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Domenica 14 gennaio 2018 – Leverano (Le) – Patrizia Caffiero presenta “Incredibili vite nascoste nei libri” presso la Torre Federiciana


Con il patrocinio del Comune di Leverano

Domenica 14 gennaio 2018 – ore 18.30
Torre Federico II
(Leverano, Via Vittorio Veneto, 7)

“Incredibili vite nascoste nei libri” (Musicaos Editore) di Patrizia Caffiero

Dialogo con:
Luciano Pagano

Il 14 gennaio, a Leverano, alle ore 18.30, presso la Torre Federico II, in via Vittorio Veneto 7, si terrà una presentazione del nuovo libro di Patrizia Caffiero, “Incredibili vite nascoste nei libri”, che raccoglie i racconti scritti dall’autrice tra il 2012 e il 2017. L’evento ha il patrocinio del Comune di Leverano ed è realizzato in collaborazione con il “parco culturale Girolamo Marciano”. L’autrice, Patrizia Caffiero dialogherà con l’editore Luciano Pagano.

Cosa può accadere tra le mura di una casa, allʼinterno di quellʼequilibrio sottile costituito dalla famiglia, dalla convivenza di persone appartenenti a diverse generazioni, con desideri, emozioni e vite totalmente differenti? Storie di allontanamenti e ricongiungimenti, migrazioni, fughe, viaggi, vite costrette a fare i conti con una violenza cieca, dinanzi a cui si può solo resistere, uscendone stravolti, oppure scappare, in cerca di una redenzione. Rivoluzioni che attraversano il paese, nel nord e nel sud, e le famiglie, i costumi, le abitudini, i sogni: ci appartengono perché ci somigliano, ci sono vicine.

Incredibili vite nascoste nei libri” è il titolo della raccolta di racconti scritti da Patrizia Caffiero, punto di partenza di storie che attraversano lo spazio e il tempo per tramandare un’esistenza, vissuta al riparo dal mondo, oppure sconvolta dalle sue intemperie. Patrizia Caffiero, salentina di origini, emiliana di adozione, è scrittrice, operatrice culturale, bibliotecaria.

Maddi, Zoubida, Nena, Vince, Laura, Ilaria, Sarah, Cloe, il Signore e la Signora Flick, Allegra, Maria, Jacopo, Filippo, sono le “incredibili vite nascoste nei libri”, raccolte nei racconti di Patrizia Caffiero.

Ne “La casa” gli oggetti di una casa parlano del presente e del passato, raccontano senza parole le storie di famiglia; e Maddi non sa staccarsene. Non può vivere senza le sue opere d’arte e i suoi ricordi. In “Zoubida il mediatore, Nena la benefattrice” la protagonista, Zoubida, di origine marocchina, è un diamante grezzo, una ragazza dal sorriso affascinante, testarda e intelligente. Nena, dietro i suoi modi bruschi, è la dolce madre di tutti, e in particolare ha a cuore la giovane Zoubida. In “Prima colazione”, la famiglia per Vince, come per ogni bambino della terra, è tutto il mondo. Il piccolo ama suo padre, suo fratello, ed è innamorato della sua bellissima mamma. Come ogni bambino della terra, vorrebbe che lei fosse felice. Laura è una ragazza dotata di un grande talento, la pittura è il suo talismano, Laura è complessa, sensibile, capace di sognare, e persino di realizzare i suoi sogni, ne “Le strade di Laura” è raccontata la sua evoluzione.

“La libreria” racconta dellʼunico desiderio di Ilaria: leggere. I libri sono una vera e propria ossessione per lei; ma, poiché è ancora una bambina, non ha i mezzi per procurarsi il sapere di cui ha necessità. Ecco perché Ilaria sogna di crescere in fretta. Ne “Il balcone” si racconta di Sarah, una donna di oltre settant’anni che si ammala, e non può più camminare. Ha superato in passato molte avversità, ma ora non si rassegna al nuovo corso degli eventi.

“Cloe la parrucchiera” è una donna affascinante, vitale e generosa. Coltiva la propria consapevolezza e, senza darlo troppo a vedere, quella delle persone che hanno la fortuna d’incontrarla. “Il Signore e la signora Flick” stanno insieme da quando erano bambini. L’amore profondo che provano l’uno per l’altra è un fiume che si spinge oltre le mura domestiche, e diventa amore per la piccola comunità in cui vivono da sempre.

Allegra, ne “La sposa rubata”, è una donna accogliente, simpatica, sempre indaffarata nella gestione di un bed & breakfast. Dietro le sue spalle, l’ombra di un matrimonio difficile, e il luogo nascosto dove può celarsi lo spirito di una donna.

“La prozia Maria” è stata una cantante celebre, molto amata dal marito. Maria ha attraversato una lunghissima vecchiaia ̶ ed è arrivata alla fine della vita ̶ nella solitudine e nel silenzio. Jacopo ha trent’anni, e ha sempre trattenuto i suoi sentimenti, la sua aggressività. Sogna una terribile rivalsa. “Tre pomeriggi e due sere” è il turno di baby-sitting in cui la protagonista del racconto accudisce Filippo, un bambino molto saggio: un poeta in nuce. A tre anni è costretto a riflettere su qualcosa che è molto più grande di lui…

“Ma un genio invisibile, quella sera, mi regalò anche la pazienza, grande come una immensa mongolfiera di tela bianca, tenera come marmellata fatta in casa, lunga come un cavo d’acciaio, come la corda dell’impiccato; una pazienza da cacciatore, da ladro, da capitano di una ciurma bastarda.”

Patrizia Caffiero, nata e vissuta a Lecce fino al 1996, si è trasferita prima a Ferrara, poi a Bologna e infine ad Anzola dell’Emilia dove ha “trovato” le sue radici, e lavora dal 2006 per il Comune come addetta alla cultura e bibliotecaria. È laureata in Lettere e Filosofia (Università del Salento) con una laurea dal titolo “Pasolini e il Potere. Linee per un’interpretazione storico-politica.” S’interessa di cinema, teatro, letteratura; i suoi scrittori preferiti sono Maeve Brennan, Truman Capote, Karen Blixen, Jean Stafford, Paul Auster. Ha pubblicato per Miraviglia editore, nel 2007, “Guarda che prima o poi Dio si stancherà di te”; sempre nello stesso anno, per la casa editrice Fernandel, un racconto per l’ antologia “Quote rosa”; nel 2009 un racconto per l’antologia “Fobieril – soluzione MANIAzina” (Jar Edizioni).

Aggiorna settimanalmente il blog letterario “Prima della pioggia” visitabile all’indirizzo:
https://testiappuntinotedablogs.wordpress.com/

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Venerdì 12 gennaio 2018 · Lecce · Libreria Fahrenheit · Patrizia Caffiero presenta “Incredibili vite nascoste nei libri”


Venerdì 12 gennaio 2018 – ore 18.30
Libreria FAHRENHEIT
(Lecce, Via Don Bosco 26/B)

“Incredibili vite nascoste nei libri”
(Musicaos Editore)
di Patrizia Caffiero

Dialogo con:
Luciano Pagano

Il 12 gennaio, alle ore 18.30, presso la Libreria “Fahrenheit” di Lecce (Via Don Bosco 26/b) si terrà una presentazione del nuovo libro di Patrizia Caffiero, “Incredibili vite nascoste nei libri”, che raccoglie i racconti scritti dall’autrice tra il 2012 e il 2017.

Cosa può accadere tra le mura di una casa, allʼinterno di quellʼequilibrio sottile costituito dalla famiglia, dalla convivenza di persone appartenenti a diverse generazioni, con desideri, emozioni e vite totalmente differenti? Storie di allontanamenti e ricongiungimenti, migrazioni, fughe, viaggi, vite costrette a fare i conti con una violenza cieca, dinanzi a cui si può solo resistere, uscendone stravolti, oppure scappare, in cerca di una redenzione. Rivoluzioni che attraversano il paese, nel nord e nel sud, e le famiglie, i costumi, le abitudini, i sogni: ci appartengono perché ci somigliano, ci sono vicine.

“Incredibili vite nascoste nei libri” è il titolo della raccolta di racconti scritti da Patrizia Caffiero, punto di partenza di storie che attraversano lo spazio e il tempo per tramandare un’esistenza, vissuta al riparo dal mondo, oppure sconvolta dalle sue intemperie. Patrizia Caffiero, salentina di origini, emiliana di adozione, è scrittrice, operatrice culturale, bibliotecaria.

Maddi, Zoubida, Nena, Vince, Laura, Ilaria, Sarah, Cloe, il Signore e la Signora Flick, Allegra, Maria, Jacopo, Filippo, sono le “incredibili vite nascoste nei libri”, raccolte nei racconti di Patrizia Caffiero.

Ne “La casa” gli oggetti di una casa parlano del presente e del passato, raccontano senza parole le storie di famiglia; e Maddi non sa staccarsene. Non può vivere senza le sue opere d’arte e i suoi ricordi. In “Zoubida il mediatore, Nena la benefattrice” la protagonista, Zoubida, di origine marocchina, è un diamante grezzo, una ragazza dal sorriso affascinante, testarda e intelligente. Nena, dietro i suoi modi bruschi, è la dolce madre di tutti, e in particolare ha a cuore la giovane Zoubida. In “Prima colazione”, la famiglia per Vince, come per ogni bambino della terra, è tutto il mondo. Il piccolo ama suo padre, suo fratello, ed è innamorato della sua bellissima mamma. Come ogni bambino della terra, vorrebbe che lei fosse felice. Laura è una ragazza dotata di un grande talento, la pittura è il suo talismano, Laura è complessa, sensibile, capace di sognare, e persino di realizzare i suoi sogni, ne “Le strade di Laura” è raccontata la sua evoluzione.
“La libreria” racconta dellʼunico desiderio di Ilaria: leggere. I libri sono una vera e propria ossessione per lei; ma, poiché è ancora una bambina, non ha i mezzi per procurarsi il sapere di cui ha necessità. Ecco perché Ilaria sogna di crescere in fretta. Ne “Il balcone” si racconta di Sarah, una donna di oltre settant’anni che si ammala, e non può più camminare. Ha superato in passato molte avversità, ma ora non si rassegna al nuovo corso degli eventi.
“Cloe la parrucchiera” è una donna affascinante, vitale e generosa. Coltiva la propria consapevolezza e, senza darlo troppo a vedere, quella delle persone che hanno la fortuna d’incontrarla. “Il Signore e la signora Flick” stanno insieme da quando erano bambini. L’amore profondo che provano l’uno per l’altra è un fiume che si spinge oltre le mura domestiche, e diventa amore per la piccola comunità in cui vivono da sempre.
Allegra, ne “La sposa rubata”, è una donna accogliente, simpatica, sempre indaffarata nella gestione di un bed & breakfast. Dietro le sue spalle, l’ombra di un matrimonio difficile, e il luogo nascosto dove può celarsi lo spirito di una donna.
“La prozia Maria” è stata una cantante celebre, molto amata dal marito. Maria ha attraversato una lunghissima vecchiaia ̶ ed è arrivata alla fine della vita ̶ nella solitudine e nel silenzio. Jacopo ha trent’anni, e ha sempre trattenuto i suoi sentimenti, la sua aggressività. Sogna una terribile rivalsa. “Tre pomeriggi e due sere” è il turno di baby-sitting in cui la protagonista del racconto accudisce Filippo, un bambino molto saggio: un poeta in nuce. A tre anni è costretto a riflettere su qualcosa che è molto più grande di lui…

“Ma un genio invisibile, quella sera, mi regalò anche la pazienza, grande come una immensa mongolfiera di tela bianca, tenera come marmellata fatta in casa, lunga come un cavo d’acciaio, come la corda dell’impiccato; una pazienza da cacciatore, da ladro, da capitano di una ciurma bastarda.”

Patrizia Caffiero, nata e vissuta a Lecce fino al 1996, si è trasferita prima a Ferrara, poi a Bologna e infine ad Anzola dell’Emilia dove ha “trovato” le sue radici, e lavora dal 2006 per il Comune come addetta alla cultura e bibliotecaria. È laureata in Lettere e Filosofia (Università del Salento) con una laurea dal titolo “Pasolini e il Potere. Linee per un’interpretazione storico-politica.” S’interessa di cinema, teatro, letteratura; i suoi scrittori preferiti sono Maeve Brennan, Truman Capote, Karen Blixen, Jean Stafford, Paul Auster. Ha pubblicato per Miraviglia editore, nel 2007, “Guarda che prima o poi Dio si stancherà di te”; sempre nello stesso anno, per la casa editrice Fernandel, un racconto per l’ antologia “Quote rosa”; nel 2009 un racconto per l’antologia “Fobieril – soluzione MANIAzina” (Jar Edizioni).
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Giovedì 4 Gennaio 2018 · Lecce · Officine Culturali ERGOT · “Senza riserve”, Raffaele Pappadà presenta con Alessandra Del Toro e Peppino Palaia


Giovedì 4 gennaio 2018 – ore 19.00
Officine Culturali Ergot
(Lecce – Piazzetta Falconieri 1/B)

“Senza riserve”
(Musicaos Editore)
di Raffaele Pappadà

Presenta:
Alessandra Del Toro
(giornalista di Telerama)

Interverrà:
Dott. Peppino Palaia
(responsabile Area Medica U.S. Lecce)

Giovedì 4 gennaio 2018, alle ore 19.00, presso le Officine Culturali Ergot di Lecce (Piazzetta Falconieri 1/b), si terrà la presentazione del romanzo “Senza riserve”, esordio del giornalista Raffaele Pappadà. L’autore dialogherà con Alessandra Del Toro, giornalista di Telerama, raccontando le vicende del suo primo romanzo, ambientato nel mondo del calcio e incentrato sulle vicende di Thomas, giovane portiere. Durante la serata un intervento d’eccezione, quello di Peppino Palaia, responsabile dell’Area Medica di U.S. Lecce, già medico sociale del Lecce per trentasei anni.

Chi è Thomas?

Thomas è un giovane portiere che dopo tanta gavetta attende ancora l’occasione per mettere in mostra il suo valore. Gioca nel Lecce, si allena in attesa del momento giusto, cresce nella lealtà come sportivo e come uomo, si innamora. Entra di slancio sugli eventi, spericolato e deciso. Il giorno così atteso arriverà. Thomas farà i conti con la passione, la gioventù, gli incontri e gli scontri con i più grandi campioni, la famiglia, l’amore. Un ultimo uomo, spesso solo con il suo destino. La vita per Thomas è una partita che va vissuta fino all’ultimo secondo, dentro e fuori dal campo, “senza riserve”, in un romanzo dove il calcio è visto dalla porta, dagli occhi di chi ha il compito di ostacolare ciò che tutti desiderano: il gol, decidendo le sorti di una stagione.

Dall’incipit del romanzo:

“Nello spogliatoio si sentiva solo il rumore, in lontananza, dei magazzinieri intenti a riempire i borsoni con panni sporchi e palloni.
Thomas era rimasto solo.
Succedeva sempre che arrivasse molto prima degli altri e che se ne andasse per ultimo. Rientrava nella parte di chi aveva scelto di essere, per molti versi, un uomo solo. Un ultimo uomo.
In quei momenti, seduto sulla panca, con l’accappatoio che gli limitava la visuale, la testa rivolta alle sue gambe, pensava un po’ a tutto.
Suo figlio Enrico era il pensiero più ricorrente. Poi pensava a quel momento della sua vita. A quelle due ore di allenamento. Sul polpaccio sinistro scendeva un piccolissimo rivolo di sangue. Roba da poco se non hai mai paura di mettere il viso, le braccia o altre parti del corpo pur di tenere il pallone lontano dalla rete.
Anche oggi i tifosi sulla tribuna lo avevano acclamato. Il mister, a fine allenamento, gli aveva dato la rituale pacca sulla spalla, quella che chiude ogni sessione soddisfacente. Daniele, scherzando, lo aveva mandato a quel paese per i tanti palloni che aveva tolto dagli angoli più difficili.
Si chiudeva un altro giorno di fatiche e speranze. Altri tre ne restavano, prima del grande giorno.”

