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23 Novembre 2012 – Vedano al Lambro (MB) – POESIAPRESENTE – Per Antonia Pozzi


POESIAPRESENTE – Ultimo appuntamento novembre 2012
di Mille Gru, Associazione Culturale di Monza
www.poesiapresente.it
https://www.facebook.com/poesiapresente

POESIAPRESENTE – PER ANTONIA POZZI

AUDITORIUM CAVENAGHI

(Oratorio S. Stefano) Via S. Stefano 8, VEDANO AL LAMBRO
Venerdì 23 novembre ore 21.00
“ANTONIA – cero sui fiori d’autunno
omaggio ad Antonia Pozzi nel centenario della sua nascita
a cura di Mille Gru
INGRESSO GRATUITO.
Iniziativa promossa e sostenuta dal Circolo Culturale Don primo Mazzolari di Vedano

scrittura scenica di Federica Volpe
interpretata da Adriana Libretti
messa in scena Dome Bulfaro
videofondale di Elisa Tagliati e Federico Pagliarini

Venerdì 23 novembre alle 21.00 presso l’Auditorium M. Cavenaghi di Vedano al Lambro la scrittrice e attrice milanese Adriana Libretti, interpreterà con una lettura scenica Antonia Pozzi (1912-1936) in ANTONIA – cero sui fiori d’autunno. L’iniziativa è promossa e sostenuta dal Circolo Culturale Don Primo Mazzolari di Vedano al Lambro ed è ad ingresso libero. Questa lettura scenica è stata scritta appositamente dalla giovane poetessa brianzola Federica Volpe come omaggio ad Antonia Pozzi nel centenario della sua nascita: si compone di lettere originali, poesie e racconti nella quale si snoda la vita della poetessa di Pasturo fino all’incontro volontario con la morte a soli 26 anni.

L’interpretazione di Adriana Libretti, scrittrice, attrice e autrice di teatro restituisce con fedeltà l’intenzione della Volpe a cui premeva narrare il processo di trasformazione dell’anima della Pozzi.
Il videofondale realizzato da Elisa Tagliati e Federico Pagliarini (docenti del Liceo Artistico Statale “B. Munari” di Crema) intensifica questo principio attraverso la ripresa di una candela che da spenta torna alla sua totale luminosa integrità. Fotografie e lettere autografe della Pozzi, attraverso dissolvenze incrociate, scandiscono i momenti più fecondi e drammatici condensati nel testo drammaturgico.

PoesiaPresente, ancora una volta, sostenendo Federica Volpe si distingue per la volontà di promuovere i giovani autori di MB offrendo loro spazi, risorse e visibilità col solo fine di metterli nelle condizioni di poter esprimere a pieno tutta la loro poesia.

Federica Volpe nasce a Carate Brianza, dove tuttora vive, il 17 maggio 1991 (venerdì!), e ancora si chiede la ragione di questo suo folle gesto. Ha pubblicato la raccolta poetica LEMBI con Onirica Edizioni (2010)ed è presente con la silloge LA GOLA DEL CAPPIO nell’antologia di giovane poesia QUATTRO GIOVIN/ASTRI edita da Kolibris Edizioni (2010). Ha fondato, con Barbara Bracci, il sito poetico VIR-US POESIA. Vuole ridare alla poesia (e non "alla sua poesia", come avviene in troppi casi) il posto che le spetta, e solo per questo si tiene in vita.
Adriana Libretti è un’attrice, doppiatrice e scrittrice italiana. E’ stata allieva della Scuola Nazionale di Drammaturgia di Gioia dei Marsi, diretta da Dacia Maraini. Come doppiatrice, ha prestato la voce a vari personaggi di cartoni animati, telefilm e soap-opera. Sua la voce di Castalia in I Cavalieri dello Zodiaco; e quella di Michelle Bauer Santos (Nancy St. Alban) in Sentieri. In qualità di attrice cinematografica è stata la protagonista femminile del film di Angelo Ruta, Animali Felici , e compare nel cast di Fuori dal mondo, di Giuseppe Piccioni. Ha messo in scena diversi spettacoli da lei scritti e interpretati allo Zelig di Milano. Come scrittrice ha pubblicato Incontri di stagione (Zephyro Edizioni, 2004); Lettere a un cretino (ATì Editore, 2005); Un dolore senza fissa dimora (ATì Editore, 2008) e il recentissimo “Linfe. Romanzo vegetale” (Vidya editore, 2012) con CD audio allegato.

POESIAPRESENTE – POETRY THERAPY A BELLINZONA (CH)
c/o CASTELLO DI SASSO CORBARO A BELLINZONA (CH)

Venerdì 30 novembre ore 17.00

CAS Certificate of Advanced Studies in Etica Clinica e Medical Humanities

ACCESSO RISERVATO AI SOLI ISCRITTI.

Co-organizzato da SUPSI (Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana)

Venerdi 30 novembre dalle 08.30 alle 17.00 presso il Castello di Sasso Corbaro a Bellinzona (Svizzera)il poeta Fabiano Alborghetti terrà un intervento nel modulo di formazione CAS Certificate of Advanced Studies in Etica Clinica e Medical Humanities co-organizzato da SUPSI (Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana ) e dall’Osservatorio per le Medical Humanities.
Obbiettivi del modulo di formazione –indirizzato agli operatori delle professioni mediche e sanitarie- sono:
– Apprendere una metodologia che faciliti la presa di decisione in situazioni complesse e nelle pratiche cliniche quotidiane;
– favorire il confronto delle idee e delle prospettive fra le diverse figure coinvolte nel processo di cura
– offrire, in ottica interdisciplinare, strumenti che siano di aiuto nella pratica professionale per dirimere conflitti e controversie fra i diversi attori che popolano la scena della cura.

Relatori:
Fabiano Alborghetti, poeta, critico letterario e direttore artistico per la Svizzera della rassegna PoesiaPresente;
Guenda Bernegger; filosofa, master in medical humanities dell’Università dell’Insubria, dottoranda all’Università di Losanna, collaboratrice dell’Osservatorio per le Medical Humanities della SUPSI
Paolo Cattorini, medico e filosofo, professore ordinario di Bioetica alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi dell’Insubria;
Graziano Martignoni, medico psicanalista, professore SUPSI e responsabile dell’Osservatorio per le Medical Humanities della SUPSI, docente alle Università di Friborgo e dell’Insubria.

POESIAPRESENTE – I LIBRI MILLE GRU A LUGANO (CH)

c/o GALLERIA MYA LURGO

piazza della Riforma 9, Lugano
Giovedì 13 dicembre ore 18.00
“TITA su una gamba sola” di Patrizia Gioia
“MILANO ICTUS” di Dome Bulfaro
e “POEMS” di Ziba Karbassi
editi da Mille Gru
Presentati da Patrizia Gioia, Fabiano Alborghetti e Dome Bulfaro
INGRESSO GRATUITO.
tel.+41 (0) 91.911.88.09

Mya Lurgo
tel. +41 (0) 79.626.70.38
www.myalurgo.ch <http://www.myalurgo.ch>

POESIAPRESENTE – TITA A VENEZIA

c/o PATRONATO DEI FRARI

San Paolo 2464/Q – calle dietro l’Archivio, Venezia
Lunedì 17 dicembre ore 17.30
“TITA su una gamba sola” di e con Patrizia Gioia
edito da Mille Gru/ SpazioStudio 2012
INGRESSO GRATUITO.
Iniziativa a cura de “La Settima Stanza” – scuola di poesia

POESIAPRESENTE – SEGNALAZIONE

SpazioStudio e Fondazione Arbor sono lieti di segnalare e invitare: Philo scuola superiore di pratiche filosofiche presenta

– giovedì 29 novembre 2012- ore 21.00-23.00
"’E’ il silenzio al di sopra dei mille santuari sparsi nel mondo’ (Bruno Hussar)”
, con Anna Barbara, Patrizia Gioia, Romano Màdera, incontro di presentazione del ciclo "Dove soffia lo spirito. Incontri e confronti di spiritualità laica". Ingresso libero e gratuito
http://www.scuolaphilo.it/eventi-2012-13-dovesoffialospirito.html

– martedì 11 dicembre 2012 – ore 21.00-23.
00
"La metamorfosi come valore: rileggere Hesse a cinquant’anni dalla morte”. Serata a ingresso libero e gratuito dedicata a Hermann Hesse, in collaborazione con Mondadori, Frigoriferi Milanesi, IDN Media Relations
http://www.scuolaphilo.it/eventi-2012-hesse-mondadori-dicembre.html

23 Novembre 2012 – Roma – CicloInVerso per “Love, peace and bike”


Venerdì 23 Novembre 2012 – Ore 19.30
Sala Ouverture, Via Tripoli 22 – Roma

Cabaret, arte e jazz incontrano il progetto “Love, peace and bike” a Roma il prossimo venerdì 23 novembre

Il prossimo 23 novembre 2012, a partire dalle 19,30, presso la Sala Ouverture in via Tripoli 22 il progetto Love, Peace and Bike sarà ospite della serata di “Jazz – Cabarté” con alcuni libri in viaggio. La serata è con Elisabetta Tucci, il duo Giulia Salsone e Bruno Zoia, Chiara Pavoni e Maddalena Rizzi e prevede Jazz e Fun DJ Set. Info e prenotazioni al 3472591856.

Con l’occasione, attraverso alcuni interventi a tema con la serata, sarà introdotto il progetto stagionale e le prossime tappe in corso di organizzazione per il mese di dicembre. Verrà inoltre proposta una performance tratta da “La ragione nell’amore” con Vincenza Fava ed Enrico Pietrangeli.

Love, Peace and Bike è un progetto aperto dell’Associazione Culturale CicloInVerso che vedrà interagire bicicletta e cultura per l’intera stagione attraverso il suo sito e la pagina FB (www.cicloinverso.comwww.facebook.com/cicloinverso).

Inaugurato lo scorso 19 agosto attraverso una diretta streaming, si propone d’incontrare e collaborare con più soggetti in un work in progress che, insieme ad alcune tappe frazionate su tutto il territorio, sarà costituito, in primo luogo, coi libri, sia quelli in viaggio che quelli da incontrare sul territorio.

23 Novembre 2012 – Imola – Concerto a cura di “ORGANI antichi”


Direzione artistica Andrea Macinanti

IMOLA – CHIESA DI S. GIACOMO NEL CARMINE

Venerdì 23 Novembre / ore 20.45

Tromba: LUIGI FAGGI GRIGIONI
Organista: MAURO FERRANTE

L’immancabile appuntamento di questa stagione dedicato all’organo e alla tromba vede protagonisti un duo trentino collaudato e già ospite molto apprezzato della scorsa stagione di “Organi antichi”. Il programma è incentrato sulla magnificenza musicale barocca europea, dall’italiano Viviani al francese F. Couperin, passando per il tedesco, naturalizzato inglese Haendel. Mauro Ferrante completa il programma con alcuni capolavori a organo solo dei più sommi organisti e compositori dell’epoca: il preludio al Corale Wachet auf, ruft uns die Stimme di J.S. Bach e un preludio D. Buxtehude.

