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Due riconoscimenti per il volume “Poesie. inferno minore. )e pagine del travaso” (Musicaos Editore) di Claudia Ruggeri, curato da Annalucia Cudazzo


Due riconoscimenti per il volume “Poesie. inferno minore. )e pagine del travaso” (Musicaos Editore) di Claudia Ruggeri, a cura di Annalucia Cudazzo

Il mese di settembre si apre con due buone notizie per la poesia di Claudia Ruggeri e per il volume “Poesie. inferno minore. )e pagine del travaso” (Musicaos Editore), curato da Annalucia Cudazzo. Alla prima edizione filologica e commentata delle raccolte poetiche licenziate in vita dalla poetessa leccese sono stati infatti tributati due importanti riconoscimenti.

La giuria de “Il Canto delle Sirene – Premio Aspasia 2019”, organizzato dalla Commissione Pari Opportunità di Gallipoli, giunto alla sua seconda edizione, ha assegnato il primo premio per la categoria Poesia al volume curato da Annalucia Cudazzo. Il premio va all’autrice, curatrice dell’opera, e al Comune di Tuglie, che l’ha proposta all’attenzione della Giuria, secondo un iter seguito da tutti i comuni partecipanti. Durante la serata il premio è stato ritirato dall’autrice e da Silvia Romano, Vice Sindaco di Tuglie con delega alla Cultura e Turismo del Comune di Tuglie.


(in foto Luciano Pagano, Silvia Romano, Annalucia Cudazzo, Antonio Rima)

Il premio è stato consegnato a Gallipoli, l’1 settembre, in una cerimonia alla quale hanno preso parte i sindaci e assessori proponenti le opere in gara, insieme alle eccellenze salentine premiate, Viviana e Sabrina Fonte Matrangola, figlie di Renata Fonte, la ricercatrice e astrofisica Silvia Protopapa, e Sabrina Papa, prima pilota di aereo italiana non vedente.

Il premio è stato assegnato al volume curato da Annalucia Cudazzo con la seguente motivazione: “Per l’alta valenza letteraria del testo che, raccogliendo i versi inediti e profondi, nonché enigmatici, della poetessa Claudia Ruggeri, ne offre una chiave di lettura che è frutto di una certosina opera di ricerca filologica, di esegesi ed analisi da parte della curatrice Annalucia Cudazzo, realizzando così un’interpretazione fedele alla volontà della poetessa. Il libro trasuda di tutto l’Amore di cui è intrisa la poesia della Ruggeri, nonché dell’amore e della passione di Annalucia Cudazzo per la poetessa stessa. Ciò rende possibile la fruibilità di una poetica, complessa quanto mai significativa del panorama letterario nazionale e consente di colmare, al di là di ogni morte fisica, quel doloroso ‘vuoto’ che ha poi rappresentato il punto focale della produzione poetica di Claudia Ruggeri”.

Il secondo riconoscimento ad Annalucia Cudazzo arriva dalle Marche, e precisamente dall’“VIII Premio Nazionale di Poesia ‘L’arte in versi”, ideato da Lorenzo Spurio e organizzato dall’associazione culturale Euterpe, con il patrocinio morale della Regione Marche, della Provincia di Ancona, del Comune di Jesi, del Comune di Ancona, del Comune di Senigallia e del Consiglio Regionale delle Marche. Annalucia Cudazzo ha ricevuto una Menzione d’Onore nella sezione Critica letteraria del Premio – al quale hanno preso parte 799 opere – per il suo saggio dedicato alla poetessa e intitolato “Claudia Ruggeri fra carne e spirito: l’ascensione intellettiva che salva dal vuoto”. Il testo raccoglie nella forma critica del saggio le riflessioni principali contenute nel commento filologico presente nel volume “Poesie. inferno minore. )e pagine del travaso”. Nella stessa edizione del Premio, che si svolgerà a Jesi nelle giornate del 16 e 17 novembre 2019, è stato assegnato un Premio alla Memoria al poeta salentino Salvatore Toma.

Piero Antonio Toma, giornalista della redazione di Napoli de “La Repubblica” si è espresso così in un articolo su Annalucia Cudazzo e sul suo rapporto con l’opera di Claudia Ruggeri: “dotata di uno zelo filologico come eccezionale carta identitaria, le ha dedicato prima la sua tesi di laurea all’università ed ora questo libro, durato ben quattro anni di ricerche.

Questi primi riconoscimenti arrivano a otto mesi dalla pubblicazione del volume, presentato per la prima volta presso il Cineporto di Lecce, nella sala Bertolucci.

Claudia Ruggeri, nata a Napoli il 30 agosto 1967, si trasferisce a Lecce l’anno seguente con la sua famiglia. In questa città compirà i suoi studi e inizierà a dedicarsi alla poesia, mettendosi subito in contatto con l’ambiente letterario e culturale del capoluogo salentino, dal quale si aprirà alla conoscenza e relazione con autori del panorama poetico nazionale, come Franco Fortini e Dario Bellezza. Il 27 ottobre 1996, all’età di ventinove anni, pone tragicamente fine alla sua vita.

Il volume è il risultato di un paziente lavoro di natura filologica volto a ripristinare i testi delle due opere licenziate in vita da Claudia Ruggeri, inferno minore e )e pagine del travaso, nel rispetto della versione riportata dai testimoni disponibili, sottoposti a un’accurata collazione e vagliati criticamente. Questa edizione si propone, inoltre, di avanzare una prima interpretazione dei componimenti, corredandoli di un commento che mira a facilitarne la comprensione.

Annalucia Cudazzo (1993) si è laureata in Lettere Moderne con una tesi su Claudia Ruggeri e per il suo percorso di studi ha ricevuto il titolo di «professionista accreditato» dalla Fondazione Italia-USA. È nella redazione del Centro di ricerca PENS-Poesia contemporanea E Nuove Scritture del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università del Salento.

Il volume di Claudia Ruggeri è il primo della collana “Fogli di Via”, diretta da Simone Giorgino e Fabio Moliterni, per il Centro di ricerca PENS-Poesia contemporanea E Nuove Scritture del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università del Salento, in collaborazione con Musicaos Editore.

Informazioni
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Giovedì 25 luglio 2019 – A Campi Salentina la prima presentazione de “La manutenzione della solitudine” di Giuseppe Semeraro / I Teatri della Cupa / InusualeBook Fest


In collaborazione con InusualeBook Fest
a cura di Isabella Picci

Giovedì 25 luglio 2019 – ore 21.00
CAMPI SALENTINA, Corte Lecciso
(Via San Francesco, 58)

“La manutenzione della solitudine”
(Musicaos Editore)
di Giuseppe Semeraro

incontro con l’autore

introduce
Gabriella Maci

intervengono
Francesca Prete, Luciano Pagano

accompagnamento musicale
Leone Marco Bartolo

Giovedì 25 luglio 2019, alle ore 21, a Campi Salentina, presso la Corte Lecciso in via San Francesco 58, si terrà la prima presentazione della nuova raccolta poetica di Giuseppe Semeraro, “La manutenzione della solitudine”, edita da Musicaos Editore. L’evento, che inaugura la quinta edizione del Festival “I Teatri della Cupa” è ospitato dall’InusualeBook Fest a cura di Isabella Picci. La serata sarà introdotta da Gabriella Maci, a seguire dialogheranno con l’autore Francesca Prete, autrice della postfazione del libro, e Luciano Pagano, editore. Durante l’incontro Giuseppe Semeraro leggerà alcuni brani del testo, con accompagnamento musicale di Leone Marco Bartolo.

Versi che ritornano come un mantra, si fanno preghiera, rabbioso monito, denuncia. Versi da maneggiare con cura, custodire, donare, come si fa con le cose rare, fragili e indistruttibili. Una sinfonia di parole che sonda l’esistenza, dalla levità di un battito d’ali di farfalla alla concretezza di un indirizzo in tasca di uno straniero senza nome né vita. Parole che assumono un peso specifico, un equilibrio stabile eppur mutevole come le stagioni, l’animo umano e le suggestioni che affiorano ad ogni lettura. Nella società dell’iperconnessione, della comunicazione coatta, fare manutenzione della solitudine è un atto di coraggio, un imperativo etico. E con il mare in faccia, la solitudine si fa esperienza, vuoto fertile, aprendo le porte al peso vero delle cose. Giuseppe Semeraro restituisce l’essenziale, incrocia parti profonde ed inesplorate del lettore costringendole a venire fuori, gli dà forma, le nutre. Tre preziose frecce al suo arco: l’arte dell’introspezione, l’abilità di ascoltare i mondi del dentro e del fuori e il dono del concreto. La solitudine incontra l’umanità, la moltitudine, ritorna al mondo bagnandosi della sua bellezza, incontra altri occhi e trabocca d’infinito.

Giuseppe Semeraro: attore, regista e poeta lavora in ambito teatrale da più di vent’anni. Ha lavorato come attore con Il teatro della Valdoca, in diversi spettacoli con la regia di Danio Manfredini e a preso parte allo spettacolo Frame con la regia di Alessandro Serra. Nel 2007 è tra i fondatori della compagnia Principio Attivo teatro dirigendo come regista Storia di un uomo e della sua ombra (finalista scenario e premio Eolo 2009), La bicicletta Rossa (premio Eolo 2013 ) e Opera Nazionale Combattenti (finalista in-box 2016). Nel 2015 realizza lo spettacolo Digiunando davanti al mare ispirato alla figura di Danilo Dolci. È autore di diversi libri di poesie tra cui, Cantica del Lupo, Due parole in croce, A cosa serve la poesia da cui è tratto lo spettacolo con Gianluigi Gherzi.

“La manutenzione della solitudine”, Giuseppe Semeraro
(Musicaos Editore, collana Poesia, 16), pagine 126, formato 12,7×20,3 cm, prezzo €13

postfazione di Francesca Prete
foto dell’autore di Francesca Randazzo
illustrazione di copertina e illustrazioni all’interno del volume Gianluca Costantini

§§§

[…] Sei tu ancora degno della tua specie
trascina i tuoi muscoli verso i sospiri
tieni stretta la spina
dimentica ciò che vuole la ferita
apri la strada allo sguardo
fai correre via il veleno della vendetta
non è dialettica sempre la vita
occorre la resa, lasciar passare il vento
far maturare la dimenticanza
comincialo tu ora il disarmo del mondo.

§

Anche le radici sottoterra
continuano il loro viaggio
s’allungano e spingono,
crescono verso l’oscuro
abbracciano la terra
tengono in bilico montagne
costoni di precipizi
sfondano muri e case
sfidano le cattedrali.
Sanno che ad ogni affondo
più alto crescerà il ramo,
sanno che sulla foglia
la vita compie il suo giro
e che nella materia circola luce
che nello scambio tra cielo e abisso
si dà forma al creato.
Sanno che dalla radice più profonda
qualcosa spinge sempre verso il cielo.

§

Guarda cosa fa un respiro,
trasforma la luce in carne
sfonda il cuore d’affanno
trasporta sangue fino al mignolo
toglie paura, allarga le vene
porta la quiete
s’infila nel mondo
ci unisce al cielo
tiene la terra in bilico
sulla punta di uno spillo.
Guarda cosa fa un respiro
in un battito, ci riempie di vita.

Info
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Mercoledì 24 luglio 2019 – A Parabita la prima di “Essere fortunati non basta” il nuovo romanzo di Luigi Pisanelli


Con il Patrocinio della Città di Parabita
in collaborazione con Barrio

Mercoledì 24 luglio 2019 – ore 20.30
ex Convento dei Domenicani
(Parabita, Via Fratelli de Jatta)

Presentazione del romanzo:
“Essere fortunati non basta”
di Luigi Pisanelli

Dialoga con l’autore:
Marta Seclì

Interviene:
Luciano Pagano

Mercoledì 24 luglio 2019 alle ore 20.30, a Parabita, presso l’ex Convento dei Domenicani (Via Fratelli de Jatta) si terrà la prima presentazione del romanzo di Luigi Pisanelli, “Essere fortunati non basta”, edito da Musicaos Editore. L’evento, che ha il patrocinio della Città di Parabita, è organizzato dall’associazione Barrio. Durante la serata l’autore dialogherà con la professoressa Marta Seclì, e interverrà l’editore Luciano Pagano.

Essere fortunati non basta” comincia su un binario, prima della partenza, le storie si rincorrono per chi le sa catturare. In paese c’è un uomo un po’ strano che tutti chiamano Antonio delle Stelle, è convinto che un giorno gli extraterrestri torneranno a prenderlo, e si prepara ad ogni evenienza. Ambra e Francesco si erano persi di vista da quando erano piccoli, lui, figlio inquieto e geniale di un affarista pentito, e lei giovanissima laureata in bioscienze e biotecnologie. Si sono incontrati, e per un attimo si sono riconosciuti. Marco vuole bene a Martina e pur avendo la stessa età lei è più adulta del ragazzo. Ambra e Martina sono amiche, entrambe salentine, hanno studiato a Camerino e si sono divise tra la Puglia e le Marche, scrivendo i loro aforismi su post-it appiccicati al frigo, parlando con i corvi e avvertendo la terra quando trema: ma i terremoti non le hanno scosse. Bart ascolta il racconto di Ambra, che si mescola alle storie della vita, come quella di Walter, un ragazzo violento, e di Marika, che ha avuto la sfortuna di incontrarlo.

Alcune persone sono veleni e altre antidoti, e in mezzo, ci sono il caso e il destino. “Essere fortunati non basta, bisogna anche avere la fortuna di rendersene conto”.

Luigi Pisanelli, nato a Casarano nel 1976, vive e lavora a Parabita (Le). Ama la natura, i cani, i buoni libri, la musica che fa prendere alla vita il verso giusto, ama cucinare e, infine ama la solitudine, a tratti intervallata dalla migliore delle compagnie possibili in questo mondo. Ha esordito nella scrittura con il romanzo “Tornerà la lepre a Buna” (Musicaos Editore, 2017).

Info
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Giovedì 18 luglio 2019 – Torre Lapillo / Porto Cesareo – Nuovo appuntamento con “In maglia rosa. Viaggio romanzato per una riscoperta dei vini rosati” di Giuseppe Castelluzzo


Giovedì 18 luglio 2019 – ore 21.00
Presso la Torre di Torre Lapillo – Porto Cesareo (Le)

presentazione di:
“In maglia rosa.
Viaggio romanzato per una riscoperta dei vini rosati”
di Giuseppe Sebastiano Castelluzzo

dialogano con l’autore:

Maria Grazia Scatigna
(Libreria “Tra le righe” di Leverano)

Luciano Pagano
(editore)

a seguire degustazione di vini

Giovedì 18 luglio 2019 alle ore 21.00, a Porto Cesareo, presso la Torre di Torre Lapillo, si terrà una nuova presentazione del volume “In maglia rosa. Viaggio per una riscoperta dei vini rosati”, di Giuseppe Castelluzzo, edito da Musicaos Editore. La presentazione, nell’ambito del progetto “Verso una biblioteca di comunità” entra nel programma delle attività “Reading Point” del “Coordinamento Ambientalisti pro Porto Cesareo”, ed è curato dalla Libreria “Tra le righe” (Via Cesarea 52, Leverano) di Maria Grazia Scatigna. L’autore dialogherà con la libraia, Maria Grazia Scatigna, e con l’editore del volume, Luciano Pagano. Al termine della presentazione si terrà una degustazione di rosati del territorio.

Le lunghe passeggiate in bicicletta nel Salento, le soste in masserie e luoghi ricchi di fascino per gustare le bellezze del paesaggio e degustare i prodotti della terra – tingendo le emozioni e il palato di “rosa” – sono gli ingredienti che introdurranno alla scoperta dei mille rivoli del “vino di una notte” e di un inedito mondo enoico, intriso di aneddoti e notizie storiche che renderanno ogni “sorso”… brioso e intrigante!

Giuseppe Sebastiano Castelluzzo è Medico chirurgo e specialista in Odontostomatologia, con studio professionale a Copertino, in provincia di Lecce.
Sommelier e Degustatore AIS, iscritto all’albo nazionale Union Birrai Beer Taster, dopo Eroici difensori di tesori sorprendenti e La corsa presenta il suo nuovo lavoro editoriale: In maglia rosa – una “guida” romanzata articolata in racconti ed esperienze sensoriali – per condurre il lettore tra vitigni, vini, cantine ed imprevedibili “percorsi” eno-gastronomici.

Info
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Lunedì 3 giugno 2019 – “In maglia rosa” di Giuseppe Castelluzzo. Presentazione a Copertino.


