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10 Libri da leggere assolutamente DOPO il 21 Dicembre 2012


Domani è il 21 dicembre 2012. Era tanto che aspettavate l’arrivo di questo giorno, ma anche no.

Ho chiesto ai miei lettori e amici, su twitter e facebook, di suggerirmi un libro da leggere, per Natale, avevo bisogno di un consiglio per darmi la possibilità di farmi un (auto)regalo senza pensarci troppo, a cuor leggero. Siccome domani è il 21 dicembre, vorrei approfittare di questi suggerimenti per condividerli con i lettori del mio blog. Li trovate qui di seguito. Approfitto per augurare a tutti buone feste, buon divertimento e buone letture.

Per i suggerimenti su Twitter ringrazio: @ineziessenziali per avermi suggerito di leggere qualcosa di Philip Roth, una qualunque; @marinapallina per avermi suggerito di leggere Philippe Besson e Audur Ava Olafsdottir, due autori di cui ignoravo l’esistenza, grazie di cuore. Per lo stesso motivo ringrazio @FlaviaClaire per avermi suggerito Stiefvater Maggie. Grazie @Agne_75 per avermi suggerito di leggere “Correzioni” oppure “Libertà” di Jonathan Franzen, lo farò appena possibile.
Per i suggerimenti su Facebook ringrazio: Laura per avermi suggerito due bei libri di Dino Buzzati, che non ho ancora letto. Grazie a Antonio, per avermi suggerito Yu Hua e, infine, Alessandra per avermi suggerito l’ultimo di Benni. Siccome i libri suggeriti in tutto sono 7 e quando si fanno post di questo tipo anche i più stupidi suggeriscono di metterne 10, se proprio non siete riusciti a fermarvi a 5, ne aggiungo altri tre. Il primo è “GoodMooning!”, di Stefano Saldarelli, lo aggiungo perché mia sorella su facebook mi ha suggerito di leggere qualcosa di leggero e ironico. Poi aggiungo un libro che sto leggendo in questo periodo “I cento fratelli” di Donald Antrim. Il terzo libro che vi consiglio, è “L’inumano” di Massimiliano Parente.

Vi auguro un 2013 migliore di questo 2012 che sta per finire, cari lettori, so che non è difficile vista la pessima media raggiunta nel 2012 in questo nostro paese, però sono un “ottimista sistemico”, quindi non si può mai dire. Approfitto di questo post anche per ringraziare tutti i lettori di Musicaos.it, oltre 200.000. Se guardate il menu in cima al blog leggete, tra le prime voci “Novità, gli ebook di Musicaos.it” (; si tratta dei nostri primi 3 ebook pubblicati su Amazon.it, tutti e tre, insieme, costano meno di 10€; quindi se quest’anno vi regaleranno un ebook reader con la K iniziale, oppure quello della Mondadori, o ancora quello del portale che vende libri, potete acquistare anche gli ebook di Musicaos.it. Adieu!

Ps. Prima di chiudere questo post, su Twitter, ho ricevuto il suggerimento di @Robertofludd, che mi consiglia di leggere Solo, di Dasgupta Rana, quindi i libri diventano 11, e anche se fare un titolo “11 Libri da leggere assolutamente DOPO il 21 dicembre 2012” potrebbe essere un gesto naif, non cambierò il titolo, perché non sono naif.
PpSs. Questo post è idealmente dedicato a due compari, Giuseppe Cristaldi, non sa lui perché, e Orodè, che mi ha chiesto una classifica dei 10 migliori libri del 2012 consigliati da me; non l’ho ancora stilata, ma ci sto ancora ragionando.

Dino Buzzati, Poema a fumetti, Mondadori

“Capita nella vita di fare cose che piacciono senza riserve, cose che vengono su dai visceri. Poema a fumetti è per me una di queste, come Il deserto dei Tartari, come Un amore.” Così Dino Buzzati presentava ai suoi lettori questo libro, troppo a lungo sottovalutato, se non dimenticato. Uscito con grande scalpore nel settembre 1969, è infatti rimasto per decenni irreperibile nelle librerie. In questa rilettura in chiave moderna del mito di Orfeo ed Euridice, Buzzati ci parla di se stesso, concentrando in 208 tavole a colori tutti i temi a lui più cari, a partire dall’eterno dialogo tra la vita e la morte. Attraverso un raffinato gioco di citazioni e autocitazioni, l’omaggio ad artisti di ogni epoca, la contaminazione di generi, queste pagine svelano l’intero universo creativo di Dino Buzzati, i suoi riferimenti culturali, le fonti di ispirazione, le suggestioni infantili, gli interessi di adulto, il metodo di lavoro. Facendo di “Poema a fumetti” un libro che ne racchiude in sé molti altri, come solo i capolavori possono fare.

Dino Buzzati, Un amore, Mondadori Un amore è un romanzo dello scrittore italiano Dino Buzzati ideato nel 1959 e pubblicato da Arnoldo Mondadori Editore nel 1963.
Si tratta di un’opera del tutto eccentrica rispetto alla produzione abituale dello scrittore, dettata da un’esperienza autobiografica che Buzzati aveva vissuto intensamente[senza fonte]. Attraverso una tecnica di flusso di coscienza utilizzata con originalità e maestria vengono vivisezionati i conflitti dell’uomo maturo irresistibilmente attratto dalla giovinezza, ma anche quelli del borghese colto affascinato da ciò che è popolare. Laide infatti rappresenta non solo il proletariato, ma anche i miti degli anni Sessanta in cui le classi incolte si stanno gettando a capofitto (le auto veloci, i “night clubs”, il consumismo montante) di cui Buzzati-Dorigo avverte, come una sorta di fascino dell’orrido, tutta la brutale energia. [Wikipedia]

Yu Hua, Brothers, Feltrinelli

Due fratelli crescono in un mondo che suona loro incomprensibile a loro che sono bambini e intollerabile agli adulti: la cittadina di Liuzhen è sconvolta dalla Rivoluzione culturale. La follia non ha limiti, ha un colore, però, il rosso delle bandiere, delle spillette di Mao e del sangue. Yu Hua racconta una storia palpitante che sgretola l’idea grigia di collettività come una massa indistinta, inscenando una commedia tutta cinese e una tragedia umana disarmante. Brothers è un mondo che travolge e risucchia, dove l’orrore più osceno si stempera nella risata più liberatoria e le passioni che fanno grandi gli uomini coesistono con le loro piccolezze. Il ruggito grandioso dell’oceano di notte, il trionfo incontenibile della primavera, un uomo e una donna che si amano teneramente. Una pazza che corre nuda nella campagna, un professore ucciso a bastonate e un disgraziato che spia il didietro delle donne. E due bambini, di fronte a questo mondo indecifrabile, stanno a guardare con il moccio al naso.

Stefano Benni, Di tutte le ricchezze, Feltrinelli

Martin è un maturo professore e poeta che si è ritirato a vivere ai margini di un bosco: è una nuova stagione della vita, vissuta con consapevolezza e arricchita dai ricordi e dalle conversazioni che Martin intrattiene con il cane Ombra e con molti altri animali bizzarri e filosofi. In questa solitudine coltiva la sua passione di studioso per la poesia giocosa e per il Catena, un misterioso poeta locale morto in manicomio. Questa tranquillità, che nasconde però strani segreti, è turbata dall’arrivo di una coppia che viene a vivere in un casale vicino: un mercante d’arte in fuga dalla città e Michelle, la sua bellissima e biondissima compagna. L’apparizione di Michelle, simile a una donna conosciuta da Martin nel passato, gonfia di vento, pensieri e speranze i giorni del buon vecchio professore. Il ritmo del cuore e il ritmo della vita prendono una velocità imprevista. Una velocità che una sera, a una festa di paese, innesca il vortice di un fantastico giro di valzer. Leggende, sogni, canzoni, versi di un poeta che la tradizione vuole folle e suicida, telefonate attese, contattisti rock, cinghiali assassini, visite di colleghi inopportuni, comiche sorprese, goffi corteggiamenti e inattese tentazioni: tutto riempie di nuova linfa una stagione che si credeva conclusa, e che si riapre sul futuro come un’alba. Martin e tutti quelli che lo circondano sembrano chiusi in un bozzolo di misteri: si tratta di attendere la farfalla che ne uscirà.

Philippe Besson, E le altre sere verrai?, Guanda

Una donna e un uomo in un bar di Cape Cod. Lei indossa un abito rosso e sorseggia un Martini. Lui pulisce con cura il bancone. Sono Louise, autrice teatrale, e Ben, barman del Phillies. Louise non rinuncia da anni al suo cocktail in quel locale un po’ appartato dalla folla, Ben non si perde nessuna messa in scena delle pièce di lei. Ma è anche lo spettatore, discreto e intelligente, della vita e degli amori della donna. Conosce Norman, attore passionale e uomo sposato, e sa che è da lui che Louise sta attendendo una telefonata, un cenno. Ma quando si apre la porta e sulla soglia compare Stephen Townsend, ex di Louise, il Phillies si affolla dei ricordi di un grande amore finito. Ma è finito davvero?

Rosa candida, Ólafsdóttir Audur Ava, Einaudi

Lobbi ha ventidue anni quando accetta di prendersi cura di un leggendario roseto in un monastero del Nord Europa. E stata la madre, morta da poco in un incidente d’auto, a trasmettergli l’amore per la natura, i fiori e l’arte di accudirli, il giardinaggio. Cosi Lobbi decide di lasciare l’Islanda, un anziano padre perso dietro al quaderno di ricette della moglie, e un fratello gemello autistico. Lascia anche qualcun altro: Flòra Sòl, la figlia di sette mesi avuta dopo una sola notte d’amore (anzi, precisa lui, “un quinto di notte”) con Anna. Con sé Lobbi porta alcune piantine di una rara varietà di rose a otto petali, molto cara alla madre, la Rosa candida. Questi fiori saranno i silenziosi compagni di un viaggio avventuroso come solo i viaggi che ti cambiano la vita sanno essere. Ad accoglierlo al monastero c’è padre Thomas, un monaco cinefilo che con la sua saggezza e una sua personale “cine-terapia” saprà diradare le ombre dal cuore di Lobbi. Ma sarà soprattutto l’arrivo di Anna e Flòra Sòl in quell’angolo fatato di mondo a provocare i cambiamenti più profondi e imprevisti nell’animo del ragazzo. Perché, per la prima volta, Lobbi scopre in sé un desiderio nuovo, che non è solo amore per la figlia e attrazione per Anna: è il desiderio di una famiglia.

La corsa delle onde, Stiefvater Maggie, Rizzoli

Succede ogni autunno, sull’isola di Thisby. Dalle gelide acque dell’oceano si spingono a riva i cavalli d’acqua, creature affascinanti e crudeli che gli abitanti catturano per montarli nella Corsa dello Scorpione. Il vincitore guadagnerà fama e denaro, i meno fortunati incontreranno la morte. Ma qualcosa cambia quando alla gara si iscrive Kate Connolly, capelli rossi e tempra di ferro. Kate è determinata a correre con la sua cavalla Dove, sfidando usanze secolari che vogliono solo concorrenti maschi e nessun cavallo ordinario. Certo, non ha molte possibilità contro Scan Kendrick, diciannove anni, il favorito, esperto domatore di cavalli. Nessuno dei due è preparato a ciò che sta per succedere, perché quest’anno la Corsa dello Scorpione non sarà solo questione di gloria e denaro, ma di amore e destino.

GoodMooning!, Stefano Saldarelli, Phasar Edizioni

La missione spaziale che portò l’uomo sulla Luna nel luglio 1969 non fu la prima. Anche se di pochi mesi, fu preceduta da un’altra. Assolutamente top secret. Poiché la posta in gioco era altissima e gli imprevisti inimmaginabili, fu deciso di inviare alcuni volontari sulla Luna per preparare lo sbarco ufficiale.

Questo libro raccoglie i diari di missione del programma spaziale più segreto al mondo, oggi conosciuto grazie al contributo di alcuni testimoni chiave che hanno messo a rischio la loro vita per far luce sul caso di insabbiamento più importante della storia.
Questa missione fu battezzata GoodMooning! ed oggi voi conoscerete la verità. http://www.phasar.net/catalogo/libro/goodmooning

I cento fratelli, Donald Antrim, Minimum Fax

Immaginate un ibrido fra l’estetica dark di Tim Burton, la comicità provocatoria dei Monty Python, la scrittura pirotecnica dei maestri del postmoderno: il risultato è I cento fratelli, a detta di molti il miglior romanzo di Donald Antrim, autore americano inclassificabile e geniale, oggetto di dichiarata ammirazione da parte di coetanei illustri come Jonathan Franzen, David Foster Wallace e Jeffrey Eugenides, e insieme a loro lanciato dal New Yorker come uno dei «venti scrittori per il nuovo secolo». Nell’enorme biblioteca diroccata di un’antica villa, cento fratelli (diversi per età, professione, interessi, carattere, ma uniti da un’infinità di piccole perversioni e devianze psicologiche) si riuniscono per cenare insieme e ritrovare l’urna delle ceneri del padre, temporaneamente smarrita. In un claustrofobico tourde force, esilarante e tragico al tempo stesso, seguiamo le loro vicende dal tramonto all’alba, fra scambi di insulti, formarsi e sciogliersi di alleanze, incontri di football improvvisati, scricchiolii sui soffitti, dobermann scatenati e un tasso alcolico in crescita perenne, finché le tensioni familiari non si scioglieranno in una sublime e sanguinaria conclusione.

