Venerdì 30 novembre 2018 – Melissano (Le) – “La poetica di Giulio Cesare Scaligero nella sua genesi e nel suo sviluppo”, di Luigi Corvaglia, a cura di Cosimo Scarcella


Città di Melissano
Provincia di Lecce

Venerdì 30 novembre 2018 – ore 18.30
presso il
Centro Culturale “Quintino Scozzi” – (Piazza Immacolata, Melissano)

presentazione del volume:

“La poetica di Giulio Cesare Scaligero nella sua genesi e nel suo sviluppo”, di Luigi Corvaglia
(Musicaos Editore)
riedizione a cura di Cosimo Scarcella

“Confesso di aver concepito molti anni or sono l’ambizioso disegno di questo studio integrale, proponendomi di svolgerlo con metodo filologico, il quale, senza escludere quello che vien chiamato intuito storico, n’è presupposto insostituibile in questo campo” (Luigi Corvaglia, 1959)

“Questo saggio sullo Scaligero occupa un posto particolarmente significativo all’interno della produzione filosofica del Corvaglia, che ha dedicato molto tempo della sua vita allo studio soprattutto del conterraneo Giulio Cesare Vanini. Ed è in funzione del Vanini che Corvaglia protrasse per circa quarant’anni anche la ricerca sulla produzione dello Scaligero” (dalla Nota al testo)

L’amministrazione comunale, in collaborazione con l’Amministrazione Provinciale di Lecce, l’Università del Salento e l’Istituto Scolastico Comprensivo di Melissano, chiude il 3° semestre del Bienno dedicato allo studio di Luigi Corvaglia. A tal fine, il prof. Fabio D’Astore, Presidente della “Società D. Alighieri” di Casarano, presenterà il volume del prof. Luigi Corvaglia: “La poetica di Giulio Cesare Scaligero nella sua genesi e nel suo sviluppo” (Musicaos Editore), nella riedizione a cura del prof. Cosimo Scarcella. Modererà la serata il Dott. Alberto Nutricati (Giornalista de “La Gazzetta del Mezzogiorno” e “Piazza Salento”), rivolgeranno i loro saluti l’Avv. Alessandro Conte, Sindaco di Melissano, il Dott. Stefano Minerva, Presidente della Provincia di Lecce, la Prof. ssa Tommasa M. Presta, Dirigente Istituto Scolastico Comprensivo di Melissano, il Dott. Stefano Cortese, Assessore alla Cultura del Comune di Melissano.
Presenzieranno all’incontro il Prof. Antonio Lucio Giannone, Ordinario di Letteratura Italiana Contemporanea, presso l’Università del Salento, il Prof. Giancarlo Vallone, Ordinario di Storia delle Istituzioni Politiche presso l’Università del Salento, e il Dott. Mario Carparelli, Filosofo, Ricercatore presso l’Università del Salento.
Ingresso gratuito e rivolto a tutta la cittadinanza.

(Luigi Corvaglia)

Cosimo Scarcella (Melissano, 1944). Filosofo. Tra le sue pubblicazioni: Il pensiero di Jacques Maritain (Manduria, 1978); Fede e impegno politico in Péguy e Maritain (Lecce, 1977); Condorçet. Dottrine politiche e sociali (Lecce, 1980); Piero Martinetti 1872-1943 (Milano, 1990); Machiavelli, Tacito, Grozio: un nesso “ideale” tra libertinismo e previchismo (Torino, 1990); Amos Comenio, La via della luce (Pisa, 1992); Giovanni Keplero, L’armonia del mondo (Pisa, 1994); Impresa e cultura, ovvero profitto e morale (Lecce, 1997); Gaspare Scioppio, L’angelo della pace (Pisa, 2005). Ha curato i volumi collettanei: Strategie economiche e dimensioni etiche per uno sviluppo più umano (Lecce, 1997); La coesistenza fra le culture presenti nella civiltà mediterranea (Lecce, 1998); La Convenzione Europea di Bioetica. Qualità e sacralità della vita (Lecce, 1999).

