25 Novembre 2011 a Manfredonia – “Io sono bellissima” di Loredana De Vitis, per la prima volta in Puglia


per la GIORNATA MONDIALE contro la VIOLENZA sulle DONNE

Venerdì 25 NOVEMBRE Alle ore 18.00

Auditorium di Palazzo Celestini
Manfredonia (Foggia) – Corso Manfredi 22

Loredana De Vitis presenterà
per la prima volta in Puglia
la narrazione in mostra intitolata

“IO SONO BELLISSIMA”

Venerdì 25 Novembre 2011 in occasione della Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne, Loredana De Vitis sarà a Manfredonia (Foggia), per presentare “Io sono bellissima”, presso l’Auditorium di Palazzo Celestini (Corso Manfredi 22). Si tratta della prima volta che questa narrazione in mostra viene presentata in Puglia. Il progetto di Loredana De Vitis è stato presentato a Roma nel settembre scorso, nell’ambito della “Scuola politica UDI 2011”. L’occasione offerta dalla Giornata Mondiale contro la Violenza sull Donne offrirà uno spunto di riflessione sulla condizione del corpo femminile, centrale in questo lavoro di Loredana De Vitis, infatti la “narrazione in mostra” dal titolo “Io sono bellissima” intende porre lo spettatore/lettore faccia a faccia con i paradossi della comunicazione e della valutazione estetica del corpo femminile all’interno della società contemporanea.

Una serie di pannelli fotografici di grande dimensione realizzati con la tecnica del collage digitale presentano il concept attraverso considerazioni narrative, filosofiche e estetiche, utilizzando questa ibridazione visivo-letteraria per condurre a una riflessione che, per questo lavoro, Loredana De Vitis ha scelto di rivolgere sul corpo femminile a partire dal proprio corpo. Viene operata così un’identificazione tra autrice e opera che sollecita un personale confronto, innanzitutto delle donne, con tematiche urgenti quali la considerazione della donna nella nostra società e l’estetica di massa. Gli sviluppi del progetto potranno essere seguiti sul sito internet www.iosonobellissima.it. L’arte diviene in questa mostra anche un mezzo per riflettere nei confronti di quella forma di violenza altrettanto subdola e capace di provocare danni fisici e psicologici, che è la violenza che si fa sul corpo femminile quando lo si considera soltanto dal punto di vista ‘esteriore’.

Un percorso affascinante che verrà presentato per la prima volta in Puglia a Manfredonia (Foggia) Venerdì 25 Novembre alle ore 18.00 presso Palazzo Celestini. Interessante anche la forma di finanziamento lanciata da Loredana De Vitis per realizzare “Io sono bellissima”, un’azione di “crowd funding”, ovvero sia un processo di finanziamento dal basso che mobilita persone e risorse al fine di sostenere eventi o azioni di tipo non solo culturale. Grazie a questa iniziativa Loredana De Vitis è riuscita a raccogliere i fondi necessari per la realizzazione materiale e organizzativa del progetto, mettendo in compartecipazione (e conoscenza ‘in progress’) tutti coloro che, anche con piccole somme, hanno reso possibile questo vero e proprio ’viaggio’ nelle aporie dell’immagine contemporanea del corpo femminile.

“Io sono bellissima” si trasforma così in una mostra narrativa, in un’opera dal taglio politico e fortemente evocativo: è stato realizzato, insieme a altri oggetti, ad esempio, un adesivo che simboleggia la fierezza femminile del poter dire “io sono bellissima”, al di sopra, al di là e oltre tutti gli sguardi viziati dalle deformazioni dell’estetica. L’appuntamento con “Io sono bellissima”, è a Manfredonia il 25 Novembre, prosegue in tutta Italia, chiunque sia interessato al progetto può trovare ulteriori informazioni sul sito dell’autrice e all’indirizzo www.iosonobellissima.it

Info:
iosonobellissima
www.iosonobellissima.it

Dal 29 Novembre al 2 Dicembre 2011 “TRIESTE POESIA”. Ecco tutti gli eventi.


TRIESTE POESIA

Martedì 29 novembre
Libreria Lovat – viale XX Settembre 20, c/o stabile Oviesse, terzo piano

17,00 Quale presente per le nuove generazioni e la poesia?

Quattro poeti, nati tra gli anni ‘60 e gli anni ‘80, che si sono trovati ad elaborare modelli diversi, in un contesto di cambiamenti sociali e politici simili. Nonostante essi vivano in una città dimenticata dai grandi sistemi culturali ed editoriali, vantano esperienze di festival, collaborazioni con riviste e blog di letteratura. Se a questi poeti non è stato consegnato un futuro, se lo sono costruito giorno per giorno. Ospiti della serata Gaetano Longo, Christian Sinicco, Mary B. Tolusso e Luigi Nacci.
L’incontro, moderato dal poeta Matteo Danieli, promette una nuova attualità per la poesia, proprio a partire da Trieste, dai suoi nuovi attori.

