Leggere migliora [5] – Newsletter, 4 marzo 2017


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n. 5 // sabato 4 marzo 2017

Questa newsletter di inizio marzo è dedicata a due storie, entrambe scritte da Davide Morgagni, “Strade negre” è il titolo del suo secondo romanzo, edito nella collana Fablet, che verrà presentato in anteprima a Parigi l’11 e il 12 marzo prossimi, e – a Lecce, l’8 aprile 2017. La prima storia scritta da Davide Morgagni e edita da Musicaos Editore nel marzo del 2014 è “I pornomadi”. A distanza di tre anni Davide Morgagni torna con una nuova storia, approfittiamo per farci dare i suoi consigli di lettura e augurarvi buone letture, tra classico e contemporaneo, poesia, narrativa e filosofia, con uno sguardo ai nostri prossimi appuntamenti e alla primavera che viene. Buona lettura.

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morgagni-strade-negre-musicaos-editoreSTRADE NEGRE – Il nuovo romanzo di Davide Morgagni.

Personaggi in cerca di lavoro, in cerca di cibo, in cerca di sesso, in cerca di umanità, esistenze che si giocano a testa o croce; suore, arcivescovi, mendicanti, monumenti, smog: “Castel Sant’Angelo m’appare rossiccio nel fresco tramonto romano questa sera, tutto è crepuscolo, tutto è Trastevere, e minaccia tramonti all’infinito. Io me ne sto in silenzio, pelleossa, col cuore dell’Impero che continua a palpitarmi dentro, a pomparmi di bianchitudini, dimentico per un istante gli etruschi e fisso Roma dalla finestra, nel traffico – Roma scheletrica succhiamarmi – Roma vegetale – Roma crocifissa – Roma comatosa – dolce morte a leggerne il prezzo – partono ancora altri applausi e intuisco che la lezione ci è stata data – la tortura è finita.”.
Strade negre” è un canto ininterrotto che si snoda per esperienze, affabulazioni, chilometri, bestemmie, sonore risate e abissi vertiginosi.
“Noi ci siamo spezzati, i vulcani eruttano ubriachi stracarichi di lamenti, e noi chissàchi, noi negri forse, col nostro impossibile, i nostri boschi e membri e schiume, con le nostre scimmie pesanti, noi risaliamo indemoniati incontro alle foci per farci un tiro fra milleonde, distrutti, squarciati, strafottenti, avanziamo decisi, drastici, dicendo addio all’amore, mai quieti nello splendore mai quieto… noi col nostro burrascoso desiderio d’approdare altrove, non contro, ma oltre, noi così carichi di teorie e sigarette, noi dementi, mai rabbiosi, noi magri e squattrinati, noi costruttori di ordigni e rotte, noi che puntiamo il dito negro, noi chissà chi, noi ce la ridiamo”.
Sono la Roma e la Lecce e Parigi a far da sfondo alle vicende del nuovo romanzo di Davide Morgagni, “Strade negre”, un nuovo colpo inferto alla lingua, alla sintassi, alle buone maniere, romanzo visionario, perché totalmente incollato alla superficie febbrile di ciò che descrive, attuale e immanente, perché racconta la realtà e la crea mentre essa stessa accade sotto i nostri occhi. Dopo avere esordito nel 2014 con il romanzo “I pornomadi” (Musicaos Editore), ritorna con una nuova storia.

Davide Morgagni nasce a Lecce, nel 1977. Si laurea in Filosofia. Autore, regista e attore delle pièce teatrali: “Todo el amor” da Pablo Neruda, “Riccardino III” da William Shakespeare, “Il Dottor Mefisto” da Christopher Marlowe, “Penelope a New York” da Joyce a Lorca. Autore del romanzo “I pornomadi” (Musicaos Editore, 2014).
Dal 2015 collabora con la compagnia di danza sperimentale THERASIA MC.

