Tutti gli articoli di Musicaos Editore

Musicaos rivista di letteratura dal 2004, dal 2014 Musicaos Editore. Leggere migliora. Salento, Puglia, Italia.

dal 2 al 31 Agosto 2013 – Castello di Acaya (Le) – Giuseppe Zilli, APOCALISSE


ComunicatoStampa_Apocalisse.pdf

27 Luglio 2013 – Copertino (Le) – “AMORE E MARCHETTE” (Ululati), Massimo Donno in concerto


Sabato 27 luglio 2013, ore 21.30
Vineria San Sebastian – Via Malta, 73043 Copertino LE, Italia

Nelle undici tracce che compongono l’esordio di Massimo Donno c’è il segno di un cantautore che conosce la materia umana, e che ama mescolare l’ironia e la poesia alla quotidianità surreale dell’amore, fino a includere non solo le atmosfere – in un dialogo costante – ma anche le voci del passato prossimo di Pier Paolo Pasolini (nel brano “Tango”) o del grande Alberto Sordi (in “Bologna A.D. 2012”), mescolandole al presente delle sue suggestioni autobiografiche, come fa ad esempio nella traccia dal titolo “Il mio compleanno”. Un cantautore, Massimo Donno, che non ha paura di guardarsi e, soprattutto, guardarci dentro con il ritmo di una musica leggera e ironica. “Amore e marchette”, nuova produzione dell’etichetta Ululati, vanta, tra le collaborazioni di eccellenza, quelle con Massimo Geri (presente anche nel video del singolo “Amore e Marchette”, realizzato dal talentuoso regista Gianni De Blasi), Nilza Costa (nel brano “Il bianco ed il nero”) e Guido Sodo, nel brano intitolato “La colpa”. «Massimo Donno è un gatto che salta sui tetti della canzone d’autore italiana prendendosene la parte più nobile. Come un gatto ci fa le fusa, ci conquista per poi graffiarci quando meno ce lo aspettiamo. Come un prestigiatore muove le parole tra surrealismo e neorealismo. E’ una capriola, una giostra un pugno e uno sberleffo un bacio e uno schiaffo. Cartina tornasole delle nostre vite imbarcate su fragili vascelli». Oliviero Malaspina.

Inizia lo studio della chitarra a tredici anni. Tra il 2000 – 2001, insieme a Luca Barrotta e ad altri musicisti, avvia il suo primo progetto di folk d’autore, “Allegra brigata Bodhran”, ensemble che, ai testi di Massimo, unisce i suoni tradizionali del sud Italia, dei Balcani, del klezmer. I lavori realizzati sono “Memorie” (2001), “In cerca d’autore” (2003), “Demo” (2006), (demo-cd autoprodotti), con una semifinale al “Premio De Andrè” dentro questo percorso. Dal 2005 ad oggi, realizza diversi spettacoli tra cui “Ti saluto dai paesi di domani…” sulla vita di Fabrizio de Andrè; “Le Otto ore” ispirato alle musiche tradizionali di lavoro e immigrazione di tutta Italia; “One hand Jack”, tratto da un monologo di Stefano Benni, con musiche di Fred Buscaglione.

Negli anni Donno è ospite di progetti altrui, in cui opera da turnista. Collabora con l’attore Simone Franco, con Alberto Bertoli (figlio di Pierangelo), con l’osservatorio astronomico di Bologna e l’associazione per la Divulgazione delle Scienze Sofos, per la realizzazione dello spettacolo di osservazione astronomica/divulgazione scientifica dal titolo Racconti di cielo – Armonie tra mito e scienza. Insieme al cantautore Gigi Marras, guadagna la finale al premio Bindi 2011 e la finale al Premio Musicultura 2012 (Ex Premio Città di Recanati), entrando nel cd ufficiale con i brani dei 16 finalisti. A giugno, con un suo brano “Amore e Marchette”, vince “Promo”, mini-concorso su Ciao Radio, radio Emiliana, ricevendo il maggior numero di voti. A luglio 2012 è stato finalista al Premio Bindi riscuotendo ottimi risultati di pubblico e critica. A settembre 2012 è stato finalista al Festival delle Arti di Bologna, contest organizzato da Andrea Mingardi.

È stato finalista alla 14esima edizione di Biella Festival autori e cantautori 2012, classificandosi tra i primi cinque. È stato semifinalista al Tour Music Fest, il più grande festival europeo dedicato alla musica emergente, con la commissione artistica presieduta da Mogol.

Scrive di lui Oliviero Malaspina: “Massimo Donno è un gatto che salta sui tetti della canzone d’autore italiana prendendosene la parte più nobile. Come un gatto ci fa le fusa, ci conquista per poi graffiarci quando meno ce lo aspettiamo. Come un prestigiatore muove le parole tra surrealismo e neorealismo. Ci concede una musica tra sogno e realtà. Il disco in ogni traccia è una capriola, una giostra un pugno e uno sberleffo un bacio e uno schiaffo. Cartina tornasole delle nostre vite imbarcate su fragili vascelli. Semantica del testo e sintassi musicale si armonizzano perfettamente nel suo creato di opposizioni binarie. Dalle quali scaturisce una bellissima opera, un’opera aperta. Un’opera che perdere è come fare peccato”.

INFO
www.lupoeditore.it

Ufficio Stampa OverecoAgenzia
www.overeco.it

Sotto il vestito niente. Su “Tegumenta” di Evertrip (Paolo Ferrante)


paoloferrante_tegumenta_edizioniesperidiSotto il vestito niente. Su “Tegumenta” di Evertrip (Paolo Ferrante)

“Tegumenta. Dizionario emozionale” (Edizioni Esperidi) è il titolo della seconda opera pubblicata da Evertrip aka Paolo Ferrante, poeta e artista pugliese. Della prima “Le commedie del buio” ho scritto qui https://lucianopagano.wordpress.com/2009/04/16/le-stranezze-del-buio-su-le-commedie-del-buio-di-paolo-ferrante/.

Evertrip è uno scrittore che si muove in quella zona della sperimentazione, con un percorso personalissimo, nella quale le parole sono sempre insufficienti per lo stretto spazio di un foglio, e necessitano di accompagnarsi ad altro, tanto che l’oggetto libro che ne deriva è quasi sempre più di una semplice raccolta di testi poetici. Un libro d’arte pret-a-porter, una serie limitata in 250 copie che ambisce all’unicità editoriale scegliendo la semplicità. La sperimentazione, l’avanguardia, la ricerca, nella poesia sono un viaggio che viene intrapreso senza sapere, in anticipo, se la pagina sarà un deserto o un bazar.

Questo ‘gioco’, un tempo possibile per la lungimiranza artigiana dell’autore, era affidato al taglia e incolla (e poi fotocopia) materialmente effettuato con le forbici. Penso così a esperimenti poetici che mi hanno colpito, due su tutti: il primo è il Poet/Bar-Magazzino di Poesia, curato da Mauro Marino, nel quale l’iter iconografico era affidato alle xilografie tratte da un’antica edizione dell’Asino d’oro di Apuleio, e “Il pensiero generale alla fine del secondo millennio” di Ettore Sottsass, edito da Stampalternativa nel 1995.  Entrambi sono testi nei quali le immagini costituiscono parte integrante del progetto e della narrazione editoriale, nel caso di Sottsass, addirittura, creando una teoria senza teoria, un testo/saggio senza la lingua del saggio, ma con quella dell’immagine e del dato iconografico puro.

Il testo di TEGUMENTA è preceduto da una nota di Claudio Martino, editore di Edizioni Esperidi, che introduce il testo inquadrandolo nella collana alla quale dà inizio, Traffici d’artista, che sarà aperta a questo tipo di ibridazione tra immagine e parola. Seguono le avvertenze di Maria Cristina Strati, che offrono una chiave di lettura ‘corporea’ del testo, nella tensione – una delle tensioni presenti – tra corpo e anima, o superfici di corpo e superfici di anima, strati, come preferisco immaginarli.

La lettura di TEGUMENTA ci fa attraversare uno di quegli almanacchi di cose straordinarie, così simile nell’impianto ai resoconti immaginari di viaggi in territori altrettanto fantastici, a prescindere che questi fossero scritti da Borges (o da uno dei suoi tanti alter ego) oppure da Marco Polo o da qualche altro viaggiatore vissuto nell’anno mille. La sensazione è che l’autore sia partito appunto da uno ‘studio’ sul corpo, inteso proprio in senso rinascimentale, e abbia ricostruito nello spazio di questo volume un’opera che vuole somigliare a una sorta di ‘codice’ contemporaneo, nel quale la vegetazione, l’amore, l’epidermide, le case lontane, dominio della morte, entrano in gioco come oggetti che il lettore, fino al momento della lettura, non conosceva o non comprendeva, dato che la loro descrizione in prosa poetica stimola la creatività, non solo il pensiero.

questo è un frammento, estratto dalla lettera “B”:

“ti sento vera come il panico, infatti scivolo, scivolo nello stagno, ho le stoppie in gola, scivolo e non sono ancora pazzo, l’acqua è fredda e sembra un suicidio (FIG. 4) non posso cadere del tutto non prima di averti portata alle giostre averti accarezzato l’attaccatura dei capelli come stoppie della terra e ti sento lontana dall’amarmi, tutto pur di giungerti al cuore anche i polmoni pieni di carpe dorate, ho le convulsioni tienimi la mano che ci alziamo insieme, tienimi la mano che ci alziamo insieme amore, ci alziamo e non moriamo, ci alzeremo al canto del lampione”

a cui segue “C,c – CÀSE LONTÀNE”, da cui prendo questi prosiversi:

“la cadenza di due ventri disegnati dalla foga e ti sento ripiegare un poco a valle, a fare perno già con decisione, sopra l’Avemaria (alla faccia della nostra meglio eternità) e sa offendermi la guancia, poi m’ammazza lei, la donna mia piena di grazia”

è qui che si individuano quegli elementi che fanno del corpo il centro del testo, e della tensione intellettiva la tangente del quadro che viene disegnato e raccolto nelle immagini, nei quali il fiore, il germe, la pianta, sono elementi ricorrenti, a simboleggiare e racchiudere, forse, la rinascita. Un senso di latente carnalità fa venire in mente certi versi di Federico García Lorca, mentre è di Patrizia Valduga l’anelito che cerca di congiungere, come in un solstizio, lo spirito e la carne nella musicalità del metro, che si nasconde tra blocchi di prosa, andando a capo: è necessità di impaginazione o volontà di frantumazione?

