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Musicaos rivista di letteratura dal 2004, dal 2014 Musicaos Editore. Leggere migliora. Salento, Puglia, Italia.

Radere al suolo l’Ilva…e al suo posto


Radere al suolo l’Ilva, ricoprire l’area con pannelli fotovoltaici, ridistribuire la produzione in eccesso di energia elettrica così venduta a tutti gli operai, costruire un museo dedicato all’Ilva, ridistribuire tutti i proventi delle azioni del museo alle famiglie degli operai.

Se credete che gli operai pugliesi ci mettano troppo tempo chiamate i loro colleghi cinesi, abituati a costruire autostrade in un paio di mesi, così riparte l’Italia. E se non ripartiamo così…mi ricordo ancora dell’ultima visita del Papa a Lecce, prima della quale per ricostruire cinquecento metri di SS16 all’altezza di Cavallino ci vollero sei mesi; venni a sapere che in Cina, in soli sei mesi, era stata costruita un’autostrada di non ricordo quante centinaia di chilometri.

Ecco, Radere al suolo l’Ilva, ricoprire l’area con pannelli fotovoltaici e impianti di riciclaggio differenziato dei rifiuti, farne la centrale per la produzione di energia pulita più grande d’Europa, roba da farci venire in visita i bambini con le scolaresche, da tutta Europa. Pannelli fotovoltaici, energia elettrica pulita su un’area grande quanto tutta l’Ilva, e l’energia che viene prodotta in eccesso viene venduta, e ogni mese spedire agli ex-operai, ora addetti alla manutenzione del mega impianto fotovoltaico, uno stipendio generoso.

Radere al suolo l’Ilva, e al suo posto…

24 Luglio 2012 – Angela Leucci e Gianluca Conte al Liceo Capece di Maglie


“Café des artistes” di Angela Leucci e
“Danza di nervi” di Gianluca Conte (Lupo editore)

martedì 24 luglio 2012 ore 21,00
Liceo Capece di Maglie (Piazza Aldo Moro a Maglie in provincia di Lecce)

Presenta gli autori Paolo Merenda

Café des artistes di Angela Leucci e Danza di nervi di Gianluca Conte (Lupo editore) saranno presentati da Paolo Merenda in un unico appuntamento martedì 24 luglio 2012 alle 21,00 presso il liceo Capece di Maglie (Piazza Aldo Moro a Maglie in provincia di Lecce).

Cafè des artistes di Angela Leucci – Una bionda detective argentina, un caffè letterario, lo strano omicidio di un pusher. Sono solo alcuni degli elementi di “Café des Artistes”, romanzo breve che apre il ricco scenario ai personaggi racchiusi in questa raccolta. Una galleria di suggestioni, in cui il folle Michele Lamorte scolpisce nella pietra l’immagine della moglie morta e il motto “Beati quelli che non hanno storia”, un’insegnante costruisce dentro di sé l’aberrazione per i lunedì, due gemelle uccidono per essere felici e due gemelli si danno all’incesto per liberare il mondo dal male. Come nei Menecmi plautini o nei film di Peter Greenway, anche le immagini simmetriche nascondono storie inenarrabili, tutte da leggere.

Angela Leucci – Incantatrice di serpenti, go-go dancer, blogger e giornalista, Angela Leucci è lo pseudonimo infelice dietro cui si nasconde Clarita Lasalerosa, l’eroina di questo romanzo. Attualmente è corrispondente per i quotidiani “La gazzetta del mezzogiorno” e Otranto Oggi, il settimanale Belpaese e per il portale DireDonna. Ha pubblicato con Akkuaria “Nani, ballerine e altre suggestioni” ed è stata finalista al concorso “Streghe e vampiri” di Giovane Holden Edizioni. Suoi racconti e poesie sono comparsi nelle raccolte “31 piccoli scatti & scritti” di Linea BN Edizioni ed “Eroticoamore” di Albus, e nella miscellanea “Note di storia e cultura salentina” della Società di Storia Patria per la Puglia.

Danza di Nervi di Gianluca Conte – Gianluca Conte ricorda, a chi dimentica l’origine del raccogliere versi, quell’andare a costituire una ‘raccolta poetica’ come gesto che presuppone una semina antecedente alla scrittura. Questa ‘danza di nervi’ oscilla tra Mondo e Terra, dove il Mondo è inteso come la rete di rapporti sociali che sono un furto dell’esistenza ‘vera’ e la Terra è il nostro luogo di origine, il luogo dove siamo destinati a tornare, “[…] mi copro d’argilla e ferro/per non dimenticare/ che appartengo alla terra/ma strizzo l’occhio al cielo”. Il rapporto lacerante tra l’individuo e le convenzioni sociali è uno dei temi più ricorrenti, la finzione della maschera che ricopre la vita(torneranno come “Facce sciolte di cera”), è la stessa di “Un ordito fatto male, indossato come a caso,/un vestito cucito addosso senza ben misurare/la distanza che passa tra il tuo cuore e l’infinito.” Dopo Insidie e Il riflesso dei numeri, la conferm a di un percorso poetico che fonda la sua concretezza nell’equilibrio tra lirismo poetico e impegno sociale.
(Luciano Pagano)

Gianluca Conte – Nato a Galugnano (Le) nel 1972. Laureato in filosofia, è poeta, scrittore, operatore culturale. Con il Centro Studi Tindari Patti ha pubblicato la silloge Il riflesso dei numeri (2010), finalista al concorso nazionale “Andrea Vajola”. Con Il Filo Editore, ha pubblicato Insidie (2008).

Info
Lupo Editore
0832.949510

Questa settimana ho seguito il consiglio di Ferris


Questa settimana ho seguito il consiglio di Ferris, e non ho letto nemmeno un giornale, non ho sfogliato nessuna pagina web di notizie, mi sono alienato dal mondo e ho pensato soltanto a me stesso, mi sono concentrato sul mio lavoro e ho fatto il possibile per sentirmi al centro di ciò che facevo. Arrivato a venerdì notte, quasi le due, mi rendo conto che non mi è mancato nulla.

Certo, qualche foto degli scontri di Madrid l’ho vista, perché sono capitato su facebook una decina di minuti, per il resto nulla. Quando ho acceso la televisione, sempre dieci minuti a pranzo e altrettanti per prendere sonno, non ho visto nessun notiziario, soltanto repliche di vecchie serie televisive.

Funziona, se ci riuscissi per un altro mese credo che sarebbe sufficiente per recuperare una dimensione più terrena del mondo, quella dimensione, ad esempio, per cui leggere Sun Tzu ha lo stesso identico valore, indipendentemente dal mondo che mi circonda, indipendentemente che si tratti del luglio 2012 o del luglio 1885.

I’M WHERE I LIVE di Emanuele Spano tra i 19 finalisti al GIA_Global Innovator Award 2012-2013


I’M WHERE I LIVE di Emanuele Spano tra i 19 finalisti al GIA_Global Innovator Award 2012-2013

Fino al 22 luglio il pubblico potrá votare inviando una mail: a paola.melis@ilsole24ore.com indicando nell’oggetto: GIA 2012 – punto vendita Emanuele Spano

Una nuova competizione targata Sole 24 Ore per il designer Emanuele Spano che con il suo studio-bottega I’m Where I live, situato a Muro Leccese, è tra i 19 finalisti al Global Innovator Award 2012/2013. La competizione è riservata ai punti vendita di oggettistica, articoli per la casa, tableware e kitchenware ed è organizzata dalla rivista Casastile (Gruppo Sole 24 Ore).

Oltre al premio assegnato dalla giuria di esperti, Spano concorre anche per il premio del pubblico "MY STORE 2012". C’è tempo fino al 22 luglio per sostenerlo. Per votare basta inviare una mail a: paola.melis@ilsole24ore.com, indicando nell’oggetto: GIA 2012 – punto vendita Emanuele Spano. Il punto vendita vincitore parteciperà di diritto al Gran Galà internazionale di Chicago a marzo 2013 per rappresentare l’Italia alla finale del contest internazionale.

I’m Where I Live, già vincitore del premio del pubblico agli US AWARD 2012 – Sole 24 Ore, é uno spazio che unisce design e fantasia: uno studio, che include un’ampia zona relax e uno showroom, costruito principalmente con pietra leccese e arredato con oggetti di design di importanti aziende.

Una costruzione eco-friendly con soluzioni per il risparmio energetico e utilizzo di materiali a km zero, reperibili sul territorio stesso, e con una particolare sistema di ventilazione interamente naturale.

http://www.living24.it/gia-2012-punto-vendita-emanuele-spano-c-muro-leccese-le/0,1254,58_ART_7042,00.html

www.emanuelespano.it

“Il filosofo Immanuel Kant, la Cancelliere Angela Merkel e la necessità di un cambio paradigma politico.” intervento del Prof. Apostolos Apostolou


Il filosofo Immanuel Kant, la Cancelliere Angela Merkel e la necessità di un cambio paradigma politico.

La crisi è sempre questione di causalità di squilibrio tra cause ed effetti, e trova o meno la sua soluzione in un riaggiustamento delle cause. Oggi parliamo di crisi economica. Secondo Marx le crisi economiche sono crisi di sovrapproduzione che tendono ad aggravarsi ad estendersi. La crisi proviene dal capitalismo dirà Marx, perché il capitalismo è caratterizzato da contraddizioni la più importante e’ la caduta tendenziale del saggio medio di profillo cioè il rapporto tra il plusvalore e il capitale globale investito: (p=Pv/c+v). Per Ricardo invece la crisi è una conseguenza finale che matura lentamente in conseguenza dell’ accumulazione.

La prima fase del capitalismo è la accumulazione pre-capitalista. Abbiamo la prima fase di capitalismo dalle città-stato del periodo medievale. In tale realtà si sviluppò pienamente in i suoi presupposti essenziali: dalla libertà concorrenza all’accumulazione indefinita della ricchezza finanziaria, dal calcolo razionale del profitto alla ricerca di sempre nuovi sbocchi commerciali. (M. Weber sostenne che nel Medioevo esistevano persone ebree che avevano accumulato grandi patrimoni con il commercio e l’ attività finanziaria).

