Haiducii (Homo homini pitbull), excelsior 1881


Haiducii (Homo homini pitbull) di Tommaso Labranca
excelsior1881

Arrivati in Italia dalla Romania interna, i Petrescu osservano incantati il paradiso delle merci che li circonda e la facilità con cui possono accedervi tramite finanziarie capestro. Ma è una felicità fugace perché la loro vita è uno slalom tra prepotenze di ogni tipo e conti che non tornano. Haiducii è narrato in maniera destrutturata, in una serie di capitoli ambientati in anni diversi, a volte nel passato o in un futuro improbabile, e con un finale inatteso, non è un romanzo buonista: è l’espressione diretta di quella guerra tra (finti) poveri propria del nostro tempo e che qualcuno in Francia ha definito con l’espressione “homo homini pitbull”.

Tommaso Labranca è nato a Milano nel 1962. Come scrittore ha pubblicato tra gli altri “Andy Warhol era un coatto (Castelvecchi, 1994); “Charltron Hescon” (Einaudi Stile Libero, 1999); “Neoproletariato” (Castelvecchi, 2002); “Il Piccolo Isolazionista” (Castelvecchi, 2006). E’ anche attivo come autore televisivo e ha condotto per due anni una particolare rassegna stampa mattutina su Play Radio.

Haiducii (Homo homini pitbull), Tommaso Labranca, ISBN 9788861580909, 10,50 €, 208 pagine, 10,7×18 cm brossura

Vendola ha vinto, è palese.


C’è tutto quello che è stato fatto in questi ultimi anni. C’è la sinistra da costruire, ricompattare, decostruire, reinventare. Ci sono le dimissioni di Fitto sul tavolo. C’è l’elettorato della Poli Bortone che ha superato l’8%. Ci sono le schede elettorali, per fare un nome come un altro, dove i voti erano a Vendola per la regione e poi a qualche altro candidato del PDL nella lista di appartenenza, indice del fatto che a destra alcuni giochi hanno deluso. La speranza che coltivo come elettore è che le persone che ci governeranno continuino a pensare seriamente a chi li ha votati e che non accadano più scandali, che se a destra pesano a sinistra pesano ancora di più. La speranza è che il nostro candidato sappia farsi interprete, ancora una volta, delle esigenze e delle aspirazioni – soprattutto – a una vita migliore in uno dei migliori mondi possibili – la Puglia – con la speranza che il ‘modello Puglia’ diventi un esempio per tutta l’Italia. Il mio è un augurio coltivato nel desiderio che la prossima volta, recandoci alle urne, manderemo a casa il PDL. È difficile ammettere il contrario: il nostro governatore, quando parla, parla alle persone e parla di problematiche reali. Buon lavoro Nichi!

Dante inattuale?


Qui di seguito esprimo un’opinione personale dettata da un unico sentimento, un sentimento forte che cerco di raccogliere in un’unica parola e che posso catalogare soltanto alla voce amore. L’oggetto di questo amore platonico è Dante Alighieri, l’importanza che hanno avuto e che continuano ad avere per me le sue opere si unisce al rammarico per aver letto di questa iniziativa. Vi raccomando di leggere tutto l’articolo in questione, scritto da Aldo Vitale. Che dispiacere! Un dispiacere neanche tanto sottile, soprattutto perché soltanto a chi lo legge Dante può ancora e sempre parlare, soprattutto nelle scuole e non solo, da un passato che è contemporaneo e a un evo che al massimo può definirsi basso, neppure medio. L’immagine è tratta dal Dante dei Fratelli Mattioli, visitate qui il Mirabolante sito. Io penso che in Inghilterra nessuno si sognerebbe di dire che William Shakespeare non andrebbe più insegnato nelle scuole perché il suo linguaggio è antico e non è più recepibile, oppure che “Il mercante di Venezia” offende alcuni religiosi. Chissà, queste cose mi pare possano accadere soltanto in Italia.

I luoghi comuni della letteratura. Troppi editori?