Una delle cose che mi colpiva di più, quando da ragazzo leggevo le pagine de “L’essere e il nulla” di Sartre, era la spiegazione, semplice, in stile lineare, del fatto che tutto il mondo è superficie, e che non esiste ‘interiorità’ del percepire, perché tutto ciò che possiamo apprendere del corpo è superficiale. Difficile è, per chi non sia pratico di lettura o scrittura, godere dell’aggettivo ‘superficiale’ avulso da tutte le sue accezioni negativizzanti.

sanbartolomeoduomodimilanoLa poesia di Evertrip, man mano che procediamo nella lettura, si fa apprezzare per l’evocazione di atmosfere che esteticamente si rifanno al gotico, ma non al barocco, in un libro che può essere letto senza seguire un verso, una direzione di indice, un motivo in particolare. Per quanto riguarda le immagini, ciò che non è collage, selezione, ma è dipinto, ricorda posizioni alterne del San Bartolomeo custodito nel Duomo di Milano, e anche qui, l’uomo scarnificato, con i muscoli e i fasci di nervi visibili non fa che ricordarci che appena sotto la pelle c’è qualcosa che pulsa.

Tegumenta” di Evertrip, per concludere (trattandosi questa di una rubrica per le letture estive) è un lavoro da leggere, è la dimostrazione che Evertrip/Paolo Ferrante, ha individuato una sua lingua e, soprattutto, possiede, a cinque anni di distanza dal suo esordio nella scrittura pubblicata, gli strumenti per proporre una sua personale visione della realtà, con una lingua che, seppure ispirata, non è copiata da nessun dove, è tutta sua.

Avendo indagato a modo mio l’osceno, e pensando che forse la poesia è una sottaciuta, costante, indagine dell’osceno, mi piace lasciarvi con quest’ultima citazione, dalla lettera “O,o. OSCENITÀ:

“Tutto sommato, ce ne andammo in miseria; ciascuno con i suoi orrori: bronchi, scapole, uteri, e il sospetto di non aver mai vissuto davvero”.

Approfondimenti

Poet/Bar – Magazzino di poesia (Besa) , a cura di Mauro Marino, 2004
Ettore Sottsass – “Il pensiero generale alla fine del secondo millennio” – Stampalternativa, 1995
L’asino d’oro – Apuleio (traduzione di Massimo Bontempelli), 2011, SE
Francesco D’Isa, I., Nottetempo, 2011
Jean Paul Sartre, L’essere e il nulla, Il Saggiatore Tascabili, 2008

Link:

http://tegumenta.blogspot.it/

http://www.edizioniesperidi.com/

dal 10 Luglio al 29 settembre 2013 – “METAFISICA A SUD. Enigma di un pomeriggio d’estate” – Otranto – Castello Aragonese


Castello Aragonese Otranto
Orione – Sistema Museo

METAFISICA A SUD
Enigma di un pomeriggio d’estate

A cura di Raffaela Zizzari

Rassegna collaterale a “Giorgio De Chirico – MISTERO e POESIA”

Nell’ambito della rassegna collaterale CoArt gallery presenta

Artisti in mostra:

Antonio Giannini – Laterza (Ta), Oronzo Liuzzi – Fasano (Br), Beppe Labianca – Bari, Vincenzo Mascoli – Corato (Ba).

A cura di: Alexander Larrarte

Testi: Alexander Larrarte e Cecilia Pavone

Consigli di letture per l’estate, da mercoledì, qui.


“Il romanzo osceno di Fabio” – Luciano Pagano – disponibile su Amazon, stasera presentazione


lucianopagano_ilromanzooscenodifabio_musicaosedDisponibile in formato cartaceo, su Amazon, a questo indirizzo:
http://www.amazon.it/gp/product/1490405690/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&camp=3370&creative=24114&creativeASIN=1490405690&linkCode=as2&tag=musicaosit-21

“Il romanzo osceno di Fabio” scritto da Luciano Pagano, è il primo romanzo italiano scritto interamente in tweet.

Pubblicato dal settembre al dicembre 2012 sul profilo twitter @romanzosceno, è adesso disponibile, con testo a fronte in inglese. Il romanzo osceno di Fabio racconta la torbida relazione amorosa tra Fabio, sedicente regista poco meno che quarantenne, e la Marchesa, donna bellissima della quale lui si innamora e che, allo stesso tempo, tiene il ragazzo ‘in scacco’ psicologico.

*E il terzo? Il terzo è il marito della Marchesa, un ricco industriale che la donna ha già deciso di eliminare, servendosi proprio dell’aiuto di Fabio che nel frattempo lavora alla stesura del suo film capolavoro, incentrato sulla presenza degli alieni nella storia dell’uomo, dalla Bibbia ai giorni nostri passando per la Germania della Seconda Guerra Mondiale”.

“Il romanzo osceno di Fabio”, presentato qui nella sua seconda edizione riveduta, è stato l’ebook che ha inaugurato la collana di narrativa e graphic novel di Musicaos.it.

“Pagano, anche questa volta, non ha deluso i suoi lettori.”Paola Bisconti

“…come si fa a scrivere un romanzo così sconcio, denso e assassino, pieno di spunti esistenziali che rimanderebbero a ben altro, senza mai scivolare nella riflessione intimistica, in quella melassa che è il sentimento senza mai rendere la storia, con tutto il groviglio erotico ed emotivo che contiene, una faccenda personale?”Roberta Pilar Jarussi

“Il primo romanzo italiano interamente scritto su twitter. Lingua spezzata e periodi brevissimi (appena 140 caratteri) per raccontare un thriller erotico giocato su un triangolo che mette insieme Fabio, aspirante regista televisivo poco meno che quarantenne, la spregiudicata Marchesa (più vecchia di lui di dieci anni) e un marito da far fuori. La scrittura si contrae, niente fronzoli, ancor meno sentimentalismi, per lasciare spazio a una sottile ironia: perché Fabio doveva capirlo che… “Quello del regista è un mestiere che presuppone un’innata capacità di smuovere emozioni, persone, capitali. In ordine inverso”.Francesca Maruccia

“Il tentativo che Pagano pone a sé è quello di una scrittura che nasca direttamente per il tweet, con tutte le varianti possibili, non negandosi la sfrontatezza di misurarsi,nel caso fosse necessario, con nuove forme e strutture per poter condensare il tessuto narrativo nei pochi caratteri concessi, di conseguenza sorvolando sulla componente di pura informazione che spesso si lega a questo tipo di comunicazione, ma strutturandola in quanto comunicazione.”Francesco Aprile

“Il romanzo osceno di Fabio” – Luciano Pagano, €11,99, pagine 318, ISBN 978-1490405698, musicaos:ed

“Il romanzo osceno di Fabio” sarà presentato, insieme agli ebook di musicaos questa sera, qui:

4CHIACCHIERE E-BOOK scrittura e letteratura ai tempi di twitter
28 Giugno ore 20.30 – Cafè De Napoli – Alliste (LE) – evento organizzato da Anonimart / Insolite Menti
a seguire concerto di IOLE, ingresso libero

27 Giugno 2013 – Lecce – FondoVerri – “A Sud del Sud dei Santi. Sinopsie, Immagini e Forme della Puglia Poetica” (Lietocolle) a cura di Michelangelo Zizzi.


Fucine Letterarie in collaborazione con il Fondo Verri di Lecce
presenta

Giovedì 27 Giugno 2013 alle ore 19.30
“A Sud del Sud dei Santi. Sinopsie, Immagini e Forme della Puglia Poetica. Cento anni di Storia Letteraria” (LietoColle) a cura di Michelangelo Zizzi
Fondo Verri a Lecce in via Santa Maria del paradiso 8

Fucine Letterarie, in collaborazione con LietoColle Libri, presenta A Sud del Sud dei Santi. Sinopsie, Immagini e Forme della Puglia Poetica. Cento anni di Storia Letteraria (LietoColle) a cura di Michelangelo Zizzi
Giovedì 27 Giugno 2013 alle ore 19.30 presso il Fondo Verri sito in via Santa Maria Del Paradiso n°8 a Lecce.
La presentazione sarà curata da Mauro Marino e coordinata da Antonio Errico. Nel corso della serata interverranno inoltre Michelangelo Zizzi e Stefano Donno.

Si tratta di lavoro massivo, che ha coinvolto una decina di critici e che gode della cura di Michelangelo Zizzi. L’opera, voluta da LietoColle Libri, massima espressione dell’editoria poetica nazionale, rappresenta il più completo organo di classificazione e conoscenza critica della poesia pugliese, che – per quanto obliata, spesso, dalla grande editoria italiana – ha costruito il midollo spinale delle cosiddette linee orfiche o borboniche contro le cosiddette lombarde o fiorentine. Il saggio rilancia integralmente la poesia meridionale all’interno di una dialettica storico-critica, che si è assopita dopo l’Unità d’Italia nel pretesto ideologico di una discrasia tra Sud e Nord. Con questo lavoro il curatore e la sua equipe di critici si congedano dalle forme parziali, e quasi metapoliticamente partitocratiche, con le quali si è stati soliti affrontare il discorso critico intorno alla poesia pugliese. Questa è infatti la migliore storia letteraria e metacritica sulla poesia pugliese, analizzata e letta per un periodo di tempo degli ultimi cento anni. La metacritica è una forma/stato che agisce secondo un criterio militante e di carisma leggendo senza troppe resistenze o sfinimenti cartesiani il mondo della poesia come un mondo valoriale. Gli autori esaminati vengono restituiti al luogo di grandezza che a loro compete. La Linea Borbonico-Orfica, questa categoria che assomiglia ad una zona limite tra il mito e la atopia equalizzante, ha costituito il principio di luce/guida dell’Opera. Finché non si è giunti sinopticamente allo Stato di Essere, non ragionevole, non mediato, di una forma intransitiva che è la poesia medesima nella sua impossibilità a dirsi, fuori dall’Opera. L’opera contiene quattordici monografie sui maggiori poeti degli ultimi cent’anni: da Vittorio Bodini a Claudia Ruggeri; da Girolamo Comi a Carla Saracino; da Antonio Verri a Vittorino Curci; etc. E inoltre si pregia di quattro mappe geoletterarie notevolmente dettagliate, nelle quali (oltre ogni limacciamento in campo di calcio nel retro di parrocchia) sono restituiti a realtà storica sia i grandi che i dimenticati; i poeti della domenica come gli incompresi. Raccogliendo, pertanto, tutti gli scrittori pugliesi in versi che – per motivi storici, ipostorici, documentaristici o effettivamente estetici – sono degni di essere tramandati. Correda il lavoro un’antologia dei testi dei migliori poeti.

