Venerdì 30 marzo 2018 – Crotone – Libreria Cerrelli – Salvatore Parise presenta “Il nostro tempo è terminato”


Venerdì 30 marzo 2018 · ore 18.00

LIBRERIA CERRELLI · “118 anni di cultura a Crotone”

presenta:

SALVATORE PARISE
“Il nostro tempo è terminato”
(Musicaos Editore)

Interviene:
Dott. Paolo Sesti (Psichiatra)

Modera:
Giulia Tassone (Giornalista)

Venerdì 30 marzo 2018 alle ore 18.00, presso la storica Libreria Cerrelli a Crotone (Via Vittorio Emanuele, 13), si terrà la prima presentazione del nuovo romanzo di Salvatore Parise, “Il nostro tempo è terminato”, edito da Musicaos Editore. L’incontro, moderato dalla giornalista Giulia Tassone, vedrà la partecipazione, con l’autore, del Dott. Paolo Sesti, psichiatra.

Una città senza nome, un futuro che è adesso. Un mondo in cui i rapporti personali sono dissolti nella nube dei network onnipresenti, delle applicazioni, in collegamenti istantanei e impersonali.
Tutto ruota attorno al controllo dei cittadini, gli spostamenti quotidiani, i consumi, i sentimenti, le abitudini, i giochi di ruolo. In questo scenario si consuma il dramma di una famiglia alienata.
Loser, padre di famiglia deluso, incastrato in un lavoro che lo strema psichicamente e fisicamente, innamorato della sua Vanity, moglie e madre di Ramy, il figlio taciturno e androgino.
Vanity incarna la superficialità assoluta, è dedita al divertimento, coinvolta dall’amica Titty in nuove avventure, per lei la famiglia è una gabbia di cui non è convinta e di cui farebbe a meno.
Ramy è un adolescente dotato di un’intelligenza straordinaria, e di un corpo a metà tra il rifiuto di ciò che è e il desiderio di divenire ciò che vuole essere.
Giovani e adulti con lo sguardo sugli smartphone, impegnati in un’esistenza superficiale, colma di istanti da condividere ma priva di momenti da ricordare. Rapporti familiari o domestici inesistenti, vissuti in case che sono basi di partenza e arrivo di una giornata in cui i momenti veri sono ridotti al minimo, dormitori dai quali raggiungere il luogo di lavoro, celle in cui chiudersi davanti a un terminale, per evadere nella vera realtà, quella fatta di autocelebrazione in cui sentirsi belli, esposti alla visione di uno schermo luminoso.

C’è qualcosa, tuttavia, che non tiene.
C’è qualcosa che non è stato ancora deciso.

Il nostro tempo è terminato racconta la dissoluzione inevitabile dei rapporti umani in un mondo futuro che somiglia al nostro, nel quale Loser farà tutto ciò che è nelle sue forze per tenere unita la famiglia e recuperare l’amore di Vanity, in una vita dove nulla, fino all’ultimo momento, è come appare.

Salvatore Parise, scrittore calabrese, vive a Crotone. È bassista e cantante del gruppo “Il Genere”. Alla sua quarta pubblicazione, ha pubblicato Poesie Metropolitane (Princesse Editrice, 2006), In Vivo (Csa Editrice, 2012), Sono una rockstar (Csa Editrice, 2015). Con Musicaos Editore, nel 2018, ha pubblicato il romanzo dal titolo “Il nostro tempo è terminato”.

Info:
http://www.musicaos.org
info@musicaos.it

Venerdì 30 marzo 2018 – Lecce – I “Felici diluvi” di Graziano Gala, con Pasquale Santoro e Marco Garofalo al Fondo Verri


Venerdì 30 marzo 2018 · ore 19.00
Fondo Verri · (Lecce, Via Santa Maria del Paradiso)

“Felici diluvi”
(Musicaos Editore)
Graziano Gala

dialoga con l’autore
Luciano Pagano (Musicaos)

letture a cura di
Pasquale Santoro
musica di
Marco Garofalo (chitarra)

Venerdì 30 marzo 2018, alle ore 19, presso il Fondo Verri, Presidio del Libro di Lecce, si terrà una nuova presentazione della raccolta di racconti “Felici diluvi”, scritta da Graziano Gala e edita da Musicaos Editore. Durante la serata l’attore Pasquale Santoro leggerà alcuni brani dai racconti, accompagnato dal musicista Marco Garofalo. Graziano Gala dialogherà con l’editore Luciano Pagano.