Uno dei luoghi comuni che ci troviamo ad affrontare in un qualunque discorso che tocca la realtà letteraria italiana o, per altri versi, l’industria letterario-culturale italiana è quello dell’eccessivo numero di editori e, conseguentemente, di libri pubblicati. È ovvio che non si può leggere tutto. È altresì ovvio che non si può leggere tutto non solo di ciò che si pubblica, ma nemmeno di ciò che ipoteticamente ci potrebbe piacere in base ai nostri gusti, nel mare sconfinato di ciò che si pubblica. Troppi editori, troppi libri? A volte è una scusa per mettere da parte il nostro criterio di giudizio. Come dire che leggendo il menù di un ristorante diciamo che non c’è nulla di buono perché c’è troppa scelta. So già cosa pensate, che il campo è così vasto e il meglio si mescola così spesso al peggio che scegliere diventa sempre più difficile. Come fare? Basta orientarsi con onestà utilizzando alcuni semplici criteri, sì, quali? Ad esempio, in ordine sparso, la coerenza del catalogo, l’impostazione grafica, gli autori, le tematiche e altro ancora a seconda dei propri gusti. La mia opinione è che bisogna scavare, come con tutte le cose, per trovare il gioiello nascosto, la perla, il diamante nella miniera di parole – per usare una metafora cara a un’amica scrittrice. A che cosa servirebbe altrimenti tutta la nostra presupposta preparazione di lettori, scrittori, acquirenti, recensori, critici, cosiddetti “forti”? A cosa servirebbe se non per scovare ciò che potrebbe ‘restare’ nel mare magnum delle pubblicazioni? Ecco perché ogni tanto scriverò qualche articolo sul tema “i luoghi comuni della letteratura”, per circostanziare opinioni personali con esempi pratici. L’editore di cui scrivo in questo articolo è specializzato in letteratura lusofona, si tratta di “Cavallo di Ferro“. Il romanzo che suggerisco si intitola “Il sussurro della donna balena“, l’autore è Alonso Cueto.

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«Il Sussurro della donna balena» è il rincontro di Veronica e Rebeca, vecchie compagne di scuola, venticinque anni dopo l’interruzione della loro segreta e strana amicizia. Veronica è sempre stata bella e di successo: ha un buon lavoro come giornalista di un importante quotidiano e ha una famiglia. Rebeca, al contrario, obesa ed emarginata da tutti fin da bambina, col tempo è diventata sempre più amara, solitaria e grassa. A distanza di un quarto di secolo, e dopo aver ricevuto una straordinaria eredità che l’ha resa ricchissima, riappare nella vita di Veronica. L’amicizia e i dolori del passato ritornano in modo struggente, ma tra le due si ristabilisce fin da subito l’antica gerarchia tra la brutta adorante e la bella che concede solo il minimo. Quando la persecuzione di Rebeca si trasformerà in una vera a propria ossessione delirante, Veronica cercherà una via di fuga che porterà le due donne a una drammatica, commovente e indimenticabile resa dei conti.

Il sussurro della donna balena, Alonso Cueto, Pagg.240, anno 2008, € 15,00, 14 x 21 cm, ISBN: 9788879070430

“L’inverno dell’alveare” di Devis Bellucci


A due anni di distanza dal suo primo romanzo, La memoria al di là del mare (Giraldi Editore), l’autore modenese Devis Bellucci torna alle stampe con L’inverno dell’alveare (AEB Editrice), un’originale favola di formazione ricca di metafore e abilmente tessuta. In una società che termina la propria esistenza con l’arrivo dell’inverno, si snodano le vicende di una giovane esploratrice incapace di accettare il proprio destino. Tormentata dalle domande, vola attraverso i prati in cerca dei “diversi”, i figli delle altre società capaci di superare l’inverno. Solo loro potranno indicarle che cosa siano neve, gelo ed oscurità, in modo che da permetterle di costruire una casa nuova, “che l’inverno non porti via”. “Ho scelto il linguaggio della favola”, spiega Bellucci, “per poter parlare in modo semplice a tutti, giovani e adulti. Il punto di vista, nel racconto, è quello di un’ape azzurra, mentre i diversi, spesso guardati con diffidenze dalle altre api, sono gli uccelli migratori, le lucertole, le spighe di grano, le acque di un torrente”. I personaggi della storia, senz’altro uno dei suoi punti di forza, vengono dipinti in modo sempre diverso: ora surreali, come la cavalletta festaiola che teme l’inverno del cuore e se ne infischia di quello del mondo, ora tragici, come il grande albero dalle quattro foglie che vive nel terrore di seccare. Nell’insieme, l’inverno da superare diventa metafora di un viaggio al di là del sentire comune, dove i limiti oggettivi non sono altro che invenzioni della nostra cattiva volontà. Idealmente dedicata “a chi disubbidisce con saggezza per essere un bravo esploratore”, L’inverno dell’alveare è un inno al valore dell’insegnamento e del dialogo, commovente e poetico, in cui la fervida creatività dell’autore modenese raggiunge un ragguardevole traguardo.

