Tutti gli articoli di luciano pagano

Scrittore, editore. Nato a Novara, nel 1975, vive nel Salento.

Giovedì 10 gennaio 2019 – Lecce – Al FondoVerri la presentazione de “L’estate di Gaia”, di Alessio Paiano


Giovedì 10 gennaio 2019 – ore 20.00
presso il FondoVerri di Lecce
(Via Santa Maria del Paradiso)

presentazione de

“L’estate di Gaia”, di Alessio Paiano
(Musicaos)

dialoga con l’autore:
prof. Simone Giorgino

interviene:
Luciano Pagano

letture di:
Simone Franco, Simone Giorgino

mosaici:
Orodè Deoro

Giovedì 10 gennaio 2019, alle ore 20.00, presso il FondoVerri di Lecce, in via Santa Maria del Paradiso, si terrà la presentazione de “L’estate di Gaia” (Musicaos) di Alessio Paiano, poema di esordio del giovane autore salentino. L’autore dialogherà con il professore Simone Giorgino, interverrà l’editore, Luciano Pagano. All’attore e regista Simone Franco, e a Simone Giorgino, saranno affidate le letture di alcuni versi tratti dal poema. La presentazione ospiterà i mosaici di Orodè Deoro che sono stati di ispirazione alla realizzazione dell’illustrazione contenuta nella copertina del volume. Ingresso libero.

“L’estate di Gaia” è la prima opera in versi di Alessio Paiano. Andrea Donaera, nella postfazione al volume scrive: “[…] riceviamo una novità assoluta, per questi nostri tempi: una poesia che non scivola accomodante ed emozionale, ma che costringe a cogliere il rovesciamento che è in atto nei sistemi comunicativi, attraverso l’indagine attorno alla lingua, componendola di alternative con piglio parodico, teatrale, osceno – anche nella forma editoriale data al volume. […] quanto di più lontano possibile dalla lingua ‘corretta’, dilaga nella lingua italiana e nella filosofia del linguaggio, attingendo a riferimenti autorevoli che prima di lui hanno compiuto l’eroismo di slacciarsi dal ‘normale’ fare poesia.” Da queste premesse nasce l’opera dell’autore secondo cui questo, lungi dall’essere un poema compiuto, è un pantano in cui l’autore non può che sprogettare quanto ideato. “L’estate di Gaia” è la distruzione in versi di un inetto digitale, Camicia Pezzata, scarto narrativo di un rapporto senza contatto, osceno, con un profilo digitale, Gaia. Non si dà autore senza personaggio, non si dà personaggio senza storia, non si dà storia senza l’umano, non si dà lettore-spettatore.

Gianluca Garrapa, ha scritto su Satisfiction, a proposito del poema di Paiano, “L’estate di Gaia”, quando il testo era ancora inedito: “[…] Sottrarsi a quella omologazione tipica della sua generazione, di Paiano e Paiano non assume mai pose da vittima o da maledetto, nello scritto e nel visibilio delle soluzioni poetiche. Paiano potrebbe cantilenare la sua spocchia di esperto metrico o poeta di ricerca, lo fanno i giovini, e non solo, italioti, e come se non lo fanno! ma lui preferisce mantenersi nella posizione umile del genio che sa già, saggia, fa assaggiare, e ascolta facendo sentire… ma non distoglie, il medium-tema del personal computer, noioso ormai, dal territorio e dalle vicende politichesi: la poesia di Paiano, infatti, è anche un tentativo di civilizzare la stucchevole poesia civile, martirizzare il vittimismo querulo, collocarsi in un fantasma che non è affatto di senso di colpa ma di, semmai, eroica impresa inutile.”

Alessio Paiano è nato a Pavia nel 1992 e vive a Lecce, dove si è laureato in Lettere Moderne svolgendo attività di ricerca principalmente su Carmelo Bene. Suoi articoli sono apparsi su alcuni blog e riviste online; attualmente cura per Poesia del Nostro Tempo (rivista «Argo») la rubrica «Il Grammofono», concepita come laboratorio di critica letteraria sulla poesia contemporanea. Fa parte del direttivo del Centro Studi Carmelo Bene. «L’estate di Gaia» è la sua prima opera in versi.

postfazione di Andrea Donaera
contiene due testi di Simone Giorgino
in copertina: Orodè Deoro
“Volevo solo dirti che ormai mi diverto troppo” (Mosaico 40 x 40 cm, particolare)

Informazioni
Musicaos Editore
tel. 0836.618232 / 3288258358
info@musicaos.it
http://www.musicaos.org

Giovedì 3 gennaio 2019 – Rutigliano (Ba) – Silvana Kühtz presenta “Manuale di fisica ostica”, con Angela Redavid, Susanna Crociani (sassofono)


“Infinitart” in collaborazione con “Poesia in azione”
per la rassegna “Libri sotto l’albero”

Giovedì 3 gennaio 2019 – ore 19.00
presso
Associazione Magazzino Artigianato Pugliese
di Aurelia Leone
(RUTIGLIANO, via Marconi 29/31)

“Manuale di fisica ostica” (Musicaos Editore)
di Silvana Kühtz

letture e presentazione:
Silvana Kühtz con Angela Redavid

musica di:
Susanna Crociani
(sassofono)

Giovedì 3 gennaio 2019, a Rutigliano, alle ore 19.00, nell’ambito della rassegna “Libri sotto l’albero”, di “Infinitart” in collaborazione con “Poesia in azione”, si terrà la presentazione del nuovo libro di Silvana Kühtz, “Manuale di fisica ostica”, edito da Musicaos Editore nella collana di poesia. Durante la presentazione, l’autrice leggerà alcuni brani dal testo, accompagnata dalla sassofonista fiorentina Susanna Crociani, e dialogherà con Angela Redavid, curatrice della rassegna.

Le lettere dell’alfabeto, nella nuova raccolta di Silvana Kühtz, divengono i segni di partenza dell’invenzione poetica, ognuno è la variabile di un’equazione più complessa, che riguarda la nostra realtà quotidiana, gli affetti, i ricordi del passato, ciò che ci lega. “Per capire il volto del mondo/ trovo la via alle parole/ gli tolgo l’osso e la pelle/ ma certe parole a volte/ sono solo vicoli ciechi”. L’intenzione è di sancire nuovamente l’antico patto che c’era, un tempo, tra le parole e le cose, con l’urgenza di una lingua capace di raccontare il sentimento interiore e i suoi paradossi.In una realtà composta da espressioni statiche, senza vie d’uscita, la precisione e la crudezza di espressioni costanti viene alterata dalle variabili, differenti per ognuno di noi, nelle quali possiamo ritrovarci, leggendo noi stessi, scrutando i segni del viaggio. I corpi divengono così tele, paesaggi lunari, scorze, ferite, feritoie, le distanze interstellari che ci separano dai nostri simili possono essere accorciate, e le poesie di questo manuale avviano così un “[…] paziente lavoro di rammendo/ della specie umana…”.

Silvana Kühtz lettrice, formatrice, iniziatrice di cose impossibili, docente, nata a Bari, ha un cognome tedesco che deriva dal nonno nato in Baviera (e ha anche un nonno salentino). Insegna e fa ricerca all’Università della Basilicata dal 1995 (dove dal 2006 ha inventato e tiene la cattedra di Linguaggi, futuro e possibilità) a Matera al Dipartimento delle Culture Europee e del Mediterraneo, nel corso di laurea di Architettura. La sua ricerca fonde scrittura, lettura, sensi, attraversamento dei luoghi, dell’invisibile, rigenerazione delle città. Conduce ogni anno dal 2009 laboratori di sensorialità, creatività e lettura a voce alta per adulti e bambini.

Ha creato e messo in atto dal 2005 il progetto multidisciplinare http://www.poesiainazione.it checomprende concerti e performance sensoriali e varie attività anche legate alla scoperta di luoghi urbani, per la diffusione della lettura, confluite nell’associazione che ha fondato, Leggo Quando Voglio. Nel 2014 ha vinto il premio internazionale Alfonso Gatto di Salerno, alla sua XXX edizione, per la sezione inedito (il volume dal titolo 30 giorni, una Terra e una casa, è stato pubblicato poi in italiano e in inglese nel marzo 2015 da Campanotto editore, Udine). Finalista al premio InediTo, festival delle colline torinesi 2016 con una nuova silloge in cerca di editore, Viscera. Nel 2018 è stata pubblicata da Spagine del Fondo Verri una sua raccolta di prose poetiche: Quel che resta del bello.

Susanna Crociani, nata a Firenze, diplomata in sassofono presso il Conservatorio L.Cherubini di Firenze e in Musicoterapia, ha inoltre un Master in PNL e Ipnosi. Ha approfondito lo strumento in chiave moderna e jazz studiando con Luca Di Volo e Gianluigi Trovesi. Pratica inoltre altri strumenti a fiato, come cornamusa, ciaramella, launeddas, ocarina, flauto e clarinetto. Ha suonato sax classico e moderno con varie formazioni, tra cui: Papere di latta, Wind Sister e Girl Talk, tenendo concerti in tutta Italia e all’estero. Ha suonato in varie Big Bands, tra le quali la Duke of Abruzzi di Firenze e la New Project di Trento. Molto attiva anche nell’ ambito della musica etnica, suona dal 1995 con i Bizantina (tre album all’attivo, concerti in Italia e all’estero e alcune apparizioni televisive, fra cui il Premio Ciampi). Svolge un’ intensa attività didattica come musicoterapeuta presso vari istituti a carattere sociale.

Ingresso libero.
Associazione Magazzino Artigianato Pugliese di Aurelia Leone
(Rutigliano, Via Marconi 29/31, pressi della pasticceria Verna)
Info: 3495832177

Giovedì 13 dicembre 2018 – Cineporto di Lecce – Claudia Ruggeri – “Poesie. inferno minore. )e pagine del travaso” – Sala – “Giuseppe Bertolucci”


COMUNICATO STAMPA

MUSICAOS EDITORE

CENTRO DI RICERCA PENS-POESIA CONTEMPORANEA E NUOVE SCRITTURE /
Dip. Studi Umanistici dell’Università del Salento

APULIA FILM COMMISSION

Cineporto di Lecce
Sala “Giuseppe Bertolucci”
Giovedì 13 dicembre 2018 – Ore 19.30

presentazione del volume:

Poesie
di Claudia Ruggeri

intervengono:

Antonio Lucio Giannone
Ordinario di Letteratura Italiana Contemporanea
Università del Salento

Simone Giorgino
Coordinatore del Centro di Ricerca PENS
Università del Salento

Annalucia Cudazzo
Curatrice del volume

Luciano Pagano
Editore

letture di: Simone Franco

installazioni di: Orodè Deoro

Giovedì 13 dicembre 2018 alle ore 19.30, presso la Sala “Giuseppe Bertolucci” del Cineporto di Lecce (via Vecchia Frigole), si terrà la presentazione del volume “Poesie. inferno minore. )e pagine del travaso”, di Claudia Ruggeri, curato dalla dott. ssa Annalucia Cudazzo. Il volume inaugura la collana “Fogli di Via”, curata da Simone Giorgino e Fabio Moliterni. Durante la serata sono previsti gli interventi di Antonio Lucio Giannone, ordinario di Letteratura Italiana Contemporanea dell’Università del Salento, Simone Giorgino, direttore della collana “Fogli di Via”, che ospita il volume, Annalucia Cudazzo, curatrice del volume, Luciano Pagano, editore; l’attore Simone Franco leggerà alcuni testi di Claudia Ruggeri, tratti dal volume. Lo spazio dell’evento accoglierà un’installazione curata da Orodè Deoro.

Claudia Ruggeri, nata a Napoli il 30 agosto 1967, si trasferisce a Lecce l’anno seguente con la sua famiglia. In questa città compirà i suoi studi e inizierà a dedicarsi alla poesia, mettendosi subito in contatto con l’ambiente letterario e culturale del capoluogo salentino, dal quale si aprirà alla conoscenza e relazione con autori del panorama poetico nazionale, come Franco Fortini e Dario Bellezza. Il 27 ottobre 1996, all’età di ventinove anni, pone tragicamente fine alla sua vita.

Il volume è il risultato di un paziente lavoro di natura filologica volto a ripristinare i testi delle due opere licenziate in vita da Claudia Ruggeri, inferno minore e )e pagine del travaso, nel rispetto della versione riportata dai testimoni disponibili, sottoposti a un’accurata collazione e vagliati criticamente. Questa edizione si propone, inoltre, di avanzare una prima interpretazione dei componimenti, corredandoli di un commento che mira a facilitarne la comprensione.

Annalucia Cudazzo (1993) si è laureata in Lettere Moderne con una tesi su Claudia Ruggeri e per il suo percorso di studi ha ricevuto il titolo di «professionista accreditato» dalla Fondazione Italia-USA. È nella redazione del Centro di ricerca PENS-Poesia contemporanea E Nuove Scritture del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università del Salento.

“Fogli di Via”, è il nome della collana, diretta da Simone Giorgino e Fabio Moliterni, del Centro di ricerca PENS-Poesia contemporanea E Nuove Scritture del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università del Salento, in collaborazione con Musicaos Editore.

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Venerdì 30 novembre 2018 – Melissano (Le) – “La poetica di Giulio Cesare Scaligero nella sua genesi e nel suo sviluppo”, di Luigi Corvaglia, a cura di Cosimo Scarcella


Città di Melissano
Provincia di Lecce

Venerdì 30 novembre 2018 – ore 18.30
presso il
Centro Culturale “Quintino Scozzi” – (Piazza Immacolata, Melissano)

presentazione del volume:

“La poetica di Giulio Cesare Scaligero nella sua genesi e nel suo sviluppo”, di Luigi Corvaglia
(Musicaos Editore)
riedizione a cura di Cosimo Scarcella

“Confesso di aver concepito molti anni or sono l’ambizioso disegno di questo studio integrale, proponendomi di svolgerlo con metodo filologico, il quale, senza escludere quello che vien chiamato intuito storico, n’è presupposto insostituibile in questo campo” (Luigi Corvaglia, 1959)

“Questo saggio sullo Scaligero occupa un posto particolarmente significativo all’interno della produzione filosofica del Corvaglia, che ha dedicato molto tempo della sua vita allo studio soprattutto del conterraneo Giulio Cesare Vanini. Ed è in funzione del Vanini che Corvaglia protrasse per circa quarant’anni anche la ricerca sulla produzione dello Scaligero” (dalla Nota al testo)

L’amministrazione comunale, in collaborazione con l’Amministrazione Provinciale di Lecce, l’Università del Salento e l’Istituto Scolastico Comprensivo di Melissano, chiude il 3° semestre del Bienno dedicato allo studio di Luigi Corvaglia. A tal fine, il prof. Fabio D’Astore, Presidente della “Società D. Alighieri” di Casarano, presenterà il volume del prof. Luigi Corvaglia: “La poetica di Giulio Cesare Scaligero nella sua genesi e nel suo sviluppo” (Musicaos Editore), nella riedizione a cura del prof. Cosimo Scarcella. Modererà la serata il Dott. Alberto Nutricati (Giornalista de “La Gazzetta del Mezzogiorno” e “Piazza Salento”), rivolgeranno i loro saluti l’Avv. Alessandro Conte, Sindaco di Melissano, il Dott. Stefano Minerva, Presidente della Provincia di Lecce, la Prof. ssa Tommasa M. Presta, Dirigente Istituto Scolastico Comprensivo di Melissano, il Dott. Stefano Cortese, Assessore alla Cultura del Comune di Melissano.
Presenzieranno all’incontro il Prof. Antonio Lucio Giannone, Ordinario di Letteratura Italiana Contemporanea, presso l’Università del Salento, il Prof. Giancarlo Vallone, Ordinario di Storia delle Istituzioni Politiche presso l’Università del Salento, e il Dott. Mario Carparelli, Filosofo, Ricercatore presso l’Università del Salento.
Ingresso gratuito e rivolto a tutta la cittadinanza.

