Domenica 29 aprile 2018 – Leverano – Libreria “Tra le Righe” – Presentazione di “Felici diluvi”, Graziano Gala


Domenica 29 aprile 2018 · ore 18.00 – Libreria “Tra le righe”
(Leverano · Via Cesarea, 52)

“Felici diluvi” di Graziano Gala

dialoga con l’autore Luciano Pagano

intervento musicale Lucilla Vario, Marco Petrelli (Covo di Mozart)

letture dai racconti a cura della Compagnia del Teatro delle Rane

Domenica 29 aprile 2018, alle ore 18.00, nei locali della libreria “Tra le righe”, di Leverano (Via Cesarea, 52), si terrà la presentazione del libro di racconti “Felici diluvi” (Musicaos), scritto da Graziano Gala. Luciano Pagano (Musicaos), dialogherà con l’autore. Durante la presentazione è previsto l’intervento musicale di Lucilla Vario e Marco Petrelli (Covo di Mozart) e letture dai racconti, a cura degli attori della “Compagnia del Teatro delle Rane”.

L’AUTORE Graziano Gala nasce a Tricase il 19 settembre 1990. Vive a Milano, dove insegna Lettere in un Liceo delle scienze umane. Nel 2012 vince il premio “Lo scrivo io”, indetto da “La Gazzetta del Mezzogiorno” nella sezione poesia. Il suo racconto “Variabili impazzite”, viene inserito nella collana “Chi semina racconti 2”, curato dall’associazione “Tha Piaza Don Chisciotte”. Nel 2013 vince il premio speciale della giuria nel “Premio internazionale di cultura” indetto dall’AEDE (Association Européenne des Enseignants). Due suoi racconti vengono selezionati nel bando “Bollenti spiriti”, indetto dalla Regione Puglia, dando origine al volume collettaneo “Parole battute”. Si qualifica terzo al “Premio Nazionale Bukowski” di Viareggio. Nel 2016 il suo racconto “Sabotare il silenzio”, viene pubblicato in un’antologia edita da “Testi&Testi” e vince il premio “Carlo Cultrera”. Nello stesso anno un suo racconto viene selezionato dall’associazione “Onalim” e letto durante la Piano City Milano 2016 e nella scuola di scrittura “Belleville”.

I “Felici diluvi” di Graziano Gala raccontano di cose che finiscono in modo glorioso, di ciò che arriva al termine, lasciando dietro sé un ricordo di quel che è stato; cose che potrebbero essere andate altrimenti, ma per un meccanismo che si è inceppato procedono lungo un corso particolare, deragliato, inaspettato. Graziano Gala racconta le pieghe di una realtà in cui l’umanità, la persona, l’individuo, vogliono affermarsi prima di scomparire in un oblio definitivo, imposto dalle regole sociali, dall’amore o dal piano regolatore, dalla tracotanza o dal fallimento, passando per la nostalgia e il ricordo. La metropoli e la sua periferia sono il cosmo nel quale si muovono i suoi personaggi che si ribellano, numeri che cercano di sfuggire alla forza del destino per affermare la loro volontà di essere unici. In questi racconti c’è tutta la forza che regala la rivincita che ognuno dei protagonisti riesce a ritagliare per sé.

Cosimo Argentina, a proposito della scrittura di Graziano Gala e dei suoi racconti, afferma: “Se un qualunque scrittore italiano, anche tra i pluridecorati, leggesse i racconti di Graziano Gala, e fosse onesto, lascerebbe perdere la penna e aprirebbe una rivendita di sali e tabacchi”.

I RACCONTI Si parte con “L’applauso”, dove la vittima di una vocale sbagliata, il Poli, intento nel far dimenticare l’odore e la consistenza del pattume ammassato in qualità di netturbino, rifugiandosi dietro un pianoforte che rappresenta il dolore di tutto ciò che poteva essere e non è stato. Segue il venditore di rose (“Il sonno dei giusti”), escluso sociale di lusso, immortalato nel tentativo di rivendicare acqua e amore per quei boccioli che lui percepisce come strumenti ultimi di felicità universale. Lo sorpassa, in “Complanari”, da destra a bordo di una vecchia Taunus un conducente in piena sofferenza, diviso tra il rimorso per la morte del padre e l’amore sconveniente nei confronti di una prostituta, il tutto mentre la RoSara di “Recuméterna”, l’ultima prefica di professione, viene colpita a morte da un paese che non vuole saperne di morire.

Si spande, in lontananza, l’odore di caffè (“Le circostanze dell’arrivederci”), accompagnato dai tutti quei sogni e tutti quei fallimenti che possono essere contenuti in una tazzina: è questo il destino di Franco e Marilena, innamorati di un amore violento e smisurato come l’urlo di Tardelli nell’82. Macchie, dicevamo, da ripulirsi: di questo si occupa Goffredo Mammoni, lavandero proprietario di lavanderia industriale, sempre immacolato e sempre impreparato dinanzi all’occasione della vita (“La figlia di Brasi”). Meglio fermarsi, meglio riavviare il meccanismo, meglio distruggere la giostra malfunzionante: a questo pensa il bombarolo di “Rumori da basso”, incapace di gestire le cicatrici di abusi protratti.

E tra un’eruzione inaspettata della Famiglia Cola-Lava e una processione a tradimento imposta da don Pasquale nel “Sentir messa” ad una folla zelante e belante nessuna sorpresa se Fabio Filzi pensi bene che il tradimento – subito più che goduto – sia l’unica boccata d’ossigeno utile al continuare della narrazione. Da qui la liberazione, la rottura degli equilibri, il senso di onnipotenza che porta l’ingegner Piaccia ad agire senza preoccuparsi delle esigenze del prossimo, da qui il pedale della Duetto calcato dal Tamorra in prossimità di una rotatoria. Si cerca lo scontro, la fine, l’esplosione, l’eccesso, la forza di rimettere tutto in discussione soffrendo per i guai passati e per i propri fallimenti: tutta la narrazione diventa una pura questione di lacrime, e se a piangere inizia anche il cielo ci vuole un ombrello dalle braccia salde, dal fiato caldo e dalle giunture resistenti per gestire precipitazioni, scrosci e conseguenze annesse.