L’autore

Devis Bellucci è nato a Vignola nel 1977. Ha studiato fisica all’Università di Modena e Reggio Emilia, dove si è laureato e ha conseguito il Dottorato di Ricerca. Viaggiatore on the road, ha partecipato a campi di volontariato in diversi paesi, tra cui l’Albania, l’India e il Brasile. Appassionato di fotografia, ha raccolto i suoi lavori secondo due percorsi, “Il colore della terra – Impressioni di viaggio” e “Il colore delle stelle – Le strade del pensiero” in parte pubblicata on_line. A fine 2007 è uscito “La memoria al di là del mare” (Giraldi Editore), il suo primo romanzo. Attualmente è assegnista di Ricerca presso il Dipartimento d’Ingegneria dei Materiali e dell’Ambiente dell’Università di Modena e Reggio Emilia, dove si occupa di biomateriali.

“Nel segno della pecora” di Murakami Haruki


Einaudi pubblica in una nuova traduzione “Nel segno della pecora” di Murakami Haruki. “L’uccello che girava le viti del mondo” è il mio preferito, uno dei più bei libri che abbia letto. Colgo l’occasione datami dal titolo per segnalare un altro bel libro scritto da un autore giapponese, Matayoshi Eiki: “La punizione del maiale” (Il Maestrale). Il libro di Eiki è ambientato a Okinawa, estremi confini del Giappone meridionale, nel racconto iniziale un ragazzo al primo anno di università e tre bariste partono per un’isoletta dell’arcipelago in cerca di un utaki, bosco sacro della religione locale, per liberarsi dalla maledizione scatenata su di loro dall’irruzione di un maiale nel bar. Esempi dell’importanza che rivestono gli animali nella vita religiosa e quotidiana degli orientali.

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«In una semplicissima newsletter, un giovane agente pubblicitario inserisce la fotografia, in apparenza banale, di un gregge: uno degli animali, una pecora bianca con una macchia color caffè sulla schiena, suscita tuttavia l’interesse di un inquietante uomo vestito di nero, stretto collaboratore del Maestro, un politico molto potente i cui esordi si perdono nel torbido passato coloniale giapponese. Al giovanotto viene affidato l’incarico – ma si tratta in sostanza di un ordine – di ritrovare proprio quella pecora: unico indizio, la foto in questione, ricevuta per posta dal Sorcio, un amico scomparso da anni.
Accompagnato da una ragazza con le orecchie bellissime e dotata di poteri sovrannaturali, attraverserà tutto il Giappone sino a raggiungere la gelida regione dello Hokkaido, vivendo una vicenda mirabolante e al tempo stesso realistica nella descrizione di luoghi e circostanze.
Considerato l’esordio letterario di Murakami, Nel segno della pecora introduce molti dei temi cari all’autore: la solitudine dell’uomo, l’arroganza e lo strapotere della politica, la nostalgia per l’atmosfera esaltante degli anni Sessanta, la passione per il rock e il jazz, l’irrompere del surreale nella prosaicità della vita quotidiana. Un romanzo che ci trasporta in uno di quegli scenari onirici che nelle storie di Murakami fanno da cassa di risonanza ai nostri dubbi e alle nostre ansie più profonde».

Antonietta Pastore

Murakami Haruki, Nel segno della pecora, 2010, Supercoralli, pp. 298, € 19,50, ISBN 9788806193362 (Traduzione di Antonietta Pastore)

(S)Montaggio all’italiana.


