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20 Ottobre 2012 – Con gli “Hot Stuff Duo” al via i concerti del NoteDiVino (Ruffano, Lecce)


“NOTE DI VINO”
Con AGAVE COMUNICAZIONE”

Presentano

Hot Stuff Duo – live

Sabato 20 ottobre 2012
ore 22.00

Note di Vino
Via Vittorio Veneto, 55 a Ruffano (LE)

Riparte la musica a Note di Vino nel cuore del Salento, a Ruffano (LE), giovane e dinamico locale dove la passione per l’enogastronomia e per la musica e la cultura si fonde in un open space che piace davvero a tutti . Si parte dunque sabato 20 ottobre 2012 alle ore 22.00 con Hot Stuff Duo.

Hot Stuff Duo trova le sue radici artistiche nel progetto nato da un’idea di Fabio Lecci (voce, armonica e percussioni) che con Marco Ancona alla chitarra acustica propone una selezione di classici del rock’n’roll e del blues di autori come Rolling Stones, Beatles e dei grandi più maestri degli anni ’50 e ’60 reinterpretati e rivisitati in chiave acustica. Lo spettacolo costituisce un invito aperto a tutti gli appassionati del genere anche per eventuali jam-session finali.

Lo spettacolo proposto da Hot Stuff Duo è davvero singolare, soprattutto perché la proposta ripercorre gli universi musicali di area americano-britannica di stelle del calibro di Elvis Presley, Eddie Cochran, Ray Charles, Johnny Cash, John Lennon, Muddy Waters, Howlin’ Wolf, ma anche Rolling Stones, Beatles,The Doors. Nomi, che hanno fatto la storia, influenzandola, di tutta la musica dagli anni cinquanta in poi.

Info
http://www.note-di-vino.it/
info@note-di-vino.it

Su Facebook
https://www.facebook.com/pages/Note-di-Vino/258630850838423

Su Twitter
Note di Vino
Tel – +39 340 33 86 316 / +39 380 12 51 122

Via Vittorio Veneto, 55 – 73049 Ruffano (LE) – Italia

18 Ottobre 2012 – Vittoria Coppola a Taurisano (Le) per Ottobre Piovono Libri


Città di Taurisano e Assessorato alla cultura
nell’ambito di OTTOBRE PIOVONO LIBRI

presentano

GIOVEDI’ 18 OTTOBRE ore 18.30

Incontro con

VITTORIA COPPOLA

autrice del romanzo

GLI OCCHI DI MIA FIGLIA, edizioni Anordest e Lupo editore

Dialogherà con l’autrice il prof. Luigi Montonato

La Città di Taurisano e l’Assessorato alla cultura nell’ambito di OTTOBRE PIOVONO LIBRI presentano GIOVEDI’ 18 OTTOBRE alle ore 18.30 un appuntamento letterario pregevole con VITTORIA COPPOLA, autrice del romanzo “GLI OCCHI DI MIA FIGLIA”, (Lupo – edizioni Anordest) e vincitrice del concorso- sondaggio “Il libro dell’anno lo scegli tu” organizzato dal TG1 della RAI-Tv. Dialogherà con l’autrice il prof. Luigi Montonato. Questo è un evento in collaborazione con LIBRERIA IDRUSA di Alessano (tel. 0833/781747)

Quale ruolo gioca il destino nello svolgersi della nostra esistenza? E quanto di “nostro” c’è invece nell’imboccare strade sbagliate che porteranno inevitabilmente all’infelicità? In questa storia di “non detti”, in cui egoismi e fragilità vanno a comporre un perfetto, perverso incastro, è rappresentato il misterioso e contraddittorio universo dei sentimenti umani: non basta essere genitori per saper comprendere i propri figli ed amarli come meritano; non basta essere giovani e di cuore aperto per essere pronti ad affrontare la vita, né essere innamorati per non farsi complici della propria ed altrui sofferenza. Dana, pur nei privilegi di ragazza circondata da benessere e raffinatezza, è soffocata dalla coltre iperprotettiva di una madre che ha deciso il suo futuro, ma la sua passione per André, fascinoso pittore di donne senza sguardo, si rivela una fuga più grande della sua acerba giovinezza, incapace di reggere all’in frangersi di un sogno. Armando, l’uomo che le offre un amore devoto e remissivo, nasconde un segreto destinato ad esplodere in modo bruciante. Eppure esistono legami che sopravvivono al tempo e sono pronti a riservare luminose sorprese, nei giochi del caso e nel risveglio di coscienze troppo a lungo sopite. Una storia di solitudini e di scelte, nella quale regge sovrana la solidità dell’amicizia, l’unica che non tradisce.

Vittoria Coppola – Vive a Taviano (Le). Laureata in Lingue e Letterature Straniere, Comunicazione Linguistica Interculturale (Università del Salento, luglio 2010). Attualmente lavora come receptionist presso un albergo di Gallipoli (Le). La passione assoluta che muove le sue giornate è la scrittura. Di questo dice: “Lo scopo che mi prefiggo nel momento in cui inizio a riempire pagine di parole e sentimenti, è quello di emozionare, regalando a chi mi privilegia “leggendomi,” attimi personalissimi di evasione dalla realtà, ma anche, perché no, arricchimento della stessa. Confido sempre nella bellezza dei sentimenti e perciò, quando qualcuno reputa banale il parlare d’amore, io sorrido, e vado avanti per la mia strada”.

Info
www.lupoeditore.it

Giuliano Sangiorgi in Puglia per presentare “Lo spacciatore di carne” (Einaudi)


Lo spacciatore di carneOggi, 15 OTTOBRE 2012,presso la libreria Feltrinelli di Bari di via Melo 119, alle ore 17.00, Giuliano Sangiorgi, voce e autore, dei Negramaro, presenterà il suo esordio letterario, “Lo spacciatore di carne” edito da Einaudi e già entrato nella classifica dei libri più venduti in Italia.
Ne parleranno con l’autore Rosella Santoro e Antonella Gaeta. L’attore e regista Mimmo Mongelli leggerà brani del romanzo.

“Lo spacciatore di carne” di Giuliano Sangiorgi, oltre al plauso dei lettori ha iniziato a ricevere buoni giudizi anche da parte della critica; Renato Barilli, individuando le influenze con il passato prossimo (vedi alla voce Ballestra) e le novità nell’utilizzo di una lingua ‘materica’, che si fa corpo, è il primo ad aver riconosciuto, nella prova del giovane autore, i segni di un lavoro che di sicuro, nel prossimo futuro, potrà portare buoni frutti nel campo della letteratura.

L’appuntamento si rinnoverà il giorno dopo, Martedì 16 Ottobre, a Lecce (evento organizzato da Liberrima), dove il romanzo verrà presentato presso il Cinema Multisala Massimo. In questa occasione, a leggere brani del libro, sarà l’attore Ippolito Chiarello.

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“Lo spacciatore di carne” (Einaudi), Giuliano Sangiorgi

Non c’è legame più forte del sangue. E il sangue, la carne, nella vita di Edoardo sono molto più che una metafora: sono la materia di cui è fatto il suo passato e quella a cui deve tornare. Aveva cinque anni, «cinque anni di niente» il giorno in cui ha visto suo padre sgozzare un agnello. Da allora il sangue non ha smesso di scorrere nel mattatoio, «la carne-officina» dove il padre macellaio (un tempo il suo gigante buono, adesso un estraneo) attende con pazienza che prenda la laurea prima di raggiungerlo e mettersi all’opera accanto a lui. Perché quello è il destino che la sorte – una sorte incarnata in famiglia – gli ha assegnato, contro cui Edoardo può al limite provare a ribellarsi nascondendo gli agnellini sotto al suo letto, illudendosi che giocare a proteggerli possa salvarli davvero dal loro futuro segnato, e non semplicemente rimandarlo. Dopotutto rimandare, nascondersi, è quello che fa anche lui: studente fuorisede a Bologna, è lontano da casa da due anni ma ha dato solo un esame, il più facile. Vive in un appartamento di via Zamboni con due ragazzi, in uno spazio a compartimenti stagni, dove l’unico contatto con gli altri è dato dagli odori e dal vuoto lasciato dai coinquilini quando vanno in facoltà. La sua è una vita in stallo, «un presente parcheggiato». Finché, sul treno per Bologna, incontra Stella. Un faccia bianchissima da bambima, vent’anni sulla pelle e mille negli occhi. Stella è bellissima, misteriosa, bacia e morde con la stessa passione, e Edoardo se ne innamora in un istante. È l’inizio di un rapporto simbiotico, un triangolo travolgente e pericolosissimo che ha come terzo vertice la droga. Per procurarsela (per lui, ma soprattutto per Stella) Edoardo rivende i tagli pregiatissimi di carne che suo padre gli spedisce orgoglioso ogni settimana: la carne in cambio della droga, la droga in cambio di Stella. Ma ciò che inizia nel sangue non può che finire nel sangue. Quando Edoardo capisce che Stella l’ha abbandonato, quella carne che alimentava il suo legame comincia a trasformarsi in ossessione. In un mondo ormai allucinato dove tutto appare possibile, la carne diventa denaro contante e l’amore diventa incontrollabile follia. L’abilità di paroliere dimostrata da Giuliano Sangiorgi, leader dei Negramaro, nei pezzi per il suo gruppo, l’ha trasformato in uno degli autori più richiesti dai grandi interpreti italiani (ha scritto tra gli altri per Jovanotti, Andrea Bocelli, Malika Ayane, Elisa, Patty Pravo, Adriano Celentano); oggi, il suo esordio letterario mantiene intatta la potenza di una delle voci più forti della nuova scena italiana. Diviso in 35 capitoli brevi e fulminanti come canzoni, Lo spacciatore di carne getta una sguardo straniato sulla vita studentesca, superandone i cliché e portando invece alla luce gli aspetti più ancestrali. Sangue, destino, amore e follia sono gli archetipi su cui Sangiorgi costruisce questo romanzo che sembra ispirarsi al mito, che gioca con la lingua e la scrittura e ci regala il ritratto inedito di una generazione in lotta con il futuro. Un libro appassionato e viscerale, come il rock migliore.”