L’inumano, Massimiliano Parente, Mondadori

Di cosa parlerà il nuovo romanzo di Massimiliano Parente, ex biologo e ora odiatissimo scrittore, noto nell’ambiente giornalistico e nei salotti televisivi per le sentenze tranchant e l’insulto facile? Poco o nulla è trapelato, se non il titolo, “L’inumano”, e il fatto che i suoi capitoli ripercorreranno lo scandirsi delle ere cosmiche e geologiche. Eppure Kara Murnau, titolare senza scrupoli dell’omonima casa editrice, ha già deciso di farlo concorrere al Premio Strenna, e organizza una serie di incontri con i giurati, perché l’autore possa conquistarsene, nei modi più spregiudicati, il favore. Ma Parente – che nel frattempo sotto pseudonimo firma la saga di Giusi S., romanzetti pornotrash di infima categoria e grandi tirature, e che tra telefonate anonime e più o meno reali pedinamenti si sente incastrato nelle trame di un presunto complotto – di quel libro non ha ancora scritto una riga. Così quando si risveglia, nudo, con i polsi e le caviglie legati, all’interno di una stanza buia in cui viene esposto – e sottoposto – a continue atrocità, lo scrittore sa che è giunto il momento di raccontare una storia completamente nuova. Sicuro che, per il mondo esterno, “Massimiliano Parente” non esiste più, che nessuno verrà mai a cercarlo, sente che non c’è via d’uscita all’orrore in cui si è trasformata la sua quotidianità. Se non quella di lasciare che si faccia di lui un esperimento biologico, nel tentativo estremo di superare il concetto stesso di “umano”…

Solo, di Dasgupta Rana

Diviso in due movimenti, “Solo” racconta la vita e i sogni di Ulrich, un chimico bulgaro nato nella prima decade del Ventesimo secolo. Nel primo movimento Ulrich, ormai cieco e vecchissimo, chiuso in un anonimo appartamento di Sofia, si abbandona ai ricordi e rievoca la sua vita. Figlio di un ingegnere ferroviario, poco più che bambino, Ulrich ha due grandi passioni: il violino e la chimica. Negatagli la prima dal padre, parte per la Berlino di Einstein e Fritz Haber per approfondire la seconda. Ma i suoi studi sono interrotti quando la fortuna di famiglia si estingue e deve tornare a Sofia per aiutare i genitori. Non lascerà più la Bulgaria. Le ambizioni che gli rimangono sono seppellite prima dall’avvento del comunismo e poi da quello del capitalismo selvaggio. Una vita fallimentare. Ma avvicinandosi alla fine, Ulrich si rende conto di come le frustrazioni della sua esistenza siano state un terreno fertile per la creazione di una vita sognata. E sono questi sogni che compongono la volatile seconda parte del libro. Nel secondo movimento, in un rapido balzo dal passato al presente, da vite vissute a vite fantasticate, Dasgupta segue i figli immaginari di Ulrich, che, pur nati nel comunismo, si fanno strada in un mondo post comunista fatto di celebrità e violenza. Personaggi e moventi s’intrecciano con il ritmo del sogno dietro alle palpebre dell’anziano narratore che vede i suoi figli sognati, variazioni sul tema della sua vita, tentare di vivere come a lui non è riuscito.

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22 Dicembre 2012 – La cantautrice Francesca Romana al Note di Vino di Ruffano (LE)


NOTE DI VINO

Presenta

La cantautrice Francesca Romana al Note di Vino a Ruffano

Note di Vino – Ruffano (LE), via Vittorio Veneto 55.
22 dicembre 2012 ore 22,00

La musica la fa da padrona al Note di Vino nel cuore del Salento, a Ruffano (LE) in via Vittorio Veneto 55. Nuovo appuntamento di note il 22 dicembre 2012 a partire dalle 22,00 questa volta con Francesca Romana. Nuova tournée dunque per la cantautrice Francesca Romana che si è distinta in ambito nazionale per il suo illustre percorso artistico e per aver creato nuove forme di comunicazione all’interno della musica d’autore. Francesca segue un “filo rosso” che lega tutte le sue canzoni: la femminilità nei suoi aspetti più reconditi, ancestrali, discussi ed ambigui.

Uno spettacolo di grande spessore artistico, in cui la musica e le parole della rockeuse dipingeranno i suoi “ritratti di signora”, personaggi femminili intriganti e inusuali a cui Francesca darà voce. Potrete incontrare una Biancaneve inedita che specchiandosi vede il suo alter ego, Eva, oppure una Maria Maddalena innamorata o ancora una piccola regina rinchiusa in una torre, accusata ingiustamente di pazzia, Giovanna la pazza, e poi Salomè, Francesca da Rimini. Questi brani sono volti a sostenere l’impegno sociale, da tempo intrapreso dall’autrice, nei confronti delle donne sfruttate o incomprese e delle loro storie spesso dimenticate. La canzone d’autore, come elemento di cultura e non solo come mero intrattenimento, bussa alle porte della nostra coscienza attraverso uno spettacolo musicale trascinante e incantato. L’artista si esibirà insieme alla sua storica band, con cui ha registrato anche il suo nuovo album “Lo Specchio” (Edel – 2011), distribuito nei migliori negozi di dischi, nelle librerie Feltrinelli e Fnac e su iTunes. Di volta in volta la cantautrice verrà affiancata da un attore di riconosciuta fama nazionale, sempre diverso, che sarà l’inedita voce narrante dello spettacolo.

Il progetto è già stato presentato in occasione della festa delle donne dall’Ufficio Pari Opportunità del Comune di Riccione, presso il Teatro del Mare; al Teatro Paisiello di Lecce, patrocinato dalla Commissione Pari Opportunità della Provincia e dall’Assessorato alla cultura del Comune di Lecce (); al Teatro Verdi di Cesena, in collaborazione con L’Ufficio Politiche delle Differenze della Provincia di Forlì-Cesena e il Centro Donna del Comune, ed ha sempre ricevuto un ottimo riscontro da parte del pubblico e delle stesse Amministrazioni e organizzazioni

INFO E PRENOTAZIONE TAVOLI 3403386316/3409098835

Note di Vino – Nel cuore del Salento, a Ruffano (LE), dalla passione per l’enogastronomia e per la musica nasce l’enoteca wine bar «Note di Vino». Esperienza nella selezione e nella scelta delle bevande e dei cibi, il tutto accompagnato da una ricercatissima selezione musicale: jazz, blues, rock… dai concerti che settimanalmente vengono organizzati e dalle jam session dei musicisti/ clienti a cui viene messo a disposizione il palco con tutta la strumentazione (chitarra, batteria, pianoforte.

Info
http://www.note-di-vino.it/
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Su Facebook
https://www.facebook.com/pages/Note-di-Vino/258630850838423
cell. +39 340 33 86 316/ +39 340 90 98 835
via Vittorio Veneto, 55 – 73049 Ruffano (LE) – Italia

“Io adoro i misteri”, di Marco Castagna (Phasar Edizioni)


"Io adoro i misteri", di Marco Castagna (Phasar Edizioni)

Anni ‘60. Questa volta se l’è proprio andata a cercare il maresciallo capo Badalucco Ricciero, comandante della caserma dei carabinieri di Brescello.
Difatti, se a suo tempo avesse accettato il suggerimento dell’appuntato Ferlizzi, che consigliava di non partecipare a quel “famoso” corso di perfezionamento per sott’ufficiali, adesso loro due non sarebbero a Mantova a spremersi le meningi per cercare di risolvere quel difficile caso giudiziario, ma nella tranquillità di Brescello, dove è insolito che qualcuno commetta un illecito così grave da rendere necessario l’intervento dei carabinieri o quello della Bice, che purtroppo o per fortuna adora i misteri…

Marco Castagna è nato a La Spezia e vive con la propria famiglia a Viadana dove esercita la professione di medico di famiglia. Ha già pubblicato diversi racconti su antologie e riviste di letteratura, nonché il suo primo romanzo: "Oggi è martedì signorina Bellimbelli" (Phasar Edizioni, 2010).

"Io adoro i misteri", Marco Castagna
Phasar Edizioni – 2010, €10, pp. 112, ISBN: 978-88-6358-073-0

http://www.phasar.net/catalogo/libro/io-adoro-i-misteri

SCARICA L’ANTEPRIMA DEL LIBRO IN FORMATO PDF
http://www.phasar.net/docs/Estratto_Io_adoro_misteri.pdf

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“Introduzione al quarto vangelo e alle tre lettere di Giovanni” di Fabio La Gioia (Phasar Edizioni)


"Introduzione al quarto vangelo e alle tre lettere di Giovanni" di Fabio La Gioia (Phasar Edizioni)

Il primo argomento qui esaminato è quello relativo alla cosiddetta «questione giovannea», ovvero la tematica che concerne l’autore del quarto vangelo. Per un lettore al corrente del fatto che il quarto vangelo fu composto dopo gli altri tre (verso la fine del primo secolo), comprensibilmente potrebbe sorgere una domanda sul perché Giovanni abbia aspettato tanto, in una vecchiaia inoltrata, prima di scriverlo. Affrontando la questione giovannea l’autore cerca di chiarire gli eventuali dubbi e le domande del lettore. Accanto a questo primo argomento sono valutati più specificamente una datazione ed un luogo di composizione del quarto vangelo. Si analizza poi che tipo di relazione si può stabilire con i primi tre vangeli (i sinottici). Un ulteriore passo è quello della rilevazione dei temi più importanti del quarto vangelo, cominciando a gustare la sua ricchezza profonda, per la quale l’evangelista è stato raffigurato nelle vesti di un’aquila, simbolo di un volo altissimo e di una vista acutissima. L’individuazione di una struttura fornisce quindi delle chiavi di lettura e intelligibilità del quarto vangelo.
Per quanto concerne le tre lettere di Giovanni l’autore si sofferma per lo più sugli stessi temi, cercando peraltro i fili che le legano al vangelo di Giovanni.
Grazie alle questioni introduttive, più speditamente è avviato il commento di alcuni brani del vangelo e delle lettere, con degli spunti di attualizzazione per il nostro vissuto oggi.

FABIO LA GIOIA, sacerdote della Diocesi di Gorizia, ha conseguito il dottorato in teologia biblica alla Gregoriana nel 2003 con la tesi: La glorificazione di Gesù Cristo ad opera dei discepoli. Ha pubblicato per l’AdP Comprendere il Nuovo Testamento (2007) e per Aracne Apocalisse. Rivelazione di Gesù Cristo alla sua Chiesa (2008). Dal 2005 insegna Sacra Scrittura nell’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Trieste.

"Introduzione al quarto vangelo e alle tre lettere di Giovanni" di Fabio La Gioia (Phasar Edizioni)
http://www.phasar.net/catalogo/libro/introduzione-al-quarto-vangelo-e-alle-tre-lettere-di-giovanni

"Introduzione al quarto vangelo e alle tre lettere di Giovanni", Fabio La Gioia – Phasar Edizioni, 2010, €15, pp. 258, ISBN: 978-88-63580-58-7

Scarica l’anteprima del libro in formato PDF
http://www.phasar.net/docs/Estratto_Introduzionealquartovangelo.pdf

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Intervista ad Angelo Consoli* a cura di Stefano D’Almo.


Intervista ad Angelo Consoli* a cura di Stefano D’Almo.
(da G.E.E.R., Green Economy Express Review)

[Prima parte,

http://greeneconomyexpressreview.blogspot.it/2012/12/intervista-ad-angelo-consoli-cura-di.html]

D – Dal suo ufficio di Bruxelles lei può sicuramente beneficiare di una visione prospettica sulle politiche europee in campo energetico. Quale ruolo può svolgere o sta già svolgendo la UE, ma anche altri grandi organismi, come l’Organizzazione della Nazioni Unite o l’OCSE nell’ambito della terza rivoluzione industriale? Come fare per superare le difficoltà a trovare un accordo sulla limitazione nelle emissioni di CO2, com’è evidenziato dalla scarsa incidenza del protocollo di Kyoto (specie tra BRICs e USA), e il quasi fallimento di altri summit mondiali, ultimo in ordine di tempo RIO 2020?

