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Novità ebook: “L’importanza del fattore C” il romanzo d’esordio di Maria Nadia Stefano


MariaNadiaStefano-L-importanza-del-fattore-C-Musicaos-Editore-CMaria Nadia Stefano
“L’importanza del fattore C”
(Musicaos Editore)

“L’importanza del fattore C” è la storia tragicomica di Anna, una giovane donna alle prese con i problemi dei nostri giorni, tra cui la precarietà e le attenzioni moleste da parte di uomini senza scrupoli che si fanno scudo della loro posizione di potere per chiedere favori sessuali in cambio di un posto di lavoro, la quale, grazie alla sua caparbietà e all’appoggio di un gruppo di amiche squinternate che le stanno vicino nei momenti più bui, riuscirà a raggiungere i suoi obiettivi e a realizzare le sue aspirazioni.

Anna, novella Bridget Jones di estrazione proletaria che coltiva il sogno – che parrebbe quasi irrealizzabile – di un lavoro dignitoso, di una casa e di una famiglia ha una sorella, Alice, bella e ‘un po’ stronza’, che fa la modella e il cui destino è legato a doppio filo a un fidanzato ricco e alla di lui famiglia. Due vite che fin dall’inizio procedono sui binari paralleli condizionate inesorabilmente dal fattore C che Alice possiede e Anna no.

Ed ecco il punto: il fantomatico fattore C, da cui, secondo nonna Gina, dipende la felicità di ciascuno di noi e che Anna scoprirà solo in ultimo che non ha proprio niente a che fare con le teorie strampalate della simpaticissima e vivacissima nonnina.
Dopo aver collezionato una serie di brutte avventure lavorative e di drammi personali e soprattutto innumerevoli storie fallimentari con uomini egoisti e inaffidabili che l’hanno fatta molto soffrire, Anna troverà la forza per mutare il suo destino e finalmente riuscirà a imbattersi nell’uomo della sua vita.

“Se cerchi una mano nel momento del bisogno, la trovi alla fine del tuo braccio”, dice Confucio. Una dura lezione che Anna dovrà, suo malgrado, imparare per sopravvivere in un mondo dove primeggiano i furbi, i raccomandati e i figli di… e quelle che l’amica Doriana chiama le ‘pantegane’, ovvero quelle disposte a ‘aprire le gambe’ per ottenere favori e una carriera lavorativa di tutto rispetto.

“L’importanza del fattore C” è un esempio spassoso di quanto anche in tempi di crisi – una crisi che in questo momento pare proprio non debba avere mai fine – essere positivi sia necessario per andare avanti e che non bisogna arenarsi ne arrendersi di fronte alle difficoltà per quanto queste ultime possano sembrare insormontabili. In modo scanzonato e facendoci allo stesso tempo riflettere, L’importanza del fattore C ci lascia infine con un messaggio importante: non dobbiamo mai rinunciare ai nostri sogni.

Maria Nadia Stefano Classe ’69, è giornalista e traduttrice. Nel 1992 ha vinto il premio giornalistico “Gino Tornese” – amore per il teatro. Ha collaborato con diverse testate giornalistiche tra cui la rivista nazionale “La Protezione Civile Italiana”, edita da Edizioni Nazionali di Milano, di cui è stata corrispondente e direttore per la Puglia. Ha al suo attivo numerose collaborazioni come addetto stampa, la più recente con il centro di cultura “Raffaele Protopapa”. Dal 2006 collabora come traduttrice e valutatore di inediti con la casa editrice Besa di Nardò. Dal 2012 collabora come redattore presso la Iservice srl di Montecatini Terme.

Maria Nadia Stefano, prima di pubblicare il suo romanzo d’esordio “L’importanza del fattore C”, è stata premiata come finalista nella sezione racconti dei seguenti premi nazionali:

[2009] – XII° Premio Nazionale “Domenico Rea – ed. Ibiskos-Ulivieri – Empoli
[2010] – Menzione speciale – Premio Nazionale “Sembrava fosse amore…invece” – Enrico Folci Editore – Roma
[2010] – Premio Nazionale “Emozioni in bianco e nero – ed. Del Poggio – Poggio Imperiale (Fg)
[2010] – 7° classificata – Premio Nazionale “Superbia non avrei mai immaginato che..” – Enrico Folci Editore – Roma
[2011] – Premio Nazionale “Scrittura e Immagine” – ed. Amande – Casier (Tv)

Informazioni e contatti

“L’importanza del fattore C” è disponibile in formato elettronico su tutti gli store digitali.

https://www.bookrepublic.it/book/9788899315283-limportanza-del-fattore-c/

https://store.kobobooks.com/it-it/ebook/l-importanza-del-fattore-c

http://www.amazon.it/Limportanza-fattore-Maria-Nadia-Stefano-ebook/dp/B015GMZ8R6/ref=sr_1_18?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1442554022&sr=1-18&keywords=musicaos

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Anteprima: 19 Settembre 2015 – Bergamo – Giuseppe Goisis presenta “Le cento care. Variazioni nel tema” presso l’ex Monastero del Carmine


Giuseppe-Goisis-Le-cento-care-Variazioni-nel-tema-Musicaos-EditoreCompagnia Brincadera

Bergamo
ex Monastero del Carmine
(Via Colleoni – Corsarola 19, città alta)

19 Settembre 2015 – Ore 20.30

Giuseppe Goisis
presenta
“Le cento care. Variazioni nel tema”
(Musicaos Editore)

Sabato 19 Settembre 2015, alle ore 20.30, presso il Monastero del Carmine a Bergamo, si terrà la prima presentazione nazionale del nuovo libro di Giuseppe Goisis, intitolato “Le cento care. Variazioni nel tema”, edito da Musicaos Editore.

Le cento care. Variazioni nel tema” è la nuova prova narrativa di Giuseppe Goisis, attore, regista e scrittore. Una raccolta di sei racconti; sei universi nei quali Giuseppe Goisis scandaglia lo spazio profondo dell’essere umano, con la fluidità di un linguaggio “vero”, capace di entrare nelle pieghe più recondite della realtà, in particolare svelando, in ogni racconto, il rapporto cruciale fra vita e morte. Scegliendo questa prospettiva, questo rapporto, quale sua propria lettura del reale. Giocando nelle variazioni di essa.

Storie intense, di trama coinvolgente e sentimenti vibranti.
Lo spiccato realismo si sposa con scene surreali, sconfinando, alle volte, nel grottesco; la tragedia si mescola alla commedia; sono situazioni dalle tinte forti, quelle raccontate, di tensione viva, in cui il lettore rimane coinvolto senza soluzione di continuità, sospeso, nello spazio di una pagina, a interrogarsi su cosa accadrà immediatamente dopo.
Con poche pennellate decise, Giuseppe Goisis restituisce spaccati di vita, caratteri dei personaggi, luoghi e cose che acquistano vita propria; i più piccoli dettagli sono indispensabili, perché staccano dalla mera descrittività e acquisiscono valenza sostanziale.

I RACCONTI.

Un uomo di poco conto, probabilmente malato e certamente stanco, racconta la sua casuale esperienza al servizio di una compagnia teatrale, molti anni prima, e del rapporto con chi ne fu direttore, il “maestro”, rimpiangendo tutto ciò come l’occasione perduta per una vita diversa. (Uccelli di terre straniere)

Una donna insegna alle malate in terapia oncologica come truccarsi per fare che il proprio volto non mostri i segni della malattia, combattendo le proprie ritrosie, paure, e parlandone al gatto, a casa, la sera. (MAKEUP52)

Tobia, giocatore di slot-machine, e Giosuè, amico fraterno, affrontano la morte improvvisa del padre di quest’ultimo, investito da un pirata stradale, nel dubbio di Tobia sulle proprie responsabilità per l’accaduto. (Rosario)

Giugì, dopo la morte della moglie, è succube insieme alla famiglia dell’invadenza di Gertrude, “collaboratrice domestica”, che, in uno crescendo dai tratti kafkiani, costringerà la famiglia stessa ad abbandonare la villa e a ritirarsi, per sorvegliarla, in una tenda, sotto i salici del giardino. (Matrioška)

Marìa Inès Mejia vive in Colombia ed è la custode del Remanso, una discarica naturale, braccio del fiume Cauca, dove s’accumula di tutto, anche corpi morti, gente uccisa dai trafficanti, dalla guerrilla, dallo Stato. Un ruolo di estremo rischio e ordinaria crudezza, che Marìa assolve con devozione esemplare. (Remanso)

Gli Eroi dell’ultimo racconto, infine, non sanno di esserlo, né si conoscono tra loro. Non sono famosi e forse nemmeno brave persone. Sono 11 eroi, e lo sono per la forza quotidiana di resistenza. Come dice la quarta di copertina: per la loro capacità di “opporre, a ogni ingiustizia di Dio, o di chi per lui, una straordinaria dignità”. Il racconto ne è il ritratto. (Eroi)

Giuseppe-Goisis--__L’AUTORE. Giuseppe Goisis (1967) è nato a Bergamo. Dal 2001 è direttore artistico di Compagnia Brincadera, con la quale ha prodotto spettacoli di sala e per spazi aperti, reading musicali e performance teatrali. Ha pubblicato la raccolta di racconti “Un posto vale l’altro” (PeQuod, 2004 – finalista al premio Chiara), il romanzo “Senza replica” (Baldini Castoldi Dalai Editore, 2005), il romanzo “Il contrabbasso e la rosa” (Greco&Greco editore, 2011), il volume “Senza sparire – Verdello e la sua memoria” (Lubrina editore, 2013), oltre a racconti in antologie e riviste (La nuova prosa, Da un mondo all’altro, Maltese narrazioni, Dizionario affettivo della lingua italiana).
Varie le pubblicazioni per Teatro e Storia e Open Page.

“Le cento care. Variazioni nel tema” – Giuseppe Goisis, pp. 152, Musicaos Editore

Info: 338.8520819 – consigliata la prenotazione; ingresso libero fino a esaurimento dei posti
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26 Agosto 2015 – Sant’Isidoro – Francesco De Giorgi ospite di VeleRacconto e del Lido Dell’Ancora


Francesco-De-Giorgi-I-bassisti-muoiono-giovani-musicaos-editore-fablet02-ebookVELERACCONTO presenta Aperitivo Letterario

Mercoledì 26 Agosto 2015, alle ore 19.00
a Sant’Isidoro

presso LIDO DELL’ANCORA
(Via della Torre, Sant’Isidoro – Nardò, Costa Ionica)

Aperitivo Letterario

Lucia Cordella (VeleRacconto)
presenta
Francesco De Giorgi,
autore del romanzo “I bassisti muoiono giovani”

Mercoledì 26 Agosto, alle ore 19.00, si terrà un nuovo appuntamento dell’Aperitivo Letterario a cura dell’associazione VeleRacconto, presso il Lido Dell’Ancora di Sant’Isidoro. Lucia Cordella (VeleRacconto), presenterà “I bassisti muoiono giovani”, il nuovo romanzo di Francesco De Giorgi, pubblicato da Musicaos Editore. Al dialogo con l’autore si affiancherà un reading di brani del romanzo, nel quale Francesco De Giorgi sarà accompagnato, alla chitarra elettrica, da Pierluigi Congedi.

“I bassisti muoiono giovani” è la storia di un gruppo di ragazzi che decide di riunirsi, diversi anni dopo lo scioglimento della loro piccola band, per registrare – finalmente – i propri brani. Il ritorno sui propri passi è guidato da Giorgio Mestrelli, uno dei critici musicali più influenti della rete, bassista del gruppo. Nonostante il destino abbia scelto strade differenti per i cinque, i “Plettrofolle” ritroveranno immutate, suonando insieme, le sensazioni di un tempo. Dovranno però fare i conti con un diverso contesto sociale che li metterà nuovamente alla prova. Cinque ragazzi che formavano una band, una band che rappresentava un sogno, un sogno che avrebbe cambiato le loro vite. Se solo ne avessero avuto il tempo. Un affresco crudo e ironico.

Un racconto che è strutturato come un disco, centrato sulle passioni, sulla realizzazione personale e la contemporaneità. Un viaggio al ritmo di musica per scoprire l’importanza dei propri desideri.
Francesco De Giorgi è nato a Casarano (Le) nel 1984. Nel 2007 si è laureato in Scienze della comunicazione presso l’Università degli Studi di Siena. Ha pubblicato i romanzi “Tu prepara il filtro” (Besa Editrice, 2011), “Una buona stella” (Lupo Editore, 2013).
Musicaos Editore ha avviato le sue pubblicazioni di ebook, in formato digitale, nel settembre del 2012. Nel 2014 è stata la volta del ‘passaggio’ al formato cartaceo. Dall’inizio del 2015, anno nel quale sono stati pubblicati quasi trenta titoli, le opere di Musicaos Editore sono distribuite in tutte le librerie, sul territorio nazionale, e in tutti gli store digitali, in formato cartaceo e ebook. Di recente, sul Corriere del Mezzogiorno, il giornalista e critico letterario Enzo Mansueto ha definito Musicaos Editore “erede di una delle esperienze culturali on line più significative dell’ultima stagione della letteratura pugliese”.

Info:
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Novità: “Santa Croce. Misteri di un libro di pietra”


“Santa Croce. Misteri di un libro di pietra”
(Atalanti, 1)

SantaCroce-Misteri-di-un-libro-di-pietra-Musicaos-EditoreIllustrazioni e testi: Giovanni Matteo
Progetto grafico: Adriana Adamo
Concept: addastudio.it

Per la prima volta, in un’opera illustrata di chiara e efficace lettura, vengono spiegati i misteri di quel libro di pietra, che è la facciata della Basilica di Santa Croce a Lecce.

Un viaggio nella storia, nel tempo, nell’arte, per conoscere misteri e notizie, per ʽleggereʼ uno a uno i simboli e gli elementi che costituiscono il monumento più importante del Barocco leccese.

Illustrazioni e testi originali che ci guidano in un percorso accattivante, offrendoci i particolari o lo sguardo dʼinsieme di una visione che giunge ai giorni nostri, attraverso i secoli, sempre carica di fascino e attrazione.

