“Cambiare con creatività”, Autori Vari (Phasar Edizioni)


"Cambiare con creatività", Autori Vari (Phasar Edizioni)

Le esperienze professionali e accademiche di diversi autori, che fanno parte della community di www.psicolab.net, hanno dato il via a un progetto sulla Formazione come strumento di cambiamento. Si tratta di punti di vista diversi su un campo, quello della Formazione Outdoor, ancora poco compreso e conosciuto. Uno sguardo creativo e al contempo rigoroso di formatori, coach, professori e giornalisti sul mondo della Formazione Esperienziale. Una Formazione vitale che si rinnova nei contenuti e nelle modalità, una Formazione sempre più necessaria sia in campo aziendale che personale, una Formazione che è percorso e stile di vita.

La decontestualizzazione dall’ambiente abituale, per effettuare attività insolite e maggiormente creative, è una delle chiavi per ottenere cambiamenti duraturi. Questo permette infatti di abbattere le diffidenze e porre tutti i partecipanti allo stesso livello di partenza: su un campo da rugby, su un palcoscenico o in un rifugio di montagna poco importa il mio ruolo aziendale o sociale. Tutti devono mettersi in gioco per contribuire al raggiungimento del risultato finale. In tali contesti diventa importante collaborare per svolgere compiti elementari o difficili. Così i partecipanti possono acquisire nuove capacità di relazionarsi, abbattere precedenti schemi e diffidenze, scoprire aspetti nuovi nei propri compagni e in se stessi.

Le organizzazioni si trovano continuamente a dover fronteggiare cambiamenti di ogni tipo, adattando i propri obiettivi, la propria struttura ed il modo in cui si pongono sul mercato. Per questo chiedono uno sforzo costante di adattamento e di miglioramento ai propri membri. E le nozioni teoriche e specialistiche, per quanto importanti nello svolgimento di qualsiasi professione, non sono sufficienti perché le persone, in una qualsiasi realtà, hanno bisogno di comunicare e di imparare continuamente per raggiungere il duplice e fondamentale obiettivo che garantisce il successo: essere soddisfatti soddisfando a nostra volta le aspettative dell’organizzazione.

Autori del libro: Fabio Croci, Laura Cioni, Giovanna Coppini, Paolo Svegli, Silvia Corridoni, Valentina Ristori, Angela Cardi, Stefania Ciani.
Curatore: Lapo Baglini.

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"Cambiare con creatività", Autori Vari (Phasar Edizioni), 2008, €12, ISBN: 978-88-6358-013-6, pp. 120

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“C’era una donna…” di Monica Negri (Phasar Edizioni)


"C’era una donna…" di Monica Negri (Phasar Edizioni)

Un racconto autobiografico, una denuncia morale sull’arroganza e l’indifferenza dei piccoli poteri.

"Questa storia nasce dalla necessità di esorcizzare quanto accaduto durante pochi anni che hanno cambiato la nostra vita. Quando abbiamo assistito al disgregamento fisico e morale di una persona a noi molto vicina e alla fine di un periodo sostanzialmente sereno, quando abbiamo scoperto quanto si può essere soli in mezzo agli altri e a quali livelli di meschinità possa giungere l’animo umano.

Una storia che non nasce come una denuncia, anche se moralmente deve essere considerata tale, ed è solo questa la ragione per cui non vengono volutamente fatti nomi.

Una storia vera, una storia come mille altre che si consumano nel quotidiano senza che quasi nessuno ne parli"

"C’era una donna…" di Monica Negri (Phasar Edizioni), 2000, €7,23, ISBN: 88-87911-02-9, pp. 112

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30 Novembre 2012 – “Vane alla Svizzera”, Mino De Santis in concerto a Bellinzona


Mino De Santis, ha percorso il Salento e la Puglia, in lungo e in largo, portando la sua musica e le sue storie nelle piazze della sua terra. Dopo essere già approdato in Trentino Alto Adige, in occasione dello Sky Wine 2012, accompagnato dagli Ululati di Lupo Editore, la nuova etichetta musicaleditoriale della talentuosa casa editrice salentina, si prepara ad un nuovo viaggio, un viaggio moderno e allo stesso tempo antico. È l’ora di una nuova “storia”, alla maniera di quegli emigranti che, tanti anni fa, andavano in Svizzera, con la speranza in tasca, questa volta per portare versi, musica, e cultura. Una tradizione artistica, quella a cui si lega De Santis, che costituisce un vero e proprio filone, e che in questi mesi è divenuta più che mai attuale.

Mino De Santis sarà a Bellinzona, il 30 novembre prossimo, ospite proprio di una persona che, come racconta De Santis nelle sue canzoni, è partita negli anni sessanta, lasciando la sua Galatone, per trovare fortuna. Questo tipo di occasioni di solito sono il pretesto per parlare di un artista e della sua arte, questa volta approfitterò per fare alcune domande al signor Alessandro Montefusco, che lavora in Svizzera da più di quaranta anni e che si è reso artefice di questa occasione di scambio tra il suo Salento e la sua Svizzera.

Sig. Montefusco, il 30 novembre prossimo, per festeggiare il 15° anno di attività dell’autocarrozzeria Isolabella, avete deciso di invitare Mino De Santis per tenere un concerto, invitando tutti i vostri amici e clienti più affezionati a quella che si prospetta essere una vera e propria festa, le chiedo, da quanto tempo lavora in Svizzera, e quali sono i ricordi a cui è più affezionato, sia in Italia che in Svizzera?

Sono in Svizzera dal 1966. Dopo il periodo scolastico ho iniziato a lavorare, precisamente dal 1970, nel Canton Jura a Delémont, dove la mia famiglia si era trasferita. I ricordi a cui sono più affezionato di quel periodo è senz’altro il Salento della mia infanzia trascorsa a Galatone in contrada “Inferno” (braghe corte e piedi scalzi). Della Svizzera sicuramente ricordo di più gli amici della mia gioventù.

Le statistiche e i giornali ci raccontano di giovani italiani che, sempre più numerosi, studiano e accumulano la propria esperienza per partire e abbandonare il nostro paese; la sua esperienza è stata simile? Ci può raccontare come sono stati i primi anni, anche per i più giovani, come è stato avviare un’attività?

A 12 anni, al termine della prima media, raggiunsi la mia famiglia. Mio padre lavorava assieme a tanti altri Salentini nel Canton Jura (è il cantone di lingua francese). Lì completai i miei studi obbligatori e trascorsi il mio periodo di apprendistato come carrozziere, per 4 anni. L’attività in proprio la incominciai, per la prima volta, nel 1977, avevo 23 anni, per altri quattro anni.

In seguito provai altre strade professionali. Dopo avere messo su famiglia e dopo avere scoperto il Canton Ticino, dove il clima era sicuramente più favorevole rispetto alla Svizzera del nord, mi sono trasferito con la mia famiglia. In questo splendido Cantone dopo un periodo di lavoro come dipendente con mansioni di responsabilità presso una concessionaria di autovetture ho colto l’opportunità di rilevare una carrozzeria già esistente, spinto dal desiderio di lavorare in proprio. Ed è proprio questo obiettivo di indipendenza che mi ha incoraggiato a creare e sviluppare la mia impresa. La motivazione che mi ha spinto a fondare la mia impresa è stata la fiducia nelle mie capacità di artigiano.

Dopo tanti anni, grazie al suo lavoro, lei si sarà perfettamente integrato nella sua città; cosa si sente di suggerire a qualcuno che volesse intraprendere il suo stesso percorso?

Se dovessi aggiungere ancora qualcosa a quanto scritto più sopra suggerirei di sviluppare le proprie capacità e metterle al servizio degli altri lavorando con professionalità, con lo spirito di servizio nei confronti degli altri e non mettere per forza come primo scopo l’arricchimento.

Mino De Santis, nelle sue canzoni, affronta spesso il tema dell’emigrazione e del lavoro, mostrandone tutti gli aspetti, può darci anche lei il suo augurio e invito al concerto del 30 novembre?

Mino De Santis nella sua canzone “Vane alla Svizzera” tratta il tema dell’emigrato con molto sarcasmo, sarcasmo che condivido in parte anche perché parallelamente esiste un’emigrazione salentina che ha saputo integrarsi perfettamente nella società svizzera raggiungendo dei traguardi tutto rispetto e arricchendosi di questa nuova realtà, senza per questo rinnegare le proprie radici. Invito quindi tutti quelli che lo desiderano a raggiungerci il 30 novembre per festeggiare con noi.

“Bus de la Lum. Foiba infame e discussa” di Silvano Mosetti (Phasar Edizioni)


"Bus de la Lum. Foiba infame e discussa" di Silvano Mosetti (Phasar Edizioni)

Sull’estremo confine del Friuli-Venezia Giulia, pochi metri al di qua del Veneto, si apre un inghiottitoio naturale profondo 180m: il Bus de la Lum. Esplorato la prima volta nel 1924 dalla Società Alpina delle Giulie, nel 1949 l’Autore portò il suo Gruppo a una riesplorazione, trovando sul fondo i resti di parecchi infoibati. Un anno dopo, su incarico del Ministero Difesa-Esercito, lo stesso Gruppo dei triestini riportò in superficie quanto restava di ventotto salme, sospendendo il recupero per la presenza di alcune bombe inesplose. La narrazione riesce a scavare nel dolore di una madre, emblema di tutti i parenti di infoibati, un sentimento di commossa rassegnazione e consente di sperare in una totale pacificazione etnica con gli Slavi, oggi auspicata ma non ancora pienamente realizzata.