A seguire
Presentazione di Vanità della mente di Gian Mario Villalta.
A cura di Edoardo Kanzian. In collaborazione con la rivista letteraria FAREPOESIA.
Letture a cura di Agnese Ermacora.

Un’altra voce della generazione sopra citata è ospite della libreria per presentare il suo ultimo libro Vanità della mente (Mondadori) vincitore del Premio Viareggio – Rèpaci 2011 per la poesia. Oltre che autore riconosciuto Gian Mario Villalta è noto per la sua abilità nell’orchestrare «lo scambio di esperienze, i legami profondi ed estesi che esistono fra poeti nel Triveneto, così come a livello nazionale e internazionale», talento ben espresso nel festival pordenonelegge che dirige dal 2000.

Mercoledì 30 novembre 2011
17,30
Caffè Tommaseo – piazza Tommaseo, 4/c
Presentazione di Parole all’uomo di Mario Romano a cura di Giuseppe Nava

20,30
Lettura – Stabilimento Ausonia, Riva Traiana 1
Milan Rakovac (Croazia)
Viorel Boldis (Romania)
Raquel Lima (Portogallo)
Tania van Schalkwyk (Sudafrica)
Dome Bulfaro (Italia)

Evento speciale

Concerto del cantautore Mirco Menna
In apertura, il cantautore triestino, Stefano Schiraldi

Giovedì 1 dicembre 2011
Stabilimento Ausonia, Riva Traiana 1

19.00
SELEZIONE
Enrico Colussi
Giovanni Nino Paronuzzi
Elena Delithanassis
Alessandro Canzian

Chiara Catapano
Guido Cupani
Giuseppe Nava
Sebastiano Adernò
Marco Patuzzi
Enrico Danna
Lia Simonatto
Ilenia Marin
Natalia Bondarenko
Vincenzo Russo
Alfonso Maria Petrosino
Antonella Taravella

Vilma Dolmella
Lussia di Uanis
Tommaso De Martino
Gabriele Iarusso
Monica Maria Seksich
Silvia Molesini

Giurati della selezione:
Viorel Boldis
Erica Tedeschi

ore 20.30
LETTURA DI REI BERROA
PREMIO INTERNAZIONALE TRIESTE POESIA 2011

A seguire la gara:
Duska Kovacevic (Croazia)
Tania van Schalkwyk (Sudafrica)
Raquel Lima (Portogallo)
Maddalena Bergamin
Dome Bulfaro
Alessandro Salvi

Michele Alessio
Giacomo Sandron
+ 8 POETI SELEZIONATI

EmCeeS: Matteo Danieli & Christian Sinicco

Cash Prize: 200€

In chiusura:
Concerto di Street Light Productions

Venerdì 2 dicembre 2011
Caffè Tommaseo – piazza Tommaseo, 4/c

17,00 Premiazioni
Lettura degli ospiti
Velvet Afri, Maddalena Bergamin, Renzo Maggiore, Franjo Matanovic, Cristiano Mautarelli, Annadina Mengaziol, Furio Pillan, María Sanchez Puyade

Consegna dei Premi del Festival

Rei Berroa (Repubblica Dominicana)
Premio Internazionale Trieste Poesia
Lettura a cura dell’attore Maurizio Zacchigna.

Il Comitato Promotore del 13° Premio Internazionale Trieste Poesia, che annualmente premia un poeta di fama mondiale, ha deciso di assegnare per l’anno 2011 tale riconoscimento al poeta dominicano Rei Berroa.
Autore di un’importante opera lirica, oltre che di una vasta produzione critica e antologica, il poeta dominicano, attraverso la sua opera a tratti irriverente e trasgressiva, riesce a fare una ricostruzione immaginaria dell’essere umano che dialoga con la propria morale fatta di ipocrisie, credenze, trionfi e sconfitte. La sua poesia, con un linguaggio elegante e diretto, è anche una parodia dei dogmi e degli obblighi che circondano la vita dell’uomo.

Jolka Milič
Premio Gerald Parks alla Traduzione
Un altro punto fondamentale che quest’anno verrà consegnato a Jolka Milič per il suo grande contributo offerto alla diffusione della letteratura italiana e slovena. Si deve a lei la conoscenza in Italia di poeti quali Srečko Kosovel, Edvard Kocbek, Kajetan Kovič, Dane Zajc, Josip Osti, ma imponente è anche la sua opera di traduzione dall’italiano allo sloveno, che conta Pier Paolo Pasolini, Sandro Penna, Dacia Maraini, Cesare Pavese, Danilo Dolci e Primo Levi.