(fonte Repubblica.it – Bari)

12 Ottobre 2012 – San Lazzaro di Savena – Organi Antichi – Ingresso libero


Direzione artistica Andrea Macinanti

SAN LAZZARO DI SAVENA – CHIESA DI SAN FRANCESCO D’ASSISI

Venerdì 12 Ottobre / ore 20.45

Organista: EMANUELE CARLO VIANELLI (Organista del Duomo di Milano)

La chiesa di San Francesco d’Assisi a San Lazzaro di Savena ospita un prestigioso organo Zanin (2005), tanto compatto nelle dimensioni quanto robusto nelle sonorità dei registri principali, caratteristica che lo rende adattissimo all’esecuzione di musica di Bach. Emanuele Carlo Vianelli sfrutta questa occasione proponendo un programma monografico con Toccate, fughe e preludi corali.

Programma Concerto

JOHANN SEBASTIAN BACH
(1685 – 1750)

Toccata e Fuga in Fa maggiore BWV 540



Due Preludi al Corale:


Nun komm, der heiden Heiland BWV 659



Wachet auf, ruft uns die Stimme BWV 645



Toccata, Adagio e Fuga in Do maggiore BWV 564



Fuga in Sol minore BWV 578



Toccata concertata in Mi maggiore BWV 566

Concerto a ingresso libero

La rassegna riceve il sostegno della CAMERA DI COMMERCIO DI BOLOGNA, della FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO IN BOLOGNA, della FONDAZIONE DEL MONTE DI BOLOGNA E RAVENNA, della MANUTENCOOP, di CULTURA MUSICALE GANZANIGO, della COOP RENO, del Comitato gemellaggio Granarolo-Bagneres, dell’ASCOM, della CROCE ROSSA, oltre al fondamentale apporto sia economico sia organizzativo dei Comuni coinvolti nella rassegna.

Si ringraziano le Reverende Curie di Bologna e Imola e tutte le Comunità Parrocchiali che ospitano i nostri concerti per l’attiva collaborazione.

La rassegna ha il patrocinio del Comune di Bologna e della Camera di Commercio di Bologna.

In collaborazione con il Conservatorio «G.B. Martini» di Bologna.

PER INFORMAZIONI:

Associazione Organi Antichi, un patrimonio da ascoltare

Via de’ Carbonesi 6, – 40123 Bologna

Tel. segreteria

www.organiantichi.org

16 Ottobre 2012 – Lecce – “Attore opera viva” – Presentazione del corso / Fondo Verri


Martedì 16 Ottobre al Fondo Verri Lecce ore 20

Presentazione

Laboratorio teatrale “attore opera viva”

Il TeatroBlitz/Fondo Verri riprende il percorso laboratoriale sull’arte dell’attore condotto dall’attore-regista G. Piero Rapanà
Il corso è rivolto ad un massimo di 20 partecipanti che vogliano avvicinarsi al mestiere dell’attore in un lavoro pratico sulle tecniche e i modi del fare teatrale, e in particolare sul Teatro di Parola.
Un percorso di ricerca e sviluppo delle capacità espressive , percettive e creative del proprio essere corpo/voce, per acquisire gli strumenti necessari per un lavoro di creazione del proprio essere “ autore/attore”.
Un lavoro sull’ascolto, sulla percezione e scoperta delle capacità fisiche, sensoriali, emozionali , attraverso la pratica delle tecniche essenziali del lavoro attoriale.

Il corso si concluderà il 30 Maggio

Per info. Tel. 3273246985 fondoverri

Come pubblicare 1000 post sul proprio blog letterario, resistere agli assalti dell’ignoranza e dell’oblio e, nonostante tutto, continuare a crederci.


Questo è il mio post numero 1000.
Grazie a chi mi legge.
A dire il vero gli articoli sono molti di più, perché qui è proseguita l’avventura di Musicaos.it, che dal 2004 al 2006 somigliava più a una rivista che a un blog. Questo blog ha vissuto tante fasi, prima di arrivare alla sua forma attuale, quella cioè dove continuo a scrivere di quel che mi pare e pubblicare le cose che preferisco, segnalando e postando articoli o interventi, anche non miei. Al momento la prima parola che mi viene in mente, ancora, è grazie. Fanculo ai Maya, anche perché ai miei lettori, nel 2013, riserverò un po’ di sorprese. Con un ringraziamento particolare a tutti coloro che in questi anni mi hanno aiutato e mi aiutano a far uscire queste parole dalla rete e a farle andare nel mondo.

Ecco l’elenco dei miei post più letti, secondo le statistiche, di questi ultimi 7 anni:

Il giardino di fuoco

Questo lo scrissi per il Numero 6 di Vertigine, “Politicamente scorretto”, curata da Rossano Astremo

Il codice dei vinti. Su “Il contagio” di Walter Siti

Questo è un intervento recensione sul romanzo di Siti, qualcuno dice di averlo avvistato nella bibliografia di un libro pubblicato da Stilo, una monografia su Siti, per l’appunto

Post coitum omne animal triste est

Questo è un articolo un po’ amarcord che scrissi quando mi accorsi che alla voce “call-center”, nella Treccani Digitale (ed. 2008), tra i romanzi veniva citato il mio “Re Kappa”. A dire il vero credo che l’articolo sia molto letto perché su google sono uno dei pochi che ha citato questo proverbio nella versione corretta.

Rivedere “Palombella rossa”

Questo lo scrissi come rilettura del capolavoro di Moretti a ridosso delle votazioni del 2008. Collaborando con “Il Paese Nuovo” e Mauro Marino mi sono sempre emozionato, ma mai come quando aprendo il giornale vidi queste oltre 20.000 battute pubblicate tutte insieme su due pagine.

Limiti emissioni diossina presso il centro siderurgico ILVA di Taranto

Una lettera stranamente attuale di Nicolino Sticchi e Vittorio Potì indirizzata alla Provincia, il 31 ottobre del 2008.

Segnalazione – Voi siete qui, book party

Il party di presentazione del libro Minimum Fax dove c’è finita dentro anche Musicaos.it

comunque negli archivi ce ne sono altri, di interessanti.
Buona lettura!

 

14 Ottobre 2012 – Nardò (Le) – “Piccoli seminaristi crescono” (Negroamaro) di Alfredo Romano


Presidi del Libro di Nardò e Caffè Letterario di Via Roma
presentano

"Piccoli seminaristi crescono" (Negroamaro) di Alfredo Romano

Domenica 14 ottobre 2012 ore 19.00

Sala Roma Piazza Pio XI – Nardò

Introduce – Norberto Pellegrino
Presidente Caffè Letterario di Via Roma a Nardò

Relatore
Pier Paolo Tarsi

Piccoli seminaristi crescono (Negroamaro) di Alfredo Romano sarà presentato domenica 14 ottobre 2012 alle ore 19.00 alla Sala Roma di Piazza Pio XI a Nardò. Introduce Norberto Pellegrino (Presidente Caffè Letterario di Via Roma a Nardò). Relatore sarà Pier Paolo Tarsi. L’appuntamento è organizzato dai Presidi del Libro di Nardò e dal Caffè Letterario di Via Roma.

Così, con tonaca, zimarra e "saturno" in testa, inforcai la bicicletta per recarmi dal dentista. Che bello era pedalare tutto solo per le vie della città. Mi voltavo a destra e a manca catturando in libertà l’aria impregnata della tarda primavera, le ignare facce della gente per strada, i variopinti colori dei vestiti, le facciate delle case e dei palazzi, le insegne dei negozi, le strida delle rondini… Avevo come l’impressione che tutti si voltassero a guardarmi e dicessero:"Nah, cce beddhu papiceddhu sta be ppassa! (Toh, che bel piccolo prete sta passando!)". Pedalavo con disarmante incantamento e, come capita quando si è innamorati, avevo voglia di abbracciare tutto il mondo, di far partecipe ogni passante della mia manifesta e sconfinata felicità.

Info
www.negroamaroeditrice.it

Venerdì 12 Ottobre e Domenica 21 Ottobre – Roma – PalindRome – “ROOF APPS” e “Funghi in Città”


PERFORMING MEDIA

T’invitiamo a due appuntamenti romani sotto il segno dell’urban experience.

Uno è venerdì 12, dalle ore 16, alla sala Gonzaga (presso il Comando di Polizia Municipale, in Via della Consolazione 4) per PalindRome – ROOF APPS, un’installazione crossmediale per l’ecosistema urbano.

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PalindRome – ROOF APPS

un’installazione crossmediale per l’ecosistema urbano

Venerdì 12 ottobre 2012 ore 16.00

Sala Gonzaga del Comune di Roma – Via della Consolazione 4 – ROMA

In attesa dell’Expo’ 2015, Corviale prepara la sua candidatura per essere riconosciuto distretto scientifico e culturale di interesse nazionale dove raccogliere e sperimentare applicazioni che vanno dall’ecosistema digitale all’innovazione sociale, dalla bioeconomia all’agricoltura urbana. Il laboratorio di una vera e propria armatura ecologica virale per la bonifica della crosta urbana.

I tetti della città (a partire da quello di Corviale, il più lungo d’Europa) a cui si riferisce il titolo dell’installazione, si misura con la reinvenzione dei tetti come nuovo suolo produttivo a KM ZERO. Questo progetto lanciato dalla Rete UNITED ROOFS (Eco Cluster Cooperation nazionale guidata dall’Università del Molise, Università di Roma, Torino, Milano, Ancona, Firenze, Napoli, Bari, CNR, Associazione Italiana Verde Pensile, Corviale Domani e Urban Experience), intende raccogliere candidature di edifici sui quali sperimentare moduli produttivi ecosostenibili da collocare sulle coperture piane. Una linea di ricerca che si svilupperà su scala nazionale per poi confluire sul tetto di Corviale in occasione di Expo’ Milano 2015.

