Tutti gli articoli di Musicaos Editore

Musicaos rivista di letteratura dal 2004, dal 2014 Musicaos Editore. Leggere migliora. Salento, Puglia, Italia.

Mercoledì 18 luglio 2018 – Tricase – Chiesa dei Diavoli – Graziano Gala presenta “Felici diluvi”, con Giada Vespucci, Pasquale Santoro, Marco Garofalo


Musicaos Editore, Comune di Tricase, Sac Porta d’Oriente, Associazione Meditinere, Chiesa dei Diavoli

Mercoledì 18 luglio 2018 · ore 20.30
Chiesa dei Diavoli
(Via Madonna di Loreto, Tricase)

“Felici diluvi” (Musicaos)
di Graziano Gala

Dialoga con l’autore:
Giada Vespucci

Letture di: Pasquale Santoro

Musica di: Marco Garofalo

Mercoledì 18 luglio alle ore 20.30, a Tricase, presso la suggestiva Chiesa dei Diavoli (Via Madonna di Loreto), si terrà la presentazione di “Felici diluvi” (Musicaos), la raccolta di racconti scritti da Graziano Gala e editi da Musicaos Editore. La presentazione è organizzata con il patrocinio del comune di Tricase, Sac Porta d’Oriente, in collaborazione con l’Associazione Meditinere. Dialogherà con l’autore Giada Vespucci. Durante la presentazione l’attore Pasquale Santoro leggerà alcuni brani dei racconti, accompagnato dal musicista Marco Garofalo, alla chitarra elettrica. Ingresso libero.

L’AUTORE Graziano Gala nasce a Tricase il 19 settembre 1990. Vive a Milano, dove insegna Lettere in un Liceo delle scienze umane. Nel 2012 vince il premio “Lo scrivo io”, indetto da “La Gazzetta del Mezzogiorno” nella sezione poesia. Il suo racconto “Variabili impazzite”, viene inserito nella collana “Chi semina racconti 2”, curato dall’associazione “Tha Piaza Don Chisciotte”. Nel 2013 vince il premio speciale della giuria nel “Premio internazionale di cultura” indetto dall’AEDE (Association Européenne des Enseignants). Due suoi racconti vengono selezionati nel bando “Bollenti spiriti”, indetto dalla Regione Puglia, dando origine al volume collettaneo “Parole battute”. Si qualifica terzo al “Premio Nazionale Bukowski” di Viareggio. Nel 2016 il suo racconto “Sabotare il silenzio”, viene pubblicato in un’antologia edita da “Testi&Testi” e vince il premio “Carlo Cultrera”. Nello stesso anno un suo racconto viene selezionato dall’associazione “Onalim” e letto durante la Piano City Milano 2016 e nella scuola di scrittura “Belleville”.

I “Felici diluvi” di Graziano Gala raccontano di cose che finiscono in modo glorioso, di ciò che arriva al termine, lasciando dietro sé un ricordo di quel che è stato; cose che potrebbero essere andate altrimenti, ma per un meccanismo che si è inceppato procedono lungo un corso particolare, deragliato, inaspettato. Graziano Gala racconta le pieghe di una realtà in cui l’umanità, la persona, l’individuo, vogliono affermarsi prima di scomparire in un oblio definitivo, imposto dalle regole sociali, dall’amore o dal piano regolatore, dalla tracotanza o dal fallimento, passando per la nostalgia e il ricordo. La metropoli e la sua periferia sono il cosmo nel quale si muovono i suoi personaggi che si ribellano, numeri che cercano di sfuggire alla forza del destino per affermare la loro volontà di essere unici. In questi racconti c’è tutta la forza che regala la rivincita che ognuno dei protagonisti riesce a ritagliare per sé.

Cosimo Argentina, a proposito della scrittura di Graziano Gala e dei suoi racconti, afferma: “Se un qualunque scrittore italiano, anche tra i pluridecorati, leggesse i racconti di Graziano Gala, e fosse onesto, lascerebbe perdere la penna e aprirebbe una rivendita di sali e tabacchi”.

I RACCONTI Si parte con “L’applauso”, dove la vittima di una vocale sbagliata, il Poli, intento nel far dimenticare l’odore e la consistenza del pattume ammassato in qualità di netturbino, rifugiandosi dietro un pianoforte che rappresenta il dolore di tutto ciò che poteva essere e non è stato. Segue il venditore di rose (“Il sonno dei giusti”), escluso sociale di lusso, immortalato nel tentativo di rivendicare acqua e amore per quei boccioli che lui percepisce come strumenti ultimi di felicità universale. Lo sorpassa, in “Complanari”, da destra a bordo di una vecchia Taunus un conducente in piena sofferenza, diviso tra il rimorso per la morte del padre e l’amore sconveniente nei confronti di una prostituta, il tutto mentre la RoSara di “Recuméterna”, l’ultima prefica di professione, viene colpita a morte da un paese che non vuole saperne di morire.

Si spande, in lontananza, l’odore di caffè (“Le circostanze dell’arrivederci”), accompagnato dai tutti quei sogni e tutti quei fallimenti che possono essere contenuti in una tazzina: è questo il destino di Franco e Marilena, innamorati di un amore violento e smisurato come l’urlo di Tardelli nell’82. Macchie, dicevamo, da ripulirsi: di questo si occupa Goffredo Mammoni, lavandero proprietario di lavanderia industriale, sempre immacolato e sempre impreparato dinanzi all’occasione della vita (“La figlia di Brasi”). Meglio fermarsi, meglio riavviare il meccanismo, meglio distruggere la giostra malfunzionante: a questo pensa il bombarolo di “Rumori da basso”, incapace di gestire le cicatrici di abusi protratti.

E tra un’eruzione inaspettata della Famiglia Cola-Lava e una processione a tradimento imposta da don Pasquale nel “Sentir messa” ad una folla zelante e belante nessuna sorpresa se Fabio Filzi pensi bene che il tradimento – subito più che goduto – sia l’unica boccata d’ossigeno utile al continuare della narrazione. Da qui la liberazione, la rottura degli equilibri, il senso di onnipotenza che porta l’ingegner Piaccia ad agire senza preoccuparsi delle esigenze del prossimo, da qui il pedale della Duetto calcato dal Tamorra in prossimità di una rotatoria. Si cerca lo scontro, la fine, l’esplosione, l’eccesso, la forza di rimettere tutto in discussione soffrendo per i guai passati e per i propri fallimenti: tutta la narrazione diventa una pura questione di lacrime, e se a piangere inizia anche il cielo ci vuole un ombrello dalle braccia salde, dal fiato caldo e dalle giunture resistenti per gestire precipitazioni, scrosci e conseguenze annesse.

PRIMI GIUDIZI DA PARTE DELLA CRITICA

“Si tratta di quattordici brevi storie, scritte con una lingua disarticolata e carnale, creativa e felice. Non saprei se Gala si sente parte di una tradizione propriamente italiana ma mi sembra che il nucleo della sua ispirazione adombri un respiro buzzatiano. Le sue storie virano volentieri verso il surreale ma mai in modo effettistico e forzato.”
Fabio Orrico, su “Liberi di Scrivere”

“La metropoli e la sua periferia sono il cosmo nel quale si muovono i personaggi di Gala che altro non sono che ‘pezzi’ dell’umanità che si ribellano, numeri che cercano di sfuggire alla forza del destino per affermare la loro volontà di essere unici.”
Veronica Notaro, su “RecensioniLibri.org”

“Graziano Gala ha creato qualcosa di nuovo ma soprattutto geniale, ogni racconto racchiude in sé un fascino speciale.”
Loredana Cilento, su “Mille Splendidi Libri e Non Solo”

“La scrittura fresca e immediata di Gala, che sembra ispirarsi, sin dai nomi fortemente evocativi dei personaggi, ai giochi linguistici di Rodari e di Benni e all’ironia dissacrante di Cosimo Argentina, guida il lettore nel carosello di emozioni, spesso contrastanti, che si rincorrono pagina dopo pagina, storia dopo storia, senza tuttavia lasciare nulla al caos e all’indefinito”
Mariaelena Tucci, su “Centro PENS. Poesia Contemporanea e Nuove Scritture”

“Nei racconti di Gala si intrecciano i temi dell’allontanamento da casa, una casa che è terra accogliente e calda, in contrapposizione all’ipertrofia urbana di un settentrione votato alla produzione e al consumo, consumo che non è solo materiale ma anche del materiale umano. Al turbine della frenesia metropolitana si contrappone la voce dell’autore, che è quella di colui che non si arrende, di colui che, narrando, dà nuova vita a chi sembra aver esaurito ogni possibilità.”,
Nü su “Il Loggione Letterario”

“Di Graziano Gala colpisce subito la sicurezza della scrittura, la sua è una voce originale e dotata di registri sempre cangianti.”
Giovanni Pannacci su “L’Ottavo”

Informazioni.
Musicaos Editore
0836 618 232 – info@musicaos.ithttp://www.musicaos.org

Martedì 17 luglio 2018 – Nardò – Michele Cortese e Raffaele Pappadà ospiti de “La Gliama Sirà”


Martedì 17 luglio 2018 – ore 21.30
“Senza riserve” di Raffaele Pappadà
e Michele Cortese con il suo nuovo lavoro discografico “Km0”

presso
“La Gliama Sirà”
(Nardò, Via dei Pandi 33)

presenta
Isabel Tramacere (giornalista)

letture di:
Valentina Piccolo,
Marco Antonio Romano

Martedì 17 luglio 2018, alle ore 21.30, presso i locali de “La Gliama Sirà” (Via dei Pandi, 33) a Nardò, in collaborazione con la libreria “I Volatori”, si terrà una nuova presentazione di “Senza riserve”, di Raffaele Pappadà, con la partecipazione speciale, per l’occasione, di Michele Cortese, che presenterà il suo nuovo lavoro discografico intitolato “Km0”. Sport, musica, amicizia, racconto di esperienza artistica e vita, saranno gli elementi di questo incontro inedito. Dialogherà con entrambi la giornalista Isabel Tramacere. Le letture dal romanzo di Raffaele Pappadà, durante l’incontro, saranno a cura di Valentina Piccolo e Marco Antonio Romano.

“Senza riserve”, di Raffaele Pappadà racconta la storia di Thomas, un giovane portiere che dopo tanta gavetta attende ancora l’occasione per mettere in mostra il suo valore. Gioca nel Lecce, si allena in attesa del momento giusto, cresce nella lealtà come sportivo e come uomo, si innamora. Entra di slancio sugli eventi, spericolato e deciso. Il giorno così atteso arriverà. Thomas farà i conti con la passione, la gioventù, gli incontri e gli scontri con i più grandi campioni, la famiglia, l’amore. Un ultimo uomo, spesso solo con il suo destino. La vita per Thomas è una partita che va vissuta fino all’ultimo secondo, dentro e fuori dal campo, “senza riserve”, in un romanzo dove il calcio è visto dalla porta, dagli occhi di chi ha il compito di ostacolare ciò che tutti desiderano: il gol, decidendo le sorti di una stagione.

Raffaele Pappadà, giornalista professionista, laureato in Scienze politiche e delle relazioni internazionali, inizia il suo percorso professionale nel 2006 partendo da Telerama, dove nel 2010 diviene direttore della redazione sportiva.Nel 2012 si trasferisce a Milano per commentare le gare di Serie A per Infront e nel 2015 entra a far parte della squadra di telecronisti di Premium Sport, di cui è attualmente una delle voci del fútbol argentino, della Champions League e di altri campionati. È uno dei volti e delle voci di Serie A Tv. Ha ricevuto diversi riconoscimenti e, nel 2009 e 2011, il Premio “Gemme dello Sport” come miglior giornalista sportivo salentino.

“KM0” è il titolo del nuovo lavoro discografico di Michele Cortese, uscito il 5 maggio scorso e in tour, con concerti durante i quali intervengono attori che recitano i “diari di bordo” scritti da Cortese durante suoi viaggi e avventure musicali trattando la materia dei sogni e la magia dell’arte. Il giovane e talentuoso cantante dall’Aprile 2018, in Cile, è protagonista del musical Evita nel ruolo del Che che lo vedrà impegnato in un nuovo tour teatrale oltreoceano durante l’anno.

Informazioni: Musicaos Editore / http://www.musicaos.it / info@musicaos.it / tel. 0836.618232

Martedì 17 luglio 2018 – Alliste – Fernanda Filippo ospite dei “Il Cortile dei Libri Parlanti”


COMUNICATO STAMPA
MUSICAOS EDITORE · ANTICA TERRA

Con il patrocinio del Comune di Alliste
in collaborazione con Assessorato allo Spettacolo e alla Cultura
e Consulta dei Giovani Alliste Felline

Antica Terra · Musicaos Editore

“Il Cortile dei Libri Parlanti”
3a edizione, 2018
(ALLISTE Piazza Municipio, 14)

Martedì 17 luglio 2018 · ore 20.00
“Cercando petali nel fango”
(Musicaos Editore)
di Fernanda Filippo

dialogano con l’autrice
Vito Adamo
Luciano Pagano

letture:
Filippo Viva

Martedì 17 luglio 2018, alle ore 20.00, nuovo appuntamento per la rassegna “Il Cortile dei Libri Parlanti”, giunta alla sua terza edizione. L’incontro, con il patrocinio del Comune di Alliste, in collaborazione con l’Assessorato allo Spettacolo e alla Cultura e della “Consulta dei Giovani Alliste Felline”, si terrà nel cortile di Antica Terra (piazza Municipio, 14), da tre anni conosciuto come “Il Cortile dei Libri Parlanti”; luogo e nome della rassegna diretta da Vito Adamo, con Musicaos Editore, che vedrà la partecipazione, fino al 31 agosto 2018, di diversi incontri con autori e editori, salentini e non, già dieci gli autori in programma, ai quali si aggiungeranno altri ospiti. Ospite di questo incontro sarà Fernanda Filippo, poetessa giunta alla sua seconda pubblicazione. La nuova raccolta di Fernanda Filippo, dal titolo “Cercando petali nel fango” (Musicaos), verrà presentata, con letture a cura di Filippo Viva, dialogando con Vito Adamo (autore di una nota al testo) e Luciano Pagano (editore).