R- Nel frattempo è fallito anche il vertice di Doha. Ormai queste Conference of Parties dell’ONU sul cambiamento climatico sono diventate un rito privo di contenuti, la certificazione del fallimento della geo-politica mondiale nata con gli accordi di Westfalia, ormai incapace di affrontare le sfide planetarie, per le quali è necessaria una nuova coscienza biosferica, che ispiri decisioni atte a preservare la biosfera nella quale la specie umana si è evoluta e ha trovato l’habitat e le congeniali condizioni bio-chimiche per poter sopravvivere e prosperare.
L’Unione Europea è il partecipante più attivo alle conferenze climatiche, ma le sue emissioni non rappresentano neanche il 15 % del totale. Se i paesi emergenti non troveranno una convenienza nella conservazione della nostra casa comune, la razza umana non ha nessuna chance di sopravvivere sul pianeta. L’uragano Sandy è stato solo l’ultimo (in ordine di tempo) e più allarmante segnale dei pericoli che la nostra specie corre a causa della sua incapacità di considerare l’atmosfera terrestre un bene preziosissimo da proteggere.

Non si tratta di preservare le nevi per le stazioni sciistiche! La metà della popolazione mondiale vive in zone a rischio, sulle coste. Le previsioni di James Hansen, presidente del Goddard Space Institute, l’istituto climatologico della NASA, non lasciano spazio a dubbi. L’Unione Europea ha avuto un ruolo da leader per l’entrata in vigore del protocollo di Kyoto, ma nella fase post Kyoto si è un po’ persa per strada, e il depotenziamento delle sue politiche ambientali (dividere le funzioni fra due Commissari Hedegard al Clima e Potcnick all’ambiente), pur avendo soddisfatto le logiche spartitorie dell’Europa a 27, non è stata una grande trovata.

D – In che modo la TRI può agevolare l’abbandono, anche da parte dei Paesi in via di rapido sviluppo, l’utilizzo delle fonti fossili e il passaggio a quelle rinnovabili?

R – Il ripiegamento ossessivo alle regole di rigore finanziario dettate dalle esigenze dei mercati internazionali, ha distolto l’Europa dalla sua funzione principale, quella che aveva sempre avuto dal sogno di Spinelli in poi: creare un grande spazio di sicurezza e libertà per tutti i suoi cittadini aldilà delle differenze di lingua e di cultura. Si troverà un accordo efficace post Kyoto (se non è già troppo tardi), solo se si uscirà dell’impostazione quantitativa della politica climatica scaturita dalla Conferenza di Rio de Janeiro nel 1990 e cristallizzata nel successivo Protocollo di Kyoto.
Infatti, inquadrare la problematica unicamente sotto il profilo della limitazione dei gas a effetto serra, e su come distribuire il carico di tali limitazioni fra i paesi, ha contestualizzato tutto il dibattito in un ambito «chimico», facendo perdere di vista l’impatto socio-economico delle politiche energetiche mondiali: quanta ricchezza crea questo modello energetico basato sulle fonti fossili e concentrate? Quanto potere economico e geopolitico? Per chi? Quanta occupazione per gigawatt prodotto? Quanta innovazione, quanto sviluppo per la persona umana? Sono gli interrogativi che ci si deve porre in una logica di Terza Rivoluzione Industriale.

L’Unione Europea giocherà un ruolo fondamentale in questo processo solo se saprà imporre una visione della crisi climatica come di un fenomeno che non può essere esaminato in modo isolato, perché si perderebbe di vista il suo intreccio perverso con elementi energetici, economici e finanziari.
Per cogliere la complessità di questa crisi è necessario spogliarsi dei preconcetti ideologici, nazionalistici e perfino ambientalistici (ma a Doha nessuno lo ha fatto), cominciando a pensare secondo quella che Jeremy Rifkin ha battezzato «politica della biosfera» (Rifkin, La Terza Rivoluzione Industriale – 2010), in opposizione alla geopolitica che dalla pace di Westfalia in poi ha devastato i nostri continenti, incendiandoli con tragiche guerre nelle quali milioni di esseri umani hanno perso la vita con lo scopo, dichiarato o meno, di accedere alle fonti concentrate di energia. L’Unione Europea è stata insignita del Nobel per la Pace proprio per aver saputo indicare efficacemente una strada di uscita dalla geopolitica ottocentesca, sconfiggendo le logiche militariste ad essa associate. Sconfiggere l’economia finanziarizzata e indicare una strada di uscita dai pericoli per il cambiamento climatico sembra essere impresa ben più ardua…

D – Se il mondo è interpretabile come una biosfera, non pensa che si dovrebbe ri/pensare, nel suo complesso, il ruolo delle Nazioni Unite, superando magari il concetto stesso di "continentalizzazione"?

R – Ovviamente il sogno di Pangea, rimane sempre in prospettiva. Ma bisogna anche darsi delle strategie praticabili per raggiungerlo. In una situazione di totale confusione dove la crisi genera reazioni estreme e nazionalismo, in cui trionfano i particolarismi e i localismi, e di fronte all’incontestabile fallimento della globalizzazione, così come essa si è manifestata dopo la caduta del muro di Berlino, con il trionfo degli interessi della speculazione finanziaria legata alle industrie energetiche ad alta intensità di capitali, diventa cruciale non perdere di vista la necessità di preparare le infrastrutture energetiche della terza rivoluzione industriale, che nascono a livello locale, con l’energia prodotta in impianti su piccola scala messi in rete localmente, poi regionalmente, poi nazionalmente e infine su scala continentale. Così come la biosfera è un unicum interconnesso che però si articola per ecosistemi collegati, la continentalizzazione permette di tenere insieme aree geografiche diverse all’interno della stessa biosfera. La nuova visione che si sta affermando in ambito scientifico, al contrario, considera l’evoluzione della vita e quella della geochimica del pianeta come processi co-creativi, in cui tutto si adatta a tutto il resto, garantendo la continuazione della vita nella biosfera terrestre. Gli ecologi affermano che le relazioni simbiotiche e sinergiche nell’ambito della specie e fra le varie specie contribuiscono ad assicurare la sopravvivenza dell’individuo, quanto la competizione e la pulsione aggressiva. La Terza rivoluzione industriale è l’era della cooperazione internazionale e non della competizione, della ricerca di integrazione più che della spinta all’autonomia. Se la terra funziona come un organismo vivente costituito da molteplici livelli di relazioni ecologiche interdipendenti, la nostra sopravvivenza dipende dalla salvaguardia del benessere dell’ecosistema globale del quale siamo tutti parte. È questo, secondo Rifkin, il significato profondo dello sviluppo sostenibile e l’essenza stessa della politica della biosfera.

D – Nel libro di Rifkin sulla TRI, si sottolinea la maggiore apertura dell’Europa nei confronti delle tematiche ambientali, rispetto ad esempio agli USA o ad altri Paesi del mondo. Ma, secondo lei, quanta consapevolezza c’è nei governi del nostro continente e tra i manager delle grandi aziende pubbliche e private, della terza rivoluzione industriale, e come si stanno muovendo gli uni e gli altri?

R- L’Europa manifesta una maggiore sensibilità alle problematiche sociali, ambientali e climatiche rispetto ad altri. Questo è un dato di fatto, per quanto va riconosciuto uno sforzo in tal senso all’America di Obama, ma certo non abbastanza intenso da sottrarre le decisioni di politica energetica alle logiche dei grandi gruppi fossili (almeno nel suo primo mandato, vedremo in quello che comincia a gennaio). In Europa la legislazione ambientale è molto più avanzata e stringente che in qualunque altro continente, in quanto si è ispirata fin da subito alla visione della terza rivoluzione industriale.
La strategia 20 20 20 e la successiva road map energetica al 2050, verso uno scenario post carbon, sono la conferma che in Europa si è capito che bisogna cambiare direzione, non semplicemente velocità. Che bisogna innescare una transizione dal ciclo energetico del carbonio a quello solare. A livello governativo la situazione è molto più confusa. Alcuni governi, come quello tedesco, stanno procedendo speditamente verso uno scenario “post carbon”. La Germania ha preso la decisione irreversibile di chiudere tutte le centrali nucleari, alcune subito, le altre entro il 2023. Ha creato una industria della green economy che ormai dà lavoro al doppio degli addetti all’energia da fonti fossili e concentrate. Ha un piano per l’introduzione di 1500 distributori di idrogeno per tutta la rete autostradale tedesca, stanno nascendo smart grid ovunque… Altri, come l’Italia, rappresentano un penoso tentativo di rimanere ancorati al passato, burocratizzando enormemente le procedure per gli impianti di energia distribuita, in modo da scoraggiare il semplice cittadino dal farli, stanno stroncando le imprese della green economy distribuita rendendo sempre più incerto il quadro normativo e autorizzativo (che invece in tutti gli altri paesi è saldissimo), stanno programmando trivellazioni e esplorazioni petrolifere che devasteranno le nostre risorse naturali e turistiche per guadagnare un dieci per cento in più di autonomia petrolifera facendo fare miliardi alle multinazionali del petrolio.
Passera e Clini sono fossili, come le energie in cui credono. Le industrie sono divise in due. Quelle che sono legate allo sfruttamento delle fonti fossili e quelle che invece hanno capito che bisogna puntare sul ciclo solare e che i guadagni possono essere ingenti anche là. Certo, l’intensità di profitti da grande speculazione finanziaria garantiti dalle fonti fossili, ormai insostenibile anche economicamente (non solo socialmente) va superata.
Nella nuova era i profitti dovranno essere etici e ragionevoli. Ma il focus sarà sul lavoro dell’uomo perchè le energie della terza rivoluzione industriale saranno "labor intensive". Ecco dunque che grandi aziende come IBM, Bouygues (costruzioni), Daimler, Dupont etc spingono verso una transizione energetica dal fossile al solare offrendo smart grid, idrogeno, costruzioni a energia positiva, veicoli a zero emissioni sul mercato. Altre invece (soprattutto i monopoli dell’energia e della chimica tradizionale) rimangono abbarbicate ai loro moduli operativi fossili. Chi crediamo che vincerà?

[Seconda Parte

http://greeneconomyexpressreview.blogspot.it/2012/12/intervista-ad-angelo-consoli-cura-di_18.html]

D – Nella prima parte della nostra intervista abbiamo parlato degli aspetti globali della questione energetico-ambientale e delle diverse modalità con cui vengono affrontati dai diversi Stati. Spostiamoci ora su di un piano diverso: secondo lei, quali settori produttivi saranno maggiormente coinvolti dal cambiamento e con quale intensità e cronologia?

R – Bisogna innanzitutto comprendere che nella seconda rivoluzione industriale, per creare economie di scala bisognava "centralizzare". Ad immagine e somiglianza delle fonti fossili concentrate, i processi estrattivi trasformativi e industriali legati a quelle fonti erano economicamente vantaggiosi solo se prodotti in modo verticistico e centralizzato in grandi concentrazioni produttive.
Questo modello è andato definitivamente in crisi. Siamo al tramonto di un modello economico in cui la produzione e la distribuzione dell’energia erano riservate a poche caste e potentati seduti sulle riserve di petrolio o i giacimenti di uranio, oltre che sulle montagne di capitali pubblici e privati necessari a sfruttare tali fonti concentrate. In questo senso, la marea nera fuoriuscita dalle trivellazioni della Deepwater Horizon, la piattaforma petrolifera della British Petroleum, ci porta a considerazioni che vanno ben al di là degli effetti sulla biodiversità in tutto il Golfo del Messico, così come la tragedia di Fukushima ci suggerisce un ripensamento del modello energetico che va al di là della morte termica che interessa il raggio di 100 KM dalla centrale nucleare della TEPCO.
In particolare, due riflessioni mettono in crisi il modello energetico tradizionale. La prima si riferisce all’esasperazione della logica del profitto applicata all’energia. Infatti, se il «killer» è il petrolio o l’uranio, il «mandante» è un altro: si tratta dell’avidità delle aziende petrolifere e nucleari che, per risparmiare su accorgimenti di sicurezza da 500 mila dollari, non hanno esitato a mettere a rischio la vita di milioni di persone e di un intero ecosistema; per troppo tempo non sono state in grado di riparare al disastro che hanno combinato o anche solo di arginarlo.
Questi apprendisti stregoni dell’energia sembrano sempre così sicuri del fatto loro quando devono ottenere i permessi per le centrali nucleari e le piattaforme di trivellazione: parlano di sicurezza, pulizia, ecologia, salvo poi alzare le spalle e andare a nascondersi come conigli quando le cose sfuggono loro di mano. L’impotenza dei tecnici della British Petroleum america o della TEPCO in Giappone, è lo specchio di un modello ormai arrivato al suo limite, incapace di reagire di fronte al disastro ambientale, alle sofferenze umane, ai costi sociali ed economici che provoca sempre più frequentemente, pagati da vittime innocenti.

Ovviamente le alternative esistono. Innanzitutto va tenuto presente che il modello energetico della terza rivoluzione industriale riporta a un ruolo centrale l’agricoltura. Come dice Carlo Petrini nel libro Terra Madre: «la terza rivoluzione industriale è quella dell’energia pulita e partirà dalle campagne perché l’agricoltura costituisce l’unica attività umana basata sulla fotosintesi». Tutte le industrie che sapranno adeguarsi a questo semplice cambio di paradigma sopravviveranno e prospereranno. Tutte le altre sono destinate a "morire di spread" (espressione cara sempre a Carlo Petrini).

D – Come giudica il caso Ilva alla luce della TRI? E il futuro dell’industria pesante, in particolare?