In-maglia-rosa-viaggioromanzatoperunariscopertadeivinirosati-GiuseppeSebastianoCastelluzzoLunedì 3 giugno 2019 – ore 19.30
“La Locanda”
(Copertino, Piazza Umberto I)

Intervengono

Architetto Stefania Petrelli
Presidente Fidapa BPW Italy, sez. di Copertino

Professoressa Loredana Marulli
Presidente LIONS Clubs International sez. di Copertino

Ingegnere Antonio Maglio
Diregente scolastico Liceo statale “Don Tonino Bello” Copertino

Professoressa Sandrina Schito
Docente Liceo statale “Don Tonino Bello” Copertino

Dirigente Ornella Castellano
Istituto Comprensivo Giovanni Falcone Copertino

Presidente M. llo Giuseppe Greco
Associazione Nazionale Carabinieri sez. di Copertino

Presentazione e letture

Sara Castelluzzo
Liceo Classico – Don Tonino Bello – Copertino

Dialoga con l’autore

Luciano Pagano (editore)

Lunedì 3 giugno 2019, alle ore 19.30 a Copertino, presso “La Locanda”, in Piazza Umberto I, si terrà la presentazione ufficiale del volume “In maglia rosa. Viaggio romanzato per una riscoperta dei vini rosati”, di Giuseppe Sebastiano Castelluzzo, edito da Musicaos Editore. Interverranno, Stefania Petrelli (Presidente Fidapa BPW Italy, sez. di Copertino), Loredana Marulli (Presidente LIONS Clubs International sez. di Copertino), Antonio Maglio (Diregente scolastico Liceo statale “Don Tonino Bello” Copertino), Sandrina Schito (Docente Liceo statale “Don Tonino Bello” Copertino), Ornella Castellano (Istituto Comprensivo Giovanni Falcone Copertino), Giuseppe Greco (Associazione Nazionale Carabinieri sez. di Copertino). Sara Castelluzzo leggerà alcuni brani dal libro, dialogherà con l’autore, Luciano Pagano, per Musicaos Editore. La serata sarà allietata da una degustazione di prodotti da forno e dai vini Cantina Garofano Vigneti e Cantine (Girofle Rose’ Salento IGP 2018).

Giuseppe Sebastiano Castelluzzo è Medico chirurgo e specialista in Odontostomatologia, con studio professionale a Copertino, in provincia di Lecce.
Sommelier e Degustatore AIS, iscritto all’albo nazionale Union Birrai Beer Taster, dopo Eroici difensori di tesori sorprendenti e La corsa presenta il suo nuovo lavoro editoriale: In maglia rosa – una “guida” romanzata articolata in racconti ed esperienze sensoriali – per condurre il lettore tra vitigni, vini, cantine ed imprevedibili “percorsi” eno-gastronomici.

Le lunghe passeggiate in bicicletta nel Salento, le soste in masserie e luoghi ricchi di fascino per gustare le bellezze del paesaggio e degustare i prodotti della terra – tingendo le emozioni e il palato di “rosa” – sono gli ingredienti che introdurranno alla scoperta dei mille rivoli del “vino di una notte” e di un inedito mondo enoico, intriso di aneddoti e notizie storiche che renderanno ogni “sorso”… brioso e intrigante!

Il volume, con prefazione di Giuseppe Baldassarre, contiene una mappa realizzata appositamente per l’edizione con i vini, le cantine, i vitigni, citati nel testo.

Informazioni:
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Domenica 19 maggio 2019 – Nardò (Le) – Mina Buccolieri presenta “La stella nel cuore” presso il Chiostro dei Carmelitani


Comune di Nardò
Archeoclub Terra d’Arneo

Domenica 19 maggio 2019 – ore 19.30
Chiostro dei Carmelitani, Nardò

presentazione del romanzo:

“La stella nel cuore”
(Musicaos Editore)
di Mina Buccolieri

Saluti:
Prof. ssa Bernadetta Marini
Assessore Pari Opportunità

Dialoga con l’autrice:
Luciano Pagano (editore)

Letture a cura di:
Antonietta Martignano
Presidente Archeoclub Terra d’Arneo

Domenica 19 maggio, alle ore 19.30, presso il Chiostro dei Carmelitani di Nardò, in un evento realizzato dal comune di Nardò e dall’Archeoclub Terra d’Arneo, si terrà la presentazione del romanzo di Mina Buccolieri, “La stella nel cuore”, edito da Musicaos Editore. L’autrice, dopo i saluti dell’Assessore alle Pari Opportunità, prof. ssa Bernadetta Marini, dialogherà con l’editore, Luciano Pagano. Durante la presentazione si terranno delle letture dal romanzo, a cura di Antonietta Martignano, Presidente dell’Archeoclub Terra d’Arneo. Ingresso libero.

Mina Buccolieri, in questo suo primo romanzo, ci racconta la storia di Nina e dell’immenso amore che la donna nutre per la sua famiglia: suo marito Stefano e i suoi quattro figli. Dopo il matrimonio Nina va a vivere con suo marito a Milano, città dove lui lavora. Con la sua semplicità la donna coltiva amicizie indissolubili e fraterne anche nella grande metropoli. L’inatteso trasferimento di Stefano porterà la famiglia di Nina a far ritorno nel suo piccolo paese del Salento, dove condurrà una vita tranquilla tra lavoro, studio e impegni quotidiani. I ragazzi crescono nell’amore, raggiungendo le loro mete, ma mentre tutto scorre meravigliosamente, accade qualcosa di inaspettato e improvviso. Nina sarà costretta ad imparare che esiste un amore ancora più grande, capace di legarci indissolubilmente a tutti gli attimi di un giorno, con la stessa intensità della luce che fa brillare le stelle.

Mina Buccolieri nasce nel 1961 nel Salento, trascorre un periodo della sua vita a Milano, per poi ritornare successivamente ai luoghi d’origine. Coltiva fin dalla più tenera età una passione per la letteratura fino a far sbocciare il fiore della scrittura.

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Sabato 18 maggio 2019 – Centro Commerciale La Mongolfiera – Surbo (Le) – “In maglia rosa.” di Giuseppe S. Castelluzzo – Presentazione e degustazione con Cupertinum – Cantina del Salento


Sabato 18 maggio 2019 – dalle ore 18.00 alle ore 19.00
Area Libro “Surbook – Cultura da Condividere”
Centro Commerciale Mongolfiera – Lecce

“In maglia rosa. Viaggio romanzato per una riscoperta dei vini rosati”
(Musicaos Editore)
di Giuseppe Sebastiano Castelluzzo

e degustazione di vini a cura della
“Cupertinum – Cantina del Salento”

dialoga con l’autore: Luciano Pagano (editore)

Sabato 18 maggio dalle ore 18:00 alle ore 19:00, presso l’Area Libro “Surbook – Cultura da Condividere” del Centro Commerciale Mongolfiera Lecce, si terrà la presentazione del libro “In maglia rosa. Viaggio romanzato per una riscoperta dei vini rosati” di Giuseppe Sebastiano Castelluzzo, pubblicato da Musicaos Editore. Il volume è una “guida” romanzata articolata in racconti ed esperienze sensoriali – per condurre il lettore tra vitigni, vini, cantine ed imprevedibili “percorsi” eno-gastronomici. La presentazione sarà accompagnata dalla degustazione dei vini rosati della Cupertinum Cantina del Salento.

Si tratta di un’anteprima eccezionale per questo libro dal taglio narrativo inedito, il 3 giugno 2019, a Copertino, paese originario dell’autore, si terrà la prima presentazione del volume.

Giuseppe Sebastiano Castelluzzo è Medico chirurgo e specialista in Odontostomatologia, con studio professionale a Copertino, in provincia di Lecce.

Sommelier e Degustatore AIS, iscritto all’albo nazionale Union Birrai Beer Taster, dopo Eroici difensori di tesori sorprendenti e La corsa presenta il suo nuovo lavoro editoriale: In maglia rosa – una “guida” romanzata articolata in racconti ed esperienze sensoriali – per condurre il lettore tra vitigni, vini, cantine ed imprevedibili “percorsi” eno-gastronomici.

Le lunghe passeggiate in bicicletta nel Salento, le soste in masserie e luoghi ricchi di fascino per gustare le bellezze del paesaggio e degustare i prodotti della terra – tingendo le emozioni e il palato di “rosa” – sono gli ingredienti che introdurranno alla scoperta dei mille rivoli del “vino di una notte” e di un inedito mondo enoico, intriso di aneddoti e notizie storiche che renderanno ogni “sorso”… brioso e intrigante!
Il volume contiene una mappa realizzata appositamente per l’edizione con i vini, le cantine, i vitigni, citati nel testo.

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Venerdì 17 maggio 2019 – Supersano (Le) – Poesia e Jazz alla Caffetteria Normal, con Ada Garofalo, Fulvio Palese, Marco Antonio Romano, Franco Manni


Caffetteria Normal
con il Patrocinio del Comune di Taurisano
in collaborazione con Officina CULTURA

Venerdì 17 maggio 2019 – ore 20.00
la “Caffetteria Normal” di Taurisano
(Corso Umberto I, 160)

per la Rassegna Libraria “Incontriamoci al Normal..”
ospita

“Quannu te cunta ‘u core” (Musicaos)
di Ada Garofalo

Saluti: Giovanni Rocca

Saluti istituzionali: Sonia Santoro

Dialoga con l’autrice: Luciano Pagano

Letture a cura di:
Ada Garofalo (autrice)
Marco Antonio Romano (attore e regista)
Franco Manni (attore e regista)

Musica: Fulvio Palese (sassofono)

Venerdì 17 maggio 2019 alle ore 20.00, presso la Caffetteria Normal di Taurisano (Corso Umberto I, 160), si terrà un nuovo appuntamento della Rassegna Libraria “Incontriamoci al Normal…”, con il patrocinio del comune di Taurisano in collaborazione con Officina CULTURA. Verrà presentata la raccolta poetica di Ada Garofalo, “Quannu te cunta ‘u core” edita da Musicaos Editore, con un felice connubio tra poesia e musica jazz. La poesia, quella della Garofalo, che per l’occasione verrà letta dall’autrice, e dagli attori e registi Marco Antonio Romano, e Franco Manni; il jazz è quello di Fulvio Palese, sassofonista talentuoso, tra i più bravi del panorama musicale.

La poesia di Ada Garofalo dipinge con il dialetto salentino ciò che accade nel mondo, in una trasposizione fedele dei paesaggi e dei luoghi del ricordo. La realtà che l’autrice racconta è tangibile, e racchiude un invito a riconoscersi per fare ritorno a sé. Il dettato del cuore, che erompe senza avviso, non può esprimersi senza che prima non si sia creato, in noi, il silenzio. È il silenzio di una notte scura, rischiarato dalla luce della luna, capace di descrivere il momento in cui le forze sembrano mancare, svanito il desiderio stesso di raccontare; un viaggio, quello del lettore, che al suo terrmine lo ritroverà mutato, faccia a faccia con la propria anima, “cu’ l’anima/ ca chiama,/ ca sta tantu vicina/ … e me parìa luntana” (E me parìa luntana). Il punto di partenza e quello di arrivo coincidono, per chi avrà la consapevolezza che tutto è vita, il principio e la fine, lo spazio e il tempo, i ricordi, la tenebra del buio e la luce fioca, gli affetti più cari e i legami che si frantumano. L’autrice ci avrà dimostrato che il silenzio, anche quello più sottile e prezioso, non merita di essere scalfito, a meno che le parole non provengano dall’intimità del proprio cuore.

Fulvio Palese è saxofonista, compositore, arrangiatore. Musicista poliedrico, ha studiato saxofono presso il Conservatorio di Lecce ed è dottore di ricerca in filosofia presso l’Università del Salento. Suona indifferentemente tutti i saxofoni dal sopranino al basso ed il clarinetto basso.
Ha approfondito lo studio del jazz fra gli altri con Roberto Ottaviano, Jimmy Owens, George Cables, Cameron Brown, Javier Girotto ed ha seguito masterclass di saxofono classico con Federico Mondelci, Antonio Jimenez Alba, Maurice Moretti, Mario Marzi.
Organizzatore e direttore artistico del festival “Il Jazz Sale” (Torre Suda – LE). Direttore artistico per la parte musicale del Mercatino del Gusto dal 2002 al 2007. Attualmente è ideatore e direttore artistico dell’Hypogeum Jazz Festival. Ha svolto e svolge un’intensa attività orchestrale in veste di sax solista con l’Orchestra Sinfonica di Lecce, l’Orchestra di Terra d’Otranto, l’Orchestra della Magna Grecia (Taranto), l’Orchestra Nazionale dei Conservatori, l’Orchestra Filarmonica “Nino Rota”, l’Orchestra fiati del Conservatorio di Lecce, la Swing Orchestra del Conservatorio di Lecce, la Small Jazz Orchestra del Conservatorio di Lecce. Molte le collaborazioni cinematografiche e teatrali in veste di compositore ed esecutore, fra cui: Cristina Comencini “Liberate i pesci”, Giovanni Veronesi “Manuale d’amore 2”, Andrea Coppola “2×2”, Michele Placido “Salento viaggio di poesia”, Vincenzo Bocciarelli “Mozart cocholate” e “Volo fra musica e parole”, Astragali Teatro, “Le vie dei canti”, Nanni Moretti,”Concerto Moretti”.
Attualmente è docente di saxofono jazz presso il Conservatorio “T. Schipa” di Lecce, docente di saxofono presso il Liceo Musicale “G. Palmieri” di Lecce, docente di saxofono presso l’Accademia DAMUS di Lecce e l’Istituto comprensivo “I. Calvino” di Alliste e docente di Improvvisazione e musica d’insieme jazz presso l’Associazione “Amici della musica” di Presicce. Tiene regolarmente seminari e masterclass di armonia e improvvisazione jazz.

Marco Antonio Romano
Attore e regista, inizia il proprio percorso artistico con la Compagnia Foglie di Tabacco a Tricase nel 1997. Tra i fondatori nel 2000 della Compagnia teatrale “La Busacca”, vi rimane fino al 2011, per dare vita, l’anno seguente, con altri colleghi, alla Compagnia “Témenos – Recinti Teatrali”, di cui è Presidente. La nuova formazione artistica originata dall’esperienza più che decennale dei suoi attori e attrici, si propone programmaticamente di diffondere e alimentare la cultura teatrale nazionale e internazionale su tutto il territorio, salentino e non, nel quale opera, con particolare attenzione alle tematiche sociali e della legalità. In qualità di attore e regista, si è confrontato con opere teatrali di genere differente, dal teatro classico a quello contemporaneo, dalla farsa alla tragedia, dal teatro civico sperimentale a quello ibrido del teatro-canzone. È Conduttore dal 2006 di Laboratori e Corsi Teatrali; organizza e conduce, workshop, seminari, stages di formazione dell’attore, recitazione, dizione, comunicazione, liberazione vocale. Infine, è counselor in formazione ad indirizzo biosistemico/fileoenergetico.

(in foto Franco Manni)

Ada Garofalo nasce il 18 maggio 1955 a Racale, in provincia di Lecce, dove attualmente vive. Dopo gli studi classici frequenta la Facoltà di Farmacia a Napoli, percorso che nel ’78 interrompe, sposandosi e trasferendosi a Milano, e laureandosi poi in Servizio Sociale presso l’Università degli Studi di Trieste. È madre di tre figli. Dipendente dell’Azienda Sanitaria Locale di Lecce, lavora da sempre nel campo della neuropsichiatria infantile.

Nel privato, fin dai primi anni novanta, si occupa di teatro e si appassiona alla lingua salentina, ricoprendo attualmente, e ormai da tempo, il ruolo di Presidente dell’Associazione Teatrale “Sinonimi e Contrarie” (ex Teatr’Insieme di Racale). È interprete e coautrice, insieme ai suoi storici compagni di viaggio (Maristella Gaetani, Gerardo De Marco, Franco Manni e, fino al 1996, Francesco Causo e Giampaolo Viva) di eccellenti lavori teatrali in vernacolo (a volte inediti, a volte liberissimi riadattamenti di opere già note), lavori rappresentati, con grande successo di pubblico e di critica, nei migliori teatri salentini: ‘A lingua t’‘a gente (1993); A ci tantu… a ci nenzi (1995); Gelosia … cci malatia (1996); Cchiù niuru te cusì… nu’ putia vanire (1998); T’aggiu spusata, sì… ma sapia ca eri murire (2000); Pelo e contropelo… e permanente per signora (2003); Quannu ‘u tiaulu ‘mpizza ‘a cuta (2004); Salvatore e i suoi fratelli. Lecce, Charleroi, Parigi, Toronto e ritorno (2010).
L’Associazione “Teatr’Insieme”, poi “Sinonimi e… contrarie”, dal 1996 fa parte e partecipa alle iniziative organizzate dal “Centro Studi R. Protopapa per la difesa e la promozione del Teatro e della Cultura popolare Salentina”.