Il volume contiene un’intervista a Massimiliano Benassi, già portiere del Lecce e attualmente portiere nelle file della Casertana, al quale sono ispirate le vicende del romanzo.

Raffaele Pappadà, giornalista professionista, laureato in Scienze politiche e delle relazioni internazionali, inizia il suo percorso professionale nel 2006 partendo da Telerama, dove nel 2010 diviene direttore della redazione sportiva. Nel 2012 si trasferisce a Milano per commentare le gare di Serie A per Infront e nel 2015 entra a far parte della squadra di telecronisti di Premium Sport, di cui è attualmente una delle voci del fútbol argentino, della Champions League e di altri campionati. È uno dei volti e delle voci di Serie A Tv. Ha ricevuto diversi riconoscimenti e, nel 2009 e 2011, il Premio “Gemme dello Sport” come miglior giornalista sportivo salentino.

Fotografia di copertina, Emiliano Buffo

INGRESSO LIBERO –
tel. 0832.246074

“Senza riserve” su Facebook:
https://www.facebook.com/senzariserve/

Informazioni
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Martedì 2 Gennaio 2018 – Nardò (Le) – Raffaele Pappadà e “Senza riserve” ospiti della Libreria “I Volatori”


LIBRERIA “I VOLATORI” · MUSICAOS EDITORE · B&B ANTICA “DIMORA”

RASSEGNA “INCONTRI ALL’ORA DEL TÈ” – EXTRA

Martedì 2 gennaio 2018 – ore 19.00
Libreria I Volatori
(Nardò – Via Pellettieri, 19)

“Senza riserve”
(Musicaos Editore)
di Raffaele Pappadà

Presenta:
Loredana Giliberto

Martedì 2 gennaio 2018, alle ore 19.00, presso la Libreria “I volatori” di Nardò (Via Pellettieri, 19), tornano gli appuntamenti con la scrittura, gli autori e i lettori, con la Rassegna “Incontri allʼora del tè” organizzata dalla libreria “I volatori”, con il coordinamento di Loredana Giliberto, in collaborazione con il B&B “Antica Dimora” e Musicaos Editore.

Si parlerà di scrittura presso la storica libreria “I Volatori”, di Nardò, un luogo che, come ha avuto modo di esprimere il cantautore Mannarino “in un antro, nascosto nella pietra, continua ogni giorno in silenzio a salvare quel che resta del mondo”.

Il 2 Gennaio si terrà il primo incontro “extra” dell’anno, la presentazione del romanzo “Senza riserve”, esordio del giornalista Raffaele Pappadà. L’autore dialogherà con Loredana Giliberto, coordinatrice della rassegna “Incontri all’ora del tè”, e racconterà le vicende e i retroscena del suo primo romanzo, ambientato nel mondo del calcio e incentrato sulle vicende di Thomas, giovane portiere.

Chi è Thomas?

Thomas è un giovane portiere che dopo tanta gavetta attende ancora l’occasione per mettere in mostra il suo valore. Gioca nel Lecce, si allena in attesa del momento giusto, cresce nella lealtà come sportivo e come uomo, si innamora. Entra di slancio sugli eventi, spericolato e deciso. Il giorno così atteso arriverà. Thomas farà i conti con la passione, la gioventù, gli incontri e gli scontri con i più grandi campioni, la famiglia, l’amore. Un ultimo uomo, spesso solo con il suo destino. La vita per Thomas è una partita che va vissuta fino all’ultimo secondo, dentro e fuori dal campo, “senza riserve”, in un romanzo dove il calcio è visto dalla porta, dagli occhi di chi ha il compito di ostacolare ciò che tutti desiderano: il gol, decidendo le sorti di una stagione.

Dall’incipit del romanzo:

“Nello spogliatoio si sentiva solo il rumore, in lontananza, dei magazzinieri intenti a riempire i borsoni con panni sporchi e palloni.
Thomas era rimasto solo.
Succedeva sempre che arrivasse molto prima degli altri e che se ne andasse per ultimo. Rientrava nella parte di chi aveva scelto di essere, per molti versi, un uomo solo. Un ultimo uomo.
In quei momenti, seduto sulla panca, con l’accappatoio che gli limitava la visuale, la testa rivolta alle sue gambe, pensava un po’ a tutto.
Suo figlio Enrico era il pensiero più ricorrente. Poi pensava a quel momento della sua vita. A quelle due ore di allenamento. Sul polpaccio sinistro scendeva un piccolissimo rivolo di sangue. Roba da poco se non hai mai paura di mettere il viso, le braccia o altre parti del corpo pur di tenere il pallone lontano dalla rete.
Anche oggi i tifosi sulla tribuna lo avevano acclamato. Il mister, a fine allenamento, gli aveva dato la rituale pacca sulla spalla, quella che chiude ogni sessione soddisfacente. Daniele, scherzando, lo aveva mandato a quel paese per i tanti palloni che aveva tolto dagli angoli più difficili.
Si chiudeva un altro giorno di fatiche e speranze. Altri tre ne restavano, prima del grande giorno.”

Il volume contiene un’intervista a Massimiliano Benassi, già portiere del Lecce e attualmente portiere nelle file della Casertana, al quale sono ispirate le vicende del romanzo.

Raffaele Pappadà, giornalista professionista, laureato in Scienze politiche e delle relazioni internazionali, inizia il suo percorso professionale nel 2006 partendo da Telerama, dove nel 2010 diviene direttore della redazione sportiva. Nel 2012 si trasferisce a Milano per commentare le gare di Serie A per Infront e nel 2015 entra a far parte della squadra di telecronisti di Premium Sport, di cui è attualmente una delle voci del fútbol argentino, della Champions League e di altri campionati. È uno dei volti e delle voci di Serie A Tv. Ha ricevuto diversi riconoscimenti e, nel 2009 e 2011, il Premio “Gemme dello Sport” come miglior giornalista sportivo salentino.

Fotografia di copertina, Emiliano Buffo

INGRESSO LIBERO

Informazioni
Libreria “I Volatori”
tel. 0833.567062

“Senza riserve” su Facebook:
https://www.facebook.com/senzariserve/

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Venerdì 22 Dicembre 2017 – Nardò – Patrizia Caffiero presenta “Incredibili vite nascoste nei libri”


LIBRERIA “I VOLATORI” · MUSICAOS EDITORE · B&B ANTICA DIMORA

Venerdì 22 dicembre 2017 – ore 19.00
Libreria “I Volatori”
(Nardò, Via Pellettieri, 19)

“Incredibili vite nascoste nei libri”
(Musicaos Editore)
di Patrizia Caffiero

Dialogo con:
Loredana Giliberto
(coordinatrice della rassegna)
Luciano Pagano
(editore)

Il 22 dicembre, alle ore 19.00, presso la Libreria “I volatori” di Nardò (Via Pellettieri, 19), tornano gli appuntamenti con la scrittura, gli autori e i lettori, con la Rassegna “Incontri allʼora del tè” organizzata dalla libreria “I volatori”, con il coordinamento di Loredana Giliberto, in collaborazione con il B&B “Antica Dimora” e Musicaos Editore.

Saranno proprio Loredana Giliberto, coordinatrice della rassegna, insieme a Luciano Pagano, editore, a dialogare con Patrizia Caffiero e a presentare in anteprima “Incredibili vite nascoste nei libri”, il libro che raccoglie i racconti di Patrizia Caffiero, scritti tra il 2012 e il 2017.

Cosa può accadere tra le mura di una casa, allʼinterno di quellʼequilibrio sottile costituito dalla famiglia, dalla convivenza di persone appartenenti a diverse generazioni, con desideri, emozioni e vite totalmente differenti? Storie di allontanamenti e ricongiungimenti, migrazioni, fughe, viaggi, vite costrette a fare i conti con una violenza cieca, dinanzi a cui si può solo resistere, uscendone stravolti, oppure scappare, in cerca di una redenzione. Rivoluzioni che attraversano il paese, nel nord e nel sud, e le famiglie, i costumi, le abitudini, i sogni: ci appartengono perché ci somigliano, ci sono vicine.

Incredibili vite nascoste nei libri” è il titolo della raccolta di racconti scritti da Patrizia Caffiero, punto di partenza di storie che attraversano lo spazio e il tempo per tramandare un’esistenza, vissuta al riparo dal mondo, oppure sconvolta dalle sue intemperie. Patrizia Caffiero, salentina di origini, emiliana di adozione, è scrittrice, operatrice culturale, bibliotecaria.

Maddi, Zoubida, Nena, Vince, Laura, Ilaria, Sarah, Cloe, il Signore e la Signora Flick, Allegra, Maria, Jacopo, Filippo, sono le “incredibili vite nascoste nei libri”, raccolte nei racconti di Patrizia Caffiero.

Ne “La casa” gli oggetti di una casa parlano del presente e del passato, raccontano senza parole le storie di famiglia; e Maddi non sa staccarsene. Non può vivere senza le sue opere d’arte e i suoi ricordi. In “Zoubida il mediatore, Nena la benefattrice” la protagonista, Zoubida, di origine marocchina, è un diamante grezzo, una ragazza dal sorriso affascinante, testarda e intelligente. Nena, dietro i suoi modi bruschi, è la dolce madre di tutti, e in particolare ha a cuore la giovane Zoubida. In “Prima colazione”, la famiglia per Vince, come per ogni bambino della terra, è tutto il mondo. Il piccolo ama suo padre, suo fratello, ed è innamorato della sua bellissima mamma. Come ogni bambino della terra, vorrebbe che lei fosse felice. Laura è una ragazza dotata di un grande talento, la pittura è il suo talismano, Laura è complessa, sensibile, capace di sognare, e persino di realizzare i suoi sogni, ne “Le strade di Laura” è raccontata la sua evoluzione.
“La libreria” racconta dellʼunico desiderio di Ilaria: leggere. I libri sono una vera e propria ossessione per lei; ma, poiché è ancora una bambina, non ha i mezzi per procurarsi il sapere di cui ha necessità. Ecco perché Ilaria sogna di crescere in fretta. Ne “Il balcone” si racconta di Sarah, una donna di oltre settant’anni che si ammala, e non può più camminare. Ha superato in passato molte avversità, ma ora non si rassegna al nuovo corso degli eventi.
“Cloe la parrucchiera” è una donna affascinante, vitale e generosa. Coltiva la propria consapevolezza e, senza darlo troppo a vedere, quella delle persone che hanno la fortuna d’incontrarla. “Il Signore e la signora Flick” stanno insieme da quando erano bambini. L’amore profondo che provano l’uno per l’altra è un fiume che si spinge oltre le mura domestiche, e diventa amore per la piccola comunità in cui vivono da sempre.
Allegra, ne “La sposa rubata”, è una donna accogliente, simpatica, sempre indaffarata nella gestione di un bed & breakfast. Dietro le sue spalle, l’ombra di un matrimonio difficile, e il luogo nascosto dove può celarsi lo spirito di una donna.
“La prozia Maria” è stata una cantante celebre, molto amata dal marito. Maria ha attraversato una lunghissima vecchiaia ̶ ed è arrivata alla fine della vita ̶ nella solitudine e nel silenzio. Jacopo ha trent’anni, e ha sempre trattenuto i suoi sentimenti, la sua aggressività. Sogna una terribile rivalsa. “Tre pomeriggi e due sere” è il turno di baby-sitting in cui la protagonista del racconto accudisce Filippo, un bambino molto saggio: un poeta in nuce. A tre anni è costretto a riflettere su qualcosa che è molto più grande di lui…

“Ma un genio invisibile, quella sera, mi regalò anche la pazienza, grande come una immensa mongolfiera di tela bianca, tenera come marmellata fatta in casa, lunga come un cavo d’acciaio, come la corda dell’impiccato; una pazienza da cacciatore, da ladro, da capitano di una ciurma bastarda.”

Patrizia Caffiero, nata e vissuta a Lecce fino al 1996, si è trasferita prima a Ferrara, poi a Bologna e infine ad Anzola dell’Emilia dove ha “trovato” le sue radici, e lavora dal 2006 per il Comune come addetta alla cultura e bibliotecaria. È laureata in Lettere e Filosofia (Università del Salento) con una laurea dal titolo “Pasolini e il Potere. Linee per un’interpretazione storico-politica.” S’interessa di cinema, teatro, letteratura; i suoi scrittori preferiti sono Maeve Brennan, Truman Capote, Karen Blixen, Jean Stafford, Paul Auster. Ha pubblicato per Miraviglia editore, nel 2007, “Guarda che prima o poi Dio si stancherà di te”; sempre nello stesso anno, per la casa editrice Fernandel, un racconto per l’ antologia “Quote rosa”; nel 2009 un racconto per l’antologia “Fobieril – soluzione MANIAzina” (Jar Edizioni).
Aggiorna settimanalmente il blog letterario “Prima della pioggia” visitabile all’indirizzo:
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25 Novembre 2017 – Nardò – Libreria I Volatori – Elisabetta Liguori presenta “Lo spazio dentro”


LIBRERIA “I VOLATORI” · MUSICAOS EDITORE · B&B ANTICA “DIMORA”

RASSEGNA “INCONTRI ALL’ORA DEL TÈ”

Sabato 25 Novembre 2017 · ore 17.30
Libreria “I Volatori”
(Nardò, Via Pellettieri, 19)

“Lo spazio dentro” (Musicaos Editore)
l’autrice Elisabetta Liguori
dialoga con Loredana Giliberto
e Luciano Pagano

SABATO 25 NOVEMBRE 2017, ALLE ORE 17.30 tornano gli appuntamenti con la scrittura, gli autori, i grandi e piccoli lettori, a Nardò, con la Rassegna “Incontri allʼora del tè” organizzata dalla libreria “I volatori”, con il coordinamento di Loredana Giliberto, in collaborazione con il B&B “Antica Dimora” e Musicaos Editore. Si parlerà di scrittura, in compagnia di un buon tè e cioccalata caldi, e si parlerà di musica e non solo presso la storica libreria “I Volatori”, di Nardò, un luogo che, come ha avuto modo di esprimere il cantautore Mannarino “in un antro, nascosto nella pietra, continua ogni giorno in silenzio a salvare quel che resta del mondo”.

L’ospite del quarto appuntamento della rassegna sarà la scrittrice Elisabetta Liguori, autrice de “Lo spazio dentro” (Musicaos Editore), con le illustrazioni di Emanuela Bartolotti; la presentazione è aperta sia agli adulti che ai bambini; Loredana Giliberto, coordinatrice della rassegna e Luciano Pagano, editore del libro, dialogheranno con l’autrice.

Che cosʼè lo spazio dentro?