Concerto a ingresso libero

La rassegna riceve il sostegno della CAMERA DI COMMERCIO DI BOLOGNA, della FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO IN BOLOGNA, della FONDAZIONE DEL MONTE DI BOLOGNA E RAVENNA, della MANUTENCOOP, di CULTURA MUSICALE GANZANIGO, della COOP RENO, del Comitato gemellaggio Granarolo-Bagneres, dell’ASCOM, della CROCE ROSSA, oltre al fondamentale apporto sia economico sia organizzativo dei Comuni coinvolti nella rassegna.

Si ringraziano le Reverende Curie di Bologna e Imola e tutte le Comunità Parrocchiali che ospitano i nostri concerti per l’attiva collaborazione.

La rassegna ha il patrocinio del Comune di Bologna e della Camera di Commercio di Bologna.

In collaborazione con il Conservatorio «G.B. Martini» di Bologna.

PER INFORMAZIONI:
Associazione Organi Antichi, un patrimonio da ascoltare

Via de’ Carbonesi 6, – 40123 Bologna
Tel. segreteria
www.organiantichi.org

Su Marco Montanaro alla maniera di un noto giallista di quelli che vanno in tv


[Interno Studio. Sagome di scrittori sparsi nello studio. Sagoma di amici e conoscenti di Marco Montanaro in bianco e nero sullo sfondo. Sagoma di Marco Montanaro a colori in primo piano. Luci].

“Romanzi. Parole. Persone. Dietro i libri si nascondono persone, dietro i romanzi si nascondono autori, raccontatori di storie. Storie. La storia di Marco Montanaro è una di queste. Marco Montanaro nasce nel 1982, l’anno dei Mondiali, l’anno di Pertini, l’anno in cui frequentavo la seconda elementare e l’anno in cui ho ambientato buona parte del mio secondo romanzo, un anno magico che a pensarlo viene in mente il Salento di pomodori da spremere per fare la salsa, con le bottiglie bollenti avvolte in panni, dentro le tinozze di metallo, a bagnomaria. Ma Marco Montanaro, nato in provincia di Brindisi, non si interessa di bottiglie bollenti avvolte in panni, né di tinozze di metallo, a dire il vero Marco Montanaro si interessa di poco e conduce una vita molto simile a quella dei suoi coetanei, trascorrendo gli anni novanta e diventando maggiorenne proprio nel duemila. Eh già, perché nel duemila, l’anno del millenium bug, Marco Montanaro diventando maggiorenne inizia a prendere consapevolezza di sé, così vuole lo stato italiano, così vuole quella realtà – anche letteraria – nei confronti della quale Marco Montanaro, fino a quel giorno, non ha compiuto nessuna azione oltraggiosa.

“Fin qui tutto bene” è la frase che ci viene in mente, già, fin qui tutto bene, fino al giorno in cui Marco Montanaro non inizia a scrivere e pubblicare un po’ di racconti in giro. È l’inizio per lui, che d’ora in poi chiameremo l’autore, di un percorso iniziatico e iniziativo, che lo condurrà in luoghi ancora inesplorati. “Sono un ragazzo fortunato” (Lupo Editore/Coolibrì) è il titolo della sua prima raccolta di racconti, prima pubblicazione arrivata dopo una serie di altre pubblicazioni, alcune delle quali anche su questo canale. L’autore, che fino a quel momento aveva condotto una vita normale al riparo dall’esposizione episodica contro cui il libro lo avrebbe scaraventato, ebbene, l’autore compie un gesto di chiusura. Un gesto che ci aiuterà a capire ciò che accadrà nel seguito della nostra storia.”

[Spot pubblicitari. Spot di dado gelatinoso che si scioglie nella pentola. Spot di scheda telefonica promozione 2000 sms verso chi vuoi tu, autoricarica quando ti chiamano, navigazione su internet anche quando non c’è campo. Spot di fiction rai ambientanta subito dopo poco prima del boom economico, tra gli anni cinquanta e sessanta, nella quale un noto pasticciere troskista decide di intraprendere la carriera di scrittore. Fine intervallo spot 1].

“Dicevamo quindi del gesto inedito di Marco Montanaro. Ebbene, SURF, “Sono un ragazzo fortunato”, è il suo libro, intanto perché questo titolo. Molti di voi ricorderanno la canzone di Lorenzo Cherubini, aka Jovanotti, alla quale rimanda questo titolo. Ebbene, la citazione dell’autore è una citazione nella citazione che si riferisce al momento in cui, nel film “Aprile” di Nanni Moretti, il regista canta questo testo. Tenete questo particolare bene a mente perché risulterà importante nel seguito di questa storia. La storia di Marco Montanaro. L’autore dicevamo, uscito il suo libro, anziché presentarlo decide di compiere un viaggio, un lungo viaggio. Si reca in un negozio di articoli sportivi, uno di quei grandi negozi che sono vicini ai centri commerciali dei capoluoghi di provincia, e acquista tutto il necessario per il viaggio. Tutto ciò accade pochi anni fa, ci avviciniamo ai giorni nostri. L’autore nel suo viaggio incontra diverse persone, libri, musica, tanta musica. E poi un giorno ritorna. Ritorna sul suo libro, ritorna a una realtà abbastanza ostile, e qui fa affidamento su un particolare che in questa storia non avevamo ancora menzionato. Un particolare importante.

[Spot pubblicitari. Spot di crema per massaggi sessuali rilassanti acquistabile da chiunque in qualsiasi supermercato. Spot di ultimo libro di Federico Moccia, quello che quando entri in libreria il libraio per spiegarti di che cosa si tratta ti dice che si tratta di un ‘libro per adulti’, ovvero sia di un libro che Moccia ha ‘rivolto a un pubblico adulto’ al contrario dei precedenti rivolti ai ragazzini, e pensi che è una stronzata perché la cosa più bella di quando si era ragazzini era proprio il fatto di leggere libri rivolti a un pubblico adulto, come ad esempio “Le 120 Giornate di Sodoma di Sade”, senza nessuno che ti imponesse steccati nel gusto e nelle letture, allora quando il libraio ti dice, Moccia ha scritto un libro ‘per adulti’ tu nemmeno lo acquisti perché hai paura di trovare un fallo nella prima pagina, appena aperto, o una vulva, o qualcosa di simile. Spot che ti ricorda di pagare il canone Rai in tempo, operazione da eseguire quando siete allo stremo delle forze per tutti gli spot che avete visto. Fine Intervallo spot 2. Luci].

“Quindi, dicevamo, il Grunge. Il grunge è l’elemento che inquadra l’opera iniziale di questo autore, compreso i racconti successivi a SURF. In Italia, dopo l’uccisione per un attentato in volo di Enrico Mattei e dopo la strage del treno Italicus, non si è mai avuta una letteratura propriamente Grunge; e non si mai avuta una letteratura propriamente Grunge nemmeno dopo il ritrovamento dei diari di Moro, nella nota intercapedine. Anzi, negli anni novanta, per via della grande fascinazione che una pellicola come Pulp Fiction impose nei crani editoriali, la moda del “pulp” fu l’etichetta sotto cui si misero in evidenza diversi giovani autori. Una reclame incredibile, se si pensa che poco prima lo scouting di letteratura scritta da giovani si era arenato appena dopo le ricerche di Pier Vittorio Tondelli. Ecco, finita la stagione del pulp, scavalcammo il Grunge e ci trovammo nel duemila senza avere una Grunge Literature degna di questo nome. Una letteratura cioè prodotta dai nati negli anni settanta che ne avevano diciotto negli anni novanta. Tutto il resto è una malinconia strutturale che Marco Montanaro, e qui arriviamo a un punto saliente della vicenda, sa trasformare in arma contro l’appiattimento cerebrale di massa, imponendo al lettore la ‘partecipazione’. Già perché in momenti di condivisione virtuale due punto zero è difficile trovare autori che trovino l’umiltà sufficiente per staccarsi dal proprio libro come opera compiuta e comprendano che il proprio libro è una merce, non un feticcio, smettendo tuttavia di essere feticisti del proprio libro per diventare feticisti della merce. Insomma, in soldoni, per organizzarsi in modalità che permettano di vendere il proprio libro senza annoiare. Ma soprattutto, come nel caso di Marco Montanaro, per non annoiare e vendere”. Al termine della presentazione di Marco Montanaro resta un frammento di pagina strappata. Lo stesso che si può vedere riprodotto nella sequenza fotografica alle mie spalle. Questo frammento di “Sono un ragazzo fortunato”

[Spot pubblicitari. Spot del Governo che invita tutti quanti i cittadini a rimanere chiusi in casa, sprangando porte e finestre, perché una nuova generazione di autori, affamata, in delirio, senza alcun freno, è oramai decisa a conquistare il paese. Spot del Papa. Spot del noto cane Spot. Fine Intervallo spot 3. Luci]

“Non si vedeva un libro così viralmente impegnato e intriso di realtà dai tempi di “Comizi d’amore” di Pasolini o della “Vita agra” di Luciano Bianciardi; finalmente un autore che fa fare al dialetto brindisino il suo mestiere, quello di lingua, inesplorata, inattesa, deflagrante”. Questo giudizio comparso sul più noto quotidiano nazionale, Cronache dalla Sera, è riferito a “La passione” di Marco Montanaro, il suo secondo libro, di cui ci occuperemo in una delle prossime puntate di questa serie, dove vi mostreremo anche le immagini inedite riferite al ritrovamento de “Il corpo estraneo”. [Fine prima puntata]

Non accontentarmi di piccole gioie quotidiane.


23 Novembre 2012 – Umberto Galimberti al Feltrinelli Point di Lecce


FELTRINELLI POINT di Lecce

OSPITA IL FILOSOFO ITALIANO
Umberto Galimberti e il suo
“CRISTIANESIMO. LA RELIGIONE DAL CIELO VUOTO” (Feltrinelli)

Umberto Galimberti sarà cordialmente disposto a firmare le copie della sua ultima pubblicazione

Venerdì 23 novembre 2012 ore 17.00

Feltrinelli point – via Cavallotti 7/a – 73100 – Lecce – Italia

La libreria “Feltrinelli point” della città barocca – accoglie senza remore la filosofia e lo fa ospitando un grande esponente della storia della filosofia italiana, Umberto Galimberti con la sua opera che affronta il tema del sacro. Cristianesimo. La religione dal cielo vuoto è un saggio che riaccende il dibattito sul significato che ha assunto la religione al giorno d’oggi ormai in crisi, incapace di comunicare un linguaggio nuovo, comprensibile e condivisibile con tutti.