Ricapitolando. Un carabiniere è indagato per avere ucciso un pusher. Il carabiniere era stato arrestato per aver fatto parte della ‘cellula’ di 4 carabinieri che ha ricattato il Presidente della Regione Lazio, Marrazzo, trovato con un trans. Violazione della privacy, violazione del domicilio, concussione, estorsione. Uccisione di un pusher. Uccisione di un altro trans, Brenda. Una storia italiana. Qui di seguito la notizia presa dall’Ansa.

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(ANSA) – ROMA, 25 MAR È Nicola Testini il carabiniere indagato dalla Procura di Roma con l’accusa di avere ucciso il pusher Gianguerino Cafasso. Il militare era stato arrestato a ottobre quando scoppiò il caso Marrazzo. Per il gip Spinaci aveva un rapporto diretto privilegiato pluriennale con Cafasso. Intanto il carabiniere Luciano Simeone conferma agli inquirenti di aver girato il video che ritrae Marrazzo insieme al trans Natalie assieme a Tagliente‘. Testini ando’ in carcere assieme ai colleghi Simeone, Tamburrino e Tagliente. Sono accusati a vario titolo di estorsione, violazione della privacy e violazione di domicilio ma soprattutto concussione ed estorsione. La Procura li ritenne responsabili dell’irruzione nell’appartamento dove fu trovato Marrazzo in compagnia di un trans, della confezione di un video che ritraeva l’ex governatore col viado e dei successivi tentativi di vendere il video a testate giornalistiche. Ed è in questa fase di tentata vendita del video che entra in campo il pusher Gianguerino Cafasso, trovato morto in un hotel di Roma nel settembre scorso, stroncato da un’overdose. Già il gip Sante Spinaci nel motivare la custodia cautelare in carcere di Testini precisò che il maresciallo aveva avuto ‘un ruolo primario quale organizzatore dell’illecita operazione’.

Tutti i personaggi del Caso Marrazzo.

Antonio Tamburrino dice che non c’era, lui, in via Gradoli. [e fa il nome di un fotografo]

Le copie del video sono ancora in mano ai carabinieri ?

Brenda trovata morta [Video]

[continua]

Recuperare una felicità bambina. Carmelo Bene ad Alba Parietti, 1997


LEONARDO DA VINCI’S MUSICAL GIFTS AND JEWISH CONNECTIONS


L’autore di questo libro, Giovanni Pala, è un musicista che suona ogni tipo di strumento e insegna, in particolare, percussioni. Nel 1999 è stato insignito del Golden Lion Prize al Festival di Venezia. Vive tra gli Stati Uniti e l’Italia. Il titolo originale di quest’opera a dir poco sconvolgente è “LEONARDO DA VINCI’S MUSICAL GIFTS AND JEWISH CONNECTIONS“. Perché sconvolgente? Semplice, da una lettura del famoso Cenacolo di Leonardo, visto con gli occhi e le conoscenze del musicista/musicologo, Giovanni Pala ha letteralmente decriptato un filone interpretativo che ci consente di ‘leggere’ un particolare del tutto inedito e che fino a questo momento non era mai stato preso in considerazione dagli studiosi dell’Artista. L’autore rivela così al lettore l’esistenza di uno spartito musicale celato tra le mani, i pani e i frutti raffigurati nell’Ultima Cena, nonché di una preghiera in ebraico nascosta negli spazi e fra le note nel celebre affresco. Come e perché Leonardo ha occultato le note sotto gli occhi di tutti, in un’icona universale come l’Ultima Cena? Questo è forse uno dei quesiti più interessanti mai sorti attorno a questo affresco. Il libro contiene inoltre approfondimenti su dettagli poco conosciuti della vita di Leonardo. L’aspetto più interessante è certamente costituito dal fatto che un’opera per noi così riconoscibile e consueta venga sottoposta a un vaglio critico totalmente inedito, che farà impallidire per protervia critica Dan Brown e affini, dato che la lettura oltre che plausibile è condotta con metodo scientifico e resa in modo divulgativo, quindi accessibile a un vasto pubblico di non specialisti. “Leonardo’s Da Vinci musical gifts and jewish connections“, scritto da un autore italiano e pubblicato per la prima volta negli Usa, è un esempio di divulgazione scientifica di altissimo livello che fa chiarezza su un tema, solo in apparenza, oscuro.

