luoghi ricchi di fascino per gustare le bellezze del paesaggio e degustare i prodotti della terra – tingendo le emozioni e il palato di “rosa” – sono gli ingredienti che introdurranno alla scoperta dei mille rivoli del “vino di una notte” e di un inedito mondo enoico, intriso di aneddoti e notizie storiche che renderanno ogni “sorso”… brioso e intrigante!

Giuseppe Sebastiano Castelluzzo è Medico chirurgo e specialista in Odontostomatologia, con studio professionale a Copertino, in provincia di Lecce.
Sommelier e Degustatore AIS, iscritto all’albo nazionale Union Birrai Beer Taster, dopo Eroici difensori di tesori sorprendenti e La corsa presenta il suo nuovo lavoro editoriale: In maglia rosa – una “guida” romanzata articolata in racconti ed esperienze sensoriali – per condurre il lettore tra vitigni, vini, cantine ed imprevedibili “percorsi” eno-gastronomici.

Info
Musicaos Editore
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Lunedì 3 giugno 2019 – “In maglia rosa” di Giuseppe Castelluzzo. Presentazione a Copertino.


In-maglia-rosa-viaggioromanzatoperunariscopertadeivinirosati-GiuseppeSebastianoCastelluzzoLunedì 3 giugno 2019 – ore 19.30
“La Locanda”
(Copertino, Piazza Umberto I)

Intervengono

Architetto Stefania Petrelli
Presidente Fidapa BPW Italy, sez. di Copertino

Professoressa Loredana Marulli
Presidente LIONS Clubs International sez. di Copertino

Ingegnere Antonio Maglio
Diregente scolastico Liceo statale “Don Tonino Bello” Copertino

Professoressa Sandrina Schito
Docente Liceo statale “Don Tonino Bello” Copertino

Dirigente Ornella Castellano
Istituto Comprensivo Giovanni Falcone Copertino

Presidente M. llo Giuseppe Greco
Associazione Nazionale Carabinieri sez. di Copertino

Presentazione e letture

Sara Castelluzzo
Liceo Classico – Don Tonino Bello – Copertino

Dialoga con l’autore

Luciano Pagano (editore)

Lunedì 3 giugno 2019, alle ore 19.30 a Copertino, presso “La Locanda”, in Piazza Umberto I, si terrà la presentazione ufficiale del volume “In maglia rosa. Viaggio romanzato per una riscoperta dei vini rosati”, di Giuseppe Sebastiano Castelluzzo, edito da Musicaos Editore. Interverranno, Stefania Petrelli (Presidente Fidapa BPW Italy, sez. di Copertino), Loredana Marulli (Presidente LIONS Clubs International sez. di Copertino), Antonio Maglio (Diregente scolastico Liceo statale “Don Tonino Bello” Copertino), Sandrina Schito (Docente Liceo statale “Don Tonino Bello” Copertino), Ornella Castellano (Istituto Comprensivo Giovanni Falcone Copertino), Giuseppe Greco (Associazione Nazionale Carabinieri sez. di Copertino). Sara Castelluzzo leggerà alcuni brani dal libro, dialogherà con l’autore, Luciano Pagano, per Musicaos Editore. La serata sarà allietata da una degustazione di prodotti da forno e dai vini Cantina Garofano Vigneti e Cantine (Girofle Rose’ Salento IGP 2018).

Giuseppe Sebastiano Castelluzzo è Medico chirurgo e specialista in Odontostomatologia, con studio professionale a Copertino, in provincia di Lecce.
Sommelier e Degustatore AIS, iscritto all’albo nazionale Union Birrai Beer Taster, dopo Eroici difensori di tesori sorprendenti e La corsa presenta il suo nuovo lavoro editoriale: In maglia rosa – una “guida” romanzata articolata in racconti ed esperienze sensoriali – per condurre il lettore tra vitigni, vini, cantine ed imprevedibili “percorsi” eno-gastronomici.

Le lunghe passeggiate in bicicletta nel Salento, le soste in masserie e luoghi ricchi di fascino per gustare le bellezze del paesaggio e degustare i prodotti della terra – tingendo le emozioni e il palato di “rosa” – sono gli ingredienti che introdurranno alla scoperta dei mille rivoli del “vino di una notte” e di un inedito mondo enoico, intriso di aneddoti e notizie storiche che renderanno ogni “sorso”… brioso e intrigante!

Il volume, con prefazione di Giuseppe Baldassarre, contiene una mappa realizzata appositamente per l’edizione con i vini, le cantine, i vitigni, citati nel testo.

Informazioni:
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Domenica 19 maggio 2019 – Nardò (Le) – Mina Buccolieri presenta “La stella nel cuore” presso il Chiostro dei Carmelitani


Comune di Nardò
Archeoclub Terra d’Arneo

Domenica 19 maggio 2019 – ore 19.30
Chiostro dei Carmelitani, Nardò

presentazione del romanzo:

“La stella nel cuore”
(Musicaos Editore)
di Mina Buccolieri

Saluti:
Prof. ssa Bernadetta Marini
Assessore Pari Opportunità

Dialoga con l’autrice:
Luciano Pagano (editore)

Letture a cura di:
Antonietta Martignano
Presidente Archeoclub Terra d’Arneo

Domenica 19 maggio, alle ore 19.30, presso il Chiostro dei Carmelitani di Nardò, in un evento realizzato dal comune di Nardò e dall’Archeoclub Terra d’Arneo, si terrà la presentazione del romanzo di Mina Buccolieri, “La stella nel cuore”, edito da Musicaos Editore. L’autrice, dopo i saluti dell’Assessore alle Pari Opportunità, prof. ssa Bernadetta Marini, dialogherà con l’editore, Luciano Pagano. Durante la presentazione si terranno delle letture dal romanzo, a cura di Antonietta Martignano, Presidente dell’Archeoclub Terra d’Arneo. Ingresso libero.

Mina Buccolieri, in questo suo primo romanzo, ci racconta la storia di Nina e dell’immenso amore che la donna nutre per la sua famiglia: suo marito Stefano e i suoi quattro figli. Dopo il matrimonio Nina va a vivere con suo marito a Milano, città dove lui lavora. Con la sua semplicità la donna coltiva amicizie indissolubili e fraterne anche nella grande metropoli. L’inatteso trasferimento di Stefano porterà la famiglia di Nina a far ritorno nel suo piccolo paese del Salento, dove condurrà una vita tranquilla tra lavoro, studio e impegni quotidiani. I ragazzi crescono nell’amore, raggiungendo le loro mete, ma mentre tutto scorre meravigliosamente, accade qualcosa di inaspettato e improvviso. Nina sarà costretta ad imparare che esiste un amore ancora più grande, capace di legarci indissolubilmente a tutti gli attimi di un giorno, con la stessa intensità della luce che fa brillare le stelle.

Mina Buccolieri nasce nel 1961 nel Salento, trascorre un periodo della sua vita a Milano, per poi ritornare successivamente ai luoghi d’origine. Coltiva fin dalla più tenera età una passione per la letteratura fino a far sbocciare il fiore della scrittura.

Informazioni
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Sabato 18 maggio 2019 – Centro Commerciale La Mongolfiera – Surbo (Le) – “In maglia rosa.” di Giuseppe S. Castelluzzo – Presentazione e degustazione con Cupertinum – Cantina del Salento


Sabato 18 maggio 2019 – dalle ore 18.00 alle ore 19.00
Area Libro “Surbook – Cultura da Condividere”
Centro Commerciale Mongolfiera – Lecce

“In maglia rosa. Viaggio romanzato per una riscoperta dei vini rosati”
(Musicaos Editore)
di Giuseppe Sebastiano Castelluzzo

e degustazione di vini a cura della
“Cupertinum – Cantina del Salento”

dialoga con l’autore: Luciano Pagano (editore)

Sabato 18 maggio dalle ore 18:00 alle ore 19:00, presso l’Area Libro “Surbook – Cultura da Condividere” del Centro Commerciale Mongolfiera Lecce, si terrà la presentazione del libro “In maglia rosa. Viaggio romanzato per una riscoperta dei vini rosati” di Giuseppe Sebastiano Castelluzzo, pubblicato da Musicaos Editore. Il volume è una “guida” romanzata articolata in racconti ed esperienze sensoriali – per condurre il lettore tra vitigni, vini, cantine ed imprevedibili “percorsi” eno-gastronomici. La presentazione sarà accompagnata dalla degustazione dei vini rosati della Cupertinum Cantina del Salento.

Si tratta di un’anteprima eccezionale per questo libro dal taglio narrativo inedito, il 3 giugno 2019, a Copertino, paese originario dell’autore, si terrà la prima presentazione del volume.

Giuseppe Sebastiano Castelluzzo è Medico chirurgo e specialista in Odontostomatologia, con studio professionale a Copertino, in provincia di Lecce.

Sommelier e Degustatore AIS, iscritto all’albo nazionale Union Birrai Beer Taster, dopo Eroici difensori di tesori sorprendenti e La corsa presenta il suo nuovo lavoro editoriale: In maglia rosa – una “guida” romanzata articolata in racconti ed esperienze sensoriali – per condurre il lettore tra vitigni, vini, cantine ed imprevedibili “percorsi” eno-gastronomici.

