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Novità: “GoodMooning!” di Stefano Saldarelli (Phasar Edizioni)


"GoodMooning!" di Stefano Saldarelli (Phasar Edizioni)

La missione spaziale che portò l’uomo sulla Luna nel luglio 1969 non fu la prima.
Anche se di pochi mesi, fu preceduta da un’altra. Assolutamente top secret.
Poiché la posta in gioco era altissima e gli imprevisti inimmaginabili, fu deciso di inviare alcuni volontari sulla Luna per preparare lo sbarco ufficiale.

Questo libro raccoglie i diari di missione del programma spaziale più segreto al mondo, oggi conosciuto grazie al contributo di alcuni testimoni chiave che hanno messo a rischio la loro vita per far luce sul caso di insabbiamento più importante della storia.

Questa missione fu battezzata GoodMooning! ed oggi voi conoscerete la verità.

Stefano Saldarelli è nato a Firenze il 21 settembre 1969, in pieno programma spaziale Apollo.

Da sempre è appassionato di fantascienza e missioni spaziali. Vive e lavora a Prato dove svolge l’attività di grafico freelance (www.achrom.it).

Nell’inseguire i propri sogni, nel 2006 progetta e realizza l’allestimento dell’ambiente di lavoro nel quale svolge la propria attività, prendendo ispirazione dal design della serie televisiva “Spazio1999” (www.studio1999.it).

Alla fine del 2009 studia e realizza il logo GoodMooning! e l’astronauta John Doe.

All’inizio del 2012 il sogno GoodMooning! prende vita attraverso la realizzazione di alcuni disegni che vengono poi riprodotti su t-shirt e “mug”. Nascono parallelamente anche alcune brevi storie che cominciano ad essere raccolte in un blog (www.goodmooning.it).

Queste storie si sviluppano e a dicembre 2012 diventano un libro, questo libro…

"GoodMooning!", Stefano Saldarelli, Phasar Edizioni, 2012, €11, ISBN: 978-88-6358-167-6, pp. 122

Visita il sito dell’autore.
http://www.goodmooning.it/

Scarica l’anteprima del libro in formato PDF
http://www.phasar.net/docs/estratto_Goodmooning.pdf

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http://www.phasar.net/catalogo/libro/goodmooning

Vedi il BookTrailer di "GoodMooning!" su YouTube

http://youtu.be/H9Aowl2T31M

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“Il Giorno della Memoria 2012. Scritti in ricordo della Shoah”, Autori Vari (Phasar Edizioni)


"Il Giorno della Memoria 2012. Scritti in ricordo della Shoah", Autori Vari (Phasar Edizioni)

"Il 27 gennaio 2012, in occasione del “Giorno della Memoria” della Shoah (ovvero dello sterminio del popolo ebraico), alcuni autori del sito letterario NetEditor.it, aderendo all’iniziativa online lanciata dal collega Piero Partiti, hanno inviato racconti, poesie e riflessioni per commemorare non solo il tragico eccidio nei campi di concentramento ma anche (come recita la legge italiana n. 211 del 20 luglio 2000 che ha istituito la storica ricorrenza) “le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.”

Dall’iniziativa, che ha riscosso una notevole partecipazione, è nato poi questo libro: un’antologia di opere destinate alla “testimonianza”.
Opere che, una volta di più, nel loro piccolo, ci rammentino quel che è accaduto dietro i cancelli e i fili spinati di Auschwitz e degli altri purtroppo famosi campi di sterminio.

Perché non se ne perda mai il ricordo.
Perché le generazioni future sappiano a cosa è potuto arrivare l’uomo in uno dei periodi più bui della storia dell’umanità."

"Il Giorno della Memoria 2012. Scritti in ricordo della Shoah", Autori Vari, 2012, €9, ISBN: 978-88-6358-135-5, pp. 180

http://www.phasar.net/catalogo/libro/il-giorno-della-memoria-2012-scritti-in-ricordo-della-shoah

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http://www.neteditor.it

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5 e 6 Gennaio 2013 – Mino De Santis in concerto al Teatro Paisiello di Lecce


“Il cavallo con i piedi nell’acqua (e altre storie)” di Agostina D’Alessandro Zecchin (Phasar Edizioni)


"Il cavallo con i piedi nell’acqua (e altre storie)" di Agostina D’Alessandro Zecchin (Phasar Edizioni)

Il cavallo con i piedi nell’acqua (e altre storie) è il seguito ideale di Cinque monete d’oro e altri racconti, nel quale l’Autrice ricordava episodi e momenti accaduti a lei e alla sua famiglia. E, come nella vita, in questo volume, nel quale predomina il sorriso, non mancano tocchi di malinconia, sempre descritti con mano leggera e con emozione profonda.
Profondità, leggerezza e sincerità sono le caratteristiche di questo libro nel quale al desiderio personale di “non dimenticare” l’Autrice unisce quello di entrare in sintonia con il Lettore per comunicare, con semplicità, emozioni e sentimenti che appartengono a tutti.

Nata in una famiglia affettuosa e allegra, in una casa in cui i buoni libri erano numerosissimi, l’Autrice deve il suo amore per la lettura soprattutto all’amatissimo padre, persona colta e molto interessante, che scherzosamente diceva ai suoi figli che solo gli animali vanno a dormire senza aver letto nulla.
Felicemente sposata, nel 1988 è diventata mamma di Alessandra, trovando nella maternità e nella vita familiare la sua piena realizzazione.
La perdita dell’amatissima figlia, il 15 ottobre 2003, ha sconvolto per sempre la sua esistenza. Quella che era una passione giovanile, scrivere, ora è diventato il mezzo per comunicare, per fermare le stagioni della vita negli istanti irripetibili e preziosi e forse per trovare la via di una difficile serenità.

Ma scrivere è anche, e soprattutto, il piacere delicato di donare, rinunciando ai Diritti d’Autore di ogni suo libro, a favore del Fondo Assistenza orfani della Polizia di Stato. Con il marito ha devoluto l’intero risarcimento dell’assicurazione, istituendo una Borsa di Studio in memoria di Alessandra.

"Il cavallo con i piedi nell’acqua (e altre storie)" di Agostina D’Alessandro Zecchin (Phasar Edizioni), 2008, €10, ISBN: 978-88-6358-005-1, pp. 108

http://www.phasar.net/catalogo/libro/il-cavallo-con-i-piedi-nellacqua-e-altre-storie

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http://digilander.libero.it/alessandra_zecchin/index.htm

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“Filippo Lo Vetere (1868-1931). Uno studio sul socialriformista” di Calogero Rotondo (Phasar Edizioni)


"Filippo Lo Vetere (1868-1931). Uno studio sul socialriformista" di Calogero Rotondo (Phasar Edizioni)

La storia di un socialista siciliano vissuta tra la fine dell’Ottocento e il primo trentennio del Novecento; il protagonista è Filippo Lo Vetere più volte consigliere provinciale di Caltanissetta e sindaco di S.Caterina, piccolo centro agricolo della provincia di Caltanissetta.

Il suo itinerario politico-sociale non è quello di un “hidalgo“ di campagna bensì di leader del movimento socialista e contadino siciliano, impegnato per la spinta dello sviluppo dell’economia agricola siciliana. Ma chi fu veramente Filippo Lo Vetere: un avvocato, un operatore economico e commerciale, un esperto di problemi agrari o un teorizzatore che influenzò organizzazioni politiche e sindacali socialiste nella elaborazione delle linee da intraprendere sulla questione agraria siciliana?

Con questo studio monografico, presentato dal Prof. Giuseppe Gangi, Calogero Rotondo cerca di sciogliere l’interrogativo e ricostruisce, con pienezza di dettagli storici, con una disamina di documenti d’archivio inediti e materiale bibliografico, il suo percorso nel periodo della repressione crispina e dall’avvio della politica neoliberale di Giolitti all’ascesa di Mussolini al potere fino ad arrivare all’opera del Fascismo in Sicilia nel 1928.

Fasci dei Lavoratori, Consorzio Agrario Siciliano, notabili, scioperi agrari, affittanze collettive, occupazioni delle terre incolte, tesi produttivista e sicilianista, questi ed altri sono i momenti rilevanti su cui, in particolare, Rotondo, appassionandosi al personaggio, indaga per proporre un contributo sul profilo di Lo Vetere che, perseguito dalla polizia e dai tribunali, mostrò, come socialriformista, di non temere pericoli e, nello scontro ideologico e politico dell’epoca, di non avere preoccupazioni per una condotta politica non in linea con quella di opposizione al regime fascista.

"Filippo Lo Vetere (1868-1931). Uno studio sul socialriformista" di Calogero Rotondo (Phasar Edizioni), 2008, €24, ISBN: 978-88-6358-008-2, pp. 406

http://www.phasar.net/catalogo/libro/filippo-lo-vetere-1868-1931-uno-studio-sul-socialriformista

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Anteprima: “GoodMooning! Andare sulla Luna è una cosa molto seria! …o forse no?” (Phasar Edizioni)


"GoodMooning! Andare sulla Luna è una cosa molto seria! …o forse no? Il programma spaziale segreto che portò l’uomo sulla Luna"

Libro scritto e disegnato da Stefano Saldarelli, grafico libero professionista di Prato, da sempre appassionato di grafica, disegno, fantascienza e missioni spaziali. Unite il tutto e aggiungete altri due ingredienti: umorismo e l’ironia e otterrete GoodMooning!

GoodMooning! racconta di una missione spaziale sulla Luna avvenuta nel 1969, tre mesi prima della missione Apollo 11.
Storie surreali, umoristiche, divertenti, pensate per regalare un sorriso. Definite "fiabe per bambini cresciuti", narrano le vicende di un astronauta alle prese con mille situazioni e difficoltà. GoodMooning! è una metafora della vita in chiave "spaziale".

Il libro GoodMooning! Esce a metà dicembre 2012 e sarà disponibile su www.goodmooning.it e sui principali siti web di vendita di libri.

