Daniela Estrafallaces recensisce “Sfera celeste”, di Silvana Malvarosa, dalla collana Fablet


La poesia è da sempre veicolo di comunicazione. È uno spazio in cui il mondo che conosciamo o quello che immaginiamo viene compresso su carta per poi riespandersi nella forma del messaggio emozionale. L’elaborazione poetica costituisce lo strumento attraverso il quale i pensieri, le emozioni, i sentimenti prendono forma, diventano mezzi di condivisione, costruendo un legame comunicativo ideale fra autore e lettori. Quello che risulta più interessante, tuttavia, è che questo legame di natura ideale si evolve attraverso la conoscenza del messaggio poetico e diviene opportunità di dialogo. La poesia intesa come strumento interpretativo, attraverso una lettura rinnovata del suo messaggio, non apre esclusivamente un canale di osservazione sul mondo, ma ne rende fruibile la conoscenza. È questo ciò che accade accostandosi alla raccolta Sfera celeste di Silvana Malvarosa (Musicaos Editore, Neviano, 2018), un interessante esempio di testo poetico in cui la tradizione narrativa del genere si mette da parte per lasciare spazio ad uno stile comunicativo schietto e colloquiale. I temi portanti della raccolta si individuano nella preminenza di valori come la solidarietà, i legami affettivi e generazionali, i ricordi stratificati nel corso di una vita. Le aree tematiche in cui la raccolta è suddivisa sono tre, ma il testo poetico ha un suo filo conduttore unico, nemmeno tanto invisibile, nella modalità comunicativa solidale il cui obiettivo è lasciare parlare il messaggio. È qui che si evidenzia la natura stilistica della raccolta. È natura dialogica, conversazionale, mirata a costruire un circuito comunicativo tra la fonte del messaggio ed i suoi destinatari. Lo scandaglio dell’interiorità proprio della tradizione poetica classica, cede il passo in questa raccolta ad uno schema narrativo che dalle parole vuole passare ai fatti, insinuando nelle menti degli osservatori spunti di riflessione, valicando confini precostituiti: “Le rondini sono libere nel loro volo, /così noi cerchiamo di vivere/sognando un futuro da rondine, /libero e sereno, per donare amore/con coraggio e perseveranza” (Rondini). In Sfera celeste la poesia è comunicazione, è strumento attivo nel mondo, veicolo di messaggi in grado di attraversare barriere e confini, mentali o fisici che siano. È attraverso il circolo virtuoso di un dialogo ideale con il lettore che i valori di solidarietà sociale, amore per il prossimo, rispetto per la natura ed i suoi tempi divengono i mediatori di un potenziale cambiamento nel quotidiano. L’approccio semplice e diretto, privo di sovrastrutture retoriche, elabora componimenti che si trasformano in impulsi all’azione. Sono brevi storie che grattano la superficie del reale e fanno venire a galla quello che c’è più in basso. Quello che scopriamo leggendo le poesie della raccolta è quel mondo invisibile, fatto di sofferenza silenziosa, di emarginazione sociale, paura o dipendenza. La consapevolezza di questo mondo sotterraneo, invisibile ai più, si accompagna ai messaggi di speranza, solidarietà, fiducia nelle risorse interiori di ciascuno, come se il nostro mondo quotidiano fosse sotto una lente di ingrandimento estremamente precisa, in grado di catturare spazi apparentemente nascosti: “Vie bagnate, /auto che sfrecciano / incuranti di tutto. / Dietro i vetri della mia finestra osservo questa scena, /i miei occhi cercano qualcosa” (Natura e vita). Accostarsi ai componimenti di Sfera celeste è come partire per un viaggio dentro brevi storie incisive che al di là del puro intrattenimento vogliono lasciare traccia di sé. L’approccio comunicativo immediato e diretto che caratterizza interamente la raccolta trasforma i contenuti in segnali d’azione, in un indirizzo per guardare le cose da una prospettiva diversa. Suggestiva e interessante anche l’escursione poetica nel racconto-leggenda (Campana), nella tenera malinconia di antichi ricordi d’infanzia (Il portone verde), nella potenza primordiale degli elementi della natura (Terra) in cui si riconosce l’armonia universale presente, fino dagli albori della storia, in tutte le cose del mondo.

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