Lo “spazio dentro” è lʼarea indefinibile nella quale è contenuta la famiglia, nata a volte per caso, senza un progetto, in altre da unʼossessione, da unʼidea fissa. In qualunque modo nasca e con qualsiasi finalità, tuttavia, la famiglia si costruisce sempre artigianalmente, utilizzando materiali personali, modelli di riferimento inevitabili, unʼossatura tecnica, e qualche abbellimento. In tutti i casi è riconducibile a un luogo, a uno spazio circoscritto.
Ma non si tratta solo di geometria: la famiglia è fatta di esseri umani. Un piccolo gruppo di esseri umani riuniti nello stesso spazio dinamico, la cui struttura cambia col tempo, seguendo lʼevoluzione dei suoi componenti.

Come può essere questo spazio? Ampio, ridotto, cubico o rotondo, ruvido o liscio? Che tipo di cambiamento è quello che avviene all’interno? Rapido, lento, improvviso, prevedibile, doloroso, piacevole? Sarebbe meglio immaginarlo flessibile, forse. Il cambiamento bussa da fuori, spinge, schiaccia, dirompe. Bisogna sapere reagire con elasticità. Più flessibile è lo spazio, maggiori sono le possibilità di un cambiamento naturale e sereno.

“Lo spazio dentro”, ideato e scritto da Elisabetta Liguori, con illustrazioni di Emanuela Bartolotti, racconta la fase della crescita e della trasformazione, ciò che nel tempo si perde e ciò che rimane, tra dialogo e conflitto, emozioni e paure. Un bambino nasce e diventa un uomo, infatti, nello stesso spazio in cui altri individui si sforzano di educarlo e si adattano alla necessità di accompagnare, guidare o anche solo osservare il suo cambiamento. Non a caso il termine educare deriva dal latino educere, cioè: trarre fuori, tirar fuori ciò che è dentro. Quindi “cambiare” significa uscire da uno spazio circoscritto, considerando che, dopo esserne usciti, quello stesso non sarà mai più lo stesso. Qual è il modo giusto per farlo, dunque? Se l’educazione è un passaggio, il varco non è scontato. Lo sa bene chi, crescendo, esplora l’esterno, e lo sa anche chi, restando, ne presidia l’interno. A volte non basta trasmettere il proprio sapere, l’esempio, la regola, la memoria delle mura. A volte non basta chiedere, osservare. Tutto questo è necessario al cambiamento, ma può non bastare. A volte è la paura a decidere, o le immagini nella testa, o la forza del legame. A volte contano persino i sussurri. Ogni confine ha il suo limite e la sua porta d’accesso, per trovarla ci vogliono fantasia, orecchie e gioco di mani. Senza fantasia e cuore il cammino è lungo, vasto e imprevedibile, ma per fortuna quasi tutti i bambini lo sanno.

Elisabetta Liguori è nata a Lecce nel 1968, dove vive e lavora, presso il tribunale per i minori. È laureata in giurisprudenza. Ha collaborato con la rivista “Nuovi Argomenti”, e per numerose altre riviste online. Collabora con il “Nuovo Quotidiano di Puglia”, alla pagina della cultura, con particolare attenzione per la letteratura al femminile.
Ha pubblicato “Il credito dell’imbianchino” (Argo Editrice, 2004, finalista al Premio Berto 2005 e al Premio Carver 2005), “Il correttore” (peQuod, 2007), “Tutto questo silenzio” (Besa Editrice, 2010, scritto con Rossano Astremo). “La felicità del testimone” (2012, Manni Editori), “Kora, una storia a colori” (Lupo Editore, 2013, con illustrazioni di Carlos Arrojo). Nel 2015 ha pubblicato il primo episodio di una trilogia urban fantasy, “Il secondo giorno – Kiss for my angel”, per i tipi di Musicaos Editore, in formato cartaceo e digitale. Nel 2016, sempre con Musicaos, l’ebook “Se gli uomini sapessero”. Alcuni suoi racconti sono apparsi sulle riviste e in antologie tra le quali: “Mordi & fuggi” (Manni Editori), “Laboriosi Oroscopi” (Ediesse), “Il dizionario affettivo italiano” (Fandango), “È finita la controra” e “Sangu, racconti noir di Puglia” (Manni Editori, 2011); “Nessuna più. Quaranta scrittori contro il femminicidio” (Elliot, 2013), nell’ambito della quale ha trovato spazio la sua attenzione e l’interesse per i personaggi femminili. Ha preso parte a progetti culturali internazionali, curando la stesura di testi musicali e teatrali.

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Michelangelo Zizzi, lettura critica di “Altissima miseria” (Musicaos Editore) di Claudia Di Palma


Michelangelo Zizzi, lettura critica di “Altissima miseria” (Musicaos Editore) di Claudia Di Palma

Leggo ed è come stare sul crinale di un abisso, in una pittografia dell’ottocento romantico, contemplando un paesaggio postumo e in disuso, avvinghiato alla nostalgia, per quante altre volte ci siano spirali antecedenti (all’esserci stesso), silenziose volute di poesia classica, o neoclassica, ma riviste nelle forme della tacitazione e del trionfo dell’assenza.

Ma poi questo libro iconoclasta (per varia rarefazione delle immagini di corporeità o di impressione sensoriale) nella stesura e nella percezione della storia poematica che il lettore vi ricompone a leggerlo, è anche un libro iconico anche se iconico paradossalmente. Perché è vero che le topografie, gli indici, le prossimità alla specificità della materia, alle sue aporie percettive sono quasi assenti, ma più che presente è la condizione dell’impressione dell’assenza, che, ‘a contrario’, ricompone e perfettamente il luogo sigillato dall’essere vissuti e quello dell’aspirazione a voler vivere; cosa non lontana da una fenomenologia del sentimento, ma data senza ossequi, leziosità, vizi di smanceria.

Cosa non lontana dalla ricomposizione di un cosmo: fatto di topografie, di indici, tassonomie, stati e specificatamente materico.

Claudia Di Palma al suo esordio sembra già matura, dotata di una voce evocante e certa, che soppiantando un fare facile della poesia, preferisce infiltrarsi nell’interstizio ora doloroso, ora leggero, che si insinua tra vuoto e pienezza.

Altissima miseria” è il libro ghiacciato sulla condizione di ritorno di una genealogia della morale (non Nietzschiana), ma rivista sotto il profilo anagrafico e discontinuamente storico.

Anche senza prospettiva ricognitiva, tipo anamnesi platonica o racconto di Ricoeur, è perfetta nozione di un sé isolato e possente, consapevole del fatto di mortalità, del fatto di desiderio e urgenza del sentimento e del fatto di narrarsi.

Ma questa fenomenologia del sentimento data per contrappasso e per negazione è rivendicazione di un’affettività ontologica e prebiografica [Michaelstader], di una richiesta compensativa, ma tirata sull’orlo della sapienza che in origine illetterata si ricondensa nell’espressione poematica. Per tutto ciò basti siglare il lemma ‘autenticità’. Del resto la rinuncia all’orpello, alla magnificenza, ci sembra più un fatto di indole, che di possibilità.

Perché questo è il libro della citazione dell’assenza.

E alla magrezza dell’espressione (intendo magrezza, contrariamente agli episodi di splendida poesia fagica, tipo Pound, Zanzotto o Thomas, fatti di virulenza metaforica e fagocitosi parimenti metaforica) la Di Palma, risponde con un prosciugamento meditativo, non troppo distante da altri illustri esempi (Dikinson, Anedda,certa poesia ermetica di meditazione senza oggetto, tipo Betocchi, De Angelis). Così “Altissima miseria” è il libro primo di una ricerca dell’ossatura, della struttura minerale, dell’algoritmo sedimentato e anteriore al prospetto posteriore della vita qui ed ora. Del resto concordo con la prefazione di Canzian, quando parla di tensione mistica o di ricerca ontologica. Aggiungerei, se non è stato già accennato che trattasi di teologia negativa, per dirla con i mistici medievali.

Il ritmo, persino, che pare un fantasma languente e svanente, si distilla nella condizione pulsatiile e cardiaca del narrare l’assenza. A leggere il poemetto ci si accorge di un ritmo che esula la scoria di eccesso del ritmo stesso, che è data (come dicono i formalisti, gli strutturalisti) dall’abbondanza di risonanze, assonanze, onomatopee, e metrica; perché esso è distillato nell’autoauscultazione dell’essere sé e soli.

È propriamente il ritmo di una biologia sognante e prossima all’evanescenza, come al suo contrario, che è la carenatura, la carne, l’esserci, la decisione, la volontà di vivere.

Michelangelo Zizzi · Fucine Letterarie · www.fucineletterarie.com

“Il Corvo” – Edgar Allan Poe, a cura di Simone Cutri, nella collana “I Classici” di Musicaos Editore


“Il Corvo” – Edgar Allan Poe, a cura di Simone Cutri, nella collana “I Classici” di Musicaos Editore.

È “Il Corvo”, di Edgar Allan Poe, curato e tradotto da Simone Cutri, la terza uscita nella collana “I Classici” di Musicaos Editore, dopo “Le solitarie”, di Ada Negri e “Il primo dio” di Emanuel Carnevali. La traduzione della poesia di Edgar Allan Poe compare, in questo volume che sarà in distribuzione dai primi giorni di novembre, accompagnata dai due saggi di Poe, “Il principio poetico” e “Filosofia della composizione”; nel volume sono presenti le illustrazioni di Gustave Doré e una conversazione di Simone Cutri con l’attore Roberto Herlitzka, che ha letto e interpretato questa nuova versione de “Il Corvo”, in un video prodotto e realizzato da La Repubblica Estetica, che ha anche prodotto un “Making of” di questa nuova traduzione della poesia di Edgar Allan Poe, con Simone Cutri, Roberto Herlitzka, per la regia (riprese e montaggio) di Stefano Sgambati.

https://musicaos.org/il-corvo-edgar-allan-poe-a-cura-di-simone-cutri/


“Il Corvo”, Edgar Allan Poe, traduzione e cura di Simone Cutri
(Musicaos Editore, I Classici, 3)

Il Corvo”, la poesia più celebre di Edgar Allan Poe, torna in una nuova versione, in un volume curato da Simone Cutri, che si è ispirato alle stesse indicazioni che Edgar Allan Poe aveva seminato nei suoi scritti, in particolare ne “Il principio poetico” e nella “Filosofia della composizione”, che vengono qui presentati, insieme a “Il Corvo” nella traduzione di Simone Cutri. “Il Corvo”, pubblicato nella collana de “I Classici” di Musicaos Editore, contiene una conversazione con l’attore e inteprete Roberto Herlitzka, che ha interpretato e registrato questa versione de “Il Corvo” nel 2016, in collaborazione con La Repubblica Estetica. Questa nuova versione de “Il Corvo” compie quindi un percorso al “ritorno” che dalla registrazione dell’interpretazione accoglie il testo alla sua origine, alla scrittura, insieme ai testi “teorici” di Edgar Allan Poe. Il volume è completato dalle illustrazioni di Gustave Doré, pubblicate nel 1884, divenute nel tempo, una vera e propria “traduzione”/rilettura per immagini del capolavoro di Edgar Allan Poe.

“Ho trovato questa traduzione molto interessante proprio per questa ricerca di linguaggio, di ritmi, di assonanze, di rime interne, perché contribuisce bene a ricreare, la psiche dell’autore […] Il fatto importante è che il Corvo, non è un simbolo, non è una metafora, ma è una presenza reale” Roberto Herlitzka

“Per addormentare un bambino noi cantiamo una ninnananna, non spieghiamo i benefici del sonno. La piccola creatura non saprà distinguere le parole del testo sgangherato e surreale della filastrocca notturna, ma si lascerà certamente cullare dalla musica e dal suono e raggiungerà così l’anelata altra dimensione: quella del sogno, del soprannaturale, dei luoghi in cui vivono le idee superiori. Questa semplice convinzione, insieme alla amatissima definizione dedicata alla poesia, che la vorrebbe come il risonar del dire oltre il concetto, ha guidato la mia scelta e il mio modo di tradurre The Raven di Edgar Allan Poe.” (Simone Cutri, dalla prefazione al volume)

EDGAR ALLAN POE (Boston, 1809 – Baltimora 1849), figlio di due attori che gli diedero il nome di un personaggio del Re Lear di Shakespeare, all’età di ventisei anni sposò sua cugina Virginia, tredicenne. Nel 1845 pubblicò sull’Evening Mirror la poesia “Il Corvo”, per la quale percepì la somma di nove dollari. Morì di rabbia, molto probabilmente a causa del morso di un animale, nel 1849, due anni dopo la morte di Virginia. Nell’arco di venti anni ha rivoluzionato la letteratura americana, prima, e poi quella mondiale, inventando il fantastico, l’orrore, il poliziesco, il gotico, l’incubo e influenzando ancora oggi l’immaginario di romanzi, film, videogiochi. Ha scritto il romanzo Storia di Arthur Gordon Pym, saggi, poesie, decine di racconti, tra cui I delitti della Rue Morgue, La lettera rubata, L’uomo della folla, Metzengerstein, Manoscritto trovato in una bottiglia, Berenice, Ligeia, La caduta della casa degli Usher, Una discesa nel Maelström, Eleonora, La maschera della morte rossa, Il cuore rivelatore e altri.

SIMONE CUTRI è insegnante di lettere italiane, romanziere, autore per il web e per il teatro (Battute che se avesse fatto Woody Allen…, 2012 e Avrei soltanto voluto, 2017). Nato a Moncalieri (TO) nel 1982, ha conseguito la Laurea specialistica in Letteratura, Linguistica e Filologia presso l’Università degli Studi di Torino. Produce spettacoli per le scuole, con l’associazione culturale La Repubblica Estetica di cui è socio fondatore. Ha scritto Gli anni da solo, Agosto Oltremare; con Musicaos Editore ha pubblicato E nessuno viene a prendermi e Nubifragili.

“Il Corvo”, Edgar Allan Poe · con “Il principio poetico”, “Filosofia della composizione”, traduzione dai testi originali e cura di Simone Cutri
Illustrazioni di Gustave Doré · contiene “Sul Corvo. Conversazione con Roberto Herlitzka
Musicaos Editore, I Classici, 3, pp. 116, isbn 978-88-99315-900, €10

20 Ottobre 2017 – Lecce – Stefano Zuccalà e “La tua sopravvivenza” alle Officine Culturali Ergot


Venerdì 20 Ottobre 2017 – Ore 21.00
Officine Culturali ERGOT
(Lecce – Piazzetta Falconieri 1/b)

Reading: “La tua sopravvivenza” di Stefano Zuccalà

Venerdì 20 Ottobre 2017, alle ore 21.00, a Lecce, presso le Officine Culturali ERGOT (Piazzetta Falconieri, 1/b) si terrà il reading “La tua sopravvivenza”, di Stefano Zuccalà, tratto dall’omonima opera pubblicata con Musicaos Editore.

“La tua sopravvivenza”, un’opera pierociampiana, viscerale, ma, al contempo, rigorosa e granitica. Una parte in prosa e una in poesia per raccontare un amore forte, vero. Un amore difficile, sempre in corso, in decorso, anche quando, in apparenza, finito. Un amore magmatico, perché ciò che è dato una volta per tutte puzza di morte. Sentiamo allora come suonano le parole, come risuonano, cadenzate in musica e ritmo, in questa lunga struggente lettera per voce che contempla la scrittura solo in quanto atto totale, assoluto, senza un prima né un dopo. Delicatezza e violenza, seta e carta vetrata, preghiera e anatema, serrano le maglie del sentimento maledetto entro cui si sviluppa davvero la (tua) sopravvivenza, il nostro persistere carnale nella carezza e la guerra dell’esistere.