Luciano Pagano

il Cenacolo di Leonardo sul sito di Haltadefinizione

informazioni ulteriori qui: www.davinciexperience.info

Per acquistare il libro su Amazon http://www.amazon.com/Leonardo-Vincis-Musical-Jewish-Connections/dp/0935047719/ref=sr_1_1?ie=UTF8&s=books&qid=1264480993&sr=8-1

I segreti musicali di Leonardo


L’autore di questo libro, Giovanni Pala, è un musicista che suona ogni tipo di strumento e insegna, in particolare, percussioni. Nel 1999 è stato insignito del Golden Lion Prize al Festival di Venezia. Vive tra gli Stati Uniti e l’Italia. Il titolo originale di quest’opera a dir poco sconvolgente è “LEONARDO DA VINCI’S MUSICAL GIFTS AND JEWISH CONNECTIONS“. Perché sconvolgente? Semplice, da una lettura del famoso Cenacolo di Leonardo, visto con gli occhi e le conoscenze del musicista/musicologo, Giovanni Pala ha letteralmente decriptato un filone interpretativo che ci consente di ‘leggere’ un particolare del tutto inedito e che fino a questo momento non era mai stato preso in considerazione dagli studiosi dell’Artista. L’autore rivela così al lettore l’esistenza di uno spartito musicale celato tra le mani, i pani e i frutti raffigurati nell’Ultima Cena, nonché di una preghiera in ebraico nascosta negli spazi e fra le note nel celebre affresco. Come e perché Leonardo ha occultato le note sotto gli occhi di tutti, in un’icona universale come l’Ultima Cena? Questo è forse uno dei quesiti più interessanti mai sorti attorno a questo affresco. Il libro contiene inoltre approfondimenti su dettagli poco conosciuti della vita di Leonardo. L’aspetto più interessante è certamente costituito dal fatto che un’opera per noi così riconoscibile e consueta venga sottoposta a un vaglio critico totalmente inedito, che farà impallidire per protervia critica Dan Brown e affini, dato che la lettura oltre che plausibile è condotta con metodo scientifico e resa in modo divulgativo, quindi accessibile a un vasto pubblico di non specialisti. “Leonardo’s Da Vinci musical gifts and jewish connections“, scritto da un autore italiano e pubblicato per la prima volta negli Usa, è un esempio di divulgazione scientifica di altissimo livello che fa chiarezza su un tema, solo in apparenza, oscuro.

il Cenacolo di Leonardo sul sito di Haltadefinizione

informazioni ulteriori qui: www.davinciexperience.info

Per acquistare il libro su Amazon http://www.amazon.com/Leonardo-Vincis-Musical-Jewish-Connections/dp/0935047719/ref=sr_1_1?ie=UTF8&s=books&qid=1264480993&sr=8-1

Presenze femminili e assenze femminili.


What If, Coldplay – Immagini tratte dal film “Lars e una ragazza tutta sua” (2007) di Craig Gillespie. In questo periodo, pura coincidenza, sto leggendo quattro libri tutti scritti da bravissime autrici, in ordine sparso “Divento” (Lupo Editore) di Anna Maria De Luca, “Il pesce pietra” di Maddalena Mongiò (PerroneLab), “Quando non ci sarò” (Lupo Editore) di Maria Viteritti e, per finire, “La sposa gentile” (e/o) di Lia Levi.

“Pietro Guida a Carosino”. Gianluca Marinelli a Lecce. Giovedì 18 Marzo 2010


Giovedi 18 marzo
alle ore 19:30
presso l’
Associazione Culturale Transito (cantine d’arte e musica)
Corte dei Mesagnesi n. 36 a Lecce