Nel 2004, come componente del Centro Studi, Ada Garofalo partecipa insieme a Maristella Gaetani, ai lavori teatrali allestiti e rappresentati dai detenuti nella Casa Circondariale Borgo San Nicola di Lecce (“Pe’ nu piezzu te pane” e “Il figlio dell’Altissimo” di Giacomo Profilo); successivamente è tra gli interpreti, con alcuni detenuti, del lavoro “Secondo Qoèlet, dialogo tra gli uomini e Dio”, di Luciano Violante, per la regia di Giacomo Profilo, rappresentato nel Comune di Campi Salentino e al Teatro Politeama Greco di Lecce.

Nel 2005 partecipa al lavoro teatrale “Quannu foi ca muriu lu Pietru Lau”, liberamente tratto dai “Canti te l’autra vita” di G. De Dominicis, rappresentato al Teatro Politeama Greco di Lecce.

Nel 2014 pubblica, per i tipi di Grauseditore, “Gallinelle e nodi. Sabbia e poesia”, una raccolta di testi in versi e prosa, definita come “un viaggio che si snoda tra le pagine per esplorare la vita” (Valeria Naviglio), o come “un volo pindarico… un viaggio tra i pensieri… particolarmente intenso e profondo… uno stile letterario raro e prezioso” (Paola Bisconti), o ancora “La rivoluzione della semplicità… una raccolta di liriche che trasudano vita… anche quando dall’italiano si passa a quel sanguigno pugliese, ritmato al punto da ricordare i grandi maestri greci” (Sabatino Di Maio), o infine “Una preghiera laica, insonne, sommessa, moderna, di una donna del XXI secolo… un libro che si regge sulla parola… delicato, intimista… intrigante” (Francesco Greco).

Informazioni
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“La prima colazione”, di Marco Pappalardo, un cortometraggio liberamente ispirato a un racconto di Patrizia Caffiero


“La prima colazione”
un cortometraggio di Marco Pappalardo liberamente ispirato a un racconto di Patrizia Caffiero

Il racconto “Prima colazione”, di Patrizia Caffiero, pubblicato nella raccolta “Incredibili vite nascoste nei libri”, edita da Musicaos Editore, ha ispirato un cortometraggio, scritto e realizzato da Marco Pappalardo.

Il regista Marco Pappalardo vive e lavora a Bologna dal 2000, è laureato in scienze del servizio sociale e lavora come assistente sociale. Dal 2016 crea, in collaborazione con la Biblioteca di Minerbio, il progetto de “I Videatori”, dove offre la possibilità a ragazze e ragazzi di imparare e sperimentarsi con il video, ritenuto uno strumento utile per proporre tematiche sociali ai più giovani in modo divertente. Un booktrailer realizzato con “I Videatori” si è classificato quarto, al Festival Mare di Libri di Rimini. Sul canale Youtube de “I Videatori” si possono visionare i vari cortometraggi e video realizzati in questi anni.

Il cortometraggio ‘La prima colazione’ è frutto di una sinergia con l’autrice del racconto Patrizia Caffiero e gli altri componenti dello staff (con la collaborazione di Erica Cameran, Marco Borio, Barbara Lanzoni) conosciuti presso il laboratorio teatrale condotto da Francesco Simonetta dei Cantieri Meticci di Bologna.

Gli interpreti del corto sono la stessa autrice, Patrizia Caffiero, con Ma Rea, Elia Quimey Bonafè e Carlotta Borio. Il racconto “Prima colazione” è incentrato sulla storia familiare di un bambino di nome Vince. Il piccolo ama suo padre ed è innamorato della sua bellissima mamma. Come ogni bambino della terra, vorrebbe che lei fosse felice. L’autrice, che nel racconto riesce a descrivere momenti familiari, anche difficili, ha incontrato la sensibilità del regista, che ha riletto la scrittura di Patrizia Caffiero realizzando la sceneggiatura originale de “La prima colazione”.

“La prima colazione”,

sceneggiatura: Marco Pappalardo
regia: Marco Pappalardo
interpreti: Patrizia Caffiero, Ma Rea, Elia Quimey Bonafè, Carlotta Borio
musiche: Jamendo.com
Parkside, Lucid Dreamer
Get Jazz – Geoff Harvey, Dark Mater

si ringraziano per la collaborazione: Erica Cameran, Marco Borio, Barbara Lanzoni

“Il macellaio” di Giuseppe Calogiuri, due racconti gratuiti in formato digitale anticipano l’uscita del nuovo romanzo.


Il macellaio” di Giuseppe Calogiuri, due racconti gratuiti in formato digitale anticipano l’uscita del nuovo romanzo “Indelebile” (Musicaos Editore): in arrivo a maggio 2019 una nuova storia di Michelangelo Romani.

Una sorpresa in arrivo per i lettori di Giuseppe Calogiuri, autore di “Tramontana” e “Cloro”, i gialli con protagonista Michelangelo Romani. Giuseppe Calogiuri, che nel maggio 2019 pubblicherà il suo nuovo romanzo “Indelebile”, con Musicaos Editore, ha deciso di fare un regalo ai suoi lettori, due racconti dal titolo “Il macellaio”, due “storie” che trovano ambientazione con i luoghi e i personaggi cari allo scrittore. “Il macellaio” può essere scaricato gratuitamente da tutte le piattaforme digitali a partire da oggi, sabato 30 marzo.

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“Il macellaio”, Giuseppe Calogiuri
(Musicaos Editore, ebook)
– – – – – – – – –
scarica qui: https://amzn.to/2WsTHXi

Roberto Deruta, detto “Tino”, discendente di una generazione di macellai, è un gustosofo, un uomo che ha saputo letteralmente reinventare l’antico mestiere acquisito dal padre e dai suoi antenati. Al punto da divenire uno dei più ricercati, in paese, e tanto da attirare più di qualche cliente anche dalla città, insieme a invidie e maldicenze. Specie da quando sua moglie Fedora è scomparsa senza lasciare una traccia. E così tra un etto di salsiccia e una scottona prelibata, tra un ghigno a denti stretti e una ricetta snocciolata al bancone alla vecchietta di turno, c’è chi si lascia andare a ipotesi degne del miglior romanzo poliziesco o di quei programmi di approfondimento scientifico tanto cari ai giornalisti col piglio investigativo come Michelangelo Romani, anche lui cliente di Tino Deruta. Ma qual è la verità? Che fine ha fatto davvero Fedora? È possibile che Tino Deruta l’abbia uccisa senza lasciare una sola traccia? Nei racconti “Il macellaio” e “Il guardiano delle ventiquattrore”, il lettore ritrova l’ambientazione tipica dei romanzi di Giuseppe Calogiuri, nei quali il microcosmo di rapporti quotidiani diviene lo scenario sul quale agiscono memorie e desideri.

Giuseppe Calogiuri (1978) è nato a Lecce e qui vive a metà strada tra una colonna romana ed un campanile barocco. Avvocato specializzato in diritto della proprietà intellettuale, giornalista e musicista, ha esordito nella narrativa nel 2005 con il racconto noir “Una buona giornata” (premio “Corto Testo”) pubblicato nell’antologia “Corto-Testo. Istantanee sulla città” (Edita, 2005).

Sui banchi del liceo ha dato vita al personaggio di Michelangelo Romani, protagonista dei gialli “Tramontana” e “Cloro” (Lupo Editore) ed è tra gli autori che hanno prestato la propria penna tra le pagine della raccolta “Una frisella sul mare” (Lupo Editore). Nel 2016 pubblica la monografia “The Doors – In direzione del prossimo whiskey bar” per la collana saggi dei Quaderni del Bardo, tradotto nel 2018 per il mercato librario musicale brasiliano con il titolo “The Doors – Em direção ao próximo bar de whisky: Com discografia atualizada”. Per Musicaos Editore pubblica nel 2019 i racconti brevi de “Il Macellaio”, spin-off tratti dall’universo narrativo di “Indelebile”.

Il suo singolare lessico letterario è oggetto di studio nel manuale universitario “Puglia in noir” (prof.ssa Maria Carosella, Società di Storia Patria per la Puglia, 2013) adottato della cattedra di Linguistica Italiana dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, accanto a Gianrico Carofiglio, Donato Carrisi e Omar Di Monopoli. Scrive i suoi romanzi con una vecchia Adler e su ogni pezzo di carta gli capiti tra le mani.

Il macellaio”, Giuseppe Calogiuri, Musicaos Editore, isbn 9788894966305

foto dell’autore Francesco Sambati

Informazioni
Musicaos Editore
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Sabato 16 marzo 2019 – Bari – Chiesa di San Michele Arcangelo – “Manuale di fisica ostica”, con Silvana Kühtz, Marianna Campanile, Dino Favia


Archeo Club d’Italia Onlus
Sede di Bari

Sabato 16 marzo 2019
ore 19.30

presso la
Chiesa di San Michele Arcangelo,
strada San Benedetto, 16, Bari

“Manuale di fisica ostica”
(Musicaos)
di Silvana Kühtz

con

Silvana Kühtz
voce in parola

Marianna Campanile
voce in canto

conclusioni della serata
Dino Favia

Sabato 16 marzo 2019, alle ore 19.30, presso la Chiesa di San Michele Arcangelo a Bari, si terrà un incontro dedicato alla voce, al canto, alla poesia, alla musica e alla parola, a partire dal nuovo libro di Silvana Kühtz, “Manuale di fisica ostica”, edito da Musicaos Editore. Il nuovo libro di Silvana Kühtz, uscito nel dicembre scorso è un ponte fra il titolo e il contenuto: esso tenta di unire i due mondi da cui è animata l’autrice, quello scientifico e quello umanistico. Cosa sia questo ponte nessuno lo sa, forse è ciò che ci rende umani, completi di tutto, cuore, mente, fisica, chimica e sentimenti. Non siamo fatti a compartimenti stagni, anche se nella vita spesso ci ostiniamo a tenere le cose separate. Non che in questo volume ci sia altro oltre alle parole e alle lettere, quelle dell’alfabeto che danno il titolo alle poesie, ma insieme a quelle troviamo le variabili x1, x2, x3 che si usano nei teoremi, le x, y, e z degli assi cartesiani… insomma ci sono elementi di fisica e anche un po’ di ironia e di leggerezza, come ben rappresentato dall’immagine di copertina della leccese Valentina D’Andrea. È ostica la fisica per chi non la studia, e, forse lo è pure la vita per tutti noi, che ci coglie impreparati.

Silvana Kühtz. Lettrice, formatrice, iniziatrice di cose impossibili, docente, nata a Bari, ha un cognome tedesco che deriva dal nonno nato in Baviera (e ha anche un nonno salentino). Insegna e fa ricerca all’Università della Basilicata dal 1995 (dove dal 2006 ha inventato e tiene la cattedra di Linguaggi, futuro e possibilità) a Matera al Dipartimento delle Culture Europee e del Mediterraneo, nel corso di laurea di Architettura. La sua ricerca fonde scrittura, lettura, sensi, attraversamento dei luoghi, dell’invisibile, rigenerazione delle città. Conduce ogni anno dal 2009 laboratori di sensorialità, creatività e lettura a voce alta per adulti e bambini, e corsi che mettono insieme mondi come architettura e letteratura, sensi e poesia, ad esempio tiene corsi ecm per le ASL di Bari e Arezzo, rispettivamente in tandem con i musicisti Andrea Gargiulo e Susanna Crociani.
Ha creato e messo in atto dal 2005 il progetto multidisciplinare http://www.poesiainazione.it che comprende concerti e performance sensoriali e varie attività anche legate alla scoperta di luoghi urbani, per la diffusione della lettura, confluite nell’associazione che ha fondato, Leggo Quando Voglio. Nel 2014 ha vinto il premio internazionale Alfonso Gatto di Salerno, alla sua XXX edizione, per la sezione inedito (il volume dal titolo 30 giorni, una Terra e una casa, è stato pubblicato poi in italiano e in inglese nel marzo 2015 da Campanotto editore, Udine). Finalista al premio InediTo, festival delle colline torinesi 2016 con una nuova silloge in cerca di editore, Viscera. Nel 2018 è stata pubblicata da Spagine del Fondo Verri una sua raccolta di prose poetiche: Quel che resta del bello.

Marianna Campanile. “Voce che culla i sensi dell’anima” come scrisse di lei Moni Ovadia, è di Minervino Murge. Da sempre coltiva la passione per la musica, impara a suonare il pianoforte e partecipa a eventi canori fin da piccola. Nel 2001 si laurea in Filosofia a Bari, dove vive e insegna nella scuola primaria. La sua prima registrazione con Tonino Zurlo, cantastorie ostunese, partecipazione emozionata e lusingata per il suo cd Iata Vient. Ha una duratura collaborazione col gruppo barese Naracauli, ove suonano stabilmente i musicisti Alessandro Pipino e Peppe Zerruso, e con cui per diversi anni ha portato la tradizione popolare pugliese in giro per l’Italia e non solo. Da sempre e con pochi cambi negli anni il suo gruppo storico è Motacuntu attivo fin dagli anni 90, dove porta avanti un repertorio di brani classici della tradizione popolare del Sud Italia. Ha collaborato inoltre negli anni con Nico Berardi e Daniele di Maglie. Con Poesia in Azione è “voce in canto” al fianco di Silvana Kühtz fin dal 2011.

Informazioni
ARCHEO CLUB “Italo Rizzi”, Bari – A.P.S.
3500727788 – 3395881317
email: niny.spinetti@fastwebnet.it, info@poesiainazione.it

Giovedì 14 marzo 2019 – Carpignano Salentino (LE) – “Quannu te cunta ‘u core” di Ada Garofalo, Poesia e Jazz con Maria Renna, Franco Manni, Marco Antonrio Romano e Fulvio Palese


COMUNE DI CARPIGNANO SALENTINO
per la rassegna “OspitiAMO i Libri”, a cura del comune di Carpignano Salentino

Città che Legge

Giovedì 14 marzo 2019, ore 19.30
Palazzo Orlandi
(Via Roma)

“Quannu te cunta ‘u core” (Musicaos)
poesie di Ada Garofalo

saluti di:
Paolo Fiorillo
Sindaco di Carpignano Salentino

dialoga con l’autrice:
Luciano Pagano
editore

letture di:

Maria Renna,
attrice

Franco Manni,
attore, autore e regista

Marco Antonio Romano,
attore

interventi musicali di:

Fulvio Palese
sassofonista

Giovedì 14 marzo 2019, alle ore 19.30, presso Palazzo Orlandi, a Carpignano Salentino, si terrà un nuovo appuntamento della rassegna “OspitiAMO i Libri”, dedicata alla cultura e agli incontri letterari con gli autori. È la volta di “Quannu te cunta ‘u core”, la raccolta poetica di Ada Garofalo, edita da Musicaos Editore, per un incontro inedito tra recitazione di testi di poesia dialettale e musica jazz. Saranno infatti Fulvio Palese e il suo sassofono, con le voci degli attori Maria Renna, Franco Manni e Marco Antonio Romano, ad accompagnarci attraverso la raccolta di Ada Garofalo, a sua volta attrice e autrice di teatro dialettale, impegnata da più di trenta anni nella rappresentazioni di spettacoli ispirati sia a testi classici che contemporanei.

La poesia di Ada Garofalo dipinge con il dialetto salentino ciò che accade nel mondo, in una trasposizione fedele dei paesaggi e dei luoghi del ricordo. La realtà che l’autrice racconta è tangibile, e racchiude un invito a riconoscersi per fare ritorno a sé. Il dettato del cuore, che erompe senza avviso, non può esprimersi senza che prima non si sia creato, in noi, il silenzio. È il silenzio di una notte scura, rischiarato dalla luce della luna, capace di descrivere il momento in cui le forze sembrano mancare, svanito il desiderio stesso di raccontare; un viaggio, quello del lettore, che al suo terrmine lo ritroverà mutato, faccia a faccia con la propria anima, “cu’ l’anima/ ca chiama,/ ca sta tantu vicina/ … e me parìa luntana” (E me parìa luntana). Il punto di partenza e quello di arrivo coincidono, per chi avrà la consapevolezza che tutto è vita, il principio e la fine, lo spazio e il tempo, i ricordi, la tenebra del buio e la luce fioca, gli affetti più cari e i legami che si frantumano. L’autrice ci avrà dimostrato che il silenzio, anche quello più sottile e prezioso, non merita di essere scalfito, a meno che le parole non provengano dall’intimità del proprio cuore.

