Radere al suolo l’Ilva…e al suo posto


Radere al suolo l’Ilva, ricoprire l’area con pannelli fotovoltaici, ridistribuire la produzione in eccesso di energia elettrica così venduta a tutti gli operai, costruire un museo dedicato all’Ilva, ridistribuire tutti i proventi delle azioni del museo alle famiglie degli operai.

Se credete che gli operai pugliesi ci mettano troppo tempo chiamate i loro colleghi cinesi, abituati a costruire autostrade in un paio di mesi, così riparte l’Italia. E se non ripartiamo così…mi ricordo ancora dell’ultima visita del Papa a Lecce, prima della quale per ricostruire cinquecento metri di SS16 all’altezza di Cavallino ci vollero sei mesi; venni a sapere che in Cina, in soli sei mesi, era stata costruita un’autostrada di non ricordo quante centinaia di chilometri.

Ecco, Radere al suolo l’Ilva, ricoprire l’area con pannelli fotovoltaici e impianti di riciclaggio differenziato dei rifiuti, farne la centrale per la produzione di energia pulita più grande d’Europa, roba da farci venire in visita i bambini con le scolaresche, da tutta Europa. Pannelli fotovoltaici, energia elettrica pulita su un’area grande quanto tutta l’Ilva, e l’energia che viene prodotta in eccesso viene venduta, e ogni mese spedire agli ex-operai, ora addetti alla manutenzione del mega impianto fotovoltaico, uno stipendio generoso.

Radere al suolo l’Ilva, e al suo posto…

24 Luglio 2012 – Angela Leucci e Gianluca Conte al Liceo Capece di Maglie


“Café des artistes” di Angela Leucci e
“Danza di nervi” di Gianluca Conte (Lupo editore)

martedì 24 luglio 2012 ore 21,00
Liceo Capece di Maglie (Piazza Aldo Moro a Maglie in provincia di Lecce)

Presenta gli autori Paolo Merenda

Café des artistes di Angela Leucci e Danza di nervi di Gianluca Conte (Lupo editore) saranno presentati da Paolo Merenda in un unico appuntamento martedì 24 luglio 2012 alle 21,00 presso il liceo Capece di Maglie (Piazza Aldo Moro a Maglie in provincia di Lecce).

Cafè des artistes di Angela Leucci – Una bionda detective argentina, un caffè letterario, lo strano omicidio di un pusher. Sono solo alcuni degli elementi di “Café des Artistes”, romanzo breve che apre il ricco scenario ai personaggi racchiusi in questa raccolta. Una galleria di suggestioni, in cui il folle Michele Lamorte scolpisce nella pietra l’immagine della moglie morta e il motto “Beati quelli che non hanno storia”, un’insegnante costruisce dentro di sé l’aberrazione per i lunedì, due gemelle uccidono per essere felici e due gemelli si danno all’incesto per liberare il mondo dal male. Come nei Menecmi plautini o nei film di Peter Greenway, anche le immagini simmetriche nascondono storie inenarrabili, tutte da leggere.

Angela Leucci – Incantatrice di serpenti, go-go dancer, blogger e giornalista, Angela Leucci è lo pseudonimo infelice dietro cui si nasconde Clarita Lasalerosa, l’eroina di questo romanzo. Attualmente è corrispondente per i quotidiani “La gazzetta del mezzogiorno” e Otranto Oggi, il settimanale Belpaese e per il portale DireDonna. Ha pubblicato con Akkuaria “Nani, ballerine e altre suggestioni” ed è stata finalista al concorso “Streghe e vampiri” di Giovane Holden Edizioni. Suoi racconti e poesie sono comparsi nelle raccolte “31 piccoli scatti & scritti” di Linea BN Edizioni ed “Eroticoamore” di Albus, e nella miscellanea “Note di storia e cultura salentina” della Società di Storia Patria per la Puglia.

Danza di Nervi di Gianluca Conte – Gianluca Conte ricorda, a chi dimentica l’origine del raccogliere versi, quell’andare a costituire una ‘raccolta poetica’ come gesto che presuppone una semina antecedente alla scrittura. Questa ‘danza di nervi’ oscilla tra Mondo e Terra, dove il Mondo è inteso come la rete di rapporti sociali che sono un furto dell’esistenza ‘vera’ e la Terra è il nostro luogo di origine, il luogo dove siamo destinati a tornare, “[…] mi copro d’argilla e ferro/per non dimenticare/ che appartengo alla terra/ma strizzo l’occhio al cielo”. Il rapporto lacerante tra l’individuo e le convenzioni sociali è uno dei temi più ricorrenti, la finzione della maschera che ricopre la vita(torneranno come “Facce sciolte di cera”), è la stessa di “Un ordito fatto male, indossato come a caso,/un vestito cucito addosso senza ben misurare/la distanza che passa tra il tuo cuore e l’infinito.” Dopo Insidie e Il riflesso dei numeri, la conferm a di un percorso poetico che fonda la sua concretezza nell’equilibrio tra lirismo poetico e impegno sociale.
(Luciano Pagano)

Gianluca Conte – Nato a Galugnano (Le) nel 1972. Laureato in filosofia, è poeta, scrittore, operatore culturale. Con il Centro Studi Tindari Patti ha pubblicato la silloge Il riflesso dei numeri (2010), finalista al concorso nazionale “Andrea Vajola”. Con Il Filo Editore, ha pubblicato Insidie (2008).