PRIMI GIUDIZI DA PARTE DELLA CRITICA

“Si tratta di quattordici brevi storie, scritte con una lingua disarticolata e carnale, creativa e felice. Non saprei se Gala si sente parte di una tradizione propriamente italiana ma mi sembra che il nucleo della sua ispirazione adombri un respiro buzzatiano. Le sue storie virano volentieri verso il surreale ma mai in modo effettistico e forzato.”
Fabio Orrico, su “Liberi di Scrivere”

“La metropoli e la sua periferia sono il cosmo nel quale si muovono i personaggi di Gala che altro non sono che ‘pezzi’ dell’umanità che si ribellano, numeri che cercano di sfuggire alla forza del destino per affermare la loro volontà di essere unici.”
Veronica Notaro, su “RecensioniLibri.org”

“Graziano Gala ha creato qualcosa di nuovo ma soprattutto geniale, ogni racconto racchiude in sé un fascino speciale.”
Loredana Cilento, su “Mille Splendidi Libri e Non Solo”

“La scrittura fresca e immediata di Gala, che sembra ispirarsi, sin dai nomi fortemente evocativi dei personaggi, ai giochi linguistici di Rodari e di Benni e all’ironia dissacrante di Cosimo Argentina, guida il lettore nel carosello di emozioni, spesso contrastanti, che si rincorrono pagina dopo pagina, storia dopo storia, senza tuttavia lasciare nulla al caos e all’indefinito”
Mariaelena Tucci, su “Centro PENS. Poesia Contemporanea e Nuove Scritture”

“Nei racconti di Gala si intrecciano i temi dell’allontanamento da casa, una casa che è terra accogliente e calda, in contrapposizione all’ipertrofia urbana di un settentrione votato alla produzione e al consumo, consumo che non è solo materiale ma anche del materiale umano. Al turbine della frenesia metropolitana si contrappone la voce dell’autore, che è quella di colui che non si arrende, di colui che, narrando, dà nuova vita a chi sembra aver esaurito ogni possibilità.”,
Nü su “Il Loggione Letterario”

“Di Graziano Gala colpisce subito la sicurezza della scrittura, la sua è una voce originale e dotata di registri sempre cangianti.”
Giovanni Pannacci su “L’Ottavo”

Informazioni.
Musicaos Editore
0836 618 232 – info@musicaos.ithttp://www.musicaos.org

Libreria “Tra le righe”
0832 523863 cell. 3450227869
https://www.facebook.com/pg/libreriaLeverano

Sabato 28 aprile 2018 – Corigliano d’Otranto – Il Castello Volante “Felici diluvi” di Graziano Gala, con Pasquale Santoro e Marco Garofalo


Sabato 28 aprile 2018 · ore 19.00
presso “Il Castello Volante” di Corigliano d’Otranto

presentazione del volume

“Felici diluvi” di Graziano Gala

dialoga con l’autore Elisabetta Donno

musica Marco Garofalo

letture dai racconti di Pasquale Santoro

Sabato 28 aprile 2018, alle ore 19.00, presso Il Castello Volante di Corigliano d’Otranto, si terrà la presentazione del libro di racconti “Felici diluvi” (Musicaos), scritto da Graziano Gala. L’autore dialogherà con Elisabetta Donno. Durante la presentazione sono previste letture dei racconti, interpretati da Pasquale Santoro, insieme al musicista e chitarrista Marco Garofalo.

L’AUTORE Graziano Gala nasce a Tricase il 19 settembre 1990. Vive a Milano, dove insegna Lettere in un Liceo delle scienze umane. Nel 2012 vince il premio “Lo scrivo io”, indetto da “La Gazzetta del Mezzogiorno” nella sezione poesia. Il suo racconto “Variabili impazzite”, viene inserito nella collana “Chi semina racconti 2”, curato dall’associazione “Tha Piaza Don Chisciotte”. Nel 2013 vince il premio speciale della giuria nel “Premio internazionale di cultura” indetto dall’AEDE (Association Européenne des Enseignants). Due suoi racconti vengono selezionati nel bando “Bollenti spiriti”, indetto dalla Regione Puglia, dando origine al volume collettaneo “Parole battute”. Si qualifica terzo al “Premio Nazionale Bukowski” di Viareggio. Nel 2016 il suo racconto “Sabotare il silenzio”, viene pubblicato in un’antologia edita da “Testi&Testi” e vince il premio “Carlo Cultrera”. Nello stesso anno un suo racconto viene selezionato dall’associazione “Onalim” e letto durante la Piano City Milano 2016 e nella scuola di scrittura “Belleville”.

I “Felici diluvi” di Graziano Gala raccontano di cose che finiscono in modo glorioso, di ciò che arriva al termine, lasciando dietro sé un ricordo di quel che è stato; cose che potrebbero essere andate altrimenti, ma per un meccanismo che si è inceppato procedono lungo un corso particolare, deragliato, inaspettato. Graziano Gala racconta le pieghe di una realtà in cui l’umanità, la persona, l’individuo, vogliono affermarsi prima di scomparire in un oblio definitivo, imposto dalle regole sociali, dall’amore o dal piano regolatore, dalla tracotanza o dal fallimento, passando per la nostalgia e il ricordo. La metropoli e la sua periferia sono il cosmo nel quale si muovono i suoi personaggi che si ribellano, numeri che cercano di sfuggire alla forza del destino per affermare la loro volontà di essere unici. In questi racconti c’è tutta la forza che regala la rivincita che ognuno dei protagonisti riesce a ritagliare per sé.

Cosimo Argentina, a proposito della scrittura di Graziano Gala e dei suoi racconti, afferma: “Se un qualunque scrittore italiano, anche tra i pluridecorati, leggesse i racconti di Graziano Gala, e fosse onesto, lascerebbe perdere la penna e aprirebbe una rivendita di sali e tabacchi”.

I RACCONTI Si parte con “L’applauso”, dove la vittima di una vocale sbagliata, il Poli, intento nel far dimenticare l’odore e la consistenza del pattume ammassato in qualità di netturbino, rifugiandosi dietro un pianoforte che rappresenta il dolore di tutto ciò che poteva essere e non è stato. Segue il venditore di rose (“Il sonno dei giusti”), escluso sociale di lusso, immortalato nel tentativo di rivendicare acqua e amore per quei boccioli che lui percepisce come strumenti ultimi di felicità universale. Lo sorpassa, in “Complanari”, da destra a bordo di una vecchia Taunus un conducente in piena sofferenza, diviso tra il rimorso per la morte del padre e l’amore sconveniente nei confronti di una prostituta, il tutto mentre la RoSara di “Recuméterna”, l’ultima prefica di professione, viene colpita a morte da un paese che non vuole saperne di morire.