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Mercoledì 28 novembre 2018 – San Pancrazio Salentino – Mina Buccolieri presenta il suo romanzo “La stella nel cuore”


Musicaos Editore con il patrocinio del Comune di San Pancrazio Salentino

Mercoledì 28 novembre 2018, alle ore 19.00
presso l’Aula Consiliare “P. Briganti” (Via Tancredi)
a San Pancrazio Salentino

presentazione del romanzo
“La stella nel cuore”
(Musicaos Editore)
di Mina Buccolieri

Intervengono:
Salvatore Ripa
(Sindaco di San Pancrazio Salentino)

Mina Buccolieri
(autrice)

Modera:
Luciano Pagano
(Editore)

Letture:
Francesca De Pasquale, Maria Lucia Missere, Sara Rucco

Musica:
Andrea Sequestro (tastiera), Noemi Puricella (violino)

Mercoledì 28 novembre 2018, alle ore 19.00, presso l’Aula Consiliare “P. Briganti” di San Pancrazio Salentino, in via Tancredi, si terrà la prima presentazione del romanzo di Mina Buccolieri, “La stella nel cuore”, con un evento patrocinato dal comune di San Pancrazio Salentino. Durante la serata interverranno Salvatore Ripa, Sindaco di San Pancrazio Salentino, l’autrice, Mina Buccolieri e l’editore Luciano Pagano. Durante l’incontro verranno letti estratti del romanzo, con letture a cura di Francesca De Pasquale, Maria Lucia Missere, Sara Rucco, momenti musicali saranno affidati ai musicisti Andrea Sequestro (tastiera) e Noemi Puricella (violino). Ingresso libero.

Mina Buccolieri, in questo suo primo romanzo, ci racconta la storia di Nina e dell’immenso amore che la donna nutre per la sua famiglia: suo marito Stefano e i suoi quattro figli. Dopo il matrimonio Nina va a vivere con suo marito a Milano, città dove lui lavora. Con la sua semplicità la donna coltiva amicizie indissolubili e fraterne anche nella grande metropoli. L’inatteso trasferimento di Stefano porterà la famiglia di Nina a far ritorno nel suo piccolo paese del Salento, dove condurrà una vita tranquilla tra lavoro, studio e impegni quotidiani. I ragazzi crescono nell’amore, raggiungendo le loro mete, ma mentre tutto scorre meravigliosamente, accade qualcosa di inaspettato e improvviso. Nina sarà costretta ad imparare che esiste un amore ancora più grande, capace di legarci indissolubilmente a tutti gli attimi di un giorno, con la stessa intensità della luce che fa brillare le stelle.
Mina Buccolieri nasce nel 1961 nel Salento, trascorre un periodo della sua vita a Milano, per poi ritornare successivamente ai luoghi d’origine. Coltiva fin dalla più tenera età una passione per la letteratura fino a far sbocciare il fiore della scrittura.

Informazioni:
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Sabato 24 novembre 2018 – Martano – Cesare Fuso presenta la sua nuova raccolta “Una favola spiata dal vento” presso il “Centro tò Kalòn”


Organizzato da ITACA MIN FARS HUS

Sabato 24 novembre 2018 – ore 19.00
Centro tò Kalòn (Martano – Via Marconi, 28)

“Una favola spiata dal vento” (Musicaos)
Poesie di Cesare Fuso

Presentano:
Anna Stomeo, Paolo Protopapa

Interviene
Luciano Pagano
(Editore)

Reading/Performance con l’Autore a cura di “Itaca Min fars Hus Gruppo Teatrale di Sperimentazione)

Sabato 24 novembre 2018, alle ore 19.00, a Martano, presso il “Centro tò Kalòn” (Via Marconi 28), si terrà un nuovo appuntamento con la poesia di Cesare Fuso, autore originario di Carpignano Salentino, giunto alla sua seconda raccolta di versi. “Una favola spiata dal vento” è il titolo della raccolta, edita da Musicaos Editore, che verrà presentata da Anna Stomeo e Paolo Protopapa, in dialogo con l’autore; interverrà l’editore, Luciano Pagano. Durante l’incontro si terrà un reading/performance con l’autore, a cura di “Itaca Min fars Hus – Gruppo Teatrale di Sperimentazione”.

Cesare Fuso è nato a Carpignano Salentino (Lecce) nel 1961 e vive a Martano. Figlio di un musicista e compositore, è un libero professionista. Si dedica quotidianamente alla scrittura poetica. Questo è il suo secondo volume di poesie pubblicate, dopo “Farfalle” (Edizioni Esperidi, 2017).