Tra una partita a carte e un bicchiere di vino, Gianluca Marinelli presenterà il libro “Pietro Guida a Carosino”. Il piccolo volume raccoglie, con la giusta dose di leggerezza e con puntualità critica, il lavoro ( di curatore, operaio-instancabile) svolto dallo stesso nei mesi che hanno visto la messa in opera della mostra antologica dello scultore Pietro Guida.
La particolarità del lavoro presentato consiste nell’essere quasi un diario di tutta l’attività didattica “alternativa” che si è svolta attorno alla mostra. Il merito di Gianluca è stato quello di aver coinvolto in maniera attiva una parte della cittadinanza di Carosino molto lontana dai circuiti artistici: gli anziani, dimostrando come la sensibilità artistica non abbia età e non sia solo prerogativa di pochi.
La mostra si è svolta dal 23 agosto sino al 4 settembre presso i locali del centro Polivalente Anziani di Carosino (Ta) e come ogni antologica che si rispetti ha messo in scena non solo le opere del maestro ma anche tutto il materiale inedito che potesse essere chiave di lettura, aggiuntiva, per i fruitori.
Gianluca stesso scrive che ha “allestito la mostra in modo tale da non ostacolare la attività normalmente svolte al centro. L’idea, anzi, era proprio quella di valorizzare tali attività (dai tornei di tresette, all’uncinetto, dalle cene casarecce organizzate con prodotti tipici, al semplice ritrovarsi per raccontare delle storie), di considerare questo patrimonio di pratiche sociali come un ulteriore materiale d’esposizione.”
Il lavoro svolto dal giovane operatore culturale si veste, alla luce di queste esperienze, di un significato profondo: non solo si propone come una lettura attenta dell’operato artistico dello scultore, ma tocca temi profondi come quello della partecipazione attiva. La scelta maturata nel tempo di far incontrare il mondo di Guida con quello del Centro Polivalente ha dato vita ad un’operazione umana di grande spessore. Con piccoli gesti, con laboratori didattici e con tanta voglia di comunicare ha creato, assieme ai suoi compagni di viaggio, un momento in cui l’arte ha raggiunto le due fasce solitamente meno considerate dal fare artistico: gli anziani e i bambini.
Pietro Guida a Carosino è un libro che dà voce alla creatività degli anziani, provetti curatori e critici d’arte…ben più lungimiranti dei tanti “addetti ai lavori”.

Gianluca Marinelli, classe 1983 è nato a Taranto, è dottore in Conservazione dei Beni Culturali e nasconde un’indole da artista…si definisce “pittore eremita”. All’attivo ha diverse pubblicazioni, tre cui ricordiamo il saggio “L’Italsider a Taranto. Gli artisti e la grande industria 1960-1974” in “Kronos Supplemento”. n.4. Ha collaborato con il Laboratorio Progetto Poiesis diretto da Giuseppe Goffredo e attualmente conduce il laboratorio artistico Arte per la società.
Il laboratorio suddetto punta, seconda la visione di Gianluca, ad un approccio critico e ludico nello studio del patrimonio storico-artistico del territorio pugliese, cercando di stimolare la creatività individuale in uno spirito di collaborazione e di coesione sociale.

Il laboratorio “Arte per la società” assieme ai laboratori ”, “Ecologia del suono”, “Lettura animata”, “Scrittura e costruzione del libro”, curati dall’associazione culturale “Lab Lib” (http://www.assolablib.it/), sono parte integrante del progetto “Caete” (Cittadinanza attiva e territorio), risultato vincitore nel 2008 del bando “Principi Attivi, giovani idee per un Puglia migliore”.
Caete” agisce nell’ambito dell’inclusione sociale e della cittadinanza attiva, fondandosi sul riconoscimento della pratica dell’arte quale strumento di animazione territoriale
INFO 328 6222623

Maddalena Mongiò presenta a Lecce “Il pesce pietra” (PerroneLab). 12 Marzo


12 Marzo, ore 18.30
Libreria Gutenberg
Via Cavallotti
Lecce

Può una telefonata cambiare radicalmente il corso di un’esistenza fino a quel momento tanto tranquilla da sembrare piatta? Luca Zante, giornalista freelance, non lo avrebbe mai immaginato fino al giorno in cui fu lui a riceverla. E da quel momento per lui tutto fu diverso, in un precipitare di eventi tra alta moda, disinvolti affari da miliardi, sesso sfrenato, lotta armata, collusioni tra politica, affari, amanti e persino un omicidio. Come salire su un ottovolante, senza sapere se e quando se ne potrà scendere.