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“Da questo  universo boccheggiante emerge il ‘pornomade’, entità allo stesso tempo futuribile e arcaica, annichilita da cocktail micidiali di tedio domenicale e droghe audiovisive e non.” (Mangialibri, Lorenzo Coppolino)

“Strani e misteriosi personaggi si sviluppano nel romanzo d’esordio di Davide Morgagni, ovvero “I Pornomadi”. Un romanzo viscerale in un susseguirsi di storie, attimi e “flash” di vita, emozioni e situazioni, espresse in un linguaggio completamente inventato, rinnovato, fuori da ogni logica e sintassi, libero di potersi esprimere come un fiume in piena, saziando semplicemente quel bisogno di comunicare i propri pensieri, nudi e crudi, senza troppi fronzoli.” (SULPALCO, Sara Di Carlo)

“I PORNOMADI”, Davide Morgagni Che cosa sono, chi sono, cosa cercano “I pornomadi”? Uno shock, una perversione? Uno spreco, una lingua nuova, un vero viaggio iniziatico? “Il peggio passa e se ne fa una sintassi”, come scrive Davide Morgagni, che si muove attorno al centro di una realtà terrificante, costruita sul delirio, una parola dopo l’altra, come una piega, una ferita e ancora: quale immagine di società ne verrà fuori, quale nuova generazione di pornoumani, derive, rizomi, resisterà a questo romanzo increato dove il mondo è immediatamente vita, subito, adesso? Davide Morgagni, nel suo romanzo di esordio compie un gesto liberatorio nei confronti della sintassi, di quella lingua che spesso viene abusata entro limiti di convenzienza, confondendo l’essere di ciò che si racconta con la gabbia ‘scolastica’ delle buone maniere, ammiccanti per il lettore. “I pornomadi” racconta le vicende del primo “pornomade”, in una realtà cittadina, metropolitana, che sarebbe assenza totale e gratuita, totale indifferenza, se non fosse per l’accensione atomica che il testo fornisce alla realtà stessa. Qui si “è” nel momento stesso in cui ci si racconta, perfino l’oggetto inerte, quando viene ritratto, acquista una dimensione poetica e extrasensoriale, trascendente. Ecco perché ne “I pornomadi” di Davide Morgagni il testo e le immagini fotografiche di Lorenzo Papadia costituiscono particelle di un tutto, sostanza e materia di canto. Un viaggio onirico. È un testo questo che sospende il tempo, diluendo l’attesa di un finale che è fine, scopo vero e essenza di questa vera e propria “macchina sonora”. Una lingua nuova, risorta come una fenice sulle macerie lasciate dal passaggio dello scritto del morto orale di Carmelo Bene, della petite musique di Louis-Ferdinand Céline, degli esperimenti lisergici di Burroughs, dei Millepiani rizomatici di Gilles Deleuze e Felix Guattari, e, infine, della scrittura musicale di James Joyce. “Ci sono due modi per non amare l’arte, il primo consiste nel non amarla, il secondo nell’amarla razionalmente”, scriveva Oscar Wilde, lo sa bene Davide Morgagni che nella narrazione della sua storia realizza una macchina letteraria nuova che è allo stesso tempo una storia dissacrante, canzonatoria, eccessiva, godibile, al di là delle possibilità stesse di ogni formalismo. Solo chi ha paura di ammettere che le cose stanno così, può sfuggire al rutilante meccanismo de “I pornomadi”.

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davide-morgagni-photo-sDavide Morgagni, autore di “Strade negre”
e de “I pornomadi”, ha scelto delle letture
per questa newsletter di Musicaos Editore,
eccoli:

 

ulissejamesjoyceUlisse, James Joyce, Newton Compton (A cura di Enrico Terrinoni, Traduzione di Enrico Terrinoni con Carlo Bigazzi)  Ulisse di James Joyce, sin dal giorno della sua pubblicazione – il 2 febbraio del 1922, quarantesimo compleanno dell’autore – era destinato a mutare radicalmente le sorti della letteratura contemporanea. Il romanzo è la cronaca di una giornata reale, un inno alla cultura e alla saggezza popolare, e il canto di un’umanità rinnovata. L’intera vicenda si svolge in meno di ventiquattro ore, tra i primi bagliori del mattino del 16 giugno 1904 – data in cui Joyce incontra Nora Barnacle, la futura compagna di una vita, che nel tardo pomeriggio dello stesso giorno lo farà «diventare uomo»… – fino alle prime ore della notte del giorno seguente. Il protagonista principale, l’ebreo irlandese Leopold Bloom, non è un eroe o un antieroe, ma semplicemente un uomo di larghe vedute e grande umanità, sempre attento verso il più debole e il diverso, e capace di cortesia anche nei confronti di chi queste doti non userà con lui. Gli altri protagonisti sono il giovane intellettuale, brillante ma frustrato Stephen Dedalus – già personaggio principale del libro precedente di Joyce, Dedalus. Un ritratto dell’artista da giovane – e Molly Bloom, la moglie dell’ebreo, vera e propria regina del romanzo. Alla fine, stesa sul vecchio letto scricchiolante, Molly sarà intenta a riflettere – in un monologo di più di ventimila parole non scandite da punteggiatura – sulla giornata appena trascorsa, sul suo tradimento del marito, su ogni ricordo del passato, e sui potenziali futuri immaginati. Figura dalla solida corporeità, Molly è una donna gloriosamente istintiva,ma anche resistente a una qualunque forma di caratterizzazione categorica. Ulisse è un romanzo della mente: i monologhi interiori e il flusso di coscienza sono una versione moderna dei soliloqui amletici. Si insinuano gradualmente nelle trame dell’opera, fino a dissolvere ogni limite tra narrazione realistico-naturalista e impressione grafica del pensiero vagante. «Chiunque legga Ulisse può dichiararsi un esperto», spiega Declan Kiberd. È un testo che detta le condizioni della propria lettura.

franzkafkaIl messaggio dell’imperatore, Franz Kafka, Racconti (Adelphi) «L’imperatore – così dice la leggenda – ha inviato a te, singolo individuo, miserabile suddito, ombra minuscola fuggita dall’abbagliante sole imperiale nelle più remote lontananze, proprio a te ha inviato un messaggio dal suo letto di morte» (Franz Kafka).

friedrichnietzscheLa gaia scienza, Friedrich Wilhelm Nietzsche (Rizzoli) La gaia scienza è il più bel bouquet nietzschiano, magicamente sospeso tra un ciclo che si chiude e un altro che si apre. I risultati di una lunga e profonda ricerca fioriscono senza sforzo, come prodotti naturali, generando una scienza divenuta libera e gaia. Divisa in cinque libri, che contengono tutte le più grandi intuizioni di Nietzsche, La gaia scienza è incastonata in una cornice poetica composta da tre raccolte di versi: gli Idilli di Messina, Scherzo, malizia e vendetta e I canti del principe Vogelfrei. Nelle crepe dell’approccio illuministico della prima produzione aforistica nietzschiana percepiamo già i toni violenti che infuocheranno le opere post-zarathustriane.

arthurrimbaudIlluminazioni, Arthur Rimbaud (Newton Compton, 1994) “La poesia di Rimbaud divenne col nuovo secolo, come scrisse Raymond Radiguet, la Bibbia dei tempi moderni, ma divorata più che meditata è stata anche oggetto di vere e proprie falsificazioni, a cui qui, per quanto riguarda le Illuminazioni, si pone riparo con una edizione del tutto particolare che ricostruisce l’integrità del testo originario con la riproduzione, accanto alla traduzione, per la prima volta, dei manoscritti dello stesso poeta. L’opera integralmente curata da Gabriele-Aldo Bertozzi, notissimo interprete dell’autore, assieme ad una esaustiva prefazione, si avvale di un commento critico del tutto inedito per ogni singola poesia; e infine di una bibliografia scelta che mette ordine in una pubblicistica corrente diventata babelica”.