(Luigi Corvaglia)

Cosimo Scarcella (Melissano, 1944). Filosofo. Tra le sue pubblicazioni: Il pensiero di Jacques Maritain (Manduria, 1978); Fede e impegno politico in Péguy e Maritain (Lecce, 1977); Condorçet. Dottrine politiche e sociali (Lecce, 1980); Piero Martinetti 1872-1943 (Milano, 1990); Machiavelli, Tacito, Grozio: un nesso “ideale” tra libertinismo e previchismo (Torino, 1990); Amos Comenio, La via della luce (Pisa, 1992); Giovanni Keplero, L’armonia del mondo (Pisa, 1994); Impresa e cultura, ovvero profitto e morale (Lecce, 1997); Gaspare Scioppio, L’angelo della pace (Pisa, 2005). Ha curato i volumi collettanei: Strategie economiche e dimensioni etiche per uno sviluppo più umano (Lecce, 1997); La coesistenza fra le culture presenti nella civiltà mediterranea (Lecce, 1998); La Convenzione Europea di Bioetica. Qualità e sacralità della vita (Lecce, 1999).

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Mercoledì 28 novembre 2018 – San Pancrazio Salentino – Mina Buccolieri presenta il suo romanzo “La stella nel cuore”


Musicaos Editore con il patrocinio del Comune di San Pancrazio Salentino

Mercoledì 28 novembre 2018, alle ore 19.00
presso l’Aula Consiliare “P. Briganti” (Via Tancredi)
a San Pancrazio Salentino

presentazione del romanzo
“La stella nel cuore”
(Musicaos Editore)
di Mina Buccolieri

Intervengono:
Salvatore Ripa
(Sindaco di San Pancrazio Salentino)

Mina Buccolieri
(autrice)

Modera:
Luciano Pagano
(Editore)

Letture:
Francesca De Pasquale, Maria Lucia Missere, Sara Rucco

Musica:
Andrea Sequestro (tastiera), Noemi Puricella (violino)

Mercoledì 28 novembre 2018, alle ore 19.00, presso l’Aula Consiliare “P. Briganti” di San Pancrazio Salentino, in via Tancredi, si terrà la prima presentazione del romanzo di Mina Buccolieri, “La stella nel cuore”, con un evento patrocinato dal comune di San Pancrazio Salentino. Durante la serata interverranno Salvatore Ripa, Sindaco di San Pancrazio Salentino, l’autrice, Mina Buccolieri e l’editore Luciano Pagano. Durante l’incontro verranno letti estratti del romanzo, con letture a cura di Francesca De Pasquale, Maria Lucia Missere, Sara Rucco, momenti musicali saranno affidati ai musicisti Andrea Sequestro (tastiera) e Noemi Puricella (violino). Ingresso libero.

Mina Buccolieri, in questo suo primo romanzo, ci racconta la storia di Nina e dell’immenso amore che la donna nutre per la sua famiglia: suo marito Stefano e i suoi quattro figli. Dopo il matrimonio Nina va a vivere con suo marito a Milano, città dove lui lavora. Con la sua semplicità la donna coltiva amicizie indissolubili e fraterne anche nella grande metropoli. L’inatteso trasferimento di Stefano porterà la famiglia di Nina a far ritorno nel suo piccolo paese del Salento, dove condurrà una vita tranquilla tra lavoro, studio e impegni quotidiani. I ragazzi crescono nell’amore, raggiungendo le loro mete, ma mentre tutto scorre meravigliosamente, accade qualcosa di inaspettato e improvviso. Nina sarà costretta ad imparare che esiste un amore ancora più grande, capace di legarci indissolubilmente a tutti gli attimi di un giorno, con la stessa intensità della luce che fa brillare le stelle.
Mina Buccolieri nasce nel 1961 nel Salento, trascorre un periodo della sua vita a Milano, per poi ritornare successivamente ai luoghi d’origine. Coltiva fin dalla più tenera età una passione per la letteratura fino a far sbocciare il fiore della scrittura.

Informazioni:
Musicaos Editore
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Sabato 24 novembre 2018 – Martano – Cesare Fuso presenta la sua nuova raccolta “Una favola spiata dal vento” presso il “Centro tò Kalòn”


Organizzato da ITACA MIN FARS HUS

Sabato 24 novembre 2018 – ore 19.00
Centro tò Kalòn (Martano – Via Marconi, 28)

“Una favola spiata dal vento” (Musicaos)
Poesie di Cesare Fuso

Presentano:
Anna Stomeo, Paolo Protopapa

Interviene
Luciano Pagano
(Editore)

Reading/Performance con l’Autore a cura di “Itaca Min fars Hus Gruppo Teatrale di Sperimentazione)

Sabato 24 novembre 2018, alle ore 19.00, a Martano, presso il “Centro tò Kalòn” (Via Marconi 28), si terrà un nuovo appuntamento con la poesia di Cesare Fuso, autore originario di Carpignano Salentino, giunto alla sua seconda raccolta di versi. “Una favola spiata dal vento” è il titolo della raccolta, edita da Musicaos Editore, che verrà presentata da Anna Stomeo e Paolo Protopapa, in dialogo con l’autore; interverrà l’editore, Luciano Pagano. Durante l’incontro si terrà un reading/performance con l’autore, a cura di “Itaca Min fars Hus – Gruppo Teatrale di Sperimentazione”.

Cesare Fuso è nato a Carpignano Salentino (Lecce) nel 1961 e vive a Martano. Figlio di un musicista e compositore, è un libero professionista. Si dedica quotidianamente alla scrittura poetica. Questo è il suo secondo volume di poesie pubblicate, dopo “Farfalle” (Edizioni Esperidi, 2017).

Cesare Fuso compie con la propria scrittura un cammino di conoscenza interiore del proprio io, procedendo per dubbi, quesiti, più che per certezze, e lo fa seguendo il proprio istinto meditativo, con la volontà di sperimentare sempre al di fuori degli steccati della poesia. La modernità del suo linguaggio è connaturata alla sua provenienza e attaccamento al suolo, alla verità della terra, che va di pari passo con il desiderio di condividere i propri versi. È evidente la scelta di non suddividere la raccolta in sezioni tradizionali, ma in tre “modalità”, che si alternano senza soluzione di continuità, cercando di restituire lo spirito attuale e la circostanzialità del proprio dettato poetico. Un esperimento che si fa poesia e allo stesso tempo visione, perché la poesia, per l’autore, è una luce che illumina il mondo con la sua verità, e con essa fa in modo che esso sia visibile. Il lettore che vorrà addentrarsi in questa raccolta lo farà quindi mescolando le differenti modalità della poesia, dell’aforisma poetico, e infine della prosa poetica. Un’ulteriore modalità si compone con le fotografie, opera dello stesso autore, che si accompagnano ai testi come in un dialogo.

L’impressione è quella di essere dinanzi a un poeta capace di cogliere in rispettoso silenzio le suggestioni della natura, e di trasmettere la propria esperienza personale, arricchita di ciò che prima di finire sulla pagina è stato tutto il suo nutrimento, senza intenzione di insegnare nulla all’infuori dello stupore continuo e rinnovato dell’esistenza.

Informazioni
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Venerdì 23 novembre 2018 – Leverano – “La chiae te oru (La chiave d’oro)”, le poesie di Pino Tarantino ospiti de “I Venerdì delle Muse”


MUSICAOS EDITORE
– UNIVERSITÀ DELLA TERZA ETÀ – SALENTO
– CON IL PATROCINIO DEL COMUNE DI LEVERANO

per la rassegna
“I Venerdì delle Muse”

Venerdì 23 novembre 2018, ore 18.30
Biblioteca Comunale
Leverano (Via Sedile 18)

presentazione di:
“La chiae te oru (La chiave d’oro)”
(Musicaos)
Poesie di Pino Tarantino

Intervengono:
Sandrino F. Ratta
Presidente UTE Salento

Luciano Pagano
Editore

Conduce:
Maria Claudia Minerva
Giornalista de Nuovo Quotidiano di Puglia

Dialoga con l’autore:
Marcello Rolli
Sindaco di Leverano

Letture a cura di:
“Anonimi Salentini”

Musica a cura di:
“Officina della Musica”

Venerdì 23 novembre 2018, alle ore 18.30, presso la Biblioteca Comunale (Via Sedile, 18) di Leverano, si terrà un nuovo appuntamento della rassegna “I Venerdì delle Muse”, dedicata al dialogo con gli autori e le loro scritture. Verrà presentato “La chiae te oru (La chiave d’oro”, la raccolta di poesie, in dialetto salentino, edita da Musicaos Editore. L’evento, promosso da UTE, Università della Terza Età – Salento, in collaborazione con Musicaos Editore, è patrocinato dal Comune di Leverano. Condurrà la serata la giornalista Maria Claudia Minerva di Nuovo Quotidiano di Puglia, dialogherà con l’autore Marcello Rolli, Sindaco di Leverano, interverranno Sandrino F. Ratta (Presidente UTE Salento) e Luciano Pagano (Editore). Durante la serata sono previste letture delle poesie di Pino Tarantino, eseguite dal gruppo degli “Anonimi Salentini”, che saranno accompagnati da musiche a cura dell’“Officina della Musica”. Ingresso libero.

Fabio Simonelli, sul numero 342 (Novembre 2018) del prestigioso mensile Poesia, scrive così a proposito delle poesie contenute nel volume di Pino Tarantino: “Non è soltanto l’amore per le proprie radici la spinta che anima la poesia di Pino Tarantino, ma una vera e propria scelta di resistenza. Resistenza al disfacimento dei rapporti sociali di base, alla frenesia che impedisce la riflessione, a un mondo dove nessuno è colpevole e nessuno è innocente. Ripartire dai padri, o meglio ancora dai nonni, sembra voler essere la chiave che Tarantino propone per recuperare un’umanità che da diversi anni si va perdendo: La chiae te oru – La chiave d’oro è il titolo della sua ultima raccolta, scritta in dialetto leccese. La traduzione in lingua italiana è dello stesso autore”.

Pino Tarantino, nato nel 1959, a Sannicola (Le). Cresciuto in una famiglia di contadini, la cui semplicità, il rispetto e la disciplina, sono stati il collante di un percorso che lo ha portato ad amare tutto ciò che la sua terra con i suoi valori, le sue tradizioni, la sua storia, gli ha donato. Il dialetto identifica semplicemente il modo di essere, individuabile nelle persone più semplici, nelle gesta più genuine, che resistono all’avanzare di un modo di vivere frenetico dettato dalla smania di primeggiare. Sostiene l’autore: “… ho cercato di custodire in versi ciò che il tempo ci ha fatto dimenticare, come le persone, i rapporti, la cura della nostra amata terra: tutti valori che molti non sanno di possedere o fanno finta di non aver mai avuto. Mentre proprio la semplicità e la genuinità lasciateci in eredità dai nostri nonni sono una cura, in quest’epoca di freddi rapporti sociali, dove tutto è permesso e nessuno è innocente o colpevole. In sintesi, con i miei umili versi, amo identificarmi in quelle persone che hanno vissuto i periodi più belli della nostra vita e che resteranno scolpiti nel cuore di chi come me ama le proprie radici.”

Informazioni
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Esce domani “La bambina dei salti”, di Edgar Borges. Leggi in anteprima il primo capitolo del romanzo.


Da domani sarà in distribuzione “La bambina dei salti”, il nuovo romanzo di Edgar Borges, uscito in Spagna all’inizio del 2018 e pubblicato in Italia da Musicaos Editore. Il libro sarà ordinabile in tutte le librerie e acquistabile in formato cartaceo e digitale, su tutte le piattaforme elettroniche.

Alla fine di questo post, e sulla pagina del romanzo ci sono i link per poter trovare il romanzo nel modo che preferite.
Qui di seguito, in anteprima per i nostri lettori, il primo capitolo del romanzo, “La bambina dei salti”, di Edgar Borges (traduzione di Antonio Boccardo).


Capitolo 1
Confusa

A volte Antonia passava delle ore seduta sul water; lo faceva per togliere tempo alla convivenza con suo marito. Arrivava al punto di spingere fino a espellere qualcosa; il tentativo era talmente continuato che lei tutta sembrava voler scappare dal suo stesso ventre. Dopo sette anni di dominio, negli ultimi giorni si era ribellata al marito in modo sorprendente. Quando lui la tormentava o la cercava per penetrarla, lei gli lanciava qualche verso, come una preghiera capace di liberarla da un esorcismo. Quell’uomo, per niente avvezzo alle metafore, rimaneva attonito, senza capire la vera intenzione di un’offesa del genere. Antonia aveva tentato di ribellarsi per tre volte, durante l’ultima settimana. Le prime due riuscì a scioccare quel personaggio. Però, all’alba di domenica, al terzo tentativo, l’uomo reagì. Antonia era arrivata a casa intorno alla mezzanotte; il marito la aspettava dietro la porta con un’espressione beffarda. Senza tergiversare cercò di portarsela in camera con la forza, e lei gli propinò un breve frammento della poesia “Loba” di Diane di Prima:

Lei brucia/ infuocata
la città si
illumina su di lei.

Il marito allora avanzò come se quella metafora avesse superato il limite delle offese. Piantò le unghie nelle braccia di Antonia e disse, sovrastando con la voce il dolore di lei: “Puoi inventarti tutte le maledette fantasie che vuoi, mi serve solo una carta per vincere la partita”. Antonia non seppe come, ma riuscì a divincolarsi e a correre verso il bagno. Aveva bisogno di imbrogliare quell’uomo, ma anche di prendere le distanze da se stessa. Conoscere altre storie, creare nuove identità: liberare se stessa e liberare sua figlia. Bramava la pazienza del seme di ciliegio nel venire al mondo; pensò alle piante che muoiono per rinascere. Ma lei non era un seme, né tanto meno una pianta. La sua mente era il centro di ogni confusione. Qualunque cosa facesse, nulla l’allontanava dalla percezione dei passi del marito vicino alla porta, perlomeno niente di involontario, niente che scovava nella mente o con il corpo. L’astrazione le giungeva in modo drastico, all’improvviso cadeva in una trance inaspettata, le si confondevano gli spazi in un istante. Sapeva ancora il suo nome e la sua storia, ed era cosciente del fatto che suo marito la aspettava dietro la porta per portarsela a letto. Sapeva che sua figlia si divertiva a saltare,

                    uno

                           due

                                  tre

chiusa nella sua stanza. Che la aspettava per giocare al canguro o a campana. Ma quella camera, nei momenti di conflitto, si allontanava dal bagno. Non era sempre sicura che entrambe le stanze, come spazi appartenenti a case diverse, si trovassero nelle Asturie, a Caracas o a Bogotá. La piazza, il comune, o la via al lato di casa, rappresentavano la patria dei più. Per lei, invece, erano parti individuali di un tutt’uno immaginario. Da nubile aveva vissuto in molte case, ricordava di aver spostato i libri dalla casa dei suoi genitori alla casa di suo marito. Si ricordò di aver avuto una biblioteca enorme. Dov’erano rimasti quei libri? In quale posto si trovava sua figlia, adesso? In quale città la aspettava suo marito? All’improvviso le stanze della casa diventarono punti sospesi e la vita si perse nello spazio, nel tempo.


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https://www.lafeltrinelli.it/libri/edgar-borges/bambina-salti/9788894966145

Unilibro
https://www.unilibro.it/libro/borges-edgar/la-bambina-dei-salti/9788894966145

LibroCo
https://www.libroco.it/dl/Edgar-Borges/Musicaos-Editore/9788894966145/La-bambina-dei-salti/cw376823472253341.html

Sabato 10 novembre 2018 – Nonantola (Mo) – La Libreria Booklet ospita i racconti di Patrizia Caffiero.