«Se il Salento è la terra di Bene e Bodini, di Ruggeri e Verri, allora il Salento è madre d’ogni talento», ha dichiarato Michelangelo Zizzi.

27 Giugno 2013 – Genova – “A modo mio” (il canneto editore) di Alfonso Clerici


A modo mio – acquarelli di viaggio

di Alfonso Clerici

giovedì 27 giugno alle ore 18

Fondazione Edoardo Garrone – Genova – Via San Luca, 2

Interventi di:

Titta D’Aste, editore

Viana Conti, critica d’arte

Alfonso Clerici, artista

Accompagna la presentazione un video di Hans C.D. von Weissenfluh, che riprende l’atelier dell’artista a Gavi.

Dopo la presentazione del libro, incontro alla Galleria OR in Piazza Marsala 12 rosso, dove vengono esposte alcune opere tratte dalla pubblicazione A modo mio e altre sulla nuova ricerca di Alfonso Clerici.In mostra fino a sabato 20 luglio 2013.

20 Giugno 2013 – Luciano Violante alla Feltrinelli Point di Lecce presenta “Politica e Menzogna” (Einaudi)


Luciano Violante
presenta il suo libro
“Politica e Menzogna” (Einaudi)

Feltrinelli Point di Lecce via Cavallotti 7/a
giovedì 20 giugno 2013 ore 19,30

Interverranno l’On. Biagio Marzo e il Prof. Nicola Grasso.

Sarà presentato presso la Feltrinelli Point di Lecce in via Cavallotti 7/a giovedì 20 giugno 2013 ore 19,30 il nuovo libro di Luciano Violante dal titolo “Politica e Menzogna” edito da Einaudi. Interverranno l’On. Biagio Marzo e il Prof. Nicola Grasso.

Esiste un nesso inscindibile tra verità e democrazia perché la menzogna inganna il cittadino sullo stato delle cose e quindi gli impedisce di esercitare efficacemente i suoi diritti politici. La verità sta alla democrazia come la menzogna sta alla sua assenza.

Un Paese pregiudica la propria rispettabilità non solo quando i politici mentono, ma anche quando i cittadini tollerano quelle menzogne. Non raramente i cittadini tollerano la menzogna del politico sperando nella sua tolleranza verso le proprie menzogne: è il caso, ad esempio, dell’evasione fiscale. La società diventa cosí complice della cattiva politica. Le rivolte rancorose sono la risposta sbagliata; promuovono un nuovo inizio solo apparente e aprono un varco attraverso il quale le cattive abitudini passano, con vesti diverse, da una fase all’altra della storia del Paese. I cittadini devono sconfiggere la menzogna e i suoi corollari, chiedendo la verità ai politici, anche e soprattutto ai propri, esigendo che siano controllati, chiedendo conto delle scelte adottate, togliendo decisamente la fiducia quando vengono meno agli impegni.

Luciano Violante, professore ordinario di diritto e procedura penale all’Università di Camerino e a lungo magistrato e parlamentare del Pci, del Pds e dei Ds, è stato presidente della Camera dei Deputati dal 1996 al 2001. Per Einaudi ha curato i volumi degli Annali della Storia d’Italia 12. La criminalità , a cui ha partecipato anche con il saggio Delinquere, perdonare, punire; 14. Legge Diritto Giustizia, in cui ha pubblicato il saggio I cittadini, la legge e il giudice; 17. Il parlamento, per cui ha scritto la premessa Il futuro dei parlamenti. Come autore, per Einaudi, ha pubblicato Non è la piovra. Dodici tesi sulle mafie, Un mondo asimmetrico, Magistrati (2009) e Politica e menzogna (2013).

Feltrinelli Point Lecce
Tel. 0832 331999
su facebook: https://www.facebook.com/feltrinellilecce

Ufficio Stampa OverecoAgenzia
www.overeco.it

28 Giugno 2013 – “Scrittura e letteratura ai tempi di Twitter” – Alliste (LE)


28 Giugno 2013
Cafè dei Napoli
Piazza Municipio, 11
Alliste (LE)

"Scrittura e letteratura ai tempi di Twitter"
Francesca Maruccia dialoga con Luciano Pagano
a proposito de"Il romanzo osceno di Fabio" e di
"È facile smettere di scrivere, se sai come farlo!"
(Ebook, Musicaos.it)

IOLE in concerto
[voce e chitarra acustica]

durante la serata una degustazione di vini
offerti dalle Cantine Palamà di Cutrofiano

Un aperitivo ad arte, molto musicale, vagamente social, a tratti letterario: venerdì 28 giugno alle 20:30 il Café dei Napoli di Alliste diventa il posto giusto in cui ascoltare buona musica dal vivo con la chitarra acustica e la voce di Iole, oltre a fare quattro chiacchiere su e-book, scrittura e letteratura ai tempi di twitter, in compagnia di Luciano Pagano – autore di “Il romanzo osceno di Fabio” e “È facile smettere di scrivere, se sai come farlo!” – e Francesca Maruccia.
Il tutto annaffiato dalla degustazione dei vini offerti dalle Cantine Palamà di Cutrofiano.

Che cosa succederebbe se gli scrittori emigrassero sui social network? Ne verrebbe fuori, probabilmente, qualcosa come “Il romanzo osceno di Fabio”, il primo romanzo italiano interamente scritto su twitter. Lingua spezzata e periodi brevissimi (appena 140 caratteri) per raccontare un thriller erotico giocato su un triangolo che mette insieme Fabio, aspirante regista televisivo poco meno che quarantenne, la spregiudicata Marchesa (più vecchia di lui di dieci anni) e un marito da far fuori.
La scrittura si contrae, niente fronzoli, ancor meno sentimentalismi, per lasciare spazio a una sottile ironia: perché Fabio doveva capirlo che… “Quello del regista è un mestiere che presuppone un’innata capacità di smuovere emozioni, persone, capitali. In ordine inverso”.

E se pensate che di scrittori in circolazione ce ne siano fin troppi, beh, è il momento di aiutarli a disintossicarsi: tutti i rimedi per uscire dal tunnel della scrittura e finirla di abortire best seller sono raccolti nel libro-manuale “È facile smettere di scrivere, se sai come farlo!”. Riviste letterarie, editori, librai, critici, self-publishing e molto altro, perché le strade per togliersi la voglia di imbrattar carte e dedicarsi ad attività più redditizie e rilassanti sono infinite, basta trovare quella giusta.

Le testimonianze non mancano: “Paolo, di Napoli, non riusciva a smettere di scrivere, nemmeno con l’aiuto dei suoi cari. Grazie ai miei consigli ce l’ha fatta e domani mattina come ogni domenica andrà a pesca”.

“Aperitivo ad arte” è un evento organizzato da Anonimart e Insolite Menti.

Info e prenotazione tavoli0833.584418

29 Giugno 2013 – Ore 22.00 – Alezio (LE) “MUDDHRICHE” di Mino De Santis, nuovo disco in tour


in libreria: FINE IMPERO (Minimum Fax) di Giuseppe Genna


"Il miracolo-Genna consiste nell’essere riuscito a rendere la nostra Storia allo stesso tempo sexy, elettrizzante, patetica, drammatica, divertente."
Alessandro Piperno

Che cosa accade a un uomo quando perde tutto? Se il paese è l’Italia e quell’uomo è un intellettuale che per sbarcare il lunario scrive per le riviste di moda, il dramma privato può rivelarsi una porta d’accesso verso un altro tipo di disastro: il mondo contemporaneo. Ecco allora che il protagonista di Fine Impero intraprende la sua discesa al centro della terra aggirandosi nella notte senza fine di ciò che per comodità chiamiamo ancora show business. A fare da traghettatore c’è zio Bubba, un uomo che è «più dei politici»: agente, impresario, personaggio misterioso e chiave di volta per comprendere in cosa ci sta trasformando lo spettacolo del potere che (dagli schermi tv invasi dai talent e dai reality, fino al profondo della nostra intimità) contempliamo senza sosta a occhi spalancati.

Fino a quando non si spalancherà anche la piccola porta di una tragedia la cui potenza non è possibile arginare – il mistero inesplicabile della morte dei bambini su cui la grande letteratura non fa che interrogarsi ciclicamente. Giuseppe Genna, lo scrittore che meglio ha indagato le pieghe più inquietanti dell’Italia di questi anni, racconta una parabola che ci riguarda da vicino. Abbiamo dimenticato qualcosa di fondamentale tra le stanze di un brutto sogno, e l’unico modo per riprenderla è tuffarcisi dentro.

http://www.minimumfax.com//libri/scheda_libro/612

la Centraal Station
http://www.giugenna.com/

il tumblr di Fine impero
http://giuseppegenna.tumblr.com/

Novità: Il Grande Fratello Zamjatin torna a spiare dagli scaffali delle librerie


Il Grande Fratello Zamjatin torna a spiare dagli scaffali delle librerie

Con l’ultimo volume della collana SÍrin Classica, da domani giovedì 13 giugno torna in tutte le librerie d’Italia il capostipite del genere letterario dell’anti-utopia Evgenij Ivanovič Zamjatin con il capolavoro che influenzò Orwell e Huxley: "Noi"

Il romanzo, scritto nel 1919-20 , è il capostipite del filone dell’antiutopia che ispirò i successivi capolavori di Orwell e Huxley, e tratteggia un “ritratto futuribile” sull’invasività dei mezzi di controllo tramite il suo protagonista, D-503, un personaggio senza nome ma con una sigla, che raccoglie osservazioni e appunti, sotto forma di diario, sul suo lavoro come ingegnere e sulle sue disavventure con un gruppo di resistenti noti come Mefi. Un diario con uno scopo: quello di raccontare la felicità conquistata dai cittadini dello Stato Unico alle popolazioni extraterrestri, che D-503 incontrerà dopo aver terminato i lavori all’astronave spaziale che sta costruendo. Una felicità fatta di abitazioni di vetro e materiali trasparenti, così che chiunque sia visibile in ogni momento.