La raccolta è interamente percorsa dal sentimento di introspezione che è proprio della narrazione poetica, ma al tempo stesso la visione intimistica si intreccia con l’esigenza di raccontare una realtà che emerge dal caos poetico rinnovata, reinterpretata, persino vivibile di fronte alla nuova scoperta interpretativa in cui i “Pensieri migrano/ Seguendo voli fantastici”. È una porzione di realtà che non è solo lotta quotidiana ma anche osservazione dei fenomeni naturali: “Scintille ghiacciate di mare/ Fanno risorgere il tuo corpo/ Liberandoti da grovigli di pensieri. / Ti abbandoni a carezze di luce/ Sciogliendoti in serenità”. L’inconscio dimora in uno spazio intimo, profondo e buio in cui il verso è musicalità che viene amplificata come l’eco in una caverna. Il significato delle parole ne esce rinforzato, ravvivato e nuovo, là dove suoni e colori si fondono per conferire all’immagine inedita incisività. È in questo contesto che l’apparente illogicità o paradosso del verso, che si coglie in alcuni componimenti, viene scomposta a favore di una nuova qualità interpretativa che, ben lungi dall’essere una forma di sconfitta, si trasforma in consapevolezza del reale, dei suoi confini, dei suoi ostacoli e delle sue potenzialità. Tutto ciò è ben evidente nei seguenti passi: “Visioni vermiglie prigioniere/ Di palpebre socchiuse/ Cercano vie di uscita”. “Sguardi penetranti ti attraversano/ Cercando di rubarti l’anima. / […] Un drappo bianco/ La tua anima lacerata/ In mezzo alla folla/ Di anime nere”. E ancora: “Spogliamoci dall’indifferenza/ Tendiamo la mano/ Perché accanto non/ Abbiamo solo ombre”. (Silvana Arcuti)

I versi di Fernanda Filippo sono come “Punte di matite colorate”, disegnano i contorni di ogni stato d’animo e accarezzano, delicatamente, il proprio sentire.
La sua Poesia non è silenziosa, ma irrompe con energia in ogni dimensione, senza lasciare alcuno spazio dell’animo umano inesplorato: “A volte esplodere/ In minuscoli frammenti/ È l’unico modo per toccare chiunque.” Ogni suo verso è come una stella osservata nello spazio siderale, quando tutto il mondo tace, e ci tocca in modo mite, ma, contemporaneamente, con la stessa forza di un tuono, che ci fa scuotere. Il pregio della Poesia dell’Autrice è riconducibile ad un’interpretazione di tipo olistico, cioè a dire che l’intera opera si compie nella totalità di ogni suo singolo verso, svelando un’energia, un’immensità e un potenziale emotivo, unici nel suo genere. Cercando petali nel fango arriva a toccare l’animo di ogni lettore, facendo prendere coscienza della propria dimensione, proprio come possiamo leggere nei bellissimi versi della poetessa Wislawa Szymbroska: “Volo come si deve, ossia con le mie forze.” (Vito Adamo)

Postfazione di Silvana Arcuti
Nota di Vito Adamo
Illustrazione di copertina di Simone Nicola Filippo

Informazioni.
Musicaos Editore
0836 618 232 – info@musicaos.ithttp://www.musicaos.org

Domenica 15 luglio 2018 – Leverano – Raffaele Pappadà, “Senza riserve” presso la Torre Federico II


Domenica 15 luglio 2018 – ore 21.00
“Senza riserve” di Raffaele Pappadà

presso
TORRE FEDERICO II
(Leverano)

presenta
Alessio Quarta (giornalista)

Domenica 15 luglio 2018, alle ore 21.00, presso la Torre Federiciana di Leverano, appuntamento con “Senza riserve”, di Raffaele Pappadà, che verrà presentato dal giornalista Alessio Quarta in un evento realizzato dal Parco Culturale Girolamo Marciano. Immediatamente dopo il termine della finale dei Mondiali Fifa World Cup 2018, giocata a Mosca domenica pomeriggio, un’occasione per dialogare sulla scrittura e anche sull’esperienza del giovane giornalista e telecronista sportivo, Raffaele Pappadà, che in quest’edizione dei mondiali, appena trascorsi, ha avuto occasione di commentare (con le dirette sul canale 34 del digitale terrestre di Mediaset) alcuni incontri del campionato, nonché di curare alcuni degli highlights che hanno seguito le partite appena svoltesi.

“Senza riserve”, di Raffaele Pappadà racconta la storia di Thomas, un giovane portiere che dopo tanta gavetta attende ancora l’occasione per mettere in mostra il suo valore. Gioca nel Lecce, si allena in attesa del momento giusto, cresce nella lealtà come sportivo e come uomo, si innamora. Entra di slancio sugli eventi, spericolato e deciso. Il giorno così atteso arriverà. Thomas farà i conti con la passione, la gioventù, gli incontri e gli scontri con i più grandi campioni, la famiglia, l’amore. Un ultimo uomo, spesso solo con il suo destino. La vita per Thomas è una partita che va vissuta fino all’ultimo secondo, dentro e fuori dal campo, “senza riserve”, in un romanzo dove il calcio è visto dalla porta, dagli occhi di chi ha il compito di ostacolare ciò che tutti desiderano: il gol, decidendo le sorti di una stagione.

Raffaele Pappadà, giornalista professionista, laureato in Scienze politiche e delle relazioni internazionali, inizia il suo percorso professionale nel 2006 partendo da Telerama, dove nel 2010 diviene direttore della redazione sportiva.Nel 2012 si trasferisce a Milano per commentare le gare di Serie A per Infront e nel 2015 entra a far parte della squadra di telecronisti di Premium Sport, di cui è attualmente una delle voci del fútbol argentino, della Champions League e di altri campionati. È uno dei volti e delle voci di Serie A Tv. Ha ricevuto diversi riconoscimenti e, nel 2009 e 2011, il Premio “Gemme dello Sport” come miglior giornalista sportivo salentino.

Informazioni: Musicaos Editore / http://www.musicaos.it / info@musicaos.it / tel. 0836.618232

Sabato 14 luglio 2018 – San Simone (Sannicola) – Presentazione de “La chiae te oru”, di Pino Tarantino


Comune di Sannicola, Pro Loco di Sannicola, Armonauti, · Musicaos Editore

Sabato 14 luglio 2018, Ore 20.00
(San Simone, Piazza Mercato)
“La chiae te oru”
(Musicaos Editore)
di Pino Tarantino

intervengono:

Cosimo Piccione
Sindaco di Sannicola

Elisabetta Greco
Presidente Pro Loco Sannicola

Luciano Pagano
Musicaos Editore

Prof. Franco Ventura

Dott. ssa Maria Claudia Minerva
Giornalista

Modera:
Franco Marrocco

Letture di:
Salvatore Coluccia
Antonietta Manca
della Compagnia Teatrale “Armonauti” (Gallipoli)

Sabato 14 luglio 2018 alle ore 20.00, nella Piazza Mercato di San Simone (Sannicola), si terrà la prima presentazione della raccolta di poesie “La chiae te oru” (La chiave d’oro), scritte in lingua dialettale e tradotte in italiano da Pino Tarantino. La serata, con il patrocinio del Comune di Sannicola, in collaborazione con la Pro Loco di Sannicola, la compagnia teatrale “Armonati”, e Musicaos Editore, vedrà la partecipazione di Pino Tarantino, autore che ha scelto di esprimere nella poesia della lingua dialettale, le tradizioni, le usanze, le radici di un tempo che rischia di andare perduto. L’incontro, che vedrà la partecipazione del sindaco di Sannicola, Cosimo Piccione, e di Elisabetta Greco, Presidente della Pro Loco di Sannicola, sarà moderato da Franco Marrocco. Si alterneranno, con loro, il prof. Franco Ventura, critico e estimatore dei versi di Pino Tarantino, a oggi inediti, insieme alla dott. Ssa Maria Claudia Minerva, giornalista del Nuovo Quotidiano di Puglia. Durante la serata sono previste letture a cura della Compagnia Teatrale “Armonauti” (Gallipoli), eseguite da Salvatore Coluccia e Antonietta Manca.

L’ AUTORE “Sono nato il 24 gennaio 1959, a Sannicola (Le). Cresciuto in una famiglia di contadini, la cui semplicità, il rispetto e la disciplina, sono stati il collante di un percorso che mi ha portato ad amare tutto ciò che la mia terra con i suoi valori, le sue tradizioni, la sua storia, mi ha donato. Il nostro dialetto identifica semplicemente il nostro modo di essere, individuabile nelle persone più semplici, nelle gesta più genuine, che resistono all’avanzare di un modo di vivere frenetico dettato dalla smania di primeggiare.
Così ho cercato di custodire in versi ciò che il tempo ci ha fatto dimenticare, come le persone, i rapporti, la cura della nostra amata terra: tutti valori che molti non sanno di possedere o fanno finta di non aver mai avuto. Mentre proprio la semplicità e la genuinità lasciateci in eredità dai nostri nonni sono una cura, in quest’epoca di freddi rapporti sociali, dove tutto è permesso e nessuno è innocente o colpevole. In sintesi, con i miei umili versi, amo identificarmi in quelle persone che hanno vissuto i periodi più belli della nostra vita e che resteranno scolpiti nel cuore di chi come me ama le proprie radici.”

IL LIBRO A proposito del dialetto o della qualsivoglia lingua dialettale, nella maggior parte dei casi, si è sempre trattato di una “lingua parlata”, senza un codice genetico di scrittura ad essa riferita. Nei tempi, comunque, questa stessa lingua è stata rimodulata, rivisitata in alcuni vocaboli che hanno assunto forma verbale e cadenza differenti; ma tutto ciò non è riconducibile ad un unico, vero e proprio vocabolario grammaticale, scritto e quindi osservato nello scrivere l’idioma dialettale. Tutto ciò che si può esprimere verbalmente non sempre si può codificare in una grammatica univoca secondo un dettato che di fatto non esiste, se non riveduto di quando in quando da chi può credere che alcuni termini dialettali debbano essere scritti come essi stessi intendono. Perciò penso che accettare l’espressività dialettale impressa nella scrittura che può e deve essere diversa, sia il segno distintivo della nobiltà posta nel rispetto della cadenza parlata, che a volte cambia di molto, anche tra paesini confinanti. Unitamente agli effetti e a un rispetto propedeutico a essi, la mia intenzione è quella di imprimere nei versi ciò che abbiamo smarrito, la vita semplice di una volta, con tutto ciò che ne derivava, le persone, le loro gesta, il modo di convivenza umile, semplice, senza imposizioni di sorta. La nostalgia di un periodo che inconsapevolmente vive in ognuno di noi, e che inesorabilmente scompare.

Informazioni:
Musicaos Editore

Musicaos Editore


info@musicaos.it
tel. 0836.618232

Giovedì 12 luglio 2018 – San Foca (Le) – “Moplen” di Giuseppe Corianò, ospite del Blu Festival


Patrocinio
Comune di Melendugno

Giovedì 12 luglio 2018 – Ore 21.00
San Foca – Piazzetta dei Pescatori

“Moplen. Viaggio su un transatlantico di polipropilene isotattico”
(Musicaos Editore), di Giuseppe Corianò

Letture di:
Carlo Portaluri

Giovedì 12 luglio 2018, alle ore 21.00, presso la Piazzetta dei Pescatori, a San Foca, si terrà la presentazione di “Moplen. Viaggio su un transatlantico di polipropilene isotattico”, nuovo libro di Giuseppe Corianò, edito da Musicaos Editore. L’evento, all’interno della programmazione del Blu Festival, è patrocinato dal Comune di Melendugno. Durante la serata l’attore Carlo Portaluri leggerà alcuni brani dal testo di Giuseppe Corianò.

“Moplen. Viaggio su un transatlantico di polipropilene isotattico” è il percorso nelle esistenze della costellazione di personaggi che si intrecciano alla vita del protagonista, Giovanni, tra passato e presente, sovrapponendosi, intersecandosi e perdendosi nel monologo interiore che scardina spazio e tempo, e che fa emozionare.

Giovanni cresce in una piccola comunità nel Salento, dove il bar del paese è una palestra di vita, in compagnia di una madre che considera quasi ossessivamente la pulizia del corpo come imprescindibile viatico alla purezza dell’anima. Il confine tra realtà e sogno, in queste pagine, è labile, perché i fatti narrati appaiono sempre contornati da un alone di mistero. Anche quando entrano in scena la vita e la morte, con tutta la loro scioccante carica di violenza, sembra prevalere la dimensione onirica, con la luce abbacinante e il calore del sole che divengono condizioni dell’anima. È così che il “transatlantico di polipropilene isotattico”, realizzato in moplen, altro non è che una vasca di plastica che diviene vascello, navicella per un viaggio alla ricerca dell’amore e dei legami forti che danno un senso al nostro vivere.

Giuseppe Corianò è nato a Martignano, in provincia di Lecce, dove vive. Insegna Filosofia nel Liceo delle Scienze Umane dell’IISS “Cezzi De Castro Moro” di Maglie. Ha pubblicato La direzione dei venti (Manni, 2004), Le vacche di Hegel (Lupo, 2014). Come autore ha partecipato al progetto Librarsi, organizzato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, rivolto alle fasce di popolazione a rischio di emarginazione sociale e culturale. È autore di filastrocche e racconti per ragazzi, per i quali ha ricevuto significativi riconoscimenti. Nel marzo del 2018 ha pubblicato, con Musicaos Editore, l’ebook di racconti Anima obesa.

Informazioni
Musicaos Editore

Musicaos Editore


info@musicaos.it

Giovedì 12 luglio 2018 – Terlizzi – “Mùtilo” di Marco Vetrugno ospite della rassegna “Di Versi e Di Vini”


Mercoledì 11 luglio 2018 – Martano – Farmacia Letteraria Corte Grande – Lea Barletti presenta il “Libro dei dispersi e dei ritornati”


Lunedì 9 luglio 2018 – Torre Lapillo (Le) – Graziano Gala ospite della rassegna “Libri d’autore” presso il Centro Visite di Torre Lapillo


Musicaos Editore
CEA Centro di Educazione Ambientale di Porto Cesareo
Associazione Culturale Liber

Rassegna “Libri d’autore”

Lunedì 9 luglio 2018 · ore 20.30
Centro Visite di Torre Lapillo
(Torre di Torre Lapillo)

“Felici diluvi” (Musicaos)
di Graziano Gala

Dialogano con l’autore:
Maria Grazia Scatigna
(Libreria Tra Le Righe)

Luciano Pagano
(Editore)

Letture di: Pasquale Santoro
Musica di: Marco Garofalo

Lunedì 9 luglio 2018, alle ore 20.30, nell’ambito della rassegna “Libri d’autore”, organizzata da CEA (Centro di Educazione Ambientale di Porto Cesareo) insieme all’Associazione Culturale “Liber”, si terrà, presso il Centro Visite di Torre Lapillo (presso la Torre di Torre Lapillo), la presentazione di “Felici diluvi” (Musicaos), la raccolta di racconti scritta da Graziano Gala. Dialogheranno con l’autore Maria Grazia Scatigna, della libreria “Tra le righe” di Leverano, e Luciano Pagano, editore. Durante la presentazione l’attore Pasquale Santoro leggerà dei racconti dal testo, accompagnato dal chitarrista e musicista Marco Garofalo.