Durante l’evento-installazione del 12 ottobre saranno illustrate le linee di ricerca sia con collegamenti in videoconferenza sia con interventi di protagonisti e partner, tra cui: Pino Galeota, coordinatore di Corviale Domani e Giovanni Quarzo, presidente della Commissione Lavori Pubblici di Roma Capitale.

L’evento crossmediale prevede l’allestimento “PalindRome – ROOFS APPS ”, avvio di un Laboratorio di Drammaturgia della Rete tra Ecosistema Urbano ed Ecosistema Digitale in corso a Scienze dello Spettacolo della Università di Roma-Sapienza.

Al centro un’installazione basata sulla vestizione di tavoli come edifici, sui quali saranno composte applicazioni evocative per la bonifica della città, dando ai visitatori la sensazione immersiva di poter osservare a volo d’uccello un tessuto urbano densamente edificato. Intorno all’installazione saranno condotte tre esplorazioni radio-guidate (ore 16,30, 17,30, 18,30), con delle conversazioni condotte da Stefano Panunzi, coordinatore del progetto e Carlo Infante di Urban Experience.

La rete interuniversitaria United Roofs che elabora il progetto è composta da un gruppo di ricerca dell’Università del Molise e studenti, sia dei corsi sia dei dottorandi di Scienze dello Spettacolo della Sapienza e la collaborazione di Tiziana Amicuzi di Urban Experience per l’allestimento.

twitter: #palindrome

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L’altro è domenica 21 ottobre alle ore 10, al Parco Regionale dell’Appia Antica (Cartiera Latina, via Appia Antica, 42), nell’ambito del programma di Autunno 2012 , si svolge il Walk Show, passeggiata radio e web assistita Sulle tracce di Marcovaldo e i funghi in città.

La passeggiata-walk show, si baserà sull’uso di radiocuffie per seguire le indicazioni sui funghi che s’incontreranno e per raccogliere narrazioni mentre con gli smart phone si raccoglieranno altre suggestioni via web. C’è un costo: € 8 (€ 5 con Carta Amici del Parco e soci Urban Experience. I bambini sotto i 10 anni non pagano se accompagnati ciascuno da un adulto). Per informazioni e prenotazioni: Tel. 06 5126314 info E’ fortemente consigliata la prenotazione, anche qui info

Una riflessione sui format di performing media per l’innovazione territoriale

Roberta Pilar Jarussi recensisce “Il romanzo osceno di Fabio”


“Il romanzo osceno di Fabio”, di Luciano Pagano

“Per amarsi con agio c’è bisogno dell’autunno,
al massimo di una primavera.
D’estate è l’inferno e d’inverno i sensi vanno in letargo.”

Un romanzo. Un romanzo breve, che ha però l’ampiezza, gli spazi e la gestione del tempo del romanzo vero e proprio. Come se del romanzo fosse l’essenza, un concentrato.
Il romanzo osceno di Fabio è un romanzo scritto in tweet, pensato, partorito, costruito per il tweet, e non il contrario. Voglio dire, non adattato al tweet in un secondo momento. Una storia, quindi, che puoi leggere esclusivamente rispettando le regole che il tweet impone: lunghezza predefinita e contenuta di ogni frammento; somministrazioni quotidiane in dosi omeopatiche del testo.
È una cosa contro natura, mi verrebbe da dire.
È una piccola violenza (costrizione) che lo scrittore fa a sé stesso e al lettore vorace. Ma tant’è. Il romanzo osceno di Fabio, si legge così. Una manciata di tweet al giorno, o niente. E, come spesso accade, è entro limiti ben tracciati, che il desiderio e la creatività bruciano al meglio: si desidera, e si crea, in misura (anche) di quel che non si può possedere.

Poi a un certo punto Luciano Pagano mette il suo romanzo osceno in rete. E diventa possibile scaricarlo. In un attimo si rompe l’incantesimo, saltano in una botta sola la smania da astinenza e le regole da dose quotidiana…
Ricomincio dall’inizio. Titolo, copertina, dedica. Sfoglio pagine virtuali che non posso toccare. Leggo caratteri grandi, perfetti per le mie diottrie, nero nitido su pagine bianche, bianchissime. Poche righe. Minimale.
Leggo tutto, senza interruzione, torno indietro tutte le volte che voglio, rileggo meglio, evidenzio le frasi che mi colpiscono.
Piacere e turbamento è quel che sento. Il turbamento è un sentimento concreto, fisico, per quanto mi riguarda. Quando c’è, devo capire da dove viene e che significa.

Le cose che mi turbano potrebbero essere dei punti di debolezza, invece sono esattamente i dettagli che caratterizzano questo romanzo. Il mio esser turbata, quindi, ha a che fare con i punti di forza di questo lavoro, ed è legato ad elementi molto precisi.

Il Ritmo
Non è fluido, non è morbido, non è tondo. È spezzettato. Come un respiro sempre in debito di aria, che non recupera mai. Non so dire se è una condizione determinata dal fatto che il romanzo è costruito in tweet , oppure è il contrario. Cioè, se è la struttura, la forma, la sua ‘natura’, a renderlo perfetto per questo ‘involucro’.

Il Sesso
Esplicito, spinto, forte, ben raccontato. Eppure è come se tutto il resto – intorno, fuori e dentro, prima e anche dopo – fosse congelato. Pure il desiderio è oltre la linea di sicurezza. Si avverte la smania, la voglia, sento persino inquietudine tra le gambe mentre leggo, ma il desiderio è immobile. Altrove.

Il Sentimento
Immagino che l’autore abbia avuto la tentazione, almeno in certi passaggi, di scivolare in considerazioni più intime e toccanti. Immagino abbia avuto voglia di andare nei pressi del cuore e sguazzarci un po’. Immagino che, a volerlo fare, non avrebbe faticato per niente. Sarebbe stato facile anche per i lettori seguirlo, scivolare con lui e scavare un po’ di anima, e un poco di carne. Un poco e un poco. Invece l’anima non si tocca, neanche si sfiora. La carne si vede, ma da lontano.
Anche quando entra nel dettaglio e racconta minuziosamente gli umori dei protagonisti, le loro storie, il loro passato, i loro sogni, quel che arriva è una descrizione chirurgica, soddisfacente, ma asettica. Senza sangue.
E’ disarmante. Perché viene voglia di affezionarsi. Affezionarsi ai personaggi, o detestarli, prenderne le parti o buttarli via… Invece, non succede niente. Il nostro ‘sentire’ percepisce ogni cosa, ma sempre a un passo di distanza, almeno. È come scopare senza calore (il ‘sesso meccanico’ della Marchesa in giovane età), o mangiare senza fame.
Allo stesso modo, mentre leggi di Fabio e della Marchesa, un po’ diventi come loro. Sei aderente alla storia, ‘dentro’, ma l’emozione (non che non ci sia) è circoscritta. Ferma. È altro da te. La osservi da fuori, non ti sporca.

La Lingua
È l’anima di un romanzo, la lingua. Qui è ‘semplice’. Volutamente semplice. Scarna. Secca. Frasi brevi che non ammettono distrazioni e tengono alta l’attenzione.

La domanda costante che mi sfiora mentre leggo, è:
come si fa a scrivere un romanzo così sconcio, denso e assassino, pieno di spunti esistenziali che rimanderebbero a ben altro, senza mai scivolare nella riflessione intimistica, in quella melassa che è il sentimento… senza mai rendere la storia, con tutto il groviglio erotico ed emotivo che contiene, una faccenda personale?

Quel che non è esplicitato nel romanzo – che è essenziale, meno di così non si sarebbe potuto dire – l’autore lo ‘racconta’ tra le righe, con lo stile, i tempi, le pause, le assenze.
E allora quel Ritmo a singhiozzi, che inquieta e lascia sospesi, a mezz’aria, diventa funzionale al romanzo.
Il Sesso spinto ma prosciugato di vita, e l’atmosfera che questa strana combinazione di fattori produce, pure diventa utile alla storia. È interessante, perché questo dato si coglie solo dalla seconda metà del romanzo in poi, acchiappa di sorpresa, a storia avviata.
Anche la totale (mai estrema) assenza di Sentimento, sensazione non del tutto ‘gradevole’, è aderente a quel che la storia racconta.
Infine, la Lingua. Il ‘suono’ della pagina, elemento importante quanto e più di quel che la trama svela, è così nuda, al nòcciolo, da non lasciar spazio ad alcun vezzo. Come tutto il resto, qui.

La difficoltà, e il guizzo creativo e il carattere in questo lavoro, non sta tanto – secondo me – nell’esser scritto in tweet, ma nel mantenere una certa estraneità al tutto, dall’inizio alla fine, costante, senza mai perdere la misura, senza mai accorciare le distanze. Senza mai prendere le parti di nessuno, senza mai entrare davvero in quel letto, senza mai bere del tutto quel seme, senza mai penetrare veramente quel culo, facendoti sentire il piacere, tutto, e il disagio, la dipendenza, la gabbia, il potere, il sesso in corpo, persino. Ma solo l’odore. Senza toccare. Senza speranza. E senza amare, mai.

Roberta Pilar Jarussi

“Il romanzo osceno di Fabio” è disponibile, in versione integrale e senza tagli, su Amazon.it, al costo di 0,92€

Ottobre 2012 – In edicola e in libreria il nuovo numero di «alfabeta2»


Dall’8 ottobre in edicola e in libreria

il nuovo numero di «alfabeta2»

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Il numero 23 di «alfabeta2» in arrivo nelle edicole e nelle librerie si apre

con quattro sonorissimi CONTRO:

– contro gli spettri dell’Uno e a favore di un politeismo politico (A.Illuminati);

– contro l’economia della creatività e la «cultura che fattura» (C.Caliandro eF.Federici);

– contro il lavoro intraprendente e le retoriche aziendali (A.Sartori);

– contro il bullismo degli insegnanti (P.Mottana).

