“Proust. Una sceneggiatura”, Harold Pinter (@Einaudieditore)


"Proust. Una sceneggiatura", Harold Pinter (Einaudi)

Traduzione di Elio Nissim
Traduzione di Maria Teresa Petruzzi

«L’anno in cui ho lavorato su Alla ricerca del tempo perduto è stato il miglior anno di lavoro della mia vita». (Harold Pinter)

Nei primi mesi del 1972 Nicole Stéphane, che possedeva i diritti cinematografici di Alla ricerca del tempo perduto, chiede al regista Joseph Losey se gli sarebbe piaciuto lavorare a una versione cinematografica del libro. E Losey ne propone la sceneggiatura a Harold Pinter, già suo stretto collaboratore per titoli come Il servo, L’incidente e Messaggio d’amore.

Per tre mesi, ogni giorno, Pinter legge la Recherche, e mentre legge prende centinaia di appunti: «ma alla fine mi ritrovai molto perplesso sul come affrontare un compito cosí enorme. L’unica cosa della quale ero sicuro era che sarebbe stato sbagliato cercare di fare un film concentrandosi su uno o due volumi, tipo La prigioniera o Sodoma e Gomorra. Se ciò non doveva essere assolutamente fatto, si sarebbe dovuto cercare di distillare l’intera opera, di incorporare i temi principali del libro in un insieme unico. Decidemmo che l’architettura del film dovesse basarsi su due principî primari e contrastanti: uno, un movimento, essenzialmente narrativo, verso la disillusione, e l’altro, piú intermittente, verso la rivelazione, che crescesse verso un punto in cui il tempo perduto è ritrovato e fissato per sempre nell’arte».

Nell’estate del 1972 Pinter compie numerosi viaggi in Francia: a Illiers, a Cabourg, a Parigi, per «impregnarsi» dei luoghi proustiani. In novembre la sceneggiatura è terminata e, dopo ulteriori tagli e limature, agli inizi del 1973 la versione rivista è pronta e definitiva, ed è quella che qui pubblichiamo.

"Proust. Una sceneggiatura" di Harold Pinter (Einaudi),
2005, Super ET, pp. 188, € 9,50, ISBN 9788806182045

“I dodici profeti” a cura di Elena Loewenthal (Einaudi)


I dodici profeti
a cura di Elena Loewenthal

Il racconto delle vite dei dodici «profeti posteriori» e di quella di Elia, l’ultimo «navi» prima dell’arrivo del Messia

Accanto alla solitudine del profeta, c’è l’invadenza divina. La voce che comanda la parola fa paura, è inopinata, giunge quando vuole e non perdona. Nella loro natura di individui, i profeti sono dei contenitori di questa ispirazione dal cielo che non guarda in faccia a nessuno. In un certo senso, «profeta» è una parola passiva, che subisce. E, diversamente dai patriarchi e dai condottieri, i profeti non hanno neppure l’onore delle armi, non riescono a cambiare il mondo ma soltanto a vederlo per quello che è. Quasi sempre restano inascoltati. (dall’introduzione di Elena Loewenthal)

«Questa raccolta contiene i passi dei libri dei Re che narrano l’epopea di Elia e il corpus che la tradizione cristiana chiama "profeti minori" ma che originariamente e nell’ebraismo sono definiti "i dodici profeti". Nel canone d’Israele, infatti, ci sono i cosiddetti "profeti anteriori", o meglio "primi profeti", che comprendono i libri di Giosuè, Giudici, Samuele e Re, mentre i "profeti posteriori", cioè "ultimi" , sono quelli propriamente detti, all’interno dei quali i libri minori sono raggruppati sotto il non casuale numero di dodici»: in questo nuovo volume della NUE, Elena Loewenthal ha tradotto i dodici profeti minori, accostandoli ai capitoli dei Re dedicati alla predicazione di Elia, la cui storia spicca tra le altre dei «navi» che incontriamo nella Bibbia per il suo valore paradigmatico. Infatti, «rispetto alle altre comparse nell’universo della profezia – continua la Loewenthal nell’introduzione -, la sua è una vera e propria epopea narrativa che si dispiega lungo diversi capitoli e meglio di ogni altra racconta com’era la vita del profeta».

Il lavoro di Elena Loewenthal ci restituisce la portata letteraria di questi testi che, anche attraverso la vicenda di Elia, ci permettono di esplorare da vicino lo «status» di profeta e il significato profondo della sua condizione: «la solitudine del profeta è indissolubile compagna della vocazione e dell’identità: i profeti sono decisamente i più individualisti di tutta la Bibbia, e non per scelta. Sono singolari di fronte al mondo, cosa che non capita mai agli altri protagonisti del tessuto sacro».

"I dodici profeti", a cura di Elena Loewenthal, NUE, €24,00, ISBN 978880621084-7

7 Maggio 2013 – Fausto Bertinotti alla Feltrinelli Point Lecce


Fausto Bertinottti
alla Feltrinelli Point Lecce

Alternative per il socialismo
Il sindacato c’è ancora?

Domani (martedì 7 maggio), alle ore 17.30, alla Feltrinelli Point di Lecce, Fausto Bertinotti presenterà il n. 25 di “Alternative per il socialismo”: “Il sindacato c’è ancora?”.

Numero monografico sul movimento sindacale italiano e internazionale, pone al pubblico un tema decisivo per la sinistra e, più in generale, per la stessa democrazia: quello del sindacato. L’approfondimento contiene un’analisi dello stato del “sindacato reale” in Europa (Germania, Spagna, Francia, Paesi dell’Est europeo), Stati Uniti e Cina, e l’esperienza italiana della Cgil con particolare attenzione al caso Fiat e al ‘marchionnismo’.

In questo numero sono raccolti gli articoli di Bertinotti, Garibaldo, Telljohann, Bulla, Merlo, Meardi, Sivini, Chan, Ngai, Baldissara, Pizzinato, T. Rinaldini, Agostinelli, Leonardi, Sai, Bonadonna, Campetti, Romagnoli, Terzi, Russo, Gianni, Cremaschi, Raparelli.

La rivista in questione, edita da Edizioni Alternative Lapis, nasce dalle ceneri di "Alternative. Rivista per il socialismo" (edita fra il 2004 e il 2006) con un nuovo progetto che si propone di ricercare un’alternativa al neoliberismo.

Nell’editoriale del primo numero, uscito il primo giugno 2007, Fausto Bertinotti sottolinea le linee guida della rivista:

"Alternative: ciò che è maturato nel nuovo secolo, nella critica della globalizzazione capitalista. La trasformazione (e l’autotrasformazione) delle soggettività come leva di un altro mondo possibile".

"Per il socialismo: una scelta che rimotiva questo percorso e questo possibile approdo sulla base di un’idea di società liberata e aperta. Liberata dallo sfruttamento e dall’alienazione capitalistica, aperta nella possibilità che offre a ciascuno e a ciascuna di vivere la libertà e la propria irriducibile differenza".

"Noi: ciò che è cresciuto nel cammino della rifondazione, vincendo le resistenze e operando le rotture necessarie, nel nuovo rapporto costruito con e nei movimenti".

Lecce – Via Felice Cavallotti 7/a
0832-331999