Si spande, in lontananza, l’odore di caffè (“Le circostanze dell’arrivederci”), accompagnato dai tutti quei sogni e tutti quei fallimenti che possono essere contenuti in una tazzina: è questo il destino di Franco e Marilena, innamorati di un amore violento e smisurato come l’urlo di Tardelli nell’82. Macchie, dicevamo, da ripulirsi: di questo si occupa Goffredo Mammoni, lavandero proprietario di lavanderia industriale, sempre immacolato e sempre impreparato dinanzi all’occasione della vita (“La figlia di Brasi”). Meglio fermarsi, meglio riavviare il meccanismo, meglio distruggere la giostra malfunzionante: a questo pensa il bombarolo di “Rumori da basso”, incapace di gestire le cicatrici di abusi protratti.

E tra un’eruzione inaspettata della Famiglia Cola-Lava e una processione a tradimento imposta da don Pasquale nel “Sentir messa” ad una folla zelante e belante nessuna sorpresa se Fabio Filzi pensi bene che il tradimento – subito più che goduto – sia l’unica boccata d’ossigeno utile al continuare della narrazione. Da qui la liberazione, la rottura degli equilibri, il senso di onnipotenza che porta l’ingegner Piaccia ad agire senza preoccuparsi delle esigenze del prossimo, da qui il pedale della Duetto calcato dal Tamorra in prossimità di una rotatoria. Si cerca lo scontro, la fine, l’esplosione, l’eccesso, la forza di rimettere tutto in discussione soffrendo per i guai passati e per i propri fallimenti: tutta la narrazione diventa una pura questione di lacrime, e se a piangere inizia anche il cielo ci vuole un ombrello dalle braccia salde, dal fiato caldo e dalle giunture resistenti per gestire precipitazioni, scrosci e conseguenze annesse.

PRIMI GIUDIZI DA PARTE DELLA CRITICA

“Si tratta di quattordici brevi storie, scritte con una lingua disarticolata e carnale, creativa e felice. Non saprei se Gala si sente parte di una tradizione propriamente italiana ma mi sembra che il nucleo della sua ispirazione adombri un respiro buzzatiano. Le sue storie virano volentieri verso il surreale ma mai in modo effettistico e forzato.”
Fabio Orrico, su “Liberi di Scrivere”

“La metropoli e la sua periferia sono il cosmo nel quale si muovono i personaggi di Gala che altro non sono che ‘pezzi’ dell’umanità che si ribellano, numeri che cercano di sfuggire alla forza del destino per affermare la loro volontà di essere unici.”
Veronica Notaro, su “RecensioniLibri.org”

“Graziano Gala ha creato qualcosa di nuovo ma soprattutto geniale, ogni racconto racchiude in sé un fascino speciale.”
Loredana Cilento, su “Mille Splendidi Libri e Non Solo”

“La scrittura fresca e immediata di Gala, che sembra ispirarsi, sin dai nomi fortemente evocativi dei personaggi, ai giochi linguistici di Rodari e di Benni e all’ironia dissacrante di Cosimo Argentina, guida il lettore nel carosello di emozioni, spesso contrastanti, che si rincorrono pagina dopo pagina, storia dopo storia, senza tuttavia lasciare nulla al caos e all’indefinito”
Mariaelena Tucci, su “Centro PENS. Poesia Contemporanea e Nuove Scritture”

“Nei racconti di Gala si intrecciano i temi dell’allontanamento da casa, una casa che è terra accogliente e calda, in contrapposizione all’ipertrofia urbana di un settentrione votato alla produzione e al consumo, consumo che non è solo materiale ma anche del materiale umano. Al turbine della frenesia metropolitana si contrappone la voce dell’autore, che è quella di colui che non si arrende, di colui che, narrando, dà nuova vita a chi sembra aver esaurito ogni possibilità.”,
Nü su “Il Loggione Letterario”

“Di Graziano Gala colpisce subito la sicurezza della scrittura, la sua è una voce originale e dotata di registri sempre cangianti.”
Giovanni Pannacci su “L’Ottavo”

Informazioni.
Musicaos Editore
0836 618 232 – info@musicaos.ithttp://www.musicaos.org

Sabato 28 aprile 2018 – Oria (Br) – Associazione ”Dear Amico“ ospita Mino Pica per “Un weekend con l’artista”


Sabato 28 aprile 2018,  ore 20:30

“UN WEEKEND CON L’ARTISTA”
L’ASSOCIAZIONE DEAR AMICO DI ORIA (BR)
OSPITA LO SCRITTORE MINO PICA

L’associazione Dear Amico di Oria (Br) sabato 28 aprile, con inizio alle ore 20 e 30, ospita la presentazione dell’ultimo libro di Mino Pica, “Quando arriva domenica” (Musicaos Editore).

Nell’ambito della rassegna “Un weekend con l’artista! Ti presento la mia arte”, una particolare iniziativa di promozione culturale dove si raccontano poeti, scrittori, autori, musicisti, pittori, attori, creativi…

Dialogherà con l’autore Marco Greco. La presentazione si terrà all’interno dello spazio creativo dell’associazione Dear Amico, sita in via San Lorenzo, 8 ad Oria.

“Quando arriva domenica” è il quarto libro pubblicato dallo scrittore brindisino che continua il suo viaggio narrativo con un’opera incentrata sulla riflessione e sul cambiamento di prospettiva delle cose. Al centro delle narrazioni di “Quando arriva domenica” ci sono argomenti che per pigrizia o ipocrisia abbiamo deciso di non affrontare più, semplicemente perché farlo ci metterebbe faccia a faccia con quella parte di noi, più nascosta, che non accetterebbe più compromessi. Quello che viene chiesto, al lettore di quest’opera, è la volontà di recuperare la poesia di ogni giorno, che si è nascosta per non cedere all’insensatezza della realtà. Il suggerimento, il grido silente, è focalizzato sul recupero di quanto c’è ancora di noi, dentro di noi, nel paradosso. Un invito a una partecipazione sociale che inizia, anzitutto, da una partecipazione col proprio sé, recuperato, riappropriato, dalle sensazioni e dal gusto di ciò che proviamo, quotidianamente. Per compiere questo viaggio, tuttavia, bisogna essere capaci di osservare e mettere alla berlina tutte le falsità che affollano la nostra esistenza, assumersi il compito di svelare ciò che è falso, nel lavoro, nella musica, nei rapporti sociali, andando al di là dei ruoli che ciascuno di noi accetta per acquietarsi e procedere sui binari della propria vita, senza pensare. Si tratta di una scrittura, quella di Mino Pica, che mette il lettore davanti ai limiti dell’ipocrisia di credere che si viva nel tempo più giusto e informato, in cui sappiamo tutto ciò che accade, ma non conosciamo nulla, né afferriamo il senso delle cose.