Già nel 2000, Umberto Galimberti con le “Orme del sacro” si poneva la domanda di cosa fosse rimasto di autenticamente religioso in un’epoca come la nostra che più di altre registra un boom di spiritualità. Al di là delle fulgide apparenze, il Dio invocato in plurime lingue, in molti riti e nelle forme più svariate della religiosità, sembra essersi infatti definitivamente congedato dal mondo per lasciare null’altro che un desiderio infinito di protezione, conforto, rassicurazione: è solo il resto esangue della storia e della tradizione del cristianesimo, troppo arretrato per governare un tempo scandito dall’incalzante succedersi delle scoperte tecnico-scientifiche. Oggi la riflessione di Galimberti si è estesa e approfondita. Ma forse si può dire anche che la consapevolezza dell’importanza di questi temi è cresciuta in modo costante nel pubblico e che la ricerca di risposte sulla crisi del sacro si è ormai molto affrancata dalla guida della chiesa cattolica. In Cristianesimo, il filosofo parla a questo nuovo pubblico, tracciando le ragioni dell’afasia del sacro nel nostro mondo riconducendole, con un’argomentazione che non mancherà di causare dibattito, proprio alla natura del cristianesimo, così come realizzatosi nella storia dell’Occidente.

Umberto Galimberti (nato a Monza nel 1942), è stato dal 1976 professore incaricato di Antropologia Culturale e dal 1983 professore associato di Filosofia della Storia. Dal 1999 è professore ordinario all’università Ca Foscari di Venezia, titolare della cattedra di Filosofia della Storia. Dal 1985 è membro ordinario dell’International Association for Analytical Psychology. Autore di numerose opere filosofiche che come è noto sono incentrate sul tema della tecnica nella società occidentale contemporanea, del corpo e dell’anima.

Info
Feltrinelli Point
via Cavallotti 7/a, 0832/331999
www.lafeltrinelli.it

“Ottima Musica Orrida” ovvero: non è bello ciò che è bello ma a volte è brutto ciò che piace



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"Ottima Musica Orrida" ovvero non è bello ciò che è bello ma a volte è brutto ciò che piace

"Ottima Musica Orrida" è il titolo di un vlog (che parte da Milano), condotto da Claudio Tarantino (riprese di Claudio Mannu). L’idea di questo interessante esperimento è quella di recensire dischi oggettivamente brutti (ovviamente secondo la redazione) che però hanno avuto un successo particolare, sottolineandone i punti di forza e, soprattutto, il perché sono classificabili come dischi brutti. "La moda del lento" dei Baustelle è il disco oggetto di recensione del video che vi allego in questo post.
La prima riflessione, a margine di questo vlog, potrebbe essere costituita dal fatto che mentre per il cinema e per la musica, una critica simile è plausibile e all’ordine del giorno, nell’ambito letterario gli esperimenti simili non sono tantissimi e, visti i precedenti (vedi alla voce Carofiglio/Ostuni), gli esiti secondo me sono tutti ancora da scoprire. Auguro al gruppo di "Ottima Musica Orrida" di proseguire e spero di vedere (tanti) altri video. Anche perché di musica, sono onesto, ne capisco senza capirne.

Intervallo


17 Novembre 2012 – EVENTO SPECIALE: MARCO BARDOSCIA ELECTRIC TRIO al Note di Vino di Ruffano


Note di Vino e Agave Comunicazione
con Toma Carburanti Srl di Ruffano

Presentano

EVENTO SPECIALE: MARCO BARDOSCIA ELECTRIC TRIO
Sabato 17 Novembre 2012 ore 21.30
Note di Vino – Ruffano (Lecce) via Vittorio Veneto 55

Marco Bardoscia – Bass & effects
Raffaele Casarano – Sax & effects
Alessandro Semprevivo – Drums

Evento speciale al Note di Vino. Il Marco Bardoscia Electric Trio suonerà sabato 17 novembre ore 21,30 al Note di Vino di Ruffano in via Vittorio Veneto 55. L’appuntamento è promosso da Note di Vino, Toma Carburanti srl di Ruffano, e Agave Comunicazione. Marco Bardoscia e Raffaele Casarano, due dei più affermati musicisti nella cosiddetta young italian jazz generation, insieme al virtuoso Alessandro Semprevivo, batterista poliedrico, vero e proprio mago delle bacchette afro-jazz-blues.Casarano e Bardoscia danno vita a un vero e proprio viaggio attraverso l’elettronica e i pensieri, in cui il ritmo e la suggestione delle note diventano incanto da vivere sulla pelle. Fondamentale è la rodata conoscenza reciproca dei due musicisti da anni ormai impegnati in vari progetti comuni, col risultato di un forte interplay, per un suono compatto e allo stesso tempo strutturato. Il contrabbasso di Marco Bardoscia e il sax di Raffaele Casarano danno vita ogni volta a note originali, ovvero brani scritti di proprio pugno dai due musicisti, che non mancano comunque di rimaneggiare e rimodulare alcuni intramontabili standard della tradizione jazz.

"Marco Bardoscia è un giovane e bravissimo bassista e contrabbassista salentino. Marco Bardoscia vive tra Lecce e Bruxelles. Marco Bardoscia è un sognatore. Ma soprattutto Marco Bardoscia vive, e la sua forza vitale è trascinante, capace di trasmettere l’amore per la vita a chiunque abbia la fortuna di passare qualche ora in sua compagnia. Quello che succede in “The Dreamer”, suo primo lavoro per My Favorite Records, 4 anni dopo il suo album d’esordio “Opening”, è semplicemente questo: in poco meno di un’ora Marco vi investe di una musica gioiosa e comunicativa, di emozioni dolci e rabbiose come è la vita stessa." [Music Club]

Supportato da un’eccezionale line up di altrettanto giovani musicisti, al Note Di Vino di Ruffano potremo apprezzare il MARCO BARDOSCIA ELECTRIC TRIO, ovvero sia marco Bardoscia (Bass & Effects), con Raffaele Casarano (Sax & effects) e Alessandro Semprevivo (Drums).

Note di Vino – Nel cuore del Salento, a Ruffano (LE), dalla passione per l’enogastronomia e per la musica nasce l’enoteca wine bar «Note di Vino». Esperienza nella selezione e nella scelta delle bevande e dei cibi, il tutto accompagnato da una ricercatissima selezione musicale: jazz, blues, rock… dai concerti che settimanalmente vengono organizzati e dalle jam session dei musicisti/ clienti a cui viene messo a disposizione il palco con tutta la strumentazione (chitarra, batteria, pianoforte

http://www.note-di-vino.it/

info

Su Facebook
https://www.facebook.com/pages/Note-di-Vino/258630850838423

Tel +39 340 33 86 316/ +39 340 90 98 835
Via Vittorio Veneto, 55 – 73049 Ruffano (LE) – Italia

“Mignotta” graphic novel di Giovanni Matteo, da un soggetto di Pier Paolo Pasolini. Disponibile su Amazon


È disponibile per il download da Amazon “Mignotta“, di Giovanni Matteo, graphic novel ispirata a un soggetto scritto per il cinema da Pier Paolo Pasolini e pubblicato nel volume “Alì dagli occhi azzurri” che raccoglie racconti, scritti sparsi, soggetti, redatti da Pier Paolo Pasolini nel periodo 1950-1965.
La postfazione dell’ebook è a cura di Luciano Pagano. Tutte le informazioni per il download qui. Si tratta del terzo ebook di musicaos, dopo “Il romanzo osceno di Fabio” e la guida “È facile smettere di scrivere se sai come farlo!“. Altre informazioni sugli ebook di musicaos qui.
Per informazioni o altro potete scrivere direttamente a lucianopagano[at]gmail[punto]com

14 Novembre 2012. “Suoni figure di piccoli corpi” (astràgali edizioni) Incontro con Fabio Tolledi e Carla Petrachi, a Ruffano (Le)


Le parole di un teatro
presentazione del libro
suoni figure
di piccoli corpi
astràgali edizioni

di
Fabio Tolledi

incontro con l’autore

interviene
Carla Petrachi

mercoledì 14 novembre h. 20.00
Biblioteca comunale
Piazza della Libertà – Ruffano

prossime presentazioni dei libri di astragali edizioni

16 novembre – Alezio, Biblioteca comunale
Il Cantico dei Cantici per lingua madre

18 novembre – Tuglie, Biblioteca comunale
Un teatro in Palestina

21 novembre – Sannicola, frantoio ipogeo
Suoni figure di piccoli corpi

scarica la scheda del libro

scarica la locandina

11 Novembre 2012 – “Marcovaldo, le stagioni in città” al Teatro Paisiello di Lecce


astragali TEATRO paisielloper un teatro delle ragazze e dei ragazzi
MARCOVALDO
le stagioni in città

Attività

una produzione di
Astragali Teatro

TEATRO PAISIELLO – Lecce
domenica 11 novembre h.17.30
ingresso 5 euro

prossimi appuntamenti teatro ragazzi 2012 – Teatro Paisiello

domenica 25 novembre – Il Carro dei Comici
Il volo degli uccelli

domenica 2 dicembre – Teatro Le Giravolte
I musicanti di Brema

in collaborazione con il Comune di Lecce

info e prevendita: 0832-306194 320 9168440
teatro@astragali.org www.astragali.org

“È facile smettere di scrivere se sai come farlo!”. Suggerimenti per abbandonare la scrittura.


“È facile smettere di scrivere, se sai come farlo!”.
Suggerimenti per abbandonare la scrittura. Edizione 1.0

Luciano Pagano

“utile, divertente, a tratti edificante”

disponibile dal novembre 2012

INDICE (1 – Una breve introduzione. Che cos’è questo libro e a chi si rivolge. 2 – Come smettere di essere ispirati. 3 – Come smettere di abortire best-seller. 4 – Va bene, scrivete. Chiedetevi il perché. 5 – Come smettere di scrivere grazie alle riviste. 6 – Come smettere di scrivere aiutandosi con il lavoro. 7 – Come smettere di scrivere grazie ai librai. 8 – Come smettere di scrivere usando i social network. 9 – Come smettere di scrivere grazie agli editori. 10 – Come smettere di scrivere grazie ai critici. 11 – Come smettere di scrivere grazie al self-publishing. Conclusioni)

“È facile smettere di scrivere se sai come farlo!” oltre a essere la guida ideale per chi vuole smettere di scrivere ma non ci riesce è anche il regalo più indicato da fare quando volete suggerire a qualcun* di smettere ma non trovate le parole.

*

“Antonio F. di Pisa, padre di due bellissime bambine, voleva scrivere il seguito di Moby Dick. Grazie ai miei consigli ha cambiato idea in una settimana, ha vinto la crisi e adesso è un uomo ricchissimo”

*

“Paolo, di Napoli, non riusciva a smettere di scrivere, nemmeno con l’aiuto dei suoi cari. Grazie ai miei consigli ce l’ha fatta e domani mattina come ogni domenica andrà a pesca”

*

“Franca B. di Padova, grazie ai miei suggerimenti, ha smesso di scrivere in quarantotto ore”.

*

Se conosci qualcuno che non riesce a smettere di scrivere, da oggi, puoi aiutarlo.