Ada Garofalo nasce il 18 maggio 1955 a Racale, in provincia di Lecce, dove attualmente vive. Dopo gli studi classici frequenta la Facoltà di Farmacia a Napoli, percorso che nel ’78 interrompe, sposandosi e trasferendosi a Milano, e laureandosi poi in Servizio Sociale presso l’Università degli Studi di Trieste. È madre di tre figli. Dipendente dell’Azienda Sanitaria Locale di Lecce, lavora da sempre nel campo della neuropsichiatria infantile.

Nel privato, fin dai primi anni novanta, si occupa di teatro e si appassiona alla lingua salentina, ricoprendo attualmente, e ormai da tempo, il ruolo di Presidente dell’Associazione Teatrale “Sinonimi e Contrarie” (ex Teatr’Insieme di Racale). È interprete e coautrice, insieme ai suoi storici compagni di viaggio (Maristella Gaetani, Gerardo De Marco, Franco Manni e, fino al 1996, Francesco Causo e Giampaolo Viva) di eccellenti lavori teatrali in vernacolo (a volte inediti, a volte liberissimi riadattamenti di opere già note), lavori rappresentati, con grande successo di pubblico e di critica, nei migliori teatri salentini: ‘A lingua t’‘a gente (1993); A ci tantu… a ci nenzi (1995); Gelosia … cci malatia (1996); Cchiù niuru te cusì… nu’ putia vanire (1998); T’aggiu spusata, sì… ma sapia ca eri murire (2000); Pelo e contropelo… e permanente per signora (2003); Quannu ‘u tiaulu ‘mpizza ‘a cuta (2004); Salvatore e i suoi fratelli. Lecce, Charleroi, Parigi, Toronto e ritorno (2010).
L’Associazione “Teatr’Insieme”, poi “Sinonimi e… contrarie”, dal 1996 fa parte e partecipa alle iniziative organizzate dal “Centro Studi R. Protopapa per la difesa e la promozione del Teatro e della Cultura popolare Salentina”.

Nel 2004, come componente del Centro Studi, Ada Garofalo partecipa insieme a Maristella Gaetani, ai lavori teatrali allestiti e rappresentati dai detenuti nella Casa Circondariale Borgo San Nicola di Lecce (“Pe’ nu piezzu te pane” e “Il figlio dell’Altissimo” di Giacomo Profilo); successivamente è tra gli interpreti, con alcuni detenuti, del lavoro “Secondo Qoèlet, dialogo tra gli uomini e Dio”, di Luciano Violante, per la regia di Giacomo Profilo, rappresentato nel Comune di Campi Salentino e al Teatro Politeama Greco di Lecce.

Nel 2005 partecipa al lavoro teatrale “Quannu foi ca muriu lu Pietru Lau”, liberamente tratto dai “Canti te l’autra vita” di G. De Dominicis, rappresentato al Teatro Politeama Greco di Lecce.

Nel 2014 pubblica, per i tipi di Grauseditore, “Gallinelle e nodi. Sabbia e poesia”, una raccolta di testi in versi e prosa, definita come “un viaggio che si snoda tra le pagine per esplorare la vita” (Valeria Naviglio), o come “un volo pindarico… un viaggio tra i pensieri… particolarmente intenso e profondo… uno stile letterario raro e prezioso” (Paola Bisconti), o ancora “La rivoluzione della semplicità… una raccolta di liriche che trasudano vita… anche quando dall’italiano si passa a quel sanguigno pugliese, ritmato al punto da ricordare i grandi maestri greci” (Sabatino Di Maio), o infine “Una preghiera laica, insonne, sommessa, moderna, di una donna del XXI secolo… un libro che si regge sulla parola… delicato, intimista… intrigante” (Francesco Greco).

Marco Antonio Romano
Attore e regista, inizia il proprio percorso artistico con la Compagnia Foglie di Tabacco a Tricase nel 1997. Tra i fondatori nel 2000 della Compagnia teatrale “La Busacca”, vi rimane fino al 2011, per dare vita, l’anno seguente, con altri colleghi, alla Compagnia “Témenos – Recinti Teatrali”, di cui è Presidente. La nuova formazione artistica originata dall’esperienza più che decennale dei suoi attori e attrici, si propone programmaticamente di diffondere e alimentare la cultura teatrale nazionale e internazionale su tutto il territorio, salentino e non, nel quale opera, con particolare attenzione alle tematiche sociali e della legalità. In qualità di attore e regista, si è confrontato con opere teatrali di genere differente, dal teatro classico a quello contemporaneo, dalla farsa alla tragedia, dal teatro civico sperimentale a quello ibrido del teatro-canzone. È Conduttore dal 2006 di Laboratori e Corsi Teatrali; organizza e conduce, workshop, seminari, stages di formazione dell’attore, recitazione, dizione, comunicazione, liberazione vocale. Infine, è counselor in formazione ad indirizzo biosistemico/fileoenergetico.

Fulvio Palese è saxofonista, compositore, arrangiatore. Musicista poliedrico, ha studiato saxofono presso il Conservatorio di Lecce ed è dottore di ricerca in filosofia presso l’Università del Salento. Suona indifferentemente tutti i saxofoni dal sopranino al basso ed il clarinetto basso.
Ha approfondito lo studio del jazz fra gli altri con Roberto Ottaviano, Jimmy Owens, George Cables, Cameron Brown, Javier Girotto ed ha seguito masterclass di saxofono classico con Federico Mondelci, Antonio Jimenez Alba, Maurice Moretti, Mario Marzi.
Organizzatore e direttore artistico del festival “Il Jazz Sale” (Torre Suda – LE). Direttore artistico per la parte musicale del Mercatino del Gusto dal 2002 al 2007. Attualmente è ideatore e direttore artistico dell’Hypogeum Jazz Festival. Ha svolto e svolge un’intensa attività orchestrale in veste di sax solista con l’Orchestra Sinfonica di Lecce, l’Orchestra di Terra d’Otranto, l’Orchestra della Magna Grecia (Taranto), l’Orchestra Nazionale dei Conservatori, l’Orchestra Filarmonica “Nino Rota”, l’Orchestra fiati del Conservatorio di Lecce, la Swing Orchestra del Conservatorio di Lecce, la Small Jazz Orchestra del Conservatorio di Lecce. Molte le collaborazioni cinematografiche e teatrali in veste di compositore ed esecutore, fra cui: Cristina Comencini “Liberate i pesci”, Giovanni Veronesi “Manuale d’amore 2”, Andrea Coppola “2×2”, Michele Placido “Salento viaggio di poesia”, Vincenzo Bocciarelli “Mozart cocholate” e “Volo fra musica e parole”, Astragali Teatro, “Le vie dei canti”, Nanni Moretti,”Concerto Moretti”.
Attualmente è docente di saxofono jazz presso il Conservatorio “T. Schipa” di Lecce, docente di saxofono presso il Liceo Musicale “G. Palmieri” di Lecce, docente di saxofono presso l’Accademia DAMUS di Lecce e l’Istituto comprensivo “I. Calvino” di Alliste e docente di Improvvisazione e musica d’insieme jazz presso l’Associazione “Amici della musica” di Presicce. Tiene regolarmente seminari e masterclass di armonia e improvvisazione jazz.

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Martedì 12 marzo 2019 – Manzolino (Mo) – Mina Buccolieri presenta il suo romanzo “La stella nel cuore”


Circolo Arci “Gianfranco Preti” – 6ki6
Manzolino (Modena)

Incontro con l’autore, special edition “Salotto di Lettura”
Martedì 12 marzo 2019 – alle ore 20.30
Presso la Sala dell’Arci Manzolino (Via Nazario Sauro, 25)

Mina Buccolieri presenterà il suo romanzo “La stella nel cuore”. Mina Buccolieri, in questo suo primo romanzo, ci racconta la storia di Nina e dell’immenso amore che la donna nutre per la sua famiglia: suo marito Stefano e i suoi quattro figli. Dopo il matrimonio Nina va a vivere con suo marito a Milano, città dove lui lavora. Con la sua semplicità la donna coltiva amicizie indissolubili e fraterne anche nella grande metropoli. L’inatteso trasferimento di Stefano porterà la famiglia di Nina a far ritorno nel suo piccolo paese del Salento, dove condurrà una vita tranquilla tra lavoro, studio e impegni quotidiani. I ragazzi crescono nell’amore, raggiungendo le loro mete, ma mentre tutto scorre meravigliosamente, accade qualcosa di inaspettato e improvviso. Nina sarà costretta ad imparare che esiste un amore ancora più grande, capace di legarci indissolubilmente a tutti gli attimi di un giorno, con la stessa intensità della luce che fa brillare le stelle.

Mina Buccolieri nasce nel 1961 nel Salento, trascorre un periodo della sua vita a Milano, per poi ritornare successivamente ai luoghi d’origine. Coltiva fin dalla più tenera età una passione per la letteratura fino a far sbocciare il fiore della scrittura.

info: 320 7021675 / 349 0973241

Domenica 3 marzo 2019 – Soleto – Artelica, Arci – Alessio Paiano presenta “L’estate di Gaia”, reading a cura di Simone Franco


Domenica 3 marzo 2019 – ore 19.00
Artelica, Arci
(Soleto, Piazza Vittorio Emanuele II)

“L’estate di Gaia”, di Alessio Paiano
(Musicaos Editore)

reading a cura di Simone Franco

dialoga con l’autore, Luciano Pagano

Domenica 3 marzo 2019, alle ore 19, presso i locali di Artelica Arci di Soleto (Piazza Vittorio Emanuele II), si terrà la presentazione del libro di Alessio Paiano, “L’estate di Gaia”, edito da Musicaos Editore. L’autore porterà in scena la sua prima opera in versi con un reading speciale a cura dell’attore e regista Simone Franco. A dialogare con l’autore, Luciano Pagano, editore.

“L’estate di Gaia” è un poema digital-barocco, una distruzione in versi di un inetto digitale, Camicia Pezzata, scarto narrativo di un rapporto senza contatto, osceno, con un profilo digitale, Gaia.

Andrea Donaera, nella postfazione al volume scrive: “Riceviamo una novità assoluta, per questi nostri tempi: una poesia che non scivola accomodante ed emozionale, ma che costringe a cogliere il rovesciamento che è in atto nei sistemi comunicativi, attraverso l’indagine attorno alla lingua, componendola di alternative con piglio parodico, teatrale, osceno”.

“Nella giostra di un Salento pieno di sole e luce dei flash, Paiano condanna con l’arma della parodia- il gusto sovversivo del rovesciamento – l’eterno ritorno di un’estate, di una prossima Gaia, ad uccidere l’umano.” (Federica Picaro su “L’Elzeviro, rivista letteraria”).

Foglio bianco del dattilografo
dove appari nel lemmario
dei suggerimenti d’amicizia
Nel calpestìo della schermata
il colonnato della Fontana
un video di cucina americana
Altrove una chiave cigola il Custode:
sparso il catenaccio della cattedrale
hai un nuovo pellegrino
t’ho vista s’un marciapiede di Berlino
Nel fetore digitale delle cose
perché vuoi parlar d’amore?
Narciso fallito, che lamenti al bar?
L’amar non è il tuo ciarlar di rose

Sassi, rami, autunni vari
m’hanno consumato il cappotto
Novembre gira le foglie dell’orto
come la lancetta rotta dell’ore
è storto il tuo riso morto.

(Foglio bianco del dattilografo, da “L’estate di Gaia”)

Alessio Paiano è nato a Pavia nel 1992 e vive a Lecce, dove si è laureato in Lettere Moderne. Oggi fa parte del direttivo del Centro Studi Carmelo Bene. «L’estate di Gaia» è la sua prima opera in versi.

Ad accompagnarlo sul palco Simone Franco, attore, regista, performer. Come regista ha scritto diverse drammaturgie, rivolgendo particolare attenzione a temi quali il disagio psichico, l’immigrazione e la persecuzione politica. Ha introdotto in Puglia e nel Salento in particolare, le sculture di pietre in equilibrio, attraverso numerose mostre, performance, concerti, col progetto Fabbricanti di Armonie.

*ingresso gratuito con tessera ARCI

Informazioni
http://www.musicaos.org
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Daniela Estrafallaces recensisce “Sfera celeste”, di Silvana Malvarosa, dalla collana Fablet


La poesia è da sempre veicolo di comunicazione. È uno spazio in cui il mondo che conosciamo o quello che immaginiamo viene compresso su carta per poi riespandersi nella forma del messaggio emozionale. L’elaborazione poetica costituisce lo strumento attraverso il quale i pensieri, le emozioni, i sentimenti prendono forma, diventano mezzi di condivisione, costruendo un legame comunicativo ideale fra autore e lettori. Quello che risulta più interessante, tuttavia, è che questo legame di natura ideale si evolve attraverso la conoscenza del messaggio poetico e diviene opportunità di dialogo. La poesia intesa come strumento interpretativo, attraverso una lettura rinnovata del suo messaggio, non apre esclusivamente un canale di osservazione sul mondo, ma ne rende fruibile la conoscenza. È questo ciò che accade accostandosi alla raccolta Sfera celeste di Silvana Malvarosa (Musicaos Editore, Neviano, 2018), un interessante esempio di testo poetico in cui la tradizione narrativa del genere si mette da parte per lasciare spazio ad uno stile comunicativo schietto e colloquiale. I temi portanti della raccolta si individuano nella preminenza di valori come la solidarietà, i legami affettivi e generazionali, i ricordi stratificati nel corso di una vita. Le aree tematiche in cui la raccolta è suddivisa sono tre, ma il testo poetico ha un suo filo conduttore unico, nemmeno tanto invisibile, nella modalità comunicativa solidale il cui obiettivo è lasciare parlare il messaggio. È qui che si evidenzia la natura stilistica della raccolta. È natura dialogica, conversazionale, mirata a costruire un circuito comunicativo tra la fonte del messaggio ed i suoi destinatari. Lo scandaglio dell’interiorità proprio della tradizione poetica classica, cede il passo in questa raccolta ad uno schema narrativo che dalle parole vuole passare ai fatti, insinuando nelle menti degli osservatori spunti di riflessione, valicando confini precostituiti: “Le rondini sono libere nel loro volo, /così noi cerchiamo di vivere/sognando un futuro da rondine, /libero e sereno, per donare amore/con coraggio e perseveranza” (Rondini). In Sfera celeste la poesia è comunicazione, è strumento attivo nel mondo, veicolo di messaggi in grado di attraversare barriere e confini, mentali o fisici che siano. È attraverso il circolo virtuoso di un dialogo ideale con il lettore che i valori di solidarietà sociale, amore per il prossimo, rispetto per la natura ed i suoi tempi divengono i mediatori di un potenziale cambiamento nel quotidiano. L’approccio semplice e diretto, privo di sovrastrutture retoriche, elabora componimenti che si trasformano in impulsi all’azione. Sono brevi storie che grattano la superficie del reale e fanno venire a galla quello che c’è più in basso. Quello che scopriamo leggendo le poesie della raccolta è quel mondo invisibile, fatto di sofferenza silenziosa, di emarginazione sociale, paura o dipendenza. La consapevolezza di questo mondo sotterraneo, invisibile ai più, si accompagna ai messaggi di speranza, solidarietà, fiducia nelle risorse interiori di ciascuno, come se il nostro mondo quotidiano fosse sotto una lente di ingrandimento estremamente precisa, in grado di catturare spazi apparentemente nascosti: “Vie bagnate, /auto che sfrecciano / incuranti di tutto. / Dietro i vetri della mia finestra osservo questa scena, /i miei occhi cercano qualcosa” (Natura e vita). Accostarsi ai componimenti di Sfera celeste è come partire per un viaggio dentro brevi storie incisive che al di là del puro intrattenimento vogliono lasciare traccia di sé. L’approccio comunicativo immediato e diretto che caratterizza interamente la raccolta trasforma i contenuti in segnali d’azione, in un indirizzo per guardare le cose da una prospettiva diversa. Suggestiva e interessante anche l’escursione poetica nel racconto-leggenda (Campana), nella tenera malinconia di antichi ricordi d’infanzia (Il portone verde), nella potenza primordiale degli elementi della natura (Terra) in cui si riconosce l’armonia universale presente, fino dagli albori della storia, in tutte le cose del mondo.