Una lettura quanto mai attuale sul controllo e l’ossessione per il controllo che si trasforma oggi in vouyerismo da social network e lobotomia mediatica.

La collana SÍrin Classica è composta da 10 volumi ed è stata fortemente voluta dalla casa editrice per tuffarsi nel passato e ricordare le finalità con cui venne fondata: promuovere in Italia la letteratura russa. Nasce così nel 2010 l’idea di riscoprire i classici russi nella voce dell’interlocutore ideale, lo scrittore, una guida d’eccezione che accompagni per mano il lettore italiano nell’immensità della letteratura russa. Esperti del settore decidono così di confrontarsi con testi selezionati da loro stessi riproposti in una nuova traduzione volta a ritrovarne un’autenticità ancora oggi attuale.

La traduzione di Noi è quella di Alessandro Niero, professore associato del Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Moderne dell’Università di Bologna, eseguita sull’edizione critica uscita in Russia nel 2011.

11 Giugno 2013 – Edward St Aubyn al Festival Letterature di Roma, con Ferdinando Scianna e Vinicio Capossela


Immagine 1

Edward St Aubyn al Festival Letterature
"I Melrose" aprono il Festival alla Basilica di Massenzio

Basilica di Massenzio Foro Romano

I HAD A DREAM
STORIE DI SOGNI DIVENTATI REALTÀ

MARTEDÌ 11 GIUGNO ore 21.00 – ingresso libero

Lettere dalla Terra

EDWARD ST AUBYN leggerà un testo inedito sul tema del Festival. Nella stessa serata leggeranno un loro testo inedito anche FERDINANDO SCIANNA e VINICIO CAPOSSELA

Durante la serata verrà raccontata la storia di un aranceto nella valle dei templi di Agrigento (a cura del FAI – Fondo Ambiente Italiano).

Le letture saranno accompagnate dalla musica live degli Evì Evàn.

Ideazione e cura artistica di Maria Ida Gaeta

I MELROSE

“Edward St Aubyn è autore di uno dei libri più letterari e più crudi destinati ad apparire nelle librerie”.
Livia Manera – Il Corriere della Sera

“Patrick Melrose? Un personaggio inventato da uno Scott Fitzgerald che ha letto e fatto propria l’opera di Bret Easton Ellis”.
Tiziana Lo Porto – La Repubblica

“Il libro, una bomba”.
Edoardo Vigna – Sette (Corriere della Sera)

“La scrittura pungente di un epigono di Evelyn Waugh, aggiornato al nostro tempo”.
Masolino D’amico – TTL (La Stampa)

“Edward St Aubyn trasforma splendori e miserie dell’aristocrazia in una saga magnetica”.
Stefania Vutulli – Il Giornale

“St Aubyn è uno scrittore nato. Sa avvincere, anche nella descrizione dell’orrore”.
Irene Bignardi – Vanity Fair

“La saga dei Melrose ha il respiro di un classico. Con la precisione di Proust, l’eleganza di Mann, James e Wilde e l’ironia di Capote o Wolfe”.
Caterina Bonvicini – Il Fatto quotidiano

"Sto leggendo un romanzo molto bello anche se agghiacciante".
Natalia Aspesi – Il Venerdì (La Repubblica)

“Umorismo, pathos, giudizi fulminanti, dolore, gioia e tutta la gamma di sentimenti che li separa… I romanzi di Patrick Melrose sono un capolavoro del XXI secolo, e St. Aubyn è uno dei più grandi prosatori di lingua inglese".
Alice Sebold

“Non c’è niente, nella narrativa di questi anni, che possa reggere il confronto con la cruda, ironica ricchezza del mondo di St Aubyn e con la densità filosofica delle sue pagine”.
Zadie Smith

“Ho adorato i romanzi della serie dei Melrose di St Aubyn. Leggeteli tutti, seduta stante”.
David Nicholls

“Edward St Aubyn è uno scrittore di immenso talento”.
Patrick McGrath

I Melrose: Il ciclo narrativo contenuto in queste pagine, composto da quattro romanzi (il quinto conclusivo, At Last apparirà in seguito), ha destato enorme scalpore nei paesi in cui è apparso. Edward St Aubyn, rampollo di un’antica e nobile famiglia che «viveva in Cornovaglia fin dai tempi della conquista normanna» (Guardian), è stato accostato dalla critica britannica e statunitense a Evelyn Waugh e Oscar Wilde per la sua sferzante descrizione dell’upper class inglese o a Martin Amis e alla corrente letteraria da lui inaugurata per il nichilismo che spira nelle sue pagine.Tuttavia, come ha notato la «New York Book Review», nei Melrose è all’opera una contemporaneità non riscontrabile nelle opere degli scrittori cui St Aubyn è generalmente accostato, «un’aristocratica atmosfera di caustico orrore» mai percepita prima. Scevro, come ogni membro di una famiglia che può fregiarsi del titolo di baronetto sin dal 1671, dall’infatuazione per le forme di vita dell’aristocrazia inglese che caratterizza, invece, la prosa di Wilde e Waugh, St Aubyn ritrae il personaggio di Patrick Melrose, impegnato tenacemente a porre fine alla sua esistenza abusando di alcol e droga, e l’irresistibile galleria di titolati snob, ubriaconi, dementi, tiranni e tossicomani che lo circondano, come nuovi demoni della contemporaneità, in una maniera che è a un tempo così disperatamente moderna e così armoniosamente classica da spingere una scrittrice come Alice Sebold a dichiarare che I Melrose «sono un capolavoro del XXI secolo, e St. Aubyn è uno dei più grandi prosatori di lingua inglese». Nel primo romanzo, Non importa, David Melrose, padre sadico e autoritario, uccide i sogni e le fantasie del piccolo Patrick, mentre la madre, persa in una nebbia di alcol e rimpianti, non si avvede di nulla. In Cattive notizie, ventiduenne e tossicodipendente, Patrick si reca a New York per raccogliere le ceneri del padre, e vaga per le strade della metropoli a caccia di eroina e in fuga dai ricordi. Nel terzo, Speranza, libero dalla dipendenza, durante un estenuante party in una residenza della campagna inglese, Patrick si ritrova combattuto tra il disgusto per il mondo e il desiderio di lasciarsi alle spalle la crudeltà sregolata dell’adolescenza e aprirsi alla vita e al perdono. Nel quarto, Latte materno, Patrick è alle prese con le promesse infrante e gli inaspettati slanci filantropici della madre. Quattro romanzi, sorretti da uno stile infallibile e da una rara penetrazione psicologica. Quattro capitoli di un ciclo narrativo e di un unico formidabile, blasfemo romanzo di formazione che ha lasciato un segno profondo nella letteratura contemporanea.

Edward St Aubyn è nato nel 1960. Oltre ai Melrose, pubblicato da Neri Pozza nell’aprile 2013, ha scritto At Last, ultimo capitolo della saga di Patrick Melrose (di prossima pubblicazione), e altri due libri: On the Edge e A Clue to an Exit

Info:
www.neripozza.it

coming soon… MUDDHRICHE – Mino De Santis – Ululati


Non sono gli avanzi, non sono gli scarti della vita, queste note. Sono il dono di chi mi ha cresciuto, mi ha allevato, mi ha librato nell’aria. "T’aggiu crisciutu muddhrica muddhrica!" Ti ho tirato su con tutto lo zelo possibile»: risuona ancora nelle mie orecchie. Perché queste sono le briciole, ma sono anche la polpa del mio nutrimento, sono ciò che mi ha insegnato ad accontentarmi e godere delle cose piccole e belle. Come gli uccelli che vivono un’esistenza intera, appagati dai "manuzzuli", così ho imparato io a far tesoro di quello che la storia mi ha voluto regalare. Ci hanno lasciato le briciole, dice qualcuno, ma noi, uomini del sud, "tanimu lu coriu tostu" e della mollica "nde facimu pane".

Mino

PRESENTAZIONE DEL NUOVO ALBUM – MUDDHRICHE DI MINO DE SANTIS
29 GIUGNO 2013 – ALEZIO – (Lecce) – Piazzale Santa Maria della Lizza – ore 21.30 – ingresso libero

clicca "MI PIACE" su questa pagina, per seguire gli ULULATI
https://www.facebook.com/Ululati

oppure segui gli ULULATI su Twitter

http://twitter.com/ululatilupo

Novità online: nasce SeriesOnline.it, il portale dedicato a webseries, serie TV, telefilm vintage.


Nasce SeriesOnline.it, il portale dedicato a webseries, serie TV, telefilm vintage

Nasce SeriesOnline.it, il portale dedicato all’intrattenimento telefilmico a tutto tondo: dalle webseries ai telefilm vintage, passando per i prodotti di culto dell’industria televisiva, su SeriesOnline spazio a recensioni, schede tecniche, interviste e curiosità dai set.

SeriesOnline.it si propone di essere un punto di riferimento per tutti gli appassionati e ai creatori di webseries, senza però dimenticare uno sguardo alle grandi produzioni televisive o ai titoli del passato che ancora oggi godono di un gran numero di fan. Il sito è diviso in tre grandi macroaree – Webseries, Serie TV e Vintage – a loro volta suddivise in due sezioni: le recensioni e le schede tecniche. Sì, perché SeriesOnline non si propone soltanto di commentare le produzioni in voga del momento, ma anche di fornire all’utente più esigente le informazioni dettagliate sui formati di ripresa, il tipo di distribuzione in Rete, la casa di produzione, la geolocalizzazione italiana, a cui si aggiungono tutti i link alle pagine ufficiali e all’interazione social. Completa il quadro un sistema di rating, per mettere in evidenza tutte le serie davvero da non perdere.

Spazio anche a un intrattenimento più leggero e divertente, tra novità, rubriche e interviste. Nella sezione Curiosity Killed The Cat, via libera a tutte le indiscrezioni sul cast, le ambientazioni, la scelta dei nomi dei personaggi, i costumi e la realizzazione delle serie più amate. A questa rubrica, si aggiunge Le Cinématographe, una piccola area dedicata alle ultime novità cinematografiche, a cui le stesse produzioni televisive e web spesso si ispirano. Infine, il lancio di SeriesOnline.it è accompagnato dall’intervista esclusiva a Hermes Mangialardo – il creatore dell’irresistibile webserie Urban Jungle, dedicata alla fauna urbana. Tra le altre webserie italiane già recensite, Lost In Google, Baciami Licia, Fikypedia, G&T e tante altre.