Silvano Mosetti è nato nel 1924 a Trieste, dove muore l’8 marzo 2008.
Presidente del Gruppo Triestino Speleologi dal 1949 al 1957, vi è rimasto socio per ventisei anni. Dopo vari incarichi ecclesiali, assolti sia in ambito locale sia a livello nazionale, è stato presidente diocesano di Azione Cattolica nel capoluogo giuliano per due mandati triennali conclusi nella primavera 1983. In “Chi ha sete venga”, pubblicato dalla Elle Di Ci alla fine del 1995, ha curato una copiosa raccolta di schede per i “centri di ascolto” operanti in varie diocesi italiane.

Nel concorso letterario “L’Autore”, indetto nel 2002 per opere inedite da Firenze Libri, su 1466 partecipanti anche stranieri alle tre sezioni (narrativa, poesia, varia), è risultato tra i diciassette finalisti per la narrativa con “Noi degli abissi”, stessa opera qui presentata col titolo “Bus de la Lum”.

"Bus de la Lum. Foiba infame e discussa" di Silvano Mosetti (Phasar Edizioni), 2008, 12€, ISBN: 978-88-6358-001-3, pp. 184

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28 Novembre 2012 – “Il paesaggio salentino di Roberto Rocca”. Mostra fotografica al Note di vino di Ruffano


Note di vino
presenta

MOSTRA FOTOGRAFICA
"Il paesaggio salentino di Roberto Rocca"

Mercoledì 28 Novembre 2012
Ore 19.30

"Note di vino" – Ruffano
Via Vittorio Veneto, 55

Roberto Rocca nasce e vive a Taurisano, in provincia di Lecce. Inizia la sua carriera ‘paparazzando’ vip, ma durante gli appostamenti scopre l’amore per il suo Salento e la passione per la fotografia paesaggistica. Un modo per non poter mai smettere di immortalare sulla pellicola la sua modella più bella, che ritrae di giorno, di notte, abbandonata sotto il sole, oppure nascosta dietro un cielo gonfio di pioggia. Roberto Rocca, tra le sue pubblicazioni, annovera ampi servizi per la Rizzoli, nella rivista DOVE e I VIAGGI DEL SOLE; la GUIDA PUGLIA edita da Giunti Editore; con l’editore Mondadori per la rivista DIVA E DONNA e CHI; e con Hachette Rusconi per la rivista GENTE, oltre a numerose copertine di libri. È prossima la pubblicazione di un suo volume fotografico interamente dedicato al Salento.

«Le mie foto – racconta Rocca – sono degli scatti molto semplici. Non vado alla ricerca di inquadrature particolari. In compenso, però, sono molto pignolo con la luce e i colori, e quindi cerco in ogni paesaggio di far uscire il meglio che può dare. ».

Aperitivo con degustazione guidata da un sommelier della Cantina Materdomini.

Note di Vino – Nel cuore del Salento, a Ruffano (LE), dalla passione per l’enogastronomia e per la musica nasce l’enoteca wine bar «Note di Vino». Esperienza nella selezione e nella scelta delle bevande e dei cibi, il tutto accompagnato da una ricercatissima selezione musicale: jazz, blues, rock… dai concerti che settimanalmente vengono organizzati e dalle jam session dei musicisti/clienti a cui viene messo a disposizione il palco con tutta la strumentazione (chitarra, batteria, pianoforte.

Info:
http://www.note-di-vino.it/
Tel +39 340 33 86 316/ +39 340 90 98 835
Via Vittorio Veneto, 55 – 73049 Ruffano (LE) – Italia

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“A piedi nudi sulla sabbia” di Giovanni Galperti (Phasar Edizioni)


"A piedi nudi sulla sabbia" di Giovanni Galperti (Phasar Edizioni)

Doveva pensare a qualcosa il profeta Isaia quando diceva: «Come sono belli sui monti i piedi del messaggero che annunzia la pace che annunzia la salvezza».

Poteva magari pensare al mio catechista Daniel, della missione di Gounou Gan al Ciad, nel bel mezzo dell’Africa. Io a Isaia e a queste sue parole pensavo ogni volta che vedevo Daniel togliersi le scarpe – se scarpe potevano essere – e venire davanti all’altare, sempre all’ombra di un albero, per commentare il Vangelo.

Non ho capito né Isaia né il Vangelo. E neppure il gesto di Daniel.

Daniel sorriderebbe, se leggesse, sorpreso di ritrovare qualcosa di se stesso in queste pagine scritte – a piedi nudi – dopo e prima averlo conosciuto.

Qualcosa cui non aveva mai pensato.

"A piedi nudi sulla sabbia" di Giovanni Galperti (Phasar Edizioni) , Phasar Edizioni, 8,00€, 978-88-63580-63-1, pp. 112, 2010

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25 Novembre 2012 – Stefano Benni con “Di tutte le ricchezze” al Feltrinelli Point di Lecce


FELTRINELLI POINT di Lecce OSPITA
IL ROMANZO “DI TUTTE LE RICCHEZZE” (Feltrinelli) di Stefano Benni

L’autore si renderà disponibile a firmare le copie del libro, accogliendo ben volentieri domande dai lettori convenuti.

Domenica 25 novembre 2012 ore 11.00
Feltrinelli point – via Cavallotti 7/a – 73100 – Lecce – Italia

La libreria Feltrinelli non perde occasione di presentare ghiotte opere letterarie come il romanzo “Di tutte le ricchezze” – ai lettori leccesi e non – che non possono non accogliere quest’opportunità di arricchimento culturale accompagnato dalla simpatica e poliedrica figura di Stefano Benni, un autore acuto e frizzante, l’ideale insomma per una domenica mattina di novembre.

Martin è un maturo professore e poeta che si è ritirato a vivere ai margini di un bosco: è una nuova stagione della vita, vissuta con consapevolezza e arricchita dai ricordi e dalle conversazioni che Martin intrattiene con il cane Ombra e con molti altri animali bizzarri e filosofi. In questa solitudine coltiva la sua passione di studioso per la poesia giocosa e per il Catena, un misterioso poeta locale morto in manicomio.

Questa tranquillità, che nasconde però strani segreti, è turbata dall’arrivo di una coppia che viene a vivere in un casale vicino: un mercante d’arte in fuga dalla città e Michelle, la sua bellissima e biondissima compagna. L’apparizione di Michelle, simile a una donna conosciuta da Martin nel passato, gonfia di vento, pensieri e speranze i giorni del buon vecchioprofessore. Il ritmo del cuore e il ritmo della vita prendono una velocità imprevista. Una velocità che una sera, a una festa di paese, innesca il vortice di un fantastico giro di valzer.

Leggende, sogni, canzoni, versi di un poeta che la tradizione vuole folle e suicida, telefonate attese, contattisti rock, cinghiali assassini, visite di colleghi inopportuni, comiche sorprese, goffi corteggiamenti e inattese tentazioni – tutto riempie di nuova linfa una stagione che si credeva conclusa, e che si riapre sul futuro come un’alba. Martin e tutti quelli che lo circondano sembrano chiusi in un bozzolo di misteri: si tratta di attendere la farfalla che ne uscirà.

Stefano Benni scrittore, giornalista, poeta, sceneggiatore, drammaturgo e umorista italiano. Ha collaborato con settimanali “l’Espresso” e “Panorama”, quotidiani come ”la Repubblica” e “Il manifesto”, autore televisivo. Ha scritto numerosi romanzi, autore di racconti e opere teatrali.

Info
Feltrinelli Point
via Cavallotti 7/a, 0832/331999
www.lafeltrinelli.it

Comunicato stampa di KEN LOACH sul PREMIO del TORINO FILM FESTIVAL


"È con grande dispiacere che mi trovo costretto a rifiutare il premio che mi è stato assegnato dal Torino Film Festival, un premio che sarei stato onorato di ricevere, per me e per tutti coloro che hanno lavorato ai nostri film.

I festival hanno l’importante funzione di promuovere la cinematografia europea e mondiale e Torino ha un’eccellente reputazione, avendo contribuito in modo evidente a stimolare l’amore e la passione per il cinema.

Tuttavia, c’è un grave problema, ossia la questione dell’esternalizzazione dei servizi che vengono svolti dai lavoratori con i salari più bassi. Come sempre, il motivo è il risparmio di denaro e la ditta che ottiene l’appalto riduce di conseguenza i salari e taglia il personale. È una ricetta destinata ad alimentare i conflitti. Il fatto che ciò avvenga in tutta Europa non rende questa pratica accettabile.

A Torino sono stati esternalizzati alla Cooperativa Rear i servizi di pulizia e sicurezza del Museo Nazionale del Cinema (MNC). Dopo un taglio degli stipendi i lavoratori hanno denunciato intimidazioni e maltrattamenti. Diverse persone sono state licenziate. I lavoratori più malpagati, quelli più vulnerabili, hanno quindi perso il posto di lavoro per essersi opposti a un taglio salariale. Ovviamente è difficile per noi districarci tra i dettagli di una disputa che si svolge in un altro paese, con pratiche lavorative diverse dalle nostre, ma ciò non significa che i principi non siano chiari.