“Stefano Zuccalà è uno scrittore instancabile, dotato di un ritmo interiore, segue da anni la sua strada e la sua ricerca. Un lavoro prezioso sulla lingua e sulla parola e una ricerca personale che è auscultazione del mondo, traduzione del dolore. Tra gli ultimi romantici in circolazione”
Osvaldo Piliego su CoolClub

“[…] uno spettacolo ammaliante e «pierociampesco», che racconta l’amore in ogni sua sfumatura. In ogni sua bruttura, in ogni dettaglio per quanto insignificante o terribile. C’è una parte in prosa e una in poesia, come due atti della stessa pièce, come due parti della stessa messa, opposte e complementari”
Francesca Bussi su Lettera43

“Un diario minimo sospeso fra prosa e poesia, un’autoeducazione sentimentale del nostro tempo, l’incapacità di elaborare lutti amorosi, drammatizzati come in una moderna interpretazione della tragedia greca, aspra e postmoderna.”
Francesco Greco su Giornale di Puglia

“Il nuovo libro di Stefano è davvero come un’opera di cabaret resa su carta, uno spettacolo ammaliante”
The Parallel Vision

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Stefano Zuccalà è nato nel 1980 e vive a Galatone (Le). È poeta, narratore, performer e autore di canzoni. Ha pubblicato: “Quaderno in la minore” (poesie, Manni, 2001, prefazione di Ercole Ugo D’Andrea), “Nadir” (narrativa, Edizioni Il Filo, 2004), “D’amore e di altre sevizie” (poesie, Editrice Zona, 2006, con un saggio di Livio Romano), “Il conto degli avanzi” (racconti, Lupo Editore, 2011, prefazione di Cesare Basile) e svariati testi letterari sul web. Ha pubblicato un album di canzoni sul web col progetto Altroinverno. Ha scritto testi per le band Humpty Dumpty (“Pianobar dalla fossa”, 2010) e Muffx (“Époque”, 2012). Ha all’attivo diversi reading sonorizzati, tra cui quelli coi musicisti Luigi Bruno (Muffx, Opa Cupa), Cesare Malfatti (La Crus), Giuseppe Manta (Spread Your Legs, Giorgio Tuma), Claudio Tuma.

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18 Ottobre 2017 – Pescara – Giulia Madonna e “Amata tela” per la seconda edizione di “Abruzzesi di ieri e oggi tra Arte, Musica e Letteratura”


18 Ottobre 2017 – Giulia Madonna, con il romanzo “Amata tela”, sarà ospite della seconda edizione di “Abruzzesi di ieri e oggi tra Arte, Musica e Letteratura”, evento che si svolge a Pescara, dal 16 al 20 ottobre, presso il Circolo Aternino in Piazza Garibaldi a Pescara.

La manifestazione, patrocinata dal Comune di Pescara, dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Pescara, dalla Commissione Regionale Pari Opportunità e dalla Fondazione Pescarabruzzo, è organizzata dall’Associazione Culturale Teatranti d’Abruzzo presieduta dalla prof. Vittorina Castellano, in collaborazione con Associazione Eremo Dannunziano, Fidapa Pescara, Associazione Editori Abruzzesi, Associazione Logos Cultura, e con gli sponsor Luigi D’Amico, Falcone, Dolcetto, Chef Nestor e Verna Gioielli.

Saranno tanti gli appuntamenti ai quali parteciperanno illustri ospiti dell’Abruzzo contemporaneo con interventi letterari, musicali e con l’esposizione di dipinti di noti artisti “di ieri e di oggi”, tesi a ricordare ciò che abbiamo ereditato dai personaggi abruzzesi di ieri e che si riverbera nel nostro millennio.

L’iniziativa nasce dalla volontà di mettere in collegamento il patrimonio culturale del passato con quello del presente, un’identità che deve essere tutelata e tramandata di generazione in generazione, e il Circolo Aternino, che ha visto la frequentazione del Vate e di tanti altri famosi personaggi nel cuore del Centro Storico, è una sede ideale per le sue origini antiche proiettate nella modernità.

A partire dalle ore 18.00 del 18 ottobre, dopo i saluti dell’Assessore alle Tradizioni Cittadine Paola Marchegiani, i Teatranti d’Abruzzo, saranno protagonisti di “Ricordando Domenico Ciampoli, Publio Ovidio Nasone, Ignazio Silone”. A seguire reading degli “Scrittori e Teatranti d’Abruzzo”, con Vittorina Castellano, Giulia Madonna, Daniela Quieti, Flora Amelia Suarez Cardenas, Patrizia Tocci.

L’evento del 18 ottobre terminerà con un “Omaggio a Gabriele D’Annunzio e Francesco Paolo Tosti”, con romanze di Antonio Cericola e Francesco Paolo Tosti per le voci di Laura Ranieri e Marco Sperandii, al pianoforte Milena Belousova. Teatranti d’Abruzzo interpreteranno poesie di Gabriele D’Annunzio e dialoghi su Francesco Paolo Tosti.

“Altissima miseria”, di Claudia Di Palma, Medaglia d’Onore alla IX Edizione del Premio Internazionale “Don Luigi Di Liegro”


Siamo felici di annunciare che “Altissima miseria” (Musicaos Editore), di Claudia Di Palma, ha ottenuto la Medaglia d’Onore alla IX Edizione del Premio Internazionale Don Luigi Di Liegro, nel quale era risultata essere tra le opere finaliste.

 

Sabato 14 Ottobre 2017 – Nardò – Mino Pica ospite della rassegna “Incontri all’ora del tè” · Libreria “I Volatori”


LIBRERIA “I VOLATORI” · MUSICAOS EDITORE · B&B ANTICA “DIMORA”
RASSEGNA “INCONTRI ALL’ORA DEL TÈ

Sabato 14 Ottobre 2017 · ore 17.30 · Libreria “I Volatori”
(Nardò, Via Pellettieri, 19)

“Quando arriva domenica”
(Musicaos Editore)
l’autore Mino Pica
dialoga con Luciano Pagano

SABATO 14 OTTOBRE 2017, ALLE ORE 17.30 tornano gli appuntamenti con la scrittura, gli autori e i lettori, a Nardò, con la Rassegna “Incontri allʼora del tè” organizzata dalla libreria “I volatori”, con il coordinamento di Loredana Giliberto, in collaborazione con il B&B “Antica Dimora” e Musicaos Editore.
Si parlerà di scrittura, in compagnia di un buon tè caldo, e si parlerà di musica e non solo presso la storica libreria “I Volatori”, di Nardò, un luogo che, come ha avuto modo di esprimere il cantautore Mannarino “in un antro, nascosto nella pietra, continua ogni giorno in silenzio a salvare quel che resta del mondo”.
L’ospite di questo secondo appuntamento è Mino Pica, con “Quando arriva domenica”, edito da Musicaos Editore; l’autore dialogherà con Luciano Pagano.

Quando arriva domenica” è il titolo del nuovo libro di Mino Pica. Si tratta del quarto libro pubblicato dallo scrittore brindisino che continua il suo viaggio narrativo con un’opera incentrata sulla riflessione e sul cambiamento di prospettiva delle cose.

Al centro delle narrazioni di “Quando arriva domenica” ci sono argomenti che per pigrizia o ipocrisia abbiamo deciso di non affrontare più, semplicemente perché farlo ci metterebbe faccia a faccia con quella parte di noi, più nascosta, che non accetterebbe più compromessi. Quello che viene chiesto, al lettore di quest’opera, è la volontà di recuperare la poesia di ogni giorno, che si è nascosta per non cedere all’insensatezza della realtà.

Il suggerimento, il grido silente, è focalizzato sul recupero di quanto c’è ancora di noi, dentro di noi, nel paradosso. Un invito a una partecipazione sociale che inizia, anzitutto, da una partecipazione col proprio sé, recuperato, riappropriato, dalle sensazioni e dal gusto di ciò che proviamo, quotidianamente. Per compiere questo viaggio, tuttavia, bisogna essere capaci di osservare e mettere alla berlina tutte le falsità che affollano la nostra esistenza, assumersi il compito di svelare ciò che è falso, nel lavoro, nella musica, nei rapporti sociali, andando al di là dei ruoli che ciascuno di noi accetta per acquietarsi e procedere sui binari della propria vita, senza pensare.

Si tratta di una scrittura, quella di Mino Pica, che mette il lettore davanti ai limiti dell’ipocrisia di credere che si viva nel tempo più giusto e informato, in cui sappiamo tutto ciò che accade, ma non conosciamo nulla, né afferriamo il senso delle cose.

Il libro è strutturato in 32 brevi capitoli, in 32 giorni che scandiscono la ricerca di una domenica che forse arriverà, sta già arrivando o, ancora, è arrivata. Ogni capitolo, così come ogni giorno nella realtà, si distingue per una struttura differente, dalla forma narrativa alla poesia, dall’amarezza alla speranza, dall’ottimismo alla rabbia sedata.

“La felicità è un atto creativo. Immaginarla è la rivoluzione terrena che ognuno di noi può decidere di vincere”

Mino Pica. Nato a Brindisi nel 1982. Nel 2008 pubblica “L’attesa dell’attesa” (Giovane Holden Edizioni). Citato fra gli scrittori pugliesi del volume “Letteratura del Novecento in Puglia” (Catalano, Progedit), nel 2011 pubblica “Cucina Interiore” con Lupo Editore. Nello stesso anno partecipa alla scrittura di “Via Maestra” (Hobos Edizioni). Nel 2013 pubblica “Hotel” (Lupo Ed.). Nel 2014 pubblica l’ebook “Otto tracce e mezzo” (Amazon). Appartiene alla corrente “le Poetèmodi”.
La copertina. Carmelo Kalashnikov, illustratore e rock poster artist, in grado di riassumere l’essenza del libro nell’immagine di forme e bellezza, sempre a nostra disposizione, a cui spetta dare peso e senso. Una piccola particolarità del libro è inoltre rappresentata dalla prefazione, affidata a Salvatore Carrasca (le Poetemodi) che, con la sua poesia “Ad un’anima affranta”, accoglie il lettore.

Anche in “Quando arriva domenica”, Mino Pica consiglia l’ascolto, in alcuni brani, della musica, un filo conduttore che continua nelle sue pubblicazioni, volto alla semplificazione della definizione di dimensione dei suoi scritti.

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Anteprima. “La Nera” il romanzo di Manlio Ranieri inaugura “idieci:ventuno” di Musicaos Editore


ANTEPRIMA. “La Nera” il romanzo di Manlio Ranieri, dopo essere stato pubblicato in formato ebook, uscirà a breve nella versione cartacea, disponibile per l’acquisto in libreria e sulle librerie digitali. Pubblicato a puntate nel 2015 sul sito Colori Vivaci Magazine, e protagonista di un contest fotografico che ha portato alla scelta della fotografia di Ludovico Bellacosa, utilizzata per la copertina dell’ebook, “La Nera” è stato il secondo romanzo pubblicato da Manlio Ranieri con Musicaos Editore, dopo “Un romanzo inutile”. “La Nera”  inaugura la collana idieci:ventuno di Musicaos Editore.

“Leo, conduttore radiofonico, sicuro dietro il microfono, riservato nella vita di tutti i giorni e single “quasi per scelta”; Angelica, bellissima, intrigante, sensuale, enigmatica, con un passato oscuro che tiene ben celato. Due ragazzi, una storia d’amore intensa e delicata; un’avventura turbolenta e fascinosa come la musica Dark e New Wave che fa da colonna sonora alle vicende che vedono coinvolti i protagonisti. Tra passione e amicizia, inquietudine e voglia di cambiamento, un legame travagliato quanto indissolubile unisce Leo e Angelica, ma c’è un mistero tutto da scoprire…”

Manlio Ranieri è nato a Bari, dove vive e lavora nel campo delle energie rinnovabili. Laureato in ingegneria meccanica, si dedica da sempre alla scrittura, alla musica e alla fotografia, pubblicando diversi, tra racconti, storie, romanzi, in rete e fuori. Ha pubblicato “Di Notte” (Palomar – 2000), “Correre per rimanere immobili” e “Fra santi e falsi dei” (Akkuaria – 2008 e 2010). Ha vinto i premi “Aci S. Antonio”, “I veli della luna”, “Creatività itinerante” e partecipato a diverse antologie di racconti, fra cui “Qualcosa da dire” (Kora – 2005) e “Haiti chiama Bari” (Levante – 2010). Si definisce uno “scrittore rock”. Il suo romanzo inedito dal titolo “Rosso”, è risultato tra i finalisti della III Edizione del Premio Letterario “La Giara” della Rai. Con Musicaos Editore ha pubblicato “Un romanzo inutile” (2014, 2016), e, in formato ebook, “La Nera”.

IN COPERTINA , fotografia di Ludovico Bellacosa
progetto grafico bookground

“La Nera”, Manlio Ranieri – idieci:ventuno, 1, Musicaos Editore, pagine 80, €7, Isbn 978-88-99315-870

Ebook disponibile (anche) qui:

“Altissima miseria” – Claudia Di Palma 3a classificata al Premio Nazionale di Poesia “Solstizio” per Opera Prima


Claudia Di Palma, Luciano Pagano (Musicaos Editore)

Claudia Di Palma, con la sua raccolta “Altissima miseria” si è aggiudicata il terzo posto del Premio Nazionale di Poesia “Solstizio” per Opera Prima, indetto dall’associazione culturale Libero De Libero.
La cerimonia di premiazione si è svolta Domenica 1 Ottobre, a Fondi (LT); hanno preso parte alla premiazione, insieme a un folto pubblico di appassionati, i giurati, e gli altri partecipanti al premio, Noemi De Lisi (1a classificata) e Maddalena Lotter (2a classificata).
La raccolta di Claudia Di Palma ha anche ottenuto, in questi giorni, l’Attestazione di Merito al Premio Internazionale “Alda Merini”, nel quale era risultata tra le opere finaliste.

Questi riconoscimenti vanno ad aggiungersi ai premi già vinti dalla poetessa salentina, il premio “Luciana Notari“, nella categoria Opera Prima, il premio speciale del Presidente della Giuria del Premio Letterario “Interferenze” di Bologna In Lettere, il premio “E/STATE TRA I VERSI” de “La Casa di Poesia” di Como. “Altissima miseria” si è anche aggiudicata un posto nella cinquina delle opere finaliste del Premio Internazionale di Poesia “Gradiva-New York”, edizione 2017 e al momento è finalista del Premio Internazionale di Letteratura “Città di Como”, e del Premio Poesia Don Luigi Di Liegro, IX Edizione.

Giovedì 5 Ottobre 2017 | Galatina | Salumeria di Turno | Stefano Zuccalà e Giuseppe Manta per “La tua sopravvivenza”


LIBRERIA “FIORDILIBRO” | SALUMERIA DI TURNO | MUSICAOS EDITORE

Giovedì 5 Ottobre 2017 – Ore 21.00
presso “Salumeria di Turno”
(Galatina – Via G. Lillo, 43)

Reading: “La tua sopravvivenza” di Stefano Zuccalà

con Stefano Zuccalà
(testi, voce)

Giuseppe Manta
(chitarrista sensibilista)

Giovedì 5 Ottobre 2017, alle ore 21.00, a Galatina (Le), nei locali della “Salumeria di Turno” si terrà il reading “La tua sopravvivenza”, di Stefano Zuccalà, tratto dall’omonima opera pubblicata con Musicaos Editore. Stefano Zuccalà (voce recitante), accompagnato da Giuseppe Manta (chitarrista sensibilista), leggerà alcuni brani del suo libro.