Info
Lupo Editore
0832.949510

Questa settimana ho seguito il consiglio di Ferris


Questa settimana ho seguito il consiglio di Ferris, e non ho letto nemmeno un giornale, non ho sfogliato nessuna pagina web di notizie, mi sono alienato dal mondo e ho pensato soltanto a me stesso, mi sono concentrato sul mio lavoro e ho fatto il possibile per sentirmi al centro di ciò che facevo. Arrivato a venerdì notte, quasi le due, mi rendo conto che non mi è mancato nulla.

Certo, qualche foto degli scontri di Madrid l’ho vista, perché sono capitato su facebook una decina di minuti, per il resto nulla. Quando ho acceso la televisione, sempre dieci minuti a pranzo e altrettanti per prendere sonno, non ho visto nessun notiziario, soltanto repliche di vecchie serie televisive.

Funziona, se ci riuscissi per un altro mese credo che sarebbe sufficiente per recuperare una dimensione più terrena del mondo, quella dimensione, ad esempio, per cui leggere Sun Tzu ha lo stesso identico valore, indipendentemente dal mondo che mi circonda, indipendentemente che si tratti del luglio 2012 o del luglio 1885.

I’M WHERE I LIVE di Emanuele Spano tra i 19 finalisti al GIA_Global Innovator Award 2012-2013


I’M WHERE I LIVE di Emanuele Spano tra i 19 finalisti al GIA_Global Innovator Award 2012-2013

Fino al 22 luglio il pubblico potrá votare inviando una mail: a paola.melis@ilsole24ore.com indicando nell’oggetto: GIA 2012 – punto vendita Emanuele Spano

Una nuova competizione targata Sole 24 Ore per il designer Emanuele Spano che con il suo studio-bottega I’m Where I live, situato a Muro Leccese, è tra i 19 finalisti al Global Innovator Award 2012/2013. La competizione è riservata ai punti vendita di oggettistica, articoli per la casa, tableware e kitchenware ed è organizzata dalla rivista Casastile (Gruppo Sole 24 Ore).

Oltre al premio assegnato dalla giuria di esperti, Spano concorre anche per il premio del pubblico "MY STORE 2012". C’è tempo fino al 22 luglio per sostenerlo. Per votare basta inviare una mail a: paola.melis@ilsole24ore.com, indicando nell’oggetto: GIA 2012 – punto vendita Emanuele Spano. Il punto vendita vincitore parteciperà di diritto al Gran Galà internazionale di Chicago a marzo 2013 per rappresentare l’Italia alla finale del contest internazionale.

I’m Where I Live, già vincitore del premio del pubblico agli US AWARD 2012 – Sole 24 Ore, é uno spazio che unisce design e fantasia: uno studio, che include un’ampia zona relax e uno showroom, costruito principalmente con pietra leccese e arredato con oggetti di design di importanti aziende.

Una costruzione eco-friendly con soluzioni per il risparmio energetico e utilizzo di materiali a km zero, reperibili sul territorio stesso, e con una particolare sistema di ventilazione interamente naturale.

http://www.living24.it/gia-2012-punto-vendita-emanuele-spano-c-muro-leccese-le/0,1254,58_ART_7042,00.html

www.emanuelespano.it

“Il filosofo Immanuel Kant, la Cancelliere Angela Merkel e la necessità di un cambio paradigma politico.” intervento del Prof. Apostolos Apostolou


Il filosofo Immanuel Kant, la Cancelliere Angela Merkel e la necessità di un cambio paradigma politico.

La crisi è sempre questione di causalità di squilibrio tra cause ed effetti, e trova o meno la sua soluzione in un riaggiustamento delle cause. Oggi parliamo di crisi economica. Secondo Marx le crisi economiche sono crisi di sovrapproduzione che tendono ad aggravarsi ad estendersi. La crisi proviene dal capitalismo dirà Marx, perché il capitalismo è caratterizzato da contraddizioni la più importante e’ la caduta tendenziale del saggio medio di profillo cioè il rapporto tra il plusvalore e il capitale globale investito: (p=Pv/c+v). Per Ricardo invece la crisi è una conseguenza finale che matura lentamente in conseguenza dell’ accumulazione.