Cesare Fuso compie con la propria scrittura un cammino di conoscenza interiore del proprio io, procedendo per dubbi, quesiti, più che per certezze, e lo fa seguendo il proprio istinto meditativo, con la volontà di sperimentare sempre al di fuori degli steccati della poesia. La modernità del suo linguaggio è connaturata alla sua provenienza e attaccamento al suolo, alla verità della terra, che va di pari passo con il desiderio di condividere i propri versi. È evidente la scelta di non suddividere la raccolta in sezioni tradizionali, ma in tre “modalità”, che si alternano senza soluzione di continuità, cercando di restituire lo spirito attuale e la circostanzialità del proprio dettato poetico. Un esperimento che si fa poesia e allo stesso tempo visione, perché la poesia, per l’autore, è una luce che illumina il mondo con la sua verità, e con essa fa in modo che esso sia visibile. Il lettore che vorrà addentrarsi in questa raccolta lo farà quindi mescolando le differenti modalità della poesia, dell’aforisma poetico, e infine della prosa poetica. Un’ulteriore modalità si compone con le fotografie, opera dello stesso autore, che si accompagnano ai testi come in un dialogo.

L’impressione è quella di essere dinanzi a un poeta capace di cogliere in rispettoso silenzio le suggestioni della natura, e di trasmettere la propria esperienza personale, arricchita di ciò che prima di finire sulla pagina è stato tutto il suo nutrimento, senza intenzione di insegnare nulla all’infuori dello stupore continuo e rinnovato dell’esistenza.

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Venerdì 23 novembre 2018 – Leverano – “La chiae te oru (La chiave d’oro)”, le poesie di Pino Tarantino ospiti de “I Venerdì delle Muse”


MUSICAOS EDITORE
– UNIVERSITÀ DELLA TERZA ETÀ – SALENTO
– CON IL PATROCINIO DEL COMUNE DI LEVERANO

per la rassegna
“I Venerdì delle Muse”

Venerdì 23 novembre 2018, ore 18.30
Biblioteca Comunale
Leverano (Via Sedile 18)

presentazione di:
“La chiae te oru (La chiave d’oro)”
(Musicaos)
Poesie di Pino Tarantino

Intervengono:
Sandrino F. Ratta
Presidente UTE Salento

Luciano Pagano
Editore

Conduce:
Maria Claudia Minerva
Giornalista de Nuovo Quotidiano di Puglia

Dialoga con l’autore:
Marcello Rolli
Sindaco di Leverano

Letture a cura di:
“Anonimi Salentini”

Musica a cura di:
“Officina della Musica”

Venerdì 23 novembre 2018, alle ore 18.30, presso la Biblioteca Comunale (Via Sedile, 18) di Leverano, si terrà un nuovo appuntamento della rassegna “I Venerdì delle Muse”, dedicata al dialogo con gli autori e le loro scritture. Verrà presentato “La chiae te oru (La chiave d’oro”, la raccolta di poesie, in dialetto salentino, edita da Musicaos Editore. L’evento, promosso da UTE, Università della Terza Età – Salento, in collaborazione con Musicaos Editore, è patrocinato dal Comune di Leverano. Condurrà la serata la giornalista Maria Claudia Minerva di Nuovo Quotidiano di Puglia, dialogherà con l’autore Marcello Rolli, Sindaco di Leverano, interverranno Sandrino F. Ratta (Presidente UTE Salento) e Luciano Pagano (Editore). Durante la serata sono previste letture delle poesie di Pino Tarantino, eseguite dal gruppo degli “Anonimi Salentini”, che saranno accompagnati da musiche a cura dell’“Officina della Musica”. Ingresso libero.

Fabio Simonelli, sul numero 342 (Novembre 2018) del prestigioso mensile Poesia, scrive così a proposito delle poesie contenute nel volume di Pino Tarantino: “Non è soltanto l’amore per le proprie radici la spinta che anima la poesia di Pino Tarantino, ma una vera e propria scelta di resistenza. Resistenza al disfacimento dei rapporti sociali di base, alla frenesia che impedisce la riflessione, a un mondo dove nessuno è colpevole e nessuno è innocente. Ripartire dai padri, o meglio ancora dai nonni, sembra voler essere la chiave che Tarantino propone per recuperare un’umanità che da diversi anni si va perdendo: La chiae te oru – La chiave d’oro è il titolo della sua ultima raccolta, scritta in dialetto leccese. La traduzione in lingua italiana è dello stesso autore”.