Nato a Brindisi nel 1982, Mino Pica nel 2008 pubblica “L’attesa dell’attesa” (Giovane Holden Edizioni). Citato fra gli scrittori pugliesi del volume “Letteratura del Novecento in Puglia” (Catalano, Progedit), nel 2011 pubblica “Cucina Interiore” con Lupo Editore. Nello stesso anno partecipa alla scrittura di “Via Maestra” (Hobos Edizioni). Nel 2013 pubblica “Hotel” (Lupo Ed.). Nel 2014 l’ebook “Otto tracce e mezzo” (Amazon). Appartiene alla corrente “le Poetèmodi”.

La copertina. Carmelo Kalashnikov, illustratore e rock poster artist, in grado di riassumere l’essenza del libro nell’immagine di forme e bellezza, sempre a nostra disposizione, a cui spetta dare peso e senso. Una piccola particolarità del libro è inoltre rappresentata dalla prefazione, affidata a Salvatore Carrasca (le Poetemodi) che, con la sua poesia “Ad un’anima affranta”, accoglie il lettore.

Info e contatti:
Facebook: Associazione Culturale “Dear Amico”
Tel: 320 552 3835

Info: info@musicaos.it
http://www.musicaos.org
tel. 0836.618.232

Domenica 22 aprile 2018 – Bergamo – Gli “Eroi” di Giuseppe Goisis con Alberto Forino, ospiti della 59sima “Fiera dei librai”


Domenica 22 aprile 2018 · Ore 18:15
BERGAMO Fiera dei Librai
(Sala lettura)

“Eroi” di Giuseppe Goisis
tratto da “Le cento care. Variazioni nel tema”
(Musicaos)

con Giuseppe Goisis
e con il pianista Alberto Forino

BERGAMO – Domenica 22 aprile 2018, alle ore 18:15, nell’ambito della 59sima edizione della “FIERA DEI LIBRAI” (a Bergamo dal 14 aprile al 6 maggio 2018) si terrà un nuovo appuntamento per “EROI” lo spettacolo di Giuseppe Goisis con il pianista Alberto Forino, giunto oltre la sua sessantesima replica.

“Io ho i miei eroi”, scrive Giuseppe Goisis, “Non si conoscono fra loro né sanno di esserlo per me. Non sono famosi. Nessuno di loro ha combattuto la guerra e quasi nessuno ha sofferto la fame. Non hanno compiuto gesta eccezionali né difeso ideali sociali. Non so dire se siano tutte brave persone. Essendo la mia vita lunga a sufficienza per avere complici e nemici, ed eroi, essi formano un elenco nutrito. Intendo qui raccontare solo di alcuni: undici.”

Comincia così un viaggio nelle vite, nelle memorie, nei ricordi di ognuno di noi. Gli spettatori, che in questi tre anni hanno avuto modo di assistere a questo spettacolo “itinerante”, lo hanno fatto nei luoghi più diversi, nelle case, nei teatri, nelle piazze, nelle abitazioni, nei giardini. E ovunque siano “accaduti” gli Eroi di Goisis hanno fermato per un momento lo spazio e il tempo, creando una magia che unisce le generazioni e riduce le distanze tra la mente e il cuore.

Eroi” è uno dei racconti ospitati nella raccolta dal titolo “Le cento care. Variazioni nel tema”, edita nel 2015 da Musicaos Editore.

https://musicaos.org/le-cento-care-variazioni-nel-tema-giuseppe-goisis/

Informazioni e contatti con l’autore:
Giuseppe Goisis – trumangiu@gmail.com

Il programma della FIERA DEI LIBRAI di Bergamo può essere consultato
all’indirizzo: http://www.fieradeilibrai.it

Domenica 22 aprile 2018 – San Vito dei Normanni – Presentazione “doppia” con Mino Pica e Marco Greco, per “LA RESISTENZA DEL VINILE”


Domenica 22 aprile, ore 11:30
San Vito dei Normanni (Br), Chiostro di San Domenico
LIBRI, SAN VITO NORMANNI, “LA RESISTENZA DEL VINILE”:

MINO PICA E MARCO GRECO PRESENTANO LE LORO ULTIME PUBBLICAZIONI

Domenica 22 aprile, con inizio alle ore 11 e 30, nell’ambito della quarta edizione de “La Resistenza del Vinile” di San Vito dei Normanni (Br), gli scrittori brindisini Mino Pica e Marco Greco presenteranno le loro ultime pubblicazioni.

Mostra mercato dedicata al disco in vinile, e alla cultura che va dagli anni Cinquanta agli anni Ottanta, “La Resistenza del Vinile” è organizzata dall’associazione Aeneis 2000. Una lunga giornata di appuntamenti, che durante la mattinata vedrà protagonista anche la letteratura, con l’inaugurazione della manifestazione fissata alle ore 9 all’interno del chiostro di San Domenico.

Mino Pica presenterà il suo ultimo libro “Quando arriva domenica”, edito da Musicaos Editore e lo farà dialogando proprio con Marco Greco. Quest’ultimo invece, storico speaker radiofonico, subito dopo presenterà il suo “Ho sognato Robert Johnson”, edito da Brundisium.net.

Due pubblicazioni e due stili narrativi diversi ma accomunati fortemente dall’ispirazione della musica, nonché dal forte legame al proprio territorio. Storie di province e capitoli che lasciano traccia da un lato, con Marco Greco, ed un libro incentrato sulla riflessione e sul cambiamento con Mino Pica. Quest’ultimo è tra l’altro proprio il correttore di bozza del libro di Marco Greco, il quale a sua volta ha più volte collaborato con Mino Pica nell’organizzazione di incontri o presentazioni.

“Quando arriva domenica” è il quarto libro di Mino Pica: al centro delle narrazioni argomenti che per pigrizia o ipocrisia abbiamo deciso di non affrontare più. Quello che viene chiesto, al lettore di quest’opera, è la volontà di recuperare la poesia di ogni giorno, che si è nascosta per non cedere all’insensatezza della realtà. Un invito a una partecipazione sociale che inizia, anzitutto, da una partecipazione col proprio sé. Il libro è strutturato in 32 brevi capitoli, che, come ogni giorno nella realtà, si distinguono per struttura differente, dalla forma narrativa alla poesia, dall’amarezza alla speranza, dall’ottimismo alla rabbia sedata. Autore della copertina del libro Carmelo Kalashnikov, illustratore e rock poster artist; prefazione di Salvatore Carrasca (le Poetemodi). Anche in “Quando arriva domenica”, Mino Pica consiglia l’ascolto della musica, filo conduttore delle sue pubblicazioni, volto alla semplificazione della definizione di dimensione dei suoi scritti.