In questa situazione, l’organizzazione che appalta i servizi non può chiudere gli occhi, ma deve assumersi la responsabilità delle persone che lavorano per lei, anche se queste sono impiegate da una ditta esterna. Mi aspetterei che il Museo, in questo caso, dialogasse con i lavoratori e i loro sindacati, garantisse la riassunzione dei lavoratori licenziati e ripensasse la propria politica di esternalizzazione. Non è giusto che i più poveri debbano pagare il prezzo di una crisi economica di cui non sono responsabili.

Abbiamo realizzato un film dedicato proprio a questo argomento, «Bread and Roses». Come potrei non rispondere a una richiesta di solidarietà da parte di lavoratori che sono stati licenziati per essersi battuti per i propri diritti? Accettare il premio e limitarmi a qualche commento critico sarebbe un comportamento debole e ipocrita. Non possiamo dire una cosa sullo schermo e poi tradirla con le nostre azioni.
Per questo motivo, seppure con grande tristezza, mi trovo costretto a rifiutare il premio."

Ken Loach – 21 novembre 2012

http://cinemabendato.it/index.php/news-cinema/item/723-ken-loach-rifiuta-il-premio-assegnato-dal-torino-film-festival-le-motivazioni

dal 24 Novembre 2012 al 5 Gennaio 2013 – Monopoli (BA) – LA TENSIONE DELLA FORMA


LA TENSIONE DELLA FORMA

Galleria SPAZIOSEI Via S. Anna, 6 – Monopoli (BA)
dal 24 novembre 2012 – 05 gennaio 2013

Vernissage Sabato 24 novembre 2012, alle ore 19.00

ARTISTI: Giuseppe BELLINI, Uccio BIONDI, Miki CARONE, Claudio CUSATELLI, Fernando DE FILIPPI, Emilio D’ELIA, Giulio DE MITRI, Mario DI CANDIA, Piero DI TERLIZZI, Iginio IURILLI, Sandro MARASCO, Franco MENOLASCINA, Alessandro PASSARO, Francesco SISINNI, Beppe SYLOS LABINI, Natalino TONDO

Con il patrocinio di Regione Puglia, Provincia di Bari, Città di Monopoli.

[catalogo in galleria]

“Una tensione verso la forma, intesa come capacità di trasfigurazione della materia e di approdo allo svelamento di un senso interno, attraversa i territori dell’arte italiana nell’arco di oltre cinquecento anni, costituendo così il filo rosso capace di dare identità all’immagine italiana” (Achille Bonito Oliva, Il tallone di Achille, 1988).

«Nel concepire una mostra corale di artisti di area pugliese – alcuni residenti altrove da tempo – di varie generazioni, tra maestri consolidati della ricerca sperimentale e giovani presenze con Mina Tarantino abbiamo deciso di confrontarci su una traccia essenziale che continua a marcare indagini di varie ascendenze culturali, orientandosi specialmente sul fronte della pittura e della scultura», scrive in catalogo il critico d’arte Lorenzo Madaro: «abbiamo così prediletto un dialogo dichiarato tra immagine e astrazione, rigore minimale e esplosione materiche, sempre all’interno di quel processo di tensione verso la forma che invade le superfici e sfonda i margini della rappresentazione per giungere al suo stesso grado zero. Documenta una performance di alcuni anni fa la fotografia contenuta in un box retroilluminato di Giuseppe Bellini: un corpo avvolto da membrane transgeniche evidenzia probabilmente l’interesse verso una dimensione ibrida e mutante dell’esistenza. Uccio Biondi recupera il disegno, associandolo a zapping pittorici e a inserti fotografici, esortando così a riflettere sull’immagine e sulle sue declinazioni sociologiche. Ieratica appare la donna effigiata da Mario Di Candia, modellata prelevando particolari e fisionomie dalla plastica arcaica e da certa tradizione popolare meridionale, ma sempre riconoscibile nella sua atemporale caratterizzazione. Miki Carone preleva, con l’ironia che contrassegna la sua ricerca, i gusci dei frutti del mare di Polignano, per reinventarli e comporre dal loro assemblaggio un grande fiore. Claudio Cusatelli predilige invece l’auto rappresentazione, mediata dall’immagine della sua impronta digitale, dove i ghirigori grafici propongono sempre nuovi percorsi visuali della mente.
Severa appare l’installazione di Emilio D’Elia, che stempera l’aurea totemica di una massa antropomorfa, approdando a un contrasto cromatico netto, tra blu intensi e contraccolpi dorati che lo riportano idealmente nella sua Puglia, dopo la pluridecennale permanenza parigina.
La grammatica pittorica e l’attenzione verso oggetti in apparenza ordinari rivelano una simbologia alchemica nella ricerca di Piero Di Terlizzi, che propone una tensione sottile tra geometrie del quotidiano e forme dell’immaginazione e del mito (in questo caso riferite al Filo di Arianna), sempre all’interno di quel suo lungo discorso concettuale che l’ha sempre visto coerentemente schierato dalla parte della pittura. Distante dall’attenzione verso iconografie universali, con chiari accenti politici e antropologici, della sua ricerca passata, Fernando De Filippi da circa un decennio ricostruisce attentamente profili di palme esotiche o di alberi della sua memoria privata (quelli della periferia milanese), recuperando – ma lui invero non l’ha mai tralasciata – una pratica raffinata del disegno e della pittura. La tensione verso la forma di Giulio De Mitri è indirizzata invece verso immagini custodite in teche illuminate, che preservano intatta l’identità giovane e fragile dell’angelica figura effigiata. La luce che emana l’opera rivela ispirazioni ascetiche.
La palpabile voluttà delle forme plasmate da Iginio Iurilli è associata, ancora una volta, a un afflato scultorio arcano, che evidenzia la rielaborazione meditata delle forme della natura mediterranea e della sensualità muliebre. In contesti fiabeschi fluttuano le anonime figure dipinte da Sandro Marasco, che manifestano una dicotomia netta tra la muta vitalità del movimento e l’esplicita condizione di segregazione subacquea in cui dimorano inesorabilmente. Sembra decantare l’importanza della riflessione solitaria l’opera in mostra di Franco Menolascina, invitando il fruitore a una concentrazione armonica e incolume, sull’esempio della figura ritratta.
Una tensione vitalistica verso la pittura contrassegna invece il lavoro più recente di Alessandro Passaro, in cui l’impronta aggressiva, tra orme cromatiche e materia, non tradisce però quella sua costante attenzione verso la rappresentazione, attenta ai momenti di un’apparentemente banale quotidianità.
Francesco Sisinni propone grandi masse di persone che oziano su una spiaggia assolata, a margine di situazioni di sfruttamento e desolazione, rivelando così nei patterns le profonde contraddizioni di questo tempo. L’omino di Giuseppe Sylos Labini rivela una tensione sospesa e riflessiva di un uomo solo con se stesso. Sul lato opposto pare muoversi Natalino Tondo, quasi alla ricerca del grado zero della rappresentazione, che rammenta le lunghe dissertazioni concettuali degli anni Settanta e Ottanta, chiudendo così il percorso espositivo con sovrapposizioni minimali di fogli di carta colorata.
Emerge pertanto un panorama per forza di cose parziale, ma estremamente diversificato, che ribadisce la validità di quanto espresso nel 1988 da ABO e lascia naturalmente aperti nuovi spiragli, per nuove definizioni critiche».

La mostra resterà aperta sino a sabato 05 gennaio 2013.
Orario: da martedì a sabato, dalle ore 17.30 alle 20.30
Info: spaziosei – tel. 080.802.903 – cell. 339.61.62.515

www.sandromarasco.it

23 Novembre 2012 – Vedano al Lambro (MB) – POESIAPRESENTE – Per Antonia Pozzi


POESIAPRESENTE – Ultimo appuntamento novembre 2012
di Mille Gru, Associazione Culturale di Monza
www.poesiapresente.it
https://www.facebook.com/poesiapresente

POESIAPRESENTE – PER ANTONIA POZZI

AUDITORIUM CAVENAGHI

(Oratorio S. Stefano) Via S. Stefano 8, VEDANO AL LAMBRO
Venerdì 23 novembre ore 21.00
“ANTONIA – cero sui fiori d’autunno
omaggio ad Antonia Pozzi nel centenario della sua nascita
a cura di Mille Gru
INGRESSO GRATUITO.
Iniziativa promossa e sostenuta dal Circolo Culturale Don primo Mazzolari di Vedano

scrittura scenica di Federica Volpe
interpretata da Adriana Libretti
messa in scena Dome Bulfaro
videofondale di Elisa Tagliati e Federico Pagliarini

Venerdì 23 novembre alle 21.00 presso l’Auditorium M. Cavenaghi di Vedano al Lambro la scrittrice e attrice milanese Adriana Libretti, interpreterà con una lettura scenica Antonia Pozzi (1912-1936) in ANTONIA – cero sui fiori d’autunno. L’iniziativa è promossa e sostenuta dal Circolo Culturale Don Primo Mazzolari di Vedano al Lambro ed è ad ingresso libero. Questa lettura scenica è stata scritta appositamente dalla giovane poetessa brianzola Federica Volpe come omaggio ad Antonia Pozzi nel centenario della sua nascita: si compone di lettere originali, poesie e racconti nella quale si snoda la vita della poetessa di Pasturo fino all’incontro volontario con la morte a soli 26 anni.