Le lunghe passeggiate in bicicletta nel Salento, le soste in masserie e luoghi ricchi di fascino per gustare le bellezze del paesaggio e degustare i prodotti della terra – tingendo le emozioni e il palato di “rosa” – sono gli ingredienti che introdurranno alla scoperta dei mille rivoli del “vino di una notte” e di un inedito mondo enoico, intriso di aneddoti e notizie storiche che renderanno ogni “sorso”… brioso e intrigante!
Il volume contiene una mappa realizzata appositamente per l’edizione con i vini, le cantine, i vitigni, citati nel testo.

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Venerdì 17 maggio 2019 – Supersano (Le) – Poesia e Jazz alla Caffetteria Normal, con Ada Garofalo, Fulvio Palese, Marco Antonio Romano, Franco Manni


Caffetteria Normal
con il Patrocinio del Comune di Taurisano
in collaborazione con Officina CULTURA

Venerdì 17 maggio 2019 – ore 20.00
la “Caffetteria Normal” di Taurisano
(Corso Umberto I, 160)

per la Rassegna Libraria “Incontriamoci al Normal..”
ospita

“Quannu te cunta ‘u core” (Musicaos)
di Ada Garofalo

Saluti: Giovanni Rocca

Saluti istituzionali: Sonia Santoro

Dialoga con l’autrice: Luciano Pagano

Letture a cura di:
Ada Garofalo (autrice)
Marco Antonio Romano (attore e regista)
Franco Manni (attore e regista)

Musica: Fulvio Palese (sassofono)

Venerdì 17 maggio 2019 alle ore 20.00, presso la Caffetteria Normal di Taurisano (Corso Umberto I, 160), si terrà un nuovo appuntamento della Rassegna Libraria “Incontriamoci al Normal…”, con il patrocinio del comune di Taurisano in collaborazione con Officina CULTURA. Verrà presentata la raccolta poetica di Ada Garofalo, “Quannu te cunta ‘u core” edita da Musicaos Editore, con un felice connubio tra poesia e musica jazz. La poesia, quella della Garofalo, che per l’occasione verrà letta dall’autrice, e dagli attori e registi Marco Antonio Romano, e Franco Manni; il jazz è quello di Fulvio Palese, sassofonista talentuoso, tra i più bravi del panorama musicale.

La poesia di Ada Garofalo dipinge con il dialetto salentino ciò che accade nel mondo, in una trasposizione fedele dei paesaggi e dei luoghi del ricordo. La realtà che l’autrice racconta è tangibile, e racchiude un invito a riconoscersi per fare ritorno a sé. Il dettato del cuore, che erompe senza avviso, non può esprimersi senza che prima non si sia creato, in noi, il silenzio. È il silenzio di una notte scura, rischiarato dalla luce della luna, capace di descrivere il momento in cui le forze sembrano mancare, svanito il desiderio stesso di raccontare; un viaggio, quello del lettore, che al suo terrmine lo ritroverà mutato, faccia a faccia con la propria anima, “cu’ l’anima/ ca chiama,/ ca sta tantu vicina/ … e me parìa luntana” (E me parìa luntana). Il punto di partenza e quello di arrivo coincidono, per chi avrà la consapevolezza che tutto è vita, il principio e la fine, lo spazio e il tempo, i ricordi, la tenebra del buio e la luce fioca, gli affetti più cari e i legami che si frantumano. L’autrice ci avrà dimostrato che il silenzio, anche quello più sottile e prezioso, non merita di essere scalfito, a meno che le parole non provengano dall’intimità del proprio cuore.

Fulvio Palese è saxofonista, compositore, arrangiatore. Musicista poliedrico, ha studiato saxofono presso il Conservatorio di Lecce ed è dottore di ricerca in filosofia presso l’Università del Salento. Suona indifferentemente tutti i saxofoni dal sopranino al basso ed il clarinetto basso.
Ha approfondito lo studio del jazz fra gli altri con Roberto Ottaviano, Jimmy Owens, George Cables, Cameron Brown, Javier Girotto ed ha seguito masterclass di saxofono classico con Federico Mondelci, Antonio Jimenez Alba, Maurice Moretti, Mario Marzi.
Organizzatore e direttore artistico del festival “Il Jazz Sale” (Torre Suda – LE). Direttore artistico per la parte musicale del Mercatino del Gusto dal 2002 al 2007. Attualmente è ideatore e direttore artistico dell’Hypogeum Jazz Festival. Ha svolto e svolge un’intensa attività orchestrale in veste di sax solista con l’Orchestra Sinfonica di Lecce, l’Orchestra di Terra d’Otranto, l’Orchestra della Magna Grecia (Taranto), l’Orchestra Nazionale dei Conservatori, l’Orchestra Filarmonica “Nino Rota”, l’Orchestra fiati del Conservatorio di Lecce, la Swing Orchestra del Conservatorio di Lecce, la Small Jazz Orchestra del Conservatorio di Lecce. Molte le collaborazioni cinematografiche e teatrali in veste di compositore ed esecutore, fra cui: Cristina Comencini “Liberate i pesci”, Giovanni Veronesi “Manuale d’amore 2”, Andrea Coppola “2×2”, Michele Placido “Salento viaggio di poesia”, Vincenzo Bocciarelli “Mozart cocholate” e “Volo fra musica e parole”, Astragali Teatro, “Le vie dei canti”, Nanni Moretti,”Concerto Moretti”.
Attualmente è docente di saxofono jazz presso il Conservatorio “T. Schipa” di Lecce, docente di saxofono presso il Liceo Musicale “G. Palmieri” di Lecce, docente di saxofono presso l’Accademia DAMUS di Lecce e l’Istituto comprensivo “I. Calvino” di Alliste e docente di Improvvisazione e musica d’insieme jazz presso l’Associazione “Amici della musica” di Presicce. Tiene regolarmente seminari e masterclass di armonia e improvvisazione jazz.

Marco Antonio Romano
Attore e regista, inizia il proprio percorso artistico con la Compagnia Foglie di Tabacco a Tricase nel 1997. Tra i fondatori nel 2000 della Compagnia teatrale “La Busacca”, vi rimane fino al 2011, per dare vita, l’anno seguente, con altri colleghi, alla Compagnia “Témenos – Recinti Teatrali”, di cui è Presidente. La nuova formazione artistica originata dall’esperienza più che decennale dei suoi attori e attrici, si propone programmaticamente di diffondere e alimentare la cultura teatrale nazionale e internazionale su tutto il territorio, salentino e non, nel quale opera, con particolare attenzione alle tematiche sociali e della legalità. In qualità di attore e regista, si è confrontato con opere teatrali di genere differente, dal teatro classico a quello contemporaneo, dalla farsa alla tragedia, dal teatro civico sperimentale a quello ibrido del teatro-canzone. È Conduttore dal 2006 di Laboratori e Corsi Teatrali; organizza e conduce, workshop, seminari, stages di formazione dell’attore, recitazione, dizione, comunicazione, liberazione vocale. Infine, è counselor in formazione ad indirizzo biosistemico/fileoenergetico.

(in foto Franco Manni)

Ada Garofalo nasce il 18 maggio 1955 a Racale, in provincia di Lecce, dove attualmente vive. Dopo gli studi classici frequenta la Facoltà di Farmacia a Napoli, percorso che nel ’78 interrompe, sposandosi e trasferendosi a Milano, e laureandosi poi in Servizio Sociale presso l’Università degli Studi di Trieste. È madre di tre figli. Dipendente dell’Azienda Sanitaria Locale di Lecce, lavora da sempre nel campo della neuropsichiatria infantile.

Nel privato, fin dai primi anni novanta, si occupa di teatro e si appassiona alla lingua salentina, ricoprendo attualmente, e ormai da tempo, il ruolo di Presidente dell’Associazione Teatrale “Sinonimi e Contrarie” (ex Teatr’Insieme di Racale). È interprete e coautrice, insieme ai suoi storici compagni di viaggio (Maristella Gaetani, Gerardo De Marco, Franco Manni e, fino al 1996, Francesco Causo e Giampaolo Viva) di eccellenti lavori teatrali in vernacolo (a volte inediti, a volte liberissimi riadattamenti di opere già note), lavori rappresentati, con grande successo di pubblico e di critica, nei migliori teatri salentini: ‘A lingua t’‘a gente (1993); A ci tantu… a ci nenzi (1995); Gelosia … cci malatia (1996); Cchiù niuru te cusì… nu’ putia vanire (1998); T’aggiu spusata, sì… ma sapia ca eri murire (2000); Pelo e contropelo… e permanente per signora (2003); Quannu ‘u tiaulu ‘mpizza ‘a cuta (2004); Salvatore e i suoi fratelli. Lecce, Charleroi, Parigi, Toronto e ritorno (2010).
L’Associazione “Teatr’Insieme”, poi “Sinonimi e… contrarie”, dal 1996 fa parte e partecipa alle iniziative organizzate dal “Centro Studi R. Protopapa per la difesa e la promozione del Teatro e della Cultura popolare Salentina”.

