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14 Dicembre 2014 – Lecce – Anna Scarsella presenta “Il profumo delle rose inglesi” presso “La bottega del corso”


DOMENICA 14 DICEMBRE 2014 – ORE 18.30

presso

LA BOTTEGA DEL CORSO di Bernardini a LECCE in Via Libertini, 52

si terrà la presentazione del romanzo “IL PROFUMO DELLE ROSE INGLESI” di Anna Scarsella.

Interverranno

Anna Scarsella, autrice
Luciano Pagano

Domenica 14 Dicembre 2014, alle ore 18.30, presso i locali della BOTTEGA DEL CORSO di Bernardini a Lecce, in Via Libertini 52, si terrà la presentazione del romanzo d’esordio di Anna Scarsella, “Il profumo delle rose inglesi” (musicaos:ed). A seguire degustazione gratuita di prodotti tipici offerta da “Bottega del Corso” in collaborazione con aziende locali (Rosetta, Maglio cioccolato, Bernardi panettone, vini Madrigale).

Così scrive Livio Romano, a proposito del romanzo, che prende spunto da luoghi del Salento innestandovi elementi forte suspense: “Chi è questa nuova investigatrice, a quale genere di viaggiatori all’interno del torbido inferno delle passioni umane appartiene la psicanalista Elise? È una donna affascinante e indipendente eppure così magnificamente femminile ed esposta agli smarrimenti d’ogni essere umano anche laddove ardisca a dipanare il ginepraio di bugie, oblii, verità traballanti dentro al quale suo malgrado s’è imbattuta.

Ha tutte le caratteristiche, Elise, insomma, perché i lettori se ne innamorino, ne fantastichino le fattezze, se la figurino all’azione in quello strenuo sforzo di dominare il personale timor panico e di lacerare la cortina di mistero che ha improvvisamente avvolto le sue giornate. In questo noir scritto con piglio sicuro e controllato,

Anna Scarsella ci sorprende per la ricchezza e la varietà della folla, cospirante e insieme disperatamente bisognosa di aiuto, la quale nugola attorno all’irresistibile protagonista. Tratteggiati con sapiente sottrazione, e proprio per questo assai vividi, agiscono inoltre i due uomini più importanti di Elise, uno molto vicino alla Nostra e l’altro, il dispensatore del profumo balsamico del titolo del romanzo, posto in una lontananza catartica. È facile già presagire la psicanalista e i suoi due angeli custodi alle prese con un nuovo sapido intrigo da sgarbugliare nella città immaginaria di Malecuti.”

Anna Scarsella, vive e lavora come insegnante di storia e filosofia in un liceo di Lecce, città nella quale è nata. È appassionata di storia contemporanea e psicologia. Ha tradotto e pubblicato per la casa editrice Milella di Lecce un saggio del filosofo scozzese Lord Kames dal titolo “Discorso Preliminare sull’Origine degli Uomini e delle Lingue”. “Il profumo delle rose inglesi” è il suo primo romanzo.

“Il profumo delle rose inglesi”, Anna Scarsella
musicaos:ed, le citrine 01 – Pagine 174, ISBN 978-1501078286, libro 15€, ebook 5,99€

Libro:
http://www.amazon.it/gp/product/1501078283/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&camp=3370&creative=24114&creativeASIN=1501078283&linkCode=as2&tag=musicaosit-21

Ebook:
http://www.amazon.it/Anna-Scarsella-profumo-delle-inglesi-ebook/dp/B00O0BEZ1K/ref=tmm_kin_swatch_0?_encoding=UTF8&sr=&qid=

info:
http://www.musicaos.it
info@musicaos.it

14 Dicembre 2014 – Pescara. Giulia Madonna presenta “Amata tela”


DOMENICA 14 DICEMBRE 2014 ALLE ORE 17.00 a PESCARA
Piazza dei GRUE Sala Portanuova

si terrà la presentazione di

“AMATA TELA” (musicaos:ed), il nuovo romanzo di GIULIA MADONNA,

l’autrice: Giulia madonna
relatrice: Daniela De Angelis
interviene: Pina Di Girolamo

“Una lettura che dovrebbe entrare in ogni biblioteca”
Lorenza Morello – CinqueW News

“Amore, sesso, e arte si mescolano nei luoghi del sogno e del sentimento”
24letture/Il Sole 24 Ore – Emanuela Bellotti

“Non c’è effetto speciale nella scrittura, nello scrivere fluido c’è solo la potenza semplice e inspiegabile dell’amore della passione, della sua incomunicabilità anche verso se stessi”
Sololibri.net – Paolo Ignazio Marongiu

“In uno stile piano, descrittivo ed elegante, l’autrice Giulia Madonna narra la storia di un ‘amore perfetto’”
Ivana Tata

Domenica 14 Dicembre 2014, alle ore 17.00, a Pescara, presso Piazza dei Grue, Sala Portanuova, si terrà la presentazione di “Amata tela”, il nuovo, atteso, romanzo di Giulia Madonna. Insieme all’autrice ci saranno Daniela De Angelis, relatrice della serata, e Pina Di Girolamo.

Un segreto tenuto nascosto per lunghi anni, una scoperta sconvolgente, un uomo di successo e una donna in carriera, un artista squattrinato ma geniale, autore di un quadro misterioso. Immersa nelle atmosfere di una Trieste nebulosa e di una Venezia dal fascino liquido, si agita l’intrigante storia di Eugenio e Francesca, amanti sanguigni, dolci quanto irascibili. “Amata tela” è un romanzo in cui le vicende dei protagonisti si tingono di passioni travolgenti, in un vortice senza fine che si abbatterà inesorabilmente sulle loro vite. Amore, sesso e arte, si mescolano nei luoghi del sogno e del sentimento. “Amata tela” costruisce un’epica di esperienze umane, tra gioie e paure, attraverso un disegno sapientemente tracciato dalla penna di Giulia Madonna.

L’autrice.
Nata a Pescara il 31 luglio del 1963, dopo la maturità scientifica, Giulia Madonna si è laureata in Architettura presso l’Università “Gabriele D’Annunzio” di Pescara. Ha collaborato con studi tecnici della sua città e presso Istituti Paritari è stata docente di corsi regionali di formazione professionale per “Arredatore d’Interni”. Nel 2011 ha pubblicato il romanzo “La stanza vuota” con cui ha vinto il premio della giuria, nel 2012, al “Cinque terre – Golfo dei poeti” (dove si è anche classificata al terzo posto con un racconto dal titolo “Ossessione”) e il premio della giuria “Val di Vara – Alessandra Marziale”. In seguito ha preso parte a diversi concorsi, riscuotendo un buon successo presso i lettori e aggiudicandosi, con un capitolo, il concorso di “Scrittura Collettiva” per la stesura di un romanzo collettivo, organizzato da 24letture, la pagina letteraria del Sole 24 Ore su Twitter.

GIULIA MADONNA – AMATA TELA
MUSICAOS:ED – SMARTLIT 07, pp. 226, €18, ISBN 978-1500716998
in copertina: Fabio Colella, “Senza Titolo”, 2005, acrilico su tela
fotografia di Renato Colella

Libro:
http://www.amazon.it/gp/product/1500716995/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&camp=3370&creative=24114&creativeASIN=1500716995&linkCode=as2&tag=musicaosit-21

Ebook:
http://www.amazon.it/gp/product/B00MGHXOM6/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&camp=3370&creative=24114&creativeASIN=B00MGHXOM6&linkCode=as2&tag=musicaosit-21

Info:
www.musicaos.it

13 Dicembre 2014 – Gallipoli – “A nuda voce. Canto per le tabacchine”, di Elio Coriano, con Elio Coriano, Stella Grande, Vito Aluisi


Sabato 13 Dicembre 2014 alle ore 18.30
presso la LIBRERIA NOSTOI di Gallipoli (LE) (Via Cinque, 22)

A NUDA VOCE Canto per le tabacchine.

di Elio Coriano
(musicaos:ed)

Elio Coriano, testi – voce
Vito Aluisi, piano
Stella Grande, voce – canto

ingresso libero

Sabato 13 Dicembre 2014, alle ore 18.30, presso la Libreria NOSTOI di Gallipoli (Via Cinque, 22) si terrà il reading musicale tratto dall’ultima raccolta poetica di recente pubblicata da Elio Coriano: “A nuda voce. Canto per le tabacchine” (musicaos:ed, poesia 1). Il testo della raccolta poetica diventa un recital poetico nel quale la musica di Vito Aluisi accompagnerà la voce di Elio Coriano e il canto di Stella Grande.

“Elio Coriano con questa sua opera intende restituire una voce alle tabacchine morte il 13 giugno 1960 a Calimera, a causa di un incendio nei locali della ditta Villani e Franzo. Questo canto si unisce a quello di una generazione di salentini che hanno lavorato, anche in condizioni disumane, per garantire un futuro ai propri figli.” (dalla quarta di copertina). Questa raccolta inaugura la collana di poesia di musicaos:ed.

dall’introduzione al volume, di Ada Donno

“Il Salento era diventata una delle aree più altamente specializzate nella produzione e la prima lavorazione delle qualità di tabacco levantino, che Rosetta e le sue compagne avevano imparato a distinguere e a chiamare coi loro nomi impronunciabili che a loro suonavano come “santujaca”, “peristizza” e “zagovina”: le più chiare dalle più scure, le più larghe dalle più piccole, le più ruvide dalle più lisce. Le tabacchine erano manodopera indispensabile: prima di tutto perché la lavorazione delle foglie richiedeva le mani abili, leggere e veloci delle donne, meglio se in giovanissima età. Spesso erano quelle stesse mani che negli altri mesi dell’anno tessevano i propri corredi al telaio o ricamavano quelli commissionati dalle signore dei paesi.
E poi perché era manodopera docile, che si poteva pagare la metà degli uomini senza dovere spiegare perché, disposta a piegarsi ad ogni angheria pur di tenersi quel posto.
Molte delle compagne di lavoro di Rosetta provenivano dalle famiglie di coloni o di braccianti che producevano il tabacco nelle campagne attorno agli opifici. Con la loro fatica stagionale, precaria e frammentata, d’estate nelle campagne di raccolta e d’inverno negli opifici, le lavoratrici del tabacco integravano il reddito familiare.

Tale concezione integrativa, a giustificazione della bassa retribuzione femminile, era stata per secoli lo strumento di assoggettamento sociale, politico e culturale, nonché familiare, delle donne. Secondo un criterio indiscusso, infatti, alle donne veniva corrisposto per legge solo il compenso dello sforzo richiesto dal lavoro in fabbrica o in campagna. Il corrispettivo economico delle cure domestiche, invece, attività propria della donna per definizione e destino, veniva integrato nel salario dell’uomo capofamiglia, al quale soltanto spettava il mantenimento della donna e dei figli.

E caso mai non fosse bastata questa giustificazione, c’era l’altra più rozza e sbrigativa, comunemente accettata, dell’inferiorità della forza fisica femminile, del più basso livello d’istruzione e specializzazione e rendimento: in una parola, della naturale, ineliminabile inferiorità della donna.”

Info:
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“Dove la terra trema. Rione terra.” Un racconto inedito di Giorgio Moio


“Dove la terra trema. Rione terra.”
Un racconto inedito di Giorgio Moio

giorgiomoio-dovelaterratrema

Il professore Apicella, che va a casa del suo amico, Cesare Capece, per impartirgli lezioni di matematica, forse per il desiderio di rimanere in contatto con un vecchio confidente, sicuramente non per corteggiare la sorella, non ancora sposata. Carla, la sorella di Cesare, che cerca invece di fargli capire – senza troppi infingimenti – che vorrebbe volentieri i suoi baci. Un racconto che si poggia su un pretesto quasi evanescente per dispiegare un mondo, Pozzuoli, con un linguaggio poetico asciutto, sicuramente frutto di una limatura che traduce la realtà per sottrazione.

È lo stesso protagonista del fatto non-fatto, accaduto ancora da accadere, Cesare, a comparire sulla scena in virtù della sua assenza, ci sono la stanza in disordine e un letto sfatto, e un’atmosfera di reticenza e sospensione, fino all’arrivo di un ispettore di polizia. Quel che resta, insieme al sapore della sconfitta, amara, del chiedersi che cosa è accaduto, o cosa accadrà, è una lingua che riesce, in un miscuglio di italiano e puteolano, a presentare visivamente un mondo e un tempo compiuti.

Luciano Pagano

Giorgio Moio – Dove la terra trema – Rione Terra

Giorgio Moio, poeta verbovisuale, scrittore e critico letterario, è nato a Quarto (NA) il 25 maggio 1959. È stato redattore delle riviste «Altri Termini», diretta da Franco Cavallo e «Oltranza», diretta da Ciro Vitiello (di quest’ultima è anche tra i fondatori e suggeritore della denominazione). Dirige la rivista di letteratura «Risvolti», da lui fondata nel 1998 per conto delle Edizioni Riccardi. Per la stessa casa editrice ha curato alcune collane e volumi. Ha progettato e curato le mostre telematiche di poesia visuale Visual Bauli (2002) e Paradossi visuali (2003). Per l’edizione “Terraterra 2003”, organizzata dalla Rete No Global, ha curato la mostra La babele capovolta. Riviste a Napoli da Documento-Sud a Risvolti (dal 1958 ad oggi) presso l’Istituto Professionale Statale “G. Rossini” di Bagnoli-Napoli. Nel 2005 e nel 2009, nell’ambito della 51a e 53a Biennale di Venezia – Arti Visive, ha partecipato ai progetti di poesia Isola Virtuale e Virtual Mercury House, a cura di Caterina Davinio. Suoi testi sono stati letti o discussi in rassegne e festival di poesia, alcuni organizzati o curati dallo stesso. È presente, anche con scritture verbovisuali ed interventi critici, in volumi collettanei, riviste di letteratura, periodici, antologie, cataloghi d’arte, siti web. Dal 1998 ad oggi ha partecipato ad una cinquantina di mostre collettive di poesia visuale, libri oggettuali, libri d’artista e mail art.

Pubblicazioni – Poesia: Scritture d’attesa (Ripostes, 1989); Sabbie mobili (Edizioni Riccardi, 1996); Work in progress (id., 1997); Oltre la soglia del dolore (Gabrieli, 1999); L’uomo dagli occhi rosa, con Carlo Bugli (Edizioni Riccardi, 2000); Un vibrato continuo, con Luciano Caruso (id., 2002); Libro d’artista n. 33, con Luciano Caruso (Morgana Edizioni, 2002); Parodie marine (Ed. Associazione Naz. Socrate, 2003); Con occhio allegorico (comprende anche Parodie marine, Edizioni Riccardi, 2005 – finalista Premio Feronia-Città di Fiano 2006); La fiera degl’inganni (id., 2008). Prosa: La finestra (Edizioni Riccardi, 2004).

7 Dicembre 2014 – Locorotondo – Manlio Ranieri presenta “Un romanzo inutile”


7 Dicembre 2014 – ore 19.00
presso DOCKS 101 (Via Nardelli 101)
a LOCOROTONDO (BA)

si terrà la presentazione di
“UN ROMANZO INUTILE”
di Manlio Ranieri
musicaos:ed

Domenica 7 Dicembre 2014, alle ore 19.00, presso i locali di DOCKS 101, in Via Nardelli 101, a Locorotondo (BA), si terrà una nuova presentazione di “Un romanzo inutile”, di Manlio Ranieri. La presentazione conclude la prima tornata dell’”INUTILE TOUR”, che ha portato il romanzo di Ranieri a Bari, Bitonto, Copertino e che, dal 2015, porterà il romanzo in tutta la puglia, con tappe a Brindisi, Novoli, San Severo.

“Un romanzo inutile”, di Manlio Ranieri proprio in questi giorni ha ricevuto la “Menzione Speciale” dalla giuria tecnica del prestigioso Premio Letterario Nabokov, edizione 2014.

Giacomo Lavermicocca, scrittore affermato in tutta Italia, tradotto in diversi paesi, vive e lavora nella sua città, Bari, dove attende alla stesura del suo nuovo, attesissimo, romanzo. Giacomo ha dato vita a “Fuori!”, un movimento trasversale di opinione che raccoglie i suoi sostenitori più accaniti e tutti coloro che aspettano da tempo una rivoluzione, sia sociale che intellettuale, che dia uno spiraglio di luce al nostro Paese.

È proprio grazie al peso che il gruppo va assumendo giorno per giorno col blog, nei circoli e nel tour di presentazioni, che Giacomo viene coinvolto in scandali mediatici, illazioni e accuse che prima colpiscono le persone a lui più care, e in seguito, come in un vortice, si chiudono attorno alla sua persona. Politici e affaristi sono pronti a tutto pur di rallentare un cambiamento inesorabile. Giacomo dovrà decidere se soccombere o trovare il coraggio di smontare la macchina del fango.

L’amicizia, l’impegno, l’amore e la scrittura diventeranno, a un certo punto, cruciali. “Un romanzo inutile” descrive la realtà dell’oggi e, allo stesso tempo, ne anticipa il cambiamento.
Manlio Ranieri è nato a Bari, dove vive e lavora nel campo delle energie rinnovabili. Laureato in ingegneria meccanica, si dedica da sempre alla scrittura, alla musica e alla fotografia, pubblicando diversi, tra racconti, storie, romanzi, in rete e fuori.
Ha pubblicato “Di Notte” (Palomar – 2000), “Correre per rimanere immobili” e “Fra santi e falsi dei” (Akkuaria – 2008 e 2010). Ha vinto i premi “Aci S. Antonio”, “I veli della luna”, “Creatività itinerante” e partecipato a diverse antologie di racconti, fra cui “Qualcosa da dire” (Kora – 2005) e “Haiti chiama Bari” (Levante – 2010). Si definisce uno “scrittore rock”.

Il suo romanzo inedito dal titolo “Rosso”, è risultato tra i finalisti della III Edizione del Premio Letterario “La Giara” della Rai.