Pino Tarantino, nato nel 1959, a Sannicola (Le). Cresciuto in una famiglia di contadini, la cui semplicità, il rispetto e la disciplina, sono stati il collante di un percorso che lo ha portato ad amare tutto ciò che la sua terra con i suoi valori, le sue tradizioni, la sua storia, gli ha donato. Il dialetto identifica semplicemente il modo di essere, individuabile nelle persone più semplici, nelle gesta più genuine, che resistono all’avanzare di un modo di vivere frenetico dettato dalla smania di primeggiare. Sostiene l’autore: “… ho cercato di custodire in versi ciò che il tempo ci ha fatto dimenticare, come le persone, i rapporti, la cura della nostra amata terra: tutti valori che molti non sanno di possedere o fanno finta di non aver mai avuto. Mentre proprio la semplicità e la genuinità lasciateci in eredità dai nostri nonni sono una cura, in quest’epoca di freddi rapporti sociali, dove tutto è permesso e nessuno è innocente o colpevole. In sintesi, con i miei umili versi, amo identificarmi in quelle persone che hanno vissuto i periodi più belli della nostra vita e che resteranno scolpiti nel cuore di chi come me ama le proprie radici.”

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Esce domani “La bambina dei salti”, di Edgar Borges. Leggi in anteprima il primo capitolo del romanzo.


Da domani sarà in distribuzione “La bambina dei salti”, il nuovo romanzo di Edgar Borges, uscito in Spagna all’inizio del 2018 e pubblicato in Italia da Musicaos Editore. Il libro sarà ordinabile in tutte le librerie e acquistabile in formato cartaceo e digitale, su tutte le piattaforme elettroniche.

Alla fine di questo post, e sulla pagina del romanzo ci sono i link per poter trovare il romanzo nel modo che preferite.
Qui di seguito, in anteprima per i nostri lettori, il primo capitolo del romanzo, “La bambina dei salti”, di Edgar Borges (traduzione di Antonio Boccardo).


Capitolo 1
Confusa

A volte Antonia passava delle ore seduta sul water; lo faceva per togliere tempo alla convivenza con suo marito. Arrivava al punto di spingere fino a espellere qualcosa; il tentativo era talmente continuato che lei tutta sembrava voler scappare dal suo stesso ventre. Dopo sette anni di dominio, negli ultimi giorni si era ribellata al marito in modo sorprendente. Quando lui la tormentava o la cercava per penetrarla, lei gli lanciava qualche verso, come una preghiera capace di liberarla da un esorcismo. Quell’uomo, per niente avvezzo alle metafore, rimaneva attonito, senza capire la vera intenzione di un’offesa del genere. Antonia aveva tentato di ribellarsi per tre volte, durante l’ultima settimana. Le prime due riuscì a scioccare quel personaggio. Però, all’alba di domenica, al terzo tentativo, l’uomo reagì. Antonia era arrivata a casa intorno alla mezzanotte; il marito la aspettava dietro la porta con un’espressione beffarda. Senza tergiversare cercò di portarsela in camera con la forza, e lei gli propinò un breve frammento della poesia “Loba” di Diane di Prima:

Lei brucia/ infuocata
la città si
illumina su di lei.

Il marito allora avanzò come se quella metafora avesse superato il limite delle offese. Piantò le unghie nelle braccia di Antonia e disse, sovrastando con la voce il dolore di lei: “Puoi inventarti tutte le maledette fantasie che vuoi, mi serve solo una carta per vincere la partita”. Antonia non seppe come, ma riuscì a divincolarsi e a correre verso il bagno. Aveva bisogno di imbrogliare quell’uomo, ma anche di prendere le distanze da se stessa. Conoscere altre storie, creare nuove identità: liberare se stessa e liberare sua figlia. Bramava la pazienza del seme di ciliegio nel venire al mondo; pensò alle piante che muoiono per rinascere. Ma lei non era un seme, né tanto meno una pianta. La sua mente era il centro di ogni confusione. Qualunque cosa facesse, nulla l’allontanava dalla percezione dei passi del marito vicino alla porta, perlomeno niente di involontario, niente che scovava nella mente o con il corpo. L’astrazione le giungeva in modo drastico, all’improvviso cadeva in una trance inaspettata, le si confondevano gli spazi in un istante. Sapeva ancora il suo nome e la sua storia, ed era cosciente del fatto che suo marito la aspettava dietro la porta per portarsela a letto. Sapeva che sua figlia si divertiva a saltare,