La prima fase del capitalismo è la accumulazione pre-capitalista. Abbiamo la prima fase di capitalismo dalle città-stato del periodo medievale. In tale realtà si sviluppò pienamente in i suoi presupposti essenziali: dalla libertà concorrenza all’accumulazione indefinita della ricchezza finanziaria, dal calcolo razionale del profitto alla ricerca di sempre nuovi sbocchi commerciali. (M. Weber sostenne che nel Medioevo esistevano persone ebree che avevano accumulato grandi patrimoni con il commercio e l’ attività finanziaria).

La seconda fase è il capitalismo nel XVI secolo. Nacque una forma completamente nuova di capitalismo. Gli artefici del capitalismo moderno, a differenza loro, erano uomini (non sempre Ebrei) votati alla loro missione, non spinti dall’amore per il “Dio denaro”: anzi, l’accumulazione della ricchezza era soltanto un sottoprodotto casuale, quasi non voluto, della loro attività. Essi, sempre secondo Weber, erano ispirati da una disciplina morale, (mise etica protestante e moderno spirito del capitalismo in rapporto di causa/effetto) una “ascesi mondana”, che li spingeva ad identificare la loro religione con il metodico adempimento della loro vocazione o professione e, incidentalmente, ad accumulare ricchezze che potevano investire solo in quella vocazione, dato che rifiutavano ogni forma di lusso, di sperpero, di ambizione sociale. Egli non sostenne che Giovanni Calvino e gli altri maestri protestanti avessero direttamente propugnato il capitalismo o i metodi capitalistici, né che l’insegnamento di Calvino sull’usura avesse esercitato qualche influenza sulla nascita del sistema capitalistico: in realtà, egli rifiuterà.
Però il protestantesimo esprime la disciplina uniforma. Nel concetto protestante venivano a combinarsi le idee di professione e vocazione compito (come canone di E. Kant) consacrato dai fatto che e’ Dio che ci chiama a svolgerlo. Che altro è la disciplina di bilancio? E il patto di stabilità e crescita? Il compito il canone.

Il premier Mario Monti dirà: «L’Italia punta al pareggio di bilancio nel 2013. Per riuscirci è necessario evitare politiche keynesiane illusorie e di vecchio stampo che favoriscano espansione di deficit di bilancio». Qui abbiamo il pensiero di economia di protestantesimo. Un canone, un compito. Il canone del giudizio morale in generale per ricordare E. Kant. Il canone è il centro dell’ economia tedesca di Merkel. Cosi l’ economia non e’ inclinazione, ma e’ imperativo. Ricordate cosa scriveva E. Kant (il Mose della nazione tedesca) per l’ imperativo. Tutti gli imperativi sono espressi da un dover essere [Sollen] , secondo Kant, e denotano il rapporto di una legge oggettiva della ragione con una volontà che, per la sua costituzione soggettiva e’ determinata. Quando penso, un imperativo – dirà Kant- in generale non so ciò che conterrà finché non ne sia data la condizione. Se invece penso un imperativo categorico, so immediatamente che cosa contiene. Infatti l’ imperativo non contiene che la necessità, per la massima (cioè, la regola pratica secondo Kant, il principio valido per ogni essere ragionevole, secondo cui esso agire, cioè un imperativo) di essere conforme a tale legge, senza che la legge sottostia a nessuna condizione; di conseguenza non resta che l’ universalità d’ una legge in generale, a cui deve conformarsi la massima dell’ azione, ed e’ soltanto questa conformità che l’ imperativo presenta propriamente come necessaria. Qui abbiamo questo che dice S. Zizek più obbedisci al comando del Super-io, e più sei colpevole. Cosi l’ economia oggi, diventa come il Super – io che rappresenta la censura morale della coscienza l’insieme dei divieti sociali derivante dall’ identificazione con il mercato (il padre secondo psicoanalisi) le sue regole.

L’ubbidienza val più del sacrificio . L’ economia e’ l’ assolute’o dovere, è la uniformazione planetaria di unificazione del mondo sotto il segno dell’ Occidente. Nella società postmoderna l’ individuo e’ completamente isolato in un sistema che manipola il suo immaginario tramite la pubblicità e la propaganda. Il suo comportamento tradisce un conformismo assoluto un obbedienza a tutte le mode. Possiamo parlare ancora di economia ? Con il senso che aveva nell’ analisi classica o marxista, assolutamente no. Perché il suo motore non è più l’ infrastruttura della produzione materiale, ne’ la sovrastruttura bensì la destrutturazione del valore, la destabilizzazione dei mercati e delle economie reali.