federicogarcialorcaPoeta a New York, Federico García Lorca, (Einaudi, 2008)  Nel 1929 García Lorca va a New York e ci sta circa un anno, abbastanza per vedere gli effetti devastanti della crisi economica. Questo viaggio gli ispira una serie di poesie «americane» sulle quali continuerà a lavorare fino alla morte. Il libro uscirà postumo, nel 1940, con il titolo Poeta en Nueva York.  È probabilmente il punto più alto della produzione letteraria di García Lorca: quello in cui i suoi versi riescono a fondere perfettamente i temi politico-sociali con i modi espressivi del surrealismo. La nuova traduzione di Glauco Felici si basa sul testo ricavato dal manoscritto originale.

Que ya las cobras silbarán por los últimos pisos.
Que ya las ortigas estremecerán patios y terrazas.
Que ya la Bolsa será una pirámide de musgo.
Que ya vendrán lianas después de los fusiles
y muy pronto, muy pronto, muy pronto.
¡Ay, Wall Street!

Ormai i cobra fischieranno sugli ultimi piani.
Ormai le ortiche faranno tremare cortili e terrazzi.
Ormai la Borsa sarà una piramide di muschio.
Ormai verranno le liane dopo i fucili
e molto presto, molto presto, molto presto.
Ahi, Wall Street!

deleuzeguattari“Millepiani”, Gilles Deleuze, Félix Guattari (Castelvecchi) Nel 1980, quando, in Francia, Gilles Deluze e Felix Guattari diedero alle stampe la prima edizione di Millepiani, la nuova dimensione del pensiero filosofico aperta dalle riflessioni dei due pensatori fu subito evidente, anche se fu necessario ancora del tempo prima che la densità e la centralità dei temi affrontati da quest’opera venissero recepite in tutta la loro importanza. Deleuze e Guattari, con uno sforzo analitico capace di andare dritto al cuore del contemporaneo, isolarono concetti indispensabili per comprendere la realtà del mondo dopo la fine del Ventesimo secolo. Parole-chiave come “rizoma”, capace di descrivere l’orqanizzazione reticolare e la relazione comunitaria attraverso la quale viene prodotta la conoscenza; interpretazioni illuminanti dell’attuale deriva tecnologica e la conseguente possibilità di parlare di un “corpo post-organico”; l’identificazione di un apparato repressivo visto come “macchina da guerra” inglobata nel cuore delle società avanzate; la descrizione di un pensiero nomade, aperto, che procede per intersezioni… tutto questo, insieme a molti altri concetti con cui lo scenario culturale è andato familiarizzandosi fanno di “Mille piani” un punto di riferimento assoluto: l’opera filosofica che meglio identifica il nostro tempo.

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Copie per recensione dei libri di Musicaos Editore possono essere richieste scrivendo all’indirizzo info@musicaos.it.

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8 Marzo 2017 – Gioia del Colle – Castello Federico II di Svevia – Donne a confronto, l’anima racconta. Riflessioni e dialogo. Presentazione con “Irene e Frida”, di Simona Cleopazzo e “Lo spazio dentro”, di Elisabetta Liguori.

“STRADE NEGRE” – Davide Morgagni
11 Marzo 2017 – Parigi – ISOLA LA CANTINE LITTÉRAIRE
12 Marzo 2017 – Parigi – Parigi – TAPPO
8 Aprile 2017 – Lecce – Officine Culturali ERGOT

11 Marzo 2017 – Lecce – Officine Culturali Ergot
Claudia Di Palma presenta “Altissima miseria”

24 Marzo 2017 – Corigliano d’Otranto (LE) – Lu Mbroia – “Mi si scusi il paragone. Canzone d’autore e letteratura da Guccini a Caparezza”, di Daniele Sidonio
presentazione concerto con Daniele Vitali (pianoforte), Rachele Andrioli (voce), Daniele Sidonio (chitarra, voce, narrazioni)

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