L’industria pesante è il portato delle fonti fossili e concentrate. L’industria automobilistica del futuro, quella che sta già progettando lo sbarco di auto a idrogeno e elettriche nei concessionari per il 2015 (quindi non la FIAT :-( ) utilizzerà sempre più nuovi materiali, quali la fibra di carbonio, plastica, magnesio alluminio, e i cosiddetti "lightweight materials" Così anche l’industria delle costruzioni e tutte le altre industrie ad alta intensità di acciaio. Questo prodotto,diventerà sempre più di nicchia, nel mondo che si appresta a produrre attraverso la Stampa tridimensionale
http://cetri-tires.org/press/2012/jeremy-rifkin-su-the-world-financial-review-come-internet-lelettricita-pulita-e-la-stampa-3d-stanno-promuovendo-unera-sostenibile-di-capitalismo-distribuito/?lang=it

Se ne comincia a parlare anche in Italia: http://qualenergia.it/articoli/20120406-rete-rinnovabili-stampanti-3d-la-rivoluzione-secondo-rifkin.
L’ILVA è in una crisi ormai irreversibile, che il permanente danno ambientale arrecato ad una delle più belle città del Mediterraneo ha mascherato, ma l’acciaio è un materiale tipico da seconda rivoluzione industriale e la sua domanda sui mercati mondiali sta crollando, determinando innanzitutto una inevitabile delocalizzazione produttiva verso Paesi a più debole intensità salariale e protezione del lavoratore (la sicurezza in fabbrica costa…).
Il nodo che sta venendo al pettine adesso a Taranto, al di la delle questioni relative alla legalità dei comportamenti della proprietà dell’ILVA e delle autorità che l’avrebbero dovuta controllare, è che il settore è in crisi irreversibile. l’ILVA è destinata a chiudere comunque schiacciata dal peso storico della sua inadeguatezza tecnologica e arretratezza industriale, prima ancora che dalla sua pericolosità ambientale. Io penso che il governo di un paese moderno (quindi non l’Italia, purtroppo) dovrebbe farsi carico di un grande processo storico di modernizzazione delle strategie produttive del territorio e della conseguente riconversione dei processi produttivi, cogliendo un’altrettanto grande occasione di ridefinizione e riorganizzazione della formazione professionale e del sapere tecnico locale, magari illuminando in questo anche la strada di quel sindacato che continua a tenere gli occhi troppo bassi e la schiena troppo china, schiacciato dal ricatto occupazionale e da Dio sa cos’altro!

D – In Italia la produzione di energia da fonti rinnovabili è già a un livello ragguardevole, ben superiore agli obiettivi prefissati; ciò grazie ai contributi pubblici all’energia “green”. Finora, però, questo importante risultato è stato raggiunto a spese di un pesante aggravio della bolletta di cittadini e aziende (che si somma alle inefficienze di sistema e alla scarsa diversificazione delle fonti di approvvigionamento dei combustibili fossili), costituendo una zavorra per la competitività di queste ultime. Quando si può ragionevolmente pensare a una reale sostenibilità economica delle rinnovabili (anche sotto il profilo dell’avanzamento delle tecnologie ancillari, ad esempio dei sistemi di trasporto e accumulo dell’energia, ma anche di quello normativo, e mi riferisco alla contabilizzazione globale dei costi ambientali)?

R – Questa domanda è basata su false informazioni. Il peso della bolletta è aggravato da un modello basato sull’approvvigionamento da fonti fossili che sono ormai da un decennio stabilmente su livelli economici insostenibili. Il petrolio sopra i cento dollari certo non aiuta a ridurre i costi dell’energia se essa è basata sul petrolio e affini. Le rinnovabili anzi hanno contribuito grandemente a determinare un abbassamento del prezzo dell’elettricità (il sole è gratis) nell’ultimo anno ci sono state giornate al sud e in Sicilia in cui per molte ore il prezzo dell’elettricità è stato zero, grazie alla combinazione fra l’intensa produzione fotovoltaica e la domanda meno elevata. Il prezzo poi risale la notte quando le rinnovabili non ci sono più e l’ENEL è costretta a produrre elettricità da fonti fossili. Le rinnovabili sono già adesso sostenibili economicamente. Altro discorso, ma non affrontabile in questa sede è quello della destinazione degli incentivi, che purtroppo hanno preso in massima parte la via di gruppi finanziari esteri perché l’Italia non ha saputo creare una propria industria articolata e integrata delle rinnovabili, e perché le regioni, lasciate senza indicazioni dal governo centrale, hanno concesso autorizzazioni in modo scriteriato e lesivo degli interessi e dei valori del territorio.

D – Quali aree o settori del nostro Paese potrebbero trarre maggiori vantaggi, a suo avviso, dalla TRI? Sono in corso accordi con amministratori pubblici per l’avvio di sperimentazioni o di progetti? Come si sta muovendo la sua struttura per la comunicazione e la sensibilizzazione del mondo politico locale e nazionale verso la TRI?

R – La nostra struttura, d’intesa con la Fondazione Univerde presieduta da Alfonso Pecoraro Scanio e l’Università la Sapienza con il professor Livio De Santoli, ha fatto partire numerose campagne e iniziative di sensibilizzazione, molte delle quali cadute nel vuoto a causa della mancanza di visione e di competenza da parte degli amministratori locali e dei dirigenti politici che prendono decisioni in questo settore. Con Carlo Petrini a Terra Madre 2012 abbiamo presentato un manifesto olistico “TERRITORIO ZERO” verso una società a emissioni zero, rifiuti zero e chilometro zero. Il manifesto verrà pubblicato con contributi di altissimo livello (Petrini, Connett, Rifkin, Di Cori Modigliani, Politi, Purini, Toussaint) per i tipi della Minimum Fax. Ma già adesso il manifesto è visionabile e firmabile on line (territoriozero.org). Per il resto posso solo dire che la terza rivoluzione industriale è stata la base per il piano energetico della Sicilia, anche se la sua applicazione in termini di vantaggi per i cittadini e le PMI siciliane stenta a decollare a causa della mancanza di volontà politica da parte dell’amministrazione regionale, mentre il piano energetico di Roma, depositato presso l’ufficio del patto dei Sindaci di Bruxelles, è stato considerato il più integrato e avanzato dalle autorità preposte della Commissione Europea.
L’Italia tutta è in "pole position" per sfruttare al meglio le proprie risorse naturali ed energetiche rinnovabili, se i principi e i piani operativi suggeriti nell’ambito di Territorio Zero verranno seguiti scrupolosamente. Alcune regioni, come la Sicilia, sono in posizione ancora più vantaggiosa grazie all’intensità della radiazione solare. In generale tutti i paesi del Mediterraneo possono creare ricchezza diffusa e occupazione attraverso le tecnologie energetiche che sfruttano le fonti rinnovabili pulite e diffuse sul territorio.

La terza rivoluzione industriale è un processo irreversibile. Può essere rallentato o accelerato a seconda della sensibilità e della capacità di visione e programmazione degli amministratori locali. Ma non può essere fermato. Ci saranno vincitori e sconfitti. Io credo che ogni sindaco, ogni amministratore locale e centrale dovrebbe porsi il problema di dove vuole essere fra dieci anni. E in base alla risposta che si darà il territorio che amministra, sarà leader o semplice consumatore passivo. E’ la sfida dei prossimi anni.

* Angelo Consoli (European Director – The Office of Jeremy Rifkin. T.I.R.E.S. Third Industrial Revolution European Society. C.E.T.R.I. Cercle Européen pour la Troisième Révolution Industrielle )

Angelo Raffaele Consoli, dal 2009 a oggi è Presidente del Circolo Europeo Cetri-Tires. Dal 2002 a oggi è Direttore dell’Ufficio Europeo di Jeremy Rifkin. Ha offerto la sua consulenza alla Direzione Energia della Commissione europea per l’elaborazione della strategia europea mirante al coinvolgimento degli enti locali nella politica energetica europea, cosiddetto Patto dei Sindaci. Ha partecipato alla elaborazione di quattro Master Plan (Sna Antonio Texas, Utrecht, Montecarlo e Roma Capitale). A livello di enti locali italiani, ha fornito la sua esperienza al Presidente Nichi Vendola (Regione Puglia) al Presidente Raffaele Lombardo (Regione Siciliana), al Presidente Claudio Martini (Regione Toscana), a Gianni Alemanno (Sindaco di Roma), a Marta Vincenzi (Sindaco di Genova), a Michele Emiliano (Sindaco di Bari), ad Andrea Gnassi (Sindaco di Rimini), a Giuliano Pisapia (Sindaco di Milano). Ha partecipato alla elaborazione del SEAP per Roma Capitale, e alla elaborazione della domanda e susseguenti attività negoziali per il programma di assistenza tecnica E.L.E.N.A. per Roma Capitale. E’ stato consulente informale della direzione del dipartimento ambiente e del dipartimento energia della Regione Siciliana, nella cui posizione ha partecipato fra le altre cose, alla elaborazione del Piano Energetico Ambientale regionale, PEARS. E’ coordinatore della piattaforma per la terza rivoluzione industriale con dirigenti delle le principali aziende, IBM, Philips. Acciona, Bouygues, Diamler, EPIA, UTC-Hydrogen solutions, Hydrogenics, AWEA. Ideatore e coordinatore del F.R.E.D. Sicilia, forum regionale per l’energia distribuita costituito con CGIL Sicilia, Confindustria Sicilia, CNA, Confartigianato, Confocooperative, lega Coop, Federconsumatori, ANCE Sicilia, e CETRITIRES, mirante a dare sostegno alle politiche energetiche distribuite su scala regionale. Ha speso 25 anni di vita professionale all’estero, principalmente a Bruxelles, dirigendo equipes composte da professionisti di diverse nazionalità, e questo gli ha permesso di destreggiarsi nel coordinamento di progetti e nella gestione di programmi internazionali in un ambiente multi-culturale e plurilingue, consentendogli d vantare un vasto patrimonio d contatti professionali e personali con decisori politici amministrativi e imprenditoriali a tutti i livelli dell’Unione Europea e di numerosi stati membri.

“Il legato imperiale” di Ivan Masarin (Phasar Edizioni)


"Il legato imperiale" di Ivan Masarin (Phasar Edizioni)

Nel 2754 l’Impero Terrestre si estende nello spazio con un dominio di migliaia di pianeti. Niente ha saputo resistere all’espansione della razza umana che, con la forza dalle Legioni Spaziali, ha sottomesso tutte le nuove razze incontrate. Una banale richiesta di aiuto da un avamposto di frontiera nasconde un tragico evento. L’invasione da parte di un nemico alieno scuote l’Impero fin nelle sue fondamenta. Tra combattimenti campali, scontri spaziali e tradimenti, la sopravvivenza dell’Impero Terrestre si trova ora nella spada di un solo uomo, Caio Aureliano Veridio, il Legato Imperiale.

"Il legato imperiale" di Ivan Masarin (Phasar Edizioni)
2011, €15, ebook 2,99€, ISBN: 978-88-6358-089-1, pp. 254

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Novità: “GoodMooning!” di Stefano Saldarelli (Phasar Edizioni)


"GoodMooning!" di Stefano Saldarelli (Phasar Edizioni)

La missione spaziale che portò l’uomo sulla Luna nel luglio 1969 non fu la prima.
Anche se di pochi mesi, fu preceduta da un’altra. Assolutamente top secret.
Poiché la posta in gioco era altissima e gli imprevisti inimmaginabili, fu deciso di inviare alcuni volontari sulla Luna per preparare lo sbarco ufficiale.

Questo libro raccoglie i diari di missione del programma spaziale più segreto al mondo, oggi conosciuto grazie al contributo di alcuni testimoni chiave che hanno messo a rischio la loro vita per far luce sul caso di insabbiamento più importante della storia.

Questa missione fu battezzata GoodMooning! ed oggi voi conoscerete la verità.

Stefano Saldarelli è nato a Firenze il 21 settembre 1969, in pieno programma spaziale Apollo.

Da sempre è appassionato di fantascienza e missioni spaziali. Vive e lavora a Prato dove svolge l’attività di grafico freelance (www.achrom.it).

Nell’inseguire i propri sogni, nel 2006 progetta e realizza l’allestimento dell’ambiente di lavoro nel quale svolge la propria attività, prendendo ispirazione dal design della serie televisiva “Spazio1999” (www.studio1999.it).

Alla fine del 2009 studia e realizza il logo GoodMooning! e l’astronauta John Doe.

All’inizio del 2012 il sogno GoodMooning! prende vita attraverso la realizzazione di alcuni disegni che vengono poi riprodotti su t-shirt e “mug”. Nascono parallelamente anche alcune brevi storie che cominciano ad essere raccolte in un blog (www.goodmooning.it).