Maddalena Mongiò per passione svolge attività giornalistica per varie testate; ha pubblicato Il portone sulla piazza, finalista Premio Rhegium 2005 – opera prima; ha scritto soggetti teatrali; scrive e studia per buona parte della notte. Per necessità lavora nel settore dell’edilizia, perché la scrittura è avara di compensi. È nata a Lecce, ma si sente cittadina del mondo.

Interverrà con l’autrice Alcide Maritati, magistrato

Maddalena Mongiò, “Il pesce pietra”, PerroneLab

Enzo Mansueto a Lecce per presentare il suo ultimo libro: “Scassata dentro” (D’If edizioni)


SCASSATA DENTRO” di ENZO MANSUETO (D’If edizioni)
Libreria Gutenberg, via Cavallotti 1 a Lecce sabato 13 marzo 2010 h. 18.30

Dialoga con l’autore Stefano Donno

“Dopo le performance epilettriche di Ian Curtis e l’ultimo estremo atto, l’uomo che r-esisteva si rifugiò nella notte, l’unica madre-vedova dark dove i lumi di punk antecedenti avrebbero abitato per essere ricordati eternamente, lottando e sputando contro-elettronica pensante contro i vampiri ultracorporei delle coscienze azzeranti. Ipnotico, ferale, ironico, disturbante e affilato come una costante lama dolce nelle tempie si muove il tessuto poetico nelle periferie perturbanti delle forme canoniche della metrica, scorporandosi al suo interno, nell’asse parallasse del testo o sulle ali di Pornography e Disintegration scassandosi nel rimare assolutamente moderno,metropolitano e global, nel remare nelle perdite corporali, scardinando lo scardinante nel continuum di una fusione musicale aderente come una pelle notturna, amplificante nel suo cono d’ombra, dove chitarre ritmano in verticale  stridore “sul bagnasciuga elettrico del sonno” e i violini possono piangere la notte o giocare con le fisarmoniche clownesche de  “l’estate barese” o proseguire nel turbine con-fuso “alla stazione” feroce dove “un branco di bambini/ azzanna un vecchio, lo morde sui gradini”. Perfetta la recitazione tutt’altro mansueta dell’Autore che il nostro sommo Bene suppongo avrebbe amato, compiuta ed efficace la mappatura sonora che unisce l’inchiostro al bianco del foglio, collante all’horror vacui, riempimento d’atmosfere minimali e fraseggi ciclici compatti fino al dettaglio più remoto, un lavoro magistrale. Scassata dentro è la Luna, questa madre-terra degli ultimi poeti, scassata è la parola che resta, venduta e sottomessa agli ultracorpi pene(n)tranti,  violentata fino all’osso, ipnotizzata, anestetizzata e incenerita dall’impero elettro-catodico. I nuovi mostri, questi ultracorpi  instancabili, hanno nomi familiari e affidabili come padri (televisione, telegiornale, varietà, reality, rete, pubblicità), come padri di famiglia che dopo l’ultimo acquisto sessuale di minorenni in zone scolastiche (vedi Scassata), ritornano ai familiari spettatori col sorriso erettorale stampato sulle labbra, del tutto indifferenti, come una questione morale in questi marci tempi, riposizionandosi “al noto microclima./Con la minestra pronta per la figlia,/ la madre esatta e un ombra strana strana”. Non c’è scampo, quindi, forse l’unico, il definitivo e crudele antidoto rimasto per l’elettrica telecianosi, in grado di agire magari  omeopaticamente o come un anticorpo anti-ultracorpo sarebbe un terapeutico, disperato, vecchio elettroshock di massa!Ma per Mansueto “Non c’è l’anticorpo. Farmaco./ Nessun sollievo al sintomo. La tarma/elettrica lavora nella piaga”. Scassata dentro, deformata è ormai la vita (“nel chiuso della notte,/nel chiuso in una capsula spaziale/col cruscotto spaziale/ di faro in faro a tondo”) fino al fondo di una notte fonda, che come fusa affonda girando in tondo in una tangenziale tonda nell’attesa disillusa e furibonda di una fondante alba profonda.”