Blog:
http://www.goodmooning.i

“Dormono, le stelle. Raccolta di poesie” di Salvatore D’Amora (Phasar Edizioni)


"Dormono, le stelle. Raccolta di poesie" di Salvatore D’Amora (Phasar Edizioni)

Nel mondo, ci muoviamo e viviamo freneticamente, inghiottiti dalla routine quotidiana. Tuttavia, riuscire a trovare ancora il tempo per meravigliarci del più piccolo particolare della nostra vita, non è solo una necessità ancestrale, ma anche l’aspetto che ci identifica pienamente in quanto uomini, soggetti pensanti. La poesia ci permette di elevare il nostro animo, e spingerlo fin dove lo stesso pensiero e la ragione credono sia impossibile andare. La poesia è quella preghiera primordiale che tutti conserviamo nel nostro animo, quella scintilla divina che ci rende «della stessa materia dei sogni» (W. Shakespeare)

La poesia
purifica l’anima
del viandante
che volge il mento
al cielo,
e non si stanca
di cercare.

Salvatore D’Amora nasce nel 1990. È studente in Storia all’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Insignito del premio “Maria SS. dell’Olmo”, e per tre volte del premio “F. Giuliano”. Questa è la sua prima raccolta di poesie.

http://www.poesiedamora.blogspot.com

http://www.phasar.net/catalogo/libro/dormono-le-stelle-raccolta-di-poesie

"Dormono, le stelle. Raccolta di poesie" di Salvatore D’Amora (Phasar Edizioni), 2010, €10, ISBN: 978-88-63580-65-5, pp. 126

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11 Dicembre 2012 – Paolo Cognetti a Francavilla Fontana (BR) con “Sofia si veste sempre di nero” (@MinimumFax)


Paolo Cognetti – Sofia si veste sempre di nero
Libreria Ubik – Cia Regina Elena, 83 – Ore 18.30
Francavilla Fontana (BR)

Paolo Cognetti l’11 dicembre sarà a Francavilla Fontana per presentare “Sofia si veste sempre di nero”.

Il Laboratorio Urbano "In punta di piedi" ospita Paolo Cognetti a Francavilla Fontana (BR) per la presentazione del suo ultimo libro. A introdurlo sarà lo scrittore Marco Montanaro.

Sofia si veste sempre di nero (minimum fax 2012, 203 pp.) è la nuova prova narrativa di Paolo Cognetti, 34enne autore milanese, considerato tra i migliori scrittori della sua generazione. Nei suoi racconti, cesellati con la finezza di Carver e Salinger, ha saputo rappresentare con sorprendente intensità l’universo femminile. Ed è ancora una donna la protagonista del suo nuovo libro, un romanzo composto da dieci racconti autonomi che la accompagnano lungo trent’anni di storia: dall’infanzia in una famiglia borghese apparentemente normale, ma percorsa da sotterranee tensioni, all’adolescenza tormentata da disturbi psicologici, alla liberatoria scoperta del sesso e della passione per il teatro, al momento della maturità e dei bilanci. Con la sua scrittura precisa e intensa, che nasconde dietro l’apparente semplicità una straordinaria potenza emotiva, Cognetti ci regala il ritratto di un personaggio femminile indimenticabile: una donna torbida e inquieta, capace di sopravvivere alle proprie nevrosi e di sfruttare improvvisi attimi di illuminazione fino a trovare, faticosamente, la propria strada. Un libro avvincente in cui ciascun lettore troverà momenti di bellezza e di dolore, di ansia e di riscatto, che riconoscerà di aver vissuto anche sulla sua stessa pelle.

La scheda del libro:
http://www.minimumfax.com/libri/scheda_libro/568

Paolo Cognetti è nato a Milano nel 1978.
È autore di alcuni documentari – Vietato scappare, Isbam, Box, La notte del leone, Rumore di fondo – che raccontano il rapporto tra i ragazzi, il territorio e la memoria. Per minimum fax media ha realizzato la serie Scrivere/New York, nove puntate su altrettanti scrittori newyorkesi, da cui è tratto il documentario Il lato sbagliato del ponte, viaggio tra gli scrittori di Brooklyn.
Per minimum fax ha pubblicato Manuale per ragazze di successo (2004), e Una cosa piccola che sta per esplodere (2007), vincitore, tra gli altri, del Premio Fucini, del Premio Settembrini e finalista al Premio Chiara. Per Laterza è uscito nel 2010 New York è una finestra senza tende. Il suo blog è http://paolocognetti.blogspot.it.

“Di che segno sei Charlie Brown?” di Stefano Rubino (Phasar Edizioni)


"Di che segno sei Charlie Brown?" di Stefano Rubino (Phasar Edizioni)

"Creando i suoi ragazzi è come se Charles Schulz avesse voluto attirare l’attenzione dei lettori sugli eterni problemi che ciclicamente ognuno di noi incontra sul suo cammino. Il fumettista, insomma, è riuscito a descrivere uno spettro talmente vasto di problematiche esistenziali che chiunque, leggendo le sue strisce, può identificarsi in questa o in quella situazione. Non abbiamo scritto questo libro perché siamo definitivamente impazziti. Noi crediamo, invece, che Schulz abbia inserito via via i suoi personaggi fino a quando si rese conto che il mondo da lui creato aveva raggiunto una sua completezza, un suo perfetto equilibrio interno. Ebbene, l’Astrologia è proprio un modo per descrivere la totalità utilizzando dodici diversi punti di vista.

Di conseguenza, se l’universo dei Peanuts è davvero così completo in se stesso, allora i principali elementi astrologici devono per forza trovare al suo interno una qualche rappresentazione. A nostro avviso, quindi, è come se, attraverso le sue creature, Schulz fosse riuscito a modellare gli archetipi basilari che sono a fondamento della vita e a cui l’Astrologia cerca di dare una descrizione che sia appunto astrologica."

Stefano Rubino

http://www.phasar.net/catalogo/libro/di-che-segno-sei-charlie-brown

"Di che segno sei Charlie Brown?" di Stefano Rubino (Phasar Edizioni), 2006, €15, ISBN: 88-87911-58-4, pp. 170

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“Il secondo bene. Saggio sul compito terreno dei mortali” di Flavio Ermini


Flavio Ermini
IL SECONDO BENE saggio sul compito terreno dei mortali

«La nostra è una contiguità alla dispersione e all’orrore, dove dare figura alla caduta è dare figura a se stessi, scoprire la propria autentica identità. Questo incessante movimento – verso la dissipazione e verso noi stessi – è l’essenza del nostro compito terreno.» È una delle frasi conclusive del libro di Ermini su cui va posta la massima attenzione.

Impossibile avere esperienza della morte, che sarebbe il compimento dell’esperienza umana, che si compie appunto quando non è più possibile esperire. Forse, per averne una sorta di figura, dobbiamo cercare altrove, forse in questi frammenti di morte che sperimentiamo per esempio quando siamo esiliati sul confine tra la veglia e il sonno. I pensieri si slabbrano, sembrano uscire da noi in lembi, che scivolano in una buia palude, o in lancinanti frammenti, in schegge che feriscono la coscienza fino ad annullarla in una sorta di malattia. Ci si aggrappa a un ricordo, e il ricordo sfugge e ci si dimentica persino di aver per un attimo ricordato. Si cerca di comporre la geografia di ciò che nel buio ci sta intorno, e tutto si confonde in una sorta di agglomerato di sensazioni strane. Si invoca il sonno che sprofondi il tutto, e nello stesso tempo in cui lo si invoca sentiamo che si casca nel sonno, si sprofonda appunto in esso, come in un abisso. E proprio su questo bordo siamo trattenuti. È la condizione umana.

Dalla postfazione di Franco Rella

Flavio Ermini, “Il secondo bene” – pagine : 208, dimensioni : 14,5×21, prezzo : 18, ISBN : 9788871864617, Anno di pubblicazione : 2012

§

Pubblicato nel marzo 2012 da Moretti&Vitali con la postfazione di Franco Rella è stato ristampato in alta tiratura.
Le lettrici e i lettori che nelle scorse settimane non sono riusciti ad averne copia possono ora trovare il volume in tutte le librerie o richiederlo direttamente all’editore: ordini

ULTERIORI INFORMAZIONI

sul sito di Moretti&Vitali
www.morettievitali.it/?post_type=libri&p=1761

sul sito di “Anterem”
www.anteremedizioni.it/flavio_ermini_il_secondo_bene

§

http://www.musicaos.it

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Novità: “Il manifesto del partito che non c’è. Un nuovo ’68” di Ledo Ottaviano Carella (Phasar Edizioni)


"Il manifesto del partito che non c’è. Un nuovo ’68" di Ledo Ottaviano Carella (Phasar Edizioni)

Crisi, debito pubblico, spread, rigore, tagli, licenziamenti, recessione.
Sul percorso obbligato del liberismo istituzionalizzato europeo non fa più alcuna differenza che a governare sia Berlusconi o Bersani, Vendola o Casini o Di Pietro o Grillo.
Il potere esecutivo passa nelle mani della Bundensbank-BCE, mentre quello legislativo in quelle di S&P, Moody’s e Fichte. E dunque vi è una sola possibilità: immaginare un sistema diverso.
Ma è tutto in mano al popolo.

Ledo Ottaviano Carella, nato il 4 agosto del 1952 a San Severo (FG), si trasferisce con la famiglia a Genova dove frequenta il Liceo Classico e gli studi universitari in Giurisprudenza.
Si laurea nel 1977 e tuttora vive a Genova dove svolge la professione di avvocato.