Queste storie si sviluppano e a dicembre 2012 diventano un libro, questo libro…

"GoodMooning!", Stefano Saldarelli, Phasar Edizioni, 2012, €11, ISBN: 978-88-6358-167-6, pp. 122

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“Il Giorno della Memoria 2012. Scritti in ricordo della Shoah”, Autori Vari (Phasar Edizioni)


"Il Giorno della Memoria 2012. Scritti in ricordo della Shoah", Autori Vari (Phasar Edizioni)

"Il 27 gennaio 2012, in occasione del “Giorno della Memoria” della Shoah (ovvero dello sterminio del popolo ebraico), alcuni autori del sito letterario NetEditor.it, aderendo all’iniziativa online lanciata dal collega Piero Partiti, hanno inviato racconti, poesie e riflessioni per commemorare non solo il tragico eccidio nei campi di concentramento ma anche (come recita la legge italiana n. 211 del 20 luglio 2000 che ha istituito la storica ricorrenza) “le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.”

Dall’iniziativa, che ha riscosso una notevole partecipazione, è nato poi questo libro: un’antologia di opere destinate alla “testimonianza”.
Opere che, una volta di più, nel loro piccolo, ci rammentino quel che è accaduto dietro i cancelli e i fili spinati di Auschwitz e degli altri purtroppo famosi campi di sterminio.

Perché non se ne perda mai il ricordo.
Perché le generazioni future sappiano a cosa è potuto arrivare l’uomo in uno dei periodi più bui della storia dell’umanità."

"Il Giorno della Memoria 2012. Scritti in ricordo della Shoah", Autori Vari, 2012, €9, ISBN: 978-88-6358-135-5, pp. 180

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5 e 6 Gennaio 2013 – Mino De Santis in concerto al Teatro Paisiello di Lecce


“Il cavallo con i piedi nell’acqua (e altre storie)” di Agostina D’Alessandro Zecchin (Phasar Edizioni)


"Il cavallo con i piedi nell’acqua (e altre storie)" di Agostina D’Alessandro Zecchin (Phasar Edizioni)

Il cavallo con i piedi nell’acqua (e altre storie) è il seguito ideale di Cinque monete d’oro e altri racconti, nel quale l’Autrice ricordava episodi e momenti accaduti a lei e alla sua famiglia. E, come nella vita, in questo volume, nel quale predomina il sorriso, non mancano tocchi di malinconia, sempre descritti con mano leggera e con emozione profonda.
Profondità, leggerezza e sincerità sono le caratteristiche di questo libro nel quale al desiderio personale di “non dimenticare” l’Autrice unisce quello di entrare in sintonia con il Lettore per comunicare, con semplicità, emozioni e sentimenti che appartengono a tutti.

Nata in una famiglia affettuosa e allegra, in una casa in cui i buoni libri erano numerosissimi, l’Autrice deve il suo amore per la lettura soprattutto all’amatissimo padre, persona colta e molto interessante, che scherzosamente diceva ai suoi figli che solo gli animali vanno a dormire senza aver letto nulla.
Felicemente sposata, nel 1988 è diventata mamma di Alessandra, trovando nella maternità e nella vita familiare la sua piena realizzazione.
La perdita dell’amatissima figlia, il 15 ottobre 2003, ha sconvolto per sempre la sua esistenza. Quella che era una passione giovanile, scrivere, ora è diventato il mezzo per comunicare, per fermare le stagioni della vita negli istanti irripetibili e preziosi e forse per trovare la via di una difficile serenità.

Ma scrivere è anche, e soprattutto, il piacere delicato di donare, rinunciando ai Diritti d’Autore di ogni suo libro, a favore del Fondo Assistenza orfani della Polizia di Stato. Con il marito ha devoluto l’intero risarcimento dell’assicurazione, istituendo una Borsa di Studio in memoria di Alessandra.

"Il cavallo con i piedi nell’acqua (e altre storie)" di Agostina D’Alessandro Zecchin (Phasar Edizioni), 2008, €10, ISBN: 978-88-6358-005-1, pp. 108

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http://digilander.libero.it/alessandra_zecchin/index.htm

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“Filippo Lo Vetere (1868-1931). Uno studio sul socialriformista” di Calogero Rotondo (Phasar Edizioni)


"Filippo Lo Vetere (1868-1931). Uno studio sul socialriformista" di Calogero Rotondo (Phasar Edizioni)

La storia di un socialista siciliano vissuta tra la fine dell’Ottocento e il primo trentennio del Novecento; il protagonista è Filippo Lo Vetere più volte consigliere provinciale di Caltanissetta e sindaco di S.Caterina, piccolo centro agricolo della provincia di Caltanissetta.

Il suo itinerario politico-sociale non è quello di un “hidalgo“ di campagna bensì di leader del movimento socialista e contadino siciliano, impegnato per la spinta dello sviluppo dell’economia agricola siciliana. Ma chi fu veramente Filippo Lo Vetere: un avvocato, un operatore economico e commerciale, un esperto di problemi agrari o un teorizzatore che influenzò organizzazioni politiche e sindacali socialiste nella elaborazione delle linee da intraprendere sulla questione agraria siciliana?

Con questo studio monografico, presentato dal Prof. Giuseppe Gangi, Calogero Rotondo cerca di sciogliere l’interrogativo e ricostruisce, con pienezza di dettagli storici, con una disamina di documenti d’archivio inediti e materiale bibliografico, il suo percorso nel periodo della repressione crispina e dall’avvio della politica neoliberale di Giolitti all’ascesa di Mussolini al potere fino ad arrivare all’opera del Fascismo in Sicilia nel 1928.

Fasci dei Lavoratori, Consorzio Agrario Siciliano, notabili, scioperi agrari, affittanze collettive, occupazioni delle terre incolte, tesi produttivista e sicilianista, questi ed altri sono i momenti rilevanti su cui, in particolare, Rotondo, appassionandosi al personaggio, indaga per proporre un contributo sul profilo di Lo Vetere che, perseguito dalla polizia e dai tribunali, mostrò, come socialriformista, di non temere pericoli e, nello scontro ideologico e politico dell’epoca, di non avere preoccupazioni per una condotta politica non in linea con quella di opposizione al regime fascista.

"Filippo Lo Vetere (1868-1931). Uno studio sul socialriformista" di Calogero Rotondo (Phasar Edizioni), 2008, €24, ISBN: 978-88-6358-008-2, pp. 406

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Anteprima: “GoodMooning! Andare sulla Luna è una cosa molto seria! …o forse no?” (Phasar Edizioni)


"GoodMooning! Andare sulla Luna è una cosa molto seria! …o forse no? Il programma spaziale segreto che portò l’uomo sulla Luna"

Libro scritto e disegnato da Stefano Saldarelli, grafico libero professionista di Prato, da sempre appassionato di grafica, disegno, fantascienza e missioni spaziali. Unite il tutto e aggiungete altri due ingredienti: umorismo e l’ironia e otterrete GoodMooning!

GoodMooning! racconta di una missione spaziale sulla Luna avvenuta nel 1969, tre mesi prima della missione Apollo 11.
Storie surreali, umoristiche, divertenti, pensate per regalare un sorriso. Definite "fiabe per bambini cresciuti", narrano le vicende di un astronauta alle prese con mille situazioni e difficoltà. GoodMooning! è una metafora della vita in chiave "spaziale".

Il libro GoodMooning! Esce a metà dicembre 2012 e sarà disponibile su www.goodmooning.it e sui principali siti web di vendita di libri.

Blog:
http://www.goodmooning.i

“Dormono, le stelle. Raccolta di poesie” di Salvatore D’Amora (Phasar Edizioni)


"Dormono, le stelle. Raccolta di poesie" di Salvatore D’Amora (Phasar Edizioni)

Nel mondo, ci muoviamo e viviamo freneticamente, inghiottiti dalla routine quotidiana. Tuttavia, riuscire a trovare ancora il tempo per meravigliarci del più piccolo particolare della nostra vita, non è solo una necessità ancestrale, ma anche l’aspetto che ci identifica pienamente in quanto uomini, soggetti pensanti. La poesia ci permette di elevare il nostro animo, e spingerlo fin dove lo stesso pensiero e la ragione credono sia impossibile andare. La poesia è quella preghiera primordiale che tutti conserviamo nel nostro animo, quella scintilla divina che ci rende «della stessa materia dei sogni» (W. Shakespeare)

La poesia
purifica l’anima
del viandante
che volge il mento
al cielo,
e non si stanca
di cercare.

Salvatore D’Amora nasce nel 1990. È studente in Storia all’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Insignito del premio “Maria SS. dell’Olmo”, e per tre volte del premio “F. Giuliano”. Questa è la sua prima raccolta di poesie.

http://www.poesiedamora.blogspot.com

http://www.phasar.net/catalogo/libro/dormono-le-stelle-raccolta-di-poesie

"Dormono, le stelle. Raccolta di poesie" di Salvatore D’Amora (Phasar Edizioni), 2010, €10, ISBN: 978-88-63580-65-5, pp. 126

Scarica l’anteprima del libro in formato PDF:
http://www.phasar.net/docs/Estratto_Dormonolestelle.pdf

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11 Dicembre 2012 – Paolo Cognetti a Francavilla Fontana (BR) con “Sofia si veste sempre di nero” (@MinimumFax)


Paolo Cognetti – Sofia si veste sempre di nero
Libreria Ubik – Cia Regina Elena, 83 – Ore 18.30
Francavilla Fontana (BR)

Paolo Cognetti l’11 dicembre sarà a Francavilla Fontana per presentare “Sofia si veste sempre di nero”.

Il Laboratorio Urbano "In punta di piedi" ospita Paolo Cognetti a Francavilla Fontana (BR) per la presentazione del suo ultimo libro. A introdurlo sarà lo scrittore Marco Montanaro.

Sofia si veste sempre di nero (minimum fax 2012, 203 pp.) è la nuova prova narrativa di Paolo Cognetti, 34enne autore milanese, considerato tra i migliori scrittori della sua generazione. Nei suoi racconti, cesellati con la finezza di Carver e Salinger, ha saputo rappresentare con sorprendente intensità l’universo femminile. Ed è ancora una donna la protagonista del suo nuovo libro, un romanzo composto da dieci racconti autonomi che la accompagnano lungo trent’anni di storia: dall’infanzia in una famiglia borghese apparentemente normale, ma percorsa da sotterranee tensioni, all’adolescenza tormentata da disturbi psicologici, alla liberatoria scoperta del sesso e della passione per il teatro, al momento della maturità e dei bilanci. Con la sua scrittura precisa e intensa, che nasconde dietro l’apparente semplicità una straordinaria potenza emotiva, Cognetti ci regala il ritratto di un personaggio femminile indimenticabile: una donna torbida e inquieta, capace di sopravvivere alle proprie nevrosi e di sfruttare improvvisi attimi di illuminazione fino a trovare, faticosamente, la propria strada. Un libro avvincente in cui ciascun lettore troverà momenti di bellezza e di dolore, di ansia e di riscatto, che riconoscerà di aver vissuto anche sulla sua stessa pelle.

La scheda del libro:
http://www.minimumfax.com/libri/scheda_libro/568

Paolo Cognetti è nato a Milano nel 1978.
È autore di alcuni documentari – Vietato scappare, Isbam, Box, La notte del leone, Rumore di fondo – che raccontano il rapporto tra i ragazzi, il territorio e la memoria. Per minimum fax media ha realizzato la serie Scrivere/New York, nove puntate su altrettanti scrittori newyorkesi, da cui è tratto il documentario Il lato sbagliato del ponte, viaggio tra gli scrittori di Brooklyn.
Per minimum fax ha pubblicato Manuale per ragazze di successo (2004), e Una cosa piccola che sta per esplodere (2007), vincitore, tra gli altri, del Premio Fucini, del Premio Settembrini e finalista al Premio Chiara. Per Laterza è uscito nel 2010 New York è una finestra senza tende. Il suo blog è http://paolocognetti.blogspot.it.

“Di che segno sei Charlie Brown?” di Stefano Rubino (Phasar Edizioni)


"Di che segno sei Charlie Brown?" di Stefano Rubino (Phasar Edizioni)

"Creando i suoi ragazzi è come se Charles Schulz avesse voluto attirare l’attenzione dei lettori sugli eterni problemi che ciclicamente ognuno di noi incontra sul suo cammino. Il fumettista, insomma, è riuscito a descrivere uno spettro talmente vasto di problematiche esistenziali che chiunque, leggendo le sue strisce, può identificarsi in questa o in quella situazione. Non abbiamo scritto questo libro perché siamo definitivamente impazziti. Noi crediamo, invece, che Schulz abbia inserito via via i suoi personaggi fino a quando si rese conto che il mondo da lui creato aveva raggiunto una sua completezza, un suo perfetto equilibrio interno. Ebbene, l’Astrologia è proprio un modo per descrivere la totalità utilizzando dodici diversi punti di vista.

Di conseguenza, se l’universo dei Peanuts è davvero così completo in se stesso, allora i principali elementi astrologici devono per forza trovare al suo interno una qualche rappresentazione. A nostro avviso, quindi, è come se, attraverso le sue creature, Schulz fosse riuscito a modellare gli archetipi basilari che sono a fondamento della vita e a cui l’Astrologia cerca di dare una descrizione che sia appunto astrologica."