Finita l’epoca del consenso a ogni costo e dei conflitti addomesticati prima ancora del nascere, si rivela sempre più necessario scegliere la propria posizione, rifiutare le logiche di una meritocrazia fallata in partenza (alla quale questo numero della rivista dedica un «nodo» intitolato Pagelle, con i contributi di Paolo Zublena, Daniele Giglioli, Giuseppe De Nicolao e Gian Luca Picconi), smontare gli stereotipi anche alla luce di uno sguardo attento a quanto succede oltre i nostri angusti confini. La – vera o presunta – «eccezione francese», i fermenti latinoamericani, le rivolte in Québec sono i temi approfonditi questo mese da «alfabeta2» che fin dal suo esordio si è prefissa di inserire la propria prospettiva critica su uno sfondo più ampio, davvero globale. E non a caso la traduzione letta come paradigma del nostro tempo è il soggetto di un altro dossier del mensile, che nel numero in uscita contiene anche un corposo speciale, «alfadifferenze», Per una lettura materialista di razza e genere, a cura di UniNomade.

Tra gli altri «nodi» proposti da «alfabeta2» di questo mese

Metamorfica: Cindy Sherman, Francesca Woodman, Claude Cahun, Sherrie Levine;
L’ultimo spettacolo: paradossi del cinema tra Usa e Italia;
Le mani sul postmoderno: intervengono Rastier, Bonito Oliva, Ferraris, Curi;

Scrivi come mangi: ovvero, dall’Artusi alla Nutellotta;

L’artista del mese è Emilio Tadini.

“Il romanzo osceno di Fabio” di Luciano Pagano, da oggi disponibile su Amazon (a meno di un euro)


Nota di viaggio: da oggi “Il romanzo osceno di Fabio“, è acquistabile su Amazon.it al prezzo di 0,92€, 92cent, così da potere essere letto, comodamente, integralmente e offline. Se vi va dopo averlo letto potete commentarlo e/o recensirlo sulla pagina di Amazon. Sì, ma che cos’è “Il romanzo osceno di Fabio”? È il primo romanzo italiano scritto interamente in tweet.
Buona lettura.

6 Ottobre 2012 – Lecce – “Anime di carta” di Paola Scialpi presso Overeco Academy e Workshop


AMACI (Associazione Musei d’Arte Contemporanea)
in collaborazione con Overeco Academy and Workshop presenta

"Anime di carta" di Paola Scialpi
Dialogo senso-visivo sugli abusi e sulle violenze sulle donne con la psicologa clinica e psicoterapeuta Dott.ssa Albina Tramacere

Overeco Academy and Workshop
Via Casetti 2 – Lecce
6 ottobre 2012 ore 17,30

L’artista Paola Scialpi organizza il 6 ottobre dalle ore 17,30 nel suo centro d’Arte Overeco Academy and Workshop a Lecce, un percorso espositivo dal titolo “Anime di Carta” che esplora la dimensione meno conosciuta (e forse più dolorosa) nella contemporaneità dell’animo femminile e del corpo della donna, oggetto sovente di abusi psicologici e fisici. Appuntamento al quale si assocerà un incontro dibattito tra sociologi e storici dell’arte sul concetto di inconscio collettivo e colore nella società della crisi, visto dalle donne.

Nello specifico l’incontro seminariale avrà come protagonista la donna e le violenze che essa subisce oggi a cura della psicologa clinica e psicoterapeuta Dott.ssa Albina Tramacere. La violenza contro le donne solo da pochi anni è oggetto di dibattito pubblico, e a dirla tutta persistono ancora politiche sociali poco corrette, progetti di sensibilizzazione e di formazione ancora poco efficaci. Le ricerche compiute negli ultimi dieci anni dimostrano che la violenza contro le donne è diffusa sia nei paesi industrializzati che in quelli in via di sviluppo. Le vittime e i loro aggressori appartengono a tutte le classi sociali o culturali, e a tutti i ceti economici. L’emergenza dunque è ancora tutta da debellare!

Telefono: 3404951799
Email: paolascialpi
Sito Web: http://www.overeco.it/index.html

24 Ottobre 2012 – “Il nuovo ruolo delle biblioteche” – Auditorium Biblioteca Nazionale “Sagarriga Visconti Volpi”, Bari


13 ottobre 2012, Mino De Santis con Caminante per Skywine. Ululati in Trentino!


Critica militante. È online LE RETI DI DEDALUS. su Roberto Roversi, Vincenzo Guerrazzi, Carlo Levi e tanti altri


È on line LE RETI DI DEDALUS

http://www.retididedalus.it

web-rivista del Sindacato Nazionale Scrittori
Anno VII – Ottobre 2012

Segnaliamo dal sommario (Ottobre 2012):
IMMAGINE IN HOMEPAGE: Eliseo Mattiacci

IN PRIMO PIANO:
Roberto Roversi (1923-2012), La tempra morale di un poeta controcorrente, stabile nella instabilità del mondo di Domenico Donatone
Vincenzo Guerrazzi (1940-2012), Lo scrittore operaio non va nel ‘paradiso’ dello Strega di Claudio Panella
Riflessioni su Carlo Levi, La dannazione dell’Italia e la ‘paura della libertà’ di Federica Montevecchi
Lavoro critico, "La parola verticale" o dello sperimentalismo sovversivo di Antonino Contiliano
Eli Pariser, Se la Rete ci manipola e ci rende tutti clienti di Fabio Mercanti
A proposito di E. L. James, Dalla letteratura di genere alla letteratura degenere di Domenico Donatone

LUOGO COMUNE:
Romanzo a puntate, Geco (VI) di Gualberto Alvino
Saggi, "Antiphasis" – Da Postumia (postilla critica) di Stefano Docimo
Saggi, "Antiphasis" – Appunti per una fenomenologia delle forme mobili della contraddizione (1) di Stefano Docimo
Diario d’autore (26), In riva al mare nessuno si sente figlio dello Stato di Domenico Donatone
Gialli d’autore, Detective gaddiani tra delitti e linguaggio di Francesco Muzzioli
Massimo Fusillo, La duplicazione dell’io nel rispecchiamento delle identità di Francesca Fiorletta
Ugo Piscopo, Tutti i parassiti del presidente di Ciro Vitiello

LETTERATURE MONDO:
Analisi incrociate, Paralleli lirici, tematici e mitopoietici tra Endre Ady e Dino Campana di Endre Szkarosi
Cartoline da Bruxelles (7), "Dio ti guarda, Stalin no". Politica e religione al tempo delle miniere di Daniele Comberiati

SPAZIO LIBERO:
Addii, La ‘mens’ aristotelica di Filippo Bettini di Francesco Muzzioli
Cineprime – "Pietà", Vendetta contro l’usura, simbolo del capitalismo di Enzo Natta
Cineprime – "Prometheus", L’epica aliena di Ridley Scott come arte totalizzante di Sarah Panatta
Cineprime – "Detachment", Il fallito distacco di un anti-eroe dostoevskjano di Manuel Tornato Frutos
Stigmi moderni, La scivolosa danza del saper vivere di Sergio Toscano
Tra realtà e fiction, L’altra faccia della luna ovvero siamo o non siamo soli? di Iolanda La Carrubba

Alex Ross, Dal fonografo all’Hip Hop di Cosimo Ruggieri

TEATRICA:
Short Theatre 2012, Spettacolo e non-spettacolo, incroci ed esperienze di Marco Palladini

LETTURE:
"Di eredi non vedo traccia. Storie di tani, mericani e tripolini" di Daniele Comberiati (Tiziana Colusso)
“Deritratti” di Bruno Conte (Mario Lunetta)
"Il sole sorge a Sud" di Marina Valensise (Rossella Grasso)
“Il sole nel silenzio” di Duccio Corsini (Stefano Lanuzza)
“Del sognato” di Raffaele Piazza (Antonio Spagnuolo)
“Metastasi di rosa” di Brina Maurer (Enrico Pietrangeli)

CHECKPOINT POETRY:
Stefano Docimo ("I ragazzi di via della Vetrina");
Marco Palladini ("Poesie 2012");
Marzio Pieri ("Parata")

AUDIO-POETRY
Tiziana Colusso ("Ecofrasie"); Plinio Perilli – Amedeo Morrone ("RomAmor")

LE VIE DEL RACCONTO:
Premio Energheia 2012; Fabio Mercanti: ("E-White")

30 Settembre 2012 – Una sera per ‘storiarsi’, al Fondo Verri di Lecce


Ass. Cult. Fondo Verri – Presìdio del libro di Lecce
Iniziativa promossa dalla Regione Puglia in collaborazione con l’Associazione Presìdi del libro”.

Al Fondo Verri nell’ambito delle iniziative della Festa dei lettori, domenica 30 settembre, dalle 20.00, ci si incontra per la lettura di “Storiarsi, storie dal Ser.T. di Lecce”, un libro creato all’interno di un intervento di narrazione e scrittura creativa promosso dal Dipartimento di Dipendenze Patologiche della Asl di Lecce per il Servizio Tossicodipendenze di Lecce.

Storiarsi suona un po’ come “farsi”, azione di tossicomania. Questa volta no! C’è la scrittura a governare e le storie d’ognuno, le storie hanno preso forma, andature narrative, “eroiche”, vissuti densi di “senso”. Rinfranca raccontarsi, “esserci” in un tempo in cui la sovraesposizione mass-mediale confonde i contorni d’ognuno. Il racconto di sé, diventa terapia, cura all’inedia, al “no” che spesso induce quei comportamenti spersonalizzanti che riconosciamo nelle “dipendenze patologiche” e, più in specifico, nelle tossicodipendenze: meccanismi di auto annientamento – e di sottrazione del soggetto dai contesti sociali e di relazione – che, nel tempo, “costruiscono” storie di vita che rimangono “senza più parole”.

