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su CoolClub di Ottobre/Novembre una mia recensione de “Il bacio del gronco” di Gilles Del Pappas (Edizioni Controluce)


Costantin sbarca in Italia.
“Il bacio del gronco” di Gilles Del Pappas edito da Edizioni Controluce.

Nel 1998 Gilles Del Pappas dava alle stampe per i tipi delle Editions Jigal il romanzo intitolato “Le Baiser du congre”, oggi tradotto per la prima volta in Italia e pubblicato dalle Edizioni Controluce, casa editrice che con questo titolo conferma la sua vocazione, ovvero sia quella di pubblicare una scelta del meglio che offre il mercato della recente letteratura internazionale, con una finestra aperta sulla narrativa di casa nostra. Un po’ come è accaduto di recente con la pubblicazione de “L’oscurità e la luce” di Mayumi Hattori, opera della scrittrice giapponese che Controluce ha pubblicato fuori dai confini nipponici, nella prima edizione europea. “Il bacio del gronco”, questo il titolo del romanzo di Gilles Del Pappas, la cui traduzione è stata affidata a Luigi Ruggeri. Questo romanzo costituisce un caso particolare, una ghiottoneria pergli appassionati del genere noir e non solo. Tanto per cominciare questo titolo inaugura il ciclo delle avventure di Costantin il greco, personaggio che si muove a suo agio tra il porto e la città di Marsiglia, nella apparente tranquillità datagli dalla sua piccola impresa di pesca. Tanto è vero che il romanzo si apre con una scena sobria che invita alla quiete: dopo avere pescato diverse ore, quando l’acqua è immobile come un tappeto d’olio, Costantin e il suo socio, il più anziano e saggio Féfé, stanno per gustare un aperitivo a poche centinaia di metri dalla costa, per suggellare il momento di relax. Ciò che sta per accadere ci metterà in guardia e ci farà capire fin da subito che le storie che seguiranno, e che Del Pappas ha dedicato a Costantin, sono meritevoli di una lettura che accelera l’immissione di adrenalina nel nostro organismo. Una donna bellissima raggiunge l’imbarcazione a nuoto, la sirena si presenta ai due marinai increduli, il suo nome è Juliette; inutile dire che Costantin viene subito catturato dalla sua bellezza. In cambio, tuttavia, c’è da accettare una buona dose di pericolo; dal momento del fatidico incontro la vita di Costantin e Féfé muta radicalmente sul doppio binario della velocità e del rischio. I due vengono coinvolti in una spirale di avvenimenti, con assassini e criminali, poliziotti corrotti e scagnozzi di contorno. Costantin dovrà anzitutto fare i conti con il sentimento che prova per Juliette, più forte proprio nel momento in cui si accorge che è proprio le la causa di tutti i pericoli e gli omicidi che circonderanno lui e Féfé. Dopo esserci affezionati al trio composto dall’autore all’inizio del romanzo eccoci scaracollati per le strade di Marsiglia, in fuga da loschi figuri che non vedono l’ora di mettere le mani su Juliette per farle la pelle. Che sogno sarebbe riuscire a fuggire su un’isola, magari nella vicina Corsica. Le aspirazioni di Costantina una vita tranquilla insieme a Juliette vengono interrotte dalla comparsa dell’ex-moglie di lui, la cinica e bellissima Sophie, acida quanto basta per comparire sulla scena, mettere i bastoni tra le ruote del suo ex-uomo e scomparire…non per sempre. Se questo assaggio non vi basta sappiate che la maestria dei dialoghi e la rapidità di esecuzione hanno reso Gilles Del Pappasun maestro del genere, il ‘polar’, ovvero sia il noir-thriller che vede tra i protagonisti poliziotti pronti a tutto e dalla fedina penale non troppo limpida. Un mediterraneo inedito e una Marsiglia spericolata, rocambolesca, porti sudici e vicoli che si stringono fino a far passare di sghimbescio vecchie Renault L4. Costantin cercherà di incastrare Morandi, il poliziotto corrotto, e a noi nonresterà che seguire i protagonisti fino in fondo, in una storia dall’esito imprevedibile. Del Pappas nel 2002 ha ricevuto un premio dedicato alla sua carriera, il prestigioso “Grand prix littéraire de Provence”. Quello che il lettore potrà augurarsi una volta chiuso il volume è che anche i successivi capitoli di questo viaggio in una Marsiglia così affascinante e pericolosa venganotradotti e pubblicati nella nostra lingua.