La seconda fase è il capitalismo nel XVI secolo. Nacque una forma completamente nuova di capitalismo. Gli artefici del capitalismo moderno, a differenza loro, erano uomini (non sempre Ebrei) votati alla loro missione, non spinti dall’amore per il “Dio denaro”: anzi, l’accumulazione della ricchezza era soltanto un sottoprodotto casuale, quasi non voluto, della loro attività. Essi, sempre secondo Weber, erano ispirati da una disciplina morale, (mise etica protestante e moderno spirito del capitalismo in rapporto di causa/effetto) una “ascesi mondana”, che li spingeva ad identificare la loro religione con il metodico adempimento della loro vocazione o professione e, incidentalmente, ad accumulare ricchezze che potevano investire solo in quella vocazione, dato che rifiutavano ogni forma di lusso, di sperpero, di ambizione sociale. Egli non sostenne che Giovanni Calvino e gli altri maestri protestanti avessero direttamente propugnato il capitalismo o i metodi capitalistici, né che l’insegnamento di Calvino sull’usura avesse esercitato qualche influenza sulla nascita del sistema capitalistico: in realtà, egli rifiuterà.
Però il protestantesimo esprime la disciplina uniforma. Nel concetto protestante venivano a combinarsi le idee di professione e vocazione compito (come canone di E. Kant) consacrato dai fatto che e’ Dio che ci chiama a svolgerlo. Che altro è la disciplina di bilancio? E il patto di stabilità e crescita? Il compito il canone.

Il premier Mario Monti dirà: «L’Italia punta al pareggio di bilancio nel 2013. Per riuscirci è necessario evitare politiche keynesiane illusorie e di vecchio stampo che favoriscano espansione di deficit di bilancio». Qui abbiamo il pensiero di economia di protestantesimo. Un canone, un compito. Il canone del giudizio morale in generale per ricordare E. Kant. Il canone è il centro dell’ economia tedesca di Merkel. Cosi l’ economia non e’ inclinazione, ma e’ imperativo. Ricordate cosa scriveva E. Kant (il Mose della nazione tedesca) per l’ imperativo. Tutti gli imperativi sono espressi da un dover essere [Sollen] , secondo Kant, e denotano il rapporto di una legge oggettiva della ragione con una volontà che, per la sua costituzione soggettiva e’ determinata. Quando penso, un imperativo – dirà Kant- in generale non so ciò che conterrà finché non ne sia data la condizione. Se invece penso un imperativo categorico, so immediatamente che cosa contiene. Infatti l’ imperativo non contiene che la necessità, per la massima (cioè, la regola pratica secondo Kant, il principio valido per ogni essere ragionevole, secondo cui esso agire, cioè un imperativo) di essere conforme a tale legge, senza che la legge sottostia a nessuna condizione; di conseguenza non resta che l’ universalità d’ una legge in generale, a cui deve conformarsi la massima dell’ azione, ed e’ soltanto questa conformità che l’ imperativo presenta propriamente come necessaria. Qui abbiamo questo che dice S. Zizek più obbedisci al comando del Super-io, e più sei colpevole. Cosi l’ economia oggi, diventa come il Super – io che rappresenta la censura morale della coscienza l’insieme dei divieti sociali derivante dall’ identificazione con il mercato (il padre secondo psicoanalisi) le sue regole.

L’ubbidienza val più del sacrificio . L’ economia e’ l’ assolute’o dovere, è la uniformazione planetaria di unificazione del mondo sotto il segno dell’ Occidente. Nella società postmoderna l’ individuo e’ completamente isolato in un sistema che manipola il suo immaginario tramite la pubblicità e la propaganda. Il suo comportamento tradisce un conformismo assoluto un obbedienza a tutte le mode. Possiamo parlare ancora di economia ? Con il senso che aveva nell’ analisi classica o marxista, assolutamente no. Perché il suo motore non è più l’ infrastruttura della produzione materiale, ne’ la sovrastruttura bensì la destrutturazione del valore, la destabilizzazione dei mercati e delle economie reali.

L’economia cessa di esistere sotto i nostri occhi, si trasforma da se stessa in un debito-economia della speculazione,(diviene necessità o omotropia. Ha il carattere del bisogno, con significato di domanda, ovvero connette il soddisfacimento del bisogno con qualcun altro che soddisfa il bisogno, come la banca) che si spende gioco la legge del valore, le leggi del mercato, la produzione, il plus-valore, la logica classica del capitale.
Cosi il debito diviene un satellite della terra, il debito comincia a entrare in orbita e prende a circolare da una banca all’ altra, da un paese all’ altro. L’ economia oggi, – possiamo vedere che cosa succede n Europa- e’ un’ economia virtuale. Gioca con una curva di flessione, e non funziona come volontà politica ma come ricatto. In Europa per esempio pare che interi paesi siano stati paesi in ostaggio da emissari di un noto gruppo terroristico la B.C.E. i cittadini in Europa vivono la Sindrome di Stoccolma, cioè quella condizione psicologica che porta le vittime a solidarizzare con i carnefici.

Eppure l’ ellenismo durante il periodo pre-etnocratico ha sviluppato un altro sistema economico. La Grecia non è mai passata attraverso feudalesimo, e aveva un carattere cosmopolitico, proprio durante l’ epoca bizantina. La città oligarchica, partecipa al processo politico attraverso l’ intermediario dalle Koina, sono, i locali o settoriali, cioè un sistema economico che fa dipendere la relazione tra lavoro e capitale, non dalla proprietà (non abbiamo il periodo pre-etnocratico la piena proprietà ma la nuda proprietà) ma dalla partecipazione in partenariato di ciascuno sulla base del proprio contributo al processo di produzione.

Questa filosofia collega la verità con la democrazia e con la chiesa (la chiesa rappresenta il demos, in Grecia antica), con l’ esercizio comune della relazioni di comunione della vita. E’ l’ synamfoteron (συναμφότερον parola che troviamo da Aristotele a Gregorio Palama) cioè l’ ambedue insieme. Nessuna autorità, nessuna rivelazione costruttiva garantisce secondo ragione la verità. La verità si raggiunge soltanto con l’ esercizio delle relazioni secondo ragione .In medioevo greco, e proprio di testi dei Padri della chiesa ortodossa abbiamo la parola αλληλοπεριχώρηση cioè la reciproca inter-penetrazione. La parola esprime che la politica mira a liberare l’ essere umano, a permettegli di accedere alla propria autonomia per mezzo di un’ azione collettiva la quale ha come oggetto la trasformazione delle istituzioni. Questo pensiero politico si chiama apofatismo della tradizione gnoseologica greca. Comprende il rifiuto di esaurire la conoscenza nella sua formulazione, anche il rifiuto di identificare la comprensione dei significanti con la conoscenza dei significati.

Per esempio Giovanni Crisostomo e Ambrogio si opposero decisamente al despotismo imperiale in quanto strumento di oppressione e di corruzione della gente semplice. L’ortodossia greca parla di azione di ingiustificato arricchimento. Le grandi ricchezze – ripetono i Padri – sono sospette: da dove vengono se non dall’ ingiusto sfruttamento dei poveri (Basilio Magno). Nella società greca era fondamentalmente una sympoliteia, e si basava sul sistema delle koina –città. (Teologo Gregorio parlerà per l’ isonomia e la ricchezza. La parola isonomia, dal greco iso, cioè uguale e nomos, cioè legge, indica l’ uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge). Il concetto di sympoliteia definisce le uomini di città – stato che nascono nel III secolo essenzialmente nella Grecia metropolitana fino ai primi leaders della Guerra di Indipendenza.

Molti in Europa parlano di riordinamento dell’ Europa e pensano organizzano una nuova Santa Alleanza come il Cancelliere Austriaco Metternich, l’ uomo che in pratica elaborò tutte le clausole den nuove realtà politica. Merkel assomiglia con Metternich, sogna un Impero che sorge dalla dissoluzione degli Stati – nazione, una forma paranoide di sovranità come definisce Edgar Morin. Oggi Merkel ha una visione totalizzante e livellatrice della politica,(sono i grandi racconti di salvezza secondo anti-modernista ideologia di volskich) vede la politica come inglobamento assorbente della vita. I’ idealismo politico tedesco o l’ anti-modernista ideologia Volskich non può capire che la politica suppone sempre un’ ipotesi, un punto di vista.

Apostolos Apostolou
Apostolos Apostolou, Dottorato in Filosofia, Professore di Filosofia Università Panteion Atene (Universita di Scienze Politiche e Sociali). Visiting Professor all’Università di Padova Facoltà Lettere e Filosofia, Cattedra Letteratura Neogreca. Direttore dell’ Istituto Universitario di Studi Filosofici.

22 GIUGNO – 12 LUGLlO 2012: a Bentivoglio (BO) è di scena “EFFETTO CONTADINO 2012. L’immagine del mondo rurale nel cinema”


Comune di Bentivoglio
Provincia di Bologna

Con il sostegno di Emilbanca, Cia
Con la collaborazione di Filmoteca Regionale Siciliana
Edizioni Kurumuny
Irtem

Organizzazione a cura de l’Ass. Culturale Il Temporale e Istituzione Villa Smeraldi

Effetto Contadino 2012
L’immagine del mondo rurale nel cinema

Bentivoglio
22 giugno – 12 luglio 2012
Incontri e proiezioni

Kurumuny presenta

“Stendalì” di Cecilia Mangini
“Fata Morgana” di Lino Del Fra
“La taranta” di Gianfranco Mingozzi
“Ritorno a Kurumuny” di Piero Canizzaro

22 giugno alle ore 21,30 in Piazza Pizzardi a Bentivoglio (Bologna)

Intervengono: Mirko Grasso (curatore della collana Fotogrammi delle Kurumuny Edizioni)
Gian Paolo Borghi (Presidente del Gruppo di studi Pianura del Reno).

La casa editrice Kurumuny sarà una delle voci protagoniste dell’incontro del 22 giugno alle ore 21,30 in Piazza Pizzardi a Bentivoglio (Bologna) nell’ambito della rassegna “Effetto Contadino 2012 – l’immagine del mondo rurale nel cinema”. L’appuntamento prevede due momenti con la proiezione dei film-documentari Stendalì di Cecilia Mangini (Italia,1960); Fata Morgana di Lino Del Fra (Italia,1961); La taranta di Gianfranco Mingozzi (Italia,1962); Ritorno a Kurumuny di Piero Canizzaro (Italia, 2004) in collaborazione con la casa editrice di Calimera (LE). Un secondo momento della serata realizzato in collaborazione con l’Irtem Istituto di ricerca per il teatro musicale di Roma prevede la proiezione dei film.documentari La passione del grano di Lino Del Fra (Italia,1960); Magia Lucana di Luigi Di Gianni (Italia,1958). Intervengono Mirko Grasso (curatore della collana Fotogrammi delle Kurumuny Edizioni) Gian Paolo Borgh i (Presidente del Gruppo di studi Pianura del Reno).

