APPELLO pubblico a sostegno della scuola lombarda, del merito e della civiltà del nostro Paese


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APPELLO pubblico a sostegno della scuola lombarda, del merito e della civiltà del nostro Paese

In Lombardia, le istituzioni scolastiche sono 1.224; in questi giorni 448 di esse iniziano l’anno scolastico senza un dirigente titolare.

Il concorso bandito dal Ministro dell’Istruzione per il reclutamento dei dirigenti scolastici ha concluso il suo iter: una prova preselettiva, due scritti e un orale hanno selezionato 406 idonei. Il TAR di Milano lo ha bloccato per presunti vizi procedurali attribuibili all’amministrazione, non certo ai partecipanti.

Il Consiglio di Stato ha rimandato la decisione sul merito a novembre; non sono stati possibili pertanto l’immissione in ruolo dei neodirigenti e un regolare avvio dell’anno scolastico.

Le conseguenze:

  1. La scuola lombarda. La scuola non può aspettare i tempi inevitabilmente lunghi di un nuovo concorso, che risulterebbe abnorme nei numeri perché solo la Lombardia, in Italia, offre ormai posti di dirigenti, a cui concorrerebbero candidati di tutte le regioni. Non costituiscono, inoltre, una risposta adeguata né gli incarichi di reggenza a presidi “part-time”, né il trasferimento di dirigenti da altre regioni.
  2. Il merito. Il capitale umano di 406 persone formate e valutate idonee è un potenziale straordinario di energie nuove, che hanno guadagnato sul campo, con merito, il titolo. L’annullamento del presente concorso rappresenterebbe una plateale sconfitta della pubblica amministrazione e della stessa legalità che, cercando giustizia, colpirebbe paradossalmente chi ha agito con correttezza ed onestà.
  3. La civiltà del nostro Paese. Uno Stato, che rincorra esclusivamente la correttezza formale e procedurale a scapito dell’efficienza del servizio reso ai cittadini, rischia di non garantire un sistema scolastico di qualità e di non esprimere un grado di civiltà accettabile per un paese moderno.

Chiediamo pertanto:

  1. che l’amministrazione scolastica si adoperi per sostenere avanti al Consiglio di Stato la necessità giuridica e l’opportunità pratica di consentire la revisione della decisione del TAR: il concorso appena concluso deve essere restituito alla sua piena legittimità.
  2. che le forze politiche e sindacali, il mondo della cultura, le istituzioni locali, la società civile sostengano con decisione questa proposta, perché l’interesse pubblico a che il servizio scolastico sia in breve tempo rimesso in piena funzione è legato inevitabilmente all’esito positivo di questo concorso.
  3. che i vincitori del concorso vengano immessi in ruolo il prima possibile, così che studenti, famiglie e insegnanti di ogni scuola possano avere il dirigente scolastico, come è loro diritto.

www.appelloscuola.it

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