SeriesOnline.it è un progetto senza scopo di lucro, guidato unicamente dalla passione di un gruppo di autori tutti provenienti da esperienze passate nel giornalismo d’intrattenimento, nelle arti figurative, nei media tradizionali e online. Oltre al sito principale, completa l’offerta ai lettori l’interazione social di Facebook e Twitter.

Contatti:

Sito Ufficialehttp://www.seriesonline.it

Facebookhttp://www.facebook.com/seriesonlineit

Twitterhttp://www.twitter.com/seriesonlineit

Dal 6 al 9 giugno 2013 – Stefano Delacroix e il suo “Nigredo” (I Libri di Emil) a CULTURANZE


Nigredo di Stefano Delacroix (I libri di Emil)
Dal 6 al 9 giugno 2013 nell’ambito della rassegna Culturanze
Tenuta Specolizzi
SP Presicce Lido Marini 73050 Salve, Lecce

Culturanze è un circuito di strutture ricettive che offrono una VERA vacanza culturale. Turista, viaggiatore, cercatore di cultura sei invitato a condividere un’esperienza davvero UNICA. In vacanza… la CULTURA è A TU PER TU. Un’idea semplice che vede Case–vacanza, agriturismi, bed & breakfast aderenti all’iniziativa protagonisti assoluti che mettono a disposizione di artisti e studiosi alloggi, camere in cambio di un contributo culturale da offrire ai propri ospiti: cinema, teatro, musica, scultura, aperitivi filosofici, scienza, storia…

Stefano Delacroix, tarantino di nascita, salentino d’adozione, presenta a Culturanze la sua ultima fatica letteraria: Nigredo dal 6 al 9 giungo 2013 alla Tenuta Specolizzi SP Presicce Lido Marini a Salva (Lecce)

Nigredo – Vincent Fernand Daudet, guaritore e realizzatore di pozioni della salute, è un uomo dal passato oscuro, orfano d’arte (il padre era un uomo ‘vissuto pericolosamente’ a metà tra la medicina e l’alchimia esoterica), trafugatore di cadaveri, frequentatore di bettole, avvezzo a miasmi e sollazzi nei postriboli di una Parigi mefitica e pestilenziale, salvatore di fanciulle pudiche, amante di donne fedifraghe, amico di ladri e impostori. Il destino che Vincent ha cucito addosso è quello iniziatico dell’alchimia e dei sentieri esoterici dello spirito. Uno spirito che combina elementi di chimica, fisica, astrologia, medicina, misticismo e religione. L’obiettivo del protagonista è la conquista dell’onniscienza e la creazione di un rimedio a tutte le malattie. E la vita eterna…“

Stefano Delacroix è nato a Taranto nell’agosto del 1966, da genitori leccesi. Dopo una lunga militanza giovanile con la band The Act, prodotto da Mimmo Locasciulli pubblica tra il ’94 e il ’97 due album solisti, Ribelli e La Legge Non Vale (ed. Hobo, distribuzione Sony Music). Dedicatosi alla letteratura, pubblica nel 2007 Peristalsi (ed. Il Foglio) e La Memoria del Mare (ed. La Riflessione), nel 2009 Il Sesto (Lupo Editore), raccolta di racconti noir uscita in seconda edizione nel 2012.

I libri di Emil
http://www.ilibridiemil.it/index.php?main_page=product_book_info&products_id=567

Il book trailer di Nigredo

Ufficio Stampa OverecoAgenzia
www.overeco.it

Info
info

Dal blog al romanzo: “Balcani” – la guerra a Sarajevo per l’esordio letterario di Alessio Parretti


“Balcani”: la guerra a Sarajevo per l’esordio letterario di Alessio Parretti

È disponibile online “Balcani”, romanzo d’esordio di Alessio Parretti che, in versione cartacea e eBook, ha scelto Internet come propria unica libreria. La guerra in Ex Jugoslavia, uno studente volontario nella resistenza bosniaca, un racconto diventato romanzo per volere della Web community.

Romanzo di fiction, ma basato su racconti di soldati che la guerra l’hanno vissuta in prima persona, oltre che su un lavoro di documentazione capillare (tra cui il dossier dell’Associazione per i popoli minacciati Sezione Bosnia Erzegovina), Balcani è l’esordio letterario di Alessio Parretti, disponibile online nella doppia veste cartacea e eBook.

L’opera ci conduce in una guerra che, tra il ’91 e il ’95, a due passi dall’Italia, ha lasciato profonde cicatrici nella più orientale delle penisole mediterranee europee. A scortarci alle porte dell’assediata Sarajevo è Amir Osmanovic, ventenne studente d’ingegneria che si unisce volontariamente alla resistenza bosniaca, i cui appunti sparsi si alternano ai pensieri scritti dei caporali Parisi, Capasso e D’Amato.

Nato come racconto pubblicato su un blog letterario, Balcani si è presto trasformato in romanzo per volere del web che, commentandolo, riteneva che “una storia del genere non dovesse rimanere chiusa in un cassetto”. E così, il debutto letterario di Alessio Parretti ha deciso di fare di Internet la propria libreria. Infatti non lo troverete sui comuni scaffali “reali” di un negozio, ma su quelli “virtuali” di piattaforme Internet che promuovono il self publishing. Prima fra tutte ilmiolibro.it, ma anche Ibs.it, Amazon.com, laFeltrinelli.it, Bookrepublic.it, Unilibro.it e Libreriauniversitaria.it. Disponibile in doppia versione: cartacea (€ 10,00) e eBook (€ 3,00).

“Il mio nome è Amir Osmanovic, e sono nato a Sarajevo ventitré anni fa. Le pagine che seguono sono il mio diario, il resoconto della mia vita da quando i miliziani hanno circondato la città fino a oggi. Adesso, rileggendo quanto scritto, mi accorgo che non sempre la lucidità ha accompagnato la mia penna, e mi affido alla comprensione di chi recupererà queste memorie. Ho scritto le ultime pagine con l’urgenza di nasconderle e sopravviverle. Perciò, chiunque voi siate, consegnate tutto alle autorità bosniache. Per quanto possa apparirvi delirante, quello che segue (con nomi e fatti) non è altro che la verità, e leggendo comprenderete quanto il vostro intervento possa dimostrarsi utile. Se invece fate parte di quei nazionalisti, allora so già che queste pagine andranno in cenere, perciò vi auguro di seguirle presto.”

L’autore

Alessio Parretti nasce nel 1975 a Firenze, dove vive e lavora come operaio. Avido lettore fin da giovanissimo e appassionato di generi letterari tra loro diversissimi, ha scritto svariate poesie e racconti. Balcani è il suo romanzo d’esordio. A breve in uscita anche la sua seconda produzione romanzesca, Più crudeli del destino.

Per info:
email: balcani.ilromanzo
sito web: balcaniilromanzo.wordpress.com
Fb: www.facebook.com/balcani.ilromanzo
Twitter: twitter.com/Balcaniromanzo

14-16 giugno 2013 – Festival letterario di Vicenza | Libriamo2013 La Letteratura delle Emozioni


Festival letterario di Vicenza
Chiostri di Santa Corona – 14-16 giugno 2013

LIBRIAMO2013
LA LETTERATURA DELLE EMOZIONI

Vicenza 6 Maggio 2013 – Anche quest’anno Libriamo2013 promette di sorprendere e soddisfare tutti gli appassionati lettori, con un programma ricco e attento, come sempre, alle suggestioni della contemporaneità. La rassegna letteraria, giunta all’ottava edizione, si articolerà su tre serate, due mattine e due pomeriggi, da venerdì 14 a domenica 16 giugno e avrà luogo principalmente presso i Chiostri di Santa Corona. Libriamo2013 indagherà, attraverso il ricco calendario di eventi e i suoi illustri ospiti, una delle grandi tendenze della cultura e della società occidentale di questi ultimi decenni ossia la Letteratura delle emozioni.

Il festival proporrà 8 incontri con l’autore, un itinerario letterario previsto per domenica 16 giugno alle ore 16.30, guidato da Giancarlo Marinelli, la tavola rotonda “Tradurre i sentimenti” che si terrà sabato 15 giugno dalle ore 10.00 alle ore 12.00 presso l’Odeo del Teatro Olimpico, i laboratori di lettura dedicati ai più piccoli e due gustose degustazioni culinarie.

Per maggiori informazioni

www.libriamo-vicenza.com
info

2 Giugno 2013 – Paul Harding a Cremona, in Piazza del Duomo


Paul Harding al Festival "Le Corde dell’anima"

Immagine 1

Il Premio Pulitzer 2010 a Cremona

Domenica 2 giugno
Piazza del Duomo di Cremona
ore 12.00

Paul HardingPremio Pulitzer 2010 con L’ultimo inverno racconterà al pubblico di Cremona del suo nuovo romanzo in uscita in autunno e si esibirà come batteristaalla chitarraAlessio Menconie all’organoHammond Michele Papadia

Letture di Paolo Pierobon

presentano
le due Direttrici del Festival
Anna Folli e Nicoletta Polla-Mattiot

Romanzo vincitore del premio Pulitzer 2010

«“La mia scrittura ha connotazioni pastorali e una alta densità musicale: se fallisce rischio di ottenere qualcosa di ornamentale, persino triviale. Ciò che inseguo, invece, è quella eticità del bello cara a Keats”: così lo scrittore americano riflette sul suo esordio».
Francesca Borrelli, Il manifesto

«La forza evocativa de L’ultimo inverno è struggente: il romanzo è così forte nel descrivere personaggi, luoghi, emozioni, persino il vento, da far sentire il lettore al centro della scena».
Susanna Nirenstein, la Repubblica

«Paul Harding, esordiente e premiato col Pulitzer, smentisce l’assioma di E.M. Forster, secondo cui il punto debole di quasi tutti i romanzi è il finale, sferrando il suo colpo vincente proprio qui».Masolino D’Amico, Tuttolibri

«Un lungo racconto, luminoso e leale, un altro capitolo del grande libro della Tradizione Americana, nel solco dell’opera di Marilynne Robinson».
Tiziano Gianotti, D la Repubblica delle Donne

«Un libro pieno di aneddoti e che si legge con l’avidità con la quale si presta orecchio ai pettegolezzi – ai fatti altrui – ma che va al di là di ciò che di solito sostiene un romanzo. Ed è un collante di carattere religioso che riconduce tutto quanto a un atto di affermazione ultima sopra il dissolversi delle esistenze, e delle defezioni e diserzioni, di cui si racconta. Tutto finisce, ma nulla va perduto. Sogni, vaneggiamenti, pensieri, ricordi confluiscono e sommuovono la terra, nelle varie stagioni, e l’acqua che scorre».
Luigi Sampietro, Il Sole 24 Ore

«Il romanzo si dipana impressionisticamente, sovrapponendo passato e presente, realtà e allucinazione, creando significato e risonanza emotiva dalle immagini più che dalla storia».
Robert Wiersema, Internazionale

Info:
www.neripozza.it

“Il ladro di fotografie”, il nuovo libro di Vincenzo Borriello (Lettere Animate)


"Il ladro di fotografie", il nuovo libro di Vincenzo Borriello (Lettere Animate)

Arriva nelle librerie “Il ladro di fotografie” (Lettere Animate), il nuovo libro dello scrittore Vincenzo Borriello. L’opera è la terza pubblicazione per l’autore e segue “L’uomo che amava dipingere” (Aurea – 2010) e “La donna che sussurrava agli specchi” (Montecovello – 2011). Con la sua ultima fatica letteraria, Borriello si cimenta per la prima volta con un noir, mettendo da parte le tematiche sociali che avevano caratterizzato le sue prime opere. L’approccio di Borriello resta, comunque, sperimentale. L’autore, infatti, si discosta dalla concezione classica del noir per dargli una dimensione “riflessiva”.