Caino, luce sulla storia del mondo. Su “Caino” di José Saramago.


https://i0.wp.com/www.esopedia.it/images/thumb/0/04/CainkillshisbrotherAbel.jpg/300px-CainkillshisbrotherAbel.jpg

Sembra quasi impossibile, eppure è accaduto. Sembra quasi impossibile pensare che uno scrittore sia capace di realizzare ciò che desidera, fino all’ultimo, ed esprimere una visione del mondo e accompagnarla a opere ineccepibili (quasi tutte) secondo me, e portare un equilibrio dopo il tumulto, lasciando dietro sé, disarmato, il lettore.
"Caino", di José Saramago è un romanzo definitivo, lucido, un divertimento nella scrittura di questo autore, ovvero sia un deragliamento per ritornare sui propri passi, nell’analisi di uno dei caratteri più importanti e decisivi della sua scrittura: il dissidio tra radicalismo e religione. Sembra quasi impossibile, in questi tempi segnati da un’assenza di direzione (troppe direzioni?), immaginare l’esistenza di uno scrittore capace di essere coerente con il proprio pensiero. Questi sono i tempi in cui alla notizia segue la smentita puntuale, alla condanna del colpevole segue la sua assoluzione mediatica, tempi in cui l’innocente deve temere il giudizio frivolo dell’opinione, e non quello severo di un Dio che ti marchia e ti condanna a seguire la storia del mondo fin dal suo nascere.

Saramago, in questi tempi, forse ci andava stretto, ma a testa alta. Sua la decisione, perché un editore italiano come Einaudi non pubblicò il suo Quaderno (http://quadernodisaramago.wordpress.com/), nel 2009, di ritirare tutte le sue opere, in blocco, e farle ripubblicare in edizione economica con Feltrinelli. In quel quaderno (poi uscito con Bollati Boringhieri) Saramago prendeva posizione contro Silvio Berlusconi, "La cosa Berlusconi" lo definiva, come si può leggere ancora qui (http://quadernodisaramago.wordpress.com/2009/06/08/la-cosa-berlusconi/). Una virulenza in alcuni punti ignota agli scrittori nostrani, che magari non erano estranei a questo tipo di attacchi, ma non lo erano dall’altezza di tale radicalismo.

"Tutti sanno in Italia e nel mondo che la cosa Belusconi è oramai da molto tempo caduto nella più assoluta abiezione. Questo è il primo ministro italiano, questa è la cosa che il popolo italiano ha eletto due volte affinché gli potesse servire da modello, questo è il cammino verso la rovina a cui stanno trascinando i valori di libertà e dignità di cui erano pregne la musica di Verdi e le gesta di Garibaldi, coloro che fecero dell’Italia del secolo XIX, durante la lotta per l’unità, una guida spirituale per l’Europa e gli europei. È questo che la cosa Berlusconi vuole buttare nel sacco dell’immondizia della Storia. Gli italiani glielo permetteranno?". Per un altro paio d’anni almeno, purtroppo.

In Saramago accade che la riflessione filosofica si confronta con il sacro sul terreno aspro di una distanza senza ambiguità, con forte spirito di decostruzione e anti-dogmatismo.
Caino è un uomo, è forse il prototipo dell’uomo peggiore, quello che uccide suo fratello. Eppure già nel racconto biblico di Genesi (24 versi in tutto) sono contenuti i germi della simpatia che l’uomo comune può provare nei suoi confronti. Lo scrittore portoghese si appella a questo filo di sottile simpatia per il perdente e, come a condurlo fuori dal labirinto della storia, lo accompagna attraverso alcuni degli episodi più salienti della stessa. I nomi dei luoghi dove si terranno questi episodi richiamano alla mente vicende forti, Babele, Sodoma, Gerico, Uz. Che cosa ha fatto Caino per essere meno gradito al Signore? Perché il Signore punisce chi si comporta secondo i suoi comandamenti? In apparenza Caino non ha fatto in tempo a peccare, nella dimensione astorica nella quale vive insieme a suo fratello Abele e insieme ai due genitori, Adamo e Eva. Questo essere distante dalla storia in teoria lo porrebbe al riparo dalla competizione. Così non accade, il Signore biblico di Genesi, infatti, è un signore che divide.

Caino, in questo modo, diviene origine della storia. Egli stesso, passando nelle feritoie di epoche vicine ha modo di assistere di persona a quelli che diventeranno gli episodi centrali della storia biblica, che è storia in quanto storia scritta, metafora del romanzo perché diviene nell’attimo in cui viene fissata sulla pagina. Saramago così compie un passo ulteriore, quello di porci davanti alla storia prima ancora che questa venga tracciata, smentendola, riscrivendola, disseminando la presenza di Caino, a volte osservatore, a volte agente, mai acritico.

La bravura dell’autore sta tutta nel chiudere, in centoquarantuno pagine, un romanzo che è anche un atto d’accusa nei confronti di chi, fin dalla nostra creazione, ci osserva, lasciandoci tutta la libertà, se ne siamo capaci, di volgere la storia a vantaggio del genere umano. E qui, in un gioco impietoso, il pensiero ritorna al Quaderno e alla "Cosa Berlusconi", e in quel chiedere "Gli italiani glielo permetteranno?", come a dire che il giudizio di Saramago, nei confronti dell’uomo messo faccia a faccia con la propria storia quotidiana, è senza appello. Nelle stanze del potere del nostro paese (dopo Sodoma, dopo Babele), oggi, circola la stessa atmosfera derisoria che c’è in uno degli episodi più belli del romanzo, quello dove Caino ferma la mano di Abramo su Isacco, in tempo perché il figlio del patriarca non venga ucciso, prima ancora che giunga l’angelo, arrivato in ritardo per un problema di volo.

http://www.ibs.it/code/9788807018060/saramago-jos-eacute/caino.html

La BandAdriatica su XL di Repubblica!


Arriva la banda!!!

“ARRIVA LA BANDA” SULLA COMPILATION PUGLIA SOUNDS NEW IN ALLEGATO A XL DI REPUBBLICA DI NOVEMBRE 2012

Votate la banda al concorso per la miglior clip promozionale

La BandAdriatica è presente con il brano Arriva la banda nella compilation Puglia Sounds New disponibile da Mercoledì 31 ottobre in allegato gratuito al numero di novembre di XL di Repubblica. La compilation è dedicata alla nuova scena musicale pugliese e contiene 19 tracce.

Anche quest’anno alla compilation sarà associato un concorso che assegnerà un doppio premio all’artista pugliese vincitore: xL ha chiesto ai gruppi presenti nella compilation Puglia Sounds Now di inviare una clip video di presentazione e, come accaduto lo scorso anno per la compilation Puglia Sounds Now, Puglia Sounds ha deciso di promuovere un concorso che premierà la clip più votata. Sarà possibile votare le clip sulla pagina facebook di xL e l’artista con il maggior numero di voti avrà la possibilità di realizzare un video clip professionale.

Questo è il link per votare la clip promozionale della BandAdriatica per il concorso fra tutte le band presenti nella Compilation di XL di Repubblica in edicola questo mese.

http://www.facebook.com/questions/544855122198433/

Ogni voto alla ciurma un miglio di mare Adriatico in più per tutti! :-)

ARRIVA LA BANDA (Finisterre 2012)

I brani del cd raccontano le storie d’Adriatico rivissute con lo spirito moderno del musicista migrante e trasmettono messaggi di integrazione. La maturità stilistica e compositiva raggiunta dalla banda in questi anni si condensa in undici tracce energiche e innovative, che mescolano groove sfrenati e folli (come in “A14”, “Balcaneve”, “Valzebù”) ad atmosfere rarefatte come ne “Il porto” intrigante ritratto dei porti d’Adriatico o in “Come fanno i marinai” omaggio alla canzone d’autore italiana rivisitata in un coinvolgente rebetiko greco. “La notte non è di nessuno” e “La vita che danza” esaltano la vocazione “d’autore” della banda che accosta momenti di espressività sfrenata a testi inediti che raccontano l’esperienza del musicista-marinaio, vissuta in prima persona nel progetto Rotta per Otranto che ha portato la BandAdriatica su una barca a vela per tutto l’Adriatico. In “Jatatorce”, brano che vede ospiti tre voci storiche della tradizione salentina (Enza Pagliara, Cinzia Villani e Maria Mazzotta), la banda torna a casa reinventando in un testo in dialetto salentino la tradizione corale d’Adriatico.

La musica della BandAdriatica è figlia del mare. Concepita nelle notti buie di calma piatta o nei giorni di sole cocente. Sul ponte di una nave che è stata magicamente il luogo d’incontro di culture e musiche diverse. Un viaggio, una scommessa diventano un progetto di musica e di vita che accomuna musicisti e navigatori che decidono di imbarcarsi insieme e di cercare un nuovo linguaggio comune, quasi che le lingue natie non fossero state fino a quel momento sufficienti per comprendersi fino in fondo. Un viaggio lungo, fatto di incontri fortuiti e di ricerche spasmodiche. E viaggiare per mare non è come viaggiare sulla terra ferma, è un cammino asservito alle voglie cangianti del vento e delle correnti. Dopo Contagio (2007) e Maremoto (2009), “Arriva la Banda” è il terzo cd dell’ensemble guidato da Claudio Prima.

“Arriva la banda” è promosso con il sostegno di Puglia Sounds – P.O. FESR Puglia 2007-2013 Asse IV

Per vedere il videoclip di Arriva La banda

Negli ultimi tre anni la banda ha viaggiato e collaborato con Naat Veliov and Original Kocani Orkestra, Raiz e Radicanto, Eva Quartet (da Les mystere des voix Bulgares), Dario Marusic (Istria), Bojken Lako, Redi e Ekland Hasa (Albania), Ivo Letunic, Mateo Martinovic (Croazia) e ha reallizzato nel 2008 il progetto Rotta per Otranto – 15 musicisti, un veliero e 400 miglia in Adriatico diventato un film-documentario che racconta di uno straordinario tour di concerti e di incontri nei porti dell’Adriatico.

LINE UP
Claudio Prima
Organetto e voce
Emanuele Coluccia Sax
Redi Hasa Violoncello
Vincenzo Grasso Clarinetto
Andrea Perrone Tromba
Gaetano Carrozzo Trombone
Giuseppe Spedicato Basso
Ovidio Venturoso Batteria

Nel 2009 il progetto diventa “Rotta per Otranto” un film nel quale si racconta questa straordinaria avventura. Da Venezia a Capodistria, da Dubrovnik a Durazzo fino a Otranto, Idea 2 trasporta dei musicisti-marinai che raccontano in musica le proprie esperienze di viaggio. Musiche e testi originali percorrono un ideale periplo alla ricerca di un linguaggio nuovo che possa accomunare le diverse culture adriatiche, in ognuna delle quali da sempre è una banda o una fanfara a portare la musica nelle case della gente.