UN ROMANZO INUTILE, di Manlio Ranieri, smartlit 06, musicaos:ed
Info: www.musicaos.it, info@musicaos.it

6 Dicembre 2014 – Vasto (CH) – Giulia Madonna presenta “Amata tela”.


Giulia-Madonna-Amata-tela-musicaos-ed-coverSABATO 6 DICEMBRE 2014 ALLE ORE 18.00 a VASTO (CH)

presso il “BLUES CAFÉ” (Piazza Barbacani, 18)

in una serata organizzata da LA NUOVA LIBRERIA di Vasto

si terrà la presentazione di

“AMATA TELA” (musicaos:ed),
il nuovo romanzo di GIULIA MADONNA,

relatrice: Emanuela Petroro

“Una lettura che dovrebbe entrare in ogni biblioteca”

Lorenza Morello – CinqueW News

“Amore, sesso, e arte si mescolano nei luoghi del sogno e del sentimento”

24letture/Il Sole 24 Ore – Emanuela Bellotti

“Non c’è effetto speciale nella scrittura, nello scrivere fluido c’è solo
la potenza semplice e inspiegabile dell’amore della passione, della sua incomunicabilità anche verso se stessi”

Sololibri.net – Paolo Ignazio Marongiu

“In uno stile piano, descrittivo ed elegante, l’autrice
Giulia Madonna narra la storia di un ‘amore perfetto’”

Ivana Tata

Sabato 6 Dicembre 2014, alle ore 18.00, nei locali del “Blues Café” (Piazza Barbacani, 18) di Vasto (CH), si terrà la prima presentazione nazionale di “Amata tela”, il nuovo, atteso, romanzo di Giulia Madonna. Interverrà, con l’autrice, Emanuela Petroro, de “La Nuova Libreria”, di Vasto, che organizza la serata.

Un segreto tenuto nascosto per lunghi anni, una scoperta sconvolgente, un uomo di successo e una donna in carriera, un artista squattrinato ma geniale, autore di un quadro misterioso. Immersa nelle atmosfere di una Trieste nebulosa e di una Venezia dal fascino liquido, si agita l’intrigante storia di Eugenio e Francesca, amanti sanguigni, dolci quanto irascibili. “Amata tela” è un romanzo in cui le vicende dei protagonisti si tingono di passioni travolgenti, in un vortice senza fine che si abbatterà inesorabilmente sulle loro vite. Amore, sesso e arte, si mescolano nei luoghi del sogno e del sentimento. “Amata tela” costruisce un’epica di esperienze umane, tra gioie e paure, attraverso un disegno sapientemente tracciato dalla penna di Giulia Madonna.

L’autrice.
Nata a Pescara il 31 luglio del 1963, dopo la maturità scientifica, Giulia Madonna si è laureata in Architettura presso l’Università “Gabriele D’Annunzio” di Pescara. Ha collaborato con studi tecnici della sua città e presso Istituti Paritari è stata docente di corsi regionali di formazione professionale per “Arredatore d’Interni”. Nel 2011 ha pubblicato il romanzo “La stanza vuota” con cui ha vinto il premio della giuria, nel 2012, al “Cinque terre – Golfo dei poeti” (dove si è anche classificata al terzo posto con un racconto dal titolo “Ossessione”) e il premio della giuria “Val di Vara – Alessandra Marziale”. In seguito ha preso parte a diversi concorsi, riscuotendo un buon successo presso i lettori e aggiudicandosi, con un capitolo, il concorso di “Scrittura Collettiva” per la stesura di un romanzo collettivo, organizzato da 24letture, la pagina letteraria del Sole 24 Ore su Twitter.

GIULIA MADONNA – AMATA TELA
MUSICAOS:ED – SMARTLIT 07, pp. 226, €18, ISBN 978-1500716998
in copertina: Fabio Colella, “Senza Titolo”, 2005, acrilico su tela
fotografia di Renato Colella

Libro:
http://www.amazon.it/gp/product/1500716995/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&camp=3370&creative=24114&creativeASIN=1500716995&linkCode=as2&tag=musicaosit-21

Ebook:
http://www.amazon.it/gp/product/B00MGHXOM6/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&camp=3370&creative=24114&creativeASIN=B00MGHXOM6&linkCode=as2&tag=musicaosit-21

Info:
www.musicaos.it
§

La Nuova Libreria: tel. 0873365560
Blues Café: cell. 3454521259

22 Novembre 2014 – Copertino – Anna Scarsella presenta “Il profumo delle rose inglesi” nell’ambito di OktoberBook


anna-scarsella-il-profumo-delle-rose-inglesi-musicaos-ed-le-citrine01Copertino – Assessorato alla Cultura – OktoberBook

SABATO 22 NOVEMBRE 2014 – ORE 19.30

presso

CHIESA DELLE CLARISSE – Copertino (Le)
(Piazza del Popolo / vicinanze Via Margherita di Savoia)

si terrà la presentazione del romanzo

“IL PROFUMO DELLE ROSE INGLESI”

di Anna Scarsella.

Interverranno

Daniela Palmieri, scrittrice
Anna Scarsella, autrice

Sabato 22 Novembre 2014, alle ore 19.30, presso la Chiesa della Clarisse (Piazza del Popolo) di Copertino, si terrà la presentazione del romanzo d’esordio di Anna Scarsella, “Il profumo delle rose inglesi” (musicaos:ed). Dopo il recente successo della prima presentazione, nella quale l’autrice ha tenuto a battesimo, con Livio Romano, il suo romanzo, davanti a un pubblico attento composto da più di duecento persone (presso ex-Convitto Palmieri di Lecce), Anna Scarsella torna a presentare il suo libro, in uno dei luoghi ‘riscoperti’ più suggestivi della nostra provincia e in compagnia di una scrittrice e libraia d’eccezione, Daniela Palmieri.

L’appuntamento, in collaborazione dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Copertino, rientra nella rassegna OktoberBooks, alla quale, fino a dicembre, avranno preso parte più di trenta autori. “Il profumo delle rose inglesi”, di Anna Scarsella, inaugura la collana “Le Citrine”, di musicaos:ed, dedicata al thriller, al giallo e al noir d’autore.

Così scrive Livio Romano, a proposito del romanzo, che prende spunto da luoghi del Salento innestandovi elementi forte suspense: “Chi è questa nuova investigatrice, a quale genere di viaggiatori all’interno del torbido inferno delle passioni umane appartiene la psicanalista Elise? È una donna affascinante e indipendente eppure così magnificamente femminile ed esposta agli smarrimenti d’ogni essere umano anche laddove ardisca a dipanare il ginepraio di bugie, oblii, verità traballanti dentro al quale suo malgrado s’è imbattuta.

Ha tutte le caratteristiche, Elise, insomma, perché i lettori se ne innamorino, ne fantastichino le fattezze, se la figurino all’azione in quello strenuo sforzo di dominare il personale timor panico e di lacerare la cortina di mistero che ha improvvisamente avvolto le sue giornate. In questo noir scritto con piglio sicuro e controllato,
Anna Scarsella ci sorprende per la ricchezza e la varietà della folla, cospirante e insieme disperatamente bisognosa di aiuto, la quale nugola attorno all’irresistibile protagonista. Tratteggiati con sapiente sottrazione, e proprio per questo assai vividi, agiscono inoltre i due uomini più importanti di Elise, uno molto vicino alla Nostra e l’altro, il dispensatore del profumo balsamico del titolo del romanzo, posto in una lontananza catartica. È facile già presagire la psicanalista e i suoi due angeli custodi alle prese con un nuovo sapido intrigo da sgarbugliare nella città immaginaria di Malecuti.”

Anna Scarsella, vive e lavora come insegnante di storia e filosofia in un liceo di Lecce, città nella quale è nata. È appassionata di storia contemporanea e psicologia. Ha tradotto e pubblicato per la casa editrice Milella di Lecce un saggio del filosofo scozzese Lord Kames dal titolo “Discorso Preliminare sull’Origine degli Uomini e delle Lingue”. “Il profumo delle rose inglesi” è il suo primo romanzo.

“Il profumo delle rose inglesi”, Anna Scarsella
musicaos:ed, le citrine 01 – Pagine 174, ISBN 978-1501078286, libro 15€, ebook 5,99€

Libro:

http://www.amazon.it/gp/product/1501078283/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&camp=3370&creative=24114&creativeASIN=1501078283&linkCode=as2&tag=musicaosit-21

Ebook:

http://www.amazon.it/Anna-Scarsella-profumo-delle-inglesi-ebook/dp/B00O0BEZ1K/ref=tmm_kin_swatch_0?_encoding=UTF8&sr=&qid=

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Teatro: 19 Novembre 2014 – “Il Dottor Mefisto” da Christopher Marlowe – riscrittura e regia di Davide Morgagni – LECCE – Teatro Paisiello


“Dolcissimi amici, il 19 novembre, giorno di San Fausto, vi aspettiamo al Teatro Paisiello. Sobri. Io e il diavolo. Mancate se potete. Indosserò per voi un collare senza apertura.”

Firmato
D M

Mercoledì 19 Novembre 2014 – alle ore 21.00
presso il Teatro Paisiello di Lecce (Via Palmieri)
IL DOTTOR MEFISTO da Christopher Marlowe

Teatro Paisiello – LecceMercoledì 19 Novembre 2014 – Ore 21.00INGRESSO UNICO 10€
info e biglietti 334.6572108 – 389.9904568

Riscrittura e regia teatrale Davide Morgagni

Coreografie Valentina Sciurti

Musiche di Giuseppe Verdi

con
Davide Morgagni, Valentina Sciurti, Beatrice Perrone

Costumi
Anna Bisconti

Foto di scena
Lorenzo Papadia

audio e luci
PM Service

Mercoledì 19 Novembre 2014, alle ore 21.00, presso il Teatro Paisiello di Lecce (Via Palmieri), si terrà la prima assoluta de “Il Dottor Mefisto”, per la riscrittura e regia teatrale di Davide Morgagni. “Il Dottor Mefisto”, di Davide Morgagni, è la riscrittura, concertata nel Requiem di Verdi, de “La tragica storia del Dottor Fausto” di Christopher Marlowe.

Insoddisfatto dei saperi umani e degli “scribi mercenari”, deciso a darsi alla negromanzia per aspirare al predominio universale e all’arte totale, esoterica, Fausto invoca il diavolo, al quale rende l’anima e tutto se stesso.
Il Dottor Fausto è un visitato, e al ritmo dell’invocazione, complice l’inedito montaggio dell’opera verdiana, finalmente appare a Mefisto. E di questo Mefisto vestito da sposa, da serva-padrona danzante, sua proiezione, assume la voce messaggera, per andare oltre il Discorso dominante, il discorso dell’accademia teatrale, per farla finita con l’inferno, in un perpetuo divenire femmina…

L’opera di Marlowe, fra le prime versioni in assoluto delle vicende di Faust, è una macchina sovversiva, che va oltre ogni “borghesia” del senso, una macchina burlesca, destabilizzante, che sottrae l’inferno all’aldilà, proprio perché l’inferno non esiste, se non in scena, nella poetica attoriale, coreografato, sagomato, amplificato dalla orchestrazione fonica.

Il Dottor Fausto è ateo, isolato in un mondo cristiano, terrorizzato dalle bestemmie e troppo vicino alla fede per risultarne indifferente. Christopher Marlowe, scomparso all’età di ventinove anni, ha scritto alcune delle pagine più alte del teatro elisabettiano e, come scrisse il poeta e premio Nobel per la letteratura T. S. Eliot: “In Faust, Marlowe andò oltre: ruppe il verso, guadagnando d’intensità, nell’ultimo soliloquio; e sviluppò un nuovo e importante tono discorsivo nel dialogo di Faust col diavolo”, uno humour selvaggio, comico e terribilmente serio.

La regia di Davide Morgagni restituisce a quest’opera la serietà di un montaggio essenziale, nel quale musica, testo e danza sono in simbiosi, sulla scena. Insieme al regista, la danzatrice Valentina Sciurti e Beatrice Perrone, al suo debutto sulla scena.

Davide Morgagni nasce a Lecce nel 1977. Si laurea in Filosofia. Nel novembre del 2013 debutta alla scrittura e regia teatrale con “RICCARDINO III”, da William Shakespeare. Nel 2014 ha pubblicato “I pornomadi” (musicaos:ed), romanzo dal quale è stato tratto un reading.

Valentina Sciurti nasce a Lecce nel 1989, studia danza classica e sperimenta differenti forme di danza contemporanea tra Italia, Germania e Inghilterra. Nel 2012 inizia la sua ricerca come danzatrice indipendente. Nel gennaio 2013 fonda Blooddancecompany di cui è coreografa e regista. Produce “NO EXIT” (2013) e “L’altra mano dell’amore” (2014)

IL DOTTOR MEFISTO
da Christopher Marlowe
musiche di Giuseppe Verdi

Teatro Paisiello – Lecce
Mercoledì 19 Novembre 2014 – Ore 21.00
INGRESSO UNICO 10€
info e biglietti 334.6572108 – 389.9904568

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Caffè Letterario
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“A un tratto il vento”, di Moira Fusco. Un racconto inedito


“A UN TRATTO IL VENTO” – Moira Fusco

Stavano cadendo le foglie, le ultime di Ottobre, e con loro se ne andavano i colori caldi dell’Autunno, il giallo paglierino misto al marrone-terra intenso, che sapeva tanto di quella stagione e del suo clima ancora caldo umido e, quasi per caso, un po’ di passaggio.
L’arrivo dell’Inverno non aveva tardato a farsi sentire.
Nina aveva freddo e zero voglia di fermarsi a sistemare l’armadio, i cambi di stagione li aveva sempre odiati, non sopportava l’idea di mettere ordine in quel “caos calmo” di indumenti in cui tutte le volte ritrovava un po’ di sé stessa, seppure in tempi e stagioni diverse.

L’Inverno stava arrivando, e l’unica cosa certa era che le era tornata la voglia di scrivere: una voglia estranea ai suoi impegni quotidiani, che esigeva essere assecondata mentre si faceva strada sicura, e pronta come una voragine a risucchiare il resto.
Doveva scrivere: scrivere di lei, di quei cambiamenti che da mesi la accompagnavano, rielaborare quegli accadimenti segnati da non poco dolore.
Il ritorno dalla “città eterna” non era stato semplice, l’aveva quasi tramortita lasciandole uno strano senso di stordimento e l’ansia di dare un significato a tutto ciò che sarebbe arrivato: ma quel “significato” era difficile da trovare.
Nina raccolse le matite che la sera prima erano rotolate a terra, senza nemmeno chiedersi come ci fossero finite lì, mescolate alla cenere venuta fuori dal camino: le piaceva sedere accanto al suo fuoco caldo, scoppiettante, profondamente accogliente.
Non indugiò oltre con i pensieri, troppo pericoloso il confronto con le emozioni; raccolse tutto, si infilò rapida il soprabito avvolgendosi con uno dei suoi foulard dalle tinte forse un po’ troppo estive, e si diresse fuori senza una meta precisa. Voleva restare con sé stessa, era tanto che non lo faceva. Di quei suoi momenti ne aveva avuto sempre bisogno, le servivano per assestarsi, per riprendersi le sue ombre, rimescolarle e trasformarle in energia vitale e più produttiva.

moirafuscoauntrattoilvento-img1Poi d’improvviso, quando ormai la soglia di quel cancello un po’ scolorito era stata varcata del tutto e la sua voglia di tirare fiato era divenuta sempre più invadente, lo squillo stonato del telefono la riportò bruscamente alla realtà, e trasalì di colpo:
«Pronto» disse, senza nascondere il disappunto per quella chiamata giunta in un momento così ricercato. Dall’altra parte però, nessuna risposta, a parte il bip cadenzato della linea interrotta, che si ripeteva snervante come una cantilena.
Nina salì in macchina, girò decisa le chiavi , ed ecco di nuovo, lo squillo del telefono:

«Pronto» rispose in tono più secco stavolta.
«Nina sono io…» ribatté una voce dall’altra parte, tono basso e incerto tanto da farle credere, per un momento, che il suo interlocutore non fosse chi conosceva bene, ma un altro uomo, forse un omonimo con il suo stesso nome: poteva essere?
«Andrea, ancora? Quante volte devo dirtelo? Quante? Abbiamo rotto, stavolta è finita davvero. Non angosciarmi!»
«Nina… ti prego, ripensaci, non adesso, non così» disse quell’uomo di cui nulla sembrava più essere sopravvissuto nel presente, «Te l’ho promesso, cambierà, cambierà tutto, credimi! Non lasciarmi, ho il vuoto dentro…»

Così disse quella voce tremula e irriconoscibile. Com’era diversa da quella sicura e calda che un tempo l’aveva quasi rapita in un gioco di frasi costruite per ogni circostanza, con la grazia seducente del più attraente tra gli inganni. Quell’uomo l’aveva soggiogata per troppo giorni tra la dolcezza estrema delle sue carezze, e la passione di quelle notti lunghe e irripetibili che le lasciavano il suo odore addosso fino al mattino dopo, tanto da prevalere in modo prepotente sul suo profumo alla vaniglia nera.
La maturità degli anni conferisce forza agli uomini troppo generosamente, Nina questo lo aveva sempre saputo, ma non riusciva più a perdonare quell’uomo, non era disposta a farlo e, forse, ancora meno, perdonava sé stessa. Come aveva potuto essere tanto cieca di fronte all’evidenza assoluta? E per quale ragione, si domandava tormentandosi, non era riuscita a padroneggiare quel turbinio di emozioni che l’avevano invasa senza nemmeno la grazia di un preavviso, lasciandole uno strano vuoto al quale non sapeva più assegnare un nome.
Era giunta alla conclusione, di come nella vita esistessero due tipi di dolore: quelli provocati da noi stessi, dirette conseguenze del nostro agire e, quindi, evitabili con la doverosa coscienza e sano raziocinio; e quelli agiti dall’”alto”, per conto forse di un Dio impietoso o, semplicemente, risultato di un destino immeritevole. Questi ultimi erano, sicuramente, i più difficili da superare, e la capacità di non cristallizzarli in dei traumi permanenti dipendeva dalle risorse interiori che una persona possedeva e dalla forza che aveva sviluppato nel corso della sua stessa vita; i primi, invece, corrispondevano a qualcosa che volendo si poteva evitare, o per lo meno, “aggirare” con dovizia di coscienza e pensiero. E dov’era finito il suo? Quando Nina se lo era chiesto, aveva compreso di averlo smarrito nelle oscillazioni costanti delle sue giornate. “Rassicurante “quella storia non lo era mai stata, di certo, non per lei.