Milan Rakovac
Premio Anthares Un poeta per la pace
Il Comitato nomina vincitore dell’ottava edizione il poeta croato Milan Rakovac per la sua capacità di far entrare in relazionare intellettuali e artisti che abitano e operano nell’area di confine, ben consolidata nel progetto del Forum Tomizza, non dimenticando un’opera che continua a ricevere riconoscimenti come l’importante Premio Drago Gervais per la sua ultima raccolta Besida priletuća («Parola volante»).

XXX
Premio Trieste International Poetry Slam
da assegnare giovedì 1 dicembre

Il Festival Internazionale della Poesia è promosso e organizzato dall’associazione culturale Club Anthares

Direttore artistico del Premio Internazionale Trieste Poesia: Gaetano Longo
Ufficio Stampa e Segreteria Organizzativa: FrancoPuzzoEditore
Segreteria Artistica: Christian Sinicco
Ufficio stampa: Daniela Sartogo

Contributi: Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Provincia di Trieste, Comune di Trieste, Comunità Croata di Trieste, Edil Porfidi Trientina, Cervesi&Cervesi, Residence Sara
Patrocini: Comune di Trieste, Camera Commercio di Trieste, Commissario del Governo nella Regione Friuli Venezia Giulia Prefetto di Trieste, Unesco di Trieste, Il Piccolo
In collaborazione con: L’Ausonia, Lovat, Anforah

Trieste Poesia, grazie all’impegno di Club Anthares.
Si ringraziano Mario Alessio e Daniela Sartogo per le preziose collaborazioni.

Ai poeti della selezione e ai tifosi che vogliono seguire lo slam
Residence Sara offre:

camera singola €40/notte
camera matrimoniale €50/notte
camera tripla €75/notte
in appartamento per 4 persone €100/notte

Tutte le sistemazioni offerte
sono con bagno privato
lenzuola e asciuagamani inclusi
e si può usufruire della colazione a buffet
presso il bar del Residence al costo di €5/persona/giorno.

“Mezzogiorno dell’animo”, un corso cristologico tra retaggi del mito nell’ultimo libro di Enrico Pietrangeli


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Un corso cristologico tra retaggi del mito per un “Mezzogiorno dell’animo”

Quella di Mezzogiorno dell’animo è l’ultima raccolta in versi del poeta romano Enrico Pietrangeli, un libro di cento pagine edito dalla CLEUP, dove il titolo ben esplicita sia una condizione dell’anima che il coraggio ad esprimerla. Diverse sono le tematiche affrontate, ma il filo conduttore, espresso in una narrazione indiretta e utilizzando una forma perlopiù lirica, si sviluppa attraverso la circostanza amorosa.

Un amore espresso con dignità e compostezza, portato avanti senza censure, ma, soprattutto, senza inganno alcuno (“non ho mai illuso e non ero / di malato inguaribile specie”), percependolo e comunicandolo lentamente nel tempo (“polline mai sopito / infingardo fiorisce / d’affetto il flusso / nel tempo complice stratificato”), senza ipocrisie e scevro di nefaste passioni, fino al suo esplodere in un esilio che non conosce proporzioni e limiti, l’equità di un corrispettivo atteggiamento dall’altra parte. Probabile contrappasso in onestà d’intenti generato da protratta sofferenza oppure inconscia rivalsa. Un confino generante indeterminata attesa, incapace tanto di chiudere quanto di riaprire un rapporto (“resta una scure / appesa e dondolante / sul pulsante di fine”).

Quel che ne emerge, in sostanza, è la capacità di affrontare e attraversare il dolore nella concreta e mai allusa scelta di donarsi all’altro senza riserve, in un traslato cristologico con retaggi della grande figura di Pasolini esplicitati per mezzo di un’autenticità religiosa e in polemica con una borghesia che, fin dai tempi, era già emergente ovunque (“di fronte al martirio / si deve saper morire, / offrirsi per l’altro / fino in fondo, tutto. / Senza mai riserve / s’abbraccia la fede. / Cristo lo ha fatto, / ha fatto la rivoluzione. / Se prive di slanci, / le vie di mezzo / non salvano, / generano mediocri, / pasoliniani mostri, / vinti assoggettati, / vili conformisti”). Un traslato dove il morire per l’altro è un rinascere migliore e salvifico, capace di condividere gli esiti della rispettiva esperienza “con chi, nell’attesa, l’opera / accoglie preservando amore”.

Diversi sono pure i ricorsi a retaggi mitologici, emblematico, forse più di altri, quello della poesia Eros e Psiche. Ma è una concezione ciclica, dell’eterno ritorno che, nella civiltà greca come quella romana, progredisce in un divenire che sedimenta la storia sul mito, la costante strutturante il costrutto poetico. Un tempo che, tanto nell’incipit (“con ciclo inverso e diverso, / altra ruota girerà sul verso”) quanto nell’epilogo (“compiuto è un ciclo e attendo, / di virtù nel senno, altri frutti”) ritorna riconducendo a CicloInVersoRoMagna 2011, la scorsa manifestazione estiva che, per il secondo consecutivo, ha visto l’autore operare a fianco di Gloria Scarperia insieme ad altri alternatisi.