L’interpretazione di Adriana Libretti, scrittrice, attrice e autrice di teatro restituisce con fedeltà l’intenzione della Volpe a cui premeva narrare il processo di trasformazione dell’anima della Pozzi.
Il videofondale realizzato da Elisa Tagliati e Federico Pagliarini (docenti del Liceo Artistico Statale “B. Munari” di Crema) intensifica questo principio attraverso la ripresa di una candela che da spenta torna alla sua totale luminosa integrità. Fotografie e lettere autografe della Pozzi, attraverso dissolvenze incrociate, scandiscono i momenti più fecondi e drammatici condensati nel testo drammaturgico.

PoesiaPresente, ancora una volta, sostenendo Federica Volpe si distingue per la volontà di promuovere i giovani autori di MB offrendo loro spazi, risorse e visibilità col solo fine di metterli nelle condizioni di poter esprimere a pieno tutta la loro poesia.

Federica Volpe nasce a Carate Brianza, dove tuttora vive, il 17 maggio 1991 (venerdì!), e ancora si chiede la ragione di questo suo folle gesto. Ha pubblicato la raccolta poetica LEMBI con Onirica Edizioni (2010)ed è presente con la silloge LA GOLA DEL CAPPIO nell’antologia di giovane poesia QUATTRO GIOVIN/ASTRI edita da Kolibris Edizioni (2010). Ha fondato, con Barbara Bracci, il sito poetico VIR-US POESIA. Vuole ridare alla poesia (e non "alla sua poesia", come avviene in troppi casi) il posto che le spetta, e solo per questo si tiene in vita.
Adriana Libretti è un’attrice, doppiatrice e scrittrice italiana. E’ stata allieva della Scuola Nazionale di Drammaturgia di Gioia dei Marsi, diretta da Dacia Maraini. Come doppiatrice, ha prestato la voce a vari personaggi di cartoni animati, telefilm e soap-opera. Sua la voce di Castalia in I Cavalieri dello Zodiaco; e quella di Michelle Bauer Santos (Nancy St. Alban) in Sentieri. In qualità di attrice cinematografica è stata la protagonista femminile del film di Angelo Ruta, Animali Felici , e compare nel cast di Fuori dal mondo, di Giuseppe Piccioni. Ha messo in scena diversi spettacoli da lei scritti e interpretati allo Zelig di Milano. Come scrittrice ha pubblicato Incontri di stagione (Zephyro Edizioni, 2004); Lettere a un cretino (ATì Editore, 2005); Un dolore senza fissa dimora (ATì Editore, 2008) e il recentissimo “Linfe. Romanzo vegetale” (Vidya editore, 2012) con CD audio allegato.

POESIAPRESENTE – POETRY THERAPY A BELLINZONA (CH)
c/o CASTELLO DI SASSO CORBARO A BELLINZONA (CH)

Venerdì 30 novembre ore 17.00

CAS Certificate of Advanced Studies in Etica Clinica e Medical Humanities

ACCESSO RISERVATO AI SOLI ISCRITTI.

Co-organizzato da SUPSI (Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana)

Venerdi 30 novembre dalle 08.30 alle 17.00 presso il Castello di Sasso Corbaro a Bellinzona (Svizzera)il poeta Fabiano Alborghetti terrà un intervento nel modulo di formazione CAS Certificate of Advanced Studies in Etica Clinica e Medical Humanities co-organizzato da SUPSI (Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana ) e dall’Osservatorio per le Medical Humanities.
Obbiettivi del modulo di formazione –indirizzato agli operatori delle professioni mediche e sanitarie- sono:
– Apprendere una metodologia che faciliti la presa di decisione in situazioni complesse e nelle pratiche cliniche quotidiane;
– favorire il confronto delle idee e delle prospettive fra le diverse figure coinvolte nel processo di cura
– offrire, in ottica interdisciplinare, strumenti che siano di aiuto nella pratica professionale per dirimere conflitti e controversie fra i diversi attori che popolano la scena della cura.

Relatori:
Fabiano Alborghetti, poeta, critico letterario e direttore artistico per la Svizzera della rassegna PoesiaPresente;
Guenda Bernegger; filosofa, master in medical humanities dell’Università dell’Insubria, dottoranda all’Università di Losanna, collaboratrice dell’Osservatorio per le Medical Humanities della SUPSI
Paolo Cattorini, medico e filosofo, professore ordinario di Bioetica alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi dell’Insubria;
Graziano Martignoni, medico psicanalista, professore SUPSI e responsabile dell’Osservatorio per le Medical Humanities della SUPSI, docente alle Università di Friborgo e dell’Insubria.

POESIAPRESENTE – I LIBRI MILLE GRU A LUGANO (CH)

c/o GALLERIA MYA LURGO

piazza della Riforma 9, Lugano
Giovedì 13 dicembre ore 18.00
“TITA su una gamba sola” di Patrizia Gioia
“MILANO ICTUS” di Dome Bulfaro
e “POEMS” di Ziba Karbassi
editi da Mille Gru
Presentati da Patrizia Gioia, Fabiano Alborghetti e Dome Bulfaro
INGRESSO GRATUITO.
tel.+41 (0) 91.911.88.09

Mya Lurgo
tel. +41 (0) 79.626.70.38
www.myalurgo.ch <http://www.myalurgo.ch>

POESIAPRESENTE – TITA A VENEZIA

c/o PATRONATO DEI FRARI

San Paolo 2464/Q – calle dietro l’Archivio, Venezia
Lunedì 17 dicembre ore 17.30
“TITA su una gamba sola” di e con Patrizia Gioia
edito da Mille Gru/ SpazioStudio 2012
INGRESSO GRATUITO.
Iniziativa a cura de “La Settima Stanza” – scuola di poesia

POESIAPRESENTE – SEGNALAZIONE

SpazioStudio e Fondazione Arbor sono lieti di segnalare e invitare: Philo scuola superiore di pratiche filosofiche presenta

– giovedì 29 novembre 2012- ore 21.00-23.00
"’E’ il silenzio al di sopra dei mille santuari sparsi nel mondo’ (Bruno Hussar)”
, con Anna Barbara, Patrizia Gioia, Romano Màdera, incontro di presentazione del ciclo "Dove soffia lo spirito. Incontri e confronti di spiritualità laica". Ingresso libero e gratuito
http://www.scuolaphilo.it/eventi-2012-13-dovesoffialospirito.html

– martedì 11 dicembre 2012 – ore 21.00-23.
00
"La metamorfosi come valore: rileggere Hesse a cinquant’anni dalla morte”. Serata a ingresso libero e gratuito dedicata a Hermann Hesse, in collaborazione con Mondadori, Frigoriferi Milanesi, IDN Media Relations
http://www.scuolaphilo.it/eventi-2012-hesse-mondadori-dicembre.html

23 Novembre 2012 – Roma – CicloInVerso per “Love, peace and bike”


Venerdì 23 Novembre 2012 – Ore 19.30
Sala Ouverture, Via Tripoli 22 – Roma

Cabaret, arte e jazz incontrano il progetto “Love, peace and bike” a Roma il prossimo venerdì 23 novembre

Il prossimo 23 novembre 2012, a partire dalle 19,30, presso la Sala Ouverture in via Tripoli 22 il progetto Love, Peace and Bike sarà ospite della serata di “Jazz – Cabarté” con alcuni libri in viaggio. La serata è con Elisabetta Tucci, il duo Giulia Salsone e Bruno Zoia, Chiara Pavoni e Maddalena Rizzi e prevede Jazz e Fun DJ Set. Info e prenotazioni al 3472591856.

Con l’occasione, attraverso alcuni interventi a tema con la serata, sarà introdotto il progetto stagionale e le prossime tappe in corso di organizzazione per il mese di dicembre. Verrà inoltre proposta una performance tratta da “La ragione nell’amore” con Vincenza Fava ed Enrico Pietrangeli.

Love, Peace and Bike è un progetto aperto dell’Associazione Culturale CicloInVerso che vedrà interagire bicicletta e cultura per l’intera stagione attraverso il suo sito e la pagina FB (www.cicloinverso.comwww.facebook.com/cicloinverso).

Inaugurato lo scorso 19 agosto attraverso una diretta streaming, si propone d’incontrare e collaborare con più soggetti in un work in progress che, insieme ad alcune tappe frazionate su tutto il territorio, sarà costituito, in primo luogo, coi libri, sia quelli in viaggio che quelli da incontrare sul territorio.