“Stefano Zuccalà è uno scrittore instancabile, dotato di un ritmo interiore, segue da anni la sua strada e la sua ricerca. Un lavoro prezioso sulla lingua e sulla parola e una ricerca personale che è auscultazione del mondo, traduzione del dolore. Tra gli ultimi romantici in circolazione”
Osvaldo Piliego su CoolClub

“[…] uno spettacolo ammaliante e «pierociampesco», che racconta l’amore in ogni sua sfumatura. In ogni sua bruttura, in ogni dettaglio per quanto insignificante o terribile. C’è una parte in prosa e una in poesia, come due atti della stessa pièce, come due parti della stessa messa, opposte e complementari”
Francesca Bussi su Lettera43

“Un diario minimo sospeso fra prosa e poesia, un’autoeducazione sentimentale del nostro tempo, l’incapacità di elaborare lutti amorosi, drammatizzati come in una moderna interpretazione della tragedia greca, aspra e postmoderna.”
Francesco Greco su Giornale di Puglia

“Il nuovo libro di Stefano è davvero come un’opera di cabaret resa su carta, uno spettacolo ammaliante”
The Parallel Vision

“La tua sopravvivenza”, un’opera pierociampiana, viscerale, ma, al contempo, rigorosa e granitica. Una parte in prosa e una in poesia per raccontare un amore forte, vero. Un amore difficile, sempre in corso, in decorso, anche quando, in apparenza, finito. Un amore magmatico, perché ciò che è dato una volta per tutte puzza di morte. Sentiamo allora come suonano le parole, come risuonano, cadenzate in musica e ritmo, in questa lunga struggente lettera per voce che contempla la scrittura solo in quanto atto totale, assoluto, senza un prima né un dopo. Delicatezza e violenza, seta e carta vetrata, preghiera e anatema, serrano le maglie del sentimento maledetto entro cui si sviluppa davvero la (tua) sopravvivenza, il nostro persistere carnale nella carezza e la guerra dell’esistere.

§

Stefano Zuccalà è nato nel 1980 e vive a Galatone (Le). È poeta, narratore, performer e autore di canzoni. Ha pubblicato: “Quaderno in la minore” (poesie, Manni, 2001, prefazione di Ercole Ugo D’Andrea), “Nadir” (narrativa, Edizioni Il Filo, 2004), “D’amore e di altre sevizie” (poesie, Editrice Zona, 2006, con un saggio di Livio Romano), “Il conto degli avanzi” (racconti, Lupo Editore, 2011, prefazione di Cesare Basile) e svariati testi letterari sul web. Ha pubblicato un album di canzoni sul web col progetto Altroinverno. Ha scritto testi per le band Humpty Dumpty (“Pianobar dalla fossa”, 2010) e Muffx (“Époque”, 2012). Ha all’attivo diversi reading sonorizzati, tra cui quelli coi musicisti Luigi Bruno (Muffx, Opa Cupa), Cesare Malfatti (La Crus), Giuseppe Manta (Spread Your Legs, Giorgio Tuma), Claudio Tuma.

Informazioni:
Salumeria di Turno – 393.32.48.516
https://www.facebook.com/salumeriaditurno/

Libreria Fiordilibro – 0836 563275
Musicaos Editore

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Salvatore Nuzzo. “Pigramente cigola il tempo. Poesie 1972 · 2017”, Poesia 05


“Pigramente cigola il tempo. Poesie 1972 · 2017”,
Salvatore Nuzzo, (Musicaos Editore, Poesia 5)

Questo volume raccoglie le poesie di Salvatore Nuzzo, scritte tra il 1972 e il 2017. Quarantacinque anni di scrittura e ricerca di una forma che delinea la realtà con mezzi essenziali. È il “tempo” il protagonista assoluto in questa storia, come delinea Nicola Russi nella prefazione al volume. Salvatore Nuzzo, è “l’archeologo dei suoi luoghi dell’anima, pronubo d’una poesia che si fa epifania del nostro esistere da giovani: si fa autunno, colore di ottobre; si fa carnevale che fa incetta di urla, per strada, di fanciulli; la poesia si fa sogno che raccoglie gli anni del poeta “in una favola triste”; di un poeta “presente ad ogni umana vicenda”, un giullare, “il più triste giullare/ che scrive versi d’amore/ a una ragazza segreta”; si fa estasi davanti a un mare che gli regala l’estro dei sogni e il ripetere delle ultime cose ancora sue; si fa orrore perché s’empie di morte la terra, con tutti i cieli in fuga, con “oceani e mari senz’acque”. La sua poesia si avvia a correre il rischio di mitizzare un sentimento che adombra un’immagine che volge ad un’istanza: quella di rimanere “felicità incorporea, pura ombra”, come si esprimerebbe Pedro Salinas, nella sua poesia “Possesso del tuo nome”.

“Un labirinto di fatiche
l’umana esistenza,
un filo tenue
che lega e sostiene sequenze e stagioni,
accadimenti imprevisti
snodando una storia,
costruendo un’identità;

manoscritto
compilato giorno per giorno
con errori e abrasioni,
slanci e timori;

biografia inquieta e nervosa
con frenate e silenzi,
tristezza e fierezza,
lotta e resa,
dubbio e certezza,
passione e delusione.

Ordine e disordine
il tempo della vita.”

“La poesia di Salvatore Nuzzo va incontro ad un Oscillamento d’amore, ad una Assenza struggente; ad un Impegno d’amore; e prorompe in un turbinio di parole che si mescolano al vento che entra nei capelli scarmigliati della donna amata; alla pioggia che bagna i due corpi cadendo sulla loro allegria.” (Nicola Russi)

Nei versi di Salvatore Nuzzo è caratterizzante la presenza della natura, nella quale si inscrive l’uomo come partecipe del paesaggio, comprimario, c’è l’alternarsi delle stagioni con i diversi stadi del tempo in relazione agli stati dell’animo. L’acqua che lava, la pioggia che cade, una “ragazza segreta”, il distacco di un amore che non è raggiunto. La collocazione geografica precisa, sulle coste dell’Adriatico, con gli scogli, la natura, il tempo che passa, il fragore delle onde, il frangersi dei flutti, insieme alle atmosfere brumose del Nord Italia, negli anni Settanta. La poesia, in “Pigramente cigola il tempo”, è intesa come luogo di soluzione dell’essere, dove trovano compimento i pensieri dinanzi alla forza della natura. Lo scorrere del tempo attraverso lo scorrere dei momenti fotografati nei versi, un altro autunno, una sequenza, ad esempio, tra quello del 1972 e quello del 1973, “Sono io l’ottobre più triste,/brandelli d’uomo/senza tinte,/argilla pagana.”

La vicinanza a Ungaretti è una vera e propria influenza, un percorso appartato, una volontà di ascolto, presente in componimenti come “Il sogno” (“il libello sfogliare/pupilla tremula/al fragile rimorso d’amore”). “S’empie di morte la terra” è una delle poesie da cui l’autore incomincia il percorso di liberazione da ulteriori influenze, per acquisire una voce autonoma. “Svelamento”, “Impegno d’amore”, “Il vincolo”, “Entrava il vento”, i testi del 1974 e seguenti portano a una riflessione ancora più intensa, nella quale gli elementi del paesaggio fanno ancora da contralto a quelli dell’umore.

Importante anche il richiamo religioso, il ruolo dell’arca, la citazione dell’Ararat e delle Scritture. Il tema della pioggia, ricorrente in questi versi, trova nel tema simbolo dell’Arca e quindi del Diluvio, un punto di contatto tra la storia personale e la storia universale. “Fuori il buio si perde/in un labirinto di pioggia”. L’Arca di Noè è ciò che si salva dopo il disastro, ciò che racchiude quel che resta dell’umanità, il residuo, del sentimento e dell’individuo, ciò che ha ricevuto da Dio il permesso di restare, continuare la specie.

Salvatore Nuzzo (Marittima di Diso – Lecce, 1954) è Psicologo Psicoterapeuta a indirizzo cognitivo comportamentale nel Consultorio Familiare di Poggiardo, ASL Lecce, titolare di incarico di Alta Professionalità “Adozioni, Abuso e Maltrattamento minori”. Inoltre è coordinatore del Servizio Integrato Affido e Adozione dell’Ambito Territoriale Sociale di Poggiardo. Già Consigliere dell’Ordine degli Psicologi della Regione Puglia, è stato coordinatore della Commissione per l’Etica e Deontologia professionale e Direttore di “Psicopuglia”, Rivista – Notiziario dell’Ordine.
È perito del Tribunale Ecclesiastico Regionale Pugliese di Bari e CTU del Tribunale Civile e del Tribunale per i Minorenni di Lecce. È autore di diversi contributi su temi di psicologia clinica, psicologia dell’educazione e delle relazioni familiari e affettive, deontologia professionale, organizzazione dei servizi socio-sanitari, etc.
Svolge attività di formatore e di consulente rivolta a genitori, insegnanti, educatori e operatori socio-sanitari presso scuole, parrocchie, comuni, associazioni e istituzioni.

“Pigramente cigola il tempo. Poesie 1972 · 2017”, Salvatore Nuzzo,
Musicaos Editore, Poesia 5, ISBN 9788899315763, Pagine 178, €14
Prefazione di Nicola Russi

“Le strade di Laura” di Patrizia Caffiero (Musicaos Editore)


Una nuova storia scritta da Patrizia Caffiero, un racconto, anticipazione del volume di racconti che uscirà, in autunno, con Musicaos Editore. L’ebook è scaricabile gratuitamente.

“Le strade di Laura” di Patrizia Caffiero (Musicaos Editore)

Laura vive con la sua famiglia a Pescara, è una giovane ragazza, i suoi occhi evocano creature del bosco e spazi sovrannaturali. Allʼetà di quattordici anni Laura si è iscritta allʼIstituto dʼArte della sua città. La vita di Laura è divisa tra il mondo di fuori e casa sua, dove viene picchiata, senza preavviso, senza motivo, senza ragione, dal padre, senza che sua madre muova un dito. Laura frequenta un uomo più grande di lei. Laura sogna di scappare, un giorno, scappare di casa, e andare a vivere in unʼaltra città.

“Molte volte, negli ultimi anni, aveva pianificato quella partenza senza confidarlo a nessuno. Un sorriso perenne le premeva dietro le guance tonde; era la certezza di poter fuggire dal suo luogo d’origine, che le aveva dato forza. I genitori credevano che aspirasse soltanto a farsi una famiglia, come tutte le figlie degli amici che conoscevano. Avevano sempre nascosto con cura agli estranei – così chiamavano tutti gli altri che non erano di famiglia – i problemi familiari, riuscivano a mostrare un’aria rispettabile. Per qualche misterioso motivo i genitori di Laura credevano che, nonostante tutto, la figlia fosse felice in casa con loro. Le botte erano incidenti e basta, accadevano di rado, i lividi svanivano e i sorrisi tornavano a tavola regolarmente, dopo qualche giorno.”

Lʼunica cosa che fa vivere Laura in armonia con se stessa è la pittura. Le sue grandi tele e le sue “teste” evocano una forza illimitata, una tenacia interiore che non ha freni. Perché cambiare è possibile, la fuga è a un passo. A Bologna Laura troverà unʼesistenza nuova, un lavoro, la realizzazione.

La violenza tuttavia ha segnato la sua vita, incidendo sul suo percorso una linea che Laura non sa se seguire o cancellare, una strada che è diversa da tutte quelle che ha percorso fino a oggi.

“Le strade di Laura” di Patrizia Caffiero è la storia di unʼesistenza difficile, radicale, alternativa. Un racconto estratto dalla raccolta di racconti inediti che Patrizia Caffiero pubblicherà con Musicaos Editore nellʼautunno del 2017.

Patrizia Caffiero, nata e vissuta a Lecce fino al 1996, si è trasferita prima a Ferrara, poi a Bologna e infine ad Anzola dell’Emilia dove ha “trovato” le sue radici, e lavora dal 2006 per il Comune come addetta alla cultura e bibliotecaria. È laureata in Lettere e Filosofia (Università di Lecce) con una laurea dak titolo “Pasolini e il Potere. Linee per un’interpretazione storico-politica.” S’interessa di cinema, il teatro, la letteratura; i suoi scrittori preferiti sono Maeve Brennan, Truman Capote, Karen Blixen, Jean Stafford, Paul Auster. Ha pubblicato per Miraviglia editore, nel 2007, “Guarda che prima o poi Dio si stancherà di te”; sempre nello stesso anno, per la casa editrice Fernandel, un racconto per l’ antologia “Quote rosa”; nel 2009 un racconto per l’antologia “Fobieril – soluzione MANIAzina” (Jar Edizioni).
Aggiorna settimanalmente il blog letterario “Prima della pioggia” visitabile all’indirizzo: https://testiappuntinotedablogs.wordpress.com/

“Le strade di Laura”, di Patrizia Caffiero, Musicaos Editore, ebook, isbn 9788899315887
disponibile gratuitamente su tutti gli ebook store, anche su:

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21 Luglio 2017 – Capriva del Friuli (GO) – Alessandro Bozzi presenta “La libertà danza tra gli ulivi” – Cantina Roncus / Casa Griunit


Venerdì 21 Luglio 2017 – Ore 20.30 – CANTINA RONCUS – CASA GRIUNIT
Via Mazzini 26, Capriva del Friuli (GO)

presentazione
“La libertà danza tra gli ulivi”
(Musicaos Editore)
di Alessandro Bozzi

dialoga con l’autore:
Avv. Federica Esposito

letture
Luca Scisci (attore)

al termine della presentazione è prevista un’esibizione di “pizzica pizzica”
con Alberto Sergi (tamburo e voce)
e Giulia Colugnati (ballerina)

Venerdì 21 Luglio 2017, alle ore 20.30, presso la “Cantina Roncus – Casa Griunit” a Capriva del Friuli (Via Mazzini, 26), si terrà la presentazione del romanzo “La libertà danza tra gli ulivi”, di Alessandro Bozzi, edito da Musicaos Editore. Alessandro Bozzi, giovane avvocato, al suo esordio letterario, firma un giallo avvincente, ambientato tra Gorizia, Trieste e il Salento.

Durante la serata Federica Esposito, avvocato, dialogherà con l’autore; l’attore Luca Scisci leggerà alcuni brani tratti dal romanzo di Alessandro Bozzi e, al termine della presentazione, è prevista un’esibizione di “pizzica pizzica”, a cura di Alberto Sergi (tamburo e voce) e Giulia Colugnati (ballerina).

La prefazione del volume è affidata a Francesco Caringella, che scrive: “Il romanzo di Alessandro Bozzi, al suo esordio, rispetta la legge hemingwayana dell’empatia tra autore e lettore, grazie a una scrittura vivida e fertile abbinata a una trama avvincente e perfettamente architettata”.

C’è un uomo che è stato ucciso brutalmente, con un coltello da cucina. C’è una giovane studentessa, Aurora Melissano, che studia a Gorizia e che attende di essere processata per questo orrendo omicidio. Aurora ha una sorella gemella, Ginevra, che vive nel Salento, insieme alla madre. C’è un giovane avvocato, Raffaele Conti, alla sua prima difesa importante, che dopo una relazione amorosa di sette anni è stato appena abbandonato da Marta. Raffaele è solo, disorientato, senza la minima idea di come si possa evitare l’inevitabile condanna per la sua assistita. La violenza e la colpa di questo delitto sono sotto gli occhi di tutti. Soltanto la terra, gli ulivi e il destino, tuttavia, non hanno ancora scritto l’ultima parola su questa storia.

