Contro il logorio della vita post-moderna.


"Rassegna Bookatini … in maschera"

Francesco Pasca
"Di Maschera e di Simbolo"
Performance artistico-letteraria dello scrittore salentino Francesco Pasca

8 febbraio 2012 ore 21.00
presso "Cafè" – Via Italia Nuova 24 – Veglie (Le)

Combattono con l’autore Stefano Donno e Luciano Pagano

Dopo l’incontro con Franco Ungaro e il suo viaggio nella "Lecce sbarocca" continuano le attività culturali di “Cafè” a Veglie, in Via Italia Nuova 24 anche per il mese di febbraio. La rassegna dal titolo “Bookatini … in maschera!” partirà l’8 febbraio e proseguirà nelle giornate del 15 e del 21 febbraio e avrà come fonte di ispirazione una maschera appartenente alla storia del teatro popolare, classico e moderno.
La serata dell’8 febbraio si ispirerà a Pulcinella, la cui maschera per l’appunto, ha un significato che va al di là della storia dell’arte, e simboleggia la voglia di rivincita e riscatto del popolo nei confronti dei potenti. Verrà appositamente realizzata una degustazione ispirata alla tradizione culinaria della maschera protagonista della serata. Per questa occasione il protagonista sarà uno dei più stimati "provocatori" della scena culturale salentina, Francesco Pasca, che con l’arte e l’ironia del suo scrivere renderà omaggio al tema della serata con una performance artistico-letteraria.
Stefano Donno e Luciano Pagano terranno tenzone con Francesco Pasca, assistendo alla performance, discutendo insieme all’autore delle sue opere, intervistandolo e presentando al pubblico il succo della sua produzione.
Francesco Pasca, pittore, poeta, scrittore, giornalista, è attivo sulla scena letteraria e artistica, personaggio sempre fervido di spunti per la discussione e, soprattutto, intellettuale senza remore, lettore attento della realtà e di ciò che lo circonda. Ha pubblicato diversi libri tra i quali "Eu-topos" (Il Raggio Verde) e "Il gesto" (Lupo Editore). Insieme a Maurizio Nocera e Francesco Carrozzo è ‘estensore’ di "Diversalità poetiche", rivista di poesia a tiratura limitata pubblicata periodicamente e incentrata su un tema che viene affrontato, dai diversi autori, numero dopo numero.

Domenica 5 febbraio 2012 il Tg1 incoronerà la scrittrice Vittoria Coppola, autrice del libro dell’anno “Gli occhi di mia figlia”


Il caso editoriale dell’anno è il libro di una ventiseienne salentina, Vittoria Coppola: Gli occhi di mia figlia (Edizioni Anordest/Lupo Editore). A dirlo non una giuria di intellettuali, ma la rete, a suon di voti, più di 160.000 per la precisione. A proclamarla la redazione del Tg1 con un servizio che andrà in onda domenica 5 febbraio 2012 dopo il Tg delle 13:30 su RAI1.

CONCORSO ON LINE Ogni anno in gennaio la rubrica libri del Tg1, “Billy il vizio di leggere”, in onda la domenica in coda al tg delle 13:30, indice un concorso per eleggere il miglior libro dell’anno. L’incoronazione del vincitore di quest’anno è attesa domenica 5 febbraio, quando sarà messo in onda il servizio su Vittoria Coppola, autrice di “Gli occhi di mia figlia” (Edizioni Anordest/Lupo Editore). Il concorso è semplice: la redazione sceglie 10 titoli e li getta in pasto alla rete, dando la possib ilità di votarli direttamente dal sito de Tg1. L’anno scorso l’ha spuntata Antonio Pennacchi, quello precedente Roberto Saviano.

