L’inferno di Dante. Una storia naturale (Mondadori)


La bibliografia di Dante è sterminata. Non si contano i titoli, su più livelli di approfondimento, dedicati a uno dei capolavori della storia della letteratura e delle letterature di tutti i tempi. Un’opera che ha influenzato secoli di genti, potremmo dire. L’opera pubblicata da Mondadori nella collana Strade Blu si intitola “L’inferno di Dante. Una storia naturale”. La cosa che mi ha colpito per prima di questo testo è la sua confezione, ottima in un periodo in cui si producono libri qualitativamente e ‘oggettisticamente’ perfidi. Sfogliando questo libro mi sono chiesto a chi potrebbe essere rivolto un testo di questo genere. Tanto per cominciare a chi la Commedia dantesca la ama e sa che la forza di questo capolavoro, come di tutti i classici, è nel suo potere di riciclo continuo. In tal senso la Divina Commedia potrebbe definirsi un’opera open source. Pensateci per un attimo, che cosa ha fatto in modo che Dante venisse tramandato di generazione in generazione se non la perfezione della lingua unita al suo elevato contenuto morale? La Commedia è di tutti ed è bello che esistano infinite riletture di essa. Questo libro propone una lettura inedita, ovvero sia un vero e proprio ‘commento iconografico’ alla prima cantica della Commedia. Perché ‘commento iconografico’? Semplice, a differenza delle illustrazioni di Gustave Dorè, per fare l’esempio più illustre, che altro non erano se non didascalie figurative del testo, le immagini che corredano questa “historia naturalis” costituiscono un vero e proprio commento, un’esplicazione che si affianca al testo con la stessa stregua di un commentario scritto. Il risultato è godibile ed efficace, sia che si conosca appieno il testo sia che si voglia approfondire una lettura della Commedia. L’operazione editoriale è affidata a Fabrica, la fucina creativa del Gruppo Benetton. Hanno preso parte al progetto Patrick Waterhous, Walter Hutton, Giullermo Brotons, Fabio Amato, Enrico Bossan e Barbara Liverotti. Le illustrazioni, il testo e i commenti fanno di questo Inferno un vero “oggetto ibrido”, a metà tra la graphic novel e il fumetto, il commento e il testo poetico; un risultato che si sarebbe potuto raggiungere senza l’idea di partenza, quella cioè di reinterpretare il testo dantesco senza le sovrastrutture che spesso provengono da un retaggio scolastico e culturale. Ecco perché la scelta degli ideatori di far illustrare il testo a Patrick Waterhouse, Walter Hutton e Guillermo Brotons, i quali nel loro background sicuramente non disponevano di un’immagine preconcetta della Divina Commedia. Elemento che ha permesso alla loro attenzione di focalizzarsi sul testo e sulla grande poesia senza ‘occhiali’ critici troppo spessi. Ripeto, un ottimo libro.

DESCRIZIONE Circa settecento anni di storia ci separano dall’epoca in cui la Divina Commedia ha visto la luce. In questo lunghissimo lasso di tempo l’opera dantesca non ha mai smesso di stimolare la fantasia di miniatori, pittori e incisori, che hanno confrontato la loro creatività con la sfrenata immaginazione del genio fiorentino. È proprio la vastità di questo repertorio iconografico a far sì che illustrare oggi l’Inferno – la cantica che più di ogni altra si è impressa nell’immaginario collettivo – rappresenti una vera e propria sfida. Fabrica, la fucina creativa del Gruppo Benetton, ha deciso di raccogliere questa sfida affidandosi a due giovani talenti inglesi, Patrick Waterhouse e Walter Hutton, che per sei mesi hanno letto, sottolineato, e poi ancora riletto l’Inferno, affrontando l’opera con lo sguardo fresco e curioso di chi, non essendo mai stato vincolato da letture scolastiche, vi si accosta per la prima volta con un misto di smarrimento e stupore. Il risultato è un imponente mosaico di circa trecento tra figure, immagini, commenti, diagrammi e schizzi, organizzato intorno a un’idea portante: esplorare le storie reali e mitologiche, i demoni, i personaggi, le creature mitologiche e quelle fantastiche secondo lo stile e i modi propri dei testi di storia naturale. Se le raffigurazioni tradizionali dell’Inferno sono soprattutto attente a cogliere la drammaticità delle situazioni, quella dei due artisti inglesi si concentra sui dettagli dei personaggi e dell’universo metaforico dantesco.