L’AUTORE Graziano Gala nasce a Tricase il 19 settembre 1990. Vive a Milano, dove insegna Lettere in un Liceo delle scienze umane. Nel 2012 vince il premio “Lo scrivo io”, indetto da “La Gazzetta del Mezzogiorno” nella sezione poesia. Il suo racconto “Variabili impazzite”, viene inserito nella collana “Chi semina racconti 2”, curato dall’associazione “Tha Piaza Don Chisciotte”. Nel 2013 vince il premio speciale della giuria nel “Premio internazionale di cultura” indetto dall’AEDE (Association Européenne des Enseignants). Due suoi racconti vengono selezionati nel bando “Bollenti spiriti”, indetto dalla Regione Puglia, dando origine al volume collettaneo “Parole battute”. Si qualifica terzo al “Premio Nazionale Bukowski” di Viareggio. Nel 2016 il suo racconto “Sabotare il silenzio”, viene pubblicato in un’antologia edita da “Testi&Testi” e vince il premio “Carlo Cultrera”. Nello stesso anno un suo racconto viene selezionato dall’associazione “Onalim” e letto durante la Piano City Milano 2016 e nella scuola di scrittura “Belleville”.

I “Felici diluvi” di Graziano Gala raccontano di cose che finiscono in modo glorioso, di ciò che arriva al termine, lasciando dietro sé un ricordo di quel che è stato; cose che potrebbero essere andate altrimenti, ma per un meccanismo che si è inceppato procedono lungo un corso particolare, deragliato, inaspettato. Graziano Gala racconta le pieghe di una realtà in cui l’umanità, la persona, l’individuo, vogliono affermarsi prima di scomparire in un oblio definitivo, imposto dalle regole sociali, dall’amore o dal piano regolatore, dalla tracotanza o dal fallimento, passando per la nostalgia e il ricordo. La metropoli e la sua periferia sono il cosmo nel quale si muovono i suoi personaggi che si ribellano, numeri che cercano di sfuggire alla forza del destino per affermare la loro volontà di essere unici. In questi racconti c’è tutta la forza che regala la rivincita che ognuno dei protagonisti riesce a ritagliare per sé.

Cosimo Argentina, a proposito della scrittura di Graziano Gala e dei suoi racconti, afferma: “Se un qualunque scrittore italiano, anche tra i pluridecorati, leggesse i racconti di Graziano Gala, e fosse onesto, lascerebbe perdere la penna e aprirebbe una rivendita di sali e tabacchi”.

I RACCONTI Si parte con “L’applauso”, dove la vittima di una vocale sbagliata, il Poli, intento nel far dimenticare l’odore e la consistenza del pattume ammassato in qualità di netturbino, rifugiandosi dietro un pianoforte che rappresenta il dolore di tutto ciò che poteva essere e non è stato. Segue il venditore di rose (“Il sonno dei giusti”), escluso sociale di lusso, immortalato nel tentativo di rivendicare acqua e amore per quei boccioli che lui percepisce come strumenti ultimi di felicità universale. Lo sorpassa, in “Complanari”, da destra a bordo di una vecchia Taunus un conducente in piena sofferenza, diviso tra il rimorso per la morte del padre e l’amore sconveniente nei confronti di una prostituta, il tutto mentre la RoSara di “Recuméterna”, l’ultima prefica di professione, viene colpita a morte da un paese che non vuole saperne di morire.

Si spande, in lontananza, l’odore di caffè (“Le circostanze dell’arrivederci”), accompagnato dai tutti quei sogni e tutti quei fallimenti che possono essere contenuti in una tazzina: è questo il destino di Franco e Marilena, innamorati di un amore violento e smisurato come l’urlo di Tardelli nell’82. Macchie, dicevamo, da ripulirsi: di questo si occupa Goffredo Mammoni, lavandero proprietario di lavanderia industriale, sempre immacolato e sempre impreparato dinanzi all’occasione della vita (“La figlia di Brasi”). Meglio fermarsi, meglio riavviare il meccanismo, meglio distruggere la giostra malfunzionante: a questo pensa il bombarolo di “Rumori da basso”, incapace di gestire le cicatrici di abusi protratti.

E tra un’eruzione inaspettata della Famiglia Cola-Lava e una processione a tradimento imposta da don Pasquale nel “Sentir messa” ad una folla zelante e belante nessuna sorpresa se Fabio Filzi pensi bene che il tradimento – subito più che goduto – sia l’unica boccata d’ossigeno utile al continuare della narrazione. Da qui la liberazione, la rottura degli equilibri, il senso di onnipotenza che porta l’ingegner Piaccia ad agire senza preoccuparsi delle esigenze del prossimo, da qui il pedale della Duetto calcato dal Tamorra in prossimità di una rotatoria. Si cerca lo scontro, la fine, l’esplosione, l’eccesso, la forza di rimettere tutto in discussione soffrendo per i guai passati e per i propri fallimenti: tutta la narrazione diventa una pura questione di lacrime, e se a piangere inizia anche il cielo ci vuole un ombrello dalle braccia salde, dal fiato caldo e dalle giunture resistenti per gestire precipitazioni, scrosci e conseguenze annesse.

PRIMI GIUDIZI DA PARTE DELLA CRITICA

“Si tratta di quattordici brevi storie, scritte con una lingua disarticolata e carnale, creativa e felice. Non saprei se Gala si sente parte di una tradizione propriamente italiana ma mi sembra che il nucleo della sua ispirazione adombri un respiro buzzatiano. Le sue storie virano volentieri verso il surreale ma mai in modo effettistico e forzato.”
Fabio Orrico, su “Liberi di Scrivere”

“La metropoli e la sua periferia sono il cosmo nel quale si muovono i personaggi di Gala che altro non sono che ‘pezzi’ dell’umanità che si ribellano, numeri che cercano di sfuggire alla forza del destino per affermare la loro volontà di essere unici.”
Veronica Notaro, su “RecensioniLibri.org”

“Graziano Gala ha creato qualcosa di nuovo ma soprattutto geniale, ogni racconto racchiude in sé un fascino speciale.”
Loredana Cilento, su “Mille Splendidi Libri e Non Solo”

“La scrittura fresca e immediata di Gala, che sembra ispirarsi, sin dai nomi fortemente evocativi dei personaggi, ai giochi linguistici di Rodari e di Benni e all’ironia dissacrante di Cosimo Argentina, guida il lettore nel carosello di emozioni, spesso contrastanti, che si rincorrono pagina dopo pagina, storia dopo storia, senza tuttavia lasciare nulla al caos e all’indefinito”
Mariaelena Tucci, su “Centro PENS. Poesia Contemporanea e Nuove Scritture”

“Nei racconti di Gala si intrecciano i temi dell’allontanamento da casa, una casa che è terra accogliente e calda, in contrapposizione all’ipertrofia urbana di un settentrione votato alla produzione e al consumo, consumo che non è solo materiale ma anche del materiale umano. Al turbine della frenesia metropolitana si contrappone la voce dell’autore, che è quella di colui che non si arrende, di colui che, narrando, dà nuova vita a chi sembra aver esaurito ogni possibilità.”,
Nü su “Il Loggione Letterario”

“Di Graziano Gala colpisce subito la sicurezza della scrittura, la sua è una voce originale e dotata di registri sempre cangianti.”
Giovanni Pannacci su “L’Ottavo”

Informazioni.
Musicaos Editore
0836 618 232 – info@musicaos.ithttp://www.musicaos.org

Domenica 8 luglio 2018 – Martano (Le) – I racconti di Aldo Augieri, Lea Barletti, Patrizia Caffiero, Graziano Gala ospiti di “Cortili Aperti”


Domenica 8 luglio 2018 – ore 20.30
Martano (LE)
“Cortili Aperti”

presso
Palazzo Corina Comi

I racconti di Musicaos, letture da
Aldo Augieri, Lea Barletti,
Patrizia Caffiero, Graziano Gala

con
Aldo Augieri, Lea Barletti, Luciano Pagano,
Graziano Gala, Pasquale Santoro, Marco Garofalo

Domenica 8 luglio 2018, alle ore 20.30, a Martano (Le), nell’ambito della manifestazione “Cortili aperti”, presso il Palazzo Corina-Comi di Martano si terrà un reading dedicato ai racconti di Musicaos Editore, e agli autori delle recenti pubblicazioni di racconti dell’editore salentino. Quattro libri per quattro autori, con i racconti di Aldo Augieri, da “I singhiozzi di Jerry e Gunther”, Lea Barletti, da “Libro dei dispersi e dei ritornati”, Patrizia Caffiero, da “Incredibili vite nascoste nei libri” e Graziano Gala, con la raccolta di racconti “Felici diluvi”.
Si alterneranno, nelle letture, Aldo Augieri, Lea Barletti, Luciano Pagano (che leggerà testi di Patrizia Caffiero), e Graziano Gala, i cui racconti verranno recitati dalla voce di Pasquale Santoro, che sarà accompagnato dalla chitarra di Marco Garofalo. Si tratterà di un appuntamento unico e inedito, che unirà quattro autori di Musicaos Editore.

(nella foto, in ordine orario, Aldo Augieri, Lea Barletti, Patrizia Caffiero, Graziano Gala)

Informazioni:
Musicaos Editore
tel. 0836.618.232
info@musicaos.it

Musicaos Editore

Mercoledì 4 luglio 2018 – Gallipoli (LE) – “Moplen”, Giuseppe Corianò ospite del Chiostro di San Domenico


Mercoledì 27 giugno 2018 – Corigliano d’Otranto – Il Castello Volante ospita “Moplen”, di Giuseppe Corianò


Mercoledì 27 giugno 2018 · ore 20.00
Corigliano d’Otranto
Il Castello Volante

“Moplen
Viaggio su un transatlantico di polipropilene isotattico”
(Musicaos Editore)

di Giuseppe Corianò

Dialogano con l’autore:
Elisabetta Donno
Daniela Cesari

Letture di:
Carlo Portaluri

Mercoledì 27 giugno 2018, alle ore 20.00, presso il Castello Volante di Corigliano d’Otranto (Le), si terrà la presentazione di “Moplen. Viaggio su un transatlantico di polipropilene isotattico”, di Giuseppe Corianò, edito da Musicaos Editore. L’autore dialogherà con Elisabetta Donno e Daniela Cesari. Durante la presentazione l’attore Carlo Portaluri leggerà alcuni brani del testo.

“Moplen” è il percorso nelle esistenze della costellazione di personaggi che si intrecciano alla vita del protagonista, Giovanni, tra passato e presente, sovrapponendosi, intersecandosi e perdendosi nel monologo interiore che scardina spazio e tempo, e che fa emozionare.

Giovanni cresce in una piccola comunità nel Salento, dove il bar del paese è una palestra di vita, in compagnia di una madre che considera quasi ossessivamente la pulizia del corpo come imprescindibile viatico alla purezza dell’anima. Il confine tra realtà e sogno, in queste pagine, è labile, perché i fatti narrati appaiono sempre contornati da un alone di mistero. Anche quando entrano in scena la vita e la morte, con tutta la loro scioccante carica di violenza, sembra prevalere la dimensione onirica, con la luce abbacinante e il calore del sole che divengono condizioni dell’anima. È così che il “transatlantico di polipropilene isotattico”, realizzato in moplen, altro non è che una vasca di plastica che diviene vascello, navicella per un viaggio alla ricerca dell’amore e dei legami forti che danno un senso al nostro vivere.

Giuseppe Corianò è nato a Martignano, in provincia di Lecce, dove vive. Insegna Filosofia nel Liceo delle Scienze Umane dell’IISS “Cezzi De Castro Moro” di Maglie. Ha pubblicato La direzione dei venti (Manni, 2004), Le vacche di Hegel (Lupo, 2014). Come autore ha partecipato al progetto Librarsi, organizzato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, rivolto alle fasce di popolazione a rischio di emarginazione sociale e culturale. È autore di filastrocche e racconti per ragazzi, per i quali ha ricevuto significativi riconoscimenti. Nel marzo del 2018 ha pubblicato, con Musicaos Editore, l’ebook di racconti Anima obesa.

“Libro dei dispersi e dei ritornati”, di Lea Barletti – postfazione di Carlo D’Amicis, in libreria e in rete, cartaceo e digitale


“Libro dei dispersi e dei ritornati”, Lea Barletti
(Musicaos Editore, Narrativa, 19)

Gli undici racconti del “Libro dei dispersi e dei ritornati” prendono spunto da alcune fotografie di sconosciuti trovate nel baule di un rigattiere a Berlino, la città nella quale vive l’autrice. “In un pomeriggio invernale di qualche anno fa, bighellonando con un amico in un grande robivecchi pieno di cianfrusaglie di ogni tipo, abbiamo trovato un baule di vecchie fotografie, interi album, singole foto: il mio amico ha dato un’occhiata e poi ha proseguito la visita, io invece mi sono seduta per terra e ho cominciato a guardarle tutte, una per una.”

Scrive Carlo D’Amicis nella postfazione al volume: “Il ‘Libro dei dispersi e dei ritornati’ esplora le possibilità del reale a partire da un’azione, il guardare, che l’uomo ha messo a fondamento di ogni processo di conoscenza. Dalla caverna di Platone a ‘Cecità’ di Saramago, ogni discorso (o narrazione) intorno alla capacità di vedere è sempre stato funzionale al bisogno di sapere. Lea Barletti lo sa bene, e affronta questo viaggio di luce e di tenebra con la consapevolezza che ogni sguardo è debito”.

Postfazione di Carlo D’Amicis

Lea Barletti, attrice e performer. Salita sul palco la prima volta a quindici anni, non ne è più voluta scendere. Attualmente, ha circa mezzo secolo. Da alcuni anni si è trasferita, con il compagno e i due figli, a Berlino, dove ha perso la lingua ma ha ritrovato il corpo con il quale danza volentieri, sia in cucina che sul palco. Intanto, nel tentativo di ritrovare la lingua, ha ricominciato a scrivere, in italiano e in un alquanto creativo tedesco: racconti, poesie e testi teatrali. Non si è mai sentita a casa in Italia, non si sente a casa in Germania, ma almeno adesso è ufficialmente un’immigrata.