"Il ladro di fotografie"
La tranquillità di un cimitero newyorkese è disturbata da una serie di furti. Qualcuno ruba dalle lapidi le foto di giovani e belle donne, cercando tra esse l’amore della sua vita, la donna ideale. Ben presto però, il responsabile dei furti, diventerà uno spietato serial killer. Vita e morte, facce di una stessa medaglia, si mescolano con l’amore, il dolore e la follia. Sullo sfondo della storia, la vita distrutta di Anthony, un ex poliziotto, vedovo, depresso e alcolizzato che ora lavora come becchino. Anthony ha un solo scopo nella sua vita: trovare l’assassino di Franceen, sua moglie.

INFO:
http://www.lettereanimate.com/eshop/index.php?route=product/product&product_id=119

per gentile concessione dell’Autore ecco un estratto da "Il ladro di fotografie"

Non sapevo dove mi trovavo in quel momento. Intorno a me c’era solo il buio, l’oscurità. Ero legato, con le mani dietro la schiena. Avevo un bavaglio sulla bocca e, spaventato, mi dimenavo per cercare di liberarmi. Da lontano, come se provenisse da un’altra stanza, sentii un urlo, un grido agghiacciante, di terrore, ma anche di dolore lancinante, l’urlo di una donna, poi il silenzio. Il mio pensiero andò subito a Franceen. Passarono diverse ore, durante le quali sembrava fossi solo; neanche il più piccolo rumore percepivo in quel luogo. Dovevo essere stato portato in una zona isolata, forse di campagna. A un tratto udii dei passi che, con il trascorrere dei secondi, sembravano sempre più vicini. Contemporaneamente sentivo degli scricchiolii, come se qualcuno stesse salendo una scala di legno. I passi sembravano quelli di una persona pesante…tum tum tum, il rumore mi rimandava alla mente le percussioni di qualche antico rito tribale il cui incedere separa la sfortunata vittima, dai secondi che mancano alla morte. Sentii un cigolio, come se si aprisse una porta, fuori doveva essere notte, perché non entrava luce.
Qualcuno si fermò per qualche istante sull’uscio, poi i pesanti passi con il loro incedere lento e “ritual-tribalesco” ripresero, tum tum tum, questa volta accompagnati da un rumore ancora più sinistro. Dal suono sembrava si trattasse dello sfregamento di due coltelli. Improvvisamente sentii qualcosa di freddo, metallico e appuntito, poggiarsi sul mio zigomo, appena sotto l’occhio. L’oggetto, probabilmente una lama accuratamente e sapientemente affilata fino a pochi istanti prima, come una carezza mortale, scese lungo la mia guancia fino a fermarsi sulla gola, all’altezza del pomo d’Adamo.
Potevo sentire distintamente il respiro affannato di quell’uomo. La lama vi restò lì per qualche secondo che percepivo come interminabili ore. Poi avvertii i passi allontanarsi, tum tum tum, e la porta chiudersi. Qualcosa gocciolava dalla mia guancia, forse sangue. La lama, scorrendo sul mio viso doveva avermi graffiato. Non so quanto tempo passò dalla visita del mio carceriere, forse un paio di giorni. Finalmente, mi portò qualcosa da mangiare. Mi tolse il bavaglio che strozzava il mio respiro, mi liberò le mani, gli chiesi chi era, cosa volesse da me, perché mi faceva tutto questo, ma non disse nulla, non proferì parola. Mi diede una scodella con dentro della carne; sembrava uno spezzatino. Non so dirlo con precisione perché continuavo a essere al buio. Il sapore non era dei migliori, ma dopo due giorni di digiuno non si bada tanto al sapore delle cose che si mangiano. Masticando la carne, rischiai di rompermi un dente.
C’era qualcosa di duro, di metallico, mescolato alla pietanza, qualcosa di forma circolare. Istintivamente sputai quell’oggetto. Finito di mangiare, il mio carceriere mi legò e imbavagliò nuovamente. Avevo perso completamente la cognizione del tempo; mi ero ormai abituato a quel perenne buio. Fu quando avevo ormai perso le speranze di uscire vivo di lì, che qualcuno sfondò la porta e finalmente vidi una luce. La polizia mi aveva trovato, fui liberato, ma il vero orrore dovevo ancora vederlo. In terra c’era il cerchietto metallico che avevo sputato. Lo presi e lessi l’incisione al suo interno, “Anthony e Franceen – 16 giugno 2008”. Era la fede di mia moglie, e io avevo mangiato i suoi resti. Il suo assassino non fu mai trovato, fece in tempo a scappare prima che la polizia giungesse.

Novità: online il nuovo sito di BandAdriatica


È online il nuovo sito della BandAdriatica!

www.adriatik.it/banda

Uno dei gruppi più seguiti del 2012, in edicola su XL di Repubblica a Novembre nella compilation Puglia Sounds New, fra i migliori 25 videoclip italiani, disponibile per un live travolgente al ritmo della migliore musica dei porti dell’Adriatico.

RECENSIONI
“Frastornante, immensamente vitale l’incrocio di micidiali uptempo dispari e quattro quarti, ruggenti e precisi i fiati. Una magnifica turbolenza insomma, che si nutre, a maggior caratura, di testi ben scritti: “C’è un mare da morire, noi partiamo”. Guido Festinese – Il giornale della musica

“This is an interesting project that superbly integrates new composition with roots and demonstrates how easily music can cross national and linguistic barriers.” Michael Hingston – Folk Roots

“Certaines orchestrations avec clarinettes me font penser à celles des musiques de N. Piovani et l’ambiance n’est parfois pas si éloignée de celle de certains films des fréres Taviani” Jean-Luc Matte – Trad-Magazine

La banda è un incontro di culture e provenienze sotto il segno del Mar Adriatico. A Maggio 2008 i musicisti si imbarcano su Idea 2, un veliero che li conduce nei porti dell’Adriatico dove nascono le basi di un nuovo repertorio adriatico. Il progetto diventa “Rotta per Otranto” un film nel quale si racconta questa straordinaria avventura. Da Venezia a Capodistria, da Dubrovnik a Durazzo fino a Otranto, il veliero Idea 2 trasporta musicisti-marinai che raccontano in musica le proprie esperienze di viaggio. La banda collabora stabilmente con:

Boban e Marko Markovic,
– la Kocani Orkestar,
– il coro bulgaro di Eva quartet
Raiz e Radicanto.

VIDEO

Per vedere il videoclip di Arriva La banda:

Per vedere il videoclip di Non ho più pace (con le immagini del documentario Rotta per Otranto):

Per vedere il video promozionale per XL:
http://vimeo.com/52283014

ASCOLTA
Ascolta alcune tracce di Contagio, Maremoto e Arriva la banda:
soundcloud.com/bandadriatica

INFO e CONTATTI:
Claudio Prima
+39 347 5468393
info
http://www.adriatik.it

Può una bomba far brillare il cuore? L’esordio di Marco Cubeddu


COP_Marco Cubeddu_CUBAMSC_.inddPuò una bomba far brillare il cuore? L’esordio di Marco Cubeddu

Il romanzo di esordio di Marco Cubeddu, intitolato “Come una bomba a mano sul cuore” (Mondadori), tanto per cominciare, è molto più di un semplice esordio. L’inizio è un inizio dalla fine, dalla scena in cui l’amata del protagonista Alessandro Spera viene uccisa insieme a altre diciassette persone. Lo stesso cognome scelto per il protagonista, Spera, costituisce un refrain, un inno alla speranza che si concretizza nelle sue azioni disperate, un po’ all’opposto del Guglielmo Speranza che ne “Gli esami non finiscono mai” di De Filippo si trovava ad affrontare anche lui ‘prove’ della vita prima di coronare il suo sogno d’amore.

A distanza dai fatti tremendi occorsi dieci anni prima, Spera raccoglie le sue memorie in un volume, che consegna al suo avvocato, un memoir e allo stesso tempo un auto-da-fè, senza che il lettore se ne accorga, dato che il risultato è una road novel del tempo e dello spazio.

Si comincia quindi a ritroso, partendo dalla formazione del carattere di Alessandro, dove il romanzo di Cubeddu costituisce la dimostrazione del fatto che i bambini, in potenza, sono assassini e futuri criminali incalliti, finché qualcosa nella loro crescita non fa sublimare la cattiveria incanalandola in attività produttive, magari fantasiose come la scrittura, anche quando votata all’opportunismo e inframezzata da crudeltà, allucinogeni, droghe pesanti e droghe pesantissime, come accade a Alessandro. E se il nostro bambino decidesse di procrastinare il suo passaggio alla maturità, perfezionando nel sadismo la ribalta sul mondo? Va detto che il merito di tutto ciò va ascritto alla quieta connivenza di un padre, fumatore semiprofessionista di pipa tirolese, che poco ha fatto per sostenere l’azione educatrice della madre di Alessandro Spera, che per di più si trasforma nell’archetipo di madre che lui seminerà nei suoi romanzi.