INFO E CONTATTI

+347 5468393
info@adriatik.it
www.adriatik.it
www.facebook.com/bandadriatica

Le cose che brillano. Nuove dall’editoria 1


https://i0.wp.com/www.librimondadori.it/var/ezflow_site/ezdfs_mount/var/ezflow_site/storage/images/sili/opere/ragazzi/il-principe-granchio-e-altre-fiabe-italiane/9788804623540/1481861-2-ita-IT/3Dnn%2B10_8C_pic_9788804623540-il-principe-granchio-e-altre-fiabe-italiane_original.png

Inauguro qui la serie de “Le cose che brillano” dell’editoria, dopo quella dei “Conzigli di lettura” (https://lucianopagano.wordpress.com/2012/10/18/conziglio-di-lettura-harold-di-einzlkind-nottetempo-si-conziglio/).
Le cose che brillano. Della serie: il marketing editoriale quello fatto bene. In libreria “Il principe granchio” di Italo Calvino (http://www.librimondadori.it/libri/il-principe-granchio-e-altre-fiabe-italiane), Oscar Mondadori, progetto speciale in libreria dall’altro ieri (Oscar Classici, Serie Cult). Il libro di Italo Calvino, dopo tanti anni, arriva (così potrebbe sembrare) come seguito de “Il visconte dimezzato”, “Il barone rampante” e “Il cavaliere inesistente”, direte voi. No. Perché il titolo completo è “Il principe granchio e altre fiabe italiane”. Ok. A questo punto aspettiamo che qualcuno in libreria entri dicendo “è uscito il seguito della Trilogia dei Nostri Antenati?”

Approfitto per segnalarvi, su Twitter, “SmartLit – Leggere migliora…”, dove ogni giorno potete leggere news e altre amenità dal mondo delle lettere (https://twitter.com/smartlit).

 

Giovinazzo (BA) 4 Novembre 2012 – EMILIO GAROFALO presenta “I biscotti speziati” alla Cremeria del Borgo


DOMENICA 4 NOVEMBRE 2012
Alle 17.30 presso la Cremeria del Borgo in Via S.Giacomo 14 – Giovinazzo (BA)

1° appuntamento della rassegna "Un tè con l”autore"

Emilio Garofalo presenterà il suo libro

"I biscotti speziati" – Edizione La riflessione
con un concerto in acustico, accompagnato dal suo pianosta Samo

Dialogherà con l”autore Marino Pagano, giornalista culturale

I Biscotti speziati" ci porta negli anni di piombo, ritratti con realismo distaccato e puntuale. Al centro degli eventi, una famiglia della media borghesia, che cerca di sopravvivere al furore di una generazione consapevole della propria forza e stanca dei soprusi della classe politica dirigente. I protagonisti del romanzo si differenzieranno per scelte, facendosi carico di notevoli contraddizioni. Accetteranno compromessi amari, abbracciando il terrore delle soluzioni stragiste e disconoscendo i propri valori. La storia attraversa la seconda metà del novecento, percorrendo la sottile linea di demarcazione tra bene e male. Una linea che resterà, sino all”epilogo, all”alba di un nuovo millennio, sempre incerta e fragile.

EMILIO GAROFALO nasce il 21 ottobre del 1984, nel pieno della notte. E di notte, tra il 2007 ed il 2008, compone il suo primo romanzo, I biscotti speziati.
Durante gli anni universitari, scopre il mondo del cantautorato, scrivendo canzoni e, successivamente, poesie. Dopo la laurea in Legge, conseguita presso l’Università degli studi di Bari, si dedica alla scrittura di racconti brevi, tra cui Il paese straniero dei balocchi, critica feroce alla politica xenofoba sorta all’alba del primo decennio del nuovo millennio e L’apatia, viaggio nell’angosciante mondo dell’impoverimento culturale e del disinteresse dilagante della generazione cui appartiene.
Collabora con riviste, giornali e testate telematiche in qualità di cronista, raccontando i principali eventi legati ad attualità e cultura.

Ingresso libero

La libreria sarà presente coi libri dell”autore

La fiction, la merce, il reale, la vita vera.


La fiction, la merce, il reale, la vita vera.

Molti, almeno quelli di voi che ogni tanto accendono il televisore per seguire qualche trasmissione, si saranno accorti che da qualche tempo in qua, nei quiz a premi come nelle fiction, è stata inserita una dicitura che suona pressappoco così, “il programma contiene prodotti a uso commerciale”. Ciò significa che, ad esempio, il concorrente di un quiz, al fianco della sua postazione, ha una bottiglia d’acqua di una marca in particolare, oppure che in una fiction la protagonista utilizza una borsa di una marca determinata oppure tutte le auto sono di una marca piuttosto che un’altra. Ciò che un tempo poteva essere una coincidenza, in tempi di crisi, si trasforma in un’opportunità economica in più per gli sponsor. Fin qui tutto bene, direte voi. Non so per quale motivo questo pensiero, qualche giorno fa, ha scatenato una serie di reazioni a catena che si sono concretizzate con quanto segue. Stavo vedendo una puntata della solita fiction, a ora di pranzo, quando l’occhio mi è caduto sul logo di una ditta.
In quel momento, la prima cosa che ho pensato non è stata “ecco, una pubblicità”, ma, ecco “un’intromissione della realtà nella fiction”. In effetti gli oggetti pubblicizzati, in quanto facenti richiamo esplicito a oggetti reali, merci della cosiddetta “vita vera”, rompono quel patto per cui quando osserviamo una fiction sappiamo di avere oltrepassato una porta con su scritto “sospensione della credulità” e realtà a essa annesse. Non si tratta di semplice product placement, si tratta di un ritorno forzato della realtà all’interno della logica della finzione. Facciamo un passo indietro. Tutti hanno presente le pubblicità in cui il giovanotto di turno lava i panni e li stende, per poi cantare le lodi del detersivo utilizzato. In uno spot del genere assistiamo alla ripresentazione di una scena di vita reale asservita allo scopo di veicolare un prodotto pubblicitario.
Ciò che avviene invece con i prodotti pubblicitari messi nelle fiction, pur essendo simile, in un certo senso ‘restituisce’ il prodotto dall’ambito del reale a quello dell’immaginario, stabilendo che ciò che vedete “è vero” potete trovarlo “anche fuori” dalla cornice della fiction. Dopo questa premessa, arrivo al punto della questione, ovvero sia al fatto, consistente, che nella vita vera, quella senza telecamere, i clienti sono già abituati a essere veicolo di un messaggio commerciale. Nell’attimo stesso in cui indosso un paio di scarpe di una determinata marca o guido un’auto, in un certo senso sono veicolo di un messaggio; questo lo sapevamo già. Quello che non sapevamo è che anche l’immaginazione, per forza di cose e per colpa della penuria di denaro, potesse essere invasa dagli sponsor.

La frontiera ulteriore del travaso del reale falsificato nella finzione sono le fiction come quella che a cui ho assistito ieri sera, ambientata nella solita fabbrica di automobili del Nord, a Torino, dove gli operai vengono ripresi mentre lavorano alle lamiere etc. etc. Ecco: quando le fabbriche in Italia saranno tutte chiuse non verranno dismesse, continueranno a essere utilizzate come set per girare le fiction ambientate nell’epoca in cui c’erano ancora le fabbriche.

Milano, 8 – 29 Novembre – Corso intensivo di Lingua Persiana a cura della Libreria Azalai


3 Novembre 2012 – “Overdose in blues” cover band di Zucchero in concerto al Note di Vino di Ruffano (LE)


Agave Comunicazione e Note di Vino organizzano

OVERDOSE IN BLUES cover band Zucchero da Lecce

sabato 3 novembre 2012 ore 22,00

Note di Vino
Via Vittorio Veneto, 55 – 73049 Ruffano (LE) – Italia

La musica ancora una volta domina incontrastata al Note di Vino nel cuore del Salento, a Ruffano (LE) in via Vittorio Veneto 55. Terzo appuntamento di note e suggestioni in collaborazione con Agave Comunicazione, il 3 novembre 2012 a partire dalle 22,00 questa volta con la mitica cover band del grande Zucchero Sugar Fornaciari, ovvero la “OVERDOSE IN BLUES”. Si tratta di un appuntamento suggestivo che ripercorre la storia professionale di una star della musica italiana ormai conosciuta a livello internazionale. Una performance musicale di grande forza e bravura quella della OVERDOSE IN BLUES band, che alterna i successi del grande Fornaciari dall’esordio fino ad arrivare ad oggi. Punta di diamante della band è il cantante Salvo Vergari che ormai è conosciuto e apprezzato per la sorprendente somiglianza fisica e vocale con Zucchero,affiancato dalla singolare voce blues di Luisa Greco, con un ensemble ritmico strutturato da musicisti immersi in un groo ve che ha sempre evidenziato nlo stile musicale dell’artista. I componenti della band sono: Chitarra (Ermanno Mangia), Tastiere (Fernando Chiriacò), batteria (Antonio Murciano), basso (Leo Klaus Cannazza). Inoltre la band vanta una collaborazione assieme allo storico sassofonista di Zucchero, Frank Raya.

Info
http://www.note-di-vino.it/

info@note-di-vino.it

Su Facebook
https://www.facebook.com/pages/Note-di-Vino/258630850838423

Tel +39 340 33 86 316
+39 340 90 98 835

Via Vittorio Veneto, 55 – 73049 Ruffano (LE) – Italia

31 Ottobre 2012 – GABRIELE TORSELLO PRESENTA “CAMERA OSCURA” al Note di Vino di Ruffano (LE)


AGAVE COMUNICAZIONE ORGANIZZA

SORSI DI CULTURA DI- LIBRI/ DI- VINI

“La scrittura fa del sapere una festa” (R.Barthes)

IL LIBRO E L’AUTORE

31 OTTOBRE 2012 ORE 19.30

GABRIELE TORSELLO PRESENTA “CAMERA OSCURA”
DIALOGA CON L’AUTORE FULVIA LIQUORI

NOTE DI VINO, Via Vittorio Veneto, 55 – 73049 Ruffano (LE) – Italia

Introduce e presenta Paolo Vincenti

La rassegna “Sorsi di cultura di-libri/di-vni “organizzata da Agave Comunicazione e Note di Vino parte il 31 ottobre con Camera Oscura di Gabriele Torsello. Dialoga con l’autore Fulvia Liquori. Introduce l’autore Paolo Vincenti. Il giornalista racconta, nel suo lavoro, attraverso immagini e parole dense e forti, un volto nuovo e spesso ignorato dell’Afghanistan, l’incontro con la vita quotidiana di un popolo così “diverso” rispetto alla nostra cultura, per storia, tradizioni e religione, e che la “stampa istituzionale” filtra senza mezzi termini. Com’è vivere in Afghanistan? Ne sentiamo parlare da diversi anni, ma possiamo dire di conoscere sul serio questo popolo? Torsello, impegnato sostenitore della libertà di stampa, ha viaggiato in questi luoghi “VESTITO da afghano, non travestito”, come tiene a sottolineare. L’esperienza di Torsello in questi territori, anelata fin dall’indomani degli attentati dell’11 settembre 2001, è paradigmatica delle contraddizioni che la animano, e, concretizzatasi qualche anno dopo, si conclude con il rapimento del giornalista, nel 2006, durato 23 giorni, esperienza umanamente ed emotivamente molto forte e nucleo del foto libro stesso, rapimento risoltosi bene ma ancora caratterizzato da ambivalenze e ombre.