Nel 2004, come componente del Centro Studi, Ada Garofalo partecipa insieme a Maristella Gaetani, ai lavori teatrali allestiti e rappresentati dai detenuti nella Casa Circondariale Borgo San Nicola di Lecce (“Pe’ nu piezzu te pane” e “Il figlio dell’Altissimo” di Giacomo Profilo); successivamente è tra gli interpreti, con alcuni detenuti, del lavoro “Secondo Qoèlet, dialogo tra gli uomini e Dio”, di Luciano Violante, per la regia di Giacomo Profilo, rappresentato nel Comune di Campi Salentino e al Teatro Politeama Greco di Lecce.

Nel 2005 partecipa al lavoro teatrale “Quannu foi ca muriu lu Pietru Lau”, liberamente tratto dai “Canti te l’autra vita” di G. De Dominicis, rappresentato al Teatro Politeama Greco di Lecce.

Nel 2014 pubblica, per i tipi di Grauseditore, “Gallinelle e nodi. Sabbia e poesia”, una raccolta di testi in versi e prosa, definita come “un viaggio che si snoda tra le pagine per esplorare la vita” (Valeria Naviglio), o come “un volo pindarico… un viaggio tra i pensieri… particolarmente intenso e profondo… uno stile letterario raro e prezioso” (Paola Bisconti), o ancora “La rivoluzione della semplicità… una raccolta di liriche che trasudano vita… anche quando dall’italiano si passa a quel sanguigno pugliese, ritmato al punto da ricordare i grandi maestri greci” (Sabatino Di Maio), o infine “Una preghiera laica, insonne, sommessa, moderna, di una donna del XXI secolo… un libro che si regge sulla parola… delicato, intimista… intrigante” (Francesco Greco).

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“La prima colazione”, di Marco Pappalardo, un cortometraggio liberamente ispirato a un racconto di Patrizia Caffiero


“La prima colazione”
un cortometraggio di Marco Pappalardo liberamente ispirato a un racconto di Patrizia Caffiero

Il racconto “Prima colazione”, di Patrizia Caffiero, pubblicato nella raccolta “Incredibili vite nascoste nei libri”, edita da Musicaos Editore, ha ispirato un cortometraggio, scritto e realizzato da Marco Pappalardo.

Il regista Marco Pappalardo vive e lavora a Bologna dal 2000, è laureato in scienze del servizio sociale e lavora come assistente sociale. Dal 2016 crea, in collaborazione con la Biblioteca di Minerbio, il progetto de “I Videatori”, dove offre la possibilità a ragazze e ragazzi di imparare e sperimentarsi con il video, ritenuto uno strumento utile per proporre tematiche sociali ai più giovani in modo divertente. Un booktrailer realizzato con “I Videatori” si è classificato quarto, al Festival Mare di Libri di Rimini. Sul canale Youtube de “I Videatori” si possono visionare i vari cortometraggi e video realizzati in questi anni.

Il cortometraggio ‘La prima colazione’ è frutto di una sinergia con l’autrice del racconto Patrizia Caffiero e gli altri componenti dello staff (con la collaborazione di Erica Cameran, Marco Borio, Barbara Lanzoni) conosciuti presso il laboratorio teatrale condotto da Francesco Simonetta dei Cantieri Meticci di Bologna.

Gli interpreti del corto sono la stessa autrice, Patrizia Caffiero, con Ma Rea, Elia Quimey Bonafè e Carlotta Borio. Il racconto “Prima colazione” è incentrato sulla storia familiare di un bambino di nome Vince. Il piccolo ama suo padre ed è innamorato della sua bellissima mamma. Come ogni bambino della terra, vorrebbe che lei fosse felice. L’autrice, che nel racconto riesce a descrivere momenti familiari, anche difficili, ha incontrato la sensibilità del regista, che ha riletto la scrittura di Patrizia Caffiero realizzando la sceneggiatura originale de “La prima colazione”.

“La prima colazione”,

sceneggiatura: Marco Pappalardo
regia: Marco Pappalardo
interpreti: Patrizia Caffiero, Ma Rea, Elia Quimey Bonafè, Carlotta Borio
musiche: Jamendo.com
Parkside, Lucid Dreamer
Get Jazz – Geoff Harvey, Dark Mater

si ringraziano per la collaborazione: Erica Cameran, Marco Borio, Barbara Lanzoni

“Il macellaio” di Giuseppe Calogiuri, due racconti gratuiti in formato digitale anticipano l’uscita del nuovo romanzo.


Il macellaio” di Giuseppe Calogiuri, due racconti gratuiti in formato digitale anticipano l’uscita del nuovo romanzo “Indelebile” (Musicaos Editore): in arrivo a maggio 2019 una nuova storia di Michelangelo Romani.

Una sorpresa in arrivo per i lettori di Giuseppe Calogiuri, autore di “Tramontana” e “Cloro”, i gialli con protagonista Michelangelo Romani. Giuseppe Calogiuri, che nel maggio 2019 pubblicherà il suo nuovo romanzo “Indelebile”, con Musicaos Editore, ha deciso di fare un regalo ai suoi lettori, due racconti dal titolo “Il macellaio”, due “storie” che trovano ambientazione con i luoghi e i personaggi cari allo scrittore. “Il macellaio” può essere scaricato gratuitamente da tutte le piattaforme digitali a partire da oggi, sabato 30 marzo.

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“Il macellaio”, Giuseppe Calogiuri
(Musicaos Editore, ebook)
– – – – – – – – –
scarica qui: https://amzn.to/2WsTHXi

Roberto Deruta, detto “Tino”, discendente di una generazione di macellai, è un gustosofo, un uomo che ha saputo letteralmente reinventare l’antico mestiere acquisito dal padre e dai suoi antenati. Al punto da divenire uno dei più ricercati, in paese, e tanto da attirare più di qualche cliente anche dalla città, insieme a invidie e maldicenze. Specie da quando sua moglie Fedora è scomparsa senza lasciare una traccia. E così tra un etto di salsiccia e una scottona prelibata, tra un ghigno a denti stretti e una ricetta snocciolata al bancone alla vecchietta di turno, c’è chi si lascia andare a ipotesi degne del miglior romanzo poliziesco o di quei programmi di approfondimento scientifico tanto cari ai giornalisti col piglio investigativo come Michelangelo Romani, anche lui cliente di Tino Deruta. Ma qual è la verità? Che fine ha fatto davvero Fedora? È possibile che Tino Deruta l’abbia uccisa senza lasciare una sola traccia? Nei racconti “Il macellaio” e “Il guardiano delle ventiquattrore”, il lettore ritrova l’ambientazione tipica dei romanzi di Giuseppe Calogiuri, nei quali il microcosmo di rapporti quotidiani diviene lo scenario sul quale agiscono memorie e desideri.

Giuseppe Calogiuri (1978) è nato a Lecce e qui vive a metà strada tra una colonna romana ed un campanile barocco. Avvocato specializzato in diritto della proprietà intellettuale, giornalista e musicista, ha esordito nella narrativa nel 2005 con il racconto noir “Una buona giornata” (premio “Corto Testo”) pubblicato nell’antologia “Corto-Testo. Istantanee sulla città” (Edita, 2005).

Sui banchi del liceo ha dato vita al personaggio di Michelangelo Romani, protagonista dei gialli “Tramontana” e “Cloro” (Lupo Editore) ed è tra gli autori che hanno prestato la propria penna tra le pagine della raccolta “Una frisella sul mare” (Lupo Editore). Nel 2016 pubblica la monografia “The Doors – In direzione del prossimo whiskey bar” per la collana saggi dei Quaderni del Bardo, tradotto nel 2018 per il mercato librario musicale brasiliano con il titolo “The Doors – Em direção ao próximo bar de whisky: Com discografia atualizada”. Per Musicaos Editore pubblica nel 2019 i racconti brevi de “Il Macellaio”, spin-off tratti dall’universo narrativo di “Indelebile”.

Il suo singolare lessico letterario è oggetto di studio nel manuale universitario “Puglia in noir” (prof.ssa Maria Carosella, Società di Storia Patria per la Puglia, 2013) adottato della cattedra di Linguistica Italiana dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, accanto a Gianrico Carofiglio, Donato Carrisi e Omar Di Monopoli. Scrive i suoi romanzi con una vecchia Adler e su ogni pezzo di carta gli capiti tra le mani.