Libro dei dispersi e dei ritornati”, Lea Barletti, Narrativa, 19, Isbn 9788894966039, pagine 150, €13

Il libro può essere ordinato in tutte le librerie, in Italia e all’estero, e acquistabile, in rete (anche) su:

Ibs https://goo.gl/CHj2ut
Mondadori https://goo.gl/46cHxM
laFeltrinelli https://goo.gl/TPccps
Unilibro https://goo.gl/RUW2y7
Libreria Universitaria https://goo.gl/cCChC3
Hoepli https://goo.gl/HvEFFC

e in formato Ebook (epub, mobi, pdf):

Ibs https://goo.gl/xWX8vF
Books Google https://goo.gl/rVAaib
Mondadori https://goo.gl/TUN9Qx
Feltrinelli https://goo.gl/xmLyPZ
BookRepublic https://goo.gl/xPi4ra

Informazioni.
http://www.musicaos.org
info@musicaos.it
tel. 0836618232

Sabato 16 giugno 2018 – Copertino (Le) – “La corsa” di Giuseppe Castelluzzo, presentazione presso la Cantina Sociale Cooperativa di Copertino – Cupertinum


“La corsa”, di Giuseppe Sebastiano Castelluzzo

Sabato 16 Giugno 2018 – ore 19.00
Cupertinum – Cantina Sociale Cooperativa di Copertino
(Copertino, Via Martiri del Risorgimento, 6)

Intervengono:

Marina Aprile
Presidente Leo Club Copertino Salento

Sandrino Francesco Ratta
Presidente Lions Club Copertino Salento

Stefania Petrelli
Presidente Fidapa, Sezione di Copertino

Francesco Trono
Presidente Cantina sociale Cupertinum

Luciano Pagano
Musicaos Editore

Sabato 16 giugno, alle ore 19.00, a Copertino, presso la Cantina Sociale Cooperativa di Copertino “Cupertinum” (Via Martiri del Risorgimento, 6), si terrà la presentazione de “La corsa”, il romanzo di Giuseppe Sebastiano Castelluzzo, in collaborazione con Cupertinum, Lions, Leo Club e Fidapa. Interverranno, durante la presentazione, Marina Aprile (Presidente Leo Clup Copertino Salento), Sandrino Francesco Ratta (Presidente Lions Club Copertino Salento), Stefania Petrelli (Presidente Fidapa, Sezione Copertino), Francesco Trono (Presidente Cantina sociale Cupertinum), e Luciano Pagano, per Musicaos Editore.

“Alla fine del terzo bicchiere la signora, ringalluzzita come una liceale, era seduta sulle ginocchia del professore e, mentre gli sussurrava di chiamarsi Teresa, aveva azzardato: “Non sente un profumo selvaggio? Carnoso, corposo… generoso?#Questo nettare perdura in bocca intenso e imponente: è come un nudo di Rubens, voluttuoso e intrigante!”. Il professore, avrebbe voluto ribattere che sentiva sì un profumo ma di…”

“La corsa”
Giuseppe Sebastiano Castelluzzo
Gli anni giovanili, gli studi universitari trascorsi a Siena, lʼallontanamento dai genitori, per seguire il proprio sogno di riscatto e diventare medico; la passione per la cultura enologica, che rinsalda il legame con la propria terra e il Salento; gli incontri, i personaggi straordinari e decisivi che hanno portato un ragazzo pieno di speranze a diventare un uomo; ecco gli ingredienti per un romanzo di formazione avvincente e frizzante, un insegnamento e uno sprone a inseguire sempre lʼaffetto dei cari, l’amicizia, i propri sogni.

Giuseppe Castelluzzo, sposato e padre di due bambine, è libero professionista con Studio Dentistico a Copertino (LE), dove si dedica all’Odontoiatria e alla Medicina Estetica. È responsabile scientifico del Centro Benessere SOLARIS, dove effettua consulenze medico-estetiche. Nel 2015 ha pubblicato “Eroici difensori di tesori sorprendenti” (Lupo Editore). Ha conseguito il diploma in sommelier ed è Degustatore Ufficiale AIS (Associazione Italiana Sommelier) È attualmente iscritto ad un Master in Odontostomatologia Forense presso l’Università degli Studi di Bari.

Informazioni:
Musicaos Editore

Musicaos Editore


info@musicaos.it
tel. 0836.618.232

Giovedì 14 giugno 2018 – Alliste (Le) – Fernanda Filippo ospite de “Il Cortile dei Libri Parlanti” con la sua nuova raccolta


Giovedì 14 Giugno 2018 – Ore 20.00
“Il Cortile dei Libri Parlanti”
(Alliste, Piazza Municipio)

“Cercando petali nel fango”
di Fernanda Filippo

presentazione con:

Fernanda Filippo
Vito Adamo
Luciano Pagano

Giovedì 14 giugno 2018, alle ore 20.00, ad Alliste, nuovo appuntamento per la rassegna “Il Cortile dei Libri Parlanti” (Piazza Municipio), a cura di Vito Adamo in collaborazione con Antica Terra e Musicaos Editore, si terrà la presentazione della nuova raccolta di versi di Fernanda Filippo, dal titolo “Cercando petali nel fango”, edita da Musicaos Editore. L’autrice leggerà alcuni testi della raccolta e dialogherà con Vito Adamo, che ha scritto una nota alla raccolta di Fernanda Filippo, e Luciano Pagano, editore.

La raccolta è interamente percorsa dal sentimento di introspezione che è proprio della narrazione poetica, ma al tempo stesso la visione intimistica si intreccia con l’esigenza di raccontare una realtà che emerge dal caos poetico rinnovata, reinterpretata, persino vivibile di fronte alla nuova scoperta interpretativa in cui i “Pensieri migrano/ Seguendo voli fantastici”. È una porzione di realtà che non è solo lotta quotidiana ma anche osservazione dei fenomeni naturali: “Scintille ghiacciate di mare/ Fanno risorgere il tuo corpo/ Liberandoti da grovigli di pensieri. / Ti abbandoni a carezze di luce/ Sciogliendoti in serenità”. L’inconscio dimora in uno spazio intimo, profondo e buio in cui il verso è musicalità che viene amplificata come l’eco in una caverna. Il significato delle parole ne esce rinforzato, ravvivato e nuovo, là dove suoni e colori si fondono per conferire all’immagine inedita incisività. È in questo contesto che l’apparente illogicità o paradosso del verso, che si coglie in alcuni componimenti, viene scomposta a favore di una nuova qualità interpretativa che, ben lungi dall’essere una forma di sconfitta, si trasforma in consapevolezza del reale, dei suoi confini, dei suoi ostacoli e delle sue potenzialità. Tutto ciò è ben evidente nei seguenti passi: “Visioni vermiglie prigioniere/ Di palpebre socchiuse/ Cercano vie di uscita”. “Sguardi penetranti ti attraversano/ Cercando di rubarti l’anima. / […] Un drappo bianco/ La tua anima lacerata/ In mezzo alla folla/ Di anime nere”. E ancora: “Spogliamoci dall’indifferenza/ Tendiamo la mano/ Perché accanto non/ Abbiamo solo ombre”. (Silvana Arcuti)

I versi di Fernanda Filippo sono come “Punte di matite colorate”, disegnano i contorni di ogni stato d’animo e accarezzano, delicatamente, il proprio sentire.
La sua Poesia non è silenziosa, ma irrompe con energia in ogni dimensione, senza lasciare alcuno spazio dell’animo umano inesplorato: “A volte esplodere/ In minuscoli frammenti/ È l’unico modo per toccare chiunque.” Ogni suo verso è come una stella osservata nello spazio siderale, quando tutto il mondo tace, e ci tocca in modo mite, ma, contemporaneamente, con la stessa forza di un tuono, che ci fa scuotere. Il pregio della Poesia dell’Autrice è riconducibile ad un’interpretazione di tipo olistico, cioè a dire che l’intera opera si compie nella totalità di ogni suo singolo verso, svelando un’energia, un’immensità e un potenziale emotivo, unici nel suo genere. Cercando petali nel fango arriva a toccare l’animo di ogni lettore, facendo prendere coscienza della propria dimensione, proprio come possiamo leggere nei bellissimi versi della poetessa Wislawa Szymbroska: “Volo come si deve, ossia con le mie forze.” (Vito Adamo)

Fernanda Filippo, nasce a Lecce, dove vive, nel 1964. Cittadina salentina, appassionata di decorazione pittorica, scrive poesie fin dall’adolescenza. Ha pubblicato un libro “Brucia con gli occhi chiusi tutto il tuo mondo” (Musicaos Editore, 2016) e al suo attivo ha diverse premiazioni e molteplici partecipazioni a rassegne di poesia. Nel 2018 alcuni suoi inediti, sono stati ospitati nella plaquette “Un volo libero” (con una nota critica di Luciano Pagano), a cura del Concorso Letterario Nazionale “Villotte: Storie in cammino… un cammino di storia” (edizione 2017).

Postfazione di Silvana Arcuti
Nota di Vito Adamo
Illustrazione di copertina di Simone Nicola Filippo

“Cercando petali nel fango”, Fernanda Filippo, Musicaos Editore, Poesia, 8
ISBN 9788894966060, pagine 134, €13,00

Informazioni:

Musicaos Editore


info@musicaos.it
tel 0836618232

Mercoledì 13 giugno 2018 – Lecce – Mondadori – Giuseppe Corianò presenta “Moplen”, letture di Carlo Portaluri


Mercoledì 13 giugno 2018 · ore 19.00

Lecce – Mondadori Bookstore (Via Cavallotti 7/a)

“Moplen. Viaggio su un transatlantico di polipropilene isotattico”
(Musicaos Editore)

di Giuseppe Corianò

Dialoga con l’autore:
Luciano Pagano
(Musicaos Editore)

Letture di:
Carlo Portaluri

Mercoledì 13 giugno 2018, alle ore 19.00, presso il Mondadori Bookstore di Lecce, in Cavallotti 7/a, si terrà la presentazione di “Moplen. Viaggio su un transatlantico di polipropilene isotattico”, di Giuseppe Corianò, edito da Musicaos. L’autore dialogherà con l’editore, Luciano Pagano. Durante la presentazione Carlo Portaluri leggerà alcuni brani del testo.

Moplen” è il percorso nelle esistenze della costellazione di personaggi che si intrecciano alla vita del protagonista, Giovanni, tra passato e presente, sovrapponendosi, intersecandosi e perdendosi nel monologo interiore che scardina spazio e tempo, e che fa emozionare.

Giovanni cresce in una piccola comunità nel Salento, dove il bar del paese è una palestra di vita, in compagnia di una madre che considera quasi ossessivamente la pulizia del corpo come imprescindibile viatico alla purezza dell’anima. Il confine tra realtà e sogno, in queste pagine, è labile, perché i fatti narrati appaiono sempre contornati da un alone di mistero. Anche quando entrano in scena la vita e la morte, con tutta la loro scioccante carica di violenza, sembra prevalere la dimensione onirica, con la luce abbacinante e il calore del sole che divengono condizioni dell’anima. È così che il “transatlantico di polipropilene isotattico”, realizzato in moplen, altro non è che una vasca di plastica che diviene vascello, navicella per un viaggio alla ricerca dell’amore e dei legami forti che danno un senso al nostro vivere.

Giuseppe Corianò è nato a Martignano, in provincia di Lecce, dove vive. Insegna Filosofia nel Liceo delle Scienze Umane dell’IISS “Cezzi De Castro Moro” di Maglie. Ha pubblicato La direzione dei venti (Manni, 2004), Le vacche di Hegel (Lupo, 2014). Come autore ha partecipato al progetto Librarsi, organizzato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, rivolto alle fasce di popolazione a rischio di emarginazione sociale e culturale. È autore di filastrocche e racconti per ragazzi, per i quali ha ricevuto significativi riconoscimenti. Nel marzo del 2018 ha pubblicato, con Musicaos Editore, l’ebook di racconti Anima obesa.

Informazioni:

Musicaos Editore
tel. 0836.618232
info@musicaos.it

Musicaos Editore

Martedì 12 giugno 2018 – Nardò – Raffaele Pappadà presenta “Senza riserve” presso il Chiostro di Sant’Antonio


Martedì 12 giugno 2018 – ore 18.30
“Senza riserve” di Raffaele Pappadà

Chiostro di Sant’Antonio – Nardò

Saluti:
Pippi Mellone
(Sindaco di Nardò)
Antonio Tondo
(Consigliere comunale con delega allo Sport)

presenta:
Egidio Bollino

Ospiti:
Peppino Palaia
(responsabile Area medica U.S. Lecce)

Luciano Pagano
(editore)

Martedì 12 giugno 2018, alle ore 18.30, presso il Chiostro di Sant’Antonio a Nardò (Via Cairoli, 2), si terrà una nuova presentazione di “Senza riserve”, di Raffaele Pappadà. Presenterà l’appuntamento Egidio Bollino, che dopo i saluti di Pippi Mellone (Sindaco di Nardò), e di Antonio Tondo, (Consigliere comunale con delega allo sport), dialogherà con l’autore e con Peppino Palaia, Responsabile Area medica dell’U.S. Lecce. Presente anche Luciano Pagano, editore del romanzo di Raffaele Pappadà.

Senza riserve”, di Raffaele Pappadà racconta la storia di Thomas, un giovane portiere che dopo tanta gavetta attende ancora l’occasione per mettere in mostra il suo valore. Gioca nel Lecce, si allena in attesa del momento giusto, cresce nella lealtà come sportivo e come uomo, si innamora. Entra di slancio sugli eventi, spericolato e deciso. Il giorno così atteso arriverà. Thomas farà i conti con la passione, la gioventù, gli incontri e gli scontri con i più grandi campioni, la famiglia, l’amore. Un ultimo uomo, spesso solo con il suo destino. La vita per Thomas è una partita che va vissuta fino all’ultimo secondo, dentro e fuori dal campo, “senza riserve”, in un romanzo dove il calcio è visto dalla porta, dagli occhi di chi ha il compito di ostacolare ciò che tutti desiderano: il gol, decidendo le sorti di una stagione.

Raffaele Pappadà, giornalista professionista, laureato in Scienze politiche e delle relazioni internazionali, inizia il suo percorso professionale nel 2006 partendo da Telerama, dove nel 2010 diviene direttore della redazione sportiva.Nel 2012 si trasferisce a Milano per commentare le gare di Serie A per Infront e nel 2015 entra a far parte della squadra di telecronisti di Premium Sport, di cui è attualmente una delle voci del fútbol argentino, della Champions League e di altri campionati. È uno dei volti e delle voci di Serie A Tv. Ha ricevuto diversi riconoscimenti e, nel 2009 e 2011, il Premio “Gemme dello Sport” come miglior giornalista sportivo salentino.

Informazioni: Musicaos Editore / http://www.musicaos.it / info@musicaos.it / tel. 0836.618232

Lunedì 11 giugno 2018 – Arnesano (Le) – “Senza riserve”, Raffaele Pappadà e Michele Cortese presso la Biblioteca “L. De Simone”


Lunedì 11 giugno 2018 – ore 19.30
“Senza riserve” di Raffaele Pappadà

Biblioteca Comunale “L. De Simone” di Arnesano
Palazzo Marchesale – Arnesano

dialoga con l’autore
Luciano Pagano
(editore)

con la partecipazione speciale di:
Michele Cortese

Lunedì 11 giugno 2018, alle ore 19.30, presso la Biblioteca Comunale “L. De Simone” di Arnesano, ospitata nel Palazzo Marchesale, si terrà una nuova presentazione di “Senza riserve”, di Raffaele Pappadà, con la partecipazione speciale, per l’occasione, di Michele Cortese. Sport, musica, amicizia, racconto di esperienza artistica e vita, saranno gli elementi di questo incontro inedito.