                    uno

                           due

                                  tre

chiusa nella sua stanza. Che la aspettava per giocare al canguro o a campana. Ma quella camera, nei momenti di conflitto, si allontanava dal bagno. Non era sempre sicura che entrambe le stanze, come spazi appartenenti a case diverse, si trovassero nelle Asturie, a Caracas o a Bogotá. La piazza, il comune, o la via al lato di casa, rappresentavano la patria dei più. Per lei, invece, erano parti individuali di un tutt’uno immaginario. Da nubile aveva vissuto in molte case, ricordava di aver spostato i libri dalla casa dei suoi genitori alla casa di suo marito. Si ricordò di aver avuto una biblioteca enorme. Dov’erano rimasti quei libri? In quale posto si trovava sua figlia, adesso? In quale città la aspettava suo marito? All’improvviso le stanze della casa diventarono punti sospesi e la vita si perse nello spazio, nel tempo.


Ibs
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Libreria Universitaria
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LibroCo
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Sabato 10 novembre 2018 – Nonantola (Mo) – La Libreria Booklet ospita i racconti di Patrizia Caffiero.


Sabato 10 novembre ore 15
Nonantola (MO) – Libreria Booklet

“Incredibili vite nascoste nei libri”
di Patrizia Caffiero

l’autrice dialogherà
con Giulia Sacchi e Manuela Vecchi

Reading con Angelo Spiga (chitarra) e Giulia Sacchi

Sabato 10 novembre, alle ore 15, a Nonantola (Mo), nei locali della Libreria Booklet, in via Longarone 7/9, si terrà una nuova presentazione di “Incredibili vite nascoste nei libri”, la raccolta di racconti di Patrizia Caffiero. L’autrice dialogherà con Giulia Sacchi e Manuela Vecchi, durante l’incontro Angelo Spiga accompagnerà con la chitarra le letture di Giulia Sacchi.

Cosa può accadere tra le mura di una casa, allʼinterno di quellʼequilibrio sottile costituito dalla famiglia, dalla convivenza di persone appartenenti a diverse generazioni, con desideri, emozioni e vite totalmente differenti? Storie di allontanamenti e ricongiungimenti, migrazioni, fughe, viaggi, vite costrette a fare i conti con una violenza cieca, dinanzi a cui si può solo resistere, uscendone stravolti, oppure scappare, in cerca di una redenzione. Rivoluzioni che attraversano il paese, nel nord e nel sud, e le famiglie, i costumi, le abitudini, i sogni: ci appartengono perché ci somigliano, ci sono vicine.

Incredibili vite nascoste nei libri” è il titolo della raccolta di racconti scritti da Patrizia Caffiero, punto di partenza di storie che attraversano lo spazio e il tempo per tramandare un’esistenza, vissuta al riparo dal mondo, oppure sconvolta dalle sue intemperie. Patrizia Caffiero, salentina di origini, emiliana di adozione, è scrittrice, operatrice culturale, bibliotecaria.

Maddi, Zoubida, Nena, Vince, Laura, Ilaria, Sarah, Cloe, il Signore e la Signora Flick, Allegra, Maria, Jacopo, Filippo, sono le “incredibili vite nascoste nei libri”, raccolte nei racconti di Patrizia Caffiero.