"Mezzogiorno dell’animo", Enrico Pietrangeli, CLEUP, 2011, 9788861297753, 100, €12

§

da "Mezzogiorno dell’animo"
Disinfettami l’anima

Disinfettami l’anima,
se è quel che vuoi, sterilizzami.
Fallo piano, con tutto il bene
di un semestre terapeutico,
bombardando anticorpi
sopra inermi popolazioni.
La mia fede giungerà
donandoti Amore,
sacrificio mai invano.
Di fronte al martirio
si deve saper morire,
offrirsi per l’altro
fino in fondo, tutto.
Senza mai riserve
s’abbraccia la fede.
Cristo lo ha fatto,
ha fatto la rivoluzione.
Se prive di slanci,
le vie di mezzo
non salvano,
generano mediocri,
pasoliniani mostri,
vinti assoggettati,
vili conformisti.
Cristo è infinito,
incondizionato amore,
lo slancio più alto: il dono!
Predilige la sincerità
e dà forza e coraggio
che liberano il cuore
dai vincoli del nulla.
Ama i peccatori
che tornano, i ravveduti!
Disinfettami l’anima,
se è quel che vuoi, purificami.
Fallo piano, con tutto il bene
e la pietà nel dolore. Giungerà
la mia fede donandoti Amore,
quel sacrificio mai scorso invano.

[tratto da Mezzogiorno dell’animo – diritti depositati – CLEUP – Enrico Pietrangeli – 2011]

Nota biografica:

Enrico Pietrangeli, autore della raccolta di poesie Di amore, di morte, pubblicata in versione cartacea (Teseo editore – 2000) e in elettronica (Kult Virtual Press – 2002), collabora con giornali e riviste da diversi anni ed è giornalista pubblicista. Presente sulla scena romana della poesia sin dagli anni Ottanta, ha curato anche rassegne e spettacoli come Poesia da Bruciare, Sicilia Poetry Bike, CicloPoEtica 2010, Nettuno Fiera di Poesia 2010 e CicloInVersoRoMagna 2011. Attraverso la traduzione poetica, si è dedicato all’opera di alcuni autori poco conosciuti. Ha ripubblicato il suo romanzo d’esordio In un tempo andato con biglietto di ritorno (Proposte Editoriali – 2005) con una seconda edizione in elettronica (Kult Virtual Press – 2007) e un’ulteriore silloge poetica dal titolo Ad Istanbul, tra pubbliche intimità (Il Foglio – 2007).

NeXT 16: Maps / Il nuovo numero del bollettino “connettivista” di Kipple


Esce NeXT 16: Maps

Next è il bollettino "connettivista" che lo scorsa primavera si è aggiudicato l’importante riconoscimento del Premio Italia (l’Oscar per il genere Fantastico) nell’ambito della miglior Rivista non Professionale – award vinto a Milano nell’ambito dei Delos Days 2011.

Next 16: Maps


Maps. Ovvero mappe. Ovvero una contrazione che ricorda le mappe terrestri e non solo, quelle di Google, quelle che fanno da base per qualsiasi esperimento di Realtà Aumentata, la tecnica di arricchimento informativo che tanto si sta affermando nel mondo digitale.

Mappe più estese, quindi, cerebralmente parlando. Mappe che disegnano le direttive neurali in cui ci muoviamo in questi mesi, anni, periodo storico; mappe del Connettivismo, in dilatazione sempre più accentuata, che passano per il riconoscimento del Premio Italia dato a NeXT (l’Oscar per il genere Fantastico) nell’ambito della miglior Rivista non Professionale, award vinto a Milano nell’ambito dei Delos Days 2011. Sono tutte mappe, come in una storia di Urban Fantasy.

È quindi questo un numero celebrativo, in qualche modo; è un’iterazione che tira un po’ tutte le fila dei numeri precedenti ampliando, approfondendo, diramando ancora più gli argomenti cari al Movimento, rendendoli punti di sviluppo, basi di partenza per il futuro e non un mero punto d’arrivo.

Ed è quindi per questo motivo che troverete una nuova rubrica, AVANT-GARDE, curata dal valente Galessio, che esplorerà ogni volta le istanze dell’Arte contemporanea raffrontandola al Connettivismo; nell’iterazione 16 abbiamo anche però, e ovviamente, la consueta ricerca a tutto campo, la sperimentazione allostatica in ogni branca della Cultura e della Conoscenza connettiva che ha portato NeXT allo stato editoriale attuale: FRAME, un susseguirsi di snapshot del presente in chiave futura curato, da questo numero, da 7di9, che segue anche la rubrica INTERAZIONI, dove si traccia la storia del Connettivismo nei mesi successivi all’uscita dell’iterazione del precedente NeXT; BIT_MOOD, dove Kremo ci conduce in una ricerca olosensoriale applicata alla musica moderna (non quella pop, ovviamente) dove lo scontato non appare mai, nemmeno in un momento; NUVOLE DI PIXEL, in cui Manex approfondisce il discorso dei fumetti digitali, argomento ormai imprescindibile dalla rivoluzione digitale che venti anni fa ha colpito prima la musica, ora la letteratura.