Kurumuny Edizioni – KURUMUNY, dal grico germoglio d’ulivo, ramo giovane, rappresenta una solida realtà che affonda le radici nel territorio, sospesa fra sedimenti di antichità e orizzonti futuri. KURUMUNY edizioni nasce nel 2004, in un Sud animato da un fermento culturale che nel 2001 è stato linfa vitale dell’omonima rivista di cui la casa editrice è naturale proiezione. Abbiamo mosso i primi passi spinti dall’idea di restituire all’editoria un processo creativo e culturale: quest’idea è diventata la nostra vocazione consolidata nel tempo. Un percorso caratterizzato dalla cura artigianale nella costruzione del libro, dall’attenzione agli autori, dalla ricerca del particolare grafico, perché pensiamo che bisogna restituire l’editoria alla sua dimensione umana, al testo la bellezza tattile: il piacere del suo possesso. Il catalogo ha saputo conquistare segmenti di mercato inesplorati, proponendo tito li che spaziano tra etnomusicologia, saggistica e narrativa d’inchiesta.
Siamo convinti, oggi più che mai, che sia importante conoscere le nostre radici, per guardare senza paura al futuro, ponendoci come obiettivo una più larga diffusione della cultura.

Info
Telefono: 0832801528
Cellulare: 3299886391
Kurumuny

Effetto contadino 2012 – Sulle tracce di Vittorio De Seta

Prosegue la ricerca sull’immagine rurale nel cinema. Al centro della rassegna 2012 è la figura di Vittorio De Seta, scomparso nel novembre dello scorso anno. Non una rassegna a lui dedicata, ma piuttosto un tentativo di seguire le tracce del suo lavoro, tra aderenza o meno del cinema di finzione alle effettive pratiche della vita contadina, rappresentazione delle relazioni tra gruppi e persone, capacità di raccontare anche la dimensione simbolica, dei riti, dei racconti, delle auto-rappresentazioni.
Si confronteranno quindi due sguardi, che alla fine della stagione del neorealismo (in cui il cinema di finzione sembrò assolvere anche al compito di documentare), riacquistarono reciproca autonomia: lo sguardo documentario, che in ogni caso non è mera registrazione ma costruzione di un racconto delle realtà osservate, e lo sguardo cinematografico in cui l’ordine dei fattori sembra invertirsi e il racconto diviene la concretizzazione di una particolare visione dell’autore. La rassegna propone quindi alcuni esempi del cinema di De Seta, in cui lo sguardo documentaristico (gli splendidi filmati degli anni “50, a colori e in cinemascope) e quello di finzione (un Banditi a Orgosolo in bianco e nero con attori non professionisti) sembrano convivere positivamente e informarsi a vicenda. Un altro esempio di esito cinematografico del lavoro documentaristico sarà Gli Ultimi di Vito Pandolfi, un ritratto del duro mondo contadino friulano. Per il lavoro documentaristico si darà conto, invece, dei registi che nello stesso periodo di De Seta si dedicarono alla rappresentazione di vite e pratiche delle campagne, soprattutto al sud (Lino Dal Fra, Luigi Di Gianni, Cecilia Mangini, Gianfranco Mingozzi) con proficue relazioni – anche dirette – con gli studi antropologici di Ernesto De Martino e le ricerche etno-musicali di Diego Carpitella.
Il recente Le quattro volte di Michelangelo Frammartino, riprende ambientazioni già presenti in De Seta, con soluzioni narrative di grande coinvolgimento che superano la differenza tra documentario e finzione. Chiude la rassegna un film “lontano”, ma visto ed amato da De Seta, Furore di John Ford, tratto dal romanzo di John Steinbeck, probabilmente uno dei pilastri dell’immaginario rurale americano.
Il programma è stato curato da Massimo Pancaldi (Associazione Il Temporale)

Lecce – 3 Giugno 2012 – Il Salento gastronomico incontra l’Università della Terza Età di Cosenza


Il Salento gastronomico incontra l’Università della Terza Età di Cosenza

Il percorso del Gusto salentino con lo chef Ivano Vergari
3 giugno ore 13,00
Loft Gambero Rosso
Via Brancaccio (P.Ta San Biagio)

Il Salento terra di grande vocazione turistica e culturale sarà la protagonista principale di un tour tra la cultura storica, paesaggistica e naturale organizzato dall’Università della Terza Età di Cosenza. Un percorso dunque nel capoluogo salentino (tappe obbligate la Basilica di S. Croce, il Duomo, e un mini percorso per lo studio delle tecniche di lavorazione della cartapesta nelle principali botteghe artigianali di Lecce per carpirne bellezza e segreti), e nei più bei luoghi marittimi della provincia.
L’UNITER, Università della Terza Età di Cosenza è stata istituita dall’ISAS nel 1983, su iniziativa di Mario Pedranghelu al fine di creare tutte le condizioni di sapere e apprendimento per l’anziano al fine di comprendere con più capacità critica la realtà anche attraverso lo studio “sul campo” (proprio come la visita programmata a Lecce) di dinamiche relazionali, personali, culturali e sociali.
Presso “Il Gambero Rosso” di Lecce in via Brancaccio (P. Ta San Biagio) lo chef Ivano Vergari (da oltre trent’anni chef leccese di rilievo nazionale) incontrerà il corpo studentesco e i docenti dell’Università della Terza Età di Cosenza per un itinerario del gusto tra i principali piatti della cucina salentina, con un approccio storico all’evoluzione delle ricette stesse nel tempo.

Info
http://www.gamberorossolecce.it/

27 Aprile 2012 – Astràgali Teatro – L’eloquenza della luce. Intorno alla poesia di Angelo Lippo. Teatro Paisiello


L’eloquenza della luce. Intorno alla poesia di Angelo Lippo

Venerdì 27 aprile alle 19.00
Letture e testimonianze.
Una scrittura militante e una poesia civile impegnata contro la devastazione ambientale di Taranto.

Interventi di
Antonio Errico, Antonella Lippo, Antonietta Fulvio, Fabio Tolledi

“Ogni cosa prende possesso di sé a smentire ogni dubbio, ogni certosina attesa, soffiata sul triangolo delle ore. Si estenua il bisogno di domande nel groviglio di un mistero che non tace. D’estate parla forte l’eloquenza della luce”.

Sono alcuni dei versi che Angelo Lippo, scrittore, saggista, critico d’arte, poeta tarantino, scomparso nell’agosto del 2011, aveva consegnato al Raggio Verde Edizioni per Se non matura la spiga, suo ultimo libro.

E L’eloquenza della luce, intorno alla poesia di Angelo Lippo è il tema dell’appuntamento di venerdì prossimo 27 aprile al Teatro Paisiello di Lecce, inizio ore 19, nell’ambito del calendario di Astràgali Teatro per “Teatri Abitati”, in collaborazione con Il Raggio Verde. Nato, come amava ripetere, “sulle rive dello Ionio” nel 1939 nel giorno di San Martino e “nipote di carrettiere”, Angelo Lippo, che Raffaele Nigro definisce “il maggior poeta dell’ultimo Novecento tarantino”, alternava alla scrittura poetica una densa attività di saggista, critico d’arte, curatore di rassegne e di tutto questo rimane traccia feconda e preziosa non solo nei numerosi volumi di poesia ma anche in alcuni importanti rassegne di arte contemporanea, dalla lontana Proposta ’70 fino a Identità del Contemporaneo e Arte in Salento, oltre che in articoli e fogli sparsi sulle numerosissime riviste e quotidiani territoriali con cui collaborava (tra gli altri, Corriere del giorno, Puglia, La Gazzetta del Mezzogiorno, Nuovo Quotidiano di Puglia, L’informatore librario, Pietraserena, La Vallisa, Quinta generazione).

Attento osservatore della produzione poetica e letteraria pugliese, dalle pagine di Porto Franco, la rivista d’arte e letteratura da lui diretta dal 1985, imbastiva “sguardi sulla poesia contemporanea” (ultimi quelli su Arrigo Colombo, Anna Marinelli, Rita Marinò Campi, Rita Santoro Mastrantuono, Edio Felice Schiavone), e anche nella lettura critica emerge l’urgenza di una scrittura militante, vigile e inquieta. Una poesia civile, come è evidente proprio in Se non matura la spiga, nella sezione titolata Inediti 2009-2010, aperta con una Ballata per Aligi Sassu e poi interamente volta a dire di Taranto, la “sua città”: una Taranto offesa, dilaniata, depredata, dove diossina è il nemico mortale, la polvere sottile che uccide, impedendo ogni idea di futuro, e giocando il sottile pesantissimo ricatto di un lavoro a costo della vita. E già negli anni ’70 la poesia di Lippo denunciava le morti bianche dell’Italsider con il poemetto Requiem bianco e con versi come questi: “La mia città ha un cuore tenero/ anche se produce acciaio…”.

Così, se a proposito di Origini, raccolta pubblicata nel ’97, Donato Valli aveva potuto parlare di una poesia “essenziale, asciutta, meditata, portata al limite estremo di una sponda oltre la quale, dal battito dell’onda, avvertiamo l’essenza della vita”, quella trasparenza della parola in questi inediti si fa battaglia civile, incitamento alla resistenza. “Nessuno manchi all’appello. I disertori non sono ben visti. La storia non si scrive con i se ma guardandola in faccia. Chi ha paura dell’ascolto faccia a meno di esserci. Gli occhi sono stanchi di annotare viltà che puntualmente si ripetono. Io non voglio far morire la mia terra. Per cui lotterò con i denti perché il sole qui rinasca luminoso come sempre. E non aspetterò inerte il nemico”

L’appuntamento di venerdì si snoderà, così, tra lettura dei testi poetici e di alcuni carteggi inediti, a partire dalle lettere con Armando Meoni, di cui aveva pubblicato il più esaustivo saggio critico, Mario Marti, Ferruccio Ulivi, Giacinto Spagnoletti, Maria Luisa Spaziani, e testimonianze.