UN TALENTO DALLA RETE Quest’anno, dopo 581.000 voti (record della trasmissione), vince Vittoria Coppola, classe 1986, con “Gli occhi di mia figlia”, edito da Edizioni Anordest e Lupo Editore. Dietro di lei, tra gli altri, gente come Carofiglio, Maraini, Buttafuoco, Pansa. Sorprendente è dir poco. Oltre il 28% di preferenze significa oltre 160.000 clic a favore di un libro che, in qualche modo, ha scatenato un furioso passa parola nella rete che ha decretato la vittoria di Davide contro Golia, sparigliando le carte e rovesciando facili pronostici. Vittoria Coppola quindi non solo è una giovane scrittrice che promette di essere uno dei casi letterari del 2012, ma rappresenta la versione italiana nel campo editoriale di una delle tante storie ormai diffuse a livello mondiale di successi f igli della rete e del passaparola.

LA RAGAZZA DELLA PORTA ACCANTO Già docenti universitari si lanciano ad analizzare il fenomeno, ma forse la chiave è nella simpatia anche telemantica che Vittoria Coppola ha saputo trasmettere, oltre che nei confronti della storia da lei raccontata, che “parla di un rapporto conflittuale tra madre e figlia, dal respiro classico ma di una freschezza contemporanea”, anche nei suoi personali confronti: è la ragazza della porta accanto, che pubblica un libro per un editore indipendente, che senza raccomandazioni ottiene una possibilità, quella di confrontarsi con grossi nomi del mercato editoriale, e li straccia.

SEMPRE PRIMO Per i maligni e per i curiosi che si chiedono come Vittoria Coppola e il suo “Gli occhi di mia figlia” possa essere arrivato alla selezione fatta da Billy e dalla redazione del Tg1 la spiegazione è semplice: lo stesso conduttore, Brun o Luverà, ne aveva letto, e bene, nella rete. Ancora una volta lei, la rete. Il giornalista si è poi appassionato tanto alla storia e alla scrittura, alla sua freschezza, che ha convinto la redazione a cambiare un po’ il concorso, ai soliti dieci in lizza per il titolo di miglior libro dell’anno ne ha voluto aggiungere un unidicesimo, figlio proprio della rete, a svecchiare una formula che già nella sua apertura al voto on line dimostra la disponibilità a rischiare e rinnovarsi. Sin dall’inizio “Gli occhi di mia figlia” si è imposto in cima alle preferenze, salvo alcune discese al secondo posto. C’era nell’aria sin dal principio che stesse accadendo qualcosa di inaspettato. Così è stato: Vittoria Coppola si ritrova ad essere l’autrice del “Miglior libro dell’anno”.

VITTORIA COPPOLA Nata nel 1984 a Casarano in provincia di Lecce, Vittoria Coppola &eg rave; laureata in Lingue e Letterature straniere e lavora come receptionist in un albergo del Salento. “Gli occhi di mia figlia”, un romanzo breve di meno di 150 pagine, racconta con freschezza un intrigo familiare, al centro il rapporto tra madre e figlia. Una storia che piace, semplice e mai banale, i sentimenti al centro dell’azione. Uno di quei libri che una volta chiuso lascia qualcosa nel lettore, non è acqua fresca, ma pura.

UN CASO EDITORIALE Ora per il libro si apre una nuova vita. Ad editarlo Edizioni Anordest e Lupo editore, due editori indipendenti, l’uno veneto, l’altro salentino, fuori dai grandi gruppi editoriali ma distribuiti a livello nazionale. “Gli occhi di mia figlia” potrebbe arrivare in classifica, già la prima ristampa porta a 10.000 le copie diffuse. Nel frattempo il fenomeno Vittoria Coppola sembra già essersi consolidato: ennesima creatura di talento cresciuta in quel Salen to che ultimamente ha saputo generare in campo artistico nomi che si sono imposti a livello nazionale, manifestazione di un rinnovamento culturale, di un territorio dove si è in grado di trasformare la cultura in sistema. Già un quotidiano le ha offerto una rubrica, già in cantiere un nuovo libro, nel frattempo il “Gli occhi di mia figlia” si prepara ad essere uno dei casi editoriali di questo 2012.