23 Novembre 2012 – Imola – Concerto a cura di “ORGANI antichi”


Direzione artistica Andrea Macinanti

IMOLA – CHIESA DI S. GIACOMO NEL CARMINE

Venerdì 23 Novembre / ore 20.45

Tromba: LUIGI FAGGI GRIGIONI
Organista: MAURO FERRANTE

L’immancabile appuntamento di questa stagione dedicato all’organo e alla tromba vede protagonisti un duo trentino collaudato e già ospite molto apprezzato della scorsa stagione di “Organi antichi”. Il programma è incentrato sulla magnificenza musicale barocca europea, dall’italiano Viviani al francese F. Couperin, passando per il tedesco, naturalizzato inglese Haendel. Mauro Ferrante completa il programma con alcuni capolavori a organo solo dei più sommi organisti e compositori dell’epoca: il preludio al Corale Wachet auf, ruft uns die Stimme di J.S. Bach e un preludio D. Buxtehude.

Concerto a ingresso libero

La rassegna riceve il sostegno della CAMERA DI COMMERCIO DI BOLOGNA, della FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO IN BOLOGNA, della FONDAZIONE DEL MONTE DI BOLOGNA E RAVENNA, della MANUTENCOOP, di CULTURA MUSICALE GANZANIGO, della COOP RENO, del Comitato gemellaggio Granarolo-Bagneres, dell’ASCOM, della CROCE ROSSA, oltre al fondamentale apporto sia economico sia organizzativo dei Comuni coinvolti nella rassegna.

Si ringraziano le Reverende Curie di Bologna e Imola e tutte le Comunità Parrocchiali che ospitano i nostri concerti per l’attiva collaborazione.

La rassegna ha il patrocinio del Comune di Bologna e della Camera di Commercio di Bologna.

In collaborazione con il Conservatorio «G.B. Martini» di Bologna.

PER INFORMAZIONI:
Associazione Organi Antichi, un patrimonio da ascoltare

Via de’ Carbonesi 6, – 40123 Bologna
Tel. segreteria
www.organiantichi.org

Su Marco Montanaro alla maniera di un noto giallista di quelli che vanno in tv


[Interno Studio. Sagome di scrittori sparsi nello studio. Sagoma di amici e conoscenti di Marco Montanaro in bianco e nero sullo sfondo. Sagoma di Marco Montanaro a colori in primo piano. Luci].

“Romanzi. Parole. Persone. Dietro i libri si nascondono persone, dietro i romanzi si nascondono autori, raccontatori di storie. Storie. La storia di Marco Montanaro è una di queste. Marco Montanaro nasce nel 1982, l’anno dei Mondiali, l’anno di Pertini, l’anno in cui frequentavo la seconda elementare e l’anno in cui ho ambientato buona parte del mio secondo romanzo, un anno magico che a pensarlo viene in mente il Salento di pomodori da spremere per fare la salsa, con le bottiglie bollenti avvolte in panni, dentro le tinozze di metallo, a bagnomaria. Ma Marco Montanaro, nato in provincia di Brindisi, non si interessa di bottiglie bollenti avvolte in panni, né di tinozze di metallo, a dire il vero Marco Montanaro si interessa di poco e conduce una vita molto simile a quella dei suoi coetanei, trascorrendo gli anni novanta e diventando maggiorenne proprio nel duemila. Eh già, perché nel duemila, l’anno del millenium bug, Marco Montanaro diventando maggiorenne inizia a prendere consapevolezza di sé, così vuole lo stato italiano, così vuole quella realtà – anche letteraria – nei confronti della quale Marco Montanaro, fino a quel giorno, non ha compiuto nessuna azione oltraggiosa.

“Fin qui tutto bene” è la frase che ci viene in mente, già, fin qui tutto bene, fino al giorno in cui Marco Montanaro non inizia a scrivere e pubblicare un po’ di racconti in giro. È l’inizio per lui, che d’ora in poi chiameremo l’autore, di un percorso iniziatico e iniziativo, che lo condurrà in luoghi ancora inesplorati. “Sono un ragazzo fortunato” (Lupo Editore/Coolibrì) è il titolo della sua prima raccolta di racconti, prima pubblicazione arrivata dopo una serie di altre pubblicazioni, alcune delle quali anche su questo canale. L’autore, che fino a quel momento aveva condotto una vita normale al riparo dall’esposizione episodica contro cui il libro lo avrebbe scaraventato, ebbene, l’autore compie un gesto di chiusura. Un gesto che ci aiuterà a capire ciò che accadrà nel seguito della nostra storia.”

[Spot pubblicitari. Spot di dado gelatinoso che si scioglie nella pentola. Spot di scheda telefonica promozione 2000 sms verso chi vuoi tu, autoricarica quando ti chiamano, navigazione su internet anche quando non c’è campo. Spot di fiction rai ambientanta subito dopo poco prima del boom economico, tra gli anni cinquanta e sessanta, nella quale un noto pasticciere troskista decide di intraprendere la carriera di scrittore. Fine intervallo spot 1].

“Dicevamo quindi del gesto inedito di Marco Montanaro. Ebbene, SURF, “Sono un ragazzo fortunato”, è il suo libro, intanto perché questo titolo. Molti di voi ricorderanno la canzone di Lorenzo Cherubini, aka Jovanotti, alla quale rimanda questo titolo. Ebbene, la citazione dell’autore è una citazione nella citazione che si riferisce al momento in cui, nel film “Aprile” di Nanni Moretti, il regista canta questo testo. Tenete questo particolare bene a mente perché risulterà importante nel seguito di questa storia. La storia di Marco Montanaro. L’autore dicevamo, uscito il suo libro, anziché presentarlo decide di compiere un viaggio, un lungo viaggio. Si reca in un negozio di articoli sportivi, uno di quei grandi negozi che sono vicini ai centri commerciali dei capoluoghi di provincia, e acquista tutto il necessario per il viaggio. Tutto ciò accade pochi anni fa, ci avviciniamo ai giorni nostri. L’autore nel suo viaggio incontra diverse persone, libri, musica, tanta musica. E poi un giorno ritorna. Ritorna sul suo libro, ritorna a una realtà abbastanza ostile, e qui fa affidamento su un particolare che in questa storia non avevamo ancora menzionato. Un particolare importante.

[Spot pubblicitari. Spot di crema per massaggi sessuali rilassanti acquistabile da chiunque in qualsiasi supermercato. Spot di ultimo libro di Federico Moccia, quello che quando entri in libreria il libraio per spiegarti di che cosa si tratta ti dice che si tratta di un ‘libro per adulti’, ovvero sia di un libro che Moccia ha ‘rivolto a un pubblico adulto’ al contrario dei precedenti rivolti ai ragazzini, e pensi che è una stronzata perché la cosa più bella di quando si era ragazzini era proprio il fatto di leggere libri rivolti a un pubblico adulto, come ad esempio “Le 120 Giornate di Sodoma di Sade”, senza nessuno che ti imponesse steccati nel gusto e nelle letture, allora quando il libraio ti dice, Moccia ha scritto un libro ‘per adulti’ tu nemmeno lo acquisti perché hai paura di trovare un fallo nella prima pagina, appena aperto, o una vulva, o qualcosa di simile. Spot che ti ricorda di pagare il canone Rai in tempo, operazione da eseguire quando siete allo stremo delle forze per tutti gli spot che avete visto. Fine Intervallo spot 2. Luci].

“Quindi, dicevamo, il Grunge. Il grunge è l’elemento che inquadra l’opera iniziale di questo autore, compreso i racconti successivi a SURF. In Italia, dopo l’uccisione per un attentato in volo di Enrico Mattei e dopo la strage del treno Italicus, non si è mai avuta una letteratura propriamente Grunge; e non si mai avuta una letteratura propriamente Grunge nemmeno dopo il ritrovamento dei diari di Moro, nella nota intercapedine. Anzi, negli anni novanta, per via della grande fascinazione che una pellicola come Pulp Fiction impose nei crani editoriali, la moda del “pulp” fu l’etichetta sotto cui si misero in evidenza diversi giovani autori. Una reclame incredibile, se si pensa che poco prima lo scouting di letteratura scritta da giovani si era arenato appena dopo le ricerche di Pier Vittorio Tondelli. Ecco, finita la stagione del pulp, scavalcammo il Grunge e ci trovammo nel duemila senza avere una Grunge Literature degna di questo nome. Una letteratura cioè prodotta dai nati negli anni settanta che ne avevano diciotto negli anni novanta. Tutto il resto è una malinconia strutturale che Marco Montanaro, e qui arriviamo a un punto saliente della vicenda, sa trasformare in arma contro l’appiattimento cerebrale di massa, imponendo al lettore la ‘partecipazione’. Già perché in momenti di condivisione virtuale due punto zero è difficile trovare autori che trovino l’umiltà sufficiente per staccarsi dal proprio libro come opera compiuta e comprendano che il proprio libro è una merce, non un feticcio, smettendo tuttavia di essere feticisti del proprio libro per diventare feticisti della merce. Insomma, in soldoni, per organizzarsi in modalità che permettano di vendere il proprio libro senza annoiare. Ma soprattutto, come nel caso di Marco Montanaro, per non annoiare e vendere”. Al termine della presentazione di Marco Montanaro resta un frammento di pagina strappata. Lo stesso che si può vedere riprodotto nella sequenza fotografica alle mie spalle. Questo frammento di “Sono un ragazzo fortunato”

[Spot pubblicitari. Spot del Governo che invita tutti quanti i cittadini a rimanere chiusi in casa, sprangando porte e finestre, perché una nuova generazione di autori, affamata, in delirio, senza alcun freno, è oramai decisa a conquistare il paese. Spot del Papa. Spot del noto cane Spot. Fine Intervallo spot 3. Luci]

“Non si vedeva un libro così viralmente impegnato e intriso di realtà dai tempi di “Comizi d’amore” di Pasolini o della “Vita agra” di Luciano Bianciardi; finalmente un autore che fa fare al dialetto brindisino il suo mestiere, quello di lingua, inesplorata, inattesa, deflagrante”. Questo giudizio comparso sul più noto quotidiano nazionale, Cronache dalla Sera, è riferito a “La passione” di Marco Montanaro, il suo secondo libro, di cui ci occuperemo in una delle prossime puntate di questa serie, dove vi mostreremo anche le immagini inedite riferite al ritrovamento de “Il corpo estraneo”. [Fine prima puntata]

Non accontentarmi di piccole gioie quotidiane.