"Il manifesto del partito che non c’è. Un nuovo ’68" di Ledo Ottaviano Carella (Phasar Edizioni), 2012, €14, ISBN: 978-88-6358-150-8, pp. 222

http://www.phasar.net/catalogo/libro/il-manifesto-del-partito-che-non-ce

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Il poeta Loris Ferri canta il mondo dei Rom (Sigismundus Editrice)


Dopo il volume di saggi e interventi politici “Feudo Italia. Diario di un cervello in fuga” dell’intellettuale italo-francese Luigi-Alberto Sanchi e il libro d’arte “Il filo e il cucchiaino” composto a sei mani dal filosofo Alfonso Cariolato, dallo scrittore Giuseppe Signorin e dal fotografo Andrea De Stefani, l’Associazione culturale “La Gru” presenta la terza pubblicazione dell’omonima collana editoriale, gestita autonomamente all’interno della Sigismundus Editrice di Ascoli Piceno.
Si tratta di “ROM (uomo)”, un poema del viaggio e del destino universale e storico composto dal poeta marchigiano Loris Ferri (Fano, 1978).

Scheda libro: http://www.sigismundus.it/poesia/rom-uomo/

Scrive lo studioso croato Milan Jodic, nella nota che accompagna il testo:

“Tredici capitoli come i tredici apostoli di Majakovskij: questo romanzo in versi si disloca temporalmente lungo tutta la vicenda irrisoria dei Radaik; verosimile e barocca, visionaria, agli occhi del lettore si presenta come un’epica laica, una presa di coscienza eretica fondata sulla psicotropia della memoria. Un ciclo chimerico balcanico degno di fede nella sua schiettezza. Tredici capitoli: le illusioni, gli orrori, le sconfitte, gli ideali, i soprusi, gli aneliti mortificati dalla società intera, e dall’indifferenza infernale nei confronti di un giovane uomo: ciò che in lingua romanì si direbbe Rom. Nessuna idealizzazione nei confronti della materia trattata, bensì una discesa agli inferi della vita, ma anche un mantra verso i demoni dell’arte.
Havro Alexandar Radaik: il piccolo chierico vagante, l’io, il personaggio, l’anti-eroe, il pensiero stesso del linguaggio alchemico, vinto tra i vinti, il suonatore zigano alla fine dei conti.
Tredici capitoli in un finale chiaramente decifrabile, in cui Havro compie la sua scelta in un gesto di rabbia e amore, di dignità abissale, un atto di onestà nei confronti dell’esistenza stessa.”

Loris Ferri (Fano, 1978) ha pubblicato i libri di poesie borderlinea (Thauma, 2008; con una prefazione di Gianni D’Elia) e Corrispondenze ai margini dell’Occidente (Effigie, 2011; con Stefano Sanchini e una postfazione di Roberto Roversi).
Ha fatto parte del progetto “Calpestare l’oblio” (2009-2010) e della redazione della rivista di poesia e realtà “La Gru” (2005-2012).

*
Sarebbe bello poter immaginare che, a partire da questo poema, qualche operatore culturale o associazione di volontariato potesse invitarci ad organizzare un incontro di poesia, un reading, un canto corale o anche un laboratorio collettivo di teatro in versi, rivolto ai giovani abitanti di qualche campo nomadi o comunità Rom, senza alcuna finalità che non sia quella di piantare a terra un seme di incontro e condivisione.
L’associazione di poesia e realtà “La Gru”, con questa opera di Loris Ferri, lancia la proposta come un messaggio in bottiglia e resta in attesa di un segnale.
*

PRIME PRESENTAZIONI DEL LIBRO ROM (UOMO) DI LORIS FERRI:

Domenica 9 dicembre h.18,00
@ Chiesa sconsacrata di Santa Maria Maddalena (Pesaro)
in collaborazione con: MACULA
Centro Internazionale di Cultura Fotografica
"La Carne del Verso"
performance in poesia di Loris Ferri e Stefano Sanchini
ispirata alla mostra di Benedetta Bonichi: "Entelechia"
Musiche e suoni del polistrumentista: Michele La Paglia

Sabato 15 dicembre h. 22,00
@ Quilombo (Pesaro)
"Rom -uomo-"
Laboratorio di poesia/canzone
Testi e voce: Loris Ferri
Canzoni e voce: Frida Neri
Chitarra: Antonio Nasone
Frida Neri: già all’interno del progetto 2012 con Maroccolo, Zamboni e Magnelli (ex CSI) live per "Il fantasma dell’opera"

Sabato 22 dicembre h.18,00
@ Libreria Prosperi (Ascoli Piceno)
“Rom-uomo”
concerto in poesia e chitarra acustica
Testi e voce: Loris Ferri
Chitarra: Alessandro Buccioletti

“Cuore russo” di Carla Piermarini (Phasar Edizioni)


"Cuore russo" di Carla Piermarini (Phasar Edizioni)


Cuore Russo è una raccolta di poesie che descrivono un percorso, quello umano dell’autrice, dall’adolescenza alla prima maturità. Si passa lentamente dal romanticismo e dall’innocenza dei primi componimenti a composizioni più amare ma più sincere, nelle quali le parole non vengono selezionate per ammaliare il lettore bensì per destarlo dal torpore e dall’indolenza della contemporaneità. Ogni affermazione è netta, diretta, a volte spietata. Il tema dell’amore è un filo conduttore, anch’esso comunque indagato da più angolazioni, senza retorica. La Russia appare, scompare, per poi ricomparire come sfondo di una vicenda umana tutta al femminile. Poesie come appunti di viaggio, con tante immagini simili a scatti fotografici, scritte di getto e con semplicità per permettere attraverso la lettura di ricordare nitidamente l’esperienza vissuta e poter volgere lo sguardo sempre e comunque verso il futuro.

Carla Piermarini nasce a Fermo nel 1979. Nel 1998 si diploma presso il Liceo Scientifico “T. Calzecchi Onesti”, dove, durante il triennio, ha l’opportunità di studiare la lingua russa. L’interesse e la passione che la civiltà letteraria russa suscita nell’autrice la spingono a laurearsi nel 2004 in Lingue e Letterature Straniere, presso l’Università “La Sapienza” di Roma, con una tesi sulle liriche italiane di Nikolaj Gumilëv, raffinatissimo poeta russo del primo Novecento. Le lingue, la poesia e l’amore per i viaggi sono le passioni che hanno guidato fino ad oggi le scelte umane e professionali dell’autrice, che attualmente lavora come insegnante nelle scuole secondarie di primo e secondo grado.

http://www.phasar.net/catalogo/libro/cuore-russo

"Cuore russo" di Carla Piermarini (Phasar Edizioni), 2009, €7, pp. 56

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“Comunicazione Cinematografica. Capire e scrivere il cinema” di Marco Paracchini (Phasar Edizioni)


"Comunicazione Cinematografica. Capire e scrivere il cinema" di Marco Paracchini (Phasar Edizioni)

Un manuale per conoscere le tecniche, il linguaggio e le dinamiche cinematografiche.
Un compendio interessante, moderno e destinato a tutti.

Fondamentale per gli studenti di cinema, comunicazione e marketing.
Indispensabile per chi vuole scrivere una sceneggiatura.
Illuminante per tutti coloro che amano quest’Arte e non ne hanno mai inteso a fondo i meccanismi.

Capire il Cinema – La Fase Letteraria – Il Paradigma Narrativo – Scrivere una sceneggiatura – La grammatica del film – Le regole cinematografiche – La politica fiscale italiana in ambito cinematografico.

Marco Paracchini lavora sui set audiovisivi dal 2000. Ha diretto spot, web format, cortometraggi e documentari. È docente di regia, relatore di scrittura creativa e docente di pubblicità audiovisiva.

Al volume hanno partecipato Guido Michelone (prefazione) e Dea Squillante (appendice finale).

"Comunicazione Cinematografica. Capire e scrivere il cinema" di Marco Paracchini (Phasar Edizioni), 2012, €18, ISBN: 978-88-6358-124-9

http://www.phasar.net/catalogo/libro/comunicazione-cinematografica-capire-e-scrivere-il-cinema

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Maggiori informazioni disponibili su
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“Come è nata la Bibbia. Introduzione generale alla sacra Scrittura” di Fabio La Gioia (Phasar Edizioni)


"Come è nata la Bibbia. Introduzione generale alla sacra Scrittura" di Fabio La Gioia (Phasar Edizioni)

Il libro tratta delle tematiche generali e previe alla lettura della sacra Scrittura.

Suddiviso in quattro parti, nella prima – LA BIBBIA E LE SUE PROPRIETÀ – si discutono argomenti quali la Rivelazione e la parola di Dio, l’ispirazione, il contenuto e l’unità, la «verità» della Bibbia. La seconda parte – IL CANONE BIBLICO – prende in esame la formazione del canone (insieme dei libri sacri e normativi), riflettendo poi sul significato dello stesso. La terza – IL TESTO BIBLICO E LA SUA TRASMISSIONE – indaga il modo in cui i libri sacri sono arrivati fino a noi e, grazie ai metodi di critica testuale, come si è risaliti a un testo il più vicino a quello originario (di cui non possediamo copia per alcun libro biblico). La quarta – ERMENEUTICA ED ESEGESI – è dedicata alla distinzione e investigazione dei due campi di studio scientifico della sacra Scrittura.

Attraverso questo percorso si cerca di rispondere a una domanda di fondo (da cui il titolo), sottesa a tutto il libro: «Come è nata la Bibbia?».

Fabio La Gioia, sacerdote della Diocesi di Gorizia, tra le sue pubblicazioni annovera: Comprendere il Nuovo Testamento, AdP 2007; Apocalisse. Rivelazione di Gesù Cristo alla sua Chiesa, Aracne 2008. Per Phasar Edizioni è uscito nel 2010: Introduzione al quarto vangelo e alle tre lettere di Giovanni. Dal 2005 insegna sacra Scrittura nell’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Trieste.