Il bacio del gronco, Gilles Del Pappas, Edizioni Controluce, Passage, pp. 223, 978-88-6280-022-8, € 18,00

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Una nuova casa. Editrice.



Qualche giorno fa, ascoltando la radio, mi è successo di cogliere il discorso di uno speaker che sottoponeva i suoi ascoltatori a un semplice test, a proposito dei recenti fatti relativi al dibattimento parlamentare sull’immigrazione clandestina nel nostro paese. Ebbene, la domanda ‘pilota’ era volta a scoprire il grado di attaccamento alle proprie radici da parte del singolo individuo. Potrei chiedere al lettore “ti senti più Leccese, Pugliese, Italiano, o Europeo?”. Ebbene, se questa domanda anziché essere posta a una persona avesse come destinatario il nuovo soggetto editoriale del quale sto scrivendo ognuna delle quattro risposte sarebbe insufficiente, per il semplice motivo che la neonata Edizioni Controluce, pur affondando le proprie radici nell’esperienza e nella tradizione ha deciso di scommettere su un catalogo che possa ospitare ‘visioni’ di altri mondi editoriali che altrimenti non ci sarebbe dato di conoscere se non in lingua originale. Il panorama letterario del nostro paese si arricchisce da oggi di una nuova voce, le Edizioni Controluce. Chi fosse interessato può visitare già da adesso il sito internet sul quale possono essere lette le anticipazioni delle uscite relative ai prossimi mesi (www.edizionicontroluce.it), oltre che le schede dei libri in uscita. Ogni casa editrice si differenzia dalle altre per le caratteristiche delle sue scelte. Si parte dalla scelta grafica per arrivare alle scelte più delicate, quelle editoriali. La scelta della linea editoriale è infatti quella capacità di unire quel sottile e rizomatico conglomerato di pensieri, decisioni e intenzioni, che hanno fanno concretizzare il desiderio di dare vita a una nuova ‘voce’. La scelta di Edizioni Controluce è manifesta, la neonata casa pugliese intende puntare sulla qualità del proprio catalogo, mantenendo i presupposti di una ricerca letteraria che, a differenza di chi guarda spesso al proprio orto, darà spazio ad autori di tutto il mondo, dalla narrativa alla saggistica. Nello staff della casa editrice confluiscono le competenze di Simona Muci per quanto riguarda la direzione, Francesca Sammarco per la redazione, Stefano Donno per l’ufficio stampa e della giovane Loredana My per quanto riguarda l’ufficio tecnico. Nomi che un lettore più attento può facilmente ricondurre a una delle esperienze editoriali più interessanti è attive non solo sul territorio nazionale, Besa Editrice.
I primi tre titoli scelti sono indicativi di questo modus operandi, tutti e tre sono infatti scritti da autori stranieri, ognuno con una storia particolare; si va dalla Romania all’Australia, passando per l’Albania raccontata dal grande Ismail Kadarè. A cominciare da “Uccelli del Cielo” del romeno Vasile Andru, già autore di una ventina di volumi, tra romanzi e saggi; con molta probabilità uno dei prosatori romeni più importanti degli ultimi decenni, un autore che ha contribuito al rinnovamento della letteratura del proprio paese. “Uccelli del Cielo” è un libro che si legge d’un fiato, ambientato nella Bucarest di Ceauşescu, messa a soqquadro dalle demolizioni operate per costruire la residenza del dittatore; una testimonianza interessante, per non dimenticare il dramma della Romania, una storia recente che sembra già lontana e che non possiamo sottovalutare in certi