«È finita Andrea, non una parola, basta!» fu questa la sua ultima frase a cui seguì lo spegnimento del telefono.
Accese la macchina e affondò il piede sull’acceleratore tra un misto di rabbia e orgoglio da difendere, consapevole di essere libera da tutti quei giochi viziati, dalle bugie e dai tentennamenti, dalle illusioni di quell’amore terribile dal sapore dolce-amaro che si fondeva con i suoi moti interiori desiderosi di quiete, una quiete che tardava ad arrivare, o che, forse, lei stessa rendeva difficile assecondare.
Stava già camminando da un po’, a velocità fin troppo accelerata e aveva attraversato tutte le colline: Firenze alle sue spalle era ormai fin troppo lontana, non era più percepibile a occhio nudo e con lei, la voglia di ritornare indietro. Cominciava a piovere, l’odore della pioggia diventava tangibile con le goccioline che stavano cospargendo a macchia d’olio il vetro della sua macchina, con il benestare dei tergicristalli ormai troppo vecchi e poco d’aiuto.

Aveva percorso chilometri senza chiedersi dove stesse andando, in una corsa che aveva dato il là alla rassegna analitica dei suoi anni romani, avvolti da perché che non avrebbero mai ricevuto risposta. I ricordi l’avevano soggiogata tra stati d’animo agli antipodi, sospesi nel limbo del non senso, spudorati nella capacità di ferirla in ogni lembo di pensiero.
Tra quei sentieri della maremma toscana, fatti di macchie verdi fitte, evidentemente estranei da tempo a qualsiasi forma di presenza, Nina aveva percorso a ritroso lei e Andrea, in tutte le sfumature di cui avevano saputo contornarsi in quasi quattro anni di vita insieme. E le era tornata alla mente proprio quella mattina così simile a tante altre, quando con l’Estate già vestita d’Autunno, se n’era andata rapida come il più brusco degli Inverni. Aveva seminato il panico in quella stanza da letto che le era stata sempre fin troppo grande, fino al corridoio del bagno, rovesciando tutto ciò che le si presentava facile e a portata di mano.
Si era svegliata e, per la prima volta, davanti allo specchio, quello preferito da sua madre riservato al rituale del mattino, si era guardata stentando a riconoscersi in quei suoi 36 anni volati via tutti d’un fiato: quando anche tutte quelle notti si fossero consumate, cosa le sarebbe rimasto se non la presenza fissa della nostalgia? Una nostalgia terribile, di quelle che non riesci ad acquietare, che ha il sapore di una rinascita fin troppo breve da lasciarsi apprezzare.
Quante volte le loro parole avevano fatto l’amore scivolando l’una tra la bocca dell’altra? Troppe volte si erano tirati contro tutte le ragioni per cui non si poteva continuare quell’amore che sembrava una variabile impazzita, per poi ritrovarsi uniti, in una stretta che la sua pelle ricordava ancora.
Eppure da quelle braccia Nina aveva deciso di fuggire, senza voltarsi mai indietro per non rischiare il peso della nostalgia che sapeva bene attanagliarle il respiro, al pari delle loro bocche quando si univano per ore, e il tempo non era più una questione che apparteneva all’uno o all’altro ormai persi nell’altrove.
Partire per un dove forse non ancora stabilito; partire per salvare sé stessa prima ancora di salvare quell’amore che riusciva a consumare e piegare al pari di un pianto disperato, il piacere della sensualità era un prezzo alto da pagare.
Stavolta Nina aveva deciso di scegliersi davvero, e finendo l’ultima sigaretta, in quella che per anni era stata la loro casa, su un pezzo di carta usato su un lato, recuperato dal vecchio tavolo in cucina che Andrea aveva ristrutturato come tra i più cari dei suppellettili antichi, lei aveva scritto:

La fine segna il mio inizio…
Tra tutte le alternative possibili
Scelgo lo spazio che ora ci separa.
Lo affondo nel blu di queste lettere composte
E lo riaffido a te; perditi in esso, e se ci riesci, inventa nuove parole.
La donna che ero è la donna che ancora sono.
C’è stato un tempo in cui l’avevo scordato.
Per fortuna ho fatto un corso di tecniche di memoria.

E poi si era firmata: Nina.

Così era andata quella fuga sulla strada di un non ritorno, e non le restava altro se non viverlo in tutto il peso che comportava.
Le note di “I ve got see you again” con quella linea di violino malinconica, sulla voce di Norah Jones, la riportarono alla lucidità del momento, e alla sua macchina che sembrava perdere energia quasi quanto lei.
Nina si riguardò bene intorno, forse si era persa:
L’hai fatto di nuovo – si rimproverò – mai un freno alla tua impulsività! E adesso? Possibile che non ci sia ombra di segnaletica? Figurarsi, in queste strade dimenticate da Dio! È la volta che ci rimani tra questi quattro tornanti circondati dal nulla, e finalmente ti passerà il bisogno introspettivo di solitudine… donna testarda che sei! –
Parlare a voce alta era qualcosa che si portava dietro da bambina, un tratto di cui non riusciva e non voleva liberarsi: lo faceva senza prestarci attenzione, andava in automatico ogni qualvolta si presentava una situazione particolare, quella modalità di riflettere riusciva sempre a procurarle un ché di serena rassicurazione.
Poi d’un tratto, quasi al confine del lato destro della strada, le sembrò di intravedere una sagoma, forse un uomo, tra quella pioggia che si era fatta ancora più fitta non era facile mettere a fuoco nulla.
Rallentò e accostò piano, mentre quella figura iniziava a scorgersi in modo sempre più netto: immobile, sotto una pioggia che non dava cenno di tregua, un uomo era lì, come se stesse aspettando qualcosa o qualcuno, mantenendo sotto il suo braccio destro uno strumento che sembrava essere un violino.
Nina frenò davanti a lui, non si poteva credere che fosse lì immobile, e a giudicare dal suo aspetto, completamente fradicio, chissà da quanto tempo!
Abbassò il finestrino della macchina un po’ diffidente, e poi chiese:

«Che ci fai sotto questo diluvio? Vuoi una mano?»
I suoi occhi incontrarono quelli del ragazzo, penetranti e scuri, così sereni nonostante quell’atmosfera dai colori grigi, preludio di un altro temporale in arrivo: quegli occhi la fissavano nella semplicità più disarmante, facendola sentire più piccola che mai.
Il ragazzo ci mise qualche secondo per risponderle, un tempo che a Nina parve interminabile.

«Hai visto che spettacolo?» le chiese d’un tratto.

Come che spettacolo? Com’era possibile una simile osservazione, interamente fradicio, tra quelle strade che sembravano un labirinto sfacciato senza via di fuga.
Nina stava per salutare in fretta, premere l’acceleratore e proseguire con un misto di sgomento e angoscia dovuta al timore di non riuscire a tornare indietro, quando lui la incalzò nuovamente, sorprendendola, quasi avesse letto la sua ansia di andare:

«Hai mai pensato» le disse «che quando la pioggia cade così forte, trascina con sé ogni peso che ci portiamo dentro? Ti sei mai fermata ad ascoltarla, ad ascoltare il suo ritmo intendo: è simile a quello di una danza, sembra quasi la danza dell’anima. Lo senti? Quando cade sulle pietre rimbalzando e colpisce ciò che trova intorno, il suo ritmo cambia e si fa a singhiozzo; poi ritorna lo stesso, ordinato e perfetto come un meraviglioso tempo in quattro quarti! Non sono pazzo sai?» sorrise, sollevando leggermente il lato destro della bocca, lasciando scivolare le sue parole come la più ovvia delle verità «Ho solo la musica dentro!»
Nina non riusciva a mettere a fuoco ciò che stava accadendo, sapeva solo che il suono di quella voce era ancora peggio di quegli occhi irruenti.

«Sali dai» disse senza esitare «sei completamente fradicio!»
Ormai era andata e non aveva voglia di pensarci troppo; quel ragazzo e il suo modo surreale di parlare la attiravano peggio di una calamita.
«Sto lavorando al mio ultimo spartito» disse il ragazzo rompendo il silenzio e l’imbarazzo che accompagnano l’arrivo di uno sconosciuto, «ho bisogno di ascoltare i suoni “puri”, le assonanze e dissonanze che ci sanno svelare solo gli eventi naturali, quelli che non sappiamo più decifrare».

«Sei un musicista? Come ti chiami? Hai un modo strano di comporre, sai! Mi hai spaventata a vederti lì, sul ciglio della strada, fermo quasi fossi un sasso. Il mio nome è Nina e a quanto pare sono una scrittrice distratta, che perde facilmente le coordinate temporali fuori dal suo studio. Mi sono persa mentre cercavo di ritrovarmi, è curioso, no?»
«Affatto!» le rispose il ragazzo «Io mi perdo più volte in uno stesso giorno, e ogni volte che ho a che fare con un nuovo ensemble di note! È la parte più affascinante della mia ricerca: per tendere al nuovo bisogna essere disposti a perdere qualcosa, ma la ricompensa è così dolce che ne vale il prezzo! Ah, mi chiamo Mauro».

Quelle parole la colpirono: Nina fermò la macchina che iniziava a dare cenni di sofferenza, era troppo vecchia per reggere il peso di tanta pioggia e temeva che si sarebbe spenta da un momento all’altro, proprio lì nel mezzo dei tornanti che avrebbero dovuto ricondurla alla sua amata Firenze.

«Dobbiamo fare una sosta o rischiamo di rimanere qui non so quante ore, sarebbe terribile!»

Pronunciò queste parole così in fretta da lasciar trapelare l’imbarazzo che le accompagnavano: era un imbarazzo insolito, nel quale non si riconosceva; del tutto inaspettato carico di una sensualità che la sconcertava e non concedeva il tempo della pausa di un respiro.

Mauro rimase in silenzio, senza un minimo cenno di risposta la guardava quasi assorto. Ora che, di colpo, era diventato taciturno e quasi assente solo l’elettricità che le sue mani sapevano sprigionare offriva il segno della sua presenza. Quelle mani Nina non riusciva a smettere di fissarle, tra mille pensieri che la attraversavano, proprio come stava facendo la pioggia in ogni forma che li circondava.
Non ci si poteva fidare di mani come quelle, erano mani che sapevano suonare la musica, fare volare le note e la fantasia al pari dei fumi dell’alcool. Non ci si poteva fidare di una mente come quella, in grado di superare la realtà con l’attimo rubato di un battito di ciglia.

«Se vuoi ti faccio ascoltare la mia musica; non sono bravo con le parole… è lei il mio linguaggio. Tu però promettimi di restare per pochi secondi sospesa con il pensiero… Ce la fai?»

Si erano fermati nel bel mezzo di una strada poco agibile: l’acqua si era raccolta in delle pozzanghere terra marrone che le ricordavano tanto le strade del paesino in cui aveva trascorso i suoi anni più belli, tra i racconti di donne che usavano riunirsi verso l’imbrunire dei caldi pomeriggi d’estate, quando le strade si riempivano di sedie pazientemente trasportate dagli angoli delle cucine ancora calde e in fermento. Insieme, fedelmente raccolte come una promessa, quelle donne si ritrovavano nella afosa calura salentina per raccontarsi la loro storia quotidiana, mescolando verità a piccole fantasie cucite a regola d’arte per ogni circostanza e ogni personaggio ignaro di quanto stesse accadendo. Nina le guardava e ascoltava, aspettando inquieta il momento del caffè, quel profumatissimo caffè nero bollente: prenderlo assieme alle altre donne segnava una linea di confine significativa, che preannunciava il passaggio verso l’età adulta, verso quell’essere donna che così tanto la incuriosiva in ogni dimensione che schiudeva. Il tintinnio dei cucchiaini e la voce di sua nonna che si confondeva a quella delle altre donne, in una piccola stradina bianca di passaggio, che tante storie aveva accolto e tante altre ancora ne avrebbe restituite.

Il suono vibrato del violino di Mauro la fece trasalire, interrompendo di colpo quel legame con il passato, e irrompendo con scale in minore che le raggiunsero rapidamente l’anima.
«Ora ti ascolto» disse Nina, tradendo nella voce il peso dell’emozione resa più vulnerabile dalla nostalgia del ricordo.

Era la stessa emozione che precede il tempo della scoperta, quella che accomuna gli amanti nei loro rituali d’amore, fatti di giochi sottili e tecniche di seduzione lente, leggere, in un desiderio sfiorato prima ancora dalle menti che dalla voluttà dei corpi.
E così quel violino iniziò a suonare, in complice accordo con il cadere della pioggia, si faceva strada tra le linee dei pensieri di Nina, deciso a riempirli tutti di colpo.
Era davvero la musica dell’anima, quei suoni aprivano spazi dapprima sconosciuti, colmavano silenzi, quei silenzi in grado di liberare dal superfluo ripercorrendo la strada dell’inconscio: filari secchi di piante di tabacco e Sole mediterraneo in cui i piedi di Nina si perdevano, raccogliendo profumi che si sarebbe portata dentro per sempre, rendendola la donna dalle mille angolazioni sfumate che ora era. Le note suonavano in moto perenne, lo stesso di quel mare che tante volte Nina aveva guardato, e poi attraversato perdendosi dentro, nelle sue giornate di nostalgia e di ricerca di senso. In quelle onde rapide Nina si era tuffata più volte, e più volte aveva scelto di risalire.
La musica di Mauro era per Nina un viaggio dell’io nel profondo, un io affacciato su di esso che riusciva a fissarlo in modo imbarazzante, senza ammissione di menzogna; un viaggio da cui non si poteva tornare, nel quale i pensieri correvano il rischio di apparire simili a specchi spaccati al centro, poco credibili in ciò che restituivano alla vista; la sua vita in una melodia intrisa di accenti, di un pentagramma che il ragazzo aveva disegnato in modo imprevedibile nella sua mente. Era lei ancora di fronte alle sue scelte, nel bene o nel male erano state fatte tutte, e ora non le rimaneva che proseguire, stringendo forte l’amore di sua madre, intenso come il profumo dei ciclamini rossi che le aveva lasciato sulla finestra, mai sarebbe passato, né mai l’avrebbe lasciata.

All’improvviso Mauro si fermò, forse si accorse di come Nina lo stava guardando, o forse del vento che si era alzato a un tratto, quasi a voler insistere sulle sue mani: scoprì lo sguardo attento di Nina e afferrò la sua mano con fermezza: come era calda quella mano di donna! Un calore che lui non conosceva bene, o forse aveva dimenticato; una mano profumata della vita che Nina portava con sé, come si porta una valigia che ha i segni del tempo e delle stazioni nelle quali è passata, fatta di sguardi di passeggeri che la incrociano tra i binari diretti verso mete destinate a schiudere il nuovo.
Mauro avvicinò le sue labbra a quelle di Nina, erano belle e pronte a sottrarsi alla prima occasione lecita, cosi che nessuno avrebbe potuto obiettare loro nulla, nemmeno l’accenno di un torto subito. Nina sentì la pelle di Mauro già troppo vicina alla sua, e fece un passo indietro per ritrarsi, in fondo era ancora in tempo, perfettamente in tempo per scappare:
«A volte mi sento una scheggia impazzita, troppo rapida perfino per me stessa» gli disse di colpo, sperando di mascherare quell’imbarazzo che poco si spiegava, «Tu hai le dissonanze dei tuoi accordi, io il mio vissuto che disegna il futuro a suo piacimento; è lui a decidere dove vuole che io lo segua: il problema è capire se si tratta dell’ennesimo giro di giostra o di un salto nel cristallino…»
«Forse dovresti ascoltarti e basta, e affidarti alla musica che ti suona dentro, è difficile che lei menta. Sono venuto qui ad ascoltare il rumore della pioggia perché solo lei poteva restituirmi il ritmo della musica che stavo perdendo. Sono giorni che viaggio, voglio attraversare la Maremma intera e forse tra queste macchie un po’ perse riuscirò a terminare la mia opera, la più complessa di tutte… ma tu non mi hai ancora detto dove stai andando?»

Nina distolse lo sguardo per affondarlo nel verde degli alberi che li circondavano come in un abbraccio, poi sentì la mano di Mauro sfiorarle il collo e scostarle i capelli con una dolcezza che aveva scordato: in un’altra dimensione, in un posto non definito e nello stesso istante, lei e Mauro erano insieme, intenti a bere una tazza di the caldo, in un antico casolare di fronte a un fuoco rosso come le vibrazioni che accendevano ogni loro gesto a dispetto degli anni trascorsi. In un’altra dimensione, Nina e Mauro erano al passo, senza limiti temporali viaggiavano su onde di condivisione che sfuggivano alla quotidianità dell’ovvio: lei lo accarezzava al ritmo di una musica che non conosceva i contorni delle pause.
Mauro sembrò leggerla tra i pensieri, si avvicinò a Nina stringendola forte di colpo. I loro corpi si unirono in quella pioggia che non voleva arrendersi, affondarono l’uno nell’altra tra i piaceri delle bocche che per tutto il tempo non smisero di assaporare i respiri più rapidi e caldi, finché anche le loro menti finirono per fare l’amore. Istantanea di un’unione che sapeva fare a meno dei dettagli della descrizione, Nina stava facendo l’amore come non le capitava da tempo, tra i giochi di luci e di ombre in cui Mauro riusciva a trascinarla senza sforzo; senza difese da fare scattare, le rimaneva il piacere puro mescolato all’incoscienza degli anni che da lui la separavano, ma a quello ci avrebbe pensato in un momento ben diverso.