Sabato 10 novembre ore 15
Nonantola (MO) – Libreria Booklet

“Incredibili vite nascoste nei libri”
di Patrizia Caffiero

l’autrice dialogherà
con Giulia Sacchi e Manuela Vecchi

Reading con Angelo Spiga (chitarra) e Giulia Sacchi

Sabato 10 novembre, alle ore 15, a Nonantola (Mo), nei locali della Libreria Booklet, in via Longarone 7/9, si terrà una nuova presentazione di “Incredibili vite nascoste nei libri”, la raccolta di racconti di Patrizia Caffiero. L’autrice dialogherà con Giulia Sacchi e Manuela Vecchi, durante l’incontro Angelo Spiga accompagnerà con la chitarra le letture di Giulia Sacchi.

Cosa può accadere tra le mura di una casa, allʼinterno di quellʼequilibrio sottile costituito dalla famiglia, dalla convivenza di persone appartenenti a diverse generazioni, con desideri, emozioni e vite totalmente differenti? Storie di allontanamenti e ricongiungimenti, migrazioni, fughe, viaggi, vite costrette a fare i conti con una violenza cieca, dinanzi a cui si può solo resistere, uscendone stravolti, oppure scappare, in cerca di una redenzione. Rivoluzioni che attraversano il paese, nel nord e nel sud, e le famiglie, i costumi, le abitudini, i sogni: ci appartengono perché ci somigliano, ci sono vicine.

Incredibili vite nascoste nei libri” è il titolo della raccolta di racconti scritti da Patrizia Caffiero, punto di partenza di storie che attraversano lo spazio e il tempo per tramandare un’esistenza, vissuta al riparo dal mondo, oppure sconvolta dalle sue intemperie. Patrizia Caffiero, salentina di origini, emiliana di adozione, è scrittrice, operatrice culturale, bibliotecaria.

Maddi, Zoubida, Nena, Vince, Laura, Ilaria, Sarah, Cloe, il Signore e la Signora Flick, Allegra, Maria, Jacopo, Filippo, sono le “incredibili vite nascoste nei libri”, raccolte nei racconti di Patrizia Caffiero.

Ne “La casa” gli oggetti di una casa parlano del presente e del passato, raccontano senza parole le storie di famiglia; e Maddi non sa staccarsene. Non può vivere senza le sue opere d’arte e i suoi ricordi. In “Zoubida il mediatore, Nena la benefattrice” la protagonista, Zoubida, di origine marocchina, è un diamante grezzo, una ragazza dal sorriso affascinante, testarda e intelligente. Nena, dietro i suoi modi bruschi, è la dolce madre di tutti, e in particolare ha a cuore la giovane Zoubida. In “Prima colazione”, la famiglia per Vince, come per ogni bambino della terra, è tutto il mondo. Il piccolo ama suo padre, suo fratello, ed è innamorato della sua bellissima mamma. Come ogni bambino della terra, vorrebbe che lei fosse felice. Laura è una ragazza dotata di un grande talento, la pittura è il suo talismano, Laura è complessa, sensibile, capace di sognare, e persino di realizzare i suoi sogni, ne “Le strade di Laura” è raccontata la sua evoluzione.
“La libreria” racconta dellʼunico desiderio di Ilaria: leggere. I libri sono una vera e propria ossessione per lei; ma, poiché è ancora una bambina, non ha i mezzi per procurarsi il sapere di cui ha necessità. Ecco perché Ilaria sogna di crescere in fretta. Ne “Il balcone” si racconta di Sarah, una donna di oltre settant’anni che si ammala, e non può più camminare. Ha superato in passato molte avversità, ma ora non si rassegna al nuovo corso degli eventi.
“Cloe la parrucchiera” è una donna affascinante, vitale e generosa. Coltiva la propria consapevolezza e, senza darlo troppo a vedere, quella delle persone che hanno la fortuna d’incontrarla. “Il Signore e la signora Flick” stanno insieme da quando erano bambini. L’amore profondo che provano l’uno per l’altra è un fiume che si spinge oltre le mura domestiche, e diventa amore per la piccola comunità in cui vivono da sempre.
Allegra, ne “La sposa rubata”, è una donna accogliente, simpatica, sempre indaffarata nella gestione di un bed & breakfast. Dietro le sue spalle, l’ombra di un matrimonio difficile, e il luogo nascosto dove può celarsi lo spirito di una donna.
“La prozia Maria” è stata una cantante celebre, molto amata dal marito. Maria ha attraversato una lunghissima vecchiaia ̶ ed è arrivata alla fine della vita ̶ nella solitudine e nel silenzio. Jacopo ha trent’anni, e ha sempre trattenuto i suoi sentimenti, la sua aggressività. Sogna una terribile rivalsa. “Tre pomeriggi e due sere” è il turno di baby-sitting in cui la protagonista del racconto accudisce Filippo, un bambino molto saggio: un poeta in nuce. A tre anni è costretto a riflettere su qualcosa che è molto più grande di lui…

“Ma un genio invisibile, quella sera, mi regalò anche la pazienza, grande come una immensa mongolfiera di tela bianca, tenera come marmellata fatta in casa, lunga come un cavo d’acciaio, come la corda dell’impiccato; una pazienza da cacciatore, da ladro, da capitano di una ciurma bastarda.”

Patrizia Caffiero, nata e vissuta a Lecce fino al 1996, si è trasferita prima a Ferrara, poi a Bologna e infine ad Anzola dell’Emilia dove ha “trovato” le sue radici, e lavora dal 2006 per il Comune come addetta alla cultura e bibliotecaria. È laureata in Lettere e Filosofia (Università del Salento) con una laurea dal titolo “Pasolini e il Potere. Linee per un’interpretazione storico-politica.” S’interessa di cinema, teatro, letteratura; i suoi scrittori preferiti sono Maeve Brennan, Truman Capote, Karen Blixen, Jean Stafford, Paul Auster. Ha pubblicato per Miraviglia editore, nel 2007, “Guarda che prima o poi Dio si stancherà di te”; sempre nello stesso anno, per la casa editrice Fernandel, un racconto per l’ antologia “Quote rosa”; nel 2009 un racconto per l’antologia “Fobieril – soluzione MANIAzina” (Jar Edizioni). Aggiorna settimanalmente il blog letterario “Prima della pioggia” visitabile all’indirizzo: https://testiappuntinotedablogs.wordpress.com/

Venerdì 9 novembre 2018 – Martano (Le) – I racconti di Aldo Augieri ospiti della Farmacia Letteraria Corte Grande


Venerdì 9 novembre 2018 – ore 20.00
Farmacia Letteraria Corte Grande
(Martano – Piazza Assunta, 31)

“I singhiozzi di Jerry e Gunther”
di Aldo Augieri
(Musicaos Editore)

Venerdì 9 novembre 2018, alle ore 20.00, a Martano, presso la “Farmacia Letteraria Corte Grande”, in Piazza Assunta 31, si terrà un nuovo appuntamento con la scrittura, i racconti, e la lettura di Aldo Augieri, che presenterà la sua raccolta di racconti intitolata “I singhiozzi di Jerry e Gunther”, dialogando con l’editore del volume, Luciano Pagano, e leggendo alcuni estratti dai racconti. Ingresso libero.

Secondo Cinzia Dilauro (QuiSalento), “I singhiozzi di Jerry e Gunther” sono “Una bella e godibile raccolta che si vorrebbe non finisse così presto per capire chi cavolo sono Jerry e Gunther e vedere fino a dove l’autore riesca a spingere l’intollerabile, la normale e pericolosissima quotidianità, per vedere quale effetto farà il racconto successivo e quello dopo ancora. In quel gioco di reazioni indefinibili e controverse, ambigue e oscure a noi stessi, ma venate, questo è certo, di disdicevole divertimento”. Secondo Geraldine Meyer (L’Ottavo), ci troviamo davanti a “uno di quei libri rispetto ai quali restare tiepidi è impossibile. O lo si chiude alle prime righe o si arriva all’ultima parola con il sempre più raro senso di spiazzamento che buona parte della letteratura italiana degli ultimi anni non regala più. Raro ancor più quando si tratta di racconti. Materia difficile, sempre a rischio di banalizzazione, in bilico tra incompiutezza e perdita di centro. Nei racconti non è la trama quella su cui deve lavorare uno scrittore ma, semmai, la situazione. E qui, in questo libro, Augieri riesce in un’impresa per nulla facile: quella di non focalizzare né l’una né l’altra ma, ancora più arditamente, mettere il dito direttamente nella piaga e nella piega di deliri e ossessioni”.

I racconti di Aldo Augieri partono da situazioni in apparenza comuni, per poi creare uno sfasamento dal piano della realtà, spingendosi al di là del paradosso. Attrazione, sesso, violenza gratuita e ponderata; Agata è una donna ossessionata dal corpo del suo amante, che deve sempre toccare, lambire, avere al suo fianco, materialmente incollato come un gemello siamese. Jerry e Gunther, come Sherazade, sono due portatori insani di storie che approfittano della calura estiva per estendere il giorno come un nuovo metallo prezioso, costruendo un ponte tra la stranezza della realtà e la concretezza irreale di ciò che potrebbe essere. Tra le storie che vengono narrate viene tessuto un filo, un dialogo sottile tra il lettore e le ossessioni e paure dello stesso autore. I racconti si giocano sulla costruzione di una tensione, un arco teso verso la direzione della fine di ogni storia. “C’è un problema” racconta ad esempio l’ineluttabilità di una giornata che condurrà il protagonista verso una conclusione inaspettata, per quanto annunciata. Aldo Augieri, che per la scrittura di alcuni di questi racconti si è avvalso anche degli oggetti e dell’immaginario del Fondo “Salvatore Errico”, costruisce atmosfere orrorifiche, inquietanti, con suggestioni figlie della frequente “compagnia” di Ambrose Bierce, nelle quali si mescolano elementi grand-guignoleschi, suspense, finali imprevedibili, che creano un vero e proprio gotico nel contemporaneo.
Le donne protagoniste di queste storie sono crudeli, dispotiche, eppure degne della più grande adorazione, come in “Gunther”; oppure diventano centro di attrazione per i giochi di ragazzi viziosi. I protagonisti sono visionari, accomunati dalla ricerca dell’amore, ciascuno a modo suo, inseguono fantasmi erotici conosciuti in chat o costruiscono simulacri del desiderio. Il comun denominatore di queste storie è l’esplorazione dell’inconscio, fin nei meandri più inquietanti, come ad esempio quello della spietata crudeltà dei bambini, descritta con dovizia psicologica in “Terapia di gruppo”. “Lettera al lettore” e “Un attore” racchiudono questo viaggio, lasciando il lettore in compagnia dei suoi fantasmi, deliri, ipnosi.

Aldo Augieri fonda, nel 2001, Asfalto Teatro. Per la compagnia compone diversi testi drammatici e riscritture sceniche interpretando e dirigendo le partiture di Guai in un paese di utopia (2001), Lo schiaffo del soldato (2005), La caccia allo Snark (2006), La condanna (2008), Odradek (2009), Vecchio Angelo Mezzanotte (2010), Le bagatelle di Lady Macbeth (2011), H.H. La confessione di un vedovo di razza bianca (2014), Scandalo negli abissi (2015), Storielle cliniche (2017). Questi racconti costituiscono il suo primo tuffo nelle acque contaminate della letteratura.

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Mercoledì 31 ottobre 2018 – Lecce – Graziano Gala al “Vecchio Stampo”, per la Rassegna “Emergenze”, con Pasquale Santoro e Marco Garofalo


Mercoledì 31 ottobre 2018 · ore 18.30
Vecchio Stampo
(Lecce, Via Sozy Carafa, 74)

nell’ambito della rassegna “EMERGENZE”

“Felici diluvi” (Musicaos)
di Graziano Gala

Dialoga con l’autore:
Luciano Pagano

letture:
Pasquale Santoro

musica di:
Marco Garofalo

Mercoledì 31 ottobre 2018, alle ore 18.30, a Lecce, nei locali dell’associazione VECCHIO STAMPO, in via Sozy Carafa 74, si terrà la presentazione/reading della raccolta di racconti di Graziano Gala, “Felici diluvi”, edita da Musicaos Editore. Per l’occasione l’attore Pasquale Santoro leggerà alcuni racconti, accompagnato alla chitarra elettrica dalle composizioni, nate proprio per i racconti di Gala, realizzate dal musicista Marco Garofalo. L’autore dialogherà con Luciano Pagano.

I “Felici diluvi” di Graziano Gala raccontano di cose che finiscono in modo glorioso, di ciò che arriva al termine, lasciando dietro sé un ricordo di quel che è stato; cose che potrebbero essere andate altrimenti, ma per un meccanismo che si è inceppato procedono lungo un corso particolare, deragliato, inaspettato. Graziano Gala racconta le pieghe di una realtà in cui l’umanità, la persona, l’individuo, vogliono affermarsi prima di scomparire in un oblio definitivo, imposto dalle regole sociali, dall’amore o dal piano regolatore, dalla tracotanza o dal fallimento, passando per la nostalgia e il ricordo. La metropoli e la sua periferia sono il cosmo nel quale si muovono i suoi personaggi che si ribellano, numeri che cercano di sfuggire alla forza del destino per affermare la loro volontà di essere unici. In questi racconti c’è tutta la forza che regala la rivincita che ognuno dei protagonisti riesce a ritagliare per sé.

Graziano Gala nasce a Tricase il 19 settembre 1990. Vive a Milano, dove insegna Lettere in un Liceo delle scienze umane. Nel 2012 vince il premio “Lo scrivo io”, indetto da “La Gazzetta del Mezzogiorno” nella sezione poesia. Il suo racconto “Variabili impazzite”, viene inserito nella collana “Chi semina racconti 2”, curato dall’associazione “Tha Piaza Don Chisciotte”. Nel 2013 vince il premio speciale della giuria nel “Premio internazionale di cultura” indetto dall’AEDE (Association Européenne des Enseignants). Due suoi racconti vengono selezionati nel bando “Bollenti spiriti”, indetto dalla Regione Puglia, dando origine al volume collettaneo “Parole battute”. Si qualifica terzo al “Premio Nazionale Bukowski” di Viareggio. Nel 2016 il suo racconto “Sabotare il silenzio”, viene pubblicato in un’antologia edita da “Testi&Testi” e vince il premio “Carlo Cultrera”. Nello stesso anno un suo racconto viene selezionato dall’associazione “Onalim” e letto durante la Piano City Milano 2016 e nella scuola di scrittura “Belleville”.

Informazioni. Musicaos Editore
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“La bambina dei salti” arriva in Italia. Musicaos Editore pubblica il nuovo romanzo di Edgar Borges.


“La bambina dei salti” arriva in Italia.
Musicaos Editore pubblica il nuovo romanzo
di Edgar Borges in contemporanea mondiale.

Musicaos Editore, con il suo direttore Luciano Pagano, insieme a Edgar Borges, è lieta di annunciare ai lettori italiani che nel mese di novembre 2018 pubblicherà “La bambina dei salti”. Il nuovo romanzo di Edgar Borges, autore venezuelano residente a Madrid da oltre dieci anni, è uscito in Spagna (La niña del salto, Barcellona, Ediciones Carena) all’inizio del 2018, ed è già divenuto un caso letterario internazionale: il romanzo nel mese di ottobre vedrà la pubblicazione, in Perù, Ecuador, Bolivia, ed è di prossima uscita negli Stati Uniti e in altri paesi europei.