Il macellaio”, Giuseppe Calogiuri, Musicaos Editore, isbn 9788894966305

foto dell’autore Francesco Sambati

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Sabato 16 marzo 2019 – Bari – Chiesa di San Michele Arcangelo – “Manuale di fisica ostica”, con Silvana Kühtz, Marianna Campanile, Dino Favia


Archeo Club d’Italia Onlus
Sede di Bari

Sabato 16 marzo 2019
ore 19.30

presso la
Chiesa di San Michele Arcangelo,
strada San Benedetto, 16, Bari

“Manuale di fisica ostica”
(Musicaos)
di Silvana Kühtz

con

Silvana Kühtz
voce in parola

Marianna Campanile
voce in canto

conclusioni della serata
Dino Favia

Sabato 16 marzo 2019, alle ore 19.30, presso la Chiesa di San Michele Arcangelo a Bari, si terrà un incontro dedicato alla voce, al canto, alla poesia, alla musica e alla parola, a partire dal nuovo libro di Silvana Kühtz, “Manuale di fisica ostica”, edito da Musicaos Editore. Il nuovo libro di Silvana Kühtz, uscito nel dicembre scorso è un ponte fra il titolo e il contenuto: esso tenta di unire i due mondi da cui è animata l’autrice, quello scientifico e quello umanistico. Cosa sia questo ponte nessuno lo sa, forse è ciò che ci rende umani, completi di tutto, cuore, mente, fisica, chimica e sentimenti. Non siamo fatti a compartimenti stagni, anche se nella vita spesso ci ostiniamo a tenere le cose separate. Non che in questo volume ci sia altro oltre alle parole e alle lettere, quelle dell’alfabeto che danno il titolo alle poesie, ma insieme a quelle troviamo le variabili x1, x2, x3 che si usano nei teoremi, le x, y, e z degli assi cartesiani… insomma ci sono elementi di fisica e anche un po’ di ironia e di leggerezza, come ben rappresentato dall’immagine di copertina della leccese Valentina D’Andrea. È ostica la fisica per chi non la studia, e, forse lo è pure la vita per tutti noi, che ci coglie impreparati.

Silvana Kühtz. Lettrice, formatrice, iniziatrice di cose impossibili, docente, nata a Bari, ha un cognome tedesco che deriva dal nonno nato in Baviera (e ha anche un nonno salentino). Insegna e fa ricerca all’Università della Basilicata dal 1995 (dove dal 2006 ha inventato e tiene la cattedra di Linguaggi, futuro e possibilità) a Matera al Dipartimento delle Culture Europee e del Mediterraneo, nel corso di laurea di Architettura. La sua ricerca fonde scrittura, lettura, sensi, attraversamento dei luoghi, dell’invisibile, rigenerazione delle città. Conduce ogni anno dal 2009 laboratori di sensorialità, creatività e lettura a voce alta per adulti e bambini, e corsi che mettono insieme mondi come architettura e letteratura, sensi e poesia, ad esempio tiene corsi ecm per le ASL di Bari e Arezzo, rispettivamente in tandem con i musicisti Andrea Gargiulo e Susanna Crociani.
Ha creato e messo in atto dal 2005 il progetto multidisciplinare http://www.poesiainazione.it che comprende concerti e performance sensoriali e varie attività anche legate alla scoperta di luoghi urbani, per la diffusione della lettura, confluite nell’associazione che ha fondato, Leggo Quando Voglio. Nel 2014 ha vinto il premio internazionale Alfonso Gatto di Salerno, alla sua XXX edizione, per la sezione inedito (il volume dal titolo 30 giorni, una Terra e una casa, è stato pubblicato poi in italiano e in inglese nel marzo 2015 da Campanotto editore, Udine). Finalista al premio InediTo, festival delle colline torinesi 2016 con una nuova silloge in cerca di editore, Viscera. Nel 2018 è stata pubblicata da Spagine del Fondo Verri una sua raccolta di prose poetiche: Quel che resta del bello.

Marianna Campanile. “Voce che culla i sensi dell’anima” come scrisse di lei Moni Ovadia, è di Minervino Murge. Da sempre coltiva la passione per la musica, impara a suonare il pianoforte e partecipa a eventi canori fin da piccola. Nel 2001 si laurea in Filosofia a Bari, dove vive e insegna nella scuola primaria. La sua prima registrazione con Tonino Zurlo, cantastorie ostunese, partecipazione emozionata e lusingata per il suo cd Iata Vient. Ha una duratura collaborazione col gruppo barese Naracauli, ove suonano stabilmente i musicisti Alessandro Pipino e Peppe Zerruso, e con cui per diversi anni ha portato la tradizione popolare pugliese in giro per l’Italia e non solo. Da sempre e con pochi cambi negli anni il suo gruppo storico è Motacuntu attivo fin dagli anni 90, dove porta avanti un repertorio di brani classici della tradizione popolare del Sud Italia. Ha collaborato inoltre negli anni con Nico Berardi e Daniele di Maglie. Con Poesia in Azione è “voce in canto” al fianco di Silvana Kühtz fin dal 2011.

Informazioni
ARCHEO CLUB “Italo Rizzi”, Bari – A.P.S.
3500727788 – 3395881317
email: niny.spinetti@fastwebnet.it, info@poesiainazione.it

Giovedì 14 marzo 2019 – Carpignano Salentino (LE) – “Quannu te cunta ‘u core” di Ada Garofalo, Poesia e Jazz con Maria Renna, Franco Manni, Marco Antonrio Romano e Fulvio Palese


COMUNE DI CARPIGNANO SALENTINO
per la rassegna “OspitiAMO i Libri”, a cura del comune di Carpignano Salentino

Città che Legge

Giovedì 14 marzo 2019, ore 19.30
Palazzo Orlandi
(Via Roma)

“Quannu te cunta ‘u core” (Musicaos)
poesie di Ada Garofalo

saluti di:
Paolo Fiorillo
Sindaco di Carpignano Salentino

dialoga con l’autrice:
Luciano Pagano
editore

letture di:

Maria Renna,
attrice

Franco Manni,
attore, autore e regista

Marco Antonio Romano,
attore

interventi musicali di:

Fulvio Palese
sassofonista

Giovedì 14 marzo 2019, alle ore 19.30, presso Palazzo Orlandi, a Carpignano Salentino, si terrà un nuovo appuntamento della rassegna “OspitiAMO i Libri”, dedicata alla cultura e agli incontri letterari con gli autori. È la volta di “Quannu te cunta ‘u core”, la raccolta poetica di Ada Garofalo, edita da Musicaos Editore, per un incontro inedito tra recitazione di testi di poesia dialettale e musica jazz. Saranno infatti Fulvio Palese e il suo sassofono, con le voci degli attori Maria Renna, Franco Manni e Marco Antonio Romano, ad accompagnarci attraverso la raccolta di Ada Garofalo, a sua volta attrice e autrice di teatro dialettale, impegnata da più di trenta anni nella rappresentazioni di spettacoli ispirati sia a testi classici che contemporanei.

La poesia di Ada Garofalo dipinge con il dialetto salentino ciò che accade nel mondo, in una trasposizione fedele dei paesaggi e dei luoghi del ricordo. La realtà che l’autrice racconta è tangibile, e racchiude un invito a riconoscersi per fare ritorno a sé. Il dettato del cuore, che erompe senza avviso, non può esprimersi senza che prima non si sia creato, in noi, il silenzio. È il silenzio di una notte scura, rischiarato dalla luce della luna, capace di descrivere il momento in cui le forze sembrano mancare, svanito il desiderio stesso di raccontare; un viaggio, quello del lettore, che al suo terrmine lo ritroverà mutato, faccia a faccia con la propria anima, “cu’ l’anima/ ca chiama,/ ca sta tantu vicina/ … e me parìa luntana” (E me parìa luntana). Il punto di partenza e quello di arrivo coincidono, per chi avrà la consapevolezza che tutto è vita, il principio e la fine, lo spazio e il tempo, i ricordi, la tenebra del buio e la luce fioca, gli affetti più cari e i legami che si frantumano. L’autrice ci avrà dimostrato che il silenzio, anche quello più sottile e prezioso, non merita di essere scalfito, a meno che le parole non provengano dall’intimità del proprio cuore.

Ada Garofalo nasce il 18 maggio 1955 a Racale, in provincia di Lecce, dove attualmente vive. Dopo gli studi classici frequenta la Facoltà di Farmacia a Napoli, percorso che nel ’78 interrompe, sposandosi e trasferendosi a Milano, e laureandosi poi in Servizio Sociale presso l’Università degli Studi di Trieste. È madre di tre figli. Dipendente dell’Azienda Sanitaria Locale di Lecce, lavora da sempre nel campo della neuropsichiatria infantile.

Nel privato, fin dai primi anni novanta, si occupa di teatro e si appassiona alla lingua salentina, ricoprendo attualmente, e ormai da tempo, il ruolo di Presidente dell’Associazione Teatrale “Sinonimi e Contrarie” (ex Teatr’Insieme di Racale). È interprete e coautrice, insieme ai suoi storici compagni di viaggio (Maristella Gaetani, Gerardo De Marco, Franco Manni e, fino al 1996, Francesco Causo e Giampaolo Viva) di eccellenti lavori teatrali in vernacolo (a volte inediti, a volte liberissimi riadattamenti di opere già note), lavori rappresentati, con grande successo di pubblico e di critica, nei migliori teatri salentini: ‘A lingua t’‘a gente (1993); A ci tantu… a ci nenzi (1995); Gelosia … cci malatia (1996); Cchiù niuru te cusì… nu’ putia vanire (1998); T’aggiu spusata, sì… ma sapia ca eri murire (2000); Pelo e contropelo… e permanente per signora (2003); Quannu ‘u tiaulu ‘mpizza ‘a cuta (2004); Salvatore e i suoi fratelli. Lecce, Charleroi, Parigi, Toronto e ritorno (2010).
L’Associazione “Teatr’Insieme”, poi “Sinonimi e… contrarie”, dal 1996 fa parte e partecipa alle iniziative organizzate dal “Centro Studi R. Protopapa per la difesa e la promozione del Teatro e della Cultura popolare Salentina”.