“Ho sognato Robert Johnson” è invece un libro incentrato dal racconto di epoche e personaggi che hanno attraversato e segnato frammenti musicali e storici importanti del territorio brindisino. Un nuovo lavoro di ricerca realizzato con il prezioso contributo di alcuni giornalisti e musicisti storici della scena brindisina. Il libro attraversa e scorre epoche a partire dagli anni Cinquanta ai giorni nostri, attraverso cenni storici che passano dalla chiusura del teatro “Verdi” di Brindisi ai complessi musicali degli anni Sessanta, per le radio libere degli anni Settanta ai primi Pub degli anni Ottanta, fino poi ad entrare negli anni Novanta e Duemila. Marco Greco compie questo nuovo viaggio narrativo dentro una Brindisi che piace, generosa e ricca di spunti. Con taglio radiofonico raccoglie memorie, compila vitalità, narra energie.

“La Resistenza del Vinile” si svilupperà dalle 9 alle 21 con reading, artwork, dj set, acconciature, barbering e abbigliamento vintage. L’ospite speciale di quest’anno è la conduttrice radiofonica e disc jockey Laura Gramuglia che presenta il libro “Hot Stuff – Cattive abitudini e passioni proibite” (Arcana Edizioni). Volto noto della radio nazionale e grande appassionata di vinili, Laura è stata tra i conduttori di Weejay a Radio Deejay.

“La Resistenza del Vinile” è un evento patrocinato da Puglia Sounds, Città di San Vito dei Normanni con media partner Ciccio Riccio. Alle 22.00, After fest presso Domani Smetto (Via Azzariti,46) con Laura Gramuglia che sarà protagonista di un esclusivo Dj set.

Info e contatti: E mail associazioneaeneis2000@gmail.com

 

Domenica 22 aprile 2018 – Supersano – “Tornerà la lepre a Buna” di Luigi Pisanelli, presentazione con Asiel per la rassegna “DomenicAl Mubo’s”


Musicaos Editore · MUBO’S CAFE

“DOMENICAL Mubo’s”
Libri · Musica · Parole

22 aprile 2018 · ore 18.30
“TORNERÀ LA LEPRE A BUNA”
di LUIGI PISANELLI
(Musicaos Editore)

dialoga con l’autore:
MARTA SECLÌ

musica:
ASIEL (Luisa Campa)

Domenica 22 aprile 2018 alle ore 18.30, presso il MUBO’S di Franco Greco a Supersano (Piazza IV Novembre), si terrà un nuovo appuntamento della rassegna “DOMENICAL Mubo’s · Libri, musica, parole”, serie di incontri culturali dedicati ai libri e all’incontro tra musica e parole.

Luigi Pisanelli, autore del romanzo “Tornerà la lepre a Buna” (Musicaos), dialogherà con Marta Seclì. Durante l’incontro è prevista l’esibizione di Asiel (Luisa Campa), su alcuni brani presenti nella “tracklist” del romanzo di Pisanelli.

Luigi Pisanelli, nato a Casarano nel 1976, vive e lavora a Parabita (Le). Ama la natura, i cani, i buoni libri, la musica che fa prendere alla vita il verso giusto, ama cucinare e, infine ama la solitudine, a tratti intervallata dalla migliore delle compagnie possibili in questo mondo.

Si può scrivere la fotografia di un’epoca appena trascorsa, gli anni Novanta e i primi anni Duemila, mettendoci dentro tutti i sogni, le aspirazioni, i viaggi, le fughe insperate verso l’orizzonte? Alberto frequenta lʼuniversità a Bologna, ma prima ancora di approdare nella città capoluogo dellʼEmilia “e” Romagna, avrà vissuto la sua adolescenza in compagnia degli amici di una vita, quelli del bar Vento, ai quali si aggiungono gli avventori e le comparse più o meno seriali di un crocevia esistenziale, tra il paese e il mare, tra la campagna “e il west”.

“Tornerà la lepre a Buna” è un romanzo caleidoscopico, un romanzo “di formazioni”, dove le storie di un gruppo di ragazzi si intrecciano in una Terra di Mezzo geografica che è anche un’età di passaggio, dalle strade tortuose del Salento, percorse a bordo di Califfoni d’annata e automobili sgangherate, fino ai corridoi silenziosi delle biblioteche di Bologna, dai centri di accoglienza per giovani immigrati, alle feste notturne, tra i fumi della nebbia e le nebbie di fumo nei pub dei portici, passando per la Provenza, Modena, la Spagna e le letture, interminabili, di autori che hanno influenzato generazioni di esploratori.
“Anch’io amo la natura, gli alberi e la pioggia, e aspetto, con un presentimento di gioia, il tempo che verrà. Mi piace stare al finestrino, vedere l’enorme spettacolo. Amo la strada, il viaggio. Facciamo un po’ di strada insieme?”

Luigi Pisanelli ci fa vivere on the road con Karl, Jack, Alberto, Sara, Max, Maurizio, il Pincio, Silvano, il Cobra, Tommaso, lo Zio, raccontando un mondo attraverso suoni, sensazioni, emozioni, visioni, ricordi, musica, e film, in un romanzo dove una volta entrata la totalità dellʼuniverso ciò che ci viene restituito è il ritmo sincopato della vita.

“Tornerà la lepre a Buna” risponde, con fantasia e malinconia, a una domanda fondamentale, quella secondo cui non si può dare il racconto di una gioventù ideale (o idealizzata) se questo, oltre che a essere veridico, non risulta, allo stesso tempo, stupendamente epico.

Ingresso libero.