“La bambina dei salti” giunge in Italia preceduto dalle grandi lodi della critica spagnola. È stato scritto che quest’opera è una metafora del desiderio di liberazione del corpo femminile, e il romanzo è stato anche interpretato come un’allegoria della morte dell’infanzia. L’attrice Mamen Camacho, giustamente, ha detto che la lettura di questo romanzo “l’ha ubriacata”, per l’effetto che il romanzo lascia al lettore dopo la lettura.

“La bambina dei salti”, su La Vanguardia, è stato definito il romanzo più ambizioso di Edgar Borges. Gabriela Guerra Rey, scrittrice e direttrice editoriale di Netmedia/IWM sostiene che “La bambina dei salti” è “un romanzo poderoso, che lascia un’impronta nelle lettere contemporanee, situando Edgar Borges tra i riferimenti della letteratura latinoamericana di questo secolo”. Secondo Paolo De Luca, “Edgar Borges crea uno sfondo fantastico, quasi surreale, degno della miglior letteratura latinoamericana contemporanea”. (La Repubblica).

La traduzione del romanzo è opera di Antonio Boccardo. Nato a Galatina nel 1987, Antonio Boccardo vive e lavora tra Lecce e Valencia, in Spagna. Ha conseguito un dottorato in letteratura spagnola sia presso l’Università del Salento che presso l’Università di Valencia elaborando una tesi sul drammaturgo Guillem de Castro y Bellvís, vissuto a cavallo tra il XVI e il XVII secolo. Come traduttore letterario ha pubblicato nella collana diretta da Diego Símini “La quinta del sordo”, la traduzione italiana de “La esfinge” di Miguel de Unamuno, e di “Amadeo I”, di Benito Pérez Galdós, editi da Pensa Multimedia.

Edgar Borges
Profilo biografico

Edgar Borges è nato a Caracas, in Venezuela, il 24 aprile del 1966. Risiede in Spagna dal 2007, nella sua opera la finzione è una forza inerente all’essere umano, capace di abbattere e costruire la realtà. Posti dinanzi alle circostanze, i suoi personaggi devono decidere se essere fiches in mano al destino o creatori di una nuova possibilità. La struttura della sua narrativa implode la realtà e la trasforma.

Edgar Borges ha ottenuto diversi premi e riconoscimenti internazionali. È autore di romanzi e raccolte di note e articoli come “Chi ha ucciso mia madre?”, “La contemplazione”, “Cronache del bar”, “L’uomo non mediatico che leggeva Peter Handke”, “La ciclista delle soluzioni immaginarie”, “L’oblio di Bruno” e “La bambina dei salti”. Parte della sua opera è stata tradotta in italiano, inglese, francese e portoghese, e attualmente nuove traduzioni sono in corso di preparazione in serbo e polacco. Enrique Vila-Matas e Peter Handke sono tra gli scrittori che hanno seguito con interesse le sue opere. Gianfranco Pecchinenda, tra i primi studiosi e traduttori delle sue opere in italiano, sostiene che “Edgar Borges è uno dei narratori latinoamericani più importanti delle ultime generazioni”.

In Italia sono stati pubblicati, a oggi, due suoi romanzi, “La contemplazione” (2013) e “L’uomo non mediatico che leggeva Peter Handke” (2016), opere che hanno riscosso una buona ricezione da parte della critica.

“Edgar Borges crea uno sfondo fantastico, quasi surreale, degno della miglior letteratura latinoamericana contemporanea”, Paolo De Luca, La Repubblica.

“Edgar Borges propone al lettore un contratto di complicità che non si limita a ridelineare, ridefinire – e rinegoziare – i confini del verosimile volta per volta in ogni singola narrazione, ma che obbliga il lettore a partecipare al lavoro dell’autore, ad orientare continuamente la direzione che la storia prende, riempiendo vuoti, fissando significati, costruendo mondi.”, Adolfo Fattori, Agora Vox

“Edgar Borges è erede di due filoni, quello del realismo magico ispano-americano e anche quello del gioco del labirinto”, Paola Gorla

“Edgar Borges ci ricorda ancora una volta quanto stia mutando la condizione umana: è la realtà a essere debitrice alla letteratura, non viceversa” Sergio Brancato

“La bambina dei salti” (2018) giunge in Italia preceduto dalle grandi lodi della critica spagnola. È stato scritto che quest’opera è una metafora del desiderio di liberazione del corpo femminile, e il romanzo è stato anche interpretato come un’allegoria della morte dell’infanzia. “La bambina dei salti” è senza dubbio una delle opere letterarie più potenti che ci saranno lasciate dal presente.

“La bambina dei salti” (Musicaos)
Edgar Borges

Antonia è una donna che vive intrappolata nel labirinto del suo matrimonio. Suo marito controlla non solo la sua realtà, ma anche quella di Santolaya, il piccolo paese dove si svolgono gli eventi narrati da Edgar Borges. Attraverso un torneo di poker l’uomo riesce a stabilire la routine del luogo, i cui abitanti dipendono da un suo sguardo. Antonia è in sintonia col sorriso della bambina, figlia di entrambi, che salta invece di camminare.

A Santolaya, un giorno, giungono quattro impostori disposti a leggere poesie nelle strade, per combattere la noia che sta devastando il mondo. Il gruppo muta sempre le proprie identità, a seconda di come ritiene opportuno. César Aira, Virginia Woolf, Ana María Matute e Georges Perec sono solo alcuni degli scrittori interpretati dai quattro personaggi. Perché “La bambina dei salti” è una storia impregnata dall’amore per i libri e la letteratura. Durante la storia delle disgrazie di Antonia si intrecceranno infatti frammenti di poesie di autori “beat” come Diane di Prima o Elise Cowen “Volevo una figa di piacere dorato/ più pura dell’eroina/ Per onorarti”.

“La bambina dei salti” (2018) giunge in Italia preceduto dalle grandi lodi della critica spagnola. È stato scritto che quest’opera è una metafora del desiderio di liberazione del corpo femminile, e il romanzo è stato anche interpretato come un’allegoria della morte dell’infanzia. L’attrice Mamen Camacho, giustamente, ha detto che la lettura di questo romanzo “l’ha ubriacata”, per l’effetto che il romanzo raggiunge dopo la sua conclusione.

“Un romanzo poderoso, che lascia un’impronta nelle lettere contemporanee, situando Edgar Borges tra i riferimenti della letteratura latinoamericana di questo secolo”
Gabriela Guerra Rey, Culturamas

“La bambina dei salti è una storia straziante ma soprattutto, estremamente bella, una boccata di letteratura eccellente, che angoscia, intrappola, commuove e illumina, in parti uguali”, Natalio Blanco, Diario 16

“L’immaginario di Edgar Borges trascende qualsiasi argomento per affermarsi come un tassello fondamentale della recente narrativa ispano-americana” David González, El cajón de Gatsby

“La bambina dei salti è il romanzo più ambizioso di Edgar Borges”, La Vanguardia

Venerdì 26 ottobre 2018 – Nardò – LaFabbrica8 ospita i racconti di Lea Barletti, presentazione e letture


Lea Barletti
presenta
“Libro dei dispersi e dei ritornati”
(musicaos editore)

Venerdì 26 ottobre 2018
LaFabbrica8
(Nardò, Via Giosuè Carducci, 34)

ore 19.00
dialoga con l’autrice:
Loredana Giliberto

Reading dal testo:
Lea Barletti

*

“Gli sguardi di Lea diventano sonde dentro le ferite,le macerie,
le ruggini, gli scivolamenti, le vertigini,le vergogne, le colpe delle nostre vite”
FRANCO UNGARO, Nuovo Quotidiano di Puglia

“Perché questo libro è un forte, poetico e disperatotentativo di fare rivivere. […]
Lea Barletti,in questo gran bel libro, non perdona e non fa sconti.Né a lei né a noi che leggiamo.”
GERALDINE MEYER, L’Ottavo

“Il Libro dei dispersi e dei ritornati è diario di bordo,dunque, e insieme resoconto di un fruttuosovagabondaggio del pensiero, nel quale il nostos assumerà fogge, forme e melodie inattese”
ANNA MARIA SILVA, Poetarum Silva

“La grande esperienza di palcoscenico dell’autricesembra conferire ai testi la caratteristica del monologo:il lettore ‘sente’ il racconto, ispirato da un’immagineappena accennata (felice la scelta dell’impaginazionee della grafica), e lo fa in piena sintonia con la lettura”
FLAVIA MUSCIACCO, Il Tacco d’Italia

*

Venerdì 26 ottobre 2018 allre ore 19.00 presso LaFabbrica8 di Nardò (via Giosuè Carducci, 34), si terrà la presentazione/reading del “Libro dei dispersi e dei ritornati”, di Lea Barletti, che dialogherà con Loredana Giliberto e leggerà alcuni racconti dal suo libro d’esordio. Un incontro e un luogo speciali, per un’autrice che sta ricevendo un ottimo riscontro dalla critica, fin dall’uscita di questa sua prima raccolta di racconti. Ingresso libero.

Gli undici racconti del “Libro dei dispersi e dei ritornati” prendono spunto da alcune fotografie di sconosciuti trovate nel baule di un rigattiere a Berlino, la città nella quale vive l’autrice. “In un pomeriggio invernale di qualche anno fa, bighellonando con un amico in un grande robivecchi pieno di cianfrusaglie di ogni tipo, abbiamo trovato un baule di vecchie fotografie, interi album, singole foto: il mio amico ha dato un’occhiata e poi ha proseguito la visita, io invece mi sono seduta per terra e ho cominciato a guardarle tutte, una per una.”

Scrive Carlo D’Amicis nella postfazione al volume: “Il ‘Libro dei dispersi e dei ritornati’ esplora le possibilità del reale a partire da un’azione, il guardare, che l’uomo ha messo a fondamento di ogni processo di conoscenza. Dalla caverna di Platone a ‘Cecità’ di Saramago, ogni discorso (o narrazione) intorno alla capacità di vedere è sempre stato funzionale al bisogno di sapere. Lea Barletti lo sa bene, e affronta questo viaggio di luce e di tenebra con la consapevolezza che ogni sguardo è debito”.

LaFabbrica8 Nata nei primi del novecento come manifattura dei tabacchi, questa struttura conserva il fascino del passato, di quando centinaia di donne svolgevano un lavoro duro, con uno spirito collaborativo, allegro e responsabile.
Nei primi anni 60 “La Fabbrica”, subi’ le influenze del capitalismo intensivo delle grandi multinazionali, che la portarono alla cessazione definitiva di ogni attivita’.
Negli anni 80 venne ritrovata in totale stato di abbandono, con gli interni devastati da vandali e le pareti imbrattate. Un coraggioso imprenditore locale vide del potenziale, la acquistò per farne un laboratorio tessile, e con molta cura e dedizione, recupero’ gli interni conservando la struttura originaria.

Nel 2010 l’immobile venne lasciato per un’ambiente piu’ grande, pertanto rimase chiuso fino al 2015 quando, un nuovo imprenditore ne rimase affascinato. Costui penso’ bene di ridare vita a quel luogo, reinventando gli spazi, per varie espressioni d’Arte. Un polo attrattivo per i giovani, volto a riempire i vuoti delle serate invernali di paese, e ridare smalto, stimolo e prestigio con una nuova realta’.

Il progetto della “Fabbrica” ruota attorno la concezione filosofica di “Spazio”, luogo di intersezione tra il mondo delle idee e quello degli enti finiti. Ognuno di noi nella propria esistenza ha la possibilita’ di creare i propri spazi, di vivere quelli comuni e di utilizzare quelli che gli altri ci mettono a disposizione. Per Sorokin la concezione di spazio non e’ altro che l’insieme di individui, gruppi e manufatti, ma anche di sistemi di significato che egli individua in 8 punti: linguaggio, scienza, filosofia, religione, arte, etica, diritto e tecnica. L’idea della Fabbrica si basa proprio sull’evidenziare uno spazio sociale per stimolare incontri, scambi culturali, partecipazione e passione per l’arte e per tutto cio’ che aiuta a far crescere una comunita’ intorno ad uno spazio d’elite. Ecco il perche’ “La Fabbrica 8”, il numero che richiama i sistemi di significato e che mette in evidenza gli 8 servizi differenti che la Fabbrica proporra’.

Nella Fabbrica lo spirito metropolitano delle grandi citta’, incontrera’ la cultura delle piu’ radicate tradizioni popolari, per rivivere l’atmosfera dei quartieri piu’ underground.

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Venerdì 19 ottobre 2018 – Fernanda Filippo presenta “Cercando petali nel fango” a Lecce, Libreria Mondadori di Via Cavallotti


Venerdì 19 ottobre 2018 – ore 18.30
Libreria Mondadori Bookstore
(Lecce – Via Cavallotti, 7/a)

“Cercando petali nel fango”
(Musicaos)
di Fernanda Filippo

dialoga con l’autrice:
Loredana Giliberto

Venerdì 19 ottobre 2018, alle ore 18.30, presso la libreria Mondadori di Lecce, in via Cavallotti 7/a, si terrà la presentazione della nuova raccolta di Fernanda Filippo, “Cercando petali nel fango”, edita da Musicaos. L’autrice dialogherà con Loredana Giliberto.

a raccolta è interamente percorsa dal sentimento di introspezione che è proprio della narrazione poetica, ma al tempo stesso la visione intimistica si intreccia con l’esigenza di raccontare una realtà che emerge dal caos poetico rinnovata, reinterpretata, persino vivibile di fronte alla nuova scoperta interpretativa in cui i “Pensieri migrano/ Seguendo voli fantastici”. È una porzione di realtà che non è solo lotta quotidiana ma anche osservazione dei fenomeni naturali: “Scintille ghiacciate di mare/ Fanno risorgere il tuo corpo/ Liberandoti da grovigli di pensieri. / Ti abbandoni a carezze di luce/ Sciogliendoti in serenità”. L’inconscio dimora in uno spazio intimo, profondo e buio in cui il verso è musicalità che viene amplificata come l’eco in una caverna. Il significato delle parole ne esce rinforzato, ravvivato e nuovo, là dove suoni e colori si fondono per conferire all’immagine inedita incisività. È in questo contesto che l’apparente illogicità o paradosso del verso, che si coglie in alcuni componimenti, viene scomposta a favore di una nuova qualità interpretativa che, ben lungi dall’essere una forma di sconfitta, si trasforma in consapevolezza del reale, dei suoi confini, dei suoi ostacoli e delle sue potenzialità. Tutto ciò è ben evidente nei seguenti passi: “Visioni vermiglie prigioniere/ Di palpebre socchiuse/ Cercano vie di uscita”. “Sguardi penetranti ti attraversano/ Cercando di rubarti l’anima. / […] Un drappo bianco/ La tua anima lacerata/ In mezzo alla folla/ Di anime nere”. E ancora: “Spogliamoci dall’indifferenza/ Tendiamo la mano/ Perché accanto non/ Abbiamo solo ombre”. (Silvana Arcuti)

I versi di Fernanda Filippo sono come “Punte di matite colorate”, disegnano i contorni di ogni stato d’animo e accarezzano, delicatamente, il proprio sentire.
La sua Poesia non è silenziosa, ma irrompe con energia in ogni dimensione, senza lasciare alcuno spazio dell’animo umano inesplorato: “A volte esplodere/ In minuscoli frammenti/ È l’unico modo per toccare chiunque.” Ogni suo verso è come una stella osservata nello spazio siderale, quando tutto il mondo tace, e ci tocca in modo mite, ma, contemporaneamente, con la stessa forza di un tuono, che ci fa scuotere. Il pregio della Poesia dell’Autrice è riconducibile ad un’interpretazione di tipo olistico, cioè a dire che l’intera opera si compie nella totalità di ogni suo singolo verso, svelando un’energia, un’immensità e un potenziale emotivo, unici nel suo genere. Cercando petali nel fango arriva a toccare l’animo di ogni lettore, facendo prendere coscienza della propria dimensione, proprio come possiamo leggere nei bellissimi versi della poetessa Wislawa Szymbroska: “Volo come si deve, ossia con le mie forze.” (Vito Adamo)

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Daniela Estrafallaces recensisce “Cercando petali nel fango” di Fernanda Filippo


Daniela Estrafallaces recensisce “Cercando petali nel fango” di Fernanda Filippo

La narrazione si lavora la sfera degli istinti. È una cosa che fa con calma e non è neanche detto che lo comunichi formalmente. Si prende i suoi tempi e quando decide di prendere forma sul pelo dell’acqua della manifestazione cosciente di sé lo fa con un atto impulsivo che non disconosce la sua fonte di nascita, ma la spinge verso l’esterno, alla stregua della forza propulsiva di una pianta che si fa spazio attraverso la terra seguendo il canale evolutivo tracciato dalla semina. Un percorso che la narrazione conosce, ci è passata milioni di volte, ci ha lasciato le sue orme, trascinandoci attraverso pezzi di sé. È un mosaico di tracce da interpretare e l’aspetto più affasciante dell’intera faccenda è che mentre le guardi possono cambiare forma. È solo una questione di prospettiva. È questa la prima impressione che la mente del lettore si costruisce accostandosi alla raccolta Cercando petali nel fango di Fernanda Filippo (Musicaos Editore, Neviano, 2018). La narrazione nasce con il duplice obiettivo di mantenere viva una memoria collettiva di carattere conservativo e, al tempo stesso, ripercorrerne i temi dominanti nella modalità di interpretazione che segua il cambiamento dinamico dei tempi.