Kash Gabriele Torsello è un fotogiornalista indipendente nato in Italia nel 1970. Lavora ad a una serie di progetti mediatici diretti a promuovere e sollecitare dialoghi e scambi socio-culturali attraverso l’uso della fotografia. Dal 2007 Kash lavora a una serie di progetti mediatici diretti a promuovere e sollecitare dialoghi e scambi socio-culturali tra Europa e Afghanistan, attraverso l’uso del fotogiornalismo e il coinvolgimento delle popolazioni locali e delle relative istituzioni, organizzazioni, associazioni e aziende. (http://www.kashtorsello.com/)

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1-2-3 NOVEMBRE 2012 – 7° Cinema Invisibile – Festival Italiano Indipendente a Lecce


astragali teatro
cineclub Fiori di Fuoco

presentano

7° CINEMA INVISIBILE – FESTIVAL ITALIANO INDIPENDENTE
alla ricerca dei talenti del nuovo cinema italiano

1- 2 novembre 2012 h 19 -24
TEATRO PAISIELLO – Lecce
ingresso giornaliero 5 euro

3 novembre 2012 h. 18-23
TEATRO ASTRAGALI – Lecce
ingresso libero

Settima edizione, in un’inedita veste autunnale, per Cinema Invisibile, il festival salentino dedicato al migliore cinema indipendente italiano. Tanti i titoli selezionati in gara, alcuni dei quali già noti per i risultati raggiunti nei concorsi internazionali, altri in eccezionale anteprima regionale. Si confrontano tra loro, sul medesimo schermo, cortometraggi e lungometraggi, fiction e documentari d’autore, opere che spaziano dalla narrazione ironica all’inchiesta sociale, dall’horror al fiabesco, dall’analisi politica all’introspezione sentimentale. Sede dell’evento lo storico Teatro Paisiello di Lecce che giovedì 1 e venerdì 2 novembre, dalle ore 19.00, si trasformerà in una straordinaria sala cinematografica.

La manifestazione si concluderà sabato 3 novembre presso la sede di Astragali Teatro, a Lecce in via Candido, con una giornata speciale durante la quale si alterneranno proiezioni, incontri, dibattiti e altre sorprese dedicate al rapporto tra il fascino del cinema e la magia del teatro.

Tra gli interventi previsti quelli di Fabio Tolledi, Carla Petrachi, Pietro Fumarola, Eugenio Imbriani, Valeria Raho, Ippolito Chiarello, Chiara Idrusa Scrimieri oltre agli autori in concorso.

L’iniziativa, ideata e diretta da Nicola Neto e Ornella Striani, è realizzata dal Cineclub Fiori di Fuoco di Lecce e dall’Unione Italiana dei Circoli del Cinema in collaborazione con Astràgali Teatro, con il patrocinio e il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale Cinema.

i film saranno preceduti dall’incontro con gli autori presenti

GIOVEDÌ 1 NOVEMBRE | TEATRO PAISIELLO – 19:00 – 24:00 | FILM IN CONCORSO

DALLA PARTE DEL MARE di Emanuele Faccilongo e Piero Russo (Doc 2012, 12’)
LA PANCHINA di Daniele Niola (Fic 2011, 12’)
L’ISOLA DI LORENZO di Enrico Conte (Fic 2012, 23’)
MANI FASCIATE di Vincenzo Notaro (Doc 2012, 52’)
CORTI di Angelo Cretella (Fic 2011, 20’)
L’ATTESA di Pietro Freddi (Fic 2012, 11’)
PRIMERA COMUNION di Chiara Sulcis (Fic 2011, 7’)
IL SIGNOR H di Mirko Dilorenzo (Fic 2011, 19’)
POLLICINO di Cristiano Anania (Fic 2012, 8’)
THE DREAMER di Samuele Manni (Fic 2012, 6’)
A JOKE OF TOO MUCH di Francesco Picone (Fic 2010, 9’)
IN PECORE PECUNIA di Michele Bertini Malgarini (Doc 2012, 51’)

VENERDÌ 2 NOVEMBRE | TEATRO PAISIELLO – 19:00 – 24:00 | FILM IN CONCORSO

IL PEDONE AVVELENATO di Manuel Lopez (Fic 2011, 12’)
PER SUA LIBERA SCELTA di Roberto Costantini e Luca Labarile (Fic 2012, 16’)
L’APPARTAMENTO DI GIULIA di Mauro Villani (Fic 2012, 15’)
LAVORO-PRODOTTO di Fabrizio Lecce (Fic 2010, 5’)
CHANTIER HUMAIN di Simone Cinelli (Doc 2012, 8’)
ECO DA LUOGO COLPITO di Carlo Michele Schirinzi (Doc 2011, 15’)
IL SOSPETTO di Giovanni Meola (Fic 2012, 13’)
NOSTOS di Alessandro D’Ambrosi e Santa De Santis (Fic 2012, 24’)
LA DECIMA ONDA di Francesco Colangelo (Fic 2011, 17’)
I FIORI ALLA FINESTRA di Giovanni Princigalli (Doc 2010, 50’)
IL PRIMO GIORNO DI PRIMAVERA di Gabriele Pignotta (Fic 2012, 10’)
VODKA TONIC di Ivano Fachin (Fic 2011, 9’)
ADESSO COME ADESSO di Michele Casiraghi (Doc 2011, 16’)
PROPRIETÀ PRIVATA di Liberto Savoca e Francesca Rizzato
(Fic 2012, 10’)

SABATO 3 NOVEMBRE | ASTRAGALI TEATRO

18:00 | FILM IN CONCORSO – OLD IS THE NEW di Mirko e Dario Bischofberger (Fic 2012, 85’)

19:30 | DIBATTITO – CINEMA E TEATRO: AFFINITÀ E DIVERGENZE
Intervengono: Fabio Tolledi, Chiara Idrusa Scrimieri, Ippolito Chiarello, Pietro Fumarola, Eugenio Imbriani, Carla Petrachi, Massimo Fersini.

21:00 | FILM FUORI CONCORSO – TOTEM BLUE di Massimo Fersini (Fic 2009, 90’)
22:30 | PREMIAZIONE – PROIEZIONE MIGLIOR FILM 2012

info: 0832-306194 320 6198440
http://digilander.libero.it/fioridifuoco
fioridifuoco

http://www.astragali.org/meeting!217

4 letture che dilatano il tempo, della serie: #ancoratu


Per spiegare il comportamento di Silvio Berlusconi, fino all’ultimo giorno del suo percorso politico, ci si può affidare a coloro che hanno studiato il potere da vicino. Si incontreranno discorsi su un potere che non è capace di cedere, di cambiare, di fidarsi dell’altro. Un potere che finge e che vede nel solo gesto di passare il testimone un implicito giudizio – sempre negativo – sul proprio operato. Ma questo è il motivo per cui i dittatori non se ne vanno, ma finiscono. Ecco, Silvio Berlusconi non può ammettere di essere il dittatore del PDL, né può finire come un dittatore, ma non può nemmeno ritirarsi, avrà sempre bisogno di essere sulla scena.
Un modo come un altro per dire che in tutti questi anni non ha capito che cosa sia la leadership, né ha compreso la differenza tra “autorità” e “autorevolezza”, entrambe hanno di fronte a sé una parvenza di consenso, la prima grazie all’esercizio del rispetto, la seconda col terrore.
Ci sono quattro libri che possono aiutare a capire che cosa sia il potere, l’autorità e l’autorevolezza nel suo esercizio, in modo un po’ meno paradigmatico di quanto non siamo abituati a immaginare, confrontando ad esempio il finto potere del re di fronte ai propri mercenari, o il potere del capitano di fronte al proprio equipaggio. E poi ci sono libri che parlano di un potere strano, fatto di segmentazioni, delimitazioni, riduzione del divino (e dell’umano) ai termini minimi.

Li elenco qui di seguito, si tratta de “La spedizione verso l’interno (Anabasi)“, un libro che è finito sul mio comodino, rimandendoci da qualche settimana, insieme a Moby Dick di Melville nell’edizione UTET, a “La carta e il territorio” di Houellebecq e alla “Città di Dio” di Agostino, tradotta dallo stesso Carlo Carena che firma la recensione che copio e incollo più in giù, presa dal sito della casa editrice Quodlibet che ha ripubblicato l’opera di Senofonte.

A una prima analisi potrebbe sembrare che questi quattro testi abbiano poche cose in comune. Eppure c’è un tratto che li unisce, secondo me, ed è la ‘piccolezza’ degli uomini rappresentati di fronte al destino che incontrano, che si traduce in grandezza dello spirito nei confronti dello stesso. Ciò tuttavia accade mentre questi uomini non si accorgono della grandezza, e la vivono giorno per giorno, affrontando una sfida tutta personale. Si tratta di libri scritti per un tempo denso, niente affatto particolare, capaci di restituire una dimensione differente, ampliando quello spazio così piccolo tra un secondo e l’altro, fermando lo scorrere dei minuti.

O almeno questa è la mia impressione da lettore.

§§§

Senofonte
La spedizione verso l’interno (Anabasi)
A cura di Dino Baldi

Questo è un grande libro di avventura di duemilaquattrocento anni fa, un grande classico della letteratura greca, scritto dall’ateniese Senofonte, filosofo e soldato. Narra la storia di diecimila soldati greci, mercenari e miserabili, che marciarono per oltre tremila chilometri attraverso l’Asia. Dopo essersi scontrati con un esercito settanta volte più grande, perso il loro condottiero e i loro generali, riuscirono nell’impresa incredibile di far ritorno in Grecia attraversando l’Anatolia orientale, tra fiumi e montagne impervie, popoli ostili e città mai viste, sempre combattendo e marciando, fino ad arrivare al mare.

Il testo è tradotto dal greco con la vivacità dell’originale, in un italiano non scolastico, ed è corredato da ampie note esplicative e dai racconti della spedizione secondo diversi punti di vista: Diodoro Siculo, Plutarco, Isocrate, Giustino e altri.

“La battaglia fra Ciro e Artaserse è stata descritta da molti. Senofonte la racconta non come un fatto del passato, ma come se si stesse svolgendo sotto i nostri occhi, e con la forza delle sue parole trascina il lettore fra le emozioni e i pericoli del combattimento”.