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“Cambiare con creatività”, Autori Vari (Phasar Edizioni)


"Cambiare con creatività", Autori Vari (Phasar Edizioni)

Le esperienze professionali e accademiche di diversi autori, che fanno parte della community di www.psicolab.net, hanno dato il via a un progetto sulla Formazione come strumento di cambiamento. Si tratta di punti di vista diversi su un campo, quello della Formazione Outdoor, ancora poco compreso e conosciuto. Uno sguardo creativo e al contempo rigoroso di formatori, coach, professori e giornalisti sul mondo della Formazione Esperienziale. Una Formazione vitale che si rinnova nei contenuti e nelle modalità, una Formazione sempre più necessaria sia in campo aziendale che personale, una Formazione che è percorso e stile di vita.

La decontestualizzazione dall’ambiente abituale, per effettuare attività insolite e maggiormente creative, è una delle chiavi per ottenere cambiamenti duraturi. Questo permette infatti di abbattere le diffidenze e porre tutti i partecipanti allo stesso livello di partenza: su un campo da rugby, su un palcoscenico o in un rifugio di montagna poco importa il mio ruolo aziendale o sociale. Tutti devono mettersi in gioco per contribuire al raggiungimento del risultato finale. In tali contesti diventa importante collaborare per svolgere compiti elementari o difficili. Così i partecipanti possono acquisire nuove capacità di relazionarsi, abbattere precedenti schemi e diffidenze, scoprire aspetti nuovi nei propri compagni e in se stessi.

Le organizzazioni si trovano continuamente a dover fronteggiare cambiamenti di ogni tipo, adattando i propri obiettivi, la propria struttura ed il modo in cui si pongono sul mercato. Per questo chiedono uno sforzo costante di adattamento e di miglioramento ai propri membri. E le nozioni teoriche e specialistiche, per quanto importanti nello svolgimento di qualsiasi professione, non sono sufficienti perché le persone, in una qualsiasi realtà, hanno bisogno di comunicare e di imparare continuamente per raggiungere il duplice e fondamentale obiettivo che garantisce il successo: essere soddisfatti soddisfando a nostra volta le aspettative dell’organizzazione.

Autori del libro: Fabio Croci, Laura Cioni, Giovanna Coppini, Paolo Svegli, Silvia Corridoni, Valentina Ristori, Angela Cardi, Stefania Ciani.
Curatore: Lapo Baglini.

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"Cambiare con creatività", Autori Vari (Phasar Edizioni), 2008, €12, ISBN: 978-88-6358-013-6, pp. 120

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“C’era una donna…” di Monica Negri (Phasar Edizioni)


"C’era una donna…" di Monica Negri (Phasar Edizioni)

Un racconto autobiografico, una denuncia morale sull’arroganza e l’indifferenza dei piccoli poteri.

"Questa storia nasce dalla necessità di esorcizzare quanto accaduto durante pochi anni che hanno cambiato la nostra vita. Quando abbiamo assistito al disgregamento fisico e morale di una persona a noi molto vicina e alla fine di un periodo sostanzialmente sereno, quando abbiamo scoperto quanto si può essere soli in mezzo agli altri e a quali livelli di meschinità possa giungere l’animo umano.

Una storia che non nasce come una denuncia, anche se moralmente deve essere considerata tale, ed è solo questa la ragione per cui non vengono volutamente fatti nomi.

Una storia vera, una storia come mille altre che si consumano nel quotidiano senza che quasi nessuno ne parli"

"C’era una donna…" di Monica Negri (Phasar Edizioni), 2000, €7,23, ISBN: 88-87911-02-9, pp. 112

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30 Novembre 2012 – “Vane alla Svizzera”, Mino De Santis in concerto a Bellinzona


Mino De Santis, ha percorso il Salento e la Puglia, in lungo e in largo, portando la sua musica e le sue storie nelle piazze della sua terra. Dopo essere già approdato in Trentino Alto Adige, in occasione dello Sky Wine 2012, accompagnato dagli Ululati di Lupo Editore, la nuova etichetta musicaleditoriale della talentuosa casa editrice salentina, si prepara ad un nuovo viaggio, un viaggio moderno e allo stesso tempo antico. È l’ora di una nuova “storia”, alla maniera di quegli emigranti che, tanti anni fa, andavano in Svizzera, con la speranza in tasca, questa volta per portare versi, musica, e cultura. Una tradizione artistica, quella a cui si lega De Santis, che costituisce un vero e proprio filone, e che in questi mesi è divenuta più che mai attuale.

Mino De Santis sarà a Bellinzona, il 30 novembre prossimo, ospite proprio di una persona che, come racconta De Santis nelle sue canzoni, è partita negli anni sessanta, lasciando la sua Galatone, per trovare fortuna. Questo tipo di occasioni di solito sono il pretesto per parlare di un artista e della sua arte, questa volta approfitterò per fare alcune domande al signor Alessandro Montefusco, che lavora in Svizzera da più di quaranta anni e che si è reso artefice di questa occasione di scambio tra il suo Salento e la sua Svizzera.

Sig. Montefusco, il 30 novembre prossimo, per festeggiare il 15° anno di attività dell’autocarrozzeria Isolabella, avete deciso di invitare Mino De Santis per tenere un concerto, invitando tutti i vostri amici e clienti più affezionati a quella che si prospetta essere una vera e propria festa, le chiedo, da quanto tempo lavora in Svizzera, e quali sono i ricordi a cui è più affezionato, sia in Italia che in Svizzera?

Sono in Svizzera dal 1966. Dopo il periodo scolastico ho iniziato a lavorare, precisamente dal 1970, nel Canton Jura a Delémont, dove la mia famiglia si era trasferita. I ricordi a cui sono più affezionato di quel periodo è senz’altro il Salento della mia infanzia trascorsa a Galatone in contrada “Inferno” (braghe corte e piedi scalzi). Della Svizzera sicuramente ricordo di più gli amici della mia gioventù.

Le statistiche e i giornali ci raccontano di giovani italiani che, sempre più numerosi, studiano e accumulano la propria esperienza per partire e abbandonare il nostro paese; la sua esperienza è stata simile? Ci può raccontare come sono stati i primi anni, anche per i più giovani, come è stato avviare un’attività?

A 12 anni, al termine della prima media, raggiunsi la mia famiglia. Mio padre lavorava assieme a tanti altri Salentini nel Canton Jura (è il cantone di lingua francese). Lì completai i miei studi obbligatori e trascorsi il mio periodo di apprendistato come carrozziere, per 4 anni. L’attività in proprio la incominciai, per la prima volta, nel 1977, avevo 23 anni, per altri quattro anni.

In seguito provai altre strade professionali. Dopo avere messo su famiglia e dopo avere scoperto il Canton Ticino, dove il clima era sicuramente più favorevole rispetto alla Svizzera del nord, mi sono trasferito con la mia famiglia. In questo splendido Cantone dopo un periodo di lavoro come dipendente con mansioni di responsabilità presso una concessionaria di autovetture ho colto l’opportunità di rilevare una carrozzeria già esistente, spinto dal desiderio di lavorare in proprio. Ed è proprio questo obiettivo di indipendenza che mi ha incoraggiato a creare e sviluppare la mia impresa. La motivazione che mi ha spinto a fondare la mia impresa è stata la fiducia nelle mie capacità di artigiano.

Dopo tanti anni, grazie al suo lavoro, lei si sarà perfettamente integrato nella sua città; cosa si sente di suggerire a qualcuno che volesse intraprendere il suo stesso percorso?

Se dovessi aggiungere ancora qualcosa a quanto scritto più sopra suggerirei di sviluppare le proprie capacità e metterle al servizio degli altri lavorando con professionalità, con lo spirito di servizio nei confronti degli altri e non mettere per forza come primo scopo l’arricchimento.

Mino De Santis, nelle sue canzoni, affronta spesso il tema dell’emigrazione e del lavoro, mostrandone tutti gli aspetti, può darci anche lei il suo augurio e invito al concerto del 30 novembre?

Mino De Santis nella sua canzone “Vane alla Svizzera” tratta il tema dell’emigrato con molto sarcasmo, sarcasmo che condivido in parte anche perché parallelamente esiste un’emigrazione salentina che ha saputo integrarsi perfettamente nella società svizzera raggiungendo dei traguardi tutto rispetto e arricchendosi di questa nuova realtà, senza per questo rinnegare le proprie radici. Invito quindi tutti quelli che lo desiderano a raggiungerci il 30 novembre per festeggiare con noi.

“Bus de la Lum. Foiba infame e discussa” di Silvano Mosetti (Phasar Edizioni)


"Bus de la Lum. Foiba infame e discussa" di Silvano Mosetti (Phasar Edizioni)

Sull’estremo confine del Friuli-Venezia Giulia, pochi metri al di qua del Veneto, si apre un inghiottitoio naturale profondo 180m: il Bus de la Lum. Esplorato la prima volta nel 1924 dalla Società Alpina delle Giulie, nel 1949 l’Autore portò il suo Gruppo a una riesplorazione, trovando sul fondo i resti di parecchi infoibati. Un anno dopo, su incarico del Ministero Difesa-Esercito, lo stesso Gruppo dei triestini riportò in superficie quanto restava di ventotto salme, sospendendo il recupero per la presenza di alcune bombe inesplose. La narrazione riesce a scavare nel dolore di una madre, emblema di tutti i parenti di infoibati, un sentimento di commossa rassegnazione e consente di sperare in una totale pacificazione etnica con gli Slavi, oggi auspicata ma non ancora pienamente realizzata.

Silvano Mosetti è nato nel 1924 a Trieste, dove muore l’8 marzo 2008.
Presidente del Gruppo Triestino Speleologi dal 1949 al 1957, vi è rimasto socio per ventisei anni. Dopo vari incarichi ecclesiali, assolti sia in ambito locale sia a livello nazionale, è stato presidente diocesano di Azione Cattolica nel capoluogo giuliano per due mandati triennali conclusi nella primavera 1983. In “Chi ha sete venga”, pubblicato dalla Elle Di Ci alla fine del 1995, ha curato una copiosa raccolta di schede per i “centri di ascolto” operanti in varie diocesi italiane.

