A Tristan ritorna la sete, ma non vede camerieri. Nota il bicchiere del cavernicolo limitrofo; è ancora pieno, e il collega ha la testa dall’altra parte. Tristan scambia i bicchieri, beve un altro sorso e riflette. Uno scrittore può combattere con una realtà ingarbugliata e disorientante, con il fatto che nulla è semplice, che non esiste risposta esatta, che la vita è sovrapposizione di strati e che ogni cosa contraddice il resto. Uno scrittore, se è bravo, deve rendere giustizia alla complessità della verità: riconciliare, per esempio, la simultaneità dei desideri di Tristan di dare un pugno in faccia a Pendergast ed essere Pendergast.

Adam Mansbach, La fine degli ebrei, titolo originale The End of the Jews, 2008, edito da Minimum Fax nel 2009, traduzione di Francesco Pacifico.