Stefano Rubino

http://www.phasar.net/catalogo/libro/di-che-segno-sei-charlie-brown

"Di che segno sei Charlie Brown?" di Stefano Rubino (Phasar Edizioni), 2006, €15, ISBN: 88-87911-58-4, pp. 170

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“Il secondo bene. Saggio sul compito terreno dei mortali” di Flavio Ermini


Flavio Ermini
IL SECONDO BENE saggio sul compito terreno dei mortali

«La nostra è una contiguità alla dispersione e all’orrore, dove dare figura alla caduta è dare figura a se stessi, scoprire la propria autentica identità. Questo incessante movimento – verso la dissipazione e verso noi stessi – è l’essenza del nostro compito terreno.» È una delle frasi conclusive del libro di Ermini su cui va posta la massima attenzione.

Impossibile avere esperienza della morte, che sarebbe il compimento dell’esperienza umana, che si compie appunto quando non è più possibile esperire. Forse, per averne una sorta di figura, dobbiamo cercare altrove, forse in questi frammenti di morte che sperimentiamo per esempio quando siamo esiliati sul confine tra la veglia e il sonno. I pensieri si slabbrano, sembrano uscire da noi in lembi, che scivolano in una buia palude, o in lancinanti frammenti, in schegge che feriscono la coscienza fino ad annullarla in una sorta di malattia. Ci si aggrappa a un ricordo, e il ricordo sfugge e ci si dimentica persino di aver per un attimo ricordato. Si cerca di comporre la geografia di ciò che nel buio ci sta intorno, e tutto si confonde in una sorta di agglomerato di sensazioni strane. Si invoca il sonno che sprofondi il tutto, e nello stesso tempo in cui lo si invoca sentiamo che si casca nel sonno, si sprofonda appunto in esso, come in un abisso. E proprio su questo bordo siamo trattenuti. È la condizione umana.

Dalla postfazione di Franco Rella

Flavio Ermini, “Il secondo bene” – pagine : 208, dimensioni : 14,5×21, prezzo : 18, ISBN : 9788871864617, Anno di pubblicazione : 2012

§

Pubblicato nel marzo 2012 da Moretti&Vitali con la postfazione di Franco Rella è stato ristampato in alta tiratura.
Le lettrici e i lettori che nelle scorse settimane non sono riusciti ad averne copia possono ora trovare il volume in tutte le librerie o richiederlo direttamente all’editore: ordini

ULTERIORI INFORMAZIONI

sul sito di Moretti&Vitali
www.morettievitali.it/?post_type=libri&p=1761

sul sito di “Anterem”
www.anteremedizioni.it/flavio_ermini_il_secondo_bene

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http://www.musicaos.it

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Novità: “Il manifesto del partito che non c’è. Un nuovo ’68” di Ledo Ottaviano Carella (Phasar Edizioni)


"Il manifesto del partito che non c’è. Un nuovo ’68" di Ledo Ottaviano Carella (Phasar Edizioni)

Crisi, debito pubblico, spread, rigore, tagli, licenziamenti, recessione.
Sul percorso obbligato del liberismo istituzionalizzato europeo non fa più alcuna differenza che a governare sia Berlusconi o Bersani, Vendola o Casini o Di Pietro o Grillo.
Il potere esecutivo passa nelle mani della Bundensbank-BCE, mentre quello legislativo in quelle di S&P, Moody’s e Fichte. E dunque vi è una sola possibilità: immaginare un sistema diverso.
Ma è tutto in mano al popolo.

Ledo Ottaviano Carella, nato il 4 agosto del 1952 a San Severo (FG), si trasferisce con la famiglia a Genova dove frequenta il Liceo Classico e gli studi universitari in Giurisprudenza.
Si laurea nel 1977 e tuttora vive a Genova dove svolge la professione di avvocato.

"Il manifesto del partito che non c’è. Un nuovo ’68" di Ledo Ottaviano Carella (Phasar Edizioni), 2012, €14, ISBN: 978-88-6358-150-8, pp. 222

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Il poeta Loris Ferri canta il mondo dei Rom (Sigismundus Editrice)


Dopo il volume di saggi e interventi politici “Feudo Italia. Diario di un cervello in fuga” dell’intellettuale italo-francese Luigi-Alberto Sanchi e il libro d’arte “Il filo e il cucchiaino” composto a sei mani dal filosofo Alfonso Cariolato, dallo scrittore Giuseppe Signorin e dal fotografo Andrea De Stefani, l’Associazione culturale “La Gru” presenta la terza pubblicazione dell’omonima collana editoriale, gestita autonomamente all’interno della Sigismundus Editrice di Ascoli Piceno.
Si tratta di “ROM (uomo)”, un poema del viaggio e del destino universale e storico composto dal poeta marchigiano Loris Ferri (Fano, 1978).

Scheda libro: http://www.sigismundus.it/poesia/rom-uomo/

Scrive lo studioso croato Milan Jodic, nella nota che accompagna il testo:

“Tredici capitoli come i tredici apostoli di Majakovskij: questo romanzo in versi si disloca temporalmente lungo tutta la vicenda irrisoria dei Radaik; verosimile e barocca, visionaria, agli occhi del lettore si presenta come un’epica laica, una presa di coscienza eretica fondata sulla psicotropia della memoria. Un ciclo chimerico balcanico degno di fede nella sua schiettezza. Tredici capitoli: le illusioni, gli orrori, le sconfitte, gli ideali, i soprusi, gli aneliti mortificati dalla società intera, e dall’indifferenza infernale nei confronti di un giovane uomo: ciò che in lingua romanì si direbbe Rom. Nessuna idealizzazione nei confronti della materia trattata, bensì una discesa agli inferi della vita, ma anche un mantra verso i demoni dell’arte.
Havro Alexandar Radaik: il piccolo chierico vagante, l’io, il personaggio, l’anti-eroe, il pensiero stesso del linguaggio alchemico, vinto tra i vinti, il suonatore zigano alla fine dei conti.
Tredici capitoli in un finale chiaramente decifrabile, in cui Havro compie la sua scelta in un gesto di rabbia e amore, di dignità abissale, un atto di onestà nei confronti dell’esistenza stessa.”

Loris Ferri (Fano, 1978) ha pubblicato i libri di poesie borderlinea (Thauma, 2008; con una prefazione di Gianni D’Elia) e Corrispondenze ai margini dell’Occidente (Effigie, 2011; con Stefano Sanchini e una postfazione di Roberto Roversi).
Ha fatto parte del progetto “Calpestare l’oblio” (2009-2010) e della redazione della rivista di poesia e realtà “La Gru” (2005-2012).

*
Sarebbe bello poter immaginare che, a partire da questo poema, qualche operatore culturale o associazione di volontariato potesse invitarci ad organizzare un incontro di poesia, un reading, un canto corale o anche un laboratorio collettivo di teatro in versi, rivolto ai giovani abitanti di qualche campo nomadi o comunità Rom, senza alcuna finalità che non sia quella di piantare a terra un seme di incontro e condivisione.
L’associazione di poesia e realtà “La Gru”, con questa opera di Loris Ferri, lancia la proposta come un messaggio in bottiglia e resta in attesa di un segnale.
*

PRIME PRESENTAZIONI DEL LIBRO ROM (UOMO) DI LORIS FERRI:

Domenica 9 dicembre h.18,00
@ Chiesa sconsacrata di Santa Maria Maddalena (Pesaro)
in collaborazione con: MACULA
Centro Internazionale di Cultura Fotografica
"La Carne del Verso"
performance in poesia di Loris Ferri e Stefano Sanchini
ispirata alla mostra di Benedetta Bonichi: "Entelechia"
Musiche e suoni del polistrumentista: Michele La Paglia

Sabato 15 dicembre h. 22,00
@ Quilombo (Pesaro)
"Rom -uomo-"
Laboratorio di poesia/canzone
Testi e voce: Loris Ferri
Canzoni e voce: Frida Neri
Chitarra: Antonio Nasone
Frida Neri: già all’interno del progetto 2012 con Maroccolo, Zamboni e Magnelli (ex CSI) live per "Il fantasma dell’opera"

Sabato 22 dicembre h.18,00
@ Libreria Prosperi (Ascoli Piceno)
“Rom-uomo”
concerto in poesia e chitarra acustica
Testi e voce: Loris Ferri
Chitarra: Alessandro Buccioletti

“Cuore russo” di Carla Piermarini (Phasar Edizioni)


"Cuore russo" di Carla Piermarini (Phasar Edizioni)


Cuore Russo è una raccolta di poesie che descrivono un percorso, quello umano dell’autrice, dall’adolescenza alla prima maturità. Si passa lentamente dal romanticismo e dall’innocenza dei primi componimenti a composizioni più amare ma più sincere, nelle quali le parole non vengono selezionate per ammaliare il lettore bensì per destarlo dal torpore e dall’indolenza della contemporaneità. Ogni affermazione è netta, diretta, a volte spietata. Il tema dell’amore è un filo conduttore, anch’esso comunque indagato da più angolazioni, senza retorica. La Russia appare, scompare, per poi ricomparire come sfondo di una vicenda umana tutta al femminile. Poesie come appunti di viaggio, con tante immagini simili a scatti fotografici, scritte di getto e con semplicità per permettere attraverso la lettura di ricordare nitidamente l’esperienza vissuta e poter volgere lo sguardo sempre e comunque verso il futuro.

Carla Piermarini nasce a Fermo nel 1979. Nel 1998 si diploma presso il Liceo Scientifico “T. Calzecchi Onesti”, dove, durante il triennio, ha l’opportunità di studiare la lingua russa. L’interesse e la passione che la civiltà letteraria russa suscita nell’autrice la spingono a laurearsi nel 2004 in Lingue e Letterature Straniere, presso l’Università “La Sapienza” di Roma, con una tesi sulle liriche italiane di Nikolaj Gumilëv, raffinatissimo poeta russo del primo Novecento. Le lingue, la poesia e l’amore per i viaggi sono le passioni che hanno guidato fino ad oggi le scelte umane e professionali dell’autrice, che attualmente lavora come insegnante nelle scuole secondarie di primo e secondo grado.

http://www.phasar.net/catalogo/libro/cuore-russo

"Cuore russo" di Carla Piermarini (Phasar Edizioni), 2009, €7, pp. 56

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“Comunicazione Cinematografica. Capire e scrivere il cinema” di Marco Paracchini (Phasar Edizioni)


"Comunicazione Cinematografica. Capire e scrivere il cinema" di Marco Paracchini (Phasar Edizioni)

Un manuale per conoscere le tecniche, il linguaggio e le dinamiche cinematografiche.
Un compendio interessante, moderno e destinato a tutti.

Fondamentale per gli studenti di cinema, comunicazione e marketing.
Indispensabile per chi vuole scrivere una sceneggiatura.
Illuminante per tutti coloro che amano quest’Arte e non ne hanno mai inteso a fondo i meccanismi.

Capire il Cinema – La Fase Letteraria – Il Paradigma Narrativo – Scrivere una sceneggiatura – La grammatica del film – Le regole cinematografiche – La politica fiscale italiana in ambito cinematografico.

Marco Paracchini lavora sui set audiovisivi dal 2000. Ha diretto spot, web format, cortometraggi e documentari. È docente di regia, relatore di scrittura creativa e docente di pubblicità audiovisiva.

Al volume hanno partecipato Guido Michelone (prefazione) e Dea Squillante (appendice finale).

"Comunicazione Cinematografica. Capire e scrivere il cinema" di Marco Paracchini (Phasar Edizioni), 2012, €18, ISBN: 978-88-6358-124-9

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“Come è nata la Bibbia. Introduzione generale alla sacra Scrittura” di Fabio La Gioia (Phasar Edizioni)


"Come è nata la Bibbia. Introduzione generale alla sacra Scrittura" di Fabio La Gioia (Phasar Edizioni)

Il libro tratta delle tematiche generali e previe alla lettura della sacra Scrittura.

Suddiviso in quattro parti, nella prima – LA BIBBIA E LE SUE PROPRIETÀ – si discutono argomenti quali la Rivelazione e la parola di Dio, l’ispirazione, il contenuto e l’unità, la «verità» della Bibbia. La seconda parte – IL CANONE BIBLICO – prende in esame la formazione del canone (insieme dei libri sacri e normativi), riflettendo poi sul significato dello stesso. La terza – IL TESTO BIBLICO E LA SUA TRASMISSIONE – indaga il modo in cui i libri sacri sono arrivati fino a noi e, grazie ai metodi di critica testuale, come si è risaliti a un testo il più vicino a quello originario (di cui non possediamo copia per alcun libro biblico). La quarta – ERMENEUTICA ED ESEGESI – è dedicata alla distinzione e investigazione dei due campi di studio scientifico della sacra Scrittura.

Attraverso questo percorso si cerca di rispondere a una domanda di fondo (da cui il titolo), sottesa a tutto il libro: «Come è nata la Bibbia?».

Fabio La Gioia, sacerdote della Diocesi di Gorizia, tra le sue pubblicazioni annovera: Comprendere il Nuovo Testamento, AdP 2007; Apocalisse. Rivelazione di Gesù Cristo alla sua Chiesa, Aracne 2008. Per Phasar Edizioni è uscito nel 2010: Introduzione al quarto vangelo e alle tre lettere di Giovanni. Dal 2005 insegna sacra Scrittura nell’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Trieste.