Ne “La casa” gli oggetti di una casa parlano del presente e del passato, raccontano senza parole le storie di famiglia; e Maddi non sa staccarsene. Non può vivere senza le sue opere d’arte e i suoi ricordi. In “Zoubida il mediatore, Nena la benefattrice” la protagonista, Zoubida, di origine marocchina, è un diamante grezzo, una ragazza dal sorriso affascinante, testarda e intelligente. Nena, dietro i suoi modi bruschi, è la dolce madre di tutti, e in particolare ha a cuore la giovane Zoubida. In “Prima colazione”, la famiglia per Vince, come per ogni bambino della terra, è tutto il mondo. Il piccolo ama suo padre, suo fratello, ed è innamorato della sua bellissima mamma. Come ogni bambino della terra, vorrebbe che lei fosse felice. Laura è una ragazza dotata di un grande talento, la pittura è il suo talismano, Laura è complessa, sensibile, capace di sognare, e persino di realizzare i suoi sogni, ne “Le strade di Laura” è raccontata la sua evoluzione.
“La libreria” racconta dellʼunico desiderio di Ilaria: leggere. I libri sono una vera e propria ossessione per lei; ma, poiché è ancora una bambina, non ha i mezzi per procurarsi il sapere di cui ha necessità. Ecco perché Ilaria sogna di crescere in fretta. Ne “Il balcone” si racconta di Sarah, una donna di oltre settant’anni che si ammala, e non può più camminare. Ha superato in passato molte avversità, ma ora non si rassegna al nuovo corso degli eventi.
“Cloe la parrucchiera” è una donna affascinante, vitale e generosa. Coltiva la propria consapevolezza e, senza darlo troppo a vedere, quella delle persone che hanno la fortuna d’incontrarla. “Il Signore e la signora Flick” stanno insieme da quando erano bambini. L’amore profondo che provano l’uno per l’altra è un fiume che si spinge oltre le mura domestiche, e diventa amore per la piccola comunità in cui vivono da sempre.
Allegra, ne “La sposa rubata”, è una donna accogliente, simpatica, sempre indaffarata nella gestione di un bed & breakfast. Dietro le sue spalle, l’ombra di un matrimonio difficile, e il luogo nascosto dove può celarsi lo spirito di una donna.
“La prozia Maria” è stata una cantante celebre, molto amata dal marito. Maria ha attraversato una lunghissima vecchiaia ̶ ed è arrivata alla fine della vita ̶ nella solitudine e nel silenzio. Jacopo ha trent’anni, e ha sempre trattenuto i suoi sentimenti, la sua aggressività. Sogna una terribile rivalsa. “Tre pomeriggi e due sere” è il turno di baby-sitting in cui la protagonista del racconto accudisce Filippo, un bambino molto saggio: un poeta in nuce. A tre anni è costretto a riflettere su qualcosa che è molto più grande di lui…

“Ma un genio invisibile, quella sera, mi regalò anche la pazienza, grande come una immensa mongolfiera di tela bianca, tenera come marmellata fatta in casa, lunga come un cavo d’acciaio, come la corda dell’impiccato; una pazienza da cacciatore, da ladro, da capitano di una ciurma bastarda.”

Patrizia Caffiero, nata e vissuta a Lecce fino al 1996, si è trasferita prima a Ferrara, poi a Bologna e infine ad Anzola dell’Emilia dove ha “trovato” le sue radici, e lavora dal 2006 per il Comune come addetta alla cultura e bibliotecaria. È laureata in Lettere e Filosofia (Università del Salento) con una laurea dal titolo “Pasolini e il Potere. Linee per un’interpretazione storico-politica.” S’interessa di cinema, teatro, letteratura; i suoi scrittori preferiti sono Maeve Brennan, Truman Capote, Karen Blixen, Jean Stafford, Paul Auster. Ha pubblicato per Miraviglia editore, nel 2007, “Guarda che prima o poi Dio si stancherà di te”; sempre nello stesso anno, per la casa editrice Fernandel, un racconto per l’ antologia “Quote rosa”; nel 2009 un racconto per l’antologia “Fobieril – soluzione MANIAzina” (Jar Edizioni). Aggiorna settimanalmente il blog letterario “Prima della pioggia” visitabile all’indirizzo: https://testiappuntinotedablogs.wordpress.com/

Venerdì 9 novembre 2018 – Martano (Le) – I racconti di Aldo Augieri ospiti della Farmacia Letteraria Corte Grande


Venerdì 9 novembre 2018 – ore 20.00
Farmacia Letteraria Corte Grande
(Martano – Piazza Assunta, 31)

“I singhiozzi di Jerry e Gunther”
di Aldo Augieri
(Musicaos Editore)

Venerdì 9 novembre 2018, alle ore 20.00, a Martano, presso la “Farmacia Letteraria Corte Grande”, in Piazza Assunta 31, si terrà un nuovo appuntamento con la scrittura, i racconti, e la lettura di Aldo Augieri, che presenterà la sua raccolta di racconti intitolata “I singhiozzi di Jerry e Gunther”, dialogando con l’editore del volume, Luciano Pagano, e leggendo alcuni estratti dai racconti. Ingresso libero.