Dialogherà con entrambi Luciano Pagano, per Musicaos. Si tratta del quarto appuntamento della casa editrice, ospitato presso il Palazzo Marchesale di Arnesano, nei locali della Biblioteca.

Senza riserve”, di Raffaele Pappadà racconta la storia di Thomas, un giovane portiere che dopo tanta gavetta attende ancora l’occasione per mettere in mostra il suo valore. Gioca nel Lecce, si allena in attesa del momento giusto, cresce nella lealtà come sportivo e come uomo, si innamora. Entra di slancio sugli eventi, spericolato e deciso. Il giorno così atteso arriverà. Thomas farà i conti con la passione, la gioventù, gli incontri e gli scontri con i più grandi campioni, la famiglia, l’amore. Un ultimo uomo, spesso solo con il suo destino. La vita per Thomas è una partita che va vissuta fino all’ultimo secondo, dentro e fuori dal campo, “senza riserve”, in un romanzo dove il calcio è visto dalla porta, dagli occhi di chi ha il compito di ostacolare ciò che tutti desiderano: il gol, decidendo le sorti di una stagione.

Raffaele Pappadà, giornalista professionista, laureato in Scienze politiche e delle relazioni internazionali, inizia il suo percorso professionale nel 2006 partendo da Telerama, dove nel 2010 diviene direttore della redazione sportiva.Nel 2012 si trasferisce a Milano per commentare le gare di Serie A per Infront e nel 2015 entra a far parte della squadra di telecronisti di Premium Sport, di cui è attualmente una delle voci del fútbol argentino, della Champions League e di altri campionati. È uno dei volti e delle voci di Serie A Tv. Ha ricevuto diversi riconoscimenti e, nel 2009 e 2011, il Premio “Gemme dello Sport” come miglior giornalista sportivo salentino.

KM0” è il titolo del nuovo lavoro discografico di Michele Cortese, uscito il 5 maggio scorso e in tour, con concerti durante i quali intervengono attori che recitano i “diari di bordo” scritti da Cortese durante suoi viaggi e avventure musicali trattando la materia dei sogni e la magia dell’arte. Il giovane e talentuoso cantante dall’Aprile 2018, in Cile, è protagonista del musical Evita nel ruolo del Che che lo vedrà impegnato in un nuovo tour teatrale oltreoceano durante l’anno.

Informazioni:
Musicaos Editore / http://www.musicaos.it /
info@musicaos.it / tel. 0836.618232

Sabato 9 giugno 2018 – Monteroni – Fernanda Filippo presenta “Cercando petali nel fango” presso Associazione “Hopera”


Sabato 9 Giugno 2018 – Ore 20.30
Associazione “Hopera”
(Monteroni, Via Lopez, 7)

“Cercando petali nel fango”
di Fernanda Filippo

presentazione con:

Fernanda Filippo (autrice)
Prof. ssa Silvana Arcuti (UniSalento)
Luciano Pagano (Musicaos Editore)

Sabato 9 giugno 2018, alle ore 20.30, a Monteroni, presso i locali dell’Associazione “Hopera” (Via Lopez, 7), si terrà la prima presentazione della nuova raccolta di versi di Fernanda Filippo, dal titolo “Cercando petali nel fango”, edita da Musicaos Editore. L’autrice leggerà alcuni testi della raccolta e dialogherà con la Prof. ssa Silvana Arcuti, autrice della postfazione al volume, e Luciano Pagano, di Musicaos Editore.

La raccolta è interamente percorsa dal sentimento di introspezione che è proprio della narrazione poetica, ma al tempo stesso la visione intimistica si intreccia con l’esigenza di raccontare una realtà che emerge dal caos poetico rinnovata, reinterpretata, persino vivibile di fronte alla nuova scoperta interpretativa in cui i “Pensieri migrano/ Seguendo voli fantastici”. È una porzione di realtà che non è solo lotta quotidiana ma anche osservazione dei fenomeni naturali: “Scintille ghiacciate di mare/ Fanno risorgere il tuo corpo/ Liberandoti da grovigli di pensieri. / Ti abbandoni a carezze di luce/ Sciogliendoti in serenità”. L’inconscio dimora in uno spazio intimo, profondo e buio in cui il verso è musicalità che viene amplificata come l’eco in una caverna. Il significato delle parole ne esce rinforzato, ravvivato e nuovo, là dove suoni e colori si fondono per conferire all’immagine inedita incisività. È in questo contesto che l’apparente illogicità o paradosso del verso, che si coglie in alcuni componimenti, viene scomposta a favore di una nuova qualità interpretativa che, ben lungi dall’essere una forma di sconfitta, si trasforma in consapevolezza del reale, dei suoi confini, dei suoi ostacoli e delle sue potenzialità. Tutto ciò è ben evidente nei seguenti passi: “Visioni vermiglie prigioniere/ Di palpebre socchiuse/ Cercano vie di uscita”. “Sguardi penetranti ti attraversano/ Cercando di rubarti l’anima. / […] Un drappo bianco/ La tua anima lacerata/ In mezzo alla folla/ Di anime nere”. E ancora: “Spogliamoci dall’indifferenza/ Tendiamo la mano/ Perché accanto non/ Abbiamo solo ombre”. (Silvana Arcuti)

I versi di Fernanda Filippo sono come “Punte di matite colorate”, disegnano i contorni di ogni stato d’animo e accarezzano, delicatamente, il proprio sentire.

La sua Poesia non è silenziosa, ma irrompe con energia in ogni dimensione, senza lasciare alcuno spazio dell’animo umano inesplorato: “A volte esplodere/ In minuscoli frammenti/ È l’unico modo per toccare chiunque.” Ogni suo verso è come una stella osservata nello spazio siderale, quando tutto il mondo tace, e ci tocca in modo mite, ma, contemporaneamente, con la stessa forza di un tuono, che ci fa scuotere. Il pregio della Poesia dell’Autrice è riconducibile ad un’interpretazione di tipo olistico, cioè a dire che l’intera opera si compie nella totalità di ogni suo singolo verso, svelando un’energia, un’immensità e un potenziale emotivo, unici nel suo genere. Cercando petali nel fango arriva a toccare l’animo di ogni lettore, facendo prendere coscienza della propria dimensione, proprio come possiamo leggere nei bellissimi versi della poetessa Wislawa Szymbroska: “Volo come si deve, ossia con le mie forze.” (Vito Adamo)

Fernanda Filippo, nasce a Lecce, dove vive, nel 1964. Cittadina salentina, appassionata di decorazione pittorica, scrive poesie fin dall’adolescenza. Ha pubblicato un libro “Brucia con gli occhi chiusi tutto il tuo mondo” (Musicaos Editore, 2016) e al suo attivo ha diverse premiazioni e molteplici partecipazioni a rassegne di poesia. Nel 2018 alcuni suoi inediti, sono stati ospitati nella plaquette “Un volo libero” (con una nota critica di Luciano Pagano), a cura del Concorso Letterario Nazionale “Villotte: Storie in cammino… un cammino di storia” (edizione 2017).

Postfazione di Silvana Arcuti
Nota di Vito Adamo

Illustrazione di copertina di Simone Nicola Filippo
“Cercando petali nel fango”, Fernanda Filippo, Musicaos Editore, Poesia, 8
ISBN 9788894966060, pagine 134, €13,00

Informazioni:
http://www.musicaos.org
info@musicaos.it
tel 0836618232

Sabato 9 giugno 2018 – I “Felici diluvi” di Graziano Gala a Chieti, con Sara Vallo, ospiti della Libreria De Luca


“Il porno sepolto” (Musicaos): il poema di Emiliano Michelini da oggi disponibile in ebook.


“Il porno sepolto”, Emiliano Michelini
(Musicaos, Poesia, 10)

“Il porno sepolto” è un poema in ottave di endecasillabi in rima nel quale si racconta l’educazione sentimentale e sessuale di un giovane nato negli anni settanta e vissuto nella provincia romagnola, a Cattolica. Ai bordi dei campetti da calcio, nei giardini pubblici, nelle fumetterie, il giovane fa la conoscenza del porno, su giornaletti e vhs, insieme alla conoscenza della poesia. Entrambe le cose segneranno la vita del giovane. Il consumo pornografico nell’epoca pre-internet, quello delle edicole e dei chioschi, quasi sempre in clandestinità, si intreccia con la conoscenza, senza soluzione di continuità, dei brani letterari di Manzoni, Verga, e degli altri classici della letteratura appresi sui banchi del liceo. La scelta di utilizzare lo stesso metro de “La Gerusalemme Liberata” è motivata dal fatto che il Tasso rappresenta un trait d’union negli anni dell’adolescenza e della maturità, raggiunta e scandita alternando la pornografia e i classici della letteratura occidentale. “Il porno sepolto”, di Emiliano Michelini, aggiunge un tassello poetico rigoroso e irriverente, alla descrizione di un mondo, tra gli anni ottanta e gli anni novanta, vissuto e narrato in prima persona.

Emiliano Michelini è nato a Pesaro, il 20 giugno del 1977. Vive a Cattolica. Si è laureato nel 2009 in Lettere Antiche, con una tesi sulla tragedia “Progne”, del patriarca cattolico veneziano Gregorio Correr, vissuto nel Quattrocento. Ha svolto diversi lavori, tra i quali, impiegato presso la ConfCommercio, libraio, cameriere, segretario d’albergo, factotum, lavapiatti, commerciante, insegnante di ripetizioni agli studenti di scuole medie inferiori e superiori. Traduce dalle lingue classiche. Ha pubblicato: La circolazione del sangue (Sigismundus editrice, Ascoli Piceno, 2013) con prefazione di Davide Nota, La luna vista dal McDonald’s (Oèdpus editrice, Salerno/Milano 2016) con prefazione del poeta Diego Conticello e postfazione del critico Matteo Veronesi.

“Il porno sepolto”, Emiliano Michelini
(Musicaos, Poesia, 10), Poesia, 10, Isbn 978-88-94966-084 (Ebook), Pagine 58

disponibile in formato ebook qui:

Google Books https://goo.gl/S3hqax
Ibs https://goo.gl/qSzZiA
Mondadori Store https://goo.gl/gFiJnn
BookRepublic https://goo.gl/uLcq38
StreetLib https://goo.gl/6QHjDj
BookGround https://goo.gl/tY4m7u

Giovedì 24 maggio 2018 – Cetraro (Cs) – Raffaele Pappadà e “Senza riserve” ospite Liceo Scientifico Sportivo “Silvio Lo Piano”


CETRARO (CS) – Giovedì 24 Maggio 2018 – ore 11.30
presso Liceo Scientifico Sportivo “Silvio Lo Piano”
(Via Marinella, 49)

presentazione di “Senza riserve”
(Musicaos Editore)

un romanzo di
Raffaele Pappadà

Dialoga con l’autore:
Pasquale Guaglianone

CETRARO (CS) – Giovedì 24 maggio 2018, alle ore 11.30, presso Liceo Scientifico Sportivo “Silvio Lo Piano”, sito in Via Marinella 49, si terrà la presentazione del romanzo “Senza riserve” (Musicaos), di Raffaele Pappadà, in un incontro con gli studenti. Rita Rossi dialogherà con l’autore.

Raffaele Pappadà, giornalista professionista, laureato in Scienze politiche e delle relazioni internazionali, vive dal 2012 a Milano, dove commenta le gare di Serie A per Infront, e nel 2015 entra a far parte della squadra di telecronisti di Premium Sport, di cui è attualmente una delle voci del fútbol argentino, della Champions League e di altri campionati. È uno dei volti e delle voci di Serie A Tv. Ha ricevuto diversi riconoscimenti e, nel 2009 e 2011, il Premio “Gemme dello Sport” come miglior giornalista sportivo salentino.

Thomas è un giovane portiere che dopo tanta gavetta attende ancora l’occasione per mettere in mostra il suo valore. Gioca nel Lecce, si allena in attesa del momento giusto, cresce nella lealtà come sportivo e come uomo, si innamora. Entra di slancio sugli eventi, spericolato e deciso. Il giorno così atteso arriverà. Thomas farà i conti con la passione, la gioventù, gli incontri e gli scontri con i più grandi campioni, la famiglia, l’amore. Un ultimo uomo, spesso solo con il suo destino. La vita per Thomas è una partita che va vissuta fino all’ultimo secondo, dentro e fuori dal campo, “senza riserve”, in un romanzo dove il calcio è visto dalla porta, dagli occhi di chi ha il compito di ostacolare ciò che tutti desiderano: il gol, decidendo le sorti di una stagione.

Informazioni:
info@musicaos.it

Musicaos Editore

Domenica 20 maggio 2018 – Neviano (Le) – Aldo Augieri e “I singhiozzi di Jerry e Gunther” presso il Circolo Arci – “New Yano Movement”, presentazione e reading


Domenica 20 maggio 2018 · ore 19.30
Circolo Arci Neviano “New Yano Movement”
(Neviano · Via San Giuseppe, 6)

“I singhiozzi di Jerry e Gunther”
(Musicaos Editore)
di Aldo Augieri

letture di:
Aldo Augieri
Beatrice Perrone
Ettore De Matteis

dialogano con l’autore:
Francesca Prete
(psicologa)
Luciano Pagano
(editore)

Domenica 20 maggio 2018, alle ore 19.30, presso la sede del Circolo Arci di Neviano, “New Yano Movement”, in via San Giuseppe 6 a Neviano, si terrà la presentazione del libro di Aldo Augieri, “I singhiozzi di Jerry e Gunther”, edito da Musicaos Editore. Durante la presentazione, dialogheranno con l’autore Francesca Prete (psicologa) e Luciano Pagano (editore). Sono previste letture dai racconti della raccolta, a cura di Aldo Augieri, Beatrice Perrone, Ettore De Matteis

Aldo Augieri fonda, nel 2001, Asfalto Teatro. Per la compagnia compone diversi testi drammatici e riscritture sceniche interpretando e dirigendo le partiture di Guai in un paese di utopia (2001), Lo schiaffo del soldato (2005), La caccia allo Snark (2006), La condanna (2008), Odradek (2009), Vecchio Angelo Mezzanotte (2010), Le bagatelle di Lady Macbeth (2011), H.H. La confessione di un vedovo di razza bianca (2014), Scandalo negli abissi (2015), Storielle cliniche (2017).

Questi racconti costituiscono il suo primo tuffo nelle acque contaminate della letteratura.