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“Cambiare con creatività”, Autori Vari (Phasar Edizioni)


"Cambiare con creatività", Autori Vari (Phasar Edizioni)

Le esperienze professionali e accademiche di diversi autori, che fanno parte della community di www.psicolab.net, hanno dato il via a un progetto sulla Formazione come strumento di cambiamento. Si tratta di punti di vista diversi su un campo, quello della Formazione Outdoor, ancora poco compreso e conosciuto. Uno sguardo creativo e al contempo rigoroso di formatori, coach, professori e giornalisti sul mondo della Formazione Esperienziale. Una Formazione vitale che si rinnova nei contenuti e nelle modalità, una Formazione sempre più necessaria sia in campo aziendale che personale, una Formazione che è percorso e stile di vita.

La decontestualizzazione dall’ambiente abituale, per effettuare attività insolite e maggiormente creative, è una delle chiavi per ottenere cambiamenti duraturi. Questo permette infatti di abbattere le diffidenze e porre tutti i partecipanti allo stesso livello di partenza: su un campo da rugby, su un palcoscenico o in un rifugio di montagna poco importa il mio ruolo aziendale o sociale. Tutti devono mettersi in gioco per contribuire al raggiungimento del risultato finale. In tali contesti diventa importante collaborare per svolgere compiti elementari o difficili. Così i partecipanti possono acquisire nuove capacità di relazionarsi, abbattere precedenti schemi e diffidenze, scoprire aspetti nuovi nei propri compagni e in se stessi.

Le organizzazioni si trovano continuamente a dover fronteggiare cambiamenti di ogni tipo, adattando i propri obiettivi, la propria struttura ed il modo in cui si pongono sul mercato. Per questo chiedono uno sforzo costante di adattamento e di miglioramento ai propri membri. E le nozioni teoriche e specialistiche, per quanto importanti nello svolgimento di qualsiasi professione, non sono sufficienti perché le persone, in una qualsiasi realtà, hanno bisogno di comunicare e di imparare continuamente per raggiungere il duplice e fondamentale obiettivo che garantisce il successo: essere soddisfatti soddisfando a nostra volta le aspettative dell’organizzazione.

Autori del libro: Fabio Croci, Laura Cioni, Giovanna Coppini, Paolo Svegli, Silvia Corridoni, Valentina Ristori, Angela Cardi, Stefania Ciani.
Curatore: Lapo Baglini.

Visita il sito dell’autore

"Cambiare con creatività", Autori Vari (Phasar Edizioni), 2008, €12, ISBN: 978-88-6358-013-6, pp. 120

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“C’era una donna…” di Monica Negri (Phasar Edizioni)


"C’era una donna…" di Monica Negri (Phasar Edizioni)

Un racconto autobiografico, una denuncia morale sull’arroganza e l’indifferenza dei piccoli poteri.

"Questa storia nasce dalla necessità di esorcizzare quanto accaduto durante pochi anni che hanno cambiato la nostra vita. Quando abbiamo assistito al disgregamento fisico e morale di una persona a noi molto vicina e alla fine di un periodo sostanzialmente sereno, quando abbiamo scoperto quanto si può essere soli in mezzo agli altri e a quali livelli di meschinità possa giungere l’animo umano.

Una storia che non nasce come una denuncia, anche se moralmente deve essere considerata tale, ed è solo questa la ragione per cui non vengono volutamente fatti nomi.

Una storia vera, una storia come mille altre che si consumano nel quotidiano senza che quasi nessuno ne parli"

"C’era una donna…" di Monica Negri (Phasar Edizioni), 2000, €7,23, ISBN: 88-87911-02-9, pp. 112

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30 Novembre 2012 – “Vane alla Svizzera”, Mino De Santis in concerto a Bellinzona


Mino De Santis, ha percorso il Salento e la Puglia, in lungo e in largo, portando la sua musica e le sue storie nelle piazze della sua terra. Dopo essere già approdato in Trentino Alto Adige, in occasione dello Sky Wine 2012, accompagnato dagli Ululati di Lupo Editore, la nuova etichetta musicaleditoriale della talentuosa casa editrice salentina, si prepara ad un nuovo viaggio, un viaggio moderno e allo stesso tempo antico. È l’ora di una nuova “storia”, alla maniera di quegli emigranti che, tanti anni fa, andavano in Svizzera, con la speranza in tasca, questa volta per portare versi, musica, e cultura. Una tradizione artistica, quella a cui si lega De Santis, che costituisce un vero e proprio filone, e che in questi mesi è divenuta più che mai attuale.

Mino De Santis sarà a Bellinzona, il 30 novembre prossimo, ospite proprio di una persona che, come racconta De Santis nelle sue canzoni, è partita negli anni sessanta, lasciando la sua Galatone, per trovare fortuna. Questo tipo di occasioni di solito sono il pretesto per parlare di un artista e della sua arte, questa volta approfitterò per fare alcune domande al signor Alessandro Montefusco, che lavora in Svizzera da più di quaranta anni e che si è reso artefice di questa occasione di scambio tra il suo Salento e la sua Svizzera.

Sig. Montefusco, il 30 novembre prossimo, per festeggiare il 15° anno di attività dell’autocarrozzeria Isolabella, avete deciso di invitare Mino De Santis per tenere un concerto, invitando tutti i vostri amici e clienti più affezionati a quella che si prospetta essere una vera e propria festa, le chiedo, da quanto tempo lavora in Svizzera, e quali sono i ricordi a cui è più affezionato, sia in Italia che in Svizzera?

Sono in Svizzera dal 1966. Dopo il periodo scolastico ho iniziato a lavorare, precisamente dal 1970, nel Canton Jura a Delémont, dove la mia famiglia si era trasferita. I ricordi a cui sono più affezionato di quel periodo è senz’altro il Salento della mia infanzia trascorsa a Galatone in contrada “Inferno” (braghe corte e piedi scalzi). Della Svizzera sicuramente ricordo di più gli amici della mia gioventù.

Le statistiche e i giornali ci raccontano di giovani italiani che, sempre più numerosi, studiano e accumulano la propria esperienza per partire e abbandonare il nostro paese; la sua esperienza è stata simile? Ci può raccontare come sono stati i primi anni, anche per i più giovani, come è stato avviare un’attività?

A 12 anni, al termine della prima media, raggiunsi la mia famiglia. Mio padre lavorava assieme a tanti altri Salentini nel Canton Jura (è il cantone di lingua francese). Lì completai i miei studi obbligatori e trascorsi il mio periodo di apprendistato come carrozziere, per 4 anni. L’attività in proprio la incominciai, per la prima volta, nel 1977, avevo 23 anni, per altri quattro anni.

In seguito provai altre strade professionali. Dopo avere messo su famiglia e dopo avere scoperto il Canton Ticino, dove il clima era sicuramente più favorevole rispetto alla Svizzera del nord, mi sono trasferito con la mia famiglia. In questo splendido Cantone dopo un periodo di lavoro come dipendente con mansioni di responsabilità presso una concessionaria di autovetture ho colto l’opportunità di rilevare una carrozzeria già esistente, spinto dal desiderio di lavorare in proprio. Ed è proprio questo obiettivo di indipendenza che mi ha incoraggiato a creare e sviluppare la mia impresa. La motivazione che mi ha spinto a fondare la mia impresa è stata la fiducia nelle mie capacità di artigiano.

Dopo tanti anni, grazie al suo lavoro, lei si sarà perfettamente integrato nella sua città; cosa si sente di suggerire a qualcuno che volesse intraprendere il suo stesso percorso?

Se dovessi aggiungere ancora qualcosa a quanto scritto più sopra suggerirei di sviluppare le proprie capacità e metterle al servizio degli altri lavorando con professionalità, con lo spirito di servizio nei confronti degli altri e non mettere per forza come primo scopo l’arricchimento.

Mino De Santis, nelle sue canzoni, affronta spesso il tema dell’emigrazione e del lavoro, mostrandone tutti gli aspetti, può darci anche lei il suo augurio e invito al concerto del 30 novembre?

Mino De Santis nella sua canzone “Vane alla Svizzera” tratta il tema dell’emigrato con molto sarcasmo, sarcasmo che condivido in parte anche perché parallelamente esiste un’emigrazione salentina che ha saputo integrarsi perfettamente nella società svizzera raggiungendo dei traguardi tutto rispetto e arricchendosi di questa nuova realtà, senza per questo rinnegare le proprie radici. Invito quindi tutti quelli che lo desiderano a raggiungerci il 30 novembre per festeggiare con noi.

“Bus de la Lum. Foiba infame e discussa” di Silvano Mosetti (Phasar Edizioni)


"Bus de la Lum. Foiba infame e discussa" di Silvano Mosetti (Phasar Edizioni)

Sull’estremo confine del Friuli-Venezia Giulia, pochi metri al di qua del Veneto, si apre un inghiottitoio naturale profondo 180m: il Bus de la Lum. Esplorato la prima volta nel 1924 dalla Società Alpina delle Giulie, nel 1949 l’Autore portò il suo Gruppo a una riesplorazione, trovando sul fondo i resti di parecchi infoibati. Un anno dopo, su incarico del Ministero Difesa-Esercito, lo stesso Gruppo dei triestini riportò in superficie quanto restava di ventotto salme, sospendendo il recupero per la presenza di alcune bombe inesplose. La narrazione riesce a scavare nel dolore di una madre, emblema di tutti i parenti di infoibati, un sentimento di commossa rassegnazione e consente di sperare in una totale pacificazione etnica con gli Slavi, oggi auspicata ma non ancora pienamente realizzata.

Silvano Mosetti è nato nel 1924 a Trieste, dove muore l’8 marzo 2008.
Presidente del Gruppo Triestino Speleologi dal 1949 al 1957, vi è rimasto socio per ventisei anni. Dopo vari incarichi ecclesiali, assolti sia in ambito locale sia a livello nazionale, è stato presidente diocesano di Azione Cattolica nel capoluogo giuliano per due mandati triennali conclusi nella primavera 1983. In “Chi ha sete venga”, pubblicato dalla Elle Di Ci alla fine del 1995, ha curato una copiosa raccolta di schede per i “centri di ascolto” operanti in varie diocesi italiane.

Nel concorso letterario “L’Autore”, indetto nel 2002 per opere inedite da Firenze Libri, su 1466 partecipanti anche stranieri alle tre sezioni (narrativa, poesia, varia), è risultato tra i diciassette finalisti per la narrativa con “Noi degli abissi”, stessa opera qui presentata col titolo “Bus de la Lum”.

"Bus de la Lum. Foiba infame e discussa" di Silvano Mosetti (Phasar Edizioni), 2008, 12€, ISBN: 978-88-6358-001-3, pp. 184

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28 Novembre 2012 – “Il paesaggio salentino di Roberto Rocca”. Mostra fotografica al Note di vino di Ruffano


Note di vino
presenta

MOSTRA FOTOGRAFICA
"Il paesaggio salentino di Roberto Rocca"

Mercoledì 28 Novembre 2012
Ore 19.30

"Note di vino" – Ruffano
Via Vittorio Veneto, 55

Roberto Rocca nasce e vive a Taurisano, in provincia di Lecce. Inizia la sua carriera ‘paparazzando’ vip, ma durante gli appostamenti scopre l’amore per il suo Salento e la passione per la fotografia paesaggistica. Un modo per non poter mai smettere di immortalare sulla pellicola la sua modella più bella, che ritrae di giorno, di notte, abbandonata sotto il sole, oppure nascosta dietro un cielo gonfio di pioggia. Roberto Rocca, tra le sue pubblicazioni, annovera ampi servizi per la Rizzoli, nella rivista DOVE e I VIAGGI DEL SOLE; la GUIDA PUGLIA edita da Giunti Editore; con l’editore Mondadori per la rivista DIVA E DONNA e CHI; e con Hachette Rusconi per la rivista GENTE, oltre a numerose copertine di libri. È prossima la pubblicazione di un suo volume fotografico interamente dedicato al Salento.

«Le mie foto – racconta Rocca – sono degli scatti molto semplici. Non vado alla ricerca di inquadrature particolari. In compenso, però, sono molto pignolo con la luce e i colori, e quindi cerco in ogni paesaggio di far uscire il meglio che può dare. ».

Aperitivo con degustazione guidata da un sommelier della Cantina Materdomini.

Note di Vino – Nel cuore del Salento, a Ruffano (LE), dalla passione per l’enogastronomia e per la musica nasce l’enoteca wine bar «Note di Vino». Esperienza nella selezione e nella scelta delle bevande e dei cibi, il tutto accompagnato da una ricercatissima selezione musicale: jazz, blues, rock… dai concerti che settimanalmente vengono organizzati e dalle jam session dei musicisti/clienti a cui viene messo a disposizione il palco con tutta la strumentazione (chitarra, batteria, pianoforte.