Fondo VerriVia Santa Maria del Paradiso 8,
nei pressi di Porta Rudiae (Lecce)
tel 0832-304522

Astràgali Teatro Premiato per la miglior regia all’Hawler International Theatre Festival in Iraq


Hawler International Theater Festival, Erbil, Iraq.
Fabio Tolledi
e Astràgali Teatro sono stati premiati per la miglior regia nel corso dell’Hawler International Theatre Festival di Erbil in Iraq con lo spettacolo Persae. La performance di Astràgali Teatro è stata acclamata, con una standing ovation di oltre dieci minuti, quale miglior spettacolo in concorso.

Entusiasmante il giudizio della regia, presieduta da Ann Mari Engel (Direttore dell’International Theatre Institute di Svezia) e da registi e studiosi provenienti da Marocco, Iran e Kurdistan.

Ann Mari Engel ha parlato di “straordinaria energia espressa dallo spettacolo e sapienza nel mescolare lingue diverse, attraverso un lavoro sonoro notevole arricchito dalla presenza di canti struggenti e dalla forte carica emotiva”, mentre Heewa Suaad Younis (Festival leader) ha definito il lavoro di Astràgali “uno dei più significativi del Festival per il forte impatto visivo, per il lavoro altamente professionale e per il modo in cui ha agito lo spazio della Cittadella”.

Info:
http://www.astragali.org
http://hawlerinternationaltheaterfestival.wordpress.com

Esce L’ANTITEMPO, satira a colori. Monti candidato alla Premiership. “Era ora”


L’ANTITEMPO”, una cosa è certa, ce n’è bisogno. Se ne accorgono i mercati che alla notizia saltano in aria, seppure per poco, se ne accorge perfino Mario Monti che avanza l’ipotesi di candidarsi alla Premiership del paese, basta andare in America un giorno e ti vengono i pensieri. Già dall’editoriale mi viene voglia di consigliarvi la lettura di questa rivista satirica, “è tempo dell’Antitempo”, ho letto su un muro.
Non so se nelle librerie della città dove vivo arriverà, ovvero sia a Lecce; se non arriva peccato, bisogna chiamare qualche amico da fuori, magari aiutandosi con i social network tipo facebook, twitter, antony’s chain; in fondo ne vale la pena.

Tanto per cominciare sempre nell’editoriale facciamo i conti con una delle bestie più nere degli ultimi mesi, l’ottimismo; chi lo ha visto dice che ha assunto una forma terribile, tale da far scappare perfino i più temerari, a breve le strade saranno percorse da tir di vati inneggianti la fine del mondo; epperò, se questa è la fine, mica è peggio dello svolgimento, anzitempo. E io quindi lo leggo, anzi, lo mando giù tutto d’un fiato, come una dolce euchessina, dolce al momento, amara dopo il tempo.
Poi c’è Grègori, con il grammelot sinofirenzico, da fare invidia perfino a Renzi. A proposito, anche lui questa notte è stato gettato da Mario Monti nello scompiglio più leninista, “Che fare?”

E poi c’è la sezione dedicata ai libri della casa editrice “Giulio È in Audi”, delle vere chicche, roba da marketing editoriale al vetriolo, roba da comprare il plexiglass di plastica 21×29,7 e appenderle in casa, magari con il poster Boteriano; non si capisce, queste scoperte È in Audiane, fatte così bene, copertina, quarta, descrizione, estratto, se sono fuoriuscite dalla cartellina di qualche redattore della casa “È in Audi”, oppure sono fatte così ad arte perché questi di Èinaudi Seconda Fila sono bravi almeno quanto la prima fila e soprattutto non ti fanno mancare nulla, arte pura; anzi, la prima cosa che mi colpisce de “L’ANTITEMPO” o dell’Antitempo che dir si possa è proprio l’azzeratempo insito nel mio ricordatoio. Non provavo un’emozione simile da quando uscì Cuore, con la “C”, e non parlo di Edmondo De Amicis; ed è così, con Ehi Now Dì, e col 3d, ti prendo in giro quelli lì, gli scrittorì, radical scì. Un caldo strano, quello che accompagna l’uscita de “L’ANTITEMPO”, che oltre a essere contro il tempo per via dei contenuti sopraffini lo è anche perché affronta il problema di questo tempo senza sesto nel quale viviamo, e nel quale a fine-settembre-praticamente-ottobre possiamo andare ancora in giro in manichine, quindi ci sta bene la rubrica dal mare, il fumetto, le poppe, i coiti underwater, le zinne sotto al sole perfino la lettera del CattoPioBagnante; insomma!

Qua non si sono scorte nemmeno venti pagine che già c’è materia per rivoltar cervelli come guanti; a parte che 6 numeri a 25 euro è proprio poco; ma se arriva a Lecce…poi ti giri è c’è l’inserto enigmistico, da panico; anzi, forse non tutti sanno che…com’è che incominciai la prima guerra, come…è; non si fanno mancare proprio nulla i lettori del deleuziano Anti-tempo, rivista rizomatica che al prezzo di 5€ da molto, molto più di ciò che promette.
Pensate che c’è chi alla stessa cifra vi da i Pensieri di Biagio Pascal o Uno, nessuno, centomila di Louis Pirandello; classici, è vero, ma la verve che si respira ne “L’ANTITEMPO” è qualcosa d’altro; storie d’artista narrate a fumetti, storia a fumetti narrate da artisti, mescolate in doppiapagina per ottenere “Essi infilano” (Klacid), “Paul Niente” (Strolippo&Stan), La Ballata del ‘13-’18 (Grègori), Ora e sempre (Akab).

Il fatto è che questo è linguaggio puro, roba che ti anima, certe cose ti fanno pensare che alcuni autori, prima di mettersi a scrivere romanzi o poesie, dovrebbero leggere L’ANTITEMPO, non fosse altro che per accorgersi che le vere idee sono avanti, stanno altrove, corrono rapide, e se i tuoi pensieri sono chiusi in gabbia, perché sguinzagliarli ad un lettore? Chiudete i cassetti.

C’era bisogno di una sezione dedicata agli annunci cerco offro lavoro, data la grande quantità di lavoro sparso in giro per la penisola? La redazione, con molta probabilità, immaginava l’enorme numero di persone che già durante la preparazione del numero si sarebbero trovate a spasso, ad. es. giunte regionali, aspiranti premier, liste laterali. Coglierà questa timida nuances la Ministra Fornero, il Monti Bis, e il Ter e il Quater? Penseranno al lavoro come volontà e rappresentazione?
E poi eccoti alla fine una cosa che proprio non potevo farmi mancare, da buon autore de “Il romanzo osceno di Fabio”, un po’ di oscenità, in cauda, come venenum.

Per iniziare, in questo mio post precedente potete trovare gli appuntamenti in cui L’ANTITEMPO viene presentato:

https://lucianopagano.wordpress.com/2012/09/27/dal-28-settembre-2012-arriva-in-libreria-il-numero-4-de-lantitempo-rivista-satirica-a-fumetti/

Per continuare: L’ANTITEMPO 4 è tirato in numero mille esemplari non numerati e tutti uguali, ciò significa che manco è nato e già ce n’è penuria, affrettatevi dunque per poter dire un giorno, io c’ero.

Per qualsiasi informazione supplementare, non esitate a scrivere a ufficiostampa@ o per telefono: Andrea Coccia 348 72 92 696 e Vito Manolo Roma 340 2938514.

dal 28 settembre 2012 arriva in libreria il numero 4 de “L’ANTITEMPO – RIvista satirica a fumetti”


dal 28 settembre 2012 arriva in libreria il numero 4 de "L’ANTITEMPO – RIvista satirica a fumetti"


venerdì 28 settembre

Il numero 4, finalmente in libreria

Gogol and Co – via Savona 101, Milano – www.gogolandcompany.com

sabato 29 e domenica 30 settembre
Un banchetto pieno di autori
Liber Salone – Van-Ghé, via Bastia 15, Milano – www.libersalone.altervista.org

sabato 6 ottobre
Portici di carta – Torino
In collaborazione con la libreria Luna’s TortaEvento facebook

da giovedì 11 ottobre
Tavole e pagine in mostra
Luna’s Torta – via Belfiore 50/E, Torino– www.lunastorta.eu

Per qualsiasi informazione supplementare, non esitate a scriverci a ufficiostampa
o per telefono: Andrea Coccia 348 72 92 696 e Vito Manolo Roma 340 2938514

29 Settembre 2012, Lecce – Lettori nomadi a caccia ::: VIII festa dei lettori


lettori nomadi a caccia
in movimento nella città
alla ricerca di letture e lettori

