26 Marzo 2015 – Calimera – “A nuda voce. Canto per le tabacchine”. Elio Coriano, Stella Grande, Vito Aluisi – Nuovo Cinema Elio


ElioCoriano-A-nuda-voce-canto-per-le-tabacchineComune di Calimera – Assessorato alla Cultura – Musicaos Editore Giovedì 26 Marzo 2015 – Ore 19.00 CALIMERA – NUOVO CINEMA ELIO (Via Montinari, 32) A NUDA VOCE. CANTO PER LE TABACCHINE di Elio Coriano Dedicato alla memoria di: Luigia Bianco, Epifania Cucurachi, Lucia Di Donfrancesco, Assunta Pugliese, Lina Tommasi, Luigia Tommasi Con Elio Coriano (testi, voce), Stella Grande (voce, canto), Vito Aluisi (musica, canto) Saluto del Sindaco: Giuseppe Rosato Intervengono: Leo Palumbo, Assessore alla Cultura Luciano Pagano, editore ingresso libero Giovedì 26 Marzo 2015, alle ore 19.00, il Nuovo Cinema Elio di Calimera ospiterà “A nuda voce. Canto per le tabacchine”, di Elio Coriano, con Elio Coriano, Stella Grande, Vito Aluisi. L’evento è a cura del Comune di Calimera, Assessorato alla Cultura, interverranno il Sindaco, Giuseppe Rosato e Leo Palumbo, Assessore alla cultura, Luciano Pagano, per Musicaos Editore. Lo spettacolo basato sulla raccolta di versi di Elio Coriano, pubblicata da Musicaos Editore, è dedicato alle sei tabacchine che morirono a causa dell’incendio scoppiato a Calimera, il 13 Giugno 1960, nella ditta Villani e Franzo. Sono proprio a loro, Luigia Bianco, Epifania Cucurachi, Lucia Di Donfrancesco, Assunta Pugliese, Lina Tommasi e Luigia Tommasi, che vengono ricordate con questo recital poetico musicale. Un viaggio in un frammento di storia della nostra terra che rivive nella rievocazione di Elio Coriano. I versi ricordano la vita quotidiana, i pensieri, l’epoca del boom economico nel nostro paese, gli anni ‘60, ma anche la sofferenza, i soprusi, l’oppressione e, infine, la tragedia. “Elio Coriano con questa sua opera intende restituire una voce alle tabacchine morte il 13 giugno 1960 a Calimera, a causa di un incendio nei locali della ditta Villani e Franzo. Questo canto si unisce a quello di una generazione di salentini che hanno lavorato, anche in condizioni disumane, per garantire un futuro ai propri figli.” (dalla quarta di copertina). Questa raccolta inaugura la collana di poesia di Musicaos Editore. § dall’introduzione al volume, di Ada Donno “Il Salento era diventata una delle aree più altamente specializzate nella produzione e la prima lavorazione delle qualità di tabacco levantino, che Rosetta e le sue compagne avevano imparato a distinguere e a chiamare coi loro nomi impronunciabili che a loro suonavano come “santujaca”, “peristizza” e “zagovina”: le più chiare dalle più scure, le più larghe dalle più piccole, le più ruvide dalle più lisce. Le tabacchine erano manodopera indispensabile: prima di tutto perché la lavorazione delle foglie richiedeva le mani abili, leggere e veloci delle donne, meglio se in giovanissima età. Spesso erano quelle stesse mani che negli altri mesi dell’anno tessevano i propri corredi al telaio o ricamavano quelli commissionati dalle signore dei paesi. E poi perché era manodopera docile, che si poteva pagare la metà degli uomini senza dovere spiegare perché, disposta a piegarsi ad ogni angheria pur di tenersi quel posto. Molte delle compagne di lavoro di Rosetta provenivano dalle famiglie di coloni o di braccianti che producevano il tabacco nelle campagne attorno agli opifici. Con la loro fatica stagionale, precaria e frammentata, d’estate nelle campagne di raccolta e d’inverno negli opifici, le lavoratrici del tabacco integravano il reddito familiare. Tale concezione integrativa, a giustificazione della bassa retribuzione femminile, era stata per secoli lo strumento di assoggettamento sociale, politico e culturale, nonché familiare, delle donne. Secondo un criterio indiscusso, infatti, alle donne veniva corrisposto per legge solo il compenso dello sforzo richiesto dal lavoro in fabbrica o in campagna. Il corrispettivo economico delle cure domestiche, invece, attività propria della donna per definizione e destino, veniva integrato nel salario dell’uomo capofamiglia, al quale soltanto spettava il mantenimento della donna e dei figli. E caso mai non fosse bastata questa giustificazione, c’era l’altra più rozza e sbrigativa, comunemente accettata, dell’inferiorità della forza fisica femminile, del più basso livello d’istruzione e specializzazione e rendimento: in una parola, della naturale, ineliminabile inferiorità della donna.” Ingresso libero. Info: http://www.musicaos.itinfo@musicaos.it