“[…] quella di Augieri è una scrittura del tutto amorale, nell’accezione più pura e meno bigotta che ci sia di questa parola. Non c’è morale nei suoi racconti e non c’è morale nella sua scrittura perché non è questo il criterio su cui si muovono le vite, o i frammenti di vita raccontati.” Geraldine Meyer su “L’Ottavo.it”

“La raccolta di Augieri è un caleidoscopio i cui colori si rincorrono, si completano e si sovrappongono in uno scorrere piacevole di lettura accattivante” Dino Levante su “La Gazzetta del Mezzogiorno”

I racconti di Aldo Augieri partono da situazioni in apparenza comuni, per poi creare uno sfasamento dal piano della realtà, spingendosi al di là del paradosso. Attrazione, sesso, violenza gratuita e ponderata; Agata è una donna ossessionata dal corpo del suo amante, che deve sempre toccare, lambire, avere al suo fianco, materialmente incollato come un gemello siamese. Jerry e Gunther, come Sherazade, sono due portatori insani di storie che approfittano della calura estiva per estendere il giorno come un nuovo metallo prezioso, costruendo un ponte tra la stranezza della realtà e la concretezza irreale di ciò che potrebbe essere.

Tra le storie che vengono narrate viene tessuto un filo, un dialogo sottile tra il lettore e le ossessioni e paure dello stesso autore. I racconti si giocano sulla costruzione di una tensione, un arco teso verso la direzione della fine di ogni storia. “C’è un problema” racconta ad esempio l’ineluttabilità di una giornata che condurrà il protagonista verso una conclusione inaspettata, per quanto annunciata. Aldo Augieri, che per la scrittura di alcuni di questi racconti si è avvalso anche degli oggetti e dell’immaginario del Fondo “Salvatore Errico”, costruisce atmosfere orrorifiche, inquietanti, con suggestioni figlie della frequente “compagnia” di Ambrose Bierce, nelle quali si mescolano elementi grand-guignoleschi, suspense, finali imprevedibili, che creano un vero e proprio gotico nel contemporaneo.

Le donne protagoniste di queste storie sono crudeli, dispotiche, eppure degne della più grande adorazione, come in “Gunther”; oppure diventano centro di attrazione per i giochi di ragazzi viziosi. I protagonisti sono visionari, accomunati dalla ricerca dell’amore, ciascuno a modo suo, inseguono fantasmi erotici conosciuti in chat o costruiscono simulacri del desiderio. Il comun denominatore di queste storie è l’esplorazione dell’inconscio, fin nei meandri più inquietanti, come ad esempio quello della spietata crudeltà dei bambini, descritta con dovizia psicologica in “Terapia di gruppo”. “Lettera al lettore” e “Un attore” racchiudono questo viaggio, lasciando il lettore in compagnia dei suoi fantasmi, deliri, ipnosi.

Progetto grafico: Paolo Guido
Fotografia: Giuseppe Affinito

I singhiozzi di Jerry e Gunther, Aldo Augieri, Musicaos Editore, collana Narrativa, 17, pagine 168, formato 12×16,5 cm, €12,00, ISBN 9788899315948

Informazioni

Musicaos Editore


info@musicaos.it

Sabato 19 maggio 2018 – Cento (Fe) – Graziano Gala presenta “Felici diluvi” presso la Libreria Albatros


Sabato 19 maggio 2018 · ore 18.00
CENTO – Libreria Albatros
(Via Guercino 55/A)

“Felici diluvi” (Musicaos Editore)
di Graziano Gala

dialoga con l’autore:
Stefano Bonazzi

Sabato 19 maggio 2018, alle ore 18.30, presso la Libreria Albatros di Cento, in via Guercino 55/A,, si terrà la presentazione di “Felici diluvi”, di Graziano Gala, edito da Musicaos Editore. Dialogherà con l’autore, lo scrittore Stefano Bonazzi.

L’AUTORE Graziano Gala nasce a Tricase il 19 settembre 1990. Vive a Milano, dove insegna Lettere in un Liceo delle scienze umane. Nel 2012 vince il premio “Lo scrivo io”, indetto da “La Gazzetta del Mezzogiorno” nella sezione poesia. Il suo racconto “Variabili impazzite”, viene inserito nella collana “Chi semina racconti 2”, curato dall’associazione “Tha Piaza Don Chisciotte”. Nel 2013 vince il premio speciale della giuria nel “Premio internazionale di cultura” indetto dall’AEDE (Association Européenne des Enseignants). Due suoi racconti vengono selezionati nel bando “Bollenti spiriti”, indetto dalla Regione Puglia, dando origine al volume collettaneo “Parole battute”. Si qualifica terzo al “Premio Nazionale Bukowski” di Viareggio. Nel 2016 il suo racconto “Sabotare il silenzio”, viene pubblicato in un’antologia edita da “Testi&Testi” e vince il premio “Carlo Cultrera”. Nello stesso anno un suo racconto viene selezionato dall’associazione “Onalim” e letto durante la Piano City Milano 2016 e nella scuola di scrittura “Belleville”.

I “Felici diluvi” di Graziano Gala raccontano di cose che finiscono in modo glorioso, di ciò che arriva al termine, lasciando dietro sé un ricordo di quel che è stato; cose che potrebbero essere andate altrimenti, ma per un meccanismo che si è inceppato procedono lungo un corso particolare, deragliato, inaspettato. Graziano Gala racconta le pieghe di una realtà in cui l’umanità, la persona, l’individuo, vogliono affermarsi prima di scomparire in un oblio definitivo, imposto dalle regole sociali, dall’amore o dal piano regolatore, dalla tracotanza o dal fallimento, passando per la nostalgia e il ricordo. La metropoli e la sua periferia sono il cosmo nel quale si muovono i suoi personaggi che si ribellano, numeri che cercano di sfuggire alla forza del destino per affermare la loro volontà di essere unici. In questi racconti c’è tutta la forza che regala la rivincita che ognuno dei protagonisti riesce a ritagliare per sé.

Cosimo Argentina, a proposito della scrittura di Graziano Gala e dei suoi racconti, afferma: “Se un qualunque scrittore italiano, anche tra i pluridecorati, leggesse i racconti di Graziano Gala, e fosse onesto, lascerebbe perdere la penna e aprirebbe una rivendita di sali e tabacchi”.

I RACCONTI Si parte con “L’applauso”, dove la vittima di una vocale sbagliata, il Poli, intento nel far dimenticare l’odore e la consistenza del pattume ammassato in qualità di netturbino, rifugiandosi dietro un pianoforte che rappresenta il dolore di tutto ciò che poteva essere e non è stato. Segue il venditore di rose (“Il sonno dei giusti”), escluso sociale di lusso, immortalato nel tentativo di rivendicare acqua e amore per quei boccioli che lui percepisce come strumenti ultimi di felicità universale. Lo sorpassa, in “Complanari”, da destra a bordo di una vecchia Taunus un conducente in piena sofferenza, diviso tra il rimorso per la morte del padre e l’amore sconveniente nei confronti di una prostituta, il tutto mentre la RoSara di “Recuméterna”, l’ultima prefica di professione, viene colpita a morte da un paese che non vuole saperne di morire.

Si spande, in lontananza, l’odore di caffè (“Le circostanze dell’arrivederci”), accompagnato dai tutti quei sogni e tutti quei fallimenti che possono essere contenuti in una tazzina: è questo il destino di Franco e Marilena, innamorati di un amore violento e smisurato come l’urlo di Tardelli nell’82. Macchie, dicevamo, da ripulirsi: di questo si occupa Goffredo Mammoni, lavandero proprietario di lavanderia industriale, sempre immacolato e sempre impreparato dinanzi all’occasione della vita (“La figlia di Brasi”). Meglio fermarsi, meglio riavviare il meccanismo, meglio distruggere la giostra malfunzionante: a questo pensa il bombarolo di “Rumori da basso”, incapace di gestire le cicatrici di abusi protratti.

E tra un’eruzione inaspettata della Famiglia Cola-Lava e una processione a tradimento imposta da don Pasquale nel “Sentir messa” ad una folla zelante e belante nessuna sorpresa se Fabio Filzi pensi bene che il tradimento – subito più che goduto – sia l’unica boccata d’ossigeno utile al continuare della narrazione. Da qui la liberazione, la rottura degli equilibri, il senso di onnipotenza che porta l’ingegner Piaccia ad agire senza preoccuparsi delle esigenze del prossimo, da qui il pedale della Duetto calcato dal Tamorra in prossimità di una rotatoria. Si cerca lo scontro, la fine, l’esplosione, l’eccesso, la forza di rimettere tutto in discussione soffrendo per i guai passati e per i propri fallimenti: tutta la narrazione diventa una pura questione di lacrime, e se a piangere inizia anche il cielo ci vuole un ombrello dalle braccia salde, dal fiato caldo e dalle giunture resistenti per gestire precipitazioni, scrosci e conseguenze annesse.

PRIMI GIUDIZI DA PARTE DELLA CRITICA

“Si tratta di quattordici brevi storie, scritte con una lingua disarticolata e carnale, creativa e felice. Non saprei se Gala si sente parte di una tradizione propriamente italiana ma mi sembra che il nucleo della sua ispirazione adombri un respiro buzzatiano. Le sue storie virano volentieri verso il surreale ma mai in modo effettistico e forzato.”
Fabio Orrico, su “Liberi di Scrivere”

“La metropoli e la sua periferia sono il cosmo nel quale si muovono i personaggi di Gala che altro non sono che ‘pezzi’ dell’umanità che si ribellano, numeri che cercano di sfuggire alla forza del destino per affermare la loro volontà di essere unici.”
Veronica Notaro, su “RecensioniLibri.org”

“Graziano Gala ha creato qualcosa di nuovo ma soprattutto geniale, ogni racconto racchiude in sé un fascino speciale.”
Loredana Cilento, su “Mille Splendidi Libri e Non Solo”

“La scrittura fresca e immediata di Gala, che sembra ispirarsi, sin dai nomi fortemente evocativi dei personaggi, ai giochi linguistici di Rodari e di Benni e all’ironia dissacrante di Cosimo Argentina, guida il lettore nel carosello di emozioni, spesso contrastanti, che si rincorrono pagina dopo pagina, storia dopo storia, senza tuttavia lasciare nulla al caos e all’indefinito”
Mariaelena Tucci, su “Centro PENS. Poesia Contemporanea e Nuove Scritture”

“Nei racconti di Gala si intrecciano i temi dell’allontanamento da casa, una casa che è terra accogliente e calda, in contrapposizione all’ipertrofia urbana di un settentrione votato alla produzione e al consumo, consumo che non è solo materiale ma anche del materiale umano. Al turbine della frenesia metropolitana si contrappone la voce dell’autore, che è quella di colui che non si arrende, di colui che, narrando, dà nuova vita a chi sembra aver esaurito ogni possibilità.”,
Nü su “Il Loggione Letterario”

“Di Graziano Gala colpisce subito la sicurezza della scrittura, la sua è una voce originale e dotata di registri sempre cangianti.”
Giovanni Pannacci su “L’Ottavo”

Informazioni.
Musicaos Editore
0836 618 232 – info@musicaos.ithttp://www.musicaos.org

Venerdì 18 maggio 2018 – Calderara di Reno (Bo) – Patrizia Caffiero presenta “Incredibili vite nascoste nei libri” presso la Casa della Cultura Italo Calvino


Venerdì 18 maggio 2018
Calderara di Reno (BO) – ore 19.00

Piazza Coperta – Casa della Cultura Italo Calvino

Rassegna “Venerdì tra le righe”
“Incredibili vite nascoste nei libri”
(Musicaos) di Patrizia Caffiero

dialoga con l’autrice:
Marica degli Esposti
(assessore alla Cultura di Calderara di Reno)

musiche di:
Michele Venturi

Venerdì 18 maggio 2018, alle ore 19.00, nell’ambito della Rassegna “Venerdì tra le righe”, a cura del comune di Calderara di Reno, si terrà, presso la “Casa della Cultura Italo Calvino” (Piazza Coperta), a Calderara di Reno (BO), la presentazione di “Incredibili vite nascoste nei libri”, la raccolta di racconti scritta da Patrizia Caffiero e edita da Musicaos Editore. L’autrice dialogherà con Marica degli Esposti, assessore alla Cultura di Calderara di Reno, e sarà accompagnata, nelle letture, dal musicista Michele Venturi.

Cosa può accadere tra le mura di una casa, allʼinterno di quellʼequilibrio sottile costituito dalla famiglia, dalla convivenza di persone appartenenti a diverse generazioni, con desideri, emozioni e vite totalmente differenti? Storie di allontanamenti e ricongiungimenti, migrazioni, fughe, viaggi, vite costrette a fare i conti con una violenza cieca, dinanzi a cui si può solo resistere, uscendone stravolti, oppure scappare, in cerca di una redenzione. Rivoluzioni che attraversano il paese, nel nord e nel sud, e le famiglie, i costumi, le abitudini, i sogni: ci appartengono perché ci somigliano, ci sono vicine.

“Incredibili vite nascoste nei libri” è il titolo della raccolta di racconti scritti da Patrizia Caffiero, punto di partenza di storie che attraversano lo spazio e il tempo per tramandare un’esistenza, vissuta al riparo dal mondo, oppure sconvolta dalle sue intemperie. Patrizia Caffiero, salentina di origini, emiliana di adozione, è scrittrice, operatrice culturale, bibliotecaria.

Maddi, Zoubida, Nena, Vince, Laura, Ilaria, Sarah, Cloe, il Signore e la Signora Flick, Allegra, Maria, Jacopo, Filippo, sono le “incredibili vite nascoste nei libri”, raccolte nei racconti di Patrizia Caffiero.

Ne “La casa” gli oggetti di una casa parlano del presente e del passato, raccontano senza parole le storie di famiglia; e Maddi non sa staccarsene. Non può vivere senza le sue opere d’arte e i suoi ricordi. In “Zoubida il mediatore, Nena la benefattrice” la protagonista, Zoubida, di origine marocchina, è un diamante grezzo, una ragazza dal sorriso affascinante, testarda e intelligente. Nena, dietro i suoi modi bruschi, è la dolce madre di tutti, e in particolare ha a cuore la giovane Zoubida. In “Prima colazione”, la famiglia per Vince, come per ogni bambino della terra, è tutto il mondo. Il piccolo ama suo padre, suo fratello, ed è innamorato della sua bellissima mamma. Come ogni bambino della terra, vorrebbe che lei fosse felice. Laura è una ragazza dotata di un grande talento, la pittura è il suo talismano, Laura è complessa, sensibile, capace di sognare, e persino di realizzare i suoi sogni, ne “Le strade di Laura” è raccontata la sua evoluzione.
“La libreria” racconta dellʼunico desiderio di Ilaria: leggere. I libri sono una vera e propria ossessione per lei; ma, poiché è ancora una bambina, non ha i mezzi per procurarsi il sapere di cui ha necessità. Ecco perché Ilaria sogna di crescere in fretta. Ne “Il balcone” si racconta di Sarah, una donna di oltre settant’anni che si ammala, e non può più camminare. Ha superato in passato molte avversità, ma ora non si rassegna al nuovo corso degli eventi.

