17 Gennaio 2015 – Collepasso (LE)/Spazio Kronos – Angela Leucci presenta il suo “Diario di una giornalista precaria”


Sabato 17 Gennaio alle ore 20.00
presso lo SPAZIO KRONOS di Collepasso
Via Cesare Battisti, 29

si terrà la presentazione del libro

“DIARIO DI UNA GIORNALISTA PRECARIA
Quello che le redattrici non dicono.”
di Angela Leucci

con Angela Leucci
e Luciano Pagano

È una dichiarazione aspra e decisa nei confronti di un mestiere, quello della giornalista, che Angela Leucci svolge nel Salento dall’età di diciannove anni.

È un atto d’accusa, un gesto d’amore, un gioco di sguardi. Questo libro è dedicato a tutti coloro che, nonostante tutto, hanno ancora il coraggio di lottare ogni giorno affinché la verità venga allo scoperto, con tutte le sue sfaccettature, tragiche e a volte divertenti.

Un elenco di caratteri e situazioni che si rivela un utile manuale per non prendersi troppo sul serio nella jungla salentina, sotto la luce del sole e sotto l’abbaglio dei riflettori.

Angela Leucci, con questo testo, inaugura la collana SALENTROPIE, diretta da Gianluca Conte, dedicata alle scritture meridiane e asintotiche, che muovono dal Salento senza cadere nel luogo comune.

ANGELA LEUCCI, nata nel 1979, laureata con una tesi sperimentale in Filologia Romanza, lavora nel giornalismo dal 1998. Scrive per “La Gazzetta del Mezzogiorno”, “Belpaese” e per il gruppo “Html.it”.

Ha pubblicato due raccolte di racconti, “Nani, ballerine e altre suggestioni” (Akkuaria, 2009) e “Cafè des Artistes” (Lupo Editore, 2011), oltre a saggi e storie apparse sulla miscellanea “Note di storia e cultura salentina” della Società di Storia Patria per la Puglia. Foodblogger e appassionata di cinema, ama i gatti, Rat Man e i narratori statunitensi.

“Diario di una giornalista precaria”, Angela Leucci
Salentropie 1, pp. 158, ISBN 978-1495454318
“Diario di una giornalista precaria.
Quello che le redattrici non dicono” – Angela Leucci

Da circa nove mesi il “Diario di una giornalista precaria” è anche un blog, che potete leggere qui:

https://diariodiunagiornalistaprecaria.wordpress.com/

il libro:
http://www.amazon.it/gp/product/1495454312/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&camp=3370&creative=24114&creativeASIN=1495454312&linkCode=as2&tag=musicaosit-21

l’ebook:
http://www.amazon.it/gp/product/B00IDDF0PQ/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&camp=3370&creative=24114&creativeASIN=B00IDDF0PQ&linkCode=as2&tag=musicaosit-21

SALENTROPIE

La collana SALENTROPIE di musicaos:ed, diretta da Gianluca Conte, è dedicata alle scritture meridiane e asintotiche, che muovono dal Salento senza cadere nel luogo comune. Fin dalla sua nascita come rivista, musicaos ha cercato di creare un ponte con la letteratura del nostro paese e le letterature straniere, in particolare mediterranee.

SALENTROPIE intende essere un “orizzonte di eventi” dal quale cercare di descrivere e riscrivere il Salento, un punto di vista che predilige posizione scomode, esperimenti, scritture narrative e di fiction che incrociano la realtà e divengono cronaca. “Uno sguardo su poesia e letteratura”, come scrivevamo nel 2004, con attenzione a autori che abbiano, nel Salento, un punto di fuga, un centro, un principio, un transito, un punto d’approdo.

Info:
info@musicaos.it
http://www.musicaos.it

17 Gennaio 2015 – Taranto/Biblioteca Popolare – “A nuda voce. Canto per le tabacchine” di Elio Coriano, con Elio Coriano, Stella Grande, Vito Aluisi


Sabato 17 Gennaio 2015 alle ore 20.00 presso lo Spazio Sociale della BIBLIOTECA POPOLARE di TARANTO  (Via Garibaldi 210)

A NUDA VOCE Canto per le tabacchine. Di Elio Coriano (musicaos:ed)

Elio Coriano, testi – voce
Vito Aluisi, piano
Stella Grande, voce – canto

introduce
Giuse Alemanno (scrittore)

ingresso libero

Sabato 17 Gennaio 2015, alle ore 20.00, presso lo Spazio Sociale della BIBLIOTECA POPOLARE (Casa Occupata, Via Garibaldi 210) a TARANTO, si terrà il reading musicale tratto dall’ultima raccolta poetica di recente pubblicata da Elio Coriano: “A nuda voce. Canto per le tabacchine” (musicaos:ed, poesia 1). Il testo della raccolta poetica diventa un recital poetico nel quale la musica di Vito Aluisi accompagnerà la voce di Elio Coriano e il canto di Stella Grande.

“Elio Coriano con questa sua opera intende restituire una voce alle tabacchine morte il 13 giugno 1960 a Calimera, a causa di un incendio nei locali della ditta Villani e Franzo. Questo canto si unisce a quello di una generazione di salentini che hanno lavorato, anche in condizioni disumane, per garantire un futuro ai propri figli.” (dalla quarta di copertina). Questa raccolta inaugura la collana di poesia di musicaos:ed.

dall’introduzione al volume, di Ada Donno

“Il Salento era diventata una delle aree più altamente specializzate nella produzione e la prima lavorazione delle qualità di tabacco levantino, che Rosetta e le sue compagne avevano imparato a distinguere e a chiamare coi loro nomi impronunciabili che a loro suonavano come “santujaca”, “peristizza” e “zagovina”: le più chiare dalle più scure, le più larghe dalle più piccole, le più ruvide dalle più lisce. Le tabacchine erano manodopera indispensabile: prima di tutto perché la lavorazione delle foglie richiedeva le mani abili, leggere e veloci delle donne, meglio se in giovanissima età. Spesso erano quelle stesse mani che negli altri mesi dell’anno tessevano i propri corredi al telaio o ricamavano quelli commissionati dalle signore dei paesi.
E poi perché era manodopera docile, che si poteva pagare la metà degli uomini senza dovere spiegare perché, disposta a piegarsi ad ogni angheria pur di tenersi quel posto.
Molte delle compagne di lavoro di Rosetta provenivano dalle famiglie di coloni o di braccianti che producevano il tabacco nelle campagne attorno agli opifici. Con la loro fatica stagionale, precaria e frammentata, d’estate nelle campagne di raccolta e d’inverno negli opifici, le lavoratrici del tabacco integravano il reddito familiare.

Tale concezione integrativa, a giustificazione della bassa retribuzione femminile, era stata per secoli lo strumento di assoggettamento sociale, politico e culturale, nonché familiare, delle donne. Secondo un criterio indiscusso, infatti, alle donne veniva corrisposto per legge solo il compenso dello sforzo richiesto dal lavoro in fabbrica o in campagna. Il corrispettivo economico delle cure domestiche, invece, attività propria della donna per definizione e destino, veniva integrato nel salario dell’uomo capofamiglia, al quale soltanto spettava il mantenimento della donna e dei figli.

E caso mai non fosse bastata questa giustificazione, c’era l’altra più rozza e sbrigativa, comunemente accettata, dell’inferiorità della forza fisica femminile, del più basso livello d’istruzione e specializzazione e rendimento: in una parola, della naturale, ineliminabile inferiorità della donna.”

Info:
http://www.musicaos.it
info@musicaos.it