Secondo Cinzia Dilauro (QuiSalento), “I singhiozzi di Jerry e Gunther” sono “Una bella e godibile raccolta che si vorrebbe non finisse così presto per capire chi cavolo sono Jerry e Gunther e vedere fino a dove l’autore riesca a spingere l’intollerabile, la normale e pericolosissima quotidianità, per vedere quale effetto farà il racconto successivo e quello dopo ancora. In quel gioco di reazioni indefinibili e controverse, ambigue e oscure a noi stessi, ma venate, questo è certo, di disdicevole divertimento”. Secondo Geraldine Meyer (L’Ottavo), ci troviamo davanti a “uno di quei libri rispetto ai quali restare tiepidi è impossibile. O lo si chiude alle prime righe o si arriva all’ultima parola con il sempre più raro senso di spiazzamento che buona parte della letteratura italiana degli ultimi anni non regala più. Raro ancor più quando si tratta di racconti. Materia difficile, sempre a rischio di banalizzazione, in bilico tra incompiutezza e perdita di centro. Nei racconti non è la trama quella su cui deve lavorare uno scrittore ma, semmai, la situazione. E qui, in questo libro, Augieri riesce in un’impresa per nulla facile: quella di non focalizzare né l’una né l’altra ma, ancora più arditamente, mettere il dito direttamente nella piaga e nella piega di deliri e ossessioni”.

I racconti di Aldo Augieri partono da situazioni in apparenza comuni, per poi creare uno sfasamento dal piano della realtà, spingendosi al di là del paradosso. Attrazione, sesso, violenza gratuita e ponderata; Agata è una donna ossessionata dal corpo del suo amante, che deve sempre toccare, lambire, avere al suo fianco, materialmente incollato come un gemello siamese. Jerry e Gunther, come Sherazade, sono due portatori insani di storie che approfittano della calura estiva per estendere il giorno come un nuovo metallo prezioso, costruendo un ponte tra la stranezza della realtà e la concretezza irreale di ciò che potrebbe essere. Tra le storie che vengono narrate viene tessuto un filo, un dialogo sottile tra il lettore e le ossessioni e paure dello stesso autore. I racconti si giocano sulla costruzione di una tensione, un arco teso verso la direzione della fine di ogni storia. “C’è un problema” racconta ad esempio l’ineluttabilità di una giornata che condurrà il protagonista verso una conclusione inaspettata, per quanto annunciata. Aldo Augieri, che per la scrittura di alcuni di questi racconti si è avvalso anche degli oggetti e dell’immaginario del Fondo “Salvatore Errico”, costruisce atmosfere orrorifiche, inquietanti, con suggestioni figlie della frequente “compagnia” di Ambrose Bierce, nelle quali si mescolano elementi grand-guignoleschi, suspense, finali imprevedibili, che creano un vero e proprio gotico nel contemporaneo.
Le donne protagoniste di queste storie sono crudeli, dispotiche, eppure degne della più grande adorazione, come in “Gunther”; oppure diventano centro di attrazione per i giochi di ragazzi viziosi. I protagonisti sono visionari, accomunati dalla ricerca dell’amore, ciascuno a modo suo, inseguono fantasmi erotici conosciuti in chat o costruiscono simulacri del desiderio. Il comun denominatore di queste storie è l’esplorazione dell’inconscio, fin nei meandri più inquietanti, come ad esempio quello della spietata crudeltà dei bambini, descritta con dovizia psicologica in “Terapia di gruppo”. “Lettera al lettore” e “Un attore” racchiudono questo viaggio, lasciando il lettore in compagnia dei suoi fantasmi, deliri, ipnosi.

Aldo Augieri fonda, nel 2001, Asfalto Teatro. Per la compagnia compone diversi testi drammatici e riscritture sceniche interpretando e dirigendo le partiture di Guai in un paese di utopia (2001), Lo schiaffo del soldato (2005), La caccia allo Snark (2006), La condanna (2008), Odradek (2009), Vecchio Angelo Mezzanotte (2010), Le bagatelle di Lady Macbeth (2011), H.H. La confessione di un vedovo di razza bianca (2014), Scandalo negli abissi (2015), Storielle cliniche (2017). Questi racconti costituiscono il suo primo tuffo nelle acque contaminate della letteratura.

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