In un centinaio di pagine il futuro scrittore, dopo avere abbandonato ogni speranza di irregimentarsi nel sistema dell’istruzione e in quello della società, e dopo essersi introdotto nei peggiori ambienti della sua città, diventa una mente criminale votata alla scrittura e all’amore, passando dagli anni novanta ai duemila, dall’adolescenza alla maturità. Soltanto il lavoro di pompiere e lo sport, con la cura del suo fisico e la pratica del mondo suburbano, fanno in modo che Alessandro sia capace di farsi scivolare addosso le incostanze dell’amore. Sarebbe un peccato fornire troppi particolari perché la scrittura di Cubeddu è rapida, seminata di particolari, la vicenda incalzante, e vale la pena di leggere questo frammento, anche perché offre una visione inedita di quel romanzo di formazione tanto inseguito dallo stesso Spera anche nella sua vita di personaggio.

Basta questo a collocare il testo, ad esempio, sulla linea che da “Due di due” di Andrea De Carlo arriva a “Bastogne” di Enrico Brizzi, passando per il meno conosciuto ma altrettanto rutilante “Sognavo di essere Bukowski” di Gino Armuzzi, e che dagli anni novanta, anche in questa seconda decade del millennio, rinnova la posta di un esordire forte, quello di Cubeddu, incisivo, incalzante, pulp, a tutti gli effetti un film che non sarà mai filmato perché la storia d’amore in esso narrata è eterea, evanescente, poesia pura. Un discorso a parte, per il divertimento e la malinconia, meritano le descrizioni degli scrittori, vere o fittizie, e delle aspirazioni coltivate da Alessandro, molto di striscio, nel loro mondo. Carlo Lucarelli, Alessandro Baricco, Dario Voltolini e, su tutti, Antonio Franchini, sono figure di passaggio, epifanie messe su un piedistallo dagli scrittorucoli che non capiscono, come capisce Spera, che la scrittura va vissuta e non mimata. I problemi, per chi non lo ha ancora capito, arrivano quando Spera si imbatte nelle due sorelle che gli cambieranno la vita, Benedetta e Mel InWonderland. Il ragazzo si innamorerà perdutamente di Mel e come accade in ogni storia di amore non corrisposto, quando uno dei due amanti scrive, il risultato sarà sublime. Così è per Spera, che in pochi anni brucia le tappe di una carriera letteraria folgorante, fino a diventare uno sceneggiatore di serie televisive hollywoodiane, ovviamente strapagato.

C’è qualcosa però che non va, tra i due, Mel infatti, malgrado il suo passare con leggerezza attraverso il mondo, è attratta dalle certezze, mentre Spera, che il mondo lo attraversa come un proiettile zen, non può offrire altra certezza che il suo amore infinito e, per l’appunto, disperato. Soltanto arrivati alla fine della lettura potremo sapere se questa storia finirà come è cominciata. L’esordio di Cubeddu è dirompente, e oltre a offrire un rapido spaccato dei nostri ultimi venti anni, visti con gli occhi di un adolescente e poi di un ragazzo, ci consegna una storia d’amore e morte dalla linearità quasi classica. L’autore inoltre, nonostante le assicurazioni finali, sembra somigliare molto al suo personaggio, e questo è un segno di sincerità.

Marco Cubeddu – “C.U.B.A.M.S.C. Come Una Bomba A Mano Sul Cuore” – Mondadori

29 Maggio 2013 – “New Page under 20, una sperimentazione letteraria” – Casina Vernazza a Cavallino (LE)


Maggio dei libri: New Page under 20, una ricerca a Cavallino

In occasione del Maggio dei libri:

Mercoledì 29, ore 9:00, Casina Vernazza, Cavallino di Lecce

New Page under 20: una sperimentazione letteraria

New Page a Cavallino: la poiesi come approccio etnografico-pedagogico

Antonio Errico, scrittore, attivo operatore culturale, nonché Dirigente Liceo “A. Moro” di Maglie e Francesco Aprile, autore e co-curatore New Page, giornalista, incontrano i giovani autori (alunni delle classi III sc. sec. di 1° dell’Ist. Compr. “L. Da Vinci” di Cavallino).

Ai presenti sarà distribuito il saggio di Francesco Aprile pubblicato per l’occasione con in appendice la bibliografia delle cartoline New Page under 20.

Mostra delle cartoline New Page under 20 – testi brevi, di cento parole, secondo il dettato di Francesco Saverio Dòdaro, ideatore del movimento. Saranno esposti i lavori delle classi terze delle scuole secondarie di 1° grado di Cavallino e Castromediano, a questi saranno affiancati i lavori provenienti dalla Scuola Media Statale Dag Hammarskjold, Nardò, e dalla Scuola media di Collemeto. I lavori di queste ultime due scuole saranno presenti grazie all’impegno di Monica Lisi, docente, che memore dell’esperienza dello scorso anno a Cavallino ha portato il percorso delle New Page under 20 a Nardò e Collemeto.

In allegato copia del lavoro che verrà distribuito mercoledì 29 maggio, un estratto di 16 pagine da un lavoro più articolato che segna un resoconto del percorso svolto nel 2012 a Cavallino, che ha portato ad una nuova apertura del movimento, denominata "New Page under 20", curata da Giovanna Rosato.

Info

_email: francesco-aprile

_email: francesco_aprile

_web: http://faprile.wordpress.com

22 maggio 2013 – Roma – EX.IT _ Presentazione del progetto e dell’antologia


A Roma, mercoledì 22 maggio 2013, alle ore 18:00

presso la Libreria Koob
via Luigi Poletti 2 (davanti al Maxxi)

presentazione del progetto (avviato e futuro) e dell’antologia (appena pubblicata)

EX . IT – Materiali fuori contesto

a cura di

Marco Giovenale, Mariangela Guatteri,
Giulio Marzaioli, Michele Zaffarano

(La Colornese – Tielleci, 2013)

L’incontro, a Roma, presso la libreria Koob, permetterà ai curatori di EX . IT 2013 – Materiali fuori contesto di riflettere sulla natura dell’iniziativa, sulle scritture e gli artisti ospitati, sui progetti attuali e futuri, e di presentare l’antologia che è nata per i tre giorni di reading nella biblioteca di Albinea (12-14 aprile), città apparentemente fuori dalle rotte usuali della letteratura, in realtà ben interna e omogenea a un’area, come quella reggiana, che proprio storicamente è stata (ed è) teatro-territorio di ricerca, sperimentazione, traduzioni.

link all’evento facebook:

descrizione del volume e preview dell’antologia:
http://eexxiitt.blogspot.it/2013/04/exit-2013-libro.html

gli incontri di Albinea (12-14 aprile 2013):

http://eexxiitt.blogspot.it/p/exit.html

speciale EX . IT su Portbou:

http://blogportbou.wordpress.com/category/speciale-ex-it/

§

EX . IT è

una serie di incontri e di reading che ha coinvolto e coinvolgerà diversi autori italiani e stranieri.

una sequenza di letture e di installazioni verbovisive, con l’intervento di videoartisti e musicisti.

un momento di confronto collettivo tra percorsi già in dialogo, e la proposta di un panorama di riferimento per lettori e ascoltatori che possono trovare, per la prima volta all’interno dello stesso tempo e luogo (e libro), materiali testuali e artistici non identificati (definibili: di ricerca)

un volume antologico – edito dalla Tipografia La Colornese – con testi e immagini inediti – che offre un percorso di lettura, visione e documentazione dei materiali ospitati dall’evento.
un fondo librario, appunto denominato EX . IT, che la Biblioteca di Albinea ha inaugurato e predisposto (a partire proprio da questa iniziativa), dedicato ad alcune linee della recente scrittura di ricerca, italiane e non.

§

see also
http://eexxiitt.blogspot.it/
http://eexxiitt.blogspot.it/p/about.html

24 Maggio 2013 – FUMO SULLA CITTÀ (Galleria Fandango) – Alessandro Leogrande a Lecce/Feltrinelli


presenta

FUMO SULLA CITTA’

di

ALESSANDRO LEOGRANDE

Venerdì 24 maggio ore 19:30
Feltrinelli Point
via Felice Cavallotti 7/a – Lecce

Interviene insieme all’autore
Massimo Melillo

***

ALESSANDRO LEOGRANDE – FUMO SULLA CITTA’

Collana: Galleria Fandango
Pagine: 270
Prezzo: 17,50
Isbn: 978-88-6044-312-0
Data di pubblicazione: 6 maggio 2013

“Il diritto al lavoro e il diritto alla salute sembrano
essere entrati in lotta l’uno contro l’altro.”

Uno straordinario reportage che mostra come Taranto sia stata il laboratorio di alcuni tra i fenomeni più devastanti della nostra contemporaneità:
la politica televisiva, le emergenze rifiuti, la crisi dell’industria.

Taranto è spesso al centro della cronaca nazionale, il simbolo profondo delle contraddizioni del Mezzogiorno d’Italia e delle sue sconfitte. La parabola di Cito, ex picchiatore fascista, telepredicatore, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa divenuto a furor di popolo sindaco dopo il crollo della Prima Repubblica, che anticipa per molti versi la stagione berlusconiana e la crisi ambientale, con i suoi numeri impietosi, l’altra faccia di un’idea di sviluppo, segnata dall’industrializzazione pesante ormai entrata in crisi. Città di vicoli, mare, gente proveniente da altre lande del Sud, città di fabbrica e di periferie, città di cattiva politica e di sogni di riscatto spesso abortiti, un mondo complesso che si lascia difficilmente afferrare.

Alessandro Leogrande ha osservato, scrutato, raccontato le viscere e i dilemmi della sua Taranto.
Un viaggio a tappe, che si concentra su alcuni momenti nevralgici degli ultimi vent’anni di vita cittadina, fino alla calda estate del 2012.

Un reportage che narra senza sconti un pezzo di territorio italiano diventato lo specchio dell’intera Europa, di come in pieno ventunesimo secolo si lotta per coniugare salute e lavoro, la salvaguardia del territorio e una vita degna di essere vissuta per tutti.
Alessandro Leogrande ha scritto con rabbia e amore un libro che lascia il segno.

E allora quando ci si chiede in coro: ma come è possibile che la politica abbia permesso tutto questo, come è possibile che abbia permesso l’inquinamento, le morti per tumori, le polveri rosse sul quartiere Tamburi, questa disperazione, questi tassi di disoccupazione… quando ci si chiede tutto ciò, andrebbe ricordato che la politica è stata e continua a essere questa.