26 Marzo 2015 – Pescara – Giulia Madonna presenta “Amata tela” presso la Sala della Biblioteca F. Di Gianpaolo


Giulia-Madonna-Amata-tela-musicaos-ed-coverGiovedì 26 Marzo – Ore 18.00
PESCARA

presso

Sala della Biblioteca F. Di Gianpaolo
della Regione Abruzzo
Agenzia per la promozione culturale

(Via Tiburtina 97/25 – Complesso la Vela
affianco alla sede del Quotidiano Il Centro)

Giulia Madonna
presenta il suo romanzo

“Amata tela”
(musicaos editore)

relatrice:

Daniela De Angelis

§

“Una lettura che dovrebbe entrare in ogni biblioteca”
Lorenza Morello – CinqueW News

“Amore, sesso, e arte si mescolano nei luoghi del sogno e del sentimento”
24letture/Il Sole 24 Ore – Emanuela Bellotti

“Non c’è effetto speciale nella scrittura, nello scrivere fluido c’è solo
la potenza semplice e inspiegabile dell’amore della passione, della sua incomunicabilità anche verso se stessi”
Sololibri.net – Paolo Ignazio Marongiu

“In uno stile piano, descrittivo ed elegante, l’autrice
Giulia Madonna narra la storia di un ‘amore perfetto’”
Ivana Tata

Giovedì 26 Marzo 2015 alle ore 18.00, presso la Sala della Biblioteca F. Di Gianpaolo della Regione Abruzzo – Agenzia per la Promozione Culturale (Via Tiburtina 97/25 – Complesso La Vela, affianco alla sede del quotidiano Il Centro), Giulia Madonna presenterà il suo romanzo “Amata tela”, Daniele De Angelis dialogherà con l’autrice in una serata che si preannuncia interessante e ricca di spunti.

Un segreto tenuto nascosto per lunghi anni, una scoperta sconvolgente, un uomo di successo e una donna in carriera, un artista squattrinato ma geniale, autore di un quadro misterioso. Immersa nelle atmosfere di una Trieste nebulosa e di una Venezia dal fascino liquido, si agita l’intrigante storia di Eugenio e Francesca, amanti sanguigni, dolci quanto irascibili. “Amata tela” è un romanzo in cui le vicende dei protagonisti si tingono di passioni travolgenti, in un vortice senza fine che si abbatterà inesorabilmente sulle loro vite. Amore, sesso e arte, si mescolano nei luoghi del sogno e del sentimento. “Amata tela” costruisce un’epica di esperienze umane, tra gioie e paure, attraverso un disegno sapientemente tracciato dalla penna di Giulia Madonna.
L’autrice.
Nata a Pescara il 31 luglio del 1963, dopo la maturità scientifica, Giulia Madonna si è laureata in Architettura presso l’Università “Gabriele D’Annunzio” di Pescara. Ha collaborato con studi tecnici della sua città e presso Istituti Paritari è stata docente di corsi regionali di formazione professionale per “Arredatore d’Interni”. Nel 2011 ha pubblicato il romanzo “La stanza vuota” con cui ha vinto il premio della giuria, nel 2012, al “Cinque terre – Golfo dei poeti” (dove si è anche classificata al terzo posto con un racconto dal titolo “Ossessione”) e il premio della giuria “Val di Vara – Alessandra Marziale”. In seguito ha preso parte a diversi concorsi, riscuotendo un buon successo presso i lettori e aggiudicandosi, con un capitolo, il concorso di “Scrittura Collettiva” per la stesura di un romanzo collettivo, organizzato da 24letture, la pagina letteraria del Sole 24 Ore su Twitter.

GIULIA MADONNA – AMATA TELA
in copertina: Fabio Colella, “Senza Titolo”, 2005, acrilico su tela
fotografia di Renato Colella

Info:
www.musicaos.it
info@musicaos.it
Musicaos Editore