Quando il piacere estremo raggiunse entrambi, i loro occhi si incrociarono ancora scoprendo il blu intriso al buio:
«“E quando l’ultima nota suonerà, il tuo pensiero avrà sondato l’ultima zona del mio essere e, perdutamente, in te annegherò i miei sensi e ancora ti verrò a cercare… Che donna sei Nina? Quanto sei disposta a lasciarti cercare?». Così disse Mauro, spiazzandola di colpo «Quanto concedi di te a chi ti sfiora incrociandoti di passaggio?»
«Non c’è passante che mi faccia fermare» rispose Nina passandosi una mano tra i capelli, un gesto che faceva spesso con una sinuosità quasi inconsapevole «il mio viaggio non conosce la parola fine Mauro, né ha una città d’arrivo. Sono nomade forse più di te. Sono il tempo che mi è scivolato addosso e le distanze abitate dei miei anni trascorsi. Ho il fuoco dentro che brucia, e conservo il segreto del divenire e del ricordo nel loro continuo alternarsi, aspettando che uno lasci il posto all’altro. Sono la forza e il coraggio di mia madre iscritti al tramonto di una terra che profumerà sempre di Sole; sono ciò che la mia terra mi rimanda in archetipi che hanno concorso alle nostre esistenze, condannandoci a una ricerca di quiete che non vedrà mai fine. Sono la donna che ti ha soccorso sotto la pioggia, fiume in piena dei miei sogni dorati, sospesi nel luogo dell’altrove dove ogni cosa ha la sua ragione d’essere e dove il mio io sfaccettato si nutre della dolcezza eterna del sentire autentico, armonioso e dissonante proprio come la tua musica».
moirafuscoauntrattoilvento-img2Nina sembrava quel treno in corsa senza fermate che aveva descritto: Mauro le accarezzò il volto in un gesto colmo del suo sentire, conosceva bene la sensazione di perdersi e il coraggio di osare in quella ricerca di cui quella donna gli stava parlando, ma ora ogni cosa appariva diversa: quella donna riusciva a farlo vorticare come foglia nel ciclo del vento. Al pari della sua musica lui l’aveva denudata, e ora lei le restituiva il colpo, riassestandolo con eleganza sottile. Entrambi si erano dati, e il risultato era stato la contaminazione di due mondi tanto imprevedibili quanto rapidi come un “giro di giostra”; due esistenze a confronto con il loro viaggio di auto-scoperta e di esplorazione.
La musica di Mauro non sarebbe stata più la stessa, sarebbe suonata diversa: Nina gli era entrata dentro, aveva finito per insinuarsi tra le note dei suoi accordi, puntuale e inevitabile come un abbellimento su uno spartito.

Mauro era lì, la guardava con gli occhi sgranati colmi di coraggio e della sfrontatezza tipica dei vent’anni: non se ne andava, non spostava di un solo millimetro il suo corpo da quello di Nina, la teneva stretta in quell’abbraccio che aveva ricevuto la grazia della misericordia, consapevole che se avesse abbassato lo sguardo Nina avrebbe svicolato in velocità e preso la strada del ritorno. Lui non voleva: la voleva ancora e ancora desiderava oltrepassare quello sguardo di donna pregno di ricordi, di indizi sfumati di una vita trascorsa tra innumerevoli volti, tra i tetti di una Roma raccolta tra le voci del Mercatino dei Fiori, a un passo da Trastevere.
Nina lo guardò ancora, di nuovo padrona di sé stessa, aveva infilato il golf un po’ umido: lo spazio di uno pausa li separava, una piccola pausa nera segnata su un pentagramma che lui aveva già scritto e deciso, dirigendo l’inizio e la fine della sua musica; ma lontano da essa, lontano dal suo strumento, che direzione avrebbe scelto di dare a quel loro incontro?
Così Nina decise di riconoscersi e di scegliersi ancora, di tessere un’alleanza profonda con sé stessa, prima ancora che con il mondo esterno. E in quel patto interiore dalla forma così personale, ritrovava tutto ciò che aveva costruito e che ora era pronta a dare. I profumi dell’anima sarebbero rimasti tali ovunque il suo sguardo si fosse arrestato e l’avrebbero preceduta in ogni sentire, dire o immaginare, pronti a mostrarle, fra cenni taciti e immediati, la direzione da seguire.

Tra quelle strade perse della Maremma, il mondo si era ritirato con il suo sapere e la fiducia estrema in esso: Nina e Mauro erano rimasti lì con i loro immaginari dalle tinte troppo personali da potersi raccontare. Un dialogo tacito tra due inconsci, piccolo scontro fra titani che faceva vibrare come la corda di un violoncello sotto un cielo plumbeo e l’aria rosa. Il vento stava di nuovo per arrivare, lo sentiva disegnare spirali decise al confine con la sua stanza fiorentina: ancora una volta sarebbe rimasta lì a guardare.

Moira Fusco è responsabile per la comunicazione della Comunità San Francesco (SanFra) di Ugento, ed è autrice di articoli e campagna di comunicazione contro la violenza di genere; fa parte dell’Osservatorio Donna dell’Università del Salento.

8 Novembre – 7 Dicembre 2014, “Inutile Tour”, Manlio Ranieri presenta “Un romanzo inutile”, ecco i primi appuntamenti.


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“INUTILE TOUR” ovvero Manlio Ranieri & “Un romanzo inutile”
continuano le presentazioni del 2014, prossimi appuntamenti: Sabato 8 Novembre 2014 – Ore 18:30
Ákasa – Associazione di Promozione Sociale
Bari (Via Osvaldo Marzano, 36)
Tel. 080.2022752 – 320.6404806
http://www.akasabari.it/

Domenica 16 Novembre 2014 – ore 19.30
Copertino – Assessorato alla Cultura – OktoberBook
Chiesa delle Clarisse (Via Margherita di Savoia / Piazza del Popolo)

Sabato 22 Novembre 2014 – Ore 18:30
Torrione Angioino – Piazza Marconi – Bitonto (BA)

Evento in collaborazione con: Libreria del Teatro
Bitonto (Bari) – Largo Teatro, 7
Tel. 080 3758368 – 339.1810911
http://www.libreriadelteatro.it/

Domenica 7 Dicembre 2014 – Ore 19.00
Docks 101
Locorotondo (Via Nardelli, 101)
Tel. 080.4312471 – 338.9426280
http://www.docks101.it/

Info:
http://www.musicaos.it/

Acquista “Un romanzo inutile” di Manlio Ranieri:
Libro:
Ebook:

19 Ottobre 2014 – Copertino – Elio Coriano presenta “A nuda voce. Canto per le tabacchine”, per Oktoberbook (CANTINA QUATTRO CASALI, Via Galatina)


Nell’ambito della rassegna OktoberBook a cura dell’Assessorato alla Cultura di Copertino

Domenica 19 Ottobre 2014 – alle ore 19.00 a Copertino (LE) presso la CANTINA QUATTRO CASALI (Via Galatina)

ELIO CORIANO presenterà “A nuda voce. Canto per le tabacchine” (musicaos:ed, poesia)

Voce e testi: Elio Coriano

Musica: Vito Aluisi

Con la partecipazione straordinaria di Stella Grande

introduce, Luciano Pagano

ingresso libero

Domenica 19 Ottobre 2014, alle ore 19.00, nell’ambito della rassegna OKTOBERBOOK, realizzata dall’Assessorato alla Cultura di Copertino, si terrà, presso la CANTINA QUATTRO CASALI di Copertino (via Galatina), la prima presentazione nazionale di “A nuda voce. Canto per le tabacchine”, la raccolta poetica di Elio Coriano. Il testo della raccolta poetica diventa un recital poetico nel quale la musica di Vito Aluisi accompagnerà la voce di Elio Coriano e il canto di Stella Grande.

“Elio Coriano con questa sua opera intende restituire una voce alle tabacchine morte il 13 giugno 1960 a Calimera, a causa di un incendio nei locali della ditta Villani e Franzo. Questo canto si unisce a quello di una generazione di salentini che hanno lavorato, anche in condizioni disumane, per garantire un futuro ai propri figli.” (dalla quarta di copertina). Questa raccolta inaugura la collana di poesia di musicaos:ed.

ElioCoriano-A-nuda-voce-canto-per-le-tabacchine

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dall’introduzione al volume, di Ada Donno

“Il Salento era diventata una delle aree più altamente specializzate nella produzione e la prima lavorazione delle qualità di tabacco levantino, che Rosetta e le sue compagne avevano imparato a distinguere e a chiamare coi loro nomi impronunciabili che a loro suonavano come “santujaca”, “peristizza” e “zagovina”: le più chiare dalle più scure, le più larghe dalle più piccole, le più ruvide dalle più lisce. Le tabacchine erano manodopera indispensabile: prima di tutto perché la lavorazione delle foglie richiedeva le mani abili, leggere e veloci delle donne, meglio se in giovanissima età. Spesso erano quelle stesse mani che negli altri mesi dell’anno tessevano i propri corredi al telaio o ricamavano quelli commissionati dalle signore dei paesi.
E poi perché era manodopera docile, che si poteva pagare la metà degli uomini senza dovere spiegare perché, disposta a piegarsi ad ogni angheria pur di tenersi quel posto.
Molte delle compagne di lavoro di Rosetta provenivano dalle famiglie di coloni o di braccianti che producevano il tabacco nelle campagne attorno agli opifici. Con la loro fatica stagionale, precaria e frammentata, d’estate nelle campagne di raccolta e d’inverno negli opifici, le lavoratrici del tabacco integravano il reddito familiare.
Tale concezione integrativa, a giustificazione della bassa retribuzione femminile, era stata per secoli lo strumento di assoggettamento sociale, politico e culturale, nonché familiare, delle donne. Secondo un criterio indiscusso, infatti, alle donne veniva corrisposto per legge solo il compenso dello sforzo richiesto dal lavoro in fabbrica o in campagna. Il corrispettivo economico delle cure domestiche, invece, attività propria della donna per definizione e destino, veniva integrato nel salario dell’uomo capofamiglia, al quale soltanto spettava il mantenimento della donna e dei figli.
E caso mai non fosse bastata questa giustificazione, c’era l’altra più rozza e sbrigativa, comunemente accettata, dell’inferiorità della forza fisica femminile, del più basso livello d’istruzione e specializzazione e rendimento: in una parola, della naturale, ineliminabile inferiorità della donna.”

dall’intervento di Francesco Aprile
all’interno del volume

“C’è tutta la dimensione di Elio Coriano in questo ultimo lavoro poetico. C’è tutto un percorso che dall’esordio si articola assumendo la vita come una forma di resistenza poetica ai ‘mali” sociali.’”

“Ci sono un paio di mani callose morbide e bianche più della madonna, felici, bagnate dal sole e dalla fatica sotto le unghie. Ci sono un paio di mani callose morbide e bianche, sodali d’amore e crescita e maturazione, e sanno come fare del silenzio una canzone di fatica e lotta, di coscienza e amore.”

dall’intervento di Luciano Pagano
all’interno del volume

“Elio Coriano, nel suo excursus poetico, che va dalle prime opere pubblicate a oggi, si è mosso, dunque, partendo dall’io e dalla scrittura come attraversamento dei deserti dell’anima, fin dalle più estreme solitudini che derivano con il confronto tra tenebra e luce, anima e corpo, realtà e ideale. I versi del poeta hanno così costruito una corazza solida, tale da permettere un ritorno alla realtà con atteggiamento differente, propositivo e portatore di un messaggio di rivendicazione che va oltre la semplice denuncia, per approdare infine ai toni della poesia civile, e al suo confronto con la storia, sia contemporanea che quotidiana, fino all’immediato presente. La poesia di Elio Coriano, quindi, prende consistenza, in “Für Ewig 3” e in questo suo “A nuda voce”, in una occasione di riscatto per coloro che non hanno voce, riannodando la scrittura di Coriano alla tradizione della poesia contemporanea, che si sostanzia come dialogo incessante tra pensiero e scrittura, tra filosofia e storia, tra reale e razionale, con un testimone preso in prestito, per citare tre nomi, da Bertolt Brecht, Anna Achmatova e Franco Fortini.”

§

Introduzione di Ada Donno
Interventi di Francesco Aprile, Luciano Pagano
edizione italiana e inglese

Elio Coriano è nato a Martignano nel 1955. Poeta e operatore culturale, insegna italiano e storia presso l’Istituto Professionale “Egidio Lanoce” di Maglie. Con Conte Editore ha pubblicato “A tre deserti dall’ombra dell’ultimo sorriso meccanico” (Three deserts from the shadow of the last mechanical smile – Premio Venezia Poesia 1996), nella collana Internet Poetry, fondata da Francesco Saverio Dodaro. Con “Le pianure del silenzio” tradotto in cinque lingue, ha inaugurato sempre per Conte Editore, E 800 – European literature, collana diretta e ideata da Francesco Saverio Dodaro. Nel 2005 ha pubblicato per “I Quaderni del Bardo”, “Dolorosa Impotenza. Il Mestiere delle Parole” con dieci disegni di Maurizio Leo e la prefazione di Antonio Errico. Nel 2006 per Luca Pensa Editore, nella collana Alfaomega, ha pubblicato “Scritture Randage” con la prefazione del filosofo cileno Sergio Vuskovic Rojo. Del 2007 è “H Letture Pubbliche (poesie 1996-2001)” con ‘i libri di Icaro’. Nel 2004 fonda assieme a Stella Grande e Francesco Saverio Dodaro il gruppo di musica popolare “Stella Grande e Anime Bianche” di cui è curatore dei testi e direttore artistico. Inoltre, negli ultimi due anni, ha curato e messo in scena una sua orazione su Gramsci, intitolata FÜR EWIG, accompagnato dal pianista Vito Aluisi. Nel 2010 pubblica, per Lupo Editore, “Il lamento dell’insonne”, vincitore nel 2012 del premio nazionale “Città di Mesagne”. Nel 2013, pubblica “Für Ewig 3” (Lupo Editore), presentato per il “76° Gramsci, Pensatore Unitario” il 27 giugno 2013 presso la Camera dei Deputati. I testi di “A nuda voce. Canto per le tabacchine” fanno parte di uno spettacolo teatrale e musicale realizzato con Stella Grande e Anime Bianche.

“A nuda voce. Un canto per le tabacchine” – Elio Coriano
musicaos:ed, poesia 01, pp. 194, ISBN 978-1500815271

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19-ottobre-2014-Elio-Coriano-Copertino-Pagina001

12 Ottobre 2014 – Copertino – “Cani acerbi”, Gianluca Conte presenta il suo romanzo per “OKTOBERBOOK”


OKTOBERBOOK-Logo

Domenica 12 Ottobre 2014, alle ore 19.00, nell’ambito della manifestazione “OKTOBERBOOK” (ottobre-dicembre 2014), Gianluca Conte presenterà il suo romanzo “Cani acerbi” (musicaos:ed), presso la Chiesa delle Clarisse di Copertino, in una serata organizzata dall’Assessorato alla Cultura. Dialogherà con l’autore, Luciano Pagano.

“Come in una visione hitchcockiana, il mondo di Conte viene travolto da un mistero, i cani attaccano inspiegabilmente, la terra soccombe per un momento sotto la potenza della natura, l’uomo è costretto a piangere i suoi morti.”
Il Fatto Quotidiano, Laura Mangialardo

“Uno scenario bulimico, provincialista e catramato, fatto di gigioni, miserabili e masnadieri, e uomini di dignità nei quali dimora ancora quel briciolo di civiltà.”
Mangialibri, Luca Benvenga

“Cani acerbi” è una narrazione del nostro Tempo resa con una prosa ch’è figlia della poesia la prosa del poeta Gianluca Conte è asciutta e ricercata, come di chi facendo versi ha imparato a dire molto col minor numero di parole possibile e, soprattutto, cercando e trovando l’unica parole per dar corpo a un’emozione, a uno stato, a un sentire, a un vissuto, a un desiderio, a una denuncia…”
(s)Pagine, Vito Antonio Conte

“Una scrittura leggera e al contempo sobria che ci fa scoprire la vita che scorre nel Salento. “
SatisFiction, Maria Caterina Prezioso

§

CANI ACERBI, primo romanzo scritto da Gianluca Conte, racconta le vicende di Riccardo, inviato precario di un giornale locale, e Alessio Delmale, contadino km0 e aiutante fidato dell’amico giornalista. Nella noiosa routine di un Salento invernale, costellato di discariche abusive di eternit, dove il calore estivo è un ricordo sbiadito, basta poco perché si apra uno squarcio sopra un mondo che specula dove può, dal dissesto idrogeologico all’immondizia, dalla prostituzione alla corruzione politica.

Sembra filare tutto liscio, finché una sera, ai due, non viene riservata una sorpresa. Quale mistero si cela dietro i cerchi di fuoco che fanno la loro comparsa nelle campagne di Scorcia? Cosa si nasconde dietro l’improvvisa ferocia dei Cani?

GIANLUCA CONTE è nato a Galugnano, in Salento, nel 1972. Laureato in filosofia, è poeta, scrittore, operatore culturale. Con il Centro Studi Tindari Patti ha pubblicato la silloge “Il riflesso dei numeri” (2010), finalista al concorso nazionale “Andrea Vajola”. Con Il Filo Editore, ha pubblicato “Insidie” (2008). La sua terza raccolta, intitolata “Danza di nervi” (Lupo Editore, 2012), ha vinto il Premio PugliaLibre 2012 nella sezione ‘raccolta lirica’. Con musicaos:ed ha pubblicato, il romanzo “Cani acerbi”, il saggio “Carmelo Bene inorganico” e un ebook doppio, intitolato “La boutique della carne”/”Teste d’osso”.

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ANTEPRIMA: “Il profumo delle rose inglesi”, Anna Scarsella


ANTEPRIMA: “Il profumo delle rose inglesi”, Anna Scarsella

“Chi è questa nuova investigatrice, a quale genere di viaggiatori all’interno del torbido inferno delle passioni umane appartiene la psicanalista Elise? È una donna affascinante e indipendente eppure così magnificamente femminile ed esposta agli smarrimenti d’ogni essere umano anche laddove ardisca a dipanare il ginepraio di bugie, oblii, verità traballanti dentro al quale suo malgrado s’è imbattuta. Ha tutte le caratteristiche, Elise, insomma, perché i lettori se ne innamorino, ne fantastichino le fattezze, se la figurino all’azione in quello strenuo sforzo di dominare il personale timor panico e di lacerare la cortina di mistero che ha improvvisamente avvolto le sue giornate. In questo noir scritto con piglio sicuro e controllato, Anna Scarsella ci sorprende per la ricchezza e la varietà della folla, cospirante e insieme disperatamente bisognosa di aiuto, la quale nugola attorno all’irresistibile protagonista. Tratteggiati con sapiente sottrazione, e proprio per questo assai vividi, agiscono inoltre i due uomini più importanti di Elise, uno molto vicino alla Nostra e l’altro, il dispensatore del profumo balsamico del titolo del romanzo, posto in una lontananza catartica. È facile già presagire la psicanalista e i suoi due angeli custodi alle prese con un nuovo sapido intrigo da sgarbugliare nella città immaginaria di Malecuti.”