Sabato 2 febbraio 2019 – Lecce – Fondo Verri – Silvana Kühtz e il suo “Manuale di fisica ostica”, letture e conversazioni con Valentina D’Andrea, Mauro Marino, Luciano Pagano


Sabato 2 febbraio 2019 – ore 19.30
Fondo Verri Lecce
(Via Santa Maria del Paradiso)

Manuale di fisica ostica (Musicaos Editore)
di Silvana Kühtz

con
Silvana Kühtz
Valentina D’Andrea
illustratrice e autrice dell’illustrazione di copertina del libro,
fantadesign.it
Mauro Marino
FondoVerri

Luciano Pagano
Musicaos

Sabato 2 febbraio 2019, al Fondo Verri di Lecce (Via Santa Maria del Paradiso), alle ore 19.30, si presenta il nuovo libro di poesie di Silvana Kühtz, Manuale di fisica ostica, edito da Musicaos Editore nella collana di poesia. La serata prenderà la forma di una performance con alcuni brani dal testo, le parole di Valentina D’Andrea, illustratrice (fantadesign.it) Mauro Marino, (FondoVerri), e Luciano Pagano (Musicaos)

È uscito nel dicembre 2018 il nuovo libro di Silvana Kühtz, che in un ponte fra il titolo e il contenuto tenta di unire i due mondi da cui è animata l’autrice, quello scientifico e quello umanistico. Cosa sia questo ponte nessuno lo sa, forse è ciò che ci rende umani, completi di tutto, cuore, mente, fisica, chimica e sentimenti. Non siamo fatti a compartimenti stagni, anche se nella vita spesso ci ostiniamo a tenere le cose separate.

Non che in questo volume ci sia altro oltre alle parole e alle lettere, quelle dell’alfabeto che danno il titolo alle poesie, ma insieme a quelle troviamo le variabili x1, x2, x3 che si usano nei teoremi, le x, y, e z degli assi cartesiani… insomma ci sono elementi di fisica e anche un po’ di ironia e di leggerezza, come ben rappresentato dall’immagine di copertina di Valentina D’Andrea.
È ostica la fisica per chi non la studia, e, forse lo è pure la vita per tutti noi, ché ci coglie impreparati.

Una delle note di lettura l’ha scritta Roberto Bellotti, professore di Fisica Applicata dell’Università di Bari: “Ho percorso la traiettoria di questa lettura con la diffidenza iniziale di chi i manuali ostici di fisica li legge, studia e traduce, con il dubbio che non possa esservi null’altro che possa chiamarsi manuale di fisica al di fuori dei manuali di fisica veri e propri. Ma in ogni punto della traiettoria ritrovo, senza riuscire a darne una forma precisa, sensazioni e squarci che mi riportano all’essenza del come e del perché, della Natura, degli esseri umani, senza soluzione di continuità, con parole sempre affilate, precise e profonde.”

I temi di questo alfabeto di poesie, dalla a alla zeta, da x1 a logaritmo stanno in un cerchio ordinato di alternanze, la vita, l’amicizia, l’amore, il dolore, la morte, la malattia, luce e buio, visibile e invisibile. È una sola storia come sempre nei libri di Silvana Kühtz, quella che si racconta in poesia in questo volumetto. È una storia che si snoda in 33 poesie che arriva alla fessura del pane, del legno, della corteccia, “da una fessura vedo quanto spazio c’è”.

§

Silvana Kühtz lettrice, formatrice, iniziatrice di cose impossibili, docente, nata a Bari, ha un cognome tedesco che deriva dal nonno nato in Baviera (e ha anche un nonno salentino). Insegna e fa ricerca all’Università della Basilicata dal 1995 (dove dal 2006 ha inventato e tiene la cattedra di Linguaggi, futuro e possibilità) a Matera al Dipartimento delle Culture Europee e del Mediterraneo, nel corso di laurea di Architettura. La sua ricerca fonde scrittura, lettura, sensi, attraversamento dei luoghi, dell’invisibile, rigenerazione delle città. Conduce ogni anno dal 2009 laboratori di sensorialità, creatività e lettura a voce alta per adulti e bambini.

Ha creato e messo in atto dal 2005 il progetto multidisciplinare http://www.poesiainazione.it che comprende concerti e performance sensoriali e varie attività anche legate alla scoperta di luoghi urbani, per la diffusione della lettura, confluite nell’associazione che ha fondato, Leggo Quando Voglio. Nel 2014 ha vinto il premio internazionale Alfonso Gatto di Salerno, alla sua XXX edizione, per la sezione inedito (il volume dal titolo 30 giorni, una Terra e una casa, è stato pubblicato poi in italiano e in inglese nel marzo 2015 da Campanotto editore, Udine). Finalista al premio InediTo, festival delle colline torinesi 2016 con una nuova silloge in cerca di editore, Viscera. Nel 2018 è stata pubblicata da Spagine del Fondo Verri una sua raccolta di prose poetiche: Quel che resta del bello.

Valentina D’Andrea, scenografa ed illustratrice, inventa nel 1999 Officina di Fantadesign uno spazio che si occupa di arte, moda, design, mettendo a dialogare più materiali all’interno della stessa funzione. Creatività, ricerca, sperimentazione, contaminazione sono le sue parole chiave; lavora su prodotti e progetti investendo in immaginazione… Le piace raccontare le sue cose scegliendo frasi e parole da un suo vocabolario mentale, fatto di neologismi fanta-parole… nel 2007 inventa una modalità per promuovere il suo lavoro, una boutique nomade che per poche ore si snoda in luoghi di massima aggregazione: spiagge, teatri, gate di aereoporti.
Dal 2009 progetta i concept creativi degli eventi relativi a sm-artlab, un incubatore di creatività pugliese che diffonde passioni artigianali ed esperienze progettuali in italia ed all’estero. Ecco alcuni format da lei ideati: cappotto d’artista (dicembre 2009), il mondo delle piccole cose (Barcellona, maggio 2010) creativity-market (dicembre 2011), il mondo della puglia creativa (parlamento europeo, maggio 2012), tournée viaggi intraurbani (dicembre 2012) le mappe spontanee-laboratori didattico sensoriali (marzo 2013) autoproduzioni a sud store (estate 2013). A Valentina D’Andrea piace muovere creatività in ambienti inusuali, teatri, salotti privati, banche, facendo affiorare la sua formazione da scenografa attraverso allestimenti magici e fugaci…

Ingresso libero.
Informazioni:
Musicaos Editore
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Venerdì 1 febbraio 2019 – Lecce – Al Fondo Verri “Moplen. Viaggio su un transatlantico di polipropilene isotattico” con Giuseppe Corianò e Carlo Portaluri


COMUNICATO STAMPA
Musicaos Editore / FondoVerri

Venerdì 1 febbraio 2019 – Ore 19.30
FondoVerri (Lecce, Via Santa Maria del Paradiso)

“Moplen. Viaggio su un transatlantico di polipropilene isotattico”
(Musicaos Editore), di Giuseppe Corianò

Dialoga con l’autore:
Luciano Pagano

Letture di:
Carlo Portaluri

Venerdì 1 febbraio 2019, alle ore 19.30, presso il FondoVerri di Lecce si terrà la presentazione di “Moplen. Viaggio su un transatlantico di polipropilene isotattico”, nuovo libro di Giuseppe Corianò, edito da Musicaos Editore. Durante la presentazione Luciano Pagano dialogherà con l’autore, e l’attore Carlo Portaluri leggerà alcuni brani dal testo di Giuseppe Corianò.

“Moplen. Viaggio su un transatlantico di polipropilene isotattico” è il percorso nelle esistenze della costellazione di personaggi che si intrecciano alla vita del protagonista, Giovanni, tra passato e presente, sovrapponendosi, intersecandosi e perdendosi nel monologo interiore che scardina spazio e tempo, e che fa emozionare.

Giovanni cresce in una piccola comunità nel Salento, dove il bar del paese è una palestra di vita, in compagnia di una madre che considera quasi ossessivamente la pulizia del corpo come imprescindibile viatico alla purezza dell’anima. Il confine tra realtà e sogno, in queste pagine, è labile, perché i fatti narrati appaiono sempre contornati da un alone di mistero. Anche quando entrano in scena la vita e la morte, con tutta la loro scioccante carica di violenza, sembra prevalere la dimensione onirica, con la luce abbacinante e il calore del sole che divengono condizioni dell’anima. È così che il “transatlantico di polipropilene isotattico”, realizzato in moplen, altro non è che una vasca di plastica che diviene vascello, navicella per un viaggio alla ricerca dell’amore e dei legami forti che danno un senso al nostro vivere.

Giuseppe Corianò è nato a Martignano, in provincia di Lecce, dove vive. Insegna Filosofia nel Liceo delle Scienze Umane dell’IISS “Cezzi De Castro Moro” di Maglie. Ha pubblicato La direzione dei venti (Manni, 2004), Le vacche di Hegel (Lupo, 2014). Come autore ha partecipato al progetto Librarsi, organizzato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, rivolto alle fasce di popolazione a rischio di emarginazione sociale e culturale. È autore di filastrocche e racconti per ragazzi, per i quali ha ricevuto significativi riconoscimenti. Nel marzo del 2018 ha pubblicato, con Musicaos Editore, l’ebook di racconti Anima obesa.

Informazioni
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Domenica 13 gennaio 2019 – Lecce – Mina Buccolieri presenta il romanzo “La stella nel cuore” presso il Mondadori Bookstore di Via Cavallotti


Domenica 13 gennaio 2019, alle ore 18.00
Mondadori Bookstore
(Lecce, Via Cavallotti 7/a)

presentazione del romanzo
“La stella nel cuore”
(Musicaos Editore)
di Mina Buccolieri

con
Mina Buccolieri

dialoga con l’autrice:
Luciano Pagano
(Editore)

Letture:
Carla Borrelli, Paola Provenzano, Sara Rucco

Musica:
Andrea Sequestro (piano)

Domenica 13 gennaio 2019, alle ore 18, presso la libreria Mondadori Bookstore di Lecce, in via Cavallotti, si terrà la prima presentazione leccese del romanzo di Mina Buccolieri, “Una stella nel cuore”, edito da Musicaos Editore. L’autrice dialogherà con l’editore, Luciano Pagano, durante l’appuntamento si terranno letture dal romanzo, a cura di Carla Borrelli, Paola Provenzano e Sara Rucco, su musica del pianista Andrea Sequestro. Ingresso libero.

Mina Buccolieri, in questo suo primo romanzo, ci racconta la storia di Nina e dell’immenso amore che la donna nutre per la sua famiglia: suo marito Stefano e i suoi quattro figli. Dopo il matrimonio Nina va a vivere con suo marito a Milano, città dove lui lavora. Con la sua semplicità la donna coltiva amicizie indissolubili e fraterne anche nella grande metropoli. L’inatteso trasferimento di Stefano porterà la famiglia di Nina a far ritorno nel suo piccolo paese del Salento, dove condurrà una vita tranquilla tra lavoro, studio e impegni quotidiani. I ragazzi crescono nell’amore, raggiungendo le loro mete, ma mentre tutto scorre meravigliosamente, accade qualcosa di inaspettato e improvviso. Nina sarà costretta ad imparare che esiste un amore ancora più grande, capace di legarci indissolubilmente a tutti gli attimi di un giorno, con la stessa intensità della luce che fa brillare le stelle.

Mina Buccolieri nasce nel 1961 nel Salento, trascorre un periodo della sua vita a Milano, per poi ritornare successivamente ai luoghi d’origine. Coltiva fin dalla più tenera età una passione per la letteratura fino a far sbocciare il fiore della scrittura.

Informazioni:
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Sabato 12 gennaio 2019 – Lecce – “Quannu te cunta ‘u core”, la nuova raccolta di Ada Garofalo ospite de “Il Salotto di Cecyntè”


“Il Salotto di Cecyntè”, Musicaos Editore

Sabato 12 gennaio 2019 – ore. 18.00
presso “Cecyntè” (Lecce, Piazza Duca d’Atene, 6)

presentazione di
“Quannu te cunta ‘u core”
(Musicaos Editore)
poesie di Ada Garofalo

intervengono:
Dott. Ilio Torre
(psicologo, esperto di Psicologia Quantistica)

Luciano Pagano
(editore)

musica di:
Fulvio Palese
(sassofono)

letture di:
Ada Garofalo

Franco Manni
(attore e regista)

Sabato 12 gennaio 2019, alle ore 18.00, a Lecce, presso la sede dell’associazione Cecyntè (Piazza Duca d’Atene, 6), si terrà la prima presentazione di “Quannu te cunta ‘u core”, la nuova raccolta poetica di Ada Garofalo, edita da Musicaos Editore. Interverranno il dott. Ilio Torre, psicologo e esperto di Psicologia Quantistica e l’editore, Luciano Pagano, che dialogheranno con l’autrice. Un inedito connubio inedito di “dialetto e jazz”, nel quale i versi letti dall’autrice e da Franco Manni (attore, autore e regista), si uniranno alla musica del sassofono di Fulvio Palese.

L’evento inaugura gli incontri de “Il Salotto di Cecyntè” dove gli artisti, nello spirito proprio del luogo, avranno modo di incontrarsi, arricchirsi, scambiare e nutrire esperienze. La lingua dialettale è materna, identitaria, ricchezza di suoni che nascono dall’anima, con lo stesso spirito con cui nasce la musica jazz; da qui l’incontro, anzi, gli incontri con il sassofono di Fulvio Palese e con le letture di Franco Manni, scrittore e regista di opere in vernacolo, attore e collaboratore storico di Ada Garofalo, sul palcoscenico. Parte del ricavato sarà destinata al Progetto Shala-tribalosophy in Kenya.

La poesia di Ada Garofalo dipinge con il dialetto salentino ciò che accade nel mondo, in una trasposizione fedele dei paesaggi e dei luoghi del ricordo. La realtà che l’autrice racconta è tangibile, e racchiude un invito a riconoscersi per fare ritorno a sé. Il dettato del cuore, che erompe senza avviso, non può esprimersi senza che prima non si sia creato, in noi, il silenzio. È il silenzio di una notte scura, rischiarato dalla luce della luna, capace di descrivere il momento in cui le forze sembrano mancare, svanito il desiderio stesso di raccontare; un viaggio, quello del lettore, che al suo terrmine lo ritroverà mutato, faccia a faccia con la propria anima, “cu’ l’anima/ ca chiama,/ ca sta tantu vicina/ … e me parìa luntana” (E me parìa luntana). Il punto di partenza e quello di arrivo coincidono, per chi avrà la consapevolezza che tutto è vita, il principio e la fine, lo spazio e il tempo, i ricordi, la tenebra del buio e la luce fioca, gli affetti più cari e i legami che si frantumano. L’autrice ci avrà dimostrato che il silenzio, anche quello più sottile e prezioso, non merita di essere scalfito, a meno che le parole non provengano dall’intimità del proprio cuore.

Cecyntè” è una Dimensione fatta di accudimento, gentilezza, inclusione, assenza di giudizio, espansione, amore nelle piccole cose (prima che nelle grandi) e che pertanto potrebbe avere sede ‘reale’ nello Spazio del Cuore. “Cecyntè”, attraverso le sue attività, vuole semplicemente diffondere un messaggio ai suoi compagni di viaggio: l’augurio che ognuno di noi possa riscoprire dentro di sé, per poi condividerla con il resto dei mondi, questa Dimensione (Ceci-in-te).

Fulvio Palese è saxofonista, compositore, arrangiatore. Musicista poliedrico, ha studiato saxofono presso il Conservatorio di Lecce ed è dottore di ricerca in filosofia presso l’Università del Salento. Suona indifferentemente tutti i saxofoni dal sopranino al basso ed il clarinetto basso.
Ha approfondito lo studio del jazz fra gli altri con Roberto Ottaviano, Jimmy Owens, George Cables, Cameron Brown, Javier Girotto ed ha seguito masterclass di saxofono classico con Federico Mondelci, Antonio Jimenez Alba, Maurice Moretti, Mario Marzi.
Organizzatore e direttore artistico del festival “Il Jazz Sale” (Torre Suda – LE). Direttore artistico per la parte musicale del Mercatino del Gusto dal 2002 al 2007. Attualmente è ideatore e direttore artistico dell’Hypogeum Jazz Festival. Ha svolto e svolge un’intensa attività orchestrale in veste di sax solista con l’Orchestra Sinfonica di Lecce, l’Orchestra di Terra d’Otranto, l’Orchestra della Magna Grecia (Taranto), l’Orchestra Nazionale dei Conservatori, l’Orchestra Filarmonica “Nino Rota”, l’Orchestra fiati del Conservatorio di Lecce, la Swing Orchestra del Conservatorio di Lecce, la Small Jazz Orchestra del Conservatorio di Lecce. Molte le collaborazioni cinematografiche e teatrali in veste di compositore ed esecutore, fra cui: Cristina Comencini “Liberate i pesci”, Giovanni Veronesi “Manuale d’amore 2”, Andrea Coppola “2×2”, Michele Placido “Salento viaggio di poesia”, Vincenzo Bocciarelli “Mozart cocholate” e “Volo fra musica e parole”, Astragali Teatro, “Le vie dei canti”, Nanni Moretti,”Concerto Moretti”.
Attualmente è docente di saxofono jazz presso il Conservatorio “T. Schipa” di Lecce, docente di saxofono presso il Liceo Musicale “G. Palmieri” di Lecce, docente di saxofono presso l’Accademia DAMUS di Lecce e l’Istituto comprensivo “I. Calvino” di Alliste e docente di Improvvisazione e musica d’insieme jazz presso l’Associazione “Amici della musica” di Presicce. Tiene regolarmente seminari e masterclass di armonia e improvvisazione jazz.