Nel 2004, come componente del Centro Studi, Ada Garofalo partecipa insieme a Maristella Gaetani, ai lavori teatrali allestiti e rappresentati dai detenuti nella Casa Circondariale Borgo San Nicola di Lecce (“Pe’ nu piezzu te pane” e “Il figlio dell’Altissimo” di Giacomo Profilo); successivamente è tra gli interpreti, con alcuni detenuti, del lavoro “Secondo Qoèlet, dialogo tra gli uomini e Dio”, di Luciano Violante, per la regia di Giacomo Profilo, rappresentato nel Comune di Campi Salentino e al Teatro Politeama Greco di Lecce.

Nel 2005 partecipa al lavoro teatrale “Quannu foi ca muriu lu Pietru Lau”, liberamente tratto dai “Canti te l’autra vita” di G. De Dominicis, rappresentato al Teatro Politeama Greco di Lecce.

Nel 2014 pubblica, per i tipi di Grauseditore, “Gallinelle e nodi. Sabbia e poesia”, una raccolta di testi in versi e prosa, definita come “un viaggio che si snoda tra le pagine per esplorare la vita” (Valeria Naviglio), o come “un volo pindarico… un viaggio tra i pensieri… particolarmente intenso e profondo… uno stile letterario raro e prezioso” (Paola Bisconti), o ancora “La rivoluzione della semplicità… una raccolta di liriche che trasudano vita… anche quando dall’italiano si passa a quel sanguigno pugliese, ritmato al punto da ricordare i grandi maestri greci” (Sabatino Di Maio), o infine “Una preghiera laica, insonne, sommessa, moderna, di una donna del XXI secolo… un libro che si regge sulla parola… delicato, intimista… intrigante” (Francesco Greco).

Marco Antonio Romano
Attore e regista, inizia il proprio percorso artistico con la Compagnia Foglie di Tabacco a Tricase nel 1997. Tra i fondatori nel 2000 della Compagnia teatrale “La Busacca”, vi rimane fino al 2011, per dare vita, l’anno seguente, con altri colleghi, alla Compagnia “Témenos – Recinti Teatrali”, di cui è Presidente. La nuova formazione artistica originata dall’esperienza più che decennale dei suoi attori e attrici, si propone programmaticamente di diffondere e alimentare la cultura teatrale nazionale e internazionale su tutto il territorio, salentino e non, nel quale opera, con particolare attenzione alle tematiche sociali e della legalità. In qualità di attore e regista, si è confrontato con opere teatrali di genere differente, dal teatro classico a quello contemporaneo, dalla farsa alla tragedia, dal teatro civico sperimentale a quello ibrido del teatro-canzone. È Conduttore dal 2006 di Laboratori e Corsi Teatrali; organizza e conduce, workshop, seminari, stages di formazione dell’attore, recitazione, dizione, comunicazione, liberazione vocale. Infine, è counselor in formazione ad indirizzo biosistemico/fileoenergetico.

Fulvio Palese è saxofonista, compositore, arrangiatore. Musicista poliedrico, ha studiato saxofono presso il Conservatorio di Lecce ed è dottore di ricerca in filosofia presso l’Università del Salento. Suona indifferentemente tutti i saxofoni dal sopranino al basso ed il clarinetto basso.
Ha approfondito lo studio del jazz fra gli altri con Roberto Ottaviano, Jimmy Owens, George Cables, Cameron Brown, Javier Girotto ed ha seguito masterclass di saxofono classico con Federico Mondelci, Antonio Jimenez Alba, Maurice Moretti, Mario Marzi.
Organizzatore e direttore artistico del festival “Il Jazz Sale” (Torre Suda – LE). Direttore artistico per la parte musicale del Mercatino del Gusto dal 2002 al 2007. Attualmente è ideatore e direttore artistico dell’Hypogeum Jazz Festival. Ha svolto e svolge un’intensa attività orchestrale in veste di sax solista con l’Orchestra Sinfonica di Lecce, l’Orchestra di Terra d’Otranto, l’Orchestra della Magna Grecia (Taranto), l’Orchestra Nazionale dei Conservatori, l’Orchestra Filarmonica “Nino Rota”, l’Orchestra fiati del Conservatorio di Lecce, la Swing Orchestra del Conservatorio di Lecce, la Small Jazz Orchestra del Conservatorio di Lecce. Molte le collaborazioni cinematografiche e teatrali in veste di compositore ed esecutore, fra cui: Cristina Comencini “Liberate i pesci”, Giovanni Veronesi “Manuale d’amore 2”, Andrea Coppola “2×2”, Michele Placido “Salento viaggio di poesia”, Vincenzo Bocciarelli “Mozart cocholate” e “Volo fra musica e parole”, Astragali Teatro, “Le vie dei canti”, Nanni Moretti,”Concerto Moretti”.
Attualmente è docente di saxofono jazz presso il Conservatorio “T. Schipa” di Lecce, docente di saxofono presso il Liceo Musicale “G. Palmieri” di Lecce, docente di saxofono presso l’Accademia DAMUS di Lecce e l’Istituto comprensivo “I. Calvino” di Alliste e docente di Improvvisazione e musica d’insieme jazz presso l’Associazione “Amici della musica” di Presicce. Tiene regolarmente seminari e masterclass di armonia e improvvisazione jazz.

Informazioni
Musicaos Editore
tel 0836618232 / 3288258358
info@musicaos.it, http://www.musicaos.org

Martedì 12 marzo 2019 – Manzolino (Mo) – Mina Buccolieri presenta il suo romanzo “La stella nel cuore”


Circolo Arci “Gianfranco Preti” – 6ki6
Manzolino (Modena)

Incontro con l’autore, special edition “Salotto di Lettura”
Martedì 12 marzo 2019 – alle ore 20.30
Presso la Sala dell’Arci Manzolino (Via Nazario Sauro, 25)

Mina Buccolieri presenterà il suo romanzo “La stella nel cuore”. Mina Buccolieri, in questo suo primo romanzo, ci racconta la storia di Nina e dell’immenso amore che la donna nutre per la sua famiglia: suo marito Stefano e i suoi quattro figli. Dopo il matrimonio Nina va a vivere con suo marito a Milano, città dove lui lavora. Con la sua semplicità la donna coltiva amicizie indissolubili e fraterne anche nella grande metropoli. L’inatteso trasferimento di Stefano porterà la famiglia di Nina a far ritorno nel suo piccolo paese del Salento, dove condurrà una vita tranquilla tra lavoro, studio e impegni quotidiani. I ragazzi crescono nell’amore, raggiungendo le loro mete, ma mentre tutto scorre meravigliosamente, accade qualcosa di inaspettato e improvviso. Nina sarà costretta ad imparare che esiste un amore ancora più grande, capace di legarci indissolubilmente a tutti gli attimi di un giorno, con la stessa intensità della luce che fa brillare le stelle.

Mina Buccolieri nasce nel 1961 nel Salento, trascorre un periodo della sua vita a Milano, per poi ritornare successivamente ai luoghi d’origine. Coltiva fin dalla più tenera età una passione per la letteratura fino a far sbocciare il fiore della scrittura.

info: 320 7021675 / 349 0973241

Domenica 3 marzo 2019 – Soleto – Artelica, Arci – Alessio Paiano presenta “L’estate di Gaia”, reading a cura di Simone Franco


Domenica 3 marzo 2019 – ore 19.00
Artelica, Arci
(Soleto, Piazza Vittorio Emanuele II)

“L’estate di Gaia”, di Alessio Paiano
(Musicaos Editore)

reading a cura di Simone Franco

dialoga con l’autore, Luciano Pagano

Domenica 3 marzo 2019, alle ore 19, presso i locali di Artelica Arci di Soleto (Piazza Vittorio Emanuele II), si terrà la presentazione del libro di Alessio Paiano, “L’estate di Gaia”, edito da Musicaos Editore. L’autore porterà in scena la sua prima opera in versi con un reading speciale a cura dell’attore e regista Simone Franco. A dialogare con l’autore, Luciano Pagano, editore.

“L’estate di Gaia” è un poema digital-barocco, una distruzione in versi di un inetto digitale, Camicia Pezzata, scarto narrativo di un rapporto senza contatto, osceno, con un profilo digitale, Gaia.

Andrea Donaera, nella postfazione al volume scrive: “Riceviamo una novità assoluta, per questi nostri tempi: una poesia che non scivola accomodante ed emozionale, ma che costringe a cogliere il rovesciamento che è in atto nei sistemi comunicativi, attraverso l’indagine attorno alla lingua, componendola di alternative con piglio parodico, teatrale, osceno”.

“Nella giostra di un Salento pieno di sole e luce dei flash, Paiano condanna con l’arma della parodia- il gusto sovversivo del rovesciamento – l’eterno ritorno di un’estate, di una prossima Gaia, ad uccidere l’umano.” (Federica Picaro su “L’Elzeviro, rivista letteraria”).