Plutarco

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Torna in un’edizione curata magistralmente da Dino Baldi, il viaggio più celebre della Grecia classica. Scritto in un greco, come diceva Leopardi, «comprensibile a tutti». [Carlo Carena «Domenica – Il Sole 24 Ore» 30-09-2012]

La lettura dell’Anabasi piaceva molto a Italo Calvino. Senofonte, diceva, é un Lawrence d’Arabia e il libro e un Sergente nella neve (definito a sua volta da Elio Vittorini «una piccola anabasi dialettale») e agli altri racconti della ritirata di Russia. Come gli alpini italiani nel ’43, cosi i dodicimila mercenari greci, dopo una guerra vinta ma volatilizzata dalla morte del loro assoldatore, il persiano Ciro rivale del re e suo fratello Artaserse, e l’uccisione dei loro comandanti, si trovano abbandonati a se stessi nella lontanissima Babilonia. lntorno, un mondo oscuro e sconosciuto, clima altrettanto misterioso, giogaie interminabili di alture gelide e fiumi immensi, popolazioni barbare e ostili, soltanto il sole per orientarsi. Barricata come le guarnigioni nel deserto dei Tartari di Buzzati o avanzando dietro guide infide raccattate sul posto, in colonna serrata, a piedi, armi e bagagli e donne al séguito, quella piccola scheggia della Grecia» si avvio in cerca della patria lontana, nell’estate del 401, per un’avventura che sarebbe durata due anni. Senofonte, allora trentenne, era uno di loro. Eletto appunto dopo l’eccidio dei generali a prenderne il posto, li guido e poi, com’e ben noto ai ginnasiali di tutta Europa, ne narro in terza persona l’avventura drammatica in un greco fluido e aureo, da vera ape attica come lo definivano gli antichi, un greco facilissimo dai capire anche per i principianti» annotava Leopardi mentre lo leggeva il dì di Natale 1821. Puntando verso nord, essi attraversarono le vallate del Kurdistan, percorsero le steppe e le montagne tallonati dai nemici e fra continue guerriglie fino in Armenia, senza nemmeno sapere che paese fosse quello lì. Cominciò a nevicare, e comincia il brano famoso che Calvino ammirava: <<La neve ricoprì completamente le armi e gli uomini che dormivano, e imprigiono anche le bestie da soma. I soldati non avevano voglia di alzarsi. Ma Senofonte ebbe la forza di mettersi in piedi, nudo, e comincio a spaccare legna. Ben presto si levo un soldato, poi un altro, che gli tolse di mano la scure e continuò il lavoro, e poi tutti, e accesero un fuoco…». Nelle vallate dell’Armenia la neve era alta un metro e mezzo, la tramontana sferzava i volti e bruciava ogni cosa, i giumenti sprofondavano fino al ventre e gli uomini cadevano ai lati della pista per fame 0 per cancrena e venivano abbandonati al loro destino con gli occhi abbacinati dal biancore e le stringhe e le suole dei calzari gelate intorno ai piedi. Qua e là un villaggio con gli uomini schierati a difesa con armature di pelli e coltellacci, o qualche donna sparuta che attingeva acqua alla fonte e gli abitanti che vivevano in gallerie sotterranee insieme agli animali domestici. Avolte si trattava, a volte si combatteva, si saccheggiava e allora finalmente si mangiava e si beveva.

Come fu come non fu, finalmente, un bel giorno, dall’avanguardia giunta in cima a un monte echeggio un grido incontenibile, gli altri accorsero spingendo su le bestie da soma e i cavalli, e scorsero il mare, all’estremità orientale del Mar Nero. Eressero un trofeo e scesero. Per un greco il mare era come casa sua. E l’Anabasi finisce qui, col quarto libro. Il racconto di ciò che avvenne in séguito, nel prosieguo della marcia lungo il mare e per terra fino a Bisanzio e a Pergamo, dove i dodicimila giunsero in seimila, perde d’interesse di fronte a quest’epica colorita, a questo racconto di situazioni estreme e di stranezze esotiche, da cui un elleno non e meno sconcertato che dalla profondità inaudita dei fiumi o dalla birra che producevano certe popolazioni montane. Come del testo finisce li anche la vita dello scrittore, poi intristita da trent’anni di altre guerre mercenarie e di esilio, coltivando la caccia c rievocando gli anni della gioventù, quando Senofonte era stato allievo di Socrate e avviato alla carriera della filosofia anziché a quella delle armi. La vivacità di quel racconto, sorprendente se si pensa che fu redatto molti anni dopo, e riproposta in una vivace traduzione di Dino Baldi dall’editore Quodlibet in una collana,Compagnia Extra, di fine intuito. Diretta da Jean Talon con Ermanno Cavazzoni, essa annovera – per dirne appunto la “compagnia” libri di Gianni Celati, Il nipote di Rameau tradotto da Frassineti, un Album fotografico di Manganelli, e già del Baldi, una divertente antologia di Morti favolose degli antichi, di cui si occupo anche la Domenica (gennaio 2011). Nel solido volume il lettore trova anche i racconti paralleli dell’impresa dei Diecimila tracciati brevemente da altri storici, Diodoro Siculo nella sua Biblioteca e Plutarco nella Vita di Artaserse. Il primo senza mai accennare all’Anabasi, il secondo senza mai accennare a Senofonte se non una sola volta per l’Anabasi appunto.

Senofonte, La spedizione verso l’interno (Anabasi), a cura di Dino Baldi
Quodlibet, 2012, Compagnia Extra, 120×190, ISBN 9788874624294, pp. 456, € 16,50 (sconto 15%)
(http://www.quodlibet.it/schedap.php?id=2025)

Leopardi – Zibaldone 72


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"Tutto è nulla al mondo, anche la mia disperazione, della quale ogni uomo anche savio, ma più tranquillo, ed io stesso certamente in un’ora più quieta conoscerò, la vanità e l’irragionevolezza e l’immaginario. Misero me, è vano, è un nulla anche questo mio dolore, che in un certo tempo passerà e s’annullerà, lasciandomi in un vôto universale, e in un’indolenza terribile che mi farà incapace anche di dolermi."

Giacomo Leopardi, Zibaldone [72]

Per questo e altri classici della Letteratura Italiana vi suggerisco di visitare il sito "Biblioteca della Letteratura Italiana" (http://www.letteraturaitaliana.net/)

Dal 10 Novembre 2012 a Verona: Convegno di Anterem. Poetiche del pensiero


Convegno di Anterem: Poetiche del pensiero

CONVEGNO DI ANTEREM
POETICHE DEL PENSIERO

La poesia incontra la filosofia, la musica, la psicoanalisi e l’arte?

QUATTORDICI APPUNTAMENTI
da sabato 10 novembre a domenica 18 novembre 2012

Biblioteca Civica di Verona, via Cappello 43

Nell’ambito delle cerimonie conclusive del Premio Lorenzo Montano, la rivista “Anterem” promuove in collaborazione con la Biblioteca Civica di Verona un importante Convegno di poesia.
Il Convegno ha per titolo “Poetiche del pensiero”. È curato da Flavio Ermini e Ranieri Teti.

Tra i relatori: Lorenzo Barani, Stefano Baratta, Alfonso Cariolato, Agostino Contò, Paolo Donini, Stefano Guglielmin, Tiziano Salari, Carla Stroppa, Vincenzo Vitiello.

Con questa iniziativa “Anterem” vuole dare una visibilità critica sempre maggiore alle opere dei poeti vincitori, dei finalisti e dei segnalati per tutte le sezioni in cui il Premio Lorenzo Montano si articola: “Raccolta inedita”, “Opera edita”, “Una poesia inedita”, “Una prosa inedita”, “Poesie scelte”.

Ulteriori notizie sul sito:

www.anteremedizioni.it/convegno_di_anterem_poetiche_del_pensiero

BARI NOIR di Roberto Recchimurzo (Wip Edizioni)


Di Roberto Recchimurzo, giovane autore di origini baresi, sto leggendo “Le Cronache di Aldimondo. Zak Elliot e il Libro del Destino” (Wip Edizioni). Si tratta di un libro distante dalle letture alle quali sono solito accostarmi, mi sta piacendo, e ne scriverò sul mio blog. Tuttavia in questo post voglio parlare di un altro libro, scritto sempre da Recchimurzo, intitolato “Bari Noir”. Mi ha incuriosito il titolo, mi ha incuriosito il bel sito (essenziale, senza sbavature, e con un ‘ritornello’ di piano mandato in ipno-loop), dedicato al testo, che potete vedere a questo indirizzo (http://www.barinoir.it/) e mi ha incuriosito la casa editrice, Wip Edizioni, barese, che – ammetto l’ignoranza – non conoscevo fino a questo momento, e che possiede una cinquantina di titoli, nella sezione narrativa del suo catalogo. Se anche voi siete curiosi di conoscere questo editore ecco l’indirizzo del sito: http://www.wipedizioni.it.

“Robert Remur nasce a Bari in una pallida notte di Settembre da madre francese e padre barese. Frutto di un amore indescrivibile. Lei una donna di classe, di alta classe, nata a Parigi fra l’arte e la moda. Lui, non avendo praticato la scuola, di nessuna classe, un grezzo gestore di una bisca clandestina abbastanza famosa. Così cresce fra coccole, alcolici clandestini, banchi di scuola, sigarette e traffico di stupefacenti. Ma nonostante tutto cresce molto bene, senza uno squilibrio mentale per la sofferta gioventù. Purtroppo però un incidente gli fa perdere i genitori in giovane età. Questo stress gli procura un fastidioso tic nervoso all’occhio sinistro che è consueto manifestarsi sempre e solo nel momento sbagliato e soprattutto nel posto sbagliato. Studierà per diventare poliziotto e, solo dopo, Detective. Da allora il crimine nella sua città avrebbe avuto i minuti contati. Tutto bene fino a un maledetto periodo pieno di sfortunati eventi. Ma proprio quando si cominciava a raschiare il fondo qualcosa stava per cambiare. A volte il passato torna a farsi vivo quando meno te lo aspetti e questa volta poteva essere addirittura una questione di morte. La posta in gioco alta. Un vecchio nemico nei paraggi andava fermato subito. La sua missione? Ripulire la città dalla feccia e riportare l’ordine”.

Roberto Recchimurzo nasce a Bari trentasette anni fa. Scopre il fascino e la magia della scrittura nel ’99, frequentando l’Accademia di Arti Drammatiche.
Ha scritto vari format per una web tv locale. È autore di “Ho formattato il fisco”, “Bari Noir” (www.barinoir.it – anche pagina su facebook) e “Le Cronache di Aldimondo. Zak Elliot e il Libro del Destino”. Gli piace spaziare fra i generi e stupire i propri letteri, cercando di proporre sempre qualcosa di nuovo.