L’autrice.

Ada Garofalo nasce il 18 maggio 1955 a Racale, in provincia di Lecce, dove attualmente vive. Dopo gli studi classici frequenta la Facoltà di Farmacia a Napoli, percorso che nel ’78 interrompe, sposandosi e trasferendosi a Milano, e laureandosi poi in Servizio Sociale presso l’Università degli Studi di Trieste. È madre di tre figli. Dipendente dell’Azienda Sanitaria Locale di Lecce, lavora da sempre nel campo della neuropsichiatria infantile.

Nel privato, fin dai primi anni novanta, si occupa di teatro e si appassiona alla lingua salentina, ricoprendo attualmente, e ormai da tempo, il ruolo di Presidente dell’Associazione Teatrale “Sinonimi e Contrarie” (ex Teatr’Insieme di Racale). È interprete e coautrice, insieme ai suoi storici compagni di viaggio (Maristella Gaetani, Gerardo De Marco, Franco Manni e, fino al 1996, Francesco Causo e Giampaolo Viva) di eccellenti lavori teatrali in vernacolo (a volte inediti, a volte liberissimi riadattamenti di opere già note), lavori rappresentati, con grande successo di pubblico e di critica, nei migliori teatri salentini: ‘A lingua t’‘a gente (1993); A ci tantu… a ci nenzi (1995); Gelosia … cci malatia (1996); Cchiù niuru te cusì… nu’ putia vanire (1998); T’aggiu spusata, sì… ma sapia ca eri murire (2000); Pelo e contropelo… e permanente per signora (2003); Quannu ‘u tiaulu ‘mpizza ‘a cuta (2004); Salvatore e i suoi fratelli. Lecce, Charleroi, Parigi, Toronto e ritorno (2010).
L’Associazione “Teatr’Insieme”, poi “Sinonimi e… contrarie”, dal 1996 fa parte e partecipa alle iniziative organizzate dal “Centro Studi R. Protopapa per la difesa e la promozione del Teatro e della Cultura popolare Salentina”.

Nel 2004, come componente del Centro Studi, Ada Garofalo partecipa insieme a Maristella Gaetani, ai lavori teatrali allestiti e rappresentati dai detenuti nella Casa Circondariale Borgo San Nicola di Lecce (“Pe’ nu piezzu te pane” e “Il figlio dell’Altissimo” di Giacomo Profilo); successivamente è tra gli interpreti, con alcuni detenuti, del lavoro “Secondo Qoèlet, dialogo tra gli uomini e Dio”, di Luciano Violante, per la regia di Giacomo Profilo, rappresentato nel Comune di Campi Salentino e al Teatro Politeama Greco di Lecce.

Nel 2005 partecipa al lavoro teatrale “Quannu foi ca muriu lu Pietru Lau”, liberamente tratto dai “Canti te l’autra vita” di G. De Dominicis, rappresentato al Teatro Politeama Greco di Lecce.

Nel 2014 pubblica, per i tipi di Grauseditore, “Gallinelle e nodi. Sabbia e poesia”, una raccolta di testi in versi e prosa, definita come “un viaggio che si snoda tra le pagine per esplorare la vita” (Valeria Naviglio), o come “un volo pindarico… un viaggio tra i pensieri… particolarmente intenso e profondo… uno stile letterario raro e prezioso” (Paola Bisconti), o ancora “La rivoluzione della semplicità… una raccolta di liriche che trasudano vita… anche quando dall’italiano si passa a quel sanguigno pugliese, ritmato al punto da ricordare i grandi maestri greci” (Sabatino Di Maio), o infine “Una preghiera laica, insonne, sommessa, moderna, di una donna del XXI secolo… un libro che si regge sulla parola… delicato, intimista… intrigante” (Francesco Greco).

Informazioni:

Cecyntè, 3381218128
cecynte.lecce@gmail.com

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Giovedì 10 gennaio 2019 – Lecce – Al FondoVerri la presentazione de “L’estate di Gaia”, di Alessio Paiano


Giovedì 10 gennaio 2019 – ore 20.00
presso il FondoVerri di Lecce
(Via Santa Maria del Paradiso)

presentazione de

“L’estate di Gaia”, di Alessio Paiano
(Musicaos)

dialoga con l’autore:
prof. Simone Giorgino

interviene:
Luciano Pagano

letture di:
Simone Franco, Simone Giorgino

mosaici:
Orodè Deoro

Giovedì 10 gennaio 2019, alle ore 20.00, presso il FondoVerri di Lecce, in via Santa Maria del Paradiso, si terrà la presentazione de “L’estate di Gaia” (Musicaos) di Alessio Paiano, poema di esordio del giovane autore salentino. L’autore dialogherà con il professore Simone Giorgino, interverrà l’editore, Luciano Pagano. All’attore e regista Simone Franco, e a Simone Giorgino, saranno affidate le letture di alcuni versi tratti dal poema. La presentazione ospiterà i mosaici di Orodè Deoro che sono stati di ispirazione alla realizzazione dell’illustrazione contenuta nella copertina del volume. Ingresso libero.

“L’estate di Gaia” è la prima opera in versi di Alessio Paiano. Andrea Donaera, nella postfazione al volume scrive: “[…] riceviamo una novità assoluta, per questi nostri tempi: una poesia che non scivola accomodante ed emozionale, ma che costringe a cogliere il rovesciamento che è in atto nei sistemi comunicativi, attraverso l’indagine attorno alla lingua, componendola di alternative con piglio parodico, teatrale, osceno – anche nella forma editoriale data al volume. […] quanto di più lontano possibile dalla lingua ‘corretta’, dilaga nella lingua italiana e nella filosofia del linguaggio, attingendo a riferimenti autorevoli che prima di lui hanno compiuto l’eroismo di slacciarsi dal ‘normale’ fare poesia.” Da queste premesse nasce l’opera dell’autore secondo cui questo, lungi dall’essere un poema compiuto, è un pantano in cui l’autore non può che sprogettare quanto ideato. “L’estate di Gaia” è la distruzione in versi di un inetto digitale, Camicia Pezzata, scarto narrativo di un rapporto senza contatto, osceno, con un profilo digitale, Gaia. Non si dà autore senza personaggio, non si dà personaggio senza storia, non si dà storia senza l’umano, non si dà lettore-spettatore.

Gianluca Garrapa, ha scritto su Satisfiction, a proposito del poema di Paiano, “L’estate di Gaia”, quando il testo era ancora inedito: “[…] Sottrarsi a quella omologazione tipica della sua generazione, di Paiano e Paiano non assume mai pose da vittima o da maledetto, nello scritto e nel visibilio delle soluzioni poetiche. Paiano potrebbe cantilenare la sua spocchia di esperto metrico o poeta di ricerca, lo fanno i giovini, e non solo, italioti, e come se non lo fanno! ma lui preferisce mantenersi nella posizione umile del genio che sa già, saggia, fa assaggiare, e ascolta facendo sentire… ma non distoglie, il medium-tema del personal computer, noioso ormai, dal territorio e dalle vicende politichesi: la poesia di Paiano, infatti, è anche un tentativo di civilizzare la stucchevole poesia civile, martirizzare il vittimismo querulo, collocarsi in un fantasma che non è affatto di senso di colpa ma di, semmai, eroica impresa inutile.”

Alessio Paiano è nato a Pavia nel 1992 e vive a Lecce, dove si è laureato in Lettere Moderne svolgendo attività di ricerca principalmente su Carmelo Bene. Suoi articoli sono apparsi su alcuni blog e riviste online; attualmente cura per Poesia del Nostro Tempo (rivista «Argo») la rubrica «Il Grammofono», concepita come laboratorio di critica letteraria sulla poesia contemporanea. Fa parte del direttivo del Centro Studi Carmelo Bene. «L’estate di Gaia» è la sua prima opera in versi.

postfazione di Andrea Donaera
contiene due testi di Simone Giorgino
in copertina: Orodè Deoro
“Volevo solo dirti che ormai mi diverto troppo” (Mosaico 40 x 40 cm, particolare)

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Giovedì 3 gennaio 2019 – Rutigliano (Ba) – Silvana Kühtz presenta “Manuale di fisica ostica”, con Angela Redavid, Susanna Crociani (sassofono)


“Infinitart” in collaborazione con “Poesia in azione”
per la rassegna “Libri sotto l’albero”

Giovedì 3 gennaio 2019 – ore 19.00
presso
Associazione Magazzino Artigianato Pugliese
di Aurelia Leone
(RUTIGLIANO, via Marconi 29/31)

“Manuale di fisica ostica” (Musicaos Editore)
di Silvana Kühtz

letture e presentazione:
Silvana Kühtz con Angela Redavid

musica di:
Susanna Crociani
(sassofono)

Giovedì 3 gennaio 2019, a Rutigliano, alle ore 19.00, nell’ambito della rassegna “Libri sotto l’albero”, di “Infinitart” in collaborazione con “Poesia in azione”, si terrà la presentazione del nuovo libro di Silvana Kühtz, “Manuale di fisica ostica”, edito da Musicaos Editore nella collana di poesia. Durante la presentazione, l’autrice leggerà alcuni brani dal testo, accompagnata dalla sassofonista fiorentina Susanna Crociani, e dialogherà con Angela Redavid, curatrice della rassegna.

Le lettere dell’alfabeto, nella nuova raccolta di Silvana Kühtz, divengono i segni di partenza dell’invenzione poetica, ognuno è la variabile di un’equazione più complessa, che riguarda la nostra realtà quotidiana, gli affetti, i ricordi del passato, ciò che ci lega. “Per capire il volto del mondo/ trovo la via alle parole/ gli tolgo l’osso e la pelle/ ma certe parole a volte/ sono solo vicoli ciechi”. L’intenzione è di sancire nuovamente l’antico patto che c’era, un tempo, tra le parole e le cose, con l’urgenza di una lingua capace di raccontare il sentimento interiore e i suoi paradossi.In una realtà composta da espressioni statiche, senza vie d’uscita, la precisione e la crudezza di espressioni costanti viene alterata dalle variabili, differenti per ognuno di noi, nelle quali possiamo ritrovarci, leggendo noi stessi, scrutando i segni del viaggio. I corpi divengono così tele, paesaggi lunari, scorze, ferite, feritoie, le distanze interstellari che ci separano dai nostri simili possono essere accorciate, e le poesie di questo manuale avviano così un “[…] paziente lavoro di rammendo/ della specie umana…”.

Silvana Kühtz lettrice, formatrice, iniziatrice di cose impossibili, docente, nata a Bari, ha un cognome tedesco che deriva dal nonno nato in Baviera (e ha anche un nonno salentino). Insegna e fa ricerca all’Università della Basilicata dal 1995 (dove dal 2006 ha inventato e tiene la cattedra di Linguaggi, futuro e possibilità) a Matera al Dipartimento delle Culture Europee e del Mediterraneo, nel corso di laurea di Architettura. La sua ricerca fonde scrittura, lettura, sensi, attraversamento dei luoghi, dell’invisibile, rigenerazione delle città. Conduce ogni anno dal 2009 laboratori di sensorialità, creatività e lettura a voce alta per adulti e bambini.

Ha creato e messo in atto dal 2005 il progetto multidisciplinare http://www.poesiainazione.it checomprende concerti e performance sensoriali e varie attività anche legate alla scoperta di luoghi urbani, per la diffusione della lettura, confluite nell’associazione che ha fondato, Leggo Quando Voglio. Nel 2014 ha vinto il premio internazionale Alfonso Gatto di Salerno, alla sua XXX edizione, per la sezione inedito (il volume dal titolo 30 giorni, una Terra e una casa, è stato pubblicato poi in italiano e in inglese nel marzo 2015 da Campanotto editore, Udine). Finalista al premio InediTo, festival delle colline torinesi 2016 con una nuova silloge in cerca di editore, Viscera. Nel 2018 è stata pubblicata da Spagine del Fondo Verri una sua raccolta di prose poetiche: Quel che resta del bello.

Susanna Crociani, nata a Firenze, diplomata in sassofono presso il Conservatorio L.Cherubini di Firenze e in Musicoterapia, ha inoltre un Master in PNL e Ipnosi. Ha approfondito lo strumento in chiave moderna e jazz studiando con Luca Di Volo e Gianluigi Trovesi. Pratica inoltre altri strumenti a fiato, come cornamusa, ciaramella, launeddas, ocarina, flauto e clarinetto. Ha suonato sax classico e moderno con varie formazioni, tra cui: Papere di latta, Wind Sister e Girl Talk, tenendo concerti in tutta Italia e all’estero. Ha suonato in varie Big Bands, tra le quali la Duke of Abruzzi di Firenze e la New Project di Trento. Molto attiva anche nell’ ambito della musica etnica, suona dal 1995 con i Bizantina (tre album all’attivo, concerti in Italia e all’estero e alcune apparizioni televisive, fra cui il Premio Ciampi). Svolge un’ intensa attività didattica come musicoterapeuta presso vari istituti a carattere sociale.

Ingresso libero.
Associazione Magazzino Artigianato Pugliese di Aurelia Leone
(Rutigliano, Via Marconi 29/31, pressi della pasticceria Verna)
Info: 3495832177

Giovedì 13 dicembre 2018 – Cineporto di Lecce – Claudia Ruggeri – “Poesie. inferno minore. )e pagine del travaso” – Sala – “Giuseppe Bertolucci”


COMUNICATO STAMPA

MUSICAOS EDITORE

CENTRO DI RICERCA PENS-POESIA CONTEMPORANEA E NUOVE SCRITTURE /
Dip. Studi Umanistici dell’Università del Salento

APULIA FILM COMMISSION

Cineporto di Lecce
Sala “Giuseppe Bertolucci”
Giovedì 13 dicembre 2018 – Ore 19.30

presentazione del volume:

Poesie
di Claudia Ruggeri

intervengono:

Antonio Lucio Giannone
Ordinario di Letteratura Italiana Contemporanea
Università del Salento

Simone Giorgino
Coordinatore del Centro di Ricerca PENS
Università del Salento

Annalucia Cudazzo
Curatrice del volume

Luciano Pagano
Editore

letture di: Simone Franco

installazioni di: Orodè Deoro

Giovedì 13 dicembre 2018 alle ore 19.30, presso la Sala “Giuseppe Bertolucci” del Cineporto di Lecce (via Vecchia Frigole), si terrà la presentazione del volume “Poesie. inferno minore. )e pagine del travaso”, di Claudia Ruggeri, curato dalla dott. ssa Annalucia Cudazzo. Il volume inaugura la collana “Fogli di Via”, curata da Simone Giorgino e Fabio Moliterni. Durante la serata sono previsti gli interventi di Antonio Lucio Giannone, ordinario di Letteratura Italiana Contemporanea dell’Università del Salento, Simone Giorgino, direttore della collana “Fogli di Via”, che ospita il volume, Annalucia Cudazzo, curatrice del volume, Luciano Pagano, editore; l’attore Simone Franco leggerà alcuni testi di Claudia Ruggeri, tratti dal volume. Lo spazio dell’evento accoglierà un’installazione curata da Orodè Deoro.

Claudia Ruggeri, nata a Napoli il 30 agosto 1967, si trasferisce a Lecce l’anno seguente con la sua famiglia. In questa città compirà i suoi studi e inizierà a dedicarsi alla poesia, mettendosi subito in contatto con l’ambiente letterario e culturale del capoluogo salentino, dal quale si aprirà alla conoscenza e relazione con autori del panorama poetico nazionale, come Franco Fortini e Dario Bellezza. Il 27 ottobre 1996, all’età di ventinove anni, pone tragicamente fine alla sua vita.

Il volume è il risultato di un paziente lavoro di natura filologica volto a ripristinare i testi delle due opere licenziate in vita da Claudia Ruggeri, inferno minore e )e pagine del travaso, nel rispetto della versione riportata dai testimoni disponibili, sottoposti a un’accurata collazione e vagliati criticamente. Questa edizione si propone, inoltre, di avanzare una prima interpretazione dei componimenti, corredandoli di un commento che mira a facilitarne la comprensione.

Annalucia Cudazzo (1993) si è laureata in Lettere Moderne con una tesi su Claudia Ruggeri e per il suo percorso di studi ha ricevuto il titolo di «professionista accreditato» dalla Fondazione Italia-USA. È nella redazione del Centro di ricerca PENS-Poesia contemporanea E Nuove Scritture del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università del Salento.