Nel concorso letterario “L’Autore”, indetto nel 2002 per opere inedite da Firenze Libri, su 1466 partecipanti anche stranieri alle tre sezioni (narrativa, poesia, varia), è risultato tra i diciassette finalisti per la narrativa con “Noi degli abissi”, stessa opera qui presentata col titolo “Bus de la Lum”.

"Bus de la Lum. Foiba infame e discussa" di Silvano Mosetti (Phasar Edizioni), 2008, 12€, ISBN: 978-88-6358-001-3, pp. 184

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28 Novembre 2012 – “Il paesaggio salentino di Roberto Rocca”. Mostra fotografica al Note di vino di Ruffano


Note di vino
presenta

MOSTRA FOTOGRAFICA
"Il paesaggio salentino di Roberto Rocca"

Mercoledì 28 Novembre 2012
Ore 19.30

"Note di vino" – Ruffano
Via Vittorio Veneto, 55

Roberto Rocca nasce e vive a Taurisano, in provincia di Lecce. Inizia la sua carriera ‘paparazzando’ vip, ma durante gli appostamenti scopre l’amore per il suo Salento e la passione per la fotografia paesaggistica. Un modo per non poter mai smettere di immortalare sulla pellicola la sua modella più bella, che ritrae di giorno, di notte, abbandonata sotto il sole, oppure nascosta dietro un cielo gonfio di pioggia. Roberto Rocca, tra le sue pubblicazioni, annovera ampi servizi per la Rizzoli, nella rivista DOVE e I VIAGGI DEL SOLE; la GUIDA PUGLIA edita da Giunti Editore; con l’editore Mondadori per la rivista DIVA E DONNA e CHI; e con Hachette Rusconi per la rivista GENTE, oltre a numerose copertine di libri. È prossima la pubblicazione di un suo volume fotografico interamente dedicato al Salento.

«Le mie foto – racconta Rocca – sono degli scatti molto semplici. Non vado alla ricerca di inquadrature particolari. In compenso, però, sono molto pignolo con la luce e i colori, e quindi cerco in ogni paesaggio di far uscire il meglio che può dare. ».

Aperitivo con degustazione guidata da un sommelier della Cantina Materdomini.

Note di Vino – Nel cuore del Salento, a Ruffano (LE), dalla passione per l’enogastronomia e per la musica nasce l’enoteca wine bar «Note di Vino». Esperienza nella selezione e nella scelta delle bevande e dei cibi, il tutto accompagnato da una ricercatissima selezione musicale: jazz, blues, rock… dai concerti che settimanalmente vengono organizzati e dalle jam session dei musicisti/clienti a cui viene messo a disposizione il palco con tutta la strumentazione (chitarra, batteria, pianoforte.

Info:
http://www.note-di-vino.it/
Tel +39 340 33 86 316/ +39 340 90 98 835
Via Vittorio Veneto, 55 – 73049 Ruffano (LE) – Italia

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“A piedi nudi sulla sabbia” di Giovanni Galperti (Phasar Edizioni)


"A piedi nudi sulla sabbia" di Giovanni Galperti (Phasar Edizioni)

Doveva pensare a qualcosa il profeta Isaia quando diceva: «Come sono belli sui monti i piedi del messaggero che annunzia la pace che annunzia la salvezza».

Poteva magari pensare al mio catechista Daniel, della missione di Gounou Gan al Ciad, nel bel mezzo dell’Africa. Io a Isaia e a queste sue parole pensavo ogni volta che vedevo Daniel togliersi le scarpe – se scarpe potevano essere – e venire davanti all’altare, sempre all’ombra di un albero, per commentare il Vangelo.

Non ho capito né Isaia né il Vangelo. E neppure il gesto di Daniel.

Daniel sorriderebbe, se leggesse, sorpreso di ritrovare qualcosa di se stesso in queste pagine scritte – a piedi nudi – dopo e prima averlo conosciuto.

Qualcosa cui non aveva mai pensato.

"A piedi nudi sulla sabbia" di Giovanni Galperti (Phasar Edizioni) , Phasar Edizioni, 8,00€, 978-88-63580-63-1, pp. 112, 2010

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25 Novembre 2012 – Stefano Benni con “Di tutte le ricchezze” al Feltrinelli Point di Lecce


FELTRINELLI POINT di Lecce OSPITA
IL ROMANZO “DI TUTTE LE RICCHEZZE” (Feltrinelli) di Stefano Benni

L’autore si renderà disponibile a firmare le copie del libro, accogliendo ben volentieri domande dai lettori convenuti.

Domenica 25 novembre 2012 ore 11.00
Feltrinelli point – via Cavallotti 7/a – 73100 – Lecce – Italia

La libreria Feltrinelli non perde occasione di presentare ghiotte opere letterarie come il romanzo “Di tutte le ricchezze” – ai lettori leccesi e non – che non possono non accogliere quest’opportunità di arricchimento culturale accompagnato dalla simpatica e poliedrica figura di Stefano Benni, un autore acuto e frizzante, l’ideale insomma per una domenica mattina di novembre.

Martin è un maturo professore e poeta che si è ritirato a vivere ai margini di un bosco: è una nuova stagione della vita, vissuta con consapevolezza e arricchita dai ricordi e dalle conversazioni che Martin intrattiene con il cane Ombra e con molti altri animali bizzarri e filosofi. In questa solitudine coltiva la sua passione di studioso per la poesia giocosa e per il Catena, un misterioso poeta locale morto in manicomio.

Questa tranquillità, che nasconde però strani segreti, è turbata dall’arrivo di una coppia che viene a vivere in un casale vicino: un mercante d’arte in fuga dalla città e Michelle, la sua bellissima e biondissima compagna. L’apparizione di Michelle, simile a una donna conosciuta da Martin nel passato, gonfia di vento, pensieri e speranze i giorni del buon vecchioprofessore. Il ritmo del cuore e il ritmo della vita prendono una velocità imprevista. Una velocità che una sera, a una festa di paese, innesca il vortice di un fantastico giro di valzer.

Leggende, sogni, canzoni, versi di un poeta che la tradizione vuole folle e suicida, telefonate attese, contattisti rock, cinghiali assassini, visite di colleghi inopportuni, comiche sorprese, goffi corteggiamenti e inattese tentazioni – tutto riempie di nuova linfa una stagione che si credeva conclusa, e che si riapre sul futuro come un’alba. Martin e tutti quelli che lo circondano sembrano chiusi in un bozzolo di misteri: si tratta di attendere la farfalla che ne uscirà.

Stefano Benni scrittore, giornalista, poeta, sceneggiatore, drammaturgo e umorista italiano. Ha collaborato con settimanali “l’Espresso” e “Panorama”, quotidiani come ”la Repubblica” e “Il manifesto”, autore televisivo. Ha scritto numerosi romanzi, autore di racconti e opere teatrali.

Info
Feltrinelli Point
via Cavallotti 7/a, 0832/331999
www.lafeltrinelli.it

Comunicato stampa di KEN LOACH sul PREMIO del TORINO FILM FESTIVAL


"È con grande dispiacere che mi trovo costretto a rifiutare il premio che mi è stato assegnato dal Torino Film Festival, un premio che sarei stato onorato di ricevere, per me e per tutti coloro che hanno lavorato ai nostri film.

I festival hanno l’importante funzione di promuovere la cinematografia europea e mondiale e Torino ha un’eccellente reputazione, avendo contribuito in modo evidente a stimolare l’amore e la passione per il cinema.

Tuttavia, c’è un grave problema, ossia la questione dell’esternalizzazione dei servizi che vengono svolti dai lavoratori con i salari più bassi. Come sempre, il motivo è il risparmio di denaro e la ditta che ottiene l’appalto riduce di conseguenza i salari e taglia il personale. È una ricetta destinata ad alimentare i conflitti. Il fatto che ciò avvenga in tutta Europa non rende questa pratica accettabile.

A Torino sono stati esternalizzati alla Cooperativa Rear i servizi di pulizia e sicurezza del Museo Nazionale del Cinema (MNC). Dopo un taglio degli stipendi i lavoratori hanno denunciato intimidazioni e maltrattamenti. Diverse persone sono state licenziate. I lavoratori più malpagati, quelli più vulnerabili, hanno quindi perso il posto di lavoro per essersi opposti a un taglio salariale. Ovviamente è difficile per noi districarci tra i dettagli di una disputa che si svolge in un altro paese, con pratiche lavorative diverse dalle nostre, ma ciò non significa che i principi non siano chiari.

In questa situazione, l’organizzazione che appalta i servizi non può chiudere gli occhi, ma deve assumersi la responsabilità delle persone che lavorano per lei, anche se queste sono impiegate da una ditta esterna. Mi aspetterei che il Museo, in questo caso, dialogasse con i lavoratori e i loro sindacati, garantisse la riassunzione dei lavoratori licenziati e ripensasse la propria politica di esternalizzazione. Non è giusto che i più poveri debbano pagare il prezzo di una crisi economica di cui non sono responsabili.

Abbiamo realizzato un film dedicato proprio a questo argomento, «Bread and Roses». Come potrei non rispondere a una richiesta di solidarietà da parte di lavoratori che sono stati licenziati per essersi battuti per i propri diritti? Accettare il premio e limitarmi a qualche commento critico sarebbe un comportamento debole e ipocrita. Non possiamo dire una cosa sullo schermo e poi tradirla con le nostre azioni.
Per questo motivo, seppure con grande tristezza, mi trovo costretto a rifiutare il premio."