“Un senso di ribrezzo, marcato a tal punto da temere il conato di vomito, mi salì nel vedere la rappresentazione fotografica del luogo del delitto. La foto era a dir poco raccapricciante: si coglieva nitidamente il cadavere di un uomo sulla sessantina, riverso in una pozza di sangue, con il corpo dilaniato e sfigurato da un numero spropositato di colpi d’arma da taglio. Tutt’intorno al cadavere, era tratteggiata con del nastro isolante la sagoma del corpo, con delle lettere alfanumeriche ad indicare le varie tracce individuate dalla scientifica.”

Informazioni:
CANTINA RONCUS – CASA GRIUNIT
Via Mazzini 26 – 34070 Capriva del Friuli (GO)
tel +39 0481 809349 | fax +39 0481 808535 | info@roncus.it |

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19 Luglio 2017 – “Tornerà la lepre a Buna” di Luigi Pisanelli, presentazione a Carpignano Salentino


COMUNE DI CARPIGNANO SALENTINO – OspitiAMO i Libri – Estate 2017
Mercoledì 19 Luglio 2017 – Ore 21.00 – Piazza Giudeca – Carpignano Salentino (LE)

“Tornerà la lepre a Buna”
(Musicaos Editore)
di Luigi Pisanelli

Dialoga con l’autore:
prof. Ssa Marta Seclì

Interverrà il sindaco: Paolo Fiorillo

Mercoledì 19 Luglio 2017, alle ore 21.00, in Piazza Giudeca a Carpignano Salentino, si terrà una presentazione del romanzo di esordio di Luigi Pisanelli, “Tornerà la lepre a Buna” (Musicaos Editore), prenderanno parte all’incontro, insieme all’autore, la professoressa Marta Seclì, in qualità di moderatrice, il sindaco di Carpignano Salentino, Paolo Fiorillo.

Si può scrivere la fotografia di un’epoca appena trascorsa, gli anni Novanta e i primi anni Duemila, mettendoci dentro tutti i sogni, le aspirazioni, i viaggi, le fughe insperate verso l’orizzonte?
Alberto frequenta lʼuniversità a Bologna, ma prima ancora di approdare nella città capoluogo dellʼEmilia “e” Romagna, avrà vissuto la sua adolescenza in compagnia degli amici di una vita, quelli del bar Vento, ai quali si aggiungono gli avventori e le comparse più o meno seriali di un crocevia esistenziale, tra il paese e il mare, tra la campagna “e il west”.

“Tornerà la lepre a Buna” è un romanzo caleidoscopico, un romanzo “di formazioni”, dove le storie di un gruppo di ragazzi si intrecciano in una Terra di Mezzo geografica che è anche un’età di passaggio, dalle strade tortuose del Salento, percorse a bordo di Califfoni d’annata e automobili sgangherate, fino ai corridoi silenziosi delle biblioteche di Bologna, dai centri di accoglienza per giovani immigrati, alle feste notturne, tra i fumi della nebbia e le nebbie di fumo nei pub dei portici, passando per la Provenza, Modena, la Spagna e le letture, interminabili, di autori che hanno influenzato generazioni di esploratori.

“Anch’io amo la natura, gli alberi e la pioggia, e aspetto, con un presentimento di gioia, il tempo che verrà. Mi piace stare al finestrino, vedere l’enorme spettacolo. Amo la strada, il viaggio. Facciamo un po’ di strada insieme?”

Alberto ricorda e racconta, tiene insieme i fili di una trama infinita, anche quando accadono gli eventi più imprevedibili ed è impossibile, per i lettori, non rivivereciò che può essere accaduto anche a loro.

Luigi Pisanelli ci fa vivere on the road con Karl, Jack, Alberto, Sara, Max, Maurizio, il Pincio, Silvano, il Cobra, Tommaso, lo Zio, raccontando un mondo attraverso suoni, sensazioni, emozioni, visioni, ricordi, musica, e film, in un romanzo dove una volta entrata la totalità dellʼuniverso ciò che ci viene restituito è il ritmo sincopato della vita.
“Tornerà la lepre a Buna” risponde, con fantasia e malinconia, a una domanda fondamentale, quella secondo cui non si può dare il racconto di una gioventù ideale (o idealizzata) se questo, oltre che a essere veridico, non risulta, allo stesso tempo, stupendamente epico.

Luigi Pisanelli, nato a Casarano nel 1976, vive e lavora a Parabita (Le). Ama la natura, i cani, i buoni libri, la musica che fa prendere alla vita il verso giusto, ama cucinare e, infine ama la solitudine, a tratti intervallata dalla migliore delle compagnie possibili in questo mondo.

Info:

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“Altissima miseria”, Claudia Di Palma


“Altissima miseria”, Claudia Di Palma, Musicaos Editore, Poesia, 4

“Ti offro la mia bandiera bianca,
ti porto nel luogo stupendo della
mia resa, la scrittura, e spezzo
le parole come pane. Queste
briciole non hanno pietà
dell’indifferenza. Si prendono
spietata cura di tutte le cose.”

altissima-miseria-claudia-di-palma-musicaos-editore-poesia-04

La poesia come testimonianza ed invenzione è in qualche modo anche il miglior modo di introdurre e spiegare i versi dell’opera d’esordio di Claudia Di Palma. Un verso misurato, centellinato nella pagina tanto da non apparire mai eccessivo, che sgorga da un particolarissimo tipo di accoglienza quale è la resa. […] Il dolore d’essere in questo mondo scarnificato, ribaltato eppure vero diviene in Claudia Di Palma talmente profondo da esprimere il bisogno di proiettarlo perfino verso Dio, ombra assente di una ricerca che prescinde da Dio stesso ma inevitabilmente se ne nutre. (dall’introduzione di Alessandro Canzian)

“Io condivido la mia fertilità
e tu avvicini il seme. Insieme
costruiamo sentieri e iniziamo
ogni istante. Facciamo di nuovo
il principio con i corpi che siamo,
i verbi che abbiamo. Questa carne
nuda è il principio del mondo
se come verbo si pronuncia
fra le tue braccia. Offro la mia fertilità.
Tu avvicini il seme e ascolti.”

§

“C’è un attimo in cui stiamo per fare
ma non facciamo ancora,
vorremmo sapere ma non sappiamo.
Quello è il luogo della nascita.
Poi la tua decisione, la tua legge
cessa di vedermi e io posso fare lo stesso
con te, ma indugio, e il vento scatena temporali,
la tenda sbatte forte sulla finestra.
Ecco il confine, dove noi siamo insieme.”

Claudia Di Palma, nata a Maglie nel 1985, vive e lavora a Lecce. Tra le sue esperienze più importanti si annovera la passione per il teatro. Ha collaborato con“Astragali Teatro” (2005) e “Asfalto Teatro” (2006/2012).
La passione per il canto l’ha portata a seguire inizialmente lezioni private e, attualmente,le lezioni della “World Music Academy” di San Vito dei Normanni, con il maestro Fabrizio Piepoli.
Ha seguito il laboratorio poetico “Trasmissione orale della poesia e uso del microfono tenuto da Mariangela Gualtieri (2013) e, nel 2016, il “Ritiro Poetico”della casa editrice Samuele Editore.

“Altissima miseria”, Claudia Di Palma, Musicaos Editore, Poesia, 4
Introduzione di Alessandro Canzian, Isbn 9788899315627, pagine 92
Illustrazione di Benedetta Longo

“Tornerà la lepre a Buna”, Luigi Pisanelli


“Tornerà la lepre a Buna”, Luigi Pisanelli
(Narrativa, 13, Musicaos Editore)

“Mi chiamo Alberto, ma gli amici mi chiamano Bart”.

Si può scrivere la fotografia di un’epoca appena trascorsa, gli anni Novanta e i primi anni Duemila, mettendoci dentro tutti i sogni, le aspirazioni, i viaggi, le fughe insperate verso l’orizzonte?

Alberto frequenta lʼuniversità a Bologna, ma prima ancora di approdare nella città capoluogo dellʼEmilia “e” Romagna, avrà vissuto la sua adolescenza in compagnia degli amici di una vita, quelli del bar Vento, ai quali si aggiungono gli avventori e le comparse più o meno seriali di un crocevia esistenziale, tra il paese e il mare, tra la campagna “e il west”.

“Tornerà la lepre a Buna” è un romanzo caleidoscopico, un romanzo “di formazioni”, dove le storie di un gruppo di ragazzi si intrecciano in una Terra di Mezzo geografica che è anche un’età di passaggio, dalle strade tortuose del Salento, percorse a bordo di Califfoni d’annata e automobili sgangherate, fino ai corridoi silenziosi delle biblioteche di Bologna, dai centri di accoglienza per giovani immigrati, alle feste notturne, tra i fumi della nebbia e le nebbie di fumo nei pub dei portici, passando per la Provenza, Modena, la Spagna e le letture, interminabili, di autori che hanno influenzato generazioni di esploratori.

“Anch’io amo la natura, gli alberi e la pioggia, e aspetto, con un presentimento di gioia, il tempo che verrà. Mi piace stare al finestrino, vedere l’enorme spettacolo. Amo la strada, il viaggio. Facciamo un po’ di strada insieme?”

Alberto ricorda e racconta, tiene insieme i fili di una trama infinita, anche quando accadono gli eventi più imprevedibili ed è impossibile, per i lettori, non rivivereciò che può essere accaduto anche a loro.

Luigi Pisanelli ci fa vivere on the road con Karl, Jack, Alberto, Sara, Max, Maurizio, il Pincio, Silvano, il Cobra, Tommaso, lo Zio, raccontando un mondo attraverso suoni, sensazioni, emozioni, visioni, ricordi, musica, e film, in un romanzo dove una volta entrata la totalità dellʼuniverso ciò che ci viene restituito è il ritmo sincopato della vita.

“Tornerà la lepre a Buna” risponde, con fantasia e malinconia, a una domanda fondamentale, quella secondo cui non si può dare il racconto di una gioventù ideale (o idealizzata) se questo, oltre che a essere veridico, non risulta, allo stesso tempo, stupendamente epico.

Luigi Pisanelli, nato a Casarano nel 1976, vive e lavora a Parabita (Le). Ama la natura, i cani, i buoni libri, la musica che fa prendere alla vita il verso giusto, ama cucinare e, infine ama la solitudine, a tratti intervallata dalla migliore delle compagnie possibili in questo mondo.

“Tornerà la lepre a Buna” ̶ Luigi Pisanelli
Collana Narrativa, 13 – Isbn 9788899315771, pagine 268
formato 14,8 ̶ 21 cm, € 15,00

Info

Musicaos Editore


info@musicaos.it

“Sirena”, Giorgio Doveri


“Sirena”, Giorgio Doveri

Sirena” incomincia con la fuga di un giovane ragazzo curdo, Adam, dalla Turchia degli anni Ottanta all’Italia, in cerca di una speranza di vita migliore insieme al fratello: il Salento sarà il loro ponte verso Roma e un futuro meno precario. Marina si troverà ad affrontare rapidamente tutto il suo passato e, insieme al lettore, vivrà vicende misteriose e avvincenti, in un susseguirsi di racconti dove la Terra e la Storia hanno un ruolo importante, nella ricerca di un equilibrio ma, soprattutto, nella possibilità di scoprire una verità che nessuno può ancora immaginare. Il mare, il mistero, le tradizioni, sono presenti in questo romanzo d’esordio che mescola i toni del racconto a quelli del noir, con la leggerezza di una fiaba e l’agilità di una danza.

Sirena” trova la sua ambientazione, tra il passato e il presente, tra gli anni ottanta e i giorni nostri, nel Salento, nella zona costiera e interna attorno a Tricase, in Grecia, e prima ancora a Roma e Istanbul. Marina è una giovane adolescente che vive insieme ai nonni, molto legata a Uccio, bisnonno saggio e vecchio lupo di mare. Nel passato della ragazza è nascosto un segreto, che la lega a Maddalena, la madre scomparsa.

Giorgio Doveri nasce l’8 maggio del 1978 a Pisa, da padre toscano e madre tedesca. Cresce, fino ai 18 anni, nelle campagne di Rosignano Marittimo (Livorno), davanti al mare; da piccolo studia pianoforte e dai 14 ai 17 anni prende lezioni di violino. Dopo la maturità scientifica si trasferisce a Siena dove studia la chimica e le tecnologie farmaceutiche; giocatore di pallanuoto, è da 11 anni titolare della prima squadra del Salento. A 23 anni riprende lo strumento ad arco da autodidatta con un gruppo universitario di musica popolare salentina, i “Niuri te sule”, inizia così la sua conoscenza del Salento. Dopo la Laurea prosegue gli studi di ricerca e sintesi di farmaci antidepressivi, fa il tirocinio presso una farmacia senese e poi viene assunto da un’azienda farmaceutica come informatore: dà le dimissioni dopo soli quattro mesi, a fronte di compromessi non accettabili. All’età di 27 anni si trasferisce nel Salento e comincia a suonare con l’Officina ZOÈ, uno dei suoi gruppi musicali preferiti, con cui contribuisce a portare nel mondo la musica della antica e contemporanea storia salentina. Arrotonda inventandosi un sito in lingua tedesca per affitti turistici in Puglia, che porterà avanti fino al 2013 quando rileva, in società, un piccolo chiosco a Lecce all’ombra dell’obelisco, rinominato “il Barroccio”, dove si occupa della direzione artistica e dove anche i tanti musicisti e musiciste ed artisti ed artiste del Salento e di tutto il mondo contribuiscono ad arricchirne l’anima. Nel 2010 inizia e conclude in quattro anni il percorso di studi in musicoterapia. Oggi lavora in vari centri per disabili e come docente presso le scuole di arti-terapie “Artedo”.
Giorgio Doveri vive oggi in una piccola campagna alle porte del villaggio di Arnesano, nel cuore più basso della fertile e millenaria Valle della Cupa.

“Sirena”, Giorgio Doveri, Narrativa 12, Isbn 9788899315764, pp. 188, €13

Illustrazione di copertina
Massimo Marangio Realismi

16 Giugno 2017 – Lecce – “Geografia emozionale della città di Lecce, dal romanzo alla mappa digitale”, Simona Cleopazzo e Irene Mastrandrea – Libreria Adriatica


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Venerdì 16 Giugno 2017 – Ore 18.00

“Geografia emozionale della città di Lecce,
dal romanzo alla mappa digitale”

da “Irene e Frida” di Simona Cleopazzo

Libreria Adriatica
(Sala Letteraria “Mino Carbone” – Piazza V. Aymone 7-7/a – Porta Napoli)

intervengono

Simona Cleopazzo (autrice)
Irene Mastrandrea (esperta in pratiche dʼarte e percorsi culturali)
Luciano Pagano (editore)

Venerdì 16 giugno 2017, alle ore 18.00, presso la Sala Letteraria “Mino Carbone” della Libreria Adriatica (Lecce, Piazza V. Aymone 7-7/a, Porta Napoli), si terrà la prima presentazione della mappa digitale realizzata per “Irene e Frida”, il romanzo di Simona Cleopazzo pubblicato da Musicaos Editore. “Irene e Frida”, è ambientato a Lecce. Nel romanzo le vicende di Irene e Frida, coesistenti e distanti allo stesso tempo, si avvicinano e si allontanano, hanno punti di tangenza e asintoti, si muovono nella città mettendone in evidenza tutti i paradossi, gli spiazzamenti, la bellezza.

Durante la presentazione Simona Cleopazzo e Irene Mastrandrea, esperta in pratiche d’arte e percorsi culturali, racconteranno e presenteranno per la prima volta la mappa di “Irene e Frida”.