Foglio bianco del dattilografo
dove appari nel lemmario
dei suggerimenti d’amicizia
Nel calpestìo della schermata
il colonnato della Fontana
un video di cucina americana
Altrove una chiave cigola il Custode:
sparso il catenaccio della cattedrale
hai un nuovo pellegrino
t’ho vista s’un marciapiede di Berlino
Nel fetore digitale delle cose
perché vuoi parlar d’amore?
Narciso fallito, che lamenti al bar?
L’amar non è il tuo ciarlar di rose

Sassi, rami, autunni vari
m’hanno consumato il cappotto
Novembre gira le foglie dell’orto
come la lancetta rotta dell’ore
è storto il tuo riso morto.

(Foglio bianco del dattilografo, da “L’estate di Gaia”)

Alessio Paiano è nato a Pavia nel 1992 e vive a Lecce, dove si è laureato in Lettere Moderne. Oggi fa parte del direttivo del Centro Studi Carmelo Bene. «L’estate di Gaia» è la sua prima opera in versi.

Ad accompagnarlo sul palco Simone Franco, attore, regista, performer. Come regista ha scritto diverse drammaturgie, rivolgendo particolare attenzione a temi quali il disagio psichico, l’immigrazione e la persecuzione politica. Ha introdotto in Puglia e nel Salento in particolare, le sculture di pietre in equilibrio, attraverso numerose mostre, performance, concerti, col progetto Fabbricanti di Armonie.

*ingresso gratuito con tessera ARCI

Informazioni
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tel. 0836.618232

Daniela Estrafallaces recensisce “Sfera celeste”, di Silvana Malvarosa, dalla collana Fablet


La poesia è da sempre veicolo di comunicazione. È uno spazio in cui il mondo che conosciamo o quello che immaginiamo viene compresso su carta per poi riespandersi nella forma del messaggio emozionale. L’elaborazione poetica costituisce lo strumento attraverso il quale i pensieri, le emozioni, i sentimenti prendono forma, diventano mezzi di condivisione, costruendo un legame comunicativo ideale fra autore e lettori. Quello che risulta più interessante, tuttavia, è che questo legame di natura ideale si evolve attraverso la conoscenza del messaggio poetico e diviene opportunità di dialogo. La poesia intesa come strumento interpretativo, attraverso una lettura rinnovata del suo messaggio, non apre esclusivamente un canale di osservazione sul mondo, ma ne rende fruibile la conoscenza. È questo ciò che accade accostandosi alla raccolta Sfera celeste di Silvana Malvarosa (Musicaos Editore, Neviano, 2018), un interessante esempio di testo poetico in cui la tradizione narrativa del genere si mette da parte per lasciare spazio ad uno stile comunicativo schietto e colloquiale. I temi portanti della raccolta si individuano nella preminenza di valori come la solidarietà, i legami affettivi e generazionali, i ricordi stratificati nel corso di una vita. Le aree tematiche in cui la raccolta è suddivisa sono tre, ma il testo poetico ha un suo filo conduttore unico, nemmeno tanto invisibile, nella modalità comunicativa solidale il cui obiettivo è lasciare parlare il messaggio. È qui che si evidenzia la natura stilistica della raccolta. È natura dialogica, conversazionale, mirata a costruire un circuito comunicativo tra la fonte del messaggio ed i suoi destinatari. Lo scandaglio dell’interiorità proprio della tradizione poetica classica, cede il passo in questa raccolta ad uno schema narrativo che dalle parole vuole passare ai fatti, insinuando nelle menti degli osservatori spunti di riflessione, valicando confini precostituiti: “Le rondini sono libere nel loro volo, /così noi cerchiamo di vivere/sognando un futuro da rondine, /libero e sereno, per donare amore/con coraggio e perseveranza” (Rondini). In Sfera celeste la poesia è comunicazione, è strumento attivo nel mondo, veicolo di messaggi in grado di attraversare barriere e confini, mentali o fisici che siano. È attraverso il circolo virtuoso di un dialogo ideale con il lettore che i valori di solidarietà sociale, amore per il prossimo, rispetto per la natura ed i suoi tempi divengono i mediatori di un potenziale cambiamento nel quotidiano. L’approccio semplice e diretto, privo di sovrastrutture retoriche, elabora componimenti che si trasformano in impulsi all’azione. Sono brevi storie che grattano la superficie del reale e fanno venire a galla quello che c’è più in basso. Quello che scopriamo leggendo le poesie della raccolta è quel mondo invisibile, fatto di sofferenza silenziosa, di emarginazione sociale, paura o dipendenza. La consapevolezza di questo mondo sotterraneo, invisibile ai più, si accompagna ai messaggi di speranza, solidarietà, fiducia nelle risorse interiori di ciascuno, come se il nostro mondo quotidiano fosse sotto una lente di ingrandimento estremamente precisa, in grado di catturare spazi apparentemente nascosti: “Vie bagnate, /auto che sfrecciano / incuranti di tutto. / Dietro i vetri della mia finestra osservo questa scena, /i miei occhi cercano qualcosa” (Natura e vita). Accostarsi ai componimenti di Sfera celeste è come partire per un viaggio dentro brevi storie incisive che al di là del puro intrattenimento vogliono lasciare traccia di sé. L’approccio comunicativo immediato e diretto che caratterizza interamente la raccolta trasforma i contenuti in segnali d’azione, in un indirizzo per guardare le cose da una prospettiva diversa. Suggestiva e interessante anche l’escursione poetica nel racconto-leggenda (Campana), nella tenera malinconia di antichi ricordi d’infanzia (Il portone verde), nella potenza primordiale degli elementi della natura (Terra) in cui si riconosce l’armonia universale presente, fino dagli albori della storia, in tutte le cose del mondo.

Sabato 2 febbraio 2019 – Lecce – Fondo Verri – Silvana Kühtz e il suo “Manuale di fisica ostica”, letture e conversazioni con Valentina D’Andrea, Mauro Marino, Luciano Pagano


Sabato 2 febbraio 2019 – ore 19.30
Fondo Verri Lecce
(Via Santa Maria del Paradiso)

Manuale di fisica ostica (Musicaos Editore)
di Silvana Kühtz

con
Silvana Kühtz
Valentina D’Andrea
illustratrice e autrice dell’illustrazione di copertina del libro,
fantadesign.it
Mauro Marino
FondoVerri

Luciano Pagano
Musicaos

Sabato 2 febbraio 2019, al Fondo Verri di Lecce (Via Santa Maria del Paradiso), alle ore 19.30, si presenta il nuovo libro di poesie di Silvana Kühtz, Manuale di fisica ostica, edito da Musicaos Editore nella collana di poesia. La serata prenderà la forma di una performance con alcuni brani dal testo, le parole di Valentina D’Andrea, illustratrice (fantadesign.it) Mauro Marino, (FondoVerri), e Luciano Pagano (Musicaos)

È uscito nel dicembre 2018 il nuovo libro di Silvana Kühtz, che in un ponte fra il titolo e il contenuto tenta di unire i due mondi da cui è animata l’autrice, quello scientifico e quello umanistico. Cosa sia questo ponte nessuno lo sa, forse è ciò che ci rende umani, completi di tutto, cuore, mente, fisica, chimica e sentimenti. Non siamo fatti a compartimenti stagni, anche se nella vita spesso ci ostiniamo a tenere le cose separate.

Non che in questo volume ci sia altro oltre alle parole e alle lettere, quelle dell’alfabeto che danno il titolo alle poesie, ma insieme a quelle troviamo le variabili x1, x2, x3 che si usano nei teoremi, le x, y, e z degli assi cartesiani… insomma ci sono elementi di fisica e anche un po’ di ironia e di leggerezza, come ben rappresentato dall’immagine di copertina di Valentina D’Andrea.
È ostica la fisica per chi non la studia, e, forse lo è pure la vita per tutti noi, ché ci coglie impreparati.

Una delle note di lettura l’ha scritta Roberto Bellotti, professore di Fisica Applicata dell’Università di Bari: “Ho percorso la traiettoria di questa lettura con la diffidenza iniziale di chi i manuali ostici di fisica li legge, studia e traduce, con il dubbio che non possa esservi null’altro che possa chiamarsi manuale di fisica al di fuori dei manuali di fisica veri e propri. Ma in ogni punto della traiettoria ritrovo, senza riuscire a darne una forma precisa, sensazioni e squarci che mi riportano all’essenza del come e del perché, della Natura, degli esseri umani, senza soluzione di continuità, con parole sempre affilate, precise e profonde.”

I temi di questo alfabeto di poesie, dalla a alla zeta, da x1 a logaritmo stanno in un cerchio ordinato di alternanze, la vita, l’amicizia, l’amore, il dolore, la morte, la malattia, luce e buio, visibile e invisibile. È una sola storia come sempre nei libri di Silvana Kühtz, quella che si racconta in poesia in questo volumetto. È una storia che si snoda in 33 poesie che arriva alla fessura del pane, del legno, della corteccia, “da una fessura vedo quanto spazio c’è”.