23 Novembre 2012 – Umberto Galimberti al Feltrinelli Point di Lecce


FELTRINELLI POINT di Lecce

OSPITA IL FILOSOFO ITALIANO
Umberto Galimberti e il suo
“CRISTIANESIMO. LA RELIGIONE DAL CIELO VUOTO” (Feltrinelli)

Umberto Galimberti sarà cordialmente disposto a firmare le copie della sua ultima pubblicazione

Venerdì 23 novembre 2012 ore 17.00

Feltrinelli point – via Cavallotti 7/a – 73100 – Lecce – Italia

La libreria “Feltrinelli point” della città barocca – accoglie senza remore la filosofia e lo fa ospitando un grande esponente della storia della filosofia italiana, Umberto Galimberti con la sua opera che affronta il tema del sacro. Cristianesimo. La religione dal cielo vuoto è un saggio che riaccende il dibattito sul significato che ha assunto la religione al giorno d’oggi ormai in crisi, incapace di comunicare un linguaggio nuovo, comprensibile e condivisibile con tutti.

Già nel 2000, Umberto Galimberti con le “Orme del sacro” si poneva la domanda di cosa fosse rimasto di autenticamente religioso in un’epoca come la nostra che più di altre registra un boom di spiritualità. Al di là delle fulgide apparenze, il Dio invocato in plurime lingue, in molti riti e nelle forme più svariate della religiosità, sembra essersi infatti definitivamente congedato dal mondo per lasciare null’altro che un desiderio infinito di protezione, conforto, rassicurazione: è solo il resto esangue della storia e della tradizione del cristianesimo, troppo arretrato per governare un tempo scandito dall’incalzante succedersi delle scoperte tecnico-scientifiche. Oggi la riflessione di Galimberti si è estesa e approfondita. Ma forse si può dire anche che la consapevolezza dell’importanza di questi temi è cresciuta in modo costante nel pubblico e che la ricerca di risposte sulla crisi del sacro si è ormai molto affrancata dalla guida della chiesa cattolica. In Cristianesimo, il filosofo parla a questo nuovo pubblico, tracciando le ragioni dell’afasia del sacro nel nostro mondo riconducendole, con un’argomentazione che non mancherà di causare dibattito, proprio alla natura del cristianesimo, così come realizzatosi nella storia dell’Occidente.

Umberto Galimberti (nato a Monza nel 1942), è stato dal 1976 professore incaricato di Antropologia Culturale e dal 1983 professore associato di Filosofia della Storia. Dal 1999 è professore ordinario all’università Ca Foscari di Venezia, titolare della cattedra di Filosofia della Storia. Dal 1985 è membro ordinario dell’International Association for Analytical Psychology. Autore di numerose opere filosofiche che come è noto sono incentrate sul tema della tecnica nella società occidentale contemporanea, del corpo e dell’anima.

Info
Feltrinelli Point
via Cavallotti 7/a, 0832/331999
www.lafeltrinelli.it

“Ottima Musica Orrida” ovvero: non è bello ciò che è bello ma a volte è brutto ciò che piace



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"Ottima Musica Orrida" ovvero non è bello ciò che è bello ma a volte è brutto ciò che piace

"Ottima Musica Orrida" è il titolo di un vlog (che parte da Milano), condotto da Claudio Tarantino (riprese di Claudio Mannu). L’idea di questo interessante esperimento è quella di recensire dischi oggettivamente brutti (ovviamente secondo la redazione) che però hanno avuto un successo particolare, sottolineandone i punti di forza e, soprattutto, il perché sono classificabili come dischi brutti. "La moda del lento" dei Baustelle è il disco oggetto di recensione del video che vi allego in questo post.
La prima riflessione, a margine di questo vlog, potrebbe essere costituita dal fatto che mentre per il cinema e per la musica, una critica simile è plausibile e all’ordine del giorno, nell’ambito letterario gli esperimenti simili non sono tantissimi e, visti i precedenti (vedi alla voce Carofiglio/Ostuni), gli esiti secondo me sono tutti ancora da scoprire. Auguro al gruppo di "Ottima Musica Orrida" di proseguire e spero di vedere (tanti) altri video. Anche perché di musica, sono onesto, ne capisco senza capirne.

Intervallo


17 Novembre 2012 – EVENTO SPECIALE: MARCO BARDOSCIA ELECTRIC TRIO al Note di Vino di Ruffano


Note di Vino e Agave Comunicazione
con Toma Carburanti Srl di Ruffano

Presentano

EVENTO SPECIALE: MARCO BARDOSCIA ELECTRIC TRIO
Sabato 17 Novembre 2012 ore 21.30
Note di Vino – Ruffano (Lecce) via Vittorio Veneto 55

Marco Bardoscia – Bass & effects
Raffaele Casarano – Sax & effects
Alessandro Semprevivo – Drums

Evento speciale al Note di Vino. Il Marco Bardoscia Electric Trio suonerà sabato 17 novembre ore 21,30 al Note di Vino di Ruffano in via Vittorio Veneto 55. L’appuntamento è promosso da Note di Vino, Toma Carburanti srl di Ruffano, e Agave Comunicazione. Marco Bardoscia e Raffaele Casarano, due dei più affermati musicisti nella cosiddetta young italian jazz generation, insieme al virtuoso Alessandro Semprevivo, batterista poliedrico, vero e proprio mago delle bacchette afro-jazz-blues.Casarano e Bardoscia danno vita a un vero e proprio viaggio attraverso l’elettronica e i pensieri, in cui il ritmo e la suggestione delle note diventano incanto da vivere sulla pelle. Fondamentale è la rodata conoscenza reciproca dei due musicisti da anni ormai impegnati in vari progetti comuni, col risultato di un forte interplay, per un suono compatto e allo stesso tempo strutturato. Il contrabbasso di Marco Bardoscia e il sax di Raffaele Casarano danno vita ogni volta a note originali, ovvero brani scritti di proprio pugno dai due musicisti, che non mancano comunque di rimaneggiare e rimodulare alcuni intramontabili standard della tradizione jazz.

"Marco Bardoscia è un giovane e bravissimo bassista e contrabbassista salentino. Marco Bardoscia vive tra Lecce e Bruxelles. Marco Bardoscia è un sognatore. Ma soprattutto Marco Bardoscia vive, e la sua forza vitale è trascinante, capace di trasmettere l’amore per la vita a chiunque abbia la fortuna di passare qualche ora in sua compagnia. Quello che succede in “The Dreamer”, suo primo lavoro per My Favorite Records, 4 anni dopo il suo album d’esordio “Opening”, è semplicemente questo: in poco meno di un’ora Marco vi investe di una musica gioiosa e comunicativa, di emozioni dolci e rabbiose come è la vita stessa." [Music Club]

Supportato da un’eccezionale line up di altrettanto giovani musicisti, al Note Di Vino di Ruffano potremo apprezzare il MARCO BARDOSCIA ELECTRIC TRIO, ovvero sia marco Bardoscia (Bass & Effects), con Raffaele Casarano (Sax & effects) e Alessandro Semprevivo (Drums).

