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Un corso cristologico tra retaggi del mito per un “Mezzogiorno dell’animo”

Quella di Mezzogiorno dell’animo è l’ultima raccolta in versi del poeta romano Enrico Pietrangeli, un libro di cento pagine edito dalla CLEUP, dove il titolo ben esplicita sia una condizione dell’anima che il coraggio ad esprimerla. Diverse sono le tematiche affrontate, ma il filo conduttore, espresso in una narrazione indiretta e utilizzando una forma perlopiù lirica, si sviluppa attraverso la circostanza amorosa.

Un amore espresso con dignità e compostezza, portato avanti senza censure, ma, soprattutto, senza inganno alcuno (“non ho mai illuso e non ero / di malato inguaribile specie”), percependolo e comunicandolo lentamente nel tempo (“polline mai sopito / infingardo fiorisce / d’affetto il flusso / nel tempo complice stratificato”), senza ipocrisie e scevro di nefaste passioni, fino al suo esplodere in un esilio che non conosce proporzioni e limiti, l’equità di un corrispettivo atteggiamento dall’altra parte. Probabile contrappasso in onestà d’intenti generato da protratta sofferenza oppure inconscia rivalsa. Un confino generante indeterminata attesa, incapace tanto di chiudere quanto di riaprire un rapporto (“resta una scure / appesa e dondolante / sul pulsante di fine”).

Quel che ne emerge, in sostanza, è la capacità di affrontare e attraversare il dolore nella concreta e mai allusa scelta di donarsi all’altro senza riserve, in un traslato cristologico con retaggi della grande figura di Pasolini esplicitati per mezzo di un’autenticità religiosa e in polemica con una borghesia che, fin dai tempi, era già emergente ovunque (“di fronte al martirio / si deve saper morire, / offrirsi per l’altro / fino in fondo, tutto. / Senza mai riserve / s’abbraccia la fede. / Cristo lo ha fatto, / ha fatto la rivoluzione. / Se prive di slanci, / le vie di mezzo / non salvano, / generano mediocri, / pasoliniani mostri, / vinti assoggettati, / vili conformisti”). Un traslato dove il morire per l’altro è un rinascere migliore e salvifico, capace di condividere gli esiti della rispettiva esperienza “con chi, nell’attesa, l’opera / accoglie preservando amore”.

Diversi sono pure i ricorsi a retaggi mitologici, emblematico, forse più di altri, quello della poesia Eros e Psiche. Ma è una concezione ciclica, dell’eterno ritorno che, nella civiltà greca come quella romana, progredisce in un divenire che sedimenta la storia sul mito, la costante strutturante il costrutto poetico. Un tempo che, tanto nell’incipit (“con ciclo inverso e diverso, / altra ruota girerà sul verso”) quanto nell’epilogo (“compiuto è un ciclo e attendo, / di virtù nel senno, altri frutti”) ritorna riconducendo a CicloInVersoRoMagna 2011, la scorsa manifestazione estiva che, per il secondo consecutivo, ha visto l’autore operare a fianco di Gloria Scarperia insieme ad altri alternatisi.

"Mezzogiorno dell’animo", Enrico Pietrangeli, CLEUP, 2011, 9788861297753, 100, €12

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da "Mezzogiorno dell’animo"
Disinfettami l’anima

Disinfettami l’anima,
se è quel che vuoi, sterilizzami.
Fallo piano, con tutto il bene
di un semestre terapeutico,
bombardando anticorpi
sopra inermi popolazioni.
La mia fede giungerà
donandoti Amore,
sacrificio mai invano.
Di fronte al martirio
si deve saper morire,
offrirsi per l’altro
fino in fondo, tutto.
Senza mai riserve
s’abbraccia la fede.
Cristo lo ha fatto,
ha fatto la rivoluzione.
Se prive di slanci,
le vie di mezzo
non salvano,
generano mediocri,
pasoliniani mostri,
vinti assoggettati,
vili conformisti.
Cristo è infinito,
incondizionato amore,
lo slancio più alto: il dono!
Predilige la sincerità
e dà forza e coraggio
che liberano il cuore
dai vincoli del nulla.
Ama i peccatori
che tornano, i ravveduti!
Disinfettami l’anima,
se è quel che vuoi, purificami.
Fallo piano, con tutto il bene
e la pietà nel dolore. Giungerà
la mia fede donandoti Amore,
quel sacrificio mai scorso invano.

[tratto da Mezzogiorno dell’animo – diritti depositati – CLEUP – Enrico Pietrangeli – 2011]

Nota biografica:

Enrico Pietrangeli, autore della raccolta di poesie Di amore, di morte, pubblicata in versione cartacea (Teseo editore – 2000) e in elettronica (Kult Virtual Press – 2002), collabora con giornali e riviste da diversi anni ed è giornalista pubblicista. Presente sulla scena romana della poesia sin dagli anni Ottanta, ha curato anche rassegne e spettacoli come Poesia da Bruciare, Sicilia Poetry Bike, CicloPoEtica 2010, Nettuno Fiera di Poesia 2010 e CicloInVersoRoMagna 2011. Attraverso la traduzione poetica, si è dedicato all’opera di alcuni autori poco conosciuti. Ha ripubblicato il suo romanzo d’esordio In un tempo andato con biglietto di ritorno (Proposte Editoriali – 2005) con una seconda edizione in elettronica (Kult Virtual Press – 2007) e un’ulteriore silloge poetica dal titolo Ad Istanbul, tra pubbliche intimità (Il Foglio – 2007).