Rendere giustizia alla complessità della verità


A Tristan ritorna la sete, ma non vede camerieri. Nota il bicchiere del cavernicolo limitrofo; è ancora pieno, e il collega ha la testa dall’altra parte. Tristan scambia i bicchieri, beve un altro sorso e riflette. Uno scrittore può combattere con una realtà ingarbugliata e disorientante, con il fatto che nulla è semplice, che non esiste risposta esatta, che la vita è sovrapposizione di strati e che ogni cosa contraddice il resto. Uno scrittore, se è bravo, deve rendere giustizia alla complessità della verità: riconciliare, per esempio, la simultaneità dei desideri di Tristan di dare un pugno in faccia a Pendergast ed essere Pendergast.

Adam Mansbach, La fine degli ebrei, titolo originale The End of the Jews, 2008, edito da Minimum Fax nel 2009, traduzione di Francesco Pacifico.

INTERVISTA INEDITA A YOANI SANCHEZ


INTERVISTA INEDITA A YOANI SANCHEZ:

http://gordianol.blogspot.com/2011/09/intervista-yoani-sanchez.html
di Carol A. Jardim

http://www.novemesesemmadri.blogspot.com/
Tradotta in italiano da Gordiano Lupi

ALCUNI PASSAGGI

“Possono reprimermi, minacciarmi, ma non togliermi il sorriso”
“La repressione consiste nell’esercitare una forte pressione psicologica senza lasciare tracce”

“Tranquillità non è la parola giusta per definire la mia vita. Mi accadono cose terribili ogni giorno. Mi controllano ovunque. Non posso avere un minimo di privacy in un luogo pubblico con mio marito, perché uomini della Sicurezza di Stato mi fotografano e registrano quello che faccio e cosa dico”, racconta.

“Quando due estremisti ti criticano in maniera contraddittoria, significa che sei una moderata. Molta gente si limita a informarsi seguendo i mezzi di comunicazione governativi. Io non l’ho mai fatto. Ho sempre cercato di andare oltre. La gente che vuole davvero conoscermi, legga quel che scrivo”.

“Sono decisamente contraria all’embargo, ma al tempo stesso sono convinta che il male peggiore del paese sia il blocco mediatico e informativo che ci attanaglia”

“Fino a oggi abbiamo cercato di costruire un sistema che avrebbe dovuto essere solidale, ma in realtà abbiamo ottenuto tutto il contrario. Questo Governo, in maniera molto intelligente, ha distrutto la libertà e le strutture civiche. A Cuba nessuno si fida del prossimo. Ognuno pensa che il vicino di casa faccia parte della Sicurezza di Stato o della CIA, ritiene che voglia soltanto fargli del male. La mancanza di fiducia è il danno più grande prodotto dal sistema, un danno antropologico, come suole dire il mio amico Adalberto Valdez, un danno che produce paura, sfiducia e paranoia".

LEGGETELA INTEGRALE E DIFFONDETELA:
http://gordianol.blogspot.com/2011/09/intervista-yoani-sanchez.html