Ken Loach – 21 novembre 2012

http://cinemabendato.it/index.php/news-cinema/item/723-ken-loach-rifiuta-il-premio-assegnato-dal-torino-film-festival-le-motivazioni

dal 24 Novembre 2012 al 5 Gennaio 2013 – Monopoli (BA) – LA TENSIONE DELLA FORMA


LA TENSIONE DELLA FORMA

Galleria SPAZIOSEI Via S. Anna, 6 – Monopoli (BA)
dal 24 novembre 2012 – 05 gennaio 2013

Vernissage Sabato 24 novembre 2012, alle ore 19.00

ARTISTI: Giuseppe BELLINI, Uccio BIONDI, Miki CARONE, Claudio CUSATELLI, Fernando DE FILIPPI, Emilio D’ELIA, Giulio DE MITRI, Mario DI CANDIA, Piero DI TERLIZZI, Iginio IURILLI, Sandro MARASCO, Franco MENOLASCINA, Alessandro PASSARO, Francesco SISINNI, Beppe SYLOS LABINI, Natalino TONDO

Con il patrocinio di Regione Puglia, Provincia di Bari, Città di Monopoli.

[catalogo in galleria]

“Una tensione verso la forma, intesa come capacità di trasfigurazione della materia e di approdo allo svelamento di un senso interno, attraversa i territori dell’arte italiana nell’arco di oltre cinquecento anni, costituendo così il filo rosso capace di dare identità all’immagine italiana” (Achille Bonito Oliva, Il tallone di Achille, 1988).

«Nel concepire una mostra corale di artisti di area pugliese – alcuni residenti altrove da tempo – di varie generazioni, tra maestri consolidati della ricerca sperimentale e giovani presenze con Mina Tarantino abbiamo deciso di confrontarci su una traccia essenziale che continua a marcare indagini di varie ascendenze culturali, orientandosi specialmente sul fronte della pittura e della scultura», scrive in catalogo il critico d’arte Lorenzo Madaro: «abbiamo così prediletto un dialogo dichiarato tra immagine e astrazione, rigore minimale e esplosione materiche, sempre all’interno di quel processo di tensione verso la forma che invade le superfici e sfonda i margini della rappresentazione per giungere al suo stesso grado zero. Documenta una performance di alcuni anni fa la fotografia contenuta in un box retroilluminato di Giuseppe Bellini: un corpo avvolto da membrane transgeniche evidenzia probabilmente l’interesse verso una dimensione ibrida e mutante dell’esistenza. Uccio Biondi recupera il disegno, associandolo a zapping pittorici e a inserti fotografici, esortando così a riflettere sull’immagine e sulle sue declinazioni sociologiche. Ieratica appare la donna effigiata da Mario Di Candia, modellata prelevando particolari e fisionomie dalla plastica arcaica e da certa tradizione popolare meridionale, ma sempre riconoscibile nella sua atemporale caratterizzazione. Miki Carone preleva, con l’ironia che contrassegna la sua ricerca, i gusci dei frutti del mare di Polignano, per reinventarli e comporre dal loro assemblaggio un grande fiore. Claudio Cusatelli predilige invece l’auto rappresentazione, mediata dall’immagine della sua impronta digitale, dove i ghirigori grafici propongono sempre nuovi percorsi visuali della mente.
Severa appare l’installazione di Emilio D’Elia, che stempera l’aurea totemica di una massa antropomorfa, approdando a un contrasto cromatico netto, tra blu intensi e contraccolpi dorati che lo riportano idealmente nella sua Puglia, dopo la pluridecennale permanenza parigina.
La grammatica pittorica e l’attenzione verso oggetti in apparenza ordinari rivelano una simbologia alchemica nella ricerca di Piero Di Terlizzi, che propone una tensione sottile tra geometrie del quotidiano e forme dell’immaginazione e del mito (in questo caso riferite al Filo di Arianna), sempre all’interno di quel suo lungo discorso concettuale che l’ha sempre visto coerentemente schierato dalla parte della pittura. Distante dall’attenzione verso iconografie universali, con chiari accenti politici e antropologici, della sua ricerca passata, Fernando De Filippi da circa un decennio ricostruisce attentamente profili di palme esotiche o di alberi della sua memoria privata (quelli della periferia milanese), recuperando – ma lui invero non l’ha mai tralasciata – una pratica raffinata del disegno e della pittura. La tensione verso la forma di Giulio De Mitri è indirizzata invece verso immagini custodite in teche illuminate, che preservano intatta l’identità giovane e fragile dell’angelica figura effigiata. La luce che emana l’opera rivela ispirazioni ascetiche.
La palpabile voluttà delle forme plasmate da Iginio Iurilli è associata, ancora una volta, a un afflato scultorio arcano, che evidenzia la rielaborazione meditata delle forme della natura mediterranea e della sensualità muliebre. In contesti fiabeschi fluttuano le anonime figure dipinte da Sandro Marasco, che manifestano una dicotomia netta tra la muta vitalità del movimento e l’esplicita condizione di segregazione subacquea in cui dimorano inesorabilmente. Sembra decantare l’importanza della riflessione solitaria l’opera in mostra di Franco Menolascina, invitando il fruitore a una concentrazione armonica e incolume, sull’esempio della figura ritratta.
Una tensione vitalistica verso la pittura contrassegna invece il lavoro più recente di Alessandro Passaro, in cui l’impronta aggressiva, tra orme cromatiche e materia, non tradisce però quella sua costante attenzione verso la rappresentazione, attenta ai momenti di un’apparentemente banale quotidianità.
Francesco Sisinni propone grandi masse di persone che oziano su una spiaggia assolata, a margine di situazioni di sfruttamento e desolazione, rivelando così nei patterns le profonde contraddizioni di questo tempo. L’omino di Giuseppe Sylos Labini rivela una tensione sospesa e riflessiva di un uomo solo con se stesso. Sul lato opposto pare muoversi Natalino Tondo, quasi alla ricerca del grado zero della rappresentazione, che rammenta le lunghe dissertazioni concettuali degli anni Settanta e Ottanta, chiudendo così il percorso espositivo con sovrapposizioni minimali di fogli di carta colorata.
Emerge pertanto un panorama per forza di cose parziale, ma estremamente diversificato, che ribadisce la validità di quanto espresso nel 1988 da ABO e lascia naturalmente aperti nuovi spiragli, per nuove definizioni critiche».

La mostra resterà aperta sino a sabato 05 gennaio 2013.
Orario: da martedì a sabato, dalle ore 17.30 alle 20.30
Info: spaziosei – tel. 080.802.903 – cell. 339.61.62.515

www.sandromarasco.it

23 Novembre 2012 – Vedano al Lambro (MB) – POESIAPRESENTE – Per Antonia Pozzi


POESIAPRESENTE – Ultimo appuntamento novembre 2012
di Mille Gru, Associazione Culturale di Monza
www.poesiapresente.it
https://www.facebook.com/poesiapresente

POESIAPRESENTE – PER ANTONIA POZZI

AUDITORIUM CAVENAGHI

(Oratorio S. Stefano) Via S. Stefano 8, VEDANO AL LAMBRO
Venerdì 23 novembre ore 21.00
“ANTONIA – cero sui fiori d’autunno
omaggio ad Antonia Pozzi nel centenario della sua nascita
a cura di Mille Gru
INGRESSO GRATUITO.
Iniziativa promossa e sostenuta dal Circolo Culturale Don primo Mazzolari di Vedano

scrittura scenica di Federica Volpe
interpretata da Adriana Libretti
messa in scena Dome Bulfaro
videofondale di Elisa Tagliati e Federico Pagliarini

Venerdì 23 novembre alle 21.00 presso l’Auditorium M. Cavenaghi di Vedano al Lambro la scrittrice e attrice milanese Adriana Libretti, interpreterà con una lettura scenica Antonia Pozzi (1912-1936) in ANTONIA – cero sui fiori d’autunno. L’iniziativa è promossa e sostenuta dal Circolo Culturale Don Primo Mazzolari di Vedano al Lambro ed è ad ingresso libero. Questa lettura scenica è stata scritta appositamente dalla giovane poetessa brianzola Federica Volpe come omaggio ad Antonia Pozzi nel centenario della sua nascita: si compone di lettere originali, poesie e racconti nella quale si snoda la vita della poetessa di Pasturo fino all’incontro volontario con la morte a soli 26 anni.

L’interpretazione di Adriana Libretti, scrittrice, attrice e autrice di teatro restituisce con fedeltà l’intenzione della Volpe a cui premeva narrare il processo di trasformazione dell’anima della Pozzi.
Il videofondale realizzato da Elisa Tagliati e Federico Pagliarini (docenti del Liceo Artistico Statale “B. Munari” di Crema) intensifica questo principio attraverso la ripresa di una candela che da spenta torna alla sua totale luminosa integrità. Fotografie e lettere autografe della Pozzi, attraverso dissolvenze incrociate, scandiscono i momenti più fecondi e drammatici condensati nel testo drammaturgico.

PoesiaPresente, ancora una volta, sostenendo Federica Volpe si distingue per la volontà di promuovere i giovani autori di MB offrendo loro spazi, risorse e visibilità col solo fine di metterli nelle condizioni di poter esprimere a pieno tutta la loro poesia.

Federica Volpe nasce a Carate Brianza, dove tuttora vive, il 17 maggio 1991 (venerdì!), e ancora si chiede la ragione di questo suo folle gesto. Ha pubblicato la raccolta poetica LEMBI con Onirica Edizioni (2010)ed è presente con la silloge LA GOLA DEL CAPPIO nell’antologia di giovane poesia QUATTRO GIOVIN/ASTRI edita da Kolibris Edizioni (2010). Ha fondato, con Barbara Bracci, il sito poetico VIR-US POESIA. Vuole ridare alla poesia (e non "alla sua poesia", come avviene in troppi casi) il posto che le spetta, e solo per questo si tiene in vita.
Adriana Libretti è un’attrice, doppiatrice e scrittrice italiana. E’ stata allieva della Scuola Nazionale di Drammaturgia di Gioia dei Marsi, diretta da Dacia Maraini. Come doppiatrice, ha prestato la voce a vari personaggi di cartoni animati, telefilm e soap-opera. Sua la voce di Castalia in I Cavalieri dello Zodiaco; e quella di Michelle Bauer Santos (Nancy St. Alban) in Sentieri. In qualità di attrice cinematografica è stata la protagonista femminile del film di Angelo Ruta, Animali Felici , e compare nel cast di Fuori dal mondo, di Giuseppe Piccioni. Ha messo in scena diversi spettacoli da lei scritti e interpretati allo Zelig di Milano. Come scrittrice ha pubblicato Incontri di stagione (Zephyro Edizioni, 2004); Lettere a un cretino (ATì Editore, 2005); Un dolore senza fissa dimora (ATì Editore, 2008) e il recentissimo “Linfe. Romanzo vegetale” (Vidya editore, 2012) con CD audio allegato.