Informazioni:
MUBO’S CAFE · SUPERSANO (LE) · Piazza IV NOVEMBRE · tel. 0833.632.514
MUSICAOS EDITORE · NEVIANO (LE) Via Arciprete Roberto Napoli, 82 · tel. 0836.618.232 · http://www.musicaos.org

Sabato 21 aprile 2018 – “La corsa” di Giuseppe Sebastiano Castelluzzo chiude la rassegna “Incontri allʼora del tè” 2017/18 a “I Volatori” di Nardò


LIBRERIA “I VOLATORI” · MUSICAOS EDITORE · B&B “ANTICA DIMORA”

“Incontri allʼora del tè”
Rassegna di autori e libri a Nardò

Sabato 21 Aprile 2018 · ore 17.30
“La corsa” (Musicaos Editore)
l’autore Giuseppe Sebastiano Castelluzzo
dialoga con Loredana Giliberto

Sabato 21 aprile 2018, alle ore 17.30, a Nardò, presso la libreria “I Volatori”, si terrà l’appuntamento conclusivo della rassegna “Incontri all’ora del tè”, organizzata dalla libreria “I Volatori”, con Musicaos Editore, il B&B “Antica Dimora”, con il coordinamento di Loredana Giliberto. La rassegna, cominciata a settembre, ha visto la partecipazione di Antonio Di Muzio, Mino Pica, Valentina Perrone, Elisabetta Liguori, Ada Fiore, la redazione e gli autori della rivista “A Levante”, Raffaele Pappadà, Patrizia Caffiero, Claudia Di Palma, Giorgio Doveri, Simona Toma. Gli appuntamenti si sono tenuti presso la storica libreria “I Volatori”, un luogo che, come ha avuto modo di esprimere il cantautore Mannarino “in un antro, nascosto nella pietra, continua ogni giorno in silenzio a salvare quel che resta del mondo”. Nell’appuntamento del 21 aprile verrà presentato il romanzo “La corsa” (Musicaos) di Giuseppe Sebastiano Castelluzzo, dialogherà con l’autore Loredana Giliberto, coordinatrice della rassegna.

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Gli anni giovanili, gli studi universitari trascorsi a Siena, lʼallontanamento dai genitori, per seguire il proprio sogno di riscatto e diventare medico; la passione per la cultura enologica, che rinsalda il legame con la propria terra e il Salento; gli incontri, i personaggi straordinari e decisivi che hanno portato un ragazzo pieno di speranze a diventare un uomo; ecco gli ingredienti per un romanzo di formazione avvincente e frizzante, un insegnamento e uno sprone a inseguire sempre lʼaffetto dei cari, l’amicizia, i propri sogni.

“Alla fine del terzo bicchiere la signora, ringalluzzita come una liceale, era seduta sulle ginocchia del professore e, mentre gli sussurrava di chiamarsi Teresa, aveva azzardato: “Non sente un profumo selvaggio? Carnoso, corposo… generoso?#Questo nettare perdura in bocca intenso e imponente: è come un nudo di Rubens, voluttuoso e intrigante!”. Il professore, avrebbe voluto ribattere che sentiva sì un profumo ma di…”

Giuseppe Castelluzzo, sposato e padre di due bambine, è libero professionista con Studio Dentistico a Copertino (LE), dove si dedica all’Odontoiatria e alla Medicina Estetica. È responsabile scientifico del Centro Benessere SOLARIS, dove effettua consulenze medico-estetiche. Nel 2015 ha pubblicato “Eroici difensori di tesori sorprendenti” (Lupo Editore). Ha conseguito il diploma in sommelier ed è Degustatore Ufficiale AIS (Associazione Italiana Sommelier) È attualmente iscritto ad un Master in Odontostomatologia Forense presso l’Università degli Studi di Bari.

Informazioni

Libreria “I Volatori”
Via Pellettieri, 19 – Nardò (Le)
tel 0833.567062

Musicaos Editore
info@musicaos.it
http://www.musicaos.org

Giovedì 19 aprile 2018 ⋅ Arci Eutopia ⋅ Galatina ⋅ Reading da “La tua sopravvivenza”, con Stefano Zuccalà e Giuseppe Manta


Rassegna “Qui Altrove”
a cura di Maira Marzioni

Arci Eutopia
(Galatina ⋅ Via Montecassino, 14)

Giovedì 19 aprile 2018 ⋅ Ore 20:30

Giovedì 19 aprile 2018, alle ore 20 e 30, presso l’Arci Eutopia di Galatina (Via Montecassino, 14) si terrà il reading da “La tua sopravvivenza”, di Stefano Zuccalà (voce e testi) con Giuseppe Manta (chitarrista sensibilista).

“La tua sopravvivenza” è un’opera pierociampiana, viscerale, ma, al contempo, rigorosa e granitica. Una parte in prosa e una in poesia per raccontare un amore forte, vero. Un amore difficile, sempre in corso, in decorso, anche quando, in apparenza, finito.Un amore magmatico, perché ciò che è dato una volta per tutte puzza di morte. Sentiamo allora come suonano le parole, come risuonano, cadenzate in musica e ritmo, in questa lunga struggente lettera per voce che contempla la scrittura solo in quanto atto totale, assoluto, senza un prima né un dopo. Delicatezza e violenza, seta e carta vetrata, preghiera e anatema, serrano le maglie del sentimento maledetto entro cui si sviluppa davvero la (tua) sopravvivenza, il nostro persistere carnale nella carezza e la guerra dell’esistere.

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Stefano Zuccalà è nato nel 1980 e vive a Galatone (Le). È poeta, narratore, performer e autore di canzoni. Ha pubblicato: “Quaderno in la minore” (poesie, Manni, 2001, prefazione di Ercole Ugo D’Andrea), “Nadir” (narrativa, Edizioni Il Filo, 2004), “D’amore e di altre sevizie” (poesie, Editrice Zona, 2006, con un saggio di Livio Romano), “Il conto degli avanzi” (racconti, Lupo Editore, 2011, prefazione di Cesare Basile) e svariati testi letterari sul web.
Ha pubblicato un album di canzoni sul web col progetto Altroinverno. Ha scritto testi per le band Humpty Dumpty (“Pianobar dalla fossa”, 2010) e Muffx (“Époque”, 2012).
Ha all’attivo diversi reading sonorizzati, tra cui quelli coi musicisti Luigi Bruno (Muffx, Opa Cupa), Cesare Malfatti (La Crus), Giuseppe Manta (Spread Your Legs, Giorgio Tuma), Claudio Tuma.

(Locandina di Carlo Rizzo)

Sabato 14 e Domenica 15 aprile 2018 · Graziano Gala presenta “Felici diluvi” a Lecce-Libreria Pensa e Tricase-Libreria Marescritto


Sabato 14 aprile 2018 · ore 19.00
Mondadori Bookstore Libreria Pensa
(Lecce · Viale Lo Re, 44)

dialoga con l’autore:
Giada Vespucci

letture a cura di
Pasquale Santoro

musica
Marco Garofalo

Domenica 15 aprile 2018 · ore 18.00
Libreria “MareScritto”
(Tricase · Via S. Spirito, 8)

dialoga con l’autore:
Valeria Bisanti

letture a cura di
Pasquale Santoro

Sabato 14 aprile e domenica 15 aprile 2018, doppio appuntamento, a Lecce e Tricase, con la scrittura di Graziano Gala e con “Felici diluvi”, la raccolta di racconti da poco uscita per Musicaos Editore.