Livio Romano

anna-scarsella-il-profumo-delle-rose-inglesi-musicaos-ed-le-citrine01

Anna Scarsella, vive e lavora come insegnante di storia e filosofia in un liceo di Lecce, città nella quale è nata. È appassionata di storia contemporanea e psicologia. Ha tradotto e pubblicato per la casa editrice Milella di Lecce un saggio del filosofo scozzese Lord Kames dal titolo “Discorso Preliminare sull’Origine degli Uomini e delle Lingue”. “Il profumo delle rose inglesi” è il suo primo romanzo.

“Il profumo delle rose inglesi”, Anna Scarsella
musicaos:ed, le citrine 01 – Pagine 174, ISBN 978-1501078286

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26 Settembre 2014 – Bari – Anteprima nazionale di “Un romanzo inutile” – Manlio Ranieri


VENERDÌ 26 SETTEMBRE 2014 – ORE 21.00

presso il
“Joy’s shop Irish Pub”
(Bari, Corso Sonnino 118/D)

anteprima nazionale di
“Un romanzo inutile”, di Manlio Ranieri
(musicaos:ed)

l’autore verrà presentato da
Renato Nicassio

Venerdì 26 Settembre 2014, alle ore 21.00, presso il Joy’s shop Irish Pub (Corso Sonnino 118/D) a Bari, si terrà la prima presentazione nazionale di “Un romanzo inutile”, l’ultimo romanzo di Manlio Ranieri, autore finalista del Premio Letterario “La Giara”, indetto dalla Rai. L’autore verrà presentato da Renato Nicassio, scrittore e autore de “il blog struggente di un formidabile genio”.

Manlio-Ranieri-Un-romanzo-inutile-musicaos-ed-cover

Giacomo Lavermicocca, scrittore affermato in tutta Italia, tradotto in diversi paesi, vive e lavora nella sua città, Bari, dove attende alla stesura del suo nuovo, attesissimo, romanzo. Giacomo ha dato vita a “Fuori!”, un movimento trasversale di opinione che raccoglie i suoi sostenitori più accaniti e tutti coloro che aspettano da tempo una rivoluzione, sia sociale che intellettuale, che dia uno spiraglio di luce al nostro Paese.

È proprio grazie al peso che il gruppo va assumendo giorno per giorno col blog, nei circoli e nel tour di presentazioni, che Giacomo viene coinvolto in scandali mediatici, illazioni e accuse che prima colpiscono le persone a lui più care, e in seguito, come in un vortice, si chiudono attorno alla sua persona. Politici e affaristi sono pronti a tutto pur di rallentare un cambiamento inesorabile. Giacomo dovrà decidere se soccombere o trovare il coraggio di smontare la macchina del fango.

L’amicizia, l’impegno, l’amore e la scrittura diventeranno, a un certo punto, cruciali. “Un romanzo inutile” descrive la realtà dell’oggi e, allo stesso tempo, ne anticipa il cambiamento.

L’autore.
Manlio Ranieri è nato a Bari, dove vive e lavora nel campo delle energie rinnovabili. Laureato in ingegneria meccanica, si dedica da sempre alla scrittura, alla musica e alla fotografia, pubblicando diversi, tra racconti, storie, romanzi, in rete e fuori.

Ha pubblicato “Di Notte” (Palomar – 2000), “Correre per rimanere immobili” e “Fra santi e falsi dei” (Akkuaria – 2008 e 2010). Ha vinto i premi “Aci S. Antonio”, “I veli della luna”, “Creatività itinerante” e partecipato a diverse antologie di racconti, fra cui “Qualcosa da dire” (Kora – 2005) e “Haiti chiama Bari” (Levante – 2010). Si definisce uno “scrittore rock”.

Nel 2014 è risultato tra i finalisti della III Edizione del Premio Letterario “La Giara” della Rai, con il suo romanzo inedito dal titolo “Rosso”,

UN ROMANZO INUTILE, di Manlio Ranieri
smartlit 06, musicaos:ed

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Novità: Elio Coriano – “A nuda voce. Canto per le tabacchine”


http://www.youtube.com/watch?v=npRx96vO5W0 Elio Coriano con questa sua opera intende restituire una voce alle tabacchine morte il 13 giugno 1960 a Calimera, a causa di un incendio nei locali della ditta Villani e Franzo. Questo canto si unisce a quello di una generazione di salentini che hanno lavorato, anche in condizioni disumane, per garantire un futuro ai propri figli. Introduzione di Ada Donno Interventi di Francesco Aprile, Luciano Pagano edizione italiana e inglese ElioCoriano-A-nuda-voce-canto-per-le-tabacchineElio Coriano è nato a Martignano nel 1955. Poeta e operatore culturale, insegna italiano e storia presso l’Istituto Professionale “Egidio Lanoce” di Maglie. Con Conte Editore ha pubblicato “A tre deserti dall’ombra dell’ultimo sorriso meccanico” (Three deserts from the shadow of the last mechanical smile – Premio Venezia Poesia 1996), nella collana Internet Poetry, fondata da Francesco Saverio Dodaro. Con “Le pianure del silenzio” tradotto in cinque lingue, ha inaugurato sempre per Conte Editore, E 800 – European literature, collana diretta e ideata da Francesco Saverio Dodaro. Nel 2005 ha pubblicato per “I Quaderni del Bardo”, “Dolorosa Impotenza. Il Mestiere delle Parole” con dieci disegni di Maurizio Leo e la prefazione di Antonio Errico. Nel 2006 per Luca Pensa Editore, nella collana Alfaomega, ha pubblicato “Scritture Randage”con la prefazione del filosofo cileno Sergio Vuskovic Rojo. Del 2007 è “H Letture Pubbliche (poesie 1996-2001)” con ‘i libri di Icaro’. Nel 2004 fonda assieme a Stella Grande e Francesco Saverio Dodaro il gruppo di musica popolare “Stella Grande e Anime Bianche” di cui è curatore dei testi e direttore artistico. Inoltre, negli ultimi due anni, ha curato e messo in scena una sua orazione su Gramsci, intitolata FÜR EWIG, accompagnato dal pianista Vito Aluisi. Nel 2010 pubblica, per Lupo Editore, “Il lamento dell’insonne”, vincitore nel 2012 del premio nazionale “Città di Mesagne”. Nel 2013, pubblica “Für Ewig 3” (Lupo Editore), presentato per il “76° Gramsci, Pensatore Unitario” il 27 giugno 2013 presso la Camera dei Deputati. I testi di “A nuda voce. Canto per le tabacchine” fanno parte di uno spettacolo teatrale e musicale realizzato con Stella Grande e Anime Bianche. Elio Coriano – A nuda voce. Canto per le tabacchine Musicaos Editore

23 Settembre 2014 – Torino – Simone Cutri presenta “E nessuno viene a prendermi” allo Spazio Mouv.


Martedì 23 Settembre 2014 – alle ore 19.00 a Torino

presso Spazio Mouv  (Via Silvia Pellico 3, zona San Salvario)

si terrà la presentazione di:

“E nessuno viene a prendermi” di Simone Cutri
(musicaos:ed)

Martedì 23 Settembre 2014 alle ore 19.00, Simone Cutri, presenterà il suo romanzo “E nessuno viene a prendermi” (musicaos:ed, smartlit 05), presso gli esclusivi locali dello SPAZIO MOUV (Via Silvio Pellico, 3 – zona San Salvario), a TORINO.

23settembre2014-spaziomouv-torino-Pagina001Particolare e affascinante il rapporto con la città di Torino, che ha un ruolo centrale del nuovo romanzo di Simone Cutri, dal titolo “E nessuno viene a prendermi”. Matteo, il protagonista della storia, esce di casa in una sera di luglio, durante un temporale estivo, avviandosi a compiere un gesto che resterà nella sua storia personale, pur essendo così distante dal Grande Evento al quale stanno per assistere gli spettatori incollati ai teleschermi.

“Torino languiva in balia del suo cielo” – Sono dodici ore cruciali per la sua esistenza, quelle che trascorreranno per Matteo tra la notte del 21 luglio 2019 e il mattino successivo, a Torino. Il romanzo è ambientato interamente nel capoluogo piemontese, una città dall’incredibile fascino letterario che, allo stesso tempo, esercita sul protagonista un’influenza a dir poco magnetica. Via Po, Via Nizza, Via Umberto I, Piazza Vittorio Veneto, Piazza Statuto, Villa della Regina, sono solo alcuni dei luoghi nei quali il lettore potrà seguire le vicende di “E nessuno viene a prendermi”, un romanzo che è scritto come una ‘fuga’ musicale, sullo spartito di una città che non si finisce mai di scoprire.

Leggendo le pagine di “E nessuno viene a prendermi” di Simone Cutri, è possibile seguire passo dopo passo, ora dopo ora, gli spostamenti, le fughe, le rincorse di Matteo. Il lettore può proseguire questo percorso vertiginoso insieme al protagonista, all’interno di una mappa accessibile su Google Maps, qui:

https://mapsengine.google.com/map/viewer?hl=it&authuser=0&mid=zPitUgQhwknI.knv7vZWCXr44

§

Qual è il grande evento che, in una sera di luglio del 2019, a cinquanta anni esatti dallo sbarco dell’uomo sulla Luna, sconvolgerà la vita di Matteo Romano? La rete di stato inizia a trasmettere le immagini di un viaggio incredibile. Matteo, in una sola notte, passerà dall’inferno dell’abiezione morale a quello della violenza gratuita, sondando uno dopo l’altro tutti gli abissi di cui un uomo può rendersi complice, in una sorta di percorso al contrario che sembra trovare un punto di equilibrio delirante tra il Kubrick di “Eyes Wide Shut” e “Tutto in una notte” di John Landis.

Quella di Matteo è una corsa disperata attorno al perimetro di una verità circolare, che racchiude l’intimità del suo essere, scagliato contro un mondo dal quale, improvvisamente, miete un raccolto fatto di nulla.

Il romanzo di Simone Cutri è ambientato a Torino, potrete seguire tutti gli spostamenti del protagonista, nei luoghi e nei tragitti narrati nel romanzo, su questa mappa:

https://mapsengine.google.com/map/viewer?hl=it&authuser=0&mid=zPitUgQhwknI.knv7vZWCXr44

Simone Cutri è stato “il più noto tra gli artisti sconosciuti del ventunesimo secolo italiano”.

È nato a Moncalieri (TO) nel 1982 e si è laureato in Lettere Moderne e Contemporanee presso l’Università degli Studi di Torino. Appassionato della letteratura in prosa di fin de siècle e di inizio ‘900, soprattutto di D’Annunzio, Svevo, Wilde, Baudelaire, Huysmans, Kafka, Mann, Proust. Ha fondato La Repubblica Estetica ed è già autore de Gli anni da solo – romanzo di antiformazione e Agosto oltremare – poesia in prosa e in poesia, entrambi i romanzi sono stati presentati con successo nella biblioteca civica di Vinovo.

L’immagine fotografica della copertina di “E nessuno viene a prendermi”, di Simone Cutri, è di Lorenzo Papadia (http://www.lorenzopapadia.com).

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News: “Un romanzo inutile”, il romanzo di Manlio Ranieri.


“UN ROMANZO INUTILE” di Manlio Ranieri
musicaos:ed, smartlit 06

Manlio-Ranieri-Un-romanzo-inutile-musicaos-ed-coverGiacomo Lavermicocca, scrittore affermato in tutta Italia, tradotto in diversi paesi, vive e lavora nella sua città, Bari, dove attende alla stesura del suo nuovo, attesissimo, romanzo. Giacomo ha dato vita a “Fuori!”, un movimento trasversale di opinione che raccoglie i suoi sostenitori più accaniti e tutti coloro che aspettano da tempo una rivoluzione, sia sociale che intellettuale, che dia uno spiraglio di luce al nostro Paese.

È proprio grazie al peso che il gruppo va assumendo giorno per giorno col blog, nei circoli e nel tour di presentazioni, che Giacomo viene coinvolto in scandali mediatici, illazioni e accuse che prima colpiscono le persone a lui più care, e in seguito, come in un vortice, si chiudono attorno alla sua persona. Politici e affaristi sono pronti a tutto pur di rallentare un cambiamento inesorabile. Giacomo dovrà decidere se soccombere o trovare il coraggio di smontare la macchina del fango.

L’amicizia, l’impegno, l’amore e la scrittura diventeranno, a un certo punto, cruciali. “Un romanzo inutile” descrive la realtà dell’oggi e, allo stesso tempo, ne anticipa il cambiamento.

L’autore.

Manlio Ranieri è nato a Bari, dove vive e lavora nel campo delle energie rinnovabili. Laureato in ingegneria meccanica, si dedica da sempre alla scrittura, alla musica e alla fotografia, pubblicando diversi, tra racconti, storie, romanzi, in rete e fuori.

Ha pubblicato “Di Notte” (Palomar – 2000), “Correre per rimanere immobili” e “Fra santi e falsi dei” (Akkuaria – 2008 e 2010). Ha vinto i premi “Aci S. Antonio”, “I veli della luna”, “Creatività itinerante” e partecipato a diverse antologie di racconti, fra cui “Qualcosa da dire” (Kora – 2005) e “Haiti chiama Bari” (Levante – 2010). Si definisce uno “scrittore rock”.

Il suo romanzo inedito dal titolo “Rosso”, è risultato tra i finalisti della III Edizione del Premio Letterario “La Giara” della Rai.

UN ROMANZO INUTILE, di Manlio Ranieri
smartlit 06, musicaos:ed

Libro:
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Ebook:
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Venerdì 26 Settembre 2014, alle ore 21.00, presso il Joy’s shop Irish Pub (Corso Sonnino 118/D) a Bari, si terrà la prima presentazione nazionale di “Un romanzo inutile”, l’ultimo romanzo di Manlio Ranieri, autore finalista del Premio Letterario “La Giara”, indetto dalla Rai. L’autore verrà presentato da Renato Nicassio, scrittore e autore de “il blog struggente di un formidabile genio”.

18 Agosto 2014 – “I PORNOMADI” a Piccapane.


18-agosto-2014-I-pornomadi-Piccapane-Cutrofiano

Lunedì 18 Agosto 2014 – h 22.00

“I PORNOMADI”
reading tratto dall’omonimo romanzo di
Davide Morgagni

presso

Azienda agricola biologica Piccapane
Contrada Spadafore
(S.p. Cutrofiano-Aradeo incrocio per Sogliano)
Cutrofiano (Le)

con
Davide Morgagni, Andrea Cariglia, Lucia Fabrizia Agricola

Lunedì 18 Agosto 2014, alle ore 22.00, l’Azienda agricola biologica “Piccapane”, in Contrada Spatafore a Cutrofiano (S.p. Cutrofiano-Aradeo incrocio per Sogliano), ospiterà il reading “I pornomadi”, tratto dall’omonimo romanzo scritto da Davide Morgagni e pubblicato da musicaos:ed in aprile, nella collana smartlit, diretta da Luciano Pagano. Il reading che inizierà alle ore 22.00, è una rilettura inedita di alcuni dei capitoli che compongono il romanzo, interpretata da Davide Morgagni, Andrea Cariglia, Lucia Fabrizia Agricola.

Davide Morgagni, nel suo romanzo di esordio compie un gesto liberatorio nei confronti della sintassi, di quella lingua che spesso viene abusata entro limiti di convenzienza, confondendo l’essere di ciò che si racconta con la gabbia ‘scolastica’ delle buone maniere, ammiccanti per il lettore. “I pornomadi” racconta le vicende del primo “pornomade”, in una realtà cittadina, metropolitana, che sarebbe assenza totale e gratuita, totale indifferenza, se non fosse per l’accensione atomica che il testo fornisce alla realtà stessa.

Qui si “è” nel momento stesso in cui ci si racconta, perfino l’oggetto inerte, quando viene ritratto, acquista una dimensione poetica e extrasensoriale, trascendente. Ecco perché ne “I pornomadi” di Davide Morgagni il testo e le immagini fotografiche di Lorenzo Papadia costituiscono particelle di un tutto, sostanza e materia di canto. Un viaggio onirico. È un testo questo che sospende il tempo, diluendo l’attesa di un finale che è fine, scopo vero e essenza di questa vera e propria “macchina sonora”.

Una lingua nuova, risorta come una fenice sulle macerie lasciate dal passaggio dello scritto del morto orale di Carmelo Bene, della petite musique di Louis-Ferdinand Céline, degli esperimenti lisergici di Burroughs, dei Millepiani rizomatici di Gilles Deleuze e Felix Guattari, e, infine, della scrittura musicale di James Joyce.

“Ci sono due modi per non amare l’arte, il primo consiste nel non amarla, il secondo nell’amarla razionalmente”, scriveva Oscar Wilde, lo sa bene Davide Morgagni che nella narrazione della sua storia realizza una macchina letteraria nuova che è allo stesso tempo una storia dissacrante, canzonatoria, eccessiva, godibile, al di là delle possibilità stesse di ogni formalismo. Solo chi ha paura di ammettere che le cose stanno così, può sfuggire al rutilante meccanismo de “I pornomadi”.

§

DAVIDE MORGAGNI

Nasce a Lecce nel 1977. Si laurea in Filosofia. Nel novembre del 2013 debutta alla scrittura e regia teatrale con “RICCARDINO III”, da William Shakespeare.

LORENZO PAPADIA
“I pornomadi” di Davide Morgagni contiene 25 immagini fotografiche, in bianco e nero, realizzate da Lorenzo Papadia e selezionate per questa pubblicazione. Cioò che si realizza, tra testo e immagine, ne “I pornomadi” è un dialogo inedito, equilibrio tra poesia della visione e scrittura musicale del testo di Davide Morgagni.

Lorenzo Papadia vive e lavora in Italia, come fotografo, occupandosi principalmente dell’organizzazione di workshop fotografici, sviluppando percorsi a tema, a partire da un’attenta analisi della realtà, fotografando spesso oggetti di uso comune, interni o paesaggi urbani.
La ‘sua’ realtà viene rivista ed ordinata, rivisitata attraverso la fotocamera, per dare un senso compiuto al grande disordine creato dalla velocità di vita odierna, fatta spesso di immagini iper codificate. La fotografia, secondo Lorenzo Papadia, è ancora in grado di far riflettere, di costituire una pausa al bombardamento continuo di immagini cine-televisive tipico dell’era moderna. Una fotografia che ha il compito di permettere all’osservatore di soffermarsi sulle cose, anche comuni, che non si notano più per colpa di una certa velocità dello sguardo.