“Cloe la parrucchiera” è una donna affascinante, vitale e generosa. Coltiva la propria consapevolezza e, senza darlo troppo a vedere, quella delle persone che hanno la fortuna d’incontrarla. “Il Signore e la signora Flick” stanno insieme da quando erano bambini. L’amore profondo che provano l’uno per l’altra è un fiume che si spinge oltre le mura domestiche, e diventa amore per la piccola comunità in cui vivono da sempre.

Allegra, ne “La sposa rubata”, è una donna accogliente, simpatica, sempre indaffarata nella gestione di un bed & breakfast. Dietro le sue spalle, l’ombra di un matrimonio difficile, e il luogo nascosto dove può celarsi lo spirito di una donna.

“La prozia Maria” è stata una cantante celebre, molto amata dal marito. Maria ha attraversato una lunghissima vecchiaia ̶ ed è arrivata alla fine della vita ̶ nella solitudine e nel silenzio. Jacopo ha trent’anni, e ha sempre trattenuto i suoi sentimenti, la sua aggressività. Sogna una terribile rivalsa. “Tre pomeriggi e due sere” è il turno di baby-sitting in cui la protagonista del racconto accudisce Filippo, un bambino molto saggio: un poeta in nuce. A tre anni è costretto a riflettere su qualcosa che è molto più grande di lui…

“Ma un genio invisibile, quella sera, mi regalò anche la pazienza, grande come una immensa mongolfiera di tela bianca, tenera come marmellata fatta in casa, lunga come un cavo d’acciaio, come la corda dell’impiccato; una pazienza da cacciatore, da ladro, da capitano di una ciurma bastarda.”

Patrizia Caffiero, nata e vissuta a Lecce fino al 1996, si è trasferita prima a Ferrara, poi a Bologna e infine ad Anzola dell’Emilia dove ha “trovato” le sue radici, e lavora dal 2006 per il Comune come addetta alla cultura e bibliotecaria. È laureata in Lettere e Filosofia (Università del Salento) con una laurea dal titolo “Pasolini e il Potere. Linee per un’interpretazione storico-politica.” S’interessa di cinema, teatro, letteratura; i suoi scrittori preferiti sono Maeve Brennan, Truman Capote, Karen Blixen, Jean Stafford, Paul Auster. Ha pubblicato per Miraviglia editore, nel 2007, “Guarda che prima o poi Dio si stancherà di te”; sempre nello stesso anno, per la casa editrice Fernandel, un racconto per l’ antologia “Quote rosa”; nel 2009 un racconto per l’antologia “Fobieril – soluzione MANIAzina” (Jar Edizioni). Aggiorna settimanalmente il blog letterario “Prima della pioggia” visitabile all’indirizzo:
https://testiappuntinotedablogs.wordpress.com/

Informazioni:
Musicaos Editore

Musicaos Editore


info@musicaos.it

Venerdì 18 maggio 2018 – Arnesano (Le) – Aldo Augieri presenta “I singhiozzi di Jerry e Gunther” presso la Biblioteca Comunale “L. De Simone”


Venerdì 18 maggio 2018 · ore 19.30
Biblioteca Comunale “L. De Simone” di Arnesano
Palazzo Marchesale

“I singhiozzi di Jerry e Gunther”
(Musicaos Editore)
di Aldo Augieri

dialoga con l’autore:
Luciano Pagano

Venerdì 18 maggio 2018, alle ore 19.30, presso la Biblioteca Comunale “L. De Simone”, di Arnesano (Le), ospitata presso il Palazzo Marchesale, si terrà la presentazione del libro di Aldo Augieri, “I singhiozzi di Jerry e Gunther”, edito da Musicaos Editore. Dialogherà con l’autore, Luciano Pagano.

Aldo Augieri fonda, nel 2001, Asfalto Teatro. Per la compagnia compone diversi testi drammatici e riscritture sceniche interpretando e dirigendo le partiture di Guai in un paese di utopia (2001), Lo schiaffo del soldato (2005), La caccia allo Snark (2006), La condanna (2008), Odradek (2009), Vecchio Angelo Mezzanotte (2010), Le bagatelle di Lady Macbeth (2011), H.H. La confessione di un vedovo di razza bianca (2014), Scandalo negli abissi (2015), Storielle cliniche (2017).

Questi racconti costituiscono il suo primo tuffo nelle acque contaminate della letteratura.

“[…] quella di Augieri è una scrittura del tutto amorale, nell’accezione più pura e meno bigotta che ci sia di questa parola. Non c’è morale nei suoi racconti e non c’è morale nella sua scrittura perché non è questo il criterio su cui si muovono le vite, o i frammenti di vita raccontati.” Geraldine Meyer su “L’Ottavo.it”

“La raccolta di Augieri è un caleidoscopio i cui colori si rincorrono, si completano e si sovrappongono in uno scorrere piacevole di lettura accattivante” Dino Levante su “La Gazzetta del Mezzogiorno”

I racconti di Aldo Augieri partono da situazioni in apparenza comuni, per poi creare uno sfasamento dal piano della realtà, spingendosi al di là del paradosso. Attrazione, sesso, violenza gratuita e ponderata; Agata è una donna ossessionata dal corpo del suo amante, che deve sempre toccare, lambire, avere al suo fianco, materialmente incollato come un gemello siamese. Jerry e Gunther, come Sherazade, sono due portatori insani di storie che approfittano della calura estiva per estendere il giorno come un nuovo metallo prezioso, costruendo un ponte tra la stranezza della realtà e la concretezza irreale di ciò che potrebbe essere.

Tra le storie che vengono narrate viene tessuto un filo, un dialogo sottile tra il lettore e le ossessioni e paure dello stesso autore. I racconti si giocano sulla costruzione di una tensione, un arco teso verso la direzione della fine di ogni storia. “C’è un problema” racconta ad esempio l’ineluttabilità di una giornata che condurrà il protagonista verso una conclusione inaspettata, per quanto annunciata. Aldo Augieri, che per la scrittura di alcuni di questi racconti si è avvalso anche degli oggetti e dell’immaginario del Fondo “Salvatore Errico”, costruisce atmosfere orrorifiche, inquietanti, con suggestioni figlie della frequente “compagnia” di Ambrose Bierce, nelle quali si mescolano elementi grand-guignoleschi, suspense, finali imprevedibili, che creano un vero e proprio gotico nel contemporaneo.

Le donne protagoniste di queste storie sono crudeli, dispotiche, eppure degne della più grande adorazione, come in “Gunther”; oppure diventano centro di attrazione per i giochi di ragazzi viziosi. I protagonisti sono visionari, accomunati dalla ricerca dell’amore, ciascuno a modo suo, inseguono fantasmi erotici conosciuti in chat o costruiscono simulacri del desiderio. Il comun denominatore di queste storie è l’esplorazione dell’inconscio, fin nei meandri più inquietanti, come ad esempio quello della spietata crudeltà dei bambini, descritta con dovizia psicologica in “Terapia di gruppo”. “Lettera al lettore” e “Un attore” racchiudono questo viaggio, lasciando il lettore in compagnia dei suoi fantasmi, deliri, ipnosi.

Progetto grafico: Paolo Guido
Fotografia: Giuseppe Affinito

I singhiozzi di Jerry e Gunther, Aldo Augieri, Musicaos Editore, collana Narrativa, 17, pagine 168, formato 12×16,5 cm, €12,00, ISBN 9788899315948

Informazioni

Musicaos Editore


info@musicaos.it

Giovedì 17 maggio 2018 – Parma – Raffaele Pappadà presenta “Senza riserve” al “Colazione d’autore”


PARMA – Giovedì 17 Maggio 2018 – ore 18.30
presso “Colazione d’autore”
(Borgo del Gallo, 2/a)

presentazione di
“Senza riserve”
(Musicaos Editore)
un romanzo di
Raffaele Pappadà

Presenta:
Angelarosa Pinto

PARMA – Giovedì 17 maggio 2018, alle ore 18.30, presso il “Colazione d’autore” (Borgo del Gallo, 2/a), si terrà la presentazione del romanzo “Senza riserve” (Musicaos), di Raffaele Pappadà. Angelarosa Pinto presenterà l’appuntamento, dialogando con l’autore.

Raffaele Pappadà, giornalista professionista, laureato in Scienze politiche e delle relazioni internazionali, vive dal 2012 a Milano, dove commenta le gare di Serie A per Infront, e nel 2015 entra a far parte della squadra di telecronisti di Premium Sport, di cui è attualmente una delle voci del fútbol argentino, della Champions League e di altri campionati. È uno dei volti e delle voci di Serie A Tv. Ha ricevuto diversi riconoscimenti e, nel 2009 e 2011, il Premio “Gemme dello Sport” come miglior giornalista sportivo salentino.

Thomas è un giovane portiere che dopo tanta gavetta attende ancora l’occasione per mettere in mostra il suo valore. Gioca nel Lecce, si allena in attesa del momento giusto, cresce nella lealtà come sportivo e come uomo, si innamora. Entra di slancio sugli eventi, spericolato e deciso. Il giorno così atteso arriverà. Thomas farà i conti con la passione, la gioventù, gli incontri e gli scontri con i più grandi campioni, la famiglia, l’amore. Un ultimo uomo, spesso solo con il suo destino. La vita per Thomas è una partita che va vissuta fino all’ultimo secondo, dentro e fuori dal campo, “senza riserve”, in un romanzo dove il calcio è visto dalla porta, dagli occhi di chi ha il compito di ostacolare ciò che tutti desiderano: il gol, decidendo le sorti di una stagione.

Informazioni:
info@musicaos.it

Musicaos Editore

Venerdì 18 maggio 2018 – Bologna – “La Confraternita dell’Uva” ospita Graziano Gala e “Felici diluvi”, con Andrea Donaera e Stefano Bonazzi


Venerdì 18 maggio 2018 · ore 20.30
Bologna – “La Confraternita dell’Uva”
(Via Cartoleria, 20/b)

“Felici diluvi” (Musicaos Editore)
di Graziano Gala

dialogano con l’autore:
Andrea Donaera, Stefano Bonazzi

Venerdì 18 maggio 2018, alle ore 20.30, presso “La Confraternita dell’Uva” (Via Cartoleria, 20/b) a Bologna, si terrà la presentazione di “Felici diluvi”, di Graziano Gala, edito da Musicaos Editore. Dialogheranno con l’autore Andrea Donaera e Stefano Bonazzi.

L’AUTORE Graziano Gala nasce a Tricase il 19 settembre 1990. Vive a Milano, dove insegna Lettere in un Liceo delle scienze umane. Nel 2012 vince il premio “Lo scrivo io”, indetto da “La Gazzetta del Mezzogiorno” nella sezione poesia. Il suo racconto “Variabili impazzite”, viene inserito nella collana “Chi semina racconti 2”, curato dall’associazione “Tha Piaza Don Chisciotte”. Nel 2013 vince il premio speciale della giuria nel “Premio internazionale di cultura” indetto dall’AEDE (Association Européenne des Enseignants). Due suoi racconti vengono selezionati nel bando “Bollenti spiriti”, indetto dalla Regione Puglia, dando origine al volume collettaneo “Parole battute”. Si qualifica terzo al “Premio Nazionale Bukowski” di Viareggio. Nel 2016 il suo racconto “Sabotare il silenzio”, viene pubblicato in un’antologia edita da “Testi&Testi” e vince il premio “Carlo Cultrera”. Nello stesso anno un suo racconto viene selezionato dall’associazione “Onalim” e letto durante la Piano City Milano 2016 e nella scuola di scrittura “Belleville”.

I “Felici diluvi” di Graziano Gala raccontano di cose che finiscono in modo glorioso, di ciò che arriva al termine, lasciando dietro sé un ricordo di quel che è stato; cose che potrebbero essere andate altrimenti, ma per un meccanismo che si è inceppato procedono lungo un corso particolare, deragliato, inaspettato. Graziano Gala racconta le pieghe di una realtà in cui l’umanità, la persona, l’individuo, vogliono affermarsi prima di scomparire in un oblio definitivo, imposto dalle regole sociali, dall’amore o dal piano regolatore, dalla tracotanza o dal fallimento, passando per la nostalgia e il ricordo. La metropoli e la sua periferia sono il cosmo nel quale si muovono i suoi personaggi che si ribellano, numeri che cercano di sfuggire alla forza del destino per affermare la loro volontà di essere unici. In questi racconti c’è tutta la forza che regala la rivincita che ognuno dei protagonisti riesce a ritagliare per sé.

Cosimo Argentina, a proposito della scrittura di Graziano Gala e dei suoi racconti, afferma: “Se un qualunque scrittore italiano, anche tra i pluridecorati, leggesse i racconti di Graziano Gala, e fosse onesto, lascerebbe perdere la penna e aprirebbe una rivendita di sali e tabacchi”.

I RACCONTI Si parte con “L’applauso”, dove la vittima di una vocale sbagliata, il Poli, intento nel far dimenticare l’odore e la consistenza del pattume ammassato in qualità di netturbino, rifugiandosi dietro un pianoforte che rappresenta il dolore di tutto ciò che poteva essere e non è stato. Segue il venditore di rose (“Il sonno dei giusti”), escluso sociale di lusso, immortalato nel tentativo di rivendicare acqua e amore per quei boccioli che lui percepisce come strumenti ultimi di felicità universale. Lo sorpassa, in “Complanari”, da destra a bordo di una vecchia Taunus un conducente in piena sofferenza, diviso tra il rimorso per la morte del padre e l’amore sconveniente nei confronti di una prostituta, il tutto mentre la RoSara di “Recuméterna”, l’ultima prefica di professione, viene colpita a morte da un paese che non vuole saperne di morire.

Si spande, in lontananza, l’odore di caffè (“Le circostanze dell’arrivederci”), accompagnato dai tutti quei sogni e tutti quei fallimenti che possono essere contenuti in una tazzina: è questo il destino di Franco e Marilena, innamorati di un amore violento e smisurato come l’urlo di Tardelli nell’82. Macchie, dicevamo, da ripulirsi: di questo si occupa Goffredo Mammoni, lavandero proprietario di lavanderia industriale, sempre immacolato e sempre impreparato dinanzi all’occasione della vita (“La figlia di Brasi”). Meglio fermarsi, meglio riavviare il meccanismo, meglio distruggere la giostra malfunzionante: a questo pensa il bombarolo di “Rumori da basso”, incapace di gestire le cicatrici di abusi protratti.