G. Mastropasqua

Collana: i miosotìs / n. 46 pagine: 52 con cd

Info: 0832.288387

Poetry Slam a Roma. Giovedì 4 Marzo


Giovedì 4 Marzo
dalle ore 21.30
presso il locale “Baffo della Gioconda” a Roma
in via degli Aurunci, 40
zona S.Lorenzo

Il “Poetry Slam” è una gara di poesia in cui diversi poeti leggono sul palco i propri versi e competono tra loro, valutati da una giuria formata estraendo a sorte alcuni spettatori, sotto la direzione di un “maestro di cerimonie”.
Verrà applicato il “regolamento internazionale”.
La partecipazione è aperta a tutti, e saranno accettati fino a un massimo di 25 partecipanti.
È prevista la possibilità di partecipanti collettivi, i quali però avranno a disposizione lo stesso tempo dei partecipanti singoli.
Ogni spettatore verserà un obolo (due euro) all’entrata in un salvadanaio che andrà a costituire il premio per il poeta vincitore dell’evento.
È possibile iscriversi (20 poeti) inviando una email a romapoetryslam@gmail.com.
I rimanenti 5 poeti potranno iscriversi in loco il giorno dell’evento.

A proposito di esordi: “L’ombra del falco” di Pierluigi Porazzi


In questi giorni sto leggendo un bel romanzo, un esordio di Pierluigi Porazzi intitolato “L’ombra del falco“. Il romanzo in questione è uscito per i tipi di Marsilio. La vicenda è accattivante, un serial killer irrompe nella tranquilla vita di una comunità con un omicidio e una sfida. Ciò che mi ha più colpito, fin dalle prime pagine, è lo stile, capace di catturare e stimolare l’immaginazione visivo/uditivo. Per intenderci è un romanzo che scorre veloce, fitto di dialoghi, un vero e proprio ordito per un film a venire. Ci sono tutti gli elementi che presagiscono un esito simile. Spero che la lettura non mi deluda, le premesse sono buone. C’è un discorso nel discorso, quello cioè di come un esordio si inscriva in un solco del ‘già scritto’, una tradizione del noir-thriller che mette in scena figure ‘classiche’, con cui fare i conti, il commissario, il collaboratore escluso che ritorna per dare il suo apporto al caso etc.. Un compito difficile che qui mi sembra svolto con molta misura. Soprattutto in un periodo nel quale gli esordi e le loro logiche sembrano molto cari alla nostra editoria (leggi qui) la casa editrice Marsilio sta seguendo una linea che punta sicuramente alla qualità del prodotto – sembra un’ovvietà dirlo ma non lo è – anche letteraria. Un elemento che sul lungo termine non potrà non ripagare. Penso a autori come Simone Saranno, Giovanni Montanaro, Nino G. D’Attis e Franco Limardi; tutti autori Marsilio. Per chi è stanco delle solite facce.

§

Alla semplice vista dell’ombra del falco, i piccoli animali che ne sono prede si immobilizzano o scappano terrorizzati. Anche se sono appena nati, già sanno che è un predatore, è un’informazione scritta nel loro dna. L’ombra di un predatore umano sconvolge una tranquilla cittadina del Nordest. In una discarica viene ritrovato il cadavere di una ragazza. Pochi giorni dopo, alla questura arriva una busta, che contiene una lettera e un dvd, con cui l’assassino sfida la polizia, e in particolare l’ex agente Alex Nero, che viene richiamato in servizio per tentare di catturare il serial killer. La strada per arrivare alla soluzione del caso sarà tortuosa, irta di insidie e pericoli, fino alla sconvolgente rivelazione finale.

L’ombra del falco è un thriller teso e cinematografico che resterà a lungo nella memoria dei lettori. Ma anche un romanzo che dipinge con toni asciutti e taglienti il ritratto di una società malata, popolata di “mostri” anche nella realtà di tutti i giorni.

<<Questo, siete avvisati, non è il solito serial killer. Questo è un predatore. Questo fa paura. La sua ombra si allunga poco a poco dietro il nascondiglio in cui cercate inutilmente di rannicchiarvi sperando che non vi veda… E dietro quell’ombra ci sono altre ombre, e si confondono tutte con il buio… Avrete gli incubi per un bel po’, dopo aver letto questo romanzo. Fidatevi>> Gianluca Morozzi