Germinazioni è un gruppo di lettori senza fissa dimora. | La nostra dimora è diffusa: la città intera! Il nostro viaggio si ripete ogni settimana. Camminiamo, scegliamo un parco, dei giardinetti, una chiesetta sconsacrata. Poi ci mettiamo a leggere ad alta voce. | Ripeteremo la stessa transumanza nell’arco di un pomeriggio, camminando per la città in parata e fermandoci in quattro luoghi (pubblici) a caccia di letture e di lettori. I musicisti che lo vorranno potranno unirsi a noi per colorare sonoramente la parata. Una parata musicale di lettori nomadi a caccia! | Quattro sono i luoghi della caccia. Un parco che ci ospita da tempo e dove ci sentiamo a casa. Il parco di Belloluogo. La sala d’attesa di una lavanderia a gettoni, la lavanderia Jefferson. Un luogo che sceglieremo insieme lungo il tragitto: dovunque ci sia un lettore! La sala d’attesa della stazione ferroviaria centrale. | In questi spazi vorremmo creare infiltrazioni di lettura partecipata. Ognuno potrà leggere il libro che ha con sé. | Come il Piccolo Principe esploreremo pianeti alla ricerca dei suoi abitanti. | Chi sarà l’abitante-lettore? Cosa leggerà? Un biglietto per il treno. La pubblicità del supermercato. Una rivista per donne. Un quotidiano. Forse un libro. | Siamo lettori curiosi delle letture degli altri. Noi offriamo la nostra storia in viaggio, una pagina letta ad alta voce, un racconto, una storia di lettori che camminano. | VIENI A CACCIA CON NOI e PORTA CON TE IL LIBRO CHE STAI LEGGENDO!
sabato 29 settembre 2012 dalle ore 16.00 alle 21.00
in movimento nella città di Lecce
partenza

ore 16.00 • Parco di Belloluogo
Prima Caccia al Lettore. Estemporanea di lettura partecipata
Camminata/parata musicale fino alla lavanderia

II tappa

ore 17.30 • Sala d’attesa della Lavanderia a gettoni Jefferson
Seconda Caccia al Lettore. Estemporanea di lettura partecipata
Camminata/parata musicale fino alla Stazione Ferroviaria

III tappa

a sorpresa: dovunque ci sia un lettore!
Terza Caccia al Lettore. Estemporanea di lettura partecipata

IV tappa

ore 20.00 • Sala d’attesa della Stazione Ferroviaria
Quarta Caccia al Lettore. Estemporanea di lettura partecipata

[itinerario: Parco di Belloluogo (accanto al cimitero), P.ta Napoli, Via Palmieri, Via Cairoli, Stazione Ferroviaria.]

in occasione della

VIII edizione della FESTA DEI LETTORI
una iniziativa promossa dalla Regione Puglia – Assessorato al Mediterraneo

in collaborazione con l’Associazione Presidi del Libro

Se la rivista (radical) chic diventa editore


L’evoluzione dell’editoria digitale, negli ultimi anni, ha fatto passi da gigante. Soltanto dieci anni fa il panorama delle riviste letterarie e dell’editoria poteva essere paragonato a un mare calmo, senza vento, con il web che muoveva i primi passi, i social network inesistenti e i blog letterari influenti che si contavano sulle punte delle dita. La rivoluzione, o quantomeno il cambiamento dello scenario, è cominciato quando alcune tra le testate più importanti hanno capito che potenziare i propri strumenti sul web avrebbe portato, sulla media e lunga distanza, più lettori di quanti ne avrebbe portati la semplice circolazione in libreria. Non sappiamo ancora se a ciò corrisponda un incremento del guadagno, di ciò si potrà parlare tra qualche anno. Una cosa è certa, la diffusione degli ebook reader e quella, esponenziale, degli smartphone, ha portato a una ridefinizione del concetto di editoria. E se una rivista ‘storica’ italiana come “Belfagor” chiude, dopo ‘66 anni di libertà’ così come ha scritto Mirella Appiotti su “La Stampa” di sabato 15 settembre, ce n’è un’altra, oltreoceano, che si reinventa per l’ennesima volta aprendosi all’editoria.

Stiamo parlando di “The New York Review of Books” (http://www.nybooks.com), rivista bisettimanale di letteratura nata negli anni ‘60 a New York. Sue Halpern, “editor” della rivista, nel suo ultimo editoriale (20 settembre 2012) descrive la nuova iniziativa della testata. Qualche anno fa, mentre la Halpern stava scrivendo un pezzo per la rivista, dedicato ai dispositivi di lettura digitali, si era imbattuta in un romanziere che nonostante i successi di critica ottenuti con il suo primo romanzo, aveva incontrato molte difficoltà nel trovare un editore per la sua seconda opera. Lo scrittore pensò che il fenomeno era dovuto soprattutto al fatto che l’editoria tradizionale, a lungo andare, aveva reso più difficile la vita dei libri meno commerciali; ciò poteva significare, in futuro, una riduzione drastica del mercato per alcuni libri piuttosto che per altri. Fin qui nulla di nuovo, potremmo dire, anche perché il mercato americano, nei confronti dell’editoria digitale, è sicuramente diverso da quello nostrano. La “editor” tuttavia, dopo un’immancabile disquisizione su quanto il libro di carta sia bello, buono, e profumato, riflette sul fatto che molte opere, se non fosse proprio per la grande diffusione dei lettori digitali, non potrebbero vedere la luce, ovvero sia, non potrebbero avere lettori, e ciò perché pubblicare un libro rilegato, cucito e copertinato, costa sempre di più. Ecco quindi l’idea: perché non prendere quei libri che hanno trovato poco spazio presso gli editori in edizione tradizionale e non pubblicarli in formato ebook?

Perché non sottrarre all’oblio della lettura opere di un certo spessore, veri e propri classici della contemporaneità, scritti da autori validissimi, ma che per un motivo o per un altro, non sono stati pubblicati oppure non hanno avuto la circolazione che meritavano? La conclusione, come potete immaginare, è che “The New York Review of Books”, luogo migliore per far partire questa iniziativa, ha appena dato il via alla pubblicazione di una serie di ebook.

Nulla di nuovo, direte. In effetti qualcosa di simile, in Italia e soprattutto negli Stati Uniti, esiste già. Feltrinelli qui da noi ha cominciato a pubblicare brevi storie di autori conosciuti, direttamente in formato ebook; come sempre agli italiani “piace vincere facile”, come recita un noto spot.

La vera sfida della rivista americana, che Tom Wolfe definì “il principale organo teorico del Radical Chic”, consiste proprio nel fatto che la redazione del NYRB impiegherà nell’iniziativa tutto l’impegno e tutte le sue forze, per fare in modo che i libri scelti mantengano uno standard di qualità elevatissimo, sia per la redazione che per i lettori.

La prima opera pubblicata è “The Water Theater”, di Lindsay Clarke, scrittore già vincitore del Premio Whitbread nel 1989, messo in vendita sul sito della rivista a 9 dollari e 99 centesimi. Il romanzo racconta “con una narrazione magistrale”, la vita di un reporter di guerra di nome Martin Crowther. Si tratta di una storia di crescita, una storia familiare e allo stesso tempo una storia dove i temi della lotta di classe, della follia, liberalismo e delle buone intenzioni si mescolano. Un libro forte, che come tutte le “grandi narrazioni” ha a che fare con le questioni centrali di ciò che significa essere umani. Insomma, un capolavoro. Almeno così secondo “The New York Book Review”. La cosa bella è che dopo avere letto l’articolo di descrizione del nuovo capolavoro, curiosando in rete, mi sono accorto che il libro è uscito nel 2010, che la critica lo ha accolto benissimo, che è stato pubblicato in diverse edizioni e che, questa‘ristampa in “bit” del NYRB, costituisce l’ennesimo rilancio. Se avrò la fortuna e il tempo di leggerlo scriverò la prosecuzione di questo articolo, magari incominciando a raccontare dell’acquisto del libro, in versione cartacea, su Amazon, al prezzo stracciato di 4 dollari e 78 centesimi.

@lucianopagano

(pubblicato sul quotidiano Il Paese Nuovo
di sabato 22 settembre 2012,
immagine di Crawl Palmetto

http://crawlpalmetto.co.uk/index.php/2012/08/29/do-you-want-to-be-popular/)

PADIGLIONE TIBET. Il padiglione per un paese che non c’è. Museo Diotti


MUSEO DIOTTI – Padiglione Tibet –
l padiglione per un paese che non c’è

Il Museo Diotti di Casalmaggiore (CR) ospiterà dal 22 settembre al 14 ottobre 2012 “Padiglione Tibet”, progetto ideato e curato da Ruggero Maggi con la partecipazione di noti artisti contemporanei.

Padiglione Tibet rappresenta un sogno che ha lasciato il segno.

Uno dei simboli più significativi del Tibet è senz’altro la tipica sciarpa bianca che i monaci offrono in segno di amicizia e saluto: la Khata.

Proprio questo tessuto così etereo è diventato la base su cui ogni artista invitato ha espresso il proprio personale pensiero artistico e poetico sul Tibet. L’installazione collettiva ottenuta con queste opere – ospitata anche dal Padiglione Italia della Biennale di Venezia nella magnifica Sala Nervi del Palazzo delle Esposizioni di Torino – ha concretizzato finalmente un pensiero, una speranza dando, attraverso l’arte, ufficialità al Tibet e quindi al suo Padiglione Nazionale.

Si è realizzato ciò che lo stesso Presidente della Biennale Paolo Baratta dopo aver visitato il Padiglione (in un articolo a firma di Francesca Pini pubblicato su “Sette” supplemento del Corriere della Sera) aveva auspicato quando inserì di fatto Padiglione Tibet tra i Padiglioni Nazionali dei Paesi in cerca di un’affermazione anche geopolitica.

L’idea di creare un ponte sensibile che induca i visitatori di questa mostra, dai profondi risvolti non solo artistici, ad una maggiore conoscenza di questo popolo che rischia di perdere il proprio patrimonio culturale e soprattutto spirituale, fondato su concetti di pace e non violenza, è all’origine di questo nuovo appuntamento a Casalmaggiore presso il Museo Diotti, sotto l’egida del costituendo comitato Padiglione Tibet.