Intervengono Antonio Errico, che a proposito della scrittura di Lippo così aveva annotato: “Non è l’ebbrezza dell’oblio. Invece è un’ebbrezza che riporta memorie, storie, stagioni, voci, brusii, restituisce un passato nitido, senz’ombra, riconsegna stupori, fa brillare colori. Azzurrità”, Antonella Lippo, per un contributo sul ruolo del padre come uomo e poeta militante, condirettore con Dante Maffia della rivista Il Policordo e fondatore della rivista di arte e letteratura Porto Franco; Antonietta Fulvio, Edizioni Raggio Verde; Fabio Tolledi, direttore artistico e regista di Astràgali Teatro, poeta e drammaturgo. Coordina Carla Petrachi.

L’appuntamento è realizzato da Astràgali Teatro, all’interno del progetto “Teatri Abitati: una rete del contemporaneo”, affidato dalla Regione Puglia al Teatro Pubblico Pugliese nell’ambito del FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) 2007 – 2013.

Ingresso libero
Info: 0832 306194; 320 9168440

La continuità della vita quotidiana, da “Petrolio” di Pier Paolo Pasolini


Appunto 43a
La continuità della vita quotidiana

È la prima volta, qui, che ho usato, nel raccontare qualcosa, l’imperfetto incoativo (ma il lettore ricordi anche, passim, una parte analoga a questa, cioè il ‘poema del ritorno’, Appunti 7-17 circa). L’imperfetto incoativo indica il ripetersi abitudinario delle azioni per un periodo di tempo generalmente abbastanza lungo (nel nostro caso si tratterebbe di circa un decennio). Ebbene, avere usato un simile imperfetto, da parte mia, è un errore. Ciò che io racconto dovrebbe essere, secondo lo spirito della mia opera e le norme che questo spirito ha emanato istituendosi, sempre al presente. Posso concedermi il passato remoto, è vero: che è un tempo presente, per pura finzione mitica, allontanato indietro nel tempo. Ma sia il presente che un simile passato remoto stanno a testimoniare potentemente una volontà: quella di concepire la storia come unica e unilineare, in cui le azioni e i personaggi si allineino come in una galleria o in una serie di nicchie o di altari. L’imperfetto incoativo, alludendo al passare del tempo e della vita, denuncia invece lo spessore della storia: lo presenta come un vasto e profondo fronte lavico, anzi, come un illimitato fiume senza fondo, che scorre, in quell’imperfetto, che, di tale scorrere sceglie e indica un particolare che si ripete, o appunto, un’abitudine, ma come puro schema (che il lettore sente riempito da un’infinità di cose e di sensi). In quell’imperfetto insomma c’est la vie (minacciosamente matura a divenire ricordo).

Petrolio, Pier Paolo Pasolini, Mondadori, ed. 2005, p. 201

26 Aprile 2012 – Pierluigi Mele a Poggiardo per “I Caffè della cultura”


I Caffè della cultura a Poggiardo con Pierluigi Mele

Sarà Pierluigi Mele, poeta, autore e regista teatrale tra i più apprezzati, con l’antologia poetica “Ho provato a non somigliarti” (Lupo Editore) il protagonista del nuovo appuntamento de “I Caffè della Cultura” in programma giovedì 26 aprile alle ore 19.00 nella sala conferenze del Palazzo della Cultura di Poggiardo. Presenta l’incontro Tonio Tondo, giornalista Gazzetta del Mezzogiorno. I caffè della Cultura, sono promossi dalla Biblioteca comunale-Assessorato alla Cultura del Comune di Poggiardo con il sostegno di Sole Vento Energia Poggiardo. Seguiranno degustazioni culturali.
Ho provato a non somigliarti raccoglie poesie degli anni 1985-2010, senza tracciare traguardi. Sono slanci, diversamente l’esistenza non avrebbe casa né strada. Poesie dello stupore, della perdita e del ritrovamento. Della trasfigurazione soprattutto. Poesie di luoghi e d’illusione. Di tutte quelle minuscole e fonde cose che hai attraversato e che poi, senza preavviso, bussano alla porta pretendendoti daccapo. Con più forza del passato e meno scuse. Perché quando accadevano, nel mentre, tu non eri pronto a stringerne l’essenza. Non lo sei neppure ora, non lo sei mai.
Però succede di avvertire questi passi alla soglia, questo soffio alla tempia del passato, il passato che s’impasta al presente che respiri, lo infiamma col tuo possibile domani. Qualcuno lo chiamerebbe destino. E allora la poesia non è che resoconto di stagioni, vissute e sublimate. Non puoi sottrarti dal tuo stesso nome che ti chiama, dalle tue radici e utopie.

Info Comune di Poggiardo:
dott. Pasquale De Santis (coordinatore rassegna) 0836.909817/329.3173865
dott. Antonio Ciriolo (Responsabile Ufficio Cultura) 0836.909812

LupoEditore

Milano, 27 aprile 2012, Libreria Popolare: “IN REBUS”, di Marco Giovenale


a Milano, venerdì 27 aprile 2012, alle ore 21:00

presso la Libreria Popolare
(via Tadino 18)

Paolo Giovannetti presenta il libro di poesie

in rebus

di Marco Giovenale

(Editrice Zona, collana level 48)

Coordina l’incontro:
Alessandro Broggi

Sarà presente l’autore
https://www.facebook.com/events/286702108077976/

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"Giovenale installa i suoi prelievi linguistici nei percorsi di una percezione giostrata ai limiti dell’indicibile. Ma un’altra posta è in gioco. Il suo testo più ampio immerge in una parabola definita da margini mobili imprevedibili ma sempre decifrabili, giustificati.

Sodaggio trasversale delle Memorie di Albrecht Dürer, disarticolazione e compressione di tessere che srotola un mosaico brulicante di percorsi città villaggi facce persone paesaggi ma soprattutto oggetti: quattro frecce di canna, un corallo bianco, cinque gusci di chiocciola, una borsa di cuoio, vesciche vuote, di calce, due pesciolini essiccati…

Wunderkammer dell’Europa che dopo l’America scoperta trasforma la sua percezione estetica in valore economico: il prezzo dell’oggetto, il suo commercio, l’accumulo delle merci, l’accumulo dei capitali. La prospettiva del rinascimento si sfalda, un altro immaginario lampeggia, un nuovo mondo si prepara a insorgere, a dominare, a frastagliare la realtà in entità commerciabili".

Nanni Balestrini

scheda del libro:
http://www.editricezona.it/inrebus.htm

preview (file pdf 368 Kb):
http://www.editricezona.it/pdf%20per%20la%20rete/InrebusShort.pdf

tre frammenti da Camera di Albrecht letti (con una poesia di J.Ashbery) a RadioTre:
http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/puntata/ContentItem-13a57551-6327-4bbe-8e17-9abc78f17fab.html?refresh_ce

podcast:
http://www.radio.rai.it/podcast/A42427657.mp3

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Libreria Popolare
Via Alessandro Tadino 18
20124 Milan

tel.:
02 29513268

email:
libreriapopolare [at] yahoo.it
info [at] libreriapopolare.it

podcast:
http://www.radio.rai.it/podcast/A42427657.mp3

mg.pdf

LIVELLO UNDICIOTTAVI: vietato l’ingresso


LIVELLO UNDICIOTTAVI: VIETATO L’INGRESSO

VOGLIONO IMPEDIRCI DI ENTRARE AL LIVELLO UNDICIOTTAVI, GESTORI COMPRESI!!!

La nostra splendida avventura rischia di giungere al suo epilogo come fosse l’ultimo atto di una commedia tragicomica. ABBIAMO BISOGNO DI AIUTO!

Abbiamo lavorato, in questi anni, prefiggendoci un unico scopo, dare forza alle nostre passioni regalando emozioni, superando gli ostacoli che immancabilmente investivano il nostro cammino. Siamo sempre noi 11/8 Records al Livello Undiciottavi. Quel tono armonico, quasi stonato, il disequilibrio dell’equilibrio armonico, che ha permesso al nostro piccolo e straordinario territorio di essere riferimento importante, anche a livello internazionale, della musica. Quelli che hanno permesso ai nostri giovani talenti di coltivare le loro passioni nella loro casa, la Casa della Musica. La Casa della Musica, fiore all’occhiello dei Laboratori Urbani finanziati dal programma regionale Bollenti Spiriti, sfiorisce perché non ha alcuna possibilità di accesso. Come fosse una casa costruita su di una nuvola. Sembra un paradosso, ma di fatto né gestori (11/8 Records, vincitore di bando pubblico per attività di valorizzazione del territorio), né fruitori, possono oggi varcare i cancelli della Casa della Musica di Trepuzzi (Le). L’immobile (ex mercato dei fiori), di proprietà della Provincia di Lecce, dato in affidamento all’Unione dei Comuni a Nord Salento e ristrutturato con i fondi del programma regionale Bollenti Spiriti, si trova sulla strada statale 7 ter, gestita dall’Anas. Il problema dell’accesso, di cui la struttura soffre sin dal 2009 (data di consegna dell’immobile per la gestione), è stato sempre superato, di volta in volta, attraverso permessi temporanei concessi grazie ad accordi privati fra 11/8 Records e i proprietari dei terreni retrostanti che hanno consentito di sfruttare un percorso di ingresso alternativo all’entrata principale sulla ss 7 Ter e grazie anche alla disponibilità delle istituzioni preposte alla sicurezza (Vigili Urbani, Carabinieri). Non siamo nemmeno in grado di comprendere quale sia il reale nodo della questione. “Pericolosità della strada?1?!” Siamo i primi a favorire la sicurezza e lo abbiamo fatto a nostre spese. In questo tratto di strada, però, di attività e di attraversamenti come quelli verso la nostra casa, ce ne sono tanti altri che, per loro fortuna, continuano a svolgere la propria attività. Dalla sottoscrizione del contratto per la gestione, dopo regolare bando pubblico, con 11/8 Records (società di produzione discografica, eventi e management), abbiamo dovuto combattere battaglie estenuanti per ottenere permessi di accesso che pure erano previsti contrattualmente; conosciamo tutti gli uffici tecnici comunali, provinciali e quelli dell’Anas, rimbalzando dall’uno all’altro senza ottenere alcuna risposta. Un labirinto nel quale non abbiamo ancora trovato il bandolo di Arianna. Il risultato è che una delle più operose realtà gestite con successo da giovani imprenditori salentini, distintasi per le buone pratiche, è costretta a fermarsi a causa delle inadempienze degli Enti di riferimento o solo per lassismo di alcuni dipendenti…