L’atteggiamento di Lorenzo Papadia richiama molto quello fanciullesco, lo stesso che porta alla scoperta del mondo. Fotografare per Lorenzo Papadia diventa dunque un modo ulteriore per percepire le cose e per andare oltre ad esse.

http://www.lorenzopapadia.com

§

DAVIDE MORGAGNI – I PORNOMADI
MUSICAOS:ED – SMARTLIT 03, pp. 300, €16, ISBN 978-1497372849

Libro:
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Ebook:
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Novità: “Amata tela” di Giulia Madonna


“AMATA TELA” di Giulia Madonna
musicaos:ed, smartlit 07

Giulia-Madonna-Amata-tela-musicaos-ed-cover

La storia.

Un segreto tenuto nascosto per lunghi anni, una scoperta sconvolgente, un uomo di successo e una donna in carriera, un artista squattrinato ma geniale, autore di un quadro misterioso. Immersa nelle atmosfere di una Trieste nebulosa e di una Venezia dal fascino liquido, si agita l’intrigante storia di Eugenio e Francesca, amanti sanguigni, dolci quanto irascibili. “Amata tela” è un romanzo in cui le vicende dei protagonisti si tingono di passioni travolgenti, in un vortice senza fine che si abbatterà inesorabilmente sulle loro vite. Amore, sesso e arte, si mescolano nei luoghi del sogno e del sentimento. “Amata tela” costruisce un’epica di esperienze umane, tra gioie e paure, attraverso un disegno sapientemente tracciato dalla penna di Giulia Madonna.

L’autrice.

Nata a Pescara il 31 luglio del 1963, dopo la maturità scientifica, Giulia Madonna si è laureata in Architettura presso l’Università “Gabriele D’Annunzio” di Pescara. Ha collaborato con studi tecnici della sua città e presso Istituti Paritari è stata docente di corsi regionali di formazione professionale per “Arredatore d’Interni”. Nel 2011 ha pubblicato il romanzo “La stanza vuota” con cui ha vinto il premio della giuria, nel 2012, al “Cinque terre – Golfo dei poeti” (dove si è anche classificata al terzo posto con un racconto dal titolo “Ossessione”) e il premio della giuria “Val di Vara – Alessandra Marziale”. In seguito ha preso parte a diversi concorsi, riscuotendo un buon successo presso i lettori e aggiudicandosi, con un capitolo, il concorso di “Scrittura Collettiva” per la stesura di un romanzo collettivo, organizzato da 24letture, la pagina letteraria del Sole 24 Ore su Twitter.

GIULIA MADONNA – AMATA TELA
MUSICAOS:ED – SMARTLIT 07, pp. 226, €18, ISBN 978-1500716998

in copertina: Fabio Colella, “Senza Titolo”, 2005, acrilico su tela
fotografia di Renato Colella

Libro:

http://www.amazon.it/gp/product/1500716995/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&camp=3370&creative=24114&creativeASIN=1500716995&linkCode=as2&tag=musicaosit-21

Ebook:

http://www.amazon.it/gp/product/B00MGHXOM6/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&camp=3370&creative=24114&creativeASIN=B00MGHXOM6&linkCode=as2&tag=musicaosit-21

8 Agosto 2014, Fenestrelle (TO) – Presentazione di “E nessuno viene a prendermi” di Simone Cutri


fenestrelle

Venerdì 8 Agosto 2014 – Ore 21.00 presso il Comune di FENESTRELLE (TO) – Sala Consigliare

presentazione di:

“E nessuno viene a prendermi” di Simone Cutri musicaos:ed

Introdurrà l’autore, il Prof. Michele Calabrese

Venerdì 8 Agosto 2014, alle ore 21.00, presso la Sala Consigliare del Comune di Fenestrelle, si terrà la presentazione di “E nessuno viene a prendermi” (musicaos:ed), il nuovo romanzo di Simone Cutri. L’autore sarà introdotto dal prof. Michele Calabrese.

Maria Caterina Prezioso, su SATISFICTION, ha scritto del romanzo di Cutri:

“E nessuno viene a prendermi” ti lascia una sensazione di amaro in bocca che da molto tempo non si prova. Le storie narrate dai giovani scrittori italiani, negli ultimi anni, molto spesso o sono concentrate nel guardarsi il proprio ombelico, oppure tentano la strada di raccontare realtà scomode con tematiche prevalentemente sociali, tentativo, più che onesto, di estrapolare in forma narrativa una realtà macabra di tutti i giorni. Cutri inverte la rotta per intraprendere un viaggio a ritroso, un viaggio che sa di nostalgia e incapacità di vivere. In questo romanzo non ci sono idee politiche da difendere, impegno civile da scartare come una caramella. In questo romanzo si racconta di coloro che non ce l’hanno fatta, di coloro che decidono scientemente di ritornare in quel Nulla che tanto desiderano e che tanto li desidera. Il protagonista Matteo, ce lo immaginiamo vicino ai quaranta anni.”

Particolare e affascinante il rapporto coi luoghi del romanzo e in particolare con la città di Torino, che ha un ruolo centrale nel lavoro di Simone Cutri, intitolato “E nessuno viene a prendermi”. Matteo, il protagonista della storia, esce di casa in una sera di luglio, durante un temporale estivo, avviandosi a compiere un gesto che resterà nella sua storia personale, pur essendo così distante dal Grande Evento al quale stanno per assistere gli spettatori incollati ai teleschermi.

“Torino languiva in balia del suo cielo” – Sono dodici ore cruciali per la sua esistenza, quelle che trascorreranno per Matteo tra la notte del 21 luglio 2019 e il mattino successivo, a Torino. Il romanzo è ambientato interamente nel capoluogo piemontese, una città dall’incredibile fascino letterario che, allo stesso tempo, esercita sul protagonista un’influenza a dir poco magnetica. Via Po, Via Nizza, Via Umberto I, Piazza Vittorio Veneto, Piazza Statuto, Villa della Regina, sono solo alcuni dei luoghi nei quali il lettore potrà seguire le vicende di “E nessuno viene a prendermi”, un romanzo che è scritto come una ‘fuga’ musicale, sullo spartito di una città che non si finisce mai di scoprire.

Leggendo le pagine di “E nessuno viene a prendermi” di Simone Cutri, è possibile seguire passo dopo passo, ora dopo ora, gli spostamenti, le fughe, le rincorse di Matteo. Il lettore può proseguire questo percorso vertiginoso insieme al protagonista, all’interno di una mappa accessibile su Google Maps, qui:

https://mapsengine.google.com/map/viewer?hl=it&authuser=0&mid=zPitUgQhwknI.knv7vZWCXr44

§

Info: Ufficio Turistico Fenestrelle tel e fax: 012183617
mail: info.fenestrelle@altavalchisone.it
web: www.altavalchisone.it

(in foto, Forte di Fenestrelle, Val Chisone)

Musicaos:ed

http://www.musicaos.it
ufficiostampa@musicaos.it
info@musicaos.it

LA TRAMA.
Qual è il grande evento che, in una sera di luglio del 2019, a cinquanta anni esatti dallo sbarco dell’uomo sulla Luna, sconvolgerà la vita di Matteo Romano? La rete di stato inizia a trasmettere le immagini di un viaggio incredibile. Matteo, in una sola notte, passerà dall’inferno dell’abiezione morale a quello della violenza gratuita, sondando uno dopo l’altro tutti gli abissi di cui un uomo può rendersi complice, in una sorta di percorso al contrario che sembra trovare un punto di equilibrio delirante tra il Kubrick di “Eyes Wide Shut” e “Tutto in una notte” di John Landis.

Quella di Matteo è una corsa disperata attorno al perimetro di una verità circolare, che racchiude l’intimità del suo essere, scagliato contro un mondo dal quale, improvvisamente, miete un raccolto fatto di nulla.

Il romanzo di Simone Cutri è ambientato a Torino, potrete seguire tutti gli spostamenti del protagonista, nei luoghi e nei tragitti narrati nel romanzo, su questa mappa:

https://mapsengine.google.com/map/viewer?hl=it&authuser=0&mid=zPitUgQhwknI.knv7vZWCXr44

Simone Cutri è stato “il più noto tra gli artisti sconosciuti del ventunesimo secolo italiano”.

È nato a Moncalieri (TO) nel 1982 e si è laureato in Lettere Moderne e Contemporanee presso l’Università degli Studi di Torino. Appassionato della letteratura in prosa di fin de siècle e di inizio ‘900, soprattutto di D’Annunzio, Svevo, Wilde, Baudelaire, Huysmans, Kafka, Mann, Proust. Ha fondato La Repubblica Estetica ed è già autore de Gli anni da solo – romanzo di antiformazione e Agosto oltremare – poesia in prosa e in poesia, entrambi i romanzi sono stati presentati con successo nella biblioteca civica di Vinovo.

L’immagine fotografica della copertina di “E nessuno viene a prendermi”, di Simone Cutri, è di Lorenzo Papadia (http://www.lorenzopapadia.com).

Il libro:
http://www.amazon.it/gp/product/1499379889/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&camp=3370&creative=24114&creativeASIN=1499379889&linkCode=as2&tag=musicaosit-21

L’ebook:
http://www.amazon.it/gp/product/B00KODXC3K/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&camp=3370&creative=24114&creativeASIN=B00KODXC3K&linkCode=as2&tag=musicaosit-21

Booktrailer & Estratti su youtube:
https://www.youtube.com/user/musicaosbooks

Musicaos:ed è un progetto editoriale indipendente nato dall’esperienza della rivista musicaos.it, fondata il primo gennaio del 2004 e diretta da Luciano Pagano. Nei primi dieci anni di attività, sulla rivista hanno scritto giornalisti, critici letterari, blogger, artisti, pittori, cineasti, e sul blog sono stati pubblicati oltre 1500 articoli, racconti, recensioni. Giuseppe Genna, nel 2008, ha definito Musicaos: “uno degli snodi fondamentali della blogosfera letteraria che ha retto al crollo della medesima”. La rivista nel 2007 è stata inserita nel Best Off “Voi siete qui”, curato da Mario Desiati e pubblicato da Minimum Fax, insieme alla riviste digitali italiane più interessanti nella rete. Il sito, Musicaos.it, nel 2005 è stato giudicati “eccellente” dalla giuria di Premio Web Italia.

La collana: SMARTLIT La collana Smartlit di musicaos:ed, diretta da Luciano Pagano, nasce con il proposito di raccogliere scritture legate alla narrazione e al raccontare storie, senza preclusioni di forma o genere, né limiti all’espressione che provengano dalla semplicità del dividere il mondo della scrittura nelle due categorie di narrativa e poesia. Testi unici, eterogenei, ‘precedenti’ letterari, uniti però dalla consapevolezza delle intenzioni e da una attenta cura editoriale. Scritti da esordienti e non. Ci sono parole differenti che hanno un’idea di fondo comune nell’aspirazione a trasmettere, nella capacità di raggiungere l’altro senza frenesia, con attenzione. Slim (sottile), slow (adagio), slice (scorcio), slightly (lievemente). Queste parole hanno una radice comune, “sl-“. Abbiamo scelto queste due lettere per dare significato alla nostra prima collana.

Info:

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Scade l’8 Agosto 2014 il termine per partecipare al CONTEST FOTOGRAFICO “DONNA E’: 101 SCATTI PER RACCONTARE UNA DONNA”. Ecco il bando e le indicazioni per partecipare.


CONTEST FOTOGRAFICO “DONNA E’: 101 SCATTI PER RACCONTARE UNA DONNA”

Il tema: la donna nella sua quotidianità, desiderosa di recuperare il suo potenziale interiore, una donna nuova e REATTIVA. Un messaggio POSITIVO e di rottura contro le consuete immagini di violenza a cui siamo abituati nelle campagne contro la violenza di genere.

Sguardi gettati su un mondo che racconta una donna con la semplice istantanea di uno scatto. Una donna colta nella sua essenzialità più pura: madre, figlia, compagna, viaggiatrice, e protagonista di un vivere quotidiano, che la ritrae nella sua semplicità più autentica, richiamando quell’universo fantasioso, e indescrivibilmente variegato, del suo mondo interiore. Un mondo che nessuno ha il diritto di distruggere: troppo spesso violato, bistrattato, costretto ad affondare rapidamente per poi esplodere ancora, con la forza ed il coraggio di tutte quelle donne, che scelgono di tessere alleanze, prima ancora che con l’esterno, con loro stesse, facendo riemergere, in tutta la sua grandezza, quel potenziale colmo di unicità, che niente mai potrà cancellare.

“Donna è: 101 scatti per raccontare una donna” è un contest fotografico, promosso e realizzato da “SANFRA – Comunità S. Francesco – Cav “Il Melograno”, in collaborazione con l’Ambito Territoriale Sociale di Gallipoli, la Commissione delle Pari Opportunità del Comune di Racale e di Gallipoli, la Fidapa sezione di Gallipoli e Cittadinanza Attiva sezione di Gallipoli.
Mira ad esaltare, attraverso il linguaggio evocativo e immediato, proprio della fotografia, una figura di donna, nuova, reattiva, desiderosa di riconquistare il suo potenziale. Il tema proposto è quello di cogliere, con istantanee fotografiche di donne, una prospettiva che sappia rappresentarle, nell’essenzialità e semplicità dei loro gesti e vissuti quotidiani.

La partecipazione è semplicissima: si compila una scheda d’iscrizione e si allega lo scatto inviandolo alla casella di posta donna.sanfra@libero.it.

Il bando scade l’8 Agosto 2014.

Le foto più belle verranno esposte in un MOSTRA FOTOGRAFICA presso il “Teatro Garibaldi” di Gallipoli dal 25 Agosto al 3 Settembre, e alla 1° classificata sarà assegnato un premio.

Il Contest è scritto per SANFRA – Comunità S. Francesco, promosso in collaborazione con l’Ambito di Gallipoli e altre Associazioni del territorio, particolarmente attive, tutte elencate nel Bando.

– BANDO

– Regolamento

– Scheda Iscrizione

2 Agosto 2014, Museo a Cielo aperto di Camo (CN) – Simone Cutri presenta “E nessuno viene a prendermi”


Sabato 2 Agosto 2014 – Ore 17.00 presso il
MUSEO A CIELO APERTO di CAMO (CN)presentazione di:

“E nessuno viene a prendermi” di Simone Cutri

Sabato 2 Agosto 2014, alle ore 17.00,

Museo-a-Cielo-Aperto-di-Camo-Card
presso il MUSEO A CIELO APERTO di CAMO (CN) si terrà la presentazione di “E nessuno viene a prendermi” (musicaos:ed), il nuovo romanzo di Simone Cutri. “

Un museo fuori dal comune nel comune di Camo”, è la frase/messaggio che accompagna l’inedita location che ospiterà la presentazione del lavoro di Simone Cutri, appena uscito per musicaos:ed.

Particolare e affascinante, a sua volta, il rapporto coi luoghi del romanzo e in particolare con la città di Torino, che ha un ruolo centrale nel lavoro di Simone Cutri, intitolato “E nessuno viene a prendermi”. Matteo, il protagonista della storia, esce di casa in una sera di luglio, durante un temporale estivo, avviandosi a compiere un gesto che resterà nella sua storia personale, pur essendo così distante dal Grande Evento al quale stanno per assistere gli spettatori incollati ai teleschermi.

Torino languiva in balia del suo cielo” – Sono dodici ore cruciali per la sua esistenza, quelle che trascorreranno per Matteo tra la notte del 21 luglio 2019 e il mattino successivo, a Torino. Il romanzo è ambientato interamente nel capoluogo piemontese, una città dall’incredibile fascino letterario che, allo stesso tempo, esercita sul protagonista un’influenza a dir poco magnetica. Via Po, Via Nizza, Via Umberto I, Piazza Vittorio Veneto, Piazza Statuto, Villa della Regina, sono solo alcuni dei luoghi nei quali il lettore potrà seguire le vicende di “E nessuno viene a prendermi”, un romanzo che è scritto come una ‘fuga’ musicale, sullo spartito di una città che non si finisce mai di scoprire.

Leggendo le pagine di “E nessuno viene a prendermi” di Simone Cutri, è possibile seguire passo dopo passo, ora dopo ora, gli spostamenti, le fughe, le rincorse di Matteo. Il lettore può proseguire questo percorso vertiginoso insieme al protagonista, all’interno di una mappa accessibile su Google Maps, qui:

https://mapsengine.google.com/map/viewer?hl=it&authuser=0&mid=zPitUgQhwknI.knv7vZWCXr44

LA TRAMA.

Qual è il grande evento che, in una sera di luglio del 2019, a cinquanta anni esatti dallo sbarco dell’uomo sulla Luna, sconvolgerà la vita di Matteo Romano? La rete di stato inizia a trasmettere le immagini di un viaggio incredibile. Matteo, in una sola notte, passerà dall’inferno dell’abiezione morale a quello della violenza gratuita, sondando uno dopo l’altro tutti gli abissi di cui un uomo può rendersi complice, in una sorta di percorso al contrario che sembra trovare un punto di equilibrio delirante tra il Kubrick di “Eyes Wide Shut” e “Tutto in una notte” di John Landis.

Quella di Matteo è una corsa disperata attorno al perimetro di una verità circolare, che racchiude l’intimità del suo essere, scagliato contro un mondo dal quale, improvvisamente, miete un raccolto fatto di nulla.

Il romanzo di Simone Cutri è ambientato a Torino, potrete seguire tutti gli spostamenti del protagonista, nei luoghi e nei tragitti narrati nel romanzo, su questa mappa:

https://mapsengine.google.com/map/viewer?hl=it&authuser=0&mid=zPitUgQhwknI.knv7vZWCXr44

Simone Cutri è stato “il più noto tra gli artisti sconosciuti del ventunesimo secolo italiano”.

È nato a Moncalieri (TO) nel 1982 e si è laureato in Lettere Moderne e Contemporanee presso l’Università degli Studi di Torino. Appassionato della letteratura in prosa di fin de siècle e di inizio ‘900, soprattutto di D’Annunzio, Svevo, Wilde, Baudelaire, Huysmans, Kafka, Mann, Proust. Ha fondato La Repubblica Estetica ed è già autore de Gli anni da solo – romanzo di antiformazione e Agosto oltremare – poesia in prosa e in poesia, entrambi i romanzi sono stati presentati con successo nella biblioteca civica di Vinovo.