“Fogli di Via”, è il nome della collana, diretta da Simone Giorgino e Fabio Moliterni, del Centro di ricerca PENS-Poesia contemporanea E Nuove Scritture del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università del Salento, in collaborazione con Musicaos Editore.

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Venerdì 30 novembre 2018 – Melissano (Le) – “La poetica di Giulio Cesare Scaligero nella sua genesi e nel suo sviluppo”, di Luigi Corvaglia, a cura di Cosimo Scarcella


Città di Melissano
Provincia di Lecce

Venerdì 30 novembre 2018 – ore 18.30
presso il
Centro Culturale “Quintino Scozzi” – (Piazza Immacolata, Melissano)

presentazione del volume:

“La poetica di Giulio Cesare Scaligero nella sua genesi e nel suo sviluppo”, di Luigi Corvaglia
(Musicaos Editore)
riedizione a cura di Cosimo Scarcella

“Confesso di aver concepito molti anni or sono l’ambizioso disegno di questo studio integrale, proponendomi di svolgerlo con metodo filologico, il quale, senza escludere quello che vien chiamato intuito storico, n’è presupposto insostituibile in questo campo” (Luigi Corvaglia, 1959)

“Questo saggio sullo Scaligero occupa un posto particolarmente significativo all’interno della produzione filosofica del Corvaglia, che ha dedicato molto tempo della sua vita allo studio soprattutto del conterraneo Giulio Cesare Vanini. Ed è in funzione del Vanini che Corvaglia protrasse per circa quarant’anni anche la ricerca sulla produzione dello Scaligero” (dalla Nota al testo)

L’amministrazione comunale, in collaborazione con l’Amministrazione Provinciale di Lecce, l’Università del Salento e l’Istituto Scolastico Comprensivo di Melissano, chiude il 3° semestre del Bienno dedicato allo studio di Luigi Corvaglia. A tal fine, il prof. Fabio D’Astore, Presidente della “Società D. Alighieri” di Casarano, presenterà il volume del prof. Luigi Corvaglia: “La poetica di Giulio Cesare Scaligero nella sua genesi e nel suo sviluppo” (Musicaos Editore), nella riedizione a cura del prof. Cosimo Scarcella. Modererà la serata il Dott. Alberto Nutricati (Giornalista de “La Gazzetta del Mezzogiorno” e “Piazza Salento”), rivolgeranno i loro saluti l’Avv. Alessandro Conte, Sindaco di Melissano, il Dott. Stefano Minerva, Presidente della Provincia di Lecce, la Prof. ssa Tommasa M. Presta, Dirigente Istituto Scolastico Comprensivo di Melissano, il Dott. Stefano Cortese, Assessore alla Cultura del Comune di Melissano.
Presenzieranno all’incontro il Prof. Antonio Lucio Giannone, Ordinario di Letteratura Italiana Contemporanea, presso l’Università del Salento, il Prof. Giancarlo Vallone, Ordinario di Storia delle Istituzioni Politiche presso l’Università del Salento, e il Dott. Mario Carparelli, Filosofo, Ricercatore presso l’Università del Salento.
Ingresso gratuito e rivolto a tutta la cittadinanza.

(Luigi Corvaglia)

Cosimo Scarcella (Melissano, 1944). Filosofo. Tra le sue pubblicazioni: Il pensiero di Jacques Maritain (Manduria, 1978); Fede e impegno politico in Péguy e Maritain (Lecce, 1977); Condorçet. Dottrine politiche e sociali (Lecce, 1980); Piero Martinetti 1872-1943 (Milano, 1990); Machiavelli, Tacito, Grozio: un nesso “ideale” tra libertinismo e previchismo (Torino, 1990); Amos Comenio, La via della luce (Pisa, 1992); Giovanni Keplero, L’armonia del mondo (Pisa, 1994); Impresa e cultura, ovvero profitto e morale (Lecce, 1997); Gaspare Scioppio, L’angelo della pace (Pisa, 2005). Ha curato i volumi collettanei: Strategie economiche e dimensioni etiche per uno sviluppo più umano (Lecce, 1997); La coesistenza fra le culture presenti nella civiltà mediterranea (Lecce, 1998); La Convenzione Europea di Bioetica. Qualità e sacralità della vita (Lecce, 1999).

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Mercoledì 28 novembre 2018 – San Pancrazio Salentino – Mina Buccolieri presenta il suo romanzo “La stella nel cuore”


Musicaos Editore con il patrocinio del Comune di San Pancrazio Salentino

Mercoledì 28 novembre 2018, alle ore 19.00
presso l’Aula Consiliare “P. Briganti” (Via Tancredi)
a San Pancrazio Salentino

presentazione del romanzo
“La stella nel cuore”
(Musicaos Editore)
di Mina Buccolieri

Intervengono:
Salvatore Ripa
(Sindaco di San Pancrazio Salentino)

Mina Buccolieri
(autrice)

Modera:
Luciano Pagano
(Editore)

Letture:
Francesca De Pasquale, Maria Lucia Missere, Sara Rucco

Musica:
Andrea Sequestro (tastiera), Noemi Puricella (violino)

Mercoledì 28 novembre 2018, alle ore 19.00, presso l’Aula Consiliare “P. Briganti” di San Pancrazio Salentino, in via Tancredi, si terrà la prima presentazione del romanzo di Mina Buccolieri, “La stella nel cuore”, con un evento patrocinato dal comune di San Pancrazio Salentino. Durante la serata interverranno Salvatore Ripa, Sindaco di San Pancrazio Salentino, l’autrice, Mina Buccolieri e l’editore Luciano Pagano. Durante l’incontro verranno letti estratti del romanzo, con letture a cura di Francesca De Pasquale, Maria Lucia Missere, Sara Rucco, momenti musicali saranno affidati ai musicisti Andrea Sequestro (tastiera) e Noemi Puricella (violino). Ingresso libero.

Mina Buccolieri, in questo suo primo romanzo, ci racconta la storia di Nina e dell’immenso amore che la donna nutre per la sua famiglia: suo marito Stefano e i suoi quattro figli. Dopo il matrimonio Nina va a vivere con suo marito a Milano, città dove lui lavora. Con la sua semplicità la donna coltiva amicizie indissolubili e fraterne anche nella grande metropoli. L’inatteso trasferimento di Stefano porterà la famiglia di Nina a far ritorno nel suo piccolo paese del Salento, dove condurrà una vita tranquilla tra lavoro, studio e impegni quotidiani. I ragazzi crescono nell’amore, raggiungendo le loro mete, ma mentre tutto scorre meravigliosamente, accade qualcosa di inaspettato e improvviso. Nina sarà costretta ad imparare che esiste un amore ancora più grande, capace di legarci indissolubilmente a tutti gli attimi di un giorno, con la stessa intensità della luce che fa brillare le stelle.
Mina Buccolieri nasce nel 1961 nel Salento, trascorre un periodo della sua vita a Milano, per poi ritornare successivamente ai luoghi d’origine. Coltiva fin dalla più tenera età una passione per la letteratura fino a far sbocciare il fiore della scrittura.

Informazioni:
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Sabato 24 novembre 2018 – Martano – Cesare Fuso presenta la sua nuova raccolta “Una favola spiata dal vento” presso il “Centro tò Kalòn”


Organizzato da ITACA MIN FARS HUS

Sabato 24 novembre 2018 – ore 19.00
Centro tò Kalòn (Martano – Via Marconi, 28)

“Una favola spiata dal vento” (Musicaos)
Poesie di Cesare Fuso

Presentano:
Anna Stomeo, Paolo Protopapa

Interviene
Luciano Pagano
(Editore)

Reading/Performance con l’Autore a cura di “Itaca Min fars Hus Gruppo Teatrale di Sperimentazione)

Sabato 24 novembre 2018, alle ore 19.00, a Martano, presso il “Centro tò Kalòn” (Via Marconi 28), si terrà un nuovo appuntamento con la poesia di Cesare Fuso, autore originario di Carpignano Salentino, giunto alla sua seconda raccolta di versi. “Una favola spiata dal vento” è il titolo della raccolta, edita da Musicaos Editore, che verrà presentata da Anna Stomeo e Paolo Protopapa, in dialogo con l’autore; interverrà l’editore, Luciano Pagano. Durante l’incontro si terrà un reading/performance con l’autore, a cura di “Itaca Min fars Hus – Gruppo Teatrale di Sperimentazione”.

Cesare Fuso è nato a Carpignano Salentino (Lecce) nel 1961 e vive a Martano. Figlio di un musicista e compositore, è un libero professionista. Si dedica quotidianamente alla scrittura poetica. Questo è il suo secondo volume di poesie pubblicate, dopo “Farfalle” (Edizioni Esperidi, 2017).

Cesare Fuso compie con la propria scrittura un cammino di conoscenza interiore del proprio io, procedendo per dubbi, quesiti, più che per certezze, e lo fa seguendo il proprio istinto meditativo, con la volontà di sperimentare sempre al di fuori degli steccati della poesia. La modernità del suo linguaggio è connaturata alla sua provenienza e attaccamento al suolo, alla verità della terra, che va di pari passo con il desiderio di condividere i propri versi. È evidente la scelta di non suddividere la raccolta in sezioni tradizionali, ma in tre “modalità”, che si alternano senza soluzione di continuità, cercando di restituire lo spirito attuale e la circostanzialità del proprio dettato poetico. Un esperimento che si fa poesia e allo stesso tempo visione, perché la poesia, per l’autore, è una luce che illumina il mondo con la sua verità, e con essa fa in modo che esso sia visibile. Il lettore che vorrà addentrarsi in questa raccolta lo farà quindi mescolando le differenti modalità della poesia, dell’aforisma poetico, e infine della prosa poetica. Un’ulteriore modalità si compone con le fotografie, opera dello stesso autore, che si accompagnano ai testi come in un dialogo.

L’impressione è quella di essere dinanzi a un poeta capace di cogliere in rispettoso silenzio le suggestioni della natura, e di trasmettere la propria esperienza personale, arricchita di ciò che prima di finire sulla pagina è stato tutto il suo nutrimento, senza intenzione di insegnare nulla all’infuori dello stupore continuo e rinnovato dell’esistenza.

Informazioni
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Venerdì 23 novembre 2018 – Leverano – “La chiae te oru (La chiave d’oro)”, le poesie di Pino Tarantino ospiti de “I Venerdì delle Muse”


MUSICAOS EDITORE
– UNIVERSITÀ DELLA TERZA ETÀ – SALENTO
– CON IL PATROCINIO DEL COMUNE DI LEVERANO

per la rassegna
“I Venerdì delle Muse”

Venerdì 23 novembre 2018, ore 18.30
Biblioteca Comunale
Leverano (Via Sedile 18)

presentazione di:
“La chiae te oru (La chiave d’oro)”
(Musicaos)
Poesie di Pino Tarantino

Intervengono:
Sandrino F. Ratta
Presidente UTE Salento

Luciano Pagano
Editore

Conduce:
Maria Claudia Minerva
Giornalista de Nuovo Quotidiano di Puglia

Dialoga con l’autore:
Marcello Rolli
Sindaco di Leverano

Letture a cura di:
“Anonimi Salentini”

Musica a cura di:
“Officina della Musica”

Venerdì 23 novembre 2018, alle ore 18.30, presso la Biblioteca Comunale (Via Sedile, 18) di Leverano, si terrà un nuovo appuntamento della rassegna “I Venerdì delle Muse”, dedicata al dialogo con gli autori e le loro scritture. Verrà presentato “La chiae te oru (La chiave d’oro”, la raccolta di poesie, in dialetto salentino, edita da Musicaos Editore. L’evento, promosso da UTE, Università della Terza Età – Salento, in collaborazione con Musicaos Editore, è patrocinato dal Comune di Leverano. Condurrà la serata la giornalista Maria Claudia Minerva di Nuovo Quotidiano di Puglia, dialogherà con l’autore Marcello Rolli, Sindaco di Leverano, interverranno Sandrino F. Ratta (Presidente UTE Salento) e Luciano Pagano (Editore). Durante la serata sono previste letture delle poesie di Pino Tarantino, eseguite dal gruppo degli “Anonimi Salentini”, che saranno accompagnati da musiche a cura dell’“Officina della Musica”. Ingresso libero.

Fabio Simonelli, sul numero 342 (Novembre 2018) del prestigioso mensile Poesia, scrive così a proposito delle poesie contenute nel volume di Pino Tarantino: “Non è soltanto l’amore per le proprie radici la spinta che anima la poesia di Pino Tarantino, ma una vera e propria scelta di resistenza. Resistenza al disfacimento dei rapporti sociali di base, alla frenesia che impedisce la riflessione, a un mondo dove nessuno è colpevole e nessuno è innocente. Ripartire dai padri, o meglio ancora dai nonni, sembra voler essere la chiave che Tarantino propone per recuperare un’umanità che da diversi anni si va perdendo: La chiae te oru – La chiave d’oro è il titolo della sua ultima raccolta, scritta in dialetto leccese. La traduzione in lingua italiana è dello stesso autore”.

Pino Tarantino, nato nel 1959, a Sannicola (Le). Cresciuto in una famiglia di contadini, la cui semplicità, il rispetto e la disciplina, sono stati il collante di un percorso che lo ha portato ad amare tutto ciò che la sua terra con i suoi valori, le sue tradizioni, la sua storia, gli ha donato. Il dialetto identifica semplicemente il modo di essere, individuabile nelle persone più semplici, nelle gesta più genuine, che resistono all’avanzare di un modo di vivere frenetico dettato dalla smania di primeggiare. Sostiene l’autore: “… ho cercato di custodire in versi ciò che il tempo ci ha fatto dimenticare, come le persone, i rapporti, la cura della nostra amata terra: tutti valori che molti non sanno di possedere o fanno finta di non aver mai avuto. Mentre proprio la semplicità e la genuinità lasciateci in eredità dai nostri nonni sono una cura, in quest’epoca di freddi rapporti sociali, dove tutto è permesso e nessuno è innocente o colpevole. In sintesi, con i miei umili versi, amo identificarmi in quelle persone che hanno vissuto i periodi più belli della nostra vita e che resteranno scolpiti nel cuore di chi come me ama le proprie radici.”

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Esce domani “La bambina dei salti”, di Edgar Borges. Leggi in anteprima il primo capitolo del romanzo.


Da domani sarà in distribuzione “La bambina dei salti”, il nuovo romanzo di Edgar Borges, uscito in Spagna all’inizio del 2018 e pubblicato in Italia da Musicaos Editore. Il libro sarà ordinabile in tutte le librerie e acquistabile in formato cartaceo e digitale, su tutte le piattaforme elettroniche.

Alla fine di questo post, e sulla pagina del romanzo ci sono i link per poter trovare il romanzo nel modo che preferite.
Qui di seguito, in anteprima per i nostri lettori, il primo capitolo del romanzo, “La bambina dei salti”, di Edgar Borges (traduzione di Antonio Boccardo).


Capitolo 1
Confusa

A volte Antonia passava delle ore seduta sul water; lo faceva per togliere tempo alla convivenza con suo marito. Arrivava al punto di spingere fino a espellere qualcosa; il tentativo era talmente continuato che lei tutta sembrava voler scappare dal suo stesso ventre. Dopo sette anni di dominio, negli ultimi giorni si era ribellata al marito in modo sorprendente. Quando lui la tormentava o la cercava per penetrarla, lei gli lanciava qualche verso, come una preghiera capace di liberarla da un esorcismo. Quell’uomo, per niente avvezzo alle metafore, rimaneva attonito, senza capire la vera intenzione di un’offesa del genere. Antonia aveva tentato di ribellarsi per tre volte, durante l’ultima settimana. Le prime due riuscì a scioccare quel personaggio. Però, all’alba di domenica, al terzo tentativo, l’uomo reagì. Antonia era arrivata a casa intorno alla mezzanotte; il marito la aspettava dietro la porta con un’espressione beffarda. Senza tergiversare cercò di portarsela in camera con la forza, e lei gli propinò un breve frammento della poesia “Loba” di Diane di Prima:

Lei brucia/ infuocata
la città si
illumina su di lei.