Una realtà appartenente ad una tradizione narrativa millenaria, che individua nel testo poetico una modalità rappresentativa preferenziale dei percorsi evolutivi di carattere introspettivo ed interpersonale. Il climax narrativo di questa raccolta si fa portavoce della tradizione comunicativa rendendola condivisibile ed osservabile, favorendo processi di identificazione, costruendo canali comunicativi che divengono un ponte ideale fra emittente e destinatario. La realtà è materia in movimento sulle pagine bianche. Non se ne sta ferma ad offrire all’osservatore una contemplazione passiva di sé, ma si muove e muovendosi crea effetti cromatici (“Ombre che mutano/Abbracciandosi ai colori del mondo”, p. 39). Il movimento è fatto di colori, suoni ed emozioni ma anche di spazi che si dilatano o si restringono parlando il linguaggio dell’universo, di una piccola stella (“Abbracci sinceri di/una piccola stella dagli occhi del mare”, p. 24), oppure di un intero universo che contiene evoluzioni ed involuzioni intimistiche. Questo perché l’essere umano non è univoco né perfetto. Un delicato lavoro di trasformazione spoglia il sentimento inconscio di quel bozzolo che ancora lo protegge nella sua fase REM e centra il bersaglio spaziando dall’intimismo più profondo in cui è in atto la ricerca di sé, alla rappresentazione del quotidiano con i suoi contenuti colmi di instabilità. Il mediatore del rapporto con il mondo esterno è l’arte poetica, modalità narrativa che più di tutte gioca con il pieno e con il vuoto, facendoci accomodare all’interno immagini e parole. Contrasto e complementarietà, buio e luce, sconfitta e rivalsa percorrono la raccolta, proposti attraverso l’uso sapiente della metafora, strumento prezioso attraverso il quale la realtà ci viene mostrata come teatro fatto di colori più ricchi e vivaci di quelli che ci offre il quotidiano, persino invisibili e in ogni caso diversi dalle tinte che siamo abituati ad osservare. Questo accade perché il modo in cui guardiamo il mondo ed il modo in cui guardiamo l’arte sono ben differenti.

Nelle poesie della raccolta, la realtà viene plasmata nel senso di immortalità dei suoi contenuti. La rappresentazione del mondo si fa allegoria e nel momento in cui ciò accade, i contenuti perdono i filtri abituali; il pensiero razionale si ferma e lascia spazio a modalità percettive inusuali, solo apparentemente prive di senso. È come abbassare il volume di un aspetto della coscienza razionale per tenere più alto l’elemento emotivo che opera con il mondo del raziocinio in un rapporto di mediazione. In questa nuova tonalità percettiva, sentiamo in modo diverso, accogliamo messaggi diversi, riceviamo i segnali cangianti di un linguaggio universale.

Andreina Solari recensisce “Cercando petali nel fango” di Fernanda Filippo


Andreina Solari recensisce “Cercando petali nel fango” di Fernanda Filippo

Riflessioni intorno alla poesia di Fernanda Filippo

In questa raccolta poetica “Cercando petali nel fango” di Fernanda Filippo, come nella precedente “Brucia con gli occhi chiusi tutto il tuo mondo”, forte si avverte lo scorrere di sentimenti che nascono dal cuore e arrivano diretti a quello del lettore, attraverso versi che somigliano a rapide ed efficaci pennellate di una tela da incorniciare. E’ un susseguirsi di riflessioni e meditazioni, un fluire d’immagini luminose, colori a tinte forti, altri smorzati, tutti sintetizzati dall’impegno e dalla passione di condividerli. Emozioni scaturite dal quotidiano, presentate con semplicità e immediata comprensione, in ogni caso pregne di significato che riflettono un percorso di vita scandito da eventi che ci attraversano, nonchè da una profonda, acuta e fine sensibilità. Questa capacità di sintesi chiara ed essenziale, in cui prevale un forte sentire, intensifica l’eleganza dell’esprimersi e regala alla poetessa l’abilità nel celebrare il dolore, l’amarezza, ma anche la felicità, la speranza, tutto ciò che la segna nel suo profondo.
La silloge è impreziosita da Chianu chianu in cui la poetessa si esprime con versi dialettali. L’aver inserito anche un solo componimento in vernacolo, è stata una scelta che dimostra attaccamento alle proprie origini e verso la terra di appartenenza.

L’Autrice crede in questa forma d’arte e ce la regala con parole di bella poesia che qualche volta scaturisce da offuscati orizzonti, come in nebbia che avvolge, dentro alla quale si annaspa per trovare risposte perché la vita spesso non è come crediamo. Ultimo verso di pag. 22 “delusione dietro ogni angolo”, ci presenta un mondo alquanto ingannevole, ma ci suggerisce come emergere dall’insofferenza e dalla frustazione. Infatti nella lirica Onda lenta, termina esortandoci ad assaporare ogni istante, abbandonandoci all’abbraccio del tempo. Nella sua poesia in generale, si percepisce l’autenticità del vero poeta che con occhi fanciulli, sa cogliere stupore dalle piccole cose di ogni giorno e ce le regala con la lealtà di versi genuini, privi di orpelli.

Scrivere poesia significa divagare, lasciarsi trasportare al di là dai confini della realtà, sognare, fantasticare e in tutto ciò saper cogliere una voce amica, una figura che ci ispiri e ci doni sicurezze. Fernanda Filippo ha trovato il segreto della sua ispirazione facendo affidamento in una persona cara. E non poteva essere che così dal momento che insegue un sogno che è appunto quello dell’arte poetica. Cosa non facile oggi, travolti come siamo da una vita frenetica che lascia poco spazio alle cose minimali, ma ci soffoca costantemente.

Fin dai primi momenti, con Cercando petali nel fango tra le mani, la prima cosa che mi ha colpito osservando i dettagli della copertina, è stata l’angelo. Ho pensato che questa figura doveva essere predominante nella vita della poetessa. Alcune pagine più avanti ne ho avuto conferma leggendo la dedica per il suo adorato Leonardo, marito e angelo, angelo con i piedi per terra come lo definisce lei.

Andreina Solari è nata a Chiavari e vive a Leivi, collina d’ulivi affacciata sul mare. Sposata, ha tre figli. Ama leggere, scrivere, dipingere. È socia del Centro Culturale l’Agave e del Centro Culturale dialettale O Castello di Chiavari e la Torre di Leivi. Nel 2008 ha pubblicato la prima silloge di poesie, Fruscii di vento e nel 2009 la seconda silloge, Oltre le parole. È protagonista insieme al padre di numerose presentazioni nelle scuole primarie e secondarie di Genova e Savona con il libro Lo schiocco del merlo. Di lei hanno scritto e commentato Alberto dell’Aquila, Armando Santinato, Elio Andriuoli, Gabriella Mondello, Gian Piero Prassi, Giorgio Bárberi Squarotti, Giovanni Chiellino, Graziella Corsinovi, Luigi De Rosa, e altri. Sue poesie sono state pubblicate su antologie e riviste letterarie e su internet.

Mercoledì 3 ottobre 2018 – Lecce – Luigi Pisanelli ospite del Vecchio Stampo nella rassegna “Emergenze”


Giovedì 27 settembre 2018 – Alessandro Bozzi a Neviano, con “La libertà danza tra gli ulivi”, incontro tra letteratura e musica.


MUSICAOS EDITORE / INVENTIAMO EVENTI

con il Patrocinio del Comune di Neviano Assessorato alla Cultura

Giovedì 27 settembre 2018 – ore 19.00
presso il “SUNSHINE”
(AREA MERCATALE, Neviano)

“La libertà danza tra gli ulivi”
di Alessandro Bozzi
(Musicaos Editore)

interventi musicali di:
Rocco Gennaro
(voce e percussioni)

Stella Temperanza
(organetto diatonico)

danza:
Mihaela Coluccia
(ballerina)

dialoga con l’autore:
Fiorella Mastria
(ass. Inventiamo Eventi)

Giovedì 27 settembre 2018, alle ore 19.00, a Neviano, presso il “Sunshine”, sito nell’Area Mercatale, con il patrocinio del Comune di Neviano, Assessorato alla Cultura, e in collaborazione con l’associazione “Inventiamo eventi”, si terrà la presentazione del romanzo “La libertà danza tra gli ulivi”, di Alessandro Bozzi, edito da Musicaos Editore.

L’autore dialogherà con Fiorella Mastria, dell’associazione “Inventiamo Eventi” (insieme a Cristina Sansone, Cinzia Panico). Durante la serata sono previsti gli interventi musicali a cura di Rocco Gennaro (voce e percussioni), giovane musicista impegnato da vari anni nella ricerca musicale, e Stella Temperanza (organetto diatonico), giovane artista appassionata di musica popolare. La ballerina Mihaela Coluccia, ballerina, danzerà sulle note dei musicisti e, durante l’incontro, si terrà un’esposizione di opere di Dèsirèe Resta, cura dalla stessa artista. Ingresso libero.

La libertà danza tra gli ulivi.

C’è un uomo che è stato ucciso brutalmente, con un coltello da cucina.
C’è una giovane studentessa, Aurora Melissano, che studia a Gorizia e che attende di essere processata per questo orrendo omicidio. Aurora ha una sorella gemella, Ginevra, che vive nel Salento, insieme alla madre.
C’è un giovane avvocato, Raffaele Conti, alla sua prima difesa importante, che dopo una relazione amorosa di sette anni è stato appena abbandonato da Marta.
Raffaele è solo, disorientato, senza la minima idea di come si possa evitare l’inevitabile condanna per la sua assistita.
La violenza e la colpa di questo delitto sono sotto gli occhi di tutti. Soltanto la terra, gli ulivi e il destino, tuttavia, non hanno ancora scritto l’ultima parola su questa storia.

“Un senso di ribrezzo, marcato a tal punto da temere il conato di vomito, mi salì nel vedere la rappresentazione fotografica del luogo del delitto. La foto era a dir poco raccapricciante: si coglieva nitidamente il cadavere di un uomo sulla sessantina, riverso in una pozza di sangue, con il corpo dilaniato e sfigurato da un numero spropositato di colpi d’arma da taglio. Tutt’intorno al cadavere, era tratteggiata con del nastro isolante la sagoma del corpo, con delle lettere alfanumeriche ad indicare le varie tracce individuate dalla scientifica.”

Francesco Caringella, nella prefazione scritta per questo romanzo, scrive: “Il romanzo di Alessandro Bozzi, al suo esordio, rispetta la legge hemingwayana dell’empatia tra autore e lettore, grazie a una scrittura vivida e fertile abbinata a una trama avvincente e perfettamente architettata” e ancora “ll lettore entra dentro le pagine, diventando protagonista di una vicenda umana che diventa la sua vicenda. Il romanzo è allora un film, da gustare con tutti i sensi, in un gioco di specchi, di incanti”.
“La libertà danza tra gli ulivi” è il titolo del primo, avvincente, romanzo di Alessandro Bozzi, pubblicato da Musicaos Editore nella collana “Le citrine”, dedicata al giallo e alla scrittura noir d’autore.

Alessandro Bozzi è nato a Zug (Svizzera) nel 1984, da padre salentino e madre veneta. Da piccolo si trasferisce in Friuli Venezia Giulia. Diplomato al liceo classico “Dante Alighieri” di Gorizia, è laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Trieste. La predilezione per gli studi in materia di diritto penale e vittimologia lo portano a conseguire il dottorato di ricerca in Criminologia a Lugano, con una tesi sulla “violenza di genere”. Nel 2016 diviene Avvocato. Arbitro di pallavolo del ruolo regionale presso la Fipav F.V.G., impartisce lezioni teorico-pratiche di “pizzica pizzica” nel Triveneto. L’amore per questa danza gli è valso l’appellativo di “Pizzicarello”, con il quale viene designato sia a Nord che nel profondo Sud. “La libertà danza tra gli ulivi” è il suo romanzo di esordio.

Rocco Gennaro giovane musicista impegnato da vari anni nella ricerca musicale, nonché uno dei fondatori del noto gruppo salentino Ionica Aranea. Ragazzo dinamico dalle mille idee si approccia sin da piccolo allo studio della chitarra e di vari strumenti della tradizione come il tamburello e l’armonica a bocca.

Stella Temperanza giovane artista appassionata di musica popolare. Le sue esperienze artistiche spaziano dalla danza che nel corso degli anni le ha permesso di esprimersi esibendosi in vari progetti in tutta Italia e all estero fino ad approcciarsi allo studio di uno dei strumenti principe della cultura salentina: l’organetto diatonico.

Informazioni:
Musicaos Editore
info@musicaos.it
http://www.musicaos.org

Mercoledì 26 settembre 2018 – Alessandro Bozzi e “La libertà danza tra gli ulivi” al Castello Volante di Corigliano d’Otranto


Mercoledì 26 settembre 2018 – ore 20.00
presso il
Castello Volante di Corigliano d’Otranto (Le)

“La libertà danza tra gli ulivi”
di Alessandro Bozzi
(Musicaos Editore)

interventi musicali di:
Daniele Vigna
(chitarra e voce)

Giuseppe Delle Donne
(percussioni e voce)

Stella Temperanza
(ballerina)

dialogano con l’autore:
Elisabetta Donno, Luciano Pagano

Mercoledì 26 settembre 2018, dalle ore 20.00, a Corigliano d’Otranto, presso il Castello Volante, si terrà la presentazione del romanzo “La libertà danza tra gli ulivi”, di Alessandro Bozzi, edito da Musicaos Editore. L’autore dialogherà con Elisabetta Donno e Luciano Pagano. Durante la serata sono previsti gli interventi musicali a cura di Daniele Vigna (chitarra e voce) e Giuseppe Delle Donne (percussioni e voce). La ballerina Stella Temperanza danzerà sulle note dei musicisti. Ingresso libero.

La libertà danza tra gli ulivi.