La prima delle due presentazioni si terrà Sabato 14 aprile, alle ore 19, nei locali della storica Libreria Pensa a Lecce (Mondadori Bookstore Libreria Pensa, Viale Lo Re, 44). Giada Vespucci dialogherà con l’autore, e alcuni brani dei racconti verranno letti da Pasquale Santoro, con l’accompagnamento musicale, alla chitarra, di Marco Garofalo.

Domenica 15 aprile, alle ore 18, i “Felici diluvi” di Graziano Gala saranno ospiti, a Tricase, della Libreria “MareScritto”, di Isabella Litti. L’autore dialogherà con Valeria Bisanti, letture a cura di Pasquale Santoro.

Ingresso libero.

L’AUTORE Graziano Gala nasce a Tricase il 19 settembre 1990. Vive a Milano, dove insegna Lettere in un Liceo delle scienze umane. Nel 2012 vince il premio “Lo scrivo io”, indetto da “La Gazzetta del Mezzogiorno” nella sezione poesia. Il suo racconto “Variabili impazzite”, viene inserito nella collana “Chi semina racconti 2”, curato dall’associazione “Tha Piaza Don Chisciotte”. Nel 2013 vince il premio speciale della giuria nel “Premio internazionale di cultura” indetto dall’AEDE (Association Européenne des Enseignants). Due suoi racconti vengono selezionati nel bando “Bollenti spiriti”, indetto dalla Regione Puglia, dando origine al volume collettaneo “Parole battute”. Si qualifica terzo al “Premio Nazionale Bukowski” di Viareggio. Nel 2016 il suo racconto “Sabotare il silenzio”, viene pubblicato in un’antologia edita da “Testi&Testi” e vince il premio “Carlo Cultrera”. Nello stesso anno un suo racconto viene selezionato dall’associazione “Onalim” e letto durante la Piano City Milano 2016 e nella scuola di scrittura “Belleville”.

I “Felici diluvi” di Graziano Gala raccontano di cose che finiscono in modo glorioso, di ciò che arriva al termine, lasciando dietro sé un ricordo di quel che è stato; cose che potrebbero essere andate altrimenti, ma per un meccanismo che si è inceppato procedono lungo un corso particolare, deragliato, inaspettato. Graziano Gala racconta le pieghe di una realtà in cui l’umanità, la persona, l’individuo, vogliono affermarsi prima di scomparire in un oblio definitivo, imposto dalle regole sociali, dall’amore o dal piano regolatore, dalla tracotanza o dal fallimento, passando per la nostalgia e il ricordo. La metropoli e la sua periferia sono il cosmo nel quale si muovono i suoi personaggi che si ribellano, numeri che cercano di sfuggire alla forza del destino per affermare la loro volontà di essere unici. In questi racconti c’è tutta la forza che regala la rivincita che ognuno dei protagonisti riesce a ritagliare per sé.

Cosimo Argentina, a proposito della scrittura di Graziano Gala e dei suoi racconti, afferma: “Se un qualunque scrittore italiano, anche tra i pluridecorati, leggesse i racconti di Graziano Gala, e fosse onesto, lascerebbe perdere la penna e aprirebbe una rivendita di sali e tabacchi”.

I RACCONTI Si parte con “L’applauso”, dove la vittima di una vocale sbagliata, il Poli, intento nel far dimenticare l’odore e la consistenza del pattume ammassato in qualità di netturbino, rifugiandosi dietro un pianoforte che rappresenta il dolore di tutto ciò che poteva essere e non è stato. Segue il venditore di rose (“Il sonno dei giusti”), escluso sociale di lusso, immortalato nel tentativo di rivendicare acqua e amore per quei boccioli che lui percepisce come strumenti ultimi di felicità universale. Lo sorpassa, in “Complanari”, da destra a bordo di una vecchia Taunus un conducente in piena sofferenza, diviso tra il rimorso per la morte del padre e l’amore sconveniente nei confronti di una prostituta, il tutto mentre la RoSara di “Recuméterna”, l’ultima prefica di professione, viene colpita a morte da un paese che non vuole saperne di morire.

Si spande, in lontananza, l’odore di caffè (“Le circostanze dell’arrivederci”), accompagnato dai tutti quei sogni e tutti quei fallimenti che possono essere contenuti in una tazzina: è questo il destino di Franco e Marilena, innamorati di un amore violento e smisurato come l’urlo di Tardelli nell’82. Macchie, dicevamo, da ripulirsi: di questo si occupa Goffredo Mammoni, lavandero proprietario di lavanderia industriale, sempre immacolato e sempre impreparato dinanzi all’occasione della vita (“La figlia di Brasi”). Meglio fermarsi, meglio riavviare il meccanismo, meglio distruggere la giostra malfunzionante: a questo pensa il bombarolo di “Rumori da basso”, incapace di gestire le cicatrici di abusi protratti.

E tra un’eruzione inaspettata della Famiglia Cola-Lava e una processione a tradimento imposta da don Pasquale nel “Sentir messa” ad una folla zelante e belante nessuna sorpresa se Fabio Filzi pensi bene che il tradimento – subito più che goduto – sia l’unica boccata d’ossigeno utile al continuare della narrazione. Da qui la liberazione, la rottura degli equilibri, il senso di onnipotenza che porta l’ingegner Piaccia ad agire senza preoccuparsi delle esigenze del prossimo, da qui il pedale della Duetto calcato dal Tamorra in prossimità di una rotatoria. Si cerca lo scontro, la fine, l’esplosione, l’eccesso, la forza di rimettere tutto in discussione soffrendo per i guai passati e per i propri fallimenti: tutta la narrazione diventa una pura questione di lacrime, e se a piangere inizia anche il cielo ci vuole un ombrello dalle braccia salde, dal fiato caldo e dalle giunture resistenti per gestire precipitazioni, scrosci e conseguenze annesse.