La rubrica FOCUS ha un nuovo titolare: Xabaras, che insieme a Max Chiriatti esplora l’argomento della Realtà Diminuita (sì, diminuita, non aumentata) che è interessante e foriera di spunti teorici e cerebralità davvero notevoli. ZOOM, rubrica a cura di Sandro “Zoon” Battisti, esplora i confini dell’umano, del postumano e dell’inumano mentre WORK, altra neorubrica, affida a pykmil il resoconto di due particolari pubblicazioni esclusivamente connettiviste di questi ultimi mesi.

Il capolavoro di Logos si estrinseca nella sua monumentale ERMETICA ERMENEUTICA, dove esamina Mark Strand, e Peja continua la sua ricerca transarchitetturale (suMassimo Ercolani) nella rubrica POSTARCHITECTURAL RESEARCH; Black M incrementa l’immaginario connettivo analizzando i frammenti onirici di celluloide, argomento gemellato con LA MATTINATA DEI MAGHI, dove Nimiel analizza l’argomento del Sogno Lucido.

Completano il numero i versi di Zoon (che appaiono su CONNESSIONI, insieme a un mio edit di un intervento di Lady Caotica), un event performato il 29 aprile 2010 sul blog supernova express.splinder.com dai connettivisti tutti, e ben sei racconti (uno di essi particolarmente lungo) a firma di: Xabaras, Sogno di un futuro di mezza estate; Evertrip, Tetsuo mon amour; Matteo Mancini & Samuele Toccafondo, Genesi di un eroe; Mextres, Rendezvous; X, Vanisghing point (ovvero la seconda parte del racconto apparso sulla seconda antologia connettivista, Frammenti di una rosa quantica – Kipple Officina Libraria).

Le immagini a corredo dell’iterazione sono di Ynfidel (http://www.flickr.com/photos/ynfidel) mentre il logo della produzione connettivista HyperHouse, che ci accompagnerà per i prossimi NeXT e in ogni produzione connettivista da me diretta, è opera di DjMystica (www.addictvenoize.com); Matteo Poropat(www.ebookandbook.it) ha impaginato l’iterazione, stampata poi dalla Phasar (Lapo Ferrarese, emeritus, www.phasar.net).

In conclusione, sarà pur vero che la mappa non è il territorio, ma è anche vero che il territorio varia a seconda della sensibilità interiore: tracciare una propria mappa da sovrapporre al reale aiuta a modificare, a nostro piacimento, il sensorium che ci circonda.

Contatti: cybergoth.

Costo NeXT Iterazione 16: 6 euro più 2 di spese di spedizione.

Prezzi abbonamenti:

4 numeri: 25 euro (spese di spedizione incluse);
6 numeri: 35 euro (spese di spedizione incluse);
8 numeri: 45 euro (spese di spedizione incluse);

Prezzi arretrati:
* per ogni numero arretrato viene aggiunto al prezzo di copertina o di abbonamento 1 euro.

www.kipple.it
http://twitter.com/KipplePress

Due speciali di Musicaos.it, “Razionali Senza Filtro” (06) e “La cattiva strada” (07)


Musicaos.it – “Razionali Senza Filtro” (2006)



(clicca per scaricare in pdf)

con testi di Massimiliano Zambetta, Vittorino Curci, Nicola Lagioia, Carlo M. Dentali, Marina Pizzi, Manila Benedetto, Elisabetta Liguori, Oronzo Liuzzi, Maria Zimotti, Stefano Donno, Luciano Pagano

Musicaos.it – “La cattiva strada” (2007)


(clicca per scaricare in pdf)

Il numero dedicato nel 2007 ai tre anni di Musicaos.it – uno sguardo su poesia e letteratura, contiene i racconti e le poesie di Michele Lupo – Grand Dessert Capitta, Elisabetta Liguori – L’uomo che sedeva alla mia scrivania, Massimiliano Zambetta – Apulian jet society, Christian Sinicco – Ballate di Lagosta, Mauro Daltin – Latitanze, Luigi Nacci – Storia del quaderno ritrovato in treno, Osvaldo Piliego – Moonlight Serenade, Luciano Pagano – Harakiri, Euro Carello – Viaggiare la vita leggeri, Maurizio Cotrona – per Londra, Stefano Donno – O.D., ORODè – La tarantola, Marco Montanaro – Una serie di fortuite circostanze, Irene Leo – Senza tempo, Gianluca Parravicini – Puzza di fumo tra Andrea Camilleri e Paolo Conte, Beatrice Protino – Di quando le vacche inondarono di vernici spray, Domenico Cipriano – Invito al viaggio, Filomena V. E. Matarrese (pentesilea) – Ireland as a shamrock, Agata Spinelli – Las Vegas

http://www.musicaos.it

Norman Mailer, da “Un sogno americano”. L’amore non è un dono ma un voto.