C’è un uomo che è stato ucciso brutalmente, con un coltello da cucina.
C’è una giovane studentessa, Aurora Melissano, che studia a Gorizia e che attende di essere processata per questo orrendo omicidio. Aurora ha una sorella gemella, Ginevra, che vive nel Salento, insieme alla madre.
C’è un giovane avvocato, Raffaele Conti, alla sua prima difesa importante, che dopo una relazione amorosa di sette anni è stato appena abbandonato da Marta.
Raffaele è solo, disorientato, senza la minima idea di come si possa evitare l’inevitabile condanna per la sua assistita.
La violenza e la colpa di questo delitto sono sotto gli occhi di tutti. Soltanto la terra, gli ulivi e il destino, tuttavia, non hanno ancora scritto l’ultima parola su questa storia.

“Un senso di ribrezzo, marcato a tal punto da temere il conato di vomito, mi salì nel vedere la rappresentazione fotografica del luogo del delitto. La foto era a dir poco raccapricciante: si coglieva nitidamente il cadavere di un uomo sulla sessantina, riverso in una pozza di sangue, con il corpo dilaniato e sfigurato da un numero spropositato di colpi d’arma da taglio. Tutt’intorno al cadavere, era tratteggiata con del nastro isolante la sagoma del corpo, con delle lettere alfanumeriche ad indicare le varie tracce individuate dalla scientifica.”

Francesco Caringella, nella prefazione scritta per questo romanzo, scrive: “Il romanzo di Alessandro Bozzi, al suo esordio, rispetta la legge hemingwayana dell’empatia tra autore e lettore, grazie a una scrittura vivida e fertile abbinata a una trama avvincente e perfettamente architettata” e ancora “ll lettore entra dentro le pagine, diventando protagonista di una vicenda umana che diventa la sua vicenda. Il romanzo è allora un film, da gustare con tutti i sensi, in un gioco di specchi, di incanti”.
“La libertà danza tra gli ulivi” è il titolo del primo, avvincente, romanzo di Alessandro Bozzi, pubblicato da Musicaos Editore nella collana “Le citrine”, dedicata al giallo e alla scrittura noir d’autore.

Alessandro Bozzi è nato a Zug (Svizzera) nel 1984, da padre salentino e madre veneta. Da piccolo si trasferisce in Friuli Venezia Giulia. Diplomato al liceo classico “Dante Alighieri” di Gorizia, è laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Trieste. La predilezione per gli studi in materia di diritto penale e vittimologia lo portano a conseguire il dottorato di ricerca in Criminologia a Lugano, con una tesi sulla “violenza di genere”. Nel 2016 diviene Avvocato. Arbitro di pallavolo del ruolo regionale presso la Fipav F.V.G., impartisce lezioni teorico-pratiche di “pizzica pizzica” nel Triveneto. L’amore per questa danza gli è valso l’appellativo di “Pizzicarello”, con il quale viene designato sia a Nord che nel profondo Sud. “La libertà danza tra gli ulivi” è il suo romanzo di esordio.

Rocco Gennaro giovane musicista impegnato da vari anni nella ricerca musicale, nonché uno dei fondatori del noto gruppo salentino Ionica Aranea. Ragazzo dinamico dalle mille idee si approccia sin da piccolo allo studio della chitarra e di vari strumenti della tradizione come il tamburello e l’armonica a bocca.

Giuseppe Delle Donne, salentino, tamburellista di tradizione, tammorraro per devozione e danzatore è stato avviato alla musica dallo zio, Uccio Aloisi grande cantore della musica popolare salentina scomparso nel 2010. Percuote vari tipi di strumenti popolari tra cui tamburi a cornice e cucchiai. Fondatore del gruppo ‘’Tarentulae Apuliae’’ nel 1998 e del collettivo ”Sguariu” (Salento-Sicilia andata e ritorno) assieme a Leone Marco Bartolo e Claudio Miggiano. Percussionista dei “SU’ D’EST cantierisuoni” di Gianni De Santos (artista e cultore della tradizione “grika” del Salento grecanico). Collabora anche con altri esponenti del folk tra cui Anna Cinzia Villani (Salento), Claudio Mola (Matera), Paranza ‘O Casone (Campania), Raffaella Tirelli (Campania), Massimiliano Però (Salento), P40 (Salento), è tanti altri. Come danzatore collabora con vari artisti di fama mondiale come Toni Candeloro, Laura Nascosto, Franca Tarantino (Salento-Lazio). Tiene laboratori in tutta Italia e nel 2010 è stato chiamato a far parte del corpo di ballo del Concertone della Notte della Taranta.

Stella Temperanza giovane artista appassionata di musica popolare. Le sue esperienze artistiche spaziano dalla danza che nel corso degli anni le ha permesso di esprimersi esibendosi in vari progetti in tutta Italia e all estero fino ad approcciarsi allo studio di uno dei strumenti principe della cultura salentina: l’organetto diatonico.

Informazioni:
Musicaos Editore
info@musicaos.it
http://www.musicaos.org

Venerdì 7 settembre 2018 – Nardò (Le) – Vito Adamo e Fernanda Filippo ospiti della rassegna “A Franco sarebbe piaciuto”


Rassegna “A Franco sarebbe piaciuto”
3a edizione / Estate 2018

Venerdì 7 settembre 2018 – ore 20.30
Caffè “Il Melograno”
(Nardò – Via Pellettieri, 22)

La poesia di Vito Adamo, e “La costanza delle maree”
(Musicaos)
e Fernanda Filippo, “Cercando petali nel fango”
(Musicaos)

dialogano con i poeti

Loredana Giliberto
Luciano Pagano

Venerdì 7 settembre 2018, alle ore 20.30, presso il Caffè “Il Melograno” (Via Pellettieri, 22), a Nardò, si terrà un nuovo appuntamento della rassegna “A Franco sarebbe piaciuto…”, giunta alla sua terza edizione, coordinata da Loredana Giliberto, in collaborazione con la libreria “I Volatori”, di Angelo Lezzi, Musicaos Editore, e il Caffè “Il Melograno”.

Si tratta dell’ultimo incontro della rassegna, che per tutto il corso dell’estate ha accompagnato autori e lettori in un dialogo che ha riscosso un ottimo gradimento da parte del pubblico, non solo neretino. L’appuntamento, questa volta, è con la poesia di due poeti, Vito Adamo e Fernanda Filippo. Vito Adamo, ha da poco pubblicato “La costanza delle maree” (Musicaos Editore), sua seconda raccolta (Antica terra, viaggio sentimentale nel Salento è del 2014); che ha già vinto diversi premi, di cui uno, come silloge inedita al “Premio Città di Sarzana”, edizione 2018. Fernanda Filippo ha al suo attivo due raccolte di versi, “Brucia con gli occhi chiusi tutto il tuo mondo” (Musicaos) e, “Cercando petali nel fango”, anche essa edita da Musicaos, che verrà presentata durante la serata, in un dialogo che vedrà alternarsi i versi dalle raccolte di entrambi i poeti: dialogheranno con loro Loredana Giliberto e Luciano Pagano.

Ingresso libero.

Informazioni
Musicaos Editore
tel. 0836.618232
info@musicaos.it
http://www.musicaos.org

Domenica 2 settembre 2018 – Corigliano d’Otranto – Il Castello Volante ospita la “La costanza delle maree”, di Vito Adamo, con Franco Simone, Gianluca Milanese


Domenica 2 settembre 2018 – ore 20.30
Il Castello Volante
(Castello di Corigliano d’Otranto)

“La costanza delle maree”
di Vito Adamo
(Musicaos Editore)

interventi musicali di:
Gianluca Milanese

con la partecipazione straordinaria di:
Franco Simone

letture di:
Vito Adamo
Silvia Gennaro

dialogano con l’autore:
Elisabetta Donno
Luciano Pagano

Domenica 2 settembre 2018, alla ore 20.30, presso “Il Castello Volante”, di Corigliano d’Otranto, si terrà la prima presentazione della nuova raccolta di poesie di Vito Adamo, dal titolo “La costanza delle maree”, edita da Musicaos Editore. La nuova silloge di Vito Adamo, di cui una versione inedita si è già aggiudicata il premio “Città di Sarzana” edizione 2018, giunge a quattro anni dall’esordio dell’autore, con il volume “Antica Terra. Viaggio sentimentale nel Salento”, edito nel 2014; sono diverse le poesie della raccolta che hanno già ricevuto, nel corso di questi anni, riconoscimenti e premi.

Per la prima presentazione de “La costanza delle maree” saranno due ospiti gli ospiti di eccezione, che impreziosiranno il dialogo tra l’autore, Elisabetta Donno e Luciano Pagano. Il maestro Gianluca Milanese, con il suo flauto, accompagnerà le letture dei brani tratti dal testo. È prevista la partecipazione straordinaria di Franco Simone.

“La costanza delle maree”, di Vito Adamo, ospita riflessioni sul tempo e sul paesaggio. Il passare del tempo è l’alternarsi delle stagioni, riflesse nel lavoro dell’uomo e nei ritmi della natura. La costanza è vissuta come attesa paziente di ciò che cresce e diminuisce. La sperimentazione quotidiana del paesaggio diviene filo conduttore: è proprio questo percorso, che dalla terra conduce al mare, a sviluppare una delle linee tematiche della raccolta. La coscienza dell’autore è per una terra che soffre, e che cerca di risollevarsi dal vituperio e dallo scempio. L’abbraccio è un luogo in cui fingere la condivisione è impossibile, perché lì si fa concreta la prima cellula di ogni comunità.

Nella seconda sezione della raccolta “La costanza delle maree” sono ospitate le poesie di una giovane autrice esordiente, Silvia Gennaro. La poesia, dialogo a due voci, reale e tangibile, è alternarsi di momenti che comunicano due mondi. La terza sezione è quella che dà il titolo alla raccolta. “La costanza delle maree” è l’unità di un pensiero poetico, capace di svolgere i temi del viaggio, della passione per i propri luoghi, della nostalgia e dell’importanza di un dialogo con una natura che è terra, vento, acqua, mare, silenzio, tuono.

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Vito Adamo

Vito Adamo nasce ad Alliste, in provincia di Lecce, il 29 novembre 1966. Si laurea in Scienze Politiche presso l’Università di Bari. Fin dall’età giovanile scopre la passione per la scrittura e in particolar modo per la Poesia, quale mezzo per esprimere con semplicità ed immediatezza le proprie emozioni. Esordisce con la sua prima pubblicazione, “Antica terra, viaggio sentimentale nel Salento” (Lupo Editore), nel 2014.
Antica terra è una raccolta di poesie, un viaggio attraverso la memoria, i luoghi, i sentimenti , che presenta una terra semplice, come semplici sono le storie vissute e raccontate.

Nel corso di questi ultimi anni le sue poesie hanno avuto vari riconoscimenti in tutta Italia. Nel settembre 2014, al Premio Internazionale Mazzarelli Art Festival di Ragusa, la poesia Vento di Tramontana si classifica finalista, tra le prime dieci. Nel novembre 2014, al Premio Nazionale Leandro Polverini di Anzio, ottiene l’assegnazione del sesto posto.
Nel marzo 2015, al Premio Nazionale Antonia Pozzi nella sezione Libri editi di poesia, tenutosi a Somma Lombardo (VA), riceve una Menzione Speciale dalla giuria per la cura editoriale del volume Antica terra.

Nel marzo 2016 riceve ad Imola una menzione speciale per il Premio Nazionale di Poesia e Narrativa Alda Merini. Nel 2017, presso la stessa manifestazione, ottiene il 3° premio.  Nel luglio 2017, Antica Terra si classifica al terzo posto al prestigioso Premio Internazionale Letterario Città di Sarzana (Liguria), con il Patrocinio della Camera dei Deputati. Nel settembre 2017, la stessa Raccolta Poetica riceve il Primo Premio al Premio Letterario Internazionale Città del Galateo (Galatone). Nel novembre 2017, con la poesia Una lettera d’amore, l’Autore riceve una Menzione di Merito al Premio di Poesia e Narrativa “I fiori sull’acqua”, contro ogni violenza sulla donna con la poesia, tenutosi a Imola. Nel mese di marzo 2018, con la stessa poesia, riceve una menzione speciale al Premio Letterario Internazionale “Poesia dell’anno”, a Quartu Sant’Elena (Cagliari).

Nell’aprile 2018, ottiene una menzione d’onore al Premio Letterario Internazionale di Poesia e Narrativa Alda Merini, 3a edizione, con la poesia Vento e Mare, a Imola. Nel maggio del 2018, con la poesia E poi c’è il mare, ottiene il Premio Speciale “Arbëria”, al Premio “Voci nel deserto”, dell’Associazione Culturale Mecenate di Frascineto. Una sezione delle poesie contenute in questo volume, quella intitolata “La costanza delle maree”, è risultata vincitrice del primo premio ex aequo “Poesie dell’anima” al VI Premio Letterario “Città di Sarzana”, nella categoria Silloge Inedita.

Ai riconoscimenti ottenuti negli anni, con le sue poesie e con la sua attività di promotore culturale, si aggiungono la pubblicazione di alcune sue poesie inedite su importanti antologie poetiche nazionali. La sua poesia Una Lettera d’amore, nell’ottobre 2017, debutta in teatro, nello spettacolo Spogliati nel Tempo, di Renato Raimo ed Isabella Turso. Vito Adamo, ad Alliste, cura la rassegna letteraria Il Cortile Dei Libri Parlanti.

Silvia Gennaro.
Nata il 3 giugno del 2001 a Gagliano del Capo, frequenta il Liceo Classico “Rita Levi Montalcini”, di Casarano, dove grazie al laboratorio Teatrale ha potuto prendere parte al ‘Festival dei Giovani di Siracusa’ con la tragedia greca ‘Le Trachinie’. Nel 2017 ha preso parte allo spettacolo ‘L’Orestea’ nel chiostro comunale di Casarano e alla rappresentazione teatrale ‘Calipso’ avvenuta grazie alla collaborazione con il gruppo teatrale ‘Astragali’. Ha sempre avuto una grande passione per la poesia, iniziando a scrivere sin da piccola. Presente a Seclì (Le), negli anni 2016 e 2017, alla rassegna “Versi e Musica”, ha partecipato, sempre nel 2017, alla rassegna di incontri letterari ‘Il Cortile dei Libri Parlanti’, ad Alliste. È presente con una sua poesia nell’Antologia “Emergenza terremoto centro Italia”, una raccolta il cui ricavato è stato devoluto alle zone colpite dal terremoto.