L’immagine fotografica della copertina di “E nessuno viene a prendermi”, di Simone Cutri, è di Lorenzo Papadia (http://www.lorenzopapadia.com).

Il libro:

http://www.amazon.it/gp/product/1499379889/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&camp=3370&creative=24114&creativeASIN=1499379889&linkCode=as2&tag=musicaosit-21

L’ebook:
http://www.amazon.it/gp/product/B00KODXC3K/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&camp=3370&creative=24114&creativeASIN=B00KODXC3K&linkCode=as2&tag=musicaosit-21

Booktrailer & Estratti su youtube:

https://www.youtube.com/user/musicaosbooks

Musicaos:ed è un progetto editoriale indipendente nato dall’esperienza della rivista musicaos.it, fondata il primo gennaio del 2004 e diretta da Luciano Pagano. Nei primi dieci anni di attività, sulla rivista hanno scritto giornalisti, critici letterari, blogger, artisti, pittori, cineasti, e sul blog sono stati pubblicati oltre 1500 articoli, racconti, recensioni. Giuseppe Genna, nel 2008, ha definito Musicaos: “uno degli snodi fondamentali della blogosfera letteraria che ha retto al crollo della medesima”. La rivista nel 2007 è stata inserita nel Best Off “Voi siete qui”, curato da Mario Desiati e pubblicato da Minimum Fax, insieme alla riviste digitali italiane più interessanti nella rete. Il sito, Musicaos.it, nel 2005 è stato giudicati “eccellente” dalla giuria di Premio Web Italia.

La collana: SMARTLIT La collana Smartlit di musicaos:ed, diretta da Luciano Pagano, nasce con il proposito di raccogliere scritture legate alla narrazione e al raccontare storie, senza preclusioni di forma o genere, né limiti all’espressione che provengano dalla semplicità del dividere il mondo della scrittura nelle due categorie di narrativa e poesia. Testi unici, eterogenei, ‘precedenti’ letterari, uniti però dalla consapevolezza delle intenzioni e da una attenta cura editoriale. Scritti da esordienti e non. Ci sono parole differenti che hanno un’idea di fondo comune nell’aspirazione a trasmettere, nella capacità di raggiungere l’altro senza frenesia, con attenzione. Slim (sottile), slow (adagio), slice (scorcio), slightly (lievemente). Queste parole hanno una radice comune, “sl-“. Abbiamo scelto queste due lettere per dare significato alla nostra prima collana.

Info:
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ufficiostampa@musicaos.it
info@musicaos.it

Leggere migliora… anche in vacanza. Due nuovi ebook da musicaos:ed.


Leggere migliora… anche in vacanza. Due nuovi ebook da musicaos:ed.

Luciano Pagano – “Due vite in trasferta / Terra senza prezzo”
2 noir a puntate

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Gianluca Conte – “La boutique della carne / Teste d’osso”
2 racconti inediti

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Musicaos:ed pubblica 2 nuovi ebook, con 4 nuove storie, portandosi così a quota venticinque titoli, tra libri e ebook, pubblicati fino a oggi dal settembre 2012. Si comincia con il doppio ebook di Luciano Pagano, 2 racconti noir intitolati “Due vite in trasferta” e “Terra senza prezzo”. I due racconti noir sono comparsi a puntate sul settimanale “Il corsivo”, nell’estate del 2008, e non sono mai stati ripubblicati altrove. “Terra senza prezzo” racconta la storia di un uomo che vive nel Nord Italia, a Pavia, e che riceve in eredità una terra nel Salento, legata a strani traffici che lo costringeranno a ‘chiudere i conti’ con il passato della sua famiglia. “Due vite in trasferta” racconta la storia di Marina, matricola universitaria che si trasferisce a Lecce e che diverrà, suo malgrado, testimone di un fatto criminoso.

I due racconti inediti di Gianluca Conte si intitolano “La boutique della carne” e “Teste d’osso”. Nel primo racconto, allargando ad altre vicende la sua ‘geografia letteraria’, Conte ambienta il racconto nel paese di Scorcia, lo stesso dove trovano luogo le vicende del suo primo romanzo “Cani acerbi”, pubblicato in febbraio con Musicaos:ed. In una Scorcia a tratti grottesca e surreale a tratti iperreale, il sentimento e la passione di Anna, da bambina aiutante di Pasquale, macellaio doc, considerato un artista della carne, e ora docente di lettere, lottano con l’inaspettata indifferenza nei confronti della morte – e forse anche della vita – di persone che dovrebbero educare e invece latitano. La protagonista, a muso duro, cerca di tenere stretta a sé la propria umanità.

Nel secondo racconto di Gianluca Conte, contenuto nell’ebook, “Teste d’osso”, gioca un ruolo importante, per la protagonista Anna, l’ossessione per Kyashan, eroe animato dell’omonimo manga giapponese, e per un simbolo legato ai suoi nemici, la stella a tre bracci uncinati che diventerà un tatuaggio, un segno indelebile sulla sua pelle. Un incontro casuale che metterà la ragazza di fronte all’ignoranza, al razzismo, all’intolleranza, ai fantasmi di un passato mai passato. La battaglia contro un male oscuro e invisibile. Un’anomala veste cupa e desolata di Lecce fa da sfondo a una corsa allucinata e maniacale che spingerà la protagonista verso il limite estremo della propria esistenza.

I due nuovi ebook di Musicaos:ed sono disponibili qui:

Luciano Pagano – “Due vite in trasferta / Terra senza prezzo” (musicaos:ed, ebook, 15)

http://www.amazon.it/gp/product/B00M5EVQ3O/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&camp=3370&creative=24114&creativeASIN=B00M5EVQ3O&linkCode=as2&tag=musicaosit-21

Gianluca Conte – “La boutique della carne / Teste d’osso” (musicaos:ed, ebook, 16)

http://www.amazon.it/gp/product/B00M5FSA2S/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&camp=3370&creative=24114&creativeASIN=B00M5FSA2S&linkCode=as2&tag=musicaosit-21

Info:
info@musicaos.it
http://ww.musicaos.it

I titoli pubblicati da Musicaos:ed – (settembre 2012 – luglio 2014)

Smartlit collana diretta da Luciano Pagano

1. Luciano Pagano, Il romanzo osceno di Fabio/The obscene novel of Fabio
2. Gianluca Conte, Cani acerbi
3. Davide Morgagni, I pornomadi
4. Gianluca Conte, Unripe dogs
5. Simone Cutri, E nessuno viene a prendermi

SmartlitQ
1. Gianluca Conte, Carmelo Bene inorganico

Salentropie collana diretta da Gianluca Conte

1. Angela Leucci, Diario di una giornalista precaria. Quello che le redattrici non dicono.
2. Luciano Pagano, Il giorno della fioritura

Pubblicati in ebook

1. Luciano Pagano, Il romanzo osceno di Fabio
2. Luciano Pagano, È facile smettere di scrivere se sai come farlo
3. Luciano Pagano, Il romanzo osceno di Fabio/The obscene novel of Fabio versione bilingue
4. Luciano Pagano, Il giorno della fioritura
5. Roberta Pilar Jarussi, Panni sacri
6. Roberta Pilar Jarussi, La verità
7. Stefano Donno, Se Hank avesse incontrato Anaïs
8. Luigi Tarantino, Confessioni di un editore di merda
9. Roberta Pilar Jarussi, Il cuore in disparte
10. Gianluca Conte, Cani acerbi
11. Angela Leucci, Diario di una giornalista precaria. Quello che le redattrici non dicono
12. Davide Morgagni, I pornomadi
13. Gianluca Conte, Unripe dogs
14. Simone Cutri, E nessuno viene a prendermi
15. Gianluca Conte, Carmelo Bene inorganico
16. Luciano Pagano, Due vite in trasferta / Terra senza prezzo
17. Gianluca Conte, La boutique della carne / Teste d’osso

Maria Caterina Prezioso su Satisfiction recensisce “E nessuno viene a prendermi” di Simone Cutri


Maria Caterina Prezioso su Satisfiction
recensisce "E nessuno viene a prendermi" di Simone Cutri

leggi l’articolo qui:

http://www.satisfiction.me/e-nessuno-viene-a-prendermi/

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Simone Cutri (classe 1982) alla sua terza prova narrativa è pronto a spiccare il volo.
“E nessuno viene a prendermi” ti lascia una sensazione di amaro in bocca che da molto tempo non si prova. Le storie narrate dai giovani scrittori italiani, negli ultimi anni, molto spesso o sono concentrate nel guardarsi il proprio ombelico, oppure tentano la strada di raccontare realtà scomode con tematiche prevalentemente sociali, tentativo, più che onesto, di estrapolare in forma narrativa una realtà macabra di tutti i giorni. Cutri inverte la rotta per intraprendere un viaggio a ritroso, un viaggio che sa di nostalgia e incapacità di vivere. In questo romanzo non ci sono idee politiche da difendere, impegno civile da scartare come una caramella.

In questo romanzo si racconta di coloro che non ce l’hanno fatta, di coloro che decidono scientemente di ritornare in quel Nulla che tanto desiderano e che tanto li desidera. Il protagonista Matteo, ce lo immaginiamo vicino ai quaranta anni. La cornice una Torino allucinata e ignorante. Tutto si svolge dalla sera del 20 luglio alle ore 19:00 e si conclude il mattino del 21 luglio alle ore 8:00. L’anno è il 2019 e il mondo intero sta vivendo una seconda epopea a cinquanta anni di distanza. Nel luglio del 1969 l’uomo sbarcava sulla Luna, ora sta tentando un’altra grande impresa: mettere il piede su Marte, il pianeta rosso, il pianeta che ci salverà da una fine sicura.

La Terra, la nostra Terra oramai è un pianeta morente, un pianeta che abbiamo deliberatamente deciso di far morire. Con la nostra incapacità, con la nostra ignoranza, con la nostra caparbia volontà di sopraffazione. Marte ci ridà, a tutti noi, ricchi e poveri, belli e brutti, potenti e gente comune, il miraggio di un’altra vita, una altra vita ancora. Piove, sulla Terra, piove interrottamente a Torino. Matteo intraprende un viaggio a ritroso attraverso la sua carne, attraverso la sua piccola anima tormentata. Tornerà a visitare tutte le donne della sua vita e tenterà ancora di trovare nello spasmo una volontà di vita. Ma la notte finisce e il giorno si fa giorno e non c’è più ragione per resistere ancora a quello che Matteo in un quadernino rosso chiama “caro Compagno”. Tornerà a cercare di parlare con il suo amico di tutta una vita.

La scrittura di Simone Cutri si fa poesia in prosa quando si protende ad attraversare l’abisso che lo separa dalla mattina del 21 luglio 2019. Quel libricino rosso è il depositario di una lunga trattativa, una trattativa che dura da più di quindici anni, tra Matteo e quel caro Compagno “Io soffoco, caro Compagno, davanti a una famiglia che si riunisce a pedalare di domenica; io soffoco quando a Natale scartiamo i regali, quando l’anno cambia, quando le giornate si allungano ed è estate. Cosa ti manca ancora per convincermi? Io sono sempre più solo, sempre meno adatto alla vita”.

E prima di quella piccola preghiera d’estate: “Perdonami Dio, se appartengo a questa generazione che teme gli abbracci, che non ha fatto l’amore sui prati, che rifugge la parola ‘accontentarsi’; e ridammi, ti scongiuro, una Grande Guerra così che i giovani muoiano per un motivo, piuttosto che ne vivano senza”. Prima di questa, ultima, piccola preghiera d’estate c’è dall’altra parte, dalla parte di quando il libro si apre una dedica: “Dedico questo diario amaro a tutti i giovani che hanno scelto di uscire di scena di colpo, precedendo la volontà degli Dei, l’incombenza del fato, la crudeltà del tempo … Dedico questa mia inadeguata opera a tutti quei fragili eroi…”. Ed allora come non pensare e ritornare con la memoria ai nostri amici fragili, cantati in maniera memorabile da Fabrizio De Andrè, affinché, all’improvviso, ci appaiono non più fantasmi sopiti dal tempo del sangue che è scorso in altre generazioni, ma, senza nutrire nessuna voglia di dettare regole, eccoli affiorare come naviganti del Nulla ai quali non è stata mai data risposta, né nessuna buona stella ha provato tenerezza per loro. (Maria Caterina Prezioso, Satisfiction)

http://www.musicaos.it


"E nessuno viene a prendermi"Simone Cutri
il libro

http://www.amazon.it/gp/product/1499379889/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&camp=3370&creative=24114&creativeASIN=1499379889&linkCode=as2&tag=musicaosit-21

"E nessuno viene a prendermi"Simone Cutri
l’ebook

http://www.amazon.it/gp/product/B00KODXC3K/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&camp=3370&creative=24114&creativeASIN=B00KODXC3K&linkCode=as2&tag=musicaosit-21

24 Luglio 2014, Torino – Simone Cutri presenta “E nessuno viene a prendermi” al Caffè Damiani


“Torino languiva in balia del suo cielo”

Giovedì 24 Luglio 2014 – Ore 21.00
Caffè Damiani – Torino (Via San Francesco d’Assisi, 19)

presentazione di:

“E nessuno viene a prendermi” di Simone Cutri (musicaos:ed)

Giovedì 24 Luglio 2014, alle ore 21.00, presso i locali del Caffè Damiani a Torino (Via San Francesco D’Assisi, 19) si terrà la presentazione di “E nessuno viene a prendermi” (musicaos:ed), il nuovo romanzo di Simone Cutri.

24luglio2014-caffèdamiani-torino-enessunovieneaprendermi-simonecutri

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Particolare e affascinante il rapporto con la città di Torino, che ha un ruolo centrale del nuovo romanzo di Simone Cutri, dal titolo “E nessuno viene a prendermi”. Matteo, il protagonista della storia, esce di casa in una sera di luglio, durante un temporale estivo, avviandosi a compiere un gesto che resterà nella sua storia personale, pur essendo così distante dal Grande Evento al quale stanno per assistere gli spettatori incollati ai teleschermi.

“Torino languiva in balia del suo cielo” – Sono dodici ore cruciali per la sua esistenza, quelle che trascorreranno per Matteo tra la notte del 21 luglio 2019 e il mattino successivo, a Torino. Il romanzo è ambientato interamente nel capoluogo piemontese, una città dall’incredibile fascino letterario che, allo stesso tempo, esercita sul protagonista un’influenza a dir poco magnetica. Via Po, Via Nizza, Via Umberto I, Piazza Vittorio Veneto, Piazza Statuto, Villa della Regina, sono solo alcuni dei luoghi nei quali il lettore potrà seguire le vicende di “E nessuno viene a prendermi”, un romanzo che è scritto come una ‘fuga’ musicale, sullo spartito di una città che non si finisce mai di scoprire.

Leggendo le pagine di “E nessuno viene a prendermi” di Simone Cutri, è possibile seguire passo dopo passo, ora dopo ora, gli spostamenti, le fughe, le rincorse di Matteo. Il lettore può proseguire questo percorso vertiginoso insieme al protagonista, all’interno di una mappa accessibile su Google Maps, qui:

https://mapsengine.google.com/map/viewer?hl=it&authuser=0&mid=zPitUgQhwknI.knv7vZWCXr44

IL LIBRO. Qual è il grande evento che, in una sera di luglio del 2019, a cinquanta anni esatti dallo sbarco dell’uomo sulla Luna, sconvolgerà la vita di Matteo Romano? La rete di stato inizia a trasmettere le immagini di un viaggio incredibile. Matteo, in una sola notte, passerà dall’inferno dell’abiezione morale a quello della violenza gratuita, sondando uno dopo l’altro tutti gli abissi di cui un uomo può rendersi complice, in una sorta di percorso al contrario che sembra trovare un punto di equilibrio delirante tra il Kubrick di “Eyes Wide Shut” e “Tutto in una notte” di John Landis.

Quella di Matteo è una corsa disperata attorno al perimetro di una verità circolare, che racchiude l’intimità del suo essere, scagliato contro un mondo dal quale, improvvisamente, miete un raccolto fatto di nulla.

Il romanzo di Simone Cutri è ambientato a Torino, potrete seguire tutti gli spostamenti del protagonista, nei luoghi e nei tragitti narrati nel romanzo, su questa mappa:

https://mapsengine.google.com/map/viewer?hl=it&authuser=0&mid=zPitUgQhwknI.knv7vZWCXr44

Simone Cutri è stato “il più noto tra gli artisti sconosciuti del ventunesimo secolo italiano”.  È nato a Moncalieri (TO) nel 1982 e si è laureato in Lettere Moderne e Contemporanee presso l’Università degli Studi di Torino. Appassionato della letteratura in prosa di fin de siècle e di inizio ‘900, soprattutto di D’Annunzio, Svevo, Wilde, Baudelaire, Huysmans, Kafka, Mann, Proust. Ha fondato La Repubblica Estetica ed è già autore de Gli anni da solo – romanzo di antiformazione e Agosto oltremare – poesia in prosa e in poesia, entrambi i romanzi sono stati presentati con successo nella biblioteca civica di Vinovo.

L’immagine fotografica della copertina di “E nessuno viene a prendermi”, di Simone Cutri, è di Lorenzo Papadia (http://www.lorenzopapadia.com).

Il libro:
http://www.amazon.it/gp/product/1499379889/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&camp=3370&creative=24114&creativeASIN=1499379889&linkCode=as2&tag=musicaosit-21

L’ebook:
http://www.amazon.it/gp/product/B00KODXC3K/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&camp=3370&creative=24114&creativeASIN=B00KODXC3K&linkCode=as2&tag=musicaosit-21

Booktrailer & Estratti su youtube:
https://www.youtube.com/user/musicaosbooks

Musicaos:ed è un progetto editoriale indipendente nato dall’esperienza della rivista musicaos.it, fondata il primo gennaio del 2004 e diretta da Luciano Pagano. Nei primi dieci anni di attività, sulla rivista hanno scritto giornalisti, critici letterari, blogger, artisti, pittori, cineasti, e sul blog sono stati pubblicati oltre 1500 articoli, racconti, recensioni. Giuseppe Genna, nel 2008, ha definito Musicaos: “uno degli snodi fondamentali della blogosfera letteraria che ha retto al crollo della medesima”. La rivista nel 2007 è stata inserita nel Best Off “Voi siete qui”, curato da Mario Desiati e pubblicato da Minimum Fax, insieme alla riviste digitali italiane più interessanti nella rete. Il sito, Musicaos.it, nel 2005 è stato giudicati “eccellente” dalla giuria di Premio Web Italia.