Me ne stavo sdraiato, soddisfatto di toccare con la punta di un dito la punta di un seno, e avevo quella sapienza che cade come la pioggia, perché capivo finalmente che l’amore non è un dono ma un voto. Soltanto i coraggiosi possono conservarlo più di un breve momento. […] All’inizio era stata una specie di circo d’avanguardia: interviste con tipi barbuti che fumavano marijuana da ventidue anni, confessioni di ex galeotti sull’omosessualità nelle prigioni, una mia conferenza su Picasso e la sua pistola (dove definivo Picasso il maestro di cerimonie dell’impulso cannibalesco dell’Europa moderna, la più difficile conferenza nella storia della televisione), una chiacchierata con una ragazza squillo, con il capo di una banda di giovinastri in motocicletta, con il capo di una banda di Harlem, con una massaia che aveva perso ottanta chili in un anno, con un prete spretato, con una mancata suicida (una ragazza che aveva tre cicatrici sul polso). All’inizio, le garantii, avevo avuto un’idea, volevo aprire una strada nella psicanalisi e nei problemi dell’assistenza sociale.
«Sei davvero in gamba» disse. E mi strappò un pezzetto di pelle dall’orecchio con un morso così aguzzo e preciso che era come se fossi stato punto da uno stuzzicadenti. «Ricordi» disse, ponendomi sull’orecchio a mo’ di balsamo una goccia di saliva «la recensione che scrisse Mac N. Ryan? “È un baccanale di cattivo gusto che infrange tutti i canoni di dignità sinora rispettati dalla televisione.”» Rise. «Sai che una volta sono uscita con Mac N. Ryan?»
«E ha infranto qualche canone?»
«Oh, avrebbe preferito non lasciarmi senza amore, ma se avessi avuto qualche malattia? E così gli fissi: “Be’, tu capisci, tesoro, la sifilide è una cosa abbastanza normale”. E questo ottenne il suo piccolo risultato. Dovetti caricarlo su un taxi.»
Risi. Quel tanto di sordamente doloroso che c’era stato nella mia prima reazione era scomparso. Povero Mac N. Ryan. Salvo questa rispettabile eccezione, i critici televisivi avevano ignorato il programma. Non facevamo che perdere finanziatori e trovarne di peggiori, la FCC ci telefonava tutti i giorni, il produttore (lo avete conosciuto) tirava avanti a tranquillanti, e io non ero abbastanza energico. Incominciammo a ospitare liberi professionisti,funzionari, professori, commercialisti, discutemmo di libri e di questioni attuali, ci riducemmo al niente ma acquistammo popolarità.
Le raccontai qualcosa di tutto questo e tentai anche di darle un’idea del mio passato (volevo davvero che sapesse qualcosa di me). Le parlai della mia carriera accademica. Ne ero orgoglioso perché, una volta abbandonata la politica, mi ero iscritto all’università nel Middle West e nel giro di cinque anni mi ero laureato ed ero diventato prima assistente e poi professore incaricato all’università. E due anni dopo, rientrato a New York, avevo avuto una cattedra. Naturalmente tutte queste cose non vennero fuori con ordine, ma un episodietto qua e un aneddoto là, i nostri umori si lasciavano trascinare con un’indolenza di barche nell’ondeggiare di un porto, scivolando lungo la spina dorsale di ogni onda.
«Mangiamo» disse lei alla fine, e scese dal letto per cucinare due piccole bistecche, spaghetti e uova strapazzate. Cenammo; mi gettai sul cibo con avidità, mi ero scordato della fame che avevo, e alla fine, al caffè e alle sigarette, sembrò che fosse venuto il suo turno di parlare. Seduto a tavola, lei la sua veste da camera color carne avvolta intorno al corpo (mentre a me era stata offerta una vestaglia che doveva essere appartenuta a Shago martin), ascoltavo Cherry parlare di sé. Era stata allevata dal fratellastro e dalla sorellastra. Questo lo sapevo già. Il fratellastro aveva diciott’anni quando i genitori di Cherry erano rimasti uccisi in un incidente d’auto, la sorella maggiore sedici, lei quattro e la sorella minore uno. Il fratello era molto ammirato dai vicini perché faceva contemporaneamente due lavori diversi. Lavorava duro e teneva pulita la famiglia.
«C’era solo un piccolo inconveniente» disse Cherry  «se la faceva con la sorelal tutte le notti.». Scosse il capo. «Quando tornavo da scuola mi sembrava di sentire mio padre e mia madre che mi dicevano: “Di’ a tuo fratello di farla finita con quelle stupidaggini”. Poi, quando avevo otto o dieci anni, scoprii che in paese la gente sapeva benissimo quel che succedeva a casa nostra, ma che questo non sembrava danneggiare la nostra piccola solida rispettabilità. Io giocavo nei giardini delle altre bambine e loro ogni tanto venivano a giocare nel mio. E mio fratello si stava facendo una buona posizione. Non aveva molta simpatia per me e per la sorellina, anzi in un certo senso gli eravamo antipatiche, ma sapeva quale impressione poteva fare a una comunità di seicento bigotti l’assumersi a diciotto anni il peso di una famiglia. Ragionava proprio così. Anche prima di quell’età, aveva già grosse mascelle e un sigaro infilato tra i denti»
«Cosa fa adesso?»
«Lo sceriffo. L’ultima volta che ho avuto sue notizie era candidato al parlamento. Ho avuto la tentazione di mandargli una mia foto con Shago»