Gianluca Milanese.
Flautista, compositore e didatta, ha compito gli studi musicali presso il Conservatorio “T. Schipa” di Lecce dove si e diplomato in Flauto, in Musica Jazz, in Musica Elettronica e dove ha conseguito con lode il Diploma Accademico di I e II livello in Musica Antica sotto la guida del M° L. Bisanti. Ha inoltre conseguito con lode la laurea in Beni Culturali – ind. Beni Musicali presso l’Università del Salento con una tesi di ricerca dal titolo “Il restauro informatico dei suporti sonori: Cantare la voce di Demetrio Stratos”.
Nel Luglio ’97 ha frequentato la Berklee Summer School at Umbria Jazz dove ha ricevuto l’Outstanding Musicianship Award come musicista emergente per le doti musicali messe in evidenza.
Da oltre 20 anni sulla scena musicale nazionale ed internazionale (Inghilterra, Belgio, Slovenia, Grecia, Portogallo, Cina, Germania, Lettonia, Danimarca) con repertori che spaziano dalla musica antica all’improvvisazione radicale al fianco di artisti di chiara fama quali: Riccardo Muti, Alirio Diaz, Jerome Correas, Richard Sinclair, Franco Battiato, Gianna Nannini, Francesco Di Giacomo, Piero Milesi, Lucio Dalla, Peppe Servillo, Lucilla Galeazzi, Carmen Consoli.
E’ inoltre l’unico flautista italiano ad aver suonato con Joe Zawinul, pianista austriaco e leader dei Weather Report.
Dal 2012 risulta nella top ten dei migliori flautisti jazz italiani redatta dalla rivista Jazzit.
Dal 2009 ricopre il ruolo di Direttore Artistico del festival Maggio Musicale Salentino.
All’attivita concertistica affianca, da oltre 20 anni, quella didattica. Nel 2016 l’AEDE (Associazione Europea degli Insegnanti) gli ha conferito il Premio di Qualita e Merito per l’impegno pedagogico-musicale in ambito europeo.

http://www.gianlucamilanese.it

Informazioni:
Musicaos Editore
info@musicaos.it
http://www.musicaos.org

“Libro dei dispersi e dei ritornati”, di Lea Barletti


“Libro dei dispersi e dei ritornati”, Lea Barletti
(Musicaos Editore, Narrativa, 19)

 

Gli undici racconti del “Libro dei dispersi e dei ritornati” prendono spunto da alcune fotografie di sconosciuti trovate nel baule di un rigattiere a Berlino, la città nella quale vive l’autrice. “In un pomeriggio invernale di qualche anno fa, bighellonando con un amico in un grande robivecchi pieno di cianfrusaglie di ogni tipo, abbiamo trovato un baule di vecchie fotografie, interi album, singole foto: il mio amico ha dato un’occhiata e poi ha proseguito la visita, io invece mi sono seduta per terra e ho cominciato a guardarle tutte, una per una.” Scrive Carlo D’Amicis nella postfazione al volume: “Il ‘Libro dei dispersi e dei ritornati’ esplora le possibilità del reale a partire da un’azione, il guardare, che l’uomo ha messo a fondamento di ogni processo di conoscenza. Dalla caverna di Platone a ‘Cecità’ di Saramago, ogni discorso (o narrazione) intorno alla capacità di vedere è sempre stato funzionale al bisogno di sapere. Lea Barletti lo sa bene, e affronta questo viaggio di luce e di tenebra con la consapevolezza che ogni sguardo è debito”.

Postfazione di Carlo D’Amicis

Lea Barletti, attrice e performer. Salita sul palco la prima volta a quindici anni, non ne è più voluta scendere. Attualmente, ha circa mezzo secolo. Da alcuni anni si è trasferita, con il compagno e i due figli, a Berlino, dove ha perso la lingua ma ha ritrovato il corpo con il quale danza volentieri, sia in cucina che sul palco. Intanto, nel tentativo di ritrovare la lingua, ha ricominciato a scrivere, in italiano e in un alquanto creativo tedesco: racconti, poesie e testi teatrali. Non si è mai sentita a casa in Italia, non si sente a casa in Germania, ma almeno adesso è ufficialmente un’immigrata.

“Libro dei dispersi e dei ritornati”, Lea Barletti, Narrativa, 19, Isbn 9788894966039, pagine 150, €13

in libreria e anche su:

[Ibs]
https://www.ibs.it/libro-dei-dispersi-dei-ritornati-libro-lea-barletti/e/9788894966039?inventoryId=109925528

[Amazon]
https://www.amazon.it/Libro-dei-dispersi-ritornati/dp/8894966038/ref=tmm_pap_swatch_0?_encoding=UTF8&qid=1528532222&sr=1-4

[Libreria Universitaria]
https://www.libreriauniversitaria.it/libro-dispersi-ritornati-barletti-lea/libro/9788894966039

[Feltrinelli]
https://www.lafeltrinelli.it/libri/lea-barletti/libro-dispersi-e-ritornati/9788894966039

[Mondadori]
https://www.mondadoristore.it/Libro-dispersi-ritornati-Lea-Barletti/eai978889496603/

[Unilibro]
https://www.unilibro.it/libro/barletti-lea/libro-dei-dispersi-e-dei-ritornati/9788894966039

16 agosto 2018 – Celacanto – Marina Serra – Appuntamento con le storie, le voci e i suoni di “Felici diluvi” & “Moplen”


Sabato 11 agosto 2018 – Porto Cesareo – Presentazione di “Felici diluvi” con Graziano Gala, Pasquale Santoro, Marco Garofalo


Mercoledì 18 luglio 2018 – Tricase – Chiesa dei Diavoli – Graziano Gala presenta “Felici diluvi”, con Giada Vespucci, Pasquale Santoro, Marco Garofalo


Musicaos Editore, Comune di Tricase, Sac Porta d’Oriente, Associazione Meditinere, Chiesa dei Diavoli

Mercoledì 18 luglio 2018 · ore 20.30
Chiesa dei Diavoli
(Via Madonna di Loreto, Tricase)

“Felici diluvi” (Musicaos)
di Graziano Gala

Dialoga con l’autore:
Giada Vespucci

Letture di: Pasquale Santoro

Musica di: Marco Garofalo

Mercoledì 18 luglio alle ore 20.30, a Tricase, presso la suggestiva Chiesa dei Diavoli (Via Madonna di Loreto), si terrà la presentazione di “Felici diluvi” (Musicaos), la raccolta di racconti scritti da Graziano Gala e editi da Musicaos Editore. La presentazione è organizzata con il patrocinio del comune di Tricase, Sac Porta d’Oriente, in collaborazione con l’Associazione Meditinere. Dialogherà con l’autore Giada Vespucci. Durante la presentazione l’attore Pasquale Santoro leggerà alcuni brani dei racconti, accompagnato dal musicista Marco Garofalo, alla chitarra elettrica. Ingresso libero.

L’AUTORE Graziano Gala nasce a Tricase il 19 settembre 1990. Vive a Milano, dove insegna Lettere in un Liceo delle scienze umane. Nel 2012 vince il premio “Lo scrivo io”, indetto da “La Gazzetta del Mezzogiorno” nella sezione poesia. Il suo racconto “Variabili impazzite”, viene inserito nella collana “Chi semina racconti 2”, curato dall’associazione “Tha Piaza Don Chisciotte”. Nel 2013 vince il premio speciale della giuria nel “Premio internazionale di cultura” indetto dall’AEDE (Association Européenne des Enseignants). Due suoi racconti vengono selezionati nel bando “Bollenti spiriti”, indetto dalla Regione Puglia, dando origine al volume collettaneo “Parole battute”. Si qualifica terzo al “Premio Nazionale Bukowski” di Viareggio. Nel 2016 il suo racconto “Sabotare il silenzio”, viene pubblicato in un’antologia edita da “Testi&Testi” e vince il premio “Carlo Cultrera”. Nello stesso anno un suo racconto viene selezionato dall’associazione “Onalim” e letto durante la Piano City Milano 2016 e nella scuola di scrittura “Belleville”.

I “Felici diluvi” di Graziano Gala raccontano di cose che finiscono in modo glorioso, di ciò che arriva al termine, lasciando dietro sé un ricordo di quel che è stato; cose che potrebbero essere andate altrimenti, ma per un meccanismo che si è inceppato procedono lungo un corso particolare, deragliato, inaspettato. Graziano Gala racconta le pieghe di una realtà in cui l’umanità, la persona, l’individuo, vogliono affermarsi prima di scomparire in un oblio definitivo, imposto dalle regole sociali, dall’amore o dal piano regolatore, dalla tracotanza o dal fallimento, passando per la nostalgia e il ricordo. La metropoli e la sua periferia sono il cosmo nel quale si muovono i suoi personaggi che si ribellano, numeri che cercano di sfuggire alla forza del destino per affermare la loro volontà di essere unici. In questi racconti c’è tutta la forza che regala la rivincita che ognuno dei protagonisti riesce a ritagliare per sé.

Cosimo Argentina, a proposito della scrittura di Graziano Gala e dei suoi racconti, afferma: “Se un qualunque scrittore italiano, anche tra i pluridecorati, leggesse i racconti di Graziano Gala, e fosse onesto, lascerebbe perdere la penna e aprirebbe una rivendita di sali e tabacchi”.

I RACCONTI Si parte con “L’applauso”, dove la vittima di una vocale sbagliata, il Poli, intento nel far dimenticare l’odore e la consistenza del pattume ammassato in qualità di netturbino, rifugiandosi dietro un pianoforte che rappresenta il dolore di tutto ciò che poteva essere e non è stato. Segue il venditore di rose (“Il sonno dei giusti”), escluso sociale di lusso, immortalato nel tentativo di rivendicare acqua e amore per quei boccioli che lui percepisce come strumenti ultimi di felicità universale. Lo sorpassa, in “Complanari”, da destra a bordo di una vecchia Taunus un conducente in piena sofferenza, diviso tra il rimorso per la morte del padre e l’amore sconveniente nei confronti di una prostituta, il tutto mentre la RoSara di “Recuméterna”, l’ultima prefica di professione, viene colpita a morte da un paese che non vuole saperne di morire.

Si spande, in lontananza, l’odore di caffè (“Le circostanze dell’arrivederci”), accompagnato dai tutti quei sogni e tutti quei fallimenti che possono essere contenuti in una tazzina: è questo il destino di Franco e Marilena, innamorati di un amore violento e smisurato come l’urlo di Tardelli nell’82. Macchie, dicevamo, da ripulirsi: di questo si occupa Goffredo Mammoni, lavandero proprietario di lavanderia industriale, sempre immacolato e sempre impreparato dinanzi all’occasione della vita (“La figlia di Brasi”). Meglio fermarsi, meglio riavviare il meccanismo, meglio distruggere la giostra malfunzionante: a questo pensa il bombarolo di “Rumori da basso”, incapace di gestire le cicatrici di abusi protratti.

E tra un’eruzione inaspettata della Famiglia Cola-Lava e una processione a tradimento imposta da don Pasquale nel “Sentir messa” ad una folla zelante e belante nessuna sorpresa se Fabio Filzi pensi bene che il tradimento – subito più che goduto – sia l’unica boccata d’ossigeno utile al continuare della narrazione. Da qui la liberazione, la rottura degli equilibri, il senso di onnipotenza che porta l’ingegner Piaccia ad agire senza preoccuparsi delle esigenze del prossimo, da qui il pedale della Duetto calcato dal Tamorra in prossimità di una rotatoria. Si cerca lo scontro, la fine, l’esplosione, l’eccesso, la forza di rimettere tutto in discussione soffrendo per i guai passati e per i propri fallimenti: tutta la narrazione diventa una pura questione di lacrime, e se a piangere inizia anche il cielo ci vuole un ombrello dalle braccia salde, dal fiato caldo e dalle giunture resistenti per gestire precipitazioni, scrosci e conseguenze annesse.

PRIMI GIUDIZI DA PARTE DELLA CRITICA

“Si tratta di quattordici brevi storie, scritte con una lingua disarticolata e carnale, creativa e felice. Non saprei se Gala si sente parte di una tradizione propriamente italiana ma mi sembra che il nucleo della sua ispirazione adombri un respiro buzzatiano. Le sue storie virano volentieri verso il surreale ma mai in modo effettistico e forzato.”
Fabio Orrico, su “Liberi di Scrivere”

“La metropoli e la sua periferia sono il cosmo nel quale si muovono i personaggi di Gala che altro non sono che ‘pezzi’ dell’umanità che si ribellano, numeri che cercano di sfuggire alla forza del destino per affermare la loro volontà di essere unici.”
Veronica Notaro, su “RecensioniLibri.org”

“Graziano Gala ha creato qualcosa di nuovo ma soprattutto geniale, ogni racconto racchiude in sé un fascino speciale.”
Loredana Cilento, su “Mille Splendidi Libri e Non Solo”

“La scrittura fresca e immediata di Gala, che sembra ispirarsi, sin dai nomi fortemente evocativi dei personaggi, ai giochi linguistici di Rodari e di Benni e all’ironia dissacrante di Cosimo Argentina, guida il lettore nel carosello di emozioni, spesso contrastanti, che si rincorrono pagina dopo pagina, storia dopo storia, senza tuttavia lasciare nulla al caos e all’indefinito”
Mariaelena Tucci, su “Centro PENS. Poesia Contemporanea e Nuove Scritture”

“Nei racconti di Gala si intrecciano i temi dell’allontanamento da casa, una casa che è terra accogliente e calda, in contrapposizione all’ipertrofia urbana di un settentrione votato alla produzione e al consumo, consumo che non è solo materiale ma anche del materiale umano. Al turbine della frenesia metropolitana si contrappone la voce dell’autore, che è quella di colui che non si arrende, di colui che, narrando, dà nuova vita a chi sembra aver esaurito ogni possibilità.”,
Nü su “Il Loggione Letterario”

“Di Graziano Gala colpisce subito la sicurezza della scrittura, la sua è una voce originale e dotata di registri sempre cangianti.”
Giovanni Pannacci su “L’Ottavo”

Informazioni.
Musicaos Editore
0836 618 232 – info@musicaos.ithttp://www.musicaos.org

Martedì 17 luglio 2018 – Nardò – Michele Cortese e Raffaele Pappadà ospiti de “La Gliama Sirà”


Martedì 17 luglio 2018 – ore 21.30
“Senza riserve” di Raffaele Pappadà
e Michele Cortese con il suo nuovo lavoro discografico “Km0”

presso
“La Gliama Sirà”
(Nardò, Via dei Pandi 33)

presenta
Isabel Tramacere (giornalista)

letture di:
Valentina Piccolo,
Marco Antonio Romano

Martedì 17 luglio 2018, alle ore 21.30, presso i locali de “La Gliama Sirà” (Via dei Pandi, 33) a Nardò, in collaborazione con la libreria “I Volatori”, si terrà una nuova presentazione di “Senza riserve”, di Raffaele Pappadà, con la partecipazione speciale, per l’occasione, di Michele Cortese, che presenterà il suo nuovo lavoro discografico intitolato “Km0”. Sport, musica, amicizia, racconto di esperienza artistica e vita, saranno gli elementi di questo incontro inedito. Dialogherà con entrambi la giornalista Isabel Tramacere. Le letture dal romanzo di Raffaele Pappadà, durante l’incontro, saranno a cura di Valentina Piccolo e Marco Antonio Romano.

“Senza riserve”, di Raffaele Pappadà racconta la storia di Thomas, un giovane portiere che dopo tanta gavetta attende ancora l’occasione per mettere in mostra il suo valore. Gioca nel Lecce, si allena in attesa del momento giusto, cresce nella lealtà come sportivo e come uomo, si innamora. Entra di slancio sugli eventi, spericolato e deciso. Il giorno così atteso arriverà. Thomas farà i conti con la passione, la gioventù, gli incontri e gli scontri con i più grandi campioni, la famiglia, l’amore. Un ultimo uomo, spesso solo con il suo destino. La vita per Thomas è una partita che va vissuta fino all’ultimo secondo, dentro e fuori dal campo, “senza riserve”, in un romanzo dove il calcio è visto dalla porta, dagli occhi di chi ha il compito di ostacolare ciò che tutti desiderano: il gol, decidendo le sorti di una stagione.

Raffaele Pappadà, giornalista professionista, laureato in Scienze politiche e delle relazioni internazionali, inizia il suo percorso professionale nel 2006 partendo da Telerama, dove nel 2010 diviene direttore della redazione sportiva.Nel 2012 si trasferisce a Milano per commentare le gare di Serie A per Infront e nel 2015 entra a far parte della squadra di telecronisti di Premium Sport, di cui è attualmente una delle voci del fútbol argentino, della Champions League e di altri campionati. È uno dei volti e delle voci di Serie A Tv. Ha ricevuto diversi riconoscimenti e, nel 2009 e 2011, il Premio “Gemme dello Sport” come miglior giornalista sportivo salentino.