Note di Vino – Nel cuore del Salento, a Ruffano (LE), dalla passione per l’enogastronomia e per la musica nasce l’enoteca wine bar «Note di Vino». Esperienza nella selezione e nella scelta delle bevande e dei cibi, il tutto accompagnato da una ricercatissima selezione musicale: jazz, blues, rock… dai concerti che settimanalmente vengono organizzati e dalle jam session dei musicisti/ clienti a cui viene messo a disposizione il palco con tutta la strumentazione (chitarra, batteria, pianoforte

http://www.note-di-vino.it/

info

Su Facebook
https://www.facebook.com/pages/Note-di-Vino/258630850838423

Tel +39 340 33 86 316/ +39 340 90 98 835
Via Vittorio Veneto, 55 – 73049 Ruffano (LE) – Italia

“Mignotta” graphic novel di Giovanni Matteo, da un soggetto di Pier Paolo Pasolini. Disponibile su Amazon


È disponibile per il download da Amazon “Mignotta“, di Giovanni Matteo, graphic novel ispirata a un soggetto scritto per il cinema da Pier Paolo Pasolini e pubblicato nel volume “Alì dagli occhi azzurri” che raccoglie racconti, scritti sparsi, soggetti, redatti da Pier Paolo Pasolini nel periodo 1950-1965.
La postfazione dell’ebook è a cura di Luciano Pagano. Tutte le informazioni per il download qui. Si tratta del terzo ebook di musicaos, dopo “Il romanzo osceno di Fabio” e la guida “È facile smettere di scrivere se sai come farlo!“. Altre informazioni sugli ebook di musicaos qui.
Per informazioni o altro potete scrivere direttamente a lucianopagano[at]gmail[punto]com

14 Novembre 2012. “Suoni figure di piccoli corpi” (astràgali edizioni) Incontro con Fabio Tolledi e Carla Petrachi, a Ruffano (Le)


Le parole di un teatro
presentazione del libro
suoni figure
di piccoli corpi
astràgali edizioni

di
Fabio Tolledi

incontro con l’autore

interviene
Carla Petrachi

mercoledì 14 novembre h. 20.00
Biblioteca comunale
Piazza della Libertà – Ruffano

prossime presentazioni dei libri di astragali edizioni

16 novembre – Alezio, Biblioteca comunale
Il Cantico dei Cantici per lingua madre

18 novembre – Tuglie, Biblioteca comunale
Un teatro in Palestina

21 novembre – Sannicola, frantoio ipogeo
Suoni figure di piccoli corpi

scarica la scheda del libro

scarica la locandina

11 Novembre 2012 – “Marcovaldo, le stagioni in città” al Teatro Paisiello di Lecce


astragali TEATRO paisielloper un teatro delle ragazze e dei ragazzi
MARCOVALDO
le stagioni in città

Attività

una produzione di
Astragali Teatro

TEATRO PAISIELLO – Lecce
domenica 11 novembre h.17.30
ingresso 5 euro

prossimi appuntamenti teatro ragazzi 2012 – Teatro Paisiello

domenica 25 novembre – Il Carro dei Comici
Il volo degli uccelli

domenica 2 dicembre – Teatro Le Giravolte
I musicanti di Brema

in collaborazione con il Comune di Lecce

info e prevendita: 0832-306194 320 9168440
teatro@astragali.org www.astragali.org

“È facile smettere di scrivere se sai come farlo!”. Suggerimenti per abbandonare la scrittura.


“È facile smettere di scrivere, se sai come farlo!”.
Suggerimenti per abbandonare la scrittura. Edizione 1.0

Luciano Pagano

“utile, divertente, a tratti edificante”

disponibile dal novembre 2012

INDICE (1 – Una breve introduzione. Che cos’è questo libro e a chi si rivolge. 2 – Come smettere di essere ispirati. 3 – Come smettere di abortire best-seller. 4 – Va bene, scrivete. Chiedetevi il perché. 5 – Come smettere di scrivere grazie alle riviste. 6 – Come smettere di scrivere aiutandosi con il lavoro. 7 – Come smettere di scrivere grazie ai librai. 8 – Come smettere di scrivere usando i social network. 9 – Come smettere di scrivere grazie agli editori. 10 – Come smettere di scrivere grazie ai critici. 11 – Come smettere di scrivere grazie al self-publishing. Conclusioni)

“È facile smettere di scrivere se sai come farlo!” oltre a essere la guida ideale per chi vuole smettere di scrivere ma non ci riesce è anche il regalo più indicato da fare quando volete suggerire a qualcun* di smettere ma non trovate le parole.

*

“Antonio F. di Pisa, padre di due bellissime bambine, voleva scrivere il seguito di Moby Dick. Grazie ai miei consigli ha cambiato idea in una settimana, ha vinto la crisi e adesso è un uomo ricchissimo”

*

“Paolo, di Napoli, non riusciva a smettere di scrivere, nemmeno con l’aiuto dei suoi cari. Grazie ai miei consigli ce l’ha fatta e domani mattina come ogni domenica andrà a pesca”

*

“Franca B. di Padova, grazie ai miei suggerimenti, ha smesso di scrivere in quarantotto ore”.

*

Se conosci qualcuno che non riesce a smettere di scrivere, da oggi, puoi aiutarlo.

Caino, luce sulla storia del mondo. Su “Caino” di José Saramago.


https://i0.wp.com/www.esopedia.it/images/thumb/0/04/CainkillshisbrotherAbel.jpg/300px-CainkillshisbrotherAbel.jpg

Sembra quasi impossibile, eppure è accaduto. Sembra quasi impossibile pensare che uno scrittore sia capace di realizzare ciò che desidera, fino all’ultimo, ed esprimere una visione del mondo e accompagnarla a opere ineccepibili (quasi tutte) secondo me, e portare un equilibrio dopo il tumulto, lasciando dietro sé, disarmato, il lettore.
"Caino", di José Saramago è un romanzo definitivo, lucido, un divertimento nella scrittura di questo autore, ovvero sia un deragliamento per ritornare sui propri passi, nell’analisi di uno dei caratteri più importanti e decisivi della sua scrittura: il dissidio tra radicalismo e religione. Sembra quasi impossibile, in questi tempi segnati da un’assenza di direzione (troppe direzioni?), immaginare l’esistenza di uno scrittore capace di essere coerente con il proprio pensiero. Questi sono i tempi in cui alla notizia segue la smentita puntuale, alla condanna del colpevole segue la sua assoluzione mediatica, tempi in cui l’innocente deve temere il giudizio frivolo dell’opinione, e non quello severo di un Dio che ti marchia e ti condanna a seguire la storia del mondo fin dal suo nascere.

Saramago, in questi tempi, forse ci andava stretto, ma a testa alta. Sua la decisione, perché un editore italiano come Einaudi non pubblicò il suo Quaderno (http://quadernodisaramago.wordpress.com/), nel 2009, di ritirare tutte le sue opere, in blocco, e farle ripubblicare in edizione economica con Feltrinelli. In quel quaderno (poi uscito con Bollati Boringhieri) Saramago prendeva posizione contro Silvio Berlusconi, "La cosa Berlusconi" lo definiva, come si può leggere ancora qui (http://quadernodisaramago.wordpress.com/2009/06/08/la-cosa-berlusconi/). Una virulenza in alcuni punti ignota agli scrittori nostrani, che magari non erano estranei a questo tipo di attacchi, ma non lo erano dall’altezza di tale radicalismo.

"Tutti sanno in Italia e nel mondo che la cosa Belusconi è oramai da molto tempo caduto nella più assoluta abiezione. Questo è il primo ministro italiano, questa è la cosa che il popolo italiano ha eletto due volte affinché gli potesse servire da modello, questo è il cammino verso la rovina a cui stanno trascinando i valori di libertà e dignità di cui erano pregne la musica di Verdi e le gesta di Garibaldi, coloro che fecero dell’Italia del secolo XIX, durante la lotta per l’unità, una guida spirituale per l’Europa e gli europei. È questo che la cosa Berlusconi vuole buttare nel sacco dell’immondizia della Storia. Gli italiani glielo permetteranno?". Per un altro paio d’anni almeno, purtroppo.

In Saramago accade che la riflessione filosofica si confronta con il sacro sul terreno aspro di una distanza senza ambiguità, con forte spirito di decostruzione e anti-dogmatismo.
Caino è un uomo, è forse il prototipo dell’uomo peggiore, quello che uccide suo fratello. Eppure già nel racconto biblico di Genesi (24 versi in tutto) sono contenuti i germi della simpatia che l’uomo comune può provare nei suoi confronti. Lo scrittore portoghese si appella a questo filo di sottile simpatia per il perdente e, come a condurlo fuori dal labirinto della storia, lo accompagna attraverso alcuni degli episodi più salienti della stessa. I nomi dei luoghi dove si terranno questi episodi richiamano alla mente vicende forti, Babele, Sodoma, Gerico, Uz. Che cosa ha fatto Caino per essere meno gradito al Signore? Perché il Signore punisce chi si comporta secondo i suoi comandamenti? In apparenza Caino non ha fatto in tempo a peccare, nella dimensione astorica nella quale vive insieme a suo fratello Abele e insieme ai due genitori, Adamo e Eva. Questo essere distante dalla storia in teoria lo porrebbe al riparo dalla competizione. Così non accade, il Signore biblico di Genesi, infatti, è un signore che divide.

Caino, in questo modo, diviene origine della storia. Egli stesso, passando nelle feritoie di epoche vicine ha modo di assistere di persona a quelli che diventeranno gli episodi centrali della storia biblica, che è storia in quanto storia scritta, metafora del romanzo perché diviene nell’attimo in cui viene fissata sulla pagina. Saramago così compie un passo ulteriore, quello di porci davanti alla storia prima ancora che questa venga tracciata, smentendola, riscrivendola, disseminando la presenza di Caino, a volte osservatore, a volte agente, mai acritico.

La bravura dell’autore sta tutta nel chiudere, in centoquarantuno pagine, un romanzo che è anche un atto d’accusa nei confronti di chi, fin dalla nostra creazione, ci osserva, lasciandoci tutta la libertà, se ne siamo capaci, di volgere la storia a vantaggio del genere umano. E qui, in un gioco impietoso, il pensiero ritorna al Quaderno e alla "Cosa Berlusconi", e in quel chiedere "Gli italiani glielo permetteranno?", come a dire che il giudizio di Saramago, nei confronti dell’uomo messo faccia a faccia con la propria storia quotidiana, è senza appello. Nelle stanze del potere del nostro paese (dopo Sodoma, dopo Babele), oggi, circola la stessa atmosfera derisoria che c’è in uno degli episodi più belli del romanzo, quello dove Caino ferma la mano di Abramo su Isacco, in tempo perché il figlio del patriarca non venga ucciso, prima ancora che giunga l’angelo, arrivato in ritardo per un problema di volo.

http://www.ibs.it/code/9788807018060/saramago-jos-eacute/caino.html

La BandAdriatica su XL di Repubblica!