Roberto Recchimurzo, Bari Noir
Pagine: 106 | Anno: 2009 | Prezzo: € 9,00 | ISBN: 978-88-8459-125-8
(http://www.wipedizioni.it/catalogo_new/schedalibro.php?imgID=155)

Che fine hanno fatto i Microservi?


microservi_douglascouplandCar* amic*, io non so che fine hanno fatto i Microservi (Feltrinelli 1998/Microserfs 1996) di Douglas Coupland, geniale libro scritto da un autore che a volte mi piace e a volte no. So soltanto che in quel libro, nella metà degli anni novanta, secondo me c’erano tutta una serie di considerazioni, analisi, situazioni, che al mondo (informatizzato/socializzato) d’oggi, sarebbe interessante cogliere con uno sguardo.
Veniva ad esempio descritta nei minimi particolari l’atmosfera da superprestazione dei campus Microsoft (e non solo), così simili alle fabbriche call-centeriane del terziario avanzato. Veniva ad esempio descritta l’aura che circondava il capo dei capi, Bill Gates, nell’azienda che in quel periodo era al massimo della sua espressione, prima dell’open-source e prima dell’iPod, quando nacque il ‘mito’ del sistema operativo gui-oriented più usato del mondo, prima che i continui aggiornamenti non lo facessero scadere a topos barzellettistico. In quel libro c’era la mutazione dell’homo informaticus dall’era immaginaria e pioneristica creata con War Games (Giochi di guerra, 1983) e l’inizio della sua decadenza. Potremmo dire quasi, the dark side of pc.
Oggi leggendo la notizia del lancio di Windows 8 (domani) ho pensato a come è cambiata l’informatica negli ultimi dieci anni, ma soprattutto a come è cambiato il mondo che ruota attorno all’informatica. In pratica i computer stand-alone, per quanto riguarda il loro utilizzo massificato, hanno imboccato il viale del tramonto. Tra un po’ verranno utilizzati solo per mestieri che richiedono una forte specificità di calcolo, nelle applicazioni grafiche, negli uffici etc. Ecco, in Microservi di Douglas Coupland c’era già tutto questo, e, in aggiunta, un bel po’ di mistificazione/mitizzazione della figura del Gates pre-filantropia, tutte modalità che abbiamo ritrovato, in seguito, negli incartamenti prodotti per la beatificazione di Steve Jobs. Non so se Microservi sia ancora in circolazione, sarebbe bello che venisse ripubblicato da Feltrinelli o, magari, da Isbn Edizioni, casa editrice che sta pubblicando gli ultimi bei libri scritti da Coupland, compreso quello uscito nella nuova collana dei Vinili, intitolato “Dio odia il Giappone” (leggi qui http://isbnedizioni.it/catalogo/narrativa/dio-odia-il-giappone/). Detto questo, car* amic*, Microservi puoi trovarlo usato per conto tuo, anche se non basta cercare su Google.

CON UNA RETTIFICA: Ovviamente il libro è disponibile, ovviamente sul portale Feltrinelli, quindi tecnicamente c’è, qui. Solo che non è “momentaneamente disponibile online“, trattandosi di edizione ecomomica deduco che potrebbe essere ristampato.

5 cose che devi sapere sulla lingua.


Oggi mi sono accorto di indossare: una polo prodotta in Bangladesh, un paio di jeans prodotti in Indonesia, un paio di mutande prodotte in Cina, un paio di scarpe prodotte in Cambogia. Sui calzini non ho rintracciato alcun segno di provenienza geografica.
La mia scrittura, italiana, è l’unica cosa che mi resta indosso di questo paese.
Ecco, pensavo che il nostro errore, per molto tempo, è stato quello di immaginare i prodotti provenienti dal lontano Oriente come qualcosa che raggiungeva l’Impero da una delle sue periferie estreme. Ci accorgiamo, forse, che la periferia di questo Impero siamo noi.

27 Ottobre 2012 – CAROLINA BUBBICO in concerto al Note di Vino di Ruffano (Le)


Agave Comunicazione e Note di Vino organizzano

CAROLINA BUBBICO
polistrumentista,spazia dal jazz al soul al rock

Sabato 27 ottobre 2012 ore 22,00

Note di Vino
Via Vittorio Veneto, 55 – 73049 Ruffano (LE) – Italia

La musica la fa da padrona al Note di Vino nel cuore del Salento, a Ruffano (LE) in via Vittorio Veneto 55. Secondo appuntamento di note in collaborazione con Agave Comunicazione, a partire dalle 22,00 questa volta con una grande artista come Carolina Bubbico. Carolina Bubbico figlia d’arte, musicista dalla formazione versatile e dotata di grande sensibilità artistica, proveniente da esperienze che la vedono al lavoro in veste di autrice, arrangiatrice e vocalist in più formazioni musicali. E’ laureanda per il triennio di musica Jazz presso il Conservatorio Nino Rota di Monopoli. Dopo il suo esordio nel gruppo corale Sudivoce vocal ensemble, la roots band Shaken, nel quartetto vocale Vuaolè e nella rock band Lola & the lovers, Carolina approda ad un progetto solistico nel quale manipola, trasforma e modella a suo piacimento suoni e musica. Dal 2011 è impegnata in veste di direttrice e cantante dell’orchestra jazz Swing Big Band del Conservatorio Tito Schipa di Lecce. Nella veste solistica Carolina riceve in agosto 2011 il premio “Best instrumentalist” nella sezione New Generation del Jazz Up Festival di Viterbo per la direzione artistica di Greg Burk. e il premio della sezione Videoclip del progetto Officine della Musica con il suo singolo “A me piacerebbe ridere”. In gennaio 2012 Carolina registra il suo primo album “Controvento” contenente 9 brani originali da lei composti e arrangiati. In febbraio 2013 Carolina approderà al grande schermo con il film ”L’amore è imperfetto” per la regia di Francesca Muci e prodotto da R&C produzioni / R.A.I. cinema, partecipando sia al cast che alla colonna sonora. (la foto qui allegata è di Gianvito Matarrese. La bio a cura di Workin produzioni http://www.workinproduzioni.it/)

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+39 340 90 98 835

Via Vittorio Veneto, 55 – 73049 Ruffano (LE) – Italia

In uscita: n. 113 di Lettera Internazionale


(copertina Jannis Kounellis, Senza titolo, 2002, La Marrana, Montemarcello, La Spezia)

Il bosco tra natura e cultura

Per una nuova antropologia della natura?, Jean-Marc Besse
Una strada nel bosco. Per una misura del luogo e della comunità, Domenico Luciani
Beni comuni. Oltre l’opposizione natura/cultura, Maria Rosaria Marella
Dialoghi sugli alberi, Joseph Beuys in conversazione con Bernhard Blume e Rainer Rappman
Disboscamenti. Dalla radura al libero mercato, Dario Gentili
Luce al Silenzio, Silenzio alla Luce, Louis I. Kahn
Il Bill di città e il Bill di campagna, George Blecher
Nel bosco di facebook, Franco Arminio
La magia e lo spirito del bosco, Carmen Añón
Il bosco era ancora lì, José Tito Rojo
Elogio della biodiversità. Il Bosco difesa di Sant’Antonio, Aurelio Manzi
Gli alberi di una vita. Piccola storia di una grande battaglia, Immacolata Rainaldi
La rosa soprannaturale, Pierre Louÿs
Varie ragioni per dipingere gli alberi, Yves Bonnefoy
Gli alberi di Yves Bonnefoy, Fabio Scotto
Il giardinaggio come operazione filosofica, Rosario Assunto
Tra bosco e giardino, Mariella Zoppi
Bernard Palissy. Il giardino utopico e il bosco naturale, Anna Zoppellari
Della lodevole arte di piantar alberi, Bernard Palissy
L’arte si rivela nel bosco, Aldo Iori
I libri a cura di Dario Gentili, Marina Gersony, Andre Gorra Aguirre, Elettra Stimilli

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Cari amici,

sta per uscire in libreria il n. 113 di L.I., frutto della collaborazione editoriale tra la nostra rivista e la Fondazione Benetton Studi Ricerche che, nel 1990, ha istituito il Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino per promuovere ogni anno «una campagna di attenzioni verso un luogo particolarmente denso di valori di natura, di memoria e di invenzione».

Nel 2012, il Premio è stato attribuito al Bosco di Sant’Antonio che, da secoli, è il punto di riferimento ambientale, politico, economico, culturale e sentimentale della comunità di Pescocostanzo, in Abruzzo. Un piccolo bosco che ha ispirato e continua a suscitare grandi passioni e battaglie straordinarie per la sua tutela – per la sua cura.

Dunque, il nostro tema è il bosco, tra natura e cultura, che non può fare a meno dell’uomo e di cui l’uomo non può fare a meno, grande metafora che sussume una serie infinita di questioni, attuali e trasversali. A cominciare dalla tutela della bio-diversità, scelta politica, che significa riconoscere nell’altro – umano, animale o vegetale –, parafrasando Wilhelm von Humboldt, lo “straniero da sé” e non l’“estraneo”, perché straniero è ciò che suscita curiosità e simpatia, estraneo ciò che spaventa e allontana.

Perciò essendo la vecchia opposizione tra Natura e Cultura ormai priva di senso, dobbiamo prendere atto che la sola vera chance che abbiamo, come abitanti di questo pianeta, è la costruzione di una seria “antropologia della natura”. Non è un ossimoro, ma di un modo provocatorio per dire che è necessario istituire una nuova alleanza tra natura e cultura, perché ormai possiamo intendere la natura solo come un elemento della cultura.

L’uomo infatti non “fa natura”: quello che sa fare, bene o male, è “paesaggio” che è somma di natura, memoria e invenzione, stratificazione di tracce, di camminamenti che si dimenticano e si ritrovano – non c’è “paesaggio” nella foresta amazzonica, né fra i ghiacci dell’Antartide. Ma quando quelle tracce, quei camminamenti diventano calpestamenti, oltraggi, forme di antropizzazione indiscriminata e “bio-omologata” a standard dettati dall’interesse economico, dalle ideologie, o talvolta da mode, qualche problema si pone. A quel punto può essere utile ricordare lo «spazio odologico» (dal greco hodós, “via”, “percorso”) di Kurt Lewin: quello spazio potenziale di movimento che contiene percorsi preferenziali che rappresentano un compromesso tra esigenze diverse – «distanza breve, sicurezza, lavoro minimo, esperienza massima» – determinate dalle condizioni topologiche. Lo spazio odologico è fisico, ma anche affettivo, e soprattutto etico e consapevole; è il passaggio dell’essere umano sempre uguale e sempre diverso, ma che deve disegnare un’esistenza sostenibile da tutti i punti di vista; è la cultura della natura.

Quindi, “antropologia della natura” vuol dire boschi, acque, campagne, montagne, ma anche città, musei, teatri, biblioteche, archivi, scuole, università – che sono tutti “beni comuni”, al di là della distinzione, da superare, tra pubblico e privato. Ma a chi tocca governare i beni comuni? Ricordiamo che chi governa è chiunque sia operativo, chiunque si assuma una responsabilità. Ciò apre nuove possibilità di intervento per tutti noi, proprio mentre la globalizzazione, ovunque, cerca di negare la bio-diversità nostra e dei nostri luoghi, fermo restando che non esiste bio-diversità più degna di altre di essere tutelata. Però, la globalizzazione dei media può tornare utile nel portare all’attenzione esperienze particolari di governo che possono rivelarsi efficaci anche da noi. Tocca a noi decidere se vogliamo entrare nel grande arcipelago del comune, oppure se restare sordi e addormentati.

Ricordiamo a tutti i nostri amici e ai nostri lettori che questo numero è dedicato al nostro fondatore e direttore fino al maggio del 2009, Federico Coen scomparso il 6 luglio scorso.

Buona lettura a tutti,

la Redazione

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