Il marito allora avanzò come se quella metafora avesse superato il limite delle offese. Piantò le unghie nelle braccia di Antonia e disse, sovrastando con la voce il dolore di lei: “Puoi inventarti tutte le maledette fantasie che vuoi, mi serve solo una carta per vincere la partita”. Antonia non seppe come, ma riuscì a divincolarsi e a correre verso il bagno. Aveva bisogno di imbrogliare quell’uomo, ma anche di prendere le distanze da se stessa. Conoscere altre storie, creare nuove identità: liberare se stessa e liberare sua figlia. Bramava la pazienza del seme di ciliegio nel venire al mondo; pensò alle piante che muoiono per rinascere. Ma lei non era un seme, né tanto meno una pianta. La sua mente era il centro di ogni confusione. Qualunque cosa facesse, nulla l’allontanava dalla percezione dei passi del marito vicino alla porta, perlomeno niente di involontario, niente che scovava nella mente o con il corpo. L’astrazione le giungeva in modo drastico, all’improvviso cadeva in una trance inaspettata, le si confondevano gli spazi in un istante. Sapeva ancora il suo nome e la sua storia, ed era cosciente del fatto che suo marito la aspettava dietro la porta per portarsela a letto. Sapeva che sua figlia si divertiva a saltare,

                    uno

                           due

                                  tre

chiusa nella sua stanza. Che la aspettava per giocare al canguro o a campana. Ma quella camera, nei momenti di conflitto, si allontanava dal bagno. Non era sempre sicura che entrambe le stanze, come spazi appartenenti a case diverse, si trovassero nelle Asturie, a Caracas o a Bogotá. La piazza, il comune, o la via al lato di casa, rappresentavano la patria dei più. Per lei, invece, erano parti individuali di un tutt’uno immaginario. Da nubile aveva vissuto in molte case, ricordava di aver spostato i libri dalla casa dei suoi genitori alla casa di suo marito. Si ricordò di aver avuto una biblioteca enorme. Dov’erano rimasti quei libri? In quale posto si trovava sua figlia, adesso? In quale città la aspettava suo marito? All’improvviso le stanze della casa diventarono punti sospesi e la vita si perse nello spazio, nel tempo.


Ibs
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Unilibro
https://www.unilibro.it/libro/borges-edgar/la-bambina-dei-salti/9788894966145

LibroCo
https://www.libroco.it/dl/Edgar-Borges/Musicaos-Editore/9788894966145/La-bambina-dei-salti/cw376823472253341.html

Sabato 10 novembre 2018 – Nonantola (Mo) – La Libreria Booklet ospita i racconti di Patrizia Caffiero.


Sabato 10 novembre ore 15
Nonantola (MO) – Libreria Booklet

“Incredibili vite nascoste nei libri”
di Patrizia Caffiero

l’autrice dialogherà
con Giulia Sacchi e Manuela Vecchi

Reading con Angelo Spiga (chitarra) e Giulia Sacchi

Sabato 10 novembre, alle ore 15, a Nonantola (Mo), nei locali della Libreria Booklet, in via Longarone 7/9, si terrà una nuova presentazione di “Incredibili vite nascoste nei libri”, la raccolta di racconti di Patrizia Caffiero. L’autrice dialogherà con Giulia Sacchi e Manuela Vecchi, durante l’incontro Angelo Spiga accompagnerà con la chitarra le letture di Giulia Sacchi.

Cosa può accadere tra le mura di una casa, allʼinterno di quellʼequilibrio sottile costituito dalla famiglia, dalla convivenza di persone appartenenti a diverse generazioni, con desideri, emozioni e vite totalmente differenti? Storie di allontanamenti e ricongiungimenti, migrazioni, fughe, viaggi, vite costrette a fare i conti con una violenza cieca, dinanzi a cui si può solo resistere, uscendone stravolti, oppure scappare, in cerca di una redenzione. Rivoluzioni che attraversano il paese, nel nord e nel sud, e le famiglie, i costumi, le abitudini, i sogni: ci appartengono perché ci somigliano, ci sono vicine.

Incredibili vite nascoste nei libri” è il titolo della raccolta di racconti scritti da Patrizia Caffiero, punto di partenza di storie che attraversano lo spazio e il tempo per tramandare un’esistenza, vissuta al riparo dal mondo, oppure sconvolta dalle sue intemperie. Patrizia Caffiero, salentina di origini, emiliana di adozione, è scrittrice, operatrice culturale, bibliotecaria.

Maddi, Zoubida, Nena, Vince, Laura, Ilaria, Sarah, Cloe, il Signore e la Signora Flick, Allegra, Maria, Jacopo, Filippo, sono le “incredibili vite nascoste nei libri”, raccolte nei racconti di Patrizia Caffiero.

Ne “La casa” gli oggetti di una casa parlano del presente e del passato, raccontano senza parole le storie di famiglia; e Maddi non sa staccarsene. Non può vivere senza le sue opere d’arte e i suoi ricordi. In “Zoubida il mediatore, Nena la benefattrice” la protagonista, Zoubida, di origine marocchina, è un diamante grezzo, una ragazza dal sorriso affascinante, testarda e intelligente. Nena, dietro i suoi modi bruschi, è la dolce madre di tutti, e in particolare ha a cuore la giovane Zoubida. In “Prima colazione”, la famiglia per Vince, come per ogni bambino della terra, è tutto il mondo. Il piccolo ama suo padre, suo fratello, ed è innamorato della sua bellissima mamma. Come ogni bambino della terra, vorrebbe che lei fosse felice. Laura è una ragazza dotata di un grande talento, la pittura è il suo talismano, Laura è complessa, sensibile, capace di sognare, e persino di realizzare i suoi sogni, ne “Le strade di Laura” è raccontata la sua evoluzione.
“La libreria” racconta dellʼunico desiderio di Ilaria: leggere. I libri sono una vera e propria ossessione per lei; ma, poiché è ancora una bambina, non ha i mezzi per procurarsi il sapere di cui ha necessità. Ecco perché Ilaria sogna di crescere in fretta. Ne “Il balcone” si racconta di Sarah, una donna di oltre settant’anni che si ammala, e non può più camminare. Ha superato in passato molte avversità, ma ora non si rassegna al nuovo corso degli eventi.
“Cloe la parrucchiera” è una donna affascinante, vitale e generosa. Coltiva la propria consapevolezza e, senza darlo troppo a vedere, quella delle persone che hanno la fortuna d’incontrarla. “Il Signore e la signora Flick” stanno insieme da quando erano bambini. L’amore profondo che provano l’uno per l’altra è un fiume che si spinge oltre le mura domestiche, e diventa amore per la piccola comunità in cui vivono da sempre.
Allegra, ne “La sposa rubata”, è una donna accogliente, simpatica, sempre indaffarata nella gestione di un bed & breakfast. Dietro le sue spalle, l’ombra di un matrimonio difficile, e il luogo nascosto dove può celarsi lo spirito di una donna.
“La prozia Maria” è stata una cantante celebre, molto amata dal marito. Maria ha attraversato una lunghissima vecchiaia ̶ ed è arrivata alla fine della vita ̶ nella solitudine e nel silenzio. Jacopo ha trent’anni, e ha sempre trattenuto i suoi sentimenti, la sua aggressività. Sogna una terribile rivalsa. “Tre pomeriggi e due sere” è il turno di baby-sitting in cui la protagonista del racconto accudisce Filippo, un bambino molto saggio: un poeta in nuce. A tre anni è costretto a riflettere su qualcosa che è molto più grande di lui…

“Ma un genio invisibile, quella sera, mi regalò anche la pazienza, grande come una immensa mongolfiera di tela bianca, tenera come marmellata fatta in casa, lunga come un cavo d’acciaio, come la corda dell’impiccato; una pazienza da cacciatore, da ladro, da capitano di una ciurma bastarda.”

Patrizia Caffiero, nata e vissuta a Lecce fino al 1996, si è trasferita prima a Ferrara, poi a Bologna e infine ad Anzola dell’Emilia dove ha “trovato” le sue radici, e lavora dal 2006 per il Comune come addetta alla cultura e bibliotecaria. È laureata in Lettere e Filosofia (Università del Salento) con una laurea dal titolo “Pasolini e il Potere. Linee per un’interpretazione storico-politica.” S’interessa di cinema, teatro, letteratura; i suoi scrittori preferiti sono Maeve Brennan, Truman Capote, Karen Blixen, Jean Stafford, Paul Auster. Ha pubblicato per Miraviglia editore, nel 2007, “Guarda che prima o poi Dio si stancherà di te”; sempre nello stesso anno, per la casa editrice Fernandel, un racconto per l’ antologia “Quote rosa”; nel 2009 un racconto per l’antologia “Fobieril – soluzione MANIAzina” (Jar Edizioni). Aggiorna settimanalmente il blog letterario “Prima della pioggia” visitabile all’indirizzo: https://testiappuntinotedablogs.wordpress.com/

Venerdì 9 novembre 2018 – Martano (Le) – I racconti di Aldo Augieri ospiti della Farmacia Letteraria Corte Grande


Venerdì 9 novembre 2018 – ore 20.00
Farmacia Letteraria Corte Grande
(Martano – Piazza Assunta, 31)

“I singhiozzi di Jerry e Gunther”
di Aldo Augieri
(Musicaos Editore)

Venerdì 9 novembre 2018, alle ore 20.00, a Martano, presso la “Farmacia Letteraria Corte Grande”, in Piazza Assunta 31, si terrà un nuovo appuntamento con la scrittura, i racconti, e la lettura di Aldo Augieri, che presenterà la sua raccolta di racconti intitolata “I singhiozzi di Jerry e Gunther”, dialogando con l’editore del volume, Luciano Pagano, e leggendo alcuni estratti dai racconti. Ingresso libero.

Secondo Cinzia Dilauro (QuiSalento), “I singhiozzi di Jerry e Gunther” sono “Una bella e godibile raccolta che si vorrebbe non finisse così presto per capire chi cavolo sono Jerry e Gunther e vedere fino a dove l’autore riesca a spingere l’intollerabile, la normale e pericolosissima quotidianità, per vedere quale effetto farà il racconto successivo e quello dopo ancora. In quel gioco di reazioni indefinibili e controverse, ambigue e oscure a noi stessi, ma venate, questo è certo, di disdicevole divertimento”. Secondo Geraldine Meyer (L’Ottavo), ci troviamo davanti a “uno di quei libri rispetto ai quali restare tiepidi è impossibile. O lo si chiude alle prime righe o si arriva all’ultima parola con il sempre più raro senso di spiazzamento che buona parte della letteratura italiana degli ultimi anni non regala più. Raro ancor più quando si tratta di racconti. Materia difficile, sempre a rischio di banalizzazione, in bilico tra incompiutezza e perdita di centro. Nei racconti non è la trama quella su cui deve lavorare uno scrittore ma, semmai, la situazione. E qui, in questo libro, Augieri riesce in un’impresa per nulla facile: quella di non focalizzare né l’una né l’altra ma, ancora più arditamente, mettere il dito direttamente nella piaga e nella piega di deliri e ossessioni”.

I racconti di Aldo Augieri partono da situazioni in apparenza comuni, per poi creare uno sfasamento dal piano della realtà, spingendosi al di là del paradosso. Attrazione, sesso, violenza gratuita e ponderata; Agata è una donna ossessionata dal corpo del suo amante, che deve sempre toccare, lambire, avere al suo fianco, materialmente incollato come un gemello siamese. Jerry e Gunther, come Sherazade, sono due portatori insani di storie che approfittano della calura estiva per estendere il giorno come un nuovo metallo prezioso, costruendo un ponte tra la stranezza della realtà e la concretezza irreale di ciò che potrebbe essere. Tra le storie che vengono narrate viene tessuto un filo, un dialogo sottile tra il lettore e le ossessioni e paure dello stesso autore. I racconti si giocano sulla costruzione di una tensione, un arco teso verso la direzione della fine di ogni storia. “C’è un problema” racconta ad esempio l’ineluttabilità di una giornata che condurrà il protagonista verso una conclusione inaspettata, per quanto annunciata. Aldo Augieri, che per la scrittura di alcuni di questi racconti si è avvalso anche degli oggetti e dell’immaginario del Fondo “Salvatore Errico”, costruisce atmosfere orrorifiche, inquietanti, con suggestioni figlie della frequente “compagnia” di Ambrose Bierce, nelle quali si mescolano elementi grand-guignoleschi, suspense, finali imprevedibili, che creano un vero e proprio gotico nel contemporaneo.
Le donne protagoniste di queste storie sono crudeli, dispotiche, eppure degne della più grande adorazione, come in “Gunther”; oppure diventano centro di attrazione per i giochi di ragazzi viziosi. I protagonisti sono visionari, accomunati dalla ricerca dell’amore, ciascuno a modo suo, inseguono fantasmi erotici conosciuti in chat o costruiscono simulacri del desiderio. Il comun denominatore di queste storie è l’esplorazione dell’inconscio, fin nei meandri più inquietanti, come ad esempio quello della spietata crudeltà dei bambini, descritta con dovizia psicologica in “Terapia di gruppo”. “Lettera al lettore” e “Un attore” racchiudono questo viaggio, lasciando il lettore in compagnia dei suoi fantasmi, deliri, ipnosi.

Aldo Augieri fonda, nel 2001, Asfalto Teatro. Per la compagnia compone diversi testi drammatici e riscritture sceniche interpretando e dirigendo le partiture di Guai in un paese di utopia (2001), Lo schiaffo del soldato (2005), La caccia allo Snark (2006), La condanna (2008), Odradek (2009), Vecchio Angelo Mezzanotte (2010), Le bagatelle di Lady Macbeth (2011), H.H. La confessione di un vedovo di razza bianca (2014), Scandalo negli abissi (2015), Storielle cliniche (2017). Questi racconti costituiscono il suo primo tuffo nelle acque contaminate della letteratura.

Informazioni
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info@musicaos.it
tel. 0836.618232

Mercoledì 31 ottobre 2018 – Lecce – Graziano Gala al “Vecchio Stampo”, per la Rassegna “Emergenze”, con Pasquale Santoro e Marco Garofalo


Mercoledì 31 ottobre 2018 · ore 18.30
Vecchio Stampo
(Lecce, Via Sozy Carafa, 74)

nell’ambito della rassegna “EMERGENZE”

“Felici diluvi” (Musicaos)
di Graziano Gala

Dialoga con l’autore:
Luciano Pagano

letture:
Pasquale Santoro

musica di:
Marco Garofalo

Mercoledì 31 ottobre 2018, alle ore 18.30, a Lecce, nei locali dell’associazione VECCHIO STAMPO, in via Sozy Carafa 74, si terrà la presentazione/reading della raccolta di racconti di Graziano Gala, “Felici diluvi”, edita da Musicaos Editore. Per l’occasione l’attore Pasquale Santoro leggerà alcuni racconti, accompagnato alla chitarra elettrica dalle composizioni, nate proprio per i racconti di Gala, realizzate dal musicista Marco Garofalo. L’autore dialogherà con Luciano Pagano.

I “Felici diluvi” di Graziano Gala raccontano di cose che finiscono in modo glorioso, di ciò che arriva al termine, lasciando dietro sé un ricordo di quel che è stato; cose che potrebbero essere andate altrimenti, ma per un meccanismo che si è inceppato procedono lungo un corso particolare, deragliato, inaspettato. Graziano Gala racconta le pieghe di una realtà in cui l’umanità, la persona, l’individuo, vogliono affermarsi prima di scomparire in un oblio definitivo, imposto dalle regole sociali, dall’amore o dal piano regolatore, dalla tracotanza o dal fallimento, passando per la nostalgia e il ricordo. La metropoli e la sua periferia sono il cosmo nel quale si muovono i suoi personaggi che si ribellano, numeri che cercano di sfuggire alla forza del destino per affermare la loro volontà di essere unici. In questi racconti c’è tutta la forza che regala la rivincita che ognuno dei protagonisti riesce a ritagliare per sé.

Graziano Gala nasce a Tricase il 19 settembre 1990. Vive a Milano, dove insegna Lettere in un Liceo delle scienze umane. Nel 2012 vince il premio “Lo scrivo io”, indetto da “La Gazzetta del Mezzogiorno” nella sezione poesia. Il suo racconto “Variabili impazzite”, viene inserito nella collana “Chi semina racconti 2”, curato dall’associazione “Tha Piaza Don Chisciotte”. Nel 2013 vince il premio speciale della giuria nel “Premio internazionale di cultura” indetto dall’AEDE (Association Européenne des Enseignants). Due suoi racconti vengono selezionati nel bando “Bollenti spiriti”, indetto dalla Regione Puglia, dando origine al volume collettaneo “Parole battute”. Si qualifica terzo al “Premio Nazionale Bukowski” di Viareggio. Nel 2016 il suo racconto “Sabotare il silenzio”, viene pubblicato in un’antologia edita da “Testi&Testi” e vince il premio “Carlo Cultrera”. Nello stesso anno un suo racconto viene selezionato dall’associazione “Onalim” e letto durante la Piano City Milano 2016 e nella scuola di scrittura “Belleville”.

Informazioni. Musicaos Editore
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