Info:
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Tel +39 340 33 86 316/ +39 340 90 98 835
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“A piedi nudi sulla sabbia” di Giovanni Galperti (Phasar Edizioni)


"A piedi nudi sulla sabbia" di Giovanni Galperti (Phasar Edizioni)

Doveva pensare a qualcosa il profeta Isaia quando diceva: «Come sono belli sui monti i piedi del messaggero che annunzia la pace che annunzia la salvezza».

Poteva magari pensare al mio catechista Daniel, della missione di Gounou Gan al Ciad, nel bel mezzo dell’Africa. Io a Isaia e a queste sue parole pensavo ogni volta che vedevo Daniel togliersi le scarpe – se scarpe potevano essere – e venire davanti all’altare, sempre all’ombra di un albero, per commentare il Vangelo.

Non ho capito né Isaia né il Vangelo. E neppure il gesto di Daniel.

Daniel sorriderebbe, se leggesse, sorpreso di ritrovare qualcosa di se stesso in queste pagine scritte – a piedi nudi – dopo e prima averlo conosciuto.

Qualcosa cui non aveva mai pensato.

"A piedi nudi sulla sabbia" di Giovanni Galperti (Phasar Edizioni) , Phasar Edizioni, 8,00€, 978-88-63580-63-1, pp. 112, 2010

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25 Novembre 2012 – Stefano Benni con “Di tutte le ricchezze” al Feltrinelli Point di Lecce


FELTRINELLI POINT di Lecce OSPITA
IL ROMANZO “DI TUTTE LE RICCHEZZE” (Feltrinelli) di Stefano Benni

L’autore si renderà disponibile a firmare le copie del libro, accogliendo ben volentieri domande dai lettori convenuti.

Domenica 25 novembre 2012 ore 11.00
Feltrinelli point – via Cavallotti 7/a – 73100 – Lecce – Italia

La libreria Feltrinelli non perde occasione di presentare ghiotte opere letterarie come il romanzo “Di tutte le ricchezze” – ai lettori leccesi e non – che non possono non accogliere quest’opportunità di arricchimento culturale accompagnato dalla simpatica e poliedrica figura di Stefano Benni, un autore acuto e frizzante, l’ideale insomma per una domenica mattina di novembre.

Martin è un maturo professore e poeta che si è ritirato a vivere ai margini di un bosco: è una nuova stagione della vita, vissuta con consapevolezza e arricchita dai ricordi e dalle conversazioni che Martin intrattiene con il cane Ombra e con molti altri animali bizzarri e filosofi. In questa solitudine coltiva la sua passione di studioso per la poesia giocosa e per il Catena, un misterioso poeta locale morto in manicomio.

Questa tranquillità, che nasconde però strani segreti, è turbata dall’arrivo di una coppia che viene a vivere in un casale vicino: un mercante d’arte in fuga dalla città e Michelle, la sua bellissima e biondissima compagna. L’apparizione di Michelle, simile a una donna conosciuta da Martin nel passato, gonfia di vento, pensieri e speranze i giorni del buon vecchioprofessore. Il ritmo del cuore e il ritmo della vita prendono una velocità imprevista. Una velocità che una sera, a una festa di paese, innesca il vortice di un fantastico giro di valzer.

Leggende, sogni, canzoni, versi di un poeta che la tradizione vuole folle e suicida, telefonate attese, contattisti rock, cinghiali assassini, visite di colleghi inopportuni, comiche sorprese, goffi corteggiamenti e inattese tentazioni – tutto riempie di nuova linfa una stagione che si credeva conclusa, e che si riapre sul futuro come un’alba. Martin e tutti quelli che lo circondano sembrano chiusi in un bozzolo di misteri: si tratta di attendere la farfalla che ne uscirà.

Stefano Benni scrittore, giornalista, poeta, sceneggiatore, drammaturgo e umorista italiano. Ha collaborato con settimanali “l’Espresso” e “Panorama”, quotidiani come ”la Repubblica” e “Il manifesto”, autore televisivo. Ha scritto numerosi romanzi, autore di racconti e opere teatrali.

Info
Feltrinelli Point
via Cavallotti 7/a, 0832/331999
www.lafeltrinelli.it

Comunicato stampa di KEN LOACH sul PREMIO del TORINO FILM FESTIVAL


"È con grande dispiacere che mi trovo costretto a rifiutare il premio che mi è stato assegnato dal Torino Film Festival, un premio che sarei stato onorato di ricevere, per me e per tutti coloro che hanno lavorato ai nostri film.

I festival hanno l’importante funzione di promuovere la cinematografia europea e mondiale e Torino ha un’eccellente reputazione, avendo contribuito in modo evidente a stimolare l’amore e la passione per il cinema.

Tuttavia, c’è un grave problema, ossia la questione dell’esternalizzazione dei servizi che vengono svolti dai lavoratori con i salari più bassi. Come sempre, il motivo è il risparmio di denaro e la ditta che ottiene l’appalto riduce di conseguenza i salari e taglia il personale. È una ricetta destinata ad alimentare i conflitti. Il fatto che ciò avvenga in tutta Europa non rende questa pratica accettabile.

A Torino sono stati esternalizzati alla Cooperativa Rear i servizi di pulizia e sicurezza del Museo Nazionale del Cinema (MNC). Dopo un taglio degli stipendi i lavoratori hanno denunciato intimidazioni e maltrattamenti. Diverse persone sono state licenziate. I lavoratori più malpagati, quelli più vulnerabili, hanno quindi perso il posto di lavoro per essersi opposti a un taglio salariale. Ovviamente è difficile per noi districarci tra i dettagli di una disputa che si svolge in un altro paese, con pratiche lavorative diverse dalle nostre, ma ciò non significa che i principi non siano chiari.

In questa situazione, l’organizzazione che appalta i servizi non può chiudere gli occhi, ma deve assumersi la responsabilità delle persone che lavorano per lei, anche se queste sono impiegate da una ditta esterna. Mi aspetterei che il Museo, in questo caso, dialogasse con i lavoratori e i loro sindacati, garantisse la riassunzione dei lavoratori licenziati e ripensasse la propria politica di esternalizzazione. Non è giusto che i più poveri debbano pagare il prezzo di una crisi economica di cui non sono responsabili.

Abbiamo realizzato un film dedicato proprio a questo argomento, «Bread and Roses». Come potrei non rispondere a una richiesta di solidarietà da parte di lavoratori che sono stati licenziati per essersi battuti per i propri diritti? Accettare il premio e limitarmi a qualche commento critico sarebbe un comportamento debole e ipocrita. Non possiamo dire una cosa sullo schermo e poi tradirla con le nostre azioni.
Per questo motivo, seppure con grande tristezza, mi trovo costretto a rifiutare il premio."

Ken Loach – 21 novembre 2012

http://cinemabendato.it/index.php/news-cinema/item/723-ken-loach-rifiuta-il-premio-assegnato-dal-torino-film-festival-le-motivazioni

dal 24 Novembre 2012 al 5 Gennaio 2013 – Monopoli (BA) – LA TENSIONE DELLA FORMA


LA TENSIONE DELLA FORMA

Galleria SPAZIOSEI Via S. Anna, 6 – Monopoli (BA)
dal 24 novembre 2012 – 05 gennaio 2013

Vernissage Sabato 24 novembre 2012, alle ore 19.00

ARTISTI: Giuseppe BELLINI, Uccio BIONDI, Miki CARONE, Claudio CUSATELLI, Fernando DE FILIPPI, Emilio D’ELIA, Giulio DE MITRI, Mario DI CANDIA, Piero DI TERLIZZI, Iginio IURILLI, Sandro MARASCO, Franco MENOLASCINA, Alessandro PASSARO, Francesco SISINNI, Beppe SYLOS LABINI, Natalino TONDO

Con il patrocinio di Regione Puglia, Provincia di Bari, Città di Monopoli.

[catalogo in galleria]

“Una tensione verso la forma, intesa come capacità di trasfigurazione della materia e di approdo allo svelamento di un senso interno, attraversa i territori dell’arte italiana nell’arco di oltre cinquecento anni, costituendo così il filo rosso capace di dare identità all’immagine italiana” (Achille Bonito Oliva, Il tallone di Achille, 1988).

«Nel concepire una mostra corale di artisti di area pugliese – alcuni residenti altrove da tempo – di varie generazioni, tra maestri consolidati della ricerca sperimentale e giovani presenze con Mina Tarantino abbiamo deciso di confrontarci su una traccia essenziale che continua a marcare indagini di varie ascendenze culturali, orientandosi specialmente sul fronte della pittura e della scultura», scrive in catalogo il critico d’arte Lorenzo Madaro: «abbiamo così prediletto un dialogo dichiarato tra immagine e astrazione, rigore minimale e esplosione materiche, sempre all’interno di quel processo di tensione verso la forma che invade le superfici e sfonda i margini della rappresentazione per giungere al suo stesso grado zero. Documenta una performance di alcuni anni fa la fotografia contenuta in un box retroilluminato di Giuseppe Bellini: un corpo avvolto da membrane transgeniche evidenzia probabilmente l’interesse verso una dimensione ibrida e mutante dell’esistenza. Uccio Biondi recupera il disegno, associandolo a zapping pittorici e a inserti fotografici, esortando così a riflettere sull’immagine e sulle sue declinazioni sociologiche. Ieratica appare la donna effigiata da Mario Di Candia, modellata prelevando particolari e fisionomie dalla plastica arcaica e da certa tradizione popolare meridionale, ma sempre riconoscibile nella sua atemporale caratterizzazione. Miki Carone preleva, con l’ironia che contrassegna la sua ricerca, i gusci dei frutti del mare di Polignano, per reinventarli e comporre dal loro assemblaggio un grande fiore. Claudio Cusatelli predilige invece l’auto rappresentazione, mediata dall’immagine della sua impronta digitale, dove i ghirigori grafici propongono sempre nuovi percorsi visuali della mente.
Severa appare l’installazione di Emilio D’Elia, che stempera l’aurea totemica di una massa antropomorfa, approdando a un contrasto cromatico netto, tra blu intensi e contraccolpi dorati che lo riportano idealmente nella sua Puglia, dopo la pluridecennale permanenza parigina.
La grammatica pittorica e l’attenzione verso oggetti in apparenza ordinari rivelano una simbologia alchemica nella ricerca di Piero Di Terlizzi, che propone una tensione sottile tra geometrie del quotidiano e forme dell’immaginazione e del mito (in questo caso riferite al Filo di Arianna), sempre all’interno di quel suo lungo discorso concettuale che l’ha sempre visto coerentemente schierato dalla parte della pittura. Distante dall’attenzione verso iconografie universali, con chiari accenti politici e antropologici, della sua ricerca passata, Fernando De Filippi da circa un decennio ricostruisce attentamente profili di palme esotiche o di alberi della sua memoria privata (quelli della periferia milanese), recuperando – ma lui invero non l’ha mai tralasciata – una pratica raffinata del disegno e della pittura. La tensione verso la forma di Giulio De Mitri è indirizzata invece verso immagini custodite in teche illuminate, che preservano intatta l’identità giovane e fragile dell’angelica figura effigiata. La luce che emana l’opera rivela ispirazioni ascetiche.
La palpabile voluttà delle forme plasmate da Iginio Iurilli è associata, ancora una volta, a un afflato scultorio arcano, che evidenzia la rielaborazione meditata delle forme della natura mediterranea e della sensualità muliebre. In contesti fiabeschi fluttuano le anonime figure dipinte da Sandro Marasco, che manifestano una dicotomia netta tra la muta vitalità del movimento e l’esplicita condizione di segregazione subacquea in cui dimorano inesorabilmente. Sembra decantare l’importanza della riflessione solitaria l’opera in mostra di Franco Menolascina, invitando il fruitore a una concentrazione armonica e incolume, sull’esempio della figura ritratta.
Una tensione vitalistica verso la pittura contrassegna invece il lavoro più recente di Alessandro Passaro, in cui l’impronta aggressiva, tra orme cromatiche e materia, non tradisce però quella sua costante attenzione verso la rappresentazione, attenta ai momenti di un’apparentemente banale quotidianità.
Francesco Sisinni propone grandi masse di persone che oziano su una spiaggia assolata, a margine di situazioni di sfruttamento e desolazione, rivelando così nei patterns le profonde contraddizioni di questo tempo. L’omino di Giuseppe Sylos Labini rivela una tensione sospesa e riflessiva di un uomo solo con se stesso. Sul lato opposto pare muoversi Natalino Tondo, quasi alla ricerca del grado zero della rappresentazione, che rammenta le lunghe dissertazioni concettuali degli anni Settanta e Ottanta, chiudendo così il percorso espositivo con sovrapposizioni minimali di fogli di carta colorata.
Emerge pertanto un panorama per forza di cose parziale, ma estremamente diversificato, che ribadisce la validità di quanto espresso nel 1988 da ABO e lascia naturalmente aperti nuovi spiragli, per nuove definizioni critiche».

La mostra resterà aperta sino a sabato 05 gennaio 2013.
Orario: da martedì a sabato, dalle ore 17.30 alle 20.30
Info: spaziosei – tel. 080.802.903 – cell. 339.61.62.515

www.sandromarasco.it