«A nulla», dichiara Cesare Dell’Anna, direttore artistico di 11/8 Records, «sono serviti i nostri sforzi per rendere la struttura perfettamente funzionante dopo la sua consegna, per farla diventare punto di riferimento sul territorio di attività artistiche di altissimo livello culturale. Non siamo noi a dirlo, ma la nutrita rassegna stampa a livello locale e nazionale che documenta il nostro lavoro. È assurdo, inconcepibile, per me e per il mio staff, essere costretti ad annullare la programmazione artistica per il raggiungimento della quale abbiamo investito mesi di lavoro. Un cartellone che coinvolge artisti internazionali e produzioni esterne. Il danno economico è elevatissimo, ma quello d’immagine è in quantificabile! Posso solo sottolineare con rammarico che a nulla sono valse le nulle trattative intercorse con gli enti titolati a dare risposte». Il nostro laboratorio è – e vuole continuare ad essere – un esempio di come si possono ben investire le risorse pubbliche. Livello Undiciottavi non può essere la testimonianza di come si possono distruggere gli investimenti pubblici e le buone prassi. 11/8 Records ha raccolto la sfida che la Regione Puglia ha lanciato con Bollenti Spiriti, investendo tutte le energie a disposizione sia in termini economici che di risorse umane. Nonostante questo, per il Livello Undiciottavi, le potenzialità di lavorare 365 giorni all’anno e, dunque di portare a regime la struttura, sono state frenate dalle lentezze della macchina burocratica. Non vogliamo accettare che investimenti di tale portata si traducano in fallimento. La nostra casa non diventerà una cattedrale nel deserto per colpa di chi, con approssimazione, non permette di mettere a valore e a tutela un bene comune che ad oggi è costato circa 700.000,00 € (importo che ha riguardato la sola ristrutturazione e riconversione della struttura). In questo particolare momento di recessione, non è giustificabile dichiarare che un fallimento sia figlio della burocrazia o dell’approssimazione e non frutto della crisi.

È facile e retorico dire che in generale, e per i giovani in particolare, non c’è lavoro. Non siamo dipendenti che, sicuri del loro stipendio a fine mese, possono dormire sonni tranquilli, senza riuscire a immaginare cosa significhi costruire con sacrificio un’ipotesi di futuro economico.

Noi il lavoro ce lo siamo costruito, ma di fatto, ci stanno impedendo di continuare a produrre gli ottimi risultati che la nostra azienda ha raggiunto con tanta difficoltà e in così poco tempo.

Da oggi 18 aprile 2012, ad oltranza, invitiamo tutti gli operatori della cultura, organizzatori, artisti, musicisti, giornalisti e tutti gli amici che credono nel nostro “fare cultura”, ad aderire alla nostra petizione e a tutte le iniziative volte a far sì che il Livello Undiciottavi non marcisca nell’indifferenza. Utilizzeremo tutti gli strumenti di tutela per il sacrosanto riconoscimento del nostro diritto.

11/8 Records s.a.s.

Livello Undiciottavi staff

http://www.firmiamo.it/livelloundiciottavi

Carosino | Taranto, 24-27-28-29 aprile 2012 – Parlate di Luce. Rassegna di Poesia Abitata


“Parlate di Luce. Rassegna di Poesia Abitata”

Poesia dei luoghi e luoghi della poesia

Carosino | Taranto, 24-27-28-29 aprile 2012

Carosino (TA) | Si terrà martedì 24 aprile presso la sala consiliare del Municipio di Carosino, alle ore 11:00, la conferenza stampa di presentazione della prima edizione di “Parlate di Luce. Rassegna di Poesia Abitata”. All’incontro prenderanno parte Biagio Chiloiro, Sindaco del piccolo centro della Provincia di Taranto, Marina Longo, Consigliere con delega alle Politiche Giovanili e il poeta Biagio Lieti.

La manifestazione, organizzata dall’Associazione Socio Culturale LAB-LIB e diretta da Biagio Lieti, si inserisce nel ventaglio delle attività promosse dalle Politiche Giovanili del Comune di Carosino e dall’Ass. al Turismo e Promozione del Territorio della Provincia di Taranto.

La rassegna si aprirà alle ore 17:00 del 24 aprile stesso, presso la Torre dell’Orologio di Taranto, dove avrà luogo un dibattito sul ruolo civile e sociale della poesia nel mondo contemporaneo. A questo primo appuntamento parteciperanno Lucio Pierri, autore di una biografia sul poeta Michele Pierri; Giuseppe Goffredo, poeta e scrittore, direttore editoriale di Poiesis Editrice; Fabio Moliterni, ricercatore di Letteratura Italiana Contemporanea presso l’Università del Salento; Margherita Macrì, dott.ssa in Lettere Moderne.

L’intento delle tre serate del 27, 28 e 29 aprile sarà, poi, quello di riuscire a riunire la comunità nell’ascolto e nella fruizione della poesia, attraverso la presenza di alcuni tra i più importanti poeti del panorama nazionale. Alfonso Guida, giovane poeta di San Mauro Forte (MT), già Premio Montale e Premio Bellezza, considerato tra le voci più potenti della sua generazione; Giuseppe Goffredo, uno dei più importanti intellettuali del sud, si è occupato, per la prima volta in Italia dagli anni Ottanta, del tema "Italia-Mediterraneo-Europa", e in merito è autore di testi nodali tra i quali “Cadmos cerca Europa. Il Sud fra il Mediterraneo e l’Europa”, Bollati Boringhieri, 2000.

Grande attesa suscita anche la performance diLidia Riviello, poetessa, autrice e conduttrice per Radio 3, e Orodè Deoro, pittore e performer, che si preannuncia come un atto creativo nel quale le energie della parola e della gestualità pittorica saranno attraversate dai suoni del giovanissimo e talentuoso sassofonista Stefano Attolini.

Alessandro Langiu, con il suo omaggio a Raffaele Carrieri e a Michele Pierri, aprirà le prime due serate della rassegna. Carrieri e Pierri sono i due poeti tarantini considerati tra i maggiori talenti del nostro Novecento. Dalla loro vicenda, umana e poetica, emerge il racconto di una Taranto come luogo ancora possibile per la poesia. Un cantiere sano, dove, nonostante le difficoltà ambientali e sociali, ma anche culturali e di identità, poter attingere ad un patrimonio limpido di bellezza, di spirito, di geografie e intimità.

L’ultima serata, invece, chiuderà la rassegna con le giovani voci della poesia pugliese, che si alterneranno fino a tarda sera, per offrire al pubblico una intensa lettura non-stop: interverranno al dialogo Raffaele Niro, Antonio Natile, Marthia Carrozzo, Margherita Macrì, Gianni Minerva, Paolo Ferrante, Isabella Mongelli, Irene Ester Leo, Marco Inguscio, Francesca Pellegrino.

Tutti gli eventi e le attività di questa prima rassegna testimoniano la volontà di portare la poesia ad incontrare il proprio pubblico. Da qui la scelta di tenere delle letture pubbliche, in "teatri spontanei" di questo piccolo centro della provincia di Taranto: piazzette e crocevia che sono, tradizionalmente, luoghi di transito, di incontri casuali e di chiacchiere.

L’auspicio è di contribuire a far emergere le forze presenti sul territorio, incidendo, anche solo per pochi giorni, sulle modalità di fruizione culturale, avvicinando la poesia, il suo ascolto e la sua lettura, alla gente e alle sue abitudini.

Faranno da cornice alla rassegna la Fiera della piccola editoria indipendente, allestita intorno agli spazi dedicati alle letture, e i laboratori destinati agli alunni delle scuole elementari e medie-inferiori del Comune di Carosino, che si svolgeranno nelle mattinate del 28 e 29 aprile, a cura del Prof. Livio Sossi, Docente di Storia e Letteratura per l’infanzia presso Università degli Studi di Udine, Università del Litorale di Capodistria (Slovenia), di Melania Longo, dott.ssa in Beni Culturali, esperta di Didattica dell’Arte e di Lucia Frascella, operatrice culturale e responsabile del corso di lettura animata presso la Biblioteca Comunale “Licia Cavallo”.

Ultimo, ma non meno importante proposito della manifestazione è di ampliare l’offerta e l’attrattività della Biblioteca Comunale. La partecipazione alla fiera da parte degli editori e la presenza dei giovani poeti durante la serata conclusiva della rassegna, sarà associata alla donazione di un libro: l’insieme dei testi raccolti sarà donato alla Biblioteca Comunale, come primo passo verso la diffusione di una lettura di qualità, che rivolga particolare attenzione alla letteratura corrente.

Con questo spirito la manifestazione vorrebbe diventare, nei prossimi anni, un evento con una eco nazionale, inserendosi tra quegli appuntamenti, che da qualche tempo, stanno lavorando per riportare la poesia tra la gente.

Ufficio Stampa e Coordinamento Organizzativo

lablib.parlatediluce

info

www.parlatediluce.it

Lecce – Giovedì 19 Aprile 2012 – Al Bano presenta “Io ci credo” (Piemme)


Libreria Palmieri presenta:

Giovedì 19 Aprile – Ore 19.30
Museo Sigismondo Castromediano – Lecce

Al Bano presenterà “Io ci credo” (Piemme)

discuteranno del volume, insieme all’autore

Padre Paolo Quaranta e il Prof. Giovanni Invitto

Lasciata a 16 anni Cellino San Marco, Albano Carrisi emigra a Milano: qui, con il nome artistico di Al Bano, firma album che lo impongono a livello internazionale come una delle voci di riferimento della musica leggera.

La carriera artistica procede di pari passo con la costruzione di un successo personale: ai concerti in ogni parte del mondo si affianca infatti la sempre più consolidata accoppiata – affettiva e musicale – con la moglie Romina Power, sposata nel 1970 e dalla quale ha quattro figli. La vita sembra davvero sorridere ad Al Bano, poi, a un certo punto, qualcosa si rompe. Nel 1994 scompare infatti, in circostanze misteriose, la figlia Ylenia, all’epoca ventiquattrenne.

Un enigma che non è ancora stato chiarito. E che contribuisce a incrinare fortemente l’armonia tra Al Bano e Romina: i due si separano nel 1999, facendo crollare il mito della coppia inossidabile di quell’amore cantato in tante canzoni di successo. Al Bano conosce quindi una nuova compagna, Loredana Lecciso, dalla quale ha due figli.

Sono anni in cui Al Bano si sente portato a ripensare profondamente alla sua vita, cercando di recuperarne un senso autentico alla luce di quella fede che lo ha sempre accompagnato, fin da bambino. Una fede che lo ha portato a conoscere Padre Pio, negli anni Cinquanta, e a incontrare Giovanni Paolo II, per il quale più volte si è esibito dal vivo.