PRIMI GIUDIZI DA PARTE DELLA CRITICA

“Si tratta di quattordici brevi storie, scritte con una lingua disarticolata e carnale, creativa e felice. Non saprei se Gala si sente parte di una tradizione propriamente italiana ma mi sembra che il nucleo della sua ispirazione adombri un respiro buzzatiano. Le sue storie virano volentieri verso il surreale ma mai in modo effettistico e forzato.”
Fabio Orrico, su “Liberi di Scrivere”

“La metropoli e la sua periferia sono il cosmo nel quale si muovono i personaggi di Gala che altro non sono che ‘pezzi’ dell’umanità che si ribellano, numeri che cercano di sfuggire alla forza del destino per affermare la loro volontà di essere unici.”
Veronica Notaro, su “RecensioniLibri.org”

“Graziano Gala ha creato qualcosa di nuovo ma soprattutto geniale, ogni racconto racchiude in sé un fascino speciale.”
Loredana Cilento, su “Mille Splendidi Libri e Non Solo”

“La scrittura fresca e immediata di Gala, che sembra ispirarsi, sin dai nomi fortemente evocativi dei personaggi, ai giochi linguistici di Rodari e di Benni e all’ironia dissacrante di Cosimo Argentina, guida il lettore nel carosello di emozioni, spesso contrastanti, che si rincorrono pagina dopo pagina, storia dopo storia, senza tuttavia lasciare nulla al caos e all’indefinito”
Mariaelena Tucci, su “Centro PENS. Poesia Contemporanea e Nuove Scritture”

“Nei racconti di Gala si intrecciano i temi dell’allontanamento da casa, una casa che è terra accogliente e calda, in contrapposizione all’ipertrofia urbana di un settentrione votato alla produzione e al consumo, consumo che non è solo materiale ma anche del materiale umano. Al turbine della frenesia metropolitana si contrappone la voce dell’autore, che è quella di colui che non si arrende, di colui che, narrando, dà nuova vita a chi sembra aver esaurito ogni possibilità.”,
Nü su “Il Loggione Letterario”

“Di Graziano Gala colpisce subito la sicurezza della scrittura, la sua è una voce originale e dotata di registri sempre cangianti.”
Giovanni Pannacci su “L’Ottavo”

Informazioni:

Musicaos Editore
http://www.musicaos.org
info@musicaos.it · tel. 0836.618232

Mondadori Bookstore Libreria Pensa
tel. 0832.243467 · info@libreriapensa.it
Facebook: https://www.facebook.com/Mondadori-Bookstore-Lecce-Libreria-Pensa-e-LAltro-Spazio-di-Pensa-105241486189289/

Libreria “Marescritto”
di Isabella Litti
tel. 0833.541140 · libreria.marescritto@libero.it
https://www.facebook.com/libreriamarescritto/

Venerdì 13 aprile 2018 · Giorgio Doveri presenta “Sirena” presso la Biblioteca Comunale “L. De Simone” di Arnesano


Biblioteca Comunale “L. De Simone” di Arnesano
Arnesano · Palazzo Marchesale

Venerdì 13 aprile 2018 · ore 19.00
Presentazione di “Sirena” di Giorgio Doveri

intervengono, con l’autore:
Eugenio Imbriani (UniSalento)
Luciano Pagano (Musicaos)

Venerdì 13 aprile, alle ore 19.00, ad Arnesano, nei locali della Biblioteca Comunale “L. De Simone”, si terrà la presentazione del romanzo di Giorgio Doveri, “Sirena”, edito da Musicaos Editore. Con l’autore dialogheranno Eugenio Imbriani, docente di Antropologia Culturale e Storia delle Tradizioni popolari presso Unisalento e Luciano Pagano (Musicaos Editore)

“Sirena” incomincia con la fuga di un giovane ragazzo curdo, Adam, dalla Turchia degli anni Ottanta all’Italia, in cerca di una speranza di vita migliore insieme al fratello: il Salento sarà il loro ponte verso Roma e un futuro meno precario. Marina si troverà ad affrontare rapidamente tutto il suo passato e, insieme al lettore, vivrà vicende misteriose e avvincenti, in un susseguirsi di racconti dove la Terra e la Storia hanno un ruolo importante, nella ricerca di un equilibrio ma, soprattutto, nella possibilità di scoprire una verità che nessuno può ancora immaginare. Il mare, il mistero, le tradizioni, sono presenti in questo romanzo d’esordio che mescola i toni del racconto a quelli del noir, con la leggerezza di una fiaba e l’agilità di una danza.

“Sirena” trova la sua ambientazione, tra il passato e il presente, tra gli anni ottanta e i giorni nostri, nel Salento, nella zona costiera e interna attorno a Tricase, in Grecia, e prima ancora a Roma e Istanbul. Marina è una giovane adolescente che vive insieme ai nonni, molto legata a Uccio, bisnonno saggio e vecchio lupo di mare. Nel passato della ragazza è nascosto un segreto, che la lega a Maddalena, la madre scomparsa.

Giorgio Doveri nasce l’8 maggio del 1978 a Pisa, da padre toscano e madre tedesca. Cresce, fino ai 18 anni, nelle campagne di Rosignano Marittimo (Livorno), davanti al mare; da piccolo studia pianoforte e dai 14 ai 17 anni prende lezioni di violino. Dopo la maturità scientifica si trasferisce a Siena dove studia la chimica e le tecnologie farmaceutiche; giocatore di pallanuoto, è da 11 anni titolare della prima squadra del Salento. A 23 anni riprende lo strumento ad arco da autodidatta con un gruppo universitario di musica popolare salentina, i “Niuri te sule”, inizia così la sua conoscenza del Salento. Dopo la Laurea prosegue gli studi di ricerca e sintesi di farmaci antidepressivi, fa il tirocinio presso una farmacia senese e poi viene assunto da un’azienda farmaceutica come informatore: dà le dimissioni dopo soli quattro mesi, a fronte di compromessi non accettabili. All’età di 27 anni si trasferisce nel Salento e comincia a suonare con l’Officina ZOÈ, uno dei suoi gruppi musicali preferiti, con cui contribuisce a portare nel mondo la musica della antica e contemporanea storia salentina. Arrotonda inventandosi un sito in lingua tedesca per affitti turistici in Puglia, che porterà avanti fino al 2013 quando rileva, in società, un piccolo chiosco a Lecce all’ombra dell’obelisco, rinominato “il Barroccio”, dove si occupa della direzione artistica e dove anche i tanti musicisti e musiciste ed artisti ed artiste del Salento e di tutto il mondo contribuiscono ad arricchirne l’anima. Nel 2010 inizia e conclude in quattro anni il percorso di studi in musicoterapia. Oggi lavora in vari centri per disabili e come docente presso le scuole di arti-terapie “Artedo”.

Giorgio Doveri vive oggi in una piccola campagna alle porte del villaggio di Arnesano, nel cuore più basso della fertile e millenaria Valle della Cupa.

Informazioni

Musicaos Editore
http://www.musicaos.org
info@musicaos.it · tel. 0836.618232