Un viaggio atappe, che si concentra su alcuni momentinevralgici degli ultimi vent’annidi vita cittadina, fino alla calda estatedel 2012 in cui il diritto al lavoro equello alla salute sembrano essere entratiin lotta l’uno contro l’altro.

Alessandro Leogrande, nato a Taranto nel 1977, vive a Roma. E’ vicedirettore del mensile Lo straniero. Collabora con quotidiani e riviste. Tra i suoi libri: Uomini e caporali. Viaggio tra i nuovi schiavi nelle campagne del Sud (Mondadori 2008, con cui ha vinto ilPremio Napoli-Libro dell’anno, il PremioOmegna, il Premio Sandro Onofri, il PremioBiblioteche di Roma), Le male vite. Storie di contrabbando e di multinazionali (Fandango2010), Il naufragio. Morte nel Mediterraneo (Feltrinelli 2011, con cui ha vinto il PremioRyszard Kapuściński e il Premio PaoloVolponi).

Dal 15 maggio 2013 – “Storia umana e inumana” di Giorgio Pressburger (@libribompiani)


"Storia umana e inumana" di Giorgio Pressburger (Bompiani)

Cacciato da un tram da un severo controllore, in un ordinario pomeriggio d’agosto, il protagonista scorre il lungo elenco di uomini e donne che hanno combattuto accesi dal desiderio di libertà. Sua guida d’eccezione è Simone Weil, che lo accompagna come un moderno Virgilio in un viaggio dentro se stesso e nella storia. In questo mondo in cui lo spazio e il tempo superano i limiti del reale, si susseguono gli incontri: Jan Palach e il monaco vietnamita arsi per le rispettive cause, Manfred cantato da Byron e Che Guevara, Malcom X, Martin Luther King e Nelson Mandela, un’umanità che rivela la propria intrinseca doppia natura, pronta alla violenza eppure capace del più alto sacrificio. In fondo al cammino, il riposo nella Valle Fresca al cospetto del Mahatma Gandhi: qui Simone Weil abbandona il protagonista, ormai pronto per affrontare l’ultimo, struggente incontro col fratello Nicola.

dal 15 maggio 2013

"Storia umana e inumana" di Giorgio Pressburger
Bompiani, Collana Narratori italiani, Pagine 336, 9788845273100

http://www.lafeltrinelli.it/products/9788845273100/Storia_umana_e_inumana/Giorgio_Pressburger.html

“In forma di scritture” (Edizioni Riccardi) a cura di Carlo Bugli Pasquale Della Ragione Giorgio Moio


In forma di scritture

Biografie accenni critici e
testi di poeti pubblicati in «Risvolti»

a cura di

Carlo Bugli

Pasquale Della Ragione

Giorgio Moio

Edizioni Riccardi

dall’introduzione di Ugo Piscopo:

“La vicenda di “Risvolti” continua, ovviamente in sospensione (…). Intanto, per avvisare che c’è, “Risvolti” batte un colpo con questa antologia, che vuol dire libro aperto in divenire, dove si rispecchia in controluce lo stigma di fondo del gruppo.

Si tratta di un’antologia esclusivamente di poesia. E anche questa scelta veicola precise intenzioni di dire non tanto quello che è avvenuto, ma quello che sta avvenendo in rapporto a quello che potrà avvenire. È un’antologia, quindi, prospettica e di battaglia.

D’altronde, non poteva esserci scelta migliore se la poesia è ininterrotto miracolo di germinazione di stati nascenti.

I poeti qui presenti sono tutti quelli che sono stati presenti sulle pagine della rivista. Che sono tanti, come si può vedere facilmente, se si dà uno sguardo a volo d’uccello ai loro nomi. Nello stesso tempo, essi sono ancora pochi, in quanto ognuno di essi fa riferimento a situazioni articolate. Appartengono a costellazioni varie, ma tutti, o che attraversando la selva abbiano varcato la soglia della notorietà, o che stiano per varcarla, o che siano determinati a essere sé stessi in spregio e a sfida dei cerimoniali di riconoscimento e di sacralizzazione, animano un processo di crescita, di svolgimento che riguarda il destino oggi della poesia, dell’arte, della cultura stessa.”

Poeti: Elio Filippo Accrocca, Aldo Adinolfi, Paolo Albani, Titiana Amoruso, Fernando Andolcetti, Luciana Arbizzani, Maria Arfè, Davide Argnani, Leopoldo Attolico, Vittore Baroni, Carlo Belloli, John M. Bennett, Carla Bertola, Tomaso Binga, Irma Blank, Anna Boschi, Rocco Brindisi, Ferruccio Brugnaro, Carlo Bugli, Edoardo Cacciatore, Ottavio Caiazzo, Franco Capasso, Camillo Copolongo, Domenico Cara, Antonio Carano, Luciano Caruso, Nadia Cavalera, Franco Cavallo, Sergio Cena, Franco Ceravolo, Domenico Cipriano, Vitaldo Conte, Antonino Contiliano, Corrado Costa, Mauro Dal Fior, Caterina Davinio, Pasquale Della Ragione, Gaetano delli Santi, Michele De Luca, Mario Diacono, Marisa Di Iorio, Marcello Diotallevi, Lorenzo Durante, Enrico Fagnano, Fernanda Fedi, Bartolomè Ferrando, Franco Giovanni Ferrero, Gio Ferri, Pier Luigi Ferro, Luc Fierens, Alfio Fiorentino, Giovanni Fontana, Franco Fortini, Bice Garzoni, Paolo Gentiluomo, Gino Gini, Alfredo Giuliani, Ferdinando Grossetti, Elisabetta Gut, Costanzo Ioni, Emily Joe, Edward Kulemin, Ludovico Leporeo, Oronzo Liuzzi, Arrigo Lora-Totino, Carmine Lubrano, Eugenio Lucrezi, Ida Maffei, Ruggero Maggi, Franco Magro, Francesco Mandrino, Mauro Manfredi, Federica Manfredini, Gian Ruggero Manzoni, Riccardo Martelli, Maria Grazia Martina, Alda Merini, Eugenio Miccini, Enzo Miglietta, Giorgio Moio, Emilio Morandi, Caterina Morelli, Alberto Mario Moriconi, Carmine Mario Muliere, Francesco Muzzioli, Giulia Niccolai, Piera Oppezzo, Elio Pagliarani, Aldo Palazzeschi, Marco Palladini, Marisa Papa Ruggiero, Giancarlo Pavanello, Giuseppe Pellegrino, Michele Perfetti, Felice Piemontese, Lamberto Pignotti, Franco Piri Focardi, Ugo Piscopo, Daniele Poletti, Silvio Ramat, Jacques Rey, Angelo Maria Ripellino, Vito Riviello, Alberto Rizzi, Gian Paolo Roffi, Mario Rondi, Amelia Rosselli, Cesare Ruffato, Roberto Sanesi, Edoardo Sanguineti, Giacomo Scalabrelli, Toti Scialoja, Felice Serino, Mirko Servetti, Gianni Simone, Antonio Spagnuolo, Adriano Spatola, Sandro Sproccati, Gian Piero Stefanoni, Giovanni Strada, Silvia Tessitore, Gianni Toti, Liliana Ugolini, Patrizia Vicinelli, Emilio Villa, Alberto Vitacchio, Cesare Vivaldi, Ted Warnell, William Xerra, Dmitry Zimin, Giovanni Ziviello, Aida Maria Zoppetti.

In forma di scritture

Viceverso

Poesia

Edizioni Riccardi, Quarto (NA) 2012

edizioniriccardi

www.edizioniriccardi.com

Novità: “Andare a piedi. Filosofia del camminare” di Gros Frédéric (Garzanti Libri)


«Uno dei migliori libri dell’anno.»
«Financial Times»

«Un ammirevole, piccolo libro che sarà adorato anche dai più incurabili sedentari.»
«Le Monde des livres»

«Andare a piedi è il miglior libro che potete portare con voi nella tasca dello zaino.»
«Trek Magazine»

Camminare è sicuramente una delle azioni più comuni delle nostre vite. Ma Frédéric Gros, con un libro originale e delicato, ci fa riscoprire la bellezza e la profondità di questo semplice gesto e il senso di libertà, di crescita interiore e di scoperta che esso può riuscire a suscitare in ciascuno di noi. Attraverso la riflessione e il racconto magistrale delle vite di grandi camminatori del passato – da Nietzsche a Rousseau, da Proust a Gandhi che in questo modo hanno costruito e perfezionato i propri pensieri –, Andare a piedi propone un percorso ricco di curiosità, capace di far pensare e appassionare. Nella visione limpida ed entusiasta di Gros, camminare in città, in un viaggio, in pellegrinaggio o durante un’escursione, diventa un’esperienza universale che ci restituisce alla dimensione del tempo e ci consente di guardare dentro noi stessi. Perché camminare non è uno sport, ma l’opportunità di tornare a godere dell’intensità del cielo e della forza del paesaggio.

Un libro per chi è già in cammino
(e per chi non è ancora partito)

Un libro per chi vuole arrivare a destinazione
(e per chi preferisce godere del tragitto)

Un libro per chi si impone una disciplina
(e per chi vuole respirare libertà)
Gros Frédéric
Andare a piedi
Filosofia del camminare

Saggi
Traduzione dal francese di Francesco Bruno

232 pagine
€ 14.90
ISBN 978881168489-3

“Ritratti in jazz”, di Murakami Haruki


In Ottobre 2013 finalmente i lettori di Murakami Haruki potranno mettere le ‘orecchie’, oltre che le mani e gli occhi, sul suo libro illustrato “Portrait in Jazz”, nel quale l’autore giapponese, a partire da alcune canzoni jazz tra quelle a lui più care scrive dei racconti che sono accompagnati a illustrazioni. Nel testo originale ci sono delle foto e la raccolta delle canzoni scelte. Per la versione Italiana si opterà per un cofanetto con cd o, più semplicemente, per un libro illustrato? Staremo a vedere.

Titolo Ritratti in jazz
Autore Murakami Haruki
Prezzo € 18,00
Dati 150 p., ill.
Editore Einaudi
Collana Frontiere Einaudi
EAN 9788806217051
Data uscita ottobre 2013

(fonte Wuz.it, La Biblioteca dell’Estremo Oriente)

http://www.musicaos.it