La collana: SMARTLIT
La collana Smartlit di musicaos:ed, diretta da Luciano Pagano, nasce con il proposito di raccogliere scritture legate alla narrazione e al raccontare storie, senza preclusioni di forma o genere, né limiti all’espressione che provengano dalla semplicità del dividere il mondo della scrittura nelle due categorie di narrativa e poesia. Testi unici, eterogenei, ‘precedenti’ letterari, uniti però dalla consapevolezza delle intenzioni e da una attenta cura editoriale. Scritti da esordienti e non. Ci sono parole differenti che hanno un’idea di fondo comune nell’aspirazione a trasmettere, nella capacità di raggiungere l’altro senza frenesia, con attenzione. Slim (sottile), slow (adagio), slice (scorcio), slightly (lievemente). Queste parole hanno una radice comune, “sl-“. Abbiamo scelto queste due lettere per dare significato alla nostra prima collana.

Info:

Musicaos:ed
http://www.musicaos.it
info@musicaos.it

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News: “È facile smettere di scrivere se sai come farlo” di Luciano Pagano, dowload gratuito fino al 15 luglio


È facile smettere di scrivere se sai come farlo“, di Luciano Pagano, occupa fin dalla sua pubblicazione, novembre 2012, i primi posti delle due classifiche di Amazon Enciclopedie e opere di consultazione e Storia delle letteratura e critica letteraria. Si tratta di una delle prime pubblicazioni, in formato ebook, di musicaos:ed.

Da oggi e fino a martedì 15 luglio 2014 l’ebook è disponibile per il download gratuito qui:

http://www.amazon.it/gp/product/B00A1EEOKM/ref=as_li_tf_tl?ie=UTF8&camp=3370&creative=23322&creativeASIN=B00A1EEOKM&linkCode=as2&tag=musicaosit-21

Qui potete leggere un’intervista di Alessandra Lupo/LecceSette.it, pubblicata nel marzo del 2013:

http://www.scribd.com/doc/130229271/Alessandra-Lupo-su-LecceSette-it-intervista-Luciano-Pagano-a-proposito-di-E-facile-smettere-di-scrivere-se-sai-come-farlo-13-Marzo-2013

Ecco, in sintesi, l’indice del volume:

1 – Una breve introduzione. Che cos’è questo libro e a chi si rivolge/ 2 – Come smettere di essere ispirati / 3 – Come smettere di abortire best-seller/ 4 – Va bene, scrivete. Chiedetevi il perché/ 5 – Come smettere di scrivere grazie alle riviste / 6 – Come smettere di scrivere aiutandosi con il lavoro / 7 – Come smettere di scrivere grazie ai librai / 8 – Come smettere di scrivere usando i social network / 9 – Come smettere di scrivere grazie agli editori / 10 – Come smettere di scrivere grazie ai critici / 11 – Come smettere di scrivere grazie al self-publishing

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“Panni sacri” di Roberta Pilar Jarussi, ebook gratuito fino a martedì 8 luglio 2014


Panni sacri” è il primo ebook pubblicato da Roberta Pilar Jarussi con musicaos:ed (gennaio 2013). In seguito l’autrice ha pubblicato “La verità” e “Il cuore in disparte“. Vi invitiamo a leggerli tutti e tre.

Fino a martedì prossimo, 8 luglio 2014, “Panni sacri” è disponibile per il download gratuito qui:

http://www.amazon.it/Panni-sacri-Musicaos-Vol-6-ebook/dp/B00B6F63BS/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1404482224&sr=8-1&keywords=panni+sacri

Michele Trecca, su “La Gazzetta del Mezzogiorno” ha scritto un articolo a proposito degli ebook di Roberta Pilar Jarussi, lo potete leggere qui:

http://www.scribd.com/doc/132598834/Michele-Trecca-su-La-Gazzetta-del-Mezzogiorno-del-27-Marzo-2013-a-proposito-della-scrittura-di-Roberta-Pilar-Jarussi-e-de-Il-cuore-in-disparte

Raffaello Ferrante ha recensito “Panni sacri” su Mangialibri, qui:

http://www.mangialibri.com/node/11805

Per conoscere meglio la scritture di Roberta Pilar Jarussi, vi suggeriamo di leggere il suo intervento, per la serie “La formazione della scrittrice“, a cura di Giulio Mozzi, pubblicato su Vibrisse, qui:

http://vibrisse.wordpress.com/2014/02/24/la-formazione-della-scrittrice-7-roberta-pilar-jarussi/

http://www.musicaos.it

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“Una geografia profonda. Scritti sulla Terra e l’Immaginazione” di Barry Lopez (Galaad Edizioni), disponibile dal 10 luglio


“Una geografia profonda. Scritti sulla Terra e l’Immaginazione”
di Barry Lopez (Galaad Edizioni)

http://www.galaadedizioni.com/una-geografia-profonda/


Il più grande scrittore americano di paesaggi racconta le sue indagini nei luoghi che predilige da un trentennio, ghiacci polari e tundre, deserti e boschi vergini. Imperdibile maestro, dispensatore di saggezza nata da un’intimità quasi mitica con il mondo naturale, Barry Lopez si mette in ascolto di questi meravigliosi regni attendendo che siano loro ad avviare dialoghi rigeneranti con un ospite in bilico tra geografia interiore ed esteriore, entrambe destinate a confluire in una sola esperienza d’intensità contemplativa. La verità appare a questo punto come “qualcosa di vivo e impronunciabile” e la lunga traccia di stupore, nutrendo un cesellato esercizio di scrittura, si traduce in narrazioni memorabili. Lupi, orsi, caribù, ghiottoni, venti, tempeste, spettacolari giostre di visioni captate a estreme latitudini: l’opera di Lopez trasforma un fantastico universo di elementi in un gesto di rilevanza etica diretto al cuore di noi stessi, prezioso antidoto all’inaridimento di un’immaginazione che rinnega sempre più, con conseguenze biologicamente e spiritualmente catastrofiche, il suo terrestre grembo.

L’autore
Narratore e saggista, considerato uno dei più grandi landscape writers americani, Barry Lopez (1945, Port Chester, New York) è autore di “Lupi, Dalla Groenlandia al Congo: 12 racconti sulla natura”, “Lettere dal paradiso e altre storie, Resistance”. Con “Sogni artici” ha vinto il National Book Award. “Una geografia profonda” è la sua prima antologia italiana.

Estratto:
“Se dovessi andare in un altro paese, prima di visitare qualsiasi museo, biblioteca, fabbrica o città favolosa, chiederei al mio accompagnatore del posto di portarmi a passeggiare nella sua terra d’infanzia, gli chiederei di dirmi i nomi delle cose e di raccontarmi come siano diventate un insieme, dando forma a una comunità. Vorrei ascoltare le storie, la voce della memoria sul territorio, assaggiare le noci e i frutti selvatici, vedere le esche da pesca, i mazzi di fiori, le staccionate, conoscere la storia delle tempeste di quel luogo, l’età degli alberi, il colore delle colline in inverno. Solo allora chiederei di vedere i musei. Prima vorrei la sensazione di un luogo reale, per essere sicuro che non sto abitando un’idea. Vorrei conoscere la vera configurazione del terreno, e sondare l’amore che il mio compagno prova per esso, prima di osservare dipinti o leggere opere di erudizione. Vorrei avere qualcosa di reale, che faccia parte della memoria condivisa, sulla quale misurare la loro veridicità.” da Geografie d’America

“Una geografia profonda. Scritti sulla Terra e l’Immaginazione”
di Barry Lopez
“Una geografia profonda. Scritti sulla Terra e l’Immaginazione”
di Barry Lopez – traduzione di Davide Sapienza
Collana Larix, n. 3, Pagine 172, formato 14x21cmprezzo 14,00 €, 978-88-98722-13-6

Galaad Edizioni
La Galaad Edizioni nasce nel settembre 2006. Il simbolo della casa editrice è il fiore del Balsamo di Galaad, un albero citato nel Vecchio Testamento per le sue proprietà medicamentose. Ci ricorda che il piacere della lettura lascia, a volte, qualcosa di più duraturo: il sapore di una libertà riconquistata, il ricomporsi di una lacerazione, la guarigione di una ferita interiore. Può bastare una frase per guardare il mondo con occhi più consapevoli, un’unica frase destinata a imprimersi nella memoria per sempre. Ed è questo l’invito che i nostri libri rivolgono ai loro lettori, un invito che è al contempo una sfida. Perché un libro è come un compagno di viaggio, anzi, il compagno ideale nel più appassionante dei viaggi, quello che può condurci alla scoperta di noi stessi e della nostra natura più intima.
Ogni libro può essere un Balsamo di Galaad.

Info:
Galaad Edizioni – Giulianova (Teramo)
http://www.galaadedizioni.com
tel-fax. 085-8006385

Distribuzione:

Il libro sarà disponibile dal 10 luglio su tutti i più importanti negozi digitali e, in libreria con:

LIBRO CO. ITALIA SRL
P.O. BOX 23 50026
San Casciano V.P.
Firenze Italia
Tel: + 39 055 8228461
Fax: + 39 055 8228462
email: libroco

MEDIALIBRI DIFFUSIONE Srl
Via Baldo degli Ubaldi 144
00167 ROMA
Tel. 06 6627304
Fax 06 6627690
E-mail: medialibri

CENTRO LIBRI
Via Via Galvani 6 c/d – 25010 San Zeno Naviglio (BS)
Tel. 030 3539292/3 – Fax 030 3539294
Email: info

7 luglio 2014 – Lecce – “I pornomadi”, reading con Davide Morgagni, Andrea Cariglia, Lucia Fabrizia Agricola, Beatrice Perrone, presso IL BARROCCIO


Lunedì 7 Luglio 2014, dalle ore 22.30, presso IL BARROCCIO di Lecce (Obelisco), il reading “I pornomadi”, tratto dall’omonimo romanzo scritto da Davide Morgagni. Con: Davide Morgagni, Andrea Cariglia, Lucia Fabrizia Agricola, Beatrice Perrone.

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“Il peggio passa e se ne fa una sintassi”

Che cosa sono, chi sono, cosa cercano “I pornomadi”?
Uno shock, una perversione?
Uno spreco, una lingua nuova, un vero viaggio iniziatico?

DAVIDE MORGAGNI si muove attorno al centro di una realtà terrificante, costruita sul delirio, una parola dopo l’altra, come una piega, una ferita e ancora: quale immagine di società ne verrà fuori, quale nuova generazione di pornoumani, derive, rizomi, resisterà a questo romanzo increato dove il mondo è immediatamente vita, subito, adesso?

I pornomadi” è il suo primo romanzo.

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Davide Morgagni, nel suo romanzo di esordio compie un gesto liberatorio nei confronti della sintassi, di quella lingua che spesso viene abusata entro limiti di convenzienza, confondendo l’essere di ciò che si racconta con la gabbia ‘scolastica’ delle buone maniere, ammiccanti per il lettore. “I pornomadi” racconta le vicende del primo “pornomade”, in una realtà cittadina, metropolitana, che sarebbe assenza totale e gratuita, totale indifferenza, se non fosse per l’accensione atomica che il testo fornisce alla realtà stessa.

Qui si “è” nel momento stesso in cui ci si racconta, perfino l’oggetto inerte, quando viene ritratto, acquista una dimensione poetica e extrasensoriale, trascendente. Ecco perché ne “I pornomadi” di Davide Morgagni il testo e le immagini fotografiche di Lorenzo Papadia costituiscono particelle di un tutto, sostanza e materia di canto. Un viaggio onirico. È un testo questo che sospende il tempo, diluendo l’attesa di un finale che è fine, scopo vero e essenza di questa vera e propria “macchina sonora”.

Una lingua nuova, risorta come una fenice sulle macerie lasciate dal passaggio dello scritto del morto orale di Carmelo Bene, della petite musique di Louis-Ferdinand Céline, degli esperimenti lisergici di Burroughs, dei Millepiani rizomatici di Gilles Deleuze e Felix Guattari, e, infine, della scrittura musicale di James Joyce.

“Ci sono due modi per non amare l’arte, il primo consiste nel non amarla, il secondo nell’amarla razionalmente”, scriveva Oscar Wilde, lo sa bene Davide Morgagni che nella narrazione della sua storia realizza una macchina letteraria nuova che è allo stesso tempo una storia dissacrante, canzonatoria, eccessiva, godibile, al di là delle possibilità stesse di ogni formalismo. Solo chi ha paura di ammettere che le cose stanno così, può sfuggire al rutilante meccanismo de “I pornomadi”.

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DAVIDE MORGAGNI
Nasce a Lecce nel 1977. Si laurea in Filosofia. Nel novembre del 2013 debutta alla scrittura e regia teatrale con “RICCARDINO III”, da William Shakespeare.

LORENZO PAPADIA
I pornomadi” di Davide Morgagni contiene 25 immagini fotografiche, in bianco e nero, realizzate da Lorenzo Papadia e selezionate per questa pubblicazione. Cioò che si realizza, tra testo e immagine, ne “I pornomadi” è un dialogo inedito, equilibrio tra poesia della visione e scrittura musicale del testo di Davide Morgagni.

Lorenzo Papadia vive e lavora in Italia, come fotografo, occupandosi principalmente dell’organizzazione di workshop fotografici, sviluppando percorsi a tema, a partire da un’attenta analisi della realtà, fotografando spesso oggetti di uso comune, interni o paesaggi urbani.

La ‘sua’ realtà viene rivista ed ordinata, rivisitata attraverso la fotocamera, per dare un senso compiuto al grande disordine creato dalla velocità di vita odierna, fatta spesso di immagini iper codificate. La fotografia, secondo Lorenzo Papadia, è ancora in grado di far riflettere, di costituire una pausa al bombardamento continuo di immagini cine-televisive tipico dell’era moderna. Una fotografia che ha il compito di permettere all’osservatore di soffermarsi sulle cose, anche comuni, che non si notano più per colpa di una certa velocità dello sguardo.

L’atteggiamento di Lorenzo Papadia richiama molto quello fanciullesco, lo stesso che porta alla scoperta del mondo. Fotografare per Lorenzo Papadia diventa dunque un modo ulteriore per percepire le cose e per andare oltre ad esse.

http://www.lorenzopapadia.com

DAVIDE MORGAGNI – I PORNOMADI
MUSICAOS:ED – SMARTLIT 03, pp. 300, €16, ISBN 978-1497372849

Libro:

http://www.amazon.it/gp/product/1497372844/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&camp=3370&creative=24114&creativeASIN=1497372844&linkCode=as2&tag=musicaosit-21

Ebook:

http://www.amazon.it/gp/product/B00JOV97KK/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&camp=3370&creative=24114&creativeASIN=B00JOV97KK&linkCode=as2&tag=musicaosit-21

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info@musicaos.it
http://www.musicaos.it

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Novità: “E nessuno viene a prendermi” di Simone Cutri


“E NESSUNO VIENE A PRENDERMI”, di Simone Cutri verrà presentato MERCOLEDÌ 18 GIUGNO 2014 alle ore 18.00 in collaborazione con L’Assessorato alla Cultura e la Biblioteca Civica di Vinovo (TO) presso la Biblioteca Civica di Vinovo (To) – Castello “Della Rovere”, IN VIA SAN BARTOLOMEO n° 40. Il prof. Michele Calabrese interverrà insieme all’autore.

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“E NESSUNO VIENE A PRENDERMI”, Simone Cutri
(musicaos:ed, smartlit 05)

“Matteo avrebbe vissuto per sempre. Per sempre in quella forma umana, terrena, meravigliosa. Ma Dio non arrivò. Non arrivò nessuno.”

Qual è il grande evento che, nella Torino allucinata di una sera del luglio 2019, a cinquanta anni esatti dallo sbarco dell’uomo sulla Luna, sconvolgerà la vita di Matteo Romano?

La rete di Stato inizia a trasmettere le immagini di un viaggio incredibile. Matteo, in una sola notte, passerà dall’inferno dell’abiezione morale a quello della violenza gratuita, sondando uno dopo l’altro tutti gli abissi di cui un uomo può rendersi complice, in una sorta di percorso al contrario che sembra trovare un punto di equilibrio delirante tra il Kubrick di ‘Eyes Wide Shut’ e ‘Tutto in una notte’ di John Landis.

Quella di Matteo è una corsa disperata attorno al perimetro di una verità circolare, che racchiude l’intimità del suo essere, scagliato contro un mondo dal quale, improvvisamente, miete un raccolto fatto di nulla.

Il romanzo di Simone Cutri è ambientato a Torino, potrete seguire tutti gli spostamenti del protagonista, nei luoghi e nei tragitti narrati nel romanzo, su questa mappa:

https://mapsengine.google.com/map/viewer?hl=it&authuser=0&mid=zPitUgQhwknI.knv7vZWCXr44

Simone Cutri è nato a Moncalieri (TO) nel 1982. Ha una Laurea specialistica in Letteratura, Linguistica e Filologia conseguita presso l’Università degli Studi di Torino. È appassionato della letteratura in prosa di fin de siècle e di inizio ‘900, in special modo di Gabriele D’Annunzio, Italo Svevo, Oscar Wilde, Charles Baudelaire, Joris Karl Huysmans, Franz Kafka, Thomas Mann e Marcel Proust. Ha fondato La Repubblica Estetica. È autore de ‘Gli anni da solo’ – romanzo di antiformazione, la sua opera prima, e di ‘Agosto Oltremare’, raccolta di poesia in prosa.

photo “Ad Aldo Rossi”, di Lorenzo Papadia
www.lorenzopapadia.com

“E nessuno viene a prendermi” – Simone Cutri – musicaos:ed, smartlit 05
184 pagine, isbn 978-1499379884

info@musicaos.it
http://www.musicaos.it

Il libro:
http://www.amazon.it/gp/product/1499379889/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&camp=3370&creative=24114&creativeASIN=1499379889&linkCode=as2&tag=musicaosit-21

L’ebook:
http://www.amazon.it/gp/product/B00KODXC3K/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&camp=3370&creative=24114&creativeASIN=B00KODXC3K&linkCode=as2&tag=musicaosit-21

Booktrailer & Estratti su youtube:

https://www.youtube.com/user/musicaosbooks