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Ti leggo nel pensiero?


Faccio a pugni con te, poi ti vengo a cercare/benedico e ringrazio/e maledico il mondo com’è/e mi domando perché/ti dovrei chiamare/tutte le volte che passi e ti fermi lontano/lontano da me./Sarà come sarà, se sarà verosarà che mi nasconderai la fine del sentiero, però/ti leggo nel pensiero/Le mie chiavi di casa puoi tenertele tu, per trovarmi una stanza ed un letto in affitto/non mi servono più/sarà che mi vedrai nascondermi,/durante il temporale,/e rialzare la testa e bestemmiare,/quando torna il sole/Sarà come sarà,/se sarà vero,/sarà come sarà/sarà che inciamperò da qualche parte e poi ripartirò da zero/però/ti leggo nel pensiero/E chiedimi perdono per come sono/perché è così che mi hai voluto tu!/Prendimi per il collo, prendimi per mano/che non mi trovo più./Torno a casa la notte,/e non mi lasciano entrare/E nemmeno ci provo a chiamarti per nome, e nemmeno ci provo a bussare/Ma tu davvero sai prendere il miele/e trasformarlo in pane/davvero sai pescare un uomo/
caduto nel mare/Sarà come sarà,/se sarà vero/Sarà come sarà, e mi vedrai davvero/Poco prima dell’alba,/quando il buio è più nero/però/Ti leggo nel pensiero/Ti leggo nel pensiero/Ti leggo nel pensiero

Vorrei dirtelo in un orecchio.


Francesco De Gregori,
Da “Mira Mare 19.4.89”
Traccia 1, Lato B, Pentathlon
1989

Puoi sudare sette camicie o stare steso a non fare niente,
puoi nasconderti fra quattro mura, puoi nasconderti fra la gente.
Puoi dirigere una grande azienda o farti portare al guinzaglio,
puoi morire per una scommessa o vivere per uno sbaglio.
Il nodo della questione lo sai qual’è?
Non cerchiamone una ragione, una ragione non c’è.
Tu non mi piaci nemmeno un poco e grazie al cielo io non piaccio a te.
Ti puoi vestire come dice la moda a andare a spasso con chi vuoi,
ti puoi inventare una doppia vita per nascondere gli affari tuoi.
Puoi buttarti sotto al treno, oppure puoi salirci sopra
e puoi rubare per quarant’anni e fare in modo che nessuno ti scopra.
Il problema rimane identico, il risultato lo sai qual’è?
Non c’è niente da recriminare, va tutto bene così com’è.
Tu non mi piaci in nessun modo e grazie al cielo io non piaccio a te.
Vorrei dirtelo in un orecchio cosa puoi farci con quel sorriso,
con quel sorriso da passaporto, sempre incollato sul viso.
Credi davvero che ti potrà salvare,
se una volta dovessi scegliere da che parte stare?
Se una volta dovessi smettere di bluffare?
E la radio ci fa ballare, ci manda musica da mangiare,
la sera scende come un’emergenza sulla città.
La notte promette bene, piena di ossido e di sirene.
È già pronto il domani, lo stanno consegnando già.
Io sono nato ieri, lo sai senz’altro meglio di me,
i segreti per restare a galla tu li conosci meglio di me.
Ed è per questo che non mi piaci e grazie al cielo io non piaccio a te