da “Un sogno americano” di Norman Mailer, traduzione di Ettore Capriolo,
1965, An American dream, Arnoldo Mondadori Editore, 1966. 

Questo è uno dei primi romanzi scritti da un americano che io abbia mai letto, ero un adolescente e avevo appena incominciato le scuole superiori, l’incipit è ancora più bello: “Ho conosciuto Jack Kennedy nel novembre del 1946. Eravamo entrambi eroi di guerra ed eravamo stati da poco eletti al Congresso. Una sera uscimmo con due ragazze, e per me fu decisamente una serata propizia. Sedussi una fanciulla che avrebbe accolto con indifferenza un diamante grosso come il Ritz”. Norman Mailer mi è sempre piaciuto per il suo stile diretto, senza mezzi termini, capace di dire le cose come stanno in modo crudo e allo stesso tempo capace di rendere una pietà senza commiserazione nel tutto. “Il nudo e il morto”, “I duri non ballano”, il suo più recente “Il fantasma di Harlot” sono libri bellissimi, dove la storia sporca dell’America si tinge degli stessi colori che diventeranno poi mestiere in scrittori come Ellroy o DeLillo. Un articolo del Times, parlando di Mailer iniziava così “Ha vinto 2 premi Pulitzer e avuto sei mogli”, proseguendo, “una volta Woody Allen per scherzare disse che quando Mailer sarebbe morto avrebbe donato il suo ego alla scienza”.

iscrizioni aperte fino al 29 novembre – Laboratorio teatrale “attore opera viva” dal 30 Novembre 2011 al 30 maggio 2012 / Fondo Verri/Teatro Blitz, Lecce


Fondo Verri/Teatro Blitz
Laboratorio teatrale “attore opera viva”
dal 30 Novembre 2011 al 30 maggio 2012

Il TeatroBlitz/Fondo Verri riprende il percorso laboratoriale sull’arte dell’attore condotto dall’attore-regista G. Piero Rapanà
Il corso è rivolto ad un massimo di 10 partecipanti che vogliano avvicinarsi al mestiere dell’attore in un lavoro pratico sulle tecniche e i modi del fare teatrale, e in particolare sul Teatro di Parola.
Un percorso di ricerca e sviluppo delle capacità espressive , percettive e creative del proprio essere corpo/voce, per acquisire gli strumenti necessari per un lavoro di creazione del proprio essere “ autore/attore”.
Un lavoro sull’ascolto, sulla percezione e scoperta delle capacità fisiche, sensoriali, emozionali , attraverso la pratica delle tecniche essenziali del lavoro attoriale.

Il corso avrà inizio il 30 Novembre 2011 e si concluderà il 30 Maggio 2012

Iscrizioni aperte sino al 29 Novembre 2011, tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 20,00

Per info. Tel. 3273246985 fondoverri

Giovedì 3 Novembre, Ore 20.30 – Libreria Feltrinelli Point a Lecce – Gianluca Milanese e Nicola Andrioli presentano TESSERE (Lizard CD)


Libreria la Feltrinelli Point – Lecce (Via Cavallotti 7/a)

GIANLUCA MILANESE e NICOLA ANDRIOLI
presentano GIOVEDÌ 3 ORE 20:30

“Tessere” (Lizard CD).

“Tessere” è il nuovo progetto discografico a cura del duo Nicola Andrioli (pianoforte) e Gianluca Milanese (flauto). Attivi sulla scena musicale nazionale ed internazionale da 20 anni, i due musicisti si ritrovano per dar vita ad uno spettacolo musicale incentrato sulle possibili sfumature timbriche dei loro strumenti.

Tutte le composizioni originali sono frutto del percorso musicale che ha caratterizzato la strada dei due musicisti fino ad ora: dalla musica classica al jazz, dalla popolare alla sperimentazione più radicale.

