C’è un mestiere che non ha tregua, non è stagionale e non ti lascia mai solo. O in pace, che poi è lo stesso. È la scrittura.
La prigione peggiore, scrive Derek Walcott, che è anche uno dei miei poeti preferiti.
Questo post è una nota di servizio estiva, al colmo del solleone, dedicata ai lettori del mio secondo romanzo, “È tutto normale” (Lupo Editore); rispettandone la privacy li ringrazio così:
grazie a Francesca C. per l’incoraggiamento in trincea, tutti gli altri in confronto scompaiono;
grazie a Andrea A., se la mia storia è la tua storia;
grazie a Annamaria C., dubitare mai;
grazie a Giuseppe Z., che mi ha fatto presentare i libri anche quando uscivano autoprodotti dal tipografo;
grazie a Eleonora S.;
grazie a Paola S., per avermi detto che il mio libro non sembra solo un secondo libro, ma qualcosa di più.

L’idea mi è venuta per amplificare gesti che altrimenti, su facebook, resterebbero transitori.

Buona estate.