Artisti partecipanti:

Dario Ballantini, Piergiorgio Baroldi, Donatella Baruzzi, Luisa Bergamini, Carla Bertola – Alberto Vitacchio, Giorgio Biffi – Franco Ballabeni, Nirvana Bussadori, Rosaspina B. Canosburi, Silvia Capiluppi, Stefano Cerioli, Marzia Corteggiani, Teo De Palma, Albina Dealessi, Anna Maria Di Ciommo, Marcello Diotallevi, Dario Fo, Annamaria Gelmi, Luciano G. Gerini, Gino Gini – Fernanda Fedi, Antonella P. Giurleo, Isa Gorini, Oronzo Liuzzi, Gian Paolo Lucato, Ruggero Maggi, Gianni Marussi – Alessandra Finzi, Paolo Nutarelli, Marisa Pezzoli, Benedetto Predazzi, Nadia Presotto, Tiziana Priori, Angela Rapio, Sergio Sansevrino, Elena Sevi, Roberto Testori, topylabrys, Micaela Tornaghi.

Padiglione Tibet
22 settembre – 14 ottobre 2012
Inaugurazione: sabato 22 settembre 2012 ore 17.00

Orari: da martedì a venerdì 8.00/13.00
Sabato domenica e festivi 15.30/18.30

Per informazioni:
0375 – 200 416
www.museodiotti.it
info@museodiotti.it

Padiglione Tibet:
320.9621497
ruggero.maggi@linero.it
www.padiglionetibet.com

Via Formis 17 26041 Casalmaggiore (CR) tel 0375 200416 www.museodiotti.it

Sant’Agostino e i festini di Roma, 1600 anni dopo.


Il brano che segue è estratto da uno dei capolavori di Agostino, La Città di Dio, composto nel quarto secolo dopo Cristo, circa 1600 anni fa. In particolare l’estratto è dedicato alla descrizione delle feste e del clima di generale licenza che imperversava nella capitale dell’Impero. I fatti di questi giorni rendono questo passo attuale, con una discreta e imbarazzante prepotenza. Buona lettura.

“Dilaghino le prostitute, a disposizione di chiunque desideri fruirne e soprattutto di coloro che non possono permettersi una concubina. Si edifichino abitazioni grandiose e decoratissime, si frequentino i banchetti fastosi, ove chiunque ne ha voglia e mezzi, di giorno e di notte, si diverta e beva, vomiti e si distrugga. Risuonino dovunque i balli, i teatri ribolliscano dei clamori di un disonesto divertimento e di un’infinita varietà di piaceri, ora crudelissimi, ora volgarissimi. Sia additato a nemico pubblico chi prova disgusto di questa felicità; chi tenti di trasformarla o di rimuoverla sia allontanato dalle orecchie della moltitudine scatenata, rovesciato dalla sua posizione, rimosso dal consorzio dei viventi. Siano considerati veri dèi quelli che la fanno conseguire questa felicità ai popoli e dopo conseguita gliela conservano. Si facciano adorare come vogliono, richiedano gli spettacoli che vogliono, li godano insieme o a spese dei loro adoratori: purché questa felicità sia al riparo dai nemici, delle pestilenze, di qualsiasi rovescio. Questa repubblica chi, sano di mente, oserebbe paragonarla non dirò con l’impero romano, ma col palazzo di Sardanapalo? un re d’altri tempi così dedito ai sensi, da far scrivere sul suo sepolcro che i suoi unici possedimenti da morto erano i piaceri che la sua lussuria, da vivo, aveva nel gustarli dissipato. Avessero costui come re, così condiscendente verso i vizi e mai avverso né severo verso nessuno che ne goda, gli consacrerebbero un tempio e un flamine più prontamente che non gli antichi Romani a Romolo” [Agostino, La Città di Dio, traduzione e cura di Carlo Carena, Einaudi-Gallimard, 1992]

Eros e Porno, secondo Carmelo Bene


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“Questo è il porno, quest’abbandono, questo è Franz Kafka […] l’unico, il vertice, del porno, da Adamo a voi” (Carmelo Bene)

da mezzanotte di oggi “Il romanzo osceno di Fabio“, qui (http://twitter.com/romanzosceno) e qui (http://romanzosceno.tumblr.com, password: senso).

APPELLO pubblico a sostegno della scuola lombarda, del merito e della civiltà del nostro Paese


Leggete e firmate. Il link è in basso. Grazie!

APPELLO pubblico a sostegno della scuola lombarda, del merito e della civiltà del nostro Paese

In Lombardia, le istituzioni scolastiche sono 1.224; in questi giorni 448 di esse iniziano l’anno scolastico senza un dirigente titolare.

Il concorso bandito dal Ministro dell’Istruzione per il reclutamento dei dirigenti scolastici ha concluso il suo iter: una prova preselettiva, due scritti e un orale hanno selezionato 406 idonei. Il TAR di Milano lo ha bloccato per presunti vizi procedurali attribuibili all’amministrazione, non certo ai partecipanti.

Il Consiglio di Stato ha rimandato la decisione sul merito a novembre; non sono stati possibili pertanto l’immissione in ruolo dei neodirigenti e un regolare avvio dell’anno scolastico.

Le conseguenze:

  1. La scuola lombarda. La scuola non può aspettare i tempi inevitabilmente lunghi di un nuovo concorso, che risulterebbe abnorme nei numeri perché solo la Lombardia, in Italia, offre ormai posti di dirigenti, a cui concorrerebbero candidati di tutte le regioni. Non costituiscono, inoltre, una risposta adeguata né gli incarichi di reggenza a presidi “part-time”, né il trasferimento di dirigenti da altre regioni.
  2. Il merito. Il capitale umano di 406 persone formate e valutate idonee è un potenziale straordinario di energie nuove, che hanno guadagnato sul campo, con merito, il titolo. L’annullamento del presente concorso rappresenterebbe una plateale sconfitta della pubblica amministrazione e della stessa legalità che, cercando giustizia, colpirebbe paradossalmente chi ha agito con correttezza ed onestà.
  3. La civiltà del nostro Paese. Uno Stato, che rincorra esclusivamente la correttezza formale e procedurale a scapito dell’efficienza del servizio reso ai cittadini, rischia di non garantire un sistema scolastico di qualità e di non esprimere un grado di civiltà accettabile per un paese moderno.

Chiediamo pertanto:

  1. che l’amministrazione scolastica si adoperi per sostenere avanti al Consiglio di Stato la necessità giuridica e l’opportunità pratica di consentire la revisione della decisione del TAR: il concorso appena concluso deve essere restituito alla sua piena legittimità.
  2. che le forze politiche e sindacali, il mondo della cultura, le istituzioni locali, la società civile sostengano con decisione questa proposta, perché l’interesse pubblico a che il servizio scolastico sia in breve tempo rimesso in piena funzione è legato inevitabilmente all’esito positivo di questo concorso.
  3. che i vincitori del concorso vengano immessi in ruolo il prima possibile, così che studenti, famiglie e insegnanti di ogni scuola possano avere il dirigente scolastico, come è loro diritto.

www.appelloscuola.it

“Il romanzo osceno di Fabio”, anticipazione.


Cos’è “Il romanzo osceno di Fabio“? È il primo romanzo italiano scritto in tweet. Questo post è un’anticipazione, approfondirò prima del 21 settembre 2012, giorno in cui inizierà la pubblicazione online, su twitter e tumblr.
Nel frattempo, se volete saperne di più potete visitare il sito de “Il romanzo osceno di Fabio“, oppure iniziare a followare su twitter @romanzosceno, per leggerlo. Grazie.

Vittoria per Wiki Loves Monuments: via libera del Ministero per i Beni e le Attività Culturali


WikimediaNews – 10 settembre 2012
Aperiodico ufficiale di informazione dell’associazione Wikimedia Italia.

Vittoria per Wiki Loves Monuments: via libera del Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Per il MiBac nulla osta a fotografare i monumenti italiani e pubblicarne le immagini su Wikipedia

Il Ministero italiano per i Beni e le Attività Culturali (MiBac) collabora con Wikimedia Italia sensibilizzando i proprietari dei beni culturali italiani affinché offrano ai partecipanti al concorso Wiki Loves Monuments http:www.wikilovesmonuments.it la possibilità di veder pubblicate su Wikipedia e Wikimedia Commons, le proprie immagini raffiguranti il patrimonio culturale italiano. Il concorso fotografico Wiki Loves Monuments deve infatti attenersi al “Codice Urbani” [1] . Per poter pubblicare le foto dei beni culturali e paesaggistici italiani occorre dunque bussare alla porta di tutti gli enti coinvolti (Ministero, soprintendenze, regioni, province, città metropolitane, comuni ed enti privati) per scoprire i legittimi proprietari.

Un’impresa titanica, ma il team di Wikimedia Italia, organizzatore del concorso Wiki Loves Monuments, non si è arreso: con l’importantissimo supporto e aiuto di SeLiLi– Servizio Licenze Libere e Nexa – Center for Internet e Society, siamo riusciti a contattare il Ministero e a coinvolgerlo nel nostro progetto

“Grazie al supporto dello Studio dell’avvocato Deborah De Angelis di Roma – dichiara Frieda Brioschi, presidente di Wikimedia Italia – è stato possibile contattare il MiBac e ottenere il prezioso supporto all’iniziativa, dando vita a una vera e propria collaborazione dal significato preciso: per l’autorità italiana più alta in termini di tutela del patrimonio culturale, nulla osta a fotografare i monumenti del Bel Paese e a pubblicarne le immagini su Wikipedia”.

Non solo. Attraverso l’accordo quadro, il Ministero si impegna a richiedere a tutti gli organi periferici di indicare i “beni culturali meno noti per i quali viene rilasciata la concessione del diritto di riproduzione fotografica senza corrispettivo” ai fini della pubblicazione delle immagini su Wikipedia.org (in tutte le sue lingue) e in Wikimedia Commons, la banca dati fotografica di Wikipedia.

“Abbiamo scelto di aderire con entusiasmo al progetto “Wiki loves Monuments” – commenta la Direzione Generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale del MiBAC – perché riteniamo sia un ottimo modo per coinvolgere attivamente i nostri connazionali nella scoperta e condivisione del nostro patrimonio storico artistico. In particolare abbiamo voluto indirizzare il progetto verso tutti quei luoghi della cultura meno noti e fuori dai grandi circuiti turistici, ma non per questo di minore bellezza e suggestione. Al giorno d’oggi la valorizzazione dei beni culturali deve necessariamente passare anche attraverso i social media, come Wikipedia, attraverso i quali possiamo raggiungere fasce d’utenza diverse dai consueti frequentatori di musei”.