Il risultato è una vera e propria tavolozza di suoni che di volta in volta si compongono per creare paesaggi sempre nuovi. Tessere ha in realtà un doppio significato: tessere come tasselli di un mosaico variopinto e tessere come ordire una trama musicale basata sull’interplay e sulla ricerca timbrica.

Intervista a Luigi Milani, direttore di eTales, la nuova collana di Graphe.it Edizioni, con un’anticipazione


Ho il piacere di dare notizia delle ultime uscite di “eTales” (http://www.graphe.it/03-narrativa), la collana di narrativa digitale di Graphe.it Edizioni (www.graphe.it), approfittando per fare qualche domanda allo scrittore e giornalista Luigi Milani (http://www.graphe.it/milani-luigi), direttore editoriale della collana.

Come è nata l’idea di questa collana e perché la scelta di pubblicare racconti?

Da sempre appassionato di tecnologia, oltre che di letteratura, seguo da molto tempo l’epopea dell’ebook. Nel corso di questi ultimi anni si è verificata una promettente accelerazione nella diffusione di questo nuovo mezzo, una circostanza che ha convinto sia me che l’editore che forse i tempi fossero maturi per lanciare una collana interamente “digitale”, ossia in ebook.

Si è deciso di pubblicare racconti fondamentalmente per due ragioni: da un lato, perché pensiamo che la loro tipica lunghezza si sposi particolarmente bene con il tipo di apparecchi e le modalità di fruizione dei testi stessi. Dall’altro, quello che secondo alcuni è un limite dei racconti, ossia la loro presunta frammentarietà, ci sembra al contrario un punto di forza. Ad esempio ci piace molto l’idea di poter offrire testi leggibili nell’arco di uno spostamento in metropolitana o in autobus, o, perché no, nei vari tempi morti che spesso punteggiano le nostre giornate.

Francesco Verso (Premio Urania 2009) (http://www.graphe.it/verso-francesco) e Sandro Battisti (http://www.graphe.it/battisti-sandro) sono entrambi autori di racconti ambientati nel futuro sfruttato come lente per descrivere la realtà; avete in cantiere altre storie? Se sì, vi aprirete a altri generi?

Sì, abbiamo in programma parecchi altri racconti, di autori più o meno noti, e che spaziano tra i generi, dal thriller storico all’horror alla satira, senza tralasciare temi di denuncia, come è avvenuto per le prime uscite della collana, con i racconti di Valerio Varesi (http://www.graphe.it/varesi-valerio) e Andrea Franco (http://www.graphe.it/franco-andrea). Il mese prossimo invece – ti do un’anticipazione assoluta – sarà interamente al femminile, e vedrà due autrici misurarsi con storie noir e mistery. In definitiva, si può dire che l’unico discrimine è rappresentato dalla qualità della scrittura.

L’editoria digitale con l’avvento dell’ebook e il selfpublishing (youcanprint, lulu, etc.), insieme alla notizia che Amazon è diventato a tutti gli effetti un editore hanno dato più spazio agli autori togliendone agli editori, o questo secondo te potrebbe essere l’avvento di una fase ‘nuova’ in questo rapporto?

È presto per individuare le conseguenze che i fenomeni da te citati potranno riverberare sul mondo dell’editoria. In generale non credo però che rappresentino un pericolo, né per gli editori, né per gli autori. Certo, cambieranno certi equilibri, almeno per come li conosciamo oggi, e sono in molti, soprattutto tra gli editori, a temere la “potenza di fuoco” di un colosso come Amazon, ma personalmente sono ottimista. Sono anzi dell’avviso che crescerà l’offerta di titoli, offrendo nel contempo agli autori nuove possibilità di vedere pubblicata e/o diffusa la propria opera. Semmai, in questo periodo di transizione, si registra un certo nervosismo da parte degli agenti letterari, che paventano il rischio di vedersi “bypassati” nella filiera editoriale.

Per concludere, sento di poter rispondere affermativamente alla tua domanda: non solo, la “fase nuova” è già cominciata, e a breve mostrerà i suoi effetti. Non tutti i soggetti coinvolti li apprezzeranno, ma questo in fondo fa parte del gioco.

Per concludere, cosa consiglieresti a un esordiente che vuole pubblicare?

Innanzitutto, a monte di ogni mossa successiva, gli consiglierei di leggere molto, al fine di arricchire il proprio lessico, cominciare a comprendere i meccanismi narrativi e confrontarsi con gli inevitabili modelli. Quindi scrivere e… riscrivere il testo che si desidera sottoporre a eventuali editori, senza mai accontentarsi delle prime stesure. Fatto ciò, suggerirei al nostro autore di individuare quelle case editrici il cui catalogo mostri delle affinità con il testo da proporre. Tendenzialmente gli editori medio-piccoli hanno maggiore apertura o disponibilità nei confronti degli autori esordienti: è a loro che consiglio di rivolgersi. Semmai, ci sarà tempo per “crescere” in seguito.