“KM0” è il titolo del nuovo lavoro discografico di Michele Cortese, uscito il 5 maggio scorso e in tour, con concerti durante i quali intervengono attori che recitano i “diari di bordo” scritti da Cortese durante suoi viaggi e avventure musicali trattando la materia dei sogni e la magia dell’arte. Il giovane e talentuoso cantante dall’Aprile 2018, in Cile, è protagonista del musical Evita nel ruolo del Che che lo vedrà impegnato in un nuovo tour teatrale oltreoceano durante l’anno.

Informazioni: Musicaos Editore / http://www.musicaos.it / info@musicaos.it / tel. 0836.618232

Martedì 17 luglio 2018 – Alliste – Fernanda Filippo ospite dei “Il Cortile dei Libri Parlanti”


COMUNICATO STAMPA
MUSICAOS EDITORE · ANTICA TERRA

Con il patrocinio del Comune di Alliste
in collaborazione con Assessorato allo Spettacolo e alla Cultura
e Consulta dei Giovani Alliste Felline

Antica Terra · Musicaos Editore

“Il Cortile dei Libri Parlanti”
3a edizione, 2018
(ALLISTE Piazza Municipio, 14)

Martedì 17 luglio 2018 · ore 20.00
“Cercando petali nel fango”
(Musicaos Editore)
di Fernanda Filippo

dialogano con l’autrice
Vito Adamo
Luciano Pagano

letture:
Filippo Viva

Martedì 17 luglio 2018, alle ore 20.00, nuovo appuntamento per la rassegna “Il Cortile dei Libri Parlanti”, giunta alla sua terza edizione. L’incontro, con il patrocinio del Comune di Alliste, in collaborazione con l’Assessorato allo Spettacolo e alla Cultura e della “Consulta dei Giovani Alliste Felline”, si terrà nel cortile di Antica Terra (piazza Municipio, 14), da tre anni conosciuto come “Il Cortile dei Libri Parlanti”; luogo e nome della rassegna diretta da Vito Adamo, con Musicaos Editore, che vedrà la partecipazione, fino al 31 agosto 2018, di diversi incontri con autori e editori, salentini e non, già dieci gli autori in programma, ai quali si aggiungeranno altri ospiti. Ospite di questo incontro sarà Fernanda Filippo, poetessa giunta alla sua seconda pubblicazione. La nuova raccolta di Fernanda Filippo, dal titolo “Cercando petali nel fango” (Musicaos), verrà presentata, con letture a cura di Filippo Viva, dialogando con Vito Adamo (autore di una nota al testo) e Luciano Pagano (editore).

La raccolta è interamente percorsa dal sentimento di introspezione che è proprio della narrazione poetica, ma al tempo stesso la visione intimistica si intreccia con l’esigenza di raccontare una realtà che emerge dal caos poetico rinnovata, reinterpretata, persino vivibile di fronte alla nuova scoperta interpretativa in cui i “Pensieri migrano/ Seguendo voli fantastici”. È una porzione di realtà che non è solo lotta quotidiana ma anche osservazione dei fenomeni naturali: “Scintille ghiacciate di mare/ Fanno risorgere il tuo corpo/ Liberandoti da grovigli di pensieri. / Ti abbandoni a carezze di luce/ Sciogliendoti in serenità”. L’inconscio dimora in uno spazio intimo, profondo e buio in cui il verso è musicalità che viene amplificata come l’eco in una caverna. Il significato delle parole ne esce rinforzato, ravvivato e nuovo, là dove suoni e colori si fondono per conferire all’immagine inedita incisività. È in questo contesto che l’apparente illogicità o paradosso del verso, che si coglie in alcuni componimenti, viene scomposta a favore di una nuova qualità interpretativa che, ben lungi dall’essere una forma di sconfitta, si trasforma in consapevolezza del reale, dei suoi confini, dei suoi ostacoli e delle sue potenzialità. Tutto ciò è ben evidente nei seguenti passi: “Visioni vermiglie prigioniere/ Di palpebre socchiuse/ Cercano vie di uscita”. “Sguardi penetranti ti attraversano/ Cercando di rubarti l’anima. / […] Un drappo bianco/ La tua anima lacerata/ In mezzo alla folla/ Di anime nere”. E ancora: “Spogliamoci dall’indifferenza/ Tendiamo la mano/ Perché accanto non/ Abbiamo solo ombre”. (Silvana Arcuti)

I versi di Fernanda Filippo sono come “Punte di matite colorate”, disegnano i contorni di ogni stato d’animo e accarezzano, delicatamente, il proprio sentire.
La sua Poesia non è silenziosa, ma irrompe con energia in ogni dimensione, senza lasciare alcuno spazio dell’animo umano inesplorato: “A volte esplodere/ In minuscoli frammenti/ È l’unico modo per toccare chiunque.” Ogni suo verso è come una stella osservata nello spazio siderale, quando tutto il mondo tace, e ci tocca in modo mite, ma, contemporaneamente, con la stessa forza di un tuono, che ci fa scuotere. Il pregio della Poesia dell’Autrice è riconducibile ad un’interpretazione di tipo olistico, cioè a dire che l’intera opera si compie nella totalità di ogni suo singolo verso, svelando un’energia, un’immensità e un potenziale emotivo, unici nel suo genere. Cercando petali nel fango arriva a toccare l’animo di ogni lettore, facendo prendere coscienza della propria dimensione, proprio come possiamo leggere nei bellissimi versi della poetessa Wislawa Szymbroska: “Volo come si deve, ossia con le mie forze.” (Vito Adamo)

Postfazione di Silvana Arcuti
Nota di Vito Adamo
Illustrazione di copertina di Simone Nicola Filippo

Informazioni.
Musicaos Editore
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Domenica 15 luglio 2018 – Leverano – Raffaele Pappadà, “Senza riserve” presso la Torre Federico II


Domenica 15 luglio 2018 – ore 21.00
“Senza riserve” di Raffaele Pappadà

presso
TORRE FEDERICO II
(Leverano)

presenta
Alessio Quarta (giornalista)

Domenica 15 luglio 2018, alle ore 21.00, presso la Torre Federiciana di Leverano, appuntamento con “Senza riserve”, di Raffaele Pappadà, che verrà presentato dal giornalista Alessio Quarta in un evento realizzato dal Parco Culturale Girolamo Marciano. Immediatamente dopo il termine della finale dei Mondiali Fifa World Cup 2018, giocata a Mosca domenica pomeriggio, un’occasione per dialogare sulla scrittura e anche sull’esperienza del giovane giornalista e telecronista sportivo, Raffaele Pappadà, che in quest’edizione dei mondiali, appena trascorsi, ha avuto occasione di commentare (con le dirette sul canale 34 del digitale terrestre di Mediaset) alcuni incontri del campionato, nonché di curare alcuni degli highlights che hanno seguito le partite appena svoltesi.

“Senza riserve”, di Raffaele Pappadà racconta la storia di Thomas, un giovane portiere che dopo tanta gavetta attende ancora l’occasione per mettere in mostra il suo valore. Gioca nel Lecce, si allena in attesa del momento giusto, cresce nella lealtà come sportivo e come uomo, si innamora. Entra di slancio sugli eventi, spericolato e deciso. Il giorno così atteso arriverà. Thomas farà i conti con la passione, la gioventù, gli incontri e gli scontri con i più grandi campioni, la famiglia, l’amore. Un ultimo uomo, spesso solo con il suo destino. La vita per Thomas è una partita che va vissuta fino all’ultimo secondo, dentro e fuori dal campo, “senza riserve”, in un romanzo dove il calcio è visto dalla porta, dagli occhi di chi ha il compito di ostacolare ciò che tutti desiderano: il gol, decidendo le sorti di una stagione.

Raffaele Pappadà, giornalista professionista, laureato in Scienze politiche e delle relazioni internazionali, inizia il suo percorso professionale nel 2006 partendo da Telerama, dove nel 2010 diviene direttore della redazione sportiva.Nel 2012 si trasferisce a Milano per commentare le gare di Serie A per Infront e nel 2015 entra a far parte della squadra di telecronisti di Premium Sport, di cui è attualmente una delle voci del fútbol argentino, della Champions League e di altri campionati. È uno dei volti e delle voci di Serie A Tv. Ha ricevuto diversi riconoscimenti e, nel 2009 e 2011, il Premio “Gemme dello Sport” come miglior giornalista sportivo salentino.

Informazioni: Musicaos Editore / http://www.musicaos.it / info@musicaos.it / tel. 0836.618232

Sabato 14 luglio 2018 – San Simone (Sannicola) – Presentazione de “La chiae te oru”, di Pino Tarantino


Comune di Sannicola, Pro Loco di Sannicola, Armonauti, · Musicaos Editore

Sabato 14 luglio 2018, Ore 20.00
(San Simone, Piazza Mercato)
“La chiae te oru”
(Musicaos Editore)
di Pino Tarantino

intervengono:

Cosimo Piccione
Sindaco di Sannicola

Elisabetta Greco
Presidente Pro Loco Sannicola

Luciano Pagano
Musicaos Editore

Prof. Franco Ventura

Dott. ssa Maria Claudia Minerva
Giornalista

Modera:
Franco Marrocco

Letture di:
Salvatore Coluccia
Antonietta Manca
della Compagnia Teatrale “Armonauti” (Gallipoli)

Sabato 14 luglio 2018 alle ore 20.00, nella Piazza Mercato di San Simone (Sannicola), si terrà la prima presentazione della raccolta di poesie “La chiae te oru” (La chiave d’oro), scritte in lingua dialettale e tradotte in italiano da Pino Tarantino. La serata, con il patrocinio del Comune di Sannicola, in collaborazione con la Pro Loco di Sannicola, la compagnia teatrale “Armonati”, e Musicaos Editore, vedrà la partecipazione di Pino Tarantino, autore che ha scelto di esprimere nella poesia della lingua dialettale, le tradizioni, le usanze, le radici di un tempo che rischia di andare perduto. L’incontro, che vedrà la partecipazione del sindaco di Sannicola, Cosimo Piccione, e di Elisabetta Greco, Presidente della Pro Loco di Sannicola, sarà moderato da Franco Marrocco. Si alterneranno, con loro, il prof. Franco Ventura, critico e estimatore dei versi di Pino Tarantino, a oggi inediti, insieme alla dott. Ssa Maria Claudia Minerva, giornalista del Nuovo Quotidiano di Puglia. Durante la serata sono previste letture a cura della Compagnia Teatrale “Armonauti” (Gallipoli), eseguite da Salvatore Coluccia e Antonietta Manca.

L’ AUTORE “Sono nato il 24 gennaio 1959, a Sannicola (Le). Cresciuto in una famiglia di contadini, la cui semplicità, il rispetto e la disciplina, sono stati il collante di un percorso che mi ha portato ad amare tutto ciò che la mia terra con i suoi valori, le sue tradizioni, la sua storia, mi ha donato. Il nostro dialetto identifica semplicemente il nostro modo di essere, individuabile nelle persone più semplici, nelle gesta più genuine, che resistono all’avanzare di un modo di vivere frenetico dettato dalla smania di primeggiare.
Così ho cercato di custodire in versi ciò che il tempo ci ha fatto dimenticare, come le persone, i rapporti, la cura della nostra amata terra: tutti valori che molti non sanno di possedere o fanno finta di non aver mai avuto. Mentre proprio la semplicità e la genuinità lasciateci in eredità dai nostri nonni sono una cura, in quest’epoca di freddi rapporti sociali, dove tutto è permesso e nessuno è innocente o colpevole. In sintesi, con i miei umili versi, amo identificarmi in quelle persone che hanno vissuto i periodi più belli della nostra vita e che resteranno scolpiti nel cuore di chi come me ama le proprie radici.”

IL LIBRO A proposito del dialetto o della qualsivoglia lingua dialettale, nella maggior parte dei casi, si è sempre trattato di una “lingua parlata”, senza un codice genetico di scrittura ad essa riferita. Nei tempi, comunque, questa stessa lingua è stata rimodulata, rivisitata in alcuni vocaboli che hanno assunto forma verbale e cadenza differenti; ma tutto ciò non è riconducibile ad un unico, vero e proprio vocabolario grammaticale, scritto e quindi osservato nello scrivere l’idioma dialettale. Tutto ciò che si può esprimere verbalmente non sempre si può codificare in una grammatica univoca secondo un dettato che di fatto non esiste, se non riveduto di quando in quando da chi può credere che alcuni termini dialettali debbano essere scritti come essi stessi intendono. Perciò penso che accettare l’espressività dialettale impressa nella scrittura che può e deve essere diversa, sia il segno distintivo della nobiltà posta nel rispetto della cadenza parlata, che a volte cambia di molto, anche tra paesini confinanti. Unitamente agli effetti e a un rispetto propedeutico a essi, la mia intenzione è quella di imprimere nei versi ciò che abbiamo smarrito, la vita semplice di una volta, con tutto ciò che ne derivava, le persone, le loro gesta, il modo di convivenza umile, semplice, senza imposizioni di sorta. La nostalgia di un periodo che inconsapevolmente vive in ognuno di noi, e che inesorabilmente scompare.

Informazioni:
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Giovedì 12 luglio 2018 – San Foca (Le) – “Moplen” di Giuseppe Corianò, ospite del Blu Festival


Patrocinio
Comune di Melendugno

Giovedì 12 luglio 2018 – Ore 21.00
San Foca – Piazzetta dei Pescatori

“Moplen. Viaggio su un transatlantico di polipropilene isotattico”
(Musicaos Editore), di Giuseppe Corianò

Letture di:
Carlo Portaluri

Giovedì 12 luglio 2018, alle ore 21.00, presso la Piazzetta dei Pescatori, a San Foca, si terrà la presentazione di “Moplen. Viaggio su un transatlantico di polipropilene isotattico”, nuovo libro di Giuseppe Corianò, edito da Musicaos Editore. L’evento, all’interno della programmazione del Blu Festival, è patrocinato dal Comune di Melendugno. Durante la serata l’attore Carlo Portaluri leggerà alcuni brani dal testo di Giuseppe Corianò.

“Moplen. Viaggio su un transatlantico di polipropilene isotattico” è il percorso nelle esistenze della costellazione di personaggi che si intrecciano alla vita del protagonista, Giovanni, tra passato e presente, sovrapponendosi, intersecandosi e perdendosi nel monologo interiore che scardina spazio e tempo, e che fa emozionare.

Giovanni cresce in una piccola comunità nel Salento, dove il bar del paese è una palestra di vita, in compagnia di una madre che considera quasi ossessivamente la pulizia del corpo come imprescindibile viatico alla purezza dell’anima. Il confine tra realtà e sogno, in queste pagine, è labile, perché i fatti narrati appaiono sempre contornati da un alone di mistero. Anche quando entrano in scena la vita e la morte, con tutta la loro scioccante carica di violenza, sembra prevalere la dimensione onirica, con la luce abbacinante e il calore del sole che divengono condizioni dell’anima. È così che il “transatlantico di polipropilene isotattico”, realizzato in moplen, altro non è che una vasca di plastica che diviene vascello, navicella per un viaggio alla ricerca dell’amore e dei legami forti che danno un senso al nostro vivere.

Giuseppe Corianò è nato a Martignano, in provincia di Lecce, dove vive. Insegna Filosofia nel Liceo delle Scienze Umane dell’IISS “Cezzi De Castro Moro” di Maglie. Ha pubblicato La direzione dei venti (Manni, 2004), Le vacche di Hegel (Lupo, 2014). Come autore ha partecipato al progetto Librarsi, organizzato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, rivolto alle fasce di popolazione a rischio di emarginazione sociale e culturale. È autore di filastrocche e racconti per ragazzi, per i quali ha ricevuto significativi riconoscimenti. Nel marzo del 2018 ha pubblicato, con Musicaos Editore, l’ebook di racconti Anima obesa.

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