Un significativo passo avanti per mettere a disposizione della collettività lo splendido patrimonio culturale d’Italia.

Seguici e partecipa con le tue foto su http://www.wikilovesmonuments.it

[1] il “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio” secondo il quale per poter fotografare un qualsiasi monumento italiano e pubblicarne l’immagine, occorre ottenere l’autorizzazione da parte del “legittimo proprietario”, che di norma impone il pagamento di un canone qualora lo scopo delle foto scattate non sia personale

Fai una donazione adesso: http://sostienilacultura.it

Wikimedia Italia
via Ardigò, 24
20900 Monza MB
Italia

13 Settembre 2012 – “Partigiani e Antifascisti di Terra d’Otranto” di Pati Luceri a Lecce


astragali teatro

presentazione del libro

"Partigiani e Antifascisti di Terra d’Otranto (Lecce Brindisi Taranto)"
di Pati Luceri, edito da Giorgiani Editore

introduce
Fabio Tolledi
direttore artistico Astragali Teatro

presenta
Maurizio Nocera
segretario prov.le ANPI – Lecce

giovedì 13 settembre h. 20
TEATRO ASTRAGALI – LECCE
via Giuseppe Candido, 23

Nota dell’autore
Nel corso della ricerca ho tolto dall’oblio altri 40 partigiani di Lecce, 50 di Brindisi e quasi 100 di Taranto. Fra i leccesi altre due donne ed un partigiano decorato con Medaglia d’Argento, oltre ai 1200 nominativi già presenti nella Prima edizione del libro, Questi i loro nomi:

CORTESE PALMA, di Luigi. Partigiana. Nata a Matino, il 7 dicembre 1921. Combatte nelle file della Brg. Rosselli per 7 mesi e 15 giorni.

LETIZIA VITO, di Giorgio e De Matteis Luigia. Nato a Matino. Già caporale del 9° Reparto salmerie da combattimento. Decorato con Medaglia d’Argento, alla memoria. Questa la motivazione: “Conducente di un reparto di salmerie, durante un servizio di rifornimento ad una compagnia americana in posizione avanzata del fronte e particolarmente battuta dal fuoco nemico, veniva ferito in più parti del corpo, da schegge di mortaio. Incurante del dolore, conscio solo del dovere a compiere rifiutava ogni cura e proseguiva a fatica il cammino. Colpito a morte da altra scheggia, presagendo la fine, rifiutava nuovamente a favore di altri compagni feriti, ogni cura. Fulgido esempio di abnegazione e di alto sprezzo del pericolo. Monte Tomba, 3 ottobre 1944.”

LUBELLI COSIMA, di Vitaliano. Patriota. Nata a Calimera, il 7 aprile 1920. Con il nome di battaglia “Chira”, combatte, per 5 mesi, nelle file della Brigata Rocco, più altri 6 in Svizzera.

info: 0832-306194 320-9168440
teatro www.astragali.org

La percezione dell’editore. Uscire dall’appartamento


“La percezione da parte delle testate giornalistiche delle piccole e medie, ma anche delle case editrici medio grandi” oppure “La percezione di un editore da parte delle testate giornalistiche”, si sarebbe potuto intitolare così questo breve pezzetto, che prende spunto da una recensione che ho letto sabato scorso, il libro in questione è “Volevamo essere giganti” di Angela Scarparo, edito da Gaffi. Non ho ancora letto il romanzo, quindi non posso esprimere giudizi, tuttavia leggendo un inciso in parentesi, nella recensione di Piersandro Pallavicini, mi sono messo a rimuginare, ecco l’inciso: “Angela Scarparo (esordio in narrativa per Mondadori nel ‘92, seguito da libri con editori più appartati)”. Lo stesso Piersandro Pallavicini ha pubblicato con Theoria, Pequod, Verdenero; vi consiglio di leggere una sua bella intervista concessa qualche tempo fa a Angelo Ricci (http://nottedinebbiainpianura.blogspot.it/2011/03/intervista-piersandro-pallavicini.html) dalla quale si evincono interessanti posizioni circa la natura del mestiere di giornalista culturale, in relazione a ciò che accade di nuovo nel panorama editoriale.

Gli editori “più appartati” in questione sono, dopo Mondadori: Transeuropa, Pequod, Manni. La domanda è, quali sono i requisiti che una piccola, media, mediopiccola, mediogrande, piccolomedia, grandemedia, casa editrice deve avere per uscire dall’”appartamento”? La distribuzione? Il catalogo? La riconoscibilità degli autori? La fattura del prodotto? La proposizione dello stesso? È evidente che con queste coordinate non sono riuscito a darmi una risposta, anche perché il panorama è davvero molto, molto ampio.
Proprio ieri ho letto, su suggerimento di Marco Montanaro, un interessante articolo di Romano Luperini (http://www.leparoleelecose.it/?p=6562) che mi ha dato interessanti spunti proprio attorno all’idea di lavoro intellettuale; in fondo la questione è ancora aperta, dalla Generazione TQ ad esempio e dall’aumento di consapevolezza da parte degli impiegati e dei non-impiegati del lavoro intellettuale nel nostro paese. Il periodo storico, molto particolare, ha messo in evidenza il grande quantitativo, enorme, di persone che ruotano attorno a un libro, a una redazione, a un giornale, al fatto culturale.

Tengo a precisare che questo post non intende avviare discussioni o considerazioni su nulla che abbia a che vedere con gli autori, né della recensione, né del libro; la sfumatura di grigio che mi piacerebbe approfondire è di tipo antropologico-letterario, e inerisce alla “percezione”, al pour-parler che crea il concetto, a quell’area semantica in cui il giudizio di valore, pur essendo categorico, non si rifa a una categoria ben precisa ma a una somma di giudizi, appunto, percettivi; il panorama editoriale italiano è così vasto e complesso che anche gli aggettivi “vasto” e “complesso” sono minimi. Gli inserti culturali ci aiutano a definire una bussola.

Supporto a “Catarsi-Teatri della diversità”, scopri come.


Supporto a "Catarsi-Teatri della diversità"

La rivista europea Catarsi-Teatri delle diversità, fondata nel 1996 da Emilio Pozzi (Milano, 1927-2010) e Vito Minoia, attuale direttore, è prodotta e distribuita dalle "Edizioni Nuove Catarsi" a cura della Associazione Culturale Cittadina Universitaria “Aenigma” di Urbino.
Con cadenza trimestrale e prevalente profilo monotematico, si propone, con l’ambizione dell’entusiasmo, più scopi: informazione, ricerca, riflessione critica.

• Informazione: raccogliere e far circolare le notizie che riguardano iniziative che intendono usare il teatro, nella sua più ampia accezione, come strumento di formazione e di comunicazione, nei, per e dai mondi considerati "differenti".
• Ricerca: farsi eco del lavoro scientifico magmaticamente in essere che ha come scopo l’identificazione dei metodi che aprono le strade, auspicabilmente, dell’ integrazione, attraverso l’ acquisizione della cultura della convivenza, con pari dignità.
• Riflessione critica: dibattito permanente fra le diverse scuole di pensiero, su percorsi e traguardi, errori e devianze.

Catarsi-Teatri delle Diversità ha dedicato inchieste monotematiche a: Teatro ed handicap, Teatro e carcere, Teatro e follia, Teatro ed etnia, Teatro e tossicodipendenza, Teatro e povertà sociale, Teatro e anziani, Il teatro dei sordi, I teatri e le guerre, Il teatro e i ciechi, Teatro e Anoressia, I medici del sorriso, Teatro e Scuola.

La pubblicazione ha inoltre dedicato alcuni “Dossier” al Teatro e Disagio in Gran Bretagna, Spagna, Portogallo, Grecia, Ungheria, Polonia, Brasile, Argentina, Giappone, Cina.

In occasione del suo diciassettesimo anno di vita con il numero 59/60

CHE PUOI SCARICARE COLLEGANDOTI AL SEGUENTE LINK

http://www.teatrosocialedicomunita.unito.it/index.php?option=com_content&task=view&id=969&Itemid=1

i promotori hanno lanciato una campagna straordinaria di sostegno al fine di garantire la sopravvivenza della pubblicazione.

Per tutte le informazioni necessarie alla sottoscrizione di abbonamenti o altre forme di sostegno, potete visitare il sito www.teatridellediversita.it

Dal numero 61 (settembre 2011) della rivista saranno pubblicati abstracts in inglese per gli articoli di maggior interesse internazionale, nonché saranno ospitati nel sito web della pubblicazione alcuni scritti integrali sia in inglese, sia in altre lingue dei paesi di origine degli autori dei testi.

ABBONAMENTO ANNUO
Italia € 30,00
Estero € 50,00
Sostenitore € 100,00

da versare, specificando la causale e l’indirizzo al quale si vuole ricevere la rivista, sul conto corrente postale numero 92384346 o tramite bonifico su Conto Banco Posta, IBAN IT21Y0760113300000092384346 intestati a Associazione Culturale "AENIGMA" Via Giancarlo De Carlo n° 5, 61029 Urbino tel. 339 1333907 – fax c/o 0721 893035 email: aenigma , sito internet: www.teatridellediversita.it

Il costo dei numeri arretrati è di € 12,00 (singoli), € 18,00 (doppi). E’ possibile richiedere l’intera collana dei numeri arretrati (dal n° 1 al n° 58) al costo promozionale di € 300,00.

Si accettano anche donazioni in forma di erogazioni liberali, utilizzando gli stessi riferimenti di Conto Banco Posta sopra indicati.