§

Silvana Kühtz lettrice, formatrice, iniziatrice di cose impossibili, docente, nata a Bari, ha un cognome tedesco che deriva dal nonno nato in Baviera (e ha anche un nonno salentino). Insegna e fa ricerca all’Università della Basilicata dal 1995 (dove dal 2006 ha inventato e tiene la cattedra di Linguaggi, futuro e possibilità) a Matera al Dipartimento delle Culture Europee e del Mediterraneo, nel corso di laurea di Architettura. La sua ricerca fonde scrittura, lettura, sensi, attraversamento dei luoghi, dell’invisibile, rigenerazione delle città. Conduce ogni anno dal 2009 laboratori di sensorialità, creatività e lettura a voce alta per adulti e bambini.

Ha creato e messo in atto dal 2005 il progetto multidisciplinare http://www.poesiainazione.it che comprende concerti e performance sensoriali e varie attività anche legate alla scoperta di luoghi urbani, per la diffusione della lettura, confluite nell’associazione che ha fondato, Leggo Quando Voglio. Nel 2014 ha vinto il premio internazionale Alfonso Gatto di Salerno, alla sua XXX edizione, per la sezione inedito (il volume dal titolo 30 giorni, una Terra e una casa, è stato pubblicato poi in italiano e in inglese nel marzo 2015 da Campanotto editore, Udine). Finalista al premio InediTo, festival delle colline torinesi 2016 con una nuova silloge in cerca di editore, Viscera. Nel 2018 è stata pubblicata da Spagine del Fondo Verri una sua raccolta di prose poetiche: Quel che resta del bello.

Valentina D’Andrea, scenografa ed illustratrice, inventa nel 1999 Officina di Fantadesign uno spazio che si occupa di arte, moda, design, mettendo a dialogare più materiali all’interno della stessa funzione. Creatività, ricerca, sperimentazione, contaminazione sono le sue parole chiave; lavora su prodotti e progetti investendo in immaginazione… Le piace raccontare le sue cose scegliendo frasi e parole da un suo vocabolario mentale, fatto di neologismi fanta-parole… nel 2007 inventa una modalità per promuovere il suo lavoro, una boutique nomade che per poche ore si snoda in luoghi di massima aggregazione: spiagge, teatri, gate di aereoporti.
Dal 2009 progetta i concept creativi degli eventi relativi a sm-artlab, un incubatore di creatività pugliese che diffonde passioni artigianali ed esperienze progettuali in italia ed all’estero. Ecco alcuni format da lei ideati: cappotto d’artista (dicembre 2009), il mondo delle piccole cose (Barcellona, maggio 2010) creativity-market (dicembre 2011), il mondo della puglia creativa (parlamento europeo, maggio 2012), tournée viaggi intraurbani (dicembre 2012) le mappe spontanee-laboratori didattico sensoriali (marzo 2013) autoproduzioni a sud store (estate 2013). A Valentina D’Andrea piace muovere creatività in ambienti inusuali, teatri, salotti privati, banche, facendo affiorare la sua formazione da scenografa attraverso allestimenti magici e fugaci…

Ingresso libero.
Informazioni:
Musicaos Editore
http://www.musicaos.org
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tel. 0836.618232 / 328.8258358

Venerdì 1 febbraio 2019 – Lecce – Al Fondo Verri “Moplen. Viaggio su un transatlantico di polipropilene isotattico” con Giuseppe Corianò e Carlo Portaluri


COMUNICATO STAMPA
Musicaos Editore / FondoVerri

Venerdì 1 febbraio 2019 – Ore 19.30
FondoVerri (Lecce, Via Santa Maria del Paradiso)

“Moplen. Viaggio su un transatlantico di polipropilene isotattico”
(Musicaos Editore), di Giuseppe Corianò

Dialoga con l’autore:
Luciano Pagano

Letture di:
Carlo Portaluri

Venerdì 1 febbraio 2019, alle ore 19.30, presso il FondoVerri di Lecce si terrà la presentazione di “Moplen. Viaggio su un transatlantico di polipropilene isotattico”, nuovo libro di Giuseppe Corianò, edito da Musicaos Editore. Durante la presentazione Luciano Pagano dialogherà con l’autore, e l’attore Carlo Portaluri leggerà alcuni brani dal testo di Giuseppe Corianò.

“Moplen. Viaggio su un transatlantico di polipropilene isotattico” è il percorso nelle esistenze della costellazione di personaggi che si intrecciano alla vita del protagonista, Giovanni, tra passato e presente, sovrapponendosi, intersecandosi e perdendosi nel monologo interiore che scardina spazio e tempo, e che fa emozionare.

Giovanni cresce in una piccola comunità nel Salento, dove il bar del paese è una palestra di vita, in compagnia di una madre che considera quasi ossessivamente la pulizia del corpo come imprescindibile viatico alla purezza dell’anima. Il confine tra realtà e sogno, in queste pagine, è labile, perché i fatti narrati appaiono sempre contornati da un alone di mistero. Anche quando entrano in scena la vita e la morte, con tutta la loro scioccante carica di violenza, sembra prevalere la dimensione onirica, con la luce abbacinante e il calore del sole che divengono condizioni dell’anima. È così che il “transatlantico di polipropilene isotattico”, realizzato in moplen, altro non è che una vasca di plastica che diviene vascello, navicella per un viaggio alla ricerca dell’amore e dei legami forti che danno un senso al nostro vivere.

Giuseppe Corianò è nato a Martignano, in provincia di Lecce, dove vive. Insegna Filosofia nel Liceo delle Scienze Umane dell’IISS “Cezzi De Castro Moro” di Maglie. Ha pubblicato La direzione dei venti (Manni, 2004), Le vacche di Hegel (Lupo, 2014). Come autore ha partecipato al progetto Librarsi, organizzato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, rivolto alle fasce di popolazione a rischio di emarginazione sociale e culturale. È autore di filastrocche e racconti per ragazzi, per i quali ha ricevuto significativi riconoscimenti. Nel marzo del 2018 ha pubblicato, con Musicaos Editore, l’ebook di racconti Anima obesa.

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Domenica 13 gennaio 2019 – Lecce – Mina Buccolieri presenta il romanzo “La stella nel cuore” presso il Mondadori Bookstore di Via Cavallotti


Domenica 13 gennaio 2019, alle ore 18.00
Mondadori Bookstore
(Lecce, Via Cavallotti 7/a)

presentazione del romanzo
“La stella nel cuore”
(Musicaos Editore)
di Mina Buccolieri

con
Mina Buccolieri

dialoga con l’autrice:
Luciano Pagano
(Editore)

Letture:
Carla Borrelli, Paola Provenzano, Sara Rucco

Musica:
Andrea Sequestro (piano)

Domenica 13 gennaio 2019, alle ore 18, presso la libreria Mondadori Bookstore di Lecce, in via Cavallotti, si terrà la prima presentazione leccese del romanzo di Mina Buccolieri, “Una stella nel cuore”, edito da Musicaos Editore. L’autrice dialogherà con l’editore, Luciano Pagano, durante l’appuntamento si terranno letture dal romanzo, a cura di Carla Borrelli, Paola Provenzano e Sara Rucco, su musica del pianista Andrea Sequestro. Ingresso libero.

Mina Buccolieri, in questo suo primo romanzo, ci racconta la storia di Nina e dell’immenso amore che la donna nutre per la sua famiglia: suo marito Stefano e i suoi quattro figli. Dopo il matrimonio Nina va a vivere con suo marito a Milano, città dove lui lavora. Con la sua semplicità la donna coltiva amicizie indissolubili e fraterne anche nella grande metropoli. L’inatteso trasferimento di Stefano porterà la famiglia di Nina a far ritorno nel suo piccolo paese del Salento, dove condurrà una vita tranquilla tra lavoro, studio e impegni quotidiani. I ragazzi crescono nell’amore, raggiungendo le loro mete, ma mentre tutto scorre meravigliosamente, accade qualcosa di inaspettato e improvviso. Nina sarà costretta ad imparare che esiste un amore ancora più grande, capace di legarci indissolubilmente a tutti gli attimi di un giorno, con la stessa intensità della luce che fa brillare le stelle.

Mina Buccolieri nasce nel 1961 nel Salento, trascorre un periodo della sua vita a Milano, per poi ritornare successivamente ai luoghi d’origine. Coltiva fin dalla più tenera età una passione per la letteratura fino a far sbocciare il fiore della scrittura.

Informazioni:
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Sabato 12 gennaio 2019 – Lecce – “Quannu te cunta ‘u core”, la nuova raccolta di Ada Garofalo ospite de “Il Salotto di Cecyntè”


“Il Salotto di Cecyntè”, Musicaos Editore

Sabato 12 gennaio 2019 – ore. 18.00
presso “Cecyntè” (Lecce, Piazza Duca d’Atene, 6)

presentazione di
“Quannu te cunta ‘u core”
(Musicaos Editore)
poesie di Ada Garofalo

intervengono:
Dott. Ilio Torre
(psicologo, esperto di Psicologia Quantistica)

Luciano Pagano
(editore)

musica di:
Fulvio Palese
(sassofono)

letture di:
Ada Garofalo

Franco Manni
(attore e regista)

Sabato 12 gennaio 2019, alle ore 18.00, a Lecce, presso la sede dell’associazione Cecyntè (Piazza Duca d’Atene, 6), si terrà la prima presentazione di “Quannu te cunta ‘u core”, la nuova raccolta poetica di Ada Garofalo, edita da Musicaos Editore. Interverranno il dott. Ilio Torre, psicologo e esperto di Psicologia Quantistica e l’editore, Luciano Pagano, che dialogheranno con l’autrice. Un inedito connubio inedito di “dialetto e jazz”, nel quale i versi letti dall’autrice e da Franco Manni (attore, autore e regista), si uniranno alla musica del sassofono di Fulvio Palese.