POESIAPRESENTE – POETRY THERAPY A BELLINZONA (CH)
c/o CASTELLO DI SASSO CORBARO A BELLINZONA (CH)

Venerdì 30 novembre ore 17.00

CAS Certificate of Advanced Studies in Etica Clinica e Medical Humanities

ACCESSO RISERVATO AI SOLI ISCRITTI.

Co-organizzato da SUPSI (Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana)

Venerdi 30 novembre dalle 08.30 alle 17.00 presso il Castello di Sasso Corbaro a Bellinzona (Svizzera)il poeta Fabiano Alborghetti terrà un intervento nel modulo di formazione CAS Certificate of Advanced Studies in Etica Clinica e Medical Humanities co-organizzato da SUPSI (Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana ) e dall’Osservatorio per le Medical Humanities.
Obbiettivi del modulo di formazione –indirizzato agli operatori delle professioni mediche e sanitarie- sono:
– Apprendere una metodologia che faciliti la presa di decisione in situazioni complesse e nelle pratiche cliniche quotidiane;
– favorire il confronto delle idee e delle prospettive fra le diverse figure coinvolte nel processo di cura
– offrire, in ottica interdisciplinare, strumenti che siano di aiuto nella pratica professionale per dirimere conflitti e controversie fra i diversi attori che popolano la scena della cura.

Relatori:
Fabiano Alborghetti, poeta, critico letterario e direttore artistico per la Svizzera della rassegna PoesiaPresente;
Guenda Bernegger; filosofa, master in medical humanities dell’Università dell’Insubria, dottoranda all’Università di Losanna, collaboratrice dell’Osservatorio per le Medical Humanities della SUPSI
Paolo Cattorini, medico e filosofo, professore ordinario di Bioetica alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi dell’Insubria;
Graziano Martignoni, medico psicanalista, professore SUPSI e responsabile dell’Osservatorio per le Medical Humanities della SUPSI, docente alle Università di Friborgo e dell’Insubria.

POESIAPRESENTE – I LIBRI MILLE GRU A LUGANO (CH)

c/o GALLERIA MYA LURGO

piazza della Riforma 9, Lugano
Giovedì 13 dicembre ore 18.00
“TITA su una gamba sola” di Patrizia Gioia
“MILANO ICTUS” di Dome Bulfaro
e “POEMS” di Ziba Karbassi
editi da Mille Gru
Presentati da Patrizia Gioia, Fabiano Alborghetti e Dome Bulfaro
INGRESSO GRATUITO.
tel.+41 (0) 91.911.88.09

Mya Lurgo
tel. +41 (0) 79.626.70.38
www.myalurgo.ch <http://www.myalurgo.ch>

POESIAPRESENTE – TITA A VENEZIA

c/o PATRONATO DEI FRARI

San Paolo 2464/Q – calle dietro l’Archivio, Venezia
Lunedì 17 dicembre ore 17.30
“TITA su una gamba sola” di e con Patrizia Gioia
edito da Mille Gru/ SpazioStudio 2012
INGRESSO GRATUITO.
Iniziativa a cura de “La Settima Stanza” – scuola di poesia

POESIAPRESENTE – SEGNALAZIONE

SpazioStudio e Fondazione Arbor sono lieti di segnalare e invitare: Philo scuola superiore di pratiche filosofiche presenta

– giovedì 29 novembre 2012- ore 21.00-23.00
"’E’ il silenzio al di sopra dei mille santuari sparsi nel mondo’ (Bruno Hussar)”
, con Anna Barbara, Patrizia Gioia, Romano Màdera, incontro di presentazione del ciclo "Dove soffia lo spirito. Incontri e confronti di spiritualità laica". Ingresso libero e gratuito
http://www.scuolaphilo.it/eventi-2012-13-dovesoffialospirito.html

– martedì 11 dicembre 2012 – ore 21.00-23.
00
"La metamorfosi come valore: rileggere Hesse a cinquant’anni dalla morte”. Serata a ingresso libero e gratuito dedicata a Hermann Hesse, in collaborazione con Mondadori, Frigoriferi Milanesi, IDN Media Relations
http://www.scuolaphilo.it/eventi-2012-hesse-mondadori-dicembre.html

23 Novembre 2012 – Roma – CicloInVerso per “Love, peace and bike”


Venerdì 23 Novembre 2012 – Ore 19.30
Sala Ouverture, Via Tripoli 22 – Roma

Cabaret, arte e jazz incontrano il progetto “Love, peace and bike” a Roma il prossimo venerdì 23 novembre

Il prossimo 23 novembre 2012, a partire dalle 19,30, presso la Sala Ouverture in via Tripoli 22 il progetto Love, Peace and Bike sarà ospite della serata di “Jazz – Cabarté” con alcuni libri in viaggio. La serata è con Elisabetta Tucci, il duo Giulia Salsone e Bruno Zoia, Chiara Pavoni e Maddalena Rizzi e prevede Jazz e Fun DJ Set. Info e prenotazioni al 3472591856.

Con l’occasione, attraverso alcuni interventi a tema con la serata, sarà introdotto il progetto stagionale e le prossime tappe in corso di organizzazione per il mese di dicembre. Verrà inoltre proposta una performance tratta da “La ragione nell’amore” con Vincenza Fava ed Enrico Pietrangeli.

Love, Peace and Bike è un progetto aperto dell’Associazione Culturale CicloInVerso che vedrà interagire bicicletta e cultura per l’intera stagione attraverso il suo sito e la pagina FB (www.cicloinverso.comwww.facebook.com/cicloinverso).

Inaugurato lo scorso 19 agosto attraverso una diretta streaming, si propone d’incontrare e collaborare con più soggetti in un work in progress che, insieme ad alcune tappe frazionate su tutto il territorio, sarà costituito, in primo luogo, coi libri, sia quelli in viaggio che quelli da incontrare sul territorio.

23 Novembre 2012 – Imola – Concerto a cura di “ORGANI antichi”


Direzione artistica Andrea Macinanti

IMOLA – CHIESA DI S. GIACOMO NEL CARMINE

Venerdì 23 Novembre / ore 20.45

Tromba: LUIGI FAGGI GRIGIONI
Organista: MAURO FERRANTE

L’immancabile appuntamento di questa stagione dedicato all’organo e alla tromba vede protagonisti un duo trentino collaudato e già ospite molto apprezzato della scorsa stagione di “Organi antichi”. Il programma è incentrato sulla magnificenza musicale barocca europea, dall’italiano Viviani al francese F. Couperin, passando per il tedesco, naturalizzato inglese Haendel. Mauro Ferrante completa il programma con alcuni capolavori a organo solo dei più sommi organisti e compositori dell’epoca: il preludio al Corale Wachet auf, ruft uns die Stimme di J.S. Bach e un preludio D. Buxtehude.

Concerto a ingresso libero

La rassegna riceve il sostegno della CAMERA DI COMMERCIO DI BOLOGNA, della FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO IN BOLOGNA, della FONDAZIONE DEL MONTE DI BOLOGNA E RAVENNA, della MANUTENCOOP, di CULTURA MUSICALE GANZANIGO, della COOP RENO, del Comitato gemellaggio Granarolo-Bagneres, dell’ASCOM, della CROCE ROSSA, oltre al fondamentale apporto sia economico sia organizzativo dei Comuni coinvolti nella rassegna.

Si ringraziano le Reverende Curie di Bologna e Imola e tutte le Comunità Parrocchiali che ospitano i nostri concerti per l’attiva collaborazione.

La rassegna ha il patrocinio del Comune di Bologna e della Camera di Commercio di Bologna.

In collaborazione con il Conservatorio «G.B. Martini» di Bologna.

PER INFORMAZIONI:
Associazione Organi Antichi, un patrimonio da ascoltare

Via de’ Carbonesi 6, – 40123 Bologna
Tel. segreteria
www.organiantichi.org

Su Marco Montanaro alla maniera di un noto giallista di quelli che vanno in tv


[Interno Studio. Sagome di scrittori sparsi nello studio. Sagoma di amici e conoscenti di Marco Montanaro in bianco e nero sullo sfondo. Sagoma di Marco Montanaro a colori in primo piano. Luci].

“Romanzi. Parole. Persone. Dietro i libri si nascondono persone, dietro i romanzi si nascondono autori, raccontatori di storie. Storie. La storia di Marco Montanaro è una di queste. Marco Montanaro nasce nel 1982, l’anno dei Mondiali, l’anno di Pertini, l’anno in cui frequentavo la seconda elementare e l’anno in cui ho ambientato buona parte del mio secondo romanzo, un anno magico che a pensarlo viene in mente il Salento di pomodori da spremere per fare la salsa, con le bottiglie bollenti avvolte in panni, dentro le tinozze di metallo, a bagnomaria. Ma Marco Montanaro, nato in provincia di Brindisi, non si interessa di bottiglie bollenti avvolte in panni, né di tinozze di metallo, a dire il vero Marco Montanaro si interessa di poco e conduce una vita molto simile a quella dei suoi coetanei, trascorrendo gli anni novanta e diventando maggiorenne proprio nel duemila. Eh già, perché nel duemila, l’anno del millenium bug, Marco Montanaro diventando maggiorenne inizia a prendere consapevolezza di sé, così vuole lo stato italiano, così vuole quella realtà – anche letteraria – nei confronti della quale Marco Montanaro, fino a quel giorno, non ha compiuto nessuna azione oltraggiosa.