La mappa, che sarà fruibile gratuitamente su internet (su Maps Google), permetterà di visitare i luoghi del romanzo “Irene e Frida”, seguendo gli itinerari e le vicende delle due protagoniste, leggendo i passi del romanzo relativi ai luoghi della città di Lecce, nella quale trova ambientazione la storia raccontata da Simona Cleopazzo.

Si tratta di un vero e proprio viaggio all’interno della città, dal centro storico alla periferia, che diviene speculare alle vicende del romanzo, conducendo il lettore a una scoperta che è allo stesso tempo una riscoperta di angoli, luoghi, momenti urbani, storici e culturali della città. Da questo momento in poi, sia i lettori di “Irene e Frida”, sia coloro che ancora devono leggere il romanzo, potranno percorrere la città di Lecce, libro alla mano, per scoprire una città nuova.

A proposito del rapporto di “Irene e Frida” e la “sua” città, Cinzia Dilauro, su QuiSalento ha scritto: “I barlumi di una Lecce confortante come un abbraccio materno illuminano le pagine di una luce diversa, suscitando la voglia sottile di riscoprirne certi angoli, di immergersi in atmosfere perdute. Ma niente è immobile e il cambiamento è già iniziato”.

“Le mutazioni sulla carta e una strana geografia, che le porta l’una verso l’altra, come continenti in una lenta ma inesorabile pangea.”, così scrive Elisabetta Liguori (Nuovo Quotidiano di Puglia), a proposito del rapporto tra protagoniste e loro “movimenti”, nel romanzo di Simona Cleopazzo.

§

L’esistenza di Irene è nel suo diario, scandita dalle incombenze quotidiane, il lavoro in banca, la vicinanza al marito, imprenditore a capo dell’azienda di famiglia, l’amore per il figlio Nicola. Quando Paolo sarà coinvolto in uno scandalo di corruzione, tra i due si aprirà un precipizio.

Nel suo diario la donna acquisisce la consapevolezza di una vita al margine, una costruzione fatta di menzogne che vengono alla luce. La reazione non si fa attendere, e se lo scandalo non turberà la routine sociale di Paolo, l’uomo non potrà nulla di fronte a una rivoluzione silenziosa e profonda, quella di Irene.

Frida Mite è una studentessa, trentenne, che attraversa la vita ‘scoprendola’ ogni giorno; inviata di un quotidiano locale, conoscerà Lorenzo, avvocato di un ragazzo che è stato arrestato e del quale dovrà raccontare la storia. Annota su un diario ciò che le accade, la vita con le amiche e coinquiline, gli incontri casuali, le emozioni rubate.
Simona Cleopazzo racconta due “donne parallele”, con una scrittura di precisione che mescola dubbi e moti dell’animo, dove l’esattezza geometrica delle passioni e il disincanto svelano il cambiamento.

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Hanno scritto, su “Irene e Frida”:

MANGIALIBRIANGELA ANTONINI – “Le pagine di un diario, anzi due. Molto femminile, intimista e lieve l’approccio, fatto a volte di parole leggere come piume a volte pesanti come macigni. Due vite parallele, scandite anche fisicamente dalla struttura del libro, due grafie differenti, due stili contrapposti. Lo yin e lo yang. Irene parte dall’affermazione sociale: buona posizione professionale, vita familiare stabile. Frida dal lato opposto: studentessa fuori corso, il pallino della storia che ha sublimato nell’attività giornalistica senza di fatto averla resa la sua versa missione. Una è tutta dentro alla sua vita, l’altra sta sopra. Una sta tutta dentro i canoni, l’altra sogna fuori (in maniera più velleitaria che fattiva). La vita di una si disgrega, la vita dell’altra si ricostruisce. Belli questi due klimax, in direzione opposta, raccontati in prima persona, così da avvicinare il lettore non tanto alla storia quanto allo spirito che poi orienta le scelte delle due donne.”

PUGLIALIBREANGELO URBANO – “Sono confidenze intime di vite pronte al riscatto che, sul punto di rottura, tentano di giocare l’ultima carta utile per vincere un residuo di serenità in grado di lenire delusioni e amarezze, sentimentali e personali.”

COOLCLUB – “È un lavoro di scandaglio nelle profondità dell’animo umano, che contempla il sogno e la sua disillusione, la frustrazione e la curiosità, la ricerca della felicità e il gusto amaro della sconfitta”

§

Simona Cleopazzo, nata nel 1972, madre di tre figlie, vive a Lecce. Dagli anni Novanta lavora nel terzo settore, a Bologna e Lecce. Nel 2003 ha dato vita alla L.I.L.A./Lecce. Scrive e cura progetti culturali. Con Ammirato Culture House è referente per le attività di promozione della lettura, attiva nel gruppo “Orti di guerra”, volontaria della “piccola biblioteca”. Cura il festival cinematografico “Alice e le altre” e un laboratorio di scrittura sui “diari”.  Nel 2012 ha pubblicato il suo primo romanzo “Tre noci moscate nella dote della sposa” (Lupo Editore).

Info:
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cell. 3288258358

[“Irene e Frida” – Simona Cleopazzo]

https://musicaos.org/irene-e-frida-simona-cleopazzo/

https://www.ibs.it/irene-frida-libro-simona-cleopazzo/e/9788899315498?inventoryId=54759192

http://www.lafeltrinelli.it/libri/simona-cleopazzo/irene-e-frida/9788899315498

http://www.mondadoristore.it/Irene-e-Frida-Simona-Cleopazzo/eai978889931549/

17 Giugno 2017 – Parabita (Le) – “Tornerà la lepre a Buna” di Luigi Pisanelli, presentazione con Daniela Palma, Mino De Santis, Antonio Calò


BARRIO
MUSICAOS EDITORE

Sabato 17 Giugno 2017 – Ore 20.30
a PARABITA (Le)
(Scalinata Chiesa Matrice, Via Lopez Y Rojo)

“Tornerà la lepre a Buna”
(Musicaos Editore)
di Luigi Pisanelli

presentazione con l’autore

interverranno

Daniela Palma (giornalista)
Mino De Santis (cantautore)
Luciano Pagano (editore)

letture
Antonio Calò

Sabato 17 Giugno 2017, alle ore 20.30, a Parabita, presso la Scalinata della Chiesa Matrice (via Lopez Y Rojo), in collaborazione con l’associazione Barrio, si terrà la prima presentazione di “Tornerà la lepre a Buna”, il romanzo di esordio di Luigi Pisanelli, edito da Musicaos Editore. L’autore dialogherà con la giornalista Daniela Palma, durante la serata è prevista la partecipazione speciale del cantautore Mino De Santis, insieme a una lettura di estratti dal romanzo, da parte di Antonio Calò.

Si può scrivere la fotografia di un’epoca appena trascorsa, gli anni Novanta e i primi anni Duemila, mettendoci dentro tutti i sogni, le aspirazioni, i viaggi, le fughe insperate verso l’orizzonte?
Alberto frequenta lʼuniversità a Bologna, ma prima ancora di approdare nella città capoluogo dellʼEmilia “e” Romagna, avrà vissuto la sua adolescenza in compagnia degli amici di una vita, quelli del bar Vento, ai quali si aggiungono gli avventori e le comparse più o meno seriali di un crocevia esistenziale, tra il paese e il mare, tra la campagna “e il west”.

Tornerà la lepre a Buna” è un romanzo caleidoscopico, un romanzo “di formazioni”, dove le storie di un gruppo di ragazzi si intrecciano in una Terra di Mezzo geografica che è anche un’età di passaggio, dalle strade tortuose del Salento, percorse a bordo di Califfoni d’annata e automobili sgangherate, fino ai corridoi silenziosi delle biblioteche di Bologna, dai centri di accoglienza per giovani immigrati, alle feste notturne, tra i fumi della nebbia e le nebbie di fumo nei pub dei portici, passando per la Provenza, Modena, la Spagna e le letture, interminabili, di autori che hanno influenzato generazioni di esploratori.

Alberto ricorda e racconta, tiene insieme i fili di una trama infinita, anche quando accadono gli eventi più imprevedibili ed è impossibile, per i lettori, non rivivereciò che può essere accaduto anche a loro.

Tornerà la lepre a Buna” risponde, con fantasia e malinconia, a una domanda fondamentale, quella secondo cui non si può dare il racconto di una gioventù ideale (o idealizzata) se questo, oltre che a essere veridico, non risulta, allo stesso tempo, stupendamente epico.

Luigi Pisanelli ci fa vivere on the road con Karl, Jack, Alberto, Sara, Max, Maurizio, il Pincio, Silvano, il Cobra, Tommaso, lo Zio, raccontando un mondo attraverso suoni, sensazioni, emozioni, visioni, ricordi, musica, e film, in un romanzo dove una volta entrata la totalità dellʼuniverso ciò che ci viene restituito è il ritmo sincopato della vita.

Luigi Pisanelli, nato a Casarano nel 1976, vive e lavora a Parabita (Le). Ama la natura, i cani, i buoni libri, la musica che fa prendere alla vita il verso giusto, ama cucinare e, infine ama la solitudine, a tratti intervallata dalla migliore delle compagnie possibili in questo mondo.
“Tornerà la lepre a Buna” (Musicaos Editore, Narrativa, 13) è il suo primo romanzo.

Info

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16 Giugno 2017 – Neviano (Le) – Stefano Zuccalà e “La tua sopravvivenza” a Palazzo Renna, con InventiamoEventi


a cura di InventiamoEventi

Venerdì 16 Giugno 2017 – Ore 19.30
Palazzo Renna (Via Arc. Roberto Napoli)
Neviano  (Le)

Presentazione de “La tua sopravvivenza” (Musicaos Editore)
di Stefano Zuccalà

dialogano con l’autore
Francesca Prete, Maria Neve Arcuti

musica
Mattia Ramundo

“La tua sopravvivenza” è un’opera pierociampiana, viscerale, ma, al contempo, rigorosa e granitica. Una parte in prosa e una in poesia per raccontare un amore forte, vero. Un amore difficile, sempre in corso, in decorso, anche quando, in apparenza, finito.Un amore magmatico, perché ciò che è dato una volta per tutte puzza di morte. Sentiamo allora come suonano le parole, come risuonano, cadenzate in musica e ritmo, in questa lunga struggente lettera per voce che contempla la scrittura solo in quanto atto totale, assoluto, senza un prima né un dopo. Delicatezza e violenza, seta e carta vetrata, preghiera e anatema, serrano le maglie del sentimento maledetto entro cui si sviluppa davvero la (tua) sopravvivenza, il nostro persistere carnale nella carezza e la guerra dell’esistere.

§

Stefano Zuccalà è nato nel 1980 e vive a Galatone (Le). È poeta, narratore, performer e autore di canzoni. Ha pubblicato: “Quaderno in la minore” (poesie, Manni, 2001, prefazione di Ercole Ugo D’Andrea), “Nadir” (narrativa, Edizioni Il Filo, 2004), “D’amore e di altre sevizie” (poesie, Editrice Zona, 2006, con un saggio di Livio Romano), “Il conto degli avanzi” (racconti, Lupo Editore, 2011, prefazione di Cesare Basile) e svariati testi letterari sul web.

Ha pubblicato un album di canzoni sul web col progetto Altroinverno. Ha scritto testi per le band Humpty Dumpty (“Pianobar dalla fossa”, 2010) e Muffx (“Époque”, 2012).
Ha all’attivo diversi reading sonorizzati, tra cui quelli coi musicisti Luigi Bruno (Muffx, Opa Cupa), Cesare Malfatti (La Crus), Giuseppe Manta (Spread Your Legs, Giorgio Tuma), Claudio Tuma.

13 Giugno 1960-2017 – Galugnano (Le) – “A nuda voce. Canto per le tabacchine”, Elio Coriano, Stella Grande, Vito Aluisi


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[13 GIUGNO 1960 – 13 GIUGNO 2017]

Martedì 13 Giugno 2017 – Ore 20.30
Casa di Riposo “B. Dell’Anna”
(Galugnano – Largo Vittorio Emanuele II)

“A nuda voce. Canto per le tabacchine”
di Elio Coriano (Musicaos Editore)

con
Elio Coriano (testi, voce)
Stella Grande (canto)
Vito Aluisi (piano)

introduce
Maria Addolorata Tunno
(Residenza Socio assistenziale per anziani “S. Anna”)

intervengono
Maurizio Nocera (scrittore)
Ada Donno (giornalista)
Massimo Melillo (vicepresidente Assostampa Puglia)
Luciano Pagano (editore)

Martedì 13 giugno 2017, alle ore 20.30, presso la Casa di Riposo “B. Dell’Anna”, a Galugnano (Frazione di San Donato di Lecce), si terrà un nuovo appuntamento di “A nuda voce. Canto per le tabacchine”, di Elio Coriano, con Elio Coriano, Stella Grande, Vito Aluisi.

Sono passati cinquantasette anni dall’incendio che scoppiò, il 13 giugno 1960, nei locali della ditta Villani e Franzo, a Calimera, a seguito del quale sei tabacchine trovarono la morte. “A nuda voce. Canto per le tabacchine” (Musicaos Editore), è il titolo della raccolta poetica e del recital musicale, con Elio Coriano, Stella Grande, Vito Aluisi, dedicato a quella tragedia. Lina Tommasi, Luigia Tommasi, Epifania Cucurachi, Lucia Di Donfrancesco, Luigia Bianco, Assunta Pugliese, ecco i nomi delle tabacchine alle quali è dedicato questo canto, che dal 2014 è stato rappresentato in Puglia e in Italia, in associazioni culturali, istituti scolastici, teatri, all’interno di rassegne culturali e festival.

Durante la serata, introdotta da Maria Addolorata Tunno, interverranno lo scrittore Maurizio Nocera, Ada Donno, giornalista e autrice della prefazione del volume, Massimo Melillo (vicepresidente Assostampa Puglia), e Luciano Pagano, editore del volume.

La poesia di Elio Coriano, i cui versi sono forti della loro impronta sociale e storica, è stata ospite nel 2015, con “A nuda voce. Canto per le tabacchine” (insieme al canto di Stella Grande e alla musica di Vito Aluisi), di diversi luoghi-simbolo della ‘resistenza culturale’, dalla casa/biblioteca di Girolamo Comi, a Lucugnano, a Palazzo Gallone di Tricase, nell’ambito della mostra “Le donne tra analfabetismo ed emancipazione. Dalle carte di Tommaso Fiore”, passando dallo Spazio Sociale della Biblioteca Popolare di Taranto, dal FondoVerri di Lecce alle Officine Culturali Ergot e al Palazzo Imperiali, di Latiano (Br); nella Grecià Salentina “A nuda voce. Canto per le tabacchine” è stato ospite di Parco Palmieri, a Martignano e del Nuovo Cinema Elio, a Calimera, in due appuntamenti organizzati dalle rispettive amministrazioni locali; infine, nell’ambito del festival itinerante “La Notte Incanta”, all’interno della “Notte della Taranta”.

Ingresso libero.