Incontri determinanti per mantenere vivo in lui quel senso del mistero che lo rende capace di stupirsi e ringraziare…

Info:
0832-314144

Copertino (LE) 20 Aprile 2012 – Nuvole – tributo a Fabrizio De Andrè


Nell’ambito della
XIV SETTIMANA DELLA CULTURA
14-22 APRILE

evento a cura di

NUBES – LUPO EDITORE – POIESIS – MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI – ACME LAB – CASTELLO DI COPERTINO

NUVOLE
tributo a
DE ANDRÈ

CASTELLO DI COPERTINO
20 APRILE 2012 – ORE 19.30

musica
Mino DE SANTIS chitarra e voce
Rachele ANDRIOLI voce
William GRECO pianoforte
e la partecipazione di
Marco BARDOSCIA contrabbasso

poesia
Pierluigi MELE lettura

ingresso gratuito

Presso il Castello di Copertino nell’ambito della settimana della cultura (in tutta Italia dal 14 al 22 aprile) per il 20 aprile 2012 è previsto un grande evento culturale in memoria di Fabrizio De Andrè dal titolo Nuvole, realizzato da Lupo editore in collaborazione con Poiesis, Nubes, Acme Lab, Castello di Copertino. Con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Interverranno Mino De Santis (chitarra e voce); Rachele Andrioli (voce); William Greco (Pianoforte) e la partecipazione di Marco Bardoscia (contrabbasso); Pierluigi Mele (poesia) che per l’occasione leggerà dei suoi componimenti inediti dedicati al grande cantautore italiano.

La manifestazione voluta da Lupo editore ha un filo rosso con la musica per due aspetti principali: la casa editrice compie nel 2012 vent’anni di attività editoriale; secondo aspetto il nuovo progetto di Lupo editore che lancerà nei prossimi mesi una nuova etichetta discografica cha ha già in programma delle ghiotte sorprese.

Un omaggio al grande Fabrizio De Andrè è doveroso soprattutto in un momento della nostra storia così delicata fatto di profonde incertezze e disequilibri, soprattutto perché si parla di un uomo che con grande coraggio morale e coerenza artistica ha scelto di sottolineare i tratti degli emarginati, affrancandoli dal “ghetto” degli indesiderabili e dandogli grandissima dignità.
Un omaggio dunque non solo al poeta De Andrè, ma all’uomo impegnato a denunciare “i punti caldi” del malcostume italiano senza peli sulla lingua.

§

di MINO DE SANTIS hanno scritto:

Il Salento trova nuove parole, quelle puntute, del graffio autoriale. Anarchiche quanto basta per tener desto l’animo e l’occhio allo sguardo: quello dritto, che mai s’inchina e fa riverenza. Mino De Santis è così, ama il ridere, il soffio e lo spiffero… (Mauro Marino)

Scarcagnizzu, un album da ascoltare.
Accompagnato da Emanulele Coluccia, sax soprano e percussioni, Valerio Daniele, chitarra acustica, Dario Muci, voce, Mino passa dallo swing al country, accompagna l’ascoltatore in atmosfere musicali piacevoli. Nelle parole si legge tristezza, rabbia e una dolce nostalgia (Gianni Ferraris)

Mino De Santis è un ascolto che il tempo e la pratica portano a metabolizzare. Non è la risata di turno ciò che arriva e resta. Ma un ondulato senso di profondità che scolpisce immagini nella memoria e libera l’ascolto dalla superficialità attorno (Erika Sorrenti e Francesco Aprile)

Mino ha scritto una pagina di canzone popolare vera, del popolo del Salento … lento … lento …lento che si libera (era ora) dalla pur splendida prigionia del tamburello, dell’organetto e del violino e approda ad un linguaggio nuovo, fatto di dialetto e di italiano colto al volo, masticato, rimasticato e sputato fuori in una nuova forma di colostro, vero alimento con il quale crescere i piccoli.
Musica accattivante, di uno che sa suonare la chitarra, la lascia nei suoi accordi semplici, quasi ondeggianti come un materassino gonfiabile sulla bonaccia (Pino De Luca)

Autoironico e impietoso … lo definirei un “verista” per come descrive la realtà sociale e soprattutto quella di tanta umanità. Ha il suo modo singolare di vedere la realtà e di declinarla in versi.

È un sognatore ingenuo e intellettualmente onesto.
Insofferente a qualsiasi regola, non scenderebbe mai a compromessi, ha l’anima libera e resta anarchico anche quando non sarebbe il caso… ha una singolare genialità, un’autentica vena artistica che differisce da qualsiasi accomodante musicalità “popolare” oggi cosi volgarmente e insopportabilmente stereotipata (Giuseppe De Santis)

§

MARCO BARDOSCIA Dal 2010 al 2011, lavora come coach, arrangiatore e Assistant del Corso di Jazz presso il
Conservatoire Royal de Bruxelles.
Marco Bardoscia ha tenuto più di 1000 concerti dall’inizio della sua carriera artistica, esibendosi in alcuni dei più importanti festivals italiani ed esteri, suonando in Kosovo, Francia, Germania, Irlanda, Grecia, Olanda, Marocco, Turchia, Lussemburgo, Russia e Zimbabwe.

Nel corso della sua carriera Marco Bardoscia ha collaborato con artisti di fama internazionale, quali: Joey Calderazzo, Ernst Reijseger, Perico Sambeat, Gianluca Petrella, Paolo Damiani, Paolo Fresu, Fabrizio Bosso, Javier Girotto, Eddy Palermo, Tiziana Ghiglioni, Fabio Zeppetella, Gaetano Partipilo, Mario Rosini, Linda Valori, Banda Municipal de Santiago de Cuba, Canzoniere Grecanico Salentino, Vertere String 4et, Marco Tamburini, Luca Aquino, Raffaele Casarano, Giuliano Sangiorgi (Negramaro), Omar Pedrini (Timoria), Petra Magoni, DonPasta, Cesko (Aprés La Classe), Maurizio Gianmarco, Nguyen Le, Tenores di Orosei, Gian Maria Testa, Maria Pia De Vito, Stochelo Rosenberg, Giancarlo Giannini (attore)

§

WILLIAM GRECO
Agli iniziali studi classici affianca quelli jazz istici. Nel 2003 e nel 2004 ha frequentato le Clinics della Berklee College of Music di Boston a Umbria Jazz dove ha partecipato alle Master Classes tenute da : Michel Camilo , Joe Lovano, Horacio “El Negro”Hernandez, Elvin Jones, Bobby McFerrin. Nell’edizione 2004 è stato premiato dalla Berklee per le sue straordinarie doti musicali.
Nel 2006 partecipa ai Corsi Internazionali di Perfezionamento tenuti dall’Accademia Nazionale del jazz a Siena, dove ha fatto parte dell’orchestra laboratorio dei Seminari Senesi diretta dal Maestro Mario Raja ed ha studiato e si è esibito con alcuni dei maggiori jazzisti italiani tra cui Franco D’Andrea, Stefano Battaglia, Paolo Birro, Riccardo Zegna, Marco Tamburini, Achille Succi, Giulio Visibelli, Stefano Zenni.
Nel Dicembre 2009 si aggiudica il primo premio assoluto dell’ottava edizione del concorso pianistico nazionale Città di San Giovanni Teatino(CH). Nel Febbraio 2010 vince il primo premio,il premio del pubblico e il premio “Libertà”alla settima edizione del concorso nazionale “Chicco Bettinardi”,nuovi talenti del jazz italiano,tenutosi a Piacenza.
Dal 2007 ha un’intensa collaborazione con il sassofonista Raffaele Casarano e il contrabbassista Marco Bardoscia ed è presente nei loro ultimi lavori discografici “Replay”, “Argento”e “The Dreamer”.
Attualmente si perfeziona presso il conservatorio di musica Nino Rota di Monopoli e si esibisce in importanti festival di musica classica e jazz.

§

RACHELE ANDRIOLI
Dal 2004 al 2011, del gruppo Salentino “Officina ZOE’” , uno dei primi e ad oggi più importanti gruppi di riproposta musicale della tradizione Salentina e che Vanta ad oggi la partecipazione ai piu’ importanti appuntamenti nazionali ed internazionali di musica tra cui, per citarne alcuni: Festival di Villa Ada a Roma, rassegna “ Voix Des Fermmes” a Bruxelles, “SALONA ETHNO AMBIENT” Festival in Croazia.
Si è esibita nei teatri di TOKIO, KYOTO e NAGOYA, in Bretagna al festival “Les Escales”, al BABELMED MUSIC FESTIVAL di Marsiglia, alla Notte Della Taranta e molti altri contesti e luoghi.
Sempre insieme ad Officina Zoè, ha partecipato a due tournèe con il polistrumentista del Mali Baba Sissoko.

Nel 2009 ha ideato e coordina tutt’ora un concerto annuale di riproposta musicale a Salve “Signora Libertà”. Ha coordinato un evento nel PALASPORT di Lecce per i 10 anni dalla scomparsa di Fabrizio De Andrè.
Nel 2010 ha organizzato in diverse occasioni una rassegna di musica e poesia “Perchè i ciliegi tornassero in fiore”, ispirato al libro “L’ Antologia di Spoon River” di Edgar Lee Master.

Nel 2011 Ha ideato il progetto “TU NON CONOSCI IL SUD” con la collaborazione di Donatello Pisanello, dedicato al sud ed ai “Briganti” in occasione dei 150 anni dell’Unità d’ Italia.

Ha partecipato alla 42esima Stagione Lirica del Politeama Greco di lecce, nella festa teatrale diretta dal Maestro Filippo Zigante, con la regia di Edoardo Winspeare. Ha suonato nel Teatro Paisiello di lecce con il gruppo Madeleine.
Ha partecipato ad un master di improvvisazione con Xavier Edgardo Girotto, con cui si è esibita nella rassegna “improvvisare tango” nell’Accademia di belle arti di Lecce. Collabora con diversi musicisti del panorama musicale tradizionale, world, jazz.

Info: Facebook – Lupo Editore

Inferno, VI – Letto da Simone Giorgino


Al tornar de la mente, che si chiuse
dinanzi a la pietà d’i due cognati,
che di trestizia tutto mi confuse,

novi tormenti e novi tormentati
mi veggio intorno, come ch’io mi mova
e ch’io mi volga, e come che io guati.