Chi sono i telamoni? Quanti sono i cherubini, e gli angioletti? Perché sulla facciata sono raffigurati un cavallo e un orso? E gli altri animali e personaggi, cosa stanno a significare? Dalla battaglia di Lepanto alle dinastie e ai regnanti che hanno solcato la terra salentina e la magnifica città di Lecce; gli stemmi, le casate, i messaggi nascosti. Un racconto nel quale è scolpita la storia. Una lettura piacevole, dedicata ai curiosi.

Illustrazioni e testi: Giovanni Matteo
Progetto grafico: Adriana Adamo
Concept: addastudio.it

“Santa Croce. Misteri di un libro di pietra” (Musicaos Editore)
Collana Atalanti, 1, 32 pagine a colori, formato 21×21 cm, isbn 9788899315221, €10

Info:
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18 Luglio 2015 – San Foca (Le) – Anna Scarsella ospite del BluFestival con “Il profumo delle rose inglesi”


anna-scarsella-il-profumo-delle-rose-inglesi-musicaos-ed-le-citrine01SABATO 18 LUGLIO 2015 – ORE 21.00

nell’ambito del BLU FESTIVAL

a SAN FOCA (LE)
(Piazzetta dei Pescatori)

si terrà la presentazione del romanzo

“IL PROFUMO DELLE ROSE INGLESI”

di Anna Scarsella.

Dialogherà con l’autrice

Raffaele Polo, scrittore e critico letterario

Sabato 18 Luglio 2015, alle ore 21.00, a San Foca (Piazzetta dei Pescatori), nell’ambito del Blu Festival, si terrà una nuova presentazione del romanzo di Anna Scarsella, “Il profumo delle rose inglesi” edito da Musicaos Editore.

Lo scrittore e critico letterario Raffaele Polo dialogherà con l’autrice, in questo incontro organizzato dall’Assessorato alla Cultura del comune di Melendugno, durante il quale verranno anche letti brani del testo, con musiche e atmosfera a cura di Antonio Persano alla chitarra.

Così scrive Livio Romano, a proposito del romanzo, che prende spunto da luoghi del Salento innestandovi elementi forte suspense: “Chi è questa nuova investigatrice, a quale genere di viaggiatori all’interno del torbido inferno delle passioni umane appartiene la psicanalista Elise? È una donna affascinante e indipendente eppure così magnificamente femminile ed esposta agli smarrimenti d’ogni essere umano anche laddove ardisca a dipanare il ginepraio di bugie, oblii, verità traballanti dentro al quale suo malgrado s’è imbattuta.

Ha tutte le caratteristiche, Elise, insomma, perché i lettori se ne innamorino, ne fantastichino le fattezze, se la figurino all’azione in quello strenuo sforzo di dominare il personale timor panico e di lacerare la cortina di mistero che ha improvvisamente avvolto le sue giornate. In questo noir scritto con piglio sicuro e controllato,

Anna Scarsella ci sorprende per la ricchezza e la varietà della folla, cospirante e insieme disperatamente bisognosa di aiuto, la quale nugola attorno all’irresistibile protagonista. Tratteggiati con sapiente sottrazione, e proprio per questo assai vividi, agiscono inoltre i due uomini più importanti di Elise, uno molto vicino alla Nostra e l’altro, il dispensatore del profumo balsamico del titolo del romanzo, posto in una lontananza catartica. È facile già presagire la psicanalista e i suoi due angeli custodi alle prese con un nuovo sapido intrigo da sgarbugliare nella città immaginaria di Malecuti.”

Anna Scarsella, vive e lavora come insegnante di storia e filosofia in un liceo di Lecce, città nella quale è nata. È appassionata di storia contemporanea e psicologia. Ha tradotto e pubblicato per la casa editrice Milella di Lecce un saggio del filosofo scozzese Lord Kames dal titolo “Discorso Preliminare sull’Origine degli Uomini e delle Lingue”. “Il profumo delle rose inglesi” è il suo primo romanzo.

Info:
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13 Luglio 2015 – Oria (Br) – Musicaos Editore a “De Libris Liberis”, presentazione con Francesco De Giorgi


ilpozzoelarancio-delibrisliberisLunedì 13 Luglio 2015 dalle ore 19.30 a ORIA (BR)

presso Giardino di San Francesco (in via Tommaso Martini)

è ospite dell’evento

“DE LIBRIS LIBERIS” festival della microeditoria

a conclusione della rassegna “Un pozzo di cultura”
organizzata dall’Associazione Culturale “Il Pozzo e l’Arancio”

saranno presenti, per Musicaos Editore:

Luciano Pagano, Editore
Francesco De Giorgi, Autore del romanzo “I bassisti muoiono giovani”

§

Lunedì 13 Luglio 2015, alle ore 19.30, presso il “Giardino di San Francesco” a Oria (Br), in via Tommaso Martini, l’Associazione “Il Pozzo e l’Arancio” darà il via a “De Libris Liberis”, un festival della microeditoria che è anche una tavola rotonda, nata per discutere dell’editoria e del suo ruolo nel territorio.

Le “Edizioni de Il Pozzo e l’Arancio”, Fuori Fuoco Edizioni, e Musicaos Editore si alterneranno nel dibattito, presentando la propria esperienza e dialogando ciascuno con uno dei propri autori. Luciano Pagano presenterà Francesco De Giorgi, che con Musicaos Editore ha pubblicato il suo terzo romanzo, dal titolo “I bassisti muoiono giovani”.

Durante la manifestazione gli editori ospiti saranno presenti con le proprie produzioni.

Musicaos Editore ha avviato le sue pubblicazioni di ebook, in formato digitale, nel settembre del 2012. Nel 2014 è stata la volta del ‘passaggio’ al formato cartaceo.
Dall’inizio del 2015, anno nel quale sono stati pubblicati 25 titoli, le opere di Musicaos Editore sono anche distribuite in tutte le librerie, sul territorio nazionale, e in tutti gli store digitali, in formato cartaceo e ebook. Di recente, sulle colonne del Corriere del Mezzogiorno, il giornalista e critico letterario Enzo Mansueto ha definito Musicaos Editore “erede di una delle esperienze culturali on line più significative dell’ultima stagione della letteratura pugliese”.

Nel mese di luglio Musicaos Editore lancerà la collana “Atalanti” nata in collaborazione con addastudio.it, per ospitare progetti editoriali originali dedicati ai momumenti, ai musei, alle arti e ai mestieri, al paesaggio, raccontati in modo nuovo e originale, con attenzione particolare ai curiosi e ai lettori di ogni età.

Info:
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11 Luglio 2015 – Francavilla al Mare (Ch) – Giulia Madonna presenta “Amata tela”


11Luglio2015-AmataTela-GiuliaMadonna-Francavillaalmare-YoislandSabato 11 Luglio – Ore 21.30 – Francavilla al Mare (Ch)

presso

“Yo – Island” – yogurteria

(Via Alcione, 137/H)
FRANCAVILLA AL MARE (CH)

Giulia Madonna presenta il suo romanzo

“Amata tela” (musicaos editore)

dialoga con l’autrice: Ilaria Grasso

§

“Una lettura che dovrebbe entrare in ogni biblioteca”
Lorenza Morello – CinqueW News

“Amore, sesso, e arte si mescolano nei luoghi del sogno e del sentimento”
24letture/Il Sole 24 Ore – Emanuela Bellotti

“Non c’è effetto speciale nella scrittura, nello scrivere fluido c’è solo
la potenza semplice e inspiegabile dell’amore della passione, della sua incomunicabilità anche verso se stessi”
Sololibri.net – Paolo Ignazio Marongiu

“In uno stile piano, descrittivo ed elegante, l’autrice
Giulia Madonna narra la storia di un ‘amore perfetto’”
Ivana Tata

Sabato 11 Luglio, alle ore 21.30, nei locali della yogurteria “Yo – Island” di Francavilla Al Mare, in via Alcione 137/H, la scrittrice Giulia Madonna presenterà il suo romanzo “Amata tela”, Ilaria Grasso dialogherà con l’autrice.

Un segreto tenuto nascosto per lunghi anni, una scoperta sconvolgente, un uomo di successo e una donna in carriera, un artista squattrinato ma geniale, autore di un quadro misterioso. Immersa nelle atmosfere di una Trieste nebulosa e di una Venezia dal fascino liquido, si agita l’intrigante storia di Eugenio e Francesca, amanti sanguigni, dolci quanto irascibili. “Amata tela” è un romanzo in cui le vicende dei protagonisti si tingono di passioni travolgenti, in un vortice senza fine che si abbatterà inesorabilmente sulle loro vite. Amore, sesso e arte, si mescolano nei luoghi del sogno e del sentimento. “Amata tela” costruisce un’epica di esperienze umane, tra gioie e paure, attraverso un disegno sapientemente tracciato dalla penna di Giulia Madonna.

L’autrice.
Nata a Pescara il 31 luglio del 1963, dopo la maturità scientifica, Giulia Madonna si è laureata in Architettura presso l’Università “Gabriele D’Annunzio” di Pescara. Ha collaborato con studi tecnici della sua città e presso Istituti Paritari è stata docente di corsi regionali di formazione professionale per “Arredatore d’Interni”. Nel 2011 ha pubblicato il romanzo “La stanza vuota” con cui ha vinto il premio della giuria, nel 2012, al “Cinque terre – Golfo dei poeti” (dove si è anche classificata al terzo posto con un racconto dal titolo “Ossessione”) e il premio della giuria “Val di Vara – Alessandra Marziale”. In seguito ha preso parte a diversi concorsi, riscuotendo un buon successo presso i lettori e aggiudicandosi, con un capitolo, il concorso di “Scrittura Collettiva” per la stesura di un romanzo collettivo, organizzato da 24letture, la pagina letteraria del Sole 24 Ore su Twitter.

GIULIA MADONNA – AMATA TELA
in copertina: Fabio Colella, “Senza Titolo”, 2005, acrilico su tela
fotografia di Renato Colella

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5 Luglio 2015 – Guagnano (Le) – “Il pensiero metacreativo”, di Gianluca Conte – Presentazione presso l’Arci Rubik


5Luglio2015-Guagnano-Ilpensierometacreativo-Pagina001Domenica 5 Luglio 2015 – Ore 21.00
presso l’Arci Rubik
a Guagnano (Via Cellino, 5)

Gianluca Conte
presenterà
“Il pensiero metacreativo”

Dialogherà con l’autore
Cristina Cagnazzo

Domenica 5 luglio, alle ore 21.00, presso la sede dell’Arci Rubik (Via Cellino 5, Guagnano) in collaborazione con Itinerari Metacreativi e Musicaos Editore organizza l’incontro con Gianluca Conte, autore de “Il pensiero metacreativo. Nuovi percorsi della mente“, edito da Musicaos Editore, collana Itinerari metacreativi. Dialogherà con l’autore, Cristina Cagnazzo.

Un affascinante percorso alla scoperta di un modo differente di intendere la creatività rispetto alla concezione tradizionale del momento creativo. Una nuova idea che nasce da un modello di pensiero laterale, il pensiero metacreativo, che si pone al di là dell’immaginazione creativa come tendenza alla realizzazione di contenuti inessenziali, per muovere alla riscoperta del pensiero intuitivo, dell’aspetto prelogico del nostro universo/multiverso, delle forme originarie ed elementali della creatività e dell’arte. Un cammino che, stimolando il nostro lato interiore, ci porterà a conoscere una nuova dimensione creativa e a guardare noi stessi e il mondo da altre prospettive. “Quale potrebbe essere il punto d’inizio di un cammino verso la riscoperta del nostro lato intuitivo e metacreativo? A nostro avviso, uno dei primi passi da compiere in tale direzione dovrebbe essere quello di ritrovare (e rinnovare) la nostra relazione con la fantasia. La fantasia può essere interpretata come un’espressione immaginativa che si trova in stretta relazione con il pensiero metacreativo, un pensiero che, attraverso una conoscenza immediata della realtà, è capace di creare nuove forme ideative.”

GIANLUCA CONTE (1972) è nato a Galugnano, nel Salento. Laureato in filosofia, è poeta, scrittore, saggista, operatore culturale. È ideatore e curatore del progetto “Itinerari metacreativi”, di cui Il pensiero metacreativo è la prima pubblicazione. Cura un blog, Linea Carsica. È tra i collaboratori del blog Cammini Filosofici. Da alcuni anni lavora a Madri a Est e Il segno di Caino, studi sulla situazione postbellica in Croazia e in diverse aree balcaniche, nati dai soggiorni e dagli incontri dell’autore in quelle terre; dal materiale di queste esperienze “in progress” sono tratti degli scritti inediti, alcuni dei quali diventati letture sceniche.

“Il pensiero metacreativo. Nuovi percorsi della mente” – Gianluca Conte
pagine 128, isbn 9788899315108, €13, ebook €5,99

Info:
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3 Luglio 2015 – Afragola – La Feltrinelli Village – “In bilico. Storie di animali terrestri”, presentazione con Paolo Merenda e Luigi De Gregorio


3Luglio2015-InBilico-Feltrinelli-Afragola-Pagina001Venedì 3 Luglio 2015 – Ore 19.00
Afragola – La Feltrinelli Village
(Via Santa Maria Nova)

Paolo Merenda e Luigi De Gregorio
presentano

“In bilico. Storie di animali terrestri”
Nuovi racconti italiani

Venerdì 3 Luglio 2015, alle ore 19.00, presso La Feltrinelli Village di Afragola (Via Santa Maria Nova), verrà presentata per la prima volta in Campania “In bilico. Storie di animali terrestri” (Nuovi racconti italiani), la raccolta di racconti edita di recente da Musicaos Editore, editore pugliese con sede nel Salento. Saranno presenti, in occasione di questa ‘prima’, due autori presenti nella raccolta, Paolo Merenda e Luigi De Gregorio. “In bilico. Storie di animali terrestri” contiene dodici racconti inediti, scritti da Paolo Colavero, Gianluca Conte, Luigi De Gregorio, Marco Goi, Belisario Laveneziana, Angela Leucci, Valentina Luberto, Paolo Merenda, Antonio Montefusco, Annarita Pavone, Marina Piconese.