Info:

Musicaos Editore


info@musicaos.it – tel. 0836.618232

(foto Max Martini)

Sabato 20 Maggio 2017 – Parigi – ISOLA LA CANTINE LITTÉRAIRE – Davide Morgagni presenta “Strade negre”


Sabato 20 Maggio – 17.00h

Parigi – ISOLA LA CANTINE LITTÉRAIRE
(15 RUE TERNAUX – PARIS)

Presentazione de
“Strade negre”
(Musicaos Editore)

il nuovo romanzo di Davide Morgagni

dialoga con l’autore,
Antonio Mosca

Sabato 20 Maggio, alle ore 17.00, a Parigi, presso ISOLA, “La Cantine Littéraire” di Guido Aloia (15 Rue Ternaux), si terrà la presentazione del nuovo romanzo di Davide Morgagni, “Strade negre”, edito da Musicaos Editore. Sarà presente l’autore, che leggerà alcuni brani del romanzo.

Personaggi in cerca di lavoro, in cerca di cibo, in cerca di sesso, in cerca di umanità, esistenze che si giocano a testa o croce; suore, arcivescovi, mendicanti, momunenti, smog: “Castel Sant’Angelo m’appare rossiccio nel fresco tramonto romano questa sera, tutto è crepuscolo, tutto è Trastevere, e minaccia tramonti all’infinito. Io me ne sto in silenzio, pelleossa, col cuore dell’Impero che continua a palpitarmi dentro, a pomparmi di bianchitudini, dimentico per un istante gli etruschi e fisso Roma dalla finestra, nel traffico – Roma scheletrica succhiamarmi – Roma vegetale – Roma crocifissa – Roma comatosa – dolce morte a leggerne il prezzo – partono ancora altri applausi e intuisco che la lezione ci è stata data – la tortura è finita.”.

“Strade negre” è un canto ininterrotto che si snoda per esperienze, affabulazioni, chilometri, bestemmie, sonore risate e abissi vertiginosi.

“Noi ci siamo spezzati, i vulcani eruttano ubriachi stracarichi di lamenti, e noi chissàchi, noi negri forse, col nostro impossibile, i nostri boschi e membri e schiume, con le nostre scimmie pesanti, noi risaliamo indemoniati incontro alle foci per farci un tiro fra milleonde, distrutti, squarciati, strafottenti, avanziamo decisi, drastici, dicendo addio all’amore, mai quieti nello splendore mai quieto… noi col nostro burrascoso desiderio d’approdare altrove, non contro, ma oltre, noi così carichi di teorie e sigarette, noi dementi, mai rabbiosi, noi magri e squattrinati, noi costruttori di ordigni e rotte, noi che puntiamo il dito negro, noi chissà chi, noi ce la ridiamo”

Sono la Roma e la Lecce e Parigi a far da sfondo alle vicende del nuovo romanzo di Davide Morgagni, “Strade negre”, un nuovo colpo inferto alla lingua, alla sintassi, alle buone maniere, romanzo visionario, perché totalmente incollato alla superficie febbrile di ciò che descrive, attuale e immanente, perché racconta la realtà e la crea mentre essa stessa accade sotto i nostri occhi.

Dopo avere esordito nel 2014 con il romanzo “I pornomadi” (Musicaos Editore), ritorna con una nuova storia.

Davide Morgagni nasce a Lecce, nel 1977. Si laurea in Filosofia. Autore, regista e attore delle pièce teatrali: “Todo el amor” da Pablo Neruda, “Riccardino III” da William Shakespeare, “Il Dottor Mefisto” da Christopher Marlowe, “Penelope a New York” da Joyce a Lorca. Autore del romanzo “I pornomadi” (Musicaos Editore, 2014).
Dal 2015 collabora con la compagnia di danza sperimentale THERASIA MC.

Info
https://www.facebook.com/isola.paris?fref=ts

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19 Maggio 2017 – TERNI – Claudia Di Palma vincitrice del premio “Luciana Notari”, ospite del Festival TERNIinPOESIA


19 MAGGIO 2017 – TERNIinPOESIA
Terni – PALAZZO GAZZOLI

“Altissima miseria”,
la raccolta di poesie di Claudia Di Palma
(Musicaos Editore)

vincitrice del premio “Luciana Notari”,
vincitrice della categoria “Opera Prima”.

“Altissima miseria”, la raccolta di poesie edita da Musicaos Editore, con cui l’autrice salentina Claudia Di Palma ha esordito, ha ottenuto il primo premio nella categoria Opera Prima, nella nona edizione del Premio “Luciana Notari”, organizzato a Terni dall’associazione Gutenberg. La premiazione si terrà il 19 maggio prossimo, a Terni, a Palazzo Gazzoli, nell’ambito del Festival “TERNIinPOESIA”. È il secondo riconoscimento, in pochi mesi, per questa raccolta, che ha già ottenuto il Premio Speciale del Presidente della Giuria nel Premio Letterario “Interferenze” di Bologna Lettere premio che, nelle motivazioni, viene assegnato “ad opere che più delle altre hanno evidenziato una particolare connotazione o che sono comunque proiettate verso una specifica autonomia testuale in quanto a intenzioni, uso del linguaggio e ricerca stilistica”.

“Altissima miseria” è la raccolta di esordio di Claudia Di Palma, nata a Maglie nel 1985, vive e lavora a Lecce. “Altissima miseria” è stato pubblicato nel dicembre dello scorso anno, ottenendo da subito un buon riscontro da parte dei lettori e della critica. Il volume è introdotto dalla prefazione del poeta e editore (Samuele Editore), Alessandro Canzian.

A proposito dei versi di Claudia Di Palma, hanno scritto, Alessandro Moscè, su Pelagos Letteratura “Delle generazioni già monitorate dalla critica, Mariangela Gualtieri è la poetessa che più potrebbe ricordare Claudia Di Palma (che della Gualtieri ha citato dei versi in esergo al libro), ma si avvertono anche gli echi di Giovanna Sicari, che decifra fatti passati, remoti, liquefatti, espiantati. La domanda sull’eterno rito del non sapere, delle ombre esistenziali, conduce ad un “misero dono”, ad un inizio del quale possiamo solo riconoscere creazione, sostanza, “misera misura”. Il partorire è quasi un’ossessione in questa poesia, tanto che la nascita, paradossalmente, è identificata come un trapasso. Non la morte, ma appunto il dare vita alla vita, quando il buio si fa bagliore e non il contrario. Il mistero, però, è sempre lo stesso.”

Anna Vallerugo, sul blog di Nicola Vacca, Zona di disagio: “Di Palma affronta il suo reale opponendogli quella che pare una resa, un esilio in un non luogo ricercato, di elezione, contrapposto a scenari di sola apparente comunione, i “luoghi del giorno, il bar, la villa comunale” (quest’ultima dove si fa “commercio d’alberi”) e invita il suo interlocutore – non necessariamente il lettore, si scopre leggendo-  in un altrove […] Ricorda talora Emerson, questa giovane scrittrice, quando toglie i nomi alle certezze, e le riescono felicissimi accostamenti di parole mai fini a se stessi, a un autocompiacimento che si faccia sterile,  ma in densità anzi di immagine e senso:  la sua  Madre è una “disangolata figura”,  la persona che ama sarà oggetto di uno sprone dolce eppur deciso ”

Gianluca Conte, sul blog Linea Carsica: “Un lavoro in equilibrio tra il segno più e il segno meno dell’umanità, tra la materia e l’antimateria, con l’annientamento totale che fa capolino dietro l’angolo e che tuttavia non sembra trionfare su quell’entità piccola, a volte bieca, che è l’essere umano.”

Giulio Maffii su Carteggi Letterari: “Il senso della scrittura della Di Palma è proprio questo , scoperchiare attraverso dissacramenti continui, le consapevolezze flebili del lettore. Il lettore è un lettore-dio a cui l’opera è diretta, non ci ingannino i riferimenti ad un sacro che non c’è. Un lettore terrestre protagonista, suo malgrado, delle belle “invenzioni”  piene di altissima miseria umana.” La raccolta è stata ospitata sul blog RaiNews – Poesia, a cura di Luigia Sorrentino.

Fabio Simonelli su Poesia: “È una realtà dove l’ombra si sparge nel mondo cadendo come un frutto maturo, dove la vita è assenza, dove si marcisce di un bellissimo marcire, quella di Claudia Di Palma. L’autrice possiede una scrittura matura e crudele, calcarea, avvolgente. Il suo ultimo lavoro, Altissima miseria (Musicaos Editore), appare immediatamente al lettore come un libro denso e perfetto, che con un andamento sottilmente musicale è in grado di presentare l’horror vacui dell’esistenza nella grazia di un ultimo respiro. Si parla di vita, si parla di morte, si parla delle relazioni a volte non possibili tra esseri umani. Ma si parla anche d’amore, di ironia e di scrittura, tra qualche vecchio affranto di verde e un’intima, meravigliosa, anarchia.”

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25 Maggio 2017 – Arci NARDÒ Centrale – “A nuda voce. Canto per le tabacchine”, con Elio Coriano, Stella Grande, Vito Aluisi


Giovedì 25 Maggio 2017
Ore 21.00

ARCI Nardò Centrale
(Nardò – Via Giacomo Matteotti, 6)

“A nuda voce. Canto per le tabacchine”
di Elio Coriano

con Elio Coriano (voce, testi)
Stella Grande (canto, voce)
Vito Aluisi (musica, voce)

Giovedì 25 Maggio 2017, alle ore 21.00, presso il circolo Arci Nardò Centrale, sito in via Giacomo Matteotti 6, a Nardò, si terrà un nuovo appuntamento di “A nuda voce. Canto per le tabacchine”, il recital di poesia, canto e musica, tratto dall’omonima raccolta di Elio Coriano. Prenderanno parte alla serata, con il loro recital poetico, Elio Coriano (testi, voce), Stella Grande (canto, voce) e Vito Aluisi (musica, canto).

“A nuda voce. Canto per le tabacchine” (Musicaos Editore) è il titolo dell’ultima raccolta poetica di Elio Coriano, dedicata alla tragedia che portò alla morte di sei tabacchine a Calimera, il 13 Giugno 1960, per l’incendio nei locali della ditta Villani e Franzo. A un anno dalla pubblicazione della raccolta poetica (giunta alla sua seconda ristampa), dopo decine di presentazioni tenutesi nel Salento, a Taranto, Brindisi e in Calabria, la performance di Elio Coriano giunge (è la seconda volta per il poeta) presso la prestigiosa sede della Camera dei Deputati, nell’ambito di un appuntamento di rilievo nazionale.

La poesia di Elio Coriano, i cui versi sono forti della loro impronta sociale e storica, è stata ospite nel 2015, con “A nuda voce. Canto per le tabacchine” (insieme al canto di Stella Grande e alla musica di Vito Aluisi), di diversi luoghi-simbolo della ‘resistenza culturale’, dalla casa/biblioteca di Girolamo Comi, a Lucugnano, a Palazzo Gallone di Tricase, nell’ambito della mostra “Le donne tra analfabetismo ed emancipazione. Dalle carte di Tommaso Fiore”, passando dallo Spazio Sociale della Biblioteca Popolare di Taranto, dal FondoVerri di Lecce alle Officine Culturali Ergot e al Palazzo Imperiali, di Latiano (Br); nella Grecià Salentina “A nuda voce. Canto per le tabacchine” è stato ospite di Parco Palmieri, a Martignano e del Nuovo Cinema Elio, a Calimera, in due appuntamenti organizzati dalle rispettive amministrazioni locali; infine, nell’ambito del festival itinerante “La Notte Incanta”, la performance di Elio Coriano è ritornata a Calimera, l’11 agosto scorso.

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“A nuda voce. Canto per le tabacchine”, di Elio Coriano – Scheda

Elio Coriano – “A nuda voce. Canto per le tabacchine”, Poesia 01

Giovedì 20 Aprile 2017 – Nardò – Davide Morgagni e “Strade negre” e “Lo squartatore”- Arci Nardò Centrale – Presentazione/Concerto teatrale


Giovedì 20 Aprile 2017 – Ore 20.30
Arci Nardò Centrale
(Via Giacomo Matteotti, 6 – Nardò)

“Strade negre”
un romanzo di Davide Morgagni

dialoga con l’autore
Chiara Miglietta (Arci Nardò Centrale)

&

“Lo squartatore”
concerto teatrale di Davide Morgagni
con Davide Morgagni
e Valentina Sciurti

“Strade negre”

Personaggi in cerca di lavoro, in cerca di cibo, in cerca di sesso, in cerca di umanità, esistenze che si giocano a testa o croce; suore, arcivescovi, mendicanti, momunenti, smog: “Castel Sant’Angelo m’appare rossiccio nel fresco tramonto romano questa sera, tutto è crepuscolo, tutto è Trastevere, e minaccia tramonti all’infinito. Io me ne sto in silenzio, pelleossa, col cuore dell’Impero che continua a palpitarmi dentro, a pomparmi di bianchitudini, dimentico per un istante gli etruschi e fisso Roma dalla finestra, nel traffico – Roma scheletrica succhiamarmi – Roma vegetale – Roma crocifissa – Roma comatosa – dolce morte a leggerne il prezzo – partono ancora altri applausi e intuisco che la lezione ci è stata data – la tortura è finita.”.

“Strade negre” è un canto ininterrotto che si snoda per esperienze, affabulazioni, chilometri, bestemmie, sonore risate e abissi vertiginosi.

“Noi ci siamo spezzati, i vulcani eruttano ubriachi stracarichi di lamenti, e noi chissàchi, noi negri forse, col nostro impossibile, i nostri boschi e membri e schiume, con le nostre scimmie pesanti, noi risaliamo indemoniati incontro alle foci per farci un tiro fra milleonde, distrutti, squarciati, strafottenti, avanziamo decisi, drastici, dicendo addio all’amore, mai quieti nello splendore mai quieto… noi col nostro burrascoso desiderio d’approdare altrove, non contro, ma oltre, noi così carichi di teorie e sigarette, noi dementi, mai rabbiosi, noi magri e squattrinati, noi costruttori di ordigni e rotte, noi che puntiamo il dito negro, noi chissà chi, noi ce la ridiamo”.

Sono la Roma e la Lecce e Parigi a far da sfondo alle vicende del nuovo romanzo di Davide Morgagni, “Strade negre”, un nuovo colpo inferto alla lingua, alla sintassi, alle buone maniere, romanzo visionario, perché totalmente incollato alla superficie febbrile di ciò che descrive, attuale e immanente, perché racconta la realtà e la crea mentre essa stessa accade sotto i nostri occhi.

Dopo avere esordito nel 2014 con il romanzo “I pornomadi” (Musicaos Editore), ritorna con una nuova storia.

“Lo squartatore”
concerto teatrale di Davide Morgagni.

Con lo scrittore, regista e attore Davide Morgagni, e Valentina Sciurti, danzatrice, coreografa e direttrice della compagnia Therasia MC. Su musiche di Varèse.
“Leggevo ʻIncubo ad aria condizionataʼ di Henry Miller, e in un capitolo intitolato “Con Edgar Varèse nel deserto del Gobi” son venuto a conoscenza di questo incredibile compositore americano, ancora oggi ai più sconosciuto. Dinamite. Dopo ti godrai Mozart anche più di prima. Squartati restano l’ascolto e la logica drammarturgica. Violenza del linguaggio. Tutto danza nello spazio e si riduce in frantumi.”

Davide Morgagni nasce a Lecce, nel 1977. Si laurea in Filosofia. Autore, regista e attore delle pièce teatrali: “Todo el amor” da Pablo Neruda, “Riccardino III” da William Shakespeare, “Il Dottor Mefisto” da Christopher Marlowe, “Penelope a New York” da Joyce a Lorca. Autore del romanzo “I pornomadi” (Musicaos Editore, 2014).
Dal 2015 collabora con la compagnia di danza sperimentale THERASIA MC.

Ingresso libero con tessera ARCI.

Info
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