L’economia cessa di esistere sotto i nostri occhi, si trasforma da se stessa in un debito-economia della speculazione,(diviene necessità o omotropia. Ha il carattere del bisogno, con significato di domanda, ovvero connette il soddisfacimento del bisogno con qualcun altro che soddisfa il bisogno, come la banca) che si spende gioco la legge del valore, le leggi del mercato, la produzione, il plus-valore, la logica classica del capitale.
Cosi il debito diviene un satellite della terra, il debito comincia a entrare in orbita e prende a circolare da una banca all’ altra, da un paese all’ altro. L’ economia oggi, – possiamo vedere che cosa succede n Europa- e’ un’ economia virtuale. Gioca con una curva di flessione, e non funziona come volontà politica ma come ricatto. In Europa per esempio pare che interi paesi siano stati paesi in ostaggio da emissari di un noto gruppo terroristico la B.C.E. i cittadini in Europa vivono la Sindrome di Stoccolma, cioè quella condizione psicologica che porta le vittime a solidarizzare con i carnefici.

Eppure l’ ellenismo durante il periodo pre-etnocratico ha sviluppato un altro sistema economico. La Grecia non è mai passata attraverso feudalesimo, e aveva un carattere cosmopolitico, proprio durante l’ epoca bizantina. La città oligarchica, partecipa al processo politico attraverso l’ intermediario dalle Koina, sono, i locali o settoriali, cioè un sistema economico che fa dipendere la relazione tra lavoro e capitale, non dalla proprietà (non abbiamo il periodo pre-etnocratico la piena proprietà ma la nuda proprietà) ma dalla partecipazione in partenariato di ciascuno sulla base del proprio contributo al processo di produzione.

Questa filosofia collega la verità con la democrazia e con la chiesa (la chiesa rappresenta il demos, in Grecia antica), con l’ esercizio comune della relazioni di comunione della vita. E’ l’ synamfoteron (συναμφότερον parola che troviamo da Aristotele a Gregorio Palama) cioè l’ ambedue insieme. Nessuna autorità, nessuna rivelazione costruttiva garantisce secondo ragione la verità. La verità si raggiunge soltanto con l’ esercizio delle relazioni secondo ragione .In medioevo greco, e proprio di testi dei Padri della chiesa ortodossa abbiamo la parola αλληλοπεριχώρηση cioè la reciproca inter-penetrazione. La parola esprime che la politica mira a liberare l’ essere umano, a permettegli di accedere alla propria autonomia per mezzo di un’ azione collettiva la quale ha come oggetto la trasformazione delle istituzioni. Questo pensiero politico si chiama apofatismo della tradizione gnoseologica greca. Comprende il rifiuto di esaurire la conoscenza nella sua formulazione, anche il rifiuto di identificare la comprensione dei significanti con la conoscenza dei significati.

Per esempio Giovanni Crisostomo e Ambrogio si opposero decisamente al despotismo imperiale in quanto strumento di oppressione e di corruzione della gente semplice. L’ortodossia greca parla di azione di ingiustificato arricchimento. Le grandi ricchezze – ripetono i Padri – sono sospette: da dove vengono se non dall’ ingiusto sfruttamento dei poveri (Basilio Magno). Nella società greca era fondamentalmente una sympoliteia, e si basava sul sistema delle koina –città. (Teologo Gregorio parlerà per l’ isonomia e la ricchezza. La parola isonomia, dal greco iso, cioè uguale e nomos, cioè legge, indica l’ uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge). Il concetto di sympoliteia definisce le uomini di città – stato che nascono nel III secolo essenzialmente nella Grecia metropolitana fino ai primi leaders della Guerra di Indipendenza.

Molti in Europa parlano di riordinamento dell’ Europa e pensano organizzano una nuova Santa Alleanza come il Cancelliere Austriaco Metternich, l’ uomo che in pratica elaborò tutte le clausole den nuove realtà politica. Merkel assomiglia con Metternich, sogna un Impero che sorge dalla dissoluzione degli Stati – nazione, una forma paranoide di sovranità come definisce Edgar Morin. Oggi Merkel ha una visione totalizzante e livellatrice della politica,(sono i grandi racconti di salvezza secondo anti-modernista ideologia di volskich) vede la politica come inglobamento assorbente della vita. I’ idealismo politico tedesco o l’ anti-modernista ideologia Volskich non può capire che la politica suppone sempre un’ ipotesi, un punto di vista.

Apostolos Apostolou
Apostolos Apostolou, Dottorato in Filosofia, Professore di Filosofia Università Panteion Atene (Universita di Scienze Politiche e Sociali). Visiting Professor all’Università di Padova Facoltà Lettere e Filosofia, Cattedra Letteratura Neogreca. Direttore dell’ Istituto Universitario di Studi Filosofici.