Arriva la banda!!!

“ARRIVA LA BANDA” SULLA COMPILATION PUGLIA SOUNDS NEW IN ALLEGATO A XL DI REPUBBLICA DI NOVEMBRE 2012

Votate la banda al concorso per la miglior clip promozionale

La BandAdriatica è presente con il brano Arriva la banda nella compilation Puglia Sounds New disponibile da Mercoledì 31 ottobre in allegato gratuito al numero di novembre di XL di Repubblica. La compilation è dedicata alla nuova scena musicale pugliese e contiene 19 tracce.

Anche quest’anno alla compilation sarà associato un concorso che assegnerà un doppio premio all’artista pugliese vincitore: xL ha chiesto ai gruppi presenti nella compilation Puglia Sounds Now di inviare una clip video di presentazione e, come accaduto lo scorso anno per la compilation Puglia Sounds Now, Puglia Sounds ha deciso di promuovere un concorso che premierà la clip più votata. Sarà possibile votare le clip sulla pagina facebook di xL e l’artista con il maggior numero di voti avrà la possibilità di realizzare un video clip professionale.

Questo è il link per votare la clip promozionale della BandAdriatica per il concorso fra tutte le band presenti nella Compilation di XL di Repubblica in edicola questo mese.

http://www.facebook.com/questions/544855122198433/

Ogni voto alla ciurma un miglio di mare Adriatico in più per tutti! :-)

ARRIVA LA BANDA (Finisterre 2012)

I brani del cd raccontano le storie d’Adriatico rivissute con lo spirito moderno del musicista migrante e trasmettono messaggi di integrazione. La maturità stilistica e compositiva raggiunta dalla banda in questi anni si condensa in undici tracce energiche e innovative, che mescolano groove sfrenati e folli (come in “A14”, “Balcaneve”, “Valzebù”) ad atmosfere rarefatte come ne “Il porto” intrigante ritratto dei porti d’Adriatico o in “Come fanno i marinai” omaggio alla canzone d’autore italiana rivisitata in un coinvolgente rebetiko greco. “La notte non è di nessuno” e “La vita che danza” esaltano la vocazione “d’autore” della banda che accosta momenti di espressività sfrenata a testi inediti che raccontano l’esperienza del musicista-marinaio, vissuta in prima persona nel progetto Rotta per Otranto che ha portato la BandAdriatica su una barca a vela per tutto l’Adriatico. In “Jatatorce”, brano che vede ospiti tre voci storiche della tradizione salentina (Enza Pagliara, Cinzia Villani e Maria Mazzotta), la banda torna a casa reinventando in un testo in dialetto salentino la tradizione corale d’Adriatico.

La musica della BandAdriatica è figlia del mare. Concepita nelle notti buie di calma piatta o nei giorni di sole cocente. Sul ponte di una nave che è stata magicamente il luogo d’incontro di culture e musiche diverse. Un viaggio, una scommessa diventano un progetto di musica e di vita che accomuna musicisti e navigatori che decidono di imbarcarsi insieme e di cercare un nuovo linguaggio comune, quasi che le lingue natie non fossero state fino a quel momento sufficienti per comprendersi fino in fondo. Un viaggio lungo, fatto di incontri fortuiti e di ricerche spasmodiche. E viaggiare per mare non è come viaggiare sulla terra ferma, è un cammino asservito alle voglie cangianti del vento e delle correnti. Dopo Contagio (2007) e Maremoto (2009), “Arriva la Banda” è il terzo cd dell’ensemble guidato da Claudio Prima.

“Arriva la banda” è promosso con il sostegno di Puglia Sounds – P.O. FESR Puglia 2007-2013 Asse IV

Per vedere il videoclip di Arriva La banda

Negli ultimi tre anni la banda ha viaggiato e collaborato con Naat Veliov and Original Kocani Orkestra, Raiz e Radicanto, Eva Quartet (da Les mystere des voix Bulgares), Dario Marusic (Istria), Bojken Lako, Redi e Ekland Hasa (Albania), Ivo Letunic, Mateo Martinovic (Croazia) e ha reallizzato nel 2008 il progetto Rotta per Otranto – 15 musicisti, un veliero e 400 miglia in Adriatico diventato un film-documentario che racconta di uno straordinario tour di concerti e di incontri nei porti dell’Adriatico.

LINE UP
Claudio Prima
Organetto e voce
Emanuele Coluccia Sax
Redi Hasa Violoncello
Vincenzo Grasso Clarinetto
Andrea Perrone Tromba
Gaetano Carrozzo Trombone
Giuseppe Spedicato Basso
Ovidio Venturoso Batteria

Nel 2009 il progetto diventa “Rotta per Otranto” un film nel quale si racconta questa straordinaria avventura. Da Venezia a Capodistria, da Dubrovnik a Durazzo fino a Otranto, Idea 2 trasporta dei musicisti-marinai che raccontano in musica le proprie esperienze di viaggio. Musiche e testi originali percorrono un ideale periplo alla ricerca di un linguaggio nuovo che possa accomunare le diverse culture adriatiche, in ognuna delle quali da sempre è una banda o una fanfara a portare la musica nelle case della gente.

INFO E CONTATTI

+347 5468393
info@adriatik.it
www.adriatik.it
www.facebook.com/bandadriatica

Le cose che brillano. Nuove dall’editoria 1


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Inauguro qui la serie de “Le cose che brillano” dell’editoria, dopo quella dei “Conzigli di lettura” (https://lucianopagano.wordpress.com/2012/10/18/conziglio-di-lettura-harold-di-einzlkind-nottetempo-si-conziglio/).
Le cose che brillano. Della serie: il marketing editoriale quello fatto bene. In libreria “Il principe granchio” di Italo Calvino (http://www.librimondadori.it/libri/il-principe-granchio-e-altre-fiabe-italiane), Oscar Mondadori, progetto speciale in libreria dall’altro ieri (Oscar Classici, Serie Cult). Il libro di Italo Calvino, dopo tanti anni, arriva (così potrebbe sembrare) come seguito de “Il visconte dimezzato”, “Il barone rampante” e “Il cavaliere inesistente”, direte voi. No. Perché il titolo completo è “Il principe granchio e altre fiabe italiane”. Ok. A questo punto aspettiamo che qualcuno in libreria entri dicendo “è uscito il seguito della Trilogia dei Nostri Antenati?”

Approfitto per segnalarvi, su Twitter, “SmartLit – Leggere migliora…”, dove ogni giorno potete leggere news e altre amenità dal mondo delle lettere (https://twitter.com/smartlit).

 

Giovinazzo (BA) 4 Novembre 2012 – EMILIO GAROFALO presenta “I biscotti speziati” alla Cremeria del Borgo


DOMENICA 4 NOVEMBRE 2012
Alle 17.30 presso la Cremeria del Borgo in Via S.Giacomo 14 – Giovinazzo (BA)

1° appuntamento della rassegna "Un tè con l”autore"

Emilio Garofalo presenterà il suo libro

"I biscotti speziati" – Edizione La riflessione
con un concerto in acustico, accompagnato dal suo pianosta Samo

Dialogherà con l”autore Marino Pagano, giornalista culturale

I Biscotti speziati" ci porta negli anni di piombo, ritratti con realismo distaccato e puntuale. Al centro degli eventi, una famiglia della media borghesia, che cerca di sopravvivere al furore di una generazione consapevole della propria forza e stanca dei soprusi della classe politica dirigente. I protagonisti del romanzo si differenzieranno per scelte, facendosi carico di notevoli contraddizioni. Accetteranno compromessi amari, abbracciando il terrore delle soluzioni stragiste e disconoscendo i propri valori. La storia attraversa la seconda metà del novecento, percorrendo la sottile linea di demarcazione tra bene e male. Una linea che resterà, sino all”epilogo, all”alba di un nuovo millennio, sempre incerta e fragile.

EMILIO GAROFALO nasce il 21 ottobre del 1984, nel pieno della notte. E di notte, tra il 2007 ed il 2008, compone il suo primo romanzo, I biscotti speziati.
Durante gli anni universitari, scopre il mondo del cantautorato, scrivendo canzoni e, successivamente, poesie. Dopo la laurea in Legge, conseguita presso l’Università degli studi di Bari, si dedica alla scrittura di racconti brevi, tra cui Il paese straniero dei balocchi, critica feroce alla politica xenofoba sorta all’alba del primo decennio del nuovo millennio e L’apatia, viaggio nell’angosciante mondo dell’impoverimento culturale e del disinteresse dilagante della generazione cui appartiene.
Collabora con riviste, giornali e testate telematiche in qualità di cronista, raccontando i principali eventi legati ad attualità e cultura.

Ingresso libero

La libreria sarà presente coi libri dell”autore