L’AUTORE Graziano Gala nasce a Tricase il 19 settembre 1990. Vive a Milano, dove insegna Lettere in un Liceo delle scienze umane. Nel 2012 vince il premio “Lo scrivo io”, indetto da “La Gazzetta del Mezzogiorno” nella sezione poesia. Il suo racconto “Variabili impazzite”, viene inserito nella collana “Chi semina racconti 2”, curato dall’associazione “Tha Piaza Don Chisciotte”. Nel 2013 vince il premio speciale della giuria nel “Premio internazionale di cultura” indetto dall’AEDE (Association Européenne des Enseignants). Due suoi racconti vengono selezionati nel bando “Bollenti spiriti”, indetto dalla Regione Puglia, dando origine al volume collettaneo “Parole battute”. Si qualifica terzo al “Premio Nazionale Bukowski” di Viareggio. Nel 2016 il suo racconto “Sabotare il silenzio”, viene pubblicato in un’antologia edita da “Testi&Testi” e vince il premio “Carlo Cultrera”. Nello stesso anno un suo racconto viene selezionato dall’associazione “Onalim” e letto durante la Piano City Milano 2016 e nella scuola di scrittura “Belleville”.

I “Felici diluvi” di Graziano Gala raccontano di cose che finiscono in modo glorioso, di ciò che arriva al termine, lasciando dietro sé un ricordo di quel che è stato; cose che potrebbero essere andate altrimenti, ma per un meccanismo che si è inceppato procedono lungo un corso particolare, deragliato, inaspettato. Graziano Gala racconta le pieghe di una realtà in cui l’umanità, la persona, l’individuo, vogliono affermarsi prima di scomparire in un oblio definitivo, imposto dalle regole sociali, dall’amore o dal piano regolatore, dalla tracotanza o dal fallimento, passando per la nostalgia e il ricordo. La metropoli e la sua periferia sono il cosmo nel quale si muovono i suoi personaggi che si ribellano, numeri che cercano di sfuggire alla forza del destino per affermare la loro volontà di essere unici. In questi racconti c’è tutta la forza che regala la rivincita che ognuno dei protagonisti riesce a ritagliare per sé.

Cosimo Argentina, a proposito della scrittura di Graziano Gala e dei suoi racconti, afferma: “Se un qualunque scrittore italiano, anche tra i pluridecorati, leggesse i racconti di Graziano Gala, e fosse onesto, lascerebbe perdere la penna e aprirebbe una rivendita di sali e tabacchi”.

I RACCONTI Si parte con “L’applauso”, dove la vittima di una vocale sbagliata, il Poli, intento nel far dimenticare l’odore e la consistenza del pattume ammassato in qualità di netturbino, rifugiandosi dietro un pianoforte che rappresenta il dolore di tutto ciò che poteva essere e non è stato. Segue il venditore di rose (“Il sonno dei giusti”), escluso sociale di lusso, immortalato nel tentativo di rivendicare acqua e amore per quei boccioli che lui percepisce come strumenti ultimi di felicità universale. Lo sorpassa, in “Complanari”, da destra a bordo di una vecchia Taunus un conducente in piena sofferenza, diviso tra il rimorso per la morte del padre e l’amore sconveniente nei confronti di una prostituta, il tutto mentre la RoSara di “Recuméterna”, l’ultima prefica di professione, viene colpita a morte da un paese che non vuole saperne di morire.

