Che fine hanno fatto i Microservi?


microservi_douglascouplandCar* amic*, io non so che fine hanno fatto i Microservi (Feltrinelli 1998/Microserfs 1996) di Douglas Coupland, geniale libro scritto da un autore che a volte mi piace e a volte no. So soltanto che in quel libro, nella metà degli anni novanta, secondo me c’erano tutta una serie di considerazioni, analisi, situazioni, che al mondo (informatizzato/socializzato) d’oggi, sarebbe interessante cogliere con uno sguardo.
Veniva ad esempio descritta nei minimi particolari l’atmosfera da superprestazione dei campus Microsoft (e non solo), così simili alle fabbriche call-centeriane del terziario avanzato. Veniva ad esempio descritta l’aura che circondava il capo dei capi, Bill Gates, nell’azienda che in quel periodo era al massimo della sua espressione, prima dell’open-source e prima dell’iPod, quando nacque il ‘mito’ del sistema operativo gui-oriented più usato del mondo, prima che i continui aggiornamenti non lo facessero scadere a topos barzellettistico. In quel libro c’era la mutazione dell’homo informaticus dall’era immaginaria e pioneristica creata con War Games (Giochi di guerra, 1983) e l’inizio della sua decadenza. Potremmo dire quasi, the dark side of pc.
Oggi leggendo la notizia del lancio di Windows 8 (domani) ho pensato a come è cambiata l’informatica negli ultimi dieci anni, ma soprattutto a come è cambiato il mondo che ruota attorno all’informatica. In pratica i computer stand-alone, per quanto riguarda il loro utilizzo massificato, hanno imboccato il viale del tramonto. Tra un po’ verranno utilizzati solo per mestieri che richiedono una forte specificità di calcolo, nelle applicazioni grafiche, negli uffici etc. Ecco, in Microservi di Douglas Coupland c’era già tutto questo, e, in aggiunta, un bel po’ di mistificazione/mitizzazione della figura del Gates pre-filantropia, tutte modalità che abbiamo ritrovato, in seguito, negli incartamenti prodotti per la beatificazione di Steve Jobs. Non so se Microservi sia ancora in circolazione, sarebbe bello che venisse ripubblicato da Feltrinelli o, magari, da Isbn Edizioni, casa editrice che sta pubblicando gli ultimi bei libri scritti da Coupland, compreso quello uscito nella nuova collana dei Vinili, intitolato “Dio odia il Giappone” (leggi qui http://isbnedizioni.it/catalogo/narrativa/dio-odia-il-giappone/). Detto questo, car* amic*, Microservi puoi trovarlo usato per conto tuo, anche se non basta cercare su Google.

CON UNA RETTIFICA: Ovviamente il libro è disponibile, ovviamente sul portale Feltrinelli, quindi tecnicamente c’è, qui. Solo che non è “momentaneamente disponibile online“, trattandosi di edizione ecomomica deduco che potrebbe essere ristampato.

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