E tra un’eruzione inaspettata della Famiglia Cola-Lava e una processione a tradimento imposta da don Pasquale nel “Sentir messa” ad una folla zelante e belante nessuna sorpresa se Fabio Filzi pensi bene che il tradimento – subito più che goduto – sia l’unica boccata d’ossigeno utile al continuare della narrazione. Da qui la liberazione, la rottura degli equilibri, il senso di onnipotenza che porta l’ingegner Piaccia ad agire senza preoccuparsi delle esigenze del prossimo, da qui il pedale della Duetto calcato dal Tamorra in prossimità di una rotatoria. Si cerca lo scontro, la fine, l’esplosione, l’eccesso, la forza di rimettere tutto in discussione soffrendo per i guai passati e per i propri fallimenti: tutta la narrazione diventa una pura questione di lacrime, e se a piangere inizia anche il cielo ci vuole un ombrello dalle braccia salde, dal fiato caldo e dalle giunture resistenti per gestire precipitazioni, scrosci e conseguenze annesse.

PRIMI GIUDIZI DA PARTE DELLA CRITICA

“Si tratta di quattordici brevi storie, scritte con una lingua disarticolata e carnale, creativa e felice. Non saprei se Gala si sente parte di una tradizione propriamente italiana ma mi sembra che il nucleo della sua ispirazione adombri un respiro buzzatiano. Le sue storie virano volentieri verso il surreale ma mai in modo effettistico e forzato.”
Fabio Orrico, su “Liberi di Scrivere”

“La metropoli e la sua periferia sono il cosmo nel quale si muovono i personaggi di Gala che altro non sono che ‘pezzi’ dell’umanità che si ribellano, numeri che cercano di sfuggire alla forza del destino per affermare la loro volontà di essere unici.”
Veronica Notaro, su “RecensioniLibri.org”

“Graziano Gala ha creato qualcosa di nuovo ma soprattutto geniale, ogni racconto racchiude in sé un fascino speciale.”
Loredana Cilento, su “Mille Splendidi Libri e Non Solo”

“La scrittura fresca e immediata di Gala, che sembra ispirarsi, sin dai nomi fortemente evocativi dei personaggi, ai giochi linguistici di Rodari e di Benni e all’ironia dissacrante di Cosimo Argentina, guida il lettore nel carosello di emozioni, spesso contrastanti, che si rincorrono pagina dopo pagina, storia dopo storia, senza tuttavia lasciare nulla al caos e all’indefinito”
Mariaelena Tucci, su “Centro PENS. Poesia Contemporanea e Nuove Scritture”

“Nei racconti di Gala si intrecciano i temi dell’allontanamento da casa, una casa che è terra accogliente e calda, in contrapposizione all’ipertrofia urbana di un settentrione votato alla produzione e al consumo, consumo che non è solo materiale ma anche del materiale umano. Al turbine della frenesia metropolitana si contrappone la voce dell’autore, che è quella di colui che non si arrende, di colui che, narrando, dà nuova vita a chi sembra aver esaurito ogni possibilità.”,
Nü su “Il Loggione Letterario”

“Di Graziano Gala colpisce subito la sicurezza della scrittura, la sua è una voce originale e dotata di registri sempre cangianti.”
Giovanni Pannacci su “L’Ottavo”

Informazioni.
Musicaos Editore
0836 618 232 – info@musicaos.ithttp://www.musicaos.org

Domenica 13 maggio 2018 – Supersano (LE) – Luciano Pagano presenta “Beati i puri” al MUBO’S di Franco Greco, con Marta Seclì


“DOMENICAL Mubo’s”
Libri · Musica · Parole

Domenica 13 maggio 2018 · ore 18.30
“BEATI I PURI” di LUCIANO PAGANO
(Musicaos Editore)
SUPERSANO · MUBO’S CAFE

dialoga con l’autore:
prof. ssa Marta Seclì

Domenica 13 Maggio 2018, alle ore 18.30 a Supersano, si terrà l’appuntamento conclusivo della rassegna di incontri letterari e musicali organizzati dal Mubo’s Cafe di Franco Greco (Piazza IV Novembre). Sarà la volta di “Beati i puri”, il romanzo di Luciano Pagano, edito da Musicaos Editore. L’autore dialogherà con la professoressa Marta Seclì.

“DOMENICAL Mubo’s · Libri, musica, parole” è il nome della rassegna di incontri culturali dedicati ai libri e all’incontro tra musica e parole, che si terranno a Supersano (LE), presso il Mubo’s cafè, in Piazza IV Novembre.

“Beati i puri”, ambientato tra Lecce e Roma, racconta la storia di Andrea e Maria Bellomo, fratello e sorella, uniti da un legame fortissimo, che affonda le radici in un passato difficile. Antonella, la madre, li ha cresciuti da sola. Andrea vive a Lecce, dove è attore e regista di una piccola compagnia di teatro, la “PPP”. Maria vive a Roma, ed è una delle promesse più interessanti nel panorama italiano del cinema e della televisione. Fin dove può spingersi l’amore di un fratello per una sorella, e quello di una madre per i propri figli? Cosa accadrà quando Andrea, stanco della vita di provincia, raggiungerà sua sorella a Roma?

Luciano Pagano è nato a Novara nel 1975. All’inizio degli anni ’90 ritorna nel Salento con la sua famiglia, studia al liceo, si diploma, studia all’università di Fisica, lascia Fisica per Filosofia, frequenta un anno di università in Germania, si laurea con una tesi sul pensiero di Deleuze, Guattari, Foucault e la Società del Controllo, lavora cinque anni in un call-center, lo lascia, vive di scrittura e libri.

Pubblica recensioni e articoli, in rete e altrove. Dal primo gennaio del 2004 crea e dirige il sito Musicaos.it, rivista online dedicata alla scrittura che, nel gennaio 2014, diviene musicaos:ed, e, nel gennaio 2015, Musicaos Editore. Nel 2008 con i suoi racconti vince due concorsi, il Creative Commons in Noir, indetto da Stampalternativa (con ‘Apocalisse di Giovanni’) e il Premio Subway Letteratura (con ‘Testimone Mancato’). Attualmente dirige Musicaos Editore. Ha pubblicato tre romanzi, BEATI I PURI (2016, Musicaos Editore), È TUTTO NORMALE (2010, Lupo Editore), RE KAPPA (2007, Besa Editrice) .

Informazioni:
MUBO’S CAFE · SUPERSANO (LE) · Piazza IV NOVEMBRE · tel. 0833.632.514
MUSICAOS EDITORE · NEVIANO (LE) Via Arciprete Roberto Napoli, 82
tel. 0836.618.232 · http://www.musicaos.org

Domenica 29 aprile 2018 – Leverano – Libreria “Tra le Righe” – Presentazione di “Felici diluvi”, Graziano Gala


Domenica 29 aprile 2018 · ore 18.00 – Libreria “Tra le righe”
(Leverano · Via Cesarea, 52)

“Felici diluvi” di Graziano Gala

dialoga con l’autore Luciano Pagano

intervento musicale Lucilla Vario, Marco Petrelli (Covo di Mozart)

letture dai racconti a cura della Compagnia del Teatro delle Rane

Domenica 29 aprile 2018, alle ore 18.00, nei locali della libreria “Tra le righe”, di Leverano (Via Cesarea, 52), si terrà la presentazione del libro di racconti “Felici diluvi” (Musicaos), scritto da Graziano Gala. Luciano Pagano (Musicaos), dialogherà con l’autore. Durante la presentazione è previsto l’intervento musicale di Lucilla Vario e Marco Petrelli (Covo di Mozart) e letture dai racconti, a cura degli attori della “Compagnia del Teatro delle Rane”.

L’AUTORE Graziano Gala nasce a Tricase il 19 settembre 1990. Vive a Milano, dove insegna Lettere in un Liceo delle scienze umane. Nel 2012 vince il premio “Lo scrivo io”, indetto da “La Gazzetta del Mezzogiorno” nella sezione poesia. Il suo racconto “Variabili impazzite”, viene inserito nella collana “Chi semina racconti 2”, curato dall’associazione “Tha Piaza Don Chisciotte”. Nel 2013 vince il premio speciale della giuria nel “Premio internazionale di cultura” indetto dall’AEDE (Association Européenne des Enseignants). Due suoi racconti vengono selezionati nel bando “Bollenti spiriti”, indetto dalla Regione Puglia, dando origine al volume collettaneo “Parole battute”. Si qualifica terzo al “Premio Nazionale Bukowski” di Viareggio. Nel 2016 il suo racconto “Sabotare il silenzio”, viene pubblicato in un’antologia edita da “Testi&Testi” e vince il premio “Carlo Cultrera”. Nello stesso anno un suo racconto viene selezionato dall’associazione “Onalim” e letto durante la Piano City Milano 2016 e nella scuola di scrittura “Belleville”.

I “Felici diluvi” di Graziano Gala raccontano di cose che finiscono in modo glorioso, di ciò che arriva al termine, lasciando dietro sé un ricordo di quel che è stato; cose che potrebbero essere andate altrimenti, ma per un meccanismo che si è inceppato procedono lungo un corso particolare, deragliato, inaspettato. Graziano Gala racconta le pieghe di una realtà in cui l’umanità, la persona, l’individuo, vogliono affermarsi prima di scomparire in un oblio definitivo, imposto dalle regole sociali, dall’amore o dal piano regolatore, dalla tracotanza o dal fallimento, passando per la nostalgia e il ricordo. La metropoli e la sua periferia sono il cosmo nel quale si muovono i suoi personaggi che si ribellano, numeri che cercano di sfuggire alla forza del destino per affermare la loro volontà di essere unici. In questi racconti c’è tutta la forza che regala la rivincita che ognuno dei protagonisti riesce a ritagliare per sé.

Cosimo Argentina, a proposito della scrittura di Graziano Gala e dei suoi racconti, afferma: “Se un qualunque scrittore italiano, anche tra i pluridecorati, leggesse i racconti di Graziano Gala, e fosse onesto, lascerebbe perdere la penna e aprirebbe una rivendita di sali e tabacchi”.

I RACCONTI Si parte con “L’applauso”, dove la vittima di una vocale sbagliata, il Poli, intento nel far dimenticare l’odore e la consistenza del pattume ammassato in qualità di netturbino, rifugiandosi dietro un pianoforte che rappresenta il dolore di tutto ciò che poteva essere e non è stato. Segue il venditore di rose (“Il sonno dei giusti”), escluso sociale di lusso, immortalato nel tentativo di rivendicare acqua e amore per quei boccioli che lui percepisce come strumenti ultimi di felicità universale. Lo sorpassa, in “Complanari”, da destra a bordo di una vecchia Taunus un conducente in piena sofferenza, diviso tra il rimorso per la morte del padre e l’amore sconveniente nei confronti di una prostituta, il tutto mentre la RoSara di “Recuméterna”, l’ultima prefica di professione, viene colpita a morte da un paese che non vuole saperne di morire.

Si spande, in lontananza, l’odore di caffè (“Le circostanze dell’arrivederci”), accompagnato dai tutti quei sogni e tutti quei fallimenti che possono essere contenuti in una tazzina: è questo il destino di Franco e Marilena, innamorati di un amore violento e smisurato come l’urlo di Tardelli nell’82. Macchie, dicevamo, da ripulirsi: di questo si occupa Goffredo Mammoni, lavandero proprietario di lavanderia industriale, sempre immacolato e sempre impreparato dinanzi all’occasione della vita (“La figlia di Brasi”). Meglio fermarsi, meglio riavviare il meccanismo, meglio distruggere la giostra malfunzionante: a questo pensa il bombarolo di “Rumori da basso”, incapace di gestire le cicatrici di abusi protratti.

E tra un’eruzione inaspettata della Famiglia Cola-Lava e una processione a tradimento imposta da don Pasquale nel “Sentir messa” ad una folla zelante e belante nessuna sorpresa se Fabio Filzi pensi bene che il tradimento – subito più che goduto – sia l’unica boccata d’ossigeno utile al continuare della narrazione. Da qui la liberazione, la rottura degli equilibri, il senso di onnipotenza che porta l’ingegner Piaccia ad agire senza preoccuparsi delle esigenze del prossimo, da qui il pedale della Duetto calcato dal Tamorra in prossimità di una rotatoria. Si cerca lo scontro, la fine, l’esplosione, l’eccesso, la forza di rimettere tutto in discussione soffrendo per i guai passati e per i propri fallimenti: tutta la narrazione diventa una pura questione di lacrime, e se a piangere inizia anche il cielo ci vuole un ombrello dalle braccia salde, dal fiato caldo e dalle giunture resistenti per gestire precipitazioni, scrosci e conseguenze annesse.

PRIMI GIUDIZI DA PARTE DELLA CRITICA

“Si tratta di quattordici brevi storie, scritte con una lingua disarticolata e carnale, creativa e felice. Non saprei se Gala si sente parte di una tradizione propriamente italiana ma mi sembra che il nucleo della sua ispirazione adombri un respiro buzzatiano. Le sue storie virano volentieri verso il surreale ma mai in modo effettistico e forzato.”
Fabio Orrico, su “Liberi di Scrivere”

“La metropoli e la sua periferia sono il cosmo nel quale si muovono i personaggi di Gala che altro non sono che ‘pezzi’ dell’umanità che si ribellano, numeri che cercano di sfuggire alla forza del destino per affermare la loro volontà di essere unici.”
Veronica Notaro, su “RecensioniLibri.org”

“Graziano Gala ha creato qualcosa di nuovo ma soprattutto geniale, ogni racconto racchiude in sé un fascino speciale.”
Loredana Cilento, su “Mille Splendidi Libri e Non Solo”

“La scrittura fresca e immediata di Gala, che sembra ispirarsi, sin dai nomi fortemente evocativi dei personaggi, ai giochi linguistici di Rodari e di Benni e all’ironia dissacrante di Cosimo Argentina, guida il lettore nel carosello di emozioni, spesso contrastanti, che si rincorrono pagina dopo pagina, storia dopo storia, senza tuttavia lasciare nulla al caos e all’indefinito”
Mariaelena Tucci, su “Centro PENS. Poesia Contemporanea e Nuove Scritture”

“Nei racconti di Gala si intrecciano i temi dell’allontanamento da casa, una casa che è terra accogliente e calda, in contrapposizione all’ipertrofia urbana di un settentrione votato alla produzione e al consumo, consumo che non è solo materiale ma anche del materiale umano. Al turbine della frenesia metropolitana si contrappone la voce dell’autore, che è quella di colui che non si arrende, di colui che, narrando, dà nuova vita a chi sembra aver esaurito ogni possibilità.”,
Nü su “Il Loggione Letterario”

“Di Graziano Gala colpisce subito la sicurezza della scrittura, la sua è una voce originale e dotata di registri sempre cangianti.”
Giovanni Pannacci su “L’Ottavo”

Informazioni.
Musicaos Editore
0836 618 232 – info@musicaos.ithttp://www.musicaos.org

Libreria “Tra le righe”
0832 523863 cell. 3450227869
https://www.facebook.com/pg/libreriaLeverano