Si spande, in lontananza, l’odore di caffè (“Le circostanze dell’arrivederci”), accompagnato dai tutti quei sogni e tutti quei fallimenti che possono essere contenuti in una tazzina: è questo il destino di Franco e Marilena, innamorati di un amore violento e smisurato come l’urlo di Tardelli nell’82. Macchie, dicevamo, da ripulirsi: di questo si occupa Goffredo Mammoni, lavandero proprietario di lavanderia industriale, sempre immacolato e sempre impreparato dinanzi all’occasione della vita (“La figlia di Brasi”). Meglio fermarsi, meglio riavviare il meccanismo, meglio distruggere la giostra malfunzionante: a questo pensa il bombarolo di “Rumori da basso”, incapace di gestire le cicatrici di abusi protratti.

E tra un’eruzione inaspettata della Famiglia Cola-Lava e una processione a tradimento imposta da don Pasquale nel “Sentir messa” ad una folla zelante e belante nessuna sorpresa se Fabio Filzi pensi bene che il tradimento – subito più che goduto – sia l’unica boccata d’ossigeno utile al continuare della narrazione. Da qui la liberazione, la rottura degli equilibri, il senso di onnipotenza che porta l’ingegner Piaccia ad agire senza preoccuparsi delle esigenze del prossimo, da qui il pedale della Duetto calcato dal Tamorra in prossimità di una rotatoria. Si cerca lo scontro, la fine, l’esplosione, l’eccesso, la forza di rimettere tutto in discussione soffrendo per i guai passati e per i propri fallimenti: tutta la narrazione diventa una pura questione di lacrime, e se a piangere inizia anche il cielo ci vuole un ombrello dalle braccia salde, dal fiato caldo e dalle giunture resistenti per gestire precipitazioni, scrosci e conseguenze annesse.

PRIMI GIUDIZI DA PARTE DELLA CRITICA

“Si tratta di quattordici brevi storie, scritte con una lingua disarticolata e carnale, creativa e felice. Non saprei se Gala si sente parte di una tradizione propriamente italiana ma mi sembra che il nucleo della sua ispirazione adombri un respiro buzzatiano. Le sue storie virano volentieri verso il surreale ma mai in modo effettistico e forzato.”
Fabio Orrico, su “Liberi di Scrivere”

“La metropoli e la sua periferia sono il cosmo nel quale si muovono i personaggi di Gala che altro non sono che ‘pezzi’ dell’umanità che si ribellano, numeri che cercano di sfuggire alla forza del destino per affermare la loro volontà di essere unici.”
Veronica Notaro, su “RecensioniLibri.org”

“Graziano Gala ha creato qualcosa di nuovo ma soprattutto geniale, ogni racconto racchiude in sé un fascino speciale.”
Loredana Cilento, su “Mille Splendidi Libri e Non Solo”

“La scrittura fresca e immediata di Gala, che sembra ispirarsi, sin dai nomi fortemente evocativi dei personaggi, ai giochi linguistici di Rodari e di Benni e all’ironia dissacrante di Cosimo Argentina, guida il lettore nel carosello di emozioni, spesso contrastanti, che si rincorrono pagina dopo pagina, storia dopo storia, senza tuttavia lasciare nulla al caos e all’indefinito”
Mariaelena Tucci, su “Centro PENS. Poesia Contemporanea e Nuove Scritture”

“Nei racconti di Gala si intrecciano i temi dell’allontanamento da casa, una casa che è terra accogliente e calda, in contrapposizione all’ipertrofia urbana di un settentrione votato alla produzione e al consumo, consumo che non è solo materiale ma anche del materiale umano. Al turbine della frenesia metropolitana si contrappone la voce dell’autore, che è quella di colui che non si arrende, di colui che, narrando, dà nuova vita a chi sembra aver esaurito ogni possibilità.”,
Nü su “Il Loggione Letterario”

“Di Graziano Gala colpisce subito la sicurezza della scrittura, la sua è una voce originale e dotata di registri sempre cangianti.”
Giovanni Pannacci su “L’Ottavo”

Informazioni

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Musicaos Editore
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