Io sono al terzo cerchio, de la piova
etterna, maladetta, fredda e greve;
regola e qualità mai non l’è nova.

Grandine grossa, acqua tinta e neve
per l’aere tenebroso si riversa;
pute la terra che questo riceve.

Cerbero, fiera crudele e diversa,
con tre gole caninamente latra
sovra la gente che quivi è sommersa.

Dante, Inferno – letto da Simone Giorgino, disponibile in formato MP3 su Musicaos.it

Inferno, V – Letto da Simone Giorgino


Così discesi del cerchio primaio
giù nel secondo, che men loco cinghia,
e tanto più dolor, che punge a guaio.

Stavvi Minòs orribilmente, e ringhia:
essamina le colpe ne l’intrata;
giudica e manda secondo ch’avvinghia.

Dico che quando l’anima mal nata
li vien dinanzi, tutta si confessa;
e quel conoscitor de le peccata

vede qual loco d’inferno è da essa;
cignesi con la coda tante volte
quantunque gradi vuol che giù sia messa.

Sempre dinanzi a lui ne stanno molte;
vanno a vicenda ciascuna al giudizio;
dicono e odono, e poi son giù volte.

Dante, Inferno – letto da Simone Giorgino, disponibile in formato MP3 su Musicaos.it

Inferno, IV – letto da Simone Giorgino


«Or discendiam qua giù nel cieco mondo»,
cominciò il poeta tutto smorto.
«Io sarò primo, e tu sarai secondo».

E io, che del color mi fui accorto,
dissi: «Come verrò, se tu paventi
che suoli al mio dubbiare esser conforto?».

Ed elli a me: «L’angoscia de le genti
che son qua giù, nel viso mi dipigne
quella pietà che tu per tema senti.

Andiam, ché la via lunga ne sospigne».
Così si mise e così mi fé intrare
nel primo cerchio che l’abisso cigne.

Dante, Inferno – letto da Simone Giorgino, disponibile in formato MP3 su Musicaos.it

Inferno, III – letto da Simone Giorgino


Per me si va ne la città dolente,
per me si va ne l’etterno dolore,
per me si va tra la perduta gente.

Giustizia mosse il mio alto fattore:
fecemi la divina podestate,
la somma sapienza e ‘l primo amore.

Dinanzi a me non fuor cose create
se non etterne, e io etterno duro.
Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate”.

Dante, Inferno – letto da Simone Giorgino, disponibile in formato MP3 su Musicaos.it

Auguri


Bologna, 13 aprile 2012: Sergio Rotino e Ivan Fedeli alla Libreria delle Moline


a Bologna, alla Libreria delle Moline
(via delle Moline 3a)

venerdì 13 aprile 2012, alle ore 18:00

reading e presentazione di

IVAN FEDELI, VIRUS (e altri scempi)
Prefazione di Manuel Cohen

e

SERGIO ROTINO, LORO
Prefazione di Enzo Mansueto, postfazione di Roberto Roversi

*

Edizioni Dot.com Press
(collana PoEtica)

Dialogheranno con loro
Daniele Barbieri e Loredana Magazzeni

https://www.facebook.com/events/216862648417673

Libreria delle Moline

via delle Moline 3a, Bologna
tel. 051 232053

saranno presenti gli autori

Milano 13 aprile 2012: presentazione del n. 15 de L’Ulisse: “La forma del poema”


Milano 13 aprile 2012: presentazione del n. 15 de L’Ulisse: "La forma del poema"

Venerdì 13 aprile 2012, ore 21:00
Libreria Popolare, via Tadino 18, Milano

Alessandro Broggi, Stefano Salvi e Italo Testa

presentano

“La forma del poema”
Quindicesima uscita de L’Ulisse – Rivista di poesia, arti e scritture

Saranno presenti, con interventi critici e letture di testi, propri e di autori tradotti:

Lisa Cadamuro, Anna Maria Carpi, Tommaso Di Dio, Federico Federici, Francesco Filia, Giuseppe Fonte, Vincenzo Frungillo, Paolo Giovannetti, Antonio Loreto, Rosaria Lo Russo, Luca Minola, Viviana Scarinci, Luca Stefanelli

www.lietocolle.com/ulisse
su facebook: https://www.facebook.com/events/284859808256808/

Presentazione de L’Ulisse.pdf

ORISTANO 6 Aprile 2012 – “Le costellazioni della Gioia” di Giulia Jordan


LE COSTELLAZIONI DELLA GIOIA DI GIULIA JORDAN

6 aprile 2012 ore 18.30 / Oristano » Centro Servizi Culturali U.N.L.A, v. Carpaccio 9

In accordo con l’affermazione di Einstein: “Nessun problema può essere risolto dallo stesso livello di coscienza che lo ha creato”, l’autrice indica un nuovo modo per trovare soluzioni ai nostri problemi personali, familiari, spirituali, lavorativi, cioè di fare un vero salto quantico dalla sofferenza alla Gioia, anziché accontentarci di ‘aggiustarli’, come abbiamo fatto fin’ora. Infatti, nelle CostellAzioni della Gioia si esce dal campo morfico della sofferenza dove nascono i disagi, per entrare nel campo della Gioia- Joyfield dove si trovano le soluzioni nate dalla Gioia, per attuare una profonda tras-form-azione della propria vita. Questa tras-formazione rende possibile la realizzazione del nostro desiderio profondo di vivere la vita con gioia. Entrare nel flusso della Gioia è una scelta che spetta a noi e che possiamo attuare proprio Adesso. Geniale e innovativa evoluzione delle Costellazioni familiari di Bert Hellinger di cui l’autrice è stata allieva, le CostellAzioni della Gioia sono nate dall’unione fra il Campo della Gioia – Joyfield, elementi di Fisica quantistica applicati al benessere psicofisico e il modello spirituale dell’Advaita Vedanta. Questo libro si rivolge a tutti coloro che sono interessati a trovare soluzioni ai propri problemi, a chi lavora nelle professioni d’aiuto e in particolar modo ai Costellatori, per attuare un ulteriore trasformazione affinché sia la Gioia il nuovo motore propulsivo che permetterà di aiutare le persone. Uno strumento per tutti e alla portata di tutti, per migliorare la propria esperienza di vita.

Autrice – Giulia Jordan, guida spirituale, esploratrice dell’Essere con una vasta esperienza in campo psicologico, ideatrice delle CostellAzioni della Gioia®, keeper of vision di Joyfield®, condirettore dell’Istituto Internazionale di Muatsu®, insegna psicologia relazionale e Psychealing®. Ha già pubblicato: Iniziazione alla Conoscenza di Sé, ed. Medite.

Roma, 7 aprile 2012, in Camera verde: “Il diritto di uccidere / In a Lonely Place, di Nicholas Ray”, di Marco Pisoni


Roma, sabato 7 aprile, ore 19:30
in Camera verde
(via G. Miani 20)

Presentazione del libro

Il diritto di uccidere
In a Lonely Place
di Nicholas Ray

di

Marco Pisoni

(Collana Il Cinematografo)

*

Centro Culturale La Camera Verde

Direttore
Giovanni Andrea Semerano

Via Giovanni Miani n.20, 20a, 20b 00154 Roma

3405263877

www.lacameraverde.com

24 MARZO 2012 – LECCE – Mario Capanna alla Feltrinelli Point on “Il fiume della prepotenza”


Mario Capanna alla Feltrinelli Point di Lecce, libraio d’eccezione

Sabato 24 marzo ore 18,00 alla Feltrinelli Point di Lecce in via Cavallotti 7/a ci sarà un libraio d’eccezione: Mario Capanna incontrerà i suoi lettori e firmerà le copie del suo ultimo lavoro edito da Betelgeuse, dal titolo “Il Fiume della Prepotenza”. L’incontro verrà condotto da Gustavo D’Aversa del Teatro della Busacca.

C’è un filo sottile che collega ladistruzione di una Cartagine già sconfitta, nel 146 a.C., e quella, nel 1945, di Hiroshima e Nagasaki; o il medievale spirito di crociata o la condanna di Galileo da parte del Sant’Uffizio; o il barbarico sterminio dei nativi americani da parte dei conquistadores e il colonialismo dell’Ottocento.
Come dimostra Mario Capanna in questo saggio, quel filo sottile è costituito da una parola che già aveva suscitato la profonda riflessione dei greci, ma che poi era scomparsa perfino dal vocabolario per ricomparire solo nel Seicento: questa parola è prepotenza.

“E questa mia assidua diligenza” – Eneide, Virgilio, 1597. Traduzione in ottave.


“E questa mia assidua diligenza in procurare, che dalla Stampa mia eschino opere degne, & meritevoli”

Il punto di partenza era molto semplice, la serie deprecabile di articoli con cui l’organizzazione associazione o che dir si voglia Gerush92 definiva qualche giorno fa Dante antisemita, omofobo, antiislamico. Non ci sono commenti. Chiedono di contestualizzare ogni opera letteraria, quello che potrebbero fare a questo punto è suggerire di fare scorrere un banner/disclaimer durante la lezione di Dante, in qualsiasi istituto di istruzione superiore, qualcosa che suoni tipo “state per ascoltare e leggere un’opera visionaria scritta settecento anni fa, contenente messaggi che vanno contro la nostra ipocrita morale intrisa di politically correct verboso, verbale, verminoso, inutile; ma non vi preoccupate, una volta finito di leggere Dante potrete andare su Internet e partecipare a qualche forum neonazi, oppure iscrivervi a qualche partito che inneggia alla secessione, sarete comunque all’opposizione”.

È proprio con un pensiero a Dante e un altro a Virgilio che mi è venuto in mente come la letteratura resti sempre una spanna la di sopra della mediocrità. Tanto che nel Canto VI dell’Eneide di Virgilio già si parlava di “Italia”. Così mi sono andato a cercare, su internet, una versione dell’Eneide; quella di Annibal Caro la trovate un po’ dovunque; mi sono imbattuto in questa versione, ‘ridotta in ottava rima’ da Ercole Udine, un nobile vissuto tra la fine del Quattrocento e il Cinquecento, e stampata da tale Giovanni Battista Ciotti (Senese) nel 1597.

Ecco il link per leggerla e, se volete, scaricarla gratis in pdf, epub, html, etc.