“Fin qui tutto bene” è la frase che ci viene in mente, già, fin qui tutto bene, fino al giorno in cui Marco Montanaro non inizia a scrivere e pubblicare un po’ di racconti in giro. È l’inizio per lui, che d’ora in poi chiameremo l’autore, di un percorso iniziatico e iniziativo, che lo condurrà in luoghi ancora inesplorati. “Sono un ragazzo fortunato” (Lupo Editore/Coolibrì) è il titolo della sua prima raccolta di racconti, prima pubblicazione arrivata dopo una serie di altre pubblicazioni, alcune delle quali anche su questo canale. L’autore, che fino a quel momento aveva condotto una vita normale al riparo dall’esposizione episodica contro cui il libro lo avrebbe scaraventato, ebbene, l’autore compie un gesto di chiusura. Un gesto che ci aiuterà a capire ciò che accadrà nel seguito della nostra storia.”

[Spot pubblicitari. Spot di dado gelatinoso che si scioglie nella pentola. Spot di scheda telefonica promozione 2000 sms verso chi vuoi tu, autoricarica quando ti chiamano, navigazione su internet anche quando non c’è campo. Spot di fiction rai ambientanta subito dopo poco prima del boom economico, tra gli anni cinquanta e sessanta, nella quale un noto pasticciere troskista decide di intraprendere la carriera di scrittore. Fine intervallo spot 1].

“Dicevamo quindi del gesto inedito di Marco Montanaro. Ebbene, SURF, “Sono un ragazzo fortunato”, è il suo libro, intanto perché questo titolo. Molti di voi ricorderanno la canzone di Lorenzo Cherubini, aka Jovanotti, alla quale rimanda questo titolo. Ebbene, la citazione dell’autore è una citazione nella citazione che si riferisce al momento in cui, nel film “Aprile” di Nanni Moretti, il regista canta questo testo. Tenete questo particolare bene a mente perché risulterà importante nel seguito di questa storia. La storia di Marco Montanaro. L’autore dicevamo, uscito il suo libro, anziché presentarlo decide di compiere un viaggio, un lungo viaggio. Si reca in un negozio di articoli sportivi, uno di quei grandi negozi che sono vicini ai centri commerciali dei capoluoghi di provincia, e acquista tutto il necessario per il viaggio. Tutto ciò accade pochi anni fa, ci avviciniamo ai giorni nostri. L’autore nel suo viaggio incontra diverse persone, libri, musica, tanta musica. E poi un giorno ritorna. Ritorna sul suo libro, ritorna a una realtà abbastanza ostile, e qui fa affidamento su un particolare che in questa storia non avevamo ancora menzionato. Un particolare importante.

[Spot pubblicitari. Spot di crema per massaggi sessuali rilassanti acquistabile da chiunque in qualsiasi supermercato. Spot di ultimo libro di Federico Moccia, quello che quando entri in libreria il libraio per spiegarti di che cosa si tratta ti dice che si tratta di un ‘libro per adulti’, ovvero sia di un libro che Moccia ha ‘rivolto a un pubblico adulto’ al contrario dei precedenti rivolti ai ragazzini, e pensi che è una stronzata perché la cosa più bella di quando si era ragazzini era proprio il fatto di leggere libri rivolti a un pubblico adulto, come ad esempio “Le 120 Giornate di Sodoma di Sade”, senza nessuno che ti imponesse steccati nel gusto e nelle letture, allora quando il libraio ti dice, Moccia ha scritto un libro ‘per adulti’ tu nemmeno lo acquisti perché hai paura di trovare un fallo nella prima pagina, appena aperto, o una vulva, o qualcosa di simile. Spot che ti ricorda di pagare il canone Rai in tempo, operazione da eseguire quando siete allo stremo delle forze per tutti gli spot che avete visto. Fine Intervallo spot 2. Luci].

“Quindi, dicevamo, il Grunge. Il grunge è l’elemento che inquadra l’opera iniziale di questo autore, compreso i racconti successivi a SURF. In Italia, dopo l’uccisione per un attentato in volo di Enrico Mattei e dopo la strage del treno Italicus, non si è mai avuta una letteratura propriamente Grunge; e non si mai avuta una letteratura propriamente Grunge nemmeno dopo il ritrovamento dei diari di Moro, nella nota intercapedine. Anzi, negli anni novanta, per via della grande fascinazione che una pellicola come Pulp Fiction impose nei crani editoriali, la moda del “pulp” fu l’etichetta sotto cui si misero in evidenza diversi giovani autori. Una reclame incredibile, se si pensa che poco prima lo scouting di letteratura scritta da giovani si era arenato appena dopo le ricerche di Pier Vittorio Tondelli. Ecco, finita la stagione del pulp, scavalcammo il Grunge e ci trovammo nel duemila senza avere una Grunge Literature degna di questo nome. Una letteratura cioè prodotta dai nati negli anni settanta che ne avevano diciotto negli anni novanta. Tutto il resto è una malinconia strutturale che Marco Montanaro, e qui arriviamo a un punto saliente della vicenda, sa trasformare in arma contro l’appiattimento cerebrale di massa, imponendo al lettore la ‘partecipazione’. Già perché in momenti di condivisione virtuale due punto zero è difficile trovare autori che trovino l’umiltà sufficiente per staccarsi dal proprio libro come opera compiuta e comprendano che il proprio libro è una merce, non un feticcio, smettendo tuttavia di essere feticisti del proprio libro per diventare feticisti della merce. Insomma, in soldoni, per organizzarsi in modalità che permettano di vendere il proprio libro senza annoiare. Ma soprattutto, come nel caso di Marco Montanaro, per non annoiare e vendere”. Al termine della presentazione di Marco Montanaro resta un frammento di pagina strappata. Lo stesso che si può vedere riprodotto nella sequenza fotografica alle mie spalle. Questo frammento di “Sono un ragazzo fortunato”

[Spot pubblicitari. Spot del Governo che invita tutti quanti i cittadini a rimanere chiusi in casa, sprangando porte e finestre, perché una nuova generazione di autori, affamata, in delirio, senza alcun freno, è oramai decisa a conquistare il paese. Spot del Papa. Spot del noto cane Spot. Fine Intervallo spot 3. Luci]

“Non si vedeva un libro così viralmente impegnato e intriso di realtà dai tempi di “Comizi d’amore” di Pasolini o della “Vita agra” di Luciano Bianciardi; finalmente un autore che fa fare al dialetto brindisino il suo mestiere, quello di lingua, inesplorata, inattesa, deflagrante”. Questo giudizio comparso sul più noto quotidiano nazionale, Cronache dalla Sera, è riferito a “La passione” di Marco Montanaro, il suo secondo libro, di cui ci occuperemo in una delle prossime puntate di questa serie, dove vi mostreremo anche le immagini inedite riferite al ritrovamento de “Il corpo estraneo”. [Fine prima puntata]

Non accontentarmi di piccole gioie quotidiane.


23 Novembre 2012 – Umberto Galimberti al Feltrinelli Point di Lecce


FELTRINELLI POINT di Lecce

OSPITA IL FILOSOFO ITALIANO
Umberto Galimberti e il suo
“CRISTIANESIMO. LA RELIGIONE DAL CIELO VUOTO” (Feltrinelli)

Umberto Galimberti sarà cordialmente disposto a firmare le copie della sua ultima pubblicazione

Venerdì 23 novembre 2012 ore 17.00

Feltrinelli point – via Cavallotti 7/a – 73100 – Lecce – Italia

La libreria “Feltrinelli point” della città barocca – accoglie senza remore la filosofia e lo fa ospitando un grande esponente della storia della filosofia italiana, Umberto Galimberti con la sua opera che affronta il tema del sacro. Cristianesimo. La religione dal cielo vuoto è un saggio che riaccende il dibattito sul significato che ha assunto la religione al giorno d’oggi ormai in crisi, incapace di comunicare un linguaggio nuovo, comprensibile e condivisibile con tutti.

Già nel 2000, Umberto Galimberti con le “Orme del sacro” si poneva la domanda di cosa fosse rimasto di autenticamente religioso in un’epoca come la nostra che più di altre registra un boom di spiritualità. Al di là delle fulgide apparenze, il Dio invocato in plurime lingue, in molti riti e nelle forme più svariate della religiosità, sembra essersi infatti definitivamente congedato dal mondo per lasciare null’altro che un desiderio infinito di protezione, conforto, rassicurazione: è solo il resto esangue della storia e della tradizione del cristianesimo, troppo arretrato per governare un tempo scandito dall’incalzante succedersi delle scoperte tecnico-scientifiche. Oggi la riflessione di Galimberti si è estesa e approfondita. Ma forse si può dire anche che la consapevolezza dell’importanza di questi temi è cresciuta in modo costante nel pubblico e che la ricerca di risposte sulla crisi del sacro si è ormai molto affrancata dalla guida della chiesa cattolica. In Cristianesimo, il filosofo parla a questo nuovo pubblico, tracciando le ragioni dell’afasia del sacro nel nostro mondo riconducendole, con un’argomentazione che non mancherà di causare dibattito, proprio alla natura del cristianesimo, così come realizzatosi nella storia dell’Occidente.

Umberto Galimberti (nato a Monza nel 1942), è stato dal 1976 professore incaricato di Antropologia Culturale e dal 1983 professore associato di Filosofia della Storia. Dal 1999 è professore ordinario all’università Ca Foscari di Venezia, titolare della cattedra di Filosofia della Storia. Dal 1985 è membro ordinario dell’International Association for Analytical Psychology. Autore di numerose opere filosofiche che come è noto sono incentrate sul tema della tecnica nella società occidentale contemporanea, del corpo e dell’anima.

Info
Feltrinelli Point
via Cavallotti 7/a, 0832/331999
www.lafeltrinelli.it