Bisogno e desiderio in un libro di Mario Signore


Questa sera, alle ore 19.00, Massimo Cacciari sarà a Salice Salentino presso il Centro polifunzionale “P. B. Perrone” con Donato De Mitri e Iacopo Bonacchi per presentare l’ultimo libro di Mario Signore, dal titolo “Economia del bisogno ed etica del desiderio”. Pubblico qui di seguito un mio articolo comparso sul quotidiano “il Paese nuovo” di oggi (clicca qui per scaricare la versione in pdf)

“Economia del bisogno ed etica del desiderio”
Mario Signore

Il compito più difficile in cui può riuscire la filosofia è quello di risultare comprensibile, cercando di instaurare un dialogo fruttuoso con gli uomini e non soltanto con un gruppo sparuto di accademici dediti alla scrittura. Un traguardo arduo che non sempre è raggiungibile. L’ultimo libro pubblicato da Mario Signore per i tipi di Pensa Multimedia riesce in questo intento, trattando un argomento di estrema attualità, il ruolo dell’etica nella società contemporanea. Il titolo del testo delinea fin da subito l’ambito della ricerca: “Economia del bisogno ed etica del desiderio” (Pensa Multimedia, collana Inter-sezioni, pp. 238, €19,00). L’economia è la scienza che organizza e studia i bisogni del genere umano strutturato in società; l’etica approfondisce le regole del comportamento. Fu Hans Jonas, nel 1979, con la sua opera “Il principio responsabilità”, a teorizzare per primo l’esistenza di un valore etico che travalica la durata dell’esistenza del singolo, rendendo l’individuo responsabile di scelte che hanno conseguenze su coloro che verranno dopo di noi. Un contributo fondamentale alla costituzione di un’etica responsabile è dato dall’Occidente, inteso come luogo dove tempo e spazio hanno dato luogo a una tradizione consolidata che sola può fornire le basi per un’antropologia etica rispondente alle esigenze dell’uomo contemporaneo: “L’Occidente può offrire al dibattito interculturale il risultato più maturo della sua tradizione culturale, etico-politica e religiosa, ripartendo, magari, da quella base filosofica ispirata al concetto aristotelico di essere umano e a quel liberalismo neoaristotelico, per il quale, il fatto che l’uomo si possa definire un «animale con bisogni» è altrettanto importante e fondamentale del possesso della ragione, e richiede che ogni concezione dei diritti, della libertà, della stessa dignità umana debba fare i conti con la condizione di bisogno degli esseri umani”. In questo testo, nel quale non mancano puntualizzazioni storico-filosofiche e ‘scorribande inattuali’ nella filosofia antica e moderna (da Aristotele a Hegel passando per Montaigne e Marx fino a Zygmunt Bauman), sono contenute diverse riflessioni sulla condizione del cittadino della polis attuale nei confronti della sua libertà di pensiero e azione; le questioni sollevate sono molteplici, non ultima la mutazione, ad esempio, del concetto e dell’applicazione della libertà intesa in senso ‘moderno’ nel mondo contemporaneo. Questo saggio riesce in un intento, quello di ricucire lo strappo avvenuto sul territorio filosofico dell’etica contemporanea tra il dopoguerra e oggi, integrando le acquisizioni della filosofia moderna alle più recenti istanze filosofiche dell’etica, assumendo diversi punti di vista, che vanno dal religioso e filosofico in senso stretto e approdano fino alla laicità più estrema, passando per l’etica dell’individuo sociale. E se la via di un’etica universalmente condivisa si nascondesse in una trascendenza laica? Come ha sostenuto lo stesso Massimo Cacciari, che oggi presenterà il libro a Salice Salentino, insieme all’autore, l’etica è laica per sua stessa definizione, non rifacendosi ad altro che a un ethos, ovvero sia a una norma di comportamento che si attua nel rispetto della salvaguardia della collettività, ad esempio potremmo difficilmente concepire un’etica che incoraggia all’uccisione del prossimo. Esistono fondamenti dell’etica, quindi, che sono incontrovertibili al di là del nostro credo o non-credo di appartenenza. L’invito è senza dubbio quello di approfondire queste tematiche a partire dalla lettura integrale di un libro come questo “Economia del bisogno ed etica del desiderio”, che offre allo stesso tempo risposte e domande su questioni importantissime dalle quali ogni nostro vissuto non può prescindere. Mario Signore è docente di filosofia presso l’Università del Salento da quaranta anni, con i suoi studi ha approfondito diverse aree della filosofia contemporanea, da Giovanni Gentile a Max Weber, passando per i filosofi dello Storicismo e dell’Ermeneutica. I suoi studi di storia della filosofia, epistemologia, etica della responsabilità e la globalizzazione, tradotti e pubblicati all’estero, costituiscono importanti strumenti nel dibattito delle discipline storico-filosofiche contemporanee.