A tal proposito mi piace trascrivere e mostrarvi l’indicazione dell’Editore:

“E questa mia assidua diligenza in procurare, che dalla Stampa mia eschino opere degne, & meritevoli del vostro giudizio, come è la presente; dandovi anco speranza di dar presto in luce qualche nuovo parto del nobilissimo ingegno di questo medesimo Autore.
Et vivete felici”.

È tutta racchiusa nell’ultima frase dell’editore/stampatore, la gioia (il diletto) che procurava la lettura di un libro sul finire del Cinquecento, “Et vivete felici”, senza satelliti, cinema, radio, smartphone, cordless, ebook, xbox, playstation, nintendo, e tutto ciò che non è il godimento puro procurato dal raccontare in ottave una storia scritta mille e seicento anni prima, da un Mantovano morto in esilio al tempo dell’Impero Romano e tradotta da un nobile che l’ha dedicata a sua volta ai Gonzaga.

Lecce, 19 Marzo 2012 – “ARTISTI PERBENE in: CAMPANA x Bene” un evento consacrato alla parola poetica


In occasione della Giornata mondiale della Poesia
Multidisciplinary ART

presenta

“ARTISTI PERBENE in: CAMPANA x Bene”
un evento consacrato alla parola poetica

Omaggio a Dino Campana, Carmelo Bene, Walt Whitman, Pier Paolo Pasolini, Giovanni Pascoli e allo scultore Hans Bellmer

regia Simone Franco

lunedì 19 marzo
LECCE, Piazza S. Oronzo / Teatro Paisiello

Sarà una grande festa nel segno della parola poetica quella che prenderà il via lunedì 19 Marzo 2012 a Lecce.

Il progetto “Multidisciplinary Art”, organizzato da Simone Franco (regista-attore) e Stefania Negro (scrittrice) in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Lecce, dopo la Giornata della Memoria, approda alla seconda tappa in occasione della Giornata Mondiale della Poesia, che ricorre come ogni anno in Marzo; questa nuova edizione ha un’eccezionalità, coincide con l’anniversario della morte di tre massimi poeti del panorama mondiale Dino Campana (80 anni), Walt Whitman (120 anni) e Carmelo Bene (10 anni) uniti da un ideale visionario, da un fil rouge.
Ma non mancheranno citazioni su Pier Paolo Pasolini, Giovanni Pascoli e sullo scultore Hans Bellmer.

L’omaggio ai poeti, ai Padri, ha l’importante patrocinio del Centro Studi CampanianiEnrico Consolini” di Marradi (paese d’origine di Dino Campana) e dell’Università del Salento, e sarà realizzato da un nutrito ensemble di Artisti tutti uniti sotto la sigla di “ARTISTI PERBENE in: Campana x Bene”.

Primo appuntamento della giornata è alle ore 11.30 in Piazza S. Oronzo a Lecce dove l’ensemble degli Artisti Perbene si incontreranno per una performance urbana silente nella quale, eccezionalmente per l’occasione, sarà trasmesso un recitativo del maestro Carmelo Bene come ascolto collettivo.

Secondo e più atteso appuntamento lo troviamo in serata alle ore 21 al Teatro Paisiello dove il programma si profila ricco di novità e di suggestioni; per l’importante occasione, infatti, 30 artisti con la regia di Simone Franco si esibiranno in un grande reading concerto spettacolo multidisciplinare: un confronto di stili, linguaggi e visioni.

I grandi protagonisti saranno naturalmente i poeti con la magia dei loro versi, a cui daranno voce: Simone Franco e Simone Giorgino.

Ci sarà anche un ospite d’eccezione: il poeta Flavio Ermini che leggera alcuni suoi componimenti.

La parte musicale dello spettacolo sarà curata da affermati musicisti, riuniti in ensemble: Salvatore Casaluce (chitarra), Paolo Cesano (batteria), Emanuele Coluccia (sax e tromba), Roberto Gagliardi (sax), Pierpaolo Leo (onde martenot, elaborazioni elettroniche) Gianluca Milanese (flauto) Enza Pagliara (canto), Claudio Prima (organetto), Mauro Tre (tastiere).

Ci sarà spazio per un assolo di danza, musica e voce, a cura di Stefania Mariano, la performance Pittorica su pannello di Orodè e quella in video di Mario Catalano, un’azione scenica con Andrea Cariglia, Annalisa Gaudino, Paola Leone, Alice Pietroforte, Guendalina Salini, Adamo Toma, Fabio Zullino, con gli abiti femminili creati da Elena Cretì e con quelli maschili a cura di Fiamma Benvignati.

Ed ancora le sculture di Andrea Buttazzo, i burattini di Alice Pietroforte, le bambole di Loredana Tobia, body sculptures di Monica Righi e le lampade di Maurizio Buttazzo.

INGRESSO GRATUITO

INFO – Per informazioni è possibile scrivere a smgfranco o telefonare al numero 329.3670436

STONER, in libreria da Fazi il capolavoro della narrativa americana del XX secolo


John Edward Williams
Stoner

Traduzione di Stefano Tummolini
Postfazione all’edizione italiana di Peter Cameron

«Stoner è qualcosa di più raro di un grande romanzo – questo è un romanzo perfetto, così ben narrato, con una lingua superba e così profondamente toccante da levare il fiato».
Morris Dickstein, The New York Times

Pubblicato per la prima volta nel 1965, poi quasi dimenticato, Stoner di John E. Williams è stato ripubblicato nel 2006 dalla New York Review Books, suscitando un rinnovato interesse da parte della critica e dei lettori.
Stoner è il racconto della vita di un uomo tra gli anni Dieci e gli anni Cinquanta del Novecento: William Stoner, figlio di contadini, che si affranca quasi suo malgrado dal destino di massacrante lavoro nei campi che lo attende, coltiva la passione per gli studi letterari e diventa docente universitario. Si sposa, ha una figlia, affronta varie vicissitudini professionali e sentimentali, si ammala, muore. E’ un eroe della normalità che negli ingranaggi di una vita minima riesce ad attingere il senso del lavoro, dell’amore, della passione che dà forma a un’esistenza.

John Edward Williams (1922-1994), nato in Texas da una famiglia di contadini, partecipò alla seconda guerra mondiale in India e Birmania. Al suo rientro si trasferì a Denver, in Colorado, dove rimase tutta la vita insegnando all’Università. Oltre a Stoner è autore di tre romanzi: Nothing but the night(1948), Butcher’s Crossing (1960, di prossima pubblicazione da Fazi Editore) e Augustus (Castelvecchi, 2010), vincitore del National Book Award.

«Stoner è una storia perfettamente costruita, di un gelido matrimonio e di un disperato amore universitario; si è così vicini all’infelicità del protagonista che si ha paura di respirare»
Nick Hornby

«Questo è semplicemente un romanzo che parla di un ragazzo che va all’università e diventa un professore. Eppure è una delle cose più affascinanti che potrete leggere».
Tom Hanks

«Stoner è uno dei grandi classici della letteratura americana del XX secolo. Dimenticarlo sarebbe imperdonabile. Consentirgli una nuova vita e continuare a leggerlo significa consentire a noi stessi la capacità di comprendere insieme passato e presente. Stoner è un’aria del nostro tempo».
Colum McCann

«Il ritratto magistrale di un uomo autenticamente virtuoso».
The New Yorker

«Questa è grande arte».
Le Figaro

http://www.fazieditore.it/Libro.aspx?id=1201

Roma, Sabato 17 Marzo 2012, in Camera verde: L’INCANTO DELLA SPECIE, di Fiammetta Cirilli


a Roma, sabato 17 marzo 2012, alle ore 19:30
in Camera verde
(via G.Miani 20)

presentazione della raccolta di racconti

L’incanto della specie
Tre contributi sul grottesco contemporaneo
di
Fiammetta Cirilli

(Collana Talìa)

https://www.facebook.com/events/352031488153534/

Fiammetta Cirilli vive e lavora a Roma, dove insegna Italiano nella scuola pubblica. Redattrice del "Bollettino di Italianistica", si è a varie riprese occupata di autori come Luciano Bianciardi, Anna Maria Ortese, Beppe Fenoglio. Sta ultimando un dottorato di ricerca in Studi di genere, presso La Sapienza, con una tesi sulla scrittura di Dolores Prato.

*

Centro Culturale
La Camera Verde

direttore
Giovanni Andrea Semerano

via Giovanni Miani n. 20, 20 a, 20b 00154 Roma
3405263877

www.lacameraverde.com

Lecce 16 Marzo 2012 – “Non tutti i bastardi sono di Vienna” (Sellerio). Andrea Molesini a Lecce.


Lecce – Venerdi 16 marzo – Ore 18.00
La Libreria Palmieri ospiterà ANDREA MOLESINI autore di "Non tutti i bastardi sono di Vienna" (Sellerio)

Dialogherà con l’autore il prof. Roberto Martucci

"Non tutti i bastardi sono di Vienna" (Sellerio)
Premio Campiello 2011.

"Non tutti i bastardi sono di Vienna". Orgoglio, patriottismo, odio, amore: passioni pure e antiche si mescolano e si scontrano tra loro, intorbidate più che raffrenate dal senso, anch’esso antico, di reticenza e onore. Villa Spada, dimora signorile di un paesino a pochi chilometri dal Piave, nei giorni compresi tra il 9 novembre 1917 e il 30 ottobre 1918: siamo nell’area geografica e nell’arco temporale della disfatta di Caporetto e della conquista austriaca. Nella villa vivono i signori: il nonno Guglielmo Spada, un originale, e la nonna Nancy, colta e ardita; la zia Maria, che tiene in pugno l’andamento della casa; il giovane Paolo, diciassettenne, orfano, nel pieno dei furori dell’età; la giovane Giulia, procace e un po’ folle, con la sua chioma fiammeggiante. E si muove in faccende la servitù: la cuoca Teresa, dura come legno di bosso e di saggezza stagionata; la figlia stolta Loretta, e il gigantesco custode Renato, da poco venuto alla villa. La storia, che il giovane Paolo racconta, inizia con l’insediamento nella grande casa del comando militare nemico. Un crudo episodio di violenza su fanciulle contadine e di dileggio del parroco del villaggio, accende il desiderio di rivalsa. Un conflitto in cui tutto si perde, una cospirazione patriottica in cui si insinua lo scontro di psicologie, reso degno o misero dall’impossibilità di perdonare, e di separare amore e odio, rispetto e vittoria.

Libreria Palmieri
Via Salvatore Trinchese, 62a 73100 Lecce
Info: 0832 314144