dibattiti. Ismail Kadarè è un autore che non ha davvero bisogno di presentazioni, in Italia ha pubblicato i suoi romanzi con Longanesi e, nel 2000, ha pubblicato “La commissione delle feste” per la Besa Editrice. Con le Edizioni Controluce l’autore albanese in odore di Nobel ha deciso di pubblicare “Eschilo il gran perdente“, un saggio che si legge come un romanzo, dove è raccontata l’importanza di uno dei fondatori mitopoietici della cultura mondiale, lo scrittore della Grecia Antica che ha dato forma e coordinate a quelli che sono i nostri miti, vedi alla voce Edipo o Prometeo, tanto per fare due nomi. Kadarè-Eschilo sa che cosa vuol dire vedere un fratello che porta la guerra al fratello, provenendo egli da una terra teatro di scontri politici e religiosi; non è un caso se il confronto con lo scrittore dell’antichità diventa un pretesto per affrontare tematiche dell’oggi, nelle quali si cerca di rendere ragione della cultura da cui tutti proveniamo. Su questo, rubando un’espressione crociana, “non possiamo non dirci greci”. Il terzo titolo è “Con folle stupore”, di Michael Wilding, uno degli scrittori australiani più interessanti del momento, già compilatore del “The Oxford Dictionary of Short Stories”, autore riconosciuto per i suoi racconti. Il romanzo di Wilding presenta uno spaccato semi-autobiografico della storia recente e delle abitudini dell’autore, tra Australia e Inghilterra, paesi dove ha lavorato e insegnato per diversi anni. La programmazione della casa editrice, suddivisa in collane – le prime due sono Passage e Riflessi – darà spazio anche a titoli di autori del nostro paese. È già programmata la pubblicazione di una trentina di titoli. Uno sguardo al catalogo ci fa incontrare autori già affermati, come Fatos Kongoli, del quale nel 2009 verrà pubblicato l’atteso “Il suicidio di Damocle”, oppure studiosi come Georges Lapassade, che uscirà con il saggio “Sulla dissociazione”. Per la casa editrice verrà anche pubblicato, per la prima volta tradotto in italiano “Sunday Special”, opera prima del talentuoso scrittore australiano Michael Reynolds. Interessante riscoperta sarà la lettura di una nuova edizione di ” De Anatume morsu et effectibus tarantulae”, di Giorgio Baglivi, medico ragusano di origini croate vissuto tra il ‘600 e il ‘700. A luglio è invece prevista la pubblicazione del volume antologico di Gezim Hajdari, nel quale verranno ripercorsi gli ultimi dieci anni della sua produzione, quelli che vanno dal 1997 al 2007. Tra gli autori italiani, oltre ai nomi come Ferdinando Boero, Tullio Pinelli, Alessandro Angeli, Maria Vittoria Morokowski, sarà l’occasione per leggere il secondo romanzo di Luisa Ruggio, già autrice di Afra, che uscirà con il suo “Favola scarlatta della stanza che non si trova”. Viste le premesse la neonata casa editrice si pone come interlocutrice di fiducia per il lettore, reinventando in modo fresco il ‘fare catalogo’, ovvero quella capacità che mescola saggezza e sfrontatezza, nel dare forma a una selezione editoriale; il compito di un editore non si limita al solo pubblicare testi, il patto con il lettore si rinnova quando ci è dato di leggere un libro che è frutto di ricerca costante. Riconoscere e riconoscersi nella filigrana invisibile di una banconota così preziosa, in “controluce”, in quel filo sottile che ne certifica l’autenticità, è anche un modo per ritrovare un po’ di tranquillità nel mare magnum dei falsi d’autore.

pubblicato su “il Paese nuovo”
del 10 giugno 2008