L’evento inaugura gli incontri de “Il Salotto di Cecyntè” dove gli artisti, nello spirito proprio del luogo, avranno modo di incontrarsi, arricchirsi, scambiare e nutrire esperienze. La lingua dialettale è materna, identitaria, ricchezza di suoni che nascono dall’anima, con lo stesso spirito con cui nasce la musica jazz; da qui l’incontro, anzi, gli incontri con il sassofono di Fulvio Palese e con le letture di Franco Manni, scrittore e regista di opere in vernacolo, attore e collaboratore storico di Ada Garofalo, sul palcoscenico. Parte del ricavato sarà destinata al Progetto Shala-tribalosophy in Kenya.

La poesia di Ada Garofalo dipinge con il dialetto salentino ciò che accade nel mondo, in una trasposizione fedele dei paesaggi e dei luoghi del ricordo. La realtà che l’autrice racconta è tangibile, e racchiude un invito a riconoscersi per fare ritorno a sé. Il dettato del cuore, che erompe senza avviso, non può esprimersi senza che prima non si sia creato, in noi, il silenzio. È il silenzio di una notte scura, rischiarato dalla luce della luna, capace di descrivere il momento in cui le forze sembrano mancare, svanito il desiderio stesso di raccontare; un viaggio, quello del lettore, che al suo terrmine lo ritroverà mutato, faccia a faccia con la propria anima, “cu’ l’anima/ ca chiama,/ ca sta tantu vicina/ … e me parìa luntana” (E me parìa luntana). Il punto di partenza e quello di arrivo coincidono, per chi avrà la consapevolezza che tutto è vita, il principio e la fine, lo spazio e il tempo, i ricordi, la tenebra del buio e la luce fioca, gli affetti più cari e i legami che si frantumano. L’autrice ci avrà dimostrato che il silenzio, anche quello più sottile e prezioso, non merita di essere scalfito, a meno che le parole non provengano dall’intimità del proprio cuore.

Cecyntè” è una Dimensione fatta di accudimento, gentilezza, inclusione, assenza di giudizio, espansione, amore nelle piccole cose (prima che nelle grandi) e che pertanto potrebbe avere sede ‘reale’ nello Spazio del Cuore. “Cecyntè”, attraverso le sue attività, vuole semplicemente diffondere un messaggio ai suoi compagni di viaggio: l’augurio che ognuno di noi possa riscoprire dentro di sé, per poi condividerla con il resto dei mondi, questa Dimensione (Ceci-in-te).

Fulvio Palese è saxofonista, compositore, arrangiatore. Musicista poliedrico, ha studiato saxofono presso il Conservatorio di Lecce ed è dottore di ricerca in filosofia presso l’Università del Salento. Suona indifferentemente tutti i saxofoni dal sopranino al basso ed il clarinetto basso.
Ha approfondito lo studio del jazz fra gli altri con Roberto Ottaviano, Jimmy Owens, George Cables, Cameron Brown, Javier Girotto ed ha seguito masterclass di saxofono classico con Federico Mondelci, Antonio Jimenez Alba, Maurice Moretti, Mario Marzi.
Organizzatore e direttore artistico del festival “Il Jazz Sale” (Torre Suda – LE). Direttore artistico per la parte musicale del Mercatino del Gusto dal 2002 al 2007. Attualmente è ideatore e direttore artistico dell’Hypogeum Jazz Festival. Ha svolto e svolge un’intensa attività orchestrale in veste di sax solista con l’Orchestra Sinfonica di Lecce, l’Orchestra di Terra d’Otranto, l’Orchestra della Magna Grecia (Taranto), l’Orchestra Nazionale dei Conservatori, l’Orchestra Filarmonica “Nino Rota”, l’Orchestra fiati del Conservatorio di Lecce, la Swing Orchestra del Conservatorio di Lecce, la Small Jazz Orchestra del Conservatorio di Lecce. Molte le collaborazioni cinematografiche e teatrali in veste di compositore ed esecutore, fra cui: Cristina Comencini “Liberate i pesci”, Giovanni Veronesi “Manuale d’amore 2”, Andrea Coppola “2×2”, Michele Placido “Salento viaggio di poesia”, Vincenzo Bocciarelli “Mozart cocholate” e “Volo fra musica e parole”, Astragali Teatro, “Le vie dei canti”, Nanni Moretti,”Concerto Moretti”.
Attualmente è docente di saxofono jazz presso il Conservatorio “T. Schipa” di Lecce, docente di saxofono presso il Liceo Musicale “G. Palmieri” di Lecce, docente di saxofono presso l’Accademia DAMUS di Lecce e l’Istituto comprensivo “I. Calvino” di Alliste e docente di Improvvisazione e musica d’insieme jazz presso l’Associazione “Amici della musica” di Presicce. Tiene regolarmente seminari e masterclass di armonia e improvvisazione jazz.

L’autrice.

Ada Garofalo nasce il 18 maggio 1955 a Racale, in provincia di Lecce, dove attualmente vive. Dopo gli studi classici frequenta la Facoltà di Farmacia a Napoli, percorso che nel ’78 interrompe, sposandosi e trasferendosi a Milano, e laureandosi poi in Servizio Sociale presso l’Università degli Studi di Trieste. È madre di tre figli. Dipendente dell’Azienda Sanitaria Locale di Lecce, lavora da sempre nel campo della neuropsichiatria infantile.

Nel privato, fin dai primi anni novanta, si occupa di teatro e si appassiona alla lingua salentina, ricoprendo attualmente, e ormai da tempo, il ruolo di Presidente dell’Associazione Teatrale “Sinonimi e Contrarie” (ex Teatr’Insieme di Racale). È interprete e coautrice, insieme ai suoi storici compagni di viaggio (Maristella Gaetani, Gerardo De Marco, Franco Manni e, fino al 1996, Francesco Causo e Giampaolo Viva) di eccellenti lavori teatrali in vernacolo (a volte inediti, a volte liberissimi riadattamenti di opere già note), lavori rappresentati, con grande successo di pubblico e di critica, nei migliori teatri salentini: ‘A lingua t’‘a gente (1993); A ci tantu… a ci nenzi (1995); Gelosia … cci malatia (1996); Cchiù niuru te cusì… nu’ putia vanire (1998); T’aggiu spusata, sì… ma sapia ca eri murire (2000); Pelo e contropelo… e permanente per signora (2003); Quannu ‘u tiaulu ‘mpizza ‘a cuta (2004); Salvatore e i suoi fratelli. Lecce, Charleroi, Parigi, Toronto e ritorno (2010).
L’Associazione “Teatr’Insieme”, poi “Sinonimi e… contrarie”, dal 1996 fa parte e partecipa alle iniziative organizzate dal “Centro Studi R. Protopapa per la difesa e la promozione del Teatro e della Cultura popolare Salentina”.

Nel 2004, come componente del Centro Studi, Ada Garofalo partecipa insieme a Maristella Gaetani, ai lavori teatrali allestiti e rappresentati dai detenuti nella Casa Circondariale Borgo San Nicola di Lecce (“Pe’ nu piezzu te pane” e “Il figlio dell’Altissimo” di Giacomo Profilo); successivamente è tra gli interpreti, con alcuni detenuti, del lavoro “Secondo Qoèlet, dialogo tra gli uomini e Dio”, di Luciano Violante, per la regia di Giacomo Profilo, rappresentato nel Comune di Campi Salentino e al Teatro Politeama Greco di Lecce.

Nel 2005 partecipa al lavoro teatrale “Quannu foi ca muriu lu Pietru Lau”, liberamente tratto dai “Canti te l’autra vita” di G. De Dominicis, rappresentato al Teatro Politeama Greco di Lecce.

Nel 2014 pubblica, per i tipi di Grauseditore, “Gallinelle e nodi. Sabbia e poesia”, una raccolta di testi in versi e prosa, definita come “un viaggio che si snoda tra le pagine per esplorare la vita” (Valeria Naviglio), o come “un volo pindarico… un viaggio tra i pensieri… particolarmente intenso e profondo… uno stile letterario raro e prezioso” (Paola Bisconti), o ancora “La rivoluzione della semplicità… una raccolta di liriche che trasudano vita… anche quando dall’italiano si passa a quel sanguigno pugliese, ritmato al punto da ricordare i grandi maestri greci” (Sabatino Di Maio), o infine “Una preghiera laica, insonne, sommessa, moderna, di una donna del XXI secolo… un libro che si regge sulla parola… delicato, intimista… intrigante” (Francesco Greco).

Informazioni:

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