Questi nuovi racconti italiani, scritti da autori nati tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta, descrivono la realtà del nostro paese, tra speranze, desideri, tra crisi del lavoro e volontà di cambiamento, in cerca di un nuovo possibile destino.

“In bilico. Storie di animali terrestri”, come recita il titolo della raccolta, offre punti di vista inediti e del tutto imprevisti sul nostro tempo, dal lavoro al precariato, passando per la tematica dell’immigrazione e toccando alcuni episodi della cronaca giudiziaria recente. Un libro che da voce a un nutrito gruppo di narratori meridionali che, per esperienza e vissuto, sono a metà – in bilico appunto – tra le proprie radici e l’aspirazione al cosmopolitismo. Una fotografia veritiera di ciò che è oggi il mettersi a narrare per chi è nato tra gli anni ‘70 e gli anni ‘80.

Il libro può essere ordinato in tutte le librerie, o acquistato online, negli store digitali, in formato cartaceo o ebook.

“In bilico. Storie di animali terrestri”, Musicaos Editore,
€10, pp. 130, ISBN 9788899315016

Info:
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“In bilico. Storie di animali terrestri”, gli autori si raccontano: Luigi De Gregorio


luigi de gregorioLuigi De Gregorio, partenopeo, è Counselor Psicosociale e animatore sociale. “In bilico. Storie di animali terrestri” contiene il suo racconto “Rafting”, che è un percorso visionario e visionarizzante sull’esistenza stessa.

Com’è nata l’idea del racconto “Rafting”?

«L’idea del racconto nasce dall’idea del rafting stesso, di questa disciplina in cui non si cerca di organizzare il corso delle cose: mi è venuta l’insana idea di lasciarmi portare dalle parole e mi sono accorto che tutto quello che uno ricorda di quello che ha studiato va a farsi fregare. Mi piace lasciarmi scorrere, perché più o meno consciamente tendiamo a inserire la realtà in determinati paletti e, secondo me, vivremmo molto meglio se riuscissimo a fare un percorso inverso, dovremmo essere plastici, modellarci a quello che accade. Di solito chi lo fa viene scambiato per ipocrita, ma è più ipocrita chi tradisce il suo istinto.»

Utilizzi nel racconto dei termini tecnici che afferiscono al tuo lavoro: quanto influisce il tuo lavoro nella tua scrittura?

«Moltissimo, lavoro con persone per le quali le nostre parole non hanno senso e devono creare neologismi per raccontare la realtà che a noi è aliena. E questo mi ha insegnato molte cose.»

C’è chi dice che si scrive sempre per qualcuno: cosa ne pensi?

«Io credo si scriva per se stessi. Per quanto mi riguarda la scrittura è una necessità fisiologica che mi appartiene e scrivo per me. Sono una persona molto schiva, al di là dell’avere degli estimatori, mi imbarazza quando mi viene richiesto di scrivere qualcosa. Non riesco ad avere una scadenza quando scrivo, attingo alle mie emozioni che non prescindono tuttavia dagli altri.»

C’è un libro che ti sarebbe piaciuto scrivere?

«“Viverla per raccontarla” di Garcia Marquez. Perché ti racconta, romanzandola, la sua vita. Mi piacerebbe arrivare a scrivere qualcosa del genere.»

Leggi qui le interviste già pubblicate agli autori di “In bilico. Storie di animali terrestri”:

Paolo Colavero, Marco Goi, Annarita Pavone, Marina PiconeseIn-bilico-Storie-di-animali-terrestri-AAVV-Musicaos-Editore-Fablet01, Valentina Luberto, Paolo Merenda

In bilico. Storie di animali terrestri
è disponibile in formato cartaceo, ordinabile in libreria o online, e in formato digitale.

libro: ISBN 978-88-99315-0-16
ebook: ISBN 978-88-99315-0-47

28 Giugno 2015 – San Gregorio / Bagni Marinelli – Elisabetta Liguori presenta “Il secondo giorno – Kiss for my angel”


Elisabetta-Liguori-Il-secondo-giorno-Kiss-for-my-angel-musicaos-editoreDomenica 28 Giugno – Ore 21.00
Bagni Marinelli
(San Gregorio – Litoranea Gallipoli-Leuca)

Bagni Marinelli
presenta “Incontri d’autore”
per la rassegna “Letture sotto le stelle, parole e musica”
a cura di Luigina Paradiso

Ospite:
Elisabetta Liguori
e il romanzo “Il secondo giorno – Kiss for my angel”

relatrice: Alessandra Peluso

Accompagnamento musicale:
Mariella Mangiullo, Marcello De Carli,
Daniele Nuzzo, Adriano Piscopo

Domenica 28 Giugno 2015, alle ore 21.00, presso i “Bagni Marinelli” (www.marinellibagni.it) di San Gregorio (litoranea Gallipoli-Leuca), verrà inaugurata la serie di “Incontri d’autore”, con il primo appuntamento della rassegna “Letture sotto le stelle, parole e musica” a cura di Luigina Paradiso. Sarà ospite la scrittrice Elisabetta Liguori, autrice del romanzo “Il secondo giorno – Kiss for my angel”, edito per Musicaos Editore. La relatrice dell’appuntamento sarà Alessandra Peluso. Durante la serata è previsto l’accompagnamento musicale a cura di Mariella Mangiullo, Marcello De Carli, Daniele Nuzzo, Adriano Piscopo. Ingresso libero.

Alcuni giudizi su “Il secondo giorno – Kiss for my angel”

“Numero uno del libro: i dialoghi. Questo, Elisabetta, è un libro parlato. Qui scopri di Wing, Gabriele e gli altri attraverso i dialoghi, che sono sempre calibrati. Poi un’altra perla sono gli scenari che cambiano ma restano lì, dietro le spalle dei personaggi.”
Cosimo Argentina

“No, non è solo la letterarietà controllatissima che cattura i palati più fini. In questo romanzo Elisabetta semplicemente ti tiene sulla graticola.”
Livio Romano

“Il mondo narrativo creato dalla Liguori lascia nello spettatore, giovane o adulto che sia, la sensazione che almeno per il tempo della lettura, gli angeli esistano per davvero”
Anna Scarsella

“Il lavoro che Elisabetta Liguori fa sul lessico in alcune situazioni del romanzo è finalizzato proprio all’effetto di emozionare il pensiero, di impastare emozione e ragione, di determinare una condizione di reciprocità tra ordine e disordine, crisi e progetto, fantasia e rigore.”
Antonio Errico

La trama.
La giovane Gabriele vive a Roma, insieme ai suoi genitori, i coniugi Morris; Richard, originario dell’Oregon, poi trasferitosi a Manhattan e la moglie Elisabetta, “Liz”. Sta per cominciare un nuovo anno scolastico e la ragazza, insieme alla sua migliore amica, Audrey, torna sui banchi della prestigiosa American Overseas School of Rome.

Sembrerebbe una vita tranquilla, quella di Gabriele, e lo è fino al giorno in cui una sua parente, l’unica rimasta in America, “Zia Pupeet”, muore, lasciandole in eredità un segreto incredibile. Inizia così un percorso pericoloso, diviso tra la Roma dei Papi e gli intrighi nelle stanze segrete del Vaticano, la sfavillante isola di Manhattan, e il Salento, terra di origine della madre di Gabriele. È così che la protagonista, oltre a conoscere il proprio segreto, scoprirà la forza che si cela nel coraggio e nei sentimenti degli amici che la circondano.

Elisabetta Liguori è nata a Lecce nel 1968, dove vive e lavora, presso il tribunale per i minori. È laureata in giurisprudenza. Ha collaborato con la rivista “Nuovi Argomenti”, e per numerose altre riviste on line. Collabora con il “Nuovo Quotidiano di Puglia”, alla pagina della cultura, con una particolare attenzione per la letteratura al femminile. “Il credito dell’imbianchino”, è il suo romanzo d’esordio, finalista al Premio Berto 2005 e al Premio Carver 2005. Il secondo romanzo è del 2007, “Il correttore”, edito da peQuod di Ancona. Del gennaio 2010 è il terzo romanzo, scritto a 4 mani con Rossano Astremo, “Tutto questo silenzio” (Besa Editrice). “La felicità del testimone” è il titolo del suo romanzo uscito nel 2012 per Manni editori. Alcuni suoi racconti sono apparsi sulle riviste e in antologie tra le quali: “Mordi & fuggi” edito da Manni Editori, “Laboriosi Oroscopi” edito da Ediesse, “Il dizionario affettivo italiano” per Fandango editore, “È finita la controra” e “Sangu, racconti noir di Puglia” Manni editori 2011; “Nessuna più. Quaranta scrittori contro il femminicidio” (Elliot, 2013), nell’ambito della quale ha trovato spazio la sua attenzione e l’interesse per i personaggi femminili. Ha preso parte a progetti culturali internazionali, curando la stesura dei testi musicali e teatrali. Da aprile 2013 è in libreria una sua favola per bambini sul tema delle adozioni, dal titolo “Kora, una storia a colori” (Lupo Editore) con illustrazioni di Carlos Arrojo.

(Cover – Adriana Adamo – addastudio.it)

Info
http://www.musicaos.it
info@musicaos.it

Il libro può essere richiesto in tutte le librerie o
acquistato in formato digitale, sugli store digitali.

versione cartacea
Elisabetta Liguori – “Il secondo giorno. Kiss for my angel”, pagine 256
isbn 9788899315023, €18,00

versione digitale
Elisabetta Liguori – “Il secondo giorno. Kiss for my angel”,
isbn 9788899315078, €6,99

25 Giugno 2015 – Trepuzzi – Gianluca Conte presenta “Il pensiero metacreativo”


25Giugno2015-Trepuzzi-IlpensierometacreativoGiovedì 25 giugno 2015 – Ore 19.00 – a Trepuzzi,
presso l’Aula Consiliare (Corso Garibaldi)

Gianluca Conte presenterà “Il pensiero metacreativo”

Interverranno:

Oronzo Valzano
(Sindaco di Trepuzzi)

Fernando Monte
(Presidente del consiglio comunale)

Lucia Caretto
(Vice Sindaco)

Dialogherà con l’autore
Luciano Pagano

Giovedì 25 giugno 2015, alle ore 19.00, a Trepuzzi, presso l’Aula Consiliare (Corso Garibaldi), si terrà una presentazione del nuovo lavoro di Gianluca Conte, “Il pensiero metacreativo”, libro edito da Musicaos Editore. Interverrano Oronzo Valzano (Sindaco di Trepuzzi), Fernando Monte (Presidente del consiglio comunale) e Lucia Caretto (Vice Sindaco). Luciano Pagano (editore), dialogherà con Gianluca Conte.

Un affascinante percorso alla scoperta di un modo differente di intendere la creatività rispetto alla concezione tradizionale del momento creativo. Una nuova idea che nasce da un modello di pensiero laterale, il pensiero metacreativo, che si pone al di là dell’immaginazione creativa come tendenza alla realizzazione di contenuti inessenziali, per muovere alla riscoperta del pensiero intuitivo, dell’aspetto prelogico del nostro universo/multiverso, delle forme originarie ed elementali della creatività e dell’arte. Un cammino che, stimolando il nostro lato interiore, ci porterà a conoscere una nuova dimensione creativa e a guardare noi stessi e il mondo da altre prospettive. “Quale potrebbe essere il punto d’inizio di un cammino verso la riscoperta del nostro lato intuitivo e metacreativo? A nostro avviso, uno dei primi passi da compiere in tale direzione dovrebbe essere quello di ritrovare (e rinnovare) la nostra relazione con la fantasia. La fantasia può essere interpretata come un’espressione immaginativa che si trova in stretta relazione con il pensiero metacreativo, un pensiero che, attraverso una conoscenza immediata della realtà, è capace di creare nuove forme ideative.”

GIANLUCA CONTE (1972) è nato a Galugnano, nel Salento. Laureato in filosofia, è poeta, scrittore, saggista, operatore culturale. È ideatore e curatore del progetto “Itinerari metacreativi”, di cui Il pensiero metacreativo è la prima pubblicazione. Cura un blog, Linea Carsica. È tra i collaboratori del blog Cammini Filosofici. Da alcuni anni lavora a Madri a Est e Il segno di Caino, studi sulla situazione postbellica in Croazia e in diverse aree balcaniche, nati dai soggiorni e dagli incontri dell’autore in quelle terre; dal materiale di queste esperienze “in progress” sono tratti degli scritti inediti, alcuni dei quali diventati letture sceniche.

“Il pensiero metacreativo. Nuovi percorsi della mente” – Gianluca Conte
pagine 128, isbn 9788899315108, €13, ebook €5,99

Info:
http://itinerarimetacreativi.wordpress.com
http://www.musicaos.org
Musicaos Editore
ultimi titoli e pubblicazioni http://www.musicaos.it

Novità: online “La Nera” il nuovo ebook di Manlio Ranieri.


Manlio-Ranieri-La-Nera-Musicaos-Editore“La Nera” – Manlio Ranieri. Il racconto a puntate diventa un ebook, in collaborazione tra “Colori Vivaci Magazine” e “Musicaos Editore”. Il 15 maggio scorso è iniziata l’avventura de “La Nera”, il nuovo racconto di Manlio Ranieri, autore barese, tra i finalisti della scorsa edizione del Premio Letterario della RAI, “La giara”, e autore, con Musicaos Editore, di “Un romanzo inutile”, del quale è pronta la nuova edizione ‘targata’ 2015. Manlio Ranieri ha deciso di pubblicare questa sua nuova opera nella formula del racconto a puntate, che sono uscite periodicamente sul sito “Colori Vivaci Magazine”, del quale Ranieri è collaboratore da diversi anni. I primi capitoli sono stati apprezzati da quasi 3000 lettori e la pubblicazione de “La Nera” si è accompagnata a un contest fotografico: dopo aver letto ognuna delle puntate è stato chiesto ai lettori di selezionare (e inviare su una pagina facebook dedicata) un’immagine, un’illustrazione o una fotografia per descrivere le situazioni (o una scena in particolare) presente nella puntata pubblicata. L’autore ha poi selezionato una tra queste immagini, diventata la copertina ufficiale dell’ebook “La Nera”, pubblicato da Musicaos Editore, che è già disponibile su tutte le piattaforme digitali.

La trama. Leo, conduttore radiofonico, sicuro dietro il microfono, riservato nella vita di tutti i giorni e single “quasi per scelta”; Angelica, bellissima, intrigante, sensuale, enigmatica, con un passato oscuro che tiene ben celato. Due ragazzi, una storia d’amore intensa e delicata; un’avventura turbolenta e fascinosa come la musica Dark e New Wave che fa da colonna sonora alle vicende che vedono coinvolti i protagonisti. Tra Passione e amicizia, inquietudine e voglia di cambiamento, un legame travagliato quanto indissolubile unisce Leo e Angelica, ma c’è un mistero tutto da scoprire…

L’autore Manlio Ranieri è nato a Bari, dove vive e lavora nel campo delle energie rinnovabili. Laureato in ingegneria meccanica, si dedica da sempre alla scrittura, alla musica e alla fotografia, pubblicando diversi, tra racconti, storie, romanzi, in rete e fuori. Ha pubblicato “Di Notte” (Palomar – 2000), “Correre per rimanere immobili” e “Fra santi e falsi dei” (Akkuaria – 2008 e 2010). Ha vinto i premi “Aci S. Antonio”, “I veli della luna”, “Creatività itinerante” e partecipato a diverse antologie di racconti, fra cui “Qualcosa da dire” (Kora – 2005) e “Haiti chiama Bari” (Levante – 2010). Si definisce uno “scrittore rock”. Il suo romanzo inedito dal titolo “Rosso”, è risultato tra i finalisti della III Edizione del Premio Letterario “La Giara” della Rai. Nell’autunno del 2014 ha pubblicato “Un romanzo inutile” (musicaos:ed), del quale uscirà la seconda edizione, nel 2015, con Musicaos Editore.

La copertina.
Ludovico Bellacosa, vincitore del Contest fotografico per l’individuazione di una copertina per “La Nera”, è nato a Roma il 12/09/1950. Dopo aver frequentato la scuola per arti grafiche si diploma come tipografo compositore, in seguito fotolitografo. La passione per la fotografia trae un grande beneficio, Bellacosa alternerà il lavoro con la professione di fotografo. Inizia con servizi di attualità fino a lasciare il lavoro tradizionale per il reportage. I suoi lavori hanno una grande presa sui chi desidera qualcosa di nuovo, perché nei suoi servizi sono tutti attori e tutti comparse. Dopo un lungo periodo di fermo, viene contattato dalla redazione di COLORIVIVACIMAGAZINE e da qui asce una nuova collaborazione e partecipazione ad un progetto ambizioso.

La Nera” di Manlio Ranieri è disponibile per l’acquisto su tutti gli store digitali (BookRepublic, Kobo, Amazon, Apple, GooglePlay etc.), al costo di 0,99€.

su BookRepublic https://www.bookrepublic.it/book/9788899315245-la-nera/
su Kobo https://store.kobobooks.com/it-IT/ebook/la-nera-1
su Amazon http://www.amazon.it/Nera-Manlio-Ranieri-ebook/dp/B00ZYYN9GO/ref=sr_1_6?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1434691203&sr=1-6
su Google Play Book Store https://play.google.com/store/books/details/Manlio_Ranieri_La_Nera?id=3wTuCQAAQBAJ

Info: www.musicaos.org info@musicaos.it

19 Giugno 2015 – Porto di Tricase – Elisabetta Liguori e “Il secondo giorno – Kiss for my angel” ospiti di “SOLSTIZIO | CULTURA E NATURA NELL’ECOMUSEO DI VENERE”


earrivatounvelierocaricodi_logoVenerdì 19 Giugno – Ore 19.00 nell’ambito della tre giorni dal titolo “SOLSTIZIO | CULTURA E NATURA NELL’ECOMUSEO DI VENERE” presso il Porto di Tricase

presentazione del romanzo “Il secondo giorno – Kiss for my angel” di Elisabetta Liguori

dialoga con l’autrice Luciano Pagano

Venerdì 19 Giugno, alle ore 19.00, nell’ambito della manifestazione “SOLSTIZIO | CULTURA E NATURA NELL’ECOMUSEO DI VENERE”, che si terrà fino al 21 giugno presso il Porto di Tricase, si terrà una nuova presentazione del nuovo romanzo di Elisabetta Liguori, intitolato “Il secondo giorno – Kiss for my angel”, pubblicato da Musicaos Editore. Elisabetta Liguori dialogherà con l’editore Luciano Pagano. La presentazione si terrà all’interno dello spazio “Veliero/Libreria”.

Il programma completo di “SOLSTIZIO | CULTURA E NATURA NELL’ECOMUSEO DI VENERE” è disponibile qui: http://www.unvelierocaricodi.it/it/component/phocadownload/category/5-news?download=36:presentazione-programma-evento-solstizio

Altre informazioni sull’evento qui:
http://www.unvelierocaricodi.it/it/omed-news/195-evento-solstizio-cultura-e-natura-nell-ecomuseo-di-venere-tricase-porto-19-20-e-21-giugno-2015

Elisabetta-Liguori-photo-Rino-Biancho“Il secondo giorno – Kiss for my angel”.

La giovane Gabriele vive a Roma, insieme ai suoi genitori, i coniugi Morris; Richard, originario dell’Oregon, poi trasferitosi a Manhattan e la moglie Elisabetta, “Liz”. Sta per cominciare un nuovo anno scolastico e la ragazza, insieme alla sua migliore amica, Audrey, torna sui banchi della prestigiosa American Overseas School of Rome.
Sembrerebbe una vita tranquilla, quella di Gabriele, e lo è fino al giorno in cui una sua parente, l’unica rimasta in America, “Zia Pupeet”, muore, lasciandole in eredità un segreto incredibile. Inizia così un percorso pericoloso, diviso tra la Roma dei Papi e gli intrighi nelle stanze segrete del Vaticano, la sfavillante isola di Manhattan, e il Salento, terra di origine della madre di Gabriele. È così che la protagonista, oltre a conoscere il proprio segreto, scoprirà la forza che si cela nel coraggio e nei sentimenti degli amici che la circondano.

Elisabetta Liguori è nata a Lecce nel 1968, dove vive e lavora, presso il tribunale per i minori. È laureata in giurisprudenza. Ha collaborato con la rivista “Nuovi Argomenti”, e per numerose altre riviste on line. Collabora con il “Nuovo Quotidiano di Puglia”, alla pagina della cultura, con una particolare attenzione per la letteratura al femminile. “Il credito dell’imbianchino”, è il suo romanzo d’esordio, finalista al Premio Berto 2005 e al Premio Carver 2005. Il secondo romanzo è del 2007, “Il correttore”, edito da peQuod di Ancona. Del gennaio 2010 è il terzo romanzo, scritto a 4 mani con Rossano Astremo, “Tutto questo silenzio” (Besa Editrice). “La felicità del testimone” è il titolo del suo romanzo uscito nel 2012 per Manni editori. Alcuni suoi racconti sono apparsi sulle riviste e in antologie tra le quali: “Mordi & fuggi” edito da Manni Editori, “Laboriosi Oroscopi” edito da Ediesse, “Il dizionario affettivo italiano” per Fandango editore, “È finita la controra” e “Sangu, racconti noir di Puglia” Manni editori 2011; “Nessuna più. Quaranta scrittori contro il femminicidio” (Elliot, 2013), nell’ambito della quale ha trovato spazio la sua attenzione e l’interesse per i personaggi femminili. Ha preso parte a progetti culturali internazionali, curando la stesura dei testi musicali e teatrali. Da aprile 2013 è in libreria una sua favola per bambini sul tema delle adozioni, dal titolo “Kora, una storia a colori” (Lupo Editore) con illustrazioni di Carlos Arrojo.

Info
http://www.musicaos.it
info@musicaos.it

Il libro può essere richiesto in tutte le librerie o
acquistato in formato digitale, sugli store digitali.

versione cartacea
Elisabetta Liguori – “Il secondo giorno. Kiss for my angel”, pagine 256, isbn 9788899315023, €18,00

versione digitale
Elisabetta Liguori – “Il secondo giorno. Kiss for my angel”,
isbn 9788899315078, €6,99

“In bilico. Storie di animali terrestri”, gli autori si raccontano: Paolo Merenda


paolo merendaPaolo Merenda è uno scrittore e un giornalista sportivo. Sul suo sito personale, si dedica a tutto ciò che riguarda l’arte, con particolare attenzione al suo scrittore preferito, Stephen King. Per “In bilico. Storie di animali terrestri” ha scritto il racconto “Prede”, una narrazione fantascientifica e neorealista al tempo stesso.

Come è venuta l’idea che ha dato vita al racconto “Prede”?

«Quando mi è stato comunicato il trait d’union della raccolta, ho pensato che gli altri autori avrebbero trattato il tema del precariato. Io volevo creare invece un punto di rottura, cosa che ho sempre fatto. Quando ero piccolo, a scuola, l’insegnante di disegno ci chiese di ricreare una stanza in modo che fosse tridimensionale. Le “femmine” disegnarono cose da “femmine” cioè negozi di vestiti, fiorai, i “maschi” disegnarono cose da “maschi”, come bar. Il mio punto di rottura fu che io, invece, disegnai un obitorio. Poi l’idea del racconto si è legato a reminiscenze di biologia.»

Cos’è per te la precarietà nel racconto “Prede”?

«La precarietà dei personaggi si sviluppa su più livelli, dalla precarietà del lavoro che viene appena accennata, alla precarietà nei confronti della natura, a quanto sono piccoli rispetto a tutte le forme di vita che sono nel Parco Nazionale d’Abruzzo. Poi c’è la precarietà delle prove richieste dalle forze dell’ordine.»

Che cos’è per te la scrittura?

«È una necessità e un piacere. Quando un’idea bussa alle porte della mente devi darle spazio, è necessità dare voce a quello che “vedi”, ma è un piacere perché è un momento terapeutico, come altri autori di questa raccolta potranno spiegare meglio di me. È terapeutico perché ci si libera sulla carta di ciò che vogliamo, in parte esorcizzare.»

Leggi qui le interviste già pubblicate agli autori di “In bilico. Storie di animali terrestri”:

Paolo Colavero, Marco Goi, Annarita Pavone, Marina PiconeseIn-bilico-Storie-di-animali-terrestri-AAVV-Musicaos-Editore-Fablet01, Valentina Luberto

In bilico. Storie di animali terrestri
è disponibile in formato cartaceo, ordinabile in libreria o online, e in formato digitale.

libro: ISBN 978-88-99315-0-16
ebook: ISBN 978-88-99315-0-47

4 Giugno 2015 – Zollino (Le) – Gianluca Conte presenta “Il pensiero metacreativo” presso l’Associazione Fonè


Il-pensiero-metacreativo-Gianluca-Conte-musicaos-editoreGiovedì 4 giugno 2015 – Ore 21.00 presso Associazione Fonè

Zollino
(Viale Italia 112)

Gianluca Conte presenta “Il pensiero metacreativo”.

Dialogherà con l’autore

Annunziata Tondi dell’Associazione Fonè

Giovedì 4 Giugno, alle ore 21.00, presso la sede dell’Associazione Fonè a Zollino (Viale Italia, 112), si terrà una presentazione del nuovo saggio appena edito da Gianluca Conte per Musicaos Editore. “Il pensiero metacreativo. Nuovi percorsi della mente”, questo il titolo del libro che si propone, per la prima volta nel nostro paese e in modo sistematico, di affrontare l’affascinante (quanto inedito) tema della “metacreatività”. L’evento è organizzato dall’Associazione Fonè.

Un affascinante percorso alla scoperta di un modo differente di intendere la creatività rispetto alla concezione tradizionale del momento creativo. Una nuova idea che nasce da un modello di pensiero laterale, il pensiero metacreativo, che si pone al di là dell’immaginazione creativa come tendenza alla realizzazione di contenuti inessenziali, per muovere alla riscoperta del pensiero intuitivo, dell’aspetto prelogico del nostro universo/multiverso, delle forme originarie ed elementali della creatività e dell’arte. Un cammino che, stimolando il nostro lato interiore, ci porterà a conoscere una nuova dimensione creativa e a guardare noi stessi e il mondo da altre prospettive. “Quale potrebbe essere il punto d’inizio di un cammino verso la riscoperta del nostro lato intuitivo e metacreativo? A nostro avviso, uno dei primi passi da compiere in tale direzione dovrebbe essere quello di ritrovare (e rinnovare) la nostra relazione con la fantasia. La fantasia può essere interpretata come un’espressione immaginativa che si trova in stretta relazione con il pensiero metacreativo, un pensiero che, attraverso una conoscenza immediata della realtà, è capace di creare nuove forme ideative.”

GIANLUCA CONTE (1972) è nato a Galugnano, nel Salento. Laureato in filosofia, è poeta, scrittore, saggista, operatore culturale. È ideatore e curatore del progetto “Itinerari metacreativi”, di cui Il pensiero metacreativo è la prima pubblicazione. Cura un blog, Linea Carsica. È tra i collaboratori del blog Cammini Filosofici. Da alcuni anni lavora a Madri a Est e Il segno di Caino, studi sulla situazione postbellica in Croazia e in diverse aree balcaniche, nati dai soggiorni e dagli incontri dell’autore in quelle terre; dal materiale di queste esperienze “in progress” sono tratti degli scritti inediti, alcuni dei quali diventati letture sceniche.

“Il pensiero metacreativo. Nuovi percorsi della mente” – Gianluca Conte
pagine 128, isbn 9788899315108, €13, ebook €5,99

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Elisabetta Liguori e Francesco De Giorgi con i loro nuovi romanzi, il 30 maggio e l’1 giugno a Lecce per “Città della Lettura” – Prima Edizione


LECCE CITTÀ DELLA LETTURA – PRIMA EDIZIONE 2015
FESTIVAL PER IL NON LETTORE E PER IL LETTORE INCONSAPEVOLE
DAL 21 MAGGIO AL 2 GIUGNO – LECCE

Elisabetta-Liguori-Il-secondo-giorno-Kiss-for-my-angel-musicaos-editoreSabato 30 Maggio 2015 – Ore 21.00 – Lecce – Piazza Sant’Oronzo – Incontro con l’autore – Elisabetta Liguori e “Il secondo giorno – Kiss for my angel”

 

 

Francesco-De-Giorgi-I-bassisti-muoiono-giovani-musicaos-editore-fablet02-coverLunedì 1 Giugno 2015 – Ore 18.30 – Lecce – Piazza Sant’Oronzo – Incontro con l’autore – Francesco De Giorgi e “I bassisti muoiono giovani”

30 Maggio 2015 – Mormanno (CS) – Teatro Comunale – “A nuda voce. Canto per le tabacchine” di Elio Coriano


A-nuda-voce-canto-per-le-tabacchine-ElioCoriano-musicaos-editore-poesia-01Sabato 30 Maggio 2015 – Ore 18.30

A Mormanno (CS) presso il Teatro Comunale

“A nuda voce. Canto per le tabacchine” di Elio Coriano

con Elio Coriano (voce, testi),
Stella Grande (voce, canto),
Vito Aluisi (musica, canto)

Sabato 30 Maggio 2015, alle ore 18.30, il Teatro Comunale del comune di Mormanno, in provincia di Cosenza, ospiterà “A nuda voce. Canto per le tabacchine”, di Elio Coriano, con Elio Coriano, Stella Grande, Vito Aluisi.

Lo spettacolo basato sulla raccolta di versi di Elio Coriano, pubblicata da Musicaos Editore, è dedicato alle sei tabacchine che morirono a causa dell’incendio scoppiato a Calimera, il 13 Giugno 1960, nella ditta Villani e Franzo. Sono proprio a loro, Luigia Bianco, Epifania Cucurachi, Lucia Di Donfrancesco, Assunta Pugliese, Lina Tommasi e Luigia Tommasi, che vengono ricordate con questo recital poetico musicale.

Un viaggio in un frammento di storia della nostra terra che rivive nella rievocazione di Elio Coriano. I versi ricordano la vita quotidiana, i pensieri, l’epoca del boom economico nel nostro paese, gli anni ‘60, ma anche la sofferenza, i soprusi, l’oppressione e, infine, la tragedia.

“Elio Coriano con questa sua opera intende restituire una voce alle tabacchine morte il 13 giugno 1960 a Calimera, a causa di un incendio nei locali della ditta Villani e Franzo. Questo canto si unisce a quello di una generazione di salentini che hanno lavorato, anche in condizioni disumane, per garantire un futuro ai propri figli.” (dalla quarta di copertina). Questa raccolta inaugura la collana di poesia di Musicaos Editore.

§

dall’introduzione al volume, di Ada Donno

“Il Salento era diventata una delle aree più altamente specializzate nella produzione e la prima lavorazione delle qualità di tabacco levantino, che Rosetta e le sue compagne avevano imparato a distinguere e a chiamare coi loro nomi impronunciabili che a loro suonavano come “santujaca”, “peristizza” e “zagovina”: le più chiare dalle più scure, le più larghe dalle più piccole, le più ruvide dalle più lisce. Le tabacchine erano manodopera indispensabile: prima di tutto perché la lavorazione delle foglie richiedeva le mani abili, leggere e veloci delle donne, meglio se in giovanissima età. Spesso erano quelle stesse mani che negli altri mesi dell’anno tessevano i propri corredi al telaio o ricamavano quelli commissionati dalle signore dei paesi.
E poi perché era manodopera docile, che si poteva pagare la metà degli uomini senza dovere spiegare perché, disposta a piegarsi ad ogni angheria pur di tenersi quel posto.
Molte delle compagne di lavoro di Rosetta provenivano dalle famiglie di coloni o di braccianti che producevano il tabacco nelle campagne attorno agli opifici. Con la loro fatica stagionale, precaria e frammentata, d’estate nelle campagne di raccolta e d’inverno negli opifici, le lavoratrici del tabacco integravano il reddito familiare.

Tale concezione integrativa, a giustificazione della bassa retribuzione femminile, era stata per secoli lo strumento di assoggettamento sociale, politico e culturale, nonché familiare, delle donne. Secondo un criterio indiscusso, infatti, alle donne veniva corrisposto per legge solo il compenso dello sforzo richiesto dal lavoro in fabbrica o in campagna. Il corrispettivo economico delle cure domestiche, invece, attività propria della donna per definizione e destino, veniva integrato nel salario dell’uomo capofamiglia, al quale soltanto spettava il mantenimento della donna e dei figli.

E caso mai non fosse bastata questa giustificazione, c’era l’altra più rozza e sbrigativa, comunemente accettata, dell’inferiorità della forza fisica femminile, del più basso livello d’istruzione e specializzazione e rendimento: in una parola, della naturale, ineliminabile inferiorità della donna.”

Ingresso libero.

Info:
http://www.musicaos.itinfo@musicaos.it

24 Maggio 2015 – Lecce – Elisabetta Liguori presenta “Il secondo giorno – Kiss for my angel” – Libreria Palmieri, con Giovanni Invitto e Livio Romano


Elisabetta-Liguori-Il-secondo-giorno-Kiss-for-my-angel-musicaos-editoreDomenica 24 Maggio – Ore 18.30
Libreria Palmieri (Lecce, Via Trinchese 62)

“Il secondo giorno – Kiss for my angel”
di Elisabetta Liguori

dialogano con l’autrice Giovanni Invitto, Livio Romano

Domenica 24 Maggio, alle ore 18.30, a Lecce, presso la Libreria Palmieri (Via Trinchese 62), si terrà una nuova presentazione del nuovo romanzo di Elisabetta Liguori, intitolato “Il secondo giorno – Kiss for my angel”, pubblicato da Musicaos Editore. Due autori d’eccezione dialogheranno con l’autrice a proposito del suo romanzo: il prof. Giovanni Invitto e lo scrittore Livio Romano.

La trama.
La giovane Gabriele vive a Roma, insieme ai suoi genitori, i coniugi Morris; Richard, originario dell’Oregon, poi trasferitosi a Manhattan e la moglie Elisabetta, “Liz”. Sta per cominciare un nuovo anno scolastico e la ragazza, insieme alla sua migliore amica, Audrey, torna sui banchi della prestigiosa American Overseas School of Rome.
Sembrerebbe una vita tranquilla, quella di Gabriele, e lo è fino al giorno in cui una sua parente, l’unica rimasta in America, “Zia Pupeet”, muore, lasciandole in eredità un segreto incredibile. Inizia così un percorso pericoloso, diviso tra la Roma dei Papi e gli intrighi nelle stanze segrete del Vaticano, la sfavillante isola di Manhattan, e il Salento, terra di origine della madre di Gabriele. È così che la protagonista, oltre a conoscere il proprio segreto, scoprirà la forza che si cela nel coraggio e nei sentimenti degli amici che la circondano.
Elisabetta Liguori è nata a Lecce nel 1968, dove vive e lavora, presso il tribunale per i minori. È laureata in giurisprudenza. Ha collaborato con la rivista “Nuovi Argomenti”, e per numerose altre riviste on line. Collabora con il “Nuovo Quotidiano di Puglia”, alla pagina della cultura, con una particolare attenzione per la letteratura al femminile. “Il credito dell’imbianchino”, è il suo romanzo d’esordio, finalista al Premio Berto 2005 e al Premio Carver 2005. Il secondo romanzo è del 2007, “Il correttore”, edito da peQuod di Ancona. Del gennaio 2010 è il terzo romanzo, scritto a 4 mani con Rossano Astremo, “Tutto questo silenzio” (Besa Editrice). “La felicità del testimone” è il titolo del suo romanzo uscito nel 2012 per Manni editori. Alcuni suoi racconti sono apparsi sulle riviste e in antologie tra le quali: “Mordi & fuggi” edito da Manni Editori, “Laboriosi Oroscopi” edito da Ediesse, “Il dizionario affettivo italiano” per Fandango editore, “È finita la controra” e “Sangu, racconti noir di Puglia” Manni editori 2011; “Nessuna più. Quaranta scrittori contro il femminicidio” (Elliot, 2013), nell’ambito della quale ha trovato spazio la sua attenzione e l’interesse per i personaggi femminili.  Ha preso parte a progetti culturali internazionali, curando la stesura dei testi musicali e teatrali. Da aprile 2013 è in libreria una sua favola per bambini sul tema delle adozioni, dal titolo “Kora, una storia a colori” (Lupo Editore) con illustrazioni di Carlos Arrojo.

(Copertina di Adriana Adamo, ADDASTUDIO.IT,
foto Rino Biancho)

Info
http://www.musicaos.it
info@musicaos.it

Il libro può essere richiesto in tutte le librerie o
acquistato in formato digitale, sugli store digitali.

versione cartacea
Elisabetta Liguori – “Il secondo giorno. Kiss for my angel”, pagine 256, isbn 9788899315023, €18,00

versione digitale
Elisabetta Liguori – “Il secondo giorno. Kiss for my angel”,
isbn 9788899315078, €6,99

24 Maggio 2015 – Galatina – Francesco De Giorgi presenta “I bassisti muoiono giovani”


Francesco-De-Giorgi-I-bassisti-muoiono-giovani-musicaos-editore-fablet02-coverDomenica 24 Maggio 2015 alle ore 20.00

presso PALAZZO SCALFO, a Galatina (LE) nell’ambito di “Galatina in fiore”

si terrà la presentazione/reading del romanzo “I bassisti muoiono giovani” di Francesco De Giorgi

romanzo/reading con Francesco De Giorgi

dialoga con l’autore Luciano Pagano

Domenica 24 maggio 2015, presso PALAZZO SCALFO, a Galatina, nell’ambito della manifestazione “Galatina in fiore”, si terrà la presentazione del nuovo romanzo di Francesco De Giorgi, intitolato “I bassisti muoiono giovani”. Durante la serata si terrà, insieme alla presentazione del libro, un reading musicale tratto dallo stesso romanzo. Luciano Pagano dialogherà con l’autore.

I BASSISTI MUOIONO GIOVANI è la storia di un gruppo di ragazzi che decide di riunirsi, diversi anni dopo lo scioglimento della loro piccola band, per registrare – finalmente – i propri brani.

Il ritorno sui propri passi è guidato da Giorgio Mestrelli, uno dei critici musicali più influenti della rete, bassista del gruppo.Nonostante il destino abbia scelto strade differenti per i cinque, i “Plettrofolle” ritroveranno immutate, suonando insieme, le sensazioni di un tempo.

Dovranno però fare i conti con un diverso contesto sociale che li metterà nuovamente alla prova. Cinque ragazzi che formavano una band, una band che rappresentava un sogno, un sogno che avrebbe cambiato le loro vite. Se solo ne avessero avuto il tempo.Un affresco crudo e ironico. Un racconto che è strutturato come un disco, centrato sulle passioni, sulla realizzazione personale e la contemporaneità.Un viaggio al ritmo di musica per scoprire l’importanza dei propri desideri.

Francesco De Giorgi è nato a Casarano (Le) nel 1984.
Nel 2007 si è laureato in Scienze della comunicazione presso l’Università degli Studi di Siena.
Ha pubblicato i romanzi ”Tu prepara il filtro” (Besa Editrice, 2011), “Una buona stella” (Lupo Editore, 2013).

(Illustrazione di copertina: Giovanni Matteo, ADDASTUDIO.IT)

Info:
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Amata tela. Giulia Madonna


GiuliaMadonna-Amatatela-musicaoseditore-fablet03Un segreto tenuto nascosto per lunghi anni, una scoperta sconvolgente, un uomo di successo e una donna in carriera, un artista squattrinato ma geniale, autore di un quadro misterioso. Immersa nelle atmosfere di una Trieste nebulosa e di una Venezia dal fascino liquido, si agita l’intrigante storia di Eugenio e Francesca, amanti sanguigni, dolci quanto irascibili.

Amata tela” è un romanzo in cui le vicende dei protagonisti si tingono di passioni travolgenti, in un vortice senza fine che si abbatterà inesorabilmente sulle loro vite. Amore, sesso e arte, si mescolano nei luoghi del sogno e del sentimento.

Amata tela” costruisce un’epica di esperienze umane, tra gioie e paure, attraverso un disegno sapientemente tracciato dalla penna di Giulia Madonna.

Amore, sesso, e arte si mescolano nei luoghi del sogno e del sentimento
24letture/Il Sole 24 Ore – Emanuela Bellotti

Una lettura che dovrebbe entrare in ogni biblioteca” Lorenza Morello – CinqueW News

Non c’è effetto speciale nella scrittura, nello scrivere fluido c’è solo la potenza semplice e inspiegabile dell’amore della passione, della sua incomunicabilità anche verso se stessi
Paolo Ignazio Marongiu
Sololibri.net

In uno stile piano, descrittivo ed elegante, l’autrice Giulia Madonna narra la storia di un ‘amore perfetto’
Ivana Tata

Giulia Madonna. Nata a Pescara il 31 luglio del 1963, dopo la maturità scientifica, Giulia Madonna si è laureata in Architettura presso l’Università “Gabriele D’Annunzio” di Pescara. Ha collaborato con studi tecnici della sua città e presso Istituti Paritari è stata docente di corsi regionali di formazione professionale per “Arredatore d’Interni”. Nel 2011 ha pubblicato il romanzo “La stanza vuota” con cui ha vinto il premio della giuria, nel 2012, al “Cinque terre – Golfo dei poeti” (dove si è anche classificata al terzo posto con un racconto dal titolo “Ossessione”) e il premio della giuria “Val di Vara – Alessandra Marziale”. In seguito ha preso parte a diversi concorsi, riscuotendo un buon successo presso i lettori e aggiudicandosi, con un capitolo, il concorso di “Scrittura Collettiva” per la stesura di un romanzo collettivo, organizzato da 24letture, la pagina letteraria del Sole 24 Ore su Twitter

Amata tela, Giulia Madonna
Fablet 03 – formato 11,5 x 19 cm, pagine 180

Illustrazione di copertina:
“Senza Titolo”, 2005, acrilico su tela, di Fabio Colella,
fotografia Renato Colella

disponibile in formato cartaceo e ebook

“In bilico. Storie di animali terrestri”, gli autori si raccontano: Valentina Luberto


valentina lubertoValentina Luberto ama l’arte e la creatività in ogni loro aspetto. Il suo racconto “Un verde così acido da far diventar viola d’invidia anche Picasso” contenuto all’interno di “In bilico. Storie di animali terrestri” è un’ode all’ispirazione e a quanto sia precaria. In maniera ironica e quasi iconica, Valentina sciorina un andirivieni incalzante in cui due personaggi si rincorrono – letteralmente – fino a un climax a sorpresa.

Qual è l’idea alla base del tuo racconto? «Ho pensato subito alla precarietà dell’ispirazione, soprattutto della scrittura, perché è difficile a volte per chi fa questo mestiere dover conciliare l’ispirazione e il tempo. Tranne quando scrivere diventa un piacere, ma non può essere incluso nel tempo dettato dagli altri.»

La scrittura può ammettere mai compromessi? «Il compromesso arriva nel momento in cui non scrivi più per te stesso ma per il lettore. Lì devi mediare tra quello che scrivi e quello che il lettore deve ricevere in maniera spersonalizzata, per cui magari devi mantenere determinate emozioni, devi mantenere gli aneddoti della tua vita, mantenere fatti reali, ma spersonalizzando tutto in modo da renderlo fruibile. E questo è un compromesso, perché devi parlare di te senza parlare di te.»

Cos’è per te la scrittura? «È la domanda più difficile del mondo. Per me, è iniziato tutto per caso ed è stato il ritrovamento del mio modo per comunicare, cosa che non riuscivo a fare in altri modi. Ho sempre creduto di dovermi esprimere in un modo insolito: ci ho provato da piccola con la musica, ma non è andata, ci ho provato con il disegno ma non è che sia bravissima, poi ho iniziato a scrivere per un concorso e con un gruppo di scrittura abbiamo continuato a inseguire la nostra passione. Questo mi ha portato a percorrere la scrittura in maniera sempre più seria e a desiderare di migliorarmi, di sperimentare.»

Qual è il libro che avresti voluto scrivere? «“La coscienza di Zeno” o “Il sosia”, perché sia Svevo che Dostoevskij scrivono di quello che mi piace, non mi piacciono molto le descrizioni di solito, questi due autori riescono a entrare nell’animo e nel pensiero.»

Leggi qui le interviste già pubblicate agli autori di “In bilico. Storie di animali terrestri”: Paolo Colavero, Marco Goi, Annarita Pavone, Marina Piconese In-bilico-Storie-di-animali-terrestri-AAVV-Musicaos-Editore-Fablet01

“In bilico. Storie di animali terrestri” è disponibile in formato cartaceo, ordinabile in libreria o online, e in formato digitale.

libro: ISBN 978-88-99315-0-16
ebook: ISBN 978-88-99315-0-47

“In bilico. Storie di animali terrestri”, gli autori si raccontano: Paolo Colavero


In-bilico-Storie-di-animali-terrestri-AAVV-Musicaos-Editore-Fablet01Paolo Colavero, psicologo, è l’autore di due dei racconti contenuti in “In Bilico”, “La strada di dentro” e “Vertigine da tacco a spillo”. La sua scrittura, come si può notare da quest’intervista, ha un carattere prolisso e autoironico: è il modo in cui Paolo riesce a lasciarci una risata nel cuore, il modo in cui ci fa riflettere con un sorriso e ripensare alle nostre piccole idiosincrasie. Paolo, come hai scelto l’idea per i racconti che sono stati inseriti nella raccolta? «Direi in qualche modo che è stato il quartiere a scegliere per me. Ho vissuto per circa quindici anni al nord, tra Urbino, Milano e Parma. Per caso o per destino, forse anche per scelta, mi sono trovato a passare alcuni dei miei migliori anni di formazione come uomo e professionista in quartieri limite. Prima in zona Caiazzo a Milano, quartiere al limitare tra la Centrale dei treni e il Corso Buenos Aires, dei treni anche quello. Quartiere di strade affollate, di locutori stranieri, di International Grocery, di birre con due B, di parcheggi gestiti da siciliani e pizzerie discutibili. Di spaccio e prostituzione, ma anche di cieli immensi dietro le reti elettrificate dei tram, di antichi palazzi rimessi a vecchio e di piccoli bar resistenti al dollaro cinese e ancora orgogliosamente italiani. Lì ho scritto “Vertigine da tacco a spillo”, piccolo pezzo che narra del mio vissuto di espatriato, di nomade appena sbarcato a Milano e di abusivo in un palazzo vigilato come una caserma dalla portiera in fondo al cortile. Per un lungo periodo sono uscito dal palazzo metà ottocento solo la sera, quando la vedetta di guardia finiva il turno alla garitta. Portavo allora con me in giro solo qualche birra scadente e la voglia di perdermi per il quartiere niente male che m’aveva scelto. Provai spesso paura, il timore dell’ombra era invece scontato, una sicurezza. Le prostitute magrebine del quartiere si truccano il viso con una polvere bianca che le fa apparire vibranti di una luce aliena, come volessero convincere il cliente dell’esperienza dell’altro mondo che lo attende. Ho sviato sguardi, declinato inviti urlati, passato birra e pestato merde nel quartiere. Ho scoperto amici cari e amiche care, ho imparato ad apprezzare il frastuono del tram n. 1 sempre di corsa in Settembrini, tra Caiazzo e Vitruvio sino a dopo la mezzanotte, ho saltato rate del parcheggio dove lasciavo la Vespa, conosciuto pittori e filosofi al banco filippino dei fiori aperto ventiquattro ore. Dopo un paio d’anni cambiai quartiere ma non fu naturalmente più la stessa cosa. Mi porto dietro una immensa nostalgia per il me a Piazzale Caiazzo, Los Angeles. Poi a Parma, qualche anno dopo, il destino (che come la sfiga ci vede benissimo) ha voluto mi trovassi a vivere con mia moglie nei borghi intorno al centro, a due minuti dalla stazione dei treni e duecento metri dalla piazza centrale. Mi sono trovato sempre e comunque al limite delle cose, come condannato al baratro, o meglio al crinale. A Parma abbiamo vissuto circa tre anni tra moldavi, sardo/brasiliani, magrebini, napoletani, africani provenienti da paesi non meglio identificati. Tutta gente molto disponibile con noi, amici che ci mancano e che ci hanno lasciato dei bei ricordi. Dimenticavo, nel quartiere c’era anche qualche parmigiano. Oltre al ristorante campano, alla tradizionale cena del martedì sera, a una hamburgeria e a un locale da ballo che nei miei pensieri di osservatore aveva il compito di riciclare danaro sporco di qualche sanguinaria cosca ligure, nella nostra strada c’era un tipico Bar dei Borghi, il Bar del ’36, così si chiama ancora oggi (ne approfitto per salutare gli amici di The Ona). Una tarda mattinata di venerdì, dopo una notte di neve, che mia moglie era al lavoro e io sprofondavo nella nebbia gelata del quartiere, mi sono deciso a passare alcune ore nel bar che osservavo spesso e volentieri dall’alto del nostro III piano, ma nel quale non avevo mai sostato oltre il tempo del caffè o della colazione. Presi quindi taccuino e penna e mi immersi nell’atmosfera da giornali del mattino, caffé espressi, dialetto parmigiano e profumi africani, cannoncini alla crema e sigarette del Bar del ’36. L’idea mi venne in quel momento. Presi in prestito, per così dire, la figlia di un amico del posto per inscenare la sua scomparsa e decisi di descrivere tutto dall’interno del Bar. Mi ero deciso alla povertà: non avrei avuto allora che gli occhi degli astanti, i loro discorsi sulla sera prima, sulle feste, sugli amici e gli ubriachi. Nelle narici avrei avuto solo i profumi della mattina, della colazione, mischiati con quelli del pranzo appena terminato. Quelli dei caffè sempre caldi. Il suono del filtro che batte, delle sedie che vengono spostate. Mi sentivo arrivato. Mi sentivo al riparo. Pensai di fermarmi tutto il pomeriggio a prendere appunti sulla giornata. Così mi misi dalla parte di quelli dentro, di quelli lontano dalla strada, di quelli che le cose accadono solo se accadono all’interno del bar, solo se viste attraverso il vetro opaco della birra o della vetrina appannata di nebbia. Dalla parte dei San Tommaso del mezzo bianchino e mezzo Campari alle nove la mattina. Le abitudini non costano, non si pagano poi un granché. Costa solo la sorpresa: costa la sorpresa. Mi sono messo dalla parte di coloro che vedono la vita da dentro qualcosa, sia anche da dentro se stessi. In qualche modo ho continuato a fare il mio lavoro anche quella mattina, ovvero mettermi nei panni degli altri, comprendere la personale norma che regola le loro vite. Il fatto è che sono celiniano dentro e quindi sono portato, destinato, affascinato dalla vita vista dal basso. I piani alti non mi sfidano, mi sfidano i marciapiedi. Non sono per la rotta, sono per lascia. Ai tacchi preferisco le ballerine. A lungo andare questo può rappresentare un problema.» Che cosa significa per te la precarietà della strada? «Per me la precarietà della strada ha il senso dello stare in mezzo, tra le cose. C’è chi ci nasce in mezzo alle cose, chi ci si ritrova per la strada, chi deve sospendere le proprie abitudini anche solo per avvicinare le cose altre. In questo senso, credo che la precarietà delle cose, nel mio caso della strada ma anche delle abitudini, del senso comune, sia una posizione non mantenibile a lungo. Chi la conosce da sempre ha solo più esperienza, non è detto non soffra magari al proprio interno. Chi ci arriva per caso o chi vi giunge dopo un lungo esercizio non riesce di solito a tenere la posizione per più di un momento. La questione si fa allora questione di un momento. In questo senso mi sento sempre molto vicino ad Azorin e Mirò di Cancogni. Chi resta precario tra le cose quotidiane, a mio parere, è costretto a cambiare mondo, in parole semplici è costretto a delirare. I tanti sfortunati che affollano le strade delle grandi città e le stazioni in particolare, sono tutti in qualche modo dei deliranti per necessità. Vivono da altre parti, vivono tra nemici o ricercati da qualcuno. Vivono che non hanno scelta che essere per terra o in cima al mondo. In definitiva credo di aver sempre scritto di cose reali, di esperienze a me realmente accadute in treno, per la strada, in un bar o in una stazione, proprio per provare a distinguere momento per momento la mia vita dal mio delirio, per provarmi comunque alla tentazione del delirio, del va bene (anche) così. Più precisamente, credo l’esperienza del bivio, del crinale o dell’esistenza in bilico siano fondamentali per non farci bastare mai la vita che abbiamo o hanno pensato per noi fosse quella giusta. Se proprio non ce la facciamo, abbiamo comunque il sempre ospitale autre monde ad attenderci.» Cos’è per te la scrittura? «La scrittura è Monday che mi chiede una moneta all’uscita dal supermercato della mia cittadina o Thomas, il pugile senza fissa dimora fuori dal mercato di via Gustavo Modena a Milano che mi racconta dei suoi allenamenti, per i quali investe tutte le monete che riesce a raccogliere aiutando le signore con la spesa. I suoi incontri con la vita. La scrittura è la puzza di piscio al passaggio dei barboni nei tram, dei folli orgogliosi dei loro deliri (come non potrebbero esserlo), dei bambini che osservano sperando di non essere giudicati. La scrittura è Marco del Frida che mi spiega che la birra non va tenuta mai e poi mai tra le gambe, non è da signori. La scrittura è l’emigrante ipomaniaco di ritorno dalla Svizzera italiana, è la chiesa del quartiere di Saint Roch a Quebec, assediata dagli elementi della Halloween Parade di rue Saint Joseph Est, mentre quella che sarà tua moglie torna verso casa con una sei di Boreale bionda. La scrittura è il terrore al timone di una barca a vela di notte, nel golfo di Genova, tra traghetti e petroliere. La scrittura è l’appunto ritrovato anni dopo, oramai scaduto, nella tasca dei pantaloni. La scrittura è non perdersi nulla, non dare niente per scontato, non cedere alle abitudini. Non smettere di spalancare gli occhi, ma con la voglia di scriverne. La scrittura è la mano veloce del giovane ladruncolo che mi porta via ogni giorno e a ogni passo il portamonete dalla tasca, lasciandomi così senza certezze, carta di identità e ricordi. La scrittura è testimoniare di aver vissuto, di aver visto. Di essere passato ma non perduto.» paolo colaveroPaolo Colavero. Salentino, classe 1980. Psicologo specializzato in Psicoanalisi e Psicopatologia Fenomenologica, dopo quasi quindici anni vissuti pericolosamente tra l’Italia e soprattutto la Francia, è tornato a Maglie nel 2013 per aprire uno studio clinico in una strada malfamata. Oltre a un buon numero di pubblicazioni scientifiche, ha scritto numerosi piccoli racconti di motivo metropolitano e notturno, organizzato e partecipato inoltre a vari reading tra Milano, Berlino e il Salento. Le sue storie hanno carattere rebetiko-portuale, letterario e metropolitano. Possiede una prima edizione italiana del “Viaggio al termine della notte” di Céline (1932). Per il blog ultreyapoetry.com è responsabile della sezione Zona Franca. Leggi le interviste precedenti a Marina Piconese, Marco Goi, Annarita Pavone Ordina una copia de “In bilico. Storie di animali terrestri” nella tua libreria oppure online, o in formato ebook.

19 Maggio 2015 – Lecce – Vincenzo Camerino presenta il suo nuovo libro al FondoVerri


19Maggio2015-camerino-fondoverri-Pagina001Martedì 19 Maggio 2015 – ore 19.30

presso il FONDOVERRI a Lecce
(Via Santa Maria del Paradiso)

si terrà la presentazione de

“Le vele incantate del cinema e l’elogio della malinconia”
di Vincenzo Camerino (musicaos editore)

dialogheranno:

Vincenzo Camerino (autore)
Luciano Pagano (editore)

a seguire:

½ora di “Oblomov” di Nikita Michalkov

§

Martedì 19 Maggio 2015, alle ore 19.30, presso il FondoVerri a Lecce, in via Santa Maria del Paradiso, si terrà la presentazione del volume scritto da Vincenzo Camerino, dal titolo “Le vele incantate del cinema e l’elogio della malinconia”, edito da Musicaos Editore. Per questo nuovo “viaggio” nella settima arte il professor Vincenzo Camerino, già docente di Storia e critica del Cinema e di Semiologia del Cinema presso lʼUniversità del Salento, sceglie di soffermare il suo sguardo sulle figure di alcuni dei registi, in assoluto più importanti del panorama internazionale. Una raccolta di saggi che dal cinema arriva a toccare le tematiche più urgenti della produzione culturale e sociale. Lʼautore dialogherà assieme a Luciano Pagano. A seguire, legandosi ad alcuni dei temi trattati nel testo, verrà proiettato un frammento tratto da “Oblomov” di Nikita Michalkov.

Vincenzo Camerino nella prima parte di questo lavoro ci accompagna in un viaggio affascinante tra alcune delle figure di registi più importanti del secolo appena trascorso. Da Michalkov (Schiava d’amore – Oblomov) a Almodóvar , passando per Kusturica, Miklós Jancsó, Dassin, Tarkovskij, Godard, Renato Castellani, Michael Winterbottom, Pier Paolo Pasolini e altri. I saggi contenuti nella seconda parte affrontano, sempre a partire dalla suggestione della pellicola, alcune delle tematiche più urgenti legate alla società, alla cultura, alla politica. Dalle influenze del cinema sul Novecento al suo rapporto con la cultura e il senso della storia, fino alla funzione educatrice che la “settima arte” ha per una comunità, toccando il racconto di una terra, la Puglia e il Salento, attraverso i recenti lavori che l’hanno attraversata.

Indice del volume
Il cinema sovietico, la sorgente Michalkov, Schiava d’amore / La drammaturgia Oblomoviana e la Sopravvivenza dell’Umano / Quando il cinema “apre” l’Adriatico (e oltre) / Il cinema e la realtà nello sguardo amaro di Dassin / Breviario sul cinema di Pedro Almodóvar / Vivre sa vie. La pennellata semiologica / Lo sguardo filmico e militante di Gianfranco Mingozzi / Lo sguardo della Storia raccontato dalle mirabili regie di Miklós Jancsó / Renato Castellani, il cinema, Il Brigante / Jude di Michael Winterbottom / Così il cinema ha influenzato il Novecento / Il cinema delle origini tra cultura e senso della storia / Educare al linguaggio cinematografico è pensiero che si poetizza / A tutti coloro che ritengono che il cinema, oltre ad effondere profumi etici, possa accrescere democraticamente la coscienza di una Comunità. / Il cinema come periscopio ansiolitico e come progetto, e l’universale desiderio / Un dizionario per raccontare il cinema in Puglia, anche un lieto abbecedario in zona-socializzante / L’associazionismo cinematografico che, talvolta, volle farsi “guerrigliero” per debellare le sudditanze. / L’editoria cinematografica nel Salento, e dintorni / Sulle ali della Storia con il ritrovato e alquanto ammaccato Risorgimento

Vincenzo Camerino, già docente di Storia e critica del cinema, nonché di Semiologia del cinema, presso l’Università del Salento, ha pubblicato diverse e svariate armonie cinematografiche. In precedenza: Nelle utopie del Sud e del cinema; I cristalli della regia; La subalternità della politica, l’orgoglio della cultura, le assonanze del cinema; Le sensualità cinematografiche e le sospensioni delle passioni. Il futuro?… Se l’incanto mentale si svolge secondo le stabilità tra il Vecchio e il Nuovo dei laboriosi sentimenti il possibile prosieguo: La bellezza e le piacevolezze oniriche, ovvero le divinità al femminile.

“Le vele incantate del cinema e l’elogio della malinconia”
di Vincenzo Camerino (musicaos editore) – formato 14,8×21 cm, pagine 228, €20 – isbn 978-88-99315-009

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tel. 0836-618232

16 Maggio 2015, Pescara – Giulia Madonna e “Amata tela” ospiti di rosadonna 2015


In occasione di rosadonna 2015 festival dell’eccellenza femminile in abruzzo con la collaborazione dell’assessore alle p. o. del comune di pescara sandra santavenere Sabato 16 Maggio – Ore 16.00 PESCARA presso MUSEO VITTORIA COLONNA PESCARA Giulia Madonna presenta il suo romanzo “Amata tela” (musicaos editore) La presentazione avverrà all’interno della Collettiva di cultura abruzzese “UNLIBROINUNQUARTODORA” § “Una lettura che dovrebbe entrare in ogni biblioteca” Lorenza Morello – CinqueW News “Amore, sesso, e arte si mescolano nei luoghi del sogno e del sentimento” 24letture/Il Sole 24 Ore – Emanuela Bellotti “Non c’è effetto speciale nella scrittura, nello scrivere fluido c’è solo la potenza semplice e inspiegabile dell’amore della passione, della sua incomunicabilità anche verso se stessi” Sololibri.net – Paolo Ignazio Marongiu “In uno stile piano, descrittivo ed elegante, l’autrice Giulia Madonna narra la storia di un ‘amore perfetto’” Ivana Tata Sabato 16 Maggio alle ore 16.00, presso il Museo Vittoria Colonna a Pescara, nell’ambito di rosadonna 2015, “Festival dell’Eccellenza femminile in Abruzzo”, all’interno della Collettiva di cultura abruzzese “UNLIBROINUNQUARTODORA”, Giulia Madonna presenterà la nuova edizione del suo romanzo “Amata tela”. Un segreto tenuto nascosto per lunghi anni, una scoperta sconvolgente, un uomo di successo e una donna in carriera, un artista squattrinato ma geniale, autore di un quadro misterioso. Immersa nelle atmosfere di una Trieste nebulosa e di una Venezia dal fascino liquido, si agita l’intrigante storia di Eugenio e Francesca, amanti sanguigni, dolci quanto irascibili. “Amata tela” è un romanzo in cui le vicende dei protagonisti si tingono di passioni travolgenti, in un vortice senza fine che si abbatterà inesorabilmente sulle loro vite. Amore, sesso e arte, si mescolano nei luoghi del sogno e del sentimento. “Amata tela” costruisce un’epica di esperienze umane, tra gioie e paure, attraverso un disegno sapientemente tracciato dalla penna di Giulia Madonna. L’autrice. Nata a Pescara il 31 luglio del 1963, dopo la maturità scientifica, Giulia Madonna si è laureata in Architettura presso l’Università “Gabriele D’Annunzio” di Pescara. Ha collaborato con studi tecnici della sua città e presso Istituti Paritari è stata docente di corsi regionali di formazione professionale per “Arredatore d’Interni”. Nel 2011 ha pubblicato il romanzo “La stanza vuota” con cui ha vinto il premio della giuria, nel 2012, al “Cinque terre – Golfo dei poeti” (dove si è anche classificata al terzo posto con un racconto dal titolo “Ossessione”) e il premio della giuria “Val di Vara – Alessandra Marziale”. In seguito ha preso parte a diversi concorsi, riscuotendo un buon successo presso i lettori e aggiudicandosi, con un capitolo, il concorso di “Scrittura Collettiva” per la stesura di un romanzo collettivo, organizzato da 24letture, la pagina letteraria del Sole 24 Ore su Twitter. GIULIA MADONNA – AMATA TELA in copertina: Fabio Colella, “Senza Titolo”, 2005, acrilico su tela fotografia di Renato Colella Info: http://www.musicaos.it info@musicaos.it Musicaos Editore

Speciale: “Il secondo giorno – Kiss for my angel” di Elisabetta Liguori, nelle parole di Cosimo Argentina, Livio Romano, Antonio Errico


Elisabetta-Liguori-Il-secondo-giorno-Kiss-for-my-angel-musicaos-editoreIl secondo giorno – Kiss for my angel”, di Elisabetta Liguori è giunto a un mese dalla pubblicazione e distribuzione,  ecco alcuni dei primi giudizi comparsi sulla stampa e in rete, tre lettori d’eccezione per una storia entusiasmante: Cosimo Argentina, Livio Romano, Antonio Errico. Ecco cosa scrivono del romanzo di Elisabetta Liguori. [Cosimo Argentina] Ho letto “Il secondo giorno”, finito stamattina. Non sono un lettore di genere, ma tu non sei una scrittrice di genere, e per questo, e non solo, ho letto quasi 250 pagine in scioltezza. Bella l’idea del ritmo, dei capitoli brevi, anche io sto lavorando in questo senso. Bello il linguaggio, la parola cazzuta là dove ci vuole e i contorni sfumati quando si rischia di appesantire il tutto. Numero uno del libro: i dialoghi. Questo, Elisabetta, è un libro parlato. Qui scopri di Wing, Gabriele e gli altri attraverso i dialoghi, che sono sempre calibrati. Poi un’altra perla sono gli scenari che cambiano ma restano lì, dietro le spalle dei personaggi. Io credo che tu possa aver trovato un filone interessante, nelle tue corde, io sto provando a scrivere di fantascienza e tu questo, è come se il mainstream abbia esaurito la sua forza propulsiva e si debbano cercare forme altre di espressione e sperimentazione. Resti sempre brava, Elisabetta. E sono contento di averti sulla mia sponda cartacea. [Livio Romano] “Si sa: Dio vive stabilmente a sud, pertanto bisogna comportarsi con stile dalle sue parti”. Il nuovo romanzo di Elisabetta Liguori si propone di rivolgersi a un pubblico di young adults, e però, esattamente come i racconti fantastici o d’avventura degli autori immortali, è una storia che cattura i lettori d’ogni età. Il motivo non è solo questa lingua prodigiosamente raffinata, questa precisione e varietà lessicale che lascia ammirati e spiazzati e sazi di una storia davvero scritta bene, lontanissima dallo scialbore che di solito caratterizza la letteratura di genere. No, non è solo la letterarietà controllatissima che cattura i palati più fini. In questo romanzo Elisabetta semplicemente ti tiene sulla graticola. C’è un susseguirsi vorticoso di avventure, fughe, ritrovamenti, sortilegi, c’è un ritmo sincopato che scandisce la suspense che uno si attacca al libro e non lo molla finché non scopre come finisce la vicenda dell’angelo Gabriele. E la scena madre finale. La formazione che si compie, Gabriele che impara a volare, Gabriele che vorrebbe venir giù, acquistare consistenza e però è lì, nei cieli di una Roma opalina e punteggiata di statue, che si compie la sua trasformazione: ha la velocità e l’accelerazione e gli arresti improvvisi di un film d’azione in 3D nel quale hai spesso la sensazione di lievitare insieme al protagonista, oppure il terrore di rovinare al suolo, con tanto di vertigine che ti prende sulla bocca dello stomaco. E, mentre lassù si consuma la lotta fra il bene e il male, sulla terra si agitano questi orridi quanto superbamente descritti black-bloc ecclesiastici, tuniche nere in anfibi e faccia torva che fluiscono di qua e di là come uno stormo di corvi e regalano alla storia un tocco di delizioso anticlericalismo. Da leggere assolutamente. [Antonio Errico] Una ragazza e un mistero al centro di “Il secondo giorno – Kiss for my angel” di Elisabetta Liguori Un sintassi essenziale, un lessico nitido, un passo narrativo rapido, connotato da dialoghi serrati, da continui cambi di prospettiva. Sono queste le caratteristiche stilistiche de “Il secondo giorno”, il romanzo che Elisabetta Liguori pubblica con Musicaos. Atmosfere completamente diverse da quelle dei suoi romanzi precedenti, diversi i personaggi, i luoghi, i contesti, diversi anche i motivi e i moventi della narrazione. Voleva confrontarsi con un altro universo di senso questa volta, Elisabetta Liguori, e ci è riuscita, tessendo una struttura che ingloba una dimensione esistenziale che si esprime nei lineamenti dei personaggi, nelle relazioni che annodano le loro esperienze, nelle riflessioni puntuali, negli scavi all’interno dei territori di una psicologia profonda e di una sensibilità affiorante. In questo romanzo il nucleo generativo è costituito dalla progressiva trasformazione dell’esperienza in conoscenza, dal passaggio continuo dall’esistere al pensiero sull’esistenza: si tratta di quell’esperienza, di quell’esistenza che talvolta disorienta o sbalordisce e di quella conoscenza che conferisce visioni del mondo, della vita, di se stessi, alle quali fare riferimento, da adottare come sistema di pensiero. L’esperienza è quella della crisi, della crescita, del confronto con gli altri e con il sé, l’esperienza dell’indagarsi e dello scoprirsi, che a volte è esplicita, a volte implicita, a volte si manifesta, in altre resta sotterranea ma che in ogni caso assume la valenza di una conformazione identitaria. I personaggi della Liguori hanno la fisionomia delle creature, e per creature vorrei intendere un essere sorpreso nella essenzialità delle emozioni, delle sensazioni, degli stupori, nel suo appartenere, ad un tempo, alla terra e al cielo, all’infinito e alla finitezza. C’è una pagina del romanzo in cui questa condizione di appartenenza alla terra e al cielo, si esprime con una metafora di sintesi sostanziale. Dice che gli angeli non sono tutti uguali, che si occupano di cose diverse e in modo diverso, che sono in un modo e poi nel modo contrario, ma che quello che sono dipende dalle esperienze che hanno fatto. Come gli uomini, dunque. Esattamente. Ecco come il concetto di esperienza si carica di una valenza semantica assoluta, come rappresenti l’elemento che conforma il proprio essere e il proprio essere nel mondo, l’essere con e per se stessi, con e per gli altri. Da questi nuclei si irradiano i riflessi dell’autoconsapevolezza, dell’autorealizzazione, della coscienza di sé. Non è per nulla facile sciogliere tematiche/problematiche di questo genere in una narrazione. Non è facile attribuire ad esse una natura di leggerezza. Elisabetta Liguori ha saputo farlo governando il racconto con mestiere, certamente, ma anche con un appassionamento che ha determinato nel racconto un equilibrio armonioso. Tirando a indovinare potrei dire che ha cercato costantemente una combinazione tra forma e concetto, in alcuni casi anteponendo il primo termine, in altri casi anteponendo il secondo, cioè assegnando ad essi una prevalenza sulla base dell’intenzionalità narrativa. Spesso l’intenzionalità narrativa è quella di emozionare il concetto, il pensiero. Il lavoro che Elisabetta Liguori fa sul lessico in alcune situazioni del romanzo è finalizzato proprio all’effetto di emozionare il pensiero, di impastare emozione e ragione, di determinare una condizione di reciprocità tra ordine e disordine, crisi e progetto, fantasia e rigore. I personaggi hanno tutti la fisionomia di una natura intimamente plurale, multiforme, che si dispone al senso della complessità, della problematicità, ma anche della semplicità che consente di comprendere istintivamente, di “sentire” il mondo attraverso la dimensione affettiva, attraverso il desiderio. Il desiderio è per i personaggi una sorta di grammatica interpretativa, uno strumento pluridimensionale attraverso il quale penetrare l’universo della conoscenza. Ma che, soprattutto, si costituisce come elemento psicofisico essenziale per conoscere se stessi e gli altri per i quali provano emozione, sentimento, desiderio.Il secondo giorno – Kiss for my angel”, Elisabetta Liguori pagine 256, €18,00, ISBN 9788899315023 (libro), 9788899315078 (ebook)

“In bilico. Storie di animali terrestri”, gli autori si raccontano: Marina Piconese


In-bilico-Storie-di-animali-terrestri-AAVV-Musicaos-Editore-Fablet01“In bilico. Storie di animali terrestri”, gli autori si raccontano: Marina Piconese

Marina Piconese è imprenditrice e giornalista. Il suo racconto “Cicchetto e l’equilibrista felice” è un poetico viaggio attraverso quella che è la nostra fissità, la nostra inerzia, il desiderio rispetto a ciò che vediamo.

Come hai scelto l’idea per il racconto che è stato inserito nella raccolta?

«È venuta da sé, si è creata in maniera magica, un pomeriggio, davanti a poche righe sullo schermo. Felice e Cicchetto hanno preso una forma che nemmeno io mi aspettavo! All’inizio sapevo solo che a far compagnia a un gatto ci sarebbe stato un uomo anziano, ma il passato di quest’uomo era ancora un futuro, per me.»

Ci sono dei punti che ricordano le trasformazioni e le scelte di Alberto Sordi ne “L’arte di arrangiarsi”… Che cosa significa per te la precarietà delle scelte?

«La precarietà che tento di descrivere è quella delle scelte personali, quotidiane o epocali che siano; di tutte quelle vite che rimangono “in medias res”, di tutte quelle persone che non hanno né la volontà, né la fortuna, di apportare alla propria esistenza quei cambiamenti radicali che le scuoterebbero dal loro inevitabile torpore. La fortuna e la volontà, in questo gioco di andi-rivieni, si danno una mano l’un l’altra: se non c’è volontà, la fortuna non ti seguirà mai; ma se non c’è fortuna, nessuna volontà potrà salvarti! Restare in equilibrio tra ciò che realmente siamo e ciò che vorremmo davvero essere è un dono di pochi, ma l’equilibrio, per definizione, è sempre precario. In sostanza, ci si può anche gettare nel vuoto, ma solo se si hanno “le ali adatte” per volare.»

Cos’è per te la scrittura?

«È una compagnia, un sogno recondito, uno sfogo inevitabile; una delle prime cose che ho imparato nella vita e una delle poche cose che ancora so fare senza sforzo. Naturale come respirare.»

marina piconeseMarina Piconese. Classe 1982, salentina per origine e per passione, in tasca una laurea in Teoria e tecniche della comunicazione mediale, la qualifica di giornalista pubblicista, un lavoro di social media manager e, soprattutto, lʼamore per la scrittura di racconti. Le viene facile ispirarsi camminando tra gli ulivi della sua azienda agricola, e spera, un giorno, di infondere quel verde e quellʼargento tra le pagine del suo primo romanzo. I suoi lavori sono attualmente pubblicati in diverse antologie di concorsi letterari, in molti dei quali ha conquistato un felice posto sul podio. Ama le coincidenze, ascolta volentieri gli aneddoti ed è affamata delle storie di vita di chiunque incontri.

Leggi le interviste precedenti:

Marco Goi, Annarita Pavone

1, 2 e 3 Maggio 2015 – Musicaos Editore ospite di CALENDIMAGLIE a Maglie, presso l’Ex Opificio “Piccinno”


“Musicaos Editore a CALENDIMAGLIE” da Venerdì 1 a Domenica 3 Maggio 2015 a Maglie presso – Ex Opificio “Piccinno” (Via Vittorio Emanuele) – Art Cafè (Via Ferramosca, 189) Musicaos Editore, con i suoi autori e le sue produzioni, sarà ospite della manifestazione CALENDIMAGLIE, organizzata dalla Città di Maglie (Assessorato alla Cultura), dalla Fondazione “F. Capece”, dalla Proloco Maglie “Avv. Luigi Puzzovio” e dalla Rivista Letteraria “Filomela”. La manifestazione si terrà presso l’Ex Opificio “Piccinno”, in Via Vittorio Emanuele a Maglie, tutti gli incontri sono a ingresso libero. Per tutti e tre i giorni della manifestazione Musicaos Editore sarà presente con uno stand dedicato alle sue produzioni, comprese le più recenti.

Doppia presentazione nella giornata di Venerdì 1 Maggio alle ore 19.00, presso l’Ex Opificio “Piccinno” in via Vittorio Emanuele: la giornalista Angela Leucci presenterà il suo “Diario di una giornalista precaria”, del quale proprio in questi giorni è stata pubblicata la nuova edizione in formato digitale, disponibile su tutte le piattaforme. “Diario di una giornalista precaria” oltre a essere un libro è anche un blog, molto seguito dagli addetti e lavori e non, che da un anno ospita racconti, vicissitudini e aneddoti legati al mondo del giornalismo salentino. A seguire Francesco De Giorgi presenterà il suo nuovo romanzo “I bassisti muoiono giovani”, la storia di un gruppo di ragazzi che decide di riunirsi, diversi anni dopo lo scioglimento della loro piccola band, per registrare – finalmente – i propri brani. Un racconto che è strutturato come un disco, centrato sulle passioni, sulla realizzazione personale e la contemporaneità. Un viaggio al ritmo di musica per scoprire l’importanza dei propri desideri. Sabato 2 Maggio, alle ore 18.00, presso l’Art Cafè (Via Ferramosca 189), Musicaos Editore sarà protagonista di un evento satellite della manifestazione, la presentazione della raccolta di racconti dal titolo “In bilico. Storie di animali terrestri”. La raccolta ospita dodici racconti inediti scritti da Paolo Colavero, Gianluca Conte, Luigi De Gregorio, Marco Goi, Belisario Laveneziana, Angela Leucci, Valentina Luberto, Paolo Merenda, Antonio Montefusco, Annarita Pavone, Marina Piconese. Questi nuovi racconti italiani, scritti da autori nati tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta, descrivono la realtà del nostro paese, tra speranze, desideri, tra crisi del lavoro e volontà di cambiamento, in cerca di un nuovo possibile destino. Domenica 3 Maggio, presso l’Ex Opificio “Piccinno” si terrà la premiazione dei concorsi letterari banditi nell’ambito della manifestazione CALENDIMAGLIE. Musicaos Editore ha partecipato ai lavori di giuria del concorso. Info: www.musicaos.it info@musicaos.it Musicaos Editore

30 Aprile 2015 – Collepasso – “I bassisti muoiono giovani” di Francesco De Giorgi allo Spazio Kronos


Francesco-De-Giorgi-I-bassisti-muoiono-giovani-musicaos-editore-fablet02-coverGiovedì 30 Aprile 2015 alle ore 20.30 a Collepasso (Le) presso SPAZIO KRONOS (Via Cesare Battisti, 29) si terrà la prima presentazione/reading del romanzo “I bassisti muoiono giovani” di Francesco De Giorgi romanzo/reading con Francesco De Giorgi dialoga con l’autore Luciano Pagano Giovedì 30 aprile, presso lo Spazio Kronos di Collepasso, in via Cesare Battisti 29, si terrà la prima presentazione del nuovo romanzo di Francesco De Giorgi, intitolato “I bassisti muoiono giovani”. Durante la serata si terrà, insieme alla presentazione del libro, un reading musicale tratto dallo stesso. Luciano Pagano dialogherà con l’autore. I BASSISTI MUOIONO GIOVANI è la storia di un gruppo di ragazzi che decide di riunirsi, diversi anni dopo lo scioglimento della loro piccola band, per registrare – finalmente – i propri brani. Il ritorno sui propri passi è guidato da Giorgio Mestrelli, uno dei critici musicali più influenti della rete, bassista del gruppo.Nonostante il destino abbia scelto strade differenti per i cinque, i “Plettrofolle” ritroveranno immutate, suonando insieme, le sensazioni di un tempo. Dovranno però fare i conti con un diverso contesto sociale che li metterà nuovamente alla prova. Cinque ragazzi che formavano una band, una band che rappresentava un sogno, un sogno che avrebbe cambiato le loro vite. Se solo ne avessero avuto il tempo.Un affresco crudo e ironico. Un racconto che è strutturato come un disco, centrato sulle passioni, sulla realizzazione personale e la contemporaneità.Un viaggio al ritmo di musica per scoprire l’importanza dei propri desideri. Francesco-De-Giorgi-BassoFrancesco De Giorgi è nato a Casarano (Le) nel 1984. Nel 2007 si è laureato in Scienze della comunicazione presso l’Università degli Studi di Siena. Ha pubblicato i romanzi ”Tu prepara il filtro” (Besa Editrice, 2011), “Una buona stella” (Lupo Editore, 2013). Info: www.musicaos.it info@musicaos.it

29 Aprile 2015 – Cineporti di Puglia/Lecce – Vincenzo Camerino presenta “Le vele incantate del cinema e l’elogio della malinconia” alle Manifatture Knos


Vincenzo-Camerino-Leveleincantatedelcinemaelelogiodellamalinconia-musicaos-editoreCineporti di Puglia/Lecce Musicaos Editore Mercoledì 29 Aprile 2015 ore 18.30 presso la Sala Casting dei Cineporti di Puglia/Lecce c/o Manifatture Knos (Via Vecchia Frigole, 36) si terrà la prima presentazione de “Le vele incantate del cinema e l’elogio della malinconia” di Vincenzo Camerino (musicaos editore) dialogheranno: Vincenzo Camerino (autore) Luciano Pagano (editore) Mercoledì 29 Aprile, alle ore 18.30, presso la Sala Casting dei Cineporti di Puglia a Lecce (Manifatture Knos, Via Vecchia Frigole 36), si terrà la prima presentazione nazionale del volume scritto da Vincenzo Camerino, dal titolo “Le vele incantate del cinema e l’elogio della malinconia”, edito da Musicaos Editore. Per questo nuovo “viaggio” nella settima arte il professor Vincenzo Camerino, già docente di Storia e critica del Cinema e di Semiologia del Cinema presso lʼUniversità del Salento, sceglie di soffermare il suo sguardo sulle figure di alcuni dei registi, in assoluto più importanti del panorama internazionale. Una raccolta di saggi che dal cinema arriva a toccare le tematiche più urgenti della produzione culturale e sociale. Lʼautore dialogherà assieme a Luciano Pagano. Vincenzo Camerino nella prima parte di questo lavoro ci accompagna in un viaggio affascinante tra alcune delle figure di registi più importanti del secolo appena trascorso. Da Michalkov (Schiava d’amore – Oblomov) a Almodóvar , passando per Kusturica, Miklós Jancsó, Dassin, Tarkovskij, Godard, Renato Castellani, Michael Winterbottom, Pier Paolo Pasolini e altri. I saggi contenuti nella seconda parte affrontano, sempre a partire dalla suggestione della pellicola, alcune delle tematiche più urgenti legate alla società, alla cultura, alla politica. Dalle influenze del cinema sul Novecento al suo rapporto con la cultura e il senso della storia, fino alla funzione educatrice che la “settima arte” ha per una comunità, toccando il racconto di una terra, la Puglia e il Salento, attraverso i recenti lavori che l’hanno attraversata. Indice del volume Il cinema sovietico, la sorgente Michalkov, Schiava d’amore / La drammaturgia Oblomoviana e la Sopravvivenza dell’Umano / Quando il cinema “apre” l’Adriatico (e oltre) / Il cinema e la realtà nello sguardo amaro di Dassin / Breviario sul cinema di Pedro Almodóvar / Vivre sa vie. La pennellata semiologica / Lo sguardo filmico e militante di Gianfranco Mingozzi / Lo sguardo della Storia raccontato dalle mirabili regie di Miklós Jancsó / Renato Castellani, il cinema, Il Brigante / Jude di Michael Winterbottom / Così il cinema ha influenzato il Novecento / Il cinema delle origini tra cultura e senso della storia / Educare al linguaggio cinematografico è pensiero che si poetizza / A tutti coloro che ritengono che il cinema, oltre ad effondere profumi etici, possa accrescere democraticamente la coscienza di una Comunità. / Il cinema come periscopio ansiolitico e come progetto, e l’universale desiderio / Un dizionario per raccontare il cinema in Puglia, anche un lieto abbecedario in zona-socializzante / L’associazionismo cinematografico che, talvolta, volle farsi “guerrigliero” per debellare le sudditanze. / L’editoria cinematografica nel Salento, e dintorni / Sulle ali della Storia con il ritrovato e alquanto ammaccato Risorgimento Vincenzo Camerino, già docente di Storia e critica del cinema, nonché di Semiologia del cinema, presso l’Università del Salento, ha pubblicato diverse e svariate armonie cinematografiche. In precedenza: Nelle utopie del Sud e del cinema; I cristalli della regia; La subalternità della politica, l’orgoglio della cultura, le assonanze del cinema; Le sensualità cinematografiche e le sospensioni delle passioni. Il futuro?… Se l’incanto mentale si svolge secondo le stabilità tra il Vecchio e il Nuovo dei laboriosi sentimenti il possibile prosieguo: La bellezza e le piacevolezze oniriche, ovvero le divinità al femminile. “Le vele incantate del cinema e l’elogio della malinconia” di Vincenzo Camerino (musicaos editore) – formato 14,8×21 cm, pagine 228, €20 